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Sentenza della Corte (Sesta Sezione) 18 ottobre 2012

Valenza et al contro Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato

Domanda di pronuncia pregiudiziale: Consiglio di Stato - Italia

Politica sociale - Direttiva 1999/70/CE - Contratti di lavoro a tempo determinato nel settore pubblico - Procedura di stabilizzazione - Assunzione in ruolo, senza concorso pubblico, di lavoratori già in servizio a tempo determinato

− Accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato - Clausola 4 - Autorità nazionale della concorrenza - Determinazione dell'anzianità - Difetto assoluto di considerazione dei periodi di servizio compiuti nell'ambito di contratti di lavoro a tempo determinato - Principio di non discriminazione

Assegnata in data: 8 Novembre 2012
Commissione: XI COMMISSIONE (LAVORO PUBBLICO E PRIVATO)
NOTA DI SINTESI:

La Corte di giustizia si pronuncia in via pregiudiziale sull'interpretazione della clausola 4 dell'accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, concluso il 18 marzo 1999 allegato alla direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999.

Le controversie all'origine della domanda di pronuncia pregiudiziale da parte del Consiglio di Stato nascevano dal ricorso proposto da alcune dipendenti nei confronti dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) avverso il rifiuto di quest'ultima di prendere in considerazione periodi di servizio precedentemente svolti presso l'autorità medesima nell'ambito di contratti di lavoro a tempo determinato. La domanda di pronuncia in via pregiudiziale aveva ad oggetto la compatibilità con l'accordo quadro europeo sul lavoro a tempo determinato della normativa italiana (legge finanziaria 2007, L. 296/2006) la quale consente l'assunzione diretta di lavoratori precari in deroga alla regola del pubblico concorso per l'accesso al pubblico impiego, ma con inquadramento in ruolo nel livello iniziale della categoria retributiva, senza conservazione dell'anzianità maturata durante il periodo del contratto a termine o di specializzazione. La clausola 4 dell'accordo quadro stabilisce che i lavoratori a tempo determinato non devono essere trattati in modo meno favorevole dei lavoratori a tempo indeterminato comparabili per il solo fatto che lavorano a tempo determinato, salvo che ragioni oggettive giustifichino un trattamento differente.

La Corte, richiamando la sua precedente giurisprudenza, afferma che il principio di non discriminazione, espresso nella clausola 4 dell'accordo quadro, impone che situazioni comparabili non siano trattate in modo differente e che situazioni differenti non siano trattate in modo identico e rimette al giudice del rinvio stabilire se le dipendenti, allorché esercitavano le loro funzioni nell'ambito di un contratto a tempo determinato, si trovassero in una situazione comparabile a quella dei dipendenti di ruolo assunti a tempo indeterminato, e, in tal caso, se sussistessero "ragioni oggettive" che ne giustificavano tale differenza di trattamento. Con riferimento a tale secondo profilo, la Corte precisa che il semplice fatto che il lavoratore a tempo determinato abbia compiuto periodi di servizio sulla base di un contratto o di un rapporto di lavoro a tempo determinato non configura una ragione oggettiva di tal genere.

La Corte conclude che la clausola 4 dell'accordo quadro osta ad una normativa nazionale, quale quella italiana, che escluda totalmente che vengano presi in considerazione tutti i periodi di servizio compiuti nell'ambito di contratti a tempo determinato al fine di determinare l'anzianità al momento dell'assunzione a tempo indeterminato, a meno che la citata esclusione sia giustificata da «ragioni oggettive», che tuttavia non sussistono per il semplice fatto che il lavoratore a tempo determinato abbia compiuto i suddetti periodi di servizio sulla base di un contratto o di un rapporto di lavoro a tempo determinato.

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