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C-199/15 Corte di giustizia dell'Unione europea

Sentenza della Corte (Nona Sezione) del 10 novembre 2016
Ciclat Soc. Coop. contro Consip SpA e Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di lavori, servizi e forniture
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta da Consiglio di Stato
Rinvio pregiudiziale - Direttiva 2004/18/UE - Articolo 45 - Articoli 49 e 56 TFUE - Appalti pubblici - Condizioni di esclusione da una procedura di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi - Obblighi relativi al pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali - Documento unico di regolarità contributiva - Rettifica di irregolarità

Causa C-199/15
Assegnata in data: 13 Marzo 2017
Commissione:
NOTA DI SINTESI:

La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull'interpretazione dell'articolo 45 della direttiva 2004/18/CE (abrogata e sostituita dalla direttiva 2014/24/UE), relativa al coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi. Tale domanda è stata presentata nell'ambito di una controversia tra il consorzio Ciclat Soc. coop, da un lato, e la Consip Spa e l'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, dall'altro, in merito a una procedura di aggiudicazione per la fornitura di servizi di pulizia e di altri servizi di manutenzione degli immobili, degli istituti scolastici e dei centri di formazione della pubblica amministrazione.

L'articolo 45 della direttiva 2004/18/CE prevede che può essere escluso dalla partecipazione all'appalto ogni operatore economico che non sia in regola con gli obblighi relativi al pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali secondo la legislazione del paese dove è stabilito o del paese dell'amministrazione aggiudicatrice e che le amministrazioni aggiudicatrici accettano come prova sufficiente, che attesta che l'operatore economico non si trova in nessuna delle situazioni di irregolarità previste, un certificato rilasciato dall'autorità competente dello Stato membro in questione. L'articolo 51 della citata direttiva stabilisce, inoltre, che l'amministrazione aggiudicatrice può invitare gli operatori economici a integrare o chiarire i certificati e i documenti presentati. L'articolo 38 del decreto legislativo n. 163 del 2006 stabilisce che sono esclusi dalla partecipazione alle procedure di affidamento delle concessioni e degli appalti di lavori, forniture e servizi, né possono essere affidatari di subappalti, e non possono stipulare i relativi contratti, i soggetti che hanno commesso violazioni gravi, definitivamente accertate, alle norme in materia di contributi previdenziali e assistenziali, secondo la legislazione italiana o dello Stato in cui sono stabiliti. Le violazioni ostative al rilascio del documento unico di regolarità contributiva (DURC) sono invece definite dal decreto del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, del 24 ottobre 2007 (articoli 7e 8).

La Consip ha indetto la procedura di gara in oggetto il 14 luglio 2012 con un bando che imponeva espressamente a ciascun offerente, a pena di esclusione, di dichiarare il possesso dei requisiti di ordine generale per la partecipazione alla gara stabiliti dall'articolo 38 del decreto legislativo n. 163 del 2006. La data limite per la presentazione delle offerte era fissata al 26 settembre 2012. Il consorzio Ciclat, ha indicato, in sede di offerta, tra le cooperative esecutrici per il caso di aggiudicazione dell'appalto, l'Ancora Soc. coop. Arl, la quale, il 10 settembre 2012, ha dichiarato di non avere commesso violazioni gravi, ovvero ostative al rilascio del DURC, definitivamente accertate, alle norme in materia di contributi previdenziali ed assistenziali. All'esito della procedura di gara, il consorzio Ciclat ha ottenuto il primo posto nella graduatoria provvisoria per il lotto n. 7 e il secondo posto per il lotto n. 12. Su richiesta della Consip, l'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) ha accertato che, alla data della sua dichiarazione, l'Ancora Soc. coop. Arl non era in regola, in materia di contributi previdenziali ed assistenziali, con il pagamento dei premi assicurativi avendo omesso il versamento della terza rata di tali premi alla scadenza del 16 agosto 2012. Tale terza rata è stata poi versata, unitamente alla quarta e ultima rata, il 5 dicembre 2012, ossia prima che fossero svolti detti controlli o si sapesse dell'esito della gara. La Consip ha deciso di escludere il Ciclat dalla procedura di gara e quest'ultimo ha proposto ricorso dinanzi al TAR Lazio, che lo ha respinto. Il Ciclat ha impugnato tale decisione dinanzi al Consiglio di Stato, facendo valere che il mancato pagamento, entro il termine stabilito, di una delle rate di un premio in regime di autoliquidazione non può essere qualificato come violazione grave e definitivamente accertata, atteso, tra l'altro, lo spontaneo adempimento del rateo contributivo unitamente alla quarta e ultima rata.

Il Consiglio di Stato ha sospeso il procedimento chiedendo alla Corte se l'articolo 45 della direttiva 2004/18/CE, nonché gli articoli 49 e 56 del TFUE, debbano essere interpretati nel senso che ostano a una normativa nazionale che obbliga l'amministrazione aggiudicatrice a considerare quale motivo di esclusione una violazione in materia di versamento di contributi previdenziali ed assistenziali, risultante da un certificato richiesto d'ufficio dall'amministrazione aggiudicatrice e rilasciato dagli istituti previdenziali, qualora tale violazione, esistente alla data della partecipazione ad una gara d'appalto, non sussisteva più alla data dell'aggiudicazione o della verifica d'ufficio da parte dell'amministrazione aggiudicatrice.

La Corte rileva che l'articolo 45 della citata direttiva:

  • in combinato disposto con l'articolo 51, lascia agli Stati membri il compito di determinare entro quale termine gli interessati devono mettersi in regola con i propri obblighi relativi al pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali e possono procedere a eventuali regolarizzazioni a-posteriori, anche se l'amministrazione aggiudicatrice non può ammettere qualsiasi rettifica a omissioni che, secondo le espresse disposizioni dei documenti dell'appalto, debbono portare all'esclusione dell'offerente;
  • permette agli Stati membri di escludere dalla partecipazione a un appalto pubblico ogni operatore economico che non sia in regola con gli obblighi relativi al pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali e non vieta alle autorità competenti di richiedere d'ufficio agli istituti previdenziali i certificati prescritti. Inoltre, l'operatore economico non può fondarsi su un certificato rilasciato dagli istituti previdenziali, ottenuto prima della presentazione della sua offerta e attestante che esso era in regola con i propri obblighi contributivi in un periodo anteriore a tale presentazione, pur sapendo di non essere più in regola con siffatti obblighi alla data della presentazione della sua offerta;
  • non prevede un'uniformità di applicazione a livello dell'Unione delle cause di esclusione, in quanto gli Stati membri hanno la facoltà di non applicare affatto queste cause di esclusione o di inserirle nella normativa nazionale con un grado di rigore che potrebbe variare a seconda dei casi, in funzione di considerazioni di ordine giuridico, economico o sociale prevalenti a livello nazionale. Tale disposizione non obbliga, quindi, gli Stati membri a lasciare un margine di discrezionalità alle amministrazioni aggiudicatrici a tale riguardo.

Alla luce delle considerazioni che precedono, la Corte dichiara che l'articolo 45 della direttiva 2004/18/CE deve essere interpretato nel senso che non osta a una normativa nazionale, come quella di cui trattasi, che obbliga l'amministrazione aggiudicatrice a considerare quale motivo di esclusione una violazione in materia di versamento di contributi previdenziali ed assistenziali risultante da un certificato richiesto d'ufficio dall'amministrazione aggiudicatrice e rilasciato dagli istituti previdenziali, qualora tale violazione sussistesse alla data della partecipazione ad una gara d'appalto, anche se non sussisteva più alla data dell'aggiudicazione o della verifica d'ufficio da parte dell'amministrazione aggiudicatrice.

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