Camera dei deputati

Vai al contenuto

Sezione di navigazione

Menu di ausilio alla navigazione

MENU DI NAVIGAZIONE PRINCIPALE

Vai al contenuto

Resoconti stenografici delle audizioni

Vai all'elenco delle sedute >>

XVII Legislatura

XII Commissione

Resoconto stenografico



Seduta n. 19 di Mercoledì 28 ottobre 2015

INDICE

Sulla pubblicità dei lavori:
Marazziti Mario , Presidente ... 3 

Audizione del Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, Maurizio Martina, nell'ambito dell'esame delle proposte di legge recanti «Norme per la limitazione degli sprechi, l'uso consapevole delle risorse e la sostenibilità ambientale» (C. 3057  Gadda, C. 3167  Mongiello, C. 3196  Faenzi, C. 3237  Sberna, C. 3274  Nicchi, C. 3248  Mantero e C. 3191  Causin) (ai sensi dell'articolo 143, comma 2, del regolamento):
Marazziti Mario , Presidente ... 3 
Martina Maurizio , Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali ... 3 
Marazziti Mario , Presidente ... 5 
Casati Ezio Primo (PD)  ... 6 
Mantero Matteo (M5S)  ... 6 
Gadda Maria Chiara (PD) , relatrice ... 6 
Fiorio Massimo (PD)  ... 6 
Binetti Paola (AP)  ... 7 
Marazziti Mario , Presidente ... 7 
Martina Maurizio , Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali ... 8 
Marazziti Mario , Presidente ... 10

Sigle dei gruppi parlamentari:
Partito Democratico: PD;
MoVimento 5 Stelle: M5S;
Forza Italia - Il Popolo della Libertà - Berlusconi Presidente: (FI-PdL);
Area Popolare (NCD-UDC): (AP);
Scelta Civica per l'Italia: (SCpI);
Sinistra Ecologia Libertà: SEL;
Lega Nord e Autonomie - Lega dei Popoli - Noi con Salvini: LNA;
Per l'Italia-Centro Democratico: (PI-CD);
Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale: (FdI-AN);
Misto: Misto;
Misto-Alleanza Liberalpopolare Autonomie ALA-MAIE-Movimento Associativo italiani all'Estero: Misto-ALA-MAIE;
Misto-Minoranze Linguistiche: Misto-Min.Ling.;
Misto-Partito Socialista Italiano (PSI) - Liberali per l'Italia (PLI): Misto-PSI-PLI;
Misto-Alternativa Libera: Misto-AL.

Testo del resoconto stenografico
Pag. 3

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE MARIO MARAZZITI

  La seduta comincia alle 8.35.

Sulla pubblicità dei lavori.

  PRESIDENTE. Avverto che la pubblicità dei lavori della seduta odierna sarà assicurata anche attraverso la trasmissione televisiva sul canale satellitare della Camera dei deputati e la trasmissione in diretta sulla web-tv della Camera dei deputati.

Audizione del Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, Maurizio Martina, nell'ambito dell'esame delle proposte di legge recanti «Norme per la limitazione degli sprechi, l'uso consapevole delle risorse e la sostenibilità ambientale» (C. 3057 Gadda, C. 3167 Mongiello, C. 3196 Faenzi, C. 3237 Sberna, C. 3274 Nicchi, C. 3248 Mantero e C. 3191 Causin).

  PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'audizione del Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, Maurizio Martina, nell'ambito dell'esame delle proposte di legge recanti «Norme per la limitazione degli sprechi, l'uso consapevole delle risorse e la sostenibilità ambientale» (C. 3057 Gadda, C. 3167 Mongiello, C. 3196 Faenzi, C. 3237 Sberna, C. 3274 Nicchi, C. 3248 Mantero e C. 3191 Causin).
  Nel ringraziare il Ministro Martina per aver accettato l'invito della Commissione, gli cedo la parola.

  MAURIZIO MARTINA, Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali. Ringrazio il presidente e la Commissione per questa occasione, che considero un momento importante per approfondire insieme un tema cruciale che ha attraversato molto del lavoro che abbiamo fatto anche in questi sei mesi di Expo.
  Come sapete, in termini generali, i numeri fondamentali di questa grande questione sono impressionanti. A livello globale, un terzo del cibo prodotto viene sprecato ogni anno. Abbiamo affrontato questa problematica utilizzando in maniera ottimale il semestre espositivo, in particolare attraverso la Carta di Milano, provando a profilare le responsabilità dei cittadini, delle istituzioni e delle imprese su questa partita.
  Voglio ricordare che l'Obiettivo 12 dei nuovi obiettivi approvati dalle Nazioni Unite a settembre fissa proprio la lotta allo spreco alimentare come elemento cardine per la strategia più complessiva «Fame zero 2030». È chiaro, quindi, che si tratta di una battaglia cruciale, soprattutto in alcuni contesti e in alcuni Paesi.
  Credo che condividiamo tutti il fatto che non sia tollerabile che in Italia, ancora oggi, si sprechi cibo per un valore che si aggira attorno ai 12 miliardi di euro ogni anno, con 5,5 milioni di tonnellate di eccedenze che si perdono. È anche chiaro, però, che non siamo all'anno zero, come giustamente ci siamo detti diverse volte, perché in questi anni abbiamo messo in pratica delle esperienze molto significative che adesso possono essere ulteriormente potenziate e valorizzate.
  Proprio per l'esperienza che abbiamo maturato negli anni, abbiamo un approccio diverso rispetto ad altri Paesi europei che hanno organizzato o stanno organizzando, in fretta e furia, alcune misure più sul versante della repressione che della Pag. 4promozione di corrette pratiche produttive di cittadinanza. In questo senso, c’è uno scarto evidente, che rivendico, tra l'impostazione del modello e dell'esperienza italiana rispetto a queste novità che abbiamo letto sul fronte francese o di altri Paesi europei.
  L'Italia, anche nel semestre di Expo, si è candidata a essere protagonista di un modello che funziona e che può essere rafforzato, innanzitutto perché c’è una mobilitazione di responsabilità che va oltre il campo istituzionale e ingaggia direttamente le due altre grandi frontiere che richiamavo poc'anzi, ovvero la dimensione della cittadinanza e quella della responsabilità di impresa.
  Il lavoro nel nostro Tavolo indigenti, che mette, come sapete, insieme gli enti caritativi, la grande distribuzione, l'industria e le istituzioni, è molto importante perché si impegna sul versante del recupero, favorendo una più stretta collaborazione tra i soggetti e promuovendo politiche in questo senso. È chiaro, infatti, che vogliamo incentivare il recupero e creare un meccanismo virtuoso di donazioni dell'eccedenza agli indigenti.
  Questo è il primo tema che abbiamo messo al centro di alcune riflessioni che abbiamo svolto insieme in queste settimane. A oggi recuperiamo 550.000 tonnellate di cibo ancora perfettamente commestibile, che, attraverso il prezioso lavoro dagli enti caritativi, viene distribuito a milioni di persone in difficoltà. Il nostro obiettivo è arrivare a quota un milione di tonnellate recuperate entro il 2016, ma per raggiungerlo si pone il tema cruciale di nuove norme aggiornate, lavoro che proprio il Parlamento può fare.
  Un primo fronte è legato alla semplificazione di alcuni meccanismi, quindi di alcune norme. Con la legge di stabilità, attraverso il Ministero dell'economia, si è intervenuti per rendere più conveniente per le imprese donare anziché sprecare. Come forse avete già visto, troverete un articolo della legge di stabilità che aggiorna l'obbligo di comunicazione preventiva in caso di donazione, facendo salire la soglia a quota 15.000 euro, che rimane a 10.000 in caso di distruzione.
  Si realizza, così, il primo appiglio fondamentale che possiamo utilizzare anche per sviluppare il lavoro parlamentare sui disegni di legge, che è la chiave per aprire la porta del percorso che possiamo fare insieme. Considero, dunque, questo punto particolarmente interessante perché, come sapete, era la prima richiesta avanzata dal mondo associazionistico, ovvero realizzare un meccanismo tale per cui donare diventa più conveniente che distruggere, sul versante industriale, quindi del recupero delle eccedenze.
  Questo primo punto è – ripeto – nella legge di stabilità. L'esonero è esteso anche ai prodotti facilmente deperibili. Penso, infatti, che dobbiamo recuperare la maggiore quantità possibile di eccedenze e destinarle prioritariamente al consumo alimentare, quando non è possibile valorizzarle per alimentare gli animali o per altri usi, come le produzioni di energia, con un effetto ambientale importante. Questo è un altro fronte su cui dobbiamo impegnarci.
  Quanto ai disegni di legge, credo che la norma debba rivolgersi a tutti i soggetti della filiera produttiva, dagli agricoltori ai trasformatori fino alla grande distribuzione organizzata, che rimane un soggetto centrale per l'efficacia di queste attività nel concreto.
  Come avete avuto modo di riconoscere anche voi, segnalo che c’è un'attenzione rilevante da parte del mondo della grande distribuzione che va colta come un segno prezioso del lavoro comune che si può fare su questo fronte.
  Tutti i prodotti devono poter essere oggetto di donazione senza liste chiuse, purché siano rispettati i requisiti igienico-sanitari. Deve essere accentuata la distinzione tra data di scadenza, che indica la data entro la quale l'alimento non può essere più consumato, e termine minimo di conservazione, indicato con il «consumarsi preferibilmente entro». Su questo punto è bene che si prevedano, da un lato, campagne informative per rendere i consumatori Pag. 5sempre più consapevoli della differenza sostanziale tra le due categorie e, dall'altro, di favorire il recupero e la donazione dei prodotti che abbiano superato il termine minimo di conservazione, ma che siano ancora perfettamente adatti all'alimentazione.
  Questo è un punto centrale che vi invito a sviluppare nell'articolazione delle proposte di legge. È indispensabile anche evitare duplicazioni normative, prevedendo strumenti già esistenti, o ulteriori oneri burocratici per chi dona. È, inoltre, fondamentale che le proposte di legge prevedano sempre una forte azione informativa di educazione alimentare, che abbiamo evidenziato anche nei sei mesi di Expo essere la prima chiave fondamentale per la riduzione degli sprechi domestici.
  Insomma, più riusciremo a centrare l'obiettivo di una diffusa e massiccia informazione educativa più cambiano le abitudini quotidiane a livello familiare. Questo lo si vede anche negli effetti di breve periodo di una stagione come quella espositiva che stiamo per chiudere. I segnali ci sono e sono estremamente interessanti.
Va bene anche il finanziamento di studi e ricerche sul fenomeno degli sprechi che potrebbero essere realizzati affidando la gestione operativa al Tavolo indigenti che richiamavo poc'anzi.
  È importante, poi, lavorare sul recupero delle eccedenze anche nella filiera agricola. In questo caso, porto come buona pratica il progetto sperimentale che il Ministero delle politiche agricole ha realizzato con la filiera dei produttori di mele, trasformate in succo e donate agli indigenti. È un'esperienza che abbiamo fatto in questo ultimo periodo e che ci ha consentito di capire che se si organizzano strumenti di lavoro specifici per filiere o per settori, attivando anche e soprattutto i livelli organizzativi più robusti che abbiamo sul territorio – penso ad alcuni consorzi o, appunto, filiere – il meccanismo funziona.
  C’è un'assoluta disponibilità da parte di sistemi produttivi territoriali che hanno una certa professionalità ed efficacia nella gestione di queste produzioni a lavorare su meccanismi, come quello che richiamavo delle mele trasformate in succo, che ci hanno consentito di testare concretamente un'operazione molto significativa di recupero a partire dall'esperienza produttiva.
  Per come posso, confermo la mia totale disponibilità a contribuire allo sviluppo del lavoro che la Commissione deciderà di intraprendere. Credo che questo passaggio della legge di stabilità ci aiuti ad aprire concretamente il varco. Si tratterà di lavorare, a partire anche da quell'elemento di novità, per declinare bene lo strumento legislativo.
  Ritengo, quindi, che questo sia uno dei temi dell'eredità dell'esposizione universale che dobbiamo portare a compimento in un tempo ragionevole, insieme, Governo e Parlamento. C’è un'aspettativa molto forte su questo e ci sono anche le condizioni per un deciso passo in avanti.
  Vi ringrazio per la vostra disponibilità e per l'impegno.

  PRESIDENTE. Grazie, signor ministro. La convergenza di volontà sembra molto forte. La nostra Commissione è intenzionata a intensificare il proprio lavoro, quindi a portare tutto il Parlamento a deliberare in tal senso quanto prima. In realtà, sugli sprechi alimentari, le cifre che ci ha dato sono molto significative, ma non siamo all'anno zero nelle nostre Commissioni agricoltura e affari sociali.
  Per il prosieguo dei lavori potremmo decidere un metodo di lavoro di questo tipo: far fare un intervento per gruppo, quindi raccogliere le domande, dopodiché daremo la parola al ministro per le risposte. In questo modo potremmo avere una dimensione più completa dei lavori, anche se dovessimo interromperli prima di quanto vorremmo, perché può essere che l'Assemblea ci chiami.
  Detto questo, aggiungo che proprio all'interno delle diverse filiere sul cibo già esistente, pronto e deperibile bisognerebbe pensare a un rafforzamento delle infrastrutture locali per la conservazione e la distribuzione, con sistema di incentivi in tal senso. Tutto questo, infatti, è scaricato normalmente proprio sul mondo del volontariato Pag. 6caritativo, che fa un'opera di distribuzione, ma che forse non ha sempre i mezzi per la raccolta o per la conservazione.
  Do la parola ai colleghi deputati che intendano intervenire.

  EZIO PRIMO CASATI. Buongiorno, signor ministro. La ringrazio per la passione e per la relazione che ha presentato alla Commissione. Ho un'osservazione e, tra le altre, una domanda un po’ provocatoria.
  Comincio dalle domande. Dentro il progetto di legge di stabilità, nel quale non ho ancora avuto modo di verificare la partita che ci ha sottolineato stamattina, quale postazione economica c’è su questa questione ?
  Inoltre, nella sua relazione affermava che non partiamo dall'anno zero, ma da un dato acquisito attraverso le buone pratiche del Tavolo delle povertà, che contribuiscono a destinare parte dei prodotti che altrimenti andrebbero alla distruzione verso chi ne ha necessità. Rispetto ai progetti di legge presentati, ce n’è qualcuno che ritiene più completo ? La domanda che sta a monte è un po’ provocatoria. Infatti, se siamo già di fronte a delle buone pratiche, la necessità di una normativa su quali aspetti dovrebbe concretizzarsi e focalizzarsi ?

  MATTEO MANTERO. Grazie, ministro. Ho due domande abbastanza semplici.
  Innanzitutto, quasi tutte le proposte sono incentrate, giustamente, sulla riduzione dello spreco alimentare, donando le eccedenze. Mi chiedo, però, come pensate si possa prevenire, partendo dall'origine, ovvero per ridurre la sovrapproduzione e lo spreco di cibo direttamente nei campi o all'interno delle famiglie e così via. Insomma, oltre a donare le eccedenze, come si può prevenire ?
  Inoltre, come pensate che possiamo incentivare le buone pratiche che già oggi sono in uso ? Penso, per esempio, ai gruppi di acquisto, ai last minute market, a incentivare l'utilizzo di prodotti a chilometri zero e a filiera corta per ridurre lo spreco anche di risorse nei trasporti.

  MARIA CHIARA GADDA, relatrice. Desidero ringraziare il Ministro della sua presenza, ma anche per il supporto e per le iniziative che l'hanno visto in prima linea sul fronte della lotta allo spreco soprattutto in Expo. Colgo con favore molti spunti di riflessione che ci aiuteranno anche nella discussione e nelle fasi successive di definizione del testo unificato.
  Si tratta, infatti, di spunti di riflessione importanti, quindi colgo con altrettanto favore la presenza in legge di stabilità di una misura che va nella direzione giusta, dando un segnale importante che indica che è più conveniente donare anziché buttare. Peraltro, è una misura che è stata oggetto di discussione nel ciclo di audizioni ed è stata anche una delle prime che il tavolo, proprio in sede della prima audizione, ha sottolineato assieme ad altre.
  Oltre a queste osservazioni, vorrei porle alcune domande più specifiche. In particolare, lei ha parlato di una priorità di donazione nei confronti degli indigenti, quindi a fini umani. Ecco, vorrei capire se, a suo parere, potrebbe essere utile specificare all'interno del testo una gerarchia di donazione, anche nella definizione dei prodotti che possono essere donati.
  Colgo con favore – il che è estremamente coerente con quanto sottolineato da molte delle associazioni che abbiamo ascoltato in audizione – il fatto di non avere delle liste chiuse, ma proseguire nel concetto che deve essere possibile donare tutto con semplicità, utilizzando un approccio diverso rispetto a quello inserito nelle proposte di legge. Se intendo correttamente, bisognerebbe procedere eventualmente con delle esclusioni, ma tenendo le maglie più larghe possibili.
  Come ultimo aspetto, considerato il fatto che lo spreco avviene lungo tutta la filiera dal settore primario fino alla distribuzione, le chiedo se ritiene utile capire se è possibile definire delle misure specifiche non soltanto per ogni singolo stadio della filiera, ma anche all'interno delle OP (organizzazioni di produttori).

  MASSIMO FIORIO. Grazie, ministro, per il passaggio di questa mattina, che è Pag. 7importante per il prosieguo dell'iniziativa parlamentare. Ha detto che non siamo all'anno zero. Infatti, ricordo che il Parlamento si è espresso più di un anno e mezzo fa con una mozione sul tema. Expo, poi, lo ha rilanciato adeguatamente e l'opinione pubblica è stata sollecitata dai mezzi di comunicazione.
  Lei ha citato il Tavolo indigenti, che è stato uno strumento finora importante rispetto alle iniziative comunitarie e quant'altro. Pertanto, le vorrei chiedere se si possa pensare a una sorta di istituzionalizzazione del tavolo, che possa diventare anche un elemento di monitoraggio delle buone pratiche in corso, visto che siamo di fronte a una fenomenologia piuttosto ampia di donazioni differenti.
  In sostanza, credo che questa debba essere una legge quadro che possa fare propria la diversità delle proposte in campo, quindi mi domando se un'istituzionalizzazione del tavolo possa essere utile al monitoraggio, allo stimolo e anche eventualmente al supporto attraverso interventi diretti da parte dello Stato.
  Riprendo il passaggio della collega Gadda sulla questione della filiera. Ritengo, infatti, che sia corretto provare a ragionare per capire se è possibile mettere in campo degli strumenti all'interno dalla filiera a partire dalle OP, come è stato detto, o all'interno degli accordi che avvengono nella filiera stessa in modo da intervenire fin dalla prima fase in cui si realizzano gli sprechi, che è la più difficile su cui incidere, ovvero nella produzione agricola.

  PAOLA BINETTI. C’è un tipo di sprechi che sembra legato a un'applicazione rigorosa della norma, cioè imputabile a una burocrazia che va rispettata a garanzia, ovviamente, della sicurezza alimentare, ma che a un certo punto rivela una nicchia di nonsenso.
  Faccio l'esempio di un'ultima cosa che mi ha colpito. In una visita fatta recentemente in un centro di accoglienza per i rifugiati, ho osservato che è previsto che vengano date due bottigliette di acqua minerale al giorno a ognuna delle persone. In alcune stanze, però, ce n'era un accumulo enorme perché le persone non bevono tutta l'acqua che viene loro fornita. Ciò nonostante, le bottigliette non possono essere restituite al mittente perché, ormai, sono uscite e sono state consegnate, per cui non è possibile nemmeno prevedere un conteggio di ritorno.
  Ecco, questo è solo un piccolo esempio: le bottigliette non si possono buttare, restituire o conservare, anche se le persone non vogliono berle. Pertanto, ci sono degli aspetti della normativa che rendono anche oggettivamente difficile la donazione, nonché la circolazione degli oggetti donati. Mi chiedo, allora, fino a che punto un adeguato livello di formazione degli addetti ai lavori possa compensare quello che, se stressato fino alle ultime conseguenze, sembra una sorta di iperburocratizzazione non funzionale all'obiettivo che si vuole raggiungere.
  La seconda cosa che vorrei chiedere al ministro è in quale misura le esperienze oggettivamente impressionanti maturate all'Expo, dove la sovrabbondanza dei luoghi, dei ristoranti e delle offerte di cibo era tale da lasciare immaginare con una certa facilità lo spreco o comunque il riciclo e il riutilizzo, possano convertirsi in buone politiche che vanno oltre il singolo ristorante. Penso soprattutto alle grandi città, come Roma o Milano, dove ci sono delle periferie ad alta densità di disagio dal punto di vista del cibo per livelli di povertà, di indigenza e quant'altro. A Expo l'aspetto vincente è stata la rete, per cui mettendo in rete tante strutture si riesce davvero a ricavare, attraverso l'apporto di molti, la possibilità di soddisfare i bisogni di alcuni.

  PRESIDENTE. Prima di dare la parola al Ministro, vorrei aggiungere due osservazioni.
  La prima è se le norme esistenti per proteggere i percorsi igienico-sanitari e altre necessità dei cittadini possono creare uno spreco automatico, quindi se non sia opportuno, attraverso il Tavolo indigenti o una task force appositamente creata, avviare uno studio delle normative positive a Pag. 8favore della conservazione del cibo e della distribuzione, al fine di trovare il varco.
  In sostanza, proprio come la defiscalizzazione degli incentivi è un varco per incrementare le donazioni, mi chiedo se non dobbiamo fare un'analisi di armonizzazione delle norme, in modo tale che si possano creare delle eccezioni controllate, che, però, garantiscano ugualmente la vita dei cittadini. Penso, insomma, a una task force legislativa che trovi, appunto, i varchi.
  La seconda questione è che proprio la distribuzione di grandi quantità di cibo fresco, deperibile o già cucinato (penso alle mense scolastiche) sembra legata più all'interpretazione della norma che non alle norme stesse, come il porzionamento uguale per tutti e quant'altro, con grandi sprechi sia di plastica, sia di cibo perché i bambini mangiano tutti in maniera diversa. Questo pone un problema di informazione, di interpretazione di norme, ma anche di enti locali. Quindi, come possiamo lavorare al coinvolgimento degli enti locali dentro la stessa logica, in modo che possano creare delle infrastrutture tali da permettere al percorso di recupero di funzionare ?

  MAURIZIO MARTINA, Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali. Vi ringrazio per tutte le sollecitazioni che sono emerse.
  Iniziando a riprendere le considerazioni del presidente, credo che si possa immaginare insieme l'evoluzione del Tavolo indigenti, che, peraltro, è stato promosso dal Ministero delle politiche agricole, quindi sono personalmente dell'idea che quello che ponete da più punti di vista, cioè una sua istituzionalizzazione, ma anche riformulazione e riorganizzazione, sia fondamentale.
  Abbiamo una buona esperienza sedimentata in particolare con l'attività di coordinamento, per cui credo che si possa ragionevolmente immaginare, nella logica della legge quadro, questo primo punto di coordinamento complessivo, in cui farei rientrare certamente la riflessione che veniva fatta adesso dal presidente, nel senso che quel tavolo forse merita di essere strutturato ulteriormente con presenze permanenti del sistema delle autonomie locali, con un fronte ANCI che certamente può essere interessato. La stessa Conferenza delle regioni – lavoriamo moltissimo con gli assessori regionali all'agricoltura – può essere a tutti gli effetti coinvolta.
  Insomma, lavorare all'istituzionalizzazione del tavolo e alla sua riorganizzazione può essere un punto qualificante che porta con sé anche una declinazione più ampia delle sue funzioni e delle sue responsabilità.
  L'onorevole Fiorio poneva il tema, che condivido, di un'attività di monitoraggio e di rendicontazione che vada oltre la specificità del singolo intervento che gestiamo come Tavolo indigenti, Fondo politiche agricole e Ministero del lavoro. Nella riconfigurazione della partecipazione al tavolo ci può essere, doverosamente, anche una declinazione più puntuale delle funzioni e quindi della responsabilità del tavolo stesso.
  Se facessimo questo lavoro, lasceremmo al Paese e al sistema istituzionale un luogo stabile di operatività che esce dall'ordinaria amministrazione, decisiva, dei Fondi delle politiche sociali e del lavoro che gestiamo d'intesa con il Ministero del lavoro. Avremmo un luogo di costruzione delle politiche quotidiane su questo versante, il che – ripeto – è un punto decisivo. Sarei, pertanto, assolutamente favorevole a sviluppare questa linea.
  Come secondo fronte, provo a rispondere all'onorevole Casati dicendo che trovo nell'impianto della proposta Gadda-Fiorio, accanto ovviamente alle altre che sono altrettanto interessanti, la logica fondamentale attorno alla quale possiamo sviluppare questo lavoro, quindi mi muoverei nel solco di quell'impostazione.
  La partita cruciale continua a essere quella che provavamo a richiamare prima, cioè semplificare il meccanismo della donazione. Quella è la chiave fondamentale. L'appiglio che la legge di stabilità ci dà è interessante proprio perché, anche se non è risolutivo, apre un concreto spazio che può accelerare il lavoro.Pag. 9
  Da questo punto di vista, abbiamo capito che il tema vero è non riempire di burocrazia questi meccanismi. Questa torna, dunque, a essere la questione fondamentale e il nodo su cui dobbiamo concentrarci.
  Condivido la riflessione che l'onorevole Gadda faceva sul fronte di una gerarchia. Sono personalmente favorevole a studiare un meccanismo che ci consenta di indicare delle priorità e una logica in questo lavoro. Sulle misure OP stiamo approfondendo perché è certamente un fronte interessante. Peraltro, abbiamo bisogno di approfondire, appunto, diversi fronti.
  Credo che sarà decisivo per tutti collegare questa discussione, a proposito di legge di stabilità, al pacchetto relativo alla lotta alla povertà che sta nella legge stessa. Infatti, sarebbe un errore non coordinare complessivamente il set degli interventi possibili, ivi compresi i finanziamenti che stanno su quel fronte. Sotto questo aspetto, penso che voi in particolare possiate lavorare su questo in occasione della discussione della legge di stabilità, che ci può consentire di allineare bene queste misure.
  Per parte mia, confermo anche questa mattina che, al set di iniziative e di finanziamenti impostati su quel lato, abbiamo già deciso di aggiungere i 25 milioni di euro che l'Italia ha a disposizione per far fronte alla crisi del settore lattiero-caseario – sono fondi europei che arrivano in maniera extra ordinaria a seguito del confronto che abbiamo avuto a Bruxelles sulla crisi, appunto, del settore lattiero-caseario – che verranno spesi interamente nelle prossime settimane proprio attraverso il Tavolo indigenti.
  Infatti, la leva più efficace che abbiamo misurato è quella di spendere queste risorse per una distribuzione straordinaria agli indigenti, proprio utilizzando il tavolo e realizzando un incrocio singolare, per cui alla necessità di tutela del versante dei produttori – in questo caso i nostri allevatori – si combina anche un'efficace azione di accompagnamento sul versante degli indigenti.
  Non so quanti Paesi in Europa riescono a combinare in questo modo due fronti che spesso sono divergenti. Noi, invece, abbiamo questa peculiarità: quando abbiamo una crisi di mercato (in questo caso nel settore lattiero-caseario), uno degli strumenti più efficaci per intervenire sul mercato è proprio l'utilizzo della leva solidale che ingaggiamo con il Tavolo indigenti attraverso la distribuzione straordinaria di cibo.
  L'efficacia di quella distribuzione è molto rilevante perché tutti i riscontri che abbiamo ci dicono che c’è una capacità di intervento, di radicamento e di distribuzione talmente capillare e strutturata che non rischiamo quelle scene che troppo spesso si sono viste in giro di dissidi e grande spreco anche nell'attività solidaristica.
  Ragionevolmente, posso dirvi che l'esperienza italiana, soprattutto negli ultimi anni, ha perfezionato una modalità operativa che fa scuola anche in giro per l'Europa. Non è un caso – voglio concludere così – che tra le buone pratiche selezionate in Expo, a fronte di una call che ha interessato i 140 Paesi aderenti, in cui si sono candidate oltre 600 buone pratiche più disparate possibili sul versante alimentare e agricolo, tra le prime sei ci sia proprio l'esperienza del banco alimentare, con la sua capacità di declinare operativamente questa attività.
  Lo dico perché credo che sia doveroso, nel chiudere l'esposizione universale, riconoscere che abbiamo un punto di eredità e di buona pratica tutt'altro che banale da mostrare all'Europa e al mondo.
  Questi sono alcuni spunti che vorrei consegnarvi, in ragione anche delle sottolineature che avete fatto.
  Un focus particolare merita senz'altro il tema che è stato sottolineato da alcuni, cioè la frontiera scolastica. Lì c’è un punto di contatto fondamentale anche con la «Buona scuola». Infatti, come sapete, dentro la «Buona scuola», abbiamo inserito un gancio interessante, che è quello relativo alle mense scolastiche e alla possibilità di rendere prioritari gli interventi e le attività sul versante della filiera corta Pag. 10di tutte le produzioni di vicinato che possono ingaggiare il sistema delle mense. Tuttavia, è un gancio che può essere utile anche al lavoro parlamentare proprio perché da lì si può provare a costruire quell'attività che veniva richiamata in alcuni interventi.
  Secondo me, tutto si tiene e può essere portato a maturazione dentro un ragionamento organico in virtù dell'attività che possiamo svolgere grazie al lavoro di questa Commissione.

  PRESIDENTE. Ringrazio il ministro che, anche se in maniera sintetica e in tempi ristretti, ha interagito con la nostra Commissione, e tutti i deputati che hanno formulato domande e proposte. Dichiaro conclusa l'audizione.

  La seduta termina alle 9.15.