Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 620 del 4/5/2005
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Si riprende la discussione.

(Ripresa dichiarazioni di voto - Doc. IV-quater, n. 114)

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Deodato. Ne ha facoltà.

GIOVANNI DEODATO. Signor Presidente, desidero intervenire a titolo personale e desidero altresì rammentare come le dichiarazioni di Stefania Ariosto, pronunciate nel corso dei vari processi nei quali ha reso testimonianza, siano state oggetto di un approfondito e ripetuto esame parlamentare. Voglio sottolineare anche che, recentemente, esse sono state ritenute inattendibili dall'ultima sentenza dell'aprile scorso del tribunale di Milano.
Tutte queste considerazioni, di per sé, bastano a ritenere sussistente il nesso tra le dichiarazioni rese dall'onorevole Berlusconi, e desidero sottolineare dal deputato Berlusconi, nell'esercizio delle sue funzioni parlamentari. Ciò che è vero è che i fatti privati del Presidente del Consiglio, onorevole Berlusconi, si sono ormai trasformati in temi politici, largamente dibattuti in tutte le sedi parlamentari.
Bisogna considerare anche che le risposte fornite dall'onorevole Berlusconi ai conduttori delle trasmissioni citate sono


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equiparabili ad una difesa necessitata dalle accuse che le domande stesse, implicitamente, contenevano.
In sostanza - e concludendo - nella figura del Presidente del Consiglio non si può distinguere il discorso pubblico dalla difesa privata. Ritenere sindacabili, scorporandole dal contesto del ruolo rivestito, talune espressioni, significherebbe privare il parlamentare capo del Governo del potere di replicare alle accuse che gli vengono rivolte. Siccome ciò non può essere consentito, signor Presidente, voterò a favore della proposta della Giunta (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Antonio Leone. Ne ha facoltà.

ANTONIO LEONE. Signor Presidente, a nome del gruppo di Forza Italia, rappresenterò la posizione favorevole alla richiesta di insindacabilità proposta dalla collega Mazzoni nella sua relazione che, per la verità, dà il senso di ciò che deve essere una proposta, un «giudicato» della Giunta per le autorizzazioni, nel momento in cui si vuole essere, sempre ed indipendentemente da chi è in quel momento sottoposto al giudizio della stessa Giunta, garantisti e legati al dettame dell'articolo 68 della Costituzione.
Come si possono disgiungere le affermazioni dell'onorevole Berlusconi dal contesto politico? In Giunta ho addirittura udito motivazioni contrarie, legate a considerazioni di questa natura: si tratta di un fatto privato, che non interessa - se non solo a livello giornalistico -; quindi, l'onorevole Berlusconi sarebbe intervenuto nelle citate trasmissioni come un qualsiasi cittadino privato. Nel momento in cui un giornalista, a Porta a Porta, fatto che naturalmente non capita ad un normale cittadino, rappresenta una situazione correlata ad un contesto più generale, politicamente valido rispetto ad un'idea di riforma della giustizia e di presunzione di un certo tipo di atteggiamento della stessa giustizia nei confronti della politica, e nel momento in cui tali aspetti sono rappresentati in TV, in risposta a domande giornalistiche, ed è attuato, sia in questo sia nell'altro ramo del Parlamento, con la riforma dell'ordinamento giudiziario, l'abbassamento dei limiti di prescrizione, parlando di giustizia in relazione ad un'idea politica di un parlamentare - e mi riferisco all'onorevole Berlusconi, non al Presidente del Consiglio -, come si fa a scindere le ipotesi ed a sostenere che non vi è in alcun nesso funzionale tra le dichiarazioni del Presidente del Consiglio, l'onorevole Berlusconi, e l'attività politica del medesimo?
Sono deputato da quasi dieci anni e non riesco a ricordare quante volte, in quest'aula, gli interventi della maggioranza ed anche dell'opposizione hanno legato un certo tipo di idea della giustizia alle vicende legate - scusate il bisticcio di parole - alla signora Ariosto. Sentir dire, da parte degli esponenti dell'opposizione, che le vicende dei processi di Milano e delle testimonianze della stessa Ariosto sarebbero un fatto privato, collegate solo al collega Previti ed al collega - sottolineo, collega - Berlusconi e che, quindi, non vi sarebbe un'attività parlamentare è un enorme bugia, che non ha riscontro né sul piano della procedura parlamentare né, tantomeno, su quello legislativo.
Cari colleghi, non si può essere garantisti «a gettone», a seconda di chi è sottoposto al giudizio della Giunta e, quindi, di quest'Assemblea. Avete detto, negli ultimi anni, che il Presidente del Consiglio è «sceso in campo» solo per difendere i propri interessi personali. Allora, mettetevi d'accordo: vi è una contraddizione in termini tra ciò che è stato affermato sinora e ciò che si nega oggi, nella relazione di minoranza e nella richiesta di votare contro la relazione di maggioranza della collega Mazzoni.
Per questi motivi, indipendenti dall'appartenenza politica, il gruppo di Forza Italia voterà a favore dell'insindacabilità proposta dall'onorevole Mazzoni (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).


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PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Gironda Veraldi. Ne ha facoltà.

AURELIO GIRONDA VERALDI. Signor Presidente, il problema se l'Ariosto sia una testimone falsa o una calunniatrice lo risolverà, nei modi e nei termini di legge, il tribunale di Milano. A noi non interessa.
Intervengo perché ripudio il principio che si intende affermare, ossia che si debba scindere la funzione di imputato da quella di parlamentare. Se vengo incriminato come privato e, poi, mi si inibisce di esercitare la funzione parlamentare relativamente a quell'oggetto, perché interverrei sul mio argomento...

GIOVANNI KESSLER, Relatore di minoranza. In una trasmissione televisiva...

AURELIO GIRONDA VERALDI. ...tutto ciò è assurdo! Anche l'imputato, se parlamentare, ha il diritto di esercitare la sua funzione parlamentare.

GIOVANNI KESSLER, Relatore di minoranza. A Excalibur o a Porta a Porta...

AURELIO GIRONDA VERALDI. Questo è l'errore di fondo! Questo è l'errore di fondo, dal quale non potete assolutamente decampare.

PRESIDENTE. Avverto che è stata chiesta la votazione nominale mediante procedimento elettronico.
Per consentire l'ulteriore decorso del termine regolamentare di preavviso, sospendo la seduta.

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