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Seduta del 17/10/2007


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Sui lavori della Commissione.

PRESIDENTE. L'onorevole Palma ha chiesto di parlare sui lavori della Commissione.

NITTO FRANCESCO PALMA. Grazie, presidente.
Sulla rassegna stampa vi è un articolo de Il Sole 24 Ore nel quale si fa riferimento a una lettera del 18 luglio 2007 che il Ministro Mastella avrebbe inviato alla Commissione antimafia, nell'ambito della quale il Ministro affermerebbe di escludere la possibilità di un regime detentivo speciale per i mafiosi, secondo una proposta che sarebbe stata avanzata in Commissione dall'onorevole Nitto Francesco Palma, e ciò perché, secondo il Ministro Mastella, la proposta che avrei formulato in Commissione si connoterebbe come una forma di reclusione speciale. Ometto, per carità di patria, il fatto che l'articolista de Il Sole 24 Ore - bontà sua - ritiene che tutto sommato valga la pena di riflettere su questa proposta, ossia quella che il senatore Palma - non come quelli che nelle interviste calcistiche parlano in terza persona - avrebbe presentato, perché sarebbe forse in grado di fugare definitivamente i tentativi di cancellare l'articolo 41-bis.
Signor presidente, poiché non ho cognizione di questa lettera del 18 luglio 2007, e dato che leggendo l'articolo mi nasce il sospetto che vi possa essere, da parte del Ministro Mastella, una forma di «debolezza» rispetto mantenimento del 41-bis, le sarei grato se lei volesse chiedere alla segreteria...

PRESIDENTE. Ricostruiamo la vicenda. Credo sia una cosa probabilmente successiva all'audizione.

NITTO FRANCESCO PALMA. A me interessa capire cosa il Ministro Mastella abbia scritto nella lettera; infatti se, come appare dall'articolo de Il Sole 24 Ore, c'è una certa «debolezza» del Ministro Mastella in ordine al regime di cui all'articolo 41-bis, evidentemente, dopo la lettura della lettera, consentirà a me di fare le mie valutazioni.
Devo dire la verità, mi dispiace leggere su Il Sole 24 Ore delle cose a uso e consumo di taluno, di cui non ho conoscenza come componente della Commissione parlamentare antimafia.

PRESIDENTE. Ho chiesto di recuperare immediatamente dall'archivio il testo della lettera.

NITTO FRANCESCO PALMA. Lei, oltre ad essere un presidente imparziale, è estremamente solerte!

GIUSEPPE ASTORE. Posso parlare a nome del gruppo dell'Italia dei Valori?

PRESIDENTE. Prego, onorevole Astore.

GIUSEPPE ASTORE. Sul piano procedurale. Come ho già detto informalmente la volta precedente, sono venuto a conoscenza di una proposta di legge, che ho letto, presentata da alcuni colleghi, primo firmatario l'onorevole Lumia.

GIUSEPPE LUMIA. È precedente...

GIUSEPPE ASTORE. Non è precedente, è di questa legislatura (Commenti)...

PRESIDENTE. Ho già risposto su questo.


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GIUSEPPE ASTORE. No, non ha risposto affatto, signor presidente. O facciamo tutto insieme...

PRESIDENTE. Può leggere la data della presentazione della proposta di legge, per cortesia?

GIUSEPPE ASTORE. È datata 2 febbraio 2007.
Avevamo impostato una certa programmazione in questa Commissione per cui, una volta dibattuto su alcuni argomenti, tutti i gruppi presenti, possibilmente senza dividersi, avrebbero presentato delle proposte di legge, come è avvenuto - mi sembra - qualche mese fa in ordine allo scioglimento dei consigli comunali.
È chiaro che ogni parlamentare, singolo o associato, può presentare qualunque proposta di legge, però quando si è inseriti in una Commissione che si è prefissa questo obiettivo credo che si debba lavorare insieme, riconoscendo a chi tratta questi argomenti la prima firma, perché è giusto così.

PRESIDENTE. Onorevole Astore, vari gruppi hanno ovviamente presentato proposte di legge in materie attinenti alle nostre questioni. Ad esempio in materia di consigli comunali, c'era una proposta di legge presentata dall'onorevole Tassone e da altri deputati del gruppo UDC (Commenti). Hanno fatto male? È l'attività dei gruppi. Non si può vietare a un singolo parlamentare di presentare progetti di legge. L'onorevole Incostante, con un altro deputato dei DS, ha presentato un'altra proposta di legge in materia di consigli comunali. In materia di agenzia sono state presentate proposte di legge da parte dell'onorevole Lumia, altre dalla senatrice Villecco Calipari, altre da altri gruppi parlamentari.
Il problema è che quando la Commissione parlamentare antimafia compie le proprie valutazioni e avanza le proprie proposte, per quanto mi riguarda, come Commissione sono quelle e non fanno riferimento a nessun altro disegno di legge. E, se voi vedete bene, i contenuti inseriti anche in questa relazione e quelli che emergeranno a relazione definitivamente approfondita ed approvata non faranno riferimento ad alcuna proposta di legge, perché saranno frutto di un lavoro autonomo. Ma non si può impedire a un parlamentare di Forza Italia piuttosto che di Rifondazione Comunista, anche in materie riguardanti la Commissione, di svolgere la propria attività legislativa nell'autonomia del mandato legislativo.

GIUSEPPE ASTORE. Presidente, non ho detto questo. Non mi faccia dire delle cose che non ho detto.

PRESIDENTE. No, onorevole Astore, le sto dicendo che c'è quella proposta di legge e che ce ne sono altre che...

GIUSEPPE ASTORE. La prossima volta ce ne saranno due del mio gruppo!

PRESIDENTE. Ma lei le può presentare! Ciò non vuol dire che poi, scindendosi dal suo gruppo, la Commissione antimafia proponga una proposta di legge unitaria che evidentemente supera la parzialità di quelle presentate individualmente dai componenti della Commissione. Lo stesso avviene in materia di vittime della mafia.

GIUSEPPE LUMIA. È sempre stato così.

PRESIDENTE. Onorevole Astore, si può essere d'accordo o meno. In materia di vittime della mafia, i gruppi dell'UDC e di Forza Italia alla Camera hanno presentato delle proposte di legge. Quando è stata presentata la proposta di legge unitaria di tutta la Commissione antimafia, i componenti di quei gruppi in seno alla Commissione hanno lavorato per unificare i testi, acquisendo quello della Commissione...

GIUSEPPE ASTORE. L'unificazione dei testi è un'altra cosa.

PRESIDENTE. Ovviamente lei può rimanere della sua opinione, però credo di aver fotografato la normale dialettica parlamentare,


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in rapporto al mandato di ognuno di noi, sia come componente della Commissione sia come singolo parlamentare. Per esempio, la proposta di legge a prima firma Lumia io non l'avrei sottoscritta, perché non la condivido.

GIUSEPPE ASTORE. Presidente, non volevo fare polemica. Ma è come se il comitato sugli appalti lavorasse, predisponesse una relazione, producesse un prodotto legislativo e il suo presidente presentasse una proposta sei mesi prima!

PRESIDENTE. Spero di no!

GIUSEPPE ASTORE. Mi sembra che, come metodologia, nulla toglie che qualsiasi parlamentare e qualsiasi gruppo presentino le proposte di legge che vogliono, però vi sono anche casi di opportunità nei quali l'entusiasmo della Commissione, in questo modo, viene intaccato.

PRESIDENTE. Assolutamente no, perché si interviene solo su un aspetto, ossia la gestione dei beni. Stiamo discutendo una relazione ampia... (Commenti).

GIUSEPPE ASTORE. Scusate per la notazione, non volevo offendere nessuno.

PRESIDENTE. Non credo che l'onorevole Lumia si sia offeso.

CARLO VIZZINI. Signor presidente, chiedo di intervenire.

PRESIDENTE. Ancora su questo punto? Non apriamo un dibattito su questo!

CARLO VIZZINI. Non voglio aprire un dibattito. Riprendo la questione - sollevata dal collega Palma - dell'applicazione dell'articolo 41-bis. Posto che le agenzie di oggi ci dicono che il DAP ha ritenuto di dovere inasprire l'applicazione del carcere duro in ordine al detenuto Bagarella, il quale aveva fatto ampio uso delle sue conoscenze nel corso di un dibattimento, rispondendo a una domanda che il presidente del tribunale non aveva neanche ritenuto ammissibile, mi domando, essendoci un'elasticità rispetto alla quale l'inasprimento del carcere duro avviene dopo che il danno è fatto, ossia dopo che ci si è accorti in un'aula di tribunale che il detenuto oggetto del provvedimento... Signor presidente, poi mi dovrà rispondere, quindi le converrebbe ascoltarmi...

PRESIDENTE. Mi è appena arrivata la lettera in questione.

CARLO VIZZINI. Vorrei superare il discorso della lettera...

PRESIDENTE. Si tratta delle risposte del Ministro alle obiezioni che avevamo mosso in sede di audizione in materia di articolo 41-bis, nella seduta del 3 maggio scorso. Ovviamente sono a sua totale disposizione, senatore Palma, per fare le valutazioni che ritiene su quanto è uscito sulla stampa, che ovviamente consiste nella sintesi di una riga di una lettera che riguarda...

NITTO FRANCESCO PALMA. La ringrazio, signor presidente. Non credo che abbia dedicato a me tutte quelle pagine...

PRESIDENTE. No, non ha avuto questo onore: è una lettera di 14 pagine! La valuteremo. Penso che poi, senza aprire ora un dibattito sull'articolo 41-bis...

CARLO VIZZINI. Mi aggancio a questo per avanzare una richiesta. Visto che dal mese di maggio sono avvenuti dei fatti, come lo scambio di fedi nelle celle di due carceri diverse, il signor Bagarella che ha parlato di un comunicato dell'ANSA e così via, anziché tediare il Ministro Mastella per le cose con cui è stato tediato negli ultimi tempi potremmo invitarlo a spiegarci bene come stia funzionando l'applicazione dell'articolo 41-bis e come sia possibile che accadano queste cose. Ciò sarebbe un bene per il funzionamento della normativa e per la Commissione; ho infatti la sensazione che stiamo arrivando ad un punto in cui le aule dei tribunali diventano la sede per sentir dire le cose


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che ha detto Bagarella o quelle che ha detto Spadaro a Palermo: «La mafia mi fa schifo, signor presidente». Per cui forse è bene capire...

PRESIDENTE. Non è stato il solo a usare questa espressione.

CARLO VIZZINI. Lo capisco, ma l'altro, secondo me...

NITTO FRANCESCO PALMA. Questo è ancora più grave!

CARLO VIZZINI. Questo è più grave in tutti i sensi.

PRESIDENTE. D'accordo. Verificheremo la disponibilità del Ministro Mastella a un incontro immediato, perché mi pare che questo tema sia ormai indipendente dalla nostra volontà. Comunque un livello di attenzione lo abbiamo mantenuto...

CARLO VIZZINI. Bisogna che ci spieghi bene anche il caso di Rosario Gambino.

PRESIDENTE. Tra l'altro, c'è un articolo sulla stampa che la riguarda, senatore Vizzini. Vengono citati i resoconti stenografici delle audizioni che svolgiamo.

NITTO FRANCESCO PALMA. Solo una postilla sempre sull'ordine dei lavori, a seguito dell'intervento del'onorevole Astore. Personalmente ignoravo che il collega Lumia avesse presentato una proposta di legge in tema di sequestro e confisca dei beni. Fermo restando evidentemente il diritto di ogni singolo deputato a presentare tutte le proposte di legge che ritiene opportuno, in seguito all'obiezione del gruppo dell'Italia dei Valori, ossia di un gruppo che fa parte della maggioranza, personalmente mi permetto di evidenziare l'inopportunità del fatto che l'onorevole Lumia sia stato nominato relatore per questa materia.

GIUSEPPE LUMIA, Relatore. Dobbiamo chiarire, così su questo punto fa una valutazione più appropriata, con le notizie più appropriate.

NITTO FRANCESCO PALMA. Ha bisogno di aiuto, signor presidente?

PRESIDENTE. Assolutamente no, né da questa parte, né da quell'altra...

NITTO FRANCESCO PALMA. Da questa parte non glielo darò mai il mio aiuto, però avevo visto un soccorso...

GIUSEPPE LUMIA, Relatore. Lo volevo dare io a lei.

NITTO FRANCESCO PALMA. No, lei a me non deve dare aiuto.

PRESIDENTE. Concluda su questo punto, senatore Palma.

NITTO FRANCESCO PALMA. L'unica cosa che riesco a capire, signor presidente, è che un gruppo della sua maggioranza ha posto un problema sull'opportunità della nomina a relatore del vicepresidente Lumia...

PRESIDENTE. Scusi, senatore Palma: non è la mia maggioranza. Io sono il presidente di tutta la Commissione.

NITTO FRANCESCO PALMA. Ma perché, scusi, lei è presidente grazie alla minoranza?

PRESIDENTE. Non esercito il ruolo di presidente della maggioranza.

NITTO FRANCESCO PALMA. Però, per essere chiari: ove mai, per il futuro, si dovesse verificare l'ipotesi di trattare in Commissione delle questioni, che devono poi sfociare in una relazione, che sono state oggetto di proposte di legge presentate dai commissari, riterrei utile, signor presidente, per evitare l'obiezione che proviene non dal centrodestra ma da un gruppo del centrosinistra, che la nomina del relatore cadesse su una persona il più neutrale possibile, nel senso di una persona che non abbia presentato proposte di legge sul punto.


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E badi bene, signor presidente, le dico ciò pur riconoscendo - lo faccio senza problemi, pubblicamente - all'onorevole Lumia di avere sostanzialmente tratteggiato nella sua relazione, salvo qualche valutazione che adesso approfondiremo, gli esiti delle varie audizioni svolte.

GIUSEPPE LUMIA. Abbiamo due profili che non sono stati mai smentiti fino all'intervento svolto poco fa, per il quale ringrazio.

GIUSEPPE ASTORE. Senza malizia.

GIUSEPPE LUMIA. Senza malizia. Sto fotografando anch'io una situazione (Commenti)... Non giudicavo la malizia (Commenti del senatore Palma)...

PRESIDENTE. Senatore Palma...

GIUSEPPE LUMIA. I parlamentari, sempre, in qualunque momento e in qualunque fase, sia per il profilo costituzionale, sia per il profilo dell'opportunità, possono presentare disegni di legge. La Commissione parlamentare antimafia, nella sua storia (compreso il contributo prezioso che l'allora onorevole Palma forniva a questi lavori), quando ha steso delle relazioni, ha citato tutti i disegni di legge presentati precedentemente e in corso di esame; infatti il lavoro della Commissione parlamentare antimafia è appunto quello di audire, condurre delle inchieste e fotografare, valutare ed arricchire via via le proposte di legge presentate dai vari parlamentari. Così si è sempre fatto. Vi sono documenti che fanno fede a questo tipo di lavoro, che possono appunto fotografare questa modalità dei lavori della Commissione, una modalità che non si può mettere in discussione, perché tiene conto dei lavori e della prassi parlamentare.
Concludo dicendo che, anche per togliere qualunque eventuale profilo di opportunità, la proposta di legge era stata presentata prima che la Commissione parlamentare antimafia iniziasse i suoi lavori.

PRESIDENTE. Sta bene. Chiudiamo su questo punto. Ovviamente valgono tutte le obiezioni e le risposte, comprese quelle che il presidente ha fornito all'inizio.

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