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PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione di mozioni sulla crisi del comparto tessile e abbigliamento.
Ricordo che nella seduta di lunedì 18 aprile si è svolta la discussione sulle linee generali e che, a conclusione della stessa, il rappresentante del Governo è intervenuto in sede di replica.
Avverto che, oltre ad una nuova riformulazione della mozione Violante ed altri n. 1-00436, sono state presentate le mozioni D'Agrò e Volonté n. 1-00444, La Russa ed altri n. 1-00445, Antonio Leone n. 1-00448, sottoscritta in data odierna dagli onorevoli Berlanda e Taborelli, e Cè ed altri n. 1-00449, vertenti sullo stesso argomento oggetto delle mozioni all'ordine del giorno (vedi l'allegato A - Mozioni sezione 1).
La discussione proseguirà, pertanto, anche su tali documenti.
Dobbiamo ora acquisire nuovamente il parere del Governo.
PRESIDENTE. Invito il rappresentante del Governo ad esprimere il parere sulle mozioni all'ordine del giorno.
MANLIO CONTENTO, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Signor Presidente, per quanto riguarda la mozione Violante ed altri n. 1-00436 (Nuova formulazione), nel complesso il Governo è favorevole al suo contenuto, perché, come è stato già evidenziato nel corso dell'intervento del viceministro Urso, gran parte degli impegni che figurano nella parte dispositiva sono stati già attuati. Dunque, il Governo è intervenuto prima che in quest'aula fosse posta l'attenzione sul problema attraverso le mozioni presentate.
Mi permetterei di dare ai presentatori della mozione a prima firma dell'onorevole Violante qualche suggerimento.
Per quanto riguarda il primo periodo del dispositivo, in cui si impegna il Governo ad attivarsi perché si dia applicazione rapida alle clausole di salvaguardia per i settori del tessile-abbigliamento-calzature, vorrei sottolineare che l'abbinamento dei settori del tessile e dell'abbigliamento con quello delle calzature tecnicamente non può essere accolto, in quanto le misure di salvaguardia operano per il settore del tessile e dell'abbigliamento. Quindi, apprezzando lo spirito della proposta, per mere ragioni tecniche, inviterei i presentatori ad espungere questa parte.
L'altra questione riguarda il secondo periodo del dispositivo che chiede la realizzazione di un osservatorio permanente sui flussi e sui prezzi delle merci. Le questioni sono due: o, come suppongo, la mozione dei colleghi parlamentari è stata presentata per richiamare l'attenzione del Governo in sede comunitaria sull'importanza dell'integrazione di misure relative all'osservatorio soprattutto con riferimento alle iniziative per la tutela del made in Italy e dei prodotti europei, oppure, se l'interpretazione fosse diversa, ossia se si trattasse di istituire un nuovo sistema
permanente, un osservatorio generalizzato, si incontrerebbero molte difficoltà, perché occorrerebbe avviare un confronto in sede comunitaria. In questo caso, si aprirebbe un serrato dibattito con altri paesi che hanno posizioni diverse dalle nostre; essi sono inclini a valorizzare l'iniziativa che il nostro Governo ha già posto in atto in sede comunitaria in materia di difesa dei settori del tessile e dell'abbigliamento, ma, sotto il profilo di un osservatorio generalizzato di tutti i prodotti, potrebbero sorgere alcuni contrasti. Quindi, mi permetterei di suggerire l'espunzione di questo punto; diversamente, lo interpreterei come un'ulteriore esortazione al Governo a seguire tutte le procedure di applicazione della clausola di salvaguarda.
Ovviamente, se venissero accolti i suggerimenti del Governo, il parere sarebbe favorevole. Infatti, con riferimento al limite massimo del 10 per cento per la quota di esportazioni totali in relazione al «sistema di preferenze generalizzate», la posizione italiana ha indotto la Commissione europea a rivedere la propria; si stava introducendo il limite del 10 per cento, ma lasciando paesi al di sopra di quella soglia (potrei citare l'India); a fronte dell'intervento del Governo italiano, tale proposta è stata ritirata. Dunque, siamo in perfetta sintonia per aver già realizzato ciò che chiedete nella mozione.
Lo stesso dicasi per i prodotti del tessile e dell'abbigliamento provenienti dal Mediterraneo, su cui siamo già intervenuti in sede di Conferenza dei ministri dell'area mediterranea e per il dumping sociale, con una particolarità che credo di avere il dovere di sottolineare, perché vale anche per altre mozioni che sono state presentate. Come i colleghi parlamentari sanno, questo elemento venne portato in sede di negoziati di Doha, ma trovò contrari tutti i paesi in via di sviluppo. Dunque, ciò che oggi si sta avvalorando in sede comunitaria è il tentativo di legare il sistema di preferenze a maggiori benefici nei confronti di quei paesi disposti ad accettare le convenzioni internazionali.
Dunque, senza chiedere l'espunzione, l'interpretazione che il Governo da' è conforme con l'attività già svolta, ossia quella di collegare il sistema delle preferenze generalizzate all'importazione con la richiesta di tutela di quelle convenzioni internazionali che sono nell'interesse comune del Parlamento.
Quindi, con l'accoglimento dei due suggerimenti testé indicati, il parere è favorevole.
PRESIDENTE. Onorevole sottosegretario, può chiarire quale sarebbe il parere se, invece, i suggerimenti non venissero accolti?
MANLIO CONTENTO, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. In tale ipotesi, signor Presidente, il Governo si rimette all'Assemblea in quanto, nell'interpretazione che ne do, non ritengo pregiudiziale il loro accoglimento; tuttavia, sul piano tecnico, ravviso l'opportunità di chiedere la collaborazione dei colleghi parlamentari invitandoli a compiere uno sforzo in tal senso.
PRESIDENTE. Al momento del voto, sentiremo se saranno accolti i suggerimenti da lei formulati.
MANLIO CONTENTO, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Sulla mozione D'Agrò n. 1-00444, il Governo esprime parere favorevole perché la stessa compendia tutti i punti sui quali l'Esecutivo si è impegnato e ai quali ha già dato esecuzione sicché il parere non può non essere favorevole nel complesso.
Lo stesso posso dichiarare circa la mozione La Russa n. 1-00445, ma, anche in tal caso, devo fare la seguente precisazione. Il Governo è stato tra gli attori principali dell'operazione «Paneuromed», ovvero quella relativa all'area mediterranea che dovrebbe portare proprio all'applicazione di un determinato sistema di benefici al fine di favorire i rapporti di sviluppo commerciale esistenti con quell'area; un'operazione che ha visto, tra l'altro, il nostro paese esercitare un ruolo da protagonista nel perseguimento di tale risultato. La considerazione che svolgo è
nel senso di dare di questa mozione un'interpretazione che va nella direzione opposta rispetto alle preoccupazioni manifestate; infatti, quel tipo di iniziativa non si pone minimamente in contrasto con la difesa del made in Italy talché i marchi e, se mi permettete, le denominazioni d'origine - la cui tutela ha costituito il fulcro della battaglia condotta dal nostro Governo in sede comunitaria, oggi in linea di massima vinta con l'avvio della relativa procedura - non sono sicuramente messi in discussione da questo protocollo. Protocollo che, anzi, favorirà i rapporti commerciali e di sviluppo tra l'Europa ed i paesi euromediterranei; rapporti che vedono, come osservavo dianzi, direttamente impegnato il nostro paese.
Le stesse valutazioni ed osservazioni già svolte a livello interpretativo valgono per esprimere un parere favorevole - venendo quindi incontro alle aspettative nutrite dai colleghi parlamentari - sulla mozione Antonio Leone n. 1-00448, che, tra l'altro (vorrei sottolinearlo) presenta un profilo importantissimo; si tratta dell'impegno relativo all'azione diplomatica del nostro paese nei confronti del Governo cinese. Posso tranquillamente assicurare che, anche per quanto riguarda l'attività doganale, tali rapporti, tramite il Ministero degli affari esteri, sono stati non solo approfonditi ma, altresì, rafforzati. Essi sono, tra l'altro, uno dei punti più importanti sui quali si basa la strategia del Governo per poter arginare quei fenomeni che sono oggetto comune di tutte le mozioni. Quindi, anche a tale riguardo, non ho difficoltà ad esprimere il parere favorevole del Governo sulla mozione a firma Antonio Leone; mozione che, peraltro, identifica uno degli aspetti più importanti della questione ovvero il rapporto bilaterale necessario per raggiungere risultati non sempre semplici, e anzi sovente complessi, da raggiungere in sede comunitaria.
Quanto alla mozione Cè n. 1-00449, anche in tal caso il Governo esprime, in linea di massima, un parere favorevole; purtuttavia, rivolgerei due inviti al presidente Cè: uno concernente l'opportunità, per quanto riguarda la parte dispositiva contenente gli impegni - non, dunque, nelle premesse -, di espungere il riferimento ai prodotti agroalimentari in quanto i due piani sono completamente diversi. Mentre, con riferimento al comparto tessile, le misure di salvaguardia attivate seguono alcune procedure che derivano anche da accordi internazionali sottoscritti in sede di Organizzazione mondiale del commercio, per quanto riguarda il comparto agroalimentare saremmo al di fuori dei contenuti tecnici di queste mozioni. Si tratta, come nel caso della mozione presentata dagli altri colleghi dell'opposizione, e come i colleghi avranno già compreso, di un aspetto squisitamente tecnico che, quindi, mi sembra corretto salvaguardare.
Un'altra questione riguarda il sistema di sorveglianza preventiva; trattandosi di questioni complesse, si deve fare attenzione: il Governo esprime parere favorevole sulla mozione, ma nello spirito interpretativo che viene dagli accordi già esistenti nel quadro dell'organizzazione mondiale del commercio. Infatti, la sorveglianza preventiva prevista per taluni casi è efficace mentre per altri, come in quello attualmente più rilevante, è necessario che la sorveglianza avvenga sui dati diretti relativi alle importazioni doganali effettive. Ciò perché molto spesso, quando si fanno le dichiarazioni di importazioni, poi, in sede di importazione di quei beni all'interno dell'Unione europea, non vi è alcuna corrispondenza fra il dato richiesto e quello effettivo.
Accetto pertanto la mozione Cè ed altri n. 1-00449, perché sarebbe troppo complesso affrontare i problemi sollevati in termini tecnici, ma con il presupposto che il Governo interpreta l'invito ad accelerare la propria attività nell'ambito della perfetta rispondenza con le questioni relative alle modalità di sorveglianza preventiva che sono state già avviate dall'esecutivo italiano in sede europea, nonché con riferimento anche alla sorveglianza successiva.
Infatti, come ho già spiegato, un osservatore internazionale renderebbe più complessa la questione relativa all'intervento
in difesa dei prodotti del settore da parte dell'Unione europea. Si tratta di un intervento che è stato già sollecitato e che, come sanno benissimo i colleghi del gruppo della Lega Nord Federazione Padana per aver seguito, peraltro, anche questo dibattito, è già stato avviato. Diversamente, rischieremmo di mettere addirittura in difficoltà un percorso già avviato e che si muove proprio nella direzione auspicata.
Sotto questo profilo, pertanto, non chiedo una vera e propria riformulazione, ma intendo esprimere il presupposto relativo alla sua interpretazione. Dunque, signor Presidente, in linea con queste affermazioni, accetto la mozione Cè ed altri n. 1-00499, interpretandola tuttavia sulla base degli accorgimenti e dei presupposti cui ho testè fatto riferimento.
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