TESTO AGGIORNATO AL 14 APRILE 2003
Malgieri, Briguglio, Anedda, Cannella, Angela Napoli, Lamorte, Caruso, Cardiello, Patarino, Garnero Santanchè, Strano, Saia, Giulio Conti, Nespoli, Buontempo, Gianni Mancuso, Raisi, Butti, Riccio, Paolone».
a predisporre ed a presentare in Parlamento, entro il 15 maggio 2003, un articolato piano di comunicazione e di contatto con i cittadini italiani residenti all'estero, sostenuto da adeguate, consistenti e straordinarie risorse finanziarie, volto a limitare le gravi irregolarità che ancora persistono nella situazione dell'AIRE a completare al più presto l'aggiornamento dell'elenco unico nazionale degli elettori all'estero e a motivare, sul piano culturale e politico, i possibili fruitori all'esercizio di questo fondamentale diritto di cittadinanza.
ad adoperarsi nei confronti di RFI perché sia definitivamente concluso il procedimento relativo all'aggiudicazione della gara di appalto per euro 10,32 milioni per la realizzazione della tratta Matera La Martella-Venusio e siano, inoltre, onorati e rispettati gli accordi e i documenti richiamati in premessa che prevedono la realizzazione della ferrovia dello Stato Matera-Bari.
premesso che:
in data 23 luglio 2002 venivano presentate alla IX Commissione permanente della Camera due risoluzioni di analogo contenuto (nn. 7-00150 e 7-00151), aventi ad oggetto il rinnovo degli organi sociali di ENAV S.p.A. ed aventi particolare riferimento alle problematiche comunque connesse alla sicurezza del trasporto aereo;
in data 25 settembre 2002 la citata Commissione approvava all'unanimità il testo della risoluzione n. 8-00027, di fatto unificante le due indicate risoluzioni;
in data 15 ottobre 2002 veniva ripresentata alla predetta Commissione una ulteriore risoluzione (n. 7-00167), avente analogo contenuto;
in data 23 ottobre 2002 veniva conseguentemente approvata all'unanimità dalla Commissione trasporti la risoluzione n. 8-00030;
in data 26 febbraio 2003, rispondendo in Aula ad una interrogazione sulla sicurezza aerea, anche il Ministro Lunardi assicurava che i tempi indicati dalla citata ultima risoluzione, in ordine alla nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione dell'ENAV, sarebbero stati rispettati;
ad oggi il nuovo Consiglio non è stato però insediato, anche se l'attuale organo amministrativo risulta scaduto;
continua ad essere estremamente problematica la situazione della sicurezza dell'intero sistema del trasporto aereo, come purtroppo dimostrato dalle numerose e preoccupanti situazioni a rischio denunciate da autorevolissimi organi di informazioni che ne evidenziano una obiettiva carenza di gestione;
la sicurezza del trasporto aereo, al di là dei propri scopi istituzionali, deve essere il primario obiettivo che l'ENAV deve perseguire, allo scopo di rilanciare la competitività del comparto, purtroppo estremamente ridottasi a causa di una situazione di precarietà e di carenza propria della specifica gestione di questo fondamentale e delicatissimo settore;
le reiterate richieste della Commissione trasporti, tra altro assunte sempre all'unanimità e con parere favorevole del Governo, sono fondate sulla esclusiva valutazione di dare un assetto operativo di elevato profilo e di grande operatività, idoneo a fornire risposte certe a tutela della sicurezza del traffico aereo ed alle molte problematiche ad esso collegate, nell'ulteriore intento di conferire credibilità a detto settore e tranquillità ad operatori ed utenza, entrambi estremamente preoccupati dall'attuale situazione;
a procedere, senza ulteriori dilazioni, alla nomina dei nuovi componenti il consiglio di amministrazione dell'ENAV S.p.A., in sostituzione dell'attuale amministratore unico, al fine di dare all'azienda un vertice operativo immediatamente impegnato ad affrontare con decisione i gravi problemi del trasporto aereo, con particolare riferimento alle problematiche connesse alla sicurezza del trasporto aereo.
(1-00180)
«Meroi, Ferro, De Laurentiis, Bocchino, Luigi Martini, La Starza, Pezzella, Ronchi, Landolfi, Bornacin, Catanoso, Delmastro Delle Vedove, Ghiglia, Fatuzzo, Lo Presti, Taglialatela, Arrighi, Cirielli, Bellotti, Maggi, Carrara, Losurdo, Zacchera, Alberto Giorgetti, La Russa, Scalia, Porcu, Onnis, Gironda Veraldi, Cristaldi, Maceratini, Airaghi, Foti, Franz, Gamba, Lisi, Menia, Migliori, Saglia, Benedetti Valentini, Castellani, Landi di Chiavenna, Rositani,
premesso che:
il fenomeno della contraffazione si presenta come un insieme complesso di violazioni a leggi, norme e regolamenti, vincoli contrattuali che regolano i diritti di proprietà intellettuale e di sfruttamento commerciale dei prodotti di ogni genere;
contraffazione ed importazioni parallele costituiscono un giro d'affari enorme ed in continuo sviluppo che alimenta, spesso senza saperlo, un'industria criminale che sfrutta questo mercato per reinvestire nel traffico di droga e nello sfruttamento della prostituzione;
i danni prodotti dalla contraffazione sono molteplici: i nocumenti all'erario e alle aziende sono e normi, ma non sono solo le aziende a perderci, ogni anno 12 mila posti di lavoro scompaiono solo in Italia e 250 mila è la stima dei posti di lavoro persi negli ultimi 10 anni a livello mondiale, a causa della contraffazione, di cui 100 mila circa nella sola Unione europea;
si indebolisce ingiustamente la posizione di mercato dei legittimi produttori, si mette a rischio il settore della distribuzione autorizzata, si ingannano i consumatori e si abbassano gli standard di qualità con un rischio notevole per la sicurezza in quanto vengono immessi sul mercato articoli potenzialmente pericolosi;
i settori più colpiti sono quelli dell'abbigliamento, della pelletteria ma anche delle apparecchiature, della componentistica, degli elettrodomestici, dell'orologeria e così via;
è stato stimato che il giro d'affari di questo fenomeno si attesti oltre i 100 miliardi di dollari l'anno in tutto il mondo pari al 5 per cento 6 per cento dell'intero commercio mondiale. Si passa dal 5 per cento dell'industria degli orologi, al 6 per cento dell'industria farmaceutica, al 10 per cento della profumeria, al 25 per cento dell'audiovideo e al 35 per cento del software;
oltre il 70 per cento circa della produzione mondiale di contraffazioni proviene dal Sud-Est asiatico, in testa la Cina, la Corea, la Thailandia e Taiwan. Il mancante 30 per cento circa dalla produzione mondiale di contraffazioni proviene dal bacino mediterraneo, dove il nostro paese detiene il triste primato di paese leader seguono la Spagna, la Turchia, il Marocco;
in Cina, soprattutto, il fenomeno è in crescita e sta provocando conseguenze imprevedibili; le imprese cinesi che fabbricano prodotti contraffatti si sono allargate e hanno iniziato ad esportare anche in Russia, Birmania, Vietnam e America;
il preoccupante fenomeno colpisce indistintamente le aziende titolari di grandi marchi come le piccole aziende, che trovano nel prodotto contraffatto un temibile concorrente, per non parlare del fatto che dietro al commercio di questi prodotti si nascondono reati gravi, come lo sfruttamento minorile, le vendite senza licenza, l'evasione fiscale;
spesso accade che le aziende italiane intraprendano azione di risarcimento del danno per la contraffazione subita, ma la stessa non ha esito alcuno o nel peggiore dei casi non è nemmeno possibile intraprendere un'azione legale poiché, per l'ordinamento cinese la società che per prima deposita il marchio ne è titolare;
un altro paradosso è rappresentato dal fatto che spesso le imprese italiane che vorrebbero registrare il proprio marchio si trovano nell'impossibilità di farlo perché questo è già stato registrato in maniera abusiva ed illegale da soggetti cinesi, a volte gli stessi distributori locali;
altre volte la contraffazione consiste nell'apposizione da parte di imprese cinesi di false indicazioni di provenienza, nell'imitazione del prodotto o del suo imballo;
l'industria della contraffazione in Cina ha un giro d'affari di oltre 16 miliardi di dollari l'anno, che costa alle aziende occidentali decine e decine di miliardi di dollari di mancate vendite;
molte aziende si preoccupano, altresì, del calo di immagine dovuto all'immissione sul mercato di imitazioni di pessima qualità dei loro prodotti;
diverse fonti confermano che si tratta di un fenomeno in espansione, invece, è più incentrato sulla realizzazione e sulla vendita di beni di largo consumo;
l'enormità e la capillarità delle attività di contraffazione in Cina rendono vani anche gli sforzi più cospicui delle singole imprese, tutto ciò a causa dell'insufficiente legislazione cinese in tema di marchi e brevetti;
recentemente il Ministro dell'economia e delle finanze è intervenuto a difesa dei prodotti italiani ed europei, preoccupato del confronto di questi con la concorrenza sleale dei Paesi orientali, addirittura ipotizzando l'introduzione di dazi a difesa dei prodotti made in Italy;
ad assumere iniziative idonee a fronteggiare la concorrenza sleale subita dai prodotti italiani da parte dei produttori cinesi che invadono il nostro mercato con una crescente quantità di beni contraffatti in spregio a qualsiasi normativa sui brevetti;
ad elaborare una concreta proposta normativa che possa rendere operativa l'ipotesi di istituire una politica di dazi già ventilata dal ministro dell'economia e delle finanze.
(1-00181)
«Gibelli, Jacini, Ercole, Francesca Martini, Guido Giuseppe Rossi, Parolo, Dario Galli, Pagliarini, Lussana, Sergio Rossi, Luciano Dussin, Fontanini, Bricolo, Bianchi Clerici, Ricciuti, Vascon, Didonè, Marinello, Rodeghiero, Guido Dussin, Rizzi, Polledri, Massidda, Cossa, Cuccu, Di Virgilio, Borriello, Romele, Scaltritti, Minoli Rota, Meroi, La Starza, Ghiglia, Misuraca, Zama, Viale, Scherini, Taborelli».
premesso che:
è in corso presso la Commissione parlamentare per l'infanzia l'esame del Piano nazionale d'azione e di interventi per la tutela dei diritti e lo sviluppo dei soggetti in età evolutiva di cui all'articolo 2 della legge 23 dicembre 1997, n. 451, che ha tra i suoi obiettivi il rafforzamento della cooperazione per lo sviluppo dell'infanzia nel mondo, individuando le modalità di finanziamento degli interventi previsti;
il decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 1998, n. 369, articolo 2, comma 3 prevede che, al fine di rafforzare la cooperazione per lo sviluppo dell'infanzia nel mondo, il Ministero degli affari esteri predisponga, per quanto di sua competenza, un dettagliato programma di interventi, che diviene parte integrante del Piano nazionale d'azione, indicando anche le risorse finanziarie destinate allo scopo;
l'UNICEF ha lanciato un appello a sostenere i suoi sforzi per fornire aiuti e assistenza ai bambini iracheni, la cui sopravvivenza è definita dalla stessa organizzazione delle Nazioni Unite in grave rischio;
tenendo conto dei dodici anni di privazioni di ogni genere in campo sanitario, alimentare e di supporti scolastici, nei quali i bambini iracheni sono stati tenuti dal regime;
considerando che, nonostante il programma «Oil for food» fosse esplicitamente dedicato all'assistenza dei soggetti più deboli e siano Stati attuati numerosi progetti di assistenza e di cooperazione, è molto probabile che i proventi della vendita di petrolio siano stati impiegati dal regime anche per scopi militari e di riarmo;
a prevedere, nell'ambito del programma di interventi per il rafforzamento della cooperazione per lo sviluppo dell'infanzia nel mondo, che ai sensi dell'articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 1998, n. 369 costituisce parte integrante del Piano nazionale d'azione e di interventi per la tutela dei diritti e lo sviluppo dei soggetti in età evolutiva, un adeguato stanziamento a favore degli interventi umanitari per i bambini in Iraq;
ad assumere iniziative in sede di Unione Europea, anche in vista del prossimo semestre di presidenza italiana, per programmare ed attuare efficaci azioni umanitarie in Iraq, anche sostenendo l'attività di organismi internazionali e organizzazioni non governative.
(1-00182)
«Burani Procaccini, Antonio Leone, Anna Maria Leone, Francesca Martini, Castellani, Angela Napoli».
premesso che:
l'operazione condotta dalla generalità dei consolati italiani di invio ai cittadini italiani residenti all'estero degli incartamenti volti ad aggiornare i dati anagrafici ai fini di una più adeguata sistemazione dell'AIRE sta dando risultati limitati e preoccupanti;
in diversi Paesi dove sono presenti folte comunità di origine italiana, appena una metà degli interpellati ha ritenuto di rispondere e di contribuire a regolarizzare la situazione anagrafica, con conseguenze preoccupanti non solo per la tanto auspicata bonifica dell'AIRE, ma anche nella prospettiva di una soddisfacente partecipazione del voto all'estero;
il fatto che tra le risposte sia stata molto elevata (talvolta anche superiore al trenta per cento) la percentuale di coloro che hanno compiuto l'opzione per il voto in Italia, e che tale dato, oltre a dimostrare l'inopportunità dell'invio del questionario insieme ai documenti di regolarizzazione dei dati anagrafici, accresce l'allarme sia per l'efficacia del metodo di lavoro adottato sia per la disattenzione e, forse, per la disaffezione per lo stesso esercizio del voto per corrispondenza;
solo un impegno consistente ed organico di informazione e di chiarimento sui diversi aspetti del voto per corrispondenza, che mobiliti non soltanto gli strumenti dell'apparato amministrative e comunicativo pubblico, ma anche i COMITES ed i rappresentanti del CGIE, il mondo associativo, dei patronati e i mezzi di comunicazione in lingua italiana e locale, può servire a colmare la distanza di attenzione per l'evento, che già in occasione del prossimo referendum di metà giugno 2003, troverà una prima occasione di realizzazione;
(7-00232)«Calzolaio, Spini, Sereni, Bressa, Boato».
premesso che:
RFI (Rete Ferrovia Italia) da deciso di sospendere l'appalto relativo alla realizzazione del tratto di ferrovia dello Stato da Matera La Martella a Venusio per un importo di euro 10,32 milioni che si trova già in fase di aggiudicazione provvisoria;
tale opera costituisce una frazione del più generale programma formalmente approvato relativo alla realizzazione della ferrovia dello Stato Matera-Bari;
considerato, a questo proposito, che in data 15 maggio 1998 e 10 febbraio 1999 viene sottoscritto il protocollo di intesa tra ministero dei trasporti e della navigazione, ministero del bilancio, Ferrovie dello Stato S.p.A., Ferrovie Appulo-Lucane (FAL), regione Puglia e regione Basilicata, avente per oggetto la razionalizzazione e l'efficientamento della linea ferroviaria Matera-Bari;
in data 19 gennaio 2000 viene sottoscritto tra i soggetti sopra richiamati l'Accordo di Programma Quadro per il Trasporto Ferroviario e per i Sistemi di mobilità e Scambio (AQP2) che tra l'altro prevede: il prolungamento della Ferrandina-Matera fino a Venusio, l'adeguamento a standard FS della linea FAL nel tratto Venusio-Altamura, l'adeguamento del tratto urbano Matera-Venusio;
la copertura finanziaria di tali interventi è data da: 70 miliardi di lire, ex lege n. 341 del 1995 (Del. CIPE 9 luglio 1998 n. 69) 62 miliardi di lire, a carico dei on europei per lo Sviluppo regionale (FESR), resi disponibili dalla regione Basilicata; 28 miliardi di lire, a carico dei fondi del Programma Operativo Nazionale Trasporti (PON);
è stato stabilito, inoltre, che, qualora questa ultima somma non si rendesse disponibile dal PON Trasporti, la regione Basilicata si impegnava a coprire il fabbisogno finanziario con i fondi per le aree depresse anno 1999 e con il POR 2000-2006;
il 16 dicembre 2002 con Delibera di Giunta n. 2397 la regione Basilicata ha confermato tutto questo e i propri impegni;
ritiene del tutto ingiustificata la nuova sospensione delle procedure di appalto da parte di RFI S.p.A. poichè in tal modo disattende gli impegni assunti e formalizzati nei documenti di programmazione in premessa richiamati e ritarda il progetto di collegamento di Matera alla rete ferroviaria nazionale;
(7-00231)
«Adduce, Duca, Susini, Luongo, Potenza, Tidei, Albonetti, De Luca, Rognoni, Lettieri, Raffaldini, Mazzarello, Panattoni, Boccia, Molinari».