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Sentenza della Corte (Quinta Sezione) del 29 marzo 2012.
Commissione europea contro Repubblica italiana.
Inadempimento di uno Stato - Aiuti di Stato - Aiuti a favore dell'industria alberghiera in Sardegna - Recupero.

Causa C-243/10
Assegnata in data: 5 Aprile 2012
Commissione: X COMMISSIONE (ATTIVITA' PRODUTTIVE, COMMERCIO E TURISMO)
NOTA DI SINTESI:

La sentenza ha per oggetto il ricorso presentato dalla Commissione nei confronti dell'Italia per inadempimento della decisione 2008/854/CE del 2 luglio 2008. Tale decisione, che dichiarava illegittimo e incompatibile con il mercato interno il regime d'aiuto concesso all'industria alberghiera in Sardegna (Legge regionale n. 9/1998), imponeva all'Italia di sopprimere tale regime e di recuperare gli aiuti nel termine di quattro mesi dalla notifica della decisione.

La Corte, richiamando la sua precedente giurisprudenza, ribadisce che lo Stato membro destinatario di una decisione di recupero è tenuto ad adottare ogni misura idonea ad assicurare l'esecuzione di tale decisione senza indugio e conformemente alle procedure previste dal diritto nazionale, aggiungendo che il solo mezzo di difesa che uno Stato membro può opporre al ricorso per inadempimento è quello vertente sull'impossibilità assoluta di dare correttamente esecuzione alla decisione. Tale condizione non è soddisfatta quando lo Stato membro convenuto si limita a comunicare alla Commissione le difficoltà giuridiche, politiche o pratiche per dare esecuzione alla decisione, senza intraprendere alcuna vera iniziativa presso le imprese interessate al fine di recuperare l'aiuto e senza proporre alla Commissione altre modalità di esecuzione della predetta decisione per superare tali difficoltà.

La Corte rigetta gli argomenti addotti dall'Italia per la mancata esecuzione della decisione 2008/854/CE, in particolare non ritenendo idonee né la considerazione vertente sul suo carattere generale ed astratto e sul fatto che lo Stato membro avverta la necessità di verificare la posizione individuale di ciascuna impresa interessata né la circostanza che l'importo esatto degli aiuti da recuperare in alcuni dei casi individuati sia oggetto di un confronto tra la Commissione e l'Italia. Con riferimento alla questione della sospensione da parte dei giudici nazionali degli ordini di recupero degli aiuti in questione, la Corte richiama la sua precedente giurisprudenza secondo la quale tali provvedimenti possono essere adottati con riserva che siano soddisfatte le condizioni enunciate dalla giurisprudenza e devono essere giustificati da argomenti volti a dimostrare l'invalidità della decisione. Nel caso di specie, le ordinanze di sospensione non tengono conto dell'interesse dell'Unione e non indicano le ragioni dell'invalidità della decisione della Commissione, sicché non configurano un caso di impossibilità assoluta di dare esecuzione alla decisione.

Sulla base di queste considerazioni, la Corte, dichiara l'Italia inadempiente alla decisione 2008/854 per non avere adottato entro i termini prescritti tutti i provvedimenti necessari per recuperare gli aiuti concessi e la condanna conseguentemente alle spese.

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