il giorno 7 ottobre 2005 il settimanale L'espresso riportava un reportage del giornalista Fabrizio Gatti, che, fingendosi clandestino, ha vissuto una settimana con gli immigrati nel centro di permanenza temporanea di Lampedusa, sotto il nome di Bilal Ibrahim el Habib;
l'inchiesta pubblicata dal settimanale mette in luce in maniera inequivocabile le condizioni disumane e degradanti in cui vengono tenuti gli immigrati nel centro di detenzione di Lampedusa, un luogo nel quale l'umiliazione dei migranti e la negazione della loro dignità umana sembrano diventate ormai la regola;
dal racconto il centro di permanenza temporanea appare più che una struttura di accoglienza un vero e proprio «girone» dell'inferno, con torture psicologiche, violenze fisiche e vessazioni nei confronti dei clandestini detenuti nel centro. Un diario di otto giorni per raccontare cosa vuol dire arrivare in Italia da clandestino, essere ripescato in mare e rinchiuso con altre centinaia di immigrati in un centro di permanenza temporanea;
nel lungo reportage il giornalista descrive il supplizio degli interrogatori e dei riconoscimenti, con gli immigrati che appena sbarcati vengono portati nel centro e fatti sfilare nudi tra i carabinieri che li schiaffeggiano, i musulmani obbligati dai militari a guardare film pornografici e, per chi rifiuta, insulti e botte. Un reportage crudo, in cui si scopre che uomini disperati, in cerca di un futuro migliore, vengono fatti oggetto di umiliazioni, abusi e violenze -:
se non ritenga, anche alla luce di questa ulteriore denuncia, di dover procedere all'immediata chiusura dei centri di permanenza temporanea.
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(11 ottobre 2005)