Mercoledì 19 settembre 2007. - Presidenza del presidente Daniele CAPEZZONE. - Intervengono il sottosegretario di Stato per il commercio internazionale, Mauro Agostini e il sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico Marco Stradiotto.
La seduta comincia alle 14.10.
Norme per la riconoscibilità e la tutela dei prodotti italiani.
Testo unificato C. 664 Forlani, C. 790 Contento, C. 848 Lulli, C. 1402 Raisi e C. 1448 Conte.
(Seguito esame e rinvio).
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 12 luglio 2007.
Daniele CAPEZZONE, presidente, invita il relatore, On. Vico, a fare il punto della situazione in relazione all'iter del provvedimento in titolo.
Ludovico VICO (Ulivo), relatore, ricorda che la Commissione ha adottato, prima dell'interruzione estiva, un testo base, risultante dal lavoro svolto dal comitato ristretto, successivamente ad un ciclo corposo di audizioni svolte in sede informale; infatti, la materia che si va ad affrontare con il testo in esame è complessa specialmente in relazione alla necessità che esso risulti coerente ed omogeneo con la normativa europea vigente in materia. I lavori svolti in questo inizio di legislatura, come anche quelli svolti nella legislatura precedente, indicano che la Commissione è piuttosto compatta sull'approvazione di una normativa che regolamenti questa materia, e ritiene a questo punto esimente conoscere quale sia la posizione del Governo, sia del Ministro dello sviluppo che del Ministro del commercio internazionale e per le politiche europee, sul testo elaborato, in particolare in merito ai nodi più controversi. Osserva che il momento più
acuto di conflitto è quello che si viene a creare in relazione a due esigenze contrapposte, che sono quella da un lato di tutelare i diritti dei produttori italiani contro l'invasività della contraffazione e dall'altro quella di non produrre disposizioni di legge che ostacolino in qualche modo la libera circolazione delle merci nel mercato europeo. L'Unione europea sta ancora elaborando quella che sarà la disciplina sul made in a livello comunitario, e in questo vuoto il lavoro della Commissione si è orientato nella predisposizione di una normativa che tutelasse il diritto dei consumatori alla salute ed il diritto dei produttori a contrastare le frodi commerciali, tentando nel contempo di recepire le osservazioni a suo tempo formulate a livello europeo sui precedenti testi elaborati nelle scorse legislature. Recentemente, fra l'altro, l'esplosione di casi eclatanti di contraffazione ha reso evidente la necessità di elaborare strumenti adeguati per tutelare i consumatori europei e questo dovrebbe rendere maggiormente percorribile la prospettiva di approvare una disciplina comunitaria orientata alla tracciabilità dei prodotti. Il testo elaborato a suo parere segna un primo importante passo in questa direzione e, con la soluzione della volontarietà del marchio, non entra in rotta di collisione con la normativa europea.
Concludendo, osserva che sul testo predisposto vi è in pratica unanimità di consensi in Commissione e che altrettanto unanime è l'intenzione di portarne a compimento l'iter in questa legislatura; chiede quindi al Governo di esprimere la propria posizione sul testo, cosicché i lavori della Commissione possano procedere, anche in senso emendativo, per definire un testo da portare all'approvazione di questa Camera.
Mauro AGOSTINI, sottosegretario di Stato per il commercio internazionale, ritiene che il tema in discussione sia particolarmente delicato poiché la materia trattata - come sottolineato dallo stesso relatore - è controversa soprattutto sotto il profilo della compatibilità con la normativa comunitaria. Il Ministro Bonino ha già espresso le sue perplessità rispetto al testo elaborato proprio in relazione a questo aspetto. La normativa europea stabilisce una disciplina dei marchi solo relativamente ai prodotti alimentari; si ritiene infatti che la rintracciabilità dell'origine degli altri prodotti commerciali possa essere di ostacolo alla libera circolazione delle merci nonché creare problemi in materia di diritto doganale. D'altro canto, la tutela del cosiddetto made in Italy è materia sulla quale il Governo ed il parlamento hanno già legiferato, sin dall'approvazione della legge n. 350 del 2003.
Rileva che la volontarietà dell'adesione al marchio «100 per 100 made in Italy» è aspetto imprescindibile per rendere la normativa proponibile a livello europeo; osserva comunque che il marchio rappresenta anche un valore economico ed il suo valore sarà certamente influenzato dal numero di «grandi firme» che vorranno aderire, anche in relazione agli oneri burocratici che si dovranno sopportare.
Rassicura infine i deputati che il Ministero sta facendo un'intensa azione a livello comunitario ed internazionale per ottenere il risultato che il commercio sia non solo libero, ma anche tutelato e corretto. A livello europeo, come noto, esiste un regolamento già definito sul made in, che disciplina l'importazione delle merci nell'Unione, e che non arriva all'approvazione poiché non si è ancora formata una maggioranza che garantisca un esito positivo.
Concludendo, ritiene che quello di oggi possa essere positivamente valutato come primo momento di un confronto che dovrà proseguire per consentire la maturazione di un risultato soddisfacente.
Marco STRADIOTTO, sottosegretario per lo sviluppo economico, rileva che in relazione al provvedimento all'esame vi sono da una parte da affrontare le questioni già indicate di compatibilità europea, mentre dall'altra premono le esigenze di gran parte del mondo produttivo che chiede la tutela dei prodotti tipici italiani. Osserva che buona parte dei prodotti che
a livello mondiale si spacciano per italiani in realtà non lo sono e ritiene quindi che per l'Italia sia imprescindibile trovare una qualche forma di tutela dalle contraffazioni, non dimenticando comunque che il nostro Paese è il quarto Paese produttore di merci contraffatte!
Il Ministero dello sviluppo economico esprime apprezzamento sul testo definito, seppure con alcune perplessità, ad esempio in merito alla frammentazione che si creerebbe in relazione alla creazione di un altro marchio oltre al made in Italy (il 100 per 100 made in Italy) ritenendo forse più produttivo tutelare il marchio storico. Si associa quindi alle considerazioni del collega Agostini ritenendo opportuna un'ulteriore riflessione.
Per quanto concerne le operazioni messe in atto dal Ministero dello sviluppo, ricorda che nel progetto Industria 2015 si è ritenuto prioritario investire sulle reti di imprese, così da tentare di unificare le tante eccellenti particolarità produttive che esistono in Italia. Occorre infatti ragionare in termini di filiera così da rendere possibile l'innovazione tecnologica distribuendone e rendendone sopportabili i costi. In questa prospettiva appare ragionevole certificare i nostri prodotti, e questa ritiene sia una partita da giocare a livello europeo, facendo gruppo con Paesi che hanno situazioni simili all'Italia (ad esempio Spagna e Francia).
Enzo RAISI (AN), ricorda che il tema in questione viene da lontano e che il problema che emerge a livello europeo è evidente: In Europa ci sono interessi contrapposti fra i Paesi che puntano sulla qualità delle loro piccole produzioni (in cui il marchio fa la differenza) e quelli che puntano sulla potenza della grande distribuzione. È infatti paradossale che l'Europa sia l'unico grande mercato che non riesce a far passare il concetto del marchio di origine (a differenza, ad esempio, degli Stati Uniti), poiché dietro a questa mancanza di indicazione, e di tutela, si nascondono truffe a danno dei consumatori.
L'Italia deve trovare una strada per intervenire in qualche modo su questa materia, e in questo senso ritiene possa essere importante che il Parlamento dia un segnale importante per uscire da questa impasse, anche operando in qualche modo una forzatura rispetto al quadro normativo vigente, poiché a volte da una forzatura si riesce ad ottenere qualche risultato. Il mercato globale avanza e occorre dare una risposta efficace per salvaguardare quel poco di realtà produttiva che sopravvive nel nostro Paese.
Manlio CONTENTO (AN), ritiene che sarebbe opportuno audire sul tema il Ministro Bonino, poiché a suo parere, anche in relazione al nuovo regolamento comunitario il testo base elaborato dalla Commissione potrebbe condurre alla apertura di una procedura di infrazione comunitaria. Occorre quindi comprendere se l'Italia, e quindi anche il Governo italiano, sia pronta a correre un rischio del genere, operando una forzatura politica ponderata. Inoltre, il nuovo regolamento comunitario è da un anno in attesa di approvazione e sarebbe importante avere informazioni dal Ministro sul lavoro che è stato fatto in questo senso per ottenere i consensi necessari, e sulla sua propensione a prendere posizioni decise.
In merito al testo base predisposto dal comitato ristretto, esprime perplessità sulla soluzione del marchio volontario, poiché non appare proficuo correre i rischi che sono stati indicati per un risultato politico così debole; il lavoro fatto è infatti apprezzabile, ma se si vuole operare fattivamente per la difesa della produzione italiana non è sufficiente introdurre un marchio volontario.
Daniele CAPEZZONE, presidente, ha avuto segnalazioni da altri colleghi che desiderano intervenire, ma in considerazione degli impegni successivi della Commissione ritiene opportuno rinviare il seguito dell'esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 15.
Mercoledì 19 settembre 2007. - Presidenza del presidente Daniele CAPEZZONE.
La seduta comincia alle 15.
Indagine conoscitiva sull'attuazione della legge 29 marzo 2001, n. 135, concernente la riforma della legislazione nazionale sul turismo.
Audizione di rappresentanti del Touring Club Italiano, e di rappresentanti del Portale Italia.it.
(Svolgimento e conclusione).
Daniele CAPEZZONE, presidente, avverte che la pubblicità dei lavori della seduta odierna sarà assicurata anche mediante l'attivazione dell'impianto audiovisivo a circuito chiuso. Avverte inoltre che l'ordine del giorno reca, nell'ambito dell'indagine conoscitiva, deliberata dalla X Commissione in relazione all'attuazione della legge 29 marzo 2001, n. 135, concernente la riforma della legislazione nazionale sul turismo, l'audizione di rappresentanti del Touring Club Italiano e di rappresentanti del Portale Italia.it.
Guido VENTURINI, direttore generale del Touring Club italiano svolge una relazione sui temi oggetto dell'audizione.
Intervengono quindi per formulare osservazioni e ricevere chiarimenti i deputati Luigi D'AGRÒ (UDC), Giuseppe CHICCHI (Ulivo), Marilde PROVERA (RC-SE), Paolo AFFRONTI (Pop-Udeur) e Ruggero RUGGERI (Ulivo), ai quali replica il dottor VENTURINI.
Daniele CAPEZZONE, presidente, ringrazia il dottor Venturini per il suo prezioso intervento.
Ciro ESPOSITO, Capo del Dipartimento per l'innovazione e le tecnologie della Presidenza del Consiglio dei ministri svolge quindi una relazione, nell'ambito dei temi oggetto dell'audizione, sul funzionamento del Portale Italia.it.
Intervengono per formulare osservazioni e domandare chiarimenti i deputati Ludovico VICO (Ulivo), Giuseppe CHICCHI (Ulivo), Daniele CAPEZZONE, presidente e Paolo AFFRONTI (Pop-Udeur).
Ciro ESPOSITO, Capo del Dipartimento per l'innovazione e le tecnologie della Presidenza del Consiglio dei ministri risponde ai quesiti formulati.
Daniele CAPEZZONE, presidente, dichiara quindi conclusa l'audizione.
La seduta termina alle 16.
N.B.: Il resoconto stenografico della seduta è pubblicato in un fascicolo a parte.
L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 16 alle 16.10.