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PRESIDENTE. Dovremmo ora passare al seguito dell'esame del disegno di legge e delle abbinate proposte di legge in materia di pedopornografia di cui al successivo punto all'ordine del giorno, per il quale non si è ancora riunito il Comitato dei nove della II Commissione (Giustizia) né è stato espresso il parere della V Commissione (Bilancio).
Considerata l'ora, nonché l'imminenza del voto per l'elezione dei presidenti delle Commissioni permanenti, dopo avere dato la parola ad alcuni colleghi che hanno chiesto di intervenire per sollecitare la risposta a strumenti del sindacato ispettivo, sospenderò la seduta che riprenderà alle ore 15, per lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata, e proseguirà alle 16 con votazioni.
GIACOMO MANCINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIACOMO MANCINI. Signor Presidente, sollecito la risposta alla mia interrogazione n. 3-02278 del 13 maggio 2003 riguardante il distretto industriale di Piano Lago, nella Valle del Savuto, in provincia di Cosenza, dove manca il collegamento alla linea ADSL che, com'è evidente a tutti, è tra le cause del mancato sviluppo della zona e del mancato progresso del distretto industriale.
Ritengo sia indispensabile provvedere, anche perché, oltre al mancato insediamento della linea ADSL, esistono altri gravi limiti, come quello, noto a tutti, delle difficoltà infrastrutturali.
Quindi, mi permetto di sollecitare il Governo a fornire una risposta immediata all'interrogazione e, ancora di più, chiedo un'attenzione maggiore nei confronti dello sviluppo di una zona importante per la Calabria e per l'intero Mezzogiorno.
LAURA CIMA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LAURA CIMA. Signor Presidente, in questa legislatura e, in particolare in quest'aula, sono intervenuta almeno tre volte per rilevare che, come parlamentari, siamo spesso in difficoltà nella nostra attività ispettiva. Mi riferisco soprattutto ai parlamentari dei piccoli gruppi che non sempre hanno accesso agli atti di sindacato ispettivo in aula.
Se non c'è tempestività nel fornire una risposta ai nostri atti da parte dei Ministeri e della Presidenza del Consiglio cui sono rivolti, è inutile presentarli.
L'ultimo atto di sindacato ispettivo che abbiamo presentato risale al 27 aprile 2005 ed è l'interrogazione a risposta scritta n. 4-14023 riguardante la relazione della Presidenza del Consiglio sulla legge n. 185 del 1990, concernente il commercio delle armi. Ovviamente, o l'atto si discute immediatamente oppure è assolutamente inutile presentarlo. Proprio perché temo che sarà discusso dopo che ne sarà stato presentato un altro (si rischia questa eventualità), sto raccogliendo le firme per presentare un'interpellanza.
Oppure, la nostra interrogazione n. 4-13582 che, presentata il 6 aprile del 2005 e rivolta al ministro dell'interno, relativa ad un concorso a 640 posti di allievi viceispettori della Polizia di Stato, deve ricevere una risposta circa il modo in cui la procedura concorsuale è stato espletata e conclusa, pena l'inutilità dell'atto di sindacato ove trascorresse troppo tempo.
Tralascio, poi, tutte le interrogazioni su urgenti problemi di politica estera che sono inevase. Lascerò agli uffici tutte le interrogazioni ed i numeri delle stesse: sono ben quarantasette atti di sindacato inevasi, di cui alcuni risalgono al luglio del 2001.
Cito ancora l'interrogazione n. 4-00278 sugli appalti della TAV; al riguardo, la
Commissione europea aveva chiesto chiarimenti al Governo italiano sulle procedure di aggiudicazione delle concessioni autostradali (affidamento senza gara d'appalto e via dicendo).
Si tratta, quindi, di argomenti di grande importanza, signor Presidente, sui quali un parlamentare, anche nei confronti del collegio di provenienza, deve garantire l'esercizio di un ruolo ispettivo, come la nostra Costituzione, il nostro ordinamento ed il regolamento della Camera prevedono. Ma se il Governo non risponde, come si può esercitare una tale funzione?
Quindi, oltre che ovviamente al Presidente della Camera, chiedo anche al ministro per i rapporti con il Parlamento di attivarsi; altrimenti, saremo sempre più insoddisfatti: quarantasette interrogazioni rimaste senza risposta, infatti - tutte, come potrete constatare, di importanza considerevole; si tratta di casi sui quali sarei tenuta, per onorare il mio mandato, ad intervenire -, rappresentano, per così dire, uno schiaffo al Parlamento.
PRESIDENTE. Onorevole Cima, la Presidenza autorizza la pubblicazione in calce al resoconto della seduta odierna della documentazione da lei richiamata.
LAURA CIMA. La ringrazio, Presidente.
ANTONIO SERENA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTONIO SERENA. Rispetto a quanto testé dichiarato dall'onorevole Cima, devo confermare; ormai, non si contano più le interrogazioni di deputati non ammesse dalla Presidenza della Camera per presunti vizi formali, nonostante la Giunta per il regolamento abbia già evidenziato tali anomalie nella riunione del 17 febbraio 2004. Soprattutto, non si comprende perché la Camera non ammetta le stesse identiche interrogazioni che il Senato, invece, ritiene ammissibili. Analogamente, non si comprende perché, del tutto arbitrariamente, alcune interrogazioni non vengano accettate, pur essendo del tutto simili, formalmente, ad altre che, invece, vengono pubblicate senza problemi. Sono, comunque, restrizioni e censure che non sono state praticate prima dell'avvento dell'attuale Presidenza della Camera, pur perdurando la vigenza dello stesso regolamento.
La prego, signor Presidente, di voler informare la Presidenza di questa gravissima ed insostenibile situazione che, come ha affermato poc'anzi l'onorevole Cima, penalizza anche in questo modo l'attività ispettiva dei parlamentari e che ha già scoraggiato molti di essi dal presentare interrogazioni. Mi auguro che ciò non sia proprio quanto qualcuno auspicava promuovendo tali iniziative censorie.
GERARDO BIANCO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GERARDO BIANCO. Signor Presidente, mi rivolgo alla sua nota finezza giuridica e costituzionale, affinché mi possa sciogliere un nodo che mi tormenta. In altri termini, vorrei capire se le interrogazioni e le interpellanze presentate con il primo Governo Berlusconi valgano anche per il Governo Berlusconi-bis. Infatti, non avendo ottenuto nessuna risposta con il Governo Berlusconi-primus, vorrei comprendere se io debba ripresentare le mie interrogazioni, perlomeno con la speranza di ottenere qualche risposta.
Vorrei altresì chiederle, signor Presidente, se per caso non si possa suggerire al Governo di estrarre a sorte almeno un'interrogazione e vedere se a tale atto di sindacato ispettivo possa essere fornita una risposta. Mi riferisco, ad esempio, all'interrogazione che ho presentato in passato, che ritengo abbia ancora una grande validità, sul problema dell'amore, vale a dire sul problema di essere amato e di amare e sulle questioni che ne conseguono.
Credo che, in tal modo, potremmo anche animare la vita del Parlamento, perché, signor Presidente, ritengo che l'amore ci aiuti a vivere. Ieri sera, infatti,
ho ascoltato alla televisione, durante il solito Porta a Porta, che ormai tratta della vita e della morte, anche alcune dichiarazioni che mi hanno immalinconito. Vorrei, invece, che ci fosse un senso «vivo» della vita, e naturalmente, come vuole il Presidente Berlusconi, una vita che sia intessuta d'amore. Pertanto, chiedo che venga data risposta almeno a qualche interrogazione da me presentata, sia pure estratta a sorte!
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sono stati sollevati problemi che susciterebbero l'attenzione di chi avesse non solo un istinto giuridico, ma anche una modesta esperienza parlamentare.
Posso affermare, onorevoli colleghi, che il nostro regolamento stabilisce, con le modalità e l'autonomia proprie della Camera dei deputati rispetto al Senato della Repubblica, le motivazioni in base alle quali possono essere dichiarati ammissibili o meno taluni atti di sindacato ispettivo; pertanto, rivolgendomi al collega Serena, che ha sollevato tale questione, vorrei dire che non sussiste alcun problema censorio.
Per la questione che si riferisce ai Governi che passano, vorrei rilevare che le interrogazioni presentate restano.
GERARDO BIANCO. È ovvio, signor Presidente, la mia era una battuta!
PRESIDENTE. Mi sembra che ciò valga in una realtà nella quale il Governo si pone come espressione del potere esecutivo rispetto al potere ispettivo di cui dispone ogni singolo parlamentare.
Invece, do ragione alla collega Cima, nonché agli altri deputati intervenuti sul punto, circa la necessità che vi sia un migliore coordinamento non solo dal punto di vista temporale, ma talvolta anche per materia, ed in ordine a casi più gravi rispetto ad altri, nella risposta che il Governo deve dare. Infatti, se l'Esecutivo fornisce una risposta quando ormai i fatti sono stati superati, in senso sia positivo, sia negativo, ciò assumerebbe sicuramente un significato formale. Tuttavia, vorrei rilevare come vi siano, come sapete bene, fervori di carattere parlamentare che talvolta rendono difficile, per il Governo, rispondere immediatamente.
Comunque, vorrei assicurare che la Presidenza si farà carico di sollecitare, anche attraverso il ministro per i rapporti con il Parlamento, la risposta a tali atti di sindacato ispettivo, facendo in modo che l'attività ispettiva dei parlamentari proceda sulla base di un criterio che sia il più razionale e tranquillizzante possibile. La cosa grave affermata dal collega Serena è che ciò potrebbe indurre a ritenere che è meglio non presentare gli atti di sindacato ispettivo, ma si tratterebbe di un pessimismo cosmico che mi auguro non trovi spazio né tra i singoli, né nell'Assemblea di cui ci onoriamo di far parte!
Sospendo la seduta, che riprenderà alle 15.
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