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Resoconto dell'Assemblea

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XVII LEGISLATURA

Allegato A

Seduta di Mercoledì 15 maggio 2013

COMUNICAZIONI

Missioni valevoli nella seduta del 15 maggio 2013.

  Angelino Alfano, Gioacchino Alfano, Alfreider, Amici, Baretta, Berretta, Bocci, Bray, Brunetta, Carrozza, Casero, Cirielli, Dambruoso, De Girolamo, Dell'Aringa, Dellai, Luigi Di Maio, Fassina, Ferranti, Gregorio Fontana, Fontanelli, Formisano, Franceschini, Giachetti, Alberto Giorgetti, Giancarlo Giorgetti, Kyenge, Letta, Lorenzin, Lupi, Merlo, Orlando, Pisicchio, Pistelli, Santelli, Speranza, Vezzali, Vito.

(Alla ripresa pomeridiana della seduta).

  Angelino Alfano, Gioacchino Alfano, Alfreider, Amici, Baretta, Berretta, Bray, Brunetta, Carrozza, Casero, Cirielli, Dambruoso, De Girolamo, Dell'Aringa, Dellai, Luigi Di Maio, Fassina, Ferranti, Gregorio Fontana, Fontanelli, Formisano, Franceschini, Giachetti, Alberto Giorgetti, Giancarlo Giorgetti, Kyenge, Letta, Lorenzin, Lupi, Merlo, Migliore, Orlando, Pisicchio, Pistelli, Santelli, Speranza, Vezzali, Vito.

Annunzio di proposte di legge.

  In data 14 maggio 2013 sono state presentate alla Presidenza le seguenti proposte di legge d'iniziativa dei deputati:
   GALLINELLA ed altri: «Modifica all'articolo 4 della legge 3 febbraio 2011, n. 4, in materia di etichettatura e di qualità dei prodotti alimentari» (938);
   PROPOSTA DI LEGGE COSTITUZIONALE TONINELLI ed altri: «Modifiche agli articoli 114, 117, 118, 119, 120, 132 e 133 della Costituzione, in materia di abolizione delle province, e disposizioni per la destinazione delle risorse rese disponibili al finanziamento di opere per la messa in sicurezza degli edifici scolastici» (939);
   BERGAMINI ed altri: «Ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, fatta a Istanbul l'11 maggio 2011» (940);
   VALIANTE: «Modifica all'articolo 145 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, in materia di coordinamento della pianificazione paesaggistica con altri strumenti di pianificazione» (941);
   VALIANTE: «Modifica all'articolo 7 della legge 6 dicembre 1991, n. 394, in materia di livelli di prestazione dei servizi pubblici essenziali nei comuni compresi entro i confini di parchi nazionali o di parchi naturali regionali» (942);
   MIGLIORE ed altri: «Modifiche al codice civile, concernenti le disposizioni penali in materia di società e consorzi» (943);
   MIGLIORE ed altri: «Norme in materia di protezione umanitaria e di diritto di asilo» (944);
   POLVERINI: «Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, in materia di cittadinanza» (945);
   POLVERINI: «Modifiche agli articoli 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e 6 del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14, in materia di requisiti per la fruizione delle deroghe in materia di accesso al trattamento pensionistico, nonché altre disposizioni concernenti il pensionamento flessibile e delega al Governo per la diffusione della cultura previdenziale nelle scuole» (946).

  Saranno stampate e distribuite.

Annunzio di una proposta di legge d'iniziativa popolare.

  In data 14 maggio 2013 è stata presentata alla Presidenza la seguente proposta di legge:
   PROPOSTA DI LEGGE D'INIZIATIVA POPOLARE: «Abrogazione dell'articolo 3, comma 1, lettera d-bis), del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, recante “Disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, nonché interventi in materia di entrate e di contrasto all'evasione fiscale”» (947).

  Sarà stampata, previo accertamento della regolarità delle firme dei presentatori, ai sensi della legge 25 maggio 1970, n. 352, e distribuita.

Modifica del titolo di una proposta di legge.

  La proposta di legge n. 65, d'iniziativa dei deputati REALACCI ed altri, ha assunto il seguente titolo: «Misure per il sostegno e la valorizzazione dei comuni con popolazione pari o inferiore a 5.000 abitanti e dei territori montani e rurali nonché deleghe al Governo per la riforma del sistema di governo delle medesime aree e per l'introduzione di sistemi di remunerazione dei servizi ambientali».

Assegnazione di progetti di legge a Commissioni in sede referente.

  A norma del comma 1 dell'articolo 72 del regolamento, i seguenti progetti di legge sono assegnati, in sede referente, alle sottoindicate Commissioni permanenti:

   I Commissione (Affari costituzionali):
  PROPOSTA DI LEGGE COSTITUZIONALE CAPARINI ed altri: «Modifica all'articolo 136 della Costituzione, concernente il quorum per l'adozione delle sentenze della Corte costituzionale che dichiarano l'illegittimità costituzionale di norme di legge o di atto avente forza di legge» (485).

   II Commissione (Giustizia):
  VENDOLA ed altri: «Modifica all'articolo 416-ter del codice penale, in materia di scambio elettorale politico-mafioso» (251) Parere della I Commissione;
  VILLECCO CALIPARI: «Norme in materia di prostituzione» (268) Parere delle Commissioni I, V, XI e XII (ex articolo 73, comma 1-bis, del regolamento);
  CAPARINI ed altri: «Modifica all'articolo 193 del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, in materia di sanzione per violazione dell'obbligo di assicurazione per la responsabilità civile verso i terzi derivante dalla circolazione dei veicoli» (422) Parere delle Commissioni I, VI (ex articolo 73, comma 1-bis, del regolamento) e IX (ex articolo 73, comma 1-bis, del regolamento);
  CAPARINI ed altri: «Modifica dell'articolo 633 del codice penale, in materia di invasione di terreni o di edifici» (443) Parere della I Commissione;
  COSTA ed altri: «Modifica all'articolo 11 del decreto legislativo 7 settembre 2012, n. 155, in materia di proroga dell'entrata in vigore di disposizioni concernenti la riorganizzazione della distribuzione degli uffici giudiziari sul territorio» (449) Parere delle Commissioni I e V.

   III Commissione (Affari esteri):
  SPADONI e DI VITA: «Ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, fatta a Istanbul l'11 maggio 2011» (878) Parere delle Commissioni I, II, V, VII e XII;
  MIGLIORE ed altri: «Ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, fatta a Istanbul l'11 maggio 2011» (881) Parere delle Commissioni I, II, V, VII e XII.

   VI Commissione (Finanze):
  CAPARINI ed altri: «Disposizioni per favorire lo sviluppo dell'imprenditoria giovanile nel settore agricolo» (428) Parere delle Commissioni I, II, V, XIII (ex articolo 73, comma 1-bis, del regolamento) e XIV;
  CAPARINI ed altri: «Delega al Governo per la separazione dei modelli bancari» (488) Parere delle Commissioni I, V, X e XIV.

  X Commissione (Attività produttive):
  DELL'ORCO ed altri: «Modifica all'articolo 3 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, e altre disposizioni in materia di disciplina degli orari di apertura degli esercizi commerciali» (750) Parere delle Commissioni I, V, XI e XIV.

   XI Commissione (Lavoro):
  MURER ed altri: «Delega al Governo per l'estensione dell'applicazione delle disposizioni in materia di requisiti di accesso e di regime delle decorrenze dei trattamenti pensionistici, vigenti prima della data di entrata in vigore del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, anche ai settori del pubblico impiego e del lavoro autonomo» (387) Parere delle Commissioni I, V e X;
  MURER ed altri: «Delega al Governo per l'introduzione di agevolazioni contributive per le lavoratrici madri nonché modifiche agli articoli 4 della legge 8 marzo 2000, n. 53, e 42 del testo unico di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, per l'elevazione del limite massimo di durata dei congedi lavorativi per gravi motivi familiari» (388) Parere delle Commissioni I, V, X e XII;
  CAPARINI ed altri: «Disposizioni in materia di assegno sostitutivo dell'accompagnatore militare» (425) Parere delle Commissioni I, IV, V, VI (ex articolo 73, comma 1-bis, del regolamento, per gli aspetti attinenti alla materia tributaria) e XII.

   XII Commissione (Affari sociali):
  ANTEZZA ed altri: «Disciplina delle professioni di assistente sociale e di assistente sociale specialista» (550) Parere delle Commissioni I, II (ex articolo 73, comma 1-bis, del regolamento), V, VII, XI e XIV.

   XIII Commissione (Agricoltura):
  CAPARINI ed altri: «Termine per l'adozione delle norme di attuazione della legge 3 febbraio 2011, n. 4, recante disposizioni in materia di etichettatura e di qualità dei prodotti alimentari» (427) Parere delle Commissioni I, V, X, XII e XIV.

Trasmissioni dalla Corte dei conti.

  La Corte dei conti - Sezione del controllo sugli enti, con lettera in data 9 maggio 2013, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, la determinazione e la relazione riferite al risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria di ENEL Spa, per l'esercizio 2011. Alla determinazione sono allegati i documenti rimessi dagli enti ai sensi dell'articolo 4, primo comma, della citata legge n. 259 del 1958 (Doc. XV, n. 14).
  Questi documenti sono trasmessi alla V Commissione (Bilancio) e alla X Commissione (Attività produttive).

  La Corte dei conti - Sezione del controllo sugli enti, con lettera in data 9 maggio 2013, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, la determinazione e la relazione riferite al risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria di Cinecittà Luce Spa, per l'esercizio 2011. Alla determinazione sono allegati i documenti rimessi dagli enti ai sensi dell'articolo 4, primo comma, della citata legge n. 259 del 1958 (Doc. XV, n. 15).
  Questi documenti sono trasmessi alla V Commissione (Bilancio) e alla VII Commissione (Cultura).

Trasmissione dal Ministro della giustizia.

  Il Ministro della giustizia, con lettera in data 13 maggio 2013, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 10 della legge 1o luglio 1977, n. 404, la relazione sullo stato di attuazione del programma di edilizia penitenziaria, riferita all'anno 2012 (Doc. CXVI, n. 1).

  Questa relazione è trasmessa alla II Commissione (Giustizia).

Trasmissione dal Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri.

  Il Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, in data 10 maggio 2013, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 6, commi 4 e 5, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, le seguenti relazioni, elaborate dai Ministeri competenti, concernenti progetti di atti dell'Unione europea, che sono alla X Commissione (Attività produttive) e alla XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea):
   relazione in merito alla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sulla vigilanza del mercato dei prodotti e che modifica le direttive 89/686/CEE e 93/15/CEE del Consiglio e le direttive 94/9/CE, 94/25/CE, 95/16/CE, 97/23/CE, 1999/5/CE, 2000/9/CE 2000/14/CE, 2001/95/CE, 2004/108/CE, 2006/42/CE, 2006/95/CE, 2007/23/CE, 2008/57/CE, 2009/48/CE, 2009/105/CE, 2009/142/CE, 2011/65/UE, il regolamento (UE) n. 305/2011, il regolamento (CE) n. 764/2008 e il regolamento (CE) n. 765/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio (COM(2013)75 final);
   relazione in merito alla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sulla sicurezza dei prodotti di consumo e che abroga la direttiva 87/357/CEE del Consiglio e la direttiva 2001/95/CE (COM(2013)78 final).

Trasmissione dal Comitato interministeriale per la programmazione economica.

  La Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica, in data 13 maggio 2013, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 6, comma 4, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, le seguenti delibere CIPE, che sono trasmesse alla V Commissione (Bilancio), nonché alle sottoindicate Commissioni:
   n. 100/2012 del 26 ottobre 2012, concernente «Programma delle infrastrutture strategiche (legge n. 443 del 2001) - Metropolitana leggera automatica Metrobus di Brescia – 1o lotto funzionale Prealpino-S. Eufemia – Ulteriori opere di completamento 2atranche - Assegnazione definitiva finanziamento» – alla IX Commissione (Trasporti);
   n. 151/2012 del 21 dicembre 2012, concernente «Contratto di programma tra il Ministero dello sviluppo economico e il consorzio “Piceno CONSIND” ora “Consorzio piceno per le attività manifatturiero-energetiche” – Definanziamento delibera CIPE n. 200/2006 - Aggiornamento delibera CIPE n. 201/2006» – alla X Commissione (Attività produttive).

Annunzio di progetti di atti dell'Unione europea.

  La Commissione europea, in data 14 maggio 2013, ha trasmesso, in attuazione del Protocollo sul ruolo dei Parlamenti allegato al Trattato sull'Unione europea, i seguenti progetti di atti dell'Unione stessa, nonché atti preordinati alla formulazione degli stessi, che sono assegnati, ai sensi dell'articolo 127 del Regolamento, alle sottoindicate Commissioni, con il parere della XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea):
   Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni – Il programma Marco Polo – Risultati e prospettive (COM(2013) 278 final), che è assegnata in sede primaria alla IX Commissione (Trasporti);
   Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio – Questioni relative al proseguimento dell'emissione delle monete in euro da 1 e 2 cent (COM(2013) 281 final), che è assegnata in sede primaria alla V Commissione (Bilancio).

  Il Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, in data 14 maggio 2013, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 6, commi 1 e 2, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, progetti di atti dell'Unione europea, nonché atti preordinati alla formulazione degli stessi.
  Tali atti sono assegnati, ai sensi dell'articolo 127 del Regolamento, alle Commissioni competenti per materia, con il parere, se non già assegnati alla stessa in sede primaria, della XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea).
  Con la medesima comunicazione, il Governo ha altresì richiamato l'attenzione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) n. 691/2011 relativo ai conti economici ambientali europei (COM(2013) 247 final), già trasmessa dalla Commissione europea e assegnata, in data 8 maggio 2013, ai sensi dell'articolo 127 del Regolamento, alle Commissioni riunite V (Bilancio) e VIII (Ambiente), nonché alla XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea) ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà.

Trasmissione dall'Ufficio centrale per il referendum presso la Corte di cassazione.

  Il presidente dell'Ufficio centrale per il referendum presso la Corte di cassazione, con lettere in data 8 maggio 2013, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 45 della legge 25 maggio 1970, n. 352, gli esemplari dei verbali delle operazioni relative ai referendum popolari del 21 e 22 aprile 2013 concernenti:
   il distacco del comune di Taibon Agordino (Belluno) dalla regione Veneto e la sua aggregazione alla regione Trentino-Alto Adige, che sì è concluso con esito favorevole al predetto distacco;
   il distacco del comune di Pieve di Cadore (Belluno) dalla regione Veneto e la sua aggregazione alla regione Friuli-Venezia Giulia, che si è concluso con esito non favorevole al predetto distacco.

  Questi documenti sono depositati presso il Servizio per i Testi normativi a disposizione degli onorevoli deputati.

Trasmissione dal consiglio regionale dell'Emilia-Romagna.

  Il presidente del consiglio regionale della regione Emilia-Romagna, con lettera in data 3 maggio 2013, ha trasmesso un voto concernente le azioni da porre in essere per regolamentare il gioco d'azzardo, contrastare la diffusione delle ludopatie e individuare la copertura finanziaria per la loro cura con oneri a carico del Servizio sanitario.

  Questa documentazione è trasmessa alla VI Commissione (Finanze) e alla XII Commissione (Affari sociali).

Comunicazioni di nomine ministeriali.

  La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettere in data 8 e 10 maggio 2013, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 19, comma 9, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, le seguenti comunicazioni concernenti il conferimento, ai sensi del comma 4 del medesimo articolo 19, o la revoca di incarichi di livello dirigenziale generale nell'ambito del Ministero per i beni e le attività culturali, che sono trasmesse alla I Commissione (Affari costituzionali) e alla VII Commissione (Cultura):
   comunicazione concernente il conferimento, alla dottoressa Caterina Bon di Valsassina e Madrisio, dell'incarico di direttore della Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Lombardia;
   comunicazione concernente il conferimento, all'architetto Federica Galloni, dell'incarico di direttore della Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici del Lazio;
   comunicazione concernente il conferimento, al dottor Gregorio Angelini, dell'incarico di direttore ad interim della Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Puglia;
   comunicazione concernente la revoca dell'incarico, conferito al dottor Adriano Rasi Caldogno, presso l'Ufficio di Gabinetto del Ministro per i beni e le attività culturali;
   comunicazione concernente il conferimento, alla dottoressa Rossana Rummo, dell'incarico di direttore ad interim della Direzione generale per gli archivi.

Atti di controllo e di indirizzo.

  Gli atti di controllo e di indirizzo presentati sono pubblicati nell’Allegato B al resoconto della seduta odierna.

ERRATA CORRIGE

  Nell’Allegato A al resoconto della seduta del 7 maggio 2013, a pagina 44, seconda colonna, quarantatreesima riga, dopo le parole: «VIII (Ambiente)» si intendono inserite le seguenti; «nonché, ai sensi del comma 2 dell'articolo 126 del Regolamento, alla XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea)».

  Nell’Allegato A al resoconto della seduta del 14 maggio 2013, alla pagina 8, prima colonna, trentasettesima riga, deve leggersi: «XI» e non «XII» come stampato.

  Nell’Allegato A al resoconto della seduta del 14 maggio 2013, alla pagina 118, seconda colonna, alla diciottesima riga, deve leggersi: «c-quinquies» e non «e-quinquies» come stampato.

INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA

Iniziative in ambito nazionale ed europeo per il rilancio del settore della pesca – 3-00050

   CAUSIN, ZANETTI, MOLEA, SOTTANELLI e MATARRESE. — Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. — Per sapere – premesso che:
   il settore della pesca, soprattutto della piccola pesca, vive la più grave crisi della storia determinata anche dalla presenza di competitor aggressivi, come Slovenia, Croazia, Svezia, Spagna e Francia, che emarginano le attività di pesca in termini di caduta dei prezzi e della domanda, con riflessi immediati sulla redditività e sugli occupati;
   a fronte di un aumento crescente del consumo pro capite di pesce e di prodotti della pesca, si registra una drastica riduzione della quantità di pesce nei mari dovuta ad una pesca fortemente intensiva, che, unitamente ai continui rialzi del prezzo del carburante, ha prodotto in Italia un calo della produzione ittica e del numero degli occupati nel settore;
   dalle dimensioni della flotta al numero dei pescatori imbarcati, dalla produzione ai ricavi economici, tutti i parametri segnano valori in calo, compreso quelli delle catture e conseguentemente dei ricavi;
   oltre al depauperamento delle risorse marine e alla moria di molluschi, dalle cause ancora sconosciute, che rendono minimo lo stock ittico dell'alto Adriatico, si segnala anche l'azione dell'Europa che con i suoi regolamenti, come quello relativo alle «misure di gestione per lo sfruttamento sostenibile delle risorse della pesca nel Mar Mediterraneo», influisce ulteriormente sull'operatività del settore, limitando lo «sforzo» di pesca e vietando lo svolgimento nel mare italiano di attività tipiche;
   a questi fattori si accompagna un'attività sempre più frammentata durante l'anno, tra il fermo-pesca, le giornate perse dovute al cattivo tempo e le stagioni sempre più corte –:
   quali iniziative si intendano adottare, anche a livello europeo, per rilanciare il settore della pesca in Italia. (3-00050)
(14 maggio 2013)


Iniziative per facilitare l'accesso al credito delle imprese agricole e il ricambio generazionale nel settore, anche mediante il pieno utilizzo dei fondi comunitari destinati ai piani di sviluppo rurale – 3-00051

   OLIVERIO, LUCIANO AGOSTINI, ANTEZZA, ANZALDI, CARRA, CENNI, COVA, COVELLO, DAL MORO, FERRARI, FIORIO, MARROCU, MONGIELLO, PALMA, TARICCO, TENTORI, TERROSI, VALIANTE, VENITTELLI, ZANIN, DE MARIA e ROSATO. — Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. — Per sapere – premesso che:
   nell'attuale contesto di stagnazione degli investimenti la capacità di autofinanziamento delle imprese italiane è certamente diminuita. Questo ha determinato un incremento del fabbisogno finanziario da parte delle aziende produttrici, soprattutto di quelle, come le imprese agricole, che hanno difficoltà strutturali di autofinanziamento. L'indebitamento bancario per il settore agricolo rischia, però, di diventare un onere gravoso, soprattutto in questa fase di difficoltà economica e di restrizione creditizia;
   numerose sono le imprese agricole in difficoltà economiche, specialmente al Sud, che avrebbero semplicemente necessità di riequilibrare la loro posizione finanziaria attraverso l'accensione di operazioni di ristrutturazione dei loro debiti bancari, ma trovano forti difficoltà ad accedere a questi finanziamenti. Lo Stato e le regioni, per mancanza di risorse e anche per i limiti posti dalla Commissione europea sugli «aiuti di Stato» su operazione di consolidamento o di semplice ristrutturazione finanziaria, non sono stati finora in grado di intervenire;
   inoltre, alla luce della nuova regolamentazione creditizia prevista da Basilea, che dà particolare importanza alle garanzie come strumenti utili per la mitigazione del rischio, le imprese agricole non possono contare su di un adeguato sistema di garanzie;
   infine, bisogna sottolineare come i consorzi fidi in agricoltura non hanno ottenuto il successo che si riscontra in altri settori produttivi e sarebbe importante favorire un loro sviluppo e rafforzamento, attraverso anche una politica di agevolazioni al loro accorpamento, per dare una competenza territoriale più ampia ed un bacino di utenza superiore, sia in termini di volumi patrimoniali, che di numero di associati;
   come è noto, il problema del ricambio generazionale, già molto acuto nell'agricoltura europea, è particolarmente grave in Italia che, con il Portogallo, presenta l'indice di invecchiamento più elevato di tutta l'Unione europea; l'età media dei conduttori di impresa agricola in Italia si attesta sui 58 anni, con punte di 62 anni in caso di imprese che producono esclusivamente per autoconsumo;
   per favorire il ricambio generazionale servono politiche e regole adeguate e servizi specifici, soprattutto finalizzati all'aggregazione sia all'interno del settore agricolo che nel contesto territoriale in cui le imprese operano, favorendo ogni tipo di integrazione –:
   quali iniziative intenda assumere il Governo per facilitare l'accesso al credito delle imprese agricole e il ricambio generazionale, nell'obiettivo di sostenere quelle in difficoltà e quelle che intendono rilanciare la propria attività mediante il ricorso ad investimenti innovativi, favorendo politiche di aggregazione e di integrazione per il ricambio generazionale, anche mediante un corretto e pieno utilizzo dei fondi comunitari destinati ai piani di sviluppo rurale. (3-00051)
(14 maggio 2013)


Iniziative per favorire il riconoscimento della cittadinanza, in particolare alla luce del principio dello ius soli – 3-00052

   MIGLIORE, PILOZZI e KRONBICHLER. — Al Ministro per l'integrazione. — Per sapere – premesso che:
   le dichiarazioni xenofobe e razziste rilasciate nei giorni scorsi da rappresentanti delle istituzioni (quali consiglieri comunali, nonché parlamentari europei) contro il Ministro interrogato, ad avviso degli interroganti – che, a fronte di tali episodi, hanno espresso la propria solidarietà al Ministro interrogato, condannando simili iniziative – non possono non destare preoccupazione rispetto ad un clima che strumentalmente si vuole esasperare a danno delle politiche di convivenza civile e di integrazione;
   la cittadinanza costituisce un tema di primaria importanza in uno Stato democratico: il tratto fondamentale della democrazia è, infatti, il suo carattere inclusivo, tendente a far sì che le persone possano godere pienamente di tutti i diritti fondamentali, tra i quali la cittadinanza si pone certamente come decisivo;
   attualmente, nel nostro Paese, vivono circa 5 milioni di persone di origine straniera; molti di loro sono bambine/i e ragazze/i nate/i o cresciute/i in Italia, che tuttavia possono accedere alla cittadinanza con modalità quanto mai ristrette e dopo un lungo percorso burocratico;
   le conseguenze di tale situazione sono disuguaglianze e ingiustizie, che, impedendo una piena integrazione, disattendono il dettato costituzionale che, all'articolo 3, stabilisce il fondamentale principio di uguaglianza ed impegna al contempo lo Stato a rimuovere gli ostacoli che ne impediscono il raggiungimento;
   non può non essere segnalato, peraltro, che a più di 60 anni dall'approvazione della nostra Carta fondamentale, ancora non ha trovato attuazione l'articolo 10 della Costituzione, in tema di diritto d'asilo;
   la disciplina italiana in materia di cittadinanza è principalmente contenuta nella legge n. 91 del 1992 e, ai sensi di tale legge (in particolare, dell'articolo 1, comma 1, lettera a), della stessa) che fonda l'attribuzione della cittadinanza per lo più sullo ius sanguinis, acquistano di diritto la cittadinanza italiana alla nascita coloro i cui genitori (anche soltanto il padre o la madre) siano cittadini italiani;
   seppur in via residuale e in casi limitatissimi, l'ordinamento italiano riconosce anche il criterio alternativo dello ius soli; tuttavia, mentre l'acquisto della cittadinanza prevista in base al principio dello ius sanguinis non richiede uno specifico procedimento, nelle altre e residuali ipotesi si prevede una procedura estremamente farraginosa, che coinvolge diverse amministrazioni pubbliche;
   le procedure italiane, peraltro, rispetto a quelle degli altri Paesi che prevedono quale principio cardine lo ius sanguinis, in ogni caso sono estremamente lunghe;
   nella XVII legislatura, come anche nelle altre, sono state depositate sin da subito in Parlamento numerose proposte di modifica dell'attuale normativa, frutto di un lungo e partecipato percorso con le associazioni impegnate sulla tematica delle migrazioni, che prevedono lo ius soli quale principio cardine per il riconoscimento della cittadinanza;
   in particolare, l'acquisizione della cittadinanza non può continuare a costituire una sorta di privilegio da elargire discrezionalmente e a seguito di un tortuoso percorso burocratico, ma deve poter essere il naturale coronamento della legittima aspirazione del richiedente, a seguito di un soggiorno legale di durata ragionevole sul territorio;
   tale modifica, peraltro, che comporterebbe l'inclusione piena di persone nella fruizione di diritti e nell'adempimento di doveri, comporterebbe anche per lo Stato innegabili vantaggi, soprattutto in termini di coesione sociale –:
   quali siano le iniziative che il Governo intende avviare per facilitare il riconoscimento della cittadinanza, in particolare prevedendo interventi sulla materia che incentrino la disciplina sul principio dello ius soli. (3-00052)
(14 maggio 2013)


Intendimenti del Ministro per l'integrazione con riguardo all'introduzione dello ius soli nell'ordinamento italiano e all'abrogazione del reato di immigrazione clandestina – 3-00053

   MOLTENI. — Al Ministro per l'integrazione. — Per sapere – premesso che:
   sabato 11 maggio 2013 a Milano, zona Niguarda, si è verificato un gravissimo episodio: un extracomunitario ghanese, entrato clandestinamente e destinatario di un provvedimento di diniego della richiesta d'asilo da parte della commissione territoriale per la protezione internazionale, con precedenti penali e senza fissa dimora, ha aggredito per strada senza alcun motivo, armato prima di una spranga e poi di un piccone, degli ignari passanti, causando la morte di tre persone;
   ancora recentemente un immigrato senegalese irregolare, contro il quale era già stato emesso un provvedimento di espulsione ma non eseguito e con precedenti per furto, lesioni e rissa, è stato indagato per la brutale aggressione e uccisione di una ragazza di 19 anni avvenuta a Castagneto Carducci nella notte del 1o maggio 2013;
   dal mese di aprile 2013 sono ripresi, e si sono intensificati negli ultimi giorni, gli sbarchi di immigrati irregolari nel nostro Paese: sull'isola di Lampedusa solo il 12 maggio 2013 sono state intercettate imbarcazioni con a bordo circa 180 extracomunitari, di origine tunisina e algerina, pertanto non profughi ma clandestini;
   dal suo insediamento proprio nel mese di aprile 2013, il Ministro interrogato ha posto come priorità e indicato come iniziative del proprio dicastero l'abrogazione del reato di «clandestinità» e l'introduzione dello ius soli nell'ordinamento italiano;
   tali proposte inviano messaggi sbagliati nei Paesi da cui proviene l'immigrazione clandestina e soprattutto verso le organizzazioni che prosperano sul traffico degli immigrati, incoraggiandoli ad intensificare la tratta di esseri umani verso le coste italiane;
   l'immigrazione è un fenomeno che va regolamentato e gestito in maniera rigorosa e attenta, in quanto coinvolge interessi pubblici primari e fondamentali, quali, ad esempio, la sicurezza, la sanità pubblica e l'ordine pubblico, cui lo Stato non può rinunciare nell'assicurare la pacifica convivenza sociale (sentenze n. 148 del 2008, n. 206 del 2006 e n. 62 del 1994 della Corte costituzionale);
   una rigorosa legislazione interna scoraggia sicuramente i flussi migratori clandestini: dopo l'entrata in vigore delle disposizioni del «pacchetto sicurezza» (che ha introdotto, tra le altre cose, all'articolo 10-bis, il reato di immigrazione clandestina) nel 2009 gli sbarchi sono diminuiti, rispetto al 2008, di circa il 74 per cento, come testimoniavano i dati pubblicati sul sito del Ministero dell'interno, ora non più reperibili;
   il reato di immigrazione clandestina vige, ancora prima che in Italia, anche in altri Paesi europei, ad esempio Gran Bretagna, Francia e Germania, e la Corte costituzionale, con la sentenza n. 250 del 2010, ha respinto la questione di costituzionalità del reato di «clandestinità», definendolo del tutto legittimo;
   è necessaria anche una continua cooperazione internazionale con i Paesi di origine dei flussi migratori, al fine di accelerare tutte quelle pratiche burocratiche che spesso rendono difficoltoso il rimpatrio, in particolare l'identificazione, per la quale è necessaria la permanenza nei centri di identificazione ed espulsione;
   la cittadinanza non può essere imposta e non è lo strumento per agevolare l'integrazione, ma, al contrario, il provvedimento finale di un reale processo di inserimento del soggetto nella realtà sociale in cui vive;
   l'integrazione, mezzo per il raggiungimento della cittadinanza e non il suo contrario, presuppone necessariamente da parte dell'immigrato la ferma volontà non solo di rispettare le leggi vigenti, le regole, nonché le tradizioni del Paese ospitante, ma anche di farle e sentirle proprie, e va condotta attraverso un percorso ordinato e con strumenti quali l'accordo di integrazione e il permesso di soggiorno a punti, in vigore dal marzo 2012 e introdotti dall'allora Ministro dell'interno Roberto Maroni;
   a seguito, invece, dell'intensificarsi dei fenomeni immigratori, la situazione è diventata di difficile gestione, tanto che, come dimostrano i sempre più frequenti fatti di cronaca, l'integrazione non è così facilmente raggiungibile e si impone, invece, una seria riflessione sulle politiche da attuare in materia –:
   quali siano gli intendimenti del Ministro interrogato con riguardo alla proposta più volte annunciata di introdurre lo ius soli nell'ordinamento italiano e di modificare l'attuale legge sulla cittadinanza, di abrogare il reato di immigrazione clandestina, nonché di procedere alla chiusura dei centri di identificazione ed espulsione e se consideri ancora tali proposte, alla luce anche degli ultimi avvenimenti, priorità del proprio incarico. (3-00053)
(14 maggio 2013)


Intendimenti del Ministro per l'integrazione con riferimento ai limiti ed alle modalità relativi all'eventuale introduzione dello ius soli nell'ordinamento italiano – 3-00054

   RAMPELLI. — Al Ministro per l'integrazione. — Per sapere – premesso che:
   all'atto del proprio insediamento il Ministro interrogato ha avuto modo di dichiarare che il primo traguardo che si prefiggerà come Ministro è la conquista dello ius soli per i bambini stranieri nati in Italia, affinché questi abbiano da subito la cittadinanza italiana;
   ancora in tema di immigrazione, il Ministro interrogato ha affermato che «occorre rivedere la struttura dei centri di identificazione ed espulsione e lo stato di emergenza», anche riesaminando la direttiva europea che, a suo dire, «l'Italia ha ratificato in modo sbagliato»;
   allo stesso modo, sempre a parere del Ministro interrogato, dovrebbero essere abrogate le disposizioni normative che hanno introdotto il reato di immigrazione clandestina;
   nei giorni scorsi il Ministro interrogato ha annunciato l'imminente presentazione di un disegno di legge di riforma della cittadinanza che recherà l'introduzione di uno ius soli «temperato», cioè legato ad alcuni requisiti, definiti dallo stesso disegno di legge;
   allo stato attuale il Ministro interrogato non risulta aver avuto alcuna delega, né in materia di cittadinanza, riservata al Ministero dell'interno, né in materia di ordinamento penale, di competenza del Ministero della giustizia –:
   con quali limiti e attraverso quali modalità il Ministro interrogato intenda attuare l'introduzione dello ius soli nell'ordinamento italiano, anche in considerazione del proprio ambito di competenza. (3-00054)
(14 maggio 2013)


Chiarimenti in merito alla nomina del direttore generale dell'Agenzia per l'Italia digitale e alla trasparenza della relativa procedura – 3-00055

   TONINELLI. — Al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che:
   in questi giorni la comunità internazionale discute sugli open data e open Government e, secondo quanto risulta da alcune fonti di stampa, anche il Presidente degli Stati Uniti firma un nuovo ordine esecutivo: «Tutte le agenzie governative dovranno adottare open data interoperabili da mettere a disposizione dei cittadini a stelle e strisce»;
   in Italia è stata istituita un'Agenzia per l'Italia digitale e la digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni, considerata uno strumento cardine per la realizzazione dell'agenda digitale;
   l'agenda digitale ha compiti e destino fondamentali, dalla diffusione delle reti di nuova generazione all'uniformità tecnica dei sistemi informativi pubblici per l'erogazione di servizi ai cittadini, fino alla promozione di iniziative di alfabetizzazione informatica per abbattere il cosiddetto digital divide;
   ad avviso dell'interrogante, nonostante i proclami e la sua importanza, l'Agenzia non sembra decollare e non si è in grado di avere informazioni basilari on line; risulta all'interrogante da fonti di stampa che in questi giorni lo statuto dell'Agenzia sia stato oggetto di richiamo da parte della Corte dei conti e sia stato, al momento, ritirato;
   la stessa Agenzia ha selezionato il proprio direttore generale, seguendo un protocollo di trasparenza pubblica, anche se, ad avviso dell'interrogante, gli aspetti innovativi hanno evidenziato diversi «errori» di trascrizioni, di fotocopie pubblicate on line in luogo dei documenti digitali ed altro ancora;
   risulta all'interrogante che alla selezione abbiano partecipato oltre 200 esperti di comprovata esperienza, inviando il proprio curriculum vitae, ma non si ha notizia alcuna di queste informazioni, che risulterebbero preziose per la collettività, al fine di conoscere l'operato del Governo;
   sul sito DigitPA, in ordine al nuovo direttore, si legge: «Nomina frutto di una valutazione collegiale cui si è giunti attraverso una procedura innovativa e aperta alla quale hanno partecipato oltre 200 candidati»; eppure, ad oggi, non risultano pubblicati o resi noti i nomi degli esperti ed i loro curricula, unico elemento di valutazione per la scelta;
   sul sito dell'Agenzia non v’è traccia neanche del curriculum vitae del nominato direttore;
   l'avviso pubblico per la selezione del direttore dell'Agenzia per l'Italia digitale recitava che essa sarebbe avvenuta «tra persone di particolare e comprovata qualificazione professionale in materia di innovazione tecnologica e in possesso di una documentata esperienza di elevato livello nella gestione di processi di innovazione»; questione di non poco conto, ad avviso dell'interrogante, è conoscere la procedura ed i criteri che hanno guidato la scelta;
   ad avviso dell'interrogante, sarebbe stato opportuno richiedere, al profilo dei candidati, anche eventuali abilitazioni al trattamento dei dati classificati con le idonee e necessarie «cleareance di sicurezza internazionali» previste in questi casi e sapere se l'attuale direttore le possieda;
   ad avviso dell'interrogante, i curricula dei dirigenti non sembrano conformi a quanto richiesto per la loro selezione, né rispetto al ruolo che ricoprono; una vetrina, questa, del tutto inadeguata per un'Agenzia, il cui obiettivo, tra gli altri, è quello di contribuire a procurare risparmi, secondo stime attendibili, pari ad oltre 60 miliardi di euro annui, sostenendo lo Stato nell'ottimizzazione di tutti i flussi informativi propedeutici alle decisioni;
   risulta da chiarire, ad avviso dell'interrogante, come mai non sia stata pubblicata la graduatoria dei partecipanti alla selezione e se, eventualmente, i candidati non possano essere utilizzati da amministrazioni o enti pubblici, i quali dovrebbero dotarsi di uffici ed esperti per l'uso coordinato e congiunto dell'informazione digitale in Italia, nell'ambito del cosiddetto progetto di riuso;
   ad avviso dell'interrogante, la presenza di personale, dirigenziale e non, qualificato e competente dovrebbe essere un vanto per ogni amministrazione pubblica, che dovrebbe spingere alla trasparenza e alla pubblicazione di tutte le fasi procedurali –:
   se e come intenda rimediare alla mancata trasparenza in ordine alla procedura, alla graduatoria ed alla scelta finale del direttore generale dell'Agenzia per l'Italia digitale, in particolare nel caso in cui i profili selezionati o la medesima scelta finale risultassero inadeguati.
(3-00055)
(14 maggio 2013)


Iniziative per garantire la piena operatività dell'Agenzia per l'Italia digitale, con particolare riferimento all'emanazione dei decreti attuativi per l'agenda digitale – 3-00056

   PALMIERI, BERGAMINI e BALDELLI. — Al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che:
   nella XVI legislatura sia i Governi che il Parlamento, in particolar modo la Camera dei deputati, si sono «applicati» alla realizzazione dell'agenda digitale italiana;
   da ultimo, nei due decreti-legge di giugno e ottobre 2012, il Governo aveva tentato un lavoro di sintesi con la nascita dell'Agenzia per l'Italia digitale e una serie di misure di e-government e di sviluppo dell'economia digitale, alcune delle quali prendevano spunto dal lavoro fatto presso la Camera dei deputati;
   l'Agenzia attualmente non è ancora in grado di operare. Il Governo ha dovuto ritirarne lo statuto. I troppi decreti attuativi previsti e non ancora emanati bloccano la gran parte delle misure necessarie all'attuazione dell'agenda digitale –:
   cosa intenda fare per avviare realmente l'attività dell'Agenzia per l'Italia digitale e quando intenda emanare i decreti attuativi per l'agenda digitale. (3-00056)
(14 maggio 2013)


Iniziative per stimolare la ripresa dell'economia e lo sviluppo del Meridione, con particolare attenzione alla ripartizione tra le singole regioni degli obiettivi del patto di stabilità interno – 3-00057

   PISICCHIO. — Al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che:
   il decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, recante «Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini, nonché misure di rafforzamento patrimoniale delle imprese del settore bancario», all'articolo 16, comma 2, prevede che gli obiettivi del patto di stabilità interno delle regioni a statuto ordinario siano rideterminati in modo tale da assicurare l'importo di 700 milioni di euro per l'anno 2012 e di 2.000 milioni di euro per ciascuno degli anni 2013 e 2014 e 2.050 milioni di euro a decorrere dall'anno 2015;
   la legge 24 dicembre 2012, n. 228, recante «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2013)», all'articolo 1, comma 449, ha stabilito che il complesso delle spese finali in termini di competenza eurocompatibile delle regioni a statuto ordinario, non può essere superiore, per ciascuno degli anni 2013 e 2014, all'importo di 20.090 milioni di euro e, per ciascuno degli anni 2015 e 2016, all'importo di 20.040 milioni di euro;
   l'ammontare dell'obiettivo di ciascuna regione in termini di competenza eurocompatibile, per gli esercizi dal 2013 al 2016, è determinato dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, recepito con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze entro il 31 gennaio di ciascun anno;
   la Conferenza Stato-regioni nella seduta del 24 gennaio 2013 ha ripartito tra le regioni a statuto ordinario l'obiettivo del patto di stabilità interno per l'esercizio 2013;
   con il decreto ministeriale del 20 febbraio 2013 è stata adottata la ripartizione tra le regioni a statuto ordinario; i criteri adottati per effettuare questa ripartizione si basano su dati storici del 2005, fotografano una realtà distorta. Tali criteri dovrebbero essere rivisti e rapportati a criteri oggettivi;
   la cifra che scaturisce nella tabella allegata al decreto citato vede un tetto di spese complessive pari a 1.340.693.635 euro per la regione Puglia, che si traduce nella possibilità di destinare appena 327 euro pro capite per i cittadini della regione;
   altre regioni possono, sulla base di questa tabella, destinare cifre superiori ai loro cittadini. Si parla di 826 euro per il Molise, 925 per la Basilicata e 407 per la Campania –:
   se il Governo non ritenga indispensabile e urgente, al fine di stimolare la ripresa dell'economia e dello sviluppo del Meridione, assumere iniziative finalizzate a rivedere i criteri con i quali vengono attribuiti i tetti per le singole regioni ai fini del patto di stabilità. (3-00057)
(14 maggio 2013)