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Sentenza della Corte (Sesta Sezione) del 15 marzo 2012.
Giuseppe Sibilio contro Comune di Afragola.
Domanda di pronuncia pregiudiziale: Tribunale di Napoli - Italia.
Politica sociale - Accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato

- Direttiva 1999/70/CE - Clausola 2 - Nozione di "un contratto o un rapporto di lavoro definito dalla legge, dai contratti collettivi o dalla prassi in vigore di ciascun Stato membro" - Ambito di applicazione dell'accordo quadro - Clausola 4, punto 1 - Principio di non discriminazione - Persone che svolgono "lavori socialmente utili" presso amministrazioni pubbliche - Normativa nazionale che esclude l'esistenza di un rapporto di lavoro - Normativa nazionale che prevede una differenza tra l'indennità pagata ai lavoratori socialmente utili e la retribuzione percepita dai lavoratori a tempo determinato e/o indeterminato assunti dalle stesse amministrazioni e che svolgono le medesime attività.

Causa C-157/11
Assegnata in data: 27 Marzo 2012
Commissione:
NOTA DI SINTESI:

La Corte di giustizia si pronuncia in via pregiudiziale sull'interpretazione del diritto UE in materia di contratto e rapporto di lavoro, con particolare riguardo alle clausole 2 e 4 dell'accordo quadro sul lavoro a tempo determinato (concluso il 18 marzo 1999) allegato alla direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, relativa all'accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato. La domanda di pronuncia pregiudiziale è stata sollevata dal Tribunale di Napoli nell'ambito di una controversia, tra il ricorrente e la convenuta amministrazione pubblica che lo ha assunto come lavoratore socialmente utile, in merito alla natura del rapporto di lavoro tra essi costituito e alla differenza tra la retribuzione percepita dai lavoratori socialmente utili e gli altri lavoratori impiegati presso la stessa amministrazione per svolgere attività identiche.

Il giudice del rinvio, in sintesi, chiede se il rapporto stabilito tra i lavoratori socialmente utili e le amministrazioni pubbliche per cui svolgono le loro attività, previsto dal decreto legislativo n. 468 del 1997, rientri nell'ambito di applicazione dell'accordo quadro sul lavoro a tempo determinato allegato alla citata direttiva.

Al riguardo si ricorda che la clausola 2, punto 1, dell'accordo quadro prevede l'applicazione di tale disciplina ai lavoratori a tempo determinato con un contratto di assunzione o un rapporto di lavoro disciplinato dalla legge, dai contratti collettivi o dalla prassi in vigore di ciascuno Stato membro. Al punto 2 della medesima clausola si precisa che gli Stati membri, previa consultazione delle parti sociali e/o le parti sociali stesse possano decidere che l'accordo quadro non si applichi ai rapporti di formazione professionale iniziale e di apprendistato, nonché ai contratti e rapporti di lavoro definiti nel quadro di un programma specifico di formazione, inserimento e riqualificazione professionale pubblico o che usufruisca di contributi pubblici. Si segnala altresì che la direttiva 1999/70 prevede che per quanto riguarda i termini utilizzati nell'accordo quadro si lasci agli Stati membri il compito di provvedere alla loro definizione secondo la legislazione e/o la prassi nazionale (come per altre direttive adottate nel settore sociale che utilizzano termini simili), purché dette definizioni rispettino il contenuto dell'accordo quadro stesso. Con riferimento alla normativa nazionale, si ricorda che l'articolo 8 del decreto legislativo n. 468/97 e l'articolo 4 del decreto legislativo n. 81 del 2000, entrambi in materia di lavori socialmente utili prevedono, tra l'altro, che l'utilizzo di lavoratori per le attività socialmente utili non determini l'instaurazione di un rapporto di lavoro con le amministrazioni pubbliche utilizzatrici: a tal proposito la Corte di Giustizia precisa incidentalmente che una qualificazione formale di questo tipo (volta ad escludere la natura di rapporto di lavoro nel caso di lavoratori socialmente utili) non impedisce al giudice di riconoscere l'esistenza del rapporto di lavoro, se tale qualifica formale è solamente fittizia e nasconde la reale natura del rapporto in base alle disposizioni del diritto nazionale.

In ogni caso, secondo l'interpretazione della Corte di giustizia, la clausola 2, punto 2, dell'accordo quadro conferisce agli Stati membri un margine di discrezionalità riguardo all'applicazione dell'accordo quadro a talune categorie di contratti o di rapporti di lavoro, in particolare con riferimento ai "contratti e rapporti di lavoro definiti nel quadro di un programma specifico di formazione, inserimento e riqualificazione professionale pubblico o che usufruisca di contributi pubblici". Pertanto la clausola 2 dell'accordo quadro citato non osta ad una normativa nazionale (come quella di cui al procedimento principale), che prevede che il rapporto costituito tra i lavoratori socialmente utili e le amministrazioni pubbliche per cui svolgono le loro attività non rientri nell'ambito di applicazione di detto accordo quadro, qualora, circostanza che spetta al giudice del rinvio accertare, tali lavoratori non beneficino di un rapporto di lavoro quale definito dalla legge, dai contratti collettivi o dalla prassi nazionale in vigore, oppure gli Stati membri e/o le parti sociali abbiano esercitato la facoltà loro riconosciuta al punto 2 di detta clausola.

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