Camera dei deputati

Vai al contenuto

Sezione di navigazione

Menu di ausilio alla navigazione

MENU DI NAVIGAZIONE PRINCIPALE

Vai al contenuto

Sentenza della Corte (Quarta Sezione) del 16 febbraio 2012.
Marcello Costa (C-72/10) e Ugo Cifone (C-77/10).
Domanda di pronuncia pregiudiziale: Corte suprema di cassazione - Italia.
Libertà di stabilimento - Libera prestazione dei servizi - Giochi d'azzardo - Raccolta di scommesse su eventi sportivi

- Necessità di una concessione - Conseguenze da trarre a seguito di una violazione del diritto dell'Unione nell'attribuzione delle concessioni - Attribuzione di 16 300 concessioni supplementari - Principio di parità di trattamento e obbligo di trasparenza - Principio di certezza del diritto - Protezione dei titolari delle concessioni precedenti - Normativa nazionale - Distanze minime obbligatorie tra punti di raccolta di scommesse - Ammissibilità - Attività transfrontaliere assimilabili a quelle costituenti l'oggetto della concessione - Divieto da parte della normativa nazionale - Ammissibilità.
Cause riunite C-72/10 e C-77/10

Assegnata in data: 6 Marzo 2012
Commissione: VI COMMISSIONE (FINANZE)
NOTA DI SINTESI:

La Corte di giustizia si pronuncia in via pregiudiziale sulla compatibilità con il diritto dell'Unione della normativa italiana in materia di esercizio delle attività di raccolta e di gestione delle scommesse. La domanda di pronuncia pregiudiziale è stata sollevata dalla Corte di cassazione italiana nell'ambito di procedimenti penali instaurati a carico di alcuni gestori di centri di trasmissione di dati (o CTD, locali aperti al pubblico nei quali gli scommettitori possono concludere scommesse sportive per via telematica) contrattualmente legati alla società di diritto inglese Stanley International Betting Ltd, per il mancato rispetto della normativa italiana disciplinante la raccolta di scommesse. Tali procedimenti si inseriscono nel quadro di una più generale controversia tra l'Amministrazione italiana dei monopoli di Stato (AAMS) e la Stanley avente ad oggetto l'attività svolta da quest'ultima di raccolta, tramite i CTD, di scommesse su eventi sportivi senza disporre di concessione statale, né di autorizzazione di polizia.

La controversia risale al 1999 quando le autorità italiane assegnarono, a seguito di pubbliche gare, le concessioni per le scommesse su competizioni sportive diverse da quelle ippiche, escludendo gli operatori costituiti in società di capitali quotate nei mercati regolamentati, tra cui la Stanley. Con il c.d. decreto Bersani (d.l. n. 223 del 2006, conv. dalla l. n. 248 del 2006), si è disposta una riforma del settore dei giochi al fine di assicurarne la conformità alla normativa europea, in particolare mettendo a concorso un numero rilevante di nuove concessioni. A seguito della pubblicazione dei bandi di gara la Stanley aveva manifestato il proprio interesse ad ottenere una concessione per la raccolta e la gestione di scommesse, chiedendo tuttavia all'AAMS chiarimenti in merito ad alcune disposizioni suscettibili di ostacolare la sua partecipazione alla gara. Essendo tali richieste state respinte dall'AAMS, la Stanley aveva deciso di non partecipare alle gare in questione. Con una sentenza del 6 marzo 2007 nelle cause riunite C-338/04, C-359/04 e C-360/04 la Corte di giustizia aveva dichiarato l'illegittimità di tale esclusione.

Nella sentenza in oggetto la Corte di Giustizia dichiara che:

- è incompatibile con i principi di libertà di stabilimento, libera prestazione dei servizi, parità di trattamento e di effettività stabiliti nei Trattati la normativa italiana che cerchi di rimediare all'illegittima esclusione di una categoria di operatori dall'attribuzione di concessioni per l'esercizio di un'attività economica, mettendo a concorso un numero rilevante di nuove concessioni, e che protegga le posizioni commerciali acquisite dagli operatori esistenti prevedendo in particolare determinate distanze minime tra i loro esercizi e quelli dei nuovi concessionari;

- in base ai principi di libera prestazione di servizi e libertà di stabilimento non possono essere applicate sanzioni per l'esercizio di un'attività di raccolta di scommesse senza concessione o autorizzazione di polizia nei confronti di soggetti legati ad un operatore escluso da una precedente gara in violazione del diritto dell'UE anche dopo la nuova gara destinata a rimediare a tale violazione, qualora quest'ultima gara e la conseguente attribuzione di nuove concessioni non abbiano effettivamente rimediato all'illegittima esclusione di detto operatore dalla precedente gara;

- in base ai principi e alla normativa dell'UE le condizioni e le modalità di una gara, e in particolare le norme che prevedono la decadenza di concessioni rilasciate al termine di tale gara, devono essere formulate in modo chiaro, preciso ed univoco.

n.b.: La VI Commissione (Finanze), in esito all'esame ai sensi dell'articolo 127 del Regolamento della Camera del Libro verde sui giochi d'azzardo online (COM(2011)128), richiamando anche la sentenza della Corte di giustizia del 15 settembre 2011 nella causa C-347/09 relativamente alla compatibilità delle legislazioni nazionali in materia di giochi d'azzardo con i principi della libera prestazione dei servizi e della libertà di stabilimento, ha approvato il 10 novembre 2011 un documento finale che è stato trasmesso alle Istituzioni dell'UE nell'ambito del "dialogo politico" informale.
Vedi anche