Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 620 del 4/5/2005
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(Dichiarazioni di voto - Doc. IV-quater, n. 114)

PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni voto.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cola. Ne ha facoltà.

SERGIO COLA. Signor Presidente, vorrei chiarire alcuni aspetti che l'onorevole Mazzoni non ha avuto la possibilità di approfondire, poiché, giustamente, è stata «zittita» per il decorso del tempo a sua disposizione oltre i limiti stabiliti.
Ritengo che vi siano due problemi da affrontare, e lo dico in contrapposizione alle argomentazioni dell'onorevole Kessler riguardanti il nesso di causalità. Vorrei riferirmi proprio alle osservazioni che il collega Kessler ha sviluppato nella sua relazione di minoranza, nella quale afferma che Berlusconi non ha mai partecipato a dibattiti che abbiano avuto ad oggetto il tema che ci sta occupando. Tuttavia, egli fa un'eccezione estremamente sintomatica: riconosce che, con riferimento al Doc. IV, n. 11/A, della XIII legislatura (nel 1998), relativo alla richiesta della procura della Repubblica di Milano dell'autorizzazione all'arresto dell'onorevole Previti, Berlusconi ha partecipato al dibattito e ha anche votato.
Orbene, in quella discussione...

GIOVANNI KESSLER, Relatore di minoranza. Non ha partecipato al dibattito! Io non...

SERGIO COLA. Ha partecipato, nel senso che era presente...

GIOVANNI KESSLER, Relatore di minoranza. Ha votato!

SERGIO COLA. ...e ha anche votato, esprimendo un proprio giudizio sulla richiesta dell'autorizzazione all'arresto. Mi sembra che sia un fatto estremamente sintomatico! Se poi vogliamo appigliarci ai cavilli per porre in essere un ulteriore fumus persecutionis, che emerge in maniera chiarissima nella relazione di minoranza, facciamo così! Se, invece, vogliamo attenerci ai fatti, la realtà è completamente diversa.
Ebbene, in quella discussione, intervennero, come ha ricordato giustamente l'onorevole Mazzoni, sia l'onorevole Carmelo Carrara sia l'onorevole Saponara, che così si espresse sulla signora Ariosto: «(...) È stata trovata falsa e calunniosa in tanti, tanti episodi eppure non si è proceduto contro la stessa». L'onorevole Trantino, intervenuto nella seduta del 20 gennaio 1998 rincara ancor più, per così dire, la dose nei confronti di questa teste, rinvenendo addirittura, nel credito accordato al comportamento di questa teste, manifestamente falsa, da parte dei magistrati inquirenti un chiaro fumus persecutionis. Quindi, mi pare si sia già discusso dell'argomento; in un atto parlamentare, al quale ha partecipato sicuramente l'onorevole Berlusconi con l'espressione del voto, sono riprodotte le stesse frasi, valutazioni e dichiarazioni che Berlusconi espresse nel 2003 nel corso della trasmissione televisiva Excalibur. Ciò già dovrebbe, per così dire, tagliare la testa al toro inducendoci a sostenere l'esistenza di un chiaro nesso di causalità tra l'attività parlamentare e le espressioni usate. Tra l'altro, all'epoca, l'onorevole Berlusconi era il leader dell'opposizione e nei suoi confronti abbiamo tante volte avuto modo di riscontrare un fumus persecutionis alimentato dall'attuale opposizione con l'ausilio di altri ambiti istituzionali tendenti a sminuire ed a distruggere la sua figura.
Ma il discorso diviene ancora più pregnante se consideriamo tali osservazioni -


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a mio modo di vedere, determinanti - nella prospettiva della riforma dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione con la quale si è estesa la tutela - e quindi l'insindacabilità - del parlamentare non solo ai fatti strettamente connessi con l'attività parlamentare ma anche a fatti costituenti denunce di carattere politico.
Dunque, il quesito che pongo all'onorevole Kessler, il quale, forse, quando ha redatto la relazione di minoranza, non è stato molto attento, è il seguente: Berlusconi si recò in quella trasmissione televisiva per dichiarare che la signora Ariosto era falsa - così come altri avevano dichiarato nel 1998 - o a Berlusconi si posero specifiche domande per mettere in discussione la sua legittimazione a ricoprire l'incarico di Presidente del Consiglio? L'argomento Ariosto invero fu portato nel dibattito nel momento in cui si metteva in discussione, da parte dei contraddittori, la legittimazione di Berlusconi a ricoprire l'incarico. Quando perciò Berlusconi esprime tale tipo di valutazioni nel corso della trasmissione televisiva Excalibur, a prescindere dal nesso di causalità già da noi rinvenuto, lo fa in una chiave chiaramente politica.

PRESIDENTE. Onorevole...

SERGIO COLA. Una chiave chiaramente politica diretta a dimostrare che la sua è una piena legittimazione e che nei suoi confronti la magistratura milanese, attraverso la signora Ariosto, aveva posto in essere un vero e proprio fumus persecutionis per delegittimarlo.
È per questi motivi che sostengo le argomentazioni dell'onorevole Mazzoni e, a nome del gruppo di Alleanza Nazionale, preannuncio il voto favorevole alla proposta della Giunta di dichiarare la ricorrenza dell'ipotesi di insindacabilità per i fatti oggetto del procedimento (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza Nazionale).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mantini. Ne ha facoltà.

PIERLUIGI MANTINI. Signor Presidente, mi è sempre «faticoso» non cedere alle tentazioni di trasformare questi nostri dibattiti in momenti più o meno di tipo causidico, dove si svolgono tesi avvocatesche, con arringhe...

SERGIO COLA. Sempre argomenti di diritto, non «tesi avvocatesche»!

PIERLUIGI MANTINI. ... che, in definitiva, non giovano alla chiarezza dei nostri lavori.
Invero, per quanto appassionate siano le tesi ed abili i sostenitori, nel caso di specie è difficile mistificare i fatti. Siamo in presenza di espressioni presuntivamente lesive del decoro e dell'onorabilità di una persona affermate in veste del tutto privata dall'onorevole Berlusconi; dichiarazioni dirette nei confronti di una signora e relative alla sua qualità di imputato in un processo nel quale la signora stessa figura come testimone. In quella occasione, l'onorevole Berlusconi parla di «testimonianza falsa», di interessi privati, e via dicendo. Si tratta di questioni che esulano dai nostri giudizi e che indubbiamente presentano una certa lesività; nel merito, tutto ciò dovrebbe essere oggetto di accertamento nelle sedi giudiziarie ma quanto è assolutamente certo è che si tratta non di opinioni politiche, bensì di un giudizio specifico su comportamenti concreti e specifici di una persona in un privato processo. Che questo privato processo acquisti una dimensione di interesse pubblico poiché in qualche modo vi è coinvolto l'attuale Presidente del Consiglio dei ministri, a me sembra un fatto del tutto irrilevante, anche se innegabile.
Detto ciò, lo stesso collega Cola, nonché la stessa relatrice per la maggioranza fanno invero fatica a rinvenire un nesso con l'esercizio della funzione parlamentare. Si tratta di un nesso lato sensu, come usiamo dire, perché non richiediamo l'atto specifico.
Tuttavia, ritenere che il comportamento processuale della signora Ariosto sia stato oggetto di un dibattito in Parlamento, nel


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corso del quale il parlamentare Berlusconi ha espresso un'opinione che - legittimamente, dunque -, in termini più o meno simili, egli ha riferito extra moenia (fuori dall'aula) è assolutamente un falso! Pertanto, non sussiste alcun motivo, a prescindere dal valore degli avvocati difensori di turno, per sostenere una simile, impossibile falsità!
Perciò, cosa resta? Resta il fatto che si vuole ricorrere alla prerogativa di cui all'articolo 68 della Costituzione, vale a dire l'insindacabilità delle opinioni espresse nell'esercizio delle funzioni di parlamentare, per ottenere la piena legittimità di infamare in qualsiasi modo, con piena libertà e senza alcuna responsabilità, i testimoni nei propri processi. È questa la garanzia recata dall'articolo 68 della Costituzione, è questo ciò che ci chiedono i cittadini, quando vogliono che la politica e le istituzioni rispondano a principi etici e costituzionali?
Noi non siamo gli epigoni dell'esercito del bene, così come voi non siete i rappresentanti del male, egregi colleghi della maggioranza. Naturalmente, è vero anche il contrario: perciò, senza pregiudizi, né faziosità, insieme dovremmo affermare i principi che reggono l'etica nella politica, nonché interpretare i principi costituzionali. Dovremmo farlo insieme, ma voi, invece, vi sottraete a tale compito ed a tale dovere.
Nella proclamata discontinuità rispetto al vostro primo Governo con questo Berlusconi-bis, vi inviterei (con ogni rispetto) a non fare il «bis» anche in materia di mancanza di rispetto della legalità e dei principi dell'etica della politica, che a lungo ha caratterizzato la vostra azione e per la quale siete stati puniti, con il voto, dai cittadini italiani!
Riprendiamo a dare, dunque, un'interpretazione comune e legittima dei principi costituzionali...

PRESIDENTE. Onorevole Mantini, concluda!

PIERLUIGI MANTINI. ... ed evitiamo di affermare falsità in questa sede, poiché le falsità certamente non giovano né al paese, né tanto meno a voi!

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