Art. 21.
(Soccorso in montagna, Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico del Club alpino italiano, guide alpine, rifugi e sentieri di montagna).

      1. Il soccorso in montagna, in grotta e in ambienti ostili e impervi è, di norma, attribuito al Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico (CNSAS) del Club alpino italiano e al Bergrettungs - Dienst (BRD) dell'Alpenverein Sùdtirol. Al CNSAS e al BRD spetta il coordinamento dei soccorsi in caso di presenza di altri enti o organizzazioni, con esclusione delle grandi emergenze o calamità.

 

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      2. Alla legge 21 marzo 2001, n. 74, sono apportate le seguenti modificazioni:

          a) il comma 3 dell'articolo 1 è sostituito dal seguente:

      «3. Il CNSAS contribuisce, altresì, alla prevenzione e alla vigilanza degli infortuni nell'esercizio delle attività alpinistiche, sci-alpinistiche, escursionistiche e degli sport di montagna, delle attività speleologiche e di ogni altra attività connessa alla frequentazione a scopo turistico, sportivo, ricreativo e culturale, ivi comprese le attività professionali, svolta in ambiente montano, ipogeo e in ambienti ostili e impervi»;

          b) il comma 3 dell'articolo 2 è sostituito dal seguente:

      «3. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, nell'ambito dell'organizzazione dei servizi di urgenza ed emergenza sanitaria, possono stipulare apposite convenzioni con le strutture operative regionali e provinciali del CNSAS, atte a normare i servizi di soccorso e di elisoccorso»;

          c) all'articolo 3, sono aggiunti, in fine, i seguenti commi:

      «1-bis. Il CNSAS, in caso di particolare necessità e al fine di ottemperare alle proprie finalità d'istituto e agli obblighi di legge, può assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo usufruendo di professionisti abilitati allo svolgimento dell'attività richiesta, anche ricorrendo ai propri associati, nei limiti imposti dalle delibere assunte dal Consiglio nazionale del CNSAS e dai servizi provinciali e regionali del Corpo medesimo e nel rispetto delle disposizioni di cui all'articolo 4.
      1-ter. Il CNSAS è considerato associazione di promozione sociale ai fini della legge 7 dicembre 2000, n. 383, e può usufruire delle sole agevolazioni di natura fiscale previste dal decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, e successive modificazioni»;

 

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          d) all'articolo 4 sono aggiunti, in fine, i seguenti commi:

      «5-bis. Le società concessionarie o esercenti di impianti funicolari aerei in servizio pubblico stipulano apposite convenzioni con il CNSAS per l'evacuazione e per la messa in sicurezza dei passeggeri.
      5-ter. Il CNSAS propone all'ENAC le proprie osservazioni per la predisposizione delle normative Search and rescue (SAR) e di ogni altra normativa concernente i servizi di elisoccorso che operano in ambiente montano e in genere negli ambienti ostili e impervi del territorio nazionale.
      5-quater. Per l'attuazione dei princìpi di cui ai commi 5 e 5-bis è istituita senza oneri per lo Stato una commissione paritetica ENAC-CNSAS».

      3. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro del lavoro e della previdenza sociale è autorizzato ad apportare le occorrenti modifiche al regolamento di cui al decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale 24 marzo 1994, n. 379.
      4. Al Corpo degli alpini può essere affidato lo svolgimento di missioni di protezione civile sul territorio nazionale e all'estero secondo le procedure previste dalla legislazione vigente. A tale scopo il normale addestramento militare impartito ai membri del Corpo è integrato da cicli addestrativi specifici per lo svolgimento degli interventi di protezione civile.
      5. Il Collegio nazionale delle guide alpine, istituito ai sensi dell'articolo 15 della legge 2 gennaio 1989, n. 6, nell'ambito della propria attività istituzionale e in virtù della tradizione storica e culturale delle guide alpine in campo turistico montano, può elaborare progetti di sicurezza e di prevenzione in montagna, attività propedeutiche di avvicinamento dei giovani alla professione di guida alpina, iniziative a supporto della propria attività istituzionale, nonché iniziative per una frequentazione consapevole della montagna e di attività compatibili all'ambiente montano e iniziative rivolte alla valorizzazione delle

 

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risorse montane. Il Collegio nazionale delle guide alpine, per l'attuazione dei progetti, iniziative e attività di cui al periodo precedente, può ricevere finanziamenti ai sensi della presente legge.
      6. Sono definiti «rifugi di montagna» le strutture ricettive custodite da soggetti qualificati, ubicate in zone disagiate o isolate di montagna e idonee ad offrire ricovero e ristoro nonché soccorso a sportivi e a escursionisti. Le regioni, con proprie norme, ne determinano la classificazione nonché i requisiti per l'apertura e per la gestione. Le regioni, anche in deroga alle disposizioni vigenti in materia, stabiliscono i requisiti minimi dei locali di cucina e di quelli destinati al pernottamento e al ricovero delle persone nonché le caratteristiche e la qualità degli scarichi e degli impianti di smaltimento dei reflui delle strutture. Il testo organico delle norme sulla disciplina dei rifugi alpini, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 4 agosto 1957, n. 918, e successive modificazioni, è abrogato.
      7. I rifugi di montagna in possesso dei requisiti stabiliti dalle regioni ai sensi del comma 6 sono esenti dall'imposta comunale sugli immobili quando rientrano nelle categorie catastali C, D ed E.
      8. Gli immobili di proprietà del demanio, del Ministero dell'economia e delle finanze o del Ministero della difesa, in uso come rifugi di montagna alla data di entrata in vigore della presente legge, non possono costituire oggetto delle operazioni di dismissione e di cartolarizzazione di cui al decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410, e successive modificazioni. Tali rifugi possono essere concessi in locazione a persone fisiche o giuridiche o ad enti non aventi scopo di lucro ai sensi della normativa vigente in materia.
      9. Il Club alpino italiano, nell'ambito della propria attività istituzionale, può elaborare progetti di tutela e di valorizzazione della rete sentieristica e dei rifugi alpini presenti sul territorio, finanziabili ai sensi della presente legge.
 

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