Riordino del Corpo dei Vigili del fuoco

Con l’intento di valorizzare il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco quale parte integrante del sistema di sicurezza garantito dallo Stato, sono stati approvati alcuni provvedimenti, il più rilevante dei quali è la L. 252/2004[1], con cui è stato sancito il passaggio del personale del Corpo dal regime privatistico del rapporto di impiego, cui era assoggettato a seguito della generale “privatizzazione del pubblico impiego” introdotta dal D.Lgs. 29/1993[2], ad un’autonoma disciplina di diritto pubblico, analogamente a quanto previsto per gli altri Corpi dello Stato indicati all’art. 3 del D.Lgs. 165/2001[3].

Nell’ambito della politica generale di riordino normativo, il Governo ha proceduto, in attuazione di una delega contenuta nella legge di semplificazione per il 2001 (L. 229/2003[4]), al riassetto delle disposizioni relative alle funzioni e ai compiti del Corpo dei vigili del fuoco.

Una serie di interventi legislativi di carattere puntuale, concernenti prevalentemente l’incremento delle dotazioni organiche, sono stati infine disposti nel corso della legislatura da norme contenute in alcune leggi finanziarie e in provvedimenti d’urgenza.

La riforma del rapporto d’impiego del personale del Corpo dei Vigili del fuoco

La L. 252/2004, con una novella all’art. 3 del D.Lgs. 165/2001, ha incluso il personale del Corpo dei vigili del fuoco tra le categorie sottratte al regime privatistico, al quale è invece sottoposta la generalità dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche.

L’art. 2 della legge ha inoltre conferito una delega al Governo per disciplinare i contenuti del rapporto di impiego e il relativo trattamento economico del personale del Corpo, prevedendo l’istituzione di un autonomo comparto di negoziazione “vigili del fuoco e soccorso pubblico” per la definizione di alcuni aspetti peculiari del rapporto di impiego e un nuovo ordinamento del personale per quanto non demandato alla negoziazione (v. scheda Vigili del fuoco – Il rapporto d’impiego).

In attuazione della delega è stato adottato il D.Lgs. 217/2005[5], il quale, con l’intento di pervenire all’allineamento dell’ordinamento dei vigili del fuoco a quello del personale degli altri Corpi di polizia, ha previsto una strutturazione dei ruoli, delle qualifiche e dei meccanismi retributivi analoga a quella delle Forze dell’ordine e tale da permettere l’adeguamento economico, da conseguire successivamente attraverso i procedimenti della contrattazione collettiva.

Il riassetto delle disposizioni concernenti le funzioni e i compiti del Corpo dei vigili del fuoco

Nell’ambito del generale processo di codificazione normativa e di semplificazione amministrativa disciplinato dall’art. 20 della legge 59/1997[6], come modificato dall’art. 1 della L. 229/2003 (v. capitolo Semplificazione e riassetto normativo), l’art. 11 di quest’ultimo provvedimento ha conferito al Governo una delega per il riassetto delle disposizioni vigenti concernenti il Corpo dei vigili del fuoco.

In attuazione della delega, è stato adottato il D.Lgs. 139/2006[7], nel quale sono raccolte le disposizioni di carattere generale concernenti le funzioni istituzionali svolte e gli aspetti organizzativi e strutturali del Corpo, le norme sull’ordinamento del personale volontario (rinviando per il restante personale al citato D.Lgs. 217/2005), sull’attività di prevenzione incendi, sulle attività di soccorso pubblico e sull’amministrazione e contabilità.

Le altre misure concernenti il Corpo dei Vigili del fuoco

Assetto organizzativo

All’inizio del XIV legislatura[8], con il D.P.R. 398/2001[9], emanato in attuazione dell’art. 14 del D.Lgs. 300/1999[10], sono state definite le funzioni e l’organizzazione degli uffici centrali di livello dirigenziale generale in cui si articola il Ministero dell’interno.

L’art. 2 del D.P.R. 398/2001 ha accorpato le articolazioni, a livello centrale, del Ministero nei seguenti quattro dipartimenti:

§      Dipartimento per gli affari interni e territoriali;

§      Dipartimento della pubblica sicurezza;

§      Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione;

§      Dipartimento dei Vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile.

Il Dipartimento dei Vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile (ai sensi dell’art. 6 del D.P.R. 398) svolge le funzioni e i compiti spettanti al Ministero dell’interno in materia di soccorso pubblico, prevenzione incendi ed altre competenze del Corpo dei vigili del fuoco, difesa civile, politiche e ordinanze di protezione civile.

Il Dipartimento si articola in otto direzioni centrali; a quelle svolgenti funzioni più direttamente operative sono preposti dirigenti generali del Corpo dei vigili del fuoco.

Secondo quanto stabilito dall’art. 4, co. 4[11], del D.Lgs. 300/1999, si è proceduto, con il decreto del ministro dell’interno del 7 marzo 2002, ad individuare, nell’ambito del Dipartimento dei vigili del fuoco, gli uffici di livello dirigenziale non generale e le relative posizioni funzionali, e a specificare i compiti riconducibili alle rispettive aree di competenza.

 

Con il D.L. 343/2001[12] è stata operata una significativa riorganizzazione del settore della protezione civile, sopprimendo l’Agenzia istituita dal D.Lgs. 300/1999 e ripristinando l’assetto in precedenza esistente che vedeva le competenze in materia di protezione civile distribuite tra la Presidenza del Consiglio (che operava attraverso un apposito Dipartimento) e il Ministero dell’interno (v. capitolo Coordinamento della protezione civile).

Per quanto riguarda il Corpo dei vigili del fuoco, il D.Lgs. 300/1999 prevedeva che questo dipendesse funzionalmente dall’Agenzia relativamente alle attività della protezione civile di interesse nazionale, mentre rimaneva la dipendenza gerarchica del Corpo stesso dal Ministero dell’interno, da cui dipende funzionalmente anche per le attività diverse dalla protezione civile. Il D.L. 343/2001 (art. 1) ha eliminato tale limitazione all’utilizzo da parte del Ministero del Corpo dei vigili del fuoco, che è tornato a dipendere funzionalmente dal Ministero dell’interno anche per lo svolgimento dei compiti di protezione civile di interesse nazionale.

Allo scopo di completare l’organizzazione del Dipartimento dei vigili del fuoco, già regolata a livello centrale dall’art. 6 del D.P.R. 398/2001 (per quanto riguarda gli uffici di livello dirigenziale generale) e dal D.M. 7 marzo 2002 (per quanto concerne gli uffici e le posizioni funzionali di livello dirigenziale non generale), è stato emanato il D.P.R. 314/2002[13]. Il provvedimento ha istituito, nell’ambito dell’organizzazione periferica del Ministero dell’interno, le articolazioni territoriali del Corpo: 11 direzioni regionali e 4 direzioni interregionali, sopprimendo contestualmente gli ispettorati regionali e interregionali. In capo a ciascuna di esse è stato posto un dirigente generale del Corpo: a tale scopo il numero dei direttori generali del Corpo è stato aumentato di 15 unità; sono inoltre stati definiti l’ambito di competenza, le funzioni e i compiti di tali articolazioni territoriali.

Modificando tale assetto, il D.P.R. 85/2005[14] (art. 3, comma 1) ha istituito tre nuove direzioni regionali dei Vigili del fuoco, attraverso la scissione delle direzioni interregionali dell’Abruzzo e Molise, delle Marche e Umbria, della Puglia e Basilicata.

Organici

Si è intervenuti più volte nel corso della legislatura per adeguare le dotazione organiche del Corpo dei vigili del fuoco alle funzioni sempre più complesse da esso svolte nel campo del soccorso e della difesa civile e della prevenzione e per garantirne gli standard operativi.

I progetti pluriennali di sviluppo del Corpo dei vigili del fuoco prevedono il potenziamento degli organici e dei presidi già esistenti a livello provinciale (sedi centrali e distaccamenti) secondo parametri collegati:

§      ai dati dell’ultimo censimento ISTAT;

§      al numero degli interventi di soccorso tecnico urgente effettuati negli ultimi anni e quindi alle situazioni di maggior rischio;

§      all’esigenza di rendere omogenea la presenza dei vigili del fuoco su tutto il territorio nazionale.

Oltre all’istituzione di circa 470 presidi aggiuntivi individuati in modo da assicurare interventi di soccorso nell’arco di venti minuti dalla segnalazione in un vasto ambito del territorio nazionale[15], tali progetti prevedono il potenziamento dei nuclei specialistici di soccorso: aeroportuale, portuale, aereo, NBCR (emergenza nucleare, biologica, chimica).

La piena attuazione di tale programma richiede consistenti incrementi di personale, disposti dai provvedimenti che di seguito si ricordano.

Il D.P.R. 314/2002 ha provveduto direttamente, nella tabella A ad esso allegata, a rideterminare, in 33.178 unità, l’organico del Corpo, rinviando ad un decreto del Presidente del Consiglio la distribuzione nel territorio delle unità di personale.

La legge finanziaria 2003[16] (art. 34, comma 7) ha disposto un incremento della dotazione organica di 230 unità e ha consentito di procedere all’assunzione di altre 558 unità, come da autorizzazione contenuta nel decreto del Presidente della Repubblica del 31 luglio 2003.

Anche nella legge finanziaria 2004[17] (art. 3, comma 153) sono state inserite misure volte all’assunzione di personale: la dotazione organica del Corpo è stata elevata di 500 unità ed è stata inoltre data facoltà alle amministrazioni dello Stato di procedere ad assunzioni in deroga al divieto posto dalla stessa legge, nel limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente ad una spesa annua lorda pari a 280 milioni di euro, immettendo prioritariamente in servizio gli addetti ai compiti connessi a vari settori di particolare delicatezza, tra i quali il soccorso tecnico urgente e la prevenzione e vigilanza antincendi.

Un ulteriore aumento di 500 unità complessive è stato stabilito dall’art. 2 del D.L. 24/2004[18].

Il D.P.R. 25 agosto 2004, recante l’autorizzazione alle assunzioni nelle pubbliche amministrazioni, a norma dell’art. 3, commi 53, 54 e 55, della legge finanziaria 2004, ha assegnato al settore sicurezza (forze armate, forze di polizia e vigili del fuoco) un contingente di personale complessivo per il 2004 di 6.191 unità, di cui 350 vigili del fuoco[19].

La L. 252/2004[20] per il completamento dell’articolazione territoriale delle Direzioni regionali dei vigili del fuoco (art. 3) e in vista della scissione di tre Direzioni interregionali (vedi infra) ha aumentato l’organico di 3 unità di livello dirigenziale generale.

Da ultimo, l’art. 1, comma 546, della legge finanziaria per il 2005[21] ha disposto un aumento fino ad un massimo di 500 unità della dotazione organica del Corpo dei vigili del fuoco.

In considerazione dei numerosi provvedimenti che hanno aumentato gli organici e con l’obiettivo di riorganizzare i contingenti delle dotazioni organiche al fine di incrementare il personale con maggiore qualificazione professionale e di ridurre contestualmente quello con profilo professionale inferiore, è intervenuto, da ultimo, il D.P.R. 85/2005, che ha rideterminato la pianta organica del Corpo, abrogando contestualmente la tabella A del D.P.R. 314/2002, in cui erano in precedenza definite le dotazioni organiche. In conseguenza della rideterminazione operata dal D.P.R. 85/2005, la pianta organica risulta essere composta di 34.253 unità.

Potenziamento

Accanto ai compiti tradizionalmente assolti dal Corpo, si sono affiancati quelli connessi con i nuovi scenari internazionali e i correlati possibili rischi derivanti dall’uso di sostanze non convenzionali.

Immediatamente dopo la tragedia dell’11 settembre 2001, per fare fronte alle “emergenze non convenzionali” (prima fra tutte l’allarme “antrace” seguito a quell’evento), l’art. 52, comma 7, della legge finanziaria per il 2002[22] ha destinato 20 milioni di euro al Corpo dei vigili del fuoco per l’acquisizione di mezzi speciali e la costituzione di presidi sul territorio mediante i quali affrontare i rischi non convenzionali (connessi anche alla situazione internazionale) derivanti da eventuali atti criminosi compiuti contro persone o beni con l’uso di armi nucleari, batteriologiche o chimiche (NBCR). Per il proseguimento del medesimo programma l’art. 1, comma 547, della legge finanziaria per il 2005[23] ha stanziato ulteriori 12 milioni di euro.

Si ricordano infine due altri provvedimenti d’urgenza che hanno riguardato il Corpo dei vigili del fuoco: i D.L. 16/2005[24] e 45/2005[25].

Il primo (all’art. 1, co. 6) ha autorizzato la spesa di 100 milioni di euro per l’amministrazione della pubblica sicurezza e per il corpo dei vigili del fuoco per le finalità di cui all’art. 1, co. 548 della L. finanziaria 2005 (prevenzione terrorismo e contrasto criminalità organizzata).

Il secondo, all’art. 7, dispone in merito all’attività di soccorso aereo dei vigili del fuoco, autorizzando il reclutamento di personale in possesso della professionalità necessaria per l’utilizzazione dei mezzi, mentre l’art. 7-bis interviene sulle modalità per l’erogazione dei servizi di formazione tecnico-professionale in materia di prevenzione incendi e l’art. 8 dispone uno stanziamento aggiuntivo per l’attuazione della legge delega sul rapporto d’impiego del personale del Corpo.



[1]     L. 30 settembre 2004, n. 252, Delega al Governo per la disciplina in materia di rapporto di impiego del personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.

[2]     D.Lgs. 3 febbraio 1993, n. 29, Razionalizzazione dell’organizzazione delle amministrazioni pubbliche e revisione della disciplina in materia di pubblico impiego, a norma dell’articolo 2 della legge 23 ottobre 1992, n. 421, successivamente confluito nel D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165.

[3]     D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche, art. 3, comma 1-bis.

[4]     L. 29 luglio 2003, n. 229, Interventi in materia di qualità della regolazione, riassetto normativo e codificazione. - Legge di semplificazione 2001.

[5]     D.Lgs. 13 ottobre 2005, n. 217, Ordinamento del personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco a norma dell’articolo 2 della legge 30 settembre 2004, n. 252.

[6]     L. 15 marzo 1997, n. 59, Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della Pubblica Amministrazione e per la semplificazione amministrativa.

[7]     D.Lgs. 8 marzo 2006, n. 139, Riassetto delle disposizioni relative alle funzioni ed ai compiti del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, a norma dell’articolo 11 della legge 29 luglio 2003, n. 229.

[8]     In realtà, il procedimento per l’emanazione del regolamento era iniziato nella precedente legislatura: la deliberazione preliminare del Consiglio dei ministri sullo schema del provvedimento è stata adottata dal II Governo Amato il 23 febbraio 2001.

[9]     D.P.R. 7 settembre 2001, n. 398, Regolamento recante l’organizzazione degli uffici centrali di livello dirigenziale generale del Ministero dell’interno.

[10]    D.Lgs. 30 luglio 1999, n. 300, Riforma dell’organizzazione del Governo a norma dell’articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59.

[11]    La disposizione stabilisce che all’individuazione degli uffici di livello dirigenziale non generale di ciascun ministero e alla definizione dei relativi compiti si provvede con decreto del ministro di natura non regolamentare.

[12]    D.L. 7 settembre 2001, n. 343 (conv. con mod. in L. 9 novembre 2001, n. 401), Disposizioni urgenti per assicurare il coordinamento operativo delle strutture preposte alle attività di protezione civile e per migliorare le strutture logistiche nel settore della difesa civile.

[13]    D.P.R. 23 dicembre, n. 314, Regolamento recante individuazione degli uffici dirigenziali periferici del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.

[14]      D.P.R. 21 marzo 2005, n. 85, Regolamento recante rideterminazione delle dotazioni organiche del personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.

[15]    Progetto denominato “Soccorso Italia in 20 minuti”.

[16]    Legge 27 dicembre 2002, n. 289, Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2003).

[17]    Legge 24 dicembre 2003, n. 350, Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2004).

[18]    D.L. 30 gennaio 2004, n. 24 (conv. con mod. in L. 31 marzo 2004, n. 87), Disposizioni urgenti concernenti il personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, nonché in materia di accise sui tabacchi lavorati.

[19]    L’art. 3, co. 53, della L. 350/2003 pone il divieto per le amministrazioni pubbliche di procedere ad assunzioni di personale a tempo indeterminato per l’anno 2004, prevedendo deroghe per le Forze armate, i Corpi di polizia e il Corpo dei vigili del fuoco per quanto riguarda le assunzioni autorizzate nel 2003, ma non ancora effettuate. Il co. 55 dello stesso articolo elenca i settori per i quali viene posta la priorità delle assunzioni in deroga (tra questi rientrano, tra gli altri, gli addetti a compiti connessi al soccorso tecnico urgente, alla prevenzione e vigilanza antincendi e alla protezione civile).

[20]    Legge 30 settembre 2004, n. 252, Delega al Governo per la disciplina in materia di rapporto di impiego del personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.

[21]    Legge 30 dicembre 2004, n. 311, Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2005).

[22]    Legge 28 dicembre 2001, n. 448, Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2002).

[23]    Legge 30 dicembre 2004, n. 311, Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2005).

[24]    D.L. 21 febbraio 2005, n. 16 (conv. con mod. in L. 22 aprile 2005, n. 58), Interventi urgenti per la tutela dell’ambiente e per la viabilità e per la sicurezza pubblica.

[25]    D.L. 31 marzo 2005, n. 45 (conv. con mod. in L. 31 maggio 2005, n. 89), Disposizioni urgenti per la funzionalità dell’Amministrazione della pubblica sicurezza, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.