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Sentenza della Corte (Quarta Sezione) del 24 maggio 2012.
Amia SpA contro Provincia Regionale di Palermo.
Domanda di pronuncia pregiudiziale: Commissione Tributaria Provinciale di Palermo - Italia.
Ambiente - Deposito in discarica di rifiuti - Direttiva 1999/31/CE

- Tributo speciale per il deposito in discarica di rifiuti solidi - Assoggettamento del gestore della discarica a tale tributo - Costi di gestione di una discarica - Direttiva 2000/35/CE - Interessi moratori - Obblighi del giudice nazionale.

Causa C-97/11
Assegnata in data: 12 Luglio 2012
Commissione: VIII COMMISSIONE (AMBIENTE, TERRITORIO E LAVORI PUBBLICI) - VI COMMISSIONE (FINANZE)
NOTA DI SINTESI:

La sentenza si pronuncia sulla richiesta del giudice del rinvio relativa alla possibilità di disapplicare le disposizioni nazionali che prevedono un tributo regionale a carico dei gestori delle discariche di rifiuti solidi (art. 3, commi 26 e 31 L. 549/95) per contrasto con la normativa europea volta, da un lato, ad assicurare che tutti i costi derivanti dall'impianto e dall'esercizio delle discariche di rifiuti siano coperti dal prezzo applicato dal gestore per lo smaltimento (art. 10 dir. 1999/31/CE) e, dall'altro, ad assicurare l'esigibilità di interessi in caso di ritardo di pagamento nelle transazioni commerciali (artt. 1-3 dir. 2000/35/CE).

Il procedimento principale trae origine dal ricorso della società Amia SpA, gestore di una discarica a Palermo, nei confronti di un avviso di liquidazione indirizzatole dalla Provincia Regionale di Palermo al fine di recuperare il tributo non versato e una sanzione pari al 30% dell'importo del tributo. Il gestore, nel suo ricorso alla Commissione tributaria provinciale di Palermo, associa il mancato versamento al ritardo con cui le amministrazioni conferenti i rifiuti nella discarica avrebbero rimborsato il tributo. Il giudice del rinvio evidenzia che, se da un lato la L. 549/45 fissa i termini per il recupero del tributo speciale nei confronti del gestore della discarica, dall'altro non fissa termini ragionevoli che consentano al gestore di essere rimborsato da parte delle amministrazioni conferenti, né stabilisce una procedura efficace ai fini dell'ottenimento di tale rimborso.

La Corte richiama la sua precedente giurisprudenza (sentenza del 25 febbraio 2010, Pontina Ambiente, C‑172/08), secondo la quale l'articolo 10 della direttiva 1999/31 non osta ad una normativa nazionale che assoggetta i gestori delle discariche ad un tributo come quello previsto dalla L. 549/95, a condizione che tale normativa sia accompagnata da misure volte a garantire che il rimborso del tributo medesimo avvenga effettivamente e a breve termine e che tutti i costi connessi al recupero (in particolare, i costi derivanti dal ritardo nel pagamento delle somme a tal titolo dovute dalle amministrazioni locali ai gestori medesimi) vengano ripercossi nel prezzo che le amministrazioni stesse sono tenute a corrispondere ai gestori. Inoltre gli Stati membri devono far sì che il gestore possa esigere interessi in caso di mora nel pagamento di dette somme imputabile all'amministrazione locale interessata.

Sotto il profilo della disapplicazione, la Corte afferma in via generale che preliminarmente spetta al giudice verificare se sia possibile giungere a un'interpretazione del diritto nazionale che consenta di comporre la controversia in modo conforme al dettato e alla finalità delle direttive 1999/31 e 2000/35 e - soltanto allorchè siffatta interpretazione non sia possibile - disapplicare le disposizioni nazionali contrarie alla normativa sopra ricordata.

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