Allegato B
Seduta n. 471 del 20/5/2004


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INTERROGAZIONI PER LE QUALI È PERVENUTA RISPOSTA SCRITTA ALLA PRESIDENZA

BORRIELLO. - Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Per sapere - premesso che:
nel mese di giugno 2002 è stato chiuso l'ufficio SISDE della città di L'Aquila con contestuale trasferimento del personale nella sede di Pescara;
l'ufficio doveva essere riaperto entro il mese di dicembre del 2002, ma a tutt'oggi non si hanno notizie del ripristino di detto ufficio;
è urgente che si provveda alla ricostituzione dell'ufficio nella sede della città di L'Aquila;
le autorità locali lamentano la mancanza dell'ufficio Sisde;
quali iniziative intenda adottare per ripristinare il predetto ufficio SISDE nella città di L'Aquila che essendo capoluogo di Regione deve essere dotata di tutti i servizi necessari per garantire la sicurezza pubblica.
(4-05744)

Risposta. - Con riferimento all'interrogazione parlamentare in discorso, si rappresenta preliminarmente che la struttura ordinamentale del Servizio per le Informazioni e la Sicurezza Democratica è disciplinata con decreto del Ministro dell'interno mentre la sua articolazione interna e sul territorio è stabilita con provvedimenti attuativi del direttore del SISDE.
L'attività info-investigativa viene sviluppata sull'intero territorio nazionale in ragione delle finalità e delle priorità istituzionali, indipendentemente dalla presenza o meno
in loco di articolazioni periferiche.
Non trova alcun riscontro, infine, la notizia, riportata nel testo del documento parlamentare, di una già prevista riapertura dell'ufficio SISDE nella città di L'Aquila.
Il Sottosegretario di Stato per l'interno: Alfredo Mantovano.

BORRIELLO. - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Per sapere - premesso che:
la stazione delle ferrovie dello Stato di Torre del Greco, Napoli, è del tutto insufficiente alla dimensione ed alla importanza demografica di tale comune e, soprattutto, non riesce a servire adeguatamente lo scalo marittimo limitandone le potenzialità operative e di sviluppo -:
se non si ritenga, nell'ambito delle proprie competenze, di provvedere all'ammodernamento ed all'accrescimento delle capacità della stazione tornese come contributo preliminare sia alla facilitazione delle comunicazioni sia per favorire la ripresa economica dell'area interessata.
(4-07486)

Risposta. - In merito all'interrogazione indicata in discorso, Ferrovie dello Stato spa ha riferito che per l'ammodernamento e l'accrescimento delle capacità della stazione di Torre del Greco sono stati appaltati i lavori di ristrutturazione della stazione, per i quali sono disponibili 250 mila euro.


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I locali della stazione, ormai liberi dalle attività finalizzate alla gestione della circolazione, sono stati oggetto di confronto con il comune al quale potrebbero essere destinati in comodato gratuito. Allo stesso modo sono in corso anche contatti con associazioni senza scopo di lucro.
Nel quadro degli interventi di riqualificazione della linea Napoli-Salerno, è stato studiato un piano che prevede, oltre alla realizzazione di parcheggi all'esterno della stazione, anche un sistema d'intermodalità per garantire collegamenti adeguati tra la ferrovia e gli altri sistemi di mobilità dei cittadini.
Il Sottosegretario di Stato per le infrastrutture e per i trasporti: Nino Sospiri.

BRIGUGLIO. - Al Ministro per l'innovazione e le tecnologie. - Per sapere - premesso che:
il TAR Lazio ha annullato il decreto con cui il Ministero della innovazione tecnologica in data 8 aprile 2003 aveva bandito il concorso «vola con Internet» riservato ai giovani studenti;
il provvedimento del TAR salve le istanze presentate dai giovani beneficiari dell'iniziativa, mentre dichiara inefficace la convenzione stipulata tra il ministero e l'Associazione Italiana Informatica e Calcolo Automatico (AICA);
l'annullamento è stato pronunciato a seguito di ricorso che contestava l'affidamento diretto del servizio di certificazione ECDL al di fuori delle procedure di evidenza pubblica;
il progetto «Vola con Internet» prevedeva l'erogazione di un contributo per l'acquisto di un PC e per l'ottenimento della patente europea per l'uso del computer ai ragazzi che avevano compiuto 16 anni -:
quali siano le ragioni per le quali venne bandito il concorso successivamente annullato dal TAR e quali provvedimenti intenda assumere al riguardo.
(4-09252)

Risposta. - Il Progetto elaborato dal Dipartimento per l'innovazione e le tecnologie è volto ad incentivare l'acquisizione e l'utilizzo degli strumenti informatici e digitali tra i giovani che hanno compiuto nel 2003 il sedicesimo anno di età, attraverso la corresponsione di un incentivo economico, pari a euro 175, disciplinato, nelle modalità e nei termini, dal decreto interministeriale 8 aprile 2003. Considerata la rilevanza e diffusione dell'iniziativa tale provvedimento prevedeva anche forme di collaborazione con organismi esterni alla pubblica amministrazione.
Si tratta di una iniziativa che rivolgendosi, in modo diretto e semplice, ad una categoria ben definita di utenti, produce effetti di immediato riscontro, sia perché la richiesta e l'utilizzazione dei P.C. tra i giovani evidenzia un significativo incremento proprio in questa fascia di età, che segna il passaggio verso studi ulteriori o verso il mondo del lavoro, sia perché le opzioni maturate tra questi utenti sono meno soggette a rapida obsolescenza e maggiormente orientate verso utilizzazioni più evolute degli strumenti informatici disponibili sul mercato. Il progetto individua altresì un percorso formativo in grado di conferire una competenza di base nelle discipline informatiche attestata dalla relativa certificazione.
Abbinato al progetto è un concorso al quale possono partecipare i ragazzi che hanno usufruito del contributo; il concorso consiste nella risoluzione di un problema, attraverso quesiti a risposte multiple che richiedono, da parte del sedicenne, l'utilizzo sia delle sue conoscenze informatiche che delle sue capacità logiche. A seconda delle risposte scelte viene costruito un percorso, a cui corrisponde un risultato finale, il cui punteggio è visualizzato al termine della prova.
In effetti l'iniziativa ha riscosso finora un notevole successo: ben 36.489 giovani hanno acquistato il Pc con il
bonus. Il progetto, quindi, ha avuto riscontri più che positivi tanto che si è provveduto a disporne la proroga fino al 31 marzo 2004, e si è proposto al Ministro dell'economia e delle finanze un ulteriore prolungamento di


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6 mesi, per coloro che hanno compiuto il sedicesimo anno di età nel 2003.
Tanto premesso in generale circa l'iniziativa «Vola con Internet», si illustrano ora gli aspetti del Progetto più specificamente relativi di un corso di formazione all'uso del computer.
Al fine di fornire ai soggetti interessati una formazione di alto livello qualitativo, riconosciuta a livello europeo, è stato individuata l'AICA, licenziatario della certificazione ECDL, quale soggetto idoneo all'organizzazione delle prove per il conseguimento della stessa. Tale individuazione è avvenuta in base a ricerche di mercato che hanno posto in luce numerosi e coincidenti precedenti e circostanze che attribuivano all'AICA una posizione del tutto peculiare nel citato settore. L'associazione in parola, infatti, ha stipulato nel 1999 un protocollo di intesa con il Ministero della Pubblica Istruzione per diffondere il sistema ECDL quale certificazione di riferimento delle conoscenze informatiche di base. Un ulteriore protocollo di intesa è stato stipulato nel 2001 con i Ministeri dell'istruzione e del lavoro per diffondere e promuovere il riconoscimento delle competenze informatiche secondo lo
standard europeo ECDL e per soddisfare esigenze legate al mondo del lavoro.
Nello stesso anno un decreto interministeriale del Ministero del Lavoro di concerto con il Ministero della Istruzione aveva individuato la certificazione ECDL quale indicatore di riferimento per le conoscenze informatiche nell'ambito delle attività di formazione degli apprendisti ex articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica n. 257/2000, concernente l'obbligo di frequenza di attività formative fino al diciottesimo anno di età. Con un protocollo di intesa, stipulato tra il ministero dell'istruzione e la conferenza dei Rettori delle Università italiane, veniva altresì riconosciuto presso le Università un credito formativo in relazione al conseguimento dell'ECDL.
D'altra parte, la peculiare valenza formativa dell'ECDL si era già ampiamente consolidata a livello europeo. Infatti il gruppo di lavoro ad alto livello
Employment and social dimension of the information society-ESDIS composto da rappresentanti degli Stati Membri della UE e presieduto dalla Commissione europea, approvando una raccomandazione riguardante l'attuazione del programma e-Europe, aveva indicato l'ECDL come unico sistema di certificazione delle capacità informatiche di base largamente accettato in Europa in grado di attuare le linee di azione del programma e-Europe 2002 a livello europeo, essendo riconosciuto da imprese, maestranze e parti sociali.
Per quanto concerne la sentenza del TAR del Lazio del 26 febbraio u.s., si precisa che quest'ultima, contestando la legittimità delle modalità di individuazione del soggetto idoneo a rilasciare la certificazione del percorso formativo, ha annullato il decreto interministeriale già citato soltanto nella parte relativa al conseguimento della Patente Europea del Computer (ECDL), nonché dichiarato inefficace la relativa convenzione stipulata con l'AICA, senza peraltro inficiare il regolare svolgimento del concorso previsto, che è stato attivato dal 23 febbraio 2004. In ogni caso, questa amministrazione sta valutando l'opportunità di proporre ricorso in appello avverso la citata sentenza.
Si precisa infine che considerati i positivi riscontri ottenuti nell'attuazione del Progetto durante l'anno 2003, la legge finanziaria 2004 ne ha previsto la riproposizione anche per i ragazzi che compiranno 16 anni nel 2004, al fine di continuare ad incentivare la cultura informatica e l'uso di Internet presso i giovani. Le modalità di attuazione del progetto saranno disposte in un apposito decreto interministeriale, attualmente in corso di sottoscrizione da parte dei Ministri competenti.
Il Ministro per l'innovazione e le tecnologie: Lucio Stanca.

CAMPA. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
martedì 25 febbraio 2003 - dal pomeriggio e sino al mattino successivo - si è svolta una cosiddetta «festa della pace»


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nella sede dell'istituto universitario di architettura di Venezia;
la manifestazione era autorizzata dal rettore e, a quanto riportato anche dalla stampa e dalla televisione, aveva la finalità di raccogliere fondi da devolvere alla biblioteca di Sarajevo;
alla manifestazione hanno partecipato migliaia di giovani che hanno lasciato la sede universitaria in condizioni deprecabili ed indecorose: immondizie ovunque (nel cortile, sulle scale), aule inagibili, pavimenti ricoperti di materiali che rendevano neri e scivolosi i pavimenti, escrementi umani nel cortile e nelle scale;
per le condizioni assolutamente inaccettabili in cui versavano i luoghi all'indomani dalla manifestazione, gli addetti alla pulizia dell'ateneo si sono rifiutati di svolgere il loro lavoro;
il giorno 26 febbraio 2003, era in programma una riunione nell'aula D3 che non si è potuta svolgere perché, i partecipanti alla festa hanno staccato l'estintore antincendio dalla parete - rendendo l'aula non conforme alle norme vigenti sulla sicurezza e, dunque, - impraticabile, e hanno imbrattato pavimenti, pareti e tavoli;
sempre il giorno 26 febbraio 2003 non si è potuta utilizzare l'Aula Magna per la presentazione del corso di progettazione ambientale che coinvolgeva oltre 400 studenti provenienti da tutto il territorio nazionale la quale è stata impedita di fatto dal permanere di impianti audio/video, cartelloni, manifesti, casse di bibite e bottiglie di alcolici;
risulta all'interrogante che, nonostante i danni ben visibili riportati dalle strutture e la conseguente interruzione del pubblico servizio, secondo il professor Folin, Rettore dell'ateneo veneto presente alla manifestazione, si sarebbe trattato di una bella festa;
ad avviso dell'interrogante, sarebbe opportuno che i responsabili dei danneggiamenti fossero tenuti a risarcire i danni -:
se il Governo non intenda adottare misure di tutela dell'ordine pubblico volte ad evitare che lo svolgimento di tali manifestazioni non diventi l'occasione per alcuni di dare sfogo alla propria inciviltà e per scongiurare il pericolo che tali eccessi deplorevoli diventino l'alibi per recare danno e nocumento non solo alle strutture pubbliche, ma anche - e soprattutto - a diritti fondamentali quali la libertà di manifestare e di usufruire pienamente di un pubblico servizio, qual è quello che viene reso con lo svolgimento delle lezioni negli atenei.
(4-05669)

Risposta. - In merito all'atto di sindacato ispettivo in esame, si fa presente che il Ministero ha ritenuto opportuno acquisire elementi conoscitivi, che sono stati forniti dagli organi di governo dell'Ateneo e dal prefetto di Venezia e che di seguito si riassumono.
Secondo quanto riferito dal direttore amministrativo dell'IUAV, la manifestazione in oggetto è stata promossa dal Senato degli studenti e regolarmente autorizzata dal rettore dalle ore 9 alle ore 23.
L'iniziativa, inserita nell'ambito dell'accordo quadro concluso tra la facoltà e l'università di Sarayevo, denominata «Laboratorio di pace», aveva lo scopo di «creare una serie di occasioni di contatto tra gli studenti, la città di Venezia ed il carnevale», attraverso lo sviluppo del tema della guerra e delle sue conseguenze economiche.
È da sottolineare che, come riferito dal prefetto i rettori sia dello IUAV che dell'università di Venezia Cà Foscari o, in loro vece, alcuni presidi di facoltà, avevano già, in precedenza, consentito all'utilizzo degli spazi universitari per attività ricreative degli studenti, vista la denunciata mancanza, in questa città lagunare, di altri luoghi idonei per iniziative giovanili, senza richiedere la presenza di pattuglie, in quanto non avevano mai ritenuto necessario, in occasione di queste feste, un intervento preventivo, o tanto meno repressivo, per il mantenimento dell'ordine e della sicurezza pubblici all'interno delle facoltà.
La manifestazione, secondo il direttore amministrativo, si era svolta con regolarità


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durante l'orario indicato nell'autorizzazione. Egli ha precisato di essere intervenuto personalmente, insieme al rettore, durante le attività, anche allo scopo di esercitare funzioni di vigilanza, e di aver invitato gli organizzatori sia al rispetto degli orari sia all'adozione di misure idonee atte ad evitare danni e a non provocare disturbo alla quiete pubblica, stante l'elevato numero di partecipanti.
Tuttavia, il mattino successivo, i responsabili dell'area servizi generali constatavano che i luoghi risultavano molto sporchi, con notevoli accumuli di immondizie, che su una parete dell'aula magna era stata tracciata una scritta con un pennarello, mentre nell'aula D3 era stato completamente scaricato un estintore a polvere.
Il prefetto di Venezia ha riferito, inoltre, che a seguito delle numerose segnalazioni pervenute al 113, lamentanti la musica ad alto volume, vi era stato, alle 1,40 di notte, un intervento in loco di un equipaggio della Polizia di Stato che aveva appunto constatato l'assenza di controlli all'ingresso dell'università e la presenza, all'interno del chiostro, di circa 200 persone.
A seguito della constatazione dello stato dei locali l'Ateneo provvedeva, immediatamente, ad interpellare la società aggiudicataria dell'appalto delle pulizie perché provvedesse alla pulizia dei luoghi; peraltro, anche alcuni studenti si adoperavano personalmente per collaborare alle attività di pulizia straordinaria, allo scopo di ridurre i costi per l'intervento della ditta appaltatrice.
Le relative spese (quantificate in 2.483,00 euro, IVA esclusa) venivano, comunque, addebitate al Senato degli studenti, organizzatore dell'attività, attraverso apposita decurtazione dei fondi per le attività autogestite.
Il direttore amministrativo dello IUAV provvedeva, inoltre, a convocare, in data 28 febbraio 2003, gli organizzatori dell'attività ed il Presidente del Senato degli studenti, per informarli della predetta decurtazione e per contestare loro sia il mancato rispetto dei limiti orari previsti dall'autorizzazione, sia la carenza organizzativa in generale (in specie per non avere previsto una limitazione degli accessi).
In merito alla ipotizzata interruzione di pubblico servizio, che sarebbe derivata dalla inagibilità di alcuni spazi, il direttore amministrativo ha chiarito che tutte le attività programmate per il giorno successivo sono state comunque svolte; la presentazione del corso di progettazione ambientale, infatti, non doveva tenersi in Aula magna, come riportato dall'interrogante, ma in un'altra aula nella sede dell'ex cotonificio a Santa Marta, mentre si è regolarmente svolta in altro spazio la riunione prevista in aula D3.
Da quanto emerge dalla documentazione prodotta sia dal direttore amministrativo dello IUAV sia dal prefetto di Venezia sembra che la manifestazione di cui trattasi, seppure tenuta con carenze di tipo organizzativo, debitamente contestate agli studenti, non abbia causato danni ai quali non si sia potuto porre rimedio con gli strumenti a disposizione dell'università.
Per quanto attiene, poi, alla richiesta di adozione di misure di tutela dell'ordine pubblico da parte del Governo in tali circostanze si rammenta che esse rientrano nell'ambito dell'autonomia di cui godono le amministrazioni universitarie. Dovrà essere, pertanto, cura delle medesime valutare, di volta in volta, la necessità di adottare provvedimenti in tal senso.
Il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca: Letizia Moratti.

CUSUMANO. - Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro per la funzione pubblica, al Ministro per i beni e le attività culturali. - Per sapere - premesso che:
in data 25 febbraio 2004 è stato pubblicato sul Riformista un articolo intitolato «Urbani affida a Blandini - Non sarà il mago Silvan, però saprà far quadrare i conti» dal contenuto particolarmente grave che ad oggi non sembra avere ottenuto smentite di sorta a firma del giornalista Michele Anselmi cui il Ministro


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Urbani ha, nel recente passato, rilasciato interviste esclusive;
in tale articolo si riferisce che «il potente direttore per il cinema Gianni Profita dovrebbe dimettersi su suggerimento del Ministro Urbani... per trasmigrare, con lo stesso grado, alla funzione pubblica dove il Ministro Luigi Marzella l'avrebbe chiamato. In cambio, si sussurra, il figlio del ministro Pierluigi, diventerà a stretto giro di posta capo dipartimento dello spettacolo»;
secondo l'interrogante, se tale notizia rispondesse al vero getterebbe un'ombra sinistra sull'opinione che l'attuale Governo nutre circa il ruolo della pubblica amministrazione che, alla luce delle notizie richiamate, sarebbe da importanti suoi membri intesa come scambio nella più deleteria accezione nepotistica;
la legge richiede profili professionali ben definiti e qualificati, oltre che chiaramente riferibili al ruolo da ricoprire, per le più alte cariche della P.A. dello Stato -:
se, in particolare, il Ministro Mazzella, considerato il suo preciso mandato a capo della funzione pubblica, non pensi di dissipare con estrema sollecitudine qualunque dubbio circa la «pratica» dello scambio a favore di un suo congiunto denunciata nell'articolo richiamato;
se il Ministro Urbani non desideri intervenire anch'esso, considerato che sembrerebbe, in base all'articolo richiamato che si sia creata una «casellina» di Capo Dipartimento cui verosimilmente potrebbe essere proposta una figura esterna (Pierluigi Mazzella?), al quale affiancare uno degli autori della legge di riforma del cinema (Blandini?) come riportato nello stesso articolo;
se il Presidente del Consiglio - cui spetterebbe di firmare l'atto di nomina del Direttore Generale e di sottoporre addirittura al Presidente della Repubblica quello relativo al Capo Dipartimento - non senta la necessità di allontanare dal suo Governo il sospetto di un uso «privato» della cosa «pubblica».
(4-09202)

Risposta. - Il dottor Gianni Profita, attualmente direttore per il cinema presso il ministero per i beni e le attività culturali, non essendo inserito nei ruoli della pubblica amministrazione, non può ottenere un incarico di livello dirigenziale generale presso il Dipartimento della funzione pubblica, ai sensi dell'articolo 19, comma 6, del decreto legislativo 165 del 2001 e successive modificazioni, in quanto, allo stato, il limite massimo del 10 per cento dei posti di funzione presso la Presidenza del Consiglio dei ministri è stato da tempo raggiunto. Il suddetto dottor Profita, pertanto, al momento non può aspirare ad assumere l'incarico del quale viene fatta menzione dall'interrogante.
Il Ministro per i rapporti con il Parlamento: Carlo Giovanardi.

DEIANA. - Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che:
nei giorni scorsi, per l'esattezza il 29 gennaio 2004, è stato eletto il primo Comitato Olimpico iracheno del dopo-Saddam che sarà guidato da Ahned Al Sammarai, un ex atleta ed ex generale che lasciò l'esercito di Saddam 20 anni fa durante un meeting sportivo a Ginevra;
contrariamente a quanto, sia pure non ufficialmente, era stato richiesto dal CIO, nessuna donna è stata eletta nel nuovo Comitato Olimpico iracheno. La candidata Iman Sadih Hussein è stata esclusa nonostante che avesse ricevuto 18 preferenze, le stesse toccate a un candidato di sesso maschile nella votazione per il quinto ed ultimo posto disponibile;
l'episodio di misoginia si iscrive in un contesto contrassegnato da una crescente ostilità degli ambienti religiosi integralisti nei confronti della condizione di storica relativa emancipazione e autonomia di cui godevano le donne irachene in passato, condizione che Saddam Hussein aveva in


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parte peggiorato per compiacere i gruppi religiosi senza però cancellarne i presupposti -:
che passi intenda compiere il ministro presso le autorità americane e la Coalizione dell'autorità provvisoria per manifestare la volontà del nostro Paese di contrastare ogni misura finalizzata a ledere i diritti delle donne in Iraq.
(4-08870)

Risposta. - Sia il Consiglio di Governo iracheno che il Gabinetto interinale, i due organi composti da iracheni che assicurano, insieme alla Coalition Provisional Authority (CPA), l'amministrazione temporanea del Paese, annoverano fra i propri membri una donna. In particolare, si segnala che il Ministro delle municipalità e dei Lavori pubblici, dottoressa Nasreen Barwari, è stato invitato nel nostro Paese dove potrà effettuare degli incontri con Rappresentanti del Governo e del Parlamento per discutere, fra l'altro, della condizione femminile in Iraq.
La «Legge di amministrazione per l'Iraq per il Periodo di transizione», recentemente approvata, che contribuisce a definire il quadro normativa iracheno per il periodo transitorio che precede l'instaurazione nel paese di un Governo legittimo e rappresentativo, democraticamente eletto dai cittadini dell'Iraq, contiene alcune disposizioni legislative particolarmente importanti, ai fini della tutela dei diritti delle donne. Fra questi, l'esplicito rifiuto di qualunque forma di discriminazione legata al sesso e la previsione di riservare il 25 per cento dei posti della prossima Assemblea nazionale, e cioè del consesso che avrà il compito di redigere il testo di una Costituzione irachena definitiva, alle donne.
Può essere ricordato anche il fatto che un recente tentativo di modificare il Codice civile iracheno per avvicinarlo alla Sharia, introducendo una regolamentazione che prevedeva la necessità di adire corti islamiche per materie come il matrimonio, il divorzio, la custodia dei figli, l'eredità e tutti gli altri aspetti relativi al diritto di famiglia, è fallito anche per la ferma opposizione di una parte importante delle forze politiche e civili coinvolte nel processo di transizione politica irachena. Esiste pertanto una crescente consapevolezza in seno ad alcune forze politiche irachene che la tutela dei diritti delle donne rappresenta un elemento fondamentale per la costruzione di un Iraq sovrano, democratico e prospero.
Va anche segnalata in questo contesto, come segnale dell'attenzione dell'attuale Amministrazione transitoria per la condizione femminile, l'apertura a Baghdad del
Mansour Women's Center, il primo di nove centri che verranno aperti in tutto l'Iraq, il cui obiettivo è quello di consentire alle giovani donne irachene di accedere a quegli strumenti ed a quelle conoscenze che potranno migliorarne la condizione di vita e lavorativa.
In merito alla questione è bene sottolineare che nel corso della sua 59ma sessione, svoltasi a Ginevra nei mesi di marzo e aprile 2003, la Commissione Onu per i Diritti umani ha approvato la Risoluzione 2003/84, concernente la situazione dei diritti umani in Iraq. La risoluzione, approvata con 31 voti a favore, 3 contrari e 12 astensioni, esorta, tra altro, la Comunità Internazionale a prestare assistenza affinché in Iraq siano costituite istituzioni libere e democratiche che assicurino i diritti e le libertà fondamentali degli individui, indipendentemente dalla loro origine, appartenenza etnica, religione, sesso, in conformità con quanto sancito dalle norme internazionali in materia di diritti umani.
Con riferimento specifico alle più recenti iniziative che hanno caratterizzato l'impegno dell'Italia a favore delle donne in ambito internazionale, si fa presente che:
l'Italia e l'Unione europea svolgono da sempre una intensa attività, sia a livello bilaterale che multilaterale, in favore dei diritti delle donne e dell'uguaglianza di genere. Sovente tale attività si è concretizzata, e continua tuttora a concretizzarsi, in iniziative diplomatiche condotte nei confronti di quei Paesi che ancora oggi violano i diritti e le libertà fondamentali delle donne, costringendole a vivere in una condizione di subalternità rispetto all'uomo e di pressoché totale emarginazione dalla vita civile e politica.


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Durante il semestre di Presidenza italiana del Consiglio dell'Unione europea, la tematica della promozione e protezione dei diritti delle donne ha formato oggetto di una costante azione propulsiva svolta nei principali fori multilaterali, ed in particolar modo in ambito di 58ma sessione dell'Assemblea Generale delle Nazioni unite, da questo Ministero degli esteri di concerto con il Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri.
Nell'ottobre 2003, in occasione dei lavori della Terza commissione UNGA relativi ai punti 110 e 111 dell'ordine del giorno «Uguaglianza di genere e violenza contro le donne», l'Italia, nella sua qualità di Presidente di turno dell'Unione europea, anche per sottolineare l'importanza attribuita a tali argomenti, è stata rappresentata a New York dal Ministro per le pari opportunità, onorevole Stefania Prestigiacomo, che ha pronunciato un discorso a nome dell'Unione europea, nel quale ha tra l'altro rilevato che, in applicazione della Convenzione per l'eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne (Cedaw), la comunità internazionale dovrebbe promuovere l'adozione di misure concrete per la eliminazione delle discriminazioni tuttora esistenti, in molti Paesi del mondo, nei confronti delle donne nella vita politica e pubblica. Il Ministro ha, a tale proposito, sottolineato come l'uguaglianza di genere, se garantita in particolar modo nei processi decisionali, costituisca un requisito essenziale per la democrazia. Nel suo intervento alle Nazioni unite, l'onorevole Prestigiacomo ha inoltre confermato l'impegno dell'Unione europea a intervenire contro qualunque forma di violenza contro le donne e le giovani, sia essa rappresentata dalla violenza domestica o da altri fenomeni quali il traffico di esseri umani, i delitti d'onore, lo sfruttamento sessuale o economico e le pratiche tradizionali o consuetudinarie dannose alla salute delle donne. Tali forme di violenza costituiscono, infatti, il maggiore ostacolo al pieno godimento dei diritti umani e delle libertà fondamentali da parte delle donne e delle giovani nel mondo.
Il Ministro Prestigiacomo ha, infine, lanciato un appello affinché tutti gli Stati membri, delle Nazioni Unite firmino e ratifichino al più presto la Cedaw, cogliendo tra l'altro l'occasione per esprimere, a nome dell'Unione europea, le congratulazioni all'avvocato iraniano signora Shirin Ebadi, cui è stato conferito il Premio Nobel per la Pace per l'anno 2003.
Nel corso della 58ma sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni unite, sono state approvate nel dicembre 2003 per consenso, e con la co-sponsorizzazione dell'Italia, le seguenti risoluzioni sulle donne:
risoluzione 58/148, concernente i seguiti della Quarta Conferenza Mondiale sulle Donne, la piena applicazione della Dichiarazione di Pechino e della Piattaforma d'azione e i risultati della 23ma sessione speciale dell'Assemblea generale sulle donne;
risoluzione 58/147, sull'eliminazione della violenza domestica contro le donne;
risoluzione 58/146, concernente la situazione delle donne nelle aree rurali;
risoluzione 58/145, sulla Convenzione per l'eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne;
risoluzione 58/144, concernente il miglioramento della condizione delle donne nel sistema delle Nazioni unite;
risoluzione 58/143, sulla violenza a danno delle donne migranti;
risoluzione 58/142, relativa alla partecipazione delle donne alla vita politica.

L'Italia ha inoltre espresso anche nel 2003 voto favorevole, assieme a Grecia, Portogallo, Spagna, Cipro, Malta e Slovacchia, sulla risoluzione relativa al futuro dell'Instraw (Istituto di ricerca e training per l'avanzamento delle donne). La risoluzione, prevedendo l'eventuale erogazione, se necessario, di fondi addizionali oltre a quelli già stanziati in bilancio, consente all'Instraw di essere operativo fino alla prossima sessione dell'Assemblea generale.
Il Sottosegretario di Stato per gli affari esteri: Alfredo Luigi Mantica.


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DI TEODORO. - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. - Per sapere - premesso che:
il decreto del Presidente della Repubblica 328 del 2001 e la successiva circolare ministeriale del Miur protocollo 2126 del 28 maggio 2002 contenente direttive interpretative del suddetto decreto del Presidente della Repubblica hanno l'effetto, in conformità ai nuovi ordinamenti dei corsi universitari, di precludere l'iscrizione all'albo degli ingegneri informatici ai laureati in scienze dell'informazione ed ai laureati in informatica con l'ordinamento previgente;
tale preclusione, non consentendo di ricollocare i precedenti titoli informatici nell'ambito del nuovo ordinamento universitario (classe 23/S «laurea specialistica in informatica»), priva circa 25.000 informatici della possibilità di continuare a svolgere mansioni che hanno fino ad oggi svolto egregiamente (la progettazione, l'analisi, la direzione lavori ed il collaudo di sistemi informativi complessi e reti complesse di calcolatori) e per le quali il nuovo titolo richiesto è appunto la laurea specialistica;
tale preclusione ingenera in effetti un'insostenibile disparità di trattamento tra informatici laureati con lauree del vecchio ordinamento ed informatici laureati con il nuovo ordinamento, nonostante i primi abbiano fino all'entrata in vigore del nuovo ordinamento posseduto le competenze che questo ora riconosce solo ai secondi -:
cosa intenda fare il ministro interrogato per sanare questa situazione d'ingiustizia e giungere all'equipollenza tra la laurea in scienze dell'informazione, la laurea in informatica e la laurea specialistica in informatica introdotta dal nuovo ordinamento.
(4-03408)

Risposta. - In relazione all'atto di sindacato ispettivo in esame, al fine di fornire adeguate risposte alla questione sollevata dall'interrogante è necessario richiamare, in via preliminare, le complesse problematiche derivate dalla recente modifica del titolo V della Costituzione.
In particolare, a seguito di tale modifica l'articolo 117, comma terzo, della Costituzione, così come novellato in seguito alla legge Costituzionale, prevede la disciplina delle professioni tra le materie oggetto di potestà legislativa concorrente.
In tale materia, pertanto, lo Stato non avrebbe più potestà regolamentare ma dovrebbe limitarsi a dettare i principi, mentre spetterebbe alle leggi regionali la normativa di dettaglio, cosicché viene a porsi il problema dell'individuazione degli strumenti normativi attraverso i quali potranno essere apportate eventuali modifiche al decreto del Presidente della Repubblica n. 328/01, che disciplina l'accesso alle libere professioni.
Al riguardo, occorre precisare, in via preliminare che, al fine di individuare gli ambiti di competenza dello Stato e quelli spettanti alle regioni, secondo quanto previsto dalla legge delega «La Loggia» n. 131 del 2003 la Presidenza del Consiglio sotto il coordinamento del Dipartimento degli affari regionali ha costituito un gruppo di lavoro con la partecipazione di tutti i Ministeri interessati. Non vi sono dubbi, che il nuovo riparto operato dal legislatore costituzionale pone evidenti difficoltà per l'individuazione delle competenze in materia di professioni intellettuali, per l'esercizio delle quali la legge prevede l'iscrizione in appositi albi o elenchi.
Infatti, va considerato che l'articolo 33 della Costituzione prevede la potestà legislativa esclusiva dello Stato per la disciplina dell'esame di Stato e dei titoli che gli danno accesso. Inoltre, l'articolo 117 secondo comma lettera
l), prevede che resta riservata allo Stato in via esclusiva la materia «dell'ordinamento civile»; va considerato, infatti, che caratteristica propria delle professioni protette è l'attribuzione in via riservata di specifici ambiti di attività professionale, e di uno specifico titolo professionale. Tali previsioni di attività riservate e di attribuzione riservata di uno specifico titolo professionale rappresentano una deroga all'ordinamento civile che sancisce il principio generale di libertà dello


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svolgimento dell'attività economica, e rientrano pertanto nell'ambito dell'ordinamento civile, rimesso alla potestà legislativa esclusiva statale.
Quanto detto conferma la difficoltà ad individuare l'eventuale potestà legislativa concorrente regionale in materia.
Pertanto, un intervento legislativo sulle professioni in generale e sul Decreto 328 del 2001 in particolare potrà essere predisposto solo dopo aver chiarito la portata dell'articolo 117, terzo comma, in materia di professioni, con la sola eccezione delle norme relative alla disciplina degli esami di Stato, per le quali, come già detto, è pacifico che continua a sussistere la potestà legislativa esclusiva dello Stato. A tal fine la Presidenza del Consiglio ha affidato allo stesso gruppo di lavoro dianzi menzionato l'incarico di esaminare il testo unificato dei disegni di legge n. 691, 804, 1478 in materia di professioni, il cui esame in Parlamento è stato, pertanto temporaneamente sospeso.
La problematica segnalata dall'interrogante in merito all'accesso dei dottori in scienze dell'informazione e dei dottori informatici all'albo degli ingegneri, settore dell'informazione potranno, peraltro, essere affrontate nell'ambito della ridefinizione delle disposizioni disciplinanti l'esame di Stato relativo alla professione di ingegnere.
Si fa presente che analoga risposta è già stata data alle interrogazione n. 5-02660 dell'onorevole Palmieri e n. 3-02055 dell'onorevole Magnolfi.
Il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca: Letizia Moratti.

FOLENA e VERNETTI. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
il popolo tibetano vive in una condizione di oppressione da parte del Governo della Cina popolare da oltre 50 anni, come denunciato dalle organizzazioni internazionali per i diritti umani;
la Costituzione della Repubblica, all'articolo 10, stabilisce che «Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge -:
se e quali iniziative intenda prendere il Ministro al fine di assicurare ai cittadini tibetani che ne facciano richiesta lo status di rifugiati nel nostro Paese.
(4-07743)

Risposta. - In merito all'interrogazione parlamentare in esame, va premesso che la questione tibetana è fortemente sentita dal Governo in linea con gli impegni assunti con la risoluzione n. 6-00038 approvata, come è noto, dalla Camera dei Deputati il 9 ottobre 2002.
Quanto alle iniziative da intraprendere per assicurare ai cittadini tibetani che ne facciano richiesta lo
status di rifugiati nel nostro Paese, assicuro che le eventuali richieste saranno esaminate dalla commissione centrale per il riconoscimento dello status di rifugiato nel pieno rispetto della Convenzione di Ginevra del 1951.
Com'è noto, ai sensi dell'articolo 1/A della predetta Convenzione è rifugiato chi, temendo di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un gruppo sociale o per le sue opinioni politiche, si trova fuori del paese di cui è cittadino e non può o non vuole, a causa di questo timore, avvalersi della protezione del suo paese.
La Convenzione non fornisce, però, una protezione automatica o permanente. Infatti, spetta alla commissione centrale per il riconoscimento dello
status di rifugiato la valutazione delle singole domande.
Relativamente ai cittadini tibetani, si evidenzia che, nel corso del 2003, non è stata presentata alcuna domanda alla predetta Commissione.
Detto questo, su un piano generale di miglioramento delle procedure di riconoscimento dello
status di rifugiato, si soggiunge che il regolamento di attuazione delle disposizioni in materia di asilo contenute nella legge n. 189 del 2002, è attualmente all'esame del Consiglio di Stato per l'acquisizione del prescritto parere, mentre


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è già stato espresso quello della Conferenza Unificata.
Con il regolamento in questione si intende innovare le procedure di accoglienza degli stranieri richiedenti lo
status di rifugiato nonché la trattazione e l'esame delle relative istanze di riconoscimento presentate. La nuova disciplina prevede nuovi soggetti, quali la commissione territoriale, la commissione nazionale ed introduce nell'ordinamento un nuovo istituto, quello del «trattenimento» del richiedente asilo, in presenza di determinate condizioni, presso apposite strutture.
Sono altresì in corso di definizione due ulteriori ed importanti Direttive europee in materia di asilo (norme minime di procedura ai fini del riconoscimento e revoca dello
status di rifugiato; norme sull'attribuzione a cittadini di Paesi terzi o apolidi della qualifica di rifugiato di persona altrimenti bisognosa di protezione internazionale, nonché norme minime sul contenuto dello status di protezione), previste nelle conclusioni del Vertice Europeo di Siviglia del giugno 2002, che dovrebbero costituire oggetto di esame da parte della presidenza irlandese.
Il Sottosegretario di Stato per l'interno: Alfredo Mantovano.

FOTI. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
con nota del 30 ottobre 2001 a firma del direttore della II divisione della Direzione centrale del personale del ministero dell'interno, servizio trattamento di pensione previdenza, il signor Pieraccini Orfeo (nato a Gantagallo - Firenze - il 10 agosto 1936 e residente a Piacenza, in via Divisione Partigiana Val Nure 8) veniva informato che la pratica di pensione privilegiata di suo interesse (posizione 333.H/0150142) era stata inviata in pari data - con elenco n. 174 - al comitato per le pensioni privilegiate ordinarie per l'acquisizione del prescritto esame e parere -:
se il parere richiesto sia stato reso e, nel caso di riscontro favorevole, se il decreto di concessione della pensione privilegiata sia stato trasmesso all'ufficio centrale del bilancio presso il ministero dell'interno al fine dell'inoltro alla competente Inpdap;
se e quando sia prevista la corresponsione delle prestazioni spettanti al predetto Pieraccini Orfeo.
(4-08345)

Risposta. - Si comunica che, con elenco n. 13683 del 4 marzo scorso, il Comitato per le pensioni privilegiate ordinarie ha restituito, con parere favorevole, la proposta di concessione della pensione privilegiata al signor Orfeo Pieraccini, già Sovrintendente della polizia di Stato.
Il 5 marzo successivo, il ministero interrogato ha interessato la sede di Piacenza dell'INPDAP per la proroga del pagamento dell'assegno privilegiato, già in godimento, in attesa della emissione del formale provvedimento di concessione della pensione privilegiata definitiva.
Il Sottosegretario di Stato per l'interno: Alfredo Mantovano.

DANIELE GALLI e ZANETTA. - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Per sapere - premesso che:
il numero dei convogli merci che percorrono la tratta ferroviaria via Lotschberg, nonché linea del corridoio Huckepak, Friburgo/Sempione-Novara, importante asse per il trasporto merci dal centro Europa al Mediterraneo, stanno gradatamente raggiungendo il numero limite di massimo utilizzo, compatibile con le caratteristiche tecniche della linea;
sulla medesima non risultano essere state effettuate le necessarie opere di abbattimento dell'impatto ambientale, in particolare nelle zone fortemente antropizzate;
i progetti di adeguamento della linea, ai criteri della «autostrada viaggiante» non risultano in itinere;
il tratto Domodossola-Novara risulta tuttora non rientrante nelle linee ferroviarie


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fondamentali, ai sensi del decreto ministeriale 21 marzo 2000 -:
se nei disposti della legge 1 agosto 2002, n. 166, all'articolo 38, comma 6, non si ritenga opportuno destinare parte degli impegni finanziari stanziati per il «Fondo per la contribuzione agli investimenti per lo sviluppo del trasporto merci per ferrovia, con particolare riferimento al trasporto combinato e di merci pericolose ed agli investimenti per le autostrade viaggianti», nonché per quanto disposto anche al comma 5, articolo 38, della medesima legge, anche alla copertura finanziaria relativa all'adeguamento funzionale della linea e variazioni di tracciato; alla progettazione e costruzione di opere strutturali accessorie, quali sovra e/o sottopassi alla linea ferroviaria Sempione-Domodossola-Novara, atte a renderla adeguata al concetto di «autostrada viaggiante»; alla costruzione delle opere atte all'abbattimento degli impatti negativi indotti sul territorio attraversato dalla linea in oggetto.
(4-04207)

Risposta. - Ferrovie dello Stato spa ha riferito che il corridoio Huckepack Novara-Sempione-Friburgo, attivato in data 11 giugno 2001 in esecuzione dell'Accordo interferroviario del 25 novembre 1991 e ratificato a livello governativo il 3 dicembre 1991 con l'Accordo trilaterale tra Germania, Svizzera ed Italia, è attualmente impegnato da 8 coppie di treni, con previsione di incremento di altre 3 coppie che utilizzano la tecnica dell'autostrada viaggiante.
La linea Novara-Borgomanero è già attrezzata per la circolazione dell'autostrada viaggiante (tir fino a 4 metri di altezza completi di motrice caricati su speciali carri merci) e dei container di grandi dimensioni.
Un intervento specifico è programmata nello scalo di Domo II per permettere il transito delle locomotive mono e politensione.
Le linee Novara-Arona e Milano-Arona, invece, saranno adeguate entro il 2007, realizzandosi, in tal modo, un sistema di collegamento con il Sempione dai terminali merci di Novara e Gallarate, compreso l'adeguamento nelle stazioni della capacità dei binari di incrocio per permettere l'inoltro dei treni più lunghi.
Ferrovie dello Stato spa ha inoltre segnalato che attraverso un finanziamento misto Rete Ferroviaria Italiana (RFI), regione Piemonte, provincia di Novara e comune di Gozzano, è in corso di progettazione la rettifica del tracciato detto Gobba di Gozzano.
La pianificazione degli interventi di potenziamento infrastrutturale sul versante italiano, portati avanti da RFI, è pienamente in linea con i grandi interventi sui valichi in corso di realizzazione in territorio svizzero ed è tale da garantire capacità e qualità di trasporto perfettamente coerente alla previsione di traffico per il 2007 con l'apertura da parte degli Svizzeri del primo binario del Loetschberg.
Nel corso dei lavori di potenziamento della linea Domodossola-Novara, RFI ha proceduto anche alla realizzazione di puntuali interventi di mitigazione delle vibrazioni prodotte dal traffico ferroviario attraverso la posa in opera di materiale antivibrante sulla piattaforma ferroviaria.
A tale riguardo, Ferrovie ha sottolineato che anche Trenitalia sta attuando interventi sul materiale rotabile per ridurre l'attrito fra il bordino delle ruote e la rotaia, come peraltro già sperimentato da imprese ferroviarie straniere che adottano lo stesso tipo di carri, con risultati positivi ai fini dell'abbattimento del rumore.
Nell'ambito del progetto di potenziamento in questione, sono state, altresì, condotte verifiche sulle opere d'arte presenti sulla linea volte ad accertarne l'idoneità in relazione alla circolazione dei treni di 22 tonnellate/asse.
Negli anni recenti, inoltre, sono state realizzate opere anche con il concorso dei Comuni interessati che hanno consentito la soppressione di 16 passaggi a livello. Si sono, altresì, avuti contatti con le province di Novara e Verbano-Cusio-Ossola per l'avvio di studi preliminari di fattibilità al fine della stipula di accordi di programma per la soppressione di ulteriori passaggi a livello.


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Dopo un primo periodo di messa a punto della linea e degli impianti, con effetti sulla qualità del servizio di trasporto, attraverso adeguati provvedimenti di circolazione e la riprogrammazione dell'orario sia dei treni Huckepack sia dei treni regionali, si è conseguito un parziale recupero della puntualità del trasporto regionale che registra, attualmente, l'81 per cento dei treni con un ritardo inferiore a 5 minuti.
Il Sottosegretario di Stato per le infrastrutture e per i trasporti: Nino Sospiri.

DANIELE GALLI. - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Per sapere - premesso che:
il territorio della provincia di Novara, per la sua posizione geografica e per le sue caratteristiche socio-economiche, si trova ad essere investito di una notevole importanza in crescendo per quanto riguarda la rete di collegamenti sia stradali che ferroviari, sia in relazione al potenziamento dell'asse ferroviario Voltri-Sempione-Amsterdam, sia per quanto riguarda la ricaduta derivante dalla vicinanza dell'aeroporto di Malpensa, sia per le importanti realtà presenti quali il centro internodale merci, sia per il ruolo centrale rispetto al passaggio della Tav;
la città di Novara, secondo centro del Piemonte, è fulcro di importanti collegamenti ferroviari quali il Torino-Milano e il già citato Voltri-Sempione, nonché delle naturali prosecuzioni degli stessi verso l'Europa;
recentemente Trenitalia ha reso noto che a partire dal 14 dicembre 2003 due dei tre Tgv che attualmente sostano a Novara non effettueranno più le fermate di Novara e Vercelli e che non fermeranno più i convogli Eurostar;
tali convogli sono stati finora utilizzati da un considerevole numero di utenti, diretti sia verso Lione e Parigi, sia verso Milano e Torino, che costituiscono soprattutto traffico turistico, ma anche pendolare verso i capoluoghi piemontese e lombardo, di importanza non trascurabile;
gli stessi sindacati di categoria esprimono contrarietà per questa decisione ribadendo il vasto utilizzo di questi treni da parto dell'utenza, e la natura antieconomica di tale azione;
le recenti decisioni di Trenitalia rispetto alla provincia di Novara appaiono sempre più penalizzanti per un territorio che faticosamente ma con determinazione sta percorrendo la strada per uscire dalla sfavorevole congiuntura economica, e che rappresenta la naturale cerniera tra nord e Mediterraneo, nodo indispensabile per i collegamenti tra Italia settentrionale ed Europa, come ad esempio le soppressioni di convogli e i pesanti ritardi sulle tratte più importanti e la chiusura della biglietteria di Arona, già oggetto di mie precedenti interrogazioni;
la provincia di Novara rappresenta un'opportunità di sviluppo da non trascurare, e la sua naturale vocazione ad essere porta per l'Europa non può essere svilita da decisioni che impongono al territorio solo l'onere del mero passaggio di infrastrutture di importanza internazionale, subendone solo gli impatti negativi e frustrandone le possibilità di crescita -:
se non intenda:
a) intervenire presso Trenitalia spa per sapere le motivazioni reali di tali scelte che sempre più sottodimensionano un pubblico servizio;
b) sottolineare presso Trenitalia spa la funzione di pubblico servizio svolta dal trasporto ferroviario, per il quale una politica fortemente improntata al raggiungimento di soli equilibri di economicità e redditività a scapito degli utenti, non può che tradursi in un disagio che si ripercuote sul tessuto sociale del Paese;
c) di intervenire presso Trenitalia spa affinché possano essere ripristinate le fermate dei convogli in oggetto nella stazione di Novara.
(4-07948)


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Risposta. - Per quanto attiene la questione dei collegamenti ferroviari, in via preliminare si osserva che le questioni sollevate si inseriscono in un quadro caratterizzato, nel settore del trasporto ferroviario, da un delicato momento di transizione dal regime monopolistico a quello della concorrenza del mercato liberalizzato.
Ciò in un contesto di norme italiane e comunitarie che escludono la possibilità di interventi, contributi o aiuti di Stato nel settore del trasporto ferroviario a media e lunga percorrenza non sottoposti ad obbligo di servizio pubblico.
La questione sollevata riguarda infatti servizi Eurostar, che come è noto rientrano, insieme agli
Intercity, tra i servizi di trasporto effettuati da Trenitalia in regime di libertà commerciale, senza alcun contributo pubblico e quindi senza un controllo diretto da parte dello Stato o delle regioni. Nel settore dei servizi ferroviari di media e lunga percorrenza, inoltre, è stato di fatto disposto fin dal 2002 il blocco degli aumenti tariffari.
Nel merito della questione, riguardante la soppressione delle fermate
eurocity di Novara, Vercelli e Bardonecchia sulla relazione Milano-Parigi e viceversa a partire dal nuovo orario del 14 dicembre 2003, Ferrovie dello Stato spa ha riferito che in considerazione dell'importanza sia turistica sia commerciale rivestita dalle su indicate città e, quindi, al fine di assicurarne il presidio, tali fermate, inizialmente non previste nel nuovo orario, sono state introdotte con un provvedimento in corso d'orario e, pertanto, non pubblicate nell'orario ufficiale.
Si fa comunque presente che i sistemi
sipax (sistema informatizzato presente in alcune biglietterie di stazione), internet, Trenitalia informa sono stati aggiornati dal 1 febbraio 2004.
Pertanto, l'EC 9242 con partenza da Milano alle ore 9.15 ed arrivo a Parigi alle ore 16.11 effettua fermata a Bardonecchia alle ore 11.34/11.36.
In direzione opposta il nuovo EC 9249 con partenza da Parigi alle ore 15.50 ed arrivo a Milano alle ore 22.45 effettua fermata a Bardonecchia alle ore 20.25/20.27, a Vercelli alle ore 22.03/22.05 e parte da Novara alle ore 22.19.
Il nuovo EC 9240 con partenza da Milano alle ore 6.48 anziché 6.50 ed arrivo a Parigi alle 13.15, parte da Novara alle ore 7.18 anziché alle 7.20 e ferma a Vercelli alle ore 7.29/7.31.
L'EC 9241 con partenza da Parigi alle ore 8.04 ed arrivo a Milano alle ore 14.45 effettua fermata a Vercelli alle ore 16.46/16.48.
Il Sottosegretario di Stato per le infrastrutture e per i trasporti: Nino Sospiri.

GHIGLIA e DELMASTRO DELLE VEDOVE. - Al Ministro dell'interno, al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. - Per sapere - premesso che:
il giorno 18 novembre 2003, giornata di lutto nazionale, all'interno delle strutture dell'università di Torino e in particolare nella sede di Palazzo Nuovo sita in via Sant'Ottavio 20 sono stati distribuiti e affissi, volantini firmati «Collettivo Universitario Autonomo», sigla riconducibile agli autonomi dei centri sociali, che oltraggiavano i caduti di Nassirya e inneggiavano alla guerriglia irachena;
nei volantini, dal titolo «Solidarietà con la guerriglia irachena», si legge: «Ma chi erano questi carabinieri e questi soldati che dovremmo piangere? Ignobili mercenari, pagati per uccidere in un paese straniero, per esportare con le armi... la cultura dei Mc Donalds e del maresciallo Rocca. Li conosciamo bene questi individui, pronti a far scorrere il sangue anche a casa nostra, sempre in nome della pace, dell'ordine, della democrazia; ...vanno all'estero come tirapiedi degli USA, troppo cretini forse anche per aspettarsi ciò che è successo; e questa repubblica delle banane riscopre all'improvviso di essere patria. Entusiasti politicanti e giornalisti ora possono sventolare il tricolore sul loro piccolo, modesto ground zero ...quanto a noi salutiamo con soddisfazione ogni nuovo attacco che la resistenza irachena lancia contro gli eserciti invasori»;


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l'università di Torino ha concesso in dotazione a tali esponenti dei centri sociali spazi in cui svolgere le proprie attività politiche e propagandistiche all'interno della struttura di Palazzo Nuovo, sito in via Sant'Ottavio 20;
tale spazio si aggiunge alla miriade di luoghi di attività eversiva di potenziale reclutamento per le organizzazioni estremiste;
la presenza di estremisti all'interno dell'ateneo, da tempo ormai tollerata dall'Università degli Studi, è un ostacolo al pluralismo e al ruolo di centro di scambio culturale -:
se siano stati identificati gli autori degli ignomignosi atti sopra riportati e quali provvedimenti siano stati messi in atto dalle autorità di polizia;
se non intendano, stante l'immobilismo delle autorità cittadine, promuovere direttamente lo sgombero dei numerosi centri sociali, «narco-insurrezionalisti», presenti nella città di Torino;
se, fatta salva l'autonomia delle università, non si ritenga possibile sensibilizzare i singoli rettori affinché non concedano e/o revochino spazi all'interno delle Università a gruppi o associazioni che manifestamente e dichiaratamente svolgono attività politiche estranee a quelle universitarie o palesemente illegali e di propaganda anticostituzionale.
(4-08186)

Risposta. - Si comunica che, il 18 novembre 2003, durante la giornata di lutto nazionale per i caduti di Nassirija, nell'atrio della sede delle Facoltà Umanistiche dell'Università di Torino, sita in via Sant'Ottavio, venivano affisse, nonché distribuite, diverse copie di un manifesto intitolato «Solidarietà alla guerriglia irachena», a firma del movimento antagonista «Collettivo Universitario Autonomo», espressione del locale centro sociale autogestito «Askatasuna».
Come evidenziato anche dall'interrogante, il suddetto manifesto, dopo una serie di considerazioni fortemente critiche nei confronti delle espressioni di cordoglio nazionale suscitato dalla scomparsa dei militari italiani, si concludeva con l'affermazione «quanto a noi, salutiamo con soddisfazione ogni nuovo attacco che la resistenza irachena lancia contro gli eserciti invasori».
In relazione a tale episodio, si fa presente che la procura della Repubblica presso il tribunale di Torino ha avviato indagine preliminare per il reato di cui all'articolo 414 del codice penale (istigazione a delinquere) nei confronti di cinque esponenti del «Collettivo».
Nel corso delle indagini, sono state disposte ed eseguite perquisizioni domiciliari a carico degli indagati, nonché perquisizioni in locali, siti all'interno della citata sede dell'Università torinese e che erano a disposizione dell'attività del «Collettivo».
Si comunica, inoltre, che il Senato Accademico della citata Università ha deliberato di sospendere la concessione degli spazi attribuiti al movimento in questione per sei mesi.
Il Sottosegretario di Stato per l'interno: Alfredo Mantovano.

GHIGLIA. - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Per sapere - premesso che:
il 21 novembre 2003 funzionari di Trenitalia e della Regione Piemonte hanno presentato nella sala consiliare del Comune di Susa il nuovo orario ferroviario cadenzato nell'area sud-ovest del Piemonte «Memorario - Piemonte in movimento»;
secondo il Presidente della Comunità Montana Bassa Valle, Antonio Fermentino, con il nuovo orario i valsusini non riusciranno più né ad andare a lavorare né a scuola a Torino;
secondo quanto riportato dagli organi di stampa, Silvano Ruggero, direttore Trenitalia Piemonte avrebbe affermato «siamo aperti ad ogni confronto, il mondo del lavoro e scuola dovranno cercare di adattarsi a questo orario cadenzato destinato a condizionare la vita dei pendolari per almeno i prossimi cinque anni»;


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appare palese l'impossibilità di una modifica tempestiva degli orari scolastici e lavorativi adatta alle modifiche imposte da Trenitalia;
inoltre la linea storica Torino-Bardonecchia verrà del tutto modificata in quanto Susa, stazione ferroviaria terminale di secondaria importanza fino ad oggi, dal prossimo 14 dicembre diventerà il punto centrale della linea da dove partiranno i treni regionali diretti a Torino: il treno navetta si sposterà invece sulla tratta Bussoleno-Bardonecchia;
tale modifica potrebbe creare disagio agli sciatori diretti da Torino a Bardonecchia con il rischio di danneggiamento per il turismo -:
quali iniziative di propria competenza nell'ambito del contratto di servizio, intenda assumere presso Trenitalia spa, affinché:
siano precisate le modifiche esatte imposte da Trenitalia in relazione al nuovo orario ferroviario cadenzato nell'area sud-ovest del Piemonte «Memorario-Piemonte in movimento»;
sia chiarito in che termini Trenitalia intenda sollecitamente confrontarsi con i pendolari e con le comunità montane per adeguare le modifiche imposte alle loro esigenza;
siano individuati gli appositi provvedimenti da adottare sollecitamente affinché Bardonecchia non venga penalizzata, anche sul profilo economico e turistico, dalle suddette modifiche.
(4-08765)

Risposta. - La problematica evidenziata nell'interrogazione in esame attiene al servizio regionale che per le Regioni a statuto ordinario, a seguito dell'attuazione del decreto legislativo n. 422 del 1997, come modificato dal decreto legislativo n. 400 del 1999, non rientra più nella competenza statale, ma è regolato direttamente dalle autorità regionali mediante, contratti di servizio stipulati con Trenitalia spa.
Ciò premesso, Ferrovie dello Stato spa fa conoscere che il nuovo orario ferroviario in vigore dal 14 dicembre 2003 ha introdotto, nella regione Piemonte, alcune novità sulla base di un piano elaborato dalla regione stessa e da Trenitalia spa finalizzato ad aumentare le corse dei treni, diminuire i tempi di attesa e dare una maggiore regolarità ai collegamenti.
Il progetto denominato «Memorario - Piemonte in movimento» consiste nell'introduzione, primo caso in Italia, di un sistema di tipo cadenzato valido per buona parte delle linee della regione sud-occidentale.
Come noto, il sistema cadenzato viene utilizzato con successo da anni presso le più importanti reti ferroviarie europee risultando, in genere, molto gradito ai viaggiatori anche perché comporta una apprezzata continuità dei servizi nelle fasce orarie a domanda contenuta, intensificando e razionalizzando l'offerta.
Nelle logiche di programmazione del servizio, un orario cadenzato è per sua natura più stabile nel tempo e può essere preso a riferimento dal territorio per l'organizzazione delle varie attività.
Infatti, ogni viaggiatore viene messo in condizione di sapere che può trovare ad intervalli costanti, durante quasi tutto l'arco della giornata, un convoglio per una certa destinazione.
Il nuovo servizio ha riguardato, per l'orario 2003/2004, tre importanti direttrici: Torino-Susa-Bardonecchia, Torino-Fossano-Mondovì-Ceva-Savona e Torino-Fossano-Cuneo.
Questo progetto verrà gradualmente esteso alle altre linee piemontesi e dovrebbe andare a regime sull'intero territorio regionale con l'orario di dicembre 2006.
Per quanto riguarda nello specifico le questioni evidenziate nell'atto ispettivo in ordine agli eventuali disagi arrecati dalla nuova offerta sulla tratta Pinerolo-Torre Pellice con l'aumento dei tempi di percorrenza medi, Ferrovie dello Stato spa comunica che la Direzione Piemonte di Trenitalia spa ha effettuato un'analisi comparata del tempo di percorrenza sulla relazione in argomento, riscontrando un incremento medio dell'11,63 per cento.


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Ciò costituisce una conseguenza inevitabile dell'adozione del citato progetto «Memorario», in quanto il nuovo orario cadenzato deve allineare i passaggi di tutti i convogli nelle varie stazioni consentendo la memorizzazione degli orari di partenza di ciascuna località ed organizzare le coincidenze in funzione degli arrivi, favorendo gli interscambi.
Per l'attivazione pratica dell'orario cadenzato è, infatti, necessario uniformare i tempi di percorrenza dei treni adattando la marcia dei convogli più veloci agli standard di quelli che risultano più lenti per differenti caratteristiche tecniche dei rotabili o per problemi di circolazione.
Ad ogni modo, la Direzione Piemonte ha ricevuto da parte dei viaggiatori della linea in questione apprezzamenti per alcune variazioni alla precedente programmazione, quali l'anticipazione di 15 minuti dell'arrivo a Torino Porta Nuova del treno 4327 e la modifica della traccia del treno 4328, prima limitato a Torino Lingotto con arrivo previsto alle ore 9.17 ed attualmente prolungato fino a Torino Porta Nuova alle ore 9.15.
In ogni caso, Trenitalia spa è disponibile ad esaminare eventuali richieste di variazioni dei servizi programmati allo scopo di soddisfare, ove possibile, particolari esigenze dei viaggiatori.
Per questo motivo, dal 9 febbraio 2004, Trenitalia spa ha attivato presso l'ufficio accoglienza della stazione di Torino Porta Nuova lo «Sportello di Memorario», per fornire informazioni e soprattutto per accogliere le indicazioni della clientela.
In tale ottica di orientamento al cliente, è stata disposta l'istituzione di un nuovo collegamento Pinerolo-Torino, alle ore 13 circa, per favorire il rientro degli studenti al termine delle lezioni.
Per diminuire i disagi dei viaggiatori dell'alta valle, sono stati portati da cinque a dieci minuti i tempi di coincidenza con i bus diretti o provenienti da Torre Pellice che a Pinerolo si collegano con tutti i treni della relazione verso Torino.
Grazie, comunque al graduale rinnovo dei mezzi sarà possibile nuovamente ridurre i tempi di percorrenza mantenendo i benefici introdotti dal «Memorario».
Infatti, il Protocollo d'intesa tra regione Lombardia e Trenitalia spa per il finanziamento congiunto di nuovi treni destinati al trasporto regionale piemontese prevede, per il periodo 2003-2006, l'acquisto di 40 treni Minuetto, 4 treni TAF, 13 locomotive E 464 e 25 vetture a doppio piano oltre ad un programma di
restyling dei mezzi attualmente in circolazione.
Un significativo miglioramento della circolazione sulla tratta Pinerolo-Torre Pellice, attualmente assicurata da un servizio con bus, potrà, comunque registrarsi anche con la riapertura della linea (chiusa al traffico ferroviario per il crollo del ponte sul fiume Chisone nei pressi di Pinerolo, a seguito dell'alluvione del 16 ottobre 2000), prevista per la fine del corrente anno 2004.
Il Sottosegretario di Stato per le infrastrutture e per i trasporti: Nino Sospiri.

GIACHETTI. - Al Ministro per l'innovazione e le tecnologie. - Per sapere - premesso che:
durante lo svolgimento dell'«EURO P.A.» a Rimini, città riconosciuta come «capitale europea delle vacanze e del turismo», il ministro Stanca ha reso noto che il Comitato dei Ministri per la Società dell'Informazione-CMSI, sotto la presidenza di Silvio Berlusconi, avrebbe approvato un progetto per la creazione del portale multilingue «Scegli Italia», un portale dedicato al turismo, alle ricchezze ambientali, artistiche ed eno-gastronomiche del nostro paese con annesso sistema avanzato per concentrare e convogliare le prenotazioni;
tale iniziativa verrebbe motivata per ridare slancio ad un settore cardine della nostra economia come il turismo, che dagli anni 70 ad oggi ha visto il nostro paese scivolare dal primo al quarto posto nelle classifiche mondiali, superato da Francia, Spagna e Stati Uniti;


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il suddetto progetto conterebbe su finanziamenti complessivi che ammontano a circa 140 milioni di euro, di cui 40 per la realizzazione del sistema di prenotazione e del portale stanziati per metà dal Comitato dei Ministri per la Società dell'informazione e per l'altra metà dai dicasteri coinvolti, mentre per i contenuti digitali, che richiederanno un considerevole utilizzo di testi e immagini in tutti i settori, si prevede uno stanziamento iniziale di un centinaio di milioni di euro a carico del Comitato dei Ministri per la Società dell'informazione, dei dicasteri partecipanti, delle regioni e degli altri soggetti interessati;
parrebbe all'interrogante che la somma complessiva di 140 milioni di euro per un portale internet, se pure dettagliatissimo, funzionale e di ampi contenuti, sia quantomeno esagerata, tenuto conto che per i servizi di e-government su tutto il territorio nazionale viene dedicata una cifra appena maggiore di quella proposta per il suddetto progetto, e che per il digitale terrestre lo stanziamento è addirittura inferiore -:
quali siano le modalità di assegnazione dei lavori e soprattutto dove, in che misura, e con quali criteri, i soggetti concorrenti allo stanziamento dei fondi prevedono di reperire tali risorse.
(4-09624)

Risposta. - Con riferimento all'interrogazione in discorso, pubblicata in data 1 aprile 2004, sull'Allegato B del resoconto della seduta della Camera, si rappresenta quanto segue.
Il Comitato dei Ministri per la società dell'informazione in data 16 marzo 2004 ha approvato un'iniziativa, denominata «Scegli Italia», che coinvolge diversi settori dell'economia nazionale: turismo, beni culturali,
made in Italy, agroalimentare ed ambiente. Obiettivo generale del progetto è incrementare i flussi turistici verso l'Italia. Infatti, nonostante l'Italia disponga della maggiore capacità ricettiva, dopo gli Stati Uniti, e del più ricco patrimonio artistico, culturale ed ambientale, ha progressivamente perso posizioni nei confronti degli altri Paesi europei, passando in poco più di 30 anni dal primo posto al quarto dopo Francia, Spagna e Stati Uniti per numero di arrivi di turisti stranieri. Tale iniziativa parte dalla considerazione che il settore viaggi e turismo rappresenta il 30 per cento dell'intero volume di acquisti realizzato sulla rete Internet, con una crescita annua del 26 per cento. In questo contesto, le strutture ricettive italiane sono assenti dalla rete ed in particolare dai circuiti internazionali di prenotazione. L'iniziativa si propone quindi di integrare l'offerta turistica, attualmente frammentata, attraverso un'unica piattaforma digitale, che consenta di accedere a servizi integrati, promuovendo il binario turismo-cultura, quale fattore trainante della domanda turistica in Italia. Il progetto, che intende affermare il «Brand» Italia nella rete mondiale, mette «in vetrina» le eccezionali «bellezze» del nostro Paese, anche attraverso l'uso di immagini suggestive.
Il progetto proposto nasce da un approfondito studio preliminare e, considerata la sua ambiziosità, richiede un importante sforzo organizzativo e di coordinamento tra le amministrazioni per assicurarne al meglio l'attuazione.
L'iniziativa, dedicata al rilancio del settore turistico, prevede un finanziamento complessivo di 140 milioni di euro, da utilizzare per la realizzazione di una piattaforma informatica organizzata in modo da consentire sia l'accesso alle informazioni che l'effettuazione di transazioni nel settore turistico-alberghiero. Il portale nazionale informativo concernente l'offerta turistica italiana non costituirà soltanto una mera raccolta ed aggregazione dell'offerta ricettiva italiana, ma sarà arricchito da una mappatura degli itinerari turistici, culturali, archeologici e gastronomici del nostro Paese, nonché realizzerà la distribuzione dell'offerta ricettiva nazionale sui circuiti internazionali tramite canali telematici quali GDS e Internet; è evidente che la definizione di tali contenuti richiederà un grande impegno, anche finanziario, considerate pure le dimensioni dell'offerta che il nostro Paese è in grado in fornire. In


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particolare per la promozione del portale anche all'estero verranno finanziate le seguenti attività:
Realizzazione della piattaforma tecnologica del portale «Scegli Italia»;
promozione del portale all'estero;
digitalizzazione dei contenuti presso varie amministrazioni;
realizzazione di un sistema di booking on line.

Si tratta, quindi, di un piano articolato che oltre alla realizzazione della piattaforma di un portale per far conoscere e per incanalare l'offerta turistica del Paese - attivando per questo un particolare progetto di promozione all'estero - consente anche di superare la carenza di avanzate tecnologie per la prenotazione alberghiera. Il sistema di booking on line, infatti, è rivolto soprattutto all'offerta dei piccoli operatori turistici che riesce ad attrarre solo la domanda strettamente stagionale e non quella delle grandi catene alberghiere. Inoltre, parte cospicua del programma è destinata alla incentivazione della digitalizzazione degli aspetti attrattivi che connotano l'offerta turistica anche nei settori culturale, agroalimentare e ambientale.
Il fondo gestito dal Comitato dei Ministri per la società dell'informazione interviene con un cofinanziamento di 45 milioni di euro di cui 20 milioni destinati al sistema di prenotazione e alla realizzazione del portale e 25 milioni per contenuti digitali; in particolare, nell'anno 2004, per le suddette finalità saranno impegnati rispettivamente 10 e 15 milioni di euro.
Altre risorse da stanziare a carico dei capitoli di bilancio del Ministero per i beni e le attività culturali, Ministero attività produttive, Ministero delle politiche agricole e forestali, Ministero dell'ambiente e tutela del territorio prevedono impegni per 45 milioni di euro. Uno stanziamento aggiuntivo di 50 milioni di euro sarà a carico di regioni ed imprenditori privati.
Si prevede infine di coinvolgere Innovazione Italia spa, tramite un accordo di servizio di natura convenzionale con il Dipartimento innovazione e tecnologie della Presidenza del Consiglio dei Ministri, per le attività di realizzazione della piattaforma (portale, sviluppo del sistema integrato di prenotazione via internet, promozione della piattaforma, aggregazione e formazione degli operatori), nonché le altre amministrazioni interessate per l'arricchimento dei contenuti. La realizzazione del portale ed una prima fase di popolamento dei contenuti graveranno sul Fondo di cui all'articolo 27 della legge n. 3 del 2003.
Per quanto concerne l'osservazione dell'interrogante relativa all'entità delle risorse stanziate per il progetto, va segnalato che per la piena operatività della piattaforma informatica occorre in via preliminare informatizzare una quantità ingente di dati relativi al patrimonio culturale, ambiente e agro-alimentare, attualmente non disponibili in formato digitale. Le risorse attualmente disponibili potranno assicurare l'avvio della realizzazione di tale operazione, certamente di particolare complessità. Lo sviluppo del progetto potrà attirare l'attivazione di risorse private, per i ritorni economici che potranno derivarne.
Mi preme, infine, sottolineare che l'importanza e la novità del progetto «Scegli Italia» consiste anche nell'obiettivo di «fare sistema» tra pubblico e privato, cioè di realizzare nel settore del turismo una piena sinergia ed aggregazione fra operatori privati ed Amministrazioni pubbliche grazie all'utilizzo di avanzate soluzioni tecnologiche che consentono il migliore sfruttamento delle opportunità di promozione offerte dalle reti telematiche.
Il Ministro per l'innovazione e le tecnologie: Lucio Stanca.

IANNUCCILLI. - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che:
alcuni pensionati, il cui trattamento di quiescenza è corrisposto dalla sede di Roma dall'Inpdap, si sono lamentati con il predetto Istituto per segnalare che nella


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pensione di gennaio 2003, avevano rilevato possibili errori nei conteggi dell'Irpef trattenuta in acconto dovuti all'inesatta applicazione delle deduzioni spettanti ai sensi dell'articolo 10-bis del decreto del Presidente della Repubblica del 26 dicembre 1986, n. 917, introdotto dall'articolo 2 comma 1 lettera b), della legge Finanziaria 2003;
tali segnalazioni dei pensionati, ancorché giustificate con documentati conteggi, non sarebbero state prese in esame dall'Inpdap poiché, secondo la risposta che sarebbe stata data dagli uffici, i calcoli dell'Irpef dovuta in acconto sono effettuati in sede nazionale con procedure ignote ai singoli uffici che non possono pertanto rettificarle;
conseguenza pratica di questo atteggiamento, e della errata applicazione delle deduzioni previste per assicurare la progressività dell'imposizione, è la vanificazione parziale degli obiettivi della legge finanziaria 2003 tanto che gli importi netti di alcune pensioni della fascia inferiore ai 25 mila euro annui sono diminuiti rispetto all'anno precedente;
ad avviso dell'interrogante un ufficio con responsabilità di natura pubblica quale è l'Inpdap, «erede» delle Direzioni provinciali del tesoro, dovrebbe essere in grado di chiarire ai propri amministratori le metodologie adottate per l'applicazione delle legge -:
se non si ritenga opportuno assumere le opportune iniziative per verificare se l'Inpdap, e gli altri istituiti che erogano pensioni, stiano applicando correttamente la legge nell'interesse di tutti i pensionati, in particolare di quelli che per difficoltà di accesso alle fonti legislative incapacità di effettuare i conteggi non sono in grado di tutelarsi di fronte ad eventuali errori;
se non si ritenga opportuno emanare una circolare esplicativa del contenuto del comma 5 dell'articolo 10-bis del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 al fine di evitare da un lato errori nella applicazione della legge.
(4-05309)

Risposta. - In relazione all'interrogazione parlamentare in esame, si fa presente che l'INPDAP ha comunicato che sulla materia è stata diramata l'informativa n. 1 del 7 gennaio 2003, da parte della Direzione Centrale dell'Istituto e la nota n. 29/P.E. del 13 gennaio 2003, con la quale sono state portate a conoscenza delle sedi provinciali e territoriali dell'INPDAP le modalità di applicazione delle disposizioni in questione.
Si fa presente da ultimo, che l'Agenzia delle Entrate-Direzione Centrale Normativa e Contenzioso, in ordine alle disposizioni in materia di riforma dell'IRPEF, ha impartito istruzioni con circolare n. 2 del 15 gennaio 2003 e n. 15 del 5 marzo 2003.
Pertanto sono state rielaborate le pensioni erogate nel gennaio 2003 e si è proceduto al riesame di quei trattamenti di quiescenza che necessitavano della dovuta integrazione.
Dall'esame degli elementi riscontrati durante l'attività di controllo è risultato che le sedi territoriali e provinciali si sono attenute alle indicazioni contenute nelle informative e circolari intervenute in materia degli adempimenti fiscali previsti dalla legge finanziaria 2003.
Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali: Roberto Maroni.

LUCCHESE. - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che:
in questi ultimi mesi la società Enel Distribuzione ha dato inizio alla sostituzione dei vecchi contatori con altri di nuova generazione in grado di fornire agli utenti servizi aggiuntivi;
molte famiglie italiane lamentano una notevole differenza di potenza tra i vecchi ed i nuovi apparecchi, essendo i precedenti tarati a 3 chilowatt ed i nuovi a 1,5-2 chilowatt, con una conseguente


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interruzione di erogazione di energia ogni qualvolta funzionano contemporaneamente pochi elettrodomestici, cosa che prima non accadeva e che crea notevoli inconvenienti e disagi agli utenti;
innazi alle obiezioni degli utenti, l'Enel consiglia generalmente di produrre una richiesta di aumento a 4,5 chilowatt di potenza del contatore, che comporta un costo aggiuntivo di 207 euro, oltre ad una tassa bimestrale di 80 euro contro i 4 attuali;
da ciò deriverà un aumento delle bollette con prevedibili effetti inflazionistici -:
se, ferme restando le competenze dell'Autorità per l'energia elettrica ed il gas, tali effetti inflazionistici possano essere quantificati e quale possa esserne l'entità.
(4-05011)

LUCCHESE. - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che:
l'interrogante ha già affrontato, con l'atto di sindacato ispettivo n. 4-05011, la questione della sostituzione dei vecchi contatori con altri di nuova generazione, interrogazione alla quale non è stata ancora data risposta -:
se non ritenga che l'aumento di potenza dei nuovi contatori, cui corrisponderà un incremento del costo medio delle bollette ENEL, possa comportare un eccesso aumento del livello generale dei prezzi.
(4-08277)

Risposta. - Con riferimento alle interrogazioni in discorso, cui si risponde per delega della Presidenza del Consiglio dei Ministri, sulla base anche di quanto riferito dall'Enel, si fa presente quanto segue.
Il progetto telegestore, avviato da Enel nel marzo 2001 prevede la installazione presso la clientela di nuovi misuratori elettronici telegestiti, in grado di fornire alla clientela stessa nuovi servizi e la possibilità di un controllo costante sul proprio livello di consumi. La totale sostituzione dei contatori di vecchia generazione sarà effettuata entro il 2005. Tale progetto, condiviso con le principali associazioni di consumatori, ha registrato una valutazione positiva da parte dell'autorità per l'energia elettrica e il gas che lo ha ritenuto coerente con gli obiettivi di miglioramento della qualità del servizio; tuttavia, alcuni utenti con contratti di potenza impegnata di 3 chilovattora) hanno lamentato problemi connessi al funzionamento di tali nuovi contatori, con riferimento ad un più frequente «scatto» del contatore in caso di uso contemporaneo di più elettrodomestici.
A seguito dei reclami dell'utenza e sulla base di una specifica richiesta di informazioni avanzata dall'Autorità per l'energia elettrica e il gas (competente ai sensi della legge n. 481 del 1995, Enel distribuzione ha chiarito che i nuovi contatori sono tarati per una potenza massima disponibile di 3 chilovattora garantendo un superamento di potenza fino al 10 per cento di quella impegnata contrattualmente, per un periodo illimitato e in qualsiasi condizione ambientale, ed è, inoltre, previsto che il contatore scatti solo dopo un'ora dal superamento del 15 per cento della potenza. Misurazioni effettuate su reclami di singoli clienti, alla presenza dei clienti stessi, hanno permesso di verificare la correttezza e il regolare funzionamento dei contatori.
La differenza di prestazione in alcuni casi rispetto ai vecchi contatori è spiegabile non con una diversa taratura ma con una maggiore sensibilità dei nuovi gruppi di misura, anche perché è possibile che l'interruttore del vecchio contatore sia diventato nel tempo meno sensibile nel registrare ed intervenire nel caso di superamento della potenza disponibile. Nel caso di scatto, l'utente può verificare sul display del nuovo contatore la percentuale del supero di potenza, rispetto a quello che il suo contratto consente.
Si ritiene che il nuovo sistema consenta al cliente di capire come utilizzare al meglio e correttamente la potenza disponibile, in base ai propri fabbisogni di vita.
Inoltre, i servizi assistenza dell'Enel distribuzione informano l'utenza che, prima


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di pensare a cambiare il contratto per passare ad una potenza maggiore, è consigliabile far controllare il grado di efficienza del proprio impianto elettrico e evitare l'uso contemporaneamente degli apparecchi domestici di più elevata potenza.
Riguardo ai temuti effetti inflazionistici, si fa presente che le richieste di modifica della potenza disponibile da parte dei clienti già in possesso del nuovo contatore elettronico sono state nel tempo pari circa 0,4 per cento del totale dei contatori installati. Ciò è del tutto in linea rispetto al numero delle richieste di aumento di potenza che si è registrato annualmente. Non essendovi alcun aumento percentuale di tale richiesta, l'operazione di sostituzione non comporta alcun effetto inflazionistico.
In ogni caso, per controllare il fenomeno della crescita dei consumi di energia elettrica anche da parte dei consumatori domestici, si ritiene importante educare i comportamenti dei clienti ad un uso razionale dell'energia, incentivando gli strumenti atti a conseguire obiettivi di risparmio energetico.
Il Sottosegretario di Stato per le attività produttive: Giovanni Dell'Elce.

MARAN. - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. - Per sapere - premesso che:
il superamento dell'esame di Stato per la professione di ingegnere dell'informazione è spesso dirimente per l'esercizio dell'attività di consulente informatico;
il Ministero con circolare ministeriale (protocollo 2126 del 28 maggio 2002) ha definito l'accesso all'esame di Stato per la professione di ingegnere dell'informazione escludendo i laureati in scienze dell'informazione, in informatica e anche in possesso di laurea specialistica in informatica classe 23/S -:
per quali ragioni l'accesso al nuovo e unico albo professionale dedicato all'informatica non sia possibile a tutti i laureati del settore;
quali iniziative intenda assumere il Ministro per superare le attuali «discriminazioni» a cui sono soggetti i laureati in scienze dell'informazione e in informatica.
(4-07080)

Risposta. - In relazione all'atto di sindacato ispettivo in discorso, al fine di fornire adeguate risposte alla questione sollevata dall'interrogante è necessario richiamare, in via preliminare, le complesse problematiche derivate dalla recente modifica del titolo V della Costituzione.
In particolare, a seguito di tale modifica l'articolo 117, comma terzo, della Costituzione, così come novellato in seguito alla legge Costituzionale, prevede la disciplina delle professioni tra le materie oggetto di potestà legislativa concorrente.
In tale materia, pertanto, lo Stato non avrebbe più potestà regolamentare ma dovrebbe limitarsi a dettare i princìpi, mentre spetterebbe alle leggi regionali la normativa di dettaglio, cosicché viene a porsi il problema dell'individuazione degli strumenti normativi attraverso i quali potranno essere apportate eventuali modifiche al decreto del Presidente della Repubblica n. 328 del 2001, che disciplina l'accesso alle libere professioni.
Al riguardo, occorre precisare, in via preliminare che, al fine di individuare gli ambiti di competenza dello Stato e quelli spettanti alle regioni, secondo quanto previsto dalla legge delega «La Loggia» n. 131 del 2003, la Presidenza del Consiglio sotto il coordinamento del Dipartimento degli affari regionali ha costituito un gruppo di lavoro con la partecipazione di tutti i Ministeri interessati. Non vi sono dubbi, che il nuovo riparto operato dal legislatore costituzionale pone evidenti difficoltà per l'individuazione delle competenze in materia di professioni intellettuali, per l'esercizio delle quali la legge prevede l'iscrizione in apposito albi o elenchi.
Infatti, va considerato che l'articolo 33 della Costituzione prevede la potestà legislativa esclusiva dello Stato per la disciplina dell'esame di Stato e dei titoli che gli danno accesso. Inoltre, l'articolo 117 secondo comma lettera
l), prevede che resta


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riservata allo Stato in via esclusiva la materia «dell'ordinamento civile»; va considerato, infatti, che caratteristica propria delle professioni protette è l'attribuzione in via riservata di specifici ambiti di attività professionale, e di uno specifico titolo professionale. Tali previsioni di attività riservate e di attribuzione riservata di uno specifico titolo, professionale rappresentano una deroga all'ordine civile che sancisce il principio generale di libertà dello svolgimento dell'attività economica, e rientrano pertanto nell'ambito dell'ordinamento civile, rimesso alla potestà legislativa esclusiva statale.
Quanto detto conferma la difficoltà ad individuare l'eventuale potestà legislativa concorrente regionale in materia.
Pertanto, un intervento legislativo sulle professioni in generale e sul decreto n. 328 del 2001, in particolare potrà essere predisposto solo dopo aver chiarito la portata dell'articolo 117, terzo comma, in materia di professioni, con la sola eccezione delle norme relative alla disciplina degli esami di Stato, per le quali, come già detto, è pacifico che continua a sussistere la potestà legislativa esclusiva dello Stato. A tal fine la Presidenza del Consiglio ha affidato allo stesso gruppo di lavoro dianzi menzionato l'incarico di esaminare il testo unificato dei disegni di legge n. 691, 804, 1478 in materia di professioni, il cui esame in Parlamento è stato, pertanto temporaneamente sospeso.
La problematica segnalata dall'interrogante in merito all'accesso dei dottori in scienze dell'informazione e dei dottori informatici all'albo degli ingegneri, settore dell'informazione potranno, peraltro, essere affrontate nell'ambito della ridefinizione delle disposizioni disciplinanti l'esame di Stato relativo alla professione di ingegnere.
Si fa presente che analoga risposta è già stata data alle interrogazione n. 5-02660 dell'onorevole Palmieri, n. 3-02055 dell'onorevole Magnolfi e n. 4-03408 dell'onorevole Di Teodoro.
Il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca: Letizia Moratti.

MASCIA e RUSSO SPENA. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
da circa un mese le forze dell'ordine conducono l'operazione denominata «Alto Impatto» con l'obiettivo di contrastare la criminalità e l'illegalità diffusa nelle province di Napoli e Caserta;
secondo quanto risulta agli interroganti, l'operazione «Alto Impatto» ha assunto nella provincia di Caserta finalità diverse da quelle originarie determinando azioni repressive generalizzate nei confronti di immigrati in attesa di regolarizzazione, lavoratori al nero o anche rifugiati politici;
secondo testimonianze raccolte da un cronista del quotidiano «Liberazione» (27 maggio 2003) alcuni stranieri hanno dichiarato: «Ogni 200 metri incontriamo una pattuglia della polizia o dei carabinieri pronta ad inseguirci. In poco tempo più di 200 persone sono state portate in caserma, se irregolari erano immediatamente inviati nei Cpt, se con i documenti a posto scattavano le minacce». «Quando trovano la ricevuta della sanatoria minacciano di strapparla e proclamano di "sfottersene" dei permessi». «Una volta in un bar abbiamo sentito due agenti dire che il loro scopo era fare pulizia di queste bestie nere»;
il clima di tensione nel territorio di Castelvolturno è montato anche a causa delle posizioni assunte dal sindaco e da alcuni consiglieri comunali i quali hanno indirizzato la richiesta di sicurezza dei cittadini verso il razzismo e l'intolleranza;
gli effetti dell'operazione «Alto Impatto», promossa dal ministero dell'interno, hanno indotto i missionari comboniani e ampi settori della società civile ad organizzare una pacifica protesta incatenandosi alla questura di Caserta;
secondo una ricostruzione una trentina di agenti di polizia alle 4.15 del 7 giugno hanno tagliato le catene dei due


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missionari costringendoli a spostarsi dalla finestra della Questura -:
se quanto riportato dalla stampa corrisponda al vero e, in caso affermativo, quali iniziative intenda prendere per porre fine a quelle che secondo l'interrogante appaiono gravi violazioni dei diritti umani, avvenute ai danni degli immigrati nella provincia di Caserta in seguito all'operazione «Alto Impatto»;
se non intenda promuovere l'apertura di un tavolo istituzionale tra enti locali, forze dell'ordine e associazioni che si occupano di immigrazione allo scopo di definire linee di intervento che pongano fine alle azioni repressive generalizzate nei confronti degli stranieri;
se risulti vero che in un recente consiglio comunale di Castelvolturno uno degli eletti abbia affermato che «i negri sarebbe meglio bruciarli piuttosto che spendere soldi per portarli via» e, in caso affermativo, se non ritenga che tali posizioni alimentino la conflittualità sociale creando sul territorio tensioni di segno xenofobo e razzista;
se non ritenga eccessive le misure adottate nei confronti dei padri comboniani.
(4-06582)

Risposta. - Si comunica che l'operazione straordinaria di controllo del territorio denominata «Alto Impatto», svoltasi nella provincia di Caserta nel periodo compreso dal 20 maggio al 20 giugno 2003, è stata mirata non solo al contrasto della criminalità organizzata, ma anche di quelle forme delinquenziali definite di criminalità diffusa - che più toccano da vicino la sensibilità e l'attenzione dei cittadini, quali lo sfruttamento della prostituzione e dell'immigrazione clandestina, lo spaccio delle sostanze stupefacenti, l'abusivismo commerciale e, in genere, i reati contro il patrimonio.
Naturalmente, nelle zone dove si è registrata un'elevata presenza di extracomunitari, maggiore è stato il numero degli stranieri sottoposti ai controlli in questione.
Durante la citata operazione, sono state denunciate 531 persone (di cui 169 extracomunitari), mentre quelle arrestate sono state 252 (di cui 107 extracomunitari).
Inoltre, sono stati sequestrati 3,5 chilogrammi circa di sostanze stupefacenti di varia tipologia e 541 pastiglie di
ecstasy, nonché 10.458 supporti audiovisivi e 2.623 capi di vestiario contraffatti.
Il 4 giugno 2003, due Padri Comboniani, per protestare contro la citata operazione straordinaria di polizia, ritenuta erroneamente come finalizzata alla repressione degli immigrati, si sono incatenati alle inferriate di una finestra della prefettura di Caserta, rimanendovi per tre giorni fino a quando non si è provveduto a tranciare le catene.
I due religiosi, indossando finti ceppi, si sono poi spostati nella piazza antistante il palazzo della prefettura, ricevendo il pieno sostegno del Vescovo e di alcuni esponenti politici.
I sindaci dei comuni più interessati dalla presenza di extracomunitari irregolari (Castelvolturno, Cancello Arnone, Grazzianise, Santa Maria La Fossa, Mondragone, Cellole, Sessa Aurunca, Capua, Francolise e Capodrise) hanno espresso apprezzamento per l'operazione «Alto Impatto».
Infine, il prefetto di Caserta ha riferito che la frase a contenuto razzista, cui l'interrogante fa riferimento, non è stata profferita nel corso di una seduta del consiglio comunale di Castel Volturno, ma che, probabilmente, potrebbe essere stata pronunciata da parte di un consigliere comunale di quel centro nel corso di un colloquio privato con una giornalista, poi denunciata dallo stesso esponente politico.
L'interessato, inoltre, ha fatto affiggere, a proprie spese, un manifesto contenente una pubblica smentita.
Il Sottosegretario di Stato per l'interno: Alfredo Mantovano.

MAZZUCA POGGIOLINI. - Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro


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della salute, al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che:
la Gazzetta Ufficiale 19 aprile 2001, n. 91, sembrava aver portato una buona notizia alle decine di migliaia di persone che annualmente contraggono una malattia professionale;
infatti, con un avviso, l'allora denominato «Ministero del lavoro e della previdenza sociale» dava, in quella sede, comunicazione che, con decreto ministeriale, in data 23 marzo 2001, era stata costituita, presso l'INAIL, la commissione scientifica per l'elaborazione e la revisione periodica della tabella delle malattie professionali;
in verità, le cose cominciavano già molto male, anzi malissimo, perché il ministero dava attuazione in ritardo ad una norma avente forza di legge, che a sua volta era stata emanata in ritardo rispetto alla delega legislativa che l'aveva prevista;
tutto cominciò nel 1998, da un disegno di legge collegato alla legge di bilancio del 1999;
l'allora denominato «Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica», pro tempore Carlo Azeglio Ciampi, e l'allora denominato «Ministro del lavoro e della previdenza sociale», pro tempore Tiziano Treu, presentarono in Senato il disegno di legge n. 3593, recante «Misure in materia di investimenti, delega al Governo per il riordino degli incentivi all'occupazione e della normativa che disciplina l'INAIL e l'ENPALS, nonché disposizioni per il riordino degli enti previdenziali»;
doveva essere una norma di razionalizzazione, ideata ormai 5 anni fa, per dispiegare i suoi effetti sui conti pubblici in modo diretto ed immediato nel corso dell'anno;
ci furono subito i primi ritardi, di seguito descritti;
invece che entro il 31 dicembre 1998, il Senato approvò il disegno di legge n. 3593 solo l'11 marzo 1999 e la Camera il 5 maggio 1999, per cui divenne la legge 17 maggio 1999, n. 144, pubblicata nel supplemento ordinario n. 99 alla Gazzetta Ufficiale 22 maggio 1999, n. 118 ed entrata in vigore il giorno successivo;
l'articolo 55, comma 1, di quella legge prevedeva una delega al Governo ad emanare, entro nove mesi dall'entrata in vigore della legge stessa, disposizioni in materia di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali;
il termine dell'esercizio della delega sarebbe scaduto il 17 febbraio 2000, contando i 9 mesi in 270 giorni, come prevedono le disposizioni generali vigenti in proposito;
si verificò un ulteriore ritardo, ed il relativo decreto legislativo fu emanato, con il n. 38, soltanto il 23 febbraio 2000, poi pubblicato nella Gazzetta ufficiale 1 marzo 2000, n. 50, ed infine entrato in vigore il 16 marzo 2000;
il citato decreto legislativo n. 38 del 2000 prevedeva, all'articolo 10 (Malattie professionali), una ulteriore delega, consistente nella norma per cui «con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, da emanarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo, è costituita una commissione scientifica per l'elaborazione e la revisione periodica dell'elenco delle malattie di cui all'articolo 139 e delle tabelle di cui agli articoli 3 e 211 del testo unico, composta da non più di quindici componenti»;
si vede bene che il termine di 60 giorni avrebbe dovuto portare alla nomina della commissione per le malattie professionali al massimo entro il 15 maggio 2000;
invece il Governo accumulò un ulteriore ritardo inspiegabile, giungendo al traguardo con quasi un anno di ritardo, alla fatidica, e più sopra citata, data del 23 marzo 2001;
i membri chiamati a far parte della commissione sono effettivamente 12, come


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previsto, ma la commissione si è insediata in ritardo, precisamente l'11 settembre 2001;
a questa data tutto sembrava fatto;
con qualche mese di ulteriore tolleranza, si poteva sperare che tabelle ed elenchi delle malattie professionali sarebbero stati aggiornati;
la presidente della commissione per la revisione delle tabelle poteva a quel punto mettersi al lavoro, come già celermente altri esperti avevano fatto in passato;
infatti, dall'entrata in vigore del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, le tabelle erano state modificate ben due volte, rispettivamente, con i decreti del Presidente della Repubblica 9 giugno 1975, n. 482 e 13 aprile 1994, n. 336;
ildecreto dell'allora denominato «Ministro per il lavoro e la previdenza sociale», di concerto con l'allora denominato «Ministro della sanità», 18 aprile 1973, recante «Elenco delle malattie per le quali è obbligatoria la denuncia contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 7 agosto 1973, n. 203, dava attuazione all'articolo 139 del testo unico del 1965;
nel 1988, però, la Corte costituzionale, con sentenza 10-18 febbraio 1988, n. 179, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 24 febbraio 1988, n. 8 - Serie speciale, ha dichiarato l'illegittimità dell'articolo 3, comma primo, del testo unico del 1965, nella parte in cui non prevede che «l'assicurazione contro le malattie professionali nell'industria è obbligatoria anche per malattie diverse da quelle comprese nelle tabelle allegate concernenti le dette malattie e da quelle causate da una lavorazione specificata o da un agente patogeno indicato nelle tabelle stesse, purché si tratti di malattie delle quali sia comunque provata la causa di lavoro»;
la successiva giurisprudenza in sede civile ha fatto sì che oggi il quadro delle malattie professionali denunciate si stia complessivamente evolvendo verso una forte preponderanza dei casi non compresi nelle tabelle, i quali danno adito comunque al riconoscimento eziologico della malattia, e quindi all'accertamento giudiziale del nesso causale intercorrente tra l'esposizione morbigena in ambito lavorativo e la patologia contratta;
i dati sono piuttosto allarmanti, perché nel 1999 le pratiche di indennizzo definite positivamente erano in 4.871 casi comprese nelle tabelle, ed in 2.611 non comprese;
nel 2000 erano 4.242 le prime e 2.570 le seconde;
poi, rispettivamente, 3.819 contro 2.736 nel 2001;
infine, 2.531 contro 2.350 nel 2002;
sul dato del 2002 pesa pure una incognita significativa, poiché 342 casi definiti positivamente non sono stati ancora classificati, cioè non si è accertato se rientrino nelle fattispecie previste dalle tabelle, oppure no;
quindi, la revisione delle tabelle e degli elenchi non è solo auspicabile, ma assolutamente indispensabile ed inderogabile per non far precipitare nel caos il sistema di accertamento e liquidazione dei danni derivanti da malattie professionali;
risulta all'interrogante che la commissione, nominata il 23 marzo e insediatasi l'11 settembre 2001, è, a sua volta, molto in ritardo nei propri urgenti ed indispensabili adempimenti;
alla data del 9 aprile 2003 risulta che detta commissione stesse ancora lavorando solo allo schema generale di elencazione delle malattie per le quali è obbligatoria la denuncia a norma dell'articolo 139, mentre delle tabelle di cui agli articoli 3 e 211 del testo unico del 1965 essa non si fosse ancora occupata;
consegue logicamente che non sono ancora pronti i nuovi elenchi delle malattie e degli agenti che le provocano, ma solo lo schema generale della loro elencazione, purtroppo ancora vuoto;


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pare evidente che, a 5 anni dal provvedimento collegato alla legge finanziaria per il 1999, gli effetti benefici sul bilancio dello Stato che questa revisione delle tabelle e degli elenchi necessari all'accertamento ed alla definizione delle pratiche relative alle malattie professionali dovevano apportare siano andati veramente, e completamente, perduti -:
quali misure il Governo e le amministrazioni competenti intendano adottare per assolvere all'obbligo di dare attuazione alle leggi dello Stato senza indugio, per non aggravare ulteriormente il danno alla collettività, e forse anche all'erario, provocato ormai da oltre 5 anni di inutili ed incomprensibili ritardi nell'emanazione delle tabelle descritte in premessa, il cui mancato aggiornamento pesa soprattutto sulle spalle di migliaia di cittadini vittime di malattie professionali contratto sul lavoro.
(4-08141)

Risposta. - Si riferisce quanto rappresentato dall'istituto Nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL).
La Commissione scientifica, istituita ai sensi dell'articolo 10, del decreto legislativo n. 38/2000, subito dopo l'insediamento, ha dato regolarmente avvio ai lavori di elaborazione e revisione dell'elenco delle malattie, di cui all'articolo 139 e delle tabelle di cui agli articoli 3 e 211 del Testo Unico. Si deve riconoscere che tale attività di revisione necessita, comunque, di tempi di lavoro non brevi, considerato che gli ultimi aggiornamenti di tali tabelle risalgono rispettivamente al 1973 (decreto ministeriale del 18 aprile 1973) e al 1994 (decreto del Presidente della Repubblica n. 336 del 1994).
Occorre, infatti, ricordare che lo stesso ministero del lavoro e delle politiche sociali, data la complessità della materia, ha fissato in quattro anni la durata dell'incarico della Commissione (il mandato avrà termine il 23 marzo 2005).
La Commissione ha considerato che gli attuali elenchi e tabelle necessitano di una revisione ed un aggiornamento per garantire meglio da parte del medico accertatore la tutela dell'infortunato. Infatti, il vigente elenco delle malattie, di cui all'articolo 139 testo unico è strutturato per «agenti» che le causano e solo in pochi casi riporta l'indicazione delle malattie stesse. Inoltre, in base all'articolo 10, del decreto legislativo n. 38 del 2000, il nuovo elenco dovrà contenere, oltre le malattie di certa origine, anche quelle di probabile e possibile origine lavorativa.
Riguardo a quanto sopra, la Commissione ha stabilito di dare precedenza all'aggiornamento dell'elenco,
ex articolo 139 Testo unico, rispetto alle tabelle, ex articolo 3 e 211 del Testo unico.
L'elaborazione e la revisione dell'elenco
ex articolo 139 Testo unico è ultimata ed è stata proposta al ministero del lavoro e delle politiche sociali. Al suddetto elenco farà seguito l'aggiornamento delle tabelle, ex articolo 3 e 211 del Testo unico che sarà agevolato dai lavori già svolti.
Al riguardo, l'istituto, comunque, ricorda la sentenza della Corte Costituzionale n. 179 del febbraio 1988, che ha introdotto nella legislazione italiana il sistema misto per il riconoscimento delle malattie professionali, attraverso il quale è stata data la possibilità all'assicurato di essere tutelato di fronte a qualsiasi malattia non tabellata, purché ne sia dimostrata l'origine lavorativa.
Il riconoscimento di dette malattie avviene alla stregua di quelle «tabellate», con lo stesso procedimento amministrativo, discostandosene esclusivamente per «l'onere della prova» che rimane a carico dell'assicurato. Tuttavia in ordine a quest'ultima condizione, l'INAIL ha emanato specifiche istruzioni, secondo le quali l'istituto stesso è parte attiva nella ricerca della prova e ciò, oltre ad agevolare il lavoratore, riduce gli oneri derivanti dal contenzioso in via amministrativa e giudiziaria.
L'istituto osserva, inoltre, che i dati riportati nell'interrogazione non rappresentano tutte le «pratiche di indennizzo definite positivamente», nei rispettivi anni 1999, 2000, 2001 e 2002, bensì solo quelle definite alla data della rilevazione (fine agosto 2003).


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A questi devono essere, pertanto, aggiunti quelli in istruttoria ancora da definire e la cui incidenza nella quantificazione del numero dei casi è più elevata per gli anni più recenti a causa dei tempi necessari per l'accertamento delle malattie professionali.
Tali dati, comunque, seppur parziali, evidenziano tendenzialmente una flessione delle denunce di malattie «tabellate» e, quindi, dei relativi indennizzi, a fronte di un progressivo aumento degli indennizzi di malattie professionali «non tabellate».
Per quanto riguarda la flessione delle malattie «tabellate» è da rilevare come il fenomeno sia in netta riduzione, in conseguenza delle misure di prevenzione adottate a seguito delle disposizioni contenute nel decreto legislativo n. 277 del 1991, nonché all'uso di strumenti tecnologicamente più sofisticati, sia per la rilevazione del rischio ambientale che per la diagnosi.
L'incremento delle definizioni positive delle malattie «non tabellate» , è da riferire prevalentemente alle patologie muscoloscheletriche da sovraccarico biomeccanico per le quali l'istituto ha elaborato specifiche linee guida, definendo sia i rischi rilevanti che le patologie correlate. Ciò facilita notevolmente l'istruttoria e, quindi, la definizione.
Infine, in merito ai 342 casi definiti positivamente, non classificati per l'anno 2002, si precisa che essi riguardano quelle fattispecie per le quali, nella tabella
ex articolo 3 e 211 del Testo unico è indicata la malattia ma non la lavorazione corrispondente (esempio le ipoacusie da lavorazione non tabellata). In questo caso il sistema informatico le attribuisce automaticamente alla voce «non classificate» ma tale indicazione viene rettificata nel corso dei periodici aggiornamenti, cosicché il numero dei casi di tale voce si riduce per gli anni passati.
Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali: Roberto Maroni.

MENIA e ASCIERTO. - Al Ministro dell'interno, al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:
da mesi alcuni ambienti dell'estrema sinistra nella città di Trieste, cercano di creare clima di tensione con azioni ripetute di violenza e di cosiddetta «disobbedienza»;
abusivi ed occupanti sono costantemente difesi e pubblicamente supportati da alcuni esponenti della sinistra politica come i consiglieri regionali dei verdi e di rifondazione comunista e ciò, ad avviso dell'interrogante, genera la penosa impressione che per alcuni esista una sorta di impunità;
il 13 settembre 2003 in seguito ad una manifestazione dell'estrema sinistra indetta per protestare contro l'intenzione del comune di erigere un monumento che «equipara le vittime del fascismo e del nazismo a quelle delle foibe» (come se queste avessero minor dignità delle prime), un giovane operaio albanese è stato picchiato perché vestiva un paio di pantaloni mimetici e dunque era «fascista»;
a difesa del giovane aggredito è intervenuto coraggiosamente un agente di polizia, il quale è stato circondato e picchiato da facinorosi dell'estrema sinistra, riportando la frattura del setto nasale;
risulta all'interrogante che i responsabili dell'aggressione all'agente, tratti in arresto dalle forze dell'ordine (Massimiliano Marino e Riccardo Patarino), siano stati scarcerati dopo sole dieci ore, e a parere dell'interrogante ciò suscita l'impressione che per alcuni, a differenza di altri, la giustizia abbia mano molto, molto leggera;
suscita preoccupazione la pericolosità di alcuni ambienti dell'estrema sinistra a Trieste e nel nord est, spesso vezzeggiati da certa stampa e certo intellettualismo, nonostante sia chiaro che alimentino un brodo di cultura di intolleranza, di violenza e scontro sociale -:
se il Governo sia informato dei fatti richiamati in premessa;
come si intenda contrastare l'azione di quei circoli facenti capo ai centri sociali


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ed alla rete «antagonista» dei no global che si producono in continue e ripetute violazioni della legge, atti di teppismo e distruzione di beni pubblici, occupazioni di immobili, scorribande e cosiddetti espropri proletari;
quali iniziative ulteriori si intendano intraprendere a tutela della sicurezza pubblica di Trieste ed infine quale concreto segno di solidarietà o riconoscimento sia stato attribuito all'agente ferito.
(4-07480)

Risposta. - Si comunica che a Trieste i cosiddetti «disobbedienti» hanno da tempo organizzato manifestazioni che non hanno talvolta mancato di ingenerare scontri con forze dell'ordine.
Il 12 settembre 2003, l'Associazione «Promemoria», sodalizio antagonista della città, ha organizzato una protesta contro l'iniziativa dell'amministrazione comunale di erigere un monumento dedicato alle vittime dei regimi totalitari.
Durante la dimostrazione, a cui hanno partecipato circa 200 persone, tra le quali esponenti del gruppo anarchico «Germinal», del movimento anarco-insurrezionalista e dei «Comitati Proletari per il Comunismo», è stato aggredito, prima verbalmente e poi fisicamente, con lesioni giudicate guaribili in 15 giorni, un giovane di cittadinanza albanese, verosimilmente senza altro motivo se non per l'abbigliamento e la testa rasata che potevano farlo ritenere un appartenente a gruppi naziskin.
Nelle concitate fasi successive all'episodio, finalizzate all'identificazione ed alla cattura degli autori del pestaggio, un operatore della Digos della questura è stato anch'egli colpito ripetutamente, riportando lesioni giudicate guaribili in 20 giorni.
Gli autori delle aggressioni sono stati deferiti all'autorità giudiziaria, due di essi, arrestati per concorso aggravato nei reati di resistenza, violenza o minaccia a pubblico ufficiale e lesioni personali, sono stati rimessi in libertà, dopo le convalide di rito, a distanza di poche ore dall'arresto.
Nei confronti dell'operatore rimasto ferito nell'adempimento dei propri compiti istituzionali il questore ha espresso la solidarietà dell'amministrazione della pubblica sicurezza.
In relazione alla recrudescenza degli episodi di violenza politica registrati di recente in diverse città e in vista delle prossime scadenze elettorali, sono state impartite direttive alle autorità provinciali di pubblica sicurezza al fine di potenziare l'azione di contrasto del fenomeno in parola sia mediante i tradizionali strumenti informativi e investigativi, sia con l'intensificazione dei servizi di controllo del territorio.
Non viene sottovalutato il significato e la portata degli episodi di violenza politica che, anche quando hanno soltanto carattere dimostrativo e non producono danni rilevanti, possono degenerare in atti ancora più gravi e, comunque, tali, per la carica di violenza che da essi discende, da inquinare la dialettica politica e da avviare una nuova fase di scontri.
Il Sottosegretario di Stato per l'interno: Alfredo Mantovano.

MESSA. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere:
quanti siano gli agenti in servizio presso la sottosezione di polizia stradale di Tivoli;
quale sia l'ambito territoriale di sua competenza;
quanti e quali siano i mezzi a disposizione del personale;
quante siano le sanzioni amministrative, e per quali infrazioni, contestate dalla Polstrada Tiburtina negli ultimi tre anni.
(4-06857)

Risposta. - In relazione all'interrogazione parlamentare in oggetto si comunicano i dati richiesti.
Il distaccamento della polizia stradale di Tivoli (Roma) conta su una forza effettiva di 21 unità (sulle 25 previste in organico) e dispone di 6 autovetture con colori d'istituto (5 Fiat Marea SW e un'Alfa Romeo 155), nonché di 5 motocicli Guzzi 850/T5 con nuova carenatura.


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Secondo il piano compartimentale programmato, l'ambito territoriale di competenza del Reparto è costituito dalla
ex strada statale 5 «Tiburtina Valeria», l'ex strada statale 411 «Sublacense», la strada provinciale 43 e l'ex strada statale 636 di Palombara.
Per quanto concerne, infine, l'attività di accertamento delle violazioni al codice della strada nell'ultimo triennio, risultano: violazioni accertate per il 2001 n. 3.215, per il 2002 n. 4.160 e per il 2003 n. 3.605; superamento dei limiti di velocità per il 2001 n. 274, per il 2002 n. 243 e per il 2003 n. 269; obblighi di precedenza per il 2001 n. 59, per il 2002 n. 48 e per il 2003 n. 63; sorpasso per il 2001 n. 303, per il 2002 n. 252 e per il 2003 n. 238; sovraccarico per il 2001 n. 433, per il 2002 n. 305, per il 2003 n. 309; uso del casco per il 2001 n. 339, per il 2002 n. 221 e per il 2003 n. 136; uso delle cinture di sicurezza per il 2001 n. 352, per il 2002 n. 362 e per il 2003 n. 396; mancanza di documenti al seguito per il 2001 n. 833, per il 2002 n. 572 e per il 2003 n. 791; mancata copertura assicurativa per il 2001 n. 39, per il 2002 n. 34 e per il 2003 n. 58.
Il Sottosegretario di Stato per l'interno: Alfredo Mantovano.

MIGLIORI. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
nella notte tra sabato 17 e domenica 18 maggio 2003, in Firenze, alcune centinaia di giovani hanno occupato alcuni spazi del centro storico organizzando una festa con tanto di altoparlanti a tutto volume fino alle 3 del mattino ed imbrattando la colonnina delle logge adiacenti il Palazzo di Porta Guelfa;
la città di Firenze è ormai sede abituale di iniziative «spontanee» che senza alcune autorizzazione finiscono per ledere elementari diritti al riposo o al godimento di beni ambientali e culturali dei cittadini;
i vigili urbani del comune di Firenze sono solo utilizzati a fini contravvenzionistici -:
se non si reputi opportuno inviare a Firenze un ulteriore congruo numero di agenti di PS in grado di garantire un'efficace prevenzione di reati nel territorio comunale.
(4-06584)

Risposta. - Si comunica che per la manifestazione estemporanea, svoltasi a Firenze la notte tra il 17 ed il 18 maggio 2003, sono state denunciate quindici persone per disturbo del riposo delle persone e per riunione non preavvisata.
Si soggiunge, per quanto riguarda la presenza della polizia di Stato nel capoluogo toscano, che presso la questura di Firenze già prestano servizio 823 unità, rispetto alle 852 previste in organico, con una differenza di 29 operatori (- 3 per cento). Al momento, non sono previste ulteriori assegnazioni di personale.
La polizia municipale, dal canto suo, collabora con le forze di polizia dello Stato nell'attuazione dei servizi coordinati di controllo del territorio, per gli interventi di competenza dell'ente locale.
Il Sottosegretario di Stato per l'interno: Alfredo Mantovano.

MONTECCHI e SODA. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Reggio Emilia da tempo denuncia la vetustà e l'inadeguatezza degli automezzi di soccorso in dotazione;
le ripetute richieste al Ministero degli Interni e alla Direzione centrale del Dipartimento della difesa civile e del Soccorso per l'acquisto di nuovi veicoli o per la sostituzione provvisoria con automezzi provenienti da altri Comandi non hanno ricevuto alcun riscontro;
i continui e frequenti inconvenienti tecnici e meccanici hanno influito sulla tempestività e sull'efficacia degli interventi dei Vigili del fuoco;
tale grave situazione pregiudica la sicurezza degli stessi operatori del soccorso


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e potrebbe provocare danni alla pubblica incolumità -:
per quali motivi non si è ancora provveduto, come più volte annunciato, all'acquisto di nuovi mezzi per i Comandi regionali e provinciali;
quali azioni intenda porre in essere il Ministero per dotare il Comando provinciale di Reggio Emilia degli strumenti necessari per garantire il corretto svolgimento del servizio.
(4-07510)

Risposta. - Il parco automezzi del Corpo nazionale di Vigili del fuoco è carente e vetusto non solo a Reggio Emilia, ma su tutto il territorio nazionale, trattandosi per ben il 60 per cento circa di automezzi che hanno un minimo di 20 ad un massimo di 35 anni. Tale situazione è sorta e si è aggravata in anni in cui il Paese non era guidato da questo Governo. Quello attuale è il primo Governo che ha affrontato il problema con decisione e sta cercando di darvi una soluzione, che comunque non potrà che essere graduale.
Grazie agli stanziamenti di bilancio previsti dalle leggi di potenziamento delle Forze di polizia e dalle leggi finanziarie per il 2002 (10.329.000 euro per ciascuno degli anni dal 2002 al 2016 per un importo complessivo di 154.935.000 euro e, in aggiunta, per finalità specifiche di difesa civile, 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2003, 2004 e 2005) ed il 2003 (20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2003, 2004 e 2005), il Corpo nazionale dei vigili del fuoco sta procedendo a:
a) rafforzare in maniera significativa i nuclei elicotteri e i presidi di soccorso in mare, con l'acquisizione di barche di ultima generazione;
b) potenziare i mezzi aeroportuali per l'adeguamento del servizio antincendio negli aeroporti alle norme ICAO, che avrebbero dovuto essere recepite già dal 1996;
c) sostituire progressivamente i mezzi ed i materiali più tradizionali di spegnimento degli incendi;
d) istituire task force preposte alla difesa della popolazione da attacchi nucleari, biologici, chimici e radiologici (NBCR), qualificate sia sotto il profilo della dotazione individuale che sotto quello della formazione professionale;

Parallelamente si sta pianificando l'adeguamento tecnologico delle sale operative di tutti i Comandi italiani a forte contenuto informatico con la dotazione dei più moderni sistemi di telecomunicazione.
Ciò premesso in linea generale, con riferimento specifico all'oggetto dell'interrogazione, si rappresenta che la situazione complessiva del parco automezzi di soccorso in dotazione al Comando provinciale dei Vigili del fuoco di Reggio Emilia non è complessivamente dissimile da quella delle analoghe sedi del CNVVF sul territorio nazionale.
Nell'anno in corso saranno distribuiti gli automezzi acquisiti a fine esercizio 2003 e si provvederà a dotare anche il Comando in questione di nuovi automezzi.
Per verificare le complessive esigenze dei singoli Comandi, il Sottosegretario di Stato, onorevole Balocchi ha avviato una serie di incontri a livello regionale, con i singoli Comandanti Provinciali.
Il primo di questi incontri si è svolto proprio a Bologna, lo scorso 20 febbraio e nell'occasione è emerso che le nove province dell'Emilia Romagna, ormai da 10 anni, risultano sottodimensionate dal punto di vista dell'organico.
In particolare il Comando di Reggio Emilia può contare su 150 Vigili effettivi (esclusi gli specialisti aeroportuali), così come la nuova pianta assegna alle città emiliane 309 unità con una carenza, rispetto alla previsione, di 159 Vigili.
In relazione alle nuove piante organiche in tutta l'Emilia la carenza è di 1041 Vigili mentre a livello nazionale è pari a 10.232 unità.
Vi sono, però, 31 province in Italia che, proprio per la non corretta pianificazione operata dai Governi precedenti, risultano essere al di sopra della nuova pianta organica.


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Tale situazione non è immediatamente modificabile ma, con le recenti acquisizioni di Vigili del Fuoco (quest'anno saranno 1000), verranno assegnate nuove unità, in misura percentuale rispetto alle carenze.
Pertanto, con il giuramento dei neoassunti, anche alla città di Reggio Emilia, verrà incrementato l'organico.
Il Sottosegretario di Stato per l'interno: Maurizio Balocchi.

ANGELA NAPOLI. -Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
l'amministrazione comunale di Roccabernarda sta lavorando, fin dal suo insediamento, in modo trasparente, al fine di ripristinare legalità, giustizia ed equità nel territorio;
nell'ultimo periodo, però, in quel comune si stanno registrando episodi di chiaro stampo mafioso che stanno preoccupando gli amministratori, ma anche i cittadini di quel comune;
il 4 settembre 2002 è stato appiccato un incendio, con l'uso di una tanica di benzina, presso l'abitazione del signor Francesco Coco, sindaco di quel comune;
il 10 settembre 2002 e stata rinvenuta una bottiglia incendiaria, sempre presso l'abitazione del sindaco, per fortuna inesplosa;
il 10 settembre 2002 il vice sindaco dottor Nicola Verzina ha subito il danneggiamento irreversibile di circa 200 piante di ulivo;
i gravi episodi descritti, in una prima fase sono stati indirizzati verso il sindaco Coco, successivamente si sono spostati nei confronti di altri amministratori, tra i quali si sta creando vivo allarmismo e sconcerto -:
quali opportuni interventi intendano attuare per evitare che episodi come quelli descritti abbiano a ripetersi;
quali urgenti iniziative intendano attuare al fine di porre il sindaco Coco e gli altri Amministratori nelle condizioni di poter svolgere con tranquillità il compito loro affidato dai cittadini di Roccabernarda.
(4-04263)

Risposta. - Si comunica che le indagini svolte sugli atti intimidatori subiti dagli amministratori comunali di Roccabernarda (KR), nei mesi di settembre ed ottobre 2002 non hanno finora consentito di individuare i responsabili.
Secondo le prime risultanze investigative, appaiono configurabili come ritorsione ad alcune deliberazioni in materia di concessione di sussidi e riscossione di tributi da parte dell'ente locale.
Nell'immediatezza, in sede di comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza Pubblica, oltre ad un rafforzamento del dispositivo di controllo del territorio con l'impiego di trenta unità di rinforzo della Compagnia di Intervento Operativo (CIO) dell'Arma dei carabinieri, era stata disposta la misura della vigilanza generica radiocollegata all'abitazione del sindaco.
Tale misura è stata, peraltro, revocata dal 5 luglio scorso in sede di riesame da parte del comitato provinciale, che non ha ritenuto ne ricorressero ancora i presupposti. Grazie all'intensa attività preventiva posta in essere, con particolare riguardo al territorio del comune di Roccabernarda, non si sono registrati, infatti, ulteriori atti delittuosi.
In generale, il Governo non sottovaluta il significato di tali gesti e di tutti gli atti di vandalismo o di intimidazione ai danni di amministratori locali, di titolari di funzioni pubbliche, di sedi di uffici pubblici o di partiti e forze politiche nonché dell'imprenditoria.
Anche quando simili episodi non sono ascrivibili a gruppi organizzati essi sono comunque espressione di metodi violenti, che puntano a condizionare la normale dialettica democratica, il corretto svolgimento delle funzioni amministrative e la vita economica della comunità locale, potendo, inoltre, degenerare in più gravi atti di intolleranza.
In molti casi gli episodi denunciati sono stati e vengono esaminati dai comitati provinciali


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per l'ordine e la sicurezza pubblica, appositamente ed immediatamente convocati, che spesso decidono l'adozione di misure di protezione personale commisurate all'entità del rischio obiettivamente riscontrato.
Peraltro, gli atti vandalici, quali quelli citati in premessa, non richiedono particolari capacità operative o sforzi organizzativi, né modalità e tempi di esecuzione che espongano a rilevanti rischi di essere individuati attraverso attività d'indagine; inoltre, possono rivolgersi verso un numero indeterminato ed incontrollabile di potenziali obiettivi.
Sulla base di queste considerazioni occorre riconoscere l'obiettiva difficoltà per le forze di polizia sia di un'attività di prevenzione capace di impedire, in assoluto, il verificarsi di tali atti, sia di un'attività di repressione capace di individuare, in ogni caso, i responsabili degli episodi delittuosi.
Il Sottosegretario di Stato per l'interno: Alfredo Mantovano.

ANGELA NAPOLI. - Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che:
il quotidiano Il Resto del Carlino del 23 ottobre 2003 in un articolo dal titolo «Navi d'oro ferme da 20 anni» evidenzia lo scandalo di cinque pescherecci, costati allo Stato 29 miliardi di vecchie lire, giacenti inutilizzati nel porto di Senigallia;
nel 1981 il cantiere «Navalmeccanico» della città di Senigallia è entrato in un progetto denominato «SO.MOU.DEV.» relativo ad un programma di pesca industriale, finanziato dal ministero degli affari esteri, a favore del Senegal; il progetto era promosso dalle società parastatali Finmeccanica e Tecnal;
nel 1982 nel cantiere «Navalmeccanico» sono iniziati i lavori per la realizzazione di cinque motonavi da pesca da destinare al Senegal;
il ministero degli affari esteri, attraverso la direzione generale alla cooperazione, aveva stanziato al tempo un finanziamento, come credito di aiuto, in favore del Senegal 7.700.00 dollari, che sarebbero poi stati rimborsati nei venti anni successivi alla consegna dei pescherecci;
soltanto nel 1987 arrivarono 5.000.000 di dollari e nel 1988 un'altra tranche di 1.285.000 dollari, tanto che fin dal 1985 il cantiere «Navalmeccanico» non poté più acquistare materiale per completare le barche; peraltro quando i fondi di aiuto furono inviati, non erano più sufficienti, a causa dell'intervenuta svalutazione del dollaro di circa il 40 per cento, per cui lo stesso cantiere chiese all'allora ministero un ulteriore credito di 5.700.000 dollari;
nel 1989 la direzione generale per la cooperazione approvò l'ulteriore stanziamento richiesto, stanziando persino il 15 per cento in più a fondo perduto, come «finanziamento a dono»;
in totale il ministero stanziò circa 30 miliardi di vecchie lire;
a causa, però, dei ritardi nella corresponsione dei finanziamenti, nonché le svalutazioni degli stessi intercorsi, il cantiere «Navalmeccanico» di Senigallia, pur avendo richiesto varie proroghe per ultimare i lavori, è stato costretto a chiudere, sospendendo la realizzazione dei pescherecci e ponendo in mobilità i dipendenti;
a tutt'oggi le motonavi mai ultimate sono giacenti nel porto di Senigallia e costituiscono un'ingombrante presenza soprattutto per gli operatori turistici;
sono passati vent'anni dall'inizio delle costruzioni dei pescherecci e la presenza dei relativi scheletri, il mancato invio dei prodotti finiti in Senegal, gli ingenti finanziamenti stanziati in quegli anni nel campo della cooperazione internazionale richiedono una verifica su quanto accaduto -:
se non ritengono opportuno accertare i motivi del ritardo e della decurtazione dei finanziamenti previsti come credito di aiuto;


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se non ritengono necessario ed accertare quali siano state le motivazioni che hanno portato alla chiusura del cantiere «Navalmeccanico» di Senigallia, con la conseguente crisi per la fonte occupazionale;
se non ritengano necessario ed urgente istituire un'apposita Commissione d'indagine ministeriale al fine di accertare quanto accaduto ed eventuali responsabilità amministrative.
(4-08007)

Risposta. - È opportuno premettere, sintetizzandoli, i principali eventi che hanno caratterizzato i rapporti tra la Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del ministero interrogato ed il Cantiere Navalmeccanico di Senigallia nel tentativo di portare a compimento un'iniziativa di assistenza allo sviluppo della pesca industriale in Senegal.
L'impegno da parte italiana di finanziare linee di credito agevolato per favorire le attività private di pesca industriale in Senegal, è stato assunto nell'ambito della Commissione mista italo-senegalese nel giugno del 1982. Sin dall'agosto dello stesso anno il Governo senegalese aveva indicato la So.Mou.Dev., una compagnia privata senegalese, tra i possibili beneficiari di tali linee di credito. Il Cantiere Navalmeccanico di Senigallia srl entrò successivamente a far parte del «progetto SO.MOU.DEV.», un programma di pesca industriale a vantaggio del Senegal, promosso da alcune società parastatali sotto il patrocinio dello Stato italiano, che prevedeva un finanziamento, sotto forma di credito di aiuto, da parte del Ministero degli Affari Esteri di 7.700.000 $ USA per la costruzione di navi da pesca.
Detto finanziamento fu formalizzato con un Protocollo bilaterale per lo sviluppo della pesca marittima senegalese, a cui seguì la sottoscrizione del contratto di finanziamento tra l'Italia e Senegal, sulla cui scorta il Cantiere Navalmeccanico di Senigallia srl, in data 11 febbraio 1985, sottoscrisse un contratto con la senegalese «SO.MOU.DEV.» per la costruzione di cinque motonavi da pesca.
Il prezzo complessivo delle navi, pari a 7.700.000 $ USA, fu interamente erogato dallo Stato italiano al Governo senegalese.
Il pagamento dei corrispettivi al cantiere da parte del Governo senegalese venne effettuato con ritardo rispetto ai tempi previsti nel contratto ed, a causa della svalutazione del dollaro, si rivelò di gran lunga inferiore alla somma contrattualmente stabilita.
Si cercò di ovviare a tale imprevista svalutazione con «avenant» al contratto iniziale, sottoscritto in data 22 aprile 1988, tra il Cantiere ed il Governo senegalese che nel frattempo, si era sostituito alla SO.MOU.DEV. L'«avenant» stabiliva che la somma necessaria al completamento del naviglio sarebbe stata reperita grazie ad un dono del Governo italiano al Governo senegalese. Su tale presupposto il Cantiere Navalmeccanico di Senigallia formulò al Ministero degli Affari Esteri una dettagliata offerta per il completamento delle navi, pari a lire 12.689.711.000.
L'offerta esaminata preliminarmente dalla Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del ministero degli affari esteri, venne poi presentata al Comitato Direzionale,
ex articolo 9 della legge n. 49 del 1987 che, in data 5 maggio 1989, ne approvò definitivamente il finanziamento con incremento rispetto all'offerta del Cantiere del 15 per cento. Il contratto sottoscritto in data 1 luglio 1990, stanziava pertanto un importo complessivo di lire 14.024.401.000.
Nel marzo 1991 il beneficiario finale delle navi, Amerger Casamance, richiese direttamente al direttore dei lavori, alcune modifiche e varianti rispetto alle previsioni contrattuali. Tale circostanza causò un ulteriore slittamento nei tempi di consegna delle navi, rendendo più onerosa l'opera di completamento delle stesse.
A fronte di ciò la Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo sopracitata non ha potuto rispettare le tempistiche dei pagamenti, generando, suo malgrado, una vertenza con i dipendenti del cantiere, che, per vedersi, riconosciute le proprie pretese adiva ad un Collegio arbitrale il quale, con lodo parziale del 18 luglio 1997 e definitivo


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del 15/19 maggio 1998, condannava il Ministero degli Esteri a corrispondere al ricorrente la somma di lire 356.777.222 più lire 4.763.603.340, oltre interessi. Avverso il lodo parziale, con il quale veniva accertata e dichiarata la responsabilità del ministero degli affari esteri per la ritardata entrata in vigore del contratto, l'Amministrazione proponeva appello. La corte di Appello di Roma con sentenza n. 2407/98 rigettava tale appello. Il ministero degli affari esteri ricorreva in Cassazione che, con sentenza n. 6522/00, nell'annullare la sentenza della Corte di Appello di Roma rinviava la causa ad altra sezione di questa stessa Corte.
L'Amministrazione provvedeva quindi alla riassunzione del giudizio che è tuttora pendente avanti alla III Sezione della Corte di Appello di Roma (R.G.4462/00). Avanti alla stessa Corte di Appello, assegnata ad altra sezione, è poi pendente il giudizio di appello proposto dal Ministero degli Esteri avverso il lodo definitivo (R.G.3327/198).
In occasione della sospensione delle attività, dovuta anche all'interruzione dei finanziamenti, il Cantiere nel fermare i lavori precipitò in una situazione negativa che ha comportato anche azioni esecutive da parte di fornitori ed Istituti di Credito.
Anche l'allora ministero dei trasporti e della navigazione, appreso del fermo cantiere, emise provvedimento di fermo amministrativo nei confronti del medesimo. Tale provvedimento fu adottato in quanto il mancato completamento delle navi entro i termini, aveva indotto il Ministero a revocare il finanziamento recuperando i contributi già erogati maggiorati degli interessi dell'11 per cento ai sensi della legge n. 599 del 1982. Il Cantiere avverso tale decisione proponeva ricorso con istanza cautelare accolta dal TAR con ordinanza n. 202/1998. Alla data del 6 febbraio 2001, il Cantiere secondo i conteggi del ministero dei trasporti gli avrebbe dovuto restituire lire 4.102.996.011.
Tutto ciò premesso furono avviate presso l'Avvocatura Generale dello Stato una serie di riunioni volte ad accertare la possibilità di definire le varie vertenze pendenti presso le sedi giurisdizionali. La stessa Avvocatura fece richiedere dalla Direzione Generale della Cooperazione di questo ministero degli affari esteri al ministero dei trasporti e della navigazione ed alla Società una valutazione sul naviglio al fine di conoscere i costi necessari per la messa in navigazione delle 5 navi da pesca. Tali costi furono quantificati rispettivamente in (lire 8.725.000.000 dal ministero ed in lire 10.678.458.382 dal Cantiere.
Il 22 aprile 2003 la Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo, nel comunicare alla nostra Rappresentanza in Senegal l'intenzione di esperire il tentativo di chiudere transattivamente il contenzioso con il Cantiere e successivamente di stipulare un atto aggiuntivo al contratto al fine di completare la costruzione delle navi, chiedeva alla stessa di informarne le Autorità senegalesi.
Alle predette richieste le Autorità senegalesi avrebbero evidenziato un limitato interesse alla conclusione del programma ed all'acquisizione del naviglio anche in considerazione del fatto che il destinatario dello stesso non aveva più i requisiti per riceverlo. Conseguentemente, d'intesa con l'Avvocatura Generale dello Stato, si è in attesa delle decisioni che saranno prese al riguardo della vertenza dalle competenti Sezioni della Corte di Appello di Roma.
Il Sottosegretario di Stato per gli affari esteri: Alfredo Luigi Mantica.

OSVALDO NAPOLI. - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Per sapere - premesso che:
in occasione dell'entrata in vigore del nuovo orario ferroviario, fissata al 14 dicembre 2003, tramite contatti telefonici con la società Artesia che gestisce i treni Euro City che collegano Milano a Parigi e Torino a Lione, transitanti dal tunnel del Frejus, si è venuti a conoscenza del fatto che tali convogli non effettueranno più la fermata a Bardonecchia, mentre continueranno il regolare servizio viaggiatori presso la stazione di Oulx;
dagli attuali otto treni circolanti, si passerà a sei;


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tale decisione comporta un evidente danno di immagine nei confronti di un importante centro dell'Alta Valle Susa, qual è Bardonecchia, e notevoli disagi per i turisti che lo frequentano e per le persone che vi abitano;
dalla stagione invernale 2003-2004, Bardonecchia sarà sede di importanti appuntamenti sportivi (finali Coppa del Mondo Snow Board 2004 - Campionati Juniores 2005) che culmineranno con le Olimpiadi Invernali Torino 2006 per proseguire con le Universiadi 2007;
risulta evidente quanto sia affrettata la decisione di sopprimere la fermata di treni di qualità a Bardonecchia, nel momento in cui la cittadina e tutta l'Alta Valle è proiettata verso una ribalta internazionale che vede nella facilità dei collegamenti ferroviari ed autostradali una delle sue caratteristiche di eccellenza;
Bardonecchia, inoltre, è a tutt'oggi una cittadina di confine, sede operativa di notevoli successi nella lotta al contrabbando di stupefacenti e filtro importante per il controllo da parte delle forze di polizia di persone e cose allo scopo di garantire la sicurezza sul territorio nazionale -:
quali iniziative intenda assumere presso Trenitalia spa per porre rimedio a quanto sopra esposto.
(4-07912)

Risposta. - Per quanto attiene la questione dei collegamenti ferroviari, in via preliminare si osserva che le questioni sollevate si inseriscono in un quadro caratterizzato, nel settore del trasporto ferroviario, da un delicato momento di transizione dal regime monopolistico a quello della concorrenza del mercato liberalizzato.
Ciò in un contesto di norme italiane e comunitarie che escludono la possibilità di interventi, contributi o aiuti di Stato nel settore del trasporto ferroviario a media e lunga percorrenza non sottoposti ad obbligo di servizio pubblico.
La questione sollevata riguarda infatti servizi Eurostar, che come è noto rientrano, insieme agli Intercity, tra i servizi di trasporto effettuati da Trenitalia in regime di libertà commerciale, senza alcun contributo pubblico e quindi senza un controllo diretto da parte dello Stato o delle regioni. Nel settore dei servizi ferroviari di media e lunga percorrenza, inoltre, è stato di fatto disposto fin dal 2002 il blocco degli aumenti tariffari.
Nel merito della questione, riguardante la soppressione delle fermate eurocity di Novara, Vercelli e Bardonecchia sulla relazione Milano-Parigi e viceversa a partire dal nuovo orario del 14 dicembre 2003, Ferrovie dello Stato spa, ha riferito che in considerazione dell'importanza sia turistica sia commerciale rivestita dalle su indicate città e, quindi, al fine di assicurarne il presidio, tali fermate, inizialmente non previste nel nuovo orario, sono state introdotte con un provvedimento in corso d'orario e, pertanto, non pubblicate nell'orario ufficiale.
Si fa comunque presente che i sistemi sipax (sistema informatizzato presente in alcune biglietterie di stazione), internet, Trenitalia informa sono stati aggiornati dal 1 febbraio 2004.
Pertanto, l'EC 9242 con partenza da Milano alle ore 9.15 ed arrivo a Parigi alle ore 16.11 effettua fermata a Bardonecchia alle ore 11.34/11.36.
In direzione opposta il nuovo EC 9249 con partenza da Parigi alle ore 15.50 ed arrivo a Milano alle ore 22.45 effettua fermata a Bardonecchia alle ore 20.25/20.27, a Vercelli alle ore 22.03/22.05 e parte da Novara alle ore 22.19.
Il nuovo EC 9240 con partenza da Milano alle ore 6.48 anziché 6.50 ed arrivo a Parigi alle 13.15, parte da Novara alle ore 7.18 anziché alle 7.20 e ferma a Vercelli alle ore 7.29/7.31.
L'EC 9241 con partenza da Parigi alle ore 8.04 ed arrivo a Milano alle ore 14.45 effettua fermata a Vercelli alle ore 16.46/16.48.
Il Sottosegretario di Stato per le infrastrutture e per i trasporti: Nino Sospiri.


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PASETTO. - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Per sapere - premesso che:
l'interrogante è venuto a conoscenza della petizione che alcuni cittadini di Anzio, abitanti lungo la tratta ferroviaria «Lavinio-Anzio», hanno inviato ai diversi livelli istituzionali (Regione, Comune di Anzio, RM H), nonché alla Procura della Repubblica, per denunciare una situazione definita nella petizione «invivibile» a fronte dei nuovi materiali utilizzati nelle massicciate e nei binari dalle RFI Spa (FS Spa);
tale stato di cose provocherebbe non soltanto danni all'interno delle abitazioni, oltre che a rumori assordanti durante il percorso dei treni -:
quali provvedimenti le Ferrovie dello stato Spa intendano adottare al fine di rimuovere le disfunzioni esposte degli abitanti nella zona limitrofa alla tratta ferroviaria «Lavinio-Anzio».
(4-07891)

Risposta. - In merito all'interrogazione parlamentare indicata in esame Ferrovie dello Stato spa ha riferito che Rete Ferroviaria Italiana spa attua un adeguato e costante presidio della sicurezza e continuità dell'esercizio ferroviario, eseguendo i necessari lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria.
Si fa presente inoltre che a norma del decreto del Presidente della Repubblica n. 753 del 1980, sono ammesse costruzioni solo a distanza superiore a ml 30 dalla più vicina rotaia; eventuali deroghe vengono concesse, tra l'altro, solo a fabbricati che adottino misure di contenimento dei fenomeni collegati al rumore ed alle vibrazioni.
Per quanto riguarda la tratta Lavinio-Anzio, si riportano di seguito i più recenti interventi: la sostituzione di n. 250 traverse, il livellamento di tutti i deviatoi della linea, il rinnovamento della sede ferroviaria al passaggio a livello al km 41+500 ed il livellamento di tutti i binari di corsa della linea.
Sulla tratta non sono state utilizzate nuove tipologie di materiali, né è aumentata la velocità della linea e sono stati inseriti due treni ad alta frequentazione (TAF).
Peraltro, Ferrovie dello Stato spa ha evidenziato di non poter procedere alla verifica delle lamentate situazioni di disagio e se le stesse possano effettivamente correlarsi al traffico ferroviario, in quanto non è a conoscenza della localizzazione dei disagi lamentati sulla tratta e, quindi, degli indispensabili parametri obiettivi, quali i valori strumentali, la distanza dei fabbricati dalla linea, la natura del terreno, la posizione della linea, la tipologia dei fabbricati.
Il Sottosegretario di Stato per le infrastrutture e per i trasporti: Nino Sospiri.

POLLEDRI. - Al Ministro delle comunicazioni. -Per sapere - premesso che:
fin dall'anno 2000, le Poste russe, nell'ottica di una loro riorganizzazione, hanno mostrato interesse nel modello italiano apprezzando l'organizzazione e la struttura tecnologica delle Poste Italiane che meglio di altre risponderebbero alle loro finalità;
a tale scopo verso la fine del 2000, sono stati avviati contatti tra le due Amministrazioni Postali e nel febbraio del 2001 la Delegazione delle Poste russe ha firmato insieme alle Poste Italiane un Memorandum of Understanding nel quale sono stati evidenziati i punti più salienti della suddetta collaborazione;
il punto principale è stato individuato nella realizzazione di una società mista con l'obiettivo di sviluppare la Posta Ibrida in Russia come avviene in Italia che è appunto gestita dalla società Postel spa;
il business plan dell'operazione è stato condiviso da entrambe le Amministrazioni e l'investimento italiano è stato ipotizzato in circa un milione di euro di cui quattrocentomila euro in macchine usate di Postel da noleggiare ai russi;
nell'ottobre del 2002 la società mista era di imminente costituzione, ma per motivi non ben chiari il tutto è stato


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bloccato dal Consiglio di Amministrazione delle Poste Italiane;
una fattiva collaborazione tra i due sistemi paese nel settore postale, avrebbe una ricaduta in termini di altri progetti (logistica, impiantistica, approvvigionamenti e sistemi di pagamento) i quali inciderebbero su tutta un'altra serie di operatori italiani -:
se il Ministro non ritenga che il progetto di cui in premessa, possa essere di particolare interesse per l'Italia.
(4-08683)

Risposta. - Si ritiene opportuno precisare che, a seguito della trasformazione dell'ente Poste italiane in società per azioni, la gestione aziendale rientra nella competenza degli organi statutari della società.
Il ministero delle comunicazioni quale Autorità nazionale di regolamentazione del settore postale - ha tra i propri compiti quello di verificare il corretto espletamento del servizio universale erogato da Poste Italiane.
Tale attività è volta ad accertare che la qualità del servizio svolto su tutto il territorio nazionale risponda ai parametri fissati dalla normativa comunitaria e nazionale, peraltro recepiti nel contratto di programma, e a adottare idonei strumenti sanzionatori nel caso in cui si dovesse verificare il mancato rispetto degli
standard qualitativi fissati.
Ciò premesso, allo scopo di poter disporre di elementi di valutazione in merito a quanto rappresentato dall'interrogante si è provveduto ad interessare la società Poste Italiane la quale, in relazione alla costituzione di «una società mista con l'obiettivo di sviluppare la posta ibrida in Russia», ha comunicato quanto segue.
A seguito di appositi incontri intercorsi nel 2001 tra Poste Italiane/Postel e Poste federali russe, è stato effettuato uno studio di fattibilità per una collaborazione che, avvalendosi dell'esperienza maturata da Postel nel settore, potesse favorire la diffusione di tale servizio in Russia.
La successiva trasformazione del modello organizzativo delle Poste russe e le variazioni intervenute nel contesto economico - secondo quanto precisato da Poste spa - oltre ad apportare modifiche allo scenario iniziale hanno determinato, anche, una pausa nelle trattative.
La medesima società ha reso, poi, noto che a seguito di uno studio per lo sviluppo del servizio della posta ibrida avviato dalle Poste russe, nel mese di giugno 2003 Poste Italiane e Postel hanno offerto la propria disponibilità per eventuali contributi a carattere tecnico e/o commerciale, senza peraltro escludere la possibilità in futuro di ulteriori possibili forme di collaborazione tra le due società.
Secondo quanto riferito, in relazione a tale offerta non vi sono stati ulteriori sviluppi nel tempo sin qui intercorso.
Il Ministro delle comunicazioni: Maurizio Gasparri.

ZACCHERA. - Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che:
risulta all'interrogante che il signor Sergio Belluzzi ha collaborato per molti anni con l'istituto italiano di cultura di Monaco di Baviera;
il mancato pagamento degli arretrati maturati a suo favore (e di altri suoi colleghi) nel corso degli anni, sarebbe stata sancita da una sentenza di condanna del tribunale di Monaco cui l'istituto si sarebbe rifiutato di ottemperare prestando il fianco ad una seguente azione esecutiva mediante pignoramento;
il Belluzzi sarebbe stato allontanato dall'Istituto dal 19 dicembre 2002 senza corresponsione alcuna delle spettanze maturate, né regolare firma dei documenti attestanti la cessazione del servizio;
sarebbe riferito l'episodio del cambio delle serrature dell'appartamento di servizio, senza predisposizione di alcun inventario dei beni in esso contenuti di proprietà del signor Belluzzi, il quale, ad oggi, non solo si vedrebbe negare il diritto al ristoro delle spese a suo tempo effettuate per rendere abitabile e dignitoso


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l'alloggio fornitogli, ma non potrebbe nemmeno rientrare in possesso dei propri beni -:
quale sia la situazione di questo ex dipendente dell'Istituto Italiano di Cultura e se le doglianze dell'interessato abbiano fondamento e, in caso affermativo, quali iniziative il Ministero degli affari esteri abbia intrapreso nei confronti dei responsabili.
(4-08181)

Risposta. - In merito a quanto richiesto dall'interrogante, e a seguito degli opportuni accertamenti, risulta dovuta al signor Sergio Belluzzi, contrattista con mansioni ausiliarie dell'Istituto Italiano di Cultura di Monaco, la sola indennità di fine rapporto, alla cui liquidazione si provvederà non appena perfezionato l'iter del decreto ministeriale di risoluzione del contratto con cui è stata disposta la cessazione dal servizio dell'interessato, a far data dal 30 giugno 2003.
Con riguardo alla questione delle competenze arretrate da corrispondersi al signor Belluzzi, in seguito a sentenza del tribunale del lavoro di Monaco di Baviera, è pervenuta al ministero degli affari esteri, copia della sentenze del tribunale di Monaco debitamente tradotte. Sarà dunque possibile procedere all'emanazione del decreto di liquidazione delle somme in arretrato.
Il Sottosegretario di Stato per gli affari esteri: Mario Baccini.

ZANELLA. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
la città di Venezia è sempre stata caratterizzata da un sereno dialogo intraistituzionale e dal confronto tra istituzioni e le espressioni organizzate della società civile e proprio grazie a questo i problemi, anche di ordine pubblico, sono stati sempre affrontati e risolti positivamente;
venerdì 24 ottobre 2003, durante la manifestazione organizzata a Mestre dai sindacati per lo sciopero generale, si sono verificati scontri tra le forze dell'ordine e manifestanti appartenenti al movimento dei Disobbedienti e del Coordinamento studentesco durante i quali alcune persone sono rimaste ferite; in particolare davanti all'agenzia di lavoro interinale Manpower ci sarebbe stato un pesante intervento delle forze dell'ordine per impedire l'affissione di manifesti e l'esecuzione di scritte sui muri;
questo fatto avviene a distanza di pochi giorni dalla notifica di «diffida», in quanto «socialmente pericoli», emessa dal questore di Venezia nei confronti di 18 appartenenti al movimento dei Disobbedienti -:
se non ritenga che misure quali la diffida notificata ai 18 attivisti così come la gestione dell'ordine pubblico durante la manifestazione non siano risoluzioni che alimentano il clima di tensione e non siano sproporzionate rispetto a quanto stava realmente avvenendo nella piazza;
se non ritenga che i criteri e princìpi che ispirano l'azione delle forze dell'ordine debbano andare nella direzione di un rigoroso rispetto dell'ordine costituzionale e dell'esercizio dei diritti civili e politici dei cittadini e delle cittadine; della necessità di tutelare la salvaguardia delle persone, di una attenta e assennata valutazione dell'uso della forza in rapporto allo stato effettivo del contesto da tutelare, dell'obbligo quindi di limitare al massimo la forza e evitare ogni forma di militarizzazione del territorio.
(4-07889)

Risposta. - Si comunica che il 24 ottobre 2004, in occasione dello sciopero generale proclamato dalle organizzazioni sindacali Cgil Cisl e Uil per protestare contro la legge finanziaria ed il progetto di riforma sulle pensioni, si è svolta una manifestazione, nel centro di Mestre, alla quale hanno partecipato circa 10.000 persone.
Poco dopo la partenza del corteo, un gruppo di studenti e attivisti del «movimento dei Disobbedienti» composto da circa 150 persone, si è staccato dagli altri manifestanti ed ha imboccato la via Bembo, raggiungendo la sede regionale della UIL. Dopo aver «annunciato che avrebbero effettuato


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un «atto di disobbedienza civile», alcuni del gruppo hanno affisso dei manifesti ed imbrattato le vetrine esterne della sede sindacale con delle bombolette spray, favoriti da altri giovani che si sono interposti tra il gruppo e il personale di polizia, facendo scudo con, il proprio corpo.
Gli antagonisti hanno poi raggiunto via Piave; mentre un manifestante, col volto travisato da un passamontagna, ha sigillato le serrature della sede dell'agenzia di lavoro interinale
Manpower con una sostanza collante, altri attivisti hanno affisso manifesti e imbrattato con scritte di vernice spray la vetrata di detta agenzia.
Anche in questo caso alcuni giovani hanno formato uno sbarramento tenendosi sottobraccio al fine di impedire l'intervento delle forze dell'ordine.
Allorchè uno dei manifestanti, che aveva afferrato e lanciato lontano lo sfollagente di un operatore di polizia, è stato bloccato per la necessaria identificazione, i «disobbedienti» hanno aggredito violentemente gli agenti. Nel corso dei tafferugli un funzionario della polizia di Stato ha riportato lesioni guaribili in diciotto giorni per contusioni multiple; altri tre dipendenti hanno riportato lesioni, seppure lievi.
Il prefetto di Venezia ha sottolineato come l'intervento delle forze di polizia sia stato mirato esclusivamente ad impedire che i reati commessi nel corso della manifestazione venissero portati ad ulteriori conseguenze e come i fatti descritti non hanno alcun rapporto con le misure di prevenzione erogate, nei giorni precedenti, nei confronti di alcuni «Disobbedienti» protagonisti, negli ultimi anni, di una serie di reati contro l'ordine pubblico.
La maggiore presenza delle forze delle forze dell'ordine nel corso di manifestazioni pubbliche, non è finalizzata a «militarizzare» il territorio, bensì proprio a garantire che libertà costituzionalmente sancite, quale ad esempio quella di espressione, possano esprimersi appieno nei modi consentiti e non debbano venire turbate dall'azione sconsiderata e violenta di pochi facinorosi.
Il Sottosegretario di Stato per l'interno: Alfredo Mantovano.

ZANELLA e CENTO. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
nella serata del 18 novembre 2003 sono state fermate dalla polizia, davanti a palazzo Chigi, 8 signore appartenenti all'associazione «Donne in Nero»;
le signore si trovavano in via del Corso, dal lato di Galleria Colonna, dove sostavano, insieme ad alcune persone, in attesa del passaggio del premier israeliano Ariel Sharon;
quando è passata la colonna di macchine su cui viaggiava il Primo Ministro israeliano le «Donne in Nero» hanno esibito, per circa un minuti, alcuni cartelli a forma di mano con la scritta «Stop alla guerra con la forza della non violenza» e «Disarmiamo il mondo»;
a questo punto sono state invitate dalle forze dell'ordine ad allontanarsi, cosa che hanno fatto immediatamente, cercando di defluire in mezzo alla gente, verso l'uscita del luogo transennato;
arrivate in prossimità dell'uscita sono state nuovamente fermate da un altro ispettore di polizia che ha chiesto alle signore di esibire i documenti e di seguirlo in Commissariato per gli accertamenti di routine;
negli uffici del commissariato si è proceduto ad una perquisizione molto scrupolosa di tutti gli oggetti personali delle signore ed è stato sequestrato del materiale dell'associazione consistente in alcuni volantini, uno striscione e altri cartelli a forma di mano da utilizzare in un'altra occasione;
gli sono stati poi notificati due verbali: uno di denuncia penale per aver inscenato una manifestazione non autorizzata e uno di sequestro del materiale;
ad un tentativo delle signore di trovare una conciliazione, vista anche l'assoluta innocuità del loro comportamento, la


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Polizia ha risposto di aver ricevuto ordini dall'alto di assoluta severità -:
se non ritenga che l'intervento della polizia e le conseguenti denunce disposte nei confronti delle donne sia stato spropositato, considerando il carattere assolutamente inoffensivo e pacifico del gesto delle signore, il fatto che si stavano spontaneamente allontanando dal luogo, così come richiesto dalla polizia, senza opporre alcuna resistenza, e tenendo conto che l'associazione delle «Donne in Nero» è molto conosciuta, soprattutto per i comportamenti non violenti;
se non ritenga che i criteri e principi che ispirano l'azione delle forze dell'ordine debbano andare nella direzione di un rigoroso rispetto dell'ordine costituzionale e dell'esercizio dei diritti civili e politici dei cittadini e delle cittadine; della necessità di tutelare la salvaguardia delle persone, di una attenta e assennata valutazione dell'uso della forza in rapporto allo stato effettivo del contesto da tutelare, dell'obbligo quindi di limitare al massimo la forza e evitare ogni forma di militarizzazione del territorio.
(4-08132)

Risposta. - Si comunica che in occasione dell'incontro a Palazzo Chigi, il 18 novembre 2003, del Primo Ministro dello Stato Israeliano con il Presidente del Consiglio dei ministri, un gruppo di otto donne, appartenenti al movimento «Donne in nero», all'arrivo del premier israeliano hanno esposto cartelli a forma di mano, con scritte in inglese, arabo ed ebraico.
Il gruppo, che già in precedenza, nella vicina Piazza San Marco, era stato invitato da personale della polizia di Stato ad allontanarsi in quanto eventuali manifestazioni non preavvisate non potevano essere consentite, è stato quindi accompagnato presso il commissariato «Trevi-Campo Marzio» per gli accertamenti di rito e, subito dopo, rilasciato.
Le donne sono state denunciate per violazione dell'articolo 18 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (manifestazione non preavvisata) e sono stati loro sequestrati alcuni volantini.
Anche nella circostanza specifica gli operatori si sono attenuti alle direttive ministeriali in materia di ordine pubblico, volte a garantire concretamente l'esercizio del diritto costituzionale di manifestare il pensiero ed il dissenso politico, purché il tutto avvenga nel rispetto della legalità e delle norme vigenti.
Il Sottosegretario di Stato per l'interno: Alfredo Mantovano.