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C-189/15 Corte di giustizia dell'Unione europea

Sentenza della Corte (Nona Sezione) del 18 gennaio 2017

Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) - Fondazione Santa Lucia contro Cassa conguaglio per il settore elettrico e altri

Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Consiglio di Stato

Rinvio pregiudiziale - Direttiva 2003/96/CE - Tassazione dei prodotti energetici e dell'elettricità - Sgravi fiscali - Ambito di applicazione ratione materiae - Incentivi relativi ai corrispettivi a copertura degli oneri generali del sistema elettrico - Articolo 17 - Imprese a forte consumo di energia - Incentivi accordati a imprese siffatte unicamente del settore manifatturiero - Ammissibilità

Causa C-189/15
Assegnata in data: 13 Marzo 2017
Commissione:
NOTA DI SINTESI:

La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull'interpretazione dell'articolo 17, paragrafo 1, della direttiva 2003/96/CE del Consiglio che ristruttura il quadro comunitario per la tassazione dei prodotti energetici e dell'elettricità.

Nel corso del 2014, la Fondazione Santa Lucia, operante nel settore dell'erogazione dei servizi sanitari, ha chiesto al Tar Lombardia l'annullamento degli atti con cui la Autorità nazionale per l'Energia elettrica ed il Gas le ha negato la fruizione degli incentivi fiscali previsti in tema di copertura degli oneri generali del sistema elettrico, riconoscendo tali benefici solo alle imprese c.d. "energivore" del settore manifatturiero.

Il Tar ha dichiarato irricevibile il ricorso perché tardivo. Adito in appello, il Consiglio di Stato ha ritenuto di dover sospendere il procedimento e formulare una domanda di pronuncia pregiudiziale alla Corte di giustizia, chiedendo se l'articolo 17 della direttiva 2003/96/CE debba essere interpretato nel senso che rientrano nella nozione di "sgravi fiscali" gli incentivi riconosciuti, dal diritto nazionale, alle imprese a forte consumo di energia, quali definite dalla medesima disposizione, relativamente a corrispettivi, come quelli in discussione nel procedimento principale, a copertura degli oneri generali del sistema elettrico.

In Italia la materia è disciplinata dall'art 39 del decreto-legge 2012/83 (convertito nella legge 7 agosto 2012, n. 134) e da un decreto ministeriale del 5 aprile 2013 che prevede, da un lato, sgravi fiscali ed agevolazioni per le imprese a forte consumo di elettricità e, dall'altro, oneri a carico dei consumatori e delle altre imprese, destinati a finanziare interessi generali, come fonti rinnovabili, messa in sicurezza del nucleare e compensazioni territoriali.

La Fondazione lamentava l'esclusione da tali benefici, previsti soltanto per alcune tipologie di imprese.

Il Consiglio di Stato ha chiesto alla Corte Ue, in via pregiudiziale:

  • se sia riconducibile al campo di applicazione della direttiva 2003/96/CE una normativa nazionale la quale, per un verso, reca una definizione di "imprese a forte consumo di energia" compatibile con quella della direttiva e che, per altro verso, riserva a tale tipologia di imprese incentivi in tema di corrispettivi a copertura degli oneri generali del sistema elettrico (e non incentivi relativi alla tassazione dei prodotti energetici e dell'elettricità in quanto tale);
  • se l'ordinamento dell'Unione e, segnatamente, gli articoli 11 e 17 della direttiva citata ostino a una disciplina come quella nazionale la quale, per un verso, opta per l'introduzione di un sistema di agevolazioni sul consumo di prodotti energetici da parte delle imprese "a forte consumo di energia" e, per altro verso, limita la possibilità di fruire di tali agevolazioni in favore delle sole imprese "energivore" che operano nel settore manifatturiero, escludendola nei confronti delle imprese che operano in diversi settori produttivi (e segnatamente, nel caso di specie, nel settore dei servizi sanitari).

Per rispondere alla prima questione, a parere della Corte di giustizia, occorre accertare se i corrispettivi a copertura degli oneri generali del sistema elettrico abbiano carattere fiscale e, più specificamente, costituiscano imposte indirette di cui all'articolo 4, paragrafo 2, direttiva 2003/96/CE. Tali corrispettivi sono previsti in Italia dal citato articolo 39 del decreto legge 2012/83 e la Corte ritiene, salva diversa valutazione del giudice interno, che abbiano natura di imposta, in quanto gli enti che utilizzano i servizi della rete elettrica hanno l'obbligo giuridico di versare i corrispettivi di cui trattasi alla Cassa conguaglio per il settore elettrico. Essi, inoltre, non sono destinati a finanziare i costi di produzione e distribuzione dell'elettricità ma sono rivolti a finalità di interesse generale, andando a gravare sul consumatore finale del bene o del servizio fornito, essendo inclusi nell'importo indicato nella fattura ed essendo collegati all'elettricità consumata, in quanto risultano decrescenti in funzione dei consumi.

Rappresentando un'imposta indiretta, i benefici riconosciuti alle imprese "energivore" possono, pertanto, essere equiparati ad uno sgravio fiscale.

In merito alla seconda questione, la Corte rileva che l'articolo 17 della direttiva citata precisa che gli Stati membri possono prevedere limiti più stringenti alla nozione di "impresa a forte consumo di energia" rispetto al dettato europeo, relativi, ad esempio, al valore del fatturato o alle definizioni del processo produttivo del settore industriale di riferimento.

Per tale ragione, ad avviso della Corte di giustizia, non è possibile individuare nella scelta discrezionale operata nel decreto ministeriale alcuna lesione al principio di parità di trattamento, in considerazione delle diverse scelte politiche che per tale via il Governo nazionale intende perseguire.

Da ultimo, secondo la Corte rimane aperta la possibilità di verificare se una siffatta normativa costituisca un aiuto di Stato; ma questa è una questione che non è oggetto della suddetta causa.

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