Mercato dell’energia elettrica

Decreto-legge n. 73/2007

Apertura dei mercati energetici

A partire dalla fine degli anni novanta, con l'adozione dei decreti legislativi di recepimento delle direttive comunitarie sull'energia elettrica e il gas (n.96/92/CE e n. 98/30/CE), sono state poste le basi per la progressiva apertura dei mercati energetici.

In particolare, con l’obiettivo di fondo di ridurre i differenziali di prezzo rispetto agli altri Paesi europei, i provvedimenti erano volti a promuovere il superamento, quand’anche con modalità e tempi tali da assicurare la necessaria gradualità dei processi, delle situazioni di monopolio pubblico che caratterizzavano gli assetti dei mercati energetici in Italia.

Con riferimento al settore elettrico sono state, innanzitutto, sostanzialmente liberalizzate le attività di produzione, importazione, esportazione, acquisto e vendita di energia. Successivamente è stata avviata la ristrutturazione dell’ENEL, con la separazione della proprietà della rete nazionale dalla sua gestione e l’affidamento dell’attività di trasmissione e dispacciamento a un ente di gestione di diritto pubblico chiamato ad operare secondo principi di neutralità e imparzialità. Quanto alla posizione dominante dell’operatore pubblico, a fronte dell’introduzione del divieto di controllo di più del 50% della capacità complessiva di importazione e produzione nazionale, l’ENEL è stata chiamata a cedere, entro il 1° gennaio 2003, almeno 15.000 Kw della propria capacità.

Il processo di liberalizzazione è proseguito nel corso della XIV legislatura ed è stato oggetto di diversi interventi legislativi, rivolti essenzialmente ad assicurare un assetto concorrenziale del mercato dell'energia.

Il completamento di tale processo ha costituito - insieme alla definizione delle competenze di Stato e Regioni in materia energetica[1] - uno dei principali obiettivi della legge di riordino del settore (L. 239/2004[2]). La legge ha confermato il processo di liberalizzazione delle attività di produzione, importazione, esportazione, acquisto e vendita di energia ai clienti finali, nel rispetto degli obblighi di servizio pubblico derivanti dalla normativa comunitaria e dalla legislazione vigente. La concessione delle attività di trasporto e di dispacciamento, con l'obbligo di connessione di terzi secondo criteri di trasparenza ed imparzialità, dapprima affidata al Gestore della rete di trasmissione nazionale (GRTN) è stata successivamente trasferita alla società Terna, proprietaria della rete di trasporto nazionale (con il DPCM 11 maggio 2004)[3] con la previsione della riduzione da parte di ENEL della propria partecipazione in detta società ad una quota non superiore al 20%. L’attività di distribuzione continua ad essere svolta dalle imprese distributrici titolari di concessioni, rilasciate dall’allora Ministero delle attività produttive nel maggio 2001, ed aventi scadenza il 31 dicembre 2030.

 

Nel corso dell’iter di approvazione della legge 230/04, il quadro comunitario di riferimento del settore energetico si è andato innovando con le direttive 2003/54/CE e 2003/55/CE, recanti norme relative all'apertura dei mercati per l'elettricità e il gas nella UE. L’obiettivo delle direttive - in parte recepite nella richiamata legge di riordino del settore energetico – è quello di aprire il mercato alla concorrenza continuando a mantenere però la qualità e l'universalità dei servizi, nonchè garantire la tutela dei consumatori vulnerabili e la sicurezza nell'approvvigionamento.

Nell’aprile del 2004 si è aperta una nuova fase del processo di liberalizzazione con l’avvio - in analogia a quanto già avveniva in altri Paesi europei - del mercato elettrico (IPEX - Italian Power Exchange). Il mercato, consistente in un luogo virtuale in cui ogni giorno produttori e acquirenti si incontrano per vendere e comprare energia e affidato al Gestore del Mercato (GME) nel contesto della liberalizzazione del settore elettrico, è stato creato in risposta alle esigenze di stimolare la concorrenza nelle attività di produzione e di vendita e di favorire la massima efficienza nella gestione del dispacciamento dell'energia elettrica[4].

L’azione governativa a favore del completamento del processo di liberalizzazione del settore energetico è proseguita anche con l’avvio della XV legislatura, quando il Governo ha presentato al Senato un disegno di legge (AS 691) recante un’ampia delega sulla materia, nonché per il rilancio del risparmio energetico e delle fonti rinnovabili (il cui esame si è, tuttavia, interrotto con la fine della legislatura).

Talune disposizioni del provvedimento governativo - in particolare sulle tematiche del risparmio energetico e delle fonti rinnovabili – hanno trovato anticipazione nella legge finanziaria per il 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296) (vedi i capitoli Mercato dell’energia elettrica e Mercato del gas naturale).

Decreto-legge 18 giugno 2007, n. 73

Con il decreto-legge n. 73 del 2007[5] sono state adottate – con decorrenza 1° luglio 2007 - misure immediate per tutelare l’utenza in vista del completo recepimento della direttiva 2003/54/CE di liberalizzazione del mercato elettrico.

La stessa direttiva ha infatti previsto l’adozione da parte degli Stati membri di misure adeguate in grado di consentire ai clienti domestici del mercato elettrico di scegliere liberamente il proprio fornitore a partire dal 1° luglio 2007.

L’emanazione del decreto-legge si è resa necessaria in quanto l’iter al Senato del disegno di legge recante delega al Governo per il completamento della liberalizzazione dei settori dell’energia elettrica e del gas, nonché per il rilancio del risparmio energetico e delle fonti rinnovabili (AS 691), non ha consentito il recepimento in tempo utile delle disposizioni della citata direttiva.

Il Governo ha ritenuto pertanto necessario adottare misure urgenti per tutelare l’utenza nella fase di passaggio, anche al fine di evitare sanzioni allo Stato italiano da parte dell’Unione europea (parere motivato della Commissione del 12 dicembre 2006).

Il decreto-legge è stato, pertanto, adottato in modo da prevenire una nuova procedura di infrazione, inevitabile in caso di mancato tempestivo recepimento della direttiva sulla totale apertura del mercato a partire dal 1° luglio 2007.

Il decreto-legge, con il quale il Governo ha inteso conformarsi pienamente agli indirizzi dell’Unione Europea, tutelando nel contempo la domanda nel delicato processo di passaggio al mercato libero, prevede in sintesi:

§      regole di trasparenza per l’avvio del mercato per i clienti domestici che contemplano l’obbligo di separazione societaria tra attività di vendita ed attività di distribuzione di energia elettrica, nonché la separazione funzionale tra la gestione delle infrastrutture dei sistemi elettrico e del gas naturale ed il resto delle attività, estesa anche all’attività di stoccaggio del gas (comma 1);

§      un regime di tutela per i clienti domestici che dal 1° luglio 2007 possono recedere dal preesistente contratto di fornitura di energia elettrica come clienti vincolati, secondo modalità stabilite dall’AEEG e scegliere un fornitore diverso dal proprio distributore (comma 2);

§      un regime di maggior tutela per i clienti domestici e le PMI che non scelgono un nuovo fornitore, consistente nella garanzia dell’erogazione del servizio di fornitura da parte dell’’impresa di distribuzione e nella continuità dello svolgimento della funzione di approvvigionamento da parte dell’Acquirente Unico, mantenendo al contempo le stesse garanzie (comma 2);

§      l’adozione, da parte del Ministero dello sviluppo economico, di propri provvedimenti volti a promuovere la piena attuazione dell’art. 3, comma 3, della direttiva 2003/54, allo scopo di rafforzare la posizione di mercato sia dei clienti civili che delle piccole e medie utenze attraverso l’associazione - su base volontaria - della rappresentanza dei suddetti utenti (comma 2 bis);

§      l’adozione con DM di disposizioni concernenti la cosiddetta “tariffa sociale” riservata ai consumatori domestici di elettricità in condizione di disagio economico o sanitario; la salvaguardia dei poteri di vigilanza e di intervento ex post dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas (AEEG) a tutela dei diritti degli utenti, anche in caso di verificati e ingiustificati aumenti dei prezzi e alterazioni delle condizioni del servizio per i clienti che non hanno ancora esercitato il diritto di scelta (comma 3);

§      un servizio di salvaguardia per gli altri clienti non domestici (imprese con oltre 50 dipendenti che, di fatto, non hanno ancora lasciato il mercato vincolato) che non scelgono un nuovo fornitore di energia elettrica e per chi transitoriamente dovesse rimanere senza fornitore, svolto temporaneamente dalle imprese di distribuzione o dalle loro società di vendita a condizioni e prezzi non discriminatori, individuate dal Ministero dello sviluppo economico attraverso procedure concorsuali (comma 4);

§      l’obbligo di informazione trasparente sul mix energetico utilizzato per la produzione dell’energia fornita da parte dei fornitori di energia elettrica nei confronti dei loro i clienti finali, nonché delle fonti informative disponibili sull’impatto ambientale della produzione, secondo modalità operative che saranno definite dal Ministero, su proposta dell’AEEG (comma5);

§      l’adozione di iniziative, da parte del Ministero dello sviluppo economico, per la sicurezza del sistema elettrico e la confrontabilità dei prezzi ai clienti finali, anche attraverso la definizione di standard minimi di informazione cui si può accedere attraverso la bolletta elettrica (comma 6);

§      la semplificazione, con regolamenti del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, delle procedure per l’accesso da parte delle pubbliche amministrazioni a finanziamento tramite terzi, favorendone il ricorso a servizi energetici volti all’efficienza energetica (comma 6-bis).

Regole di trasparenza per l’avvio del mercato per i clienti domestici

Il decreto-legge prevede l'obbligo di separazione societaria tra le imprese di distribuzione di energia elettrica e le imprese che svolgono attività di vendita, applicabile solo alle imprese le cui reti alimentano almeno 100.000 clienti finali. L’obbligo ha efficacia a partire dal 1° luglio 2007.

A tali imprese di distribuzione - svolgenti attività di vendita al 30 giugno 2007 - è stato concesso un periodo transitorio di centottanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto (fino al 15 dicembre 2007) per l’adeguamento. Entro tale termine sono tenute alla costituzione di una o più apposite società per azioni alle quali trasferire i beni e i rapporti, le attività e le passività relativi all'attività di vendita.

Secondo una nota illustrativa del Ministero dello sviluppo economico, la prevista separazione societaria garantisce la neutralità nella gestione della rete che è utilizzata da tutti i venditori senza asimmetrie informative e, quindi, favorisce lo sviluppo di una piena concorrenza sul lato dell'offerta. Tale separazione consente inoltre di evitare che le società di distribuzione di energia elettrica trasferiscano alle società di vendita che a loro fanno capo il proprio portafoglio clienti, impedendo così un'offerta plurale in regime di concorrenza.

 

All'Autorità per l'energia elettrica ed il gas (AEEG) sono demandate due funzioni:

a)   l'adozione di disposizioni per la separazione funzionale;

b)   la definizione delle modalità per garantire l'accesso tempestivo e non discriminatorio ai dati di misura da parte delle imprese di distribuzione di energia elettrica o di gas naturale.

L'adozione di disposizioni per la separazione funzionale, come previsto dalle direttive 2003/54/CE e 2003/55/CE, secondo la relazione del Governo al disegno di legge di conversione del DL 73/07, rafforza una gestione indipendente e trasparente delle infrastrutture.

Gli obblighi di separazione funzionale per il settore elettrico previsti dalla direttiva 2003/54/CE concernono la trasmissione e la distribuzione[6].

L'articolo 10 prevede in particolare che il gestore del sistema di trasmissione di energia elettrica[7], qualora faccia parte di un'impresa verticalmente integrata[8], sia indipendente - almeno sotto il profilo della forma giuridica, dell'organizzazione e del potere decisionale - dalle altre attività non connesse alla trasmissione. Tali norme non comportano l'obbligo di separare la proprietà. Un'analoga previsione è contenuta nell'articolo 15 della stessa direttiva con riferimento al gestore del sistema di distribuzione dell'energia elettrica[9]. Secondo tali norme, qualora il gestore del sistema di trasmissione sia parte di un'impresa verticalmente integrata, deve essere indipendente da altre attività non connesse alla distribuzione per quanto riguarda l'organizzazione e l'adozione di decisioni. Al fine di conseguire l’indipendenza del gestore, l'articolo 15, par. 2, prevede che si applichino i seguenti criteri minimi:

-        i responsabili della gestione del sistema di distribuzione non possono far parte di strutture societarie dell'impresa elettrica integrata, le quali siano responsabili, direttamente o indirettamente, della gestione ordinaria delle attività di generazione, trasmissione, fornitura[10] di elettricità;

-        l’adozione di misure idonee ad assicurare che gli interessi professionali delle persone responsabili della gestione del sistema di trasmissione siano presi in considerazione;

-        il gestore del sistema deve poter disporre di poteri decisionali indipendenti dall’impresa elettrica integrata, in relazione alle installazioni necessarie alla gestione, manutenzione e sviluppo della rete;

-        la predisposizione da parte del gestore di un programma di adempimenti contenente le misure adottate per escludere comportamenti discriminatori e garantire che ne sia adeguatamente controllata l'osservanza. L’organo responsabile del controllo del programma presenta, annualmente, all’autorità di regolamentazione una relazione sulle misure adottate.

Per quanto riguarda la separazione dei gestori di distribuzione, l'ultimo comma del par. 2 dell'articolo 15 dà facoltà agli Stati di escludere l'applicabilità delle disposizioni sulla separazione alle imprese che riforniscono meno di 100.000 clienti allacciati o che riforniscono piccoli sistemi isolati.

La normativa italiana previgente per ciò che concerne il settore dell'energia elettrica[11], all'art. 1 del D.Lgs. 16 marzo 1999, n. 79 ha previsto che fosse almeno garantita la separazione contabile ed amministrativa delle attività di distribuzione, trasmissione e dispacciamento[12] dalle altre attività, secondo le modalità stabilite dall'AEEG. L'art. 9, co. 7, dello stesso decreto, come modificato dalla legge 239/2004, ha demandato all'Autorità l’emanazione dei criteri per le opportune modalità di separazione gestionale e amministrativa delle attività esercitate dalle società di distribuzione.

Va segnalato, infine, che l'Autorità per l'energia elettrica ed il gas ha pubblicato il 24 gennaio 2007 la delibera n. 11/2007[13], con la quale è stato approvato il Testo integrato delle disposizioni dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas in materia di separazione amministrativa e contabile (unbundling) per le imprese operanti nei settori dell'energia elettrica e del gas". La Parte IV del Testo integrato è dedicata alla separazione funzionale. Nell'adottare tale delibera l'AEEG ha richiamato l’articolo 2, comma 12, lettera f), della legge n. 481/1995[14], ai sensi del quale l’Autorità emana le direttive per la separazione contabile e amministrativa e verifica i costi delle singole prestazioni per assicurare, tra l’altro, la loro corretta disaggregazione e imputazione per funzione svolta al fine di impedire la sussidiazione incrociata tra attività. La delibera 11/2007 è stata integrata dalla delibera 253/07.

All’Autorità per l’energia elettrica e il gas compete, altresì, come anticipato, la definizione delle modalità con cui le imprese di distribuzione di energia elettrica o di gas naturale garantiscono l'accesso tempestivo e non discriminatorio ai dati di misura relativi ai consumi dei clienti connessi alla propria rete, strettamente necessari per la formulazione delle offerte commerciali e la gestione dei contratti di fornitura. Tale diritto di accesso deve essere garantito nel rispetto delle esigenze di privacy e riferito ai dati dell’ultimo anno derivanti dai sistemi informativi e dall'attività di misura, relativi ai consumi[15].

Secondo la citata nota pubblicata dal Ministero dello sviluppo economico, in questo modo si evita che le società di vendita appartenenti a gruppi integrati con la distribuzione siano avvantaggiate, rispetto a società non integrate, nella formulazione di opzioni commerciali eliminando una distorsione di mercato derivante dall'asimmetria informativa. Al contrario, assicurando un accesso non discriminatorio ai dati di misura si garantiscono a tutti gli operatori le stesse informazioni consentendo a ciascun venditore in egual modo di costruire un'offerta commerciale vantaggiosa per l'utenza.

Regime di tutela per i clienti domestici

A decorrere dal 1° luglio 2007 ai clienti finali domestici è riconosciuto il diritto di recesso dal preesistente contratto di fornitura di energia elettrica, secondo modalità stabilite dall'Autorità per l'energia elettrica e il gas e di scelta di un fornitore diverso dal proprio distributore.

Si segnala, in proposito, che l’AEEG, in data 25 giugno 2007, ha deliberato le nuove norme sul recesso dei contratti di fornitura entrati in vigore a partire dal 1° luglio 2007(del. 144/07)[16].

Per i clienti sono previsti tempi di preavviso differenti a seconda che si eserciti il recesso per uscire dal mercato “vincolato” o per risolvere un contratto già concluso nel libero mercato. Nel primo caso, tutti i clienti che escono dal mercato “vincolato” per la prima volta (consumatori domestici elettrici e tutti coloro che, pur essendo già liberi di scegliere da tempo, non hanno ancora scelto un diverso fornitore) possono recedere con un preavviso di un mese. Nel secondo, invece, i tempi variano a seconda della natura del cliente. Per le famiglie rimane il limite di un mese; per le piccole imprese, passate in precedenza al mercato libero e titolari di contratti per la fornitura di elettricità in bassa tensione o di gas (fino a 200.000 mc/anno) o di contratti annuali, il limite è tre mesi, mentre per le altre imprese i termini di preavviso non possono essere superiori a tre o sei mesi (rispettivamente per contratti annuali o pluriennali), ferma restando la possibilità dei contraenti di negoziare anche termini diversi. Sarà poi il nuovo fornitore a dover direttamente inoltrare il recesso al vecchio venditore. L’invio della comunicazione di recesso da parte del cliente finale è invece prevista nei casi di definitiva cessazione della fornitura. Viene confermato, in dieci giorni, il tempo per l’esercizio del “diritto di ripensamento” per eventuali nuovi contratti sottoscritti. Qualora il cliente finale, anziché un contratto di fornitura, sottoscriva una proposta di contratto, il venditore deve confermare l’accettazione della stessa proposta entro un termine massimo di 45 giorni; in caso contrario la proposta si intende revocata, lasciando libero il cliente di ricercare una nuova offerta. Per i venditori, è previsto un tempo di preavviso non inferiore a sei mesi, superabile solo con l’accordo di entrambe le parti e fatte salve le norme correnti nei casi di morosità. L’esercente può avvalersi del diritto di recesso solo nei confronti dei clienti che hanno scelto il mercato libero e manifestandolo in forma scritta. Dalle nuove regole restano esclusi i contratti per utenze stagionali o ricorrenti, inferiori a dodici mesi.

Per l’energia elettrica, le nuove regole si applicano dal 1° luglio 2007 a tutti i contratti di fornitura stipulati da clienti domestici e da piccole imprese (con meno di cinquanta dipendenti e un fatturato annuo non superiore a dieci milioni di euro) connessi in bassa tensione. Per tutti gli altri clienti l’applicazione è dal 1° ottobre prossimo.

Per il gas, le nuove regole si applicano dal 1° ottobre a tutti i nuovi contratti che saranno stipulati da qualsiasi tipologia di cliente; per i contratti in essere, in occasione del primo rinnovo o entro un anno dalla data di pubblicazione del provvedimento. Ai contratti di fornitura congiunta (dual fuel) si applica la tempistica più favorevole al cliente finale.

Regime di maggior tutela per i clienti finali domestici e le piccole imprese

Ai clienti domestici non riforniti sul mercato libero che non scelgono un nuovo fornitore, viene garantita l'erogazione del servizio da parte dell'impresa di distribuzione, anche attraverso apposite società di vendita (se ricorrono le condizioni per il rispetto dell’obbligo di separazione societaria), mentre la funzione di approvvigionamento continua ad essere svolta dall'Acquirente Unico Spa.

Il regime di maggior tutela si applica “automaticamente” anche alle imprese connesse in bassa tensione, aventi meno di 50 dipendenti e un fatturato annuo non superiore a 10 milioni di euro.

Si ricorda che l'art. 14 del D.Lgs. 79/99[17], come modificato dal comma 30 della citata legge 239/04 (riordino settore energetico), ha previsto, per quanto riguarda il mercato dell'energia elettrica, che a decorrere dal 1° luglio 2007 sia da considerarsi cliente idoneo ogni cliente finale. Esso ha disposto inoltre che i clienti vincolati che alla data previste diventano idonei hanno diritto di recedere dal preesistente contratto di fornitura, come clienti vincolati, con modalità stabilite dall'Autorità per l'energia elettrica e il gas. Qualora tale diritto non sia esercitato, la fornitura ai suddetti clienti idonei continua ad essere garantita dall'Acquirente unico Spa.

L'articolo 4 del D.Lgs. n. 79/99 ha previsto la costituzione, da parte del gestore della rete di trasmissione nazionale di energia elettrica, della società per azioni "Acquirente Unico" che ha il compito di assicurare ai clienti vincolati la fornitura di energia elettrica a prezzi competitivi in condizioni di continuità, sicurezza ed efficienza del servizio, in modo da far usufruire a tali consumatori i benefici connessi alla liberalizzazione del settore, nonché di parità del trattamento, anche tariffario. Attualmente l'Acquirente Unico è di proprietà del GSE (Gestore dei servizi elettrici) a sua volta di proprietà dello Stato, attraverso il Ministero dell'economia e finanze. Il Ministero dello sviluppo economico definisce gli indirizzi a cui l'Acquirente Unico si attiene nell'attività di approvvigionamento, al fine di garantire la fornitura di energia elettrica al mercato vincolato. Con il DM 19 dicembre 2003 è stata affidata all'Acquirente Unico a decorrere dal 1° gennaio 2004 la titolarità delle funzioni di garante della fornitura di energia elettrica destinata ai clienti del mercato vincolato.

Al riguardo, l'AEEG nella segnalazione 19/2007 del 15 maggio afferma che: "appare difficilmente compatibile con la Direttiva la previsione, attualmente prevista dalla normativa italiana, che per tutti i clienti finali (di qualunque tipologia e dimensione) che non esercitano il recesso, la fornitura continui (ad libitum) ad essere assicurata dall'Acquirente Unico."

 

Due sembrano i profili innovativi del regime di garanzia:

§         l'obbligo di erogare il servizio in caso di mancata scelta a carico delle imprese di distribuzione, anziché dell'Acquirente Unico;

§         la restrizione dei beneficiari di tale servizio di ultima istanza ai soli utenti domestici e alle piccole imprese.

 

Da parte del Ministero dello sviluppo economico si prevede l’adozione di provvedimenti volti a promuovere la piena attuazione dell’art. 3, par. 3, della direttiva 2003/54, allo scopo di rafforzare la posizione di mercato sia dei clienti civili che delle piccole e medie utenze attraverso l’associazione - su base volontaria - della rappresentanza dei suddetti utenti.

L’articolo 3 della direttiva (vedi oltre) all’ultimo periodo del paragrafo 3 specifica che le disposizioni della direttiva non ostano a che gli Stati membri rafforzino la posizione di mercato dei clienti civili e della piccola e media utenza, promuovendo la possibilità di associazione su base volontaria ai fini della rappresentanza di tale categoria di utenti.

Condizioni di erogazione del servizio di maggior tutela

In linea con le previsioni della direttiva 2003/54/CE che sancisce il diritto dei clienti a fruire del servizio universale, il decreto-legge in commento affida all'Autorità per l'energia elettrica e il gas il compito di indicare condizioni standard di erogazione del servizio e definire transitoriamente, in base ai costi effettivi del servizio, prezzi di riferimento per le forniture di energia elettrica ai clienti domestici e alle piccole imprese e per le forniture di gas naturale ai clienti domestici[18]. Le imprese di distribuzione o di vendita sono tenute a inserire tali prezzi di riferimento nelle proprie offerte commerciali, contemplando anche la possibilità di scelta tra piani tariffari e fasce orarie differenziati .

L’articolo 3 della direttiva, che impone agli Stati membri taluni obblighi relativi al servizio pubblico e alla tutela dei consumatori, al par. 3 prevede che, se gli Stati membri lo ritengono necessario, le piccole imprese (vale a dire aventi meno di 50 dipendenti e un fatturato annuo o un totale di bilancio non superiore a 10 milioni di euro) usufruiscono nel rispettivo territorio del servizio universale, cioè del diritto alla fornitura di energia elettrica di una qualità specifica a prezzi ragionevoli, facilmente e chiaramente comparabili e trasparenti. Per garantire la fornitura del servizio universale, gli Stati membri possono designare un fornitore di ultima istanza. Gli Stati membri impongono alle società di distribuzione l'obbligo di collegare i clienti alla rete alle condizioni e tariffe stabilite secondo la procedura di cui all'articolo 23, paragrafo 2.

Si ricorda che nel parere motivato del 12 dicembre 2006, citato dalla relazione al disegno di legge di conversione del DL 73/07, la Commissione europea rileva l'incompatibilità delle disposizioni legislative che impongono ai distributori l'obbligo di fornire elettricità a prezzo regolato a clienti che sono liberi di scegliere il proprio fornitore a partire dal 1° luglio 2004. Si tratterebbe di una violazione dell'articolo 3, par. 1, della direttiva nella parte in cui obbliga gli Stati ad astenersi da qualsiasi discriminazione tra le imprese riguardo ai loro diritti od obblighi. La Commissione fa riferimento al comma 30 dell'articolo unico della già ricordata L 239/04 il quale ha inserito all'articolo 14 del D.Lgs. 79/99 i commi da 5-ter a 5-sexies. In particolare, il comma 5-sexies prevede che i clienti vincolati che alle date del 1° luglio 2004 (clienti finali non domestici), 28 settembre 2004 (clienti finali con consumi superiori a 0,05 GWh) e 1° luglio 2007 (tutti i clienti finali) diventano idonei hanno diritto di recedere dal preesistente contratto di fornitura. Tuttavia, il secondo periodo specifica che qualora tale diritto non sia esercitato, la fornitura ai suddetti clienti idonei continua ad essere garantita dall'Acquirente Unico Spa.

Infine, è oggetto di contestazioni l'articolo 1, comma 2, del DM 19 dicembre 2003 (Assunzione della titolarità delle funzioni di garante della fornitura dei clienti vincolati da parte della società Acquirente unico ai sensi dell'art. 4, comma 8, del D.Lgs. 16 marzo 1999, n. 79, e direttive alla medesima società)  che obbliga i distributori locali ad acquistare l'elettricità per rifornire i clienti del mercato vincolato esclusivamente dall'Acquirente Unico. In tal modo, secondo la Commissione, si impone ai distributori l'obbligo di fornire elettricità a prezzo regolato a clienti che già possono scegliere liberamente il loro fornitore. La Commissione ricorda che se è vero che l'art. 3, par. 2, della direttiva autorizza gli Stati, nell'interesse economico generale, ad imporre alle imprese operanti nel settore dell'energia elettrica obblighi di servizio pubblico, concernenti tra l'altro il prezzo delle forniture, tuttavia tali obblighi devono essere chiaramente definiti, trasparenti, non discriminatori e verificabili.

Al riguardo, l'obbligo imposto ai distributori locali non sarebbe conforme ad una procedura trasparente e non discriminatoria. Inoltre, tale obbligo è di applicazione generale (si applica a tutti i clienti idonei finché non scelgono un nuovo fornitore). Dato che la sua applicazione non è limitata a determinate categorie di clienti o a casi specifici, ad avviso della Commissione, esso non può considerarsi come un obbligo adottato nell'interesse economico generale. In particolare non varrebbero esigenze di garantire il servizio universale proprio perché esso si applica ad un gruppo di clienti molto più ampio rispetto a quelli che generalmente hanno diritto al servizio universale.

Le disposizioni del decreto-legge, nel restringere il campo dei destinatari del servizio universale ai clienti domestici e alle piccole imprese e nel ridefinire il ruolo di Acquirente Unico, sembrerebbero essere idonee a superare le contestazioni della Commissione europea.

Tariffe sociali

E’ fatta salva l’adozione, con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di misure volte a favorire utenti economicamente svantaggiati o, come specificato dalla norma, in particolari condizioni di salute, già contemplate dall’art. 1, comma 375, della legge n. 266/05 (legge finanziaria per il 2006).

Il termine ultimo per l’emanazione del decreto, di concerto con i Ministri dell’economia e delle finanze e della solidarietà sociale, è fissato in sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge.

Il richiamato comma 375, art. 1, della legge finanziaria per il 2006, dispone che al fine del completamento del processo di revisione delle tariffe elettriche, con decreto del Ministro delle attività produttive, da adottare d’intesa con i Ministri dell’economia e delle finanze e del lavoro e delle politiche sociali, siano definiti i criteri per l’applicazione delle tariffe elettriche agevolate ai soli clienti economicamente svantaggiati, prevedendo in particolare una revisione della fascia di protezione sociale tale da ricomprendere (solo) le famiglie economicamente svantaggiate. Il comma prevedeva l’adozione del decreto citato entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della legge.

La definizione di nuove agevolazioni sociali per i clienti domestici si è resa necessaria ai fini del superamento del sistema in vigore consistente in un sussidio non legato ad alcun criterio di necessità o di condizione sociale, bensì ai soli consumi.

Si segnala in proposito che in data 18 febbraio 2008 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il DM 28 dicembre 2007[19] del Ministero dello sviluppo economico, recante disposizioni concernenti la cosiddetta “tariffa sociale” riservata ai consumatori domestici di elettricità in condizione di disagio economico o sanitario. Il provvedimento, definisce i criteri di accesso a compensazioni del 20% della spesa elettrica. Per l'attuazione vera è propria del meccanismo si attende la delibera di revisione dei meccanismi tariffari su cui è in corso una consultazione dell'Autorità per l'energia, il cui termine ultimo fissato in un primo momento al 31 gennaio 2008 è stato prorogato fino al 29 febbraio 2008, poiché il decreto interministeriale non era stato ancora pubblicato.

Ad oggi l’Autorità non ha ancora provveduto ad emanare il provvedimento finale che dovrà definire il nuovo sistema tariffario alla chiusura della consultazione. Si prevede che, solo nel corso del secondo semestre di quest’anno, saranno rese operative sia le procedure di presentazione delle domande di ammissione, sia il trasferimento dei dati ai distributori elettrici, in maniera tale da attivare concretamente il nuovo sistema tariffario. Per un approfondimento del contenuto del DM 28 dicembre 2007 vedi la scheda Tariffe elettriche agevolate.

Poteri di vigilanza e di intervento dell’AEEG

Sono fatti salvi i poteri di vigilanza e di intervento dell'Autorità a tutela dei diritti degli utenti, anche nei casi di verificati e ingiustificati aumenti dei prezzi e alterazioni delle condizioni del servizio per i clienti che non hanno ancora esercitato il diritto di scelta[20].

La lettera n) del comma 12 dell'art. 2 della legge 481/1995 assegna all'AEEG il compito di verificare la congruità delle misure adottate dai soggetti esercenti il servizio al fine di assicurare la parità di trattamento tra gli utenti, garantire la continuità della prestazione dei servizi, verificare periodicamente la qualità e l'efficacia delle prestazioni all'uopo acquisendo anche la valutazione degli utenti, garantire ogni informazione circa le modalità di prestazione dei servizi e i relativi livelli qualitativi, consentire a utenti e consumatori il più agevole accesso agli uffici aperti al pubblico, ridurre il numero degli adempimenti richiesti agli utenti semplificando le procedure per l'erogazione del servizio, assicurare la sollecita risposta a reclami, istanze e segnalazioni nel rispetto dei livelli qualitativi e tariffari.

Il comma 20 dell'art. 2 della citata L. 481 prevede che l'Autorità irroghi sanzioni amministrative pecuniarie non inferiori nel minimo a 50 milioni di lire e non superiori nel massimo a 300 miliardi di lire in caso di inosservanza dei propri provvedimenti o in caso di mancata ottemperanza alle richieste di informazioni o a quelle connesse all'effettuazione dei controlli o nel caso in cui le informazioni e i documenti acquisiti non siano veritieri. In caso di reiterazione delle violazioni l'Autorità ha facoltà, qualora ciò non comprometta la fruibilità del servizio da parte degli utenti, di sospendere l'attività di impresa fino a 6 mesi ovvero proporre al Ministro competente la sospensione o la decadenza della concessione. E' prevista inoltre la possibilità di ordinare agli esercenti di cessare comportamenti lesivi dei diritti degli utenti e di imporre la corresponsione di un indennizzo.

Dunque la legge del 1995 prevede specifiche misure sanzionatorie di tipo punitivo (sanzioni amministrative pecuniarie), interdittivo (sospensione dell'attività di impresa) e riparatorio (obbligo di indennizzo) connesse a fattispecie differenziate. Inoltre, la lettera g) del comma 12,art. 2 della stessa legge prevede che l'AEEG controlli lo svolgimento dei servizi con potersi di ispezione, di accesso, di acquisizione della documentazione e delle notizie utili. La lettera a) del comma 24 del medesimo articolo 2 prevede poi che un regolamento governativo definisca le procedure relative alle attività svolte dall'Autorità. Al riguardo è stato emanato il DPR 9 maggio 2001, n. 244[21].

Servizio di salvaguardia

Il decreto-legge 73/07 assicura un servizio di salvaguardia da erogarsi transitoriamente ai clienti finali che risultino temporaneamente senza fornitore di energia elettrica o che non abbiano scelto il proprio fornitore sul mercato libero, i quali autocertifichino di non rientrare nel regime di maggior tutela (ossia di non essere né clienti domestici, né piccole imprese connesse in bassa tensione e aventi meno di 50 dipendenti e un fatturato annuo non superiore a 10 milioni di euro) (art. 1, co. 4).

Il suddetto servizio di salvaguardia è predisposto attraverso procedure concorsuali per aree territoriali e a condizioni che incentivino il passaggio al mercato libero, secondo criteri di gradualità.

In attuazione di quanto disposto dal DL 73, il Ministro dello sviluppo economico ha emanato, su proposta dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas, il DM il 23 novembre 2007 recante la disciplina delle modalità e dei criteri per assicurare il servizio di salvaguardia ai clienti che ne abbiano diritto. Successivamente con il decreto ministeriale 8 febbraio 2008, n. 906 [22] i termini per l'avvio del servizio di salvaguardia sono stati prorogati al 1° maggio 2008[23].

 

In via transitoria, fino all'operatività di tale servizio, la continuità della fornitura per tali clienti è assicurata dalle imprese di distribuzione o dalle società di vendita collegate a tali imprese, a condizioni e a prezzi previamente resi pubblici e non discriminatori[24].

La previsione di un servizio di salvaguardia sembrerebbe corrispondere a quanto previsto dall'art. 3, par. 5 della direttiva 2003/54/CE, che impone agli Stati di adottare le misure adeguate per tutelare i clienti finali ed assicurare in particolare ai clienti vulnerabili un'adeguata protezione comprese le misure atte a permettere loro di evitare l'interruzione delle forniture.

Si tratta di un modello già in uso nel settore del gas naturale. Infatti la legge 239/04 di riordino del settore energetico ai commi da 46 a 51 reca misure per la salvaguardia dei clienti finali nel mercato del gas naturale che prevedono:

§       l’intervento dell’Autorità per l’energia elettrica ed il gas per  individuare con procedure pubbliche una o più imprese di vendita del gas che si impegnino a formulare offerte di vendita di gas, su richiesta, ad utenti con consumi ridotti, ovvero in talune aree svantaggiate del paese (comma 46);

§       indirizzi stabiliti dal Ministro delle attività produttive in base ai quali è esercitata la fornitura(comma 47);

§       autorizzazione, in via eccezionale - con decreto del Ministero dello sviluppo economico -  per le imprese distributrici a svolgere transitoriamente l'attività di vendita ai clienti finali nell'area di loro operatività per motivi di continuità del servizio, o su segnalazione dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas, le imprese distributrici possono essere autorizzate in via. Tale attività è esercitata a condizioni e modalità stabilite dall'Autorità per l'energia elettrica e il gas (comma 49);

§       Il differimento al 31 dicembre 2005 dei compiti di indirizzo e sostitutivi in materia del Ministro delle attività produttive, al fine di garantire la sicurezza del sistema nazionale del gas e l'avvio della piena concorrenza (comma 49);

§       l’introduzione di disposizioni di carattere tributario concernenti le cessioni di gas naturale (comma 50).

Informazione sul mix energetico

A carico delle imprese di vendita di energia è previsto l’obbligo di fornire, nelle fatture e nel materiale promozionale inviato ai propri clienti finali, le informazioni:

§         sulla composizione del mix energetico utilizzato per la produzione dell'energia elettrica fornita nei due anni precedenti;

§         sull'impatto ambientale della produzione, informazioni che devono risultare utili ai fini del risparmio energetico.

L'indicazione di tali informazioni deve avvenire secondo modalità definite con decreto del Ministro dello sviluppo economico, sentito il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, su proposta dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto in esame. Ad oggi il decreto non risulta pubblicato in Gazzetta.

I suddetti obblighi informativi sono riconducibili a quanto disposto dall'art. 3 della direttiva 2003/54/CE[25]. In particolare, il paragrafo 6 prevede che gli Stati membri provvedano affinché i fornitori di energia elettrica specifichino nelle fatture o unitamente alle stesse ed in tutto il materiale promozionale inviato ai clienti finali:

§         la quota di ciascuna fonte energetica del mix complessivo di combustibili utilizzato dall'impresa fornitrice nell'anno precedente;

§         almeno il riferimento alle fonti di riferimento esistenti, per esempio pagine web, qualora le informazioni sull'impatto ambientale, almeno in termini di CO2 e di scorie radioattive risultanti dalla produzione di energia elettrica prodotta mediante il mix di combustibile complessivo utilizzato dal fornitore nell'anno precedente, siano a disposizione del pubblico.

Per l'elettricità ottenuta tramite una borsa dell'energia o importata da un'impresa situata al di fuori della Comunità, è possibile utilizzare i dati aggregati forniti dalla borsa o dall'impresa in questione nell'anno precedente. Gli Stati membri adottano le misure necessarie a garantire che le informazioni trasmesse ai fornitori dai rispettivi clienti a norma del presente articolo siano affidabili. Al riguardo, come ricordato nella relazione, la Commissione europea ha avviato una procedura di infrazione.

Secondo l'Autorità per l'energia elettrica ed il gas[26], le disposizioni della direttiva sono state attuate solo parzialmente, in quanto la regolamentazione predisposta dalla stessa Autorità prevede che almeno una volta l'anno il cliente sia anche informato circa il mix di fonti che caratterizzano la produzione nazionale di energia elettrica, con descrizione della tipologia degli impianti, delle fonti e dei combustibili utilizzati per la generazione elettrica.

Al riguardo, si ricorda che la stessa Autorità ha approvato una nuova direttiva[27] in materia di documenti di fatturazione dei consumi di elettricità, al fine di migliorare la leggibilità, la comprensibilità, la chiarezza e la completezza delle bollette, a maggior tutela dei clienti finali. L’Autorità ha in particolare previsto che le regole per la redazione delle bollette si applichino non solo ai clienti domestici, ma anche ai clienti del mercato libero alimentati in bassa tensione, che sono potenzialmente più esposti a carenze d’informazione. La trasparenza, la leggibilità, la completezza dei documenti di fatturazione dei consumi di elettricità è particolarmente importante per i clienti che decidano di cambiare fornitore, e quindi la suddetta direttiva ha assunto un rilievo particolare nella prospettiva della completa liberalizzazione del mercato avvenuta dal 1° luglio scorso.

Sicurezza e trasparenza

E’ prevista da parte del Ministero dello sviluppo economico l’adozione di iniziative per:

§         la sicurezza del sistema elettrico[28];

§         la confrontabilità dei prezzi ai clienti finali, anche - come specificato con una integrazione disposta durante l’esame al Senato - attraverso la definizione di standard minimi di informazione cui si può accedere attraverso la bolletta e la pubblicazione sul sito web dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas di tavole di raffronto tra i prezzi rilevabili sul mercato libero – per tipologia di clientela - e i prezzi di riferimento definiti dall’AEEG per le forniture di energia elettrica a clienti domestici e piccole imprese.

Per quanto concerne le iniziative in tema di trasparenza e confrontabilità dei prezzi, si ricorda che anche in vista della completa liberalizzazione del mercato elettrico, l'Autorità per l'energia elettrica e il gas ha approvato, ai fini di una maggior tutela dei clienti finali, una nuova direttiva in materia di trasparenza dei documenti di fatturazione dei consumi di elettricità, per migliorare la leggibilità, la comprensibilità, la chiarezza e la completezza delle bollette (Cfr. nota 28).

Più recentemente, per ridurre la possibilità di comportamenti poco trasparenti e agevolare le scelte, l’Autorità, con la delibera n. 110/07, ha reso obbligatoria una scheda di confronto prezzi che i venditori devono presentare insieme alle nuove proposte commerciali per le forniture a partire dal 1° luglio 2007.

La scheda evidenzia, per cinque diversi livelli di consumo, la spesa annua presunta se il cliente aderisce all’offerta commerciale proposta, la spesa annua presunta nel caso opti per le condizioni standard dell’Autorità, le differenze tra le due alternative sia in valori assoluti che in percentuale.

La scheda, già prevista dal Codice di condotta commerciale per la vendita di energia elettrica approvato dall’Autorità nel maggio 2006, costituisce uno strumento per facilitare il confronto tra le diverse offerte che verranno presentate ai consumatori.

Per i clienti domestici, l’offerta dovrà essere descritta in modo chiaro e comprensibile anche per quello che riguarda eventuali sconti o bonus o altri vantaggi. Inoltre, la scheda dovrà indicare il possibile risparmio annuo rispetto all’applicazione di tariffe o di eventuali prezzi di riferimento fissati dall’Autorità e aggiornati trimestralmente.

Per i clienti non domestici, la scheda conterrà anche un elenco dettagliato dei corrispettivi a carico del consumatore in seguito alla stipula del contratto, in modo da facilitare l’individuazione di tutti gli oneri che gli verranno addebitati in relazione alla prestazione del servizio.

La scheda, in entrambe le versioni, permetterà inoltre di: ridurre il rischio di comportamenti poco trasparenti nei confronti dei clienti; evidenziare eventuali altre caratteristiche dell’offerta non strettamente legate al prezzo.

L’Autorità ha anche stabilito l’obbligo per i distributori di energia elettrica di pubblicare sui propri siti internet, con modalità uguali per tutti, il dettaglio dei costi connessi all’uso delle reti, per una sempre migliore trasparenza di mercato ed offerte.

 

Inoltre dal mese di luglio 2007, sul sito internet dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas (www.autorita.energia.it) è inserito un elenco delle società qualificate per la vendita di energia elettrica ai clienti domestici e ad altri piccoli consumatori, quelli dotati quindi di minor potere contrattuale (ad esempio, famiglie, piccole imprese e terziario). Come evidenziato dall’Autorità, l’elenco contribuirà a rendere più agevole, consapevole e ponderata la scelta del proprio fornitore da parte dei consumatori. L’iscrizione all’elenco è volontaria, ma è subordinata al possesso da parte dei venditori di alcuni requisiti[29], definiti dall’Autorità, che riguardano ad esempio la solidità finanziaria e la diffusione della propria rete commerciale sul territorio (delibera n. 134/07).

 

Compete sempre al Ministero dello sviluppo economico attuare le disposizioni in materia di ricerca e sviluppo di sistema previste dal decreto del Ministro delle attività produttive 8 marzo 2006[30] - i cui costi rientrano tra gli oneri generali di sistema gestiti dalla Cassa conguaglio per il settore elettrico - anche mediante gli accordi di programma triennali previsti dal decreto del Ministro delle attività produttive 23 marzo 2006 per l'attuazione dei quali le attività sono prorogate per gli anni 2007 e 2008 e per pari importi.

Si tratta, secondo la relazione allegata al disegno di legge, di disposizioni necessarie a garantire la continuità delle attività di ricerca e sviluppo nel settore elettrico. Infatti, le attuali disposizioni contenute in due decreti ministeriali del 2006 possono costituire base giuridicamente inadeguata per continuare un'attività di rilevante interesse pubblico. La relazione ricorda che tale regime di finanziamento delle attività di ricerca e sviluppo nel settore elettrico è stato dichiarato compatibile con la disciplina comunitaria in materia di aiuti alla ricerca (decisione della Commissione europea 20 dicembre 2006 n. (2006) 6681 def.).

 

Il richiamato decreto 8 marzo 2006 è stato emanato in attuazione dell'art. 3, co. 11 del D.Lgs. 79/1999, il quale prevedeva l’individuazione degli oneri generali afferenti al sistema elettrico[31], ivi inclusi gli oneri concernenti le attività di ricerca e le attività di smantellamento delle centrali elettronucleari dismesse, la chiusura del ciclo del combustibile e le attività connesse e conseguenti, con uno o più decreti del Ministro dell'industria, di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, su proposta dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas.

Il citato DM prevede la redazione di un Piano triennale contenente le priorità delle attività di ricerca e sviluppo di interesse generale per il sistema elettrico nazionale, gli obiettivi, i progetti di ricerca e di sviluppo, i risultati attesi e la previsione del fabbisogno per il finanziamento del Fondo di cui al decreto medesimo.

Tale Piano, redatto dal CERSE (Comitato di Esperti di Ricerca per il Sistema Elettrico) prevede: a) il finanziamento integrale delle attività di ricerca che siano a totale beneficio degli utenti del sistema elettrico nazionale (in tal caso i risultati non possono formare oggetto di alcun diritto di uso esclusivo o prioritario, né di alcun vincolo di segreto o riservatezza); b) un finanziamento parziale, in misura differente in ragione dei piani di cofinanziamento proposti, della tipologia dell'attività di ricerca e sviluppo, del grado di innovazione della medesima e del rischio tecnico-economico che ne consegue delle attività di ricerca a beneficio degli utenti del sistema elettrico nazionale e contestualmente di interesse specifico di soggetti operanti nel settore dell'energia elettrica nazionale o internazionale (in tal caso i risultati formano oggetto di diritti di privativa e possono essere utilizzati per lo sviluppo di servizi o di prodotti industriali, con connessi vincoli di segreto o di riservatezza).

Entrambi i suddetti tipi di attività di ricerca devono inoltre soddisfare una serie di  requisiti[32]:

a)    essere attinenti al settore elettrico o ad aspetti anche appartenenti ad altri settori ma collegati alle attività di produzione, trasmissione, dispacciamento e distribuzione di energia elettrica;

b)    riferirsi in generale a risultati e soluzioni che trovino utilizzo in una prospettiva di lungo termine ed abbiano carattere generale per il sistema elettrico nazionale;

c)    avere natura applicativa;

d)    non configurarsi come servizi prestati alle aziende.

In base all'articolo 4, il Ministero delle attività produttive (ora dello sviluppo economico), per l'attuazione dei progetti di ricerca di interesse generale contenuti nel Piano triennale e rientranti nelle attività di ricerca ammesse al finanziamento integrale può stipulare accordi di programma con validità anche triennale con soggetti pubblici o con organismi a prevalente partecipazione pubblica, aventi i requisiti tecnici e professionali e l'esperienza acquisita di cui all'art. 3, comma 2, sulla base di proposte di programmi di attività ritenuti coerenti con gli obiettivi del Piano.

Il successivo DM 23 marzo 2006 ha individuato quattro soggetti destinatari di accordi di programma triennali:

a) l'Ente per le nuove tecnologie, l'energia e l'ambiente (ENEA) per lo svolgimento di attività relative alla produzione di energia elettrica ed agli usi finali;

b) il Consiglio nazionale delle ricerche (CNR) per lo svolgimento di attività relative alla produzione di energia elettrica;

c) la società CESI RICERCA Spa. per lo svolgimento di attività relative al governo del sistema elettrico, alla produzione di energia elettrica, alla trasmissione e distribuzione di energia elettrica ed agli usi finali;

d) l'Istituto per la promozione industriale (IPI) per lo svolgimento di attività di ricerca prenormativa con riferimento alle procedure di insediamento delle infrastrutture del sistema elettrico ai fini della loro accettabilità sociale.

Semplificazione

Ai fini della liberalizzazione del mercato energetico e dello sviluppo del mercato dei servizi energetici è prevista l’adozione, da parte del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’ambiente, di regolamenti volti alla semplificazione delle procedure per l’accesso da parte delle Pubbliche Amministrazioni a finanziamenti tramite terzi, favorendone il ricorso a servizi volti all’efficienza energetica, senza nuovi o ulteriori aggravi per la finanza pubblica.



[1]     All’interno di questo sistema allo Stato sono rimasti affidati i compiti di assumere le determinazioni inerenti l’importazione e l’esportazione dell’energia, di definire il quadro settoriale di programmazione anche con riferimento alla ricerca scientifica, di definire i principi per il coordinato utilizzo delle risorse finanziarie regionali, nazionali e dell’Unione europea. Sono inoltre rimasti di competenza dello Stato i compiti relativi all’adozione di misure finalizzate a garantire l’effettiva concorrenzialità del mercato dell’energia elettrica, alla definizione dei criteri generali per le nuove concessioni di distribuzione dell’energia elettrica e per l’autorizzazione alla costruzione e all’esercizio degli impianti di generazione di energia elettrica termica superiore ai 300 MW.

[2]     La legge 23 agosto 2004, n. 239 reca Riordino del settore energetico, nonché delega al Governo per il riassetto delle disposizioni vigenti in materia di energia.

[3]     A decorrere dal 1° novembre 2005, a seguito dal DPCM 11 maggio 2004 (Criteri, modalità e condizioni per l'unificazione della proprietà e della gestione della rete elettrica nazionale di trasmissione) che ha disposto il trasferimento del ramo d’azienda relativo a dispacciamento, trasmissione e sviluppo della rete a Terna s.p.a., il Gestore della rete di trasmissione nazionale (GRTN)- società per azioni costituita il 27 aprile 1999 in ottemperanza a quanto previsto dall’art. 3, co. 4, del D.Lgs.79/99 - ha cambiato denominazione sociale diventando Gestore del sistema elettrico - Gse spa (di seguito: Gestore del sistema elettrico) e svolgendo essenzialmente attività di gestione, promozione e incentivazione delle fonti rinnovabili in Italia.

[4]     Lo stato di avanzamento dei processi di liberalizzazione nei due principali mercati energetici del nostro paese (elettricità e gas) è stato oggetto nel 2005 di due indagini conoscitive svolte congiuntamente dall’Autorità per la concorrenza e il mercato (Antitrust) e dall’Autorità per l’energia elettrica ed il gas, che hanno evidenziato il permanere di una serie di criticità strutturali del mercato, legate al peso dell’operatore principale, nonché alla composizione del parco di generazione e al forte ricorso alle importazioni che riducono la competitività del nostro Paese.

[5]     Il DL 73 del 18 giugno 2007, recante Misure urgenti per l’attuazione delle disposizioni comunitarie in materia di liberalizzazione dei mercati dell’energia, è stato convertito,con modificazioni, dall’articolo 1 della legge 2 agosto 2007, n. 125 (GU 14 agosto 2007, n. 188).

[6]     Per quanto riguarda il gas naturale, gli obblighi di separazione funzionale concernono la distribuzione ed il trasporto. La direttiva 2003/55 prevede all'articolo 9 e all'articolo 13 misure di separazione rispettivamente dei gestori del sistema di trasporto e della rete di distribuzione analoghe a quelle esposte per l'energia elettrica. Anche nel settore del gas naturale gli Stati possono decidere di non applicare le misure sulla separazione alle imprese che riforniscono meno di 100.000 clienti allacciati. Non vi sono disposizioni che impongono la separazione dell'attività di stoccaggio. Nella relazione al disegno di legge di conversione del DL 73/07 il Governo affermava che la separazione si è resa necessaria anche per tali attività, considerato che esse sono svolte per la quasi totalità da impresa totalmente controllata dall’ operatore dominante. Secondo dati forniti dall'AEEG (Relazione annuale sullo stato dei servizi e sull'attività svolta, anno 2006, p. 92), la società Stogit, di proprietà ENI, deteneva nell'anno termico 2005-2006 una capacità di stoccaggio pari a 290,5 milioni di GJ, mentre la Edison stoccaggio deteneva nello stesso anno una capacità pari a 12,4 milioni di GJ (Un GJ equivale a un miliardo di Joule. Il Joule è l'unità di misura dell'energia e del lavoro, ed è il lavoro richiesto per esercitare una forza di un newton per una distanza di un metro, perciò la stessa quantità può essere riferita come newton metro. Un joule è anche il lavoro svolto per produrre la potenza di un watt per un secondo).

[7]     Per trasmissione si intende il trasporto di energia elettrica sul sistema interconnesso ad altissima tensione e ad alta tensione ai fini della consegna ai clienti finali o ai distributori, ma non comprendente la fornitura.

[8]      Per impresa verticalmente integrata si intende un'impresa o un gruppo di imprese i cui rapporti reciproci sono definiti dall'articolo 3, paragrafo 3, del regolamento (CEE) n. 4064/89 del Consiglio, del 21 dicembre 1989, relativo al controllo delle operazioni di concentrazione tra imprese, e in cui le società/ i gruppi interessati svolgono almeno una delle funzioni di trasmissione o distribuzione e almeno una delle funzioni di generazione o fornitura di energia elettrica.

[9]     La distribuzione è definita dalla direttiva come il trasporto di energia elettrica su sistemi di distribuzione ad alta, media e bassa tensione per le consegne ai clienti, non comprendente la fornitura.

[10]    Per fornitura ai sensi della direttiva si intende la vendita, compresa la rivendita di energia elettrica ai clienti (vedi art. 2, punto 19).

[11]    Per quanto riguarda il settore del gas naturale, l'art. 21 del D.Lgs. 23 maggio 2000, n. 164 ha previsto la separazione societaria (ma non funzionale) delle attività di trasporto, dispacciamento, stoccaggio, distribuzione e vendita di gas naturale, con modalità differenti secondo l'attività. Le attività di trasporto e dispacciamento sono oggetto di separazione societaria da tutte le altre attività del settore del gas ad eccezione dell'attività di stoccaggio. L'attività di stoccaggio è oggetto di separazione contabile e gestionale (ma non societaria) dall'attività di trasporto e dispacciamento e di separazione societaria da tutte le altre attività del settore del gas. L'attività di distribuzione è oggetto di separazione societaria da tutte le altre attività del settore del gas. L'attività di vendita può essere effettuata unicamente da società che non svolgano alcuna altra attività nel settore del gas naturale, salvo l'importazione, l'esportazione, la coltivazione e l'attività di cliente grossista.

[12]    Il dispacciamento è definito come l'attività diretta ad impartire disposizioni per l'utilizzazione e l'esercizio coordinato degli impianti di coltivazione, di stoccaggio, della rete di trasporto e di distribuzione e dei servizi accessori (art. 2, co. 1, lett. j), D.Lgs. 164/2000).

[13]    Tra le motivazioni della delibera recante Obblighi di separazione amministrativa e contabile (unbundling) per le imprese operanti nei settori dell’energia elettrica e del gas, l'AEEG afferma di ritenere che:

-          sia necessario modificare la vigente disciplina della separazione amministrativa tra attività, in linea con le direttive europee attualmente in vigore, introducendo vincoli di separazione funzionale che garantiscano l’indipendenza delle attività  di gestione di infrastrutture essenziali per la liberalizzazione, intestando il potere decisionale a soggetti che operino in condizioni di effettiva autonomia e senza conflitti di interessi;

-          gli obblighi di separazione funzionale possano essere transitoriamente sospesi, in relazione all’esercizio congiunto della attività di distribuzione dell’energia elettrica e di misura dell’energia elettrica e/o all’esercizio congiunto delle attività di distribuzione del gas naturale e di misura del gas naturale, rinviando scelte definitive specifiche per tali attività ad un momento successivo in cui possa essere valutata l’efficacia della separazione funzionale prevista per l’attività di distribuzione, a seguito di specifiche analisi da parte dell’Autorità, condotte anche attraverso verifiche ispettive.

[14]    Legge 14 novembre 1995, n. 481 recante Norme per la concorrenza e la regolazione dei servizi di pubblica utilità. Istituzione delle Autorità di regolazione dei servizi di pubblica utilità.

[15]    Si segnala la deliberazione dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas 27 giugno 2007, n. 157/2007, con la quale è stata approvata una prima parte della Disciplina in materia di accesso ai dati di base per la formulazione di proposte commerciali inerenti la fornitura di energia elettrica e/o di gas naturale, pubblicata sul sito www.autorita.energia.it in data 27 giugno 2007 (GU n. 164 del 17 luglio 2007, SO 161). La delibera è stata successivamente modificata dalla del. ARG/com  15/08, pubblicata sul sito dell’AEEG in data 20 febbraio 2008.

[16]    La delibera n. 144/07 recante Disciplina del recesso dai contratti di fornitura di energia elettrica e di gas naturale, ai sensi dell’articolo 2, comma 12, lettera h), della legge 14 novembre 1995, n. 481 è stata pubblicata sul sito www.autorita.energia.it in data 26 giugno 2007.

 

[17]    Il decreto legislativo 16 marzo 1999 n. 79 reca Attuazione della direttiva 96/92/CE recante norme comuni per il mercato interno dell'energia elettrica.

[18]    Si segnala che l’Autorità per l’energia e il gas in attuazione di quanto disposto dal comma 3 ha emanato la deliberazione 156/2007 recante Approvazione del Testo integrato delle disposizioni dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas per l’erogazione dei servizi di vendita dell’energia elettrica di maggior tutela e di salvaguardia ai clienti finali ai sensi del decreto- legge 18 giugno 2007, n. 73/07 (GU n. 164 del 17 luglio-2007,  SO n. 161) e successive modifiche.

 

[19]    Determinazione dei criteri per la definizione delle compensazioni della spesa sostenuta per la fornitura di energia elettrica per i clienti economicamente svantaggiati e per i clienti in gravi condizione di salute.

[20]    Le disposizioni del DL appaiono recepire quanto proposto dall'AEEG nella sua segnalazione al Parlamento e al Governo (Atto 15 maggio 2007, n. 19/2007). In particolare l'AEEG propone che: "le modalità di tutela nella vendita siano similari a quelle oggi vigenti, ovvero prevedendo la definizione da parte dell’Autorità delle condizioni economiche di fornitura che i fornitori sono tenuti ad offrire ai clienti domestici insieme ad altre offerte commerciali. In prospettiva si può considerare il passaggio verso un sistema di tutela che preveda l’obbligo di pubblicizzazione delle condizioni economiche di fornitura praticate in ciascun comune dalle società di vendita e la possibilità per l’Autorità di imporre la ridefinizione delle condizioni economiche in caso di prezzi ingiustificati o anomali."

[21]    Regolamento recante disciplina delle procedure istruttorie dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas, a norma dell'articolo 2, comma 24, lettera a), della legge 14 novembre 1995, n. 481.

Relativamente agli accessi e ispezioni, l'art. 8 prevede che essi siano disposti per accertare le modalità di svolgimento dei servizi e per verificare l'adempimento degli obblighi dei soggetti esercenti i servizi medesimi. I funzionari incaricati di procedere all'accesso o all'ispezione hanno il potere di: a) accedere a tutti i locali, terreni e mezzi di trasporto del soggetto nei cui confronti si svolge l'ispezione, con esclusione dei luoghi di residenza o di domicilio, estranei all'attività aziendale oggetto di indagine; b) acquisire e controllare i documenti reperiti estraendone copia; c) richiedere informazioni orali.

Nel corso dell'accesso o dell'ispezione, i soggetti interessati possono farsi assistere da consulenti di propria fiducia, senza che tale facoltà comporti la sospensione dell'accesso o dell'ispezione. Dell'attività svolta, delle dichiarazioni rese e dei documenti acquisiti, è redatto processo verbale.

[22]    Il DM è stato pubblicato, per comunicato, nella GU 23 febbraio 2008, n. 46.

[23]    In attuazione del DM 23 novembre 2007 l’AEEG con la delibera 337/07 ha disciplinato l’erogazione del servizio di salvaguardia, stabilendo, tra l’altro, le tempistiche per la definizione delle relative procedure concorsuali in sede di prima applicazione. Le procedure concorsuali  per l’individuazione degli esercenti il servizio di salvaguardia sono state disciplinate con regolamento dell’Acquirente Unico (e pubblicate sul relativo sito Internet il 31 gennaio 2008). Ulteriori disposizioni per l’erogazione del servizio in attuazione del DM 23 novembre 2007 e del DM 8 febbraio 2008 sono state successivamente emanate con la delibera AEEG ARG/elt 13/08.

[24]    Tali disposizioni sembrano accogliere quanto sostenuto dall'Autorità per l'energia elettrica ed il gas nella citata segnalazione al Parlamento (Atto 15 maggio 2007, n. 19/2007). In particolare, l'AEEG afferma che:"con riferimento agli altri clienti finali che non hanno scelto un nuovo fornitore (diversi da quelli ammessi ad usufruire della maggior tutela e che quindi non possono essere forniti dall’Acquirente Unico), dovrebbe essere previsto in via residuale che il servizio sia fornito quanto prima, e almeno a partire dal 1 gennaio 2008, da soggetti individuati attraverso procedure concorsuali; tali procedure concorsuali, che consentirebbero di selezionare in modo efficiente i fornitori anche per questi clienti, potrebbero essere effettuate per distinte aree territoriali e con cadenza annuale."

 

[25]    Direttiva 2003/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2003 relativa a norme comuni per il mercato interno dell'energia elettrica e che abroga la direttiva 96/92/CE.

[26]    Si veda la Relazione annuale dell'Autorità per l'energia elettrica ed il gas alla Commissione europea sullo stato dei servizi e sulla regolazione dei settori dell'energia elettrica e del gas del 31 luglio 2006, p. 80. La relazione è disponibile sul sito dell'Autorità.

[27]    Si veda l'articolo 16 della direttiva per la trasparenza dei documenti di fatturazione dei consumi di elettricità approvata con la delibera 152/2006 dell'Autorità, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 188 del 14 agosto 2006 .

[28]    Relativamente alle iniziative in tema di sicurezza del sistema elettrico, si ricorda che il comma 8 dell'articolo unico della legge 239/04 demanda allo Stato, con riferimento al settore elettrico, tra l'altro, l'adozione di indirizzi e misure a sostegno della sicurezza e dell'economicità: degli interscambi internazionali; degli approvvigionamenti per i clienti vincolati o disagiati; del sistema di generazione e delle reti energetiche.

[29] In particolare, per poter essere iscritti nell’elenco, i venditori devono dichiarare di possedere determinati requisiti; tra questi: l’essere costituiti in forma di società di capitali, società cooperative in forma di società di capitali, società consortili, consorzi con attività esterna; l’aver sottoposto a controllo contabile gli ultimi due bilanci approvati; detenere un giudizio di rating rilasciato da organismi riconosciuti a livello internazionale (quali Moody’s Investor Services, Standard & Poor’s Corporation o Fitch Ratings) o presentare una dichiarazione di affidabilità da parte di una società controllante, a sua volta in possesso di un giudizio di rating o di una dichiarazione di affidabilità da parte un primario istituto di credito. L’elenco sarà oggetto di aggiornamenti continui e i venditori possono chiedere in qualsiasi momento di essere iscritti all’elenco, secondo le modalità previste dalla deliberazione n. 134/07.

[30]    Nuove modalità di gestione del Fondo per il finanziamento delle attività di ricerca e sviluppo di interesse generale per il sistema elettrico nazionale e abrogazione del D.M. 28 febbraio 2003 del Ministro delle attività produttive.

[31]    Il DL 18 febbraio 2003, n. 25, Disposizioni urgenti in materia di oneri generali del sistema elettrico e di realizzazione, potenziamento, utilizzazione e ambientalizzazione di impianti termoelettrici, conv. in legge, con modif., dall'art. 1 della L. 17 aprile 2003, n. 83, ha previsto che a decorrere dal 1° gennaio 2004, gli oneri generali del sistema elettrico, di cui all'art. 3, comma 11, del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, siano costituiti da:

 -  i costi connessi allo smantellamento delle centrali elettronucleari dismesse, alla chiusura del ciclo del combustibile nucleare ed alle attività connesse e conseguenti;

 -  i costi relativi all'attività di ricerca e di sviluppo finalizzata all'innovazione tecnologica di interesse generale per il sistema elettrico;

 - l'applicazione di condizioni tariffarie favorevoli per le forniture di energia elettrica previste dalle disposizioni richiamate nell'articolo 2, punto 2.4, della Del. AEEG 26 giugno 1997, n. 70/97, e dal DM 19 dicembre 1995 ;

 - la reintegrazione dei maggiori costi derivanti dalla forzata rilocalizzazione all'estero delle attività di scarico a terra e rigassificazione del gas naturale importato dall'ENEL Spa dalla Nigeria, in base agli impegni contrattuali assunti anteriormente alla data del 19 febbraio 1997, e che non possono essere recuperati a seguito dell'entrata in vigore della direttiva 19 dicembre 1996, n. 96/92/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, pari ai costi annui effettivamente sostenuti derivanti dal complesso dei relativi impegni contrattuali, al netto dei costi di rigassificazione del gas naturale, sommati agli oneri derivanti dalle perdite tecniche, effettivamente sostenuti fino al 1° gennaio 2010.

[32]    Articolo 10, DM 26 gennaio 2000, Individuazione degli oneri generali afferenti al sistema elettrico.