IV Commissione - Marted́ 17 luglio 2007


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ALLEGATO

Sulla missione in Sardegna dal 30 maggio al 1o giugno 2007, nell'ambito dell'indagine conoscitiva sulle servitù militari.

COMUNICAZIONI

Una delegazione della Commissione Difesa, da me guidata e composta dai deputati Salvatore Cicu (FI), Mauro Betta (Ulivo) e Pierfrancesco Emilio Romano Gamba (AN), si è recata in missione in Sardegna dal 30 maggio al 1o giugno 2007, per visitare alcune strutture militari presenti sull'isola, al fine di acquisire elementi conoscitivi utili all'indagine conoscitiva sulle servitù militari.
Nel corso della visita le autorità militari responsabili delle diverse strutture hanno illustrato le principali caratteristiche delle strutture stesse, le attività che in esse si svolgono, e i loro effetti, anche di carattere economico, sui territori interessati. Di tali illustrazioni viene fornita una breve sintesi nell'ambito della presente comunicazione.
Nella giornata del 30 maggio, la delegazione ha visitato il comprensorio logistico della Marina militare di Guardia del Moro, il deposito Carburanti dell'Aeronautica militare di Monte Urpino e la Caserma «Monfenera».
Il comprensorio logistico della Marina militare di Guardia del Moro è situato nell'arcipelago della Maddalena, nella parte sud-orientale dell'isola di Santo Stefano.
Il comprensorio è costituito da un deposito munizioni e da un poligono ad esso adiacente. Il deposito è formato da gallerie sotterrane, scavate all'interno di un'ex cava di granito, che assicurano adeguata resistenza e temperatura ideale per la conservazione di munizionamento. All'interno del deposito è immagazzinato munizionamento convenzionale, quali sostanze esplosive, munizioni e armi di superficie, compreso il materiale in conservazione giudiziaria, come ad esempio quello requisito alle forze belligeranti durante la guerra nella ex Jugoslavia. Si tratta di un sito che è considerato dalle Forze armate di fondamentale valore strategico, in quanto presenta elevati requisiti di sicurezza ed è dotato di un accesso diretto al mare, che consente le operazioni di carico e scarico direttamente in galleria.
Oltre al citato comprensorio, sull'isola di Santo Stefano, sono ubicati, a nord, un'area in uso alla Nave appoggio US Navy e un ex deposito combustibili. Entrambe le aree, poiché dichiarate direttamente dismissibili con il protocollo di intesa stipulato tra il Ministero della difesa e la Regione autonoma della Sardegna lo scorso 28 marzo, saranno trasferite alla Regione stessa, ai sensi dell'articolo 14 dello Statuto regionale. In particolare, l'area in uso alla Nave appoggio US Navy diventerà dismissibile dopo il completo rilascio dell'area da parte dei militari statunitensi previsto per il marzo 2008.
La Caserma «Monfenera», sede del 151o Reggimento Fanteria Sassari di Cagliari, è suddivisa sostanzialmente in due aree: una funzionale ed una logistica. Il personale militare impiegato nel Reggimento è costituito attualmente da 37 ufficiali, 127 sottufficiali, 630 volontari di truppa, l'85 per cento dei quali provenienti dalla Sardegna.
Negli anni novanta il Reggimento è stato impiegato in numerose operazioni nella ex Jugoslavia e recentemente in Iraq e in Aghanistan, dove partecipa, dall'11 febbraio 2007, all'operazione ISAF, presso il PRT di Herat, da cui farà presumibilmente rientro nel corrente mese.


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Per lo svolgimento dell'intensa attività addestrativa i reparti del Reggimento si avvalgono di diverse aree soprattutto demaniali, che vengono impiegate in relazione alle loro caratteristiche e al tipo di addestramento da svolgere. Le principali aree addestrative impiegate sono il poligono permanente di Capo Teulada, il poligono interforze di Perdasdefogu, l'area addestrativa di Siliqua Acqua Fredda, ubicata nei pressi di una ex polveriera della Marina Militare, l'area addestrativa di Calamosca e Monte Sette Fratelli, che appartiene al demanio forestale e consente l'effettuazione di sole attività in bianco.
Il deposito carburanti dell'Aeronautica militare di Monte Urpinu, analogamente all'omologo deposito carburanti della Marina Militare, è stato dichiarato direttamente dismissibile dall'Accordo stipulato tra il Ministero della difesa e la Regione autonoma della Sardegna per la riorganizzazione della presenza militare sull'isola. Esso è costituito da grandi serbatoi sotterranei di carburanti e da una rete di oleodotti che collegano il deposito con il molo e con gli aeroporti militari di Elmas e Decimomannu. A seguito della dismissione del deposito il rifornimento dei citati aeroporti viene assicurato da autobotti.
Nella giornata del 31 maggio, la delegazione ha visitato il poligono di Capo Teulada, l'aeroporto militare di Decimomannu, il poligono di Capo Frasca e il Comando Marittimo Militare Autonomo della Sardegna.
Il poligono militare di Capo Teulada collabora con le Forze terrestri presenti in Sardegna (Brigata Sassari) e offre supporto alle unità in addestramento e supporto logistico-operativo alle unità Alleate.
In particolare, il poligono assicura ogni anno l'addestramento di circa 300 volontari per renderli idonei ad ogni tipologia di impiego operativo in patria e all'estero, supportando le Brigate in approntamento per operazioni internazionali.
Il poligono è suddiviso in quattro aree addestrative - Alfa, Bravo, Charlie e Delta - e in una zona di installazioni permanenti che fa capo alla Caserma S. Pisano.
Il poligono Alfa ha carattere pianeggiante, è percorribile da ruotati e cingolati e consente lo svolgimento di attività a livello di Gruppo Tattico, attività di aereocooperazione, di schieramento di artiglierie e di aviolancio.
Il poligono Bravo, contiene al suo interno il poligono di tiro per armi individuali e di reparto di Portu Tramatzu, ed è costituito da un'area collinosa ed accidentata, percorribile da ruotati e cingolati, che consente lo svolgimento di attività con armi di reparto, mortai, mitragliatrici, nonché lo schieramento di artiglierie.
Il poligono C, costituito da un costone collinoso e da una zona pianeggiante, permette lo svolgimento di attività a fuoco di Complesso Minore, lo schieramento di mortai, l'impiego di unità anfibie nonché attività concernenti la scuola di tiro per Missili filoguidati.
Il poligono D, infine, è costituito da una penisola interdetta al transito dei mezzi e delle persone per la presenza di residuati esplosivi di cui al momento non è stata effettuata la bonifica. Tale poligono viene utilizzato come zona di arrivo per colpi di mortaio ed artiglierie, per missili filoguidati, per sganci di emergenza di aerei e per tiri navali contro costa e bombardamenti aerei.
Nel tratto di mare prospiciente al Poligono, si trovano le cosiddette aree di sgombero a mare all'interno delle quali, in prossimità della costa, vi è un'area permanentemente interdetta, che, in collaborazione con le autorità locali, si sta cercando di ridurre sensibilmente, allo scopo di limitarne gli effetti sul territorio.
Anche al fine di rendere accessibile il citato tratto di mare, la NATO Undersea Research Centre (NURC), sta svolgendo, una ricerca con strumenti acustici, magnetici e ottici per scoprire e classificare gli ordigni presenti sul fondale marino. I risultati delle misure acustiche, magnetiche ed ottiche saranno trasferiti in una banca dati geografica (GIS) della Marina Militare.
Il Poligono rimane chiuso, di regola, sia nel periodo estivo (dal 21 giugno al 21 settembre), sia nel periodo natalizio e


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pasquale. Le aree addestrative sono oggetto di sgombero mediante una procedura diversamente articolata a seconda che si tratti di sgombero a terra o di sgombero a mare.
Lo sgombero a terra è disposto mediante un'ordinanza di sgombero del Comitato militare autonomo della Sardegna (COMILES SA), emanata su richiesta delle unità interessate. Lo sgombero a mare è disposto invece dalle Capitanerie di porto competenti che emanano ordinanze di sgombero su richiesta del citato Comitato.
Gli indennizzi complessivamente corrisposti alle marinerie per una giornata di interdizione della pesca nell'area di sgombero ammontano a circa 33.000 euro. Alle marinerie può essere altresì riconosciuto un ulteriore indennizzo per la cosiddetta specificità. Per le marinerie di Sant'Anna Arresi e Teulada è riconosciuta una specificità di 400.000 euro annui per circa 30 imbarcazioni; per le marinerie dell'intero Golfo Palmas, invece, gli indennizzi per la specificità, ove riconosciuta, dovrebbero ammontare a circa 3 milioni di euro annui per circa 230 imbarcazioni. Inoltre, per quanto riguarda le aree addestrative a terra, è stato stipulato un contratto per la concessione in couso di 2.806 ettari di poligono agli allevatori.
Nel poligono lavorano circa mille dipendenti militari e civili per la gestione dei vari servizi, parte dei quali sono stati esternalizzati - come ad esempio il servizio di pulizia, lo smaltimento di rifiuti, la gestione della sala convegni e la manovalanza generica - con un impatto economico sul territorio, valutato in 19 milioni e 400 mila euro, tenendo conto, sia degli stipendi corrisposti al personale militare e civile, sia delle spese concernenti l'acquisto di beni e servizi.
Il poligono viene considerato dalle Forze armate un'area unica in Italia, in quanto consente lo svolgimento di fondamentali attività addestrative, offrendo al tempo stesso un concreto contributo allo sviluppo occupazionale del territorio.
L'aeroporto militare di Decimomannu è sede del Reparto Sperimentale e di Standardizzazione al Tiro Aereo (R.S.S.T.A). L'Aeroporto fu realizzato dopo il secondo conflitto mondiale, quando l'esigenza di ricostruire l'Aeronautica Militare, richiese l'incremento delle attività addestrative, in particolare, nel settore del tiro aria-aria e aria-suolo.
L'area di Decimomannu - già utilizzata durante il secondo conflitto mondiale dall'aviazione - presentava tutte le caratteristiche richieste per una grande base aerea: condizioni meteo favorevoli e zone addestrative lontane dai traffici aerei e marittimi, che consentivano di mantenere il minimo impatto ambientale. Negli anni 50 e 60, le aeronautiche degli Usa, del Canada e della Germania iniziarono il loro addestramento a Decimomannu. Successivamente, durante gli anni settanta le Forze aeree canadesi furono rimpiazzate da quelle inglesi.
Attualmente, dopo l'uscita di scena del Regno Unito e degli Stati uniti, è in vigore un Accordo Tecnico internazionale, firmato nel 2004, che regolamenta i rapporti per la conduzione della Base tra i due soli Paesi rimasti: Italia e Germania. A seguito di tale accordo i costi della base sono ripartiti al 50 per cento tra Italia e Germania. Non manca, per altro, la partecipazione di Forze aeree di altre nazioni che temporaneamente si addestrano in base ad accordi internazionali di cooperazione.
Il R.S.S.T.A opera fornendo il supporto tecnico logistico a tutti i Reparti di volo che si trasferiscono sulla base per condurre la propria attività di volo. Tipicamente, un ciclo addestrativo ha la durata di circa due o tre settimane ed è articolato in una serie di missioni svolte nei poligoni, usati singolarmente o, come spesso accade, impiegati nella loro totalità, al fine di simulare un complesso operativo più aderente alla realtà. Il reparto impiega due radar: il primo è dedicato 24 ore al giorno esclusivamente al controllo del traffico aereo militare e civile, che si sviluppa sugli aeroporti di Decimomannu e Cagliari; il secondo, con compiti di sorveglianza e difesa dello spazio aereo nazionale, è impiegato per il controllo delle missioni addestrative. Il personale militare, controllore del traffico aereo, assicura quindi il


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servizio radar a tutto il traffico aereo anche civile, da Decimomannu a Cagliari Elmas per tutto l'anno.
Il reparto, infine, ha in dotazione elicotteri AB 212 della 670a Squadriglia Ricerca e Soccorso, impiegati, non solo nel supporto dell'attività di volo della Base, ma anche nel soccorso aereo nazionale e nelle peculiari attività di supporto e protezione in favore della comunità civile. In media, ogni anno la citata Squadriglia effettua circa 30 missioni reali per la comunità locale.
Una delle peculiarità della base è l'AACMI (Autonomous Air Combat Manouvering Instrumentation) ossia un sistema elettronico - costituito da strumenti, sensori computers e sistemi di videorappresentazione - che consente l'addestramento al combattimento aereo manovrato senza l'uso di armi reali e in perfetta sicurezza. Tale sistema, operante dal 2002, viene periodicamente aggiornato ed è uno dei più moderni operanti nel mondo.
Il territorio del Reparto si sviluppa a Decimomannu con 571 ettari e 319 immobili e a Capo Frasca con 1.416 ettari e 74 immobili. L'aeronautica tedesca desidera rimanere a Decimomannu per continuare le attività addestrative necessarie per mantenere le missioni di pace all'estero. Tuttavia, l'eventuale chiusura del Poligono di Capo Frasca o una sua limitazione di utilizzo potrebbe portare ad una revisione dell'Accordo Tecnico internazionale e ad una conseguente limitazione delle capacità addestrative, costi di gestione della base totalmente a carico dell'Italia, contrazione dell'indotto e difficoltà per la componente sperimentale industriale. Quanto all'impatto economico del Reparto sul territorio, è da tener presente che all'interno della Base operano diverse ditte che gestiscono servizi di ristorazione manovalanza e pulizia nonché un distaccamento della ditta Alenia-Aeronautica, costituito fino a un massimo di 60 unità, a seconda dei programmi in atto, che provvede a dare supporto e condurre prove in volo di velivoli e sistemi avionici. Nell'anno 2006, le spese erogate sono state pari complessivamente a circa 27 milioni di euro di cui il 66 per cento destinate al pagamento degli stipendi e ad attività di gestione del personale.
Il Comando Marittimo Militare Autonomo della Sardegna (CMMA) ha giurisdizione su tutta l'isola ed espleta le sue attribuzioni territoriali nel campo logistico, amministrativo, disciplinare, della manutenzione, della difesa e sicurezza delle infrastrutture, della protezione e difesa civile, dell'antinfortunistica e tutela ambientale. Il comando, inoltre, svolge la funzione di interfaccia tra Autorità governative e amministrative locali ed in generale con qualsiasi soggetto istituzionale che abbia l'esigenza d'interagire con la Marina.
Il personale della Difesa facente capo ai comandi della Marina Militare della Sardegna, senza considerare i frequentatori dei corsi di formazione alla Maddalena, ammonta complessivamente a 2.182 unità, di cui 925 della Marina militare, 677 della Guardia costiera e 580 del personale civile del Ministero della difesa. Di queste unità, 806 sono presenti nella sola città di Cagliari, nella quale sono ubicati 105 alloggi di servizio di cui 31 occupati sine titulo e 15 inagibili. Nella città di Cagliari sono altresì ubicati il molo di levante, la base navale, l'ex deposito combustili di Monte Urpino, il Parco logistico di S. Elia, lo Stabilimento Elioterapico del Poetto, MARITELE e il deposito POL NATO. Attualmente è in corso di realizzazione, d'intesa con le autorità locali, un progetto di sviluppo del lungomare prospiciente alla sede del Comando Militare Marittimo Autonomo.
Alla Maddalena, invece, si stima una presenza di personale della Difesa, compresi i frequentatori dei corsi presso la Scuola sottufficiali, che risulta mediamente di 1.721 unità nei 10 mesi di attività, ossia circa il 15,5 per cento della popolazione della Maddalena. Gli alloggi di servizio sono pari a 196, di cui 83 occupati sine titulo e 7 inagibili. Le erogazioni finanziarie relative agli stipendi del personale che si trova sull'isola della


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Maddalena e alle spese di funzionamento ammontano complessivamente a circa 47.205.622 di euro annui.
Nella giornata del 1o giugno, la delegazione si è recata presso il Poligono militare Interforze di Salto di Quirra (P.I.S.Q.).
Il Poligono militare Interforze di Salto di Quirra (P.I.S.Q.) nasce il 20 agosto 1956 per soddisfare l'esigenza dell'Aeronautica militare di disporre di un poligono per scopi scientifici (ricerche metereologiche), sperimentali (per l'esecuzione di prove in volo di missili e aero-bersagli, nonché prove di razzi aria-aria e aria-terra) e addestrativi (per tiri reali).
Il poligono a terra ha una superficie di 120 chilometri quadrati, mentre quello a mare ha una superficie di 11 chilometri quadrati.
Attualmente il P.I.S.Q. è l'unico poligono sperimentale italiano interforze per attività di sperimentazione e addestramento con sistemi d'arma di media-lunga gittata. La struttura è utilizzata da ditte nazionali ed estere, sia della Difesa, sia di altri settori industriali. Il PISQ è anche sede del poligono di guerra elettronica dell'aeronautica militare - che consente di simulare scenari tattici - e costituisce l'unica area nazionale per addestramento con armamento «a guida laser».
Nella Base vengono usate esclusivamente armi convenzionali. Per altro, nel 2006 il P.I.S.Q. è stato caratterizzato da un utilizzo sensibilmente inferiore alle sue potenzialità. Presso il PISQ operano circa 670 dipendenti della Difesa, di cui 592 militari e 78 civili, mentre il personale impiegato nelle ditte private che operano nel poligono è pari a 272 unità. I rapporti con le autorità locali sono buoni e orientati alla massima collaborazione, come dimostra il significativo couso del poligono che ha condotto al rilascio di circa 120 autorizzazioni per la pastorizia e l'agricoltura, grazie alle quali circa 6.500 capi di bestiame pascolano all'interno del Poligono.
Inoltre, sono state realizzate numerose attività di supporto alla comunità locale come operazioni di soccorso in mare e in montagna, trasporto in elicottero di traumatizzati, interventi per la lotta agli incendi, trasporto di studenti eccetera.
Per quanto riguarda la tutela dell'ambiente, è in fase di approvazione un disciplinare per la tutela ambientale delle aree del poligono ed è allo studio la costituzione di comitati misti permanenti con compiti di controllo, coordinamento e monitoraggio delle condizioni ambientali presso i poligoni.
Le ricadute economiche sul territorio, al netto degli indennizzi, sono state stimate in circa 35 milioni di euro.
In prospettiva, è prevista la possibilità di effettuare ulteriori attività addestrative, l'ampliamento dei settori delle sperimentazioni e l'utilizzo della cosiddetta «striscia tattica», ossia una pista di volo polifunzionale, realizzabile nel rispetto della normativa tecnica e ambientale, da utilizzare nell'ambito dei programmi di ricerca aeronautica ed aerospaziale, nazionali e internazionali, attuati attraverso una cooperazione civile-militare.
A conclusione della visita, la delegazione ha svolto una conferenza stampa nella Prefettura di Cagliari a cui hanno preso parte i rappresentanti delle principali testate giornalistiche locali.