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Frontespizio Relazione Progetto di Legge
XVI LEGISLATURA
 

CAMERA DEI DEPUTATI


   N. 4870


PROPOSTA DI LEGGE
d'iniziativa dei deputati
DI BIAGIO, PATARINO, BOCCHINO, DELLA VEDOVA, BARBARO, FALLICA, MENIA, SCANDEREBECH, CONSOLO, MURO, BONGIORNO, GIORGIO CONTE, BRIGUGLIO, GRANATA, RAISI, PROIETTI COSIMI, TOTO, ANGELA NAPOLI, PAGLIA, ANGELI, BARANI, BARBIERI, FEDI, PORTA
Istituzione della Giornata nazionale della consapevolezza sulla morte perinatale
Presentata il 10 gennaio 2012


      

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Onorevoli Colleghi! — Il 15 ottobre è la Giornata internazionale della consapevolezza sulla morte perinatale, una celebrazione riconosciuta negli Stati Uniti d'America, Regno Unito e in altri Paesi europei e che è del tutto sconosciuta in Italia. Il riconoscimento di questa Giornata potrebbe creare le basi per un percorso di sensibilizzazione proficuo e concreto che parta dalle istituzioni e che coinvolga attivamente le donne e le famiglie, superando la coltre di ignoranza, di pressappochismo e di assurda scaramanzia pseudo-scientifica che avvolge il fenomeno della morte in utero nel nostro Paese.       Secondo i dati pubblicati nell'aprile 2011 dalla rivista scientifica «The Lancet» sono circa 2,6 i milioni bambini nati morti ogni anno nel mondo. Sebbene il 98 per cento di queste morti avvenga nei Paesi poveri o in via di sviluppo, percentuali sempre più alte continuano a interessare i Paesi più ricchi.
      Nello specifico in Italia una gravidanza su sei si interrompe con la morte del bambino e nove bambini al giorno muoiono a termine, poco prima del parto o dopo la nascita, con notevoli ripercussioni sulla salute psicofisica delle madri e della coppia.
      Come sottolineano gli specialisti e gli esperti del fenomeno, intorno alla morte perinatale sussiste nel nostro Paese una forma deleteria di tabù che ne limita la comprensione, l'approfondimento e la sensibilizzazione.
      Il quadro che emerge dall'analisi del fenomeno psico-sociale della «morte in utero» pone l'Italia come fanalino di coda dell'Europa e dei Paesi più avanzati, con una condizione di arretratezza culturale e psicologica.
      Nel nostro Paese, infatti, proprio in virtù della cortina di silenzio che avvolge questa dolorosa esperienza, sono rare le realtà che si occupano di accogliere e di supportare le famiglie: un esempio virtuoso è l'associazione CiaoLapo organizzazione non lucrativa di utilità sociale (onlus) che dal 2006 si pone l'obiettivo di colmare questo gap, e di fornire ai genitori in lutto tutta l'assistenza medica, psicologica e psico-sociale necessaria.
      L'associazione CiaoLapo onlus, collaborando con l’International Stillbirth Alliance, ha partecipato al complesso lavoro scientifico pubblicato da «The Lancet», i cui dati sono citati in premessa, con l'impegno condiviso di «Save the Children», mettendo in luce per prima le criticità che attualmente contraddistinguono la realtà italiana.
      In virtù del citato livello di arretratezza e di conoscenza del fenomeno della morte perinatale, la cura delle famiglie colpite da questo lutto in Italia non è ancora riconosciuta e il più delle volte è lasciata alla sensibilità di pochi se non rari operatori: sono pochi i centri di eccellenza in Italia per lo studio della morte perinatale e per la prevenzione di questi eventi, pochissimi gli psicologi, gli psicoterapeuti e i counselor con una preparazione specifica sul lutto perinatale e sulla sua elaborazione che operano all'interno delle strutture ospedaliere o nei consultori.
      Sulla base di una ricerca nazionale effettuata dall'associazione CiaoLapo onlus, da cui sono stati tratti alcuni dei dati pubblicati sul citato numero speciale di «The Lancet», sono emerse in particolare diverse mancanze e lacune nel meccanismo assistenziale delle strutture sanitarie nei confronti della famiglia in lutto e che segnano la denigrante sperequazione sussistente tra il nostro e gli altri Paesi.
      È opportuno creare in Italia una coscienza sul fenomeno che coinvolga in primis le istituzioni e si rifletta in maniera corretta e adeguata sulla società civile.
      Attraverso l'istituzione della Giornata nazionale della consapevolezza sulla morte perinatale sarà possibile creare questo confronto tra le istituzioni, il servizio sanitario nazionale e i cittadini, in modo da garantire la conoscenza, l'informazione e la sensibilizzazione su un fenomeno reale e incombente.
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PROPOSTA DI LEGGE
Art. 1.

      1. La Repubblica riconosce il 15 ottobre come la Giornata nazionale della consapevolezza sulla morte perinatale quale momento di sensibilizzazione, di approfondimento e di ricerca sul fenomeno della morte improvvisa e inaspettata nelle fasi avanzate della gravidanza e dopo il parto e sui riflessi culturali e sociologici connessi al lutto perinatale.
      2. Nella Giornata di cui al comma 1 sono previste iniziative per diffondere la conoscenza del fenomeno della morte perinatale presso gli ospedali e presso le strutture del Servizio sanitario nazionale. È altresì favorita, da parte di istituzioni e di enti, la realizzazione di studi, convegni, incontri e dibattiti in modo da consentire la sensibilizzazione e la conoscenza sul fenomeno.
      3. Le regioni, le province e i comuni, in occasione della Giornata di cui al comma 1, possono promuovere, nell'ambito della loro autonomia e delle rispettive competenze, iniziative di approfondimento nonché di sensibilizzazione sociale sul fenomeno.
      4. La Giornata di cui al comma 1 non determina gli effetti civili di cui alla legge 27 maggio 1949, n. 260.

Art. 2

      1. Il Ministro della salute impartisce opportune direttive affinché, in occasione della Giornata di cui all'articolo 1, comma 1, presso gli ospedali e presso le strutture del Servizio sanitario nazionale, sono promosse iniziative volte a discutere e ad approfondire le tematiche relative al fenomeno della morte perinatale, ai rischi

connessi alla gravidanza, ai diritti e ai doveri della gestante e della famiglia.
Art. 3.

      1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.