Il contenimento della spesa pubblica

Il sistema degli acquisti della p.a.

L’evoluzione della disciplina

Negli ultimi anni il sistema degli acquisti delle pubbliche amministrazioni è stato oggetto di ripetuti interventi correttivi.

Nel quadro di un generale processo di razionalizzazione delle modalità di acquisto di beni e servizi, anche mediante il ricorso a strumenti e procedure informatiche, volto a conseguire significativi risparmi di spesa, sono state in particolare ampliate le competenze della Concessionaria servizi informatici pubblici - CONSIP S.p.A. - la società con capitale interamente posseduto dal Ministero dell’economia e finanze, che oltre a gestire le attività informatiche dell'Amministrazione statale in materia finanziaria e contabile è stata configurata come la struttura di servizio per agli acquisti centralizzati di beni e servizi della P.A.

Alla CONSIP è attribuito infatti il compito di stipulare, nel rispetto della normativa in materia di scelta del contraente, convenzioni quadro con le quali l'impresa prescelta si impegna ad accettare - sino a concorrenza della quantità massima stabilita dalla convenzione ed ai prezzi e condizioni ivi previsti - ordinativi di fornitura di beni e servizi da parte delle amministrazioni dello Stato.

La normativa in materia è stata oggetto nelle ultime legislature di numerose modifiche. L’articolo 26 della legge n. 488 del 1999 (finanziaria 2000), che aveva conferito al Ministero dell’economia la competenza (successivamente attribuita alla CONSIP ai sensi dell’art. 58 della legge finanziaria per il 2001[1]) a stipulare le suddette convenzioni, prevedeva, originariamente, l’obbligo di avvalersi delle convenzioni medesime per le amministrazioni centrali e periferiche dello Stato, mentre per le pubbliche amministrazioni diverse da quella statale era prevista una mera facoltà di adesione alle convenzioni ovvero un obbligo di utilizzarne i parametri di qualità e di prezzo per acquistare beni comparabili.

Nella XIV legislatura si sono susseguiti diversi interventi normativi, con indirizzi tra loro non sempre coincidenti, in esito ai quali è stata prevista, in linea generale, la facoltà per le amministrazioni pubbliche di ricorrere alle suddette convenzioni, ovvero, qualora non intendano avvalersene, l’obbligo di utilizzarne i parametri di prezzoqualità, come limiti massimi per l'acquisto di beni e servizi comparabili[2].

 

In particolare, nella XIV legislatura i compiti della CONSIP S.p.A. e, in generale, la disciplina relativa alle modalità di acquisto di beni e servizi da parte delle amministrazioni pubbliche è stata oggetto di numerosi interventi legislativi che si sono susseguiti, talvolta a distanza di pochi mesi, seguendo indirizzi talvolta ampliativi, talvolta restrittivi.

In sintesi, in un primo tempo, con gli interventi contenuti nella legge finanziaria per 2003, è stato confermato ed esteso l’obbligo di adesione alle convenzioni quadro stipulate dalla CONSIP per le pubbliche amministrazioni dello Stato e sono state altresì poste garanzie volte al rispetto dell’obbligo medesimo, quali la previsione, ex lege, della nullità dei contratti stipulati in violazione dello stesso obbligo e la conseguente responsabilità amministrativa del dipendente sottoscrittore.

Successivamente, la legge finanziaria per 2004, modificando il precedente indirizzo legislativo, ha previsto la facoltà, in luogo dell’obbligo, per le amministrazioni pubbliche, di ricorrere alle convenzioni stipulate dalla CONSIP S.p.A., nonché la facoltà per le stesse di utilizzare i parametri di qualità e di prezzo fissati nelle convenzioni CONSIP per le forniture di beni e servizi comparabili.

In un terzo tempo, il decreto-legge n. 168 del 12 luglio 2004[3] ha a sua volta corretto in parte l’indirizzo di precedente, adottato con le disposizioni della legge finanziaria 2004: Il decreto ha infatti in primo luogo esteso l’oggetto delle convenzioni-quadro a tutti gli acquisti di beni e servizi, superando così la limitazione, introdotta dalla legge finanziaria 2004, per effetto della quale tali convenzioni riguardavano solo gli acquisti di beni e servizi a rilevanza nazionale. Inoltre, da un lato, è stata mantenuta la facoltà del ricorso alle convenzioni CONSIP per le amministrazioni pubbliche; dall’altro è stato introdotto l’obbligo, per quelle che non intendono avvalersi delle suddette convenzioni, di attenersi ai parametri prezzo-qualità fissati nelle convenzioni stesse come limiti massimi per l’acquisto di beni comparabili. Il decreto reintroduce, infine, le disposizioni contenute nell’articolo 24, comma 4, della legge n. 289/2002, che erano state abrogate dal comma 166 dell’articolo 3 della legge finanziaria per il 2004, in base alle quali la stipulazione di contratti in difformità dai parametri contenuti nelle convenzioni CONSIP costituisce causa di responsabilità amministrativa e la differenza tra il prezzo stabilito nella convenzione e quello pattuito nel contratto rappresenta un elemento di cui tener conto nella determinazione del danno erariale.

Il comma 22 dell’articolo 1 della legge finanziaria per il 2006 ha infine previsto una fattispecie particolare in base alla quale qualora il monitoraggio delle spese per beni e servizi della P.A. dovesse evidenziare, a decorrere dal secondo bimestre dell’anno 2006, un andamento tale da potere pregiudicare il raggiungimento degli obiettivi indicati nel Patto di stabilità e crescita presentato agli organi dell’Unione europea, le amministrazioni pubbliche hanno l’obbligo di aderire alle convenzioni CONSIP stipulate ai sensi dell’art. 26 della legge n. 488/1999 (e non la mera facoltà), ovvero, nel caso in cui procedano agli acquisti in forma autonoma, l’obbligo di utilizzare i relativi parametri di prezzo-qualità ridotti del 20 per cento, come limiti massimi, per l’acquisto di beni e servizi comparabili. L’accertamento dei presupposti, da cui dipende l’operatività di tale disciplina, è demandato ad un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze; al riguardo, si segnala che non sono stati finora adottati provvedimenti in tal senso.

Le modifiche alla disciplina dell’acquisto di beni e servizi nella XV Legislatura

Nel corso della XV Legislatura, le leggI finanziarie per il 2007 e il 2008 hanno introdotte diverse misure di razionalizzazione del sistema degli acquisti delle amministrazioni centrali, statali e periferiche, finalizzate, tra l’altro, a:

§      ampliare le fattispecie in cui sussiste l’obbligo di aderire alle convenzioni quadro CONSIP;

§      estendere la facoltà di utilizzo dei parametri qualità- prezzo contenuti nelle convenzioni medesime;

§      favorire la creazione di un “sistema a rete” tra la centrale statale di acquisto di beni e servizi, gestita dalla CONSIP, e centrali regionali di acquisto.

La legge finanziaria 2007

In particolare, la legge finanziaria per il 2007[4] ha esteso l’ambito di operatività delle convenzioni CONSIP, demandando ad un decreto del Ministro dell'economia e delle finanze l’individuazione, entro il mese di gennaio di ogni anno, delle tipologie di beni e servizi per le quali tutte le amministrazioni statali centrali e periferiche - ad esclusione degli istituti e scuole di ogni ordine e grado, delle istituzioni educative e delle istituzioni universitarie – sono obbligate ad approvvigionarsi utilizzando le convenzioni quadro stipulate dalla CONSIP.

Le tipologie di beni e servizi per le quali vi è l’obbligo di aderire alle convenzioni CONSIP sono state individuate, da ultimo, con il D.M. Economia del 23 gennaio 2008 [5].

Per le restanti amministrazioni pubbliche (di cui all'articolo 1 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, tra le quali rientrano gli enti territoriali[6]), si prevede la facoltà di ricorrere alle convenzioni CONSIP e a quelle stipulate dalle centrali regionali di acquisto (cfr. oltre), ovvero l’obbligo di utilizzarne i parametri di prezzo-qualità come limiti massimi per la stipula dei contratti[7].

Gli enti del servizio sanitario nazionale sono invece in ogni caso tenuti ad approvvigionarsi di beni e servizi utilizzando le convenzioni stipulate dalle centrali regionali di acquisto di riferimento.

 

I successivi commi 450-454 dell’articolo unico della legge recano, inoltre, una serie di intereventi volti a promuovere il mercato elettronico per l’acquisto di beni e servizi da parte delle pubbliche amministrazioni, nonché i sistemi informativi comuni, anche ai fini del controllo della spesa, quali.

§      l’introduzione dell’obbligo, a decorrere dal 1° luglio 2007, di ricorso al mercato elettronico della pubblica amministrazione[8] per le amministrazioni statali centrali e periferiche, per gli acquisti al di sotto della soglia di rilievo comunitario [9]. (comma 450);

§      la sperimentazione, da parte del Ministero dell’economia, della carta di acquisto elettronica per i pagamenti di limitato importo relativi agli acquisti di beni e servizi (comma 451) [10];

§      l’obbligo per le amministrazioni statali centrali e periferiche di effettuare le transazioni attraverso la rete telematica, per le convenzioni quadro per cui è stato attivato il negozio elettronico, salvo il caso di temporanea inutilizzabilità della rete per cause estranee alla pubblica amministrazione e per ragioni di imprevedibile necessità ed urgenza certificata dall’ufficio. Anche in tal caso sono esclusi dall’obbligo gli istituti e scuole di ogni ordine e grado, le istituzioni educative e le istituzioni universitarie (comma 452);

§      la possibilità di introdurre, con decreto del Ministero dell’economia e finanze, da adottarsi di concerto con il Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, meccanismi di remunerazione sugli acquisti a carico dell’aggiudicatario delle convenzioni – quadro (comma 453);

§      un programma per l'adozione di sistemi informativi comuni alle amministrazioni dello Stato ai fini della definizione dei fabbisogni di beni e servizi e la definizione un insieme di indicatori dei livelli di spesa sostenibili per categorie di spesa comune, da utilizzarsi nel processo di formazione dei relativi capitoli di bilancio. Il programma è realizzato dal Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il supporto della CONSIP, sentita l'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture (comma 454). Il programma, ad oggi, non risulta ancora adottato.

 

Sono state infine introdotte una serie di disposizioni volte alla razionalizzazione degli acquisti a livello territoriale, attraverso la creazione di un sistema integrato a rete tra centrale statale e centrali regionali, che possono essere all’uopo costituite (articolo 1, commi da 455 a 458).

 

In tale ambito è in particolare prevista:

§      la possibilità per le regioni di costituire, anche unitamente ad altre regioni, centrali di acquisto operanti quali centrali di committenza in favore delle amministrazioni ed enti regionali, degli enti locali, degli enti del Servizio sanitario nazionale e delle altre pubbliche amministrazioni aventi sede nel medesimo territorio, ai sensi dell'articolo 33 del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture [11] (comma 455);

§      la competenza delle centrali regionali a stipulare, per gli ambiti territoriali di competenza, le convenzioni quadro per l’acquisto di beni e servizi (comma 456);

§      la costituzione di un sistema a rete tra le centrali regionali di acquisto e la CONSIP Spa, al fine di armonizzare i piani di razionalizzazione della spesa e realizzare sinergie nell'utilizzo degli strumenti informatici per l'acquisto di beni e servizi (comma 457);

§      la competenza della Conferenza Stato-Regioni ad approvare annualmente, nel quadro del Patto di stabilità interno (vedi capitolo Il Patto di stabilità interno), i programmi per lo sviluppo della rete delle centrali di acquisto e per la razionalizzazione delle forniture di beni e servizi (comma 457).

 

A tale ultimo riguardo si segnala l’adozione, il 24 gennaio 2008, dell’Accordo tra Governo, regioni e province autonome per la costituzione del sistema a rete tra centrali regionali e CONSIP [12].

La legge finanziaria per il 2008

La legge finanziaria per il 2008[13] è intervenuta nuovamente sul sistema degli acquisti di beni e servizi, estendendo la facoltà di utilizzo dei parametri prezzo-qualità contenuti nelle convenzioni CONSIP ed introducendo altresì una serie di disposizioni in tema di fabbisogno delle amministrazioni e di indicatori di spesa sostenibili.

 

A tale ultimo riguardo, è stato in particolare disposto che le amministrazioni statali centrali e periferiche[14] trasmettano annualmente al Ministero dell’economia e delle finanze un prospetto previsionale del proprio fabbisogno di beni e servizi per il cui acquisto si applica il “Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture”. Tale prospetto previsionale deve essere conforme alle modalità e allo schema pubblicati sul Portale degli acquisti in rete del Ministero dell’economia e delle finanze e di CONSIP S.p.A.[15]. In sede di prima applicazione, il prospetto va trasmesso al Ministero dell’economia e finanze entro il 28 febbraio 2008; a regime, va trasmesso al medesimo Ministero entro il 31 dicembre di ogni anno (art. 2, comma 569).

 

Sulla base delle informazioni raccolte dai prospetti preliminari di fabbisogno e delle informazioni circa gli acquisti delle amministrazioni per gli anni 2005-2007, acquisite mediante il “Sistema di contabilità gestionale”[16] ed elaborate attraverso sistemi informativi integrati[17], il Ministero dell’economia e delle finanze – avvalendosi di CONSIP – individua gli indicatori di spesa sostenibile per il soddisfacimento dei fabbisogni[18] (art. 2, comma 570).

Tali indicatori ed i parametri di spesa sostenibile, elaborati dal Ministero dell’economia, costituiscono strumenti di supporto e modelli di comportamento nell’attività di programmazione degli acquisti di beni e servizi e nell’attività di controllo di gestione[19].

Essi sono messi pertanto a disposizione delle amministrazioni statali, anche mediante pubblicazione sul Portale degli acquisti in rete del Ministero dell’economia e delle finanze e di CONSIP (art. 2, comma 571)

 

Per quanto concerne i parametri di prezzo-qualità delle convenzioni CONSIP, la medesima legge finanziaria ha previsto una serie di disposizioni volte a facilitarne ed estenderne l’adozione.

 

Da una parte, è stato infatti disposto che il Ministero dell’economia e delle finanze, attraverso CONSIP, metta a disposizione delle amministrazioni pubbliche strumenti di supporto per la valutazione della comparabilità del bene e del servizio e per l’utilizzo dei parametri di prezzo-qualità stabiliti da CONSIP S.p.A. per l’acquisto di beni e servizi, anche con indicazione di una misura minima e massima degli stessi (art. 2, comma 572).

Tali strumenti di supporto sono stati messi a disposizione delle PP.AA sul portale degli acquisti in rete[20] in data 30 marzo 2008 (art. 2, comma 572).

 

Sotto altro profilo, ai fini di contenimento e razionalizzazione della spesa pubblica, la possibilità di ricorrere per gli acquisti di beni e servizi alle convenzioni quadro CONSIP è stata estesa a tutti i soggetti tenuti all’applicazione della normativa nazionale e comunitaria in tema di appalti pubblici - ossia i “soggetti aggiudicatori ai sensi del Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture (art. 2, comma 573).

Si ricorda che ai sensi del citato Codice degli appalti pubblici (articolo 3, comma 25 del decreto legislativo 163/2006[21]), sono “soggetti aggiudicatori” i seguenti soggetti: le amministrazioni dello Stato; gli enti pubblici territoriali; gli altri enti pubblici non economici; gli organismi di diritto pubblico; le associazioni, unioni, consorzi, comunque denominati, costituiti da detti soggetti.

 

Il Ministero dell'economia, sulla base dei prospetti contenenti i dati di previsione annuale dei fabbisogni di beni e servizi, viene inoltre chiamato ad individuare con decreto[22], entro il mese di marzo di ogni anno, le tipologie dei beni e dei servizi non oggetto di convenzioni stipulate da Consip s.p.a. per le quali le amministrazioni statali centrali e periferiche - ad esclusione degli istituti e scuole di ogni ordine e grado, delle istituzioni educative e delle istituzioni universitarie - sono tenute a ricorrere alla CONSIP s.p.a., in qualità di stazione appaltante ai fini dell'espletamento dell'appalto e dell'accordo quadro, anche con l'utilizzo dei sistemi telematici (art. 2, comma 574).

 

L’articolo 3, comma 15, della legge finanziaria per il 2008 ha introdotto, infine, disposizioni volte a favorire una razionalizzazione del sistema degli acquisiti anche con riferimento alle società in mano pubblica.

A tal fine è stato previsto che le società controllate direttamente o indirettamente dalle amministrazioni pubbliche statali - ad eccezione di quelle quotate nei mercati regolamentati – debbano adottare, per la fornitura di beni e servizi, parametri di qualità e di prezzo “rapportati” a quelli messi a disposizione delle pubbliche amministrazioni da CONSIP S.p.A.

Si tratta di una norma non cogente, in quanto le società possono scostarsi dai parametri, pur dovendo fornire motivazione espressa delle ragioni dello scostamento, soprattutto nei casi in cui le società siano soggette alla normativa comunitaria sugli appalti pubblici.



[1]     Legge n. 388 del 2000.

[2]     La stipulazione di contratti in difformità dai parametri contenuti nelle convenzioni CONSIP costituisce causa di responsabilità amministrativa e ai fini della determinazione del danno erariale si tiene anche conto della differenza tra il prezzo previsto nelle convenzioni e quello indicato nel contratto (cfr. art.26, comma 3, della legge n.488 del 1999).

[3]     Convertito in legge, con modificazioni, dall’art. 1 della legge n. 191 del 30 luglio 2004.

[4]     Legge n. 296 del 2006, articolo 1, comma 449:

[5]     Pubblicato in G. U. 7 febbraio 2008, n. 32. Ai sensi del decreto, le tipologie di beni e servizi per i quali vige l’obbligo di approvvigionamento tramite convenzioni quadro Consip sono le seguenti:

-        arredi per ufficio;

-        carburanti da autotrazione (specificamente: carburanti in rete ed extrarete, buoni carburante e fuel card);

-        combustibili da riscaldamento (specificamente gasolio e biodiesel);

-        energia elettrica;

-        macchine per ufficio, nonché prodotti hardware e software (specificamente: fotocopiatrici, in acquisto e noleggio, personal computer, desktop e portatili, server entry e midrange, software microsoft e stampanti);

-        noleggio autoveicoli;

-        servizio di buoni pasto;

-        servizi di telefonia fissa;

-        servizi di telefonia mobile;

-        apparati di telefonia e trasmissione dati (specificamente reti locali, centrali telefoniche);

-        servizio di gestione integrata della sicurezza sui luoghi di lavoro

[6]     Ai sensi del comma 3 della disposizione citata per “amministrazioni pubbliche” si intendono tutte le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunità montane, e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale, l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN) e le Agenzie di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300.

[7]     Si ricorda che la Corte costituzionale ha dichiarato non fondate le questioni di legittimità costituzionale sollevate con riferimento alla disciplina in materia di facoltà per gli enti territoriali di ricorrere alle convenzioni Consip e di obbligo di utilizzarne i parametri di prezzo-qualità come limiti massimi per la stipula dei contratti (cfr. sentenze n. 36/2004 e n. 417/2005).

[8]     Si ricorda che l’articolo 11 del D. P. R n. 101 del 2002, ha consentito in via generale alle unità ordinanti delle amministrazioni di effettuare acquisti di beni e servizi al di sotto della soglia di rilievo comunitario avvalendosi del mercato elettronico, direttamente dai cataloghi predisposti dagli utenti selezionati attraverso un bando di abilitazione.

[9]     Sono esclusi da tale obbligo gli istituti e scuole di ogni ordine e grado, le istituzioni educative e le istituzioni universitarie Si ricorda che l’articolo 28 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 (Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE) definisce gli importi delle soglie dei contratti pubblici di rilevanza comunitaria. Il Titolo II della Parte II del codice (articolo 121-125) reca la disciplina applicabile ai contratti al di sotto di tale soglia

[10]    L’articolo 38 del D.Lgs. n. 82 del 2005 (Codice dell’amministrazione digitale) disciplina i pagamenti informatici, prevedendo la possibilità di trasferimento telematico di fondi tra pubbliche amministrazioni e tra queste e soggetti privati.

[11]    Il D.Lgs. n. 163 del 2006, all’articolo 33, disciplina gli appalti pubblici e gli accordi quadro stipulati da centrali di committenza, prevedendo che le stazioni appaltanti e gli enti aggiudicatori possono acquisire lavori, servizi e forniture facendo ricorso a centrali di committenza, anche associandosi o consorziandosi. Tali centrali sono tenute all’osservanza del codice dei contratti pubblici;

[12]    Conseguentemente alla creazione del sistema a rete tra Consip s.p.a e centrali regionali di acquisto, è stata infine abrogata la preesistente disciplina sull’acquisto di beni e servizi a rilevanza regionale da parte degli enti decentrati di spesa (contenuta nell’articolo 59 della legge finanziaria 2001, abrogato dall’art.1, comma 458 della legge finanziaria 2007, ad eccezione del comma 3), ed introdotta la facoltà per le università di costituire fondazioni di diritto privato, con enti e amministrazioni pubbliche e soggetti privati, per lo svolgimento di attività strumentali e di supporto alla didattica e alla ricerca.

[13]    Legge n. 244 del 2007.

[14]    Ad esclusione degli istituti e delle scuole di ogni ordine e grado, delle istituzioni educative e di quelle universitarie.

[15]    Schema e modalità sono stati pubblicati sul Portale nel gennaio 2008

[16]    Il DPR 367/94 ha disciplinato la sostituzione delle registrazioni cartacee con quelle informatizzate (Sistema informatico di contabilità gestionale – SICOGE).

[17]    I sistemi informativi integrati sono realizzati ai sensi dell’articolo 1, comma 454 della legge finanziaria 2007 (legge 296/2006), che prevede un programma per l'adozione di sistemi informativi comuni alle amministrazioni dello Stato ai fini della definizione dei fabbisogni di beni e servizi e la definizione un insieme di indicatori dei livelli di spesa sostenibili per categorie di spesa comune, da utilizzarsi nel processo di formazione dei relativi capitoli di bilancio. Il programma è realizzato dal Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il supporto della CONSIP Spa, sentita l'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture. Tali sistemi informativi, come il suddetto programma, non risultano ancora essere stati adottati.

[18]    I fabbisogni sono quelli collegati funzionalmente alle attività da svolgere, tenuto conto delle caratteristiche di consumo dei beni e dei parametri dimensionali della singola amministrazione, nonché dei dati di consuntivo.

[19]    Si ricorda che la disciplina del controllo di gestione, di cui all’articolo 4 del D.lgs. n. 286/1999, richiamato dalle norme in esame, dispone che ciascuna amministrazione pubblica definisca l'unità o le unità responsabili della suddetta attività, nonché i criteri per l’esercizio di tale attività, con particolare riferimento ai criteri e modalità di rilevazione e ripartizione dei costi tra le unità organizzative e le modalità di individuazione degli obiettivi per cui i costi sono sostenuti. Gli indicatori di spesa si inseriscono dunque quali parametri “precostituiti“ nell’esercizio del controllo gestionale.

[20]    www.acquistinretepa.it.

[21]    Si ricorda che il Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, emanato in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE, disciplina i contratti delle stazioni appaltanti, degli enti aggiudicatori e dei soggetti aggiudicatori, aventi per oggetto l’acquisizione di servizi, prodotti, lavori e opere. Il Codice non si applica, in tutto o in parte, a talune tipologie di contratti indicate nella parte I, Titolo II del suddetto Codice (artt.16-27), le quali sono in sintesi, contratti relativi alla produzione e al commercio di armi, munizioni e materiale bellico, contratti segretati o che esigono particolari misure di sicurezza, contratti aggiudicati in base a norme internazionali, taluni contratti di servizi specificamente indicati nell’articolo 19 del Codice, taluni contratti nel settore delle telecomunicazioni, taluni appalti aggiudicati a scopo di rivendita o di locazione di terzi, appalti aggiudicati per l’acquisto e la fornitura di energia, contratti di sponsorizzazione.

[22]    Il medesimo decreto ministeriale – che non risulta ancora adottato - individua altresì, segnatamente in relazione agli acquisti d'importo superiore alla soglia comunitaria, il grado di standardizzazione dei beni e dei servizi ed il livello di aggregazione della relativa domanda.