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Sentenza della Corte (Quarta Sezione) del 23 gennaio 2014

Mattia Manzi e Compagnia Naviera Orchestra contro Capitaneria di Porto di Genova.

Domanda di pronuncia pregiudiziale: Tribunale di Genova - Italia. Trasporto marittimo - Direttiva 1999/32/CE - Convenzione Marpol 73/78 - Allegato VI - Inquinamento atmosferico causato da navi - Navi passeggeri che effettuano servizi di linea - Navi da crociera - Tenore massimo di zolfo nei combustibili per uso marittimo - Validità

Causa C-537/11
Assegnata in data: 29 Maggio 2014
Commissione: VIII Commissione (Ambiente, territorio e lavori pubblici) - XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea)
NOTA DI SINTESI:

La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull'interpretazione degli articoli 2, punto 3-octies, e 4-bis, paragrafo 4, della direttiva 1999/32/CE sulla riduzione del tenore di zolfo di alcuni combustibili liquidi. Il procedimento principale è stato promosso presso il tribunale di Genova dal comandante della nave da crociera MSC Orchestra, battente bandiera panamense e appartenente alla Compagnia Naviera Orchestra, che ha proposto opposizione avverso la sanzione amministrativa irrogata dalla Capitaneria di Porto di Genova per la violazione del limite massimo di zolfo di 1,5 per cento in massa, previsto dagli articoli 295 e 296 del decreto legislativo n. 152/2006, che hanno recepito la direttiva 1999/32/CE. Sia il diritto internazionale sia la normativa europea prevedono un limite massimo di zolfo nei combustibili per uso marittimo allo scopo di ridurre le emissioni di anidride solforosa, i cui effetti sono nocivi per le persone e per l'ambiente. La Convenzione internazionale per la prevenzione dell'inquinamento causato da navi, firmata a Londra nel '78 e completata dal protocollo del 1978 (cosiddetta convenzione Marpol 73/78) fissa il limite massimo del tenore di zolfo in 4,5 per cento in massa. Tra le parti contraenti la convenzione Marpol figurano anche 27 Stati membri dell'UE, tra cui l'Italia ma non anche l'UE in quanto tale. La direttiva europea 1999/32/CE, invece, fissa tale limite all'1,5 per cento in massa. Essa si applica alle navi passeggeri che svolgono servizio di linea da o verso qualsiasi porto comunitario. Sulla base degli argomenti contenuti nel ricorso, il Tribunale di Genova ha sospeso il procedimento principale e sottoposto alla Corte europea le seguenti questioni pregiudiziali: 1) se il limite dell'1,5 per cento fissato dalla direttiva 1999/32/CE si applichi alle navi battenti bandiera di uno Stato non appartenente alla UE e contraente la convenzione Marpol 73/78, quando queste si trovano nel porto di uno Stato membro dell'UE; 2) se il limite fissato dalla direttiva sia in contrasto con il principio generale di diritto internazionale pacta sunt servanda nonché con il principio di leale collaborazione tra Comunità e Stati membri contraenti la convenzione, in quanto questi sarebbero costretti a venire meno agli obblighi assunti nei confronti degli altri Stati contraenti la convenzione; 3) se la nozione di "servizio di linea", di cui all'articolo 2, punto 3-octies della direttiva debba essere interpretata nel senso che tra le navi esercenti "servizio di linea" si annoverino anche le navi da crociera. Con riferimento all'ultima questione, ad avviso della Corte, la direttiva 1999/32/CE può applicarsi alle navi da crociera, che effettuano crociere, con o senza scali intermedi, che si concludono nel porto di partenza o in un altro porto, a condizione che tali crociere siano organizzate con una determinata frequenza, in date precise e, in linea di principio, a orari di partenza e di arrivo precisi e che gli interessati possano scegliere tra le diverse crociere offerte. Tale ultima circostanza è rimessa all'accertamento del giudice del rinvio. Con riferimento alla questione della violazione dei principi del diritto internazionale, ad avviso della Corte, la validità dell'articolo 4-bis della direttiva 1999/32/CE non può essere giudicata alla luce del rispetto di tali principi, dal momento che l'Unione europea non è parte contraente della convenzione Marpol 73/78 e, quindi, non è vincolata al rispetto della medesima. Il principio generale pacta sunt servanda vincola esclusivamente le parti contraenti un accordo internazionale. Infine, non spetta alla Corte pronunciarsi sulla questione relativa all'incidenza del limite fissato dalla Convenzione Marpol 73/78 sulla direttiva 1999/32/CE, in quanto non tutti gli Stati membri dell'UE sono parti contraenti la convenzione Marpol 73/78.

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