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DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
il Ministro Tremonti ha affermato: «Per quanto riguarda tutti i dati che lei assume, le assicuro che sono totalmente falsi e siamo a disposizione per ogni ulteriore informazione»;
ad altri cittadini che chiedevano spiegazioni riguardanti i tempi della erogazione del reddito minimo di inserimento;
di lavoro, non sia opportuno soprassedere dall'emanazione di tale provvedimento.
ancora una volta la Camera dei deputati è oggetto di dimostrazioni di insofferenza da parte delle ONG impegnate nella cooperazione allo sviluppo, nei confronti del sorprendente comportamento di questo Governo che, in vista dell'approvazione del decreto concernente l'invio del nostro contingente in Iraq e, a quanto risulta agli interpellanti, a seguito di un non meglio precisato atto di indirizzo della Presidenza del Consiglio, avrebbe falcidiato le somme pertinenti alla cooperazione italiana, sottraendo ad essa 308 milioni di euro;
gli impegni solennemente presi da questo Governo, di far giungere gli importi della cooperazione entro il 2006 all'1,5 del PIL, vedono ogni anno ridursi tali impegni di spesa, contravvenendo ad accordi liberamente sottoscritti da questo Governo a livello internazionale -:
se sia conforme alla normativa vigente che atti unilaterali di un Ministro o della Presidenza del Consiglio modifichino la legge finanziaria approvata da questo Parlamento;
quali iniziative il Governo intenda attivare per tener fede agli impegni internazionali sottoscritti dall'Italia, per salvaguardare sottoscritti dall'Italia, per salvaguardare la progettualità della nostra Cooperazione nei paesi in via di sviluppo, per garantire il lavoro ai 3.000 operatori delle ONG, attualmente operanti in tali Paesi.
(2-00807)
«Mazzuca Poggiolini, Montecuollo, Luigi Pepe, Mastella, Cusumano, Pisicchio».
il Ministro Tremonti non ha detto la verità al Parlamento, oppure è all'oscuro di quello che stanno decidendo presso il dicastero dell'economia e delle finanze in suo nome;
vengono di seguito riassunti i fatti:
a) nella seduta di martedì 10 giugno scorso il Ministro Tremonti, rispondendo ad una domanda dell'onorevole Visco nel corso di un'audizione in Commissione Bilancio della Camera (resoconto Internet Camera) ha detto: «devo assicurare che non è allo studio e non è previsto un'ipotesi di cartolarizzazione del quinto dello stipendio; credo si tratti di informazioni infondate»;
b) rispondendo poi ad un «question time» in Assemblea presentato dall'interrogante mercoledì 11 giugno scorso
c) una ricerca accurata ha confermato che tutto quanto affermato nella predetta interrogazione urgente era del tutto esatto, e cioè che la cartolarizzazione Inpdap sarà un'operazione da 5,8 miliardi di euro, che il Governo incasserà subito una cifra che sarebbe comunque entrata nelle casse dell'ente, che le banche guadagneranno su un'operazione priva di rischi, mentre l'Inpdap perderà la possibilità di fare prestiti in futuro ai dipendenti pubblici, che l'Inpdap non incasserà più i rimborsi dei crediti erogati in passato ai lavoratori dipendenti, il cui ammontare totale è di 4,8 miliardi di euro. Tra i benefici in via di sparizione, la famosa «cessione del quinto» e i mutui agevolati;
d) basta andare sul sito Internet del Ministro dell'economia per trovare un comunicato stampa del 23 maggio 2003 in cui si afferma: «Scelti i collocatori della cartolarizzazione dei crediti INPDAP. Il Ministro dell'economia e delle finanze e l'Istituto nazionale di previdenza dei dipendenti dell'Amministrazione pubblica (Inpdap) comunicano che Citigroup, Crediti Suisse, First Boston e UniCredit Banca Mobiliare sono state selezionate per curare le attività propedeutiche ed il collocamento dei titoli risultati dalla cartolarizzazione dei crediti dell'Inpdap. La cartolarizzazione avrà ad oggetto i crediti vantati dall'Inpdap nei confronti di soggetti pubblici e privati per un ammontare nominale superiore ai 5 miliardi di euro»;
e) va aggiunto poi che i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil hanno scritto il 10 giugno 2003 una lettera sull'argomento al Presidente del Consiglio in cui si afferma che: «Con un apposito decreto, emanato nel mese di aprile, il Ministro dell'economia, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, ha disposto la cessione e la cartolarizzazione dei crediti della Gestione unitaria per le prestazioni sociali e creditizie dell'Inpdap. Le suddette operazioni pregiudicano irreversibilmente l'erogazione delle future prestazioni sociali, impediscono la continuità del servizio e mettono in grande pericolo la sopravvivenza della stessa Gestione unitaria»;
quest'ultima, giova sottolineare, è sostenuta con i contributi posti ad esclusivo carico dei lavoratori e trattenuti con un'aliquota dello 0,35 per cento delle retribuzioni mensili;
la cartolarizzazione quindi si configura come un vero e proprio atto di tagli alle risorse economiche dei lavoratori, generate dai medesimi allo scopo di assicurarsi in regime di mutualità e solidarietà prestazioni di contenuto sociale;
concludendo sulla base delle premesse esposte si può affermare che:
è vero che è in corso la cartolarizzazione dei crediti Inpdap;
è vero che parte essenziale di questi 5,8 miliardi di euro sono i prestiti erogati ai dipendenti dello Stato e che essi vengono restituiti entro il limite massimo di un quinto dello stipendio;
è vero che vengono cartolarizzati fondi che non sono del Tesoro ma di un fondo costituito con lo 0,35 per cento dello stipendio dei dipendenti incrementato nel corso degli anni;
è vero che i dipendenti non potranno più usare questa forma di prestito;
è vero che il Ministro dell'economia dispone ed incamera di fatto soldi che non sono nella sua disponibilità, fa un favore alle banche che avranno un aggio su crediti certi ed esigibili e che l'unico vero risultato sarà che il Tesoro avrà subito a disposizione 5,8 miliardi di euro;
è vero che oltre ad un intervento discutibile si crea un debito verso i dipendenti statali che di fatto verrà portato fuori bilancio e quindi si tratta di un debito occulto dello Stato -:
se il Ministro non ha detto la verità quando ha affermato che i dati asseriti erano falsi o se il Ministro non era a conoscenza di un intervento di questa portata e dei suoi effetti deciso dal suo ministero.
(3-02397)
la circolare n. 12 del 24 ottobre 2000, pur ripristinando il criterio originario di cui all'articolo 73, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1972, n. 748, di inquadramento degli ispettori generali e dei direttori di divisione, all'atto del collocamento in pensione, nella qualifica dell'ex primo dirigente, ora dirigente, ha escluso dal computo delle pensioni la parte fissa della retribuzione di posizione, considerata dalla giurisprudenza amministrativa e dalla contrattazione collettiva della dirigenza, emolumento fisso e ricorrente della struttura retributiva della dirigenza;
il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro 9 gennaio 1997 definisce la retribuzione di posizione variabile da un minimo di 12 milioni delle vecchie lire a un massimo di 70 milioni delle vecchie lire, mentre da lire 12 milioni a zero è fissa;
il successivo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro 5 aprile 2001, nel distinguere una parte fissa ed una variabile della retribuzione di posizione, statuisce che la componente fissa è correlata alla qualifica dirigenziale, mentre la variabile è connessa allo svolgimento delle funzioni dirigenziali;
in tal senso il Dipartimento della funzione pubblica ha accolto le doglianze dei pensionati dell'ex ruolo ad esaurimento e, con nota n. 269/10/bc del 30 gennaio 2002 ha proposto al Dipartimento della ragioneria generale dello Stato il riconoscimento della quota minima della retribuzione di posizione, ai fini pensionistici, e la modifica della circolare n. 12/2000;
la Ragioneria generale dello Stato, in riscontro, ha risposto, con nota n. 23330 del 1o marzo 2002, ed ha precisato che «con la previsione - operata di recente del contratto collettivo nazionale di lavoro 5 aprile 2001 - di una parte fissa e di una variabile nell'ambito di una retribuzione di posizione, si può sostenere che solo la componente fissa, in quanto non strettamente correlata all'effettivo svolgimento delle funzioni dirigenziali, sembra assumere connotati propri più del trattamento economico fondamentale che di quello accessorio e, pertanto, possa ritenersi speculabile ai fini pensionistici in favore del personale interessato.» -:
quali iniziative s'intendano adottare con urgenza, nel rispetto anche dell'articolo 5, lettera d) del regolamento per il dipartimento della funzione pubblica 16 luglio 1997, n. 323, per sanare la situazione sopra descritta di applicazione del citato articolo 73 tra coloro che sono andati in pensione entro il 30 novembre 1995 e quelli collocati in pensione a partire dal primo dicembre 1995 a tutt'oggi ed anche per spegnere il nutrito ed annoso contenzioso in atto da parte dei pensionati interessati.
(4-06643)
il sindaco di Foggia onorevole Paolo Agostinacchio, il giorno 13 giugno 2003 è stato minacciato gravemente nell'androne del Palazzo di Città da un soggetto che a seguito di tale comportamento è stato bloccato ed accompagnato presso la caserma dei vigili urbani;
la persona resasi protagonista di questo increscioso accadimento era assieme
il gravissimo fatto è l'ultimo di una serie di fatti violenti che purtroppo da tempo caratterizzano la vita della città;
le forze dell'ordine, il cui impegno è encomiabile, sono chiamate ad affrontare una situazione di estrema delicatezza legata all'ordine pubblico ed al disagio sociale così da rendere ormai difficoltoso anche il compito delle stesse istituzioni e degli amministratori locali -:
cosa intendano fare per ripristinare le condizioni di tranquillità e di civile convivenza nella città di Foggia, anche in considerazione del fatto che ormai anche i più alti livelli istituzionali sono vittime di aggressioni e se al fine di ripristinare una situazione di tranquillità sociale non ritengano di attivarsi per accelerare l'iter di erogazione, ai cittadini interessati dalla sperimentazione del reddito minimo di inserimento, delle somme ancora dovute.
(4-06645)
la signora Caminita Margherita, una anziana donna italiana, si trova da marzo 1998 trattenuta nel Regno Unito in forza del «Mental Healt Act» perché ritenuta affetta da demenza senile (infermità non documentata o verificata) e ciò contro la sua volontà, risultante da prove scritte e dichiarazioni registrate, di tornare in Italia, a Palermo, nella sua casa, per riunirsi con la sua famiglia;
in Italia esistono servizi sanitari adeguati alla sua presunta infermità e, pertanto, il suo trattenimento nel Regno Unito risulta ancora più ingiustificato e contro ogni legge;
la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea riconosce a tutti i cittadini europei diritti quali la libertà (articolo 6), il rispetto della propria vita privata e familiare (articolo 70), la non discriminazione per l'età o gli handicap (articolo 21), la possibilità di condurre, in quanto anziani, una vita dignitosa e indipendente (articolo 25), la possibilità, in quanto disabili, di essere reinseriti nella vita della comunità (articolo 26), l'accesso alle prestazioni sociali e di protezione per la malattia e alle relative cure mediche (articoli 34 e 35), tutti diritti oggi negati alla signora Caminita;
il trattato dell'Unione europea, inoltre, garantisce la libera circolazione delle persone (articolo 2) e il rispetto dei diritti dell'uomo, delle libertà fondamentali e dello Stato di diritto così come espressi nella convenzione europea per la salvaguardia dell'uomo e delle libertà fondamentali (articolo 6), diritti negati alla signora Caminita che, contro la sua volontà, è costretta a rimanere nel Regno Unito;
sarebbe auspicabile che il Parlamento europeo svolgesse un'indagine su tale episodio -:
quali iniziative il Governo italiano intenda promuovere affinché la signora Caminita possa tornare in Italia.
(4-06646)
se siano fondate le informazioni secondo le quali il Governo si appresterebbe ad adottare un provvedimento legislativo che introdurrebbe la liberalizzazione completa della vendita di giornali e riviste;
se non ritenga che tale provvedimento:
a) vanificherebbe i contenuti del decreto legislativo n. 170/2001, in materia di diffusione della stanza;
b) aggiungerebbe alla catena di vendita ora esistente di 44.000 punti, 120.000 punti, creando così un ulteriore frazionamento delle vendite in un momento in cui esse presentano un costante calo-:
se infine non ritiene che, a fronte del pericolo della perdita di migliaia di posti
(4-06648)
il comandante italiano della base militare di Camp Darby, Ilio Venuti, ha dichiarato che la quantità di armamenti all'uranio impoverito presenti in base sono diminuite da febbraio 2003, quando gran parte è stata trasferita in altri siti;
l'interrogante dalla scorsa legislatura presenta interrogazioni parlamentari chiedendo di conoscere la verità circa la presenza di tali armamenti in Italia;
le rare volte che nella passata legislatura si è ottenuta risposta alle interrogazioni è sempre stata negata l'esistenza di armamenti all'uranio impoverito;
sempre l'interrogante dalla passata legislatura ha iniziato a porre quesiti ai Ministri competenti circa i possibili danni alla salute e all'ambiente provocati dall'uso di armi all'uranio impoverito;
il passato Governo ha sempre negato l'esistenza di pericoli;
esistono studi, evidentemente mai presi in considerazione, come quello effettuato dalla dottoressa Gatti dell'università di Modena - ed effettuato per conto dell'osservatorio militare -, che evidenziano chiaramente i rischi, molto spesso mortali provocati dall'uranio impoverito;
un recente congresso negli Stati Uniti ha messo in risalto i rischi dell'uranio impoverito;
il comandante Venuti ha dichiarato che «eventuali pericoli, peraltro da dimostrare, si hanno solo dopo che i proiettili vengono sparati»;
è molto probabile, ad avviso dell'interrogante, che l'armamentario trasferito da Camp Darby sia stato impiegato nella guerra in Iraq;
in Iraq hanno iniziato ad affluire i primi contingenti militari italiani -:
se non si ritengano sufficienti oltre 20 militari morti e 257 ammalati, tra i reduci dalle missioni nei Balcani (dove l'uranio impoverito è stato impiegato) per dimostrare gli «eventuali pericoli» o per lo meno per prendere in considerazione l'idea di effettuare degli studi seri circa il problema;
quale tipo di precauzioni siano state prese per i nostri militari inviati in Iraq e quali sono le differenze di equipaggiamento con le truppe inviate in passato nei Balcani;
se, atteso che il protocollo della sanità militare prevede una profilassi vacinale che dura almeno otto mesi e considerato che la missione è stata decisa ed attivata solo in un mese, sia stato seguito tale protocollo.
(4-06663)