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Complesso di via del Seminario
  • Palazzo del Seminario

    Il Palazzo del Seminario è inserito nel complesso monumentale della Minerva, sorto negli stessi luoghi in cui nell'antica Roma si trovavano, a testimonianza della cultura greca e della cultura egizia, il tempio di Minerva Calcidica e il tempio dedicato a Iside e Serapide: un muro romano in laterizio di epoca imperiale è tuttora visibile nei sotterranei del Palazzo. Nel VI secolo viene eretta la chiesetta Maria Sedes Sapientiae, assegnata dal Papa Zaccaria (741-752) verso il 750 prima alle monache basiliane, poi ad altre religiose finché nel 1266 si apre l'era domenicana.
    Nel 1280 inizia la costruzione della nuova chiesa gotica Santa Maria sopra Minerva e l'ampliamento del convento adiacente. Il convento fu sede di due conclavi che si conclusero con la proclamazione di due papi umanisti: Eugenio IV (Gabriele Condulmer, 1431-1447) a cui si deve uno dei primi inventari della biblioteca dei Papi (350 codici latini, oltre a codici greci ed ebraici) e Nicolò V (Tommaso Parentucelli di Sarzana, 1447-1455) umanista e letterato che promuove la ricerca di manoscritti e codici miniati in Europa e in Oriente, compreso quanto restava della Biblioteca Imperiale di Costantinopoli, non disperso dopo la conquista Ottomana (1453). L'insieme dei manoscritti e dei codici raccolti, compresi quelli di sua proprietà, costituì il primo nucleo della Biblioteca Vaticana, all'interno della quale una sala reca il suo stemma e il suo nome.

  • Oliviero Carafa

    Con l'appoggio di Oliviero Carafa, teologo e giurista, appassionato di archeologia, il convento si ingrandisce con il Chiostro della Cisterna ove un ciclo di affreschi (restaurato a cura della Camera) in sei lunette riporta episodi della vita di Santa Caterina.

  • La Biblioteca

    Nel 1563 il papa Pio IV indica la chiesa di Santa Maria Sopra Minerva come luogo finale della solenne processione indetta per il successo del Concilio di Trento: l'ordine domenicano assume sempre più importanza nella riforma cattolica ed è per questo che nella seconda metà del 500, quando maestro dell'ordine è Vincenzo Giustiniani, il complesso si arricchisce di ulteriori costruzioni e in particolare viene edificata la "Bibliotheca" ora Sala delle Capriate e il Refettorio adiacente alle antiche cucine.

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  • Il Collegium Divi Thomae

    Nel 1577 viene istituito all'interno del Convento il Collegium Divi Thomae, la odierna Pontificia Università di S.Tommaso, come luogo destinato all'istruzione dei giovani domenicani, poveri, provenienti dalle province d'Italia. Il 14 settembre del 1628, con decreto pontificio, il convento minervitano viene designato quale sede della Congregazione del Santo Uffizio. Diventa così il luogo ove il tribunale dell'Inquisizione, istituito da Paolo III nel 1542, svolge l'adunanza della Congregazione segreta nella quale si dà lettura delle sentenze. E' in un locale del Convento della Minerva che il 22 giugno 1633 Galileo pronuncia la abiura della teoria Copernicana.
    E' probabile che il luogo prescelto dalla Congregazione del Santo Uffizio siano le sale attualmente denominate Galileo, arricchite da affreschi di Francesco Allegrini, il più importante dei quali rappresenta una vittoria delle forze cattoliche contro gli Albigesi, nella battaglia di Muret del 1213.

  • Biblioteca Casanatense

    Alla fine del '600 il Cardinale Girolamo Casanate, bibliotecario di Santa Romana Chiesa, apre al pubblico la Biblioteca Casanatense, autonoma rispetto alla Biblioteca conventuale, che alla sua morte (1700) passa in eredità al Convento della Minerva e viene collocata sul lato del Convento affacciato sul grande giardino.

    Dopo l'occupazione francese, durata dal 1797 al 1814, periodo nel quale il Convento, insieme a quello di Sant'Agostino fu utilizzato per il casermaggio di due reggimenti di fanteria, il complesso conventuale ritorna in mano ai domenicani fino al 1871, quando viene espropriato e destinato a sede del Ministero del Tesoro e Finanze e successivamente del Ministero della Pubblica Istruzione e del Ministero delle Poste.

    Dal 1974 il complesso è utilizzato dalla Camera dei Deputati che assegna alle Commissioni Bicamerali la parte frontale su Via del Seminario e all'Archivio Storico il lato sinistro dell'edificio, compresa la sala che durante il fascismo era il teatro del Dopolavoro dei postelegrafonici. Nel 1989 anche la Biblioteca lascia il quarto piano di Palazzo di Montecitorio, non più idoneo a raccogliere un patrimonio di centinaia di migliaia di volumi, e si trasferisce nella nuova sede, completamente restaurata, di cui occupa i sei piani del lato destro (circa 10.000 mq), restituendo gli antichi locali alla loro originaria vocazione culturale.

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