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Sentenza della Corte (Quarta Sezione) del 18 luglio 2013

Consiglio nazionale dei geologi contro Autorità garante della concorrenza e del mercato e Autorità garante della concorrenza e del mercato contro Consiglio nazionale dei geologi

Domanda di pronuncia pregiudiziale: Consiglio di Stato - Italia.

Articolo 267, terzo comma, TFUE - Portata dell'obbligo di rinvio dei giudici di ultima istanza - Articolo 101 TFUE - Codice deontologico di un ordine professionale che vieta di applicare tariffe non corrispondenti alla dignità professionale.

Causa C-136/12
Assegnata in data: 23 Ottobre 2013
Commissione: XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea) - VIII Commissione (Ambiente, territorio e lavori pubblici)
NOTA DI SINTESI:

La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull'interpretazione degli articoli 101 TFUE (associazioni tra imprese e accordi tra imprese) e 267 TFUE (interpretazione dei trattati). Il rinvio pregiudiziale è stato disposto dal Consiglio di Stato nell'ambito di due controversie tra il Consiglio nazionale dei geologi (CNG) e l'Autorità garante della concorrenza e del mercato aventi ad oggetto l'accertamento da parte dell'Autorità di un'intesa restrittiva della concorrenza posta in essere dal CNG mediante la determinazione di tariffe minime.

In particolare, il codice deontologico approvato dal CNG prevede che, pur in considerazione di quanto disposto dal decreto-legge n. 223/2006 in materia di abolizione delle tariffe professionali minime, la tariffa professionale praticata dai geologi, al fine di garantire ai consumatori la qualità della prestazione, deve essere determinata tenendo conto dell'importanza e della difficoltà dell'incarico, del decoro professionale, delle conoscenze tecniche e dell'impegno richiesti.

Con delibera del 23 giugno 2010, l'Autorità garante della concorrenza e del mercato ha accertato che l'obbligo imposto agli iscritti dal CNG di uniformare i propri comportamenti economici mediante l'applicazione della tariffa professionale e il conseguente impedimento ad adottare comportamenti indipendenti sul mercato, configurerebbero una decisione di associazione di imprese con effetto restrittivo della concorrenza, in violazione dell'articolo 101 TFUE. In sede di impugnazione della delibera, il TAR Lazio ha respinto il ricorso del CNG, al contempo dichiarando che la motivazione della delibera dell'Autorità era in parte erronea. Sia il CNG sia l'Autorità hanno quindi impugnato la sentenza al Consiglio di Stato che, da un lato, ha sottoposto alla Corte di giustizia in via pregiudiziale alcune questioni relative alla portata dell'articolo 267, paragrafo terzo, del TFUE (concernenti essenzialmente la competenza del giudice del rinvio a scegliere e riformulare le questioni sollevate da una delle parti nel procedimento principale) e dall'altro ha riformulato le questioni proposte dal CNG vertenti sulla normativa dell'Unione in materia di concorrenza.

Con riferimento alle questioni di merito, la Corte di giustizia ha affermato che l'individuazione da parte del CNG di criteri di commisurazione delle tariffe professionali, tra i quali la qualità e l'importanza della prestazione nonché la dignità professionale, costituisce una decisione di un'associazione di imprese, ai sensi dell'articolo 101, paragrafo 1, del TFUE, potenzialmente idonea a produrre effetti restrittivi della concorrenza.

La Corte ha in particolare argomentato rilevando che:

- quando adotta un atto come il codice deontologico, l'Ordine nazionale dei geologi deve essere considerato come un'associazione di imprese ai sensi dell'articolo 101, par. 1, TFUE. In tale ambito, esso infatti non esercita né una funzione sociale fondata sul principio di solidarietà, né prerogative tipiche dei pubblici poteri, ma piuttosto appare come l'organo di regolamentazione di una professione il cui esercizio costituisce, peraltro, un'attività economica;

- in considerazione del carattere vincolante del codice deontologico rispetto ai geologi e della possibilità di infliggere a questi ultimi sanzioni in caso di inosservanza del predetto codice, le relative disposizioni sono da ritenersi costitutive di una decisione ai sensi dell'articolo 101 TFUE.

- tale decisione è suscettibile di produrre effetti restrittivi della concorrenza nel mercato interno. Posto che il diritto italiano dispone l'appartenenza obbligatoria, su tutto il territorio della Repubblica italiana, dei geologi all'ordine professionale (il che implica il loro assoggettamento a regole deontologiche e la loro responsabilità disciplinare per la violazione di tali regole), tale decisione si estende a tutto il territorio di uno Stato membro, producendo, per sua stessa natura, l'effetto di consolidare la compartimentazione dei mercati a livello nazionale.

La Corte ha tuttavia aggiunto che non ogni decisione di un'associazione di imprese ricade necessariamente sotto il divieto sancito all'articolo 101, paragrafo 1, TFUE, dovendo anche tenersi in considerazione il contesto globale nel quale la decisione si colloca e dei suoi obiettivi, che consistono, nel caso di specie, nel fornire le garanzie necessarie ai consumatori finali dei servizi di cui trattasi.

La Corte ha concluso che spetta al giudice del rinvio valutare se gli effetti restrittivi della concorrenza si producono in concreto e se i criteri individuati per la fissazione della tariffa professionale e, in particolare, il criterio della dignità della professione, siano funzionali al conseguimento dell'obiettivo di garantire i beneficiari della qualità della prestazione dei geologi.

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