Onorevoli Colleghi! La Giunta riferisce su una richiesta di deliberazione in materia d'insindacabilità parlamentare ex articolo 68, primo comma, della Costituzione, presentata alla Camera dei deputati dal giudice del tribunale di Milano, nell'ambito di un procedimento civile (atto di citazione del SILB-Sindacato imprenditori locali da ballo) a carico del deputato Carlo Giovanardi.
I fatti ed i comportamenti oggetto del procedimento in discussione consistono in alcune frasi riportate in un articolo a firma di Giovanna Cavalli apparso sul Corriere della Sera del 19 aprile 2004, sul provvedimento relativo agli orari di chiusura delle discoteche.
Per come risulta dall'atto di citazione e dallo stesso articolo, il deputato Giovanardi avrebbe detto, tra l'altro: «Medici, polizia, famiglie, tutti sono d'accordo con noi. Gli unici contrari sono quelli del SILB che hanno ingaggiato una lotta furibonda. Evidentemente alcuni di loro difendono un giro di spaccio di droga. Vogliono continuare a smerciare pasticche, sennò non si spiega».
La Giunta ha esaminato la questione nella seduta del 18 ottobre 2006 nel corso della quale si è svolto un ampio dibattito sui fatti oggetto del procedimento.
I membri intervenuti hanno tutti ben compreso le ragioni delle doglianze del SILB. Addirittura un componente ha espresso umana solidarietà nei riguardi dei gestori di discoteche, dissentendo nel merito dalle affermazioni del collega Giovanardi.
Tuttavia a tutti i presenti è parso evidente il collegamento e la contestualità temporale dell'intervista con un tema parlamentare di stringente attualità, consistito nel disegno di legge governativo C. 566 in tema di orari di chiusura delle discoteche.
Su tale argomento, trattato nell'Assemblea della Camera dei deputati tra il 22 marzo e il 20 aprile 2004, il Governo allora in carica era rappresentato proprio da Carlo Giovanardi, nella sua doppia qualità di ministro dei rapporti con il Parlamento e di membro della Camera stessa. In tutti gli interventi l'onorevole Giovanardi ha insistito sul problema degli interessi economici dei gestori di discoteche che in qualche misura avrebbero subìto un danno dal provvedimento e che quindi si opponevano all'adozione dello stesso. Si prenda ad esempio la frase pronunciata il 22 marzo 2004 (riportata nel Resoconto stenografico della stessa data, pagina 67): «Vorrei osservare che dalle 4 alle 5 del mattino, per una questione normalissima e fisiologica [...] in quegli orari chiunque esercita un'attività anche se sedentaria, subisce un crollo psicofisico. Se si mettono insieme una serie di fattori quali la mancanza di sonno, la stanchezza, l'alcool e talvolta l'impasticcamento si creano quelle condizioni che fanno sviluppare tale tipo di fenomeno. [...] L'onorevole Grillini ricordava il SILB, l'associazione dei gestori di discoteche, gli interessi legati alla notte, il dato economico, gli affari, i soldi cui - effettivamente - alludeva il gesto da me effettuato dianzi. Soldi, soldi certo sono importanti, ci mancherebbe altro! Business is business: gli affari sono affari. Ma noi riteniamo sussistano anche altri valori"» E ancora il 6 aprile 2004, in sede di parere sugli emendamenti all'articolo 1 del provvedimento, affermò: «Mi colpisce il fatto che tutti i medici interpellati per il tramite delle loro associazioni abbiano indicato in una patologia rappresentata da un mix di sonno, stanchezza, abuso di alcool e impasticcamento il killer che determina alle 5 del mattino il picco di otto morti ogni cento incidenti» (pagina 37).
In buona sostanza, è agevole sostenere che l'intervista in questione sia stata proprio la divulgazione esterna di un atto tipico del mandato parlamentare atta a stabilire il nesso funzionale che la giurisprudenza della Corte costituzionale ritiene necessario per l'applicabilità dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione: v. al riguardo le sentenze n. 10 e n. 11 del 2000, la n. 120 del 2004 e, proprio da ultimo, le n. 331 e n. 335 del 2006.
Questo elemento assorbe ogni altra considerazione relativa al carattere paradossale e alla natura ipotetica dell'espressione adoperata dal deputato Giovanardi e che non appare idonea ad attribuire fatti specifici a soggetti ben determinati.
Per questi motivi, all'unanimità, la Giunta propone di deliberare che i fatti oggetto del procedimento concernono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni.
Pierluigi MANTINI, relatore.
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