Le accise
La tassazione dei prodotti energetici

Con il decreto legislativo D.Lgs. 2 febbraio 2007, n. 26 è stata recepita nell’ordinamento italiano la direttiva 2003/96/CE del Consiglio, del 27 ottobre 2003, che ha ristrutturato il quadro comunitario per la tassazione dei prodotti energetici e dell'elettricità (vedi il capitolo Le accise).

Il D.Lgs. 2 febbraio 2007, n. 26, ha modificato significativamente il Testo Unico delle accise (D.Lgs. n. 504 del 1995 ) ed è entrato in vigore dal 1° giugno 2007.

La direttiva 2003/96/CE (c.d. “direttiva DTE”) ha sostituito, abrogandole, le precedenti direttive 92/81/CEE, relativa all'armonizzazione delle strutture delle accise sugli olî minerali, e 92/82/CE, relativa al ravvicinamento delle aliquote d’accisa sugli olî minerali, e modifica la direttiva 92/12/CEE, che disciplina il regime generale, la detenzione, la circolazione e i controlli dei prodotti soggetti ad accisa.

Le bevande alcoliche sono invece disciplinate tuttora dalla direttiva 92/83/CE.

La principale novità della direttiva 2003/96/CE è costituita dal fatto che essa ha ampliato l’insieme dei prodotti energetici che rientrano nel regime comunitario di accisa e che pertanto gli Stati membri devono obbligatoriamente sottoporre ad accisa, insieme in precedenza formato dai soli “olî minerali”.

Con la direttiva 2003/96/CE il regime di accisa viene pertanto applicato ad un insieme più esteso di prodotti, costituito dai cosiddetti prodotti energetici in senso ampio, cui si aggiunge l’elettricità.

Secondo la Commissione europea, infatti, l'assenza di disposizioni comunitarie che assoggettassero a tassazione minima l'elettricità e i prodotti energetici diversi dagli olî minerali avrebbe potuto essere pregiudizievole al buon funzionamento del mercato interno. Si è ravvisata pertanto la necessità di fissare livelli minimi di tassazione per la maggior parte dei prodotti energetici, compresi l'elettricità, il gas naturale e il carbone, per cercare di ridurre le differenze esistenti tra i livelli nazionali di tassazione.

L’Unione europea inoltre, in quanto parte della convenzione quadro delle Nazioni unite sui cambiamenti climatici, ha ratificato il protocollo di Kyoto, il quale prevede che la tassazione dei prodotti energetici e, se del caso, dell'elettricità sia uno degli strumenti disponibili per conseguire gli obiettivi del protocollo medesimo (per approfondimenti vedi la scheda Il protocollo di Kyoto).

 

Per i carburanti per motore sono fissati livelli minimi di tassazione, applicabili rispettivamente dal 1° gennaio 2004 e dal 1° gennaio 2010. Tuttavia, l’articolo 8 della direttiva autorizza l’applicazione di livelli minimi diversi e più favorevoli per i carburanti utilizzati in determinati settori (agricoltura, edilizia) nonché per motori fissi e veicoli destinati all’utilizzazione fuori della sede stradale pubblica.

Si ricorda che per "livello di tassazione" s’intende l'onere fiscale complessivo derivante dal cumulo di tutte le imposte indirette (eccettuata l'IVA), calcolate direttamente o indirettamente sulla quantità di prodotti energetici e di elettricità, all'atto dell'immissione in consumo.

In talune circostanze o in determinate condizioni di natura strutturale è consentita l'applicazione di aliquote differenziate nazionali di tassazione per uno stesso prodotto, purché siano rispettati i livelli minimi comunitari di tassazione e le norme in materia di mercato interno e di concorrenza (articolo 5).

La direttiva consente altresì agli Stati membri di concedere esenzioni o riduzioni di tassazione, rispettando comunque i livelli minimi prescritti.

Le modifiche apportate dal D.Lgs. n. 26/2007 al T.U. delle accise

Il decreto legislativo n. 26 ha innanzitutto modificato l’elenco dei prodotti energetici sottoposti ad accisa, contenuto nel novellato articolo 21 del testo unico delle accise.

Si tratta dei seguenti:

-        gli olî vegetali se destinati ad essere utilizzati come combustibile per riscaldamento o come carburante per motori;

-        i carboni fossili; le ligniti, il coke, i catrami, gli olî lubrificanti, gli olî minerali, i bitumi e il gas[1];

-        gli idrocarburi;

-        l’alcol metilico non di origine sintetica, se destinato ad essere utilizzati come combustibile per riscaldamento o come carburante per motori;

-        le preparazioni lubrificanti;

-        gli additivi e altri additivi preparati per olî minerali;

-        le miscele di alchilbenzoli sintetici;

-        altri prodotti chimici se destinati ad essere utilizzati come combustibile per riscaldamento o come carburante per motori.

Si sottolinea, in particolare, che il riferimento al gas metano viene sostituito con quello, più generale, al gas naturale e che si prevede la sottoposizione al regime di accisa dell’energia elettrica in luogo della preesistente imposta erariale di consumo sull’energia elettrica.

Inoltre, analogamente a quanto avveniva in precedenza, tutti i prodotti energetici sono comunque soggetti a vigilanza fiscale.

 

Sono stati modificati inoltre i codici della nomenclatura combinata, che identificano e classificano i prodotti energetici: vengono aggiornati tutti i codici NC in base al regolamento (CE) n. 2031/2001, del 6 agosto 2001, integralmente sostituito, a decorrere dal 1° gennaio 2007, dal nuovo regolamento[2] n. 1549 del 17 ottobre 2006, nel quale rimangono peraltro invariati i codici degli oli minerali.

 

Le aliquote d’accisa sono indicate nell’allegato I al testo unico e gli impieghi che comportano riduzione dell’accisa, sono indicati nella tabella A allegata al testo unico, che viene modificata.

La modifica dei termini di versamento delle accise prevede che: per le immissioni in consumo avvenute nel mese di luglio il pagamento dell’accisa vada effettuato con il modello F24 entro il giorno 20 del mese di agosto, anziché entro il 16, beneficiando come per le altre imposte della proroga di Ferragosto.

Le aliquote d’accisa vigenti e quelle minime comunitarie dei carburanti sono le seguenti:

 

Carburanti per motori

Aliquota minima comunitaria

 (in euro)

Aliquota vigente in Italia (in euro)

Benzina senza piombo (per mille litri)

359

547,17[3]

Gasolio (per mille litri)

302

406,17[4]

Cherosene (per mille litri)

302

323,10

GPL (per mille kg)

125

210,94[5]

 

E’ prevista l’applicazione di un’aliquota d’accisa ridotta – a decorrere dal 1° gennaio 2008 e fino al 31 dicembre 2013 – per le emulsioni stabilizzate idonee all'impiego nella carburazione e nella combustione[6]. Tale agevolazione è subordinata alla preventiva approvazione da parte della Commissione europea, ai sensi dell'articolo 88, paragrafo 3, del Trattato istitutivo della Comunità europea. Si tratta infatti di un’agevolazione che può configurare un aiuto di Stato, ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato, poiché favorisce, mediante risorse statali, i produttori di emulsioni in Italia e può pertanto incidere sul commercio e sulla concorrenza comunitaria.[7]

 

Disposizioni particolari riguardano le emulsioni di gasolio e olio combustibile. Si concede infatti l’applicazione di un’aliquota d’accisa ridotta – a decorrere dal 1° gennaio 2008 e fino al 31 dicembre 2013 – per le emulsioni stabilizzate idonee all'impiego nella carburazione e nella combustione, ma l'efficacia dell’agevolazione è subordinata alla preventiva approvazione da parte della Commissione europea, in quanto può configurare un aiuto di Stato.

Altre norme particolari riguardano l’impiego dei prodotti energetici all’interno degli stabilimenti di produzione, l’accisa armonizzata sul gas naturale che varia in base alle fasce di consumo e infine la tassazione con accisa del carbone, della lignite e del coke, con contestuale abrogazione delle precedenti disposizioni che avevano sottoposto tali prodotti ad un’apposita imposta di consumo.

 

La disciplina del biodisel e dei biocarburanti non è invece contenuta nel testo unico delle accise, ma è stata ridisegnata da una serie di altre disposizioni legislative, tra cui principalmente la legge finanziaria per il 2007 (per approfondimenti vedi il capitolo Le accise e la scheda Il sostegno alla filiera agroenergetica).



[1]     Si tratta per la precisione, dei seguenti prodotti: coke e semi-coke di carbon fossile, di lignite o di torba, anche agglomerati; carbone di storta, gas di carbon fossile, gas di acqua, gas povero e gas simili, esclusi i gas di petrolio e gli altri idrocarburi gassosi, catrami di carbon fossile, di lignite o di torba e altri catrami minerali, anche disidratati o privati delle frazioni di testa, compresi i catrami ricostituiti, olî e altri prodotti provenienti dalla distillazione dei catrami di carbon fossile ottenuti ad alta temperatura; prodotti analoghi nei quali i costituenti aromatici predominano, in peso, rispetto ai costituenti non aromatici, pece e coke di pece di catrame di carbon fossile o di altri catrami minerali, olî greggi di petrolio o di minerali bituminosi, olî di petrolio o di minerali bituminosi, diversi dagli olî greggi; preparazioni non nominate né comprese altrove, contenenti, in peso, il 70 per cento o più di olî di petrolio o di minerali bituminosi e delle quali tali olî costituiscono il componente base; residui di olî, gas di petrolio e altri idrocarburi gassosi, vaselina; paraffina, cera di petrolio microcristallina, cera di lignite, cera di torba, altre cere minerali e prodotti simili ottenuti per sintesi o con altri procedimenti, anche colorati, coke di petrolio, bitume di petrolio e altri residui degli olî di petrolio o di minerali bituminosi, bitumi e asfalti naturali; scisti e sabbie bituminosi; asfaltiti e rocce asfaltiche, miscele bituminose a base di asfalto o di bitume naturali, di bitume di petrolio, di catrame minerale o di pece di catrame minerale.

[2]     Nei “considerando” si rileva che occorre modificare la nomenclatura combinata per tenere conto delle modifiche dei requisiti in materia di statistiche e di politica commerciale, delle modifiche introdotte per ottemperare ad impegni internazionali, degli sviluppi tecnologici e commerciali, della necessità di adeguare o chiarificare i testi nonché dei cambiamenti introdotti nella nomenclatura del sistema armonizzato ai sensi della raccomandazione del 26 giugno 2004 del Consiglio di cooperazione doganale.

[3]     Aliquota così ridotta rispetto (in precedenza era 564 euro) dal DM 7 marzo 2008.

[4]     Aliquota così ridotta rispetto (in precedenza era 416 euro) dal DM 7 marzo 2008.

[5]     Aliquota così ridotta rispetto (in precedenza era 227,77. euro) dal DM 7 marzo 2008.

[6]     Le emulsioni sono miscele composte per il 15 per cento circa da acqua e per l'85 per cento da benzina o gasolio, che hanno un impatto ambientale minore rispetto ai combustibili tradizionali.

[7]     Con la Comunicazione del 7/02/2007 (GUUE C 130 del 12/6/2007) la Commissione europea ha autorizzato fino al 31/12/2007 la riduzione del livello di tassazione per i prodotti petroliferi in emulsione concessa dalla legge finanziaria 2007.