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La seduta, sospesa alle 14,30, è ripresa alle 15.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, alle quali risponderà il ministro per i rapporti con il Parlamento.
PRESIDENTE. L'onorevole Ruta ha facoltà di
ROBERTO RUTA. Signor Presidente, signor ministro, tre anni fa, un sisma in Molise ha provocato il crollo di una scuola di San Giuliano di Puglia, che costò la vita di 27 bambini e della loro maestra. Inoltre, 14 comuni del «cratere» vennero danneggiati; conseguentemente, le comunità coinvolte si apprestano a vivere il quarto inverno consecutivo in villaggi di casette di legno.
PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, a seguito del terremoto del 2002, con ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri (del 23 novembre 2002) sono stati subito resi disponibili 50 milioni di euro, mentre il totale del ricavo netto, derivante da mutui contratti ai sensi dell'ordinanza sempre della Presidenza del Consiglio, ammonta a 197 milioni e 549 mila euro; ai quali la Comunità europea ha aggiunto altri 21 milioni e 800 mila euro.
contributo fra le regioni interessate. La quota assegnata alla regione Molise è stata di ulteriori dieci milioni 250 mila euro, che frutterà, grazie all'accensione dei relativi mutui, una disponibilità complessiva di circa 113 milioni di euro, di cui 51 dedicati alla ricostruzione di San Giuliano di Puglia, a cui vanno aggiunte le liberalità indirizzate al suddetto comune. Si tratta quindi di un volume ingentissimo di fondi destinati alla ricostruzione.
PRESIDENTE. L'onorevole Ruta ha facoltà di
ROBERTO RUTA. Onorevole ministro, prenda le foto dei comuni colpiti dal terremoto del 2002 e le confronti con quelle di oggi: il dramma è che sono identiche, perché non una casa è stata ricostruita dopo tre anni.
tempi, regole e trasparenza. A voi questi tempi vanno bene, ma al Molise no! Vi siete macchiati del reato politico di omissione di futuro. Se gli italiani ed i molisani vorranno, a noi affideranno il compito di restituire dignità alle istituzioni che, proprio nella efficacia della risposta a tragedie come quella di San Giuliano di Puglia, misurano il grado di civiltà raggiunto (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-L'Ulivo e Misto-Verdi-l'Unione).
Il Presidente Berlusconi, il 3 novembre 2002, in una conferenza stampa garantì una ricostruzione esemplare, che avrebbe richiesto solo due anni. Ne sono trascorsi tre e a San Giuliano di Puglia sono state tolte solo le macerie, come del resto anche negli altri 14 comuni del «cratere», per i quali mancano adeguati finanziamenti.
Eppure, il presidente della regione parla di «modello Molise», per la ricostruzione. Ma se ci sono voluti tre anni per togliere le macerie, quanti ne occorranno, con questo ritmo, per completare la ricostruzione?
Pertanto, signor ministro, chiediamo quali provvedimenti urgenti intenda adottare il Governo per garantire, al Molise ed alla nazione, un'iniziativa efficace ed adeguata.
Inoltre, con delibere del CIPE del 9 maggio 2003 e del 29 settembre 2004 (la n. 20) sono stati stanziati, rispettivamente, 60 e 92 milioni destinati alla regione Molise. Ulteriori risorse sono derivate dalla legge finanziaria per il 2005, nella quale è stato previsto che almeno il 5 per cento del contributo quindicennale di 58,5 milioni di euro annui fosse destinato alla realizzazione del piano di ricostruzione del comune di San Giuliano di Puglia.
Con ordinanza del Presidente del Consiglio del 2005, è stato ripartito il predetto
Per quanto riguarda invece lo stato di avanzamento dell'opera di ricostruzione, il comitato di rientro nell'ordinario, istituito dal Dipartimento della protezione civile, il 5 e 6 ottobre si è recato in Molise per acquisire elementi informativi relativi all'attività di ricostruzione ed ha effettuato un sopralluogo a San Giuliano di Puglia. In quella sede si è appreso che è stato formulato ed emanato il primo piano di finanziamento per le opere di edilizia privata, limitando gli interventi finanziari agli edifici di classe «A», ossia alle residenze abituali o relative alle attività produttive per le quali sia stata emanata un'ordinanza di sgombero totale.
Per il comune di San Giuliano di Puglia sono stati predisposti ed approvati una variante al piano regolatore generale ed un piano di recupero del centro storico, secondo le vigenti procedure di natura sismica ed urbanistica.
Il soggetto attuatore ha avviato e completato i primi lavori di bonifica dell'abitato, la riparazione delle strade d'accesso e la riattivazione del campo sportivo.
Sempre per il comune di San Giuliano di Puglia, sono in atto i lavori per il ripristino di 30 unità immobiliari (per le quali è stato concesso un contributo massimo di ventimila euro per la riparazione funzionale; mentre le altre 70 unità immobiliari sono già state riparate e risultano abitate), per la realizzazione di otto comparti di edilizia residenziale, relativi alla citata classe di priorità, e per l'esecuzione di vari progetti affidati al soggetto attuatore, per un importo complessivo pari a circa 24,5 milioni di euro, relativi all'area della nuova scuola, al palazzo marchesale, al centro storico, alla chiesa madre e ad alcuni comparti costituiti da immobili pubblici e privati, da spazi pubblici, da strade e dal servizio di rete.
Infine, sono in corso i lavori di completamento di 12 abitazioni da parte degli IACP, da assegnare a coppie di giovani sposi, per i quali il comitato di rientro aveva sollecitato un'assegnazione urgente di 300 mila euro da parte del commissario delegato.
L'Italia, commossa per gli «angeli » di San Giuliano di Puglia, aveva confidato in un qualche risarcimento attraverso una ricostruzione esemplare. Voi avete deluso quell'aspettativa, prima che politica, umana, di una intera nazione. Dal dolore e dalla rabbia sperate che si passi alla rassegnazione, ma sbagliate! A quanti ogni mattina guardano dai villaggi di legno i propri paesi e le proprie case senza vita diciamo di resistere e di non andare via. Se è intollerabile il tempo trascorso senza risposte visibili, è vicino il tempo in cui governare il Molise vorrà dire avere una priorità: ricostruire subito le case e il tessuto sociale, economico e produttivo di comunità che reclamano una risposta di straordinaria operosità e di esemplare determinazione.
Il Governo Berlusconi ha promesso tanto, ha mantenuto poco e male le promesse fatte, con riforme che nessuno vuole, e, come, quella dell'università, che taglia le gambe alle nuove generazioni che vogliono volare sulle ali della ricerca, della conoscenza e dei saperi. La mancata ricostruzione in Molise strappa future identità a tante comunità molisane. Per questo immaginavo che oggi avreste avvertito l'esigenza improrogabile di cambiare rotta. Nulla di tutto ciò.
Avete rifiutato le nostre proposte di legge volte a garantire certezza di diritti,


