Giunta per le autorizzazioni - Resoconto di mercoledì 18 novembre 2009

TESTO AGGIORNATO AL 25 NOVEMBRE 2009


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Mercoledì 18 novembre 2009. - Presidenza del presidente Pierluigi CASTAGNETTI.

La seduta comincia alle 9.30.

Esame della domanda di autorizzazione all'esecuzione della custodia cautelare in carcere nei confronti del deputato Nicola Cosentino.
(Doc. IV, n. 5).
(Seguito dell'esame e rinvio).

(Viene introdotto il deputato Nicola Cosentino)

Nicola COSENTINO (PdL) fa presente che ha saputo dell'ordinanza di custodia cautelare emanata nei suoi confronti soltanto dai mezzi d'informazione in un momento in cui era a casa con la sua famiglia. Che vi fossero in preparazione atti giudiziari nei suoi riguardi in realtà già aveva appreso dal settimanale l'Espresso nell'autunno del 2008. Da tale fonte ha tratto che tale Gaetano Vassallo lo accusava di fatti penalmente rilevanti. Il Vassallo peraltro è persona indagata per traffico d'armi, reati di droga e di smaltimento illecito dei rifiuti.
Si è determinato a recarsi in procura della Repubblica a Napoli per essere ascoltato immediatamente dai magistrati i quali, tuttavia, non hanno voluto assumerlo a informazioni perché gli hanno fatto sapere che non vi erano elementi a suo carico che giustificassero una sua deposizione. Poiché però gli organi di informazione hanno continuato a coltivare la vicenda egli ha ripetutamente domandato di essere ascoltato, amareggiato anche dal fatto che atti giudiziari fossero illecitamente diffusi e avessero condotto persino alla presentazione di una mozione parlamentare che lo impegnava a dimettersi, discussa alla Camera e peraltro respinta. La campagna di delegittimazione nei suoi confronti è poi proseguita e si è intensificata quando si è fatta strada l'ipotesi che egli potesse essere il candidato del centro-destra alla presidenza della giunta regionale campana. Di fatto, da varie settimane, si assiste ad una "diretta minuto per minuto" della sua vicenda giudiziaria i cui protagonisti peraltro sono noti, i pubblici ministeri Narducci e Milita e il Gip Piccirillo. Il tutto ha condotto a un vero e proprio massacro della sua persona e al sovvertimento della civiltà giuridica.
In tal senso espone che il procedimento penale che lo interessa, che trae origine da altri procedimenti risalenti al 1988 e al 1990, prende formale avvio nel 2001 e si alimenta con deposizioni di pentiti quali Carmine Schiavone (le cui dichiarazioni risalgono al 1994), Dario De Simone (che depone nel 1996) e Gaetano Vassallo (che, dopo i ricoveri per infermità mentale e dipendenza da cocaina, parla nel 2008 tra i mesi di aprile e settembre).


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Espone di essere iscritto formalmente nel registro degli indagati dal 12 febbraio 2009 e che i magistrati che si occupano del suo caso sono i medesimi da molti anni a questa parte, vale a dire i pubblici ministeri Cafiero de Raho, Policastro e Narducci. Osserva per inciso che anche il Gip Piccirillo è parente di un pubblico ministero e si sarebbe pertanto dovuto astenere.
Le accuse che gli vengono mosse sono infamanti e infondate. Per iniziare, ricorda che quando fu eletto per la prima volta nel 1996 alla Camera, nel collegio maggioritario, quel collegio non ricomprendeva Casal di Principe. Nelle tornate successive fu sempre eletto in quota proporzionale senza che quindi egli dovesse assicurarsi l'appoggio di aree specifiche del territorio delle province di Caserta, Benevento, Avellino e Salerno.
Per quanto riguarda il consorzio CE4, chiarisce che esso era commissariato dal 2004 e attualmente non esiste più. Non comprende quale debito di gratitudine dovrebbe avere con le famiglie camorristiche, dal momento che ha combattuto la camorra e ha contribuito al miglioramento della situazione dei rifiuti in Campania, quale componente del Governo Berlusconi.
Ricorda che il pentito Luigi Diana smentisce la circostanza che egli avrebbe avuto l'appoggio elettorale degli Schiavone e deve precisare in questa sede, come ha ritenuto di non fare per motivi di stile in altre sedi, che don Peppino Diana, ucciso dalla camorra e martire del territorio di Casal di Principe, era un suo elettore. Quel paese peraltro lo ha sostenuto massicciamente se è vero, come è vero, che quando si presentò alle elezioni nel 1995 con Forza Italia prese solo 16 voti in più dei 1800 che aveva riportato alle elezioni provinciali nel 1990 con il PSDI.
Tornando alla tempistica dell'ordinanza di custodia cautelare, crede che si tratti di un provvedimento "rateale" giacché sono passati già nove mesi dalla sua iscrizione al registro degli indagati.

Pierluigi CASTAGNETTI, Presidente, gli domanda di chiarire i profili attinenti al consorzio CE4.

Nicola COSENTINO (PdL) chiarisce che si tratta di uno dei 24 consorzi di gestione dei rifiuti in Campania che agiscono su delega della gestione commissariale straordinaria. Secondo l'accusa egli avrebbe agevolato commesse e appalti in favore del consorzio. Tale accusa è infondata giacché si tratta di un consorzio obbligatorio che non ha bisogno di indire appalti ai sensi della legge regionale n. 10 del 1993. Tanto ciò è vero che il comune di Cancello Arnone aveva cercato di sottrarsi al consorzio, affidando la raccolta con un contratto a una ditta privata, ciò che è stato ritenuto illegittimo dal TAR.
Dichiara di essersi opposto, ma per motivi politici, alla discarica di Santa Maria La Fossa. In tale battaglia era affiancato da uomini di chiesa, dalla società civile e dagli agricoltori. Successivamente, il consorzio CE4 fallì proprio perché non si fece quell'impianto dal quale avrebbe dovuto trarre i proventi di gestione.
Quanto all'accusa per cui egli avrebbe patrocinato l'avvio di un ciclo dei rifiuti parallelo e contrapposto a quello legale, gestito dalla FISIA (che aveva l'esclusiva con la gestione commissariale), si tratta di un rilievo penalisticamente impossibile, giacché la FISIA aveva avuto l'esclusiva tramite una gara europea.

Pierluigi CASTAGNETTI, Presidente, gli domanda se il quadro di penetrazione ed estensione dell'influenza camorristica nel territori di Casal di Principe descritto dall'ordinanza risponda al vero.

Nicola COSENTINO (PdL) risponde che certamente negli anni '80 la camorra ha fatto morti ammazzati e sterminato intere famiglie. L'assenza dello Stato era testimoniata dall'esistenza di una sola caserma dei carabinieri e aveva determinato un atteggiamento di paura e sfiducia. Del resto, la camorra ha fatto cadere un governo comunale presieduto da Renato Natale, sindaco di centro-sinistra che egli


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aveva peraltro appoggiato. Ugualmente, prima del 1995, egli aveva sostenuto come senatore del collegio, Lorenzo Diana dei Democratici di sinistra. Aveva anche fondato in quel territorio "Alleanza democratica", che aveva come riferimento il magistrato Ayala. Continua certo ad esserci un'influenza camorristica sulla zona ma si tratta di un fenomeno ascrivibile a una minoranza di persone contro cui la grande maggioranza si batte.
Coglie l'occasione di questa domanda per dire che si è laureato in legge nel 1985 e che non ha voluto svolgere la pratica forense presso gli uffici giudiziari di Santa Maria Capua Vetere bensì a Napoli, in materia di diritto penale amministrativo e penale tributario. Dopo l'elezione a deputato ha cessato lo svolgimento della libera professione.

Pierluigi MANTINI (UDC) è animato da dubbi e dal desiderio di chiarire diversi aspetti. Domanda se Cosentino confermi quanto dicono Valente e Vassallo sul suo ruolo rispetto ai vertici del consorzio CE4.

Nicola COSENTINO (PdL) conferma che si tratta di indicazioni politiche che lui ha dato.

Pierluigi MANTINI (UDC) chiede se il deputato Cosentino ritenga sufficiente l'atteggiamento che ha tenuto verso il consorzio di non interessarsi attivamente di una bonifica di quell'ambiente, visto anche il pericolo per la convivenza civile posto dai clan casalesi.

Nicola COSENTINO (PdL) sottolinea di aver contrastato col proprio esempio positivo la camorra, forte della sua esperienza dell'associazionismo cattolico. Ha peraltro promosso lo svolgimento della festa della polizia a Casal di Principe.

Marilena SAMPERI (PD) chiede che cosa abbia da dire sulle affermazioni dei fratelli Orsi e di Giuseppe Valente e se si possa chiarire la parabola societaria che porta dalla Flora Ambiente alla ECO4 e all'Impregeco. Risulta dagli atti che il partner privato del consorzio CE4 è stato scelto con una gara illegittima e che poi il gruppo facente capo agli Orsi abbia coltivato mire espansionistiche con metodi illeciti in danno dei concorrenti.

Nicola COSENTINO (PdL) precisa che il consorzio CE4 era obbligatorio e non aveva bisogno di svolgere gara alcuna: poteva scegliere liberamente i propri interlocutori. Peraltro non ritiene di essere persona in grado di conoscere i fatti gestionali del consorzio. Quanto alle pretese mire espansionistiche, sottolinea che un consorzio intercomunale obbligatorio non può andare oltre il suo territorio di riferimento. Quanto, infine, agli illeciti asseritamente commessi in danno della FIBE, sottolinea che il subcommissario Facchi ha deposto a carico del presidente della Regione Bassolino il quale è stato rinviato a giudizio per quei fatti.

Fabio GAVA (PdL) chiede da che anno il consorzio CE4 abbia cessato le attività.

Nicola COSENTINO (PdL) risponde che esso è commissariato dal 2004.

Donatella FERRANTI (PD), premesso che i collaboratori di giustizia hanno sempre un passato torbido e penalmente connotato, altrimenti sarebbero ordinari testimoni, osserva che le dichiarazioni di Vassallo non sono isolate. Anche da altre fonti informative si trae che l'effettivo dominus della situazione della gestione dei rifiuti e di tutto ciò che intorno ad essa ruotava in quel territorio era il deputato Cosentino. Gli chiede pertanto che cosa abbia da dire al proposito.

Nicola COSENTINO (PdL) risponde di non aver mai negato di essere il referente politico di quella realtà territoriale. Ciò non significa però che conoscesse sempre e condividesse le singole scelte gestionali degli imprenditori che vi operano. Gli risulta peraltro che le modalità di conduzione del consorzio CE4 non erano diverse da quelle degli altri 23 consorzi campani, riferibili all'area di centrosinistra, i quali


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agivano comunque sotto la direzione dei due subcommissari Facchi e Vanoli.

Donatella FERRANTI (PD) gli chiede se sapeva che si trattava di persone legate alla camorra.

Nicola COSENTINO (PdL) risponde che non poteva saperlo.

Donatella FERRANTI (PD) gli domanda se abbia ritenuto opportuno recarsi alla trasmissione Porta a porta prima di essere ascoltato dalla Giunta e avendone già avuto l'invito a intervenire. Gli domanda inoltre se sia vero che abbia segnalato per l'assunzione presso il consorzio persone di sua conoscenza.

Nicola COSENTINO (PdL) risponde che essendo stato pesantemente attaccato durante la trasmissione Annozero dello scorso giovedì ha ritenuto necessario rispondere in una trasmissione che intendesse dargli ascolto. Quanto alle assunzioni, egli ha segnalato solo persone incensurate.

Maurizio TURCO (PD) premette che il contesto considerato gli sembra allucinante e che esso dovrebbe far scaturire non un processo al deputato Cosentino ma all'intero sistema politico. Gli chiede se abbia conosciuto i fratelli Orsi e se gli risulti chi abbia nominato Bruno Orrico a tecnico consulente per gli impianti del consorzio CE4.

Nicola COSENTINO (PdL) non ricorda chi abbia indicato Orrico e conferma di aver conosciuto i fratelli Orsi. Tiene a precisare però che il sistema istituzionale locale prevede l'indicazione da parte dei comuni delle persone che devono comporre gli organi di vertice dei consorzi dei rifiuti.

Anna ROSSOMANDO (PD) constata che trova le risposte del deputato Cosentino elusive. Qui non si tratta di stabilire se egli si sentisse il referente politico di un certo territorio bensì per quale motivo soggetti malavitosi ritenessero - essi - l'onorevole Cosentino il loro referente politico. Da questo punto di vista gli domanda se sia vera la circostanza che abbia preso danaro da Sergio Orsi.

Nicola COSENTINO (PdL) sottolinea che Gaetano Vassallo ha cambiato versione diverse volte sul punto, confondendo persino le lire con gli euro. Nel negare la verità dell'episodio, rimarca di non aver mai conosciuto il Vassallo e che la circostanza che questi abbia portato iscritti a Forza Italia nel paese di Cesa è trascurabile: si tratta di sole 16 tessere, e lo stesso Vassallo risulta essere stato iscritto a Forza Italia nel solo anno 2000.

Jole SANTELLI (PdL), osservato che per qualche strano motivo quelle che in Emilia Romagna e a Torino vengono chiamate corruzioni nel Mezzogiorno si chiamano concorsi esterni in associazione mafiosa, trova di rilievo che Vassallo sia un cocainomane e un malato psichiatrico che non sa distinguere le varie monete. Gli domanda di confermare che non abbia avuto avvisi di garanzia e che abbia letto l'ordinanza custodiale in formato Word.

Nicola COSENTINO (PdL) conferma entrambe le circostanze.

Federico PALOMBA (IDV) premette che la Giunta non deve emanare sentenze di condanna o di assoluzione. Il suo compito è solo quello di verificare la sussistenza degli elementi positivi richiesti dall'articolo 275 del codice di procedura penale e di quello negativo della mancanza di un fumus persecutionis. Egli intende contribuire a questa incombenza con animo sgombro da pregiudizi e forte dell'esperienza di magistrato che tuttavia ha lasciato la magistratura appena ha intrapreso la carriera politica.
L'argomento per cui sarebbe passato molto tempo dall'inizio dell'inchiesta, in fondo, è a doppio taglio perché potrebbe anche testimoniare l'accuratezza e lo scrupolo nelle indagini. Il fatto poi che il presidente Bassolino abbia subito ben due


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rinvii a giudizio attesta indiscutibilmente che nella magistratura manca un intento politico e persecutorio.

Nicola COSENTINO (PdL) osserva che la richiesta di custodia cautelare è diversa dal rinvio a giudizio.

Federico PALOMBA (IDV) sottolinea però anche la diversità dei fatti che, ripete, egli valuterà con serenità, ragione per cui ritiene che occorra un'ulteriore seduta di discussione. Gli domanda se sia vero che abbia nominato nel consorzio Carlo Savoia e se conosca Miranda Diana, Bernardo Cirillo e Giuseppe Valente.

Nicola COSENTINO (PdL) conferma di conoscere il Valente e il Cirillo. Non ricorda Miranda Diana.

Luca Rodolfo PAOLINI (LNP), espresse perplessità sull'impianto accusatorio, gli domanda che cosa pensi del rilievo per cui egli dovrebbe assolvere alla probatio diabolica di non essere più in contatto col sodalizio pretesamente camorristico, pur non essendosi raggiunta per l'epoca anteriore prova in positivo del contrario.

Nicola COSENTINO (PdL), sottolineato che, per stessa ammissione dei magistrati, le acquisizioni fondamentali dell'indagine si datano al più tardi all'anno 2004, ribadisce di non essere stato mai partecipe di attività illecite. D'altronde, egli non ha mai incontrato maestranze a San Cipriano d'Aversa, come pure è stato sostenuto, perché si tratta di paese fuori dal suo collegio.

Francesco Paolo SISTO (PdL) rimarrà nel solco tracciato dalle domande dei colleghi Santelli e Paolini e osserva che resterà negli annali della Giunta l'inopportuna domanda della collega Ferranti sulla partecipazione dell'onorevole Cosentino a Porta a porta.

Pierluigi CASTAGNETTI, Presidente, raccomanda al deputato Sisto di cogliere la relazione, sottolineata dalla deputata Ferranti, tra la partecipazione a Porta a porta e l'odierna audizione in Giunta già prevista.

Francesco Paolo SISTO (PdL) domanda dettagli sulla richiesta di Cosentino di essere sentito dai magistrati, sull'omessa considerazione da parte di costoro dei contenuti della memoria difensiva depositata in procura e gli chiede di commentare quanto scritto alle pagine 354 e 355 dello stampato circa la necessità di una prova formale dell'interruzione del contatto con l'associazione criminale.

Nicola COSENTINO (PdL) ripete che ha appreso della possibile richiesta custodiale a suo carico nell'ottobre 2008 e che settimanalmente ha domandato, attraverso i suoi avvocati, di essere sentito ottenendone però rifiuti reiterati.
Il Gip ha certamente trascurato quella parte della sua memoria difensiva nella quale egli aveva chiarito che gli Schiavone non l'hanno mai sostenuto elettoralmente, tanto che il pentito Luigi Diana nel 2005 ha riferito che nelle elezioni provinciali era stata data indicazione di votare per Marcello, figlio dell'avvocato Francesco Schiavone, candidato in una lista civica. Il collaboratore Diana aveva ricevuto minacce da Walter Schiavone perché si pensava che lo stesso Diana avrebbe votato per lui e non per lo Schiavone. Diana peraltro è ritenuto attendibile perché le sue dichiarazioni hanno condotto ai processi "Spartacus 1 e 2". Ribaditosi esterrefatto per il ritardo con cui la richiesta custodiale è stata avanzata, deposita una memoria rivolta ai membri della Giunta e copia delle note difensive depositate presso gli uffici giudiziari.

Antonino LO PRESTI (PdL), relatore, gli domanda di essere più preciso su chi abbia chiesto a suo nome l'interrogatorio in procura.

Nicola COSENTINO (PdL) risponde che si tratta degli avvocati De Caro e Montone.

Matteo BRIGANDÌ (LNP) osserva che delle due, l'una: o il magistrato è animato


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da fumus persecutionis, oppure è semplicemente incorso in un madornale errore per aver trascurato il contenuto delle note difensive.

Nicola COSENTINO (PdL) osserva che le due cose non sono in contraddizione. D'altronde, la ritardata iscrizione nel registro degli indagati consente di tenere aperto il termine entro cui le indagini preliminari si devono concludere.

Pierluigi CASTAGNETTI, Presidente, gli domanda che giudizio dia dell'uccisione di Michele Orsi.

Nicola COSENTINO (PdL) non ha elementi per esprimersi in proposito ma crede che si tratti di una punizione per non aver corrisposto a richieste estorsive.

Elio Vittorio BELCASTRO (Misto-MPA) domanda se sia aperto un procedimento penale per fuga di notizie presso la procura di Napoli.

Nicola COSENTINO (PdL) non ne è a conoscenza.

Antonino LO PRESTI (PdL), relatore, domanda se risultino atti giudiziari concernenti i fratelli Orsi.

Nicola COSENTINO (PdL) cercherà di procurarsene, giacché rammenta che la coraggiosa e stimata giornalista Rosaria Capacchione abbia parlato di vicende relative al tema evocato dal relatore.

(Il deputato Nicola Cosentino si allontana dall'aula)

Pierluigi CASTAGNETTI, Presidente, tenuto anche presente che il deputato Cosentino ha depositato due documenti e che forse ne farà pervenire altri, rinvia il seguito dell'esame alla prossima seduta che convoca sin d'ora per mercoledì 25 novembre alle ore 8,30. Tutta la documentazione sarà resa immediatamente disponibile per i componenti.

La seduta termina alle 11.50.