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Sentenza della Corte (Seconda Sezione) del 12 luglio 2012.
Procedimento penale a carico di Maurizio Giovanardi e a..
Domanda di pronuncia pregiudiziale: Tribunale di Firenze - Italia.
Cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale - Decisione quadro 2001/220/GAI

- Posizione della vittima nel procedimento penale - Direttiva 2004/80/CE - Indennizzo delle vittime di reato - Responsabilità delle persone giuridiche - Risarcimento nell'ambito del procedimento penale.

Causa C-79/11
Assegnata in data: 3 Ottobre 2012
Commissione: II COMMISSIONE (GIUSTIZIA)
NOTA DI SINTESI:

La Corte ha giudicato compatibile con il diritto dell'Unione la normativa italiana sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche di cui al Decreto Legislativo n. 231/2001.

L'articolo 9 della decisione quadro 2001/220/GAI (Diritto di risarcimento nell'ambito del procedimento penale) al paragrafo 1 dispone che ciascuno Stato membro garantisca alla vittima di un reato il diritto di ottenere, entro un ragionevole lasso di tempo, una decisione relativa al risarcimento da parte dell'autore del reato nell'ambito del procedimento penale, eccetto i casi in cui il diritto nazionale preveda altre modalità di risarcimento.

Il decreto legislativo n. 231/2001, che ha introdotto nel diritto italiano l'istituto giuridico della responsabilità da «illecito amministrativo» da reato delle persone giuridiche, non detta espresse disposizioni riguardo alla possibilità di effettuare la costituzione di parte civile nei confronti di persone giuridiche chiamate a rispondere della responsabilità «amministrativa» da reato. Nella domanda di pronuncia pregiudiziale, il giudice del rinvio osservava che la disciplina nazionale potrebbe, per questo fatto, non essere compatibile con il diritto dell'Unione, dal momento che il diritto italiano limiterebbe la possibilità per la vittima di ottenere un pieno risarcimento del danno subito e la costringerebbe a proporre una nuova azione per chiedere il risarcimento al di fuori dell'ambito del processo penale.

Con la sentenza in oggetto, la Corte ritiene la normativa italiana compatibile con il diritto dell'Unione in quanto:

  • la decisione quadro 2001/220/ GAI è unicamente volta all'elaborazione, nell'ambito del procedimento penale, di norme minime sulla tutela delle vittime della criminalità e non contiene alcun obbligo per gli Stati membri di prevedere la responsabilità penale delle persone giuridiche;
  • la decisione quadro garantisce alla vittima il diritto al risarcimento nell'ambito del procedimento penale per «atti o omissioni che costituiscono una violazione del diritto penale di uno Stato membro» e che sono «direttamente» all'origine del pregiudizio, laddove, nel caso di illecito «amministrativo» da reato ai sensi del decreto legislativo n. 231/2001, la responsabilità della persona giuridica è qualificata come "indiretta" e "sussidiaria" e si distingue dalla responsabilità penale della persona fisica autrice del reato che ha causato direttamente i danni e alla quale può essere richiesto il risarcimento nell'ambito del processo penale.
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