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effettivamente esistente, sarebbe custodito nel caveau della Schweizerische Nationalbank di Berna -:
da mezzo secolo si continua a favoleggiare sull'esistenza e sul contenuto del cosiddetto «carteggio Mussolini-Churchill»;
sembra certa l'esistenza del predetto carteggio e sembra altrettanto certo, storicamente, che Benito Mussolini lo avesse con sè durante il suo ultimo viaggio nella provincia di Como;
sembra altrettanto certo l'estremo interesse che, in quei giorni convulsi e drammatici, gli inglesi manifestavano per rientrare in possesso della documentazione a mani di Mussolini;
è evidente l'enorme interesse storico che riveste il «carteggio Mussolini-Churchill» che potrebbe offrire a taluni specifici momenti storici (quale, ad esempio, l'entrata in guerra dell'Italia il 10 giugno 1940) una chiave di lettura depurata dalla inevitabile retorica dei vincitori;
è dunque evidente che vi è un interesse specifico dello Stato ad entrare in possesso di un carteggio intercorso fra il premier inglese ed il Presidente del Consiglio dei ministri dell'epoca;
ora sull'ultimo numero della rivista Nuova Storia Contemporanea è stata pubblicata una interessante intervista dell'ex-partigiano Luigi Carissimi Priori, il quale afferma che il «carteggio Mussolini-Churchill»,
se non ritenga importante ed anzi necessario acquisire, se effettivamente esistente nel caveau della Schweizerische Nationalbank di Berna, il famoso «carteggio Mussolini-Churchill»;
se non ritenga di attivare tutte le procedure atte a verificare la rispondenza al vero delle notizie fornite dall'ex-partigiano Luigi Carissimi Priori, e, in caso affermativo, se non ritenga di intervenire presso le autorità elvetiche per ovviare le pratiche per l'acquisizione della documentazione.
(3-03850)