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Sentenza della Corte (grande sezione) del 19 dicembre 2012.

Azienda Sanitaria Locale di Lecce e Università del Salento contro Ordine degli Ingegneri della Provincia di Lecce e a..

Domanda di pronuncia pregiudiziale: Consiglio di Stato - Italia.

Appalti pubblici - Direttiva 2004/18/CE - Articolo 1, paragrafo 2, lettere a) e d) - Servizi - Studio e valutazione della vulnerabilità sismica di strutture ospedaliere - Contratto concluso tra due enti pubblici, uno dei quali è un'università - Ente pubblico qualificabile come operatore economico - Contratto a titolo oneroso - Corrispettivo non superiore ai costi sostenuti.

Causa C-159/11
Assegnata in data: 22 Gennaio 2013
Commissione:
NOTA DI SINTESI:

La Corte di giustizia si pronuncia in via pregiudiziale sull'interpretazione di alcune disposizioni della direttiva 2004/18/CE riguardanti le modalità e i principi di aggiudicazione degli appalti pubblici. La questione pregiudiziale era stata sollevata il 9 novembre 2010 dal Consiglio di Stato nell'ambito di una controversia tra l'Azienda Sanitaria Locale di Lecce e l'Università del Salento, da un lato, e l'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Lecce, dall'altro. La controversia verteva su un contratto di consulenza stipulato tra l'ASL e l'Università senza lo svolgimento di una gara di appalto, avente ad oggetto lo studio e la valutazione della vulnerabilità sismica delle strutture ospedaliere della Provincia di Lecce. Per l'intera prestazione l'ASL si era impegnata a corrispondere all'Università la somma di 200 mila euro al netto dell'IVA.

Il contratto di consulenza era stato stipulato ai sensi dell'articolo 15, primo comma, della legge 7 agosto 1990, n. 241, che consente alle amministrazioni pubbliche di concludere tra loro accordi per svolgere in collaborazione attività di interesse comune, e dell'articolo 66 del D.P.R. 11 luglio 1980, n. 382, che autorizza espressamente le università pubbliche a fornire prestazioni di ricerca e consulenza a enti pubblici o privati, purché tale attività non comprometta la loro funzione didattica.

Successivamente, il contratto era stato impugnato da diversi ordini, associazioni professionali e imprese per violazione della normativa nazionale e dell'UE in materia di appalti pubblici; in primo grado, il TAR Puglia aveva accolto il ricorso, sostenendo che l'affidamento dell'incarico relativo all'attività di studio costituiva un appalto di servizi di ingegneria, ai sensi della normativa italiana. In sede di appello, l'ASL e l'Università avevano sottolineato che il contratto di consulenza costituiva un accordo di cooperazione tra amministrazioni pubbliche per lo svolgimento di attività di interesse generale, che la partecipazione a titolo oneroso - ma per una remunerazione limitata ai costi sostenuti - dell'Università al contratto rientrava nell'ambito delle attività istituzionali di quest'ultima e che la legittimità degli accordi di cooperazione tra pubbliche amministrazioni sotto il profilo del diritto dell'UE risultava dalla giurisprudenza della Corte di giustizia dell'UE.

Il Consiglio di Stato proponeva quindi domanda in via pregiudiziale avente ad oggetto la compatibilità della normativa italiana con la direttiva 2004/18/CE, nell'ambito della quale in particolare il combinato disposto degli articoli 28 e dell'Allegato II A prevede che le amministrazioni aggiudicatrici applichino ai servizi di ricerca e sviluppo e ai servizi di ingegneria le procedure nazionali adattate in attuazione della direttiva stessa.

La Corte precisa in termini generali che un contratto a titolo oneroso stipulato per iscritto tra un operatore economico e un'amministrazione aggiudicatrice, avente per oggetto la prestazione di servizi costituisce un appalto pubblico.

Nel caso di specie, la Corte chiarisce che:

- alla luce della sua precedente giurisprudenza, ai fini della definizione di un contratto come appalto pubblico, è ininfluente la circostanza che l'operatore economico sia un'amministrazione aggiudicatrice; inoltre, con specifico riferimento alle università, l'eventuale loro autorizzazione, da parte degli Stati membri, a offrire taluni servizi sul mercato, non pregiudica il ricorso a gare di appalto aventi ad oggetto i servizi in questione;

- attività quali quelle costituenti l'oggetto del contratto tra l'ASL e l'Università ricadono nell'ambito dei servizi di cui all'allegato II A della direttiva 2004/18/CE;

- un contratto non può esulare dalla nozione di appalto pubblico per il solo fatto che la remunerazione in esso prevista è limitata al rimborso delle spese sostenute per fornire il servizio convenuto.

La Corte aggiunge che dalla decisione di rinvio sembra risultare, in primo luogo, che il contratto di consulenza in questione riguardi prevalentemente attività svolte da ingegneri o architetti e che, se pur basate su un fondamento scientifico, "non assomigliano ad attività di ricerca scientifica"; di conseguenza, non sembra potersi configurare l'esercizio di una funzione di servizio pubblico comune all'ASL e all'Università. In secondo luogo, il contratto potrebbe condurre a favorire imprese private qualora tra i collaboratori esterni altamente qualificati cui, in base a detto contratto, l'Università è autorizzata a ricorrere per la realizzazione di talune prestazioni, fossero inclusi prestatori privati.

La Corte conclude quindi che il diritto dell'UE in materia di appalti pubblici osta ad una normativa nazionale che autorizzi la stipulazione, senza previa gara, di un contratto mediante il quale taluni enti pubblici istituiscono tra loro una cooperazione nel caso in cui - ciò che spetta al giudice del rinvio verificare - tale contratto non abbia il fine di garantire l'adempimento di una funzione di servizio pubblico comune agli enti medesimi, non sia retto unicamente da considerazioni ed esigenze connesse al perseguimento di obiettivi d'interesse pubblico, oppure sia tale da porre un prestatore privato in una situazione privilegiata rispetto ai suoi concorrenti.

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