Allegato A
Seduta n. 322 dell'11/6/2003


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(Sezione 3 - Iniziative del Governo per garantire la regolarità e la segretezza del voto degli italiani residenti all'estero, in occasione del referendum sullo statuto dei lavoratori)

ALFONSO GIANNI. - Al Ministro per gli italiani nel mondo. - Per sapere - premesso che:
è la prima volta che gli italiani residenti all'estero sono messi in condizione, o dovrebbero esserlo, di votare;
questo capita per la prima volta in una consultazione referendaria, nella quale si vota non in base ad appartenenze o simpatie politiche, ma sul merito del quesito, la cui esatta conoscenza è, quindi, decisiva;
vi sono vistose disparità di giudizio tra l'Anagrafe degli italiani residenti all'estero (Aire) e i ministeri competenti circa l'effettivo numero complessivo degli italiani aventi diritto al voto;
questa incertezza potrebbe pesare negativamente sull'individuazione del quorum da raggiungere per considerare valida la consultazione referendaria;
giungono notizie da varie parti del mondo di incertezze rispetto alla stessa data entro la quale devono essere terminate le operazioni di voto e, soprattutto, emergono preoccupanti elementi di cattiva organizzazione e informazione, tali da suscitare più di una perplessità in merito alla regolarità e alla segretezza del voto;


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tuttavia, le cifre fin qui fornite a mezzo stampa indicano un considerevole interesse a partecipare alla consultazione referendaria da parte dei nostri concittadini residenti all'estero;
il Ministro interrogato ha giustamente e pubblicamente invitato gli italiani ad andare a votare, circostanza quest'ultima che sarebbe persino ovvia se non ci trovassimo di fronte ad un incitamento all'astensione che proviene dalle forze politiche della Casa delle libertà - e non solo - e dallo stesso Presidente del Consiglio dei ministri -:
cosa il Ministro interrogato intenda fare per garantire in queste ultime ore la regolarità e la segretezza delle operazioni di voto in tutti i loro aspetti (a cominciare dalla corretta valutazione degli aventi diritto al voto) e quali valutazioni sia eventualmente già in grado di trarre da questa prima esperienza, nella quale, purtroppo, ha fatto da cavia un referendum espressione di democrazia diretta e della massima importanza per l'estensione dei diritti a tutti i cittadini. (3-02369)
(10 giugno 2003)