TESTI ALLEGATI ALL'ORDINE DEL GIORNO
della seduta n. 362 di Venerdì 30 luglio 2010

MOZIONI CONCERNENTI INIZIATIVE PER IL RAFFORZAMENTO DEI CONTROLLI
E DELLE TUTELE IN MATERIA DI GIOCHI E SCOMMESSE

La Camera,
premesso che:
dopo Eni e Fiat, l'industria del gioco è stata, nel 2009, la terza in Italia. Tra lotto, superenalotto, win for life, lotterie e gratta e vinci, scommesse e slot machine, gli italiani hanno speso ben 53,4 miliardi di euro, che fanno 900 euro a testa, in media, per ogni italiano (neonati compresi);
la crescita continua a un ritmo inarrestabile (e preoccupante, da molti punti di vista). Nei primi 4 mesi del 2010 sono già stati raccolti 20,3 miliardi euro, il 15,4 per cento in più rispetto ai primi 4 mesi del 2009. Di questi 20,3 miliardi di euro, oltre il 50 per cento arriva dai cosiddetti apparecchi, ossia i videopoker e le altre macchinette che si trovano nei bar. Una delle categorie più rilevanti, però, è quella del gioco on line, in ascesa costante: poker, skill game, gratta e vinci, win for life, bingo, tutti ormai giocabili su internet. Da gennaio ad aprile 2010 hanno attirato 1 miliardo e 780 milioni di euro di giocate, il 51 per cento in più rispetto al 2009;
l'Italia, alle prese con la crisi economica, il crollo dell'occupazione e dei posti di lavoro, è tra i primi Paesi in Europa per gioco d'azzardo;
uno studio presentato nel mese di giugno 2010 ad Aosta da Contribuenti.it, che con lo Sportello antiusura monitora costantemente il fenomeno del gioco d'azzardo, rivela che nei primi quattro mesi del 2010 si è registrato un aumento delle perdite legate alla dipendenza da giochi e scommesse del 12,3 per cento. Rispetto allo stesso periodo del 2009 sono stati lasciati sul tavolo da gioco circa 550 milioni di euro in più;
nel nostro Paese il solo gioco legalizzato coinvolge circa 29 milioni di persone, di cui 7 milioni con frequenza settimanale: ogni giocatore sottrae 1.860 euro l'anno all'economia reale, lasciandoli sui tavoli da gioco;
il fenomeno è in crescita e interessa circa la metà degli studenti italiani, con un incremento maggiore tra le ragazze. Gratta e vinci, lotterie istantanee, scommesse sportive, lotto e superenalotto sono i giochi in denaro più praticati; il coinvolgimento dei minorenni è aumentato, passando da 860 mila unità a 1,9 milioni;
in Italia, nonostante il gioco d'azzardo sia una dipendenza ufficialmente riconosciuta dalle comunità psichiatriche, non viene percepita come tale dallo Stato, al pari di altre dipendenze, quali la droga o l'alcol;
l'Organizzazione mondiale della sanità riconosce nel gioco d'azzardo compulsivo una forma morbosa chiaramente identificata e sostiene che, in assenza di misure idonee d'informazione e prevenzione, può rappresentare, a causa della sua diffusione, un'autentica malattia sociale;
per arginare tale fenomeno sono necessarie misure restrittive nei confronti del gioco legalizzato, pari a quella sul divieto delle sigarette nei luoghi pubblici, la diminuzione dell'offerta di lotterie, il divieto del gioco d'azzardo on line, l'aumento della tassazione sulle vincite, al fine di renderle meno appetibili;
lo scopo delle istituzioni è quello di educare i cittadini e proteggere la loro salute, mentale e fisica, non quello di indurli a giocare al poker o ad indebitarsi ed è evidente che il gioco d'azzardo non può e non deve essere una soluzione alle entrate nelle casse statali;
il gioco sta diventando l'ultima speranza per milioni di italiani, che, nonostante non arrivino a fine mese con le loro risorse, vi si affidano, peggiorando le loro condizioni. Sono necessarie, pertanto, soluzioni concrete e non nuovi giochi che periodicamente entrano sul mercato;
nel 2007, in Italia, i giochi on line valevano «appena» 840 milioni di euro, valore quasi raddoppiato nel 2008, con 1.484 milioni (+76,7 per cento), e quadruplicato nel 2009, quando gli incassi arrivarono a 3.765 milioni di euro, con un incremento del 153,7 per cento;
nel 2010 le prime stime parlano di un ulteriore incremento del 10 per cento e di incassi complessivi per 60 miliardi di euro. Nel primo trimestre del 2010 gli italiani hanno già giocato on line oltre 1.350 milioni di euro;
per tentare la fortuna su internet verranno spesi 150 euro a testa: praticamente ciascun italiano maggiorenne spenderà, nel corso del 2010, ben 1.205 euro per dare la caccia alla dea bendata. In dettaglio, la spesa pro capite è passata dai 955 euro del 2008 ai 1.093 euro del 2009, con un incremento in questi tre anni del 26,2 per cento;
analizzando meglio solo i primi tre mesi del 2010, i maggiorenni italiani hanno già speso 307 euro a testa. Tra i tanti giochi quelli che hanno registrato la crescita più elevata sono, dunque, i giochi on line: scommesse, totocalcio, totogol, gratta e vinci, bingo, superenalotto, win for life, ma soprattutto gli skill game, dove è re incontrastato il poker;
questi giochi attirano, infatti, oltre un milione e mezzo di appassionati. Sono circa 100 i siti autorizzati sui quali poter tentare la fortuna ed a fine 2010 si stima che la raccolta potrebbe superare i 7 miliardi di euro. Solo nel 2009 il poker ha generato oltre 2,3 miliardi di euro, collocandosi al quinto posto nella classifica di tutti i giochi, sia on line che tradizionali;
dal gioco on line nel 2009 l'erario ha beneficiato di oltre 140 milioni di euro, con una crescita del 94 per cento rispetto al 2008. I margini di crescita del gioco on line emergono anche dai raffronti con altri mercati «nuovi» abilitati dalle tecnologie digitali: a fronte di una crescita del 96 per cento del fatturato del gioco on line (2009 su 2008), abbiamo tassi pari al 15 per cento per il mercato delle televisioni digitali, al 6 per cento per la pubblicità on line e al 3 per cento per i mobile content&internet;
a fine 2010 la tendenza ipotizzata vede un sorpasso del gioco on line sul cosiddetto e-commerce, cioè la vendita di prodotti e servizi effettuati tramite internet. A fine 2010 il gioco on line dovrebbe superare i 7 miliardi di euro, l'e-commerce in Italia dovrebbe sfiorare i 6. Sono 2,8 milioni i conti di gioco movimentati almeno una volta nel corso del 2009. Mediamente, ogni mese, sono stati movimentati 835.000 conti e ne sono stati registrati circa 200.000 nuovi;
inoltre, oggi le attività non legali dei giochi valgono la cifra altissima di oltre tre miliardi di euro e farà il suo ingresso entro fine 2010 anche il poker in modalità cash game;
la questione è molto grave per tutte quelle persone che praticano il gioco d'azzardo in modo sconsiderato, ma più grave è la questione dei «giocatori minorenni»; proprio in questi giorni, da un'indagine effettuata nella capitale, è emerso che, su circa 300 minorenni (studenti), il 32 per cento scommette alle slot machine, al videopoker e al gratta e vinci una somma che oscilla tra i 25/30 euro alla settimana, una forte conferma del rischio causato dal gioco d'azzardo per questa tipologia di giocatori, come si evince dai dati forniti dal Centro dei diritti del cittadino, con un campione intervistato di 300 ragazzi che frequentano le scuole medie e superiori;
questi dati confermano un gioco non sporadico ma una preoccupante tendenza in continua crescita, con l'avvento di win for life, che ha dato una vera spinta a questi giocatori minorenni. Le motivazioni dichiarate dai ragazzi intervistati sono così ripartite: il 15 per cento gioca per noia, il 25 per cento per sfidare la fortuna, il 30 per cento per riuscire a guadagnare del denaro per il week-end e il 22 per cento per il semplice divertimento;
tutto questo accentuato da una pubblicità dilagante sul web e in televisione, che esorta tutti, dagli anziani ai ragazzini, a tentare la fortuna con ogni sorta di pretesto;
un ulteriore dato da tenere ben presente è che un ruolo assolutamente preminente della criminalità organizzata è ancora riscontrabile nel settore dei giochi e delle scommesse e nell'industria del divertimento. Secondo le stime Eurispes, il fatturato dell'economia criminale è, nel suo complesso, di 175 miliardi di euro circa. Oltre agli introiti delle principali quattro organizzazioni criminali, l'Eurispes ha considerato anche il volume d'affari realizzato da realtà che contribuiscono all'economia illegale, ma che non hanno la stessa natura, né la stessa struttura delle organizzazioni mafiose e che non sono ad esse riconducibili. Il gioco d'azzardo e dell'on line non regolamentato e le scommesse clandestine occupano un posto di rilievo all'interno del giro d'affari considerato. È stato stimato, sulla base documentale dell'Eurispes e monitorando l'attività delle forze di polizia, che il volume del gioco clandestino e delle scommesse illegali si attesterebbe intorno ai 23 miliardi di euro, che in termini percentuali rappresentano il 13,1 per cento dell'intero fatturato dell'economia criminale;
l'Eurispes stima, inoltre, che il gioco on line, che permette di effettuare scommesse sportive, scommesse ippiche, nonché di giocare a poker e di «grattare» virtualmente i gratta e vinci, nella sua forma illegale raggiunga un volume d'affari di circa 5 miliardi di euro;
in molti Paesi europei, come in Italia, il controllo del gambling avviene mediante un sistema di autorizzazioni con tanto di lista nera degli operatori da escludere. Il blocco italiano risulta, tuttavia, soltanto formale: aggirando i blocchi operati sui dns è ovviamente possibile accedere a qualsiasi operatore, tutto ciò operando, però, al di fuori della normativa nazionale e, quindi, con tutti i rischi che ne conseguono, sia perdendo che vincendo capitale (lo stesso rientro di vincite illegittime potrebbe, infatti, risultare operazione complessa, problematica e non legale);
il 3 giugno 2010 la Corte di giustizia delle Comunità europee, con due sentenze sulle cause Paesi Bassi - Ladbrokes e Paesi Bassi - Betfair in materia di monopolio dei giochi e offerta via web, ha ribadito come ogni singola nazione possa scegliere in totale autonomia se fermare particolari attività di gambling on line. Lo Stato membro che vieta l'offerta di giochi d'azzardo su internet, pertanto, non «viola la legislazione europea» e la Corte di giustizia delle Comunità europee al riguardo rileva che restrizioni di questo genere possono essere giustificate, in particolare, da obiettivi, come la tutela dei consumatori, la prevenzione delle frodi ed il contrasto ad una spesa eccessiva dei cittadini collegata al gioco, nonché la prevenzione di turbative all'ordine sociale;
occorre una politica sul gioco pubblico in Italia che non solo si occupi di tutelare il profitto economico ed erariale, ma anche di valutare gli impatti negativi conseguenti ad un incremento di investimenti dei cittadini in tali ambiti di spesa nei termini socioeconomici più ampi (ad esempio, sottraendo denaro ad altre tipologie di consumi meno effimeri e valutando l'incidenza di fenomeni patologici e criminali correlati). Al momento, parrebbe che le politiche sul gioco pubblico in Italia siano frammentarie e in mano agli operatori economici del settore (Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato in testa) piuttosto che al Governo, cui invece spetta l'armonizzazione di tutti gli aspetti di questo fenomeno complesso;
considerato che il gioco d'azzardo sta diventando una vera e propria illusione di guadagno facile per molte famiglie che si indebitano a causa della dipendenza psicologica dal gioco, bisogna assumere seri e immediati provvedimenti per arginare il continuo dilagare del fenomeno del gioco d'azzardo, al fine di un reale rilancio dell'economia e per accompagnare il Paese nel percorso di uscita dalla crisi economica,

impegna il Governo:

ad adottare iniziative atte a tutelare in maniera adeguata i giocatori e a contrastare la dipendenza da gioco d'azzardo;
ad avviare maggiori controlli più efficaci ed effettivi riguardo all'età dei giocatori, come anche misure per contrastare le manipolazioni delle scommesse sportive ed altri tipi di truffa in questo ambito;
ad avviare controlli più scrupolosi delle pratiche di richiesta di licenza per l'apertura di sale giochi e ad assumere iniziative finalizzate a predisporre precisi criteri restrittivi, al fine di arginare i danni educativi determinati, soprattutto nei giovani, dalla pratica eccessiva di distrazioni connesse all'utilizzo di apparecchi automatici per il gioco;
a valutare l'opportunità di introdurre maggiori restrizioni in materia di monopolio dei giochi e offerta via web in relazione ad obiettivi prioritari, quali la tutela dei consumatori, la prevenzione delle frodi, il contrasto ad una spesa eccessiva dei cittadini collegata al gioco, nonché la prevenzione di turbative all'ordine sociale;
a promuovere iniziative di sensibilizzazione in ordine ai rischi collegati al gioco d'azzardo, attraverso campagne di informazione alla cittadinanza e, in particolare, ai giovani.
(1-00418) «Di Stanislao, Donadi, Messina, Barbato, Borghesi, Evangelisti».
(21 luglio 2010)

La Camera,
premesso che:
il giro d'affari dei giochi in Italia nel 2003 era pari a 15 miliardi di euro, mentre nel 2009 si è attestato intorno ai 55 miliardi di euro e le stime dicono che, nell'anno in corso, supererà i 60 miliardi, corrispondenti a quattro punti percentuali del nostro prodotto interno lordo, con un incremento del 300 per cento in sette anni; la metà del mercato è costituita dalle slot, con 400 mila apparecchi sparsi su tutto il territorio nazionale;
il fenomeno dei giochi non riveste più esclusivamente un valore economico, ma, alla luce anche della straordinaria crisi economico-finanziaria che ha colpito tutte le economie occidentali, assume anche un forte rilievo sociale. Le associazioni a tutela dei consumatori e le associazioni di volontariato hanno rilevato quanto in Italia sia aumentata la dipendenza dal gioco, lecito o clandestino; i dati sul numero dei giocatori, in fortissima ascesa, devono imporre una riflessione sulle responsabilità dello Stato verso le categorie più deboli di popolazione: minorenni, anziani, disoccupati, che, attratti dalle possibili vincite, mettono a rischio con il gioco i loro redditi, arrivando, sempre più spesso, all'indebitamento; altro aspetto sociale di primaria importanza è la lotta al gioco clandestino e alle infiltrazioni della criminalità organizzata, sempre attenta alla gestione degli affari redditizi; il ruolo dello Stato non deve essere quello di censore, ma quello di regolatore, lasciando piena libertà ai cittadini di giocare, garantendo, però, piena legalità rispetto delle regole e tutela dei più deboli;
lo Stato, tramite l'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, si è già attivato con importanti azioni a tutela del gioco legale e del cittadino, tanto che l'aumento del volume di giocate è dovuto non solo all'aumento dell'offerta, ma, in larga parte al recupero del sommerso; due sono stati gli obiettivi primari fin qui perseguiti: rendere i giochi sempre più appetibili, in modo da incentivare il passaggio dal gioco clandestino a quello legale e aumentare la remuneratività per gli investitori e gli imprenditori del settore;
altre possono essere le azioni per continuare l'opera già iniziata: innanzitutto il coinvolgimento di tutti gli attori interessati al fine di rafforzare la presenza sul territorio e, quindi, arginare l'invasione della criminalità. La prossima operatività del comitato di vigilanza sui giochi deve aprire la strada al reale coinvolgimento dei comuni, delle associazioni di volontariato e di tutte le forze di polizia;
i comuni possono garantire conoscenza del territorio, vicinanza agli esercizi commerciali, competenze in materia autorizzativa e disponibilità di agenti di polizia locale che già oggi hanno compiti di vigilanza e controllo; ai comuni stessi deve essere garantita anche la compartecipazione alle entrate erariali relative ai giochi: un'adeguata compartecipazione alle maggiori entrate derivanti dalle attività di accertamento e di controllo costituisce un ottimo incentivo per gli enti locali, nell'ottica di una collaborazione stretta tra livelli di governo e, soprattutto, nell'ottica di un proficuo ed effettivo federalismo;
le associazioni di volontariato, nell'ottica della sussidiarietà orizzontale e verticale, possono costituire un'importante risorsa per intervenire sul territorio con azioni di prevenzione e riduzione del danno conseguente alla dipendenza dal gioco; l'attenzione verso i soggetti più deboli deve essere ancora più alta in questa fase di straordinaria crisi economica, nella quale il gioco rischia di essere considerato come via di uscita rispetto alla mancanza di occupazione; polizia dello Stato, carabinieri e Guardia di finanza costituiscono l'ossatura dell'impianto di controllo del territorio e di repressione dei reati, con l'obiettivo primario di sconfiggere la criminalità organizzata;
possono essere programmati nuovi interventi per perfezionare i sistemi di controllo, per garantire ancora maggiore tutela delle fasce più deboli e per arginare il fenomeno dell'evasione fiscale: fondamentale è migliorare il sistema telematico che fa capo all'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato al fine di evitare che le slot machine possano sfuggire al controllo del fisco e delle Forze dell'ordine; già nel 2007 una commissione di inchiesta, presieduta durante la XV legislatura dall'allora Sottosegretario all'economia Grandi, aveva rilevato pesanti anomalie nella gestione delle concessioni delle slot machine e la procura della Corte dei conti del Lazio aveva contestato a dieci concessionarie delle slot machine un danno erariale pari a 98 miliardi di euro, conseguente al mancato collegamento delle slot machine alla rete telematica di proprietà dello Stato, gestita da Sogei, e al mancato pagamento dei tributi. Diverse sono le operazioni delle Forze dell'ordine che testimoniano quanto si stiano diffondendo i circoli privati o bische clandestine dove sono presenti macchine da gioco illegali; nel corso di tali operazioni le Forze dell'ordine spesso rinvengono anche tavoli da gioco nelle quali si pratica il cosiddetto poker texano o meglio conosciuto come Texas Hol'dem con poste in denaro rilevanti; spesso tali poste sono fittiziamente mascherate da premi di altro genere; meritevoli di costante attenzione sono anche le sale bingo, dove risulta che parecchie slot machine siano prive dei collegamenti con il sistema telematico dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, creando un notevole danno sia per l'erario che nei confronti degli utenti, che si trovano ad utilizzare inconsciamente macchine prive dei requisiti di legge;
per limitare il pericoloso aumento del numero dei giocatori minorenni potrebbe essere messo allo studio un sistema d'identificazione del giocatore, simile a quello che si sta sviluppando per evitare l'acquisto delle sigarette: l'utilizzo della carta d'identità elettronica, in modo da escludere automaticamente dal gioco le persone al di sotto dei 18 anni. Insieme a questo tipo d'identificazione, si potrebbe giungere alla fissazione di un numero di giocate massime per ogni giocatore; tale limitazione, assolutamente rispettosa della privacy del giocatore, potrebbe essere, in un secondo momento, differenziata in base al reddito del singolo giocatore, sfruttando l'implementazione della futura «banca dati unica», nella quale potrebbero confluire, per ogni singolo cittadino, tutti i dati reddituali e patrimoniali;
i giocatori on line devono essere ulteriormente tutelati attraverso il rafforzamento dei blocchi verso i siti illegali, che costituiscono forte attrazione per gli scommettitori, ma anche fonte di rischio estremo sia in caso di perdite, sia in caso di vincite,

impegna il Governo:

a continuare nell'opera di diffusione di una cultura del gioco responsabile, al fine di rendere consapevoli i cittadini dei rischi che il gioco può comportare e delle disastrose conseguenze che la dipendenza dal gioco può produrre tra le fasce più deboli della popolazione;
a proseguire nell'obiettivo di rendere i giochi più attrattivi, in modo da incentivare il passaggio dal gioco clandestino a quello legale, incentivando la vincita sotto forma di rendita e ponendo un tetto massimo alle vincite immediate;
a perseverare nell'azione di controllo capillare sul territorio, attraverso le Forze dell'ordine, al fine di limitare i fenomeni di truffa e di evasione fiscale che ancora si riscontrano;
a coinvolgere i comuni nelle attività di accertamento e di controllo, sfruttando la conoscenza del territorio, le competenze in materia autorizzativa e la disponibilità degli agenti di polizia che già oggi hanno compiti di vigilanza e di controllo;
ad assumere iniziative anche normative volte a garantire ai comuni stessi la compartecipazione alle entrate erariali relative ai giochi, nell'ottica di una collaborazione stretta tra livelli di governo e, soprattutto, nell'ottica di un proficuo ed effettivo federalismo;
a perfezionare i sistemi di controllo sia delle slot machine, sia del gioco on line, al fine di tutelare soprattutto i minorenni, attraverso l'implementazione di sistemi di blocco e di identificazione del giocatore, nel rispetto assoluto della privacy personale.
(1-00419) «Montagnoli, Bragantini, Fugatti, Reguzzoni, Luciano Dussin, Fogliato, Lussana, Alessandri, Allasia, Bitonci, Bonino, Brigandì, Buonanno, Callegari, Caparini, Cavallotto, Chiappori, Comaroli, Consiglio, Crosio, Dal Lago, D'Amico, Desiderati, Di Vizia, Dozzo, Guido Dussin, Fava, Fedriga, Follegot, Forcolin, Gidoni, Giancarlo Giorgetti, Goisis, Grimoldi, Lanzarin, Maggioni, Folgora, Laura Molteni, Nicola Molteni, Munerato, Negro, Paolini, Pastore, Pini, Pirovano, Poliedri, Rainieri, Rivolta, Rondini, Simonetti, Stefani, Stucchi, Togni, Torazzi, Vanalli, Volpi».
(29 luglio 2010)

La Camera,
premesso che:
il settore dei giochi ha subito, nel corso degli ultimi anni, una notevole evoluzione, sia sotto il profilo normativo, sia per quanto riguarda l'offerta di un numero sempre più ampio di possibilità di gioco, anche attraverso l'introduzione di giochi on line;
non può, inoltre, essere dimenticato che quello dei giochi costituisce un settore imprenditoriale importante, che, nonostante taluni elementi di criticità, muove un giro d'affari molto significativo, con l'impiego di migliaia di lavoratori ed imprenditori: per numero di persone coinvolte (35 milioni di italiani) e volume di affari (194 miliardi di euro) il mercato dei giochi ha raggiunto proporzioni tali da poter essere considerata una vera e propria industria;
secondo i dati dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato la raccolta complessiva dei giochi nell'anno 2009 è stata di 54,4 miliardi di euro, con un incremento del 14,4 per cento rispetto al 2008. Questi dati confermano e rafforzano ulteriormente il trend in crescita registrato nel corso degli ultimi sei anni, che potrebbe proseguire anche nel 2010, con una raccolta stimata di 58 miliardi di euro (di cui 30 miliardi nel primo semestre);
secondo i dati forniti dall'Eurispes, in base alle più recenti stime sull'andamento dell'economia italiana, che indicano per il 2010 un prodotto interno lordo nominale di 1.572 miliardi di euro, la raccolta complessiva dei giochi risulterebbe, quindi, essere pari al 3,7 per cento del prodotto interno lordo;
oltre il 50 per cento della raccolta proviene dai cosiddetti apparecchi: tuttavia, un mercato in particolare espansione è rappresentato dai giochi on line, con un incremento superiore all'80 per cento rispetto alla raccolta complessiva del 2008. La rete internet, infatti, ha permesso al mercato del gioco di allargare notevolmente il suo bacino di utenza;
il gioco è diffuso, soprattutto, tra le fasce più deboli della popolazione: tra i 35-44enni (23,8 per cento) e tra quelli con oltre 65 anni d'età (23,7 per cento) e tra quanti percepiscono un reddito non superiore a 10.000 euro (22 per cento) e tra i 10.001 e 20.000 euro (22 per cento). Giocano il 20 per cento degli studenti e il 15,8 per cento dei non occupati. In particolare, i giocatori con un reddito annuale piuttosto basso sperano più di altri che una grossa vincita possa risollevare le loro finanze, con l'opportunità di vivere una vita più agiata;
preoccupante è la diffusione del gioco tra i minorenni: il 39 per cento ha, infatti, investito per la prima volta dei soldi per giocare tra i 18 e i 25 anni, mentre il 38,4 per cento tra i 13 e i 17 anni;
in tale contesto suscita tuttavia notevoli preoccupazioni il fenomeno delle ludopatie, vale a dire dei comportamenti compulsivi legati al gioco, in particolare d'azzardo, che sono state riconosciute come forme morbose anche dall'Organizzazione mondiale della sanità. Si tratta di forme patologiche che hanno un consistente rilievo sociale, in particolare quando interessano i giovani, in quanto determinano forme di dipendenza particolarmente pericolose;
in particolare, nell'attuale grave crisi economica, sussiste il rischio, drammatico, che il ricorso al gioco rappresenti l'ultima risorsa per quanti credono, illusoriamente, di potersi risollevare da una situazione di disagio economico, ovvero di poter realizzare facili guadagni;
i rischi appena evidenziati sono evidentemente aggravati dal diffondersi di forme di gioco, come, ad esempio, il poker, caratterizzate da un più elevato tasso di azzardo, nonché da modalità di gioco, quali i giochi on line ed i cosiddetti gratta e vinci, che consentono l'accesso al gioco in maniera sempre più semplice e diffusa, anche da parte dei minori;
occorre, pertanto, che lo Stato, in quanto unico soggetto legittimato a regolamentare il settore ed a rilasciare le concessioni per l'esercizio dell'attività di gioco, si faccia carico del problema, al fine di proteggere la salute dei cittadini e di evitare che le giovani generazioni rimangano vittime di comportamenti fortemente diseducativi;
oltre all'aspetto soggettivo della dipendenza, non meno allarmante è lo sfruttamento del giro d'affari sui giochi ad opera della criminalità organizzata;
essa, infatti, è particolarmente interessata al settore delle scommesse clandestine, ma anche al mercato legale delle stesse, in virtù del fatto che rappresenta un ottimo metodo, sicuro, veloce ed efficace per il riciclaggio del denaro derivante da affari illeciti;
sempre secondo le stime Eurispes, il fatturato dell'economia criminale è, nel suo complesso, di 175 miliardi di euro circa; nel 2009 il contrasto ai giochi e alle scommesse illegali ha portato, secondo la Guardia di finanza, al sequestro di 3.777 videogiochi non autorizzati o non collegati alla rete dei Monopoli, nonché di 451 centri di raccolte di scommesse di bookmaker esteri e 6.420.000 falsi gratta e vinci (+ 138 per cento rispetto al 2008);
occorre, invece, proseguire con forza nell'azione di contrasto ad ogni forma di gioco illegale e clandestino, in particolare reprimendo le infiltrazioni nel settore della criminalità organizzata, che, in alcuni casi, utilizza tali attività come strumento per riciclare ingentissimi capitali di provenienza illecita;
in tale prospettiva è, dunque, fondamentale che i meccanismi di regolamentazione e vigilanza rispetto all'esercizio dell'attività di gioco non abbiano natura esclusivamente formale, ma consentano di garantire un efficace monitoraggio delle autorità pubbliche sul settore, non solo a tutela degli introiti erariali, ma a garanzia della legalità;
appare del resto evidente come un quadro di regole chiare ed efficaci, il più possibile condivise a livello comunitario, costituisca elemento indispensabile per una crescita sana ed equilibrata del settore e per tutelare la concorrenza in tale mercato;
tuttavia, i nove interventi normativi in materia varati o promossi nel corso della XVI legislatura dall'attuale Governo sono stati, ad avviso dei firmatari del presente atto di indirizzo, prevalentemente volti a incentivare il gioco e le lotterie per finalità di copertura finanziaria - fragile e aleatoria - di altri provvedimenti;
si pensi al decreto legge n. 39 del 2009 per il terremoto in Abruzzo, con cui il Governo, per reperire maggiori entrate complessivamente non inferiori a 500 milioni di euro all'anno, a decorrere dal 2009, per far fronte a questa gravissima emergenza, ha previsto: nuove lotterie ad estrazione istantanea (gratta e vinci); ulteriori modalità di gioco del lotto, nonché dei giochi numerici a totalizzazione nazionale, inclusa la possibilità di più estrazioni giornaliere; apertura delle tabaccherie anche nei giorni festivi; aumento della quota destinata al montepremi (dal 50 al 65 per cento); scommesse con un'aliquota d'imposta unica sulle giocate, pari al 20 per cento della raccolta o posta unitaria di gioco in 1 euro; nuovi giochi di sorte legati al consumo,

impegna il Governo:

ad assumere iniziative normative per la predisposizione di un testo unico delle disposizioni legislative in materia di giochi;
ad adottare iniziative per contrastare la dipendenza dal gioco, in particolare d'azzardo, tutelando soprattutto i minori;
ad avviare incisive campagne di comunicazione, sia nelle scuole, sia sui mezzi di comunicazione di massa, al fine di incrementare la consapevolezza, in particolare dei giovani, sui rischi connessi al gioco d'azzardo;
a prevedere più efficaci forme di controllo relativamente all'età di coloro che si avvicinano ai giochi d'azzardo ed all'ammontare delle puntate;
ad assumere iniziative al fine di regolamentare la pubblicità sui giochi, in modo da garantire la massima informazione del pubblico circa i rischi connessi, nonché al fine di tutelare i minori;
a effettuare un accurato monitoraggio dell'impatto e degli effetti delle pratiche di gioco sulla popolazione, assicurando adeguata conoscenza e pubblicità dei risultati;
a rafforzare ulteriormente, nel quadro della normativa comunitaria in materia, le misure volte ad assicurare la piena legalità nel settore dei giochi, in particolare per contrastare le manipolazioni delle scommesse sportive ed ogni fenomeno fraudolento in materia, nonché al fine di assicurare l'affidabilità e l'onorabilità degli operatori, scongiurando ogni pericolo di infiltrazione criminale nella rete delle attività legate al settore dei giochi;
a fornire in merito specifici indirizzi all'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, allo scopo di rafforzarne i poteri di regolamentazione e vigilanza attribuiti in materia, a tal fine accelerando la trasformazione dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato in agenzia, e assicurando una costante informazione al Parlamento su tale problematica;
a perseguire, in sede comunitaria, un approccio condiviso a tali tematiche tra gli Stati membri dell'Unione europea, per giungere ad un'armonizzazione delle diverse discipline nazionali in materia, in particolare per quanto riguarda i giochi on line, nonché al fine di rafforzare la cooperazione tra le autorità nazionali competenti, ad esempio attraverso scambi di informazioni sugli operatori autorizzati.
(1-00420) «Fluvi, Carella, Causi, Ceccuzzi, D'Antoni, Fogliardi, Graziano, Marchignoli, Piccolo, Pizzetti, Sposetti, Strizzolo, Vaccaro, Verini».
(29 luglio 2010)

La Camera,
premesso che:
dal 2003 al 2009 il settore dei giochi e delle scommesse è cresciuto del 266 per cento, passando da 15 a 55 miliardi di euro di fatturato e si prevede che nel 2010 verrà raggiunta la soglia dei 60 miliardi, pari a circa 4 punti di prodotto interno lordo;
con circa 150 mila addetti ed un indotto in crescita, il settore giochi si viene a configurare come una vera e propria industria, tanto che la stessa Confindustria ha deciso di aprire una sezione dedicata al comparto;
secondo il direttore generale dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, dottor Raffaele Ferrara, tale incremento è imputabile, più che ad aumento della passione degli italiani per il gioco, ai successi ottenuti nel campo della lotta al gioco clandestino;
gli ottimi risultati ottenuti nel campo dei contrasto all'illegalità sono stati possibili grazie anche ad un'offerta dei prodotti che ha reso più appetibile e remunerativa la scelta per i giocatori di optare per il gioco legale;
la crescita record di questi sei anni si è tradotta in un considerevole gettito per l'erario, passato dai 7,2 miliardi del 2004 ai 9 miliardi stimati per il 2010;
si tratta di una raccolta che ha visto un calo delle giocate per le scommesse ippiche e per il lotto tradizionale e con il superenalotto a livelli stabili, mentre le scommesse sportive ed il bingo hanno registrato un aumento con una punta del 40 per cento per la raccolta a distanza, dominata dal poker on line;
una menzione a parte merita il mercato delle slot machine (soprattutto dopo la sostituzione delle macchinette con quelle dotate di microchip e smart card e quindi più difficili da manomettere) che raccoglie quasi la metà del fatturato totale;
in Italia sono circa 30 milioni gli scommettitori nelle varie categorie di giochi. Si tratta di un fenomeno molto diffuso che coinvolge fino al 70-80 per cento della popolazione adulta. Questo fenomeno può, però, assumere un carattere «compulsivo» e distruttivo, con la conseguente rovina di molte persone, tant'è che le discipline psichiatriche hanno iniziato ad interessarsi al fenomeno e si sono impegnate nell'indagare la natura della perdita del controllo e delle compulsività distruttive di molti giocatori;
il gioco d'azzardo patologico è stato riconosciuto ufficialmente dalla stessa Organizzazione mondiale della sanità come una vera e propria patologia, classificata dall'Associazione psichiatrica americana all'interno dei «disturbi del controllo degli impulsi»;
secondo i dati più recenti in materia, in Italia per circa 80 mila persone il rapporto con i giochi a premi è a elevato rischio gioco patologico, 700 mila sono quelle che presentano un rischio moderato, 2 milioni invece sono a rischio minimo, mentre per l'80 per cento delle persone tra i 15 e i 64 anni non c'e' alcun rischio, anche se vi è una tendenza in crescita del gioco fra i giovani;
i giochi on line sono quelli che vedono una forte presenza di giocatori con maggiori problematicità. Secondo la Federserd, sono 5 mila le persone in trattamento per gambling, in quasi 200 realtà territoriali attive. Per il trattamento del gioco patologico sono messe a disposizione dalle regioni, e localmente dalle aziende sanitarie locali, tramite i dipartimenti delle dipendenze, 550 Sert e oltre mille strutture residenziali o diurne terapeutiche riabilitative;
le difficoltà economiche incontrate dalle famiglie italiane in questi mesi stanno spingendo le stesse ad «investire» nei giochi e nelle scommesse nella speranza di migliorare la loro situazione finanziaria. Tale comportamento rischia di avere un effetto controproducente e causare ulteriori problemi all'interno dei nuclei familiari spesso preda degli usurai;
per impedire l'emergere di malattie e situazioni sociali deleterie per l'equilibrio psicologico e le condizioni sociali degli individui, la Svizzera, sin dal 1988, ha regolamentato il gioco d'azzardo sul territorio, prevedendo un intervento diretto, anche economico, dei casinò nella prevenzione, nella ricerca e nella cura del gap. La prevenzione all'interno dei casinò è svolta tramite informazione sia sui rischi che può causare il gioco d'azzardo, sia sulle possibilità di cura dello stesso. Sono distribuiti volantini ricchi di informazioni con test autovalutativi e con indicato il numero del telefono amico a cui rivolgersi per questo tipo di attività. La stessa Svizzera destina, inoltre, il 5 per cento dei proventi del mercato dei gioco per campagne di sensibilizzazione e cura,

impegna il Governo:

a rafforzare i controlli e la vigilanza, anche con una maggiore presenza sul territorio, al fine di contrastare i tentativi della criminalità organizzata di infiltrarsi nel mercato dei giochi, soprattutto per finalità di riciclaggio di denaro di provenienza illecita;
a prestare una particolare attenzione ai rischi patologici connessi con il gioco, prevedendo la promozione di campagne di sensibilizzazione e di informazione a carico dei concessionari in ordine ai pericoli di dipendenza dal gioco;
a valutare le soluzioni e i risultati ottenuti da altri Paesi e le esperienze già maturate in tema di prevenzione del rischio di emersione di patologie legate al gioco;
a prevedere l'opportunità di destinare una quota ben definita del gettito a misure volte a sostenere il potere di acquisto delle famiglie italiane;
a sostenere la ricerca di sistemi informatici che garantiscano un accesso sempre più sicuro degli utenti ai giochi on line per scongiurare il rischio di truffe e di furti di identità e ad adottare strumenti ancor più efficaci per combattere il fenomeno illegale del videopoker che, a causa della sua immediata raggiungibilità ed immediato utilizzo, sta mietendo vittime in percentuali sempre maggiori soprattutto tra le fasce sociali deboli e, quindi, meno tutelate sotto ogni profilo.
(1-00421) «Occhiuto, Cera, Romano, Compagnon, Ciccanti, Galletti, Libè, Volontè, Naro, Nunzio Francesco Testa».
(29 luglio 2010)

La Camera,
premesso che:
l'industria del gioco è l'unico settore che non conosce crisi. Infatti oggi, con lo sviluppo spaventoso di cui la tecnologia è stata capace, il gioco on line, invece di subire l'onda della crisi economica mondiale, sta vivendo uno sviluppo che nessun esperto di settore aveva saputo prevedere. Mentre ad agosto del 2009 dall'America arrivavano i primi segnali devastanti dello tsunami economico, intanto sul mercato italiano si lanciava la prima piattaforma on line dedicata agli skill game, in pratica il primo sito di poker a torneo. Era agosto e ci si incamminava per strade diverse: da una parte crisi, licenziamenti, cassa integrazione; dall'altra un microcosmo economico che parla di investimenti, assunzioni e mercato in grande espansione;
dietro le quinte di questo successo c'è una struttura complessa, giovane ed estremamente dinamica che vuol dire nuove opportunità di lavoro, nuove prospettive di sviluppo e un indotto che vale già decine di milioni di euro;
è possibile affermare che almeno il 78 per cento degli italiani insegue la fortuna tra lotto, superenalotto, scommesse e lotterie, mentre sono circa 30 milioni gli italiani che, quasi ogni giorno, rincorrono la sorte. Un atteggiamento che porta a dire che il giro d'affari legato al mercato del gioco, in Italia, è uno dei più fiorenti al mondo: per il 2009 gli introiti hanno raggiunto i 50 miliardi di euro;
si è passati dal gioco come fenomeno sociale e sommerso all'istituzione di una vera e propria industria che ha anche frenato il gioco d'azzardo illegale;
in Italia, infatti, la regolamentazione del gioco distingue in maniera univoca i giochi non consentiti da quelli consentiti; per i primi viene fatto divieto assoluto di offerta da parte di chiunque ed in qualsiasi forma, per i secondi l'offerta è subordinata ad apposita concessione, autorizzazione, licenza od altro titolo autorizzatorio. In particolare, al fine di contrastare i crescenti fenomeni di illegalità, quali ad esempio le truffe, connessi alla distribuzione on line dei giochi con vincite in denaro, l'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato opera per una puntuale regolamentazione del settore, favorendo sia l'offerta di nuove tipologie di intrattenimento telematico che un'efficace contrasto al gioco illegale. L'azione dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato è, anzitutto, rivolta all'individuazione ed all'inibizione di quei siti web privi delle autorizzazioni previste: un'esperienza che ha posto l'Amministrazione stessa all'avanguardia in Europa;
l'elemento che manca nella lotta al gioco illegale è che non ci sono norme comunitarie che disciplinano puntualmente il gioco on line e in ciascuno Stato dell'Unione europea si applicano le norme nazionali che, a volte, presentano elementi discordanti fra Stato e Stato;
considerata l'incidenza del gioco on line sul mercato dei giochi, molti Paesi stanno valutando l'opportunità di regolarizzare lo stesso, anche ove questo è al momento espressamente vietato (come, ad esempio, in Germania e in Francia) e, in tale ottica, l'azione di contrasto ai siti illegali svolta attualmente dall'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, che per prima ha affrontato tale problematica, rappresenta un fondamentale punto di riferimento;
a conferma di tale ruolo svolto dall'Italia, sono le molteplici richieste rivolte all'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato nei tavoli di confronto sull'argomento da parte di delegazioni estere;
va rilevato che l'Associazione degli operatori europei del gioco e delle scommesse (Egba) ha commissionato un apposito studio all'eCommerce and online gambling regulation and assurance (eCOGRA), autorità indipendente che si occupa della protezione del giocatore, sugli standard stabiliti per il gioco responsabile rivolti ai consumatori;
non si nega che esiste il problema del gioco d'azzardo compulsivo che sta diventando una piaga sociale, e il fenomeno si sta diffondendo anche fra i giovani e numerose indagini dell'Eurispes confermano tale tendenza, ma è incontestabile che una politica di regolamentazione e di controllo che gli organi preposti stanno attuando non è indifferente a questa nuova malattia sociale,

impegna il Governo:

ad attivarsi al fine di tutelare i giocatori, specialmente di giovane età e ad attuare misure di contrasto al gioco d'azzardo, in ossequio alle normative comunitarie;
a promuovere iniziative di sensibilizzazione circa i rischi collegati al gioco d'azzardo;
a rendere più efficace e incisiva l'azione di contrasto ai siti illegali.
(1-00422) «Bernardo, Berardi, Del Tenno, Dima, Vincenzo Antonio Fontana, Germanà, Pagano, Pugliese, Savino, Soglia, Ventucci».
(29 luglio 2010)