Camera dei deputati

Vai al contenuto

Sezione di navigazione

Menu di ausilio alla navigazione

MENU DI NAVIGAZIONE PRINCIPALE

Vai al contenuto

Sentenza della Corte (Terza Sezione) del 27 giugno 2013.

Di Donna contro Società imballaggi metallici Salerno srl (SIMSA)

Causa C-492/11
Assegnata in data: 16 Luglio 2013
Commissione: II Commissione (Giustizia) - XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea)
NOTA DI SINTESI:

La Corte di giustizia si pronuncia sulla compatibilità rispetto al diritto europeo di vari aspetti della normativa introdotta con il decreto legislativo del 4 marzo 2010, n. 28, recante attuazione dell'articolo 60 della legge 18 giugno 2009, n. 69, in materia di mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali (comunicato alla Commissione europea quale misura nazionale di trasposizione della direttiva 2008/52), e con il decreto ministeriale n. 180 del 2010. La Corte dichiara che non vi è luogo a procedere per le questioni sollevate dal giudice del rinvio.

Il caso riguardava la richiesta di risarcimento del danno cagionato da un carrello elevatore ad una autovettura, per la quale la parte convenuta aveva chiesto la chiamata in garanzia della compagnia assicuratrice, aspetto che rientrava nel campo di applicazione del procedimento di mediazione obbligatoria previsto dal decreto legislativo n. 28 del 2010. Il giudice del rinvio, oltre a porre la questione della corretta interpretazione circa alcuni aspetti del regime dei termini procedurali, sollevava dubbi sulla compatibilità di molteplici profili del decreto citato con la direttiva 2008/52, l'articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione e gli articoli 6 e 13 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e dei diritti fondamentali.

I principali aspetti della disciplina italiana sulla mediazione obbligatoria sotto esame riguardavano:

- la valenza probatoria dell'eventuale mancata partecipazione, senza giustificato motivo, ad un procedimento di mediazione obbligatoria;

- il regime di ripetizione delle spese a carico della parte che ha rifiutato una proposta di conciliazione se la sentenza con la quale è stata definita la causa corrisponde (interamente, e, a certe condizioni, parzialmente) al contenuto della proposta.

- il termine entro il quale deve concludersi il tentativo di mediazione;

- il costo della procedura di mediazione.

Come è noto, con sentenza n. 272/2012, pronunciata il 24 ottobre 2012, la Corte costituzionale italiana ha dichiarato l'illegittimità costituzionale di taluni articoli del decreto legislativo n. 28/2010: da tale sentenza emerge, in particolare, che, in seguito alla dichiarazione d'illegittimità costituzionale dell'articolo 5, comma 1, del decreto legislativo n. 28/2010, il previo esperimento del procedimento di mediazione in Italia non è più una condizione di procedibilità della domanda giudiziale e le parti ormai non sono più tenute a ricorrere al procedimento di mediazione.

La Corte di giustizia UE, preso atto di tale modifica ordinamentale italiana, ha pertanto dichiarato che le questioni indicate dal giudice del rinvio riferite a disposizioni successivamente dichiarate costituzionalmente illegittime, stante l'eliminazione dall'ordinamento nazionale, sono divenute prive di oggetto; per quanto riguarda le questioni residue, la Corte di giustizia ha dichiarato che, considerata l'abrogazione recante l'obbligo di partecipare alla mediazione, in ogni caso erano da considerarsi irrilevanti ai fini dell'emananda decisione del procedimento principale.

Vedi anche