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XVII Legislatura

Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere

Resoconto stenografico



Seduta n. 158 di Martedì 21 giugno 2016
Bozza non corretta

INDICE

Esame della proposta di relazione sulle infiltrazioni mafiose e criminali nel gioco lecito e illecito (relatore: sen. Vaccari):
Bindi Rosy , Presidente ... 2 ,
Vaccari Stefano  ... 2 ,
Bindi Rosy , Presidente ... 8 ,
Gaetti Luigi  ... 8 ,
Bindi Rosy , Presidente ... 9 ,
Gaetti Luigi  ... 10 ,
Bindi Rosy , Presidente ... 10 ,
Gaetti Luigi  ... 10 ,
Bindi Rosy , Presidente ... 10 ,
Vaccari Stefano  ... 10 ,
Bindi Rosy , Presidente ... 10 ,
Dadone Fabiana (M5S)  ... 10 ,
Bindi Rosy , Presidente ... 10

Testo del resoconto stenografico
Pag. 2

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE
ROSY BINDI

  La seduta comincia alle 14.

  (La Commissione approva il processo verbale della seduta precedente)

Esame della proposta di relazione sulle infiltrazioni mafiose e criminali nel gioco lecito e illecito (relatore: sen. Vaccari)

  PRESIDENTE. L'ordine del giorno prevede l'esame della proposta di relazione sulle infiltrazioni mafiose e criminali nel gioco lecito e illecito.
  In questa seduta, esamineremo la proposta di relazione, di cui è relatore il senatore Vaccari. Invito il senatore Vaccari a illustrare la proposta di relazione già discussa nel corso dell'Ufficio di Presidenza, integrato dai rappresentanti dei Gruppi, svoltosi il 9 giugno scorso.

  STEFANO VACCARI. Grazie, presidente. Colleghi, anzitutto permettetemi di ringraziare per il lavoro svolto tutti i consulenti del X Comitato e per i contributi fattivi anche alla definizione di quelle che troverete, come proposte di modifica del quadro normativo, nella relazione, dove sono delineate a partire dalla dimensione nazionale e regionale fino al locale. Tali consulenti sono stati coordinati dalla dottoressa Celentano.
  Questo è stato un percorso di audizioni che abbiamo fatto innanzitutto ascoltando le forze dell'ordine, la Direzione nazionale antimafia e alcuni giornalisti che si occupano della materia. Abbiamo ovviamente ascoltato l'Agenzia delle dogane e dei monopoli, che ci ha consentito anche, attraverso una visita cui alcuni di voi hanno partecipato presso la propria sede, di verificare anche le modalità e le tecnologie che vengono usate Pag. 3da parte dell'Agenzia, nel controllo del territorio e nell'analisi accurata dei punti gioco, distribuiti in tutto il Paese.
  Come dicevo, la relazione, che è di 64 pagine, fa innanzitutto un inquadramento normativo e presenta un quadro aggiornato dei dati, che da più parti insomma erano stati nell'ultimo anno divulgati, ma sui cui, al 31 dicembre 2015, è stato messo un punto fermo, da parte dell'Agenzia e anche di Avviso Pubblico che abbiamo ascoltato. Possiamo presentare sicuramente dei dati importanti per ciò che riguarda anche la dimensione dei controlli che l'Agenzia è stata in grado di svolgere.
  Abbiamo anche voluto, attraverso il contributo che uno degli auditi, il professor Fiasco, ci ha rappresentato, fare un quadro un po’ più legato all'impatto che la dimensione del gioco sta avendo soprattutto nelle fasce più deboli della popolazione.
  Dalle forze dell'ordine abbiamo ricevuto una serie di indicazioni rispetto alle modalità con le quali le mafie stanno dentro questo settore già da un po’ di anni e, attraverso l’excursus delle varie indagini che ci è stato rappresentato, abbiamo enucleato anche queste modalità, che vanno dall'attività estorsiva, analoga a quella di altre attività economiche, all'imposizione dei videopoker nei bar e all'infiltrazione di società che gestiscono le scommesse e le sale gioco, attraverso prestanome o compartecipando alle stesse che hanno ottenuto regolari concessioni.
  Poi, ovviamente c'è la parte anche più illegale: la gestione delle bische clandestine, del Totonero, del lotto clandestino, ma anche la gestione su piattaforme illegali delle scommesse sportive e dei videopoker, in particolar modo con siti e server collocati in Paesi esteri, dove l'attività di controllo e le norme sono indubbiamente diverse. Quella della criminalità organizzata è un'attività che si avvale anche di competenze tecniche molto avanzate, che consentono alle varie organizzazioni di Pag. 4arrivare fino alla clonazione delle schede elettroniche delle AWP e alla gestione che riguarda tutta la parte del software e della trasmissione dei dati all'Agenzia delle dogane e dei monopoli.
  Inoltre, la DNA ci ha descritto come il controllo di questo settore da parte delle organizzazioni criminali avvenga in particolar modo laddove le organizzazioni criminali hanno un maggiore radicamento sul territorio, quindi dove il controllo del territorio è più forte, consentendo di rendere il confine tra il gioco legale e il gioco illegale sicuramente più labile e di avere, da parte loro, una maggiore possibilità di permeare entrambe gli ambiti.
  Abbiamo anche voluto raccontare come questa presenza sia ormai diffusa su tutto il territorio nazionale, con una maggiore incidenza al sud del Paese, in pari modo per ciò che riguarda il consumo di gioco rispetto al reddito, ma con una diffusione che riguarda tutto il Paese in modo assolutamente distribuito.
  Abbiamo ovviamente anche provato a mettere in luce alcune delle lacune – chiamiamole così – che la normativa attualmente in vigore presenta, sia per ciò che riguarda le barriere d'ingresso sia per ciò che riguarda la parte sanzionatoria, ancorché le misure antiriciclaggio. A partire da queste evidenze, abbiamo concentrato anche l'ambito delle proposte finali che vorremmo formulare alle due Camere. Queste, suddivise in cinque ambiti, sono ventidue proposte di modifica normativa con due raccomandazioni finali al Governo.
  Vorrei soffermarmi velocemente soprattutto su queste perché rappresentano ovviamente anche il contenuto maggiore, su quale assieme ai colleghi abbiamo già avuto modo di discutere e di convenire e che credo possa rappresentare, anche nel rapporto con le due Camere, i contenuti maggiori su cui concentrare l'attenzione anche dei colleghi di Camera e Senato. Pag. 5
  Sulle barriere d'ingresso, abbiamo proposto di ampliare fondamentalmente l'ambito dei delitti che impediscono all'impresa di partecipare alle gare a procedura di evidenza pubblica per il rilascio, il rinnovo e il mantenimento delle concessioni, inserendo tra questi delitti: l'autoriciclaggio; lo scambio elettorale politico-mafioso; l'indebita percezione di erogazioni pubbliche; la concussione per induzione; la malversazione ai danni dello Stato; i reati tributari gravi; le forme di peculato, di corruzione e di concussione internazionali. Questo è stato fatto ovviamente per riuscire a completare ed alzare ovviamente l'asticella rispetto alle barriere d'ingresso.
  Abbiamo anche fatto riferimento alla equiparazione con il nuovo Codice degli appalti e delle concessioni, per ciò che riguarda i motivi di esclusione, in caso di condanna con sentenza definitiva, oppure abbiamo chiesto l'estensione a tutta la filiera del rispetto dei requisiti della normativa antimafia e delle norme del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, per ciò che riguarda le licenze e le autorizzazioni.
  Ovviamente io cito alcune delle proposte che poi avremo modo di discutere, anche in maniera più estesa, nel confronto che ci sarà.
  Per ciò che riguarda la revisione delle sanzioni penali e amministrative, abbiamo proposto l'estensione delle pene anche ai reati connessi a ogni tipo di gioco e scommessa, in modo che si possa attivare, anche su questi profili d'indagine, lo strumento delle intercettazioni telefoniche. Tali intercettazioni sono molto preziose anche a ricostruire il sistema di relazioni che diverse inchieste hanno indagato, ma attraverso altre modalità.
  Ci siamo soffermati anche sulle pene, per chi organizza e esercita giochi e scommesse on line in particolare, e abbiamo proposto l'introduzione di misure analoghe al Daspo per i punti di offerta gioco che trasgrediscono le regole, così come accade Pag. 6per ciò che riguarda i comportamenti scorretti e illegali delle tifoserie sportive.
  Nella proposta di rafforzamento delle misure antiriciclaggio per tracciare le vincite, abbiamo elaborato una proposta, frutto anche del contributo dei colleghi durante il primo confronto in Comitato, proponendo di collegare ogni operazione di cash-out al nominativo che ha avviato la sessione di gioco e ha effettuato la vincita, attraverso un ticket o una card rilasciata dal responsabile della sala gioco, a fronte della presentazione del documento di identità. Questa è una modalità che, a nostro avviso, può superare una serie di limiti legati ai controlli che vengono effettuati e che sono anche di difficile composizione.
  Abbiamo altresì proposto per i conti di gioco on line, che i magistrati e le forze dell'ordine ci hanno raccontato essere usati impropriamente dalle organizzazioni criminali, come conti deposito, come conti correnti, come conti di transito eccetera, di sottoporli al medesimo controllo antiriciclaggio dei conti correnti, attraverso l'inserimento nell'apposita anagrafe dei conti per consentire alle forze dell'ordine e alla magistratura di potervi accedere e svolgere controlli specifici.
  Nel quarto ambito, ci siamo concentrati sulle politiche antimafia e sul ruolo delle autonomie locali. In particolare, abbiamo indicato la necessità di dimensionare il sistema di distribuzione del gioco nel nostro Paese sulla base dei controlli che il nostro Paese è in grado di assicurare e anche sulla base dell'impatto sociale che ha questa distribuzione.
  Su questo, abbiamo in qualche modo provato a far evolvere le proposte che Avviso Pubblico e l'ANCI ci avevano fatto sul tema del distanziometro, quindi abbiamo ipotizzato che, tra i criteri per la distribuzione, si debba tener conto dell'indice di presenza mafiosa che questa Commissione ha avuto modo di valutare all'inizio del primo rapporto dell'Osservatorio sulla Pag. 7criminalità organizzata dal professor dalla Chiesa di Milano, così come si debba tener conto dell'indice di organizzazione criminale elaborato dall'Eurispes e, laddove necessario, anche degli indicatori pertinenti utilizzati dall'Istat per individuare il tema dell'impatto sociale di questa attività.
  Inoltre, noi indichiamo, in casi di emergenza, la possibilità (quindi questo andrà tradotto normativamente) che i comuni, ancorché le regioni, possano determinare la riduzione o l'azzeramento dell'offerta di gioco sul territorio e ovviamente chiediamo che lo Stato metta a disposizione, in quei casi di emergenza, le risorse necessarie a farvi fronte in modo straordinario.
  L'ultimo ambito riguarda la nuova direttiva dell'Unione europea sull'antiriciclaggio che il nostro Paese sta, via via, attuando e che conteneva una proposta di costituzione di un'autorità dotata di poteri di vigilanza rafforzati. Noi pensiamo che questo possa essere lo strumento in grado di ripristinare un equilibrio di legalità attraverso una riorganizzazione del sistema dei controlli con una strategia condivisa e globale, ma attraverso anche un'attività di prevenzione coordinata assieme al contrasto.
  Da ultimo, ci sono le due raccomandazioni, di cui una riguarda il tema del cybercrime, che abbiamo affrontato grazie al contributo di un'azienda che opera nel settore da un po’ di anni e che ci ha fornito indubbiamente elementi di analisi anche tecnica assolutamente importanti. Vogliamo rappresentare al Governo la necessità, su questo settore, di adottare politiche di investimento, come Paese, ma anche come Unione europea, adeguando e attivando le collaborazioni e le sinergie necessarie che a livello internazionale questo ambito richiede, perché, da solo, ogni Paese sicuramente fa fatica a adottare misure di contrasto efficaci e all'altezza della sfida tecnologica Pag. 8che le mafie a vario livello, ma non solo esse, stanno proponendo ai settori dell'economia in generale e delle telecomunicazioni in particolare.
  L'ultima raccomandazione che facciamo al Governo è già contenuta nella relazione del Comitato coordinato dalla collega Garavini e approvata da questa Commissione in occasione del semestre di presidenza europea. In tale relazione, che è sulla lotta alla criminalità mafiosa su base europea ed extraeuropea, in qualche modo noi chiedevamo l'adozione di misure armonizzate anche sul settore del gioco d'azzardo a distanza, garantendo da questo punto di vista un maggiore scambio di informazioni e di lavoro di intelligence sulle varie ipotesi di violazione. Su questo, quindi, riproponiamo quel tema come una raccomandazione al Governo che completa, come dicevo, il quadro delle ventidue proposte di modifica normativa che la relazione fa al legislatore e che, in un modo, l'attività della Commissione finanze del Senato ha già avviato su un testo di riordino del settore.

  PRESIDENTE. Ringraziamo il senatore Vaccari e tutto il Comitato che ha lavorato, quindi anche i consulenti. Credo che questo sia un buon lavoro che noi affidiamo alla riflessione dei Gruppi.
  Do la parola al senatore Gaetti.

  LUIGI GAETTI. Grazie, presidente. Vorrei sottolineare davvero il grande lavoro che è stato fatto da tutto il Comitato e il fatto che già se ne sia discusso, quindi diverse nostre osservazioni sono state recepite. Qualcun'altra, invece, non è stata recepita e altre cose, pur recepite, sono, a nostro giudizio, ancora insufficienti.
  Soprattutto, come è chiaro, è stato evidenziato che due sono gli elementi di grande criticità che ci lasciano un po’ perplessi. Pag. 9
  Il primo, cioè quello su chi deve decidere dove aprire le sale, è un elemento sottolineato anche dal professore dalla Chiesa in occasione del convegno della settimana scorsa a Mantova. A maggior tutela, l'apertura di queste sale andrebbe vagliata da entrambi gli organi, sia di tipo centrale, ma soprattutto anche da organi comunali, in modo tale che basterebbe un veto di uno dei due perché la cosa non possa aver luogo. In questo modo, sarebbe tutto molto tutelato perché sappiamo come le infiltrazioni possano essere a livello comunale, ma d'altro canto a livello comunale ci sono anche quelli che conoscono meglio la situazione, per cui questo elemento per noi risulta di grande importanza.
  L'altro elemento di riflessione è appunto il problema della pubblicità. Al Senato è noto ed è presente un nostro disegno di legge – la prima firma è di Endrizzi – che vuole appunto evidenziare di evitare la pubblicità del gioco in tutte le sue forme.
  Non ritroviamo questi due elementi in maniera compiuta in questa relazione, come accade per altri punti, come per esempio la pubblicità e la trasparenza delle ditte e come pure il fatto che debbano essere accessibili tutti i dati inerenti al settore del gioco che sono di secondaria importanza. Tuttavia, su questi due elementi anche nel Gruppo – lo dobbiamo dire – siamo ancora in una fase di riflessione e di discussione al nostro interno, quindi ci fa piacere il fatto che ci sia ancora qualche giorno per poter meditare e ragionarci sopra perché capiamo l'importanza della relazione, ma dobbiamo ancora valutare al meglio la portata dei contenuti.

  PRESIDENTE. Senatore, domani nell'Ufficio di Presidenza possiamo stabilire la data per la scadenza per la presentazione di eventuali proposte emendative e la data dell'approvazione in Commissione. Naturalmente sono gradite le sue osservazioni e Pag. 10quelle che maturerete pervengano possono pervenire per via scritta, in maniera tale che si possa valutare l'integrazione o la modifica.

  LUIGI GAETTI. Nell'Ufficio di Presidenza di domani...

  PRESIDENTE. Nell'Ufficio di Presidenza fissiamo le date sia per la scadenza delle parti emendative che per l'approvazione.

  LUIGI GAETTI. Io pensavo che fosse oggi...

  PRESIDENTE. No, l'Ufficio di Presidenza è rinviato a domani.

  STEFANO VACCARI. Vorrei fare solo una sottolineatura rispetto alle cose che ha detto il collega Gaetti, cioè una raccomandazione, quanto meno, rispetto al tema della pubblicità di cui questa relazione non si occupa ovviamente perché il Comitato aveva un altro mandato, cioè quello di contestualizzare le proposte che formulerete rispetto alle diversità tra questa relazione e il lavoro che farà la Commissione finanze anche su questo tema.

  PRESIDENTE. Visto che c'è l'onorevole Dadone, colgo l'occasione per dire che siamo in attesa della relazione sulla tratta e che i consulenti e i funzionari della Commissione sono a disposizione per un eventuale lavoro di supporto.

  FABIANA DADONE. Ci sto lavorando personalmente prima di sottoporla ai consulenti della Commissione per usufruire del loro lavoro.

  PRESIDENTE. Non avevo dubbi, ma volevo solo dire che, se c'è bisogno di qualcosa, i consulenti e i funzionari sono a disposizione. Grazie. Pag. 11
  Dichiaro conclusa l'audizione.

  La seduta termina alle 14.20.