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PRESIDENTE. L'onorevole Ercole ha facoltà di
CESARE ERCOLE. Signor ministro Giovanardi, abbiamo voluto portare alla sua attenzione ed a quella del Parlamento un fatto epocale, avvenuto a Pavia, ossia il trapianto di cellule staminali da cordone ombelicale. Non dimentichiamo che ciò è il frutto di un lavoro durato cinque anni, soprattutto svolto da ospedali pubblici e su impulso del ministro Sirchia riguardo alla possibilità di moltiplicare le cellule cordonali staminali. Successi quali quello dell'ospedale San Matteo confermano l'esigenza di proseguire in questa ricerca scientifica e, soprattutto, mettono in evidenza che esistono fonti di cellule staminali alternative ed eticamente più sostenibili degli embrioni, il cui sfruttamento indiscriminato nella ricerca scientifica è, a nostro avviso, moralmente inaccettabile.
PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di rispondere.
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, concordo con l'onorevole Ercole sul fatto che esistono fonti di cellule staminali alternative rispetto a quelle ottenibili dagli embrioni, il cui sfruttamento indiscriminato nella ricerca scientifica suscita inquietanti interrogativi.
neurali e di ischemia del miocardio e del muscolo scheletrico appaiono molto promettenti e sono stati pubblicati su prestigiose riviste internazionali. Tali ricerche aprono la strada ad analoghe ricerche cliniche, potenzialmente di straordinario impatto terapeutico, come quella avvenuta a Pavia. I progetti verranno conclusi nel 2005 e i risultati ottenuti saranno presentati ad un congresso organizzato ad hoc, al fine valutare l'opportunità di proseguire il programma di ricerche in corso.
PRESIDENTE. L'onorevole Ercole ha facoltà di replicare.
CESARE ERCOLE. Signor ministro la ringrazio vivamente per la sensibilità dimostrata nei confronti del tema in discussione e per gli impegni concreti che ella vorrà assumere a sostegno di questa ricerca (d'altra parte, li ha elencati). Vorrei cogliere l'occasione del dibattito odierno per evidenziare come l'episodio del trapianto di cellule staminali di Pavia, grazie alla sensibilità del commissario - ex senatore - Zaretti e dell'oncoematologo Locatelli, sia stato utilizzato a sproposito da parte della stampa e dello stesso mondo politico per sostenere una causa, quella del referendum abrogativo sulla legge in materia di procreazione assistita che, invece, dovrebbe essere affrontata con maggiore serietà e conoscenza di causa.
Noi le chiediamo, signor ministro, quali sono le iniziative politiche e normative che il Governo intende adottare in un prossimo futuro.
La ricerca sulle cellule staminali adulte rappresenta il futuro più promettente della nostra ricerca scientifica.
Per quanto riguarda il caso di Luca Coscioni, il giovane talassemico guarito tramite un trapianto di cellule staminali, voglio ricordare quanto scritto dal presidente dei talassemici della Liguria, Loris Brunetta, in rappresentanza dei settemila ammalati, ossia che essi si aspettano dalla ricerca un risultato analogo a quello di Pavia, senza che i talassemici siano costretti - come egli ha scritto - «a finire in un cestino», con pratiche di selezione eugenetica sugli embrioni, che gli avrebbero impedito persino di nascere.
Questa ricerca sulle cellule staminali alternative a quelle embrionali è, in larga parte, basata sul programma nazionale sulle cellule staminali, finanziato per circa 17 milioni di euro su un arco triennale. Il fulcro di tale programma è costituito da 82 progetti di ricerca, finanziati a seguito di un bando nazionale di una selezione rigorosa, nazionale ed internazionale. Tali progetti, focalizzati sulle cellule staminali dei diversi tessuti, perseguono sia ricerche di base, sia studi di terapia rigenerativa, mediante il trapianto di cellule staminali di tessuti e organi danneggiati maniera irreversibile, in particolare in modelli preclinici di trapianto su animali da esperimento.
Taluni risultati di terapia rigenenerativa staminale di malattie muscolari,
Si ricorda, infine, che l'accordo del 10 luglio 2003 fra il Ministero della salute e le regioni e le province autonome sul documento recante le linee guida in tema di raccolta, manipolazione e impiego clinico delle cellule staminali emopoietiche, ha inteso garantire la qualità delle procedure di donazione, di conservazione, processazione e trapianto di cellule staminali emopoietiche, attraverso la definizione di standard qualitativi per i centri di conservazione e di trapianto.
L'importante conquista scientifica di Pavia offre un'ulteriore argomentazione a sostegno dell'orientamento politico che questa maggioranza ha scelto di seguire, attraverso la legge sulla procreazione assistita: un orientamento, cioè, che intende rispettare la vita, fin dalle sue prime manifestazioni, ponendo un limite alle degenerazioni che sicuramente si svilupperebbero a partire dall'apertura a metodi di selezione degli embrioni, come quelli a cui, più volte, i sostenitori del referendum fanno riferimento.
Il progresso scientifico, a nostro avviso, si può realizzare anche senza lo sfruttamento degli embrioni ed è questo l'insegnamento fondamentale che, a mio parere, è necessario trarre dal successo del trapianto di Pavia. Ovviamente, sono necessarie le strutture, gli uomini e le risorse, ma grazie alla tradizione consolidatasi in questo settore del nostro paese ed all'impegno in termini economici che l'attuale ministro della salute vorrà concedere alle realtà già esistenti, sono sicuro che, in breve termine, riusciremo a conseguire risultati molto importanti.


