| BOZZE NON CORRETTE |
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PRESIDENTE. L'onorevole Cola ha facoltà di
SERGIO COLA. Signor Presidente,
PRESIDENTE. Sta bene, onorevole Cola.
GIUSEPPE VALENTINO, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, preannunzio all'onorevole Cola che la risposta sarà di natura interlocutoria, perché i fatti richiamati nell'interpellanza sono attualmente alla cognizione del magistrato catanzarese che sta svolgendo le indagini. Pertanto, la risposta rileverà tale dato e porrà in evidenza quale sia la fase delle indagini in questo momento.
PRESIDENTE. L'onorevole Cola ha facoltà di
SERGIO COLA. Signor Presidente, prendo atto della risposta interlocutoria del sottosegretario. Mi rendo perfettamente conto che si potrebbe arrivare a formulare delle valutazioni ed a prendere in esame i quesiti che abbiamo posto con la nostra interpellanza. Ciò nondimeno, mi sia consentito svolgere alcune osservazioni, perché se ne abbia traccia nel resoconto della seduta.
«gioco d'azzardo», viene intercettato a livello ambientale un gruppetto di persone che conversano in un bar di Messina. La registrazione viene sottoposta ad un perito per la trascrizione. Nell'ambito del procedimento che si instaura a Reggio Calabria (per motivi chiarissimi, in quanto fra gli indagati vi è anche un magistrato), il perito rileva che, ancorché abbia proceduto ad una «pulitura» del nastro (questa è l'espressione che si usa), quest'ultima non ha ottenuto alcun esito positivo, in quanto il contenuto della conversazione è incomprensibile. Vi è anche il supporto di un'altro accertamento analogo; dopodiché, improvvisamente, nell'ambito dell'altro procedimento, il procuratore generale, che ha avocato a sé il procedimento, «attenziona» il nastro (nell'interpellanza ho utilizzato lo stesso termine usato nelle informative di reato dai carabinieri), e chiede al giudice delle indagini preliminari che venga ripetuta tale operazione. A questo punto, si verifica una serie...
Il sottosegretario di Stato per la giustizia, onorevole Valentino, ha facoltà di
Sui fatti oggetto dell'atto di sindacato ispettivo, in particolare sulle incertezze in ordine alla trascrizione poste alla base delle fonti di prova per la richiesta e la relativa emissione di ordinanze di misure cautelari personali indaga, come ho anticipato poc'anzi, la procura della Repubblica presso il tribunale di Catanzaro, ove risulta iscritto un procedimento penale contro ignoti per i reati di calunnia ed abuso d'ufficio.
Il procuratore della Repubblica presso il tribunale di Catanzaro ha riferito che il procedimento versa nella fase delle indagini preliminari e che il 22 novembre scorso il consulente tecnico nominato dallo stesso ufficio requirente, al fine di ricostruire tutta la vicenda relativa ai reperti e trascrivere tutte le registrazioni contenute, ha depositato la relazione riguardante l'attività espletata. Il successivo 26 novembre, dopo aver esaminato la relazione, il pubblico ministero ha disposto un supplemento della predetta indagine tecnica, concedendo al consulente il termine di 30 giorni per lo svolgimento dell'incarico.
Lo stesso procuratore di Catanzaro ha fatto presente che procederà successivamente all'esame del magistrato il cui esposto ha dato origine al procedimento penale.
Appare, quindi, opportuno attendere l'esito delle indagini preliminari, allo scopo di valutare la necessità di disporre un'inchiesta amministrativa.
Per completezza di informazione si fa presente che il dottor Neri, in data 25 settembre 2003, effettivamente presentò istanza di astensione in relazione al procedimento sopraindicato e che la stessa istanza venne rigettata il successivo 26 settembre dal procuratore generale, il quale non ravvisò sussistente alcun motivo di incompatibilità, anche per mera opportunità, perché il dottor Neri si astenesse dal trattare il procedimento in questione.
Questa vicenda è allucinante nel vero senso della parola ed evidenzia come, molte volte, la giustizia sia amministrata ad usum Delphini e con evidenti e macroscopici abusi che, a mio modo di vedere, configurano anche ipotesi di reato.
Il fatto è semplicissimo e lo illustrerò in due battute. Nell'ambito di un procedimento pendente a Milano, definito
Onorevole Valentino, la prego di ascoltarmi un momento, perché al riguardo lei non mi ha dato alcuna risposta. Come dicevo, si verifica una serie di violazioni enormi: gli atti vengono trasmessi al GIP, dottoressa Arena, la quale non avvisa nella maniera più assoluta i periti nominati dalle parti. Tra l'altro, anche nell'ambito della trascrizione (Commenti del sottosegretario Valentino)...
Le sto riferendo queste violazioni, che peraltro si inseriscono nell'ambito di una più ampia violazione. Se si pensa che, attraverso questo nastro - che, ripulito, non dà alcuna sensazione di certezza in ordine al contenuto - il GIP ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare che ha colpito magistrati, un presidente di tribunale, un ex sottosegretario di Stato, imprenditori ed avvocati sulla scorta di frasi ed espressioni che non erano assolutamente individuabili nell'ambito di questa conversazione, mi sembra che il caso non debba essere considerato - per così dire - sotto gamba. E la sua risposta di carattere interlocutorio mi soddisfa parzialmente.
Ho una grandissima preoccupazione e vorrei rivolgere una sollecitazione all'onorevole Valentino. Lei sa meglio di me che per le indagini preliminari non si prescrive, se non a livello meramente dilatorio, un termine di conclusione.
Lei sa meglio di me che, ancorché vi siano sei mesi per concludere le indagini relative ad un reato del genere, molte volte non si procede nemmeno alla notifica della richiesta di proroga delle indagini e i processi stazionano tre o quattro anni, in palese violazione del codice di rito, per arrivare ad una definizione - non si sa quale - che potrebbe essere anche un'archiviazione, dopo quattro o cinque anni, quando il clamor fori si è disintegrato con il passare del tempo.
C'è un'altra cosa che va detta: a seguito di questa vicenda, si è instaurato presso la procura di Catanzaro, anch'essa competente per il coinvolgimento di alcuni magistrati di Reggio Calabria, un procedimento per calunnia e falso, proprio con riferimento alla cassetta. Lei mi dice che il perito è stato nominato e che sono stati dati altri 30 giorni.
Veramente, la prego di fare chiarezza su questo increscioso ed inquietante episodio e la invito a sollecitare il procuratore a chiudere le indagini nei tempi prescritti, per far sì che la prossima volta lei ci possa dare una risposta nella quale auspico lei ci dica di aver disposto un'ispezione presso quella procura, per verificare se, effettivamente, questi inquietanti episodi debbano rimanere impuniti, oppure se debbano portare ad una rivisitazione da parte della magistratura.
Questa è la conclusione della mia replica. Sono sicuro che lei si conformerà a questa mia sollecitazione, che è dovuta, così come è dovuto un suo intervento in questo senso.

