I Commissione - Resoconto di giovedý 12 luglio 2007

TESTO AGGIORNATO AL 16 LUGLIO 2007


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UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

Giovedì 12 luglio 2007.

L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 14 alle 14.05.

INDAGINE CONOSCITIVA

Giovedì 12 luglio 2007. - Presidenza del presidente Luciano VIOLANTE.

La seduta comincia alle 14.05.

Indagine conoscitiva sulla libertà religiosa.
(Delibera di una proroga del termine).

Luciano VIOLANTE, presidente, ricorda che l'ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti di gruppo, ha convenuto sull'opportunità di prorogare il termine per la conclusione dell'indagine conoscitiva sulla libertà religiosa. Essendo stata acquisita la previa intesa con il Presidente della Camera, ai sensi dell'articolo 144, comma 1, del regolamento, propone quindi di deliberare la proroga al 31 luglio 2007 del termine di conclusione dell'indagine.


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La Commissione delibera di prorogare al 31 luglio 2007 il termine di conclusione dell'indagine conoscitiva in titolo.

La seduta termina alle 14.10.

SEDE REFERENTE

Giovedì 12 luglio 2007. - Presidenza del presidente Luciano VIOLANTE.

La seduta comincia alle 14.10.

Sulla pubblicità dei lavori.

Luciano VIOLANTE, presidente, avverte che è stato richiesto che la pubblicità dei lavori sia assicurata anche mediante l'impianto audiovisivo a circuito chiuso. Non essendovi obiezioni, ne dispone l'attivazione.

Sui lavori della Commissione.

Luciano VIOLANTE, presidente, avverte che, a seguito dell'odierna riunione dell'ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, il termine per la presentazione di emendamenti al testo base adottato nell'ambito dell'esame delle proposte di legge in materia di riforme costituzionali (C. 553 e abbinate) è prorogato alle ore 10 di mercoledì 18 luglio prossimo.

Statuto speciale della Regione Friuli Venezia Giulia.
C. 519 cost. d'iniziativa del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, C. 840 cost. Zeller, C. 1166 cost. Lenna e C. 1816 cost. Stucchi.
(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta dell'11 luglio 2007.

Gino SPERANDIO (RC-SE) ritiene opportuna un'attenta riflessione sul provvedimento in esame, considerato che è la prima volta che si modifica uno statuto di autonomia speciale e che le decisioni che saranno assunte costituiranno inevitabilmente un riferimento e un precedente in occasione della modifica degli altri statuti speciali. Premesso quindi che si riserva di intervenire più in dettaglio nel prosieguo dei lavori e dopo aver espresso una preferenza per la proposta di riforma statutaria formulata dal Consiglio regionale rispetto alle altre in titolo, evidenzia la necessità di assicurare il necessario coordinamento tra la legislazione regionale e quella statale, nel rispetto delle istanze di autonomia rappresentate dalle regioni.

Luciano VIOLANTE, presidente e relatore, assicura al deputato Sperandio che è stata sua cura, in qualità di relatore sul provvedimento, incontrare, tra gli altri, i rappresentanti dei gruppi consiliari del Friuli Venezia Giulia, in modo da potersi confrontare con loro in ordine ad alcuni punti critici del testo di riforma proposto dal Consiglio regionale stesso. Ricorda inoltre che è stata trasmessa al Governo, affinché la inoltri al Consiglio regionale, la richiesta di parere sulle altre proposte di legge costituzionale in titolo, vale a dire le proposte C. 840, C. 1166 e C. 1816, secondo quanto previsto dallo Statuto di autonomia del Friuli Venezia Giulia. Quindi, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

Disposizioni in materia di protezione umanitaria e di diritto di asilo.
C. 191 Boato, C. 1449 Piscitello, C. 1646 De Zulueta, C. 2099 Mascia, C. 2182 Santelli, C. 2410 Zaccaria.
(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta dell'11 luglio 2007.


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Roberto ZACCARIA (Ulivo) chiarisce che, con la sua proposta di legge C. 2410, ha inteso raccogliere le istanze delle varie associazioni umanitarie impegnate nel campo, le quali sollecitano una riforma della legislazione concernente il diritto di asilo, in attuazione, dopo decenni di ritardo, del disposto costituzionale in materia. Ciò premesso, ritiene infondato il timore che la riforma della materia possa costituire un rischio per il Paese, dovendosi distinguere tra immigrazione e richiesta di asilo. Al riguardo, fa notare che, dai dati dell'ANCI, risulta che il numero di stranieri che ogni anno vedono accolta in Italia la richiesta di asilo è non solo molto più basso di quanto da taluni sostenuto, ma risulta per di più in calo: si tratta, nel 2006, di novemila persone. Fa poi presente l'esigenza di tener conto del fatto che il Governo sta preparando, in attuazione delle direttive comunitarie in materia di asilo, due decreti legislativi, i cui schemi trasmetterà alle Camere per il parere delle Commissioni competenti. Occorrerà pertanto, operativamente, prendere innanzitutto cognizione della materia trattata dai decreti, disciplinare quindi la materia non trattata da essi ed infine lavorare ad un testo organico che coordini e raccolga sistematicamente tutta la disciplina. Nel complesso, in ogni caso, la riforma dovrà, a suo avviso, dare attuazione al diritto costituzionale all'asilo. Occorrerà prevedere, tra l'altro, garanzie per l'indipendenza e l'imparzialità degli organi preposti alla valutazione delle richieste di asilo, nonché la possibilità di presentare le richieste anche alle ambasciate italiane all'estero, in modo che lo straniero non debba affrontare un viaggio lungo e pericoloso senza sapere se la sua richiesta sarà accolta. Occorrerà inoltre prevedere che, in caso di rigetto della richiesta, sia ammesso il ricorso e sia sospesa la procedura di rimpatrio almeno fino alla sentenza di primo grado, e che lo straniero sia assistito adeguatamente sotto il profilo legale e linguistico. Accenna, infine, alla necessità di svolgere una speciale riflessione sul delicato problema dei minori.

Jole SANTELLI (FI), premesso di ritenere possibile e auspicabile un intervento sulla materia, osserva che questo può in astratto configurarsi in due modi alternativi: nel senso di una ricognizione normativa che sistemi l'attuale, frammentaria, disciplina in un'unica legge organica oppure nel senso di una revisione che allarghi le tutele, innovando rispetto al passato. Fa quindi presente che la scelta presuppone un chiarimento in ordine ad una questione pregiudiziale: vale a dire la disponibilità di risorse per la copertura finanziaria del provvedimento. Ritiene pertanto opportuno acquisire sul punto l'orientamento del Governo, per sapere fino a che punto questo intenda impegnarsi sul tema della riforma della disciplina in materia di asilo, in modo da evitare che la Commissione veda alla fine vanificato il proprio lavoro dalla mancanza di risorse finanziarie. Nel merito delle questioni, esprime sconcerto in quanto i dati nazionali concernenti le richieste di asilo evidenziano che, a seconda della commissione cui la richiesta è presentata, questa ha più o meno possibilità di essere accolta: alcune commissioni infatti accolgono la gran parte delle richieste, mentre altre le respingono, il che dipende verosimilmente dal fatto che l'attuale normativa non definisce con sufficiente chiarezza i requisiti per l'ottenimento dell'asilo, lasciando quindi agli organi di valutazione un'ampia discrezionalità. Sottolinea, al riguardo, come il vero pericolo connesso ad un allargamento delle tutele sia rappresentato dal fatto che di queste tutele possono finire con l'avvantaggiarsi non coloro che sono realmente bisognosi di asilo perché discriminati o perseguitati, bensì coloro che vogliono entrare in Italia e non ci riescono attraverso gli ordinari canali dell'immigrazione. Ritiene inoltre essenziale curare l'inserimento sociale e lavorativo di quanti ricevono asilo nel Paese e prestare una speciale attenzione, tra loro, ai minori, riguardo ai quali esistono al momento pochi dati. Conclude esprimendo l'avviso che sia utile acquisire il punto di vista del Governo sull'intera materia e sulle prospettive


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di riforma, nonché audire l'ANCI e le associazioni operanti nel campo.

Roberto COTA (LNP) ritiene essenziale che il fenomeno dell'immigrazione venga disciplinato rigorosamente dal legislatore, in considerazione delle ricadute che esso produce sul sistema della sicurezza nazionale. In proposito, esprime preoccupazione per il fatto che il Governo e la maggioranza, anziché prevedere norme severe e rigorose sulla materia, sono orientati a favorire forme di immigrazione indiscriminata, senza tenere conto delle relative conseguenze. Con riferimento ai provvedimenti in esame, dichiara di ritenere necessario prevedere norme certe e di garanzia soprattutto sotto il profilo della procedura della domanda di asilo, prevedendo, ad esempio, l'effettivo allontanamento dal territorio nazionale di quei soggetti ai quali sia stata respinta la domanda di asilo. Al riguardo, infatti, ritiene che le rassicurazioni formulate dal deputato Zaccaria non siano soddisfacenti.
Conclude ribadendo che il proprio gruppo è comunque disponibile a collaborare alla elaborazione di una seria e rigorosa disciplina del diritto di asilo, riservandosi tuttavia la presentazione di emendamenti volti ad assicurare che il provvedimento non pregiudichi la sicurezza dei cittadini, consentendo forme di immigrazione senza controllo e pericolose per il mantenimento dell'ordine pubblico.

Marco BOATO (Verdi), dopo essersi riservato di intervenire sui provvedimenti in oggetto anche successivamente, si associa alle considerazioni del deputato Zaccaria, condividendo altresì le preoccupazioni, manifestate dal deputato Santelli, in ordine alla copertura finanziaria delle proposte di legge in esame.

Luciano VIOLANTE, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

Commissione parlamentare di inchiesta sui fatti accaduti a Genova in occasione del vertice G8.
C. 1043 Mascia e C. 1098 Sgobio; e Doc. XXII, n. 5 Longhi e Doc. XXII, n. 13 Boato.
(Seguito dell'esame congiunto e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame congiunto, rinviato, da ultimo, il 10 luglio 2007.

Luciano VIOLANTE, presidente, ricorda che nella seduta di ieri la Commissione ha deliberato di svolgere l'esame congiunto delle proposte di inchiesta parlamentare Doc. XXII, n. 5, d'iniziativa del deputato Longhi ed altri, e Doc. XXII, n. 13, d'iniziativa del deputato Boato, recanti l'istituzione di una Commissione parlamentare monocamerale d'inchiesta sui fatti accaduti a Genova in occasione del vertice dei paesi del G8 del luglio 2001, e delle proposte di legge C. 1043 Mascia e C. 1098 Sgobio, recanti l'istituzione di una Commissione parlamentare bicamerale d'inchiesta sull'identica materia. Al riguardo fa presente che il deputato Mascia ha preannunciato la presentazione di una proposta di inchiesta monocamerale sulle vicende in questione, che si riserva di abbinare quando sarà assegnata alla Commissione.

Gianclaudio BRESSA (Ulivo), relatore, fa presente di ritenere preferibile che la Commissione, quando sarà concluso l'esame preliminare dei provvedimenti in titolo, prosegua l'esame delle proposte di istituzione di una Commissione di inchiesta monocamerale. In proposito si riserva di predisporre una proposta di testo unificato che, tenendo conto delle obiezioni sollevate dall'opposizione nel corso dell'esame, consenta alla istituenda Commissione una ricostruzione delle gravi vicende accadute al fine di intraprendere le opportune misure atte ad evitare il loro ripetersi.


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Franco RUSSO (RC-SE), intervenendo a nome del proprio gruppo, dichiara di condividere la proposta del relatore Bressa e di ritenere pertanto opportuno che venga istituita una Commissione monocamerale di inchiesta sulle vicende accadute a Genova in occasione del vertice G8 del 2001.

Marco BOATO (Verdi) ritiene che la Commissione potrebbe deliberare in questa sede la prosecuzione dell'esame delle sole proposte di istituzione di una Commissione di inchiesta monocamerale.

Luciano VIOLANTE, presidente, ricorda che i provvedimenti in oggetto sono esaminati congiuntamente dalla Commissione. Al riguardo precisa che all'esame congiunto si fa ricorso quando più provvedimenti, ancorché vertenti su materia identica, non possono essere esaminati in forma abbinata poiché si caratterizzano per una diversa natura o per la previsione di una diversa disciplina di esame. In tali casi, pertanto, al termine dell'esame preliminare, ciascun provvedimento viene esaminato separatamente ed autonomamente. Nel caso in discussione, tuttavia, dovrà essere stabilito se la Commissione debba proseguire l'esame dell'istituzione di una Commissione di inchiesta monocamerale ovvero di una bicamerale.

Gabriele BOSCETTO (FI) fa presente l'assoluta contrarietà del proprio gruppo all'istituzione di una Commissione d'inchiesta sui fatti di Genova. Tuttavia, dovendo optare tra le due diverse forme di Commissione, ritiene preferibile quella bicamerale, che ritiene in grado di fornire maggiori garanzie.

Luciano VIOLANTE, presidente, ricorda che la lettera dell'articolo 82 della Costituzione prevede espressamente le sole Commissioni monocamerali d'inchiesta e che l'istituzione di quelle bicamerali è il frutto della prassi legislativa. Al riguardo evidenzia come le due diverse forme di Commissione, pur caratterizzandosi per la loro diversa modalità di composizione, siano dotate dei medesimi poteri ed offrano pertanto le medesime garanzie. Quindi, nessuno chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

Istituzione della Giornata della memoria e dell'impegno per le vittime delle mafie.
C. 1970 Licandro, C. 2716 Bondi, C. 2738 Belisario e C. 2743 D'Antona.
(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta dell'11 luglio 2007.

Luciano VIOLANTE, presidente, comunica che sono state assegnate alla Commissione le proposte di legge C. 2738 Belisario, recante «Istituzione della Giornata della memoria e dell'impegno per le vittime delle mafie» e C. 2743 D'Antona, recante «Istituzione della Giornata della memoria e dell'impegno per le vittime delle mafie». Avverte quindi che le suddette proposte di legge, vertendo sulla medesima materia di quelle già all'esame della Commissione, sono state ad esse abbinate, ai sensi dell'articolo 77, comma 1, del regolamento.
Avverte, inoltre, che sono pervenute alla Commissione diverse deliberazioni di Consigli comunali e provinciali con le quali i predetti organi impegnano le rispettive amministrazioni a richiedere al Parlamento l'approvazione di una legge che istituisca ufficialmente la Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie nella data del 21 marzo. Quindi, nessuno chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.

Disposizioni per la pubblicità sull'uso di sostanze stupefacenti o psicotrope da parte dei parlamentari.
C. 2356 Casini.
(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta del 10 luglio 2007.


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Luciano VIOLANTE, presidente, ricorda che il termine degli emendamenti è fissato alle ore 14 di mercoledì 18 luglio 2007. Quindi, nessuno chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 14.50.

AVVERTENZA

I seguenti punti all'ordine del giorno non sono stati trattati:

COMITATO PERMANENTE PER I PARERI

Ratifica Accordo Italia-Polonia in materia di cooperazione culturale e di istruzione.
Emendamenti C. 2375 Governo, approvato dal Senato.

Ratifica ed esecuzione dello scambio di lettere firmato a Roma il 27 novembre 2003, costituente un Accordo tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica francese sull'aggiornamento della lista delle istituzioni culturali e scolastiche che godono di agevolazioni fiscali, con scambio di note integrativo, effettuato a Roma in data 28 luglio 2005 e 23 settembre 2005.
Emendamenti C. 2376 Governo, approvato dal Senato.

Ratifica ed esecuzione Accordo Italia-Bulgaria di cooperazione culturale, scientifica e tecnologica.
Emendamenti C. 2510 Governo, approvato dal Senato.