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C-318/15 Corte di giustizia dell'Unione europea

Sentenza della Corte (Quarta Sezione) del 6 ottobre 2016
Tecnoedi Costruzioni Srl contro Comune di Fossano
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta da Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte
Rinvio pregiudiziale - Appalti pubblici di lavori - Direttiva 2004/18/UE - Articolo 7, lettera c) - Importi delle soglie degli appalti pubblici - Soglia non raggiunta - Offerte anormalmente basse - Esclusione automatica - Facoltà dell'amministrazione aggiudicatrice - Obblighi dell'amministrazione aggiudicatrice derivanti dalla libertà di stabilimento, dalla libera prestazione dei servizi e dal principio generale di non discriminazione - Appalti tali da presentare un interesse transfrontaliero certo

Causa C-318/15
Assegnata in data: 13 Marzo 2017
Commissione:
NOTA DI SINTESI:

La domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte dal Tribunale amministrativo regionale per il Piemonte verte sull'interpretazione degli articoli 49 e 56 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), riguardanti, rispettivamente, la libertà di stabilimento e la libera prestazione dei servizi, nonché dei principi generali di parità di trattamento, di non discriminazione e di proporzionalità. Tale domanda è stata presentata nell'ambito di una controversia tra la Tecnoedi Costruzioni Srl e il comune di Fossano (Cuneo) avente ad oggetto la regolarità dell'aggiudicazione definitiva, da parte di tale comune, di un appalto pubblico di lavori alla Ge.Co. Italia Spa.

Il considerando 2 della direttiva 2004/18/CE (abrogata e sostituita dalla direttiva 2014/24/UE) stabilisce che l'aggiudicazione degli appalti negli Stati membri per conto dello Stato, degli enti pubblici territoriali e di altri organismi di diritto pubblico è subordinata al rispetto dei principi del Trattato ed in particolare ai principi della libera circolazione delle merci, della libertà di stabilimento e della libera prestazione dei servizi, nonché ai principi che ne derivano, quali i principi di parità di trattamento, di non discriminazione, di riconoscimento reciproco, di proporzionalità e di trasparenza. Ai sensi dell'articolo 7, lettera c), della citata direttiva, come modificato dal regolamento (UE) n. 1251/2011, applicabile ratione temporis al procedimento principale, tale direttiva si applica agli appalti pubblici di lavori il cui valore stimato al netto dell'imposta sul valore aggiunto sia pari o superiore a 5 milioni di euro. L'articolo 122, comma 9, del decreto legislativo n. 163 del 2006 stabilisce che, per i lavori d'importo inferiore o pari a 1 milione di euro, quando il criterio di aggiudicazione è quello del prezzo più basso, la stazione appaltante può prevedere nel bando l'esclusione automatica dalla gara delle offerte che presentano una percentuale di ribasso pari o superiore alla soglia di anomalia (determinata dall'articolo 86 del medesimo decreto). La facoltà di esclusione automatica non è esercitabile quando il numero delle offerte ammesse è inferiore a dieci; tuttavia, in ogni caso le stazioni appaltanti possono valutare la congruità di ogni altra offerta che, in base ad elementi specifici, appaia anormalmente bassa. In base all'articolo 253 del medesimo decreto, le stazioni appaltanti possono applicare fino al 31 dicembre 2015 le disposizioni di cui all'articolo 122, comma 9, per i contratti di importo inferiore alle soglie di applicazione della direttiva 2004/18/CE.

Con bando pubblicato il 26 giugno 2013, il comune di Fossano ha indetto una procedura aperta di gara, con il criterio di aggiudicazione del prezzo più basso, per l'affidamento di lavori di ampliamento e riqualificazione energetica della scuola d'infanzia «Gianni Rodari» d'importo complessivo a base di gara pari a 1.158.899,97 euro. Il disciplinare di gara prevedeva che la presenza di offerte anomale sarebbe stata individuata in modo automatico qualora il numero delle offerte valide fosse stato pari o superiore a dieci. Il 24 luglio 2013 la commissione di gara ha escluso in via automatica le offerte contenenti un ribasso superiore alla soglia di anomalia, dichiarando la Tecnoedi Costruzioni aggiudicataria provvisoria, con un ribasso del 25,397%; successivamente, il 30 luglio 2013 ha riammesso d'ufficio le associazioni temporanee di imprese Niccoli Costruzioni Srl e Selva Mercurio Srl e ha aggiudicato l'appalto in via provvisoria alla Ge.Co. Italia, alla quale, poi, con decisione del 5 settembre 2013, ha aggiudicato l'appalto in via definitiva, con un'offerta al ribasso del 25,427%.

La Tecnoedi Costruzioni ha presentato ricorso per chiedere l'annullamento delle suddette decisioni e, in via subordinata, del disciplinare di gara per violazione del citato articolo 122, comma 9, ritenendo non consentita l'esclusione automatica delle offerte anormalmente basse per i lavori di importo superiore a un milione di euro. Il giudice del rinvio ha quindi sospeso il giudizio per chiedere alla Corte se gli articoli 49 e 56 e i principi generali del TFUE debbano essere interpretati in senso ostativo alla normativa vigente in Italia che prevede l'esclusione automatica delle offerte anormalmente basse nelle gare per l'aggiudicazione di appalti di lavori sotto soglia che presentino un interesse transfrontaliero. Il giudice del rinvio ha osservato che, sebbene l'appalto in oggetto avesse un importo stimato pari a 1.158.899,97 euro, non è possibile escludere l'esistenza di un interesse transfrontaliero certo poiché il comune di Fossano si trova a meno di 200 Km dal confine con la Francia e, tra le concorrenti ammesse alla gara, vi erano imprese italiane con sedi distanti anche 800 Km da Fossano.

La Corte afferma che l'aggiudicazione degli appalti che, in considerazione del loro valore, non rientrano nell'ambito di applicazione delle direttive in materia di aggiudicazione degli appalti pubblici è comunque soggetta alle norme fondamentali e ai principi generali del TFUE e all'obbligo di trasparenza, purché tali appalti presentino criteri oggettivi atti a indicare l'esistenza di un interesse transfrontaliero certo. Tale circostanza non può essere ricavata in via ipotetica da taluni elementi che, considerati in astratto, potrebbero costituire indizi in tal senso, ma deve risultare in modo chiaro da una valutazione concreta delle circostanze dell'appalto in questione. Nel caso di specie, l'appalto di lavori non presenta un interesse transfrontaliero certo soltanto perchè un determinato numero di offerte sono state presentate da imprese aventi sede nello Stato membro considerato e ubicate a una distanza notevole dal luogo di esecuzione dei lavori. Tale elemento, infatti, alla luce delle circostanze proprie della fattispecie, è del tutto insufficiente e, in ogni caso, non può essere il solo di cui si debba tener conto, dato che i potenziali offerenti provenienti da altri Stati membri sono soggetti a vincoli ed oneri supplementari connessi, in particolare, all'obbligo di adeguarsi al quadro giuridico ed amministrativo dello Stato membro di esecuzione nonché ad esigenze linguistiche.

Per questi motivi, la Corte dichiara irricevibile la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal TAR Piemonte.

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