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Sentenza della Corte (Prima Sezione) del 28 febbraio 2013.
Commissione europea contro Repubblica d'Austria, sostenuta dalla Repubblica italiana.
Inadempimento di uno Stato - Trasporto - Sviluppo delle ferrovie comunitarie - Direttiva 91/440/UEE - Articolo 6, paragrafo 3, e allegato II - Direttiva 2001/14/UE - Articoli 4, paragrafo 2, e 14, paragrafo 2 - Gestore dell'infrastruttura - Indipendenza organizzativa e decisionale - Struttura di holding - Trasposizione incompleta.

Causa C-555/10
Assegnata in data: 15 Marzo 2013
Commissione: IX Commissione (Trasporti, poste e telecomunicazioni)
NOTA DI SINTESI:

Con il ricorso per inadempimento ai sensi dell'articolo 258 del TFUE in oggetto, la Commissione chiede alla Corte di giustizia di constatare la violazione da parte della Repubblica d'Austria della normativa UE in materia ferroviaria (direttive 91/440/CEE e 2001/14/CE) per la mancata adozione di misure volte a garantire l'indipendenza dell'ÖBB-Infrastruktur, il gestore dell'infrastruttura ferroviaria cui sono state affidate talune funzioni essenziali (adozione delle decisioni relative alle licenze delle imprese ferroviarie, all'assegnazione delle linee ferroviarie, all'imposizione dei diritti per l'utilizzo dell'infrastruttura, nonché il controllo del rispetto degli obblighi di servizio pubblico previsti nella prestazione di taluni servizi) dall'ÖBB-Holding, l'impresa che presta i servizi di trasporto ferroviario.

Al fine di garantire tale indipendenza, la direttiva 91/440/CEE richiede una separazione contabile tra le attività di trasporto fornite dalle imprese ferroviarie e le attività di gestione dell'infrastruttura ferroviaria, mentre consente lo svolgimento di entrambe le attività nell'ambito di una medesima impresa mediante divisioni organiche distinte, come avviene in seno alle holding. Tuttavia, per garantire un accesso equo e non discriminatorio all'infrastruttura ferroviaria, le funzioni essenziali devono essere attribuite a enti o società che non prestano a loro volta servizi di trasporto ferroviario (art. 6, par. 3). Inoltre, ai sensi della direttiva 2001/14/CE, gli enti cui sono affidate funzioni di imposizione dei diritti e di assegnazione devono essere indipendenti sul piano giuridico, organizzativo e decisionale.

La legge austriaca in materia ferroviaria (Bundesbahngesetz, BGBl. 825/1992, come modificata nel 2009) dispone la costituzione da parte del Ministro federale per i trasporti di una società di capitali per azioni (l'ÖBB-Holding) che esercita i suoi diritti di proprietà nelle società nelle quali essa detiene una partecipazione diretta o indiretta, al fine di fissare un orientamento strategico. La medesima legge prevede che, ai fini della ristrutturazione della società delle ferrovie federali austriache, l'ÖBB-Holding costituisca una società di capitali per azioni (l'ÖBB-Infrastruktur). Inoltre, la legge sulle ferrovie (Eisenbahngesetz, BGBl. 60/1957, come modificata nel 2009), dispone che l'organismo preposto all'assegnazione della capacità sia un'impresa di infrastruttura ferroviaria indipendente dalle imprese ferroviarie sul piano giuridico, organizzativo e decisionale, la quale può tuttavia affidare tale funzione ad altre imprese o enti competenti.

Sulla base di un'interpretazione del sopra richiamato articolo 6, par. 3, della direttiva 91/440/CEE secondo cui le funzioni essenziali devono essere assicurate da un ente distinto dalle imprese ferroviarie sul piano economico e non solo su quello giuridico, la Commissione sostiene che l'Austria non avrebbe previsto meccanismi efficaci per garantire tale forma di indipendenza del gestore dell'infrastruttura ferroviaria ÖBB-Infrastruktur.

A tal fine, la Commissione richiama i criteri di cui all'allegato 5 di un proprio documento di lavoro; in base a tali criteri, resi noti dal 2006, la Commissione esamina l'indipendenza richiesta dalla direttiva 2001/14/CE. La Commissione inoltre sottolinea l'esistenza in altri settori regolamentati, quali quelli dell'elettricità e del gas naturale, di norme (direttive 2009/72/CE e 2009/73/CE) che riproducono tali criteri (ad esempio i periodi di incompatibilità tra talune funzioni).

I criteri richiamati dalla Commissione riguardano in particolare il controllo sul rispetto degli obblighi di indipendenza da parte di un'autorità indipendente o di un terzo, l'esistenza di disposizioni legislative o contrattuali in materia di indipendenza nel rapporto tra la holding e l'ente cui sono affidate funzioni essenziali, il divieto di doppio incarico negli organi direttivi delle diverse società della holding, la previsione di un periodo di carenza in caso di trasferimento di dirigenti tra l'ente incaricato di funzioni essenziali e qualsiasi altro ente della holding, la revoca e la nomina degli amministratori del gestore dell'infrastruttura ferroviaria sotto il controllo di un'autorità indipendente.

Le autorità austriache sostengono, da un lato, l'irrilevanza del criterio dell'indipendenza economica alla luce delle disposizioni precedentemente richiamate; dall'altro escludono la vincolatività dei criteri di cui all'allegato 5, non pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell'UE e non coincidenti con le disposizioni vincolanti previste dalle direttive 91/440/CEE e 2001/14/CE.

La Repubblica italiana, costituitasi in giudizio a sostegno della Repubblica d'Austria, ricorda che la normativa dell'UE prevede solo un obbligo di separazione contabile tra le attività di trasporto ferroviario e quelle di gestione dell'infrastruttura e sottolinea, con riferimento al modello della holding, che l'obiettivo della normativa dell'UE non era di introdurre l'obbligo di separare le strutture della proprietà o i regimi organizzativi aventi effetti equivalenti al piano dell'autonomia di gestione, ma piuttosto di rispettare e garantire il potere discrezionale degli Stati membri e delle imprese interessate ad adottare dei modelli di organizzazione di diversi tipi.

La Corte di giustizia respinge il ricorso, sulla base delle seguenti argomentazioni:

1) i criteri di prova dell'indipendenza contenuti nel richiamato allegato 5 non hanno valore giuridico vincolante, non essendo mai stato pubblicati nella Gazzetta Ufficiale dell'UE;

2) i medesimi criteri sono stati resi pubblici dopo il termine di trasposizione delle direttive 91/440/CEE e 2001/14/CE e non sono stati ripresi in nessun atto legislativo dell'UE. Pertanto, non può essere rimproverato ad uno Stato membro di non aver tradotto detti criteri in disposizioni legali e regolamentari di trasposizione delle direttive 91/440/CEE e 2001/14/CE;

3) il paragone con le disposizioni relative al mercato interno dell'elettricità e del gas naturale non può essere condiviso. Infatti tali disposizioni disciplinano espressamente le condizioni di esercizio di attività nell'ambito della società che gestisce la rete e i periodi di incompatibilità, mentre la direttiva 2001/14/CE non precisa i criteri relativi all'indipendenza che devono essere garantiti tra il gestore dell'infrastruttura incaricato di funzioni essenziali e le imprese ferroviarie.

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