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Sentenza della Corte (Quinta Sezione) del 24 novembre 2011.
Repubblica italiana contro Commissione europea.
Impugnazione - Aiuto concesso dalle autorità italiane alle società recentemente quotate in Borsa - Normativa che prevede agevolazioni fiscali.

Causa C-458/09 P
Assegnata in data: 5 Dicembre 2011
Commissione: VI COMMISSIONE (FINANZE)
NOTA DI SINTESI:

La sentenza oggetto di impugnazione ha respinto il ricorso dell'Italia diretto all'annullamento della decisione 16 marzo 2005, 2006/261/CE, con cui la Commissione ha dichiarato incompatibile con il mercato comune il regime di aiuti a favore di società recentemente quotate in Borsa, instaurato - senza previa notifica alla Commissione - dagli artt. 1, comma 1, lett. d), e 11 del decreto-legge n. 269 del 2003.

Tali disposizioni prevedono, rispettivamente, l'esclusione dall'imposizione sul reddito d'impresa dell'ammontare delle spese sostenute per la quotazione in un mercato regolamentato, in aggiunta all'ordinaria deduzione e - per le società le cui azioni sono ammesse alla quotazione in un mercato regolamentato successivamente all'entrata in vigore del decreto-legge e fino al 31 dicembre 2004 - la riduzione dell'aliquota dell'imposta sul reddito al 20 per cento per il periodo d'imposta nel corso del quale è stata disposta l'ammissione alla quotazione e per i due periodi d'imposta successivi.

Secondo la richiamata decisione della Commissione, il regime di aiuti deroga al normale funzionamento del sistema tributario e, favorendo alcune imprese, offre evidenti vantaggi selettivi.

Con riferimento a tale ultimo profilo, la Corte conferma la valutazione del Tribunale secondo cui la limitazione nel tempo delle agevolazioni comporta la loro selettività, poiché di fatto determina l'esclusione di numerosi beneficiari potenziali. La Corte, inoltre, richiamando la sua precedente giurisprudenza, conferma la qualificazione degli aiuti in questione come "aiuti al funzionamento" dell'impresa, rigettando il motivo proposto nel ricorso dell'Italia secondo cui essi mirerebbero non già a sostenere la gestione corrente dell'impresa, bensì a rafforzare in maniera stabile la situazione patrimoniale delle società e a promuoverne l'aumento delle dimensioni.

In materia di recupero di aiuti di Stato incompatibili con il mercato comune, si segnala la condanna dell'Italia (C. 496/09) per non aver dato esecuzione alla sentenza resa nella causa C. 99/02 (aiuti all'occupazione sotto forma di contratti di formazione lavoro). La sentenza è assegnata alla Commissione lavoro.

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