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Resoconto dell'Assemblea

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XVII LEGISLATURA


Resoconto stenografico dell'Assemblea

Seduta n. 184 di giovedì 6 marzo 2014

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PRESIDENZA DEL PRESIDENTE LAURA BOLDRINI

  La seduta comincia alle 10,10.

  VALERIA VALENTE, Segretario, legge il processo verbale della seduta di ieri.
  (È approvato).

Missioni.

  PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati Amici, Bindi, Biondelli, Bocci, Boccia, Bonifazi, Michele Bordo, Brunetta, Cicchitto, Dambruoso, Dellai, Di Gioia, Di Lello, Epifani, Ferranti, Fico, Fontanelli, Formisano, Galan, Giancarlo Giorgetti, La Russa, Leone, Lotti, Giorgia Meloni, Migliore, Pes, Gianluca Pini, Pisicchio, Realacci, Sani, Scalfarotto, Speranza, Tabacci, Velo e Vito sono in missione a decorrere dalla seduta odierna.
  I deputati in missione sono complessivamente sessantasei, come risulta dall'elenco depositato presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell’allegato A al resoconto della seduta odierna.

  Ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicate nell’allegato A al resoconto della seduta odierna.

Preavviso di votazioni elettroniche (ore 10,14).

  PRESIDENTE. Poiché nel corso della seduta potranno aver luogo votazioni mediante procedimento elettronico, decorrono da questo momento i termini di preavviso di cinque e venti minuti previsti dall'articolo 49, comma 5, del Regolamento.
  Sospendo la seduta, che riprenderà alle ore 10,35.

  La seduta, sospesa alle 10,15, è ripresa alle 10,35.

  PRESIDENTE. La seduta è ripresa, nonostante devo constatare che la Commissione non è in Aula. Noi ci eravamo accordati per un orario questa mattina, quindi chiederei di verificare perché la Commissione non è in Aula, se potete sollecitare il presidente Sisto.
  Quindi, preso atto che la Commissione non è in Aula, adesso noi risospendiamo la seduta e risollecitiamo la Commissione (Proteste). Scusate, non è in Aula: senza la Commissione non è che facciamo molta strada. Adesso sospendo e risollecitiamo la Commissione a scendere (Proteste). Lo so, me ne rendo conto.

  La seduta, sospesa alle 10,36, è ripresa alle 10,40.

Seguito della discussione del testo unificato delle proposte di legge: D'iniziativa popolare; Cirielli; Pisicchio; Bersani ed altri; Francesco Saverio Romano; Migliore ed altri; Lenzi; Zampa e Marzano; Zampa e Ghizzoni; Martella; Francesco Sanna; Bobba ed altri; Giachetti ed altri; Giorgia Meloni ed altri; Rigoni ed altri; Rigoni ed altri; Nicoletti ed altri; Martella ed altri; Pag. 2
Vargiu; Burtone ed altri; Balduzzi ed altri; Vargiu; Toninelli ed altri; Zaccagnini ed altri; Valiante ed altri; Lauricella; Michele Bordo; Marco Meloni ed altri: Disposizioni in materia di elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica (A.C. 3-35-182-358-551-632-718-746-747-749-876-894-932-998-1025-1026-1116-1143-1401-1452-1453-1514-1657-1794-1914-1946-1947-1977-A).

  PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del testo unificato delle proposte di legge, d'iniziativa popolare; Cirielli; Pisicchio; Bersani ed altri; Francesco Saverio Romano; Migliore ed altri; Lenzi; Zampa e Marzano; Zampa e Ghizzoni; Martella; Francesco Sanna; Bobba ed altri; Giachetti ed altri; Giorgia Meloni ed altri; Rigoni ed altri; Rigoni ed altri; Nicoletti ed altri; Martella ed altri; Vargiu; Burtone ed altri; Balduzzi ed altri; Vargiu; Toninelli ed altri; Zaccagnini ed altri; Valiante ed altri; Lauricella; Michele Bordo; Marco Meloni ed altri: Disposizioni in materia di elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica.
  Ricordo che nella seduta di ieri l'Assemblea ha deliberato l'accantonamento degli emendamenti vertenti in materia di delega al Governo per la determinazione dei collegi elettorali. Si tratta delle seguenti proposte emendative: Dadone 1.5; Migliore 1.195; Gitti 1.11; Dadone 1.196; identici emendamenti Dorina Bianchi 1.601 e Migliore 1.613; Nardella 1.311 e relativi subemendamenti; Balduzzi 1.35; Centemero 1.631; Biancofiore 1.400; Lombardi 1.41; Bianconi 1.53. Ricordo che nella seduta di ieri è stato da ultimo respinto il subemendamento Sannicandro 0.1.900.43.

(Ripresa esame dell'articolo 1 – AC. 3-A ed abbinate).

  PRESIDENTE. Riprendiamo l'esame dell'articolo 1 e delle proposte emendative ad esso presentate (Vedi l'allegato A – A.C. 3-A).
  Chiedo, quindi, al relatore per la maggioranza e presidente della Commissione affari costituzionali, deputato Francesco Paolo Sisto, da quale punto intende riprendere l'esame, se ripartiamo dagli accantonamenti. Presidente Sisto, mi può dire per favore se ripartiamo dagli accantonati ?

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, chiedo che si riparta dagli identici subemendamenti Gitti 0.1.900.71 e Migliore 0.1.900.39.

  PRESIDENTE. D'accordo, va bene. Passiamo, quindi, alla votazione degli identici subemendamenti Gitti 0.1.900.71 e Migliore 0.1.900.39.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Quaranta. Ne ha facoltà.

  STEFANO QUARANTA. Signor Presidente, abbiamo presentato questo subemendamento perché vogliamo riportare il tema e l'attenzione sulla questione delle soglie per accedere al premio di maggioranza. In effetti, dopo la sentenza della Corte costituzionale si è aperto un dibattito molto ricco e interessante fra giuristi e costituzionalisti e tutti, praticamente all'unanimità – ne vorrei ricordare alcuni: Alessandro Pace, Sartori, Ferraioli, Luciani ed altri –, hanno sostenuto che una soglia minima, in particolare in un sistema che è andato configurandosi come tripolare, è quella tra il 40 e il 45 per cento dei voti. Per questa ragione noi abbiamo proposto questo subemendamento che la porta appunto al 40 per cento. Oggi, invece, il premio corrisponderebbe circa alla metà dei voti conseguiti nella cabina elettorale, cosa chiaramente incostituzionale. Tra l'altro, la sentenza della Corte ci ha detto come il premio serve a consolidare o a ottenere una maggioranza e il Porcellum fu cassato anche perché c'era una differenza tra Camera e Senato; al Senato il premio veniva attribuito in maniera del tutto casuale essendo la somma di premi di maggioranza regionali.Pag. 3
  Oggi ci troviamo anche palesemente in un'altra situazione grottesca perché, riformando la legge alla Camera e non la legge al Senato, avremmo il risultato che il premio ci sarebbe solo alla Camera e anche questo sarebbe a questo punto privo di ragionevolezza esattamente come nel precedente Porcellum perché creerebbe una situazione diversa tra Camera e Senato. Anche perché i cittadini, secondo sempre la Corte costituzionale, possono proporre azioni di accertamento del loro diritto ad elezioni sulla base di leggi costituzionalmente legittime, il che vuol dire che sarebbe facilmente impugnabile un sistema che avesse al Senato un puro proporzionale e alla Camera, invece, un premio con questa soglia, peraltro così bassa. Allora, io credo che sarebbe davvero da evitare tutto questo.
  Bisognerebbe tra l'altro metterci d'accordo una volta per tutte perché questa legislatura è iniziata con un Premier, Letta, che ci ha spiegato che non si poteva fare la riforma della legge elettorale perché questa andava fatta contestualmente alle riforme istituzionali. Qui ricorderanno dei colleghi, in particolare chi fece azioni dimostrative molto forti per ottenere subito l'approvazione di una nuova legge elettorale, che questa, invece, fu rimandata a tempi migliori.
  Oggi ci troviamo paradossalmente nella situazione opposta, cioè vogliamo approvare una legge elettorale senza che siano state approvate le modifiche istituzionali che prevedono in particolare che il Senato diventi una cosa diversa da quello che è oggi.
  Allora, io non capisco come la stessa maggioranza possa sostenere tesi opposte dal punto di vista istituzionale e sulla legge elettorale. Vorrei evitare per l'ennesima volta che questo Parlamento, in particolare un Parlamento che ha una maggioranza di centrosinistra, si rendesse complice dell'approvazione di una legge chiaramente incostituzionale. Allora, io dico: mettiamo mano se non altro al tema del livello di consenso, della percentuale elettorale che occorre per accedere al premio di maggioranza, altrimenti saremmo in una palese violazione della Costituzione. E per questo invitiamo a votare questi subemendamenti.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Gigli. Ne ha facoltà.

  GIAN LUIGI GIGLI. Signor Presidente, in un sistema politico equilibrato una buona legge elettorale dovrebbe coniugare rappresentatività e governabilità. La strana maggioranza evocata ieri dal presidente Sisto nel sostenere questa legge elettorale ha scelto, invece, di far leva solo sulla governabilità. Lo fa, tuttavia, in modo contraddittorio accettando l'ingovernabilità con l'emendamento a firma D'Attorre sia pure per una fase transitoria, e lo fa a scapito della rappresentatività, soffocando le culture politiche che hanno fatto la storia di questo Paese e allontanando le istituzioni dal Paese reale. Si tratta di un progetto che ha il dichiarato obiettivo di far fuori tutto ciò che non si piega alla logica dei due partiti maggiori, compreso un partito come il MoVimento 5 Stelle che, piaccia o no, raccoglie il consenso di almeno il 20 per cento dell'elettorato: un abominio che viene realizzato attraverso il combinato disposto di soglie di sbarramento alte e variegate e di un premio di maggioranza troppo facile da conseguire e troppo largo nelle sue dimensioni. Infatti con il 37 per cento dei voti, corrispondenti a circa il 20 per cento del corpo elettorale, si prevede di assegnare alla coalizione vincente il 55 per cento dei seggi. Se si considera che i partiti della coalizione che non raggiungeranno la soglia non entreranno nel riparto di seggi...

  PRESIDENTE. Colleghi, per favore, è veramente difficile seguire il dibattito. Un po’ di silenzio, colleghi... Richiamo tutti i colleghi ad avere rispetto di chi parla e invito i colleghi a sedersi. È possibile avere attenzione da parte dei colleghi, per favore, ritengo che stiamo facendo un dibattito importante e, dunque, sarebbe richiesta l'attenzione di tutti i colleghi. Prego, onorevole Gigli.

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  GIAN LUIGI GIGLI. Grazie. Se si considera, dicevo, che i partiti della coalizione non raggiungeranno la soglia, non entreranno nel riparto dei seggi, allora non è impossibile ma, anzi, addirittura probabile in questo contesto che un partito con il 25 per cento dei voti validi possa portare a casa la maggioranza assoluta dei seggi nell'unica Camera che, a regime, darà la fiducia al Governo.
  Si realizzerebbe in tal caso la circostanza per cui nelle mani di un partito che potesse contare su non più del 15 per cento del corpo elettorale si verrebbe a concentrare un potere assoluto. Lo scopo reale di questo testo unificato non è dunque quello di favorire la governabilità ma bensì quello di distorcere la rappresentatività delle istituzioni parlamentari, piegando la realtà del Paese ad un bipartitismo forzato. La governabilità non può essere ricercata comprimendo il pluralismo delle idee e delle culture politiche, senza frapporre rischi seri alla democrazia.
  Il PCI, l'antenato del Partito Democratico, accusò Alcide De Gasperi di voler imporre all'Italia una «legge truffa», e ciò solo per avere immaginato un premio di maggioranza per la coalizione che avesse riportato la maggioranza assoluta dei voti, e senza in alcun modo penalizzare i partiti minori delle coalizioni. Se questa era la «legge truffa», cosa dovremmo dire di questa proposta di legge che annulla i partiti minori e droga il risultato dei partiti maggiori (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà) ?
  Si tratta, evidentemente, di un gigantesco «bidone» ai danni della democrazia italiana ! A confronto con De Gasperi, osserviamo questa strana coppia che guida la maggioranza, strana, e che vuole farci digerire a tutti i costi questo frutto avvelenato.
  Questa proposta di legge, attraverso il meccanismo delle liste bloccate, permetterebbe inoltre al leader del partito vincitore di far eleggere un Parlamento di nominati, e allora il gigantesco «bidone» si fa megagalattico: col 25 per cento dei voti, pari al 15 per cento degli aventi diritto, si porterebbe a casa il 55 per cento dei seggi, e con essi la possibilità di nominare il Presidente della Repubblica e di condizionare i futuri equilibri della Corte costituzionale e del Consiglio superiore della magistratura, creando le premesse per un'autentica orgia del potere, per una svolta di tipo autoritario, per realizzare finalmente il sogno dell'uomo solo al comando.
  Cari compagni del PD, con questo subemendamento sul premio di maggioranza non vi stiamo chiedendo di stravolgere la proposta di legge, vi chiediamo solo di attenuare la possibilità che possa essere realizzato, in questo Paese, un golpe bianco. E se anche non fosse Berlusconi a realizzarlo, il pregiudicato Berlusconi, se anche fosse Renzi a fruire dell'abnorme premio di maggioranza, sappiate che per noi non fa alcuna differenza. L'uomo solo al comando ci evoca comunque dei fantasmi, che vorremmo agitassero anche il vostro sonno. Mettetevi una mano sulla coscienza, ascoltate la vostra coscienza di democratici, riconoscete almeno nel segreto che quanto vi stiamo dicendo è vero e votate il nostro subemendamento.
  Se poi proprio non avete più un briciolo di coscienza, abbiate almeno il pudore di non chiamare questa proposta di legge «bidone» col nome di Italicum per non doverci vergognare di esportare il nome del nostro Paese, legandolo a questo prodotto nefando.

  PRESIDENTE. La invito a concludere.

  GIAN LUIGI GIGLI. La sovranità appartiene al popolo e non alla strana coppia, e al popolo deve essere restituita (Applausi dei deputati dei gruppi Per l'Italia e Sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Cera. Ne ha facoltà.

  ANGELO CERA. Grazie Presidente. Stiamo consumando, con l'approvazione di questa proposta di legge elettorale, il più alto tradimento contro la sovranità popolare. Pag. 5In nome della governabilità si può accettare tutto ? Che c'entra con la umiliazione del cittadino ? Il cittadino elettore, vilipeso, tradito da chi dovrebbe rappresentare il suo interesse !
  Mi chiedo: il Parlamento degli scelti dai padroni può ritornare ad essere libero ? Dei servi possono emanciparsi dai propri padroni ? Ma questo Parlamento assolutamente no !

  PRESIDENTE. La invito a concludere.

  ANGELO CERA. Basta solo allungare di qualche mese il rischio di nuove elezioni e si fa passare tutto, Presidente, anche la schifezza ! Viva la democrazia, viva il popolo, viva il voto ai cittadini liberi (Applausi dei deputati dei gruppi Per l'Italia e Sinistra Ecologia Libertà) !

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Migliore. Ne ha facoltà.

  GENNARO MIGLIORE. Signora Presidente, intervengo solo per chiedere il voto segreto e preannuncio che lo chiederò su quasi tutti gli emendamenti dove sarà possibile.

  PRESIDENTE. Lo chiederà, però, ogni volta ? In modo che noi predisponiamo...

  GENNARO MIGLIORE. Se fosse possibile segnalare solo i casi in cui non richiedo il voto segreto, farei così, altrimenti lo chiederò ogni volta, in quanto ci sono un paio di proposte emendative che voglio che siano votate con voto palese. Dopodiché, è semplicemente un modo per mettersi d'accordo: o dico quando voglio il voto palese, oppure segnalo ogni volta che voglio il voto segreto.

  PRESIDENTE. La cosa più semplice, forse, per organizzarsi è che lei segnali quando vuole il voto palese: se la regola è il voto segreto, mi dica quando vuole il voto palese. D'accordo.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Melilla. Ne ha facoltà.

  GIANNI MELILLA. Signora Presidente, gli interventi dei colleghi Quaranta e Gigli hanno dimostrato in modo evidente come le grandi culture istituzionali e costituzionali delle forze politiche che hanno costruito la Repubblica italiana – mi riferisco alla sinistra, ai comunisti, ai socialisti, ai socialdemocratici, ai repubblicani e alla cultura cattolica rappresentata dalla Democrazia Cristiana – siano assolutamente marginali e messe da parte dallo spirito di questa legge elettorale che ci apprestiamo a votare.
  Vorrei dire che il premio di maggioranza così abnorme non è limitato soltanto a garantire la governabilità a chi prende il 35 o il 37 per cento, a seconda di quella che sarà la percentuale che passerà con questa legge, ma può essere usato anche per cambiare la Costituzione. E questo è un fatto estremamente delicato, perché il costituente blindò la Costituzione e stabilì che non era possibile neanche attraverso una maggioranza assoluta, ma che ci voleva una maggioranza qualificata per cambiare la Costituzione.
  In questo modo, invece, noi creiamo le condizioni perché attraverso un premio di maggioranza abnorme, che stando ai sondaggi potrebbe essere dato ad un partito che praticamente si mangia i voti di tutti gli alleati che non raggiungono una certa soglia di accesso, quel partito magari, con il 20, 21, 22 per cento dei voti otterrà il 55 per cento dei seggi.

  PRESIDENTE. La invito a concludere.

  GIANNI MELILLA. Questo è sicuramente un fatto inquietante, antidemocratico, e mi meraviglio che i colleghi del Partito Democratico, che le compagne e i compagni del Partito Democratico, possano accettare una simile impostazione (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Colletti. Ne ha facoltà.

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  ANDREA COLLETTI. Signor Presidente, io, a differenza del collega che ha parlato in precedenza, non mi meraviglio affatto, ma sappiamo come ragioniamo noi del MoVimento 5 Stelle. Con riferimento a questo provvedimento, che io chiamerei piuttosto «Forza Italicum», oltretutto, vorrei parlare ed interloquire, attraverso di lei, anche con i colleghi di SEL, di Popolari per l'Italia, perché altrimenti queste parole di sdegno rischiano di essere completamente vuote, se non vengono portate alle loro logiche conseguenze.
  In tutta Italia, abbiamo SEL che è alleata con il Partito Democratico, il quale fa una legge elettorale totalmente antidemocratica. Dovreste allora essere coerenti e rifiutare di allearvi con un partito così antidemocratico, piuttosto che democratico (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). E la stessa cosa vale per i colleghi di Popolari per l'Italia che, a quanto ne so, a quanto pare, sebbene il presidente Sisto adombri una nuova maggioranza qui in Parlamento tra Forza Italia e PD, fanno ancora parte di questa maggioranza parlamentare. Dovreste trarne le dovute conseguenze e, in caso, per coerenza e per non essere ipocriti, uscire da questa maggioranza parlamentare e uscire da questo Governo. Ma immediatamente, già da lunedì, magari, dovreste farlo, se voleste essere conseguenti, perché, altrimenti, sembrerebbe la più totale ipocrisia, una sorta di ipocrisia istituzionale, solo per mantenerci qui al caldo in questo Parlamento.
  Invece noi ragioniamo in maniera differente, perché diciamo dappertutto che siamo contro questa legge palesemente incostituzionale. Mi dispiace, e comprendo anche la posizione dei deputati del Partito Democratico che, fuori da quest'Aula, parlandoci, ovviamente, sanno benissimo che è una legge incostituzionale, assurda; vedo anche dalle votazioni segrete che alcuni di loro votano a favore della soppressione di alcuni punti vergognosi di questa legge. Però, dovreste a questo punto palesarvi: non dovete più dividervi in lettiani, bersaniani, nuovi renziani, e quant'altro.
  Dovreste palesarvi qui, davanti a tutti, e finalmente, forse, dopo dieci mesi, avere il coraggio di prendere una posizione, ma non una posizione per noi di opposizione, una posizione strumentale, ma una posizione di coerenza, una posizione perché finalmente le vostre parole possano avere un significato per coloro che sono fuori da quest'Aula.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, la deputata Fitzgerald Nissoli. Ne ha facoltà.

  FUCSIA FITZGERALD NISSOLI. Signora Presidente, onorevoli colleghi, ci troviamo di fronte a un bivio in cui i cartelli sono rattoppati e pasticciati con indicazioni non chiare, imbrattate da accordi dell'ultimo minuto. Colleghi, noi al collegio estero veniamo eletti con le preferenze e sinceramente mi sento a disagio nel vedere come si sta agendo nel nostro Paese per fare una riforma necessaria, ma che andrebbe condivisa sul piano sociale oltre che istituzionale. Oggi, noi diamo prova al mondo della cifra della nostra democrazia: allora perché non riconsideriamo le preferenze, non diamo la possibilità ai cittadini di scegliere i loro rappresentanti pur garantendo la governabilità del Paese ? Questo non è un gioco di strategie o di accordi, riflettiamo e cerchiamo di dare all'Italia regole chiare e omogenee in cui le scelte siano limpide e non frutto di giochi e accordi sotterranei.
  Se è vero che ci troviamo ad un bivio, ad un punto di non ritorno, cerchiamo, almeno, di non perderci lungo una strada buia e perigliosa, lo dobbiamo agli italiani che vogliono un Paese all'altezza della storia e dei tempi.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Avverto che la prossima votazione avrà luogo a scrutinio segreto.
  Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sugli identici subemendamenti Gitti 0.1.900.71 e Migliore 0.1.900.39, a pagina 84, con il parere contrario della Commissione e del Governo, Pag. 7con il parere favorevole del relatore di minoranza della Lega Nord, Bragantini, con il parere contrario del relatore di minoranza di SEL, Pilozzi, e con il parere favorevole del relatore di minoranza di Fratelli d'Italia, La Russa.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  NAZZARENO PILOZZI, Relatore di minoranza. Il mio parere è favorevole, Presidente !

  PRESIDENTE. Attenzione, c’è stato un errore di trascrizione. Il parere del relatore di minoranza Pilozzi è favorevole.
  Sorial... Meloni.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti e votanti  497   
   Maggioranza  249   
    Voti favorevoli  189    
    Voti contrari  308).    

  Passiamo al subemendamento Balduzzi 0.1.900.53, pagina 89, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole dei tre relatori di minoranza.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Pilozzi. Ne ha facoltà.

  NAZZARENO PILOZZI. Signora Presidente, intervengo solo per dire che anche per il clima non proprio attento di quest'Aula probabilmente non stiamo comprendendo bene che cosa stiamo votando, o più probabilmente il modo raffazzonato con il quale questo Parlamento sta discutendo ed approvando la legge elettorale non mette nelle condizioni l'Aula di essere attenta su quanto sta avvenendo. Presidente, intervengo solo per dire che noi abbiamo proseguito con gli accantonamenti, oggi, per quanto riguarda gli emendamenti sulla delega, sui collegi e sulle circoscrizioni.
  Credo che continuare a votare una legge elettorale senza sapere quali e quanti saranno i collegi, da chi e come saranno fatti, è veramente una vergogna. Noi stiamo votando una legge elettorale al buio ! Noi oggi, adesso votiamo di soglie, di sbarramenti, votiamo di «effetto flipper» senza sapere quali saranno i collegi, chi li farà, che numero saranno e di quanti deputati saranno essi formati.
  Quindi, Presidente, credo che su questo punto noi dobbiamo fare un ragionamento, e lo dico al Partito Democratico: capisco che sono stati contingentati i tempi, vorrei sapere dal Partito Democratico se è stata anche contingentata la democrazia qui dentro; perché ricordo che con questi metodi si è votata qua dentro la legge Alfano, si è votato il processo breve, ma mai nessuno aveva avuto l'arroganza di votare in questo modo la legge elettorale (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Quaranta. Ne ha facoltà.

  STEFANO QUARANTA. Signor Presidente, rivolgendomi a lei vorrei dire semplicemente questo: noi appoggiamo questi emendamenti Balduzzi; però vorrei chiedere: siccome io, a differenza del deputato Colletti, rivendico l'appartenenza al centrosinistra, al buon lavoro che stiamo facendo in tanti comuni, in tante regioni, vorrei sapere quale cultura politica, quale giurista, quale costituzionalista appoggerebbe una legge che chiede una soglia così bassa per avere un premio abnorme, e invece tiene fuori milioni di cittadini italiani, perché invece per la rappresentanza ci vogliono soglie altissime. Io mi rivolgo ai compagni del PD, mi rivolgo a lei Presidente, mi rivolgo al Ministro Boschi: quale cultura politica, quale costituzionalista ? Ce lo dica, per favore (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà) !

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Cera. Ne ha facoltà.

Pag. 8

  ANGELO CERA. Signor Presidente, volevo solamente riferirmi al collega Colletti. Guarda, noi siamo nati liberi e parliamo liberi...

  PRESIDENTE. No, parli a me, deputato Cera, parli a me, la prego.

  ANGELO CERA. Mi perdoni, mi perdoni, Presidente. Volevo dire a Colletti che in questo momento la più alta forma di ipocrisia, silenziosa, maligna, cattiva, è del MoVimento 5 Stelle, che non si oppone ad una legge che imbavaglia il popolo e il cittadino, che imbavaglia, lo mette servo, a disposizione dei padroni ! E siccome in questo momento il 5 Stelle fa un calcolo, un calcolo lurido, perché spera di poter vincere – questi dissennati – mette sotto i piedi gli interessi anche dei cittadini, perché questi signori col proporzionale dovrebbero scendere e farsi conoscere, e invece si stanno nascondendo dietro una maschera.

  DANILO TONINELLI. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  DANILO TONINELLI. Signor Presidente, per richiamo al Regolamento, articolo 57, comma 2.
  Presidente, se mi trovassi a casa in questo momento, stessi ascoltando GR Parlamento e volessi avere conoscenza degli esiti delle votazioni, non potrei vedere quello schermo che lei ha indicato ieri per vedere appunto l'esito. La prego quindi, come è già stato fatto ieri, di indicare quantomeno il differenziale tra voto positivo e negativo: lo prevede il Regolamento, mi sembra una richiesta doverosa e di buonsenso (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Onorevole Toninelli, questa questione l'abbiamo già chiarita ieri. Non può ogni volta riproporla, la prego !
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Balduzzi. Ne ha facoltà.

  RENATO BALDUZZI. Signor Presidente, vorrei esporre alcune riflessioni sul subemendamento di cui sono primo firmatario, cercando di ricondurre alle ragioni che lo giustificano; che non sono – lo dico, signor Presidente, anche al Ministro Boschi, oltre che gli altri rappresentanti del Governo – di preoccupazione per questa o quella formazione politica, ma sono dettate da una preoccupazione di sistema.
  Qual è la preoccupazione di sistema ? Quella che noi non siamo come legislatori completamente liberi di scegliere discrezionalmente qualunque tipo di legge elettorale, stiamo dentro una costellazione di principi costituzionali, tra l'altro oggi, dopo la sentenza ben nota della Corte, anche esplicitati; questi principi c'erano già prima, si imponevano già prima, tanto è vero che la sentenza della Corte non ha fatto altro che esplicitarli e darne applicazione; ma sono principi che a noi si impongono, non siamo appunto completamente liberi.
  Ecco perché, posto l'impianto e poste le sue caratteristiche anche problematiche, perché questa caratteristica di casualità sta dentro all'impianto stesso, come ridurre l'impatto negativo dal punto di vista prima costituzionale e poi politico-istituzionale di un impianto di questo genere ? Certamente facendo in modo che il rapporto tra la soglia per il premio di maggioranza e le clausole di sbarramento al fine di accedere alla ripartizione dei seggi siano il più possibile, Ministro Boschi, razionali.
  Da questo punto di vista, l'attuale formulazione non è così; allora ecco perché ci siamo permessi, da una parte, di riportare ad una soglia che sta nella media delle soglie che con altri sistemi elettorali danno la maggioranza dei seggi, quindi 38 per cento. Dall'altro, di applicare la clausola, per così dire, europea alle liste che vanno da sole e di abbassare, necessariamente abbassare, per le liste endocoalizionali la soglia stessa, ma non perché si voglia privilegiare questo o quel partito Pag. 9grande e piccolo, ma perché altrimenti viene meno la logica interna all'impianto di favorire le liste endocoalizionali.
  Questo, signora Presidente, è il senso dell'emendamento e questo ci tenevo che rimanesse agli atti di questa Assemblea anche auspicando, evidentemente, un esito positivo dell'emendamento stesso ma questo è il suo significato ed è, ripeto, un significato di sistema.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto a titolo personale il deputato Zaratti. Ne ha facoltà.

  FILIBERTO ZARATTI. Signor Presidente, mi sono candidato in una alleanza di centro-sinistra convinto che ci fosse, diciamo convinto allora e convinto ora, una comunanza, un modo di vedere la democrazia che ci unisse agli amici e compagni del Partito Democratico. Per questa ragione sono convinto che non è possibile che si possa approvare una legge che sostanzialmente impedisce la rappresentanza a milioni e milioni di cittadini. Con la soglia di sbarramento all'8 per cento significa che un partito che prende due milioni e mezzo di voti rimane fuori dal Parlamento. Questo non è assolutamente accettabile.
  Io penso che sullo sbarramento e sul premio di maggioranza si debba fare una riflessione; l'unico Paese al mondo dove contemporaneamente esiste il premio di maggioranza e sbarramenti alti sarebbe l'Italia. Questo non è accettabile ed è per questo che sono convinto che i compagni e le compagne del Partito Democratico si debbano fare carico di questo problema di democrazia perché la democrazia è il primo bene comune che siamo costretti, che dobbiamo tutelare a cominciare da questa Aula.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Bruno. Ne ha facoltà.

  FRANCO BRUNO. Signor Presidente, noi interveniamo su una questione di sistema, su una questione delicatissima. È chiaro che la nostra Costituzione prevede delle maggioranze differenziate che si tengono tutto sommato con lo schema che sovraintende alla legge elettorale. Non è più da tempo il proporzionale, ma tuttavia non si era mai arrivati a spingersi fino a questo punto perché il problema lo si capisce, insomma. Il superamento del principio dell'uguaglianza del voto facendo pesare di più il principio della governabilità lo si può anche capire in uno schema più moderno, più avanzato. Tuttavia resta una questione di fondo: che c'entra con la governabilità il voler porre soglie così alte ? Soglie che riguarderanno partiti che staranno all'opposizione.
  È ovvio che qua si tratta di un fatto contingente, è ovvio che quelli che si considerano i due maggiori blocchi del nostro Paese tentano di garantirsi anche in caso di sconfitta, quindi alla faccia del principio della governabilità. Queste soglie così alte, che ormai vengono riviste in tutti i Paesi, non da ultimo la Corte tedesca ha eliminato persino lo sbarramento al 3 per cento, anche se riguarda le europee, facendo prevalere il principio dell'uguaglianza del voto; è chiaro che qua siamo di fronte a un grande inciucio, ma guardate che non funzionerà, perché la maggioranza che esprimerà questa legge non è maggioranza nel Paese. I consensi che avete raccolto nel Paese sono una parte molto minoritaria, con quei consensi altro che doppio turno ! Se si applicasse l'Italicum al voto che avete già raccolto, non fareste nemmeno il ballottaggio, perché non rappresentate la maggioranza degli elettori, e pure non rappresentando la maggioranza degli elettori tentate di modificare una legge che avrà effetti di sistema devastanti. Non vi serve guardare solo sotto la punta delle vostre scarpe, guardate un attimo più in là, perché non sarete maggioranza se continuerete con questo sistema.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Adornato. Ne ha facoltà.

  FERDINANDO ADORNATO. Signor Presidente, prendo la parola con un po’ di Pag. 10disagio e un po’ di dispiacere per esprimere il dissenso dall'atteggiamento tenuto dal mio gruppo nei confronti di questa discussione, in primo luogo per una questione di toni e di concetti. È certamente possibile, onorevole Colletti, contrastare una legge elettorale e appoggiare il Governo, non vedo contraddizioni in questo, però se si dice che siamo di fronte a un'orgia del potere, come è stato detto purtroppo dai miei banchi, a una svolta autoritaria, se si evoca addirittura l'Ucraina, se si parla di tradimento della sovranità popolare, allora la domanda sorge spontanea: come può un gruppo parlamentare dare fiducia ad un Governo e a un Premier che si renda responsabile di queste nefandezze ? Credo che una questione di coerenza e non di ipocrisia vada posta. Ho un minuto ? Allora o lei mi consente altri trenta secondi oppure parlerò sul prossimo emendamento, perché voglio esporre anche contestazioni di merito all'atteggiamento del mio gruppo.

  PRESIDENTE. Il tempo è scaduto.

  FERDINANDO ADORNATO. Allora poi interverrò...

  PRESIDENTE. Sul prossimo emendamento. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Gitti. Ne ha facoltà.

  GREGORIO GITTI. Signor Presidente, per annunciare il voto favorevole del gruppo Popolari per l'Italia sul subemendamento Balduzzi 0.1.900.53. Le ragioni di sistema che sono state illustrate con pacatezza e sapienza giuridica dal sottoscrittore mi limitano nelle ragioni di merito che vorrò esporre, che sono essenzialmente queste: la sentenza n. 1 del 2014 della Corte costituzionale ha configurato un diritto all'uguaglianza del voto in entrata, ma anche in uscita, quindi superando la propria giurisprudenza degli anni Sessanta. Bene, queste soglie sono evidentemente ultronee rispetto al principio della rappresentanza democratica che la sentenza della Corte ha voluto scolpire con esattezza. Io invito il Governo e il partito di maggioranza, su questa base che è una base negozialmente assolutamente equilibrata...

  PRESIDENTE. Concluda, onorevole Gitti.

  GREGORIO GITTI. ...a ripensare – concludo subito – di poter anticipare alla Camera dei deputati quello che a parole è stato detto di voler fare al Senato. Non c’è alcuna ragione, dopo la decisione di stralciare l'articolo 2, di non sostenere queste soglie che sono tutte nella ragionevolezza e soprattutto nell'ambito della visione costituzionale della Consulta.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato La Russa. Ne ha facoltà. Deputato La Russa, intende intervenire ?

  IGNAZIO LA RUSSA. Se lei me ne dà la facoltà, con piacere.

  PRESIDENTE. Gliela sto dando la facoltà.

  IGNAZIO LA RUSSA. Grazie Presidente, tanto sarò estremamente sintetico. Ho visto diversi interventi lamentarsi della scarsa democrazia che sta emergendo nella discussione di questo provvedimento. Per la verità, ci sono state altre occasione anche in questa legislatura in cui inutilmente le opposizioni hanno cercato di far valere almeno la possibilità di esprimere a pieno le loro ragioni senza riuscirci, ma questa volta è ancora più importante perché andiamo a discutere delle modalità con cui dare sostanza al dettato costituzionale che affida al popolo la sovranità. La sovranità in nome del popolo viene esercitata da questo Parlamento che deve restituirgliela con una legge che non sia fatta ad uso e consumo di una parte a danno delle altre. È per questo che ho dato parere favorevole e che Fratelli d'Italia voterà a favore di questo, come di altri emendamenti similari, che almeno cercano di limitare il chiaro orientamento che è Pag. 11evidente nell'accordo di chi ha proposto il testo base, non di offrire al Paese una legge capace di fotografare la situazione, ma al contrario di ottenere dei vantaggi solo per alcuni partiti e anche gli stessi esponenti del MoVimento 5 Stelle vedo che, a differenza di quanto avviene per altre leggi, fanno un'opposizione più di facciata che di sostanza. Li abbiamo visti, per la verità, più agguerriti in altre occasioni, ma non ce ne meravigliamo visto che la legge, in buona sostanza, finisce col favorirli.
  Presidente, la cosa più grave non è modificare la soglia. La cosa più grave – lo vedremo nei prossimi emendamenti – è che le soglie che vengono imposte, del 4 o del 5 per cento, per esempio, per poter accedere, se non vengono raggiunte, consentono al partito più grande di appropriarsi di quei voti per eleggere i propri deputati. Lo spiego a chi, per avventura, stesse lì a seguirci in televisione e credo che sia un matto perché, se non capiamo niente noi, figuriamoci cosa può capire un cittadino che ci guarda. Questa legge dice questo: «Tu per entrare in Parlamento devi avere il 4, o il 5 per cento, o l'8 o il 12 per cento se sei una coalizione. Se non arrivi al 4 o al 5 per cento i tuoi voti vanno a fare eleggere i deputati di quel partito più grande della tua coalizione, che è rimasto sordo alla tua richiesta di una legge più equilibrata e più democratica.
  Oltre che una truffa, è anche una beffa (Applausi dei deputati dei gruppi Fratelli d'Italia e Scelta Civica per l'Italia).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Mazziotti di Celso. Ne ha facoltà.

  ANDREA MAZZIOTTI DI CELSO. Signor Presidente, noi non abbiamo posto nessuna obiezione al premio di maggioranza né al ballottaggio, perché la stessa nostra proposta li prevedeva, perché la Corte costituzionale ha ricordato che le deroghe alla rappresentatività per assicurare la governabilità sono legittime, quindi ben venga un premio di maggioranza e ben venga il ballottaggio.
  Il problema è che la Corte ha anche detto che il sacrificio alla rappresentatività per ottenere questo risultato deve essere il «minimo sacrificio possibile», parole testuali. Ora, come si possa considerare «minimo sacrificio possibile» della rappresentatività di tutti i voti e di tutti gli elettori un sistema in cui guardando anche al dato concreto è possibile che un partito con poco più del 20 per cento prenda il 52 per cento dei seggi in Parlamento, qualcuno me lo dovrebbe spiegare. Penso all'onorevole Giachetti che si è battuto così tanto contro il premio di maggioranza e il «porcellum»: il tasso di irrazionalità di questa norma è così evidente che non riesco a capire come si possa sostenere questa posizione.
  Ancora più irrazionale è la soglia dell'8 per cento perché lì di governabilità non si può parlare, l'interesse costituzionale alla governabilità in questo caso non è minimamente rilevante (Applausi dei deputati del gruppo Scelta Civica per l'Italia).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Melilla. Ne ha facoltà.

  GIANNI MELILLA. Signora Presidente, Ugo La Malfa, Malagodi, Vittoria Foa, Lelio Basso, Tullio Vecchietti, Lucio Magri, Piero Calamandrei, Marco Pannella, Emma Bonino, Mario Capanna, Spadolini, Luciana Castellina, Bruno Visentini, Gianfranco Spadaccia, Francesco Rutelli, Gianni Mattioli, Massimo Scalia, Edo Ronchi e, anche se distanti da me politicamente anni luce, nella destra Giorgio Almirante o Tatarella in questo Parlamento, con questa legge, non sarebbero stati eletti (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Cirielli. Ne ha facoltà.

  EDMONDO CIRIELLI. Signora Presidente, colleghi, intervengo solo per ribadire che innanzitutto volevo ringraziare coloro che hanno presentato questi emendamenti, Pag. 12perché l'abbinamento perverso di un provvedimento che ha una distorsione supermaggioritaria, perché consente con una scarsissima soglia di evitare il democratico ballottaggio, e contemporaneamente ha poi una soglia molto alta dal punto di vista dell'accesso, quindi uno sbarramento altissimo, rappresenta veramente un'aberrazione e risulta incredibile che questa aberrazione antidemocratica provenga da un partito che si vuole chiamare e si autodefinisce Partito Democratico. Certo, l'alleanza con Berlusconi chiarisce anche molto il senso della democrazia che pervade questo nuovo Partito Democratico.
  Ovviamente, l'aspetto peggiore di questo provvedimento non è questo. La mancanza delle preferenze, però, si innesta in una linea chiara, quella di escludere sempre di più il popolo dalle scelte, spingerlo al non voto, perché questa è un'altra delle motivazioni, e lasciare la politica, il Parlamento, semplicemente a ratificare scelte che vengono prese altrove, nei circuiti finanziari che oramai...

  PRESIDENTE. Concluda.

  EDMONDO CIRIELLI. ...scelgono in maniera chiara e indistinta PD e Forza Italia.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Pisicchio. Ne ha facoltà.

  PINO PISICCHIO. Signora Presidente, io non devo argomentare molto intorno alle ragioni che portano la componente politica del Centro Democratico ad aderire a questo emendamento. Posso fare riferimento, anche per fare sintesi e non consumare il nostro tempo contingentato, alle parole che sono state bene espresse da molti colleghi, tra cui il collega Gitti.
  Quello che mi preme sottolineare invece – e mi consentirà la Presidenza – è un'affermazione che tenda a liberare quest'Aula dal falso convincimento che chi è contro questo provvedimento, questa bozza, è contro il Governo. Non è così che funziona. Questa è una proposta che si muove all'interno, peraltro, di una indicazione fornita da un relatore che è esponente dell'opposizione a questo Governo, che è, dunque, fortemente condizionata e ispirata da un partito importante dell'opposizione a questo Governo. Il Parlamento è l'unico luogo – la Camera dei deputati, parrebbe interessata solo la Camera dei deputati a quanto si legge dai giornali – ed è l'unico organo deputato a metterci mano. Il Governo non c'entra niente. Poi vedremo che farà il Governo con riferimento al disegno di legge sul superamento del bicameralismo perfetto. Ma per favore, per favore, cerchiamo di evitare questi equivoci.
  Una sola volta noi abbiamo avuto storicamente un Governo che è entrato a gamba tesa nella storia della riforma elettorale ed è stato con il Porcellum, una proposta fatta dall'allora Ministro Calderoli e gli esiti di quell'intervento ancora sono su di noi, incombono su di noi.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Di Lello. Ne ha facoltà.

  MARCO DI LELLO. Grazie, Presidente. Intanto mi consenta di sottolineare il clima frustrante in cui stiamo portando avanti questa discussione. Abbiamo la presunzione di scrivere regole del gioco di rappresentanza di 60 milioni di italiani. Lo facciamo nella più assoluta confusione o disinteresse, quasi come se si fosse qui semplicemente a ratificare decisioni prese altrove, e stiamo facendo tutti uno sforzo per recuperare credibilità alla politica.
  Credo che questo atteggiamento ci allontani molto da quello che invece i cittadini si aspettano che si produca e si faccia in quest'Aula e, quindi, consegno a lei questo mio senso di frustrazione. Dopodiché io non voglio aggiungermi al coro di quanti hanno sottolineato le incongruenze di questo testo.
  Noi Socialisti abbiamo raccolto la sfida della riforma rinunciando a battaglie di conservazione o di autoconservazione, ma non rinunciamo a fare battaglie di principio Pag. 13e di equità. Tra queste c’è il tema delle soglie di sbarramento. Lo dico proprio perché non mi riguarda e non ci riguarderà: una soglia di sbarramento all'8 per cento fuori della coalizione è la negazione della democrazia. Io non so a quali democrazie si siano ispirati, forse alla Turchia di Erdogan (Applausi dei deputati dei gruppi Misto-Partito Socialista Italiano (PSI) – Liberali per l'Italia (PLI), Sinistra Ecologia Libertà e Per l'Italia) o a Putin, vista la vicinanza di una forza politica che spinge in questa direzione. Sappiamo tutti che una scelta del genere sarà inevitabilmente sottoposta al giudizio della Corte costituzionale. Ma come rispettiamo il principio di eguaglianza dei cittadini di cui all'articolo 3 della Costituzione, Presidente ? Se si vota una lista che supera l'8 per cento, quel voto avrà una valenza, altrimenti alcuni milioni di voti non avranno alcun significato. Mi si spiega che questo è il prezzo che si paga alla governabilità.

  PRESIDENTE. La prego di concludere.

  MARCO DI LELLO. Bene, ma chi determina – e concludo – l'equità del prezzo ? Perché noi possiamo anche chiudere la democrazia per avere la governabilità. Allora Presidente – e concludo – c’è un altro principio che si vuole codificare che io trovo molto preoccupante. I nostri padri ci hanno insegnato che chi non è buono per il re non è buono neanche per la regina. In questo testo invece si può contribuire a far vincere il re nella coalizione, però poi non si ha il diritto di rappresentanza. Si è buoni per il re, ma non si è buoni per la regina. Mi sembra anche questo francamente un principio inaccettabile. Io faccio appello, visto che ieri tutti abbiamo difeso l'assenza del vincolo di mandato, alla libertà di opinione e di voto di ciascuno di noi (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Partito Socialista Italiano (PSI) – Liberali per l'Italia (PLI)).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Gigli. Ne ha facoltà.

  GIAN LUIGI GIGLI. Signor Presidente, la fretta ha prodotto un processo non ordinato. Troppe persone hanno messo mano al testo di questa legge. Si prevedono troppe soglie e troppo complicate. Ci sono le soglie con lo sconto, a seconda se un partito si presenti in coalizione o da solo, e soglie speciali per i partiti territoriali. E c’è un fortissimo dubbio che siano tutte incostituzionali. Meglio fare una riflessione: un'unica soglia uguale per tutti e fissata al 4 per cento semplificherebbe il sistema e lo renderebbe più presentabile. A scriverlo tre giorni fa è stato Roberto D'Alimonte, vicinissimo, come sappiamo, al premier. Per non urtare la sensibilità quindi di alcun collega e per non dare dubbi sul nostro sostegno e la nostra responsabilità nei confronti del Governo di questo Paese, mi limiterò a ripetere con D'Alimonte: evitiamo di lasciare ogni dubbio di incostituzionalità (Applausi dei deputati del gruppo Per l'Italia).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Matarrelli. Ne ha facoltà.

  TONI MATARRELLI. Signor Presidente, in gioco non è il successo o il fallimento di Renzi. Una nuova legge elettorale è la premessa per mettere in sicurezza la nostra democrazia e per questo va migliorata, in particolare sulle soglie di sbarramento, premio e liste bloccate. Per la politica è l'ultimo treno. L'Italicum ha diversi limiti che rischiano di comprometterne l'efficacia, in primis l'intreccio di soglie che penalizza la rappresentanza in maniera eccessiva e rischia di tener fuori forze che prendono milioni di voti; poi un premio meno sguaiato del precedente, ma che riconsegna alla maggioranza un bonus di soli cinque o sei seggi. Sono le parole di Gianni Cuperlo, che evidentemente oggi ascolta i nostri interventi e probabilmente ne condivide il senso. Speriamo che alle parole seguano azioni coerenti.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Piras. Ne ha facoltà.

Pag. 14

  MICHELE PIRAS. Signor Presidente, mi perdonerà una considerazione su ciò che è successo in Sardegna il 16 febbraio, dove come tutti sanno si è votato per l'elezione regionale. Vado per analogia per dire che questa legge, secondo me, è profondamente sbagliata. Alcuni dati: in Sardegna ha votato il 52 per cento delle persone, se a questo 52 per cento delle persone, quindi al 48 per cento di astensionismo, si toglie il 5 per cento circa di schede nulle e bianche, si scende al 48 per cento circa di voti validi. Di questo 48 per cento, sostanzialmente il 38 per cento viene effettivamente rappresentato nel Consiglio regionale a causa della soglia di sbarramento del 10 per cento sulle coalizioni e del 5 per cento sulle liste, per cui rimane esclusa un'ampia fetta di popolo, che ad esempio ha votato per la scrittrice Michela Murgia. Il Consiglio regionale è rappresentativo del 38 per cento, la maggioranza di governo e il governo regionale rappresentativi del 23-24 per cento dei sardi; cioè quando si introducono soglie di sbarramento così elevate lo sbarramento diventa sociale, e senza popolo non si riesce a governare (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Brescia. Ne ha facoltà.

  GIUSEPPE BRESCIA. Signor Presidente, intervengo solo per rispondere a chi ci accusa di fare un'opposizione solo di facciata e a La Russa, che, cito testualmente, dice: se non ci capiamo niente noi, figuriamoci i cittadini. Ora, a parte il fatto che io confido moltissimo nella capacità dei cittadini di capire le nefandezze di cui il partito di Renzi e il partito di Berlusconi si stanno coprendo per l'ennesima volta (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle), voglio chiarire solo una volta per tutte che il MoVimento 5 Stelle è profondamente contrario a questa legge elettorale ma non può fare la stessa opposizione a cui vi abbiamo abituati, perché i tempi sono contingentati, altrimenti state pur certi che qualche notte ve la avremmo fatta passare tra questi scranni (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Franco Bordo. Ne ha facoltà.

  FRANCO BORDO. Signor Presidente, intervengo per ricordare ai colleghi che l'affermazione fatta dal segretario nazionale del Partito Democratico rispetto alle soglie di sbarramento, ovvero che questa soglia sarebbe in linea con l'Europa, non è assolutamente vera, direi che è falsa. Perché in Europa non abbiamo soglie di sbarramento che superano il 5 per cento, anzi la stragrande maggioranza delle soglie sono tutte collocate al 3-4 per cento. Direi che questa soglia si allinea soltanto ad un altro Paese – un Paese che io faccio fatica onestamente a trovare vicino all'Europa, ma questo è un altro tipo di dibattito –, la Turchia, che ha una soglia di sbarramento elettorale al 10 per cento. Non c’è nessun altro Paese vicino a questa soglia nel nostro continente, ricordatevelo. A chi dice «ma lo cambierà il Senato» dico che questa è ipocrisia: cambiamolo adesso per favore (Applausi dei deputati dei gruppi Sinistra Ecologia Libertà e Per l'Italia).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Matteo Bragantini. Vorrei capire se vi sono altri interventi perché dobbiamo organizzare le votazioni. Ci sono altri interventi su questo emendamento ? No, non ci sono altri interventi, allora questo è l'ultimo. Ha facoltà di parlare il deputato Matteo Bragantini.

  MATTEO BRAGANTINI. Signor Presidente, intervengo per illustrare la posizione della Lega. Noi della Lega siamo favorevoli a questo emendamento, come a molti altri, perché veramente riteniamo antidemocratico e incostituzionale mettere delle soglie di sbarramento così alte e soprattutto differenziate se un partito o un movimento è in coalizione o meno. È Pag. 15veramente inconcepibile, mi si deve spiegare perché il voto di un elettore che vota un partito X che è in coalizione può valere e ha un peso basta che superi il 4,5 per cento, mentre se questo partito non è in coalizione il suo voto non vale niente se non raggiunge l'8 per cento. Questa è una cosa gravissima. Il voto dei cittadini deve essere uguale in ogni condizione.
  Dunque, se si mettono delle soglie, queste dovrebbero essere molto basse, e l'ha confermato anche la Corte costituzionale, che dovrebbero essere uguali per qualsiasi ipotesi sia se un partito sia in coalizione o meno, altrimenti è una violazione dei diritti dei cittadini, della Costituzione laddove si dice che tutti cittadini sono uguali e che il voto di tutti i cittadini deve pesare in modo eguale.
  Dunque, veramente chiedo a tutti i colleghi di fare un ragionamento e di valutare non solo questo emendamento, che attiene alla differenziazione se un partito è in coalizione o meno, ma di abbassare in modo abbastanza equo le soglie per non diventare come la Turchia, che è l'unico Paese che vorrebbe entrare in Europa che ha una soglia di sbarramento pari al 10 per cento.

  PRESIDENTE. Bene, questo era l'ultimo intervento prenotato.

  ROBERTO GIACHETTI. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

  PRESIDENTE. Io ho chiesto prima se c'erano interventi e nessuno ha risposto. Ne ha facoltà.

  ROBERTO GIACHETTI. Signora Presidente, le chiedo scusa se mi permetto, ma durante il dibattito, in quest'Aula, è stato chiamato in causa più volte il tema del contingentamento come una coercizione nei confronti dell'attività dei parlamentari, invece sappiamo perfettamente che questo non è.
  Comprendo perfettamente, in sedute così difficili, l'esigenza di organizzare i lavori, però mi permetto di rilevare che non possiamo eccedere oltre quanto prevede il Regolamento.
  Il Regolamento non prevede che si possano chiudere le iscrizioni a parlare. Le iscrizioni a parlare sono, fino a che non si arriva al voto, possibili per dichiarazioni di voto. (Applausi dei deputati dei gruppi MoVimento 5 Stelle e Lega Nord e Autonomie).
  Pertanto, siccome vedo che ci sono molte pressioni contro la maggioranza e contro la coercizione dei tempi, mi permetto di dirle, signora Presidente, per evitare che a questo dibattito già così critico si aggiungano considerazioni che sicuramente sono contenute in modo diverso nel Regolamento, di invitare sicuramente i colleghi ad intervenire e possibilmente a programmare la loro dichiarazione di voto, ma noi non possiamo impedire, finché non siamo passati alla votazione, a chi vuole prendere la parola di farlo.

  PRESIDENTE. Sì, non era una questione di impedimento, era una questione di correttezza: se io chiedo se ci sono degli interventi, mi sembra giusto attenersi a questo (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico e Sinistra Ecologia Libertà). Sì, perché se un deputato vuole fare un intervento può dire: «Io voglio fare un intervento» quando io chiedo di esporsi per farlo. Dunque, è una questione di correttezza. Ma capisco che la correttezza probabilmente qui non è molto di moda (Proteste dei deputati dei gruppi MoVimento 5 Stelle e Lega Nord e Autonomie).

  MASSIMILIANO FEDRIGA. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  MASSIMILIANO FEDRIGA. Signora Presidente, intervengo sullo stesso argomento. Io capisco il suo richiamo in termini di richiesta di rispetto da parte dei deputati, ma invito anche lei – e mi dispiace farlo – ad avere rispetto verso i deputati, perché se in un dibattito...

  ALESSANDRO DI BATTISTA. Porta rispetto !

Pag. 16

  MASSIMILIANO FEDRIGA. Perdonate, precedentemente ho ascoltato con attenzione: se in un dibattito interviene un collega ed un altro collega, successivamente alla sua richiesta, ritiene utile intervenire per rispondere a quanto detto, ovviamente non può programmare l'intervento (Applausi dei deputati dei gruppi Lega Nord e Autonomie e MoVimento 5 Stelle). Quindi, le chiedo gentilmente di rispettare il Regolamento ed anche i deputati che vogliono intervenire in replica a quanto gli altri colleghi dicono, altrimenti vuol dire comprimere la libertà di espressione di quest'Aula (Applausi dei deputati dei gruppi Lega Nord e Autonomie e MoVimento 5 Stelle).

  ARCANGELO SANNICANDRO. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  ARCANGELO SANNICANDRO. Signora Presidente, intervengo per dire semplicemente che il comportamento della Presidente mi pare sia un comportamento di molto buonsenso: voleva programmare e sapere... (Proteste dei deputati dei gruppi MoVimento 5 Stelle e Lega Nord e Autonomie). Calma ! È inutile che urlate ! È inutile che urlate: non fate impressione a nessuno (Proteste dei deputati dei gruppi MoVimento 5 Stelle e Lega Nord e Autonomie) ! È inutile che urlate ! È inutile che urlate (Proteste dei deputati dei gruppi MoVimento 5 Stelle e Lega Nord e Autonomie) !

  PRESIDENTE. Lasciate concludere il collega ! Lasciate parlare il collega !

  ARCANGELO SANNICANDRO. È inutile che urlate (Proteste dei deputati dei gruppi MoVimento 5 Stelle e Lega Nord e Autonomie) ! Chiaro ? Come (Proteste dei deputati dei gruppi MoVimento 5 Stelle e Lega Nord e Autonomie) ?

  PRESIDENTE. Non si rivolga ai colleghi: lei si rivolga a me. Non interloquisca.

  ARCANGELO SANNICANDRO. Presidente, qui è evidente che c’è la tendenza a riconoscersi nella «curva sud», perché così fa audience, si dice così (Applausi dei deputati dei gruppi Sinistra Ecologia Libertà e Partito Democratico) ?
  Ed è evidente che la festa della matricola sembra che sia una festa continua, durante tutto l'anno (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. D'accordo...

  ARCANGELO SANNICANDRO. Io ritengo che è inutile che montiamo un altro caso su una cosa inesistente. Io capisco quello che ha detto l'onorevole Giachetti che vorrebbe giustamente evitare che si potesse accusare la maggioranza...

  PRESIDENTE. Va bene...

  ARCANGELO SANNICANDRO. ... di stare a stringere i tempi per non rimanere sotto schiaffo, ma questo non significa che la Presidente Boldrini non può chiedere una cosa semplice: per favore, chi vuole parlare, lo dica. Punto e basta. Questa è la banalità della questione.

  PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sannicandro. Altri richiami per il Regolamento ? Colletti ? No, Toninelli. Prego.

  DANILO TONINELLI. Signor Presidente, la correttezza ed il rispetto del Regolamento sono due cose completamente diverse e se qua c’è una persona che non è né corretta né rispetta il Regolamento, questa è lei, signora Boldrini (Applausi dei deputati dei gruppi MoVimento 5 Stelle e Lega Nord e Autonomie). Primo, perché è in corso una riforma del Regolamento di fondamentale importanza che lei ha già annunciato alla stampa venire in Aula a marzo e non è ancora iniziato il lavoro nel merito all'interno della Giunta. Secondo, se c’è una persona che ha violato il Regolamento e la Costituzione, questa è lei con la ghigliottina che Pag. 17non ha precedenti nella storia (Applausi dei deputati dei gruppi MoVimento 5 Stelle e Lega Nord e Autonomie).

  PRESIDENTE. Bene, allora a questo punto proseguiamo...

  ANDREA COLLETTI. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. A che titolo ?

  ANDREA COLLETTI. Sul subemendamento.

  PRESIDENTE. Non la sento.

  ANDREA COLLETTI. Sa, siamo in fase di discussione del subemendamento e, quindi, vorrei intervenire sul subemendamento, se lei cortesemente...

  PRESIDENTE. Sì, la prossima volta le chiederei la cortesia di evidenziare prima che lei vuole intervenire sul Regolamento.

  ANDREA COLLETTI. Ma, guardi, l'ho fatto dieci minuti fa come sapranno sicuramente i commessi che sono al suo fianco. Magari chieda prima cortesemente ai commessi che sono al suo fianco.

  PRESIDENTE. Io ho fatto un appello all'Aula, ho chiesto di farsi avanti se si intendeva intervenire così che riusciamo a organizzare i nostri lavori.

  ANDREA COLLETTI. Guardi, non è un richiamo sul Regolamento questo.

  PRESIDENTE. ... però capisco che questo appello non può essere accolto da taluni. Prego, quindi.

  ANDREA COLLETTI. È inutile che mi chiude il microfono per non farmi parlare...

  PRESIDENTE. Prego, prego, continui...

  ANDREA COLLETTI. ... perché non è molto cortese.

  PRESIDENTE. ... io non chiudo il microfono a nessuno. Forza.

  ANDREA COLLETTI. Ma, suvvia, sia seria, su, sia seria, Presidente Boldrini (Proteste dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà) !

  PRESIDENTE. Allora, vuole fare questo intervento sul subemendamento o no ?

  ANDREA COLLETTI. Mi scusi, dovrebbe richiamare all'ordine (Proteste dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà) !

  PRESIDENTE. Colleghi ! Vuole fare l'intervento ?

  ANDREA COLLETTI. Richiami all'ordine.

  PRESIDENTE. Vuole fare l'intervento sull'emendamento ?

  ANDREA COLLETTI. Lei richiami all'ordine.

  PRESIDENTE. La prego, proceda.

  ANDREA COLLETTI. Sia cortese e richiami all'ordine.

  PRESIDENTE. Proceda (Proteste dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà) ! Colleghi !

  ANDREA COLLETTI. Richiami all'ordine.

  PRESIDENTE. Colleghi, per favore, cerchiamo di collaborare tutti.

  ANDREA COLLETTI. Si chiama Pilozzi, se non se lo ricorda. Pilozzi, Pilozzi.

  PRESIDENTE. Cerchiamo di collaborare, vada al subemendamento.

  ANDREA COLLETTI. Richiamo all'ordine il deputato Pilozzi, grazie.

Pag. 18

  PRESIDENTE. Vada al subemendamento.

  ANDREA COLLETTI. La ringrazio, ma...

  PRESIDENTE. Prego.

  ANDREA COLLETTI. ... si rende conto di che fine fanno le discussioni quando lei presiede ?

  PRESIDENTE. Prego, prego.

  ANDREA COLLETTI. Quindi, se ne renda conto. Ad ogni modo ringrazio per la canea dei deputati di SEL e del PD che si dimostrano ogni giorno più democratici (Proteste dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà) !

  PRESIDENTE. Vada al subemendamento.

  ANDREA COLLETTI. Volevo dichiarare (Proteste dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà)...

  PRESIDENTE. Vada al subemendamento.

  ANDREA COLLETTI. Lei dovrebbe far rispettare il Regolamento, Presidente, forse non lo sa.

  PRESIDENTE. Sì.

  ANDREA COLLETTI. Se vuole glielo cedo un'altra volta il Regolamento così se lo può leggere.
  Ad ogni modo, a nome del gruppo...

  PRESIDENTE. Che simpatico (Commenti dei deputati dei gruppi MoVimento 5 Stelle e Lega Nord e Autonomie ) !

  ANDREA COLLETTI. Eh sì, sono un simpatico umorista.

  PRESIDENTE. Continui, continui (Commenti dei deputati dei gruppi MoVimento 5 Stelle e Lega Nord e Autonomie), continui.

  ANDREA COLLETTI. Ci dovrebbe essere un po’ di silenzio forse, Presidente. Comunque, a nome del MoVimento 5 Stelle volevo solo dichiarare che voteremo a favore di questo subemendamento, grazie.

  PRESIDENTE. Grazie. A questo punto c'era il deputato Fiano che aveva chiesto, visto che abbiamo proseguito la discussione. Prego, deputato Fiano, ne ha facoltà.

  EMANUELE FIANO. Signor Presidente, la ringrazio. Io mi scuso con chi vuol parlare di altro, volevo parlare del merito.

  PRESIDENTE. Appunto, la prego.

  EMANUELE FIANO. Mi rivolgo a lei per riferirmi a quanto prima qui espresso dal collega Matteo Bragantini della Lega Nord il quale ha tenuto legittimamente una sua posizione sull'asserita antidemocraticità di taluni elementi del progetto di legge che stiamo discutendo e addirittura incostituzionalità. Io ho grande simpatia e stima per il collega Matteo Bragantini, ma da un collega membro di un partito che ha votato e portato in questo Paese quello schifo di legge che andava sotto il nome di Porcellum non accetto lezioni (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico – Commenti dei deputati del gruppo Lega Nord e Autonomie).

  PRESIDENTE. Colleghi, per favore.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Luigi Gallo. Ne ha facoltà.

  LUIGI GALLO. Signor Presidente, forse i deputati di Forza Italia e del PD non si rendono conto di quello che stanno votando o, forse, semplicemente volevano restare nella storia per aver superato in vergogna la precedente legge elettorale del Pag. 19Porcellum. Ci siete riusciti: grandi (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) !

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Giorgetti. Ne ha facoltà.

  GIANCARLO GIORGETTI. Io sono il capogruppo del partito che l'onorevole Fiano ritiene responsabile di una legge che si chiama Porcellum e di una legge che ha reso possibile che il gruppo a cui appartiene l'onorevole Fiano sia qui presente con circa 290 deputati e che possa approvare un testo unificato come questo che, se mi permettete, onorevole Fiano ...

  PRESIDENTE. Si rivolga a me.

  GIANCARLO GIORGETTI. Certo. Se mi permette Presidente Boldrini, sotto la sua Presidenza stiamo approvando un testo unificato che non ha nulla da invidiare al Porcellum per quanto riguarda la schifezza (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord e Autonomie).

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Avverto che la prossima votazione avrà luogo a scrutinio segreto.
  Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Balduzzi 0.1.900.53, con il parere contrario della Commissione e del Governo e il parere favorevole dei tre relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Gallinella... Folino... Garofani... Ventricelli... Micillo... Gasbarra... Capezzone... Galperti... Frusone... Dellai...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti e votanti  529   
   Maggioranza  265   
    Voti favorevoli  237    
    Voti contrari  292).    

  Passiamo al subemendamento Balduzzi 0.1.900.54...

  FEDERICA DIENI. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  FEDERICA DIENI. Signor Presidente, mi richiamo all'articolo 8, comma 2. Le rinnoviamo l'invito a leggere anche i risultati specifici delle votazioni perché, da casa, non è possibile seguire e sapere con certezza i voti che ci sono stati anche in virtù del fatto che ci sono non vedenti che hanno il diritto di seguirci da casa e magari conoscere in maniera approfondita cosa stiamo votando e in che modo lo stiamo facendo.

  PRESIDENTE. Lo prevederemo nella riforma del Regolamento, grazie (Commenti dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  RENATO BALDUZZI. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  RENATO BALDUZZI. Signora Presidente, intervengo solo per una questione tecnica regolamentare. Può darsi che ci sia stato un disguido. Noi avevamo ritirato il subemendamento 0.1.900.54 a mia prima firma nell'ottica di privilegiare il subemendamento precedente e di non aumentare il numero delle proposte emendative presentate per l'Aula, per poter consentire una migliore discussione. La prego, quindi, signora Presidente, di verificare che non ci sia stato qualche disguido.

  PRESIDENTE. Se mi sta dicendo che lo ritira, prendo atto che i presentatori ritirano il subemendamento Balduzzi 0.1.900.54.
  Passiamo al subemendamento Balduzzi 0.1.900.55, a pagina 91, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole dei tre relatori di minoranza.Pag. 20
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Adornato. Ne ha facoltà.

  FERDINANDO ADORNATO. Signor Presidente, come dicevo per continuare ad argomentare il dissenso dall'atteggiamento del mio gruppo: ho già detto sul piano dei toni che mi sembravano più confacenti a un gruppo di opposizione che a un gruppo che sostiene il Governo, ma adesso vorrei entrare un pochino nel merito.
  Noi, purtroppo, non possiamo dimenticare che viviamo in un momento di collasso del sistema politico. Questa non è una discussione da Arcadia su quale sia la migliore legge elettorale. Io non dirò che questa è la migliore proposta di legge elettorale. Personalmente, con Quagliariello e Violante nella scorsa legislatura, avevo predisposto una bozza che mi sembra di gran lunga migliore di questa. Ma noi oggi purtroppo – e sottolineo tre volte purtroppo – non dobbiamo decidere quale sia la migliore legge elettorale, ma se sia meglio questa che viene proposta o la legge che verrebbe fuori dalla sentenza della Consulta nel caso si andasse a votare, e francamente io non ho dubbi, pur non considerandola la migliore...

  PRESIDENTE. La invito a concludere.

  FERDINANDO ADORNATO. E, comprendendo tutte le obiezioni che anche il mio gruppo ha fatto, penso che sia meglio questa che quella.
  D'altra parte, se noi andassimo a votare con la legge che propone la Consulta a seguito della sua sentenza, aumenteremmo il caos nel Paese. C’è un criterio di responsabilità nel pensare che, dopo vent'anni di fallimento, siamo ridotti a questo cul de sac, ma la responsabilità non è di chi ha scritto, per la prima volta, una proposta di legge che avvia il percorso di riforme dopo vent'anni di fallimento, la responsabilità è tutta nostra che, per vent'anni, non abbiamo saputo fare la migliore delle leggi elettorali. Ecco perché sono in dissenso dal mio gruppo.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Fraccaro. Ne ha facoltà.

  RICCARDO FRACCARO. Grazie Presidente, anche con questo articolo si sta cercando, oggi, in quest'Aula, di approvare una proposta di legge vergognosa e pericolosa per la democrazia, anche a detta di molti parlamentari e della stessa maggioranza. A mio avviso, siamo arrivati a questo punto per una semplice motivazione: per la codardia del Partito Democratico, e cercherò di argomentare questa mia espressione forte, Presidente.
  Il problema è che è molto semplice desumere dai fatti degli ultimi dieci mesi che il Partito Democratico ormai si è spinto verso una posizione favorevole al cosiddetto presidenzialismo. Il problema, però, è che il Partito Democratico non ha la possibilità, o meglio non ha il coraggio di dirlo apertamente, perché cadrebbe in questo modo l'ultimo elemento che lo distingue dal partito di finta opposizione, Forza Italia: ormai anche il leader è simile, ormai è evidente che il loro leader abbia preso lezioni da Silvio Berlusconi, quindi non ci sono più elementi di distinguo. L'ultimo elemento era la visione istituzionale del Paese. Ora coincide anche quella, quindi non lo possono rivelare al popolo italiano.
  Ed è questo il problema: non potendolo fare apertamente, lo hanno fatto o stanno cercando di farlo, cioè di trasformare la nostra Repubblica in sistema presidenziale, in maniera subdola: prima ci hanno provato con l'articolo 138, calpestando la Costituzione, e adesso ci provano con una proposta di legge elettorale che contiene un premio di maggioranza abnorme. Ma, come sempre quando si fanno le cose in maniera subdola e nascosta, le conseguenze sono nefaste, perché in questo modo a un singolo partito si dà la maggioranza assoluta alla Camera, e forse al Senato, o forse no, comunque la maggioranza assoluta.
  Ma i nostri padri costituenti, anzi molti costituzionalisti affermano che quando i nostri padri costituenti hanno scritto la Pag. 21Costituzione, pensavano a un sistema proporzionale. Per quale motivo ? Perché gli organi di garanzia di questo Paese si eleggono a maggioranza, e quindi anche il Presidente della Repubblica si elegge a maggioranza: basta la maggioranza assoluta della Camera. Se tu dai a un solo partito la maggioranza assoluta come un premio, il Presidente della Repubblica non è più un Presidente di tutti, ma è il Presidente di un partito. È questo che si sta andando a fare ! Anche lei, Presidente, si elegge a maggioranza: lei diventerà non più il Presidente di tutti, ma il Presidente di un partito. Cioè, gli organi che garantiscano la divisione dei poteri decadono, cadono, e si apre così la degenerazione del sistema.
  Il Partito Democratico con la sua codardia sta aprendo alla degenerazione della democrazia ed è l'elemento più importante per ogni sistema di Governo.
  Lo sappiamo da 2.500 anni: basta leggersi Aristotele e il suo trattato su «La Costituzione degli ateniesi». È stato 2.500 anni fa che ci hanno spiegato che bisogna evitare la degenerazione della democrazia, che è la cosa più importante. Per continuare a far credere a questa illusione che il Partito Democratico è diverso da Forza Italia, stanno aprendo proprio a questa possibilità: e a questo risponderanno per decenni, per secoli, agli italiani e di questo hanno la responsabilità nei confronti del popolo italiano. Io spero solo che i miei concittadini aprano al più presto gli occhi e ci aiutino a mandarli a casa, per il loro bene e per il bene dei nostri figli (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Quaranta. Ne ha facoltà.

  STEFANO QUARANTA. Signor Presidente, la legge elettorale è l'idea di democrazia che si ha di un Paese e questo Paese vive già una situazione difficilissima dal punto di vista sociale, dal punto di vista etico, dal punto di vista economico. Serve il centrosinistra, cari onorevoli, per invertire le sorti di questa situazione drammatica. Se noi sommiamo l'esito di questa legge elettorale, che tiene fuori un amplissimo pezzo di Paese, grazie agli sbarramenti del 4,5 per cento e dell'8 per cento, alla legge sul finanziamento pubblico dei partiti, che escluderà di nuovo pezzi di Paese dalla politica, io mi chiedo: ma non ci rendiamo conto che tutto questo, poi, si andrà a sommare anche all'astensionismo, alla crisi della politica, che è già così forte ?
  Qualcuno, tempo fa, si è assunto la responsabilità del Porcellum. Io lo dico soprattutto ai compagni e agli amici che conosco personalmente del Partito Democratico: ma perché vogliamo assumerci la responsabilità di questa legge ? Qui stiamo votando anche contro il centrosinistra per il futuro di questo Paese, rendiamocene conto. È un appello quello che vi rivolgo. Rifletteteci, per favore (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Zaratti. Ne ha facoltà.

  FILIBERTO ZARATTI. Signora Presidente, qualche giorno fa, il Presidente del Consiglio, nell'Aula del Senato, polemizzando con i gruppi di opposizione – in realtà, confondendo un po’ il ruolo di capo di partito con quello di Presidente del Consiglio – citava la vittoria delle elezioni regionali della Sardegna, del Friuli e della Basilicata dell'ultimo anno per giustificare la presenza del centrosinistra e il consenso popolare.
  Ecco, io vorrei ricordare che quelle elezioni sono state vinte, in Sardegna, grazie al voto del Partito dei sardi (2,66 per cento), Rossomori (2,63 per cento), Centro Democratico (2,11 per cento), Rifondazione (2,03 per cento); e che le elezioni in Friuli sono state vinte per il voto di SEL, che, in quell'occasione, pensate, ha preso il 4,45 per cento. Sarebbe stata fuori e non avrebbe partecipato a quella vittoria elettorale.

  PRESIDENTE. La invito a concludere.

Pag. 22

  FILIBERTO ZARATTI. Quindi, per vincere, il centrosinistra ha bisogno di una legge che permetta ai cittadini di esprimersi. Guardate, che non si può fare maggioranza nel Paese con gli escamotage elettorali ed istituzionali. Bisogna avere il consenso: se il centrosinistra, se Renzi vuole governare il Paese, deve convincere la maggioranza dei cittadini. È la conditio sine qua non della democrazia (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Melilla. Ne ha facoltà.

  GIANNI MELILLA. Signora Presidente, vorrei dire ai colleghi del MoVimento 5 Stelle che, negli anni precedenti le elezioni politiche nella mia regione, ma credo in tutta Italia, il MoVimento 5 Stelle presentò delle liste civiche in molti comuni. I ragazzi, le persone che erano candidati in queste elezioni, spesso, non superavano la soglia di accesso e non venivano eletti. Però io devo dire che nei confronti di quelle persone ho sempre avuto una grande simpatia umana, al di là, adesso, di quello che mi poteva dividere, più che altro, sul piano della cultura politica. Però, apprezzavo le loro battaglie, a Pescara, a Montesilvano, a L'Aquila; le apprezzavo ieri, anche se loro non eleggevano consiglieri comunali e consideravo un fatto negativo per la democrazia che in quei consigli comunali non fosse rappresentato uno di loro (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Franco Bordo. Ne ha facoltà.

  FRANCO BORDO. Signora Presidente, intervengo innanzitutto per rivolgerle la mia solidarietà rispetto agli attacchi che ha subito anche questa mattina e per ringraziarla per come conduce l'Aula, per la sua correttezza e anche per la sua gentilezza che, ovviamente, non trova riscontro rispetto a certi atteggiamenti rozzi da parte di colleghi deputati (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà e di deputati del gruppo Partito Democratico). Questo comportamento – non voglio fare un parallelo troppo forte – però non possiamo adottarlo anche nella rozzezza di una legge elettorale, e qui voglio dirlo agli amici e ai compagni del Partito Democratico in modo particolare, perché la rozzezza nelle regole democratiche diventa un intervento devastante per quanto riguarda la democrazia, il vivere comune di una nazione. Non possiamo dire che l'8 per cento, due milioni e mezzo, tre milioni, quattro milioni di abitanti, di cittadini, di operai, di impiegati, di imprenditori, di disoccupati o di quello che possono essere, non devono avere rappresentanza in quest'Aula. È assolutamente scorretto ed ingiusto, lo sapete; lo sapete perché quando parliamo a quattr'occhi ce lo dite, e questo deve essere cambiato, non al Senato, ma oggi, ora, in questo momento !

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Pilozzi. Ne ha facoltà.

  NAZZARENO PILOZZI. Signora Presidente, intanto vorrei dire al vicepresidente Giachetti: stai sereno ! Perché io credo che la Presidente della Camera, sia ieri che oggi, ci stia consentendo di svolgere, quanto meno, una discussione minimamente democratica su questa proposta di legge. Se fosse stato per il partito di cui il vicepresidente Giachetti è membro, noi avremmo avuto sicuramente molto meno spazio.
   Detto questo, vorrei dire ai colleghi che ci accusano di essere comunque un alleato del Partito democratico, che io, nella nostra opposizione alla legge elettorale, nelle nostre scelte politiche territoriali e nazionali, non vedo alcuna contraddizione. Sinistra Ecologia Libertà è assolutamente favorevole ad una legge che preveda le coalizioni; Sinistra Ecologia Libertà si è sempre battuta per il Mattarellum.Pag. 23
  Detto questo, credo che il nostro ruolo, cari colleghi, sia quello di consentire che, quando c’è Sinistra Ecologia Libertà, si elegga il presidente Pigliaru; quando non c’è Sinistra Ecologia Libertà, il Partito Democratico si appoggia alla Barracciu. Questo è il ruolo che il nostro partito sta svolgendo in Italia, quindi, credo che noi siamo assolutamente legittimati a fare una opposizione contro una legge antidemocratica, ma a mantenere il nostro ruolo per avere una legge che sia di coalizione e che consenta a questo Paese di fare passi in avanti.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Invernizzi. Ne ha facoltà.

  CRISTIAN INVERNIZZI. Signora Presidente, cercherò di rimanere nell'alveo della discussione, vale a dire il merito dell'emendamento, perché mi sembra che qui, invece, si continui a tornare su questioni che con la legge elettorale, c'entrano poco.
  Parliamo, appunto, di una legge elettorale che vorrei ricordare, va a modificare, è vero, come ha detto prima l'onorevole Fiano, il Porcellum (quindi lui non accetta lezioni di democrazia dalla Lega Nord che viene imputata, a quanto pare dal suo punto di vista, di essere l'artefice principale del Porcellum) ma, per correttezza, vorrei ricordare che il padre e la madre di quella legge furono, all'epoca, Lega Nord e Pdl; in questo caso, onorevole Fiano, cambia la madre ma il padre rimane lo stesso e si chiama Silvio Berlusconi.
  Per cui se non vuole parlare o, meglio, non si siede nemmeno al tavolo, non ascolta nemmeno l'intervento dell'onorevole Bragantini, perché responsabile del Porcellum, allora vorrei chiederle come fate a mettervi al tavolo con Berlusconi che, per quanto riguarda il Porcellum, forse qualche responsabilità ce l'ha anche lui (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord e Autonomie).
  E vorrei anche dire che sono contento che adesso il Partito Democratico abbia trovato la forza di cambiare quello schifo di legge che era il Porcellum; certo, tra il 2006 e il 2008, quando avevate una maggioranza in entrambe le Camere, forse tutta questa urgenza non l'avete trovata. Va bene, va benissimo che vi siete accorti a distanza di sei anni che invece c'era bisogno di cambiare la legge; ma, al di là di questo, parliamo un attimo delle soglie di sbarramento, perché alla fine dobbiamo anche riflettere su quello che accadrà il giorno in cui ci sarà una legge elettorale di questo tipo, sulla base della quale si faranno una serie di elezioni.
  L'abbiamo già detto in discussione generale, e lo ripetiamo qui: la governabilità è importante, è fondamentale, ma qui stiamo parlando non soltanto del Governo, qui parliamo anche del Parlamento, cioè del luogo nel quale dovrebbero essere rappresentate quelle forze politiche che all'interno dello Stato nel quale si presentano per le elezioni hanno un certo consenso. Voi vi assumete la responsabilità di escludere dal Parlamento, quindi dall'Assemblea legislativa, dal luogo, come si dice tante volte, fulcro della democrazia, dal luogo nel quale si realizzano anche gli ideali che emergono dalla Costituzione del 1947, ebbene voi vi assumete la responsabilità di escludere così, semplicemente in nome di una governabilità che sarebbe raggiungibile in altri modi (cioè riformando la Costituzione e introducendo quello che in altri Paesi esiste, semipresidenzialismo, premierato, insomma un sistema di Governo, quindi, scisso dal sistema della rappresentanza e dalla legge) qualche vagonata di milioni di elettori dalla possibilità di avere i propri rappresentanti in Parlamento.
  Non so se questa sarà una scelta che gli storici tra qualche anno magari considereranno giusta o sbagliata: so solo che escludere dal Parlamento per legge delle forze politiche che il consenso nel territorio ce l'hanno solitamente non porta bene. Spingere cioè le forze politiche dal Parlamento alla piazza... Perché guardate che poi non è che si rinuncia a far politica: si fa politica con gli elementi che rimangono, cioè si va in piazza e lì si rimane (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord Pag. 24e Autonomie). Ecco, se voi pensate che spingendo fuori dal Parlamento queste forze politiche lo Stato italiano avrà il futuro che tutti noi, che tutti voi soprattutto, pensate che abbia, probabilmente sbagliate, perché nel momento in cui non c’è più la rappresentanza parlamentare le forze politiche – che lo ripeto, il consenso nel Paese ce l'hanno – in piazza ci vanno.

  PRESIDENTE. La invito a concludere.

  CRISTIAN INVERNIZZI. Penso che oggi ci sia bisogno di tutto che tranne di far sentire a milioni di elettori, che già sono disaffezionati nei confronti della politica – e concludo –, che vengono esclusi con un atto di imperio dal Parlamento i loro rappresentanti, perché a quel punto – e lo ripeto – ci ritroverete in piazza (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord e Autonomie).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Piepoli. Ne ha facoltà.

  GAETANO PIEPOLI. Signor Presidente, mi rendo conto che questo non è un seminario di studi ma è un'assemblea parlamentare; però penso sia importante che decantiamo anche le passioni e le scelte dei singoli schieramenti rispetto al tema in esame.
  È giusto quello che è stato detto prima dal collega Pisicchio, cioè che i piani tra la maggioranza di Governo e la maggioranza parlamentare per la legge elettorale oramai sono divisi, e quindi noi dobbiamo fare di questa realtà un dato irreversibile. Vorrei però a questo proposito dire – e mi permetto di ricordarlo a pur autorevoli colleghi costituzionalisti, che certamente conoscono molto meglio di me la materia – che proprio nell'ultima sentenza del Bundesverfassungsgericht, che ha annullato per incostituzionalità la soglia della legge elettorale tedesca per le elezioni europee, c’è un passaggio che a mio modesto parere sarà estremamente fecondo e anche espansivo rispetto alla costruzione della filosofia dei rapporti tra l'Assemblea parlamentare e il controllo delle leggi da parte della Corte costituzionale sul tema elettorale. Ed è il tema, che negli ultimi anni la migliore dottrina, ma anche appunto la Corte costituzionale tedesca, ha richiamato qui, di una singolare vicenda che noi abbiamo per principio sempre ignorato.
  Noi abbiamo sempre affrontato il tema del conflitto di interessi come tema del singolo rispetto alla materia che ha da gestire nelle sue mani. Invece la Corte Costituzionale tedesca assume questa ipotesi e questo punto di vista proprio rispetto alle leggi elettorali e dice testualmente, lo leggo in italiano: «Nella legislazione elettorale sussiste il pericolo che la maggioranza parlamentare del momento si faccia guidare, anziché da considerazioni rivolte al bene comune, dallo scopo di preservare il proprio potere. Ecco perché diventa essenziale poi un rigoroso, stretto controllo di legittimità costituzionale». Io credo che noi dobbiamo far nostro il pericolo che stiamo in un certo qual modo sovraccaricando dell'interesse delle scadenze elettorali questo tipo di strumento, che è certo fondamentale per definire i conflitti politici ma che non li risolve; e che dunque, se affrontato in una logica paradossalmente, come dicono i tedeschi, di decisione presa secondo la convenienza elettorale, rischia di aprire nuove fragilità costituzionali.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Prataviera. Ne ha facoltà.

  EMANUELE PRATAVIERA. Signor Presidente, purtroppo non posso essere d'accordo con quanto detto da diversi colleghi parlamentari del gruppo di SEL: non ritengo la sua conduzione di questa Assemblea così esemplare, almeno non dal mio punto di vista. E non posso essere d'accordo neanche con le parole del deputato Fiano, che ci ha additato come i responsabili di ciò che non va. Se fosse vero quello che lui dice, questa legge dovrebbe partire quanto meno da un principio diverso, da un punto di vista diverso, Pag. 25da un approccio completamente distante da quello che è invece il testo che abbiamo tra le mani. Perché se non ci rendiamo conto che la crisi vera è fuori da questo Palazzo, e lo si registra grosso modo dal 50 per cento di non votanti ad ogni consultazione elettorale, allora forse non si riuscirà mai a capire perché le cose non vanno.
  Le cose non vanno perché ancora una volta, voi lo state dimostrando, non state partendo dal principio di delega di rappresentanza che è la base, che è il seme della democrazia di questa Repubblica, ma state partendo dal principio di governabilità che è praticamente...

  PRESIDENTE. Concluda.

  EMANUELE PRATAVIERA. ...l'esercizio del potere accentrato di questo Stato.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, la deputata Schirò. Ne ha facoltà.

  GEA SCHIRÒ. Signor Presidente, l'intervento del collega Piepoli mi ha fatto riflettere e ho pensato che non capisco l'agitazione. Noi siamo gli eredi di un ceto politico che da più di vent'anni ha abdicato ad una opposizione politica. Io lo faccio risalire tecnicamente, non so, al primo Governo Amato, poi da allora abbiamo sempre avuto dei Governi di emergenza. Per cui l'opposizione politica dialettica che in questa agorà è richiesta a noi e che non preclude l'espressione, a titolo a volte individuale a volte in dissenso con una unione politica, del sostegno o dissenso rispetto alle leggi, ci sta.
  Detto questo, si tratta di una connotazione, come dire, di costume politico, infatti possiamo notare una discussione anche un po’ artificiosa, perché poco fa a me è sembrato, riguardo all'intervento di alcuni colleghi, come se ci fosse il cretese che dice che tutti i cretesi sono bugiardi. Quindi, riflettiamo e abbassiamo un po’ i toni.
  Non da ultimo voglio ricordare all'Aula che nella replica agli interventi il giorno della discussione sulla fiducia, il Presidente del Consiglio, (e vi prego di controllare il resoconto stenografico), ha detto che il primo punto delle riforme proposte sarebbe stata la riforma del Regolamento per potere affrontare le ulteriori riforme in modo sereno.

  PRESIDENTE. Deve concludere.

  GEA SCHIRÒ. Allora cosa vogliamo fare ? Come mai c’è questa discrasia tra il detto e il fatto ? Come siamo arrivati a questo punto ?

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Bianconi. Ne ha facoltà.

  MAURIZIO BIANCONI. Signor Presidente, solo un'annotazione. Prima il collega Pilozzi e ora la collega Schirò hanno richiamato la parola: «sereno», «stai sereno»; quando il nostro Presidente del Consiglio pronuncia ed evoca quella parola significa che ci vuole fregare, com’è noto, quindi non vi potete assolutamente fidare. Ha detto così, non faremo mai il Regolamento, ha detto così, Pilozzi, stai attento !

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Fiano. Ne ha facoltà.

  EMANUELE FIANO. Signor Presidente, intervengo sul subemendamento in esame. Per il suo tramite, rispondo al gentile collega Invernizzi, perché non ho, in alcun modo, intenzione di offendere la Lega Nord né le sue posizioni, per questo mi stacco dalla polemica che ho iniziato prima. Ma siccome, signor Presidente, il collega Invernizzi ha citato precedentemente un aspetto di merito della legge, cioè che nella ricerca di un premio di maggioranza, cioè di una legge che insegua un meccanismo maggioritario, starebbe una parte del vulnus del disegno che stiamo cercando di approvare, vorrei ricordare, per il suo tramite, Presidente, che ringrazio, il testo della sentenza n. 1 del 2014 della Corte costituzionale, perché Pag. 26così eliminiamo dal dibattito questo tema, cioè che la ricerca di un premio sia una ricerca difforme o in qualche modo collidente con quanto indicato dalla Corte.
  Cito la sentenza n. 1 del 2014: «Le disposizioni censurate sono dirette ad agevolare la formazione di un'adeguata maggioranza parlamentare, allo scopo di garantire la stabilità del governo del Paese e di rendere più rapido il processo decisionale, ciò che costituisce» dice la Corte «senz'altro un obiettivo costituzionalmente legittimo». Cioè la maggioranza che sta cercando di approvare questa legge, che porta con sé il premio di maggioranza che permette la governabilità, persegue un obiettivo costituzionalmente legittimo non solo secondo la Carta costituzionale, ma ribadito dalla sentenza che è all'origine della censura sulla legge Porcellum. Questo perlomeno perché tra noi, nella legittimità delle diverse opinioni, sia chiaro che la fonte assegna a noi che vogliamo approvare quel meccanismo della legge una totale costituzionalità su quello che stiamo facendo.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Gitti. Ne ha facoltà.

  GREGORIO GITTI. Signor Presidente, guardo lei e attraverso di lei l'istituzione che rappresenta i cittadini italiani. Bisogna chiarire con precisione qual è il senso di questo subemendamento: il premio di maggioranza è stato criticato dalla Corte costituzionale; la cura che si propone è che la rappresentanza parlamentare venga posta all'asticella del 4,5 per cento, con il contributo di tutti, anche delle cosiddette «liste civetta», che purtroppo hanno ammorbato la politica italiana per lunghi anni e che portino flussi di voti a contribuire, per la coalizione, al premio di maggioranza. Vogliamo mettere almeno un minimo di dignità anche al pavimento sottostante ? Vogliamo credere che le liste che contribuiscono a raggiungere il premio di maggioranza per la coalizione abbiano un minimo di significatività ? Questa, da parte della strana maggioranza evocata ieri dal presidente Sisto, credo sia la posizione più vergognosa.
  Mi scuso con lei, Presidente, di questo tono forte, perché questo è veramente un subemendamento che porta ragionevolezza al dettato di una legge che non ci convince. Io chiedo a tutti i deputati di rispondere ai cittadini su questo.

  PRESIDENTE. Grazie, onorevole Gitti. Questo è chiaro.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Sannicandro. Ne ha facoltà.

  ARCANGELO SANNICANDRO. Signor Presidente, per precisare che indubbiamente è esatto che la Corte costituzionale ritenga legittima una legge che prevede un premio di maggioranza, però ciononostante ha ritenuto illegittima quella legge proprio perché la modalità con cui era raggiunto il premio di maggioranza rappresentava una distorsione della rappresentatività, che appunto è il caso che stiamo esaminando, ripetuto e corretto in peggio, in quanto con le soglie altissime che sono state poste è evidente che quella distorsione ne esce rinforzata. Ragion per cui, se vogliamo sgombrare il campo da questa questione, sgombriamolo veramente, ma dicendo per intero quello che la Corte costituzionale ha scritto nella famosa sentenza n. 1 del 2014.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Toninelli. Ne ha facoltà.

  DANILO TONINELLI. Signora Presidente, volevo semplicemente portare al relatore Fiano – anzi mi scusi, non è il relatore – un esempio matematico: coalizione vincente, Partito Democratico al 17 per cento, cinque partiti piccoli sotto soglia al 4 per cento, totale 37 per cento. Questa è la coalizione vincente che arriva ad avere il 52 per cento. Dal 17 al 52: più 35 per cento. Volevo chiedere al collega Fiano, per il tramite della Presidente, se per lui questa non è una distorsione tale da portare la Corte costituzionale Pag. 27a definire questa legge incostituzionale (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Avverto che la prossima votazione avrà luogo a scrutinio segreto.
  Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico sul subemendamento Balduzzi 0.1.900.55, con il parere contrario della Commissione e del Governo e il parere favorevole dei tre relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Basso, Fanucci, Berlinghieri, Sani, Sorial...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti e votanti  533   
   Maggioranza  267   
    Voti favorevoli  241    
    Voti contrari  292).    

  Passiamo alla votazione del subemendamento Balduzzi 0.1.900.62, con il parere contrario della Commissione e del Governo, il parere favorevole dei relatori di minoranza Bragantini e La Russa e sul quale il relatore di minoranza Pilozzi si rimette all'Assemblea.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Balduzzi. Ne ha facoltà.

  RENATO BALDUZZI. Signora Presidente, vorrei attirare l'attenzione dell'Aula, in particolare naturalmente del Governo e direi, all'interno della maggioranza di Governo, di alcune forze in particolare, sul fatto che questo non è un subemendamento che va a toccare il nucleo dell'impianto dell'Italicum, o il nucleo di un accordo che su quell'impianto si sia potuto realizzare, ma è un subemendamento – per così dire – di legalità e moralità, perché fa sì che non abbiano rilievo elettorale, ai fini della coalizione e del raggiungimento del premio di maggioranza, i voti ottenuti da quelle liste che non abbiano raggiunto l'1 per cento.
  L'1 per cento è una soglia minima, è una soglia naturalmente molto bassa, ma ha un effetto evidentemente di forte disincentivazione alla presentazione di liste artificiali, per così dire, fasulle o «civetta» – la nostra esperienza costituzionale ed elettorale ha visto liste di tanti tipi – ed io chiedo veramente, lo chiedo soprattutto al Governo, di fare una valutazione perché questa non è una cosa che evidentemente sta all'interno dell'accordo. Non abbiamo mai avuto notizia che questo sia un profilo che abbia fatto parte del nucleo dell'accordo sull'Italicum. Eppure, però, la sua approvazione sarebbe un segnale molto importante per spazzare via comportamenti in qualche caso immorali e in qualche caso anche oggetto di procedimenti giudiziari, ma certamente dentro alla logica di un rafforzamento della democrazia e della politica, della sana politica nel nostro Paese. Ecco perché la sua presa in considerazione mi sembrerebbe completamente interna alla logica dell'Italicum, lasciando impregiudicati altri profili su cui non ci troviamo sulla stessa lunghezza d'onda. Ma su questo è molto difficile – lo dico soprattutto al Ministro Boschi ma, ripeto, anche ad una parte della maggioranza di Governo molto importante – non trovarci d'accordo.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Migliore. Ne ha facoltà.

  GENNARO MIGLIORE. Signora Presidente, innanzitutto vorrei, se fosse possibile, che correggesse il nostro parere, perché il nostro è un parere favorevole e non di rimessione all'Aula. Probabilmente c’è stato un errore di trascrizione su questo subemendamento.
  Vorrei attirare l'attenzione di tutti i colleghi e le colleghe per rafforzare il concetto espresso dal collega Balduzzi. Lo dico anche a chi ha sottoscritto questo accordo al di fuori di quest'Aula. Si tratta di una norma che non ha nessuna incidenza Pag. 28sulla tipologia di accordo che è stato realizzato. Non interviene sulle soglie, non interviene sul voto, non interviene su nulla, se non sulla riduzione dei comportamenti indecenti che si possono realizzare e dei quali abbiamo ormai notizie anche dalla stampa.
  Si stanno predisponendo su tutto il territorio nazionale tutte le forze possibili e immaginabili, «Forza Campania», «Forza Azzurri», «Forza Ciclisti», «Forza Netturbini», «Forza qualsiasi cosa», e questo perché, siccome non si butta niente in questo sistema di conteggio del voto, va bene anche uno 0,1 per cento per raggiungere la maggioranza. Ora, siccome questo non è oggetto di questa trattativa, siccome si tratta della prevenzione di un comportamento immorale che abbiamo riscontrato in tantissime elezioni comunali – e chi ha esperienza politica sul territorio sa bene che cosa significano le liste di scambio, perché non esiste solo il voto di scambio ma esistono anche le liste di scambio e di questo è stato maestro, per esempio, il PdL nella città di Reggio Calabria –, vorrei che tutti voi almeno raggiungeste questo «pavimento», per dire che i voti al di sotto dell'1 per cento non siano conteggiati all'interno dei voti validi, perché questo altrimenti altererebbe drammaticamente, anche per chi crede in questa legge elettorale, il senso e il risultato del voto (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Zaratti. Ne ha facoltà.

  FILIBERTO ZARATTI. Grazie, Presidente. Io credo che l'intervento del collega Migliore sia stato chiaro da questo punto di vista nel merito di questo subemendamento. Volevo soltanto ricordare una cosa all'Aula, tramite lei, Presidente: quando si fanno le leggi elettorali è necessario avere molta cura, molta attenzione, e in questa attenzione bisognerebbe anche configurare i casi limite. Uno dei casi limite, che può avvenire con questa legge elettorale, è che in una prossima elezione con la presenza di dieci coalizioni ci potrebbe essere soltanto una coalizione che supera il 12 per cento e, quindi, una sola coalizione potrebbe avere il 100 per cento dei seggi.
  Se questa è la legge elettorale che oggi si vuole proporre, davvero anch'io credo che il Porcellum fosse un'opera di alta ingegneria istituzionale e di alta democrazia.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Gitti. Ne ha facoltà.

  GREGORIO GITTI. Signor Presidente, ho voluto fin dal precedente intervento richiamare l'attenzione dell'Aula sul punto essenziale della soglia di rilevanza delle liste che vanno a confluire nella coalizione, e quindi a meritare tutte insieme il premio di maggioranza, perché molti deputati stanno seguendo le indicazioni dei gruppi e non seguono il dibattito. Se non dovesse passare questo subemendamento, la legge potrebbe, senza alcun dubbio, definirsi truffaldina nei confronti del voto dei cittadini. Io chiedo a tutti i deputati di stare attenti nell'esprimere questo voto, perché questo è un voto a favore della legalità e della democrazia. Non è possibile che questo subemendamento non passi, perché non va a toccare minimamente quelle che sono state già definite le soglie della vendetta politica. Non va a toccare le soglie del premio di maggioranza, va a toccare solo le radici della legalità del modo di fare politica in questo Paese (Applausi dei deputati dei gruppi Per l'Italia e Sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Mazziotti Di Celso. Ne ha facoltà.

  ANDREA MAZZIOTTI DI CELSO. Signor Presidente, l'importanza del subemendamento è già stata illustrata. Io credo che poi ci sia un tema di razionalità. Noi stiamo esaminando una legge che sostanzialmente – noi lo abbiamo criticato – ha l'effetto di scoraggiare e far sparire sostanzialmente Pag. 29le forze sotto certe soglie. Abbiamo discusso delle soglie, ma se poi si crea anche un meccanismo per il quale si incentiva la presentazione di liste vere, fasulle o posticce, che tolgono potenzialmente altri voti a quei partiti che già sono in una condizione di difficoltà nel raggiungere il quorum, si va davvero in senso contrario alla stessa ratio della legge. Per cui dire che, da un lato, si lasciano fuori partiti con quote significative e, dall'altro, si tiene conto dei voti di liste minuscole sarebbe veramente assurdo (Applausi dei deputati del gruppo Scelta Civica per l'Italia).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Franco Bordo Ne ha facoltà.

  FRANCO BORDO. Signor Presidente, come illustrato dal nostro capogruppo, ci sono tutte le motivazioni per sostenere questo subemendamento, perché io vorrei che passassimo da forza Campania, forza furbetti, forza amici degli amici, forza truffaldini, tutti insieme, con un colpo di reni, a forza etica, forza legalità, forza moralità, forza trasparenza, forza onestà, forza pulizia, forza dignità. Fuori un po’ di dignità, per favore, da questo Parlamento e votiamo questo subemendamento.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Bruno. Ne ha facoltà.

  FRANCO BRUNO. Signor Presidente, io voterò questo subemendamento anche se devo dire che, se lo volessimo collegare anche a quelli successivi, la soglia per la definizione delle liste civetta che soglia è ? L'1, il 2, l'1,5, il 3 per cento ? Io credo che la questione sia differente. Alla fine, chi vuole fare le liste civetta le faccia pure. Il problema, secondo me, è che bisognerebbe eliminare tutte quelle liste che sulla base di questa legge non hanno rappresentanza parlamentare. Infatti, veramente questo, sì, è preoccupante: che ci sia chi prende il 4 per cento e non ha rappresentanza, ma quel voto serve a far aumentare il gruppo parlamentare del partito di riferimento. Questo, secondo me, è il vero problema ed è un problema che taglierebbe la testa al toro sulla definizione o meno di liste civetta, che alla fine sta anche nella possibilità dell'elettore di scegliere una lista per come la vuole lui.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Melilla. Ne ha facoltà.

  GIANNI MELILLA. Signor Presidente, io vorrei dire che quando la legge Calderoli fu approvata dal Parlamento, il Presidente della Repubblica di allora, Ciampi, fece qualche osservazione sul premio di maggioranza al Senato, che poi cambiò rispetto alla formulazione originaria e firmò quella legge.
  Penso che un Presidente della Repubblica come Giorgio Napolitano, custode e garante della Costituzione italiana, non farà lo stesso errore, non potrà firmare una legge palesemente, soprattutto in questo punto, incostituzionale, e la Corte costituzionale non dovrà aspettare otto anni per giudicare illegittima, da un punto di vista costituzionale, la legge elettorale, come è successo per il Porcellum. Sono certo che il Presidente Napolitano non consentirà questo scempio.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Lavagno. Ne ha facoltà.

  FABIO LAVAGNO. Signor Presidente, intervengo solo per precisare il nostro voto favorevole su questo subemendamento, che è molto chiaro e chiama alla responsabilità di tutti noi rispetto a questo tipo di provvedimento. Qui si tratta di bonificare realmente il concetto di democrazia in questo Paese, perché, se da una parte si pongono veti e sbarramenti molto alti ai partiti veri, qui, invece di avere rappresentanza e poter partecipare alle competizioni elettorali, si concede alle liste civetta – chiamiamole con il loro nome – di prolificare, così come sono prolificate nelle Pag. 30elezioni amministrative e regionali. Abbiamo visto, al riguardo, tanti scempi e quali risultati esse hanno prodotto. Il risultato che hanno prodotto si chiama solo in un modo, voto di scambio, ed è questo lo scempio per cui chiediamo, soprattutto ai parlamentari del Partito Democratico, di mettersi una mano sulla coscienza e, soprattutto, di mostrare intelligenza nel loro voto (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Airaudo. Ne ha facoltà.

  GIORGIO AIRAUDO. Vi stiamo chiedendo un voto per la legalità e ve lo stiamo chiedendo noi che contrastiamo questa legge. Vi chiediamo un voto che vada in direzione della legge che voi avete proposto, ma che sancisca un principio di legalità: basta utilizzare liste civetta, liste «acchiappa voti», a scapito della rappresentanza. Almeno la legalità, sostenetela (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà) !

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il relatore Matteo Bragantini. Per il gruppo o come relatore ?

  MATTEO BRAGANTINI. Per il gruppo.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  MATTEO BRAGANTINI. Signor Presidente, questo subemendamento ha il nostro voto favorevole per far sì che i voti delle liste che non raggiungono l'1 per cento, che non servono per entrare in Parlamento, almeno non vengano utilizzati da una maggioranza o da un partito, perché se, come si è detto prima, il Partito Democratico, il PD, prende il 17 per cento, e, magari, la lista Forza Civati prende il 3,5 per cento, la lista Cuperlo il 4,2 per cento e altre liste, SEL e via dicendo, tutte insieme arrivano al 37 per cento, magari vi è anche quella lista che prende lo 0,5 per cento. Eliminiamo almeno quello 0,5 per cento, perché è incredibile che un partito con il 17 o il 18 per cento, con molte liste civetta, il 52 o il 53 per cento dei seggi.
  Infatti, è totalmente anticostituzionale e antidemocratico e, forse, la finiamo con tutte quelle liste che vengono create ad hoc per ostacolare e creare confusione nell'elettorato, perché hanno un nome evocativo di altri partiti, magari delle altre coalizioni, che veramente vanno a falsare l'elettorato, vanno a falsare il voto e servono solo ad alcuni partiti per poter vincere. Dunque, per questo, il nostro voto è favorevole.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Gigli. Ne ha facoltà.

  GIAN LUIGI GIGLI. Signor Presidente, vorrei solo sottolineare che ritengo che la cocciutaggine, in particolare del Partito Democratico, nel respingere anche un subemendamento di buonsenso, come quello su cui stiamo discutendo, che mira solo ad introdurre un principio di legalità, senza in alcun modo stravolgere questa legge ed evitando comportamenti che macchierebbero certamente anche la vittoria, qualunque essa fosse, della coalizione che riportasse il maggior numero di voti, e questo atteggiamento così tetragono non facciano altro che confermare, a nostro avviso, quello che il presidente del nostro partito, Mario Mauro, ieri ha dichiarato.
  Sarà questo un ulteriore elemento per spingere i Popolari Per l'Italia a chiedere un giudizio di incostituzionalità per quello che si sta producendo.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Parisi. Ne ha facoltà.

  MASSIMO PARISI. Signor Presidente, su questa questione delle cosiddette liste civetta (così svolgo un intervento che riguarda questo emendamento, ma anche il successivo di cui sono il primo firmatario magari così lo spiego e se poi sarà necessario mi riservo di reintervenire anche sul successivo emendamento) volevo fare presente sommessamente due questioni.Pag. 31
  Al momento delle elezioni non esistono i partiti politici. Sappiamo che i partiti politici non sono normati dalla Costituzione e dalle leggi dello Stato, non hanno uno statuto pubblico. Al momento della presentazione delle liste, siamo tutti potenziali liste civetta perché siamo tutti uguali, l'unica differenza è che alcuni partiti raccolgono le firme altri partiti non raccolgono le firme. Contro il proliferare di eventuali liste forza Roma, forza Lazio e chi più ne ha, più ne metta, è stata inserita in una norma in questa legge, nell'emendamento della Commissione, che stabilisce che non si computino nel conto dalla cifra elettorale nazionale di coalizione i voti di quei partiti, di quelle liste per essere più corretti, che non si sono presentate almeno in un quarto dei collegi nazionali e in questo caso dovrebbero raccogliere le firme in maniera anche consistente. Questa è una possibile norma anticivetta, ma all'atto della presentazione ogni partito è uguale. Non possiamo dire ai cittadini che non votano nulla, perché vi è un altro aspetto che si trascura facendo questi ragionamenti ovvero che i cittadini che andranno a votare con questa legge – se diventerà legge dello Stato – voteranno comunque con un voto solo due cose: la lista e la coalizione che indica ancora un capo della coalizione. Allora, possono votare per una lista che magari prende lo zero virgola, ma vogliono contribuire a scegliere una coalizione e un leader.
  La norma che è stata introdotta – così introduco anche l'emendamento successivo, sperando di potermi risparmiare l'intervento – dice che non si computano i voti di quelle liste che non si sono presentate almeno in un quarto dei collegi quindi, si tratta di una soglia molto alta perché se fate due conti matematici capite che per il forza Torino in Calabria è un po’ difficile presentarsi e raccogliere le firme. Tuttavia nell'emendamento successivo che porta il mio nome, proprio per evitare che i cittadini che votano quelle liste disperdano i loro voti e non possano partecipare al computo perché si saprebbe prima a quel punto, si dice che ove comunque si raggiunga la prima soglia di sbarramento in quel caso i voti si computano. Per cui un partito a forte radicamento regionale, cito ad esempio il Partito Sardo d'Azione, se non si presenta in un quarto delle circoscrizioni, ma nella sua regione raggiungesse, per paradosso, il 90 per cento dei voti, quindi un milione e mezzo dei voti, supererebbe la soglia nazionale e parteciperebbe alla distribuzione. Questo è il senso dell'emendamento successivo: far sì che i cittadini non sappiano prima – perché non lo devono sapere – che il loro voto è disperso a prescindere, ma che esiste la possibilità comunque di concorrere al risultato elettorale nazionale.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Boccadutri. Ne ha facoltà.

  SERGIO BOCCADUTRI. Signor Presidente, quando si parla di un emendamento, si deve parlare dell'emendamento di cui si sta discutendo non di un altro per far confondere la Camera.
  Allora, diciamocela tutta, perché tanto abbiamo tutti esperienze di campagne elettorali, esperienze di raccolta delle firme, è del tutto evidente che quelle liste civetta non avranno mai problemi a raccogliere le firme, perché gliele raccoglie il partito più grosso, non prendiamoci in giro. Sono fatte esclusivamente per arrivare allo sbarramento e poi non serviranno a nient'altro (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà e di deputati del gruppo Fratelli d'Italia) che a creare, come ha detto il collega Bragantini, confusione e quindi a non rendere trasparente anche la rappresentazione politica della scheda elettorale (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà e di deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

  IGNAZIO LA RUSSA. Relatore di minoranza. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Onorevole La Russa, come relatore ?

Pag. 32

  IGNAZIO LA RUSSA. Relatore di minoranza. Sì, signor presidente.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  IGNAZIO LA RUSSA. Relatore di minoranza. Signor Presidente, il collega che ha appena parlato ha sostanzialmente espresso il mio pensiero.
  Aggiungo che il relatore potrebbe, se ritiene, riformulare il successivo subemendamento e magari inserire in questo la riformulazione, perché i due concetti possono coesistere. Si tratterebbe cioè di fissare un limite all'1 per cento – o comunque una data cifra – mettendolo in relazione anche alla necessità di essere presenti in una parte del territorio consistente, cioè i due concetti non sono l'uno contro l'altro. È vero che all'inizio siamo tutti partiti che partono dallo 0 per cento, il problema è che, all'arrivo, come avviene in qualunque gara, chi arriva ultimo non partecipa alla gara successiva, che è quella della presenza in Parlamento.
  Il tentativo di creare dei finti partiti che contribuiscano a donare sangue al partito più grande lo abbiamo visto e con il subemendamento successivo, se non venisse approvato questo, non sarebbero diminuiti i tentativi, anzi aumenterebbero (Commenti del deputato Parisi). Come no ? Basta che tu presenti le liste e le aiuti in una piccola parte del Paese !

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Sannicandro. Ne ha facoltà.

  ARCANGELO SANNICANDRO. Signor Presidente, intervengo brevemente per dire che sono rimasto suggestionato dalla sensibilità politica dell'onorevole Parisi, il quale rivendica la libertà politica dei cittadini, che con questo subemendamento sarebbe menomata. Ma trascura che in questa legge non è che è violata la libertà politica: molto spesso è soppressa la libertà politica dei cittadini. Quindi, è inutile che mostriamo, per così dire, tanta sensibilità fuori posto. Qui c’è un problema vero – lo abbiamo già sperimentato – quello delle liste civetta. Si tratta di porvi riparo nei limiti del possibile. Perciò noi voteremo a favore di questo subemendamento.

  PRESIDENTE. Altri interventi su questo subemendamento ? Non mi pare che ce ne siano, non vedo nessuno.
  Passiamo, dunque, ai voti.
  Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Balduzzi 0.1.900.62, con il parere contrario di Commissione e Governo e con il parere favorevole dei tre relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Moretti, Grillo, Sani... Hanno votato tutti ? Sì, hanno votato tutti.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  540   
   Votanti  539   
   Astenuti    1   
   Maggioranza  270   
    Voti favorevoli  240    
    Voti contrari  299).    

(La deputata Argentin ha segnalato che non è riuscita a votare).

  Passiamo alla votazione del subemendamento Parisi 0.1.900.105. È a pagina 93 del fascicolo. Ricordo il parere favorevole della Commissione, del Governo e del relatore di minoranza Matteo Bragantini ed il parere contrario dei relatori di minoranza Pilozzi e La Russa.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Migliore. Ne ha facoltà.

  GENNARO MIGLIORE. Signor Presidente, intervengo allo scopo di chiarire che questo subemendamento, che ha il parere favorevole del Governo, è una finzione rispetto a quello che era stato previsto precedentemente. A meno di non considerarlo, Pag. 33come diceva il collega La Russa, collegato, io chiedo che venga riformulato. Infatti è del tutto evidente che i colleghi e le colleghe hanno dato il via libera alla realizzazione di tutte le liste civetta fatte dai partiti grandi, neanche quelle, per così dire, di libera ispirazione personale e territoriale.
  Per questo motivo io esprimo il voto contrario, ma su questo chiedo espressamente che il Governo intervenga, anche per cambiare la formulazione del subemendamento stesso.

  IGNAZIO LA RUSSA, Relatore di minoranza. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  IGNAZIO LA RUSSA, Relatore di minoranza. Signora Presidente, mi associo alla richiesta di riformulazione.

  PRESIDENTE. Allora, il relatore cosa dice ?

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. Chiedo il voto, perché credo che l'onorevole Parisi abbia illustrato, nel precedente intervento, la ratio e lo spirito ...

  PRESIDENTE. Quindi non lo riformula ?

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. Non ho motivo per riformularlo.

  PRESIDENTE. Va bene. Il Governo si vuole pronunciare su questo ? No.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Boccadutri. Ne ha facoltà.

  SERGIO BOCCADUTRI. Signora Presidente, non sono intervenuto prima e interverrò ora su questo subemendamento per dire che è stato detto dal presentatore che quando ci sono elezioni non ci sono più i partiti. Peccato che, però, i partiti rappresentati in Parlamento non debbano raccogliere le firme e quindi non è vero che non c’è alcuna differenza. È proprio per questo che i partiti più grandi potranno raccogliere le firme per i partiti, per queste liste civetta, in più collegi, al fine appunto di non rappresentare in modo trasparente sulla scheda elettorale l'espressione politica.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Airaudo. Ne ha facoltà.

  GIORGIO AIRAUDO. Signora Presidente, in coerenza con ciò che ho sostenuto prima, noi chiediamo a quest'Aula di respingere questo subemendamento, perché questo rappresenta la nascita delle «liste civetta». Così si legittimano le liste civetta e si legittima l'illegalità. Se volete la legalità e volete fermare le liste civetta adesso bocciatelo (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà) !

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Parisi 0.1.900.105, con il parere favorevole di Commissione, Governo e del relatore di minoranza Bragantini e con il parere contrario dei relatori di minoranza Pilozzi e La Russa.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Guerini ? Berretta ? Vaccaro ?
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti e votanti  523   
   Maggioranza  262   
    Hanno votato
 384    
    Hanno votato no  139).    

(La deputata Argentin ha segnalato che non è riuscita a votare).

Pag. 34

  Avverto che, a seguito dell'approvazione del subemendamento Parisi 0.1.900.105, risultano preclusi i subemendamenti La Russa 0.1.900.35 e Balduzzi 0.1.900.63.
  Passiamo alla votazione del subemendamento Migliore 0.1.900.41, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole dei tre relatori di minoranza.

  IGNAZIO LA RUSSA. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  IGNAZIO LA RUSSA. Signor Presidente, vorrei che mi chiarisse perché ne è derivata l'esclusione del subemendamento a mia firma 0.1.900.35. Non mi pare che sia automatica.

  PRESIDENTE. Stiamo verificando. Allora, deputato La Russa, nel frattempo che verifichiamo, ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Quaranta. Ne ha facoltà.

  STEFANO QUARANTA. Signor Presidente, con questo subemendamento vogliamo lavorare appunto sugli sbarramenti per i ragionamenti che abbiamo fatto prima, cioè per cercare di costruire un sistema che abbia un suo senso e una sua omogeneità. In questo caso parliamo degli sbarramenti per chi non sta all'interno delle coalizioni. Pensiamo che il 6 per cento sia un tetto ragionevole e, quindi, lavoriamo per abbassare quello del 12 per cento per le coalizioni e anche quello poi per l'8 per cento che riguarda i singoli partiti.
  Questo subemendamento serve, come ripeto, a non tenere fuori dal Parlamento milioni di cittadini in un momento di crisi della politica e di astensionismo. Queste cose poi, e lo dico a chi vota questa legge, andranno spiegate nei territori; bisognerà spiegare ai cittadini italiani perché, se non ci si riconosce nei primi due partiti nazionali, non si può avere rappresentanza in Parlamento.
  Io chiedo, quindi, a tutti i deputati, a chi ha coscienza e vuole una buona democrazia funzionante, che ha sempre lavorato per la rappresentanza di tutti, per chi vuole che i conflitti siano portati nelle Aule parlamentari e non nel Paese, di votare per questo subemendamento perché la soglia del 6 per cento a noi sembra più che ragionevole.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Migliore. Ne ha facoltà.

  GENNARO MIGLIORE. Signor Presidente, per rafforzare la richiesta del collega La Russa perché non vedo sinceramente nessun collegamento e subordinazione tra quello che è stato votato precedentemente e questo che, peraltro, non è neanche relativo alle liste civetta. È proprio il principio secondo il quale non si possono prendere i voti di chi non contribuisce con eletti all'interno di questo Parlamento alla coalizione.

  PRESIDENTE. Presidente Sisto, lei vuole intervenire su questo ?

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, credo che sia materia della Presidenza della Camera. Se vuole posso esprimere un parere, ma non credo possa essere in alcun modo né obbligatorio e meno che mai vincolante. Se proprio le devo dire la mia, inviterei la Presidenza a rivalutare la preclusione del subemendamento del collega La Russa.

  PRESIDENTE. Quindi, lei non lo ritiene precluso ?

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. Presidente, è la mia opinione.

  PRESIDENTE. Sì, sto chiedendo la sua opinione.

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. A mio avviso, potrebbe Pag. 35non essere precluso, ma mi rimetto ovviamente a chi ha competenza per decidere eventuali preclusioni.

  PRESIDENTE. Va bene, grazie.

  GENNARO MIGLIORE. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  GENNARO MIGLIORE. Signor Presidente, scusi, ho riletto anche il subemendamento Balduzzi. Perché dovrebbe essere precluso un subemendamento che ha due soglie diverse ?
  Una cosa è la soglia dell'1 per cento che è una soglia percentuale; una soglia territoriale non c'entra niente perché eventualmente potrebbe esserci anche una percentuale superiore a quell'1 per cento anche se concentrata in una parte...

  PRESIDENTE. Va bene, d'accordo. Tenendo presente questa obiezione e anche quanto affermato dal presidente Sisto, passiamo alla votazione del subemendamento La Russa 0.1.900.35, alle pagine 94-95 del fascicolo degli emendamenti, sul quale la Commissione e il Governo hanno espresso parere contrario mentre i tre relatori di minoranza hanno espresso parere favorevole.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Corsaro. Ne ha facoltà.

  MASSIMO ENRICO CORSARO. Signor Presidente, anzitutto la ringrazio per aver corretto quello che era evidentemente un errore interpretativo nella fase dell'annunciata preclusione perché davvero noi riteniamo che questo subemendamento affronti uno dei nodi centrali per i quali contestiamo il contenuto di questa riforma di legge elettorale. Ciò che noi contestiamo, al di là della determinazione della soglia di sbarramento che consente a questa o a quella forza politica di trovare rappresentanza parlamentare, è la circostanza che, se un partito, quale che sia la soglia, non raggiunge i numeri per maturare il diritto ad essere rappresentato in Aula, possa automaticamente determinare, con i voti che non gli sono stati utili per essere presente, il raggiungimento o meno della soglia alla coalizione di cui fa parte. Il che significa che un elettore che, in scienza e coscienza, va a votare per un partito che rimane, anche solo di un voto, al di sotto della soglia, si trova automaticamente a conferire un voto determinante per aumentare in modo assai considerevole, perché potrebbe consentire il raggiungimento della soglia di maggioranza, il numero dei seggi che matura un partito diverso da quello per il quale ha espresso la propria preferenza. È esattamente un errore concettuale basilare rispetto al quale riteniamo che debba essere fatto un intervento di giustizia. Voglio segnalare sommessamente che la mancata affermazione del principio di rispetto dell'indicazione dell'elettore potrebbe, esso stesso, rappresentare un elemento fortemente invalidante sul prosieguo di questo iter legislativo. Infatti, non vi è dubbio che qui si imporrebbe con una norma di legge l'effetto per cui il voto di un cittadino italiano a un qualsivoglia partito si trasformi in un premio di maggioranza per un partito totalmente differente, senza nemmeno che il partito per il quale quell'elettore ha espresso il proprio voto abbia una rappresentanza parlamentare. Quindi questo è il tema sul quale siamo chiamati a votare. Fratelli d'Italia è ovviamente favorevole all'approvazione di questo subemendamento.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Melilla. Ne ha facoltà.

  GIANNI MELILLA. Signora Presidente, abbiamo cinque minuti non un minuto...

  PRESIDENTE. D'accordo. Non è a titolo personale, prego, perché ha svolto altri interventi a titolo personale.

  GIANNI MELILLA. Può darsi pure che parli solo un minuto. Un invito alle commesse e ai commessi: la sinistra non è stata ancora cacciata dal Parlamento. Con Pag. 36questo testo unificato probabilmente sarà cacciata. Quindi prego di guardare quando alziamo la mano per parlare.
  La soglia del 12 per cento è una cifra enorme, inammissibile, indecente, che non esiste in nessun altro Paese democratico. La violenza, cari colleghi, non è solo occupare il tetto di questo Parlamento. La violenza non è solo reagire in modo anche squilibrato a volte, forse inversamente proporzionale alla violenza che si subisce. La violenza è anche accettare la dittatura della maggioranza, come diceva Tocqueville. Una legge antidemocratica e anticostituzionale che vuole escludere da questo Parlamento milioni e milioni di cittadini.
  La disattenzione con la quale si seguono i lavori di questa proposta di legge è pari all'imbarazzo che io vedo in tanti parlamentari che forse provano anche vergogna per quello che stanno facendo, perché si rendono conto che noi non dobbiamo trovare nelle alchimie delle coalizioni la salvezza per restare qui in Parlamento, noi dobbiamo assicurare una rappresentanza democratica a tutte quelle culture e a quelle politiche che si esprimono fuori dai grandi partiti.
  Ora, Forza Italia, il Partito Democratico e, per altri versi, anche il MoVimento 5 Stelle hanno dalla loro parte la forza dei numeri, però io voglio dire che i numeri possono cambiare: un anno e mezzo fa il MoVimento 5 Stelle non entrava neanche nei consigli comunali, poi ha avuto l'esplosione del voto delle elezioni politiche. Ora, anche ai colleghi del MoVimento 5 Stelle dico: i voti, come vanno, possono tornare anche indietro, e non bisogna mai ragionare sulla base delle proprie convenienze convincenti, bisogna ragionare sempre nel tentativo di dare al nostro Paese una legge elettorale che sia ispirata a criteri democratici, e noi in questo momento non stiamo facendo questo. Noi siamo in presenza di una proposta di legge anticostituzionale, che afferma una logica violenta. In questo momento io sento su di me, anche, personalmente, la violenza di una maggioranza che vuole imporre una legge anticostituzionale, e lo grido con forza perché questo dibattito passerà agli annali della storia e noi avremo avuto dei parlamentari che, per ignavia, hanno fatto passare una proposta di legge violenta, antidemocratica e anticostituzionale (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà) !

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Pisicchio. Ne ha facoltà.

  PINO PISICCHIO. Signora Presidente, io volevo manifestare l'adesione al subemendamento proposto dall'onorevole La Russa. Credo sia stato raccontato e spiegato bene quali motivazioni forti spingano noi tutti ad accettare un'impostazione correttiva: un'impostazione correttiva, signora Presidente, che in qualche modo ci aiuta ad uscire dalla letteratura dell'orrore, dai libri di Bram Stoker ! Io chiamerei questo meccanismo elettorale che si sta mettendo in campo il «vampirellum» ! Usciamo dalla letteratura dell'orrore e forse riusciamo a tornare in un sistema elettorale che risponda alla ragione fondamentale: tradurre il consenso in rappresentanza, senza trucchi.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Bruno. Ne ha facoltà.

  FRANCO BRUNO. Grazie Presidente, intervengo per chiedere all'onorevole La Russa la possibilità di aggiungere la mia firma a questo subemendamento. Noi stiamo discutendo una proposta di legge stranissima, una proposta di legge che ha un senso sulla base di una promessa (poi vedremo quello che accadrà alla Camera alta), una proposta di legge di cui non conosciamo i collegi e altre quisquiglie che hanno un certo significato, come vedremo più avanti.
  Ma, addirittura ipotizzare che una parte del consenso non serva a formare la rappresentanza parlamentare di quella lista, ma quello stesso consenso serve per aumentare la rappresentanza parlamentare di liste collegate: credo che oggettivamente ci voglia una mente perversa per Pag. 37collegare rappresentanza e voto. A mio avviso questo è un errore fondamentale, è un errore che rischia di vanificare persino tutto il lavoro che si sta facendo.

  PIERO LONGO. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  PIERO LONGO. Signor Presidente, siccome tento di seguire con diligenza questi lavori parlamentari, oggi, dopo l'intervento del deputato Melilla, volevo chiedere a lei se stiamo esaminando il subemendamento La Russa 0.1.900.35 o qualche altra proposta emendativa, visto che l'intervento del deputato Melilla, che riguardava tutt'altra proposta emendativa, mi ha reso un po’ perplesso.

  PRESIDENTE. Stiamo esaminando il subemendamento La Russa 0.1.900.35.

  EMANUELE FIANO. Avevamo iniziato con il subemendamento Migliore 0.1.900.41 !

  PRESIDENTE. È stato dato un parere favorevole su questo, quindi, stiamo parlando del subemendamento La Russa 0.1.900.35, sul quale sono stati espressi i pareri. Deputato Longo, è chiaro ? D'accordo.

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, sul subemendamento La Russa 0.1.900.35 vi è il parere contrario della Commissione e del Governo, giusto ?

  PRESIDENTE. Certo, è favorevole il parere dei tre relatori di minoranza.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Buonanno. Ne ha facoltà.

  GIANLUCA BUONANNO. Signor Presidente, volevo associarmi al collega Longo, che è un noto avvocato e, quindi, vedo che si sta applicando su questo subemendamento. Non si deve preoccupare più di tanto, in quanto – e mi rivolgo a lei, signor Presidente, sono contento che lei sia qua, perché mi sento più tranquillo – il collega Melilla, precedentemente, nel suo intervento, aveva detto: tanto il Presidente della Repubblica non firmerà mai una legge del genere, così brutta e cattiva, e non farà mai l'errore del Presidente Ciampi. Quindi, intanto, Melilla può stare tranquillo, perché se il Presidente non firma la legge, cosa si preoccupa a fare ? Longo può stare tranquillo, perché, tanto, abbiamo capito che c’è stato un problema di metodo; io, invece, dico che questa legge fa veramente schifo.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Fiano. Ne ha facoltà.

  EMANUELE FIANO. Signor Presidente, vorrei anche esprimerle la mia solidarietà, perché molti colleghi, ogni volta che intervengono alla sua presenza, non possono omettere di aggiungere una battutina sulla sua persona. Quindi, le esprimo la mia solidarietà per la sua Presidenza e per il modo in cui la conduce (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico e Sinistra Ecologia Libertà). Trovo indegno che si debbano iniziare gli interventi sempre con una battutina: parlate nel merito, questo è il compito che ci danno i cittadini.
  Per il suo tramite, volevo rispondere al collega Melilla, che ha parlato contro l'elemento delle soglie e, quindi, di una mancanza di rappresentanza diretta della volontà dell'elettore, complessivamente, sul tema delle soglie di sbarramento. Rivolgendomi, dunque, per il tramite della Presidenza, al collega Melilla circa la questione – che abbiamo già trattato e che tratteremo altre volte –, concernente il fatto che nel sistema di legge che si propone non esiste un voto diretto proporzionale che esprima in maniera diretta Pag. 38la volontà dell'elettore, vorrei citare, Presidente, anche qui, la sentenza n. 1 del 2014, che è illuminante rispetto al fatto che la Corte costituzionale, nella sua sentenza, e la Carta non prescrivono una rappresentanza diretta. Dice la Corte: «“L'Assemblea costituente, pur manifestando, con l'approvazione di un ordine del giorno, il favore per il sistema proporzionale nell'elezione dei membri della Camera dei deputati, non intese irrigidire questa materia sul piano normativo, costituzionalizzando una scelta proporzionalistica o disponendo formalmente in ordine ai sistemi elettorali, la configurazione dei quali resta affidata alla legge ordinaria” (sentenza n. 429 del 1995). Pertanto, la “determinazione delle forme del sistema elettorale costituisce un ambito nel quale si esprime, con un massimo di evidenza, la politicità della scelta legislativa”.
  Il principio costituzionale di eguaglianza del voto – che qui è stato autorevolmente, da più colleghi, citato e che è un principio basilare della Carta, ha inoltre rilevato questa Corte – “esige che l'esercizio dell'elettorato attivo avvenga in condizioni di parità, in quanto ciascun voto contribuisce potenzialmente e con pari efficacia alla formazione degli organi elettivi” (sentenza n. 43 del 1961), ma “non si estende (...) al risultato concreto della manifestazione di volontà dell'elettore (...) che dipende (...) esclusivamente dal sistema che il legislatore ordinario, non avendo la Costituzione disposto al riguardo, ha adottato per le elezioni politiche e amministrative, in relazione alle mutevoli esigenze che si ricollegano alle consultazioni popolari”». Qui finisce la citazione.
  Voglio dire che rimane palmare, palese, che non c’è un modello di sistema elettorale, per quanto riguarda la traduzione della volontà dell'elettore, imposto dalla Corte costituzionale e neanche dalla sentenza n. 1 del 2014. Nel mio totale rispetto della profondità delle argomentazioni che qui ho sentito fare da diversi colleghi di diversi gruppi politici, nel mio sacrale rispetto di quelle disposizioni, aggiungo però che è bene che ci mettiamo d'accordo; le nostre opinioni non discendono da un obbligo che ci è imposto né dalla Corte, né dalla Carta, né dal dibattito che si svolse nell'Assemblea costituente. Per cui, per il rispetto delle opinioni che ho di ciascuno di voi, e che spero si debba a ciascuno di noi che sosteniamo questa proposta di legge, mi auguro ci si disponga ad «affrontarci» con differenti opinioni, ma non ci si dica che una opinione è perfettamente corrispondente al dettato della Corte costituzionale o della Carta costituzionale e le altre, cioè le nostre, no.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Toninelli. Ne ha facoltà.

  DANILO TONINELLI. Signora Presidente, per suo tramite volevo chiedere al collega Fiano se sei milioni di elettori che rimangono esclusi completamente dalla rappresentanza sono un'opinione oppure un fatto (Applausi dei deputati dei gruppi MoVimento 5 Stelle e Sinistra Ecologia Libertà), perché se utilizziamo l'Italicum con le simulazioni delle elezioni del 2006, 2008 e 2013, sempre, il 20 per cento dei voti, ovverosia sei milioni di elettori, rimangono completamente privi di rappresentanza. Questo a causa di quella norma che fa sì che partiti sotto soglia non «trasformino» i loro voti, 6 milioni di voti – e se gli elettori aumentassero potrebbero anche diventare dieci milioni di voti – e non portino nessun loro rappresentante in Parlamento. Ma la cosa ancora più inaccettabile e schifosa è che questi voti danno e regalano seggi al partito più grande all'interno di questa coalizione. Mi sembra che questi siano fatti e non opinioni.

  MATTEO BRAGANTINI, Relatore di minoranza. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  MATTEO BRAGANTINI, Relatore di minoranza. Signora Presidente, intervengo come relatore. Noi abbiamo dato un parere positivo a questo emendamento per un fatto veramente ovvio, e a mio avviso Pag. 39anche costituzionale, perché, nonostante quello che dice il collega Fiano, noi ovviamente non diciamo che la Corte costituzionale ha detto quale debba essere il modello e quale la legge, perché non è compito della Corte costituzionale, sarebbe una cosa gravissima. Noi diciamo semplicemente che vista l'ultima sentenza della Corte costituzionale, potrebbe esserci il rischio, fondato, che questa legge, se va avanti così, se viene impugnata risulti incostituzionale, e dunque decada anche questa di legge, perché la Corte ha dato degli elementi per i quali deve esserci la rappresentatività e una distorsione del voto non troppo grande, come succedeva con il Porcellum. In questa proposta di legge, addirittura, la distorsione del voto è ancora maggiore e dunque per questo noi richiamiamo la sentenza della Corte costituzionale, perché noi riteniamo che sia incostituzionale per questi motivi.
  Per quanto riguarda questo emendamento, noi siamo favorevoli per un motivo molto logico: se i voti di questi partiti non servono per avere una rappresentanza in Parlamento con dei deputati, non vedo perché il loro voto serva affinché il partito più grande di quella coalizione abbia lui questi parlamentari. Dunque, mi sembra che, o un voto serve sia per i voti del partito, per avere i parlamentari, sia per la coalizione, ma se non serve per il partito, non serve e è nullo anche per la coalizione. Mi sembra una cosa ovvia e logica, se no c’è un partito che con il 10 per cento dei voti, potenzialmente, ha il 52 per cento dei seggi. Se non è distorsione del voto questo, non vedo cosa possa esserlo.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Zaratti. Ne ha facoltà.

  FILIBERTO ZARATTI. Signor Presidente, il fatto che nella legge elettorale ci possano essere delle norme distorsive del principio di uguaglianza dei voti è un dato assodato, non è questo in discussione. La cosa che è in discussione – lo dico al collega Fiano – è il fatto che nella stessa legge non ci possono stare due elementi fortemente distorsivi, uno che porta al premio di maggioranza elevatissimo e contemporaneamente a delle soglie molto alte: tanto è vero che nelle leggi elettorali comunemente intese nei Paesi civili vengono adottate o la norma distorsiva degli sbarramenti, o altrimenti quella del premio di maggioranza.
  Anche perché se si adotta il principio di maggioranza, e quindi viene dato un premio che permetta la stabilità di Governo, ma qual è il principio che osta al fatto che la restante parte del Parlamento, il 40, il 35 per cento del resto del Parlamento, abbia una rappresentanza proporzionale ? Perché già il premio di maggioranza garantisce appunto la maggioranza, la stabilità dei numeri ! Quindi è evidente che da questo punto di vista è necessario che si ponga in atto una nuova legge elettorale, che invece assicuri la possibilità ai cittadini di partecipare all'istituzione, non una legge come questa che invece evita tale possibilità e allontana tutti dalle istituzioni.
  Una discussione come questa, cari colleghi del Partito Democratico, la dovremmo fare tutti quanti insieme ! Ho stima per il collega Fiano; però non è sufficiente la sola voce di Fiano a rappresentare 300 parlamentari, 300 deputati della Repubblica, del Partito Democratico, che su una questione fondamentale di democrazia si devono esprimere e ci devono dire come la pensano (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà) !

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Pilozzi. Ne ha facoltà.

  NAZZARENO PILOZZI. Signor Presidente, condivido l'ultimo intervento testé fatto dal collega Zaratti. Intervengo, visto che il deputato Fiano sta diventando l'esegeta della Corte costituzionale in quest'Aula, solo per dire, Presidente, che è chiaro che noi diciamo che questa legge ha dei forti dubbi da un punto di vista costituzionale dovuti al combinato disposto del grande premio di maggioranza e Pag. 40delle alte soglie di sbarramento. E guardate che prevedere una soglia di sbarramento al 12 per cento non solo è assolutamente incostituzionale e politicamente difficilmente spiegabile, ma credo che sia anche pericoloso.

  PRESIDENTE. La invito a concludere.

  NAZZARENO PILOZZI. Tenere fuori da quest'Aula 3 o 4 milioni di voti può rischiare di delegittimare le istituzioni democratiche ! Credo che un Paese debba essere in grado di tenere insieme la capacità di governare, ma anche la capacità di rappresentare la società.

  PRESIDENTE. Concluda.

  NAZZARENO PILOZZI. Quindi invito veramente con molta pacatezza il collega Fiano e tutti i colleghi del Partito Democratico a valutare questo punto.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Gitti. Ne ha facoltà.

  GREGORIO GITTI. Signor Presidente, è passata quasi sotto traccia una dichiarazione del collega Massimo Parisi, sottile ma del tutto infondata, che però configura il vero spirito di questa legge. Egli ha affermato infondatamente che i partiti non sono normati, previsti dalla Carta costituzionale, e mi sembra abbia detto anche addirittura dalla legge ordinaria. Forse si è dimenticato consapevolmente, vista la sua attenta focalizzazione sui temi che riguardano queste materie, che è appena avvenuta la conversione sulla cosiddetta abrogazione del finanziamento pubblico, laddove peraltro una parte importante della disciplina si riferisce allo statuto in senso democratico dei partiti, proprio in risposta alla previsione dell'articolo 49 della Costituzione. Non voglio scomodare il precedente della Costituzione tedesca, che addirittura definisce i partiti come organi costituzionali; ma anche senza scomodare ulteriormente l'ordine del giorno di Costantino Mortati, nell'articolo 49 i costituenti citavano i partiti come i contributori attivi della politica nazionale, secondo il metodo democratico.
  Ebbene questa è la vera chiave di lettura di questa legge. Molti voti, molto del consenso dei cittadini italiani sarà fuori delle istituzioni. Io credo che questa legge sia una ferita, dopo la legge che abbiamo approvato sullo statuto democratico dei partiti. Io credo anche che con un minimo di buona volontà anche questa Camera possa dare un contributo senza lasciare tutto al Senato; perché al Senato ci sono logiche diverse ? Ci sono gruppi parlamentari che operano secondo interessi diversi ? Non mi è chiaro. Io in questo momento opero perché il sistema democratico abbia una buona legge conforme alla Costituzione e conforme anche a una legge appena approvata pochi giorni fa da questa Camera che restituisce ai partiti il compito di costruire democraticamente la politica nazionale e dando anche a se stessi uno statuto democratico. Ebbene non è possibile che partiti che hanno milioni di elettori rischino di essere fuori da questo Parlamento.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Fraccaro. Ne ha facoltà.

  RICCARDO FRACCARO. Signor Presidente, intervengo perché attraverso la sua figura vorrei rivolgermi al Governo e in particolare al Ministro Boschi. Stiamo vivendo evidentemente una pagina importante, storica per la democrazia di questo Paese e in questo momento storico ci sono molti gruppi parlamentari che stanno facendo un appello: stanno chiedendo al Governo di spiegare agli italiani perché è disposto, il Governo, a nome della governabilità, appunto, a calpestare i voti di 8 milioni di persone.
  Quindi, Ministro Boschi, lei è Ministro per i rapporti con il Parlamento, io le chiedo solo di intervenire e dare questa risposta agli italiani, in questi giorni è molto importante per la Repubblica italiana. Glielo chiedo con la massima cortesia istituzionale di cui sono capace però Pag. 41lei ha il dovere di rispondere a queste nostre domande e parlare con gli italiani delle vostre intenzioni governative.

  PRESIDENTE. Ministro Boschi ha intenzione di rispondere ? No, va bene (Applausi polemici dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Bordo. Ne ha facoltà.

  FRANCO BORDO. Signor Presidente, per suo tramite vorrei chiedere all'onorevole Fiano, che è qua vicino, ne colgo l'occasione: che cosa è cambiato rispetto a un mese fa quando, commentando pubblicamente sui media e sottolineando con dichiarazioni importanti «vogliamo migliorare questa legge il più possibile», commentava gli emendamenti presentati dal Partito Democratico in cui si proponeva l'abbassamento delle soglie di sbarramento al 6, al 5, al 4 per cento ? Che cosa è cambiato da allora ad oggi ? Me lo dovete spiegare per cortesia, il Governo come l'onorevole Fiano. È sufficiente onorevole Fiano – che stimo moltissimo lo sa – mettersi in testa l'elmetto dei numeri della maggioranza per andare avanti a testa bassa su questa questione ? Io ritengo che non sia sufficiente perché fuori di qui bisogna andare a spiegarlo il perché l'8 per cento va bene e gli emendamenti che una volta il Partito Democratico aveva presentato per il 6, il 5, il 4 per cento sono diventati carta straccia e si sono bruciati sull'altare di un accordo politico con il signor Berlusconi.
  Questo dovrete andare a spiegare in giro nei territori perché vi chiederemo conto di questo, inevitabilmente.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, la deputata Nardi. Ne ha facoltà.

  MARTINA NARDI. Signor Presidente, io penso che l'emendamento proposto all'onorevole La Russa sia un emendamento di buon senso perché se i miei voti non sono validi per la rappresentanza, per via della soglia, non possono essere validi per la rappresentanza di qualcun altro.
  Qui di questo si sta discutendo, cioè dell'idea che le coalizioni non si costruiscono e non si dovranno costruire sulla qualità, sulla condivisione di un programma, sull'idea comune di poter pensare a un'idea di Governo e quindi la possibilità di partecipare insieme al cambiamento possibile del Paese, ma invece sull'umiliazione, sul dire che comunque i tuoi voti non ti serviranno a nulla rispetto alla tua rappresentanza ma invece serviranno a me.
  Questo, colleghi del Partito Democratico, non è un buon modo per riproporre – cosa che io, noi, vorremmo – la coalizione di centrosinistra che possa veramente cambiare questo Paese.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato la Russa, come relatore ?

  IGNAZIO LA RUSSA. Signor Presidente, come preferisce lei, va bene come relatore.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  IGNAZIO LA RUSSA, Relatore di minoranza. Signor Presidente, io voglio ringraziarla innanzitutto per aver corretto un'inesattezza, quella della preclusione. So che non è certo fatto in malafede. Non ho quindi da muovere appunti alla collocazione di questo emendamento nell'ordine delle votazioni, dico però che per ragioni politiche di opportunità sarebbe ragionevole accantonare – è questa la mia richiesta – questo emendamento in attesa che l'Aula si pronunci sull'esatta definizione delle soglie, perché, fermo restando che il concetto che ha appena espresso l'ultima collega che ha parlato ma anche diversi prima rimane, è pur vero che nella legge attualmente in vigore i voti al di sotto del 2 per cento servivano ai partiti più grandi e la Corte costituzionale non ha mosso alcuna obiezione.
  Credo quindi che al di là del dato costituzionale, anche come motivo di valutazione Pag. 42di opportunità, prima di votare correttamente e liberamente – dovrebbe seguirmi però, Presidente, grazie – sia giusto che i colleghi sappiano qual è il livello di soglia superato il quale i voti, ove non raggiungano quella soglia, verrebbero devoluti al partito più grosso della coalizione senza che una rappresentanza rimanga loro. Le chiedo pertanto formalmente di voler disporre l'accantonamento di questo subemendamento a un momento successivo alla votazione di tutti gli emendamenti relativi a tutte le soglie.

  PRESIDENTE. Onorevole La Russa, come lei ben sa, l'accantonamento non dipende da me. Io intanto vorrei chiederle se lei sa dove collocarlo per la votazione e chiederei anche al presidente Sisto il suo parere sull'accantonamento, perché spetta a lui.

  IGNAZIO LA RUSSA, Relatore di minoranza. Il momento in cui andrebbe votato è quando sono esauriti tutti gli emendamenti relativi alle soglie. Questo gli uffici lo possono valutare con estrema facilità.

  PRESIDENTE. D'accordo. Presidente Sisto su questo ?

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, sugli accantonamenti io non ho particolari problemi, se il presidente La Russa ritiene di chiedere che questo subemendamento sia votato successivamente, non ho particolari difficoltà, fermo il parere che è stato espresso, non ho difficoltà a considerarlo accantonato.

  PRESIDENTE. Allora, va bene, ma quindi questo ragionamento vale anche per il successivo, onorevole La Russa ? Onorevole Balduzzi, ha seguito il ragionamento di accantonare il subemendamento dell'onorevole La Russa, quindi anche il suo dovrebbe essere accantonato perché riguarda la stessa materia, se lei è d'accordo. Sta bene, accantoniamo questi due subemendamenti.
  A questo punto, visto l'orario, procedo con una comunicazione.

Modifica nella composizione dell'ufficio di presidenza di un gruppo parlamentare.

  PRESIDENTE. Comunico che, con lettera in data 5 marzo 2014, la deputata Nunzia De Girolamo ha reso noto che l'assemblea del gruppo parlamentare Nuovo Centrodestra ha proceduto in pari data alla sua elezione a presidente del gruppo in luogo del deputato Enrico Costa, dimissionario a seguito della sua nomina a membro del Governo (Applausi dei deputati del gruppo Nuovo Centrodestra).
  A questo punto, sospendo la seduta che riprenderà intorno alle 15,15, ricordando che noi alle 14,15 abbiamo la riunione della Conferenza dei presidenti di gruppo.
  La seduta è sospesa.

  La seduta, sospesa alle 13,40, è ripresa alle 15,35.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE LUIGI DI MAIO

Missioni.

  PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati Gioacchino Alfano, Alfreider, Amici, Baretta, Bindi, Biondelli, Bocci, Boccia, Bonifazi, Michele Bordo, Borletti Dell'Acqua, Boschi, Brunetta, Cicchitto, Cirielli, Dambruoso, De Girolamo, Dellai, Di Lello, Epifani, Ferranti, Fico, Fontanelli, Formisano, Galan, Giacomelli, Giancarlo Giorgetti, La Russa, Legnini, Leone, Lotti, Madia, Giorgia Meloni, Migliore, Pes, Gianluca Pini, Pisicchio, Pistelli, Realacci, Rughetti, Sani, Scalfarotto, Schullian, Speranza, Tabacci, Velo e Vito sono in missione a decorrere dalla ripresa pomeridiana della seduta.
  I deputati in missione sono complessivamente sessantanove, come risulta dall'elenco Pag. 43depositato presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell’allegato A al resoconto della seduta odierna.

Si riprende la discussione.

(Ripresa esame dell'articolo 1 – A.C. 3-A ed abbinate)

  PRESIDENTE. Riprendiamo il seguito della discussione del testo unificato delle proposte di legge recante disposizioni in materia di elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica.
  Ricordo che nella parte antimeridiana della seduta è stato da ultimo approvato il subemendamento Parisi 0.1.900.105 e sono stati accantonati i subemendamenti La Russa 0.1.900.35 e Balduzzi 0.1.900.63.
  Passiamo, quindi al subemendamento Migliore 0.1.900.41, a pagina 96 del fascicolo.
  Passiamo ai voti.

  Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Migliore 0.1.900.41, con il parere contrario di Commissione e Governo e con il parere favorevole dei relatori di minoranza Matteo Bragantini, Pilozzi e La Russa.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Velocemente raggiungiamo i posti... Allora, chi è che non riesce a votare ? Vi chiedo velocemente di raggiungere i vostri posti. Chi è che ha problemi con il dispositivo per la votazione ? Forza, velocemente... Casellato ha problemi con la postazione. Chi altro non riesce a votare ? Sereni, Moretti... Chi altro deve ancora votare ? Chi altro non vota ? Baldassarre, Leone, Taricco... Chi altro non riesce a votare ? Melilli, Borghi, Tripiedi, Bressa. Aspettiamo Bressa che voti e poi chiudiamo. Lotti... Ecco, Bressa ha votato.
  Dichiaro chiusa la votazione.

  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti e votanti  420   
   Maggioranza  211   
    Voti favorevoli  160    
    Voti contrari  260    

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  (I deputati Capodicasa e Carlo Galli hanno segnalato che non sono riusciti a votare).

  Passiamo alla votazione del subemendamento La Russa 0.1.900.32.
  Se non ci sono interventi lo pongo in votazione... Chiedo scusa, siamo a pagina 99 del fascicolo degli emendamenti. È il subemendamento La Russa 0.1.900.32.
  Dunque, se non ci sono interventi lo pongo in votazione con il parere...

  IGNAZIO LA RUSSA. Un momento !

  PRESIDENTE. Collega La Russa, con calma ! Senza urlare, mi dica.

  IGNAZIO LA RUSSA. Signor Presidente, intervengo perché lei senza guardare aveva già detto «se non ci sono interventi».
  Quindi, la pregherei, benché le avranno dato disposizioni diverse e benché lei, essendo di un gruppo di opposizione, giustamente vuole dimostrare...

  PRESIDENTE. Collega La Russa, collega La Russa, mi faccia capire. A che titolo sta intervenendo, prima di tutto ? E mi chieda...

  IGNAZIO LA RUSSA. Sull'ordine dei lavori.

  PRESIDENTE. ...se vuole intervenire, io la faccio intervenire...

  IGNAZIO LA RUSSA. ...sull'ordine dei lavori. Sull'ordine dei lavori ! Chi ben comincia è a metà dell'opera.

  PRESIDENTE. Benissimo.

Pag. 44

  IGNAZIO LA RUSSA. Noi apprezziamo molto la sua conduzione e lo dico con sincerità. Però, la pregherei, in questa occasione, di non pensare che la velocità sia sinonimo di bene.

  PRESIDENTE. Non lo penso.

  IGNAZIO LA RUSSA. Allora, la pregherei, quando c’è un emendamento, di avere la pazienza di farci prendere la pagina, il numero e di verificare se vogliamo fare un intervento.

  PRESIDENTE. Benissimo.

  IGNAZIO LA RUSSA. La ringrazio. Mi dia il tempo per guardare e lo dia anche agli altri colleghi.

  PRESIDENTE. Prego.
  Ripeto: passiamo alla votazione del subemendamento La Russa 0.1.900.32, a pagina 99 del fascicolo.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato La Russa. Ne ha facoltà.

  IGNAZIO LA RUSSA. Signor Presidente, questo è un subemendamento tecnico quasi, perché io ho visto degli emendamenti che intendono attribuire soglie di sbarramento particolari a chi si presenta solo in una parte dell'Italia, delle circoscrizioni, costituendo delle cose che non sono gradite neanche alla Lega Nord, a cui almeno la comunicazione lo voleva riferire.
  Questo subemendamento prevede la possibilità di salvare capra e cavoli, cioè alza al 5 per cento la soglia di sbarramento, oggi del 4,5 per cento, ma la limita a due sole regioni, a patto che nel complesso del quadro nazionale si arrivi al 3 per cento. In questo modo non c’è né «salva questo» né «salva quello», ma si tiene in considerazione chi in almeno due regioni ha un livello di consensi superiore a quello che avete fissato nel testo base. Volevo illustrarlo. Io la ringrazio di avermene dato la possibilità e se un attimo riflettono i colleghi si renderanno conto che non è a vantaggio di qualcuno ma è per l'equilibrio delle soglie, così come da loro – e non da me – valutate.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Matteo Bragantini. Ne ha facoltà.

  MATTEO BRAGANTINI. Signor Presidente, questa è una delle proposte emendative, oltre a quelle generali sulle soglie, su cui abbiamo espresso parere positivo, appunto, perché, come ha illustrato benissimo l'onorevole La Russa, va a salvaguardare quei partiti che magari – può capitare a tutti – sono più territoriali e, dunque, hanno una presenza maggiore in alcune zone del Paese, però ponendo lo stesso un limite, cioè che a livello complessivo, a livello di tutto lo Stato, devono arrivare almeno al 3 per cento.
  Può capitare a moltissime altre forze politiche questo accadimento e in più non mette quel vincolo che devono presentarsi solo in alcune regioni. Questo potrebbe essere veramente un vantaggio, perché cosa potrebbe succedere in due regioni ? Che un partito abbia il 30, 40 per cento e dunque complessivamente a livello generale arrivi al 3 per cento, però non è presente in Parlamento. Sarebbe veramente un andare contro la volontà dei cittadini di queste zone.
  Dunque, io preannunzio che voteremo a favore così come voteremo a favore di tutte quelle proposte emendative che intendono abbassare la soglia, per i ragionamenti che abbiamo già illustrato, cioè perché, a nostro avviso, veramente, se vogliamo essere ancora uno Stato democratico, bisogna fare delle leggi con cui chiunque possa venire in Parlamento, se ha i voti.
  Capisco le soglie dell'1 e del 2 per cento, ma soglie dell'8 o, addirittura, del 12 per cento delle coalizioni uno deve spiegarmele o, meglio, si capisce benissimo: si sono messi d'accordo due capi di coalizione e vogliono tagliare fuori tutti gli altri cittadini.
  Dunque, ciò con riferimento a questo o anche ad altri emendamenti che magari sono territoriali.

Pag. 45

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Melilla. Ne ha facoltà.

  GIANNI MELILLA. Signor Presidente, per chi ritiene inaccettabile il combinato disposto delle soglie e del premio di maggioranza, circostanza che non esiste in nessun Paese d'Europa, perché o esiste la soglia di accesso o esiste il premio di maggioranza, perché è evidente che la soglia di accesso è anch'essa un premio di maggioranza a favore dei grandi partiti... Per questo motivo qualsiasi cosa che vada nel senso di limitare questa indecenza non può che trovarmi d'accordo.
  Un autorevole costituzionalista ha detto che le assemblee rappresentative possono essere paragonate alle carte geografiche, che debbono riprodurre tutti gli ambienti del Paese con le loro proporzioni, senza che gli elementi più considerevoli facciano scomparire i minori. La proporzionale, come è noto, fu introdotta in Italia nel 1919 da Filippo Turati e, quando Filippo Turati propose di passare alla rappresentanza proporzionale, disse che con quella scelta si dava un'impronta definitiva di democraticità, rappresentatività e giustizia all'ordinamento costituzionale dello Stato. Non casualmente, contro quella proposta, solo qualche anno dopo, intervenne, per opera di Benito Mussolini, una legge violenta che purtroppo aveva il nome di un mio corregionale, il Ministro fascista Acerbo.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento La Russa 0.1.900.32, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole dei relatori di minoranza Matteo Bragantini, Pilozzi e La Russa.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Ventricelli, Capezzone, Grillo, Mantero, Folino, Martella, Migliore, Portas, Gadda, Fitto, Mariastella Bianchi, Piccione...

  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   (Presenti e votanti  494   
   Maggioranza  248   
    Voti favorevoli  186    
    Voti contrari  308).    

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  (Il deputato Gasbarra ha segnalato che non è riuscito a votare).

  Passiamo alla votazione del subemendamento Invernizzi 0.1.900.51, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole dei relatori di minoranza Matteo Bragantini, Pilozzi e La Russa.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Migliore. Ne ha facoltà.

  GENNARO MIGLIORE. Signor Presidente, il subemendamento 0.1.900.51 a firma Invernizzi e Bragantini pone una questione fondamentale. Abbiamo discusso fin qui sull'utilizzo dei voti per i partiti che non raggiungevano determinate soglie interne alle coalizioni.
  Qui si pone l'accento sul dimezzamento, necessario dal nostro punto di vista, della possibilità che i partiti fuori coalizione possano accedere alla ripartizione dei seggi. Non ha alcun senso, ai fini della governabilità, avere sbarramenti così alti, sopra l'8 per cento.
  Voglio ricordare che nella sentenza della Corte costituzionale qui più volte richiamata dal collega Fiano sono richiamate sentenze della Corte costituzionale tedesca all'interno delle quali – per chi le ha lette integralmente in tedesco, ed essendo richiamate è necessario averlo fatto – si indica il motivo per il quale lo sbarramento più alto consentito, secondo quella Corte, è il 5 per cento.
  E non è un caso che in nessun Paese europeo dotato di un sistema proporzionale si superi quello sbarramento. Non mi si facciano confusioni con quelli che sono i sistemi maggioritari oppure con quelli dove il sistema di sbarramento è indotto, Pag. 46come nel caso dell'uninominale inglese o come nel caso del sistema spagnolo. Mi si faccia la cortesia di rispondere a questa pura e semplice notizia, verità, cioè che in nessun sistema proporzionale in Europa si raggiungono sbarramenti superiori al 5 per cento. È quindi giusto, per un principio democratico, cercare di attenuare questo vulnus e di dimezzare, come giustamente viene qui proposto, questo sbarramento.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Zaratti. Ne ha facoltà.

  FILIBERTO ZARATTI. Signor Presidente, vorrei semplicemente ricordare che il combinato disposto del premio di maggioranza e degli sbarramenti è un sistema che è, sostanzialmente, ai limiti del totalitario. Infatti, vorrei dire che già lo sbarramento, che è adottato da alcuni sistemi elettorali, è di per sé un premio di maggioranza, perché i partiti che non raggiungono la soglia necessaria per l'ingresso nell'assemblea parlamentare non ottengono seggi e quei seggi vanno ripartiti con i grandi partiti, quelli che hanno superato la soglia.
  È per questa ragione che in nessuna parte di Europa si hanno sistemi elettorali che contemporaneamente prevedono il premio di maggioranza e lo sbarramento, perché, in questo caso, è come dare due volte il premio di maggioranza agli stessi partiti.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Invernizzi. Ne ha facoltà.

  CRISTIAN INVERNIZZI. Signor Presidente, torniamo all'argomento già affrontato e che continueremo sicuramente ad affrontare nel prosieguo della discussione su questa proposta di legge elettorale, ribadendo la necessità di pensare a quello che stiamo facendo qui, in quest'Aula. Qui non stiamo semplicemente parlando, ancora una volta, lo ribadisco, di garantire la governabilità, che è un valore, ce lo chiede l'Europa, ce lo chiedono i mass media, ce lo chiedono sempre tutti; sicuramente, la governabilità è un valore.
  Qui stiamo parlando dell'assemblea legislativa, qui stiamo parlando della Camera, nella quale dovrebbero essere rappresentate tutte le varie forze politiche presenti all'interno dello Stato, con una finalità, quindi, che è chiara: far sì che vi sia la compensazione dei vari interessi che la comunità che abita lo Stato italiano esprime proprio all'interno di quest'Aula.
  Sacrificare alcune voci, sacrificare alcune posizioni, condivisibili o meno, in nome della semplice governabilità è un gravissimo errore, che qui, probabilmente, anche storicamente, tra un po’ qualcuno rinfaccerà a questa Assemblea.
  Noi lo ripetiamo con forza: se si vuole dare un Governo stabile, che è qualcosa di chiaramente necessario, soprattutto in questo periodo storico ed economico, la via è un'altra, la via si chiama «riforma costituzionale». Il Governo deve avere delle regole, scritte nella Costituzione, che consentano al Governo, appunto, di governare, ma nell'Assemblea che noi qui oggi rappresentiamo vi sono anche altre necessità che devono essere salvaguardate.
  Innanzitutto, la necessità di far sì che l'Assemblea possa esprimere anche le posizioni di minoranza all'interno del Paese, anche le posizioni magari non particolarmente forti. Parliamo di consentire sostanzialmente l'accesso all'Aula parlamentare soltanto a tre, forse, se va bene, quattro forze politiche. Ma è un errore gravissimo, che nessuna Assemblea legislativa all'interno dell'Europa si può consentire.
  In questo caso, noi, se andiamo avanti proseguendo su questa strada, non faremmo altro che ridurre il compito del Parlamento, il compito della Camera dei deputati a semplice organo che esprime una maggioranza che esprime la fiducia ad un Governo. Ma vi sono tantissimi altri interessi. Lo stiamo ribadendo sin da questa mattina, le forze di opposizione presenti oggi lo stanno facendo in tutti i modi, per sperare che l'accordo sul quale si basa Pag. 47il cosiddetto Italicum possa essere rivisto e, quindi, possa produrre anche qualcosa di funzionale per lo Stato.
  Non pensiamo di sacrificare – ripeto – il diritto di rappresentanza di interessi di parecchie forze politiche radicate nel nostro Stato in nome della possibilità di avere un Governo stabile. Sono altre le strade che dobbiamo perseguire. E se vi fosse un po’ di coraggio, se vi fosse anche un po’ di lungimiranza, probabilmente non vi sarebbe neanche bisogno oggi di star qui a discutere una legge elettorale i cui effetti devastanti sono sotto gli occhi di tutti o dovrebbero essere sotto gli occhi di tutti.
  Noi ribadiamo con forza la necessità di far sì che in quest'Aula possano sedere esponenti di forze politiche che magari non possono sedere al banco dei grandi, coloro che vantano percentuali dal 10 per cento in su, ma che comunque esprimono anche amministratori locali, centinaia, migliaia di amministratori locali, esprimono consiglieri regionali; esprimono cioè rappresentanti istituzionali ad ogni livello e con questa legge si vedrebbero preclusi dalla rappresentanza parlamentare.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Melilla. Ne ha facoltà.

  GIANNI MELILLA. Signor Presidente, in pratica la maggioranza si vuole scegliere sia la maggioranza che la minoranza. Io vorrei sapere cosa c'entra con la governabilità il fatto che nella minoranza ci sia uno, due, tre o quattro partiti o liste rappresentati in Parlamento. Mettere una soglia dell'8 per cento ad un partito e quel partito magari raggiunge il 7, ma io dico anche il 3, il 4, il 5 per cento, e impedirgli di stare in Parlamento non ha nessuna logica, se non una logica autoritaria, dittatoriale di scegliersi anche la minoranza.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, la deputata Nardi. Ne ha facoltà.

  MARTINA NARDI. Signor Presidente, io penso che gli obiettivi di una buona legge elettorale stiano proprio nella sintesi tra la governabilità e la rappresentanza. Ecco perché noi sosteniamo questo emendamento, così come altri emendamenti – continuo a dire – di buon senso, che tengono insieme, che tentano di tenere insieme la governabilità e la rappresentanza, cosa che non fa questa legge.
  E non solo questo. Ma se questo accordo, l'accordo tra parti politiche molto diverse, Forza Italia, il Partito Democratico, voleva e vuole tendere a dare al Paese la governabilità, si deve anche fare carico del concetto della rappresentanza. Infatti – guardate –, quando il conflitto sta fuori dalle Aule parlamentari, anziché stare dentro le Aule parlamentari, produce, e può produrre, nefandezze, cose che sono già avvenute, perché l'emarginazione del conflitto fuori dalla...

  PRESIDENTE. Dovrebbe concludere.

  MARTINA NARDI. ...fuori dalla – e ho concluso – rappresentanza è pericolosa per la democrazia di un Paese. Attenzione, colleghi.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Paglia. Ne ha facoltà.

  GIOVANNI PAGLIA. Signor Presidente, intervengo per provare ad aggiungere un'altra voce a questo dibattito, che credo abbia un primo limite vero, quello che sono troppi i colleghi parlamentari che stanno in silenzio. Ascoltano poco e poco parlano in un dibattito, invece, che dovrebbe essere decisivo per la nostra democrazia.
  C’è un punto, un punto solo su cui in questo intervento vorrei soffermarmi: voi introducete, con questa legge elettorale, il doppio turno. Il doppio turno – lo sappiamo perché lo sperimentiamo nell'elezione dei sindaci – è la massima garanzia di governabilità che si possa introdurre all'interno di un sistema. È un meccanismo che fa sì che anche un solo partito, se si sente abbastanza forte da sfidare in solitaria tutti gli altri, possa arrivare ad Pag. 48avere la maggioranza assoluta da solo. Non c’è sistema a doppio turno – tanto le province tanto i comuni ce lo insegnano – che abbia alcun tipo di soglia di sbarramento, perché la soglia di sbarramento a quel punto non serve alla governabilità, ma serve solo ed esclusivamente ad eliminare pezzi di opposizione.

  PRESIDENTE. Dovrebbe concludere.

  GIOVANNI PAGLIA. Questo perché ? Perché fate un accordo a due e la vera garanzia di questo accordo è che volete tutti i parlamentari, chi avrà maggioranza, e tutti quelli che avrà chi vincerà l'opposizione, e tutti gli altri fuori. È la negazione della democrazia (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto a titolo personale il deputato Prataviera. Ne ha facoltà.

  EMANUELE PRATAVIERA. Signor Presidente, anch'io sono concorde con la sostanza degli interventi che mi hanno preceduto e vorrei aggiungere a questo dibattito anche un'altra considerazione: il nostro è, com’è noto, uno Stato policentrico, non è uno Stato monocentrico, anche se è accentrato tutto il potere, di fatto, a Roma e lo si vuole ancora di più accentrare. E sicuramente l'esperienza, soprattutto dell'ultimo decennio, credo che abbia insegnato a tutti che non potrà mai essere uno Stato bipartitico o tripartitico: il nostro tessuto sociale ha rigettato questo esperimento politico e lo ha dimostrato il fatto che più del 50 per cento degli elettori, come ricordavo nel mio intervento precedente, relativo ad un altro emendamento, non va più a votare. Quindi perché continuare su questa strada, una strada che nega la rappresentanza a dei partiti e non dà la possibilità a chi si reca alle urne di poter scegliere chi meglio lo rappresenta ?

  PRESIDENTE. Dovrebbe concludere.

  EMANUELE PRATAVIERA. Perché fare a livello territoriale in modo da farne beneficiare solo alcune formazioni ? Perché così fa adesso con le altre il partito di maggioranza relativa di questo Paese, che è il Partito Democratico, mi riferisco in particolare al partito territoriale dell'SVP.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto a titolo personale il deputato Fedriga. Ne ha facoltà.

  MASSIMILIANO FEDRIGA. Signor Presidente, io spero che i colleghi anche della maggioranza siano attenti a quello che stiamo votando, in quanto questo emendamento – mettiamolo come premessa – anzi il testo, così come viene e questo emendamento va a risolvere, non va assolutamente ad inficiare il premio di maggioranza. Questo emendamento serve semplicemente ad eliminare chiunque la pensi in modo difforme dall'accoppiata Renzi-Berlusconi, da quest'Aula.
  Io capisco che adesso ci si abitua ad andare nelle scuole ad indottrinare i bambini a cantare le canzoni per adulare il Presidente del Consiglio, però eliminare anche da quest'Aula chiunque la pensi in modo diverso da Renzi e Berlusconi non è un esercizio per garantire la governabilità del Paese, è un esercizio per eliminare la democrazia nel Paese (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord e Autonomie).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto a titolo personale il deputato Airaudo. Ne ha facoltà.

  GIORGIO AIRAUDO. Signor Presidente, a titolo personale: guardate, io temo che con soglie così alte non si elimini quella rappresentanza politica o quell'altra, ma si elimini la rappresentanza sociale. Non si possono considerare gli elettori, le cittadine ed i cittadini, delle azioni e i partiti maggiori non si possono comportare come raider, che catturano e scalano le società, anche perché la vendetta dei cittadini e delle cittadine che votano una testa un voto potrebbe essere dolorosissima.Pag. 49
  Garantite la rappresentanza sociale ed avrete la rappresentanza politica (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).

  MATTEO BRAGANTINI, Relatore di minoranza. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  MATTEO BRAGANTINI, Relatore di minoranza. Signor Presidente, intervengo come relatore. Noi abbiamo presentato questo emendamento, e ce ne sarebbero molti che sono stati presentati anche da altri gruppi, appunto, oltre a tutto quello che è già stato detto anche dai colleghi di SEL, per un motivo molto semplice: già anche la Corte costituzionale, nella sentenza, aveva detto che il combinato disposto sia del livello di soglia e dunque, gli sbarramenti, sia del premio di maggioranza creava una distorsione del voto altissima. È una sentenza che è stata fatta a gennaio, non tanto tempo fa. Poi vorrei ricordare che lo stesso Renzi aveva parlato, quando tra l'altro aveva parlato della legge elettorale, di diritto di tribuna.
  Almeno per i partiti che prendono qualche milionata di voti, essere all'opposizione in Parlamento non mi sembra uno scandalo. Non penso che l'opposizione non possa esistere perché deve esserci la governabilità, perché quella si chiama dittatura. In un Paese democratico c’è l'opposizione e c’è la maggioranza. Se ci sono dei partiti che hanno qualche milionata di voti, è giusto che abbiano almeno il diritto di tribuna. Lasciateci almeno questo.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Di Lello. Ne ha facoltà.

  MARCO DI LELLO. Signor Presidente, solo qualche informazione per consentire a quest'Aula di votare in maniera più informata. Cerchiamo di capire a quale modello si ispira questo testo che ci viene proposto dalla Commissione. In Austria c’è un sistema proporzionale con sbarramento al 4 per cento; in Belgio al 5 per cento; in Germania al 5 per cento; in Polonia al 5 per cento; in Spagna al 3 per cento; Irlanda, Bosnia e Paesi Bassi hanno proporzionali senza sbarramenti. Ci sono solo due Paesi, entrambi fuori dall'Unione europea, che hanno sbarramenti compatibili con quelli che ci vengono proposti. La prima è la Russia di Putin, che ha uno sbarramento al 7 per cento, e la seconda è la Turchia di Erdogan, che ha uno sbarramento al 10 per cento. E, allora, forse più che Italicum, dovremmo definirlo un «ottomanum». Ecco, io spero che su questo la Camera possa riflettere e votare di conseguenza, perché ogni strozzatura della democrazia che facciamo oggi, si ripercuoterà sul funzionamento del Paese negli anni a venire.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Invernizzi 0.1.900.51, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole dei tre relatori di minoranza Bragantini, Pilozzi e La Russa.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Folino, Giuliani, Cera, Artini, Latronico, Sereni...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   (Presenti e votanti  513   
   Maggioranza  257   
    Voti favorevoli  207    
    Voti contrari  306).    

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Gitti 0.1.900.74, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole dei tre relatori di minoranza Bragantini, Pilozzi e La Russa.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

Pag. 50

  Folino, Pastorino, Cera, Mongiello, Berlinghieri, Carrozza, Borghi, Grillo...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   (Presenti e votanti  515   
   Maggioranza  258   
    Voti favorevoli  205    
    Voti contrari  310).    

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  Passiamo alla votazione del subemendamento La Russa 0.1.900.33.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Migliore. Ne ha facoltà.

  GENNARO MIGLIORE. Signor Presidente, le motivazioni le abbiamo espresse in tutte le forme. Vorrei chiedere sommessamente a quest'Aula se si può passare dal 4,5 al 4 per cento. È una questione quasi di principio, lasciatemelo dire.
  State facendo una violenza a questo Parlamento nel senso che il pacchetto deve essere talmente chiuso che neanche uno sbarramento logico, quello di un numero intero, può essere tollerato. Ora anche ai sostenitori del fatto che non si può muovere neanche una virgola, perché altrimenti l'onorevole Parisi va a riportare al suo gruppo che si è fatto uno sbrego enorme, mi spiegate per quale motivo uno 0,5 per cento vi dà così fastidio e per quale motivo non si può arrivare ad uno sbarramento civile ? Se mi spiegate in quale altro Paese del mondo c’è uno sbarramento a metà a una cifra decimale e non a una cifra intera, vi sarei grato perché così almeno cerchiamo di capire dove vogliamo andare (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Gitti. Ne ha facoltà.

  GREGORIO GITTI. Signor Presidente, approfitto anch'io di questa occasione e cioè di un subemendamento, vorrei dire, più che ragionevole per porre una questione di principio, dal punto di vista della maggioranza di Governo: in questo dibattito è un tema un po’ negletto perché qui è stata teorizzata dal Presidente una maggioranza diversa che sta tenendo, in qualche caso, in modo più netto e, in qualche altro caso, meno netto. Io vorrei che da parte delle forze di maggioranza di Governo si dia un segnale di ragionevolezza, non si dica che al Senato si provvederà a modificare e a migliorare. Non cadrà il Governo per un voto favorevole dello 0,5 per cento. Non voglio poi ulteriormente addentrarmi nella retorica dell'alternativa a questo Governo perché l'Italia c’è e rimarrà a prescindere dalle sorti personali. Questo Governo noi lo sosteniamo con responsabilità ma chiediamo a questo Governo di dare almeno un segnale di ragionevolezza. Ministro, guardo lei, sullo 0,5 per cento ci attendiamo un segnale di questo tipo (Applausi dei deputati del gruppo per l'Italia).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Zaratti. Ne ha facoltà.

  FILIBERTO ZARATTI. Signor Presidente, siamo tanto interessati di questi tempi all'opinione delle cancellerie europee per quanto riguarda i dati macroeconomici del nostro Paese. Pensate, il giorno dopo che è stato approvato l'Italicum in quest'Aula del Parlamento, i commenti delle cancellerie europee: una legge elettorale che viene approvata soltanto per un ramo del Parlamento, una legge elettorale che viene approvata da una maggioranza diversa da quella che sostiene il Governo, una legge elettorale che elimina sostanzialmente qualunque forma di opposizione. Ma davvero, si domanderanno nelle cancellerie europee, se la capitale d'Italia sia Roma o invece non sia diventata Bisanzio, visti i bizantinismi che state portando avanti ?

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato la Russa. Ne ha facoltà.

  IGNAZIO LA RUSSA. Presidente, questo subemendamento che io ho presentato Pag. 51è l'unico in sostanza che modifica nei miei emendamenti la soglia del 4,5 per cento. Noi puntiamo più sull'altra proposta emendativa che abbiamo accantonato che dice: be’, se mantenete questa soglia, sappiate che i nostri voti non debbono e non possono servire ad eleggere i vostri deputati. È chiaro però che tecnicamente questo avrebbe un riverbero anche sulla successiva proposta emendativa. Ci sembra un assurdo questo 4,5: lo è tecnicamente – è stato ricordato – perché non esiste in nessuna parte del mondo una soglia spezzettata a metà che io me la immagino come una trattativa tra Renzi e Verdini. L'ho già detto in un'altra occasione, Renzi diceva, dice, pare, il 4; Verdini diceva il 5; alla fine, ha detto: «va be’ che faccio ? Lascio» ed è venuto 4,5 e hanno lasciato la fetta di prosciutto in più che era caduta sulla bilancia.
  Io credo che il ragionamento politico, che è demandato a quest'Aula, faccia comprendere a chiunque, a chi vuole le coalizioni, a chi spera che ci sia una sinistra e un centrodestra, che alzare troppo il livello di accesso alla presenza in Parlamento produce l'effetto contrario, produce la voglia di crearsi coalizioni alternative, con conseguente depauperamento del numero dei deputati della maggioranza e, quindi, con perdita di seggi, di persone, di quelli che, oggi, aspirano ad essere deputati del PD o di Forza Italia, novella maggioranza su questo punto.
  Allora, io vi dico, come fatto tecnico, non credo che questo romperà gli immarcescibili accordi Renzi-Verdini o Renzi-Berlusconi. Abbassiamolo ad una soglia che non ci faccia ridere dietro da tutta l'Europa: il 4,5 per cento, abbassiamolo al 4 per cento, creiamo più serenità nell'ambito delle possibili future coalizioni. E ai colleghi che ne sono convinti – lo so, ce ne sono molti che sono convinti, ma che per disciplina di partito, anche con il voto segreto, pensano di votare contro – io ricordo, parafrasando una persona molto più importante di me, che, nel segreto dell'urna, Dio vi vede, Verdini no (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il collega Pilozzi. Ne ha facoltà.

  NAZZARENO PILOZZI. Signor Presidente, io credo veramente che questo subemendamento ci aiuti a togliere dal provvedimento una cosa assolutamente incomprensibile, perché non è assolutamente spiegabile a nessuno come è possibile che si preveda una soglia di sbarramento del 4,5 per cento. Io veramente lo dico a chi si è riunito, a chi ha cercato di produrre questo provvedimento: come è possibile ? Non è che siamo dal salumiere e, quindi, si può dire 4, 4,5, 3,8, 4,7.
  Io credo che una legge abbia assolutamente bisogno di essere leggibile anche da parte dei cittadini. Quindi, veramente, quando si prevede una soglia di sbarramento, si scelga una cifra intera e, dunque, arrivare dal 4,5 al 4 per cento significa semplicemente approvare una proposta emendativa di buon senso. Lo sapete: abbiamo condotto una grande battaglia contro questo provvedimento e continuiamo a farlo sui principi e su ciò che questa legge rappresenta.
  Io faccio solo notare – e concludo, Presidente – che, se le soglie di sbarramento di questa legge fossero state approvate dopo l'approvazione della Costituzione, molti dei partiti che hanno fatto la storia politica, culturale e amministrativa del nostro Paese non avrebbero potuto avere la possibilità di accedere in Parlamento. E di questo voi vi state assolutamente rendendo colpevoli.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il collega Corsaro. Ne ha facoltà.

  MASSIMO ENRICO CORSARO. Signor Presidente intervengo per aggiungere alle considerazioni che sono state già esposte da diversi colleghi anche una di natura strettamente collegata all'attualità. Signor Presidente, gli italiani, tra circa ottanta giorni, saranno chiamati a votare per il rinnovo del Parlamento europeo. In quella sede, è stabilito – con una soglia, anche in Pag. 52quel caso, superiore a quella che è mediamente applicata negli altri Paesi membri dell'Unione europea – che, per accedere al riparto dei seggi che spettano alla Repubblica italiana, vi sia una soglia di sbarramento da raggiungere del 4 per cento.
  Ora, è francamente curioso come, nel momento in cui si deve stabilire una nuova soglia per l'accesso al Parlamento nazionale e avendo di fronte a noi, domani mattina, un appuntamento elettorale, con riferimento al quale i cittadini sanno che il partito, che vanno a votare, dovrà superare una quota già definita del 4 per cento, si decida addirittura di prevedere una nuova soglia che ci assomiglia, ma che non è la stessa e che ha addirittura la curiosità di essere rappresentata da un numero di rottura – il 4,5 –, con un rapporto, signor Presidente, assolutamente inspiegabile in ragione delle due diverse platee elettorali con le quali ci si deve confrontare.
  Perché, una volta che noi sappiamo che la soglia di accesso per il Parlamento europeo è fissata al 4 per cento (e quando parlo di Parlamento europeo significa partecipare ad un'assise evidentemente assai più estesa di quella che riguarda il Parlamento italiano), se proprio la soglia di sbarramento per il Parlamento nazionale deve essere difforme da quella prescritta per il Parlamento europeo, è di tutta evidenza che quella soglia dovrebbe essere più bassa, ossia si dovrebbe consentire l'accesso al Parlamento nazionale a forze che hanno, magari, una rappresentazione territoriale più circoscritta, alle quali, invece, si rende inaccessibile l'ingresso nel Parlamento europeo per entrare nel quale, evidentemente, si ritiene che una forza debba avere una caratura di dimensione nazionale più estesa.
  Qui, invece, siamo al paradosso di prendere come finto riferimento una soglia comunitaria e di applicarla con un limite superiore per entrare a rappresentare il Parlamento nazionale; non c’è assolutamente alcuna spiegazione, tant’è vero, e concludo, onorevole Presidente, che si dice nei corridoi – e purtroppo stiamo parlando di una norma che è scritta tutta nei corridoi e nemmeno nei corridoi di Montecitorio, ma nei corridoi delle sedi di partito – che sarebbe stato dato l'ordine ai partiti di maggioranza o ai partiti che costituiscono questa impropria maggioranza, dalla quale sta per nascere questo provvedimento di riforma della norma elettorale, che in questo caso è meglio non votare questo provvedimento. Ciò perché tanto le soglie di sbarramento saranno ridiscusse nell'altra Camera, nell'altro ramo del Parlamento, arrivando addirittura alla stortura di far uscire dalla Camera un provvedimento risibile, perché si tratta di una norma che consente un'applicazione di una soglia del 4,5 per cento, quindi una soglia «rotta» nei numeri e superiore a quella del Parlamento europeo, per farla poi, eventualmente, modificare ad un ramo del Parlamento, al quale ancora, per legge, dovrà essere trasmessa questa norma, ma al quale si è già detto: guarda, che questa norma comunque non ti riguarderà. Per cui noi, Camera dei deputati, che stiamo ponendo in essere una norma che riguarda solo ed esclusivamente la Camera dei deputati, diciamo già nei corridoi, dove si sta definendo esattamente come dovrà concludersi questa norma, che la suddetta sarà definita nell'altro ramo del Parlamento al quale diciamo, però, che sarà totalmente disinteressata dal resto perché non dovrà riguardare la rielezione del Senato della Repubblica.
  Un minimo di dignità, un minimo di senso del ridicolo, questo è quello che chiedo ai colleghi del Partito Democratico e di Forza Italia perché votino con coscienza a favore di questo subemendamento.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il collega Melilla. Ne ha facoltà.

  GIANNI MELILLA. Signor Presidente, questo subemendamento riduce il danno ma sicuramente non risolve il problema e il problema, purtroppo, è che noi stiamo votando una legge che peggiora il Porcellum. Pag. 53Come è noto il Porcellum stabiliva che fuori della coalizione la soglia di accesso era il 4 per cento e nella coalizione il 2 per cento; noi vorremmo passare, anzi, voi vorreste passare al 4,5 per cento e all'8 per cento, ma con quale logica ? Una logica assolutamente punitiva, incostituzionale e antidemocratica.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, il collega Matteo Bragantini. Ne ha facoltà.

  MATTEO BRAGANTINI. Signor Presidente, intervengo come gruppo. Allora, veramente, oltre a quello che abbiamo già sentito e abbiamo già detto, ossia che queste soglie sono sbagliate perché sono troppo alte, perché si sommano al premio di maggioranza e, dunque, a nostro avviso, sono incostituzionali e totalmente antidemocratiche, almeno usate i numeri interi. Perché questa volta arrivate al 4,5, la prossima volta cosa fate durante la trattativa, arrivate al 4,62, al 4,61, al 3,97 ? Non ha senso !
  Facciamo ridere: veramente, come è stato detto da tutti, si introduca una soglia che almeno sia uguale a quella già prevista alle europee, altrimenti continuiamo a produrre leggi che sono simili, anzi, sono simili perché sono leggi elettorali, ma ognuna con una soglia diversa e si crea solo confusione. Non penso che uno 0,5 faccia la differenza, se un partito arriva già al 4 per cento...a mio avviso, sarebbe meglio il 3 per cento, se in coalizione e, come dicevo prima, il 5 per cento da solo, ma almeno prevediamo un numero intero, il 4 per cento in coalizione: non mi sembra niente di scandaloso, non è una richiesta gigantesca.
  Per carità, sembra quasi di essere al mercato qui, perché si continua a dire: «no» al 4 e mezzo, prevediamo il 4, forse arriverà un emendamento al Senato, mettiamo il 3,7 per riuscire a salvare un principio importante che è la rappresentatività di tutti i cittadini, che devono giustamente votare e scegliere i loro rappresentanti. Non deve invece essere preclusa questa possibilità, con la scusa della governabilità, perché la governabilità si fa lo stesso con i premi di maggioranza, non certo con le soglie.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il collega Paglia. Ne ha facoltà.

  GIOVANNI PAGLIA. Signor Presidente, il dibattito, su questo subemendamento ha un che di surreale: tutte le forze minori, per numero, e non per capacità o per cultura politica, di questo Parlamento stanno chiedendo unanimemente di portare la soglia dal 4 e mezzo al 4 per cento. Sono forze che, messe assieme, rappresentano quei 6 milioni di elettori di cui si parla, che sono qui, rappresentano storie, rappresentano anche il futuro dell'Italia. Non stiamo chiedendo di azzerare le soglie di sbarramento, ma di fare un'operazione di pulizia, un'operazione di igiene: di portare, come è stato detto autorevolmente da tanti colleghi, dal 4 e mezzo al 4 per cento una soglia, di equipararla a quella del Parlamento europeo; e di fare anche una cosa che in qualsiasi Paese sarebbe considerata normale: rendere il sistema più logico e più omogeneo, anche per rispetto degli elettori che non devono ogni volta cercare di ricordarsi con quale sistema elettorale stanno votando. Su questa, che è una richiesta che arriva unanime da tutte le forze minori, se è vero che le leggi elettorali si fanno con tutti, la maggioranza dovrebbe avere quanto meno la decenza, io credo, di seguirci ed approvare non col voto segreto, ma in modo palese questo subemendamento.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto la collega Dadone. Ne ha facoltà.

  FABIANA DADONE. Signor Presidente, premesso che noi non siamo dei grandi sostenitori delle coalizioni, però ci teniamo alla tutela dell'elettore. Questo subemendamento non chiede degli sforzi incredibili: chiede semplicemente che alla ripartizione dei seggi possano partecipare anche quei partiti che in coalizione abbiano Pag. 54ottenuto «solo», lo dico tra virgolette, il 4 per cento dei voti. È migliorativo sicuramente per quanto riguarda la rappresentanza. Chiaramente lo sforzo che si chiede, soprattutto ai partiti di maggioranza, non è di fare chissà che, un passo in là rispetto all'accordo sulla legge elettorale, ma di abbassare la soglia dello 0,5: è poco, è vero, ma è sicuramente migliorativo rispetto alla soglia attuale, che è altissima, non solo per i partiti che sono in coalizione ma anche per quelli che «viaggiano» singolarmente. Questo sicuramente permetterebbe a coloro che vanno a votare di avere un minimo di rappresentanza nei confronti dei propri eletti.
  Chiedo quindi alla maggioranza di fare uno sforzo e di andare incontro a questa esigenza, seppur minima, dei partiti più piccoli (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il collega Prataviera. Ne ha facoltà.

  EMANUELE PRATAVIERA. Signor Presidente, al dibattito in quest'Aula mancano i contributi di fatto del Partito Democratico e del Popolo della Libertà, Forza Italia come si chiama adesso. Io non riesco a capire la logica usata per questo 4 e mezzo per cento, non capisco perché non c’è un senso, di fatto. Come ricordava il collega Bragantini, perché non 4,39 piuttosto che 4,62 ? Qual è la logica, quella delle proiezioni elettorali dei sondaggi fatti a Porta a porta o la mattina su La 7 ? No, perché se è questa la qualità del dibattito democratico in questo Paese, noi siamo molto, molto, molto lontani dai principi e dal rispetto della rappresentanza di delega che questo Parlamento dovrebbe osservare.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto la collega Biancofiore. Ne ha facoltà.

  MICHAELA BIANCOFIORE. Signor Presidente, non si può che essere favorevoli – e dico purtroppo – al subemendamento del collega La Russa; anche sulla fiducia, come dice sempre nei miei confronti il collega La Russa. Presidente, rivolgo una domanda al Partito Democratico, al Ministro Boschi, in particolar modo, e anche al mio partito, al mio gruppo parlamentare: come si può essere contrari ad un subemendamento che fa scendere la soglia dal 4 e mezzo al 4 per cento, quando poi si prevede una norma letteralmente opposta semplicemente per il Trentino-Alto Adige e per la Valle d'Aosta, alla quale non si pone, per un solo partito etnico, alcuna soglia di sbarramento, ma soprattutto si regalano letteralmente dei parlamentari al partito della cosiddetta minoranza etnica, un numero di parlamentari peraltro cospicua ?
  Stiamo parlando, amici, quando io dico 0,40 per cento nazionale, 0,42 nelle ultime elezioni, della bellezza – tappatevi le orecchie ! – di 132 mila voti che, da cinquant'anni, fanno il bello e il cattivo tempo in questo Parlamento perché, purtroppo, tutti sanno che la Südtiroler Volkspartei non ha fatto altro, nella vita parlamentare dell'arco della Repubblica, che fare le navette dal centrosinistra al centrodestra, ricattando politicamente il Governo Prodi – per chi se lo ricorderà – e i Governi Berlusconi quando siamo stati al Governo. Quindi, il mio voto non può che essere favorevole sul subemendamento in esame.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Kronbichler. Ne ha facoltà.

  FLORIAN KRONBICHLER. Signor Presidente, ecco siamo all'eccezione, anzi diciamo, alla esclusiva del Trentino Sudtirolo. Non posso, per quanto mi dispiaccia un po’, dare ragione alla collega Biancofiore in questo ed anche con riferimento ad alcuni punti del suo giudizio sprezzante nei confronti del trattamento così diverso, così inspiegabilmente diverso che c’è in tutta questa legge. Qui siamo ad una legge nella legge, che andrebbe anche bene, diciamo così, a sottolineare il nostro carattere di autonomia speciale. Ma nella Pag. 55mia regione, e lo spiego con un esempio, c’è un motto – diciamo così – di battaglia degli oltranzisti etnici che dicono: «Südtirol ist nicht Italien !». Stando a questa legge diamo ragione a questo slogan di propaganda.

  PRESIDENTE. Deve concludere.

  FLORIAN KRONBICHLER. Chiudo con questo: partendo dal principio della tutela etnica, della tutela della minoranza linguistica, qui si tutela un partito della minoranza linguistica a scapito di tutti i piccoli partiti presenti in ogni regione.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Avverto che la prossima votazione avrà luogo a scrutinio segreto.
  Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento La Russa 0.1.900.33, con il parere contrario della Commissione e del Governo ed il parere favorevole dei tre relatori di minoranza, Bragantini, Pilozzi e La Russa.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Onorevoli Cera, Piccoli Nardelli, Berlinghieri, Giuliani, Cicchitto, Capezzone, Gutgeld, Colonnese, Lotti, Ferraresi...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   (Presenti e votanti  517   
   Maggioranza  259   
    Voti favorevoli  223    
    Voti contrari  294).    

  La Camera respinge – (Vedi votazioni).

  Passiamo alla votazione dei subemendamenti La Russa 0.1.900.35 e Balduzzi 0.1.900.63 che erano stati accantonati nella parte antimeridiana della seduta e che sono stati ricollocati in questa posizione.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Marazziti. Ne ha facoltà.

  MARIO MARAZZITI. Signor Presidente, siamo ancora sul problema delle quote. Noi semplicemente abbiamo un piccolo problema: come molti altri colleghi in quest'Aula, riteniamo problematico per il Paese il fatto che, per esempio, un 12 per cento vuol dire potenzialmente fino a sei milioni di voti, comunque tre o quattro milioni di voti che vengono messi nel congelatore e ignorati insieme ad altrettanti cittadini italiani.
  Questo per noi è un problema grave, andrà sicuramente cambiato al Senato ? Cambiamolo al Senato. Vogliamo un impegno formale in quest'Aula perché venga cambiato al Senato, perché questo forza la volontà degli italiani. Allora, noi, con grande lealtà verso il Governo, sentiamo il dovere di lavorare in quest'Aula per migliorare un testo di legge che è portato soprattutto da due partiti, dal Partito Democratico e da Forza Italia; quindi noi non sentiamo la nostra lealtà verso il Governo minimamente intaccata dall'obbligo morale di aiutare l'Italia ad avere una vera legge elettorale. Chiediamo pertanto su tutto il tema delle soglie un forte ripensamento (Applausi dei deputati del gruppo Per l'Italia).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Zaratti. Ne ha facoltà.

  FILIBERTO ZARATTI. Signor Presidente, ci sono molte cose che non comprendo in quest'Aula, in questa discussione che sta affrontando alcuni dei temi più importanti, quelli della rappresentanza e della governabilità.
  Sulla sensibilità democratica dei colleghi ho detto, ma una delle cose che comprendo meno, lasciatemelo dire, è la posizione del Nuovo Centrodestra, perché posso comprendere che la strana coppia Renzi-Berlusconi ami vincere facile, come si dice in una nota pubblicità, ma gli amici e colleghi del Nuovo Centrodestra che ruolo pensano di giocare una volta che è passata una legge come questa ? Avranno un unico e solo destino: fare i vassalli con l'uno o con l'altro, ed è per questo che, Pag. 56quando ci si trova di fronte a questi snodi così importanti del dibattito politico, della vita del nostro Paese, su temi delicati che riguardano la rappresentanza di milioni e milioni di cittadini, si deve pensare che se due coalizioni non raggiungono il 12 per cento saranno fuori dal Parlamento dieci milioni di elettori. È una cosa spaventosa, è una cosa a cui non si può pensare in un Paese democratico. Ma come, le nostre bocche si riempiono con parole come «politiche di inclusione», «partecipazione democratica», «bilancio partecipato» e poi non permettiamo ai cittadini neanche di votare ? Viene in mente una delle cose classiche, che è La fattoria degli animali di Orwell, dove gli animali erano tutti uguali, ma alcuni animali erano più uguali di altri.
  Allora, nel nostro Paese, con questa legge nefasta, gli elettori sono tutti uguali, ma alcuni elettori saranno più uguali di altri, perché alcuni elettori potranno avere una rappresentanza quadruplicata in Parlamento ed altri non avranno mai più voce all'interno delle istituzioni.
  Il nostro è un Paese in cui i padri costituenti, quando scelsero il sistema proporzionale lo fecero in base a un principio, che questo è un Paese frammentato dal punto di vista politico e sociale, un Paese regionalizzato, con tante comunità. Proprio un Paese così frammentato aveva bisogno di una rappresentanza complessa, e si doveva dare a tutti la possibilità di partecipare alla formazione delle leggi. Questa è la ragione per cui è stato scelto il sistema proporzionale. Allora chiedo ai nostri colleghi, a tutti i colleghi, soprattutto a quelli che fanno parte della tradizione democratica di quei partiti che hanno partecipato alla Costituente e che hanno fatto le battaglie contro la «legge truffa», di assicurare ai cittadini il diritto di avere un voto uguale, di fare in modo che tutti i voti abbiano lo stesso peso, abbiano la stessa rappresentanza. Ci sono momenti nei quali la responsabilità, cari colleghi, è individuale, non è del partito, non è del gruppo, è di ognuno di noi, ed è per questo che io vi chiedo di dare un voto secondo la vostra coscienza democratica, di dare un segnale forte e importante in questa direzione.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Melilla. Ne ha facoltà.

  GIANNI MELILLA. Signor Presidente, in questa giornata si sta seppellendo una coalizione, penso che di questo ci sia piena consapevolezza. Inoltre, in passato tutti hanno detto che le leggi elettorali si facevano a larghissima maggioranza: la stanno facendo due partiti che insieme, tra gli elettori, hanno circa il 50 per cento dei voti; contro sono tutti gli altri partiti, dal MoVimento 5 Stelle a Fratelli d'Italia, Scelta Civica, nelle varie articolazioni, Sinistra Ecologia Libertà. Praticamente, si sta facendo questa legge elettorale da parte neanche della metà del Paese e questo è un fatto, secondo me, gravissimo.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il collega Toninelli. Ne ha facoltà.

  DANILO TONINELLI. Signor Presidente, stiamo parlando di un numero spropositato di voti e di un numero spropositato di elettori, che vanno da 6 milioni a 10 milioni, il cui voto non avrà alcun tipo di rappresentanza in quest'Aula. Questo perché la legge chiamata Italicum dice che tutti i partiti sotto soglia non potranno partecipare alla ripartizione dei seggi.
  La cosa allucinante, spaventosa – e tutti gli aggettivi negativi che ci vengono in mente, che sono stati giustamente detti in quest'Aula – è che questi voti non vengono semplicemente dispersi, ma vengono regalati alla forza principale all'interno della coalizione, dopodiché diventano seggi per questa forza.
  Noi stiamo dicendo che non è neanche sufficiente questo subemendamento, che va bene perché elimina questi seggi e questi voti regalati che non appartengono al partito di maggioranza all'interno della coalizione, ma li lascia comunque dispersi. Pag. 57È ovviamente un miglioramento ed è ovvio che il MoVimento 5 Stelle su questo emendamento voterà in modo favorevole.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Tabacci. Ne ha facoltà.

  BRUNO TABACCI. Signor Presidente, mi permetto di ricordare ai colleghi di SEL, dei quali ho rispetto e anche apprezzamento per la battaglia parlamentare che stanno facendo, che non è il caso di usare in negativo il riferimento alla legge Scelba, perché il paragone non è sostenibile. Quella legge, impropriamente chiamata «legge truffa», in realtà prevedeva un modesto premio per i partiti minori che si mettevano in coalizione al raggiungimento del 50,1 per cento dei voti espressi dall'elettorato.
  Quindi, stiamo parlando di cose che non sono tra di loro confrontabili, non lo sono perché, quando andiamo verso il ricordo della storia, dovremmo essere molto propri. Qui stiamo parlando di una cosa che evidenzia la decadenza del sistema politico del nostro Paese. Vorrei che questo fosse quantomeno tenuto presente, a futura memoria.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il collega Corsaro. Ne ha facoltà.

  MASSIMO ENRICO CORSARO. Signor Presidente, alla luce della immarcescibile volontà della composita e variopinta maggioranza che sostiene questa riforma di non voler toccare nemmeno di uno zero virgola la soglia che è stata risibilmente determinata nella formulazione del testo sottoposto all'Aula, tornano di ancora più violenta attualità le considerazioni che già nel corso della mattinata, da più parti, in quest'Aula sono state svolte in ordine al subemendamento in discussione.
  Infatti, ciò che appare veramente, totalmente illegittimo in questo testo è il pensiero che, con l'indicazione di una soglia di sbarramento, si immagini di potere attirare a sé, all'interno di una coalizione, un certo numero di forze politiche, nell'auspicio e nella speranza che quelle forze politiche non conseguano il numero di voti sufficiente a far loro raggiungere la soglia e quindi a partecipare al riparto, per ottenere all'interno di quella stessa coalizione un allargamento del numero dei seggi cui si disporrebbe con le proprie forze, attingendo a quei voti che non hanno consentito al socio di coalizione di entrare in Parlamento, ma che consentono evidentemente una maggiore quota di riparto per se stessi.
  Allora, io voglio dire che questa furbata – lo dico chiaramente – rischia fortemente di ritorcersi contro chi la immagina. Infatti, se si pensa di poter attirare qualcuno all'interno della propria coalizione di partiti per poi magari fare il sordido, sporco e volgare giochino, in campagna elettorale, di sostenere poi «votate solo i partiti grandi, perché il voto al partito piccolo sarebbe inutile» e per cercare quindi di lucrare sulla buona fede degli elettori di tutti i partiti della coalizione (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà), si sappia – lo dico almeno per quanto riguarda la coalizione di centrodestra, perché non so che cosa avverrà, né mi interessa, nella parte specularmente opposta alla mia dell'emiciclo, e mi rivolgo agli amici in particolare di Forza Italia, approfittando della presenza in Aula del capogruppo Brunetta – che la mancata accettazione di questa ragionevole modifica pone evidentemente sotto gravissima condizione l'esistenza, da oggi a imperitura memoria, di qualsivoglia forma di somma di voti all'interno di una coalizione in cui non si capisce perché un partito dovrebbe essere accettato solo perché potenziale portatore d'acqua degli interessi di altri, che invece non hanno alcun interesse a volerlo rendere partecipe della coalizione della rappresentanza popolare e della gestione comune dei voti in Parlamento.
  Quindi, attenzione, perché qui non stiamo parlando solo di un segnale di rispetto verso il voto elettorale, stiamo anche ponendo una potenziale chiusura definitiva alla credibilità della sopravvivenza Pag. 58delle coalizioni così come le abbiamo immaginate. Voglio sia chiaro soprattutto a tutti i parlamentari di Forza Italia che in questo momento si stanno accingendo ad esprimere il loro voto nel segreto con il voto segreto stesso.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Pilozzi. Ne ha facoltà.
  Se è possibile liberare i banchi del il Governo...deputato Casati ! Deputato, se è possibile liberare i banchi del Governo la ringrazio; anche il deputato Martella. Prego, Pilozzi.

  NAZZARENO PILOZZI. Signor Presidente, intervengo solo perché giustamente il collega Tabacci ci ha fatto notare che è assolutamente improprio e sbagliato accostare questa legge alla cosiddetta legge truffa, la legge Scelba. Tant’è vero che noi nella relazione di minoranza l'abbiamo accostata alla legge Acerbo. Infatti, questa legge ricorda di più la legge Acerbo, che, nonostante tutto, all'epoca ebbe molto più tempo per essere discussa in Commissione. Noi infatti non abbiamo avuto neanche la possibilità di discuterla in Commissione. Quindi, il nostro giudizio è assolutamente negativo su questa legge e, purtroppo, le ultime notizie che ci arrivano anche sulle scelte che si stanno facendo, per quanto riguarda la Commissione e su come vengono riformulati gli emendamenti vanno, nella migliore delle ipotesi, a peggiorare questa legge. Quindi, il nostro giudizio è molto, molto negativo.

  MATTEO BRAGANTINI, Relatore di minoranza. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  MATTEO BRAGANTINI, Relatore di minoranza. Signor Presidente, intervengo come relatore.
  Questo è un altro punto importante. Avete voluto mettere voi, maggioranza, le soglie così alte ? Benissimo, però i voti di quei partiti che sono in coalizione e che non possono avere rappresentanze in Parlamento, perché non hanno superato la soglia, non devono essere conteggiati. Infatti, altrimenti veramente si crea l'assurdo e si fanno delle coalizioni con 10-15 partiti che, si sa, prenderanno lo 0,5 o l'1, l'1,2 e che non serviranno per un progetto o per un programma, ma semplicemente a portare acqua al partito più grande. È come dicevo stamattina. Allora, è come il caso del PD che con il 17 per cento e con il 4 per cento della forza Civati o della forza Cuperlo o di altre liste che non raggiungono il 4 per cento e che non avranno parlamentari e non avranno rappresentanza in Parlamento, avrà il 52 per cento dei parlamentari.
  Questo è. Non si va a semplificare, semplicemente si va a truffare i cittadini, perché si faranno grandi coalizioni con tantissime liste per convincere il maggior numero di persone a votare questa coalizione, sapendo già che alla fine ci sarà solo un partito che avrà tutti i parlamentari.
  Dunque, per questo motivo chiediamo a tutti di votare questa proposta emendativa.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato La Russa. Ne ha facoltà.

  IGNAZIO LA RUSSA. Signor Presidente, non le nascondo che durante la parte della discussione di questa proposta emendativa ho letto la Gazzetta dello Sport (Commenti)...sì, ho letto la Gazzetta dello Sport invece che la proposta emendativa e l'ho trovata più istruttiva, perché mi sono reso conto che difficilmente dopo la votazione della proposta emendativa precedente, che chiedeva la cosa più banale del mondo, cioè che si portasse a livello europeo una soglia comunque alta, dal 4,5 al 4 per cento, questa proposta emendativa avrebbe fatto breccia nella corazza imposta dai detentori del verbo sulla legge elettorale.
  Allora, me ne faccio una ragione. Non invito neanche – lo hanno già fatto altri colleghi – a riflettere sulle conseguenze di questo voto. Lo dico solo a me stesso, leggendo la Gazzetta dello Sport. Quando Pag. 59una squadra di calcio più piccola, di serie inferiore, gioca con una superiore, se si chiude in difesa o cerca a tutti i costi di trovare un accordo, un'intesa con quella grande, ne prende un sacco, di botte. Non le resta che giocare all'attacco, il tutto per tutto. Credo che con la bocciatura della precedente proposta emendativa e di questa la voglia di giocare da soli o in campionati alternativi o con gruppi alternativi aumenterà sensibilmente per le formazioni politiche come la mia, come la nostra, come quelle che pure si sono espresse a favore di questa proposta emendativa. È una mia previsione, non è una certezza, ma a buon intenditor poche parole.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato D'Ambrosio. Ne ha facoltà, per un minuto.

  GIUSEPPE D'AMBROSIO. Signor Presidente, il MoVimento 5 Stelle, oltre ad essere d'accordo sulla proposta emendativa in esame, perché va in qualche modo a tutelare i piccoli partiti presenti all'interno del panorama politico italiano e, quindi, a tutelare dei voti, ricorderà anche le parole dette oggi dai colleghi di Fratelli d'Italia e di Sinistra Ecologia Libertà relativamente ai prossimi scenari politici e alle prossime elezioni regionali e comunali, dove vedremo se alle parole seguiranno i fatti e quindi, magari, non sarà come al solito il solito chiacchiericcio all'interno di questo Parlamento e poi finiranno comunque con l'allearsi con coloro che oggi definiscono loro aguzzini.
  Concludo dicendo, Presidente, che in realtà questa proposta emendativa è stata già adottata dai nostri mass media, visto che per il Corriere della Sera, nelle simulazioni del «Forza Italicum» il MoVimento 5 Stelle è scomparso. Allora, voglio rivolgere al direttore del Corriere della Sera, De Bortoli, un invito: De Bortoli, stai sereno (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Invernizzi. Ne ha facoltà.

  CRISTIAN INVERNIZZI. Signor Presidente, con i voti che prima la maggioranza ha espresso nei confronti delle altre proposte emendative, finalizzate ad abbassare le soglie di sbarramento e quindi a garantire la rappresentanza democratica all'interno di quest'Aula, la maggioranza stessa ha dimostrato sostanzialmente di ritenere giusto che in quest'Aula, a partire dalle prossime legislature, siedano tre, al massimo quattro forze politiche.
  Siccome io mi ritengo una brava persona, non posso pensare che dietro questo voto ci sia la malizia da parte dei componenti del PD e di Forza Italia finalizzata a far sì che spariscano le altre forze politiche, che magari sono state alleate con loro fino ad oggi e, quindi, che vi siano più posti disponibili per i loro partiti, ma penso invece che dietro vi sia un serio ragionamento circa il funzionamento dell'Aula e, pertanto, della democrazia all'interno di questo Stato. Però, io penso che ci voglia anche un minimo di coerenza.
  Se si dimostra che i portatori di alcune idee – e voi l'avete dimostrato impedendo o almeno volendo impedire a parecchi milioni di persone di avere propri rappresentanti, quindi a partiti di poter sedere in questo Parlamento – non sono portatori di istanze della società degne di sedere in quest'Aula, bene penso che coerenza voglia che gli stessi elettori debbano essere posti, fin dall'inizio, nella concreta o quanto meno nella più possibile certezza che i loro voti, che vengono schifati, che sono stati schifati appunto dalle forze a cui facevo riferimento prima, non vengano usati poi dalle stesse forze per i propri interessi.
  Ritenete che forze storiche che esprimono centinaia, se non migliaia, di amministratori locali in tutta la penisola non debbano essere rappresentate in Parlamento ? Bene, allora fate il passo successivo e dite anche che non sapete cosa farvene dei loro voti e che siete talmente sicuri del fatto di poter intercettare voi Pag. 60queste istanze sociali ed economiche presenti nello Stato italiano che rinunciate spontaneamente ai voti di questi partiti, per poter poi voi andare ad occupare seggi parlamentari.
  Si tratta di una questione di semplice coerenza, si tratta di una questione di serietà nei confronti non tanto dei rappresentanti, ma nei confronti degli elettori. Sognate uno Stato nel quale sono rappresentate due/tre forze politiche ? Bene, dimostratelo. Dimostrate e dite chiaramente a coloro che in questi anni hanno fatto gli amministratori locali, che in questi anni hanno fatto i militanti all'interno dei vari partiti, che in questi anni si sono anche spesi gratuitamente per seguire un ideale che, in primo luogo, non hanno dignità di essere rappresentati e, in secondo luogo, che le loro idee sono totalmente inutili, che voi potete contare tranquillamente sulle vostre forze per andare a prendere il premio di maggioranza, per andare a fare i Governi, per andare a rappresentare sostanzialmente quella che sarà la società da qui ai prossimi decenni.
  Io purtroppo, però, sono un bravo ragazzo e penso che non vi sia malizia da parte vostra. E pertanto dimostrate questo, rinunciando spontaneamente ai voti che voi prima avete detto di voler evitare e ai quali non darne rappresentanza politica all'interno di questo Parlamento, perché altrimenti, signori, dimostrerete niente altro che l'incontro fatto al Nazareno tra Renzi e Berlusconi aveva un'unica finalità, cioè spartirsi soltanto in due quello che con i vostri voti non riuscite a fare (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord e Autonomie).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Guidesi. Ne ha facoltà.

  GUIDO GUIDESI. Signor Presidente, ho un minuto, giusto ? Volevo utilizzare questo minuto per dire un po’ che il dibattito su questo subemendamento evidenzia essenzialmente una cosa, che il tentativo dell'accordo fatto fuori da questa Aula, cioè nelle stanze del Nazareno, è un tentativo di trasformare insomma la democrazia parlamentare e la democrazia politica in un bipartitismo e non in un bipolarismo come tanto viene detto. Un bipartitismo che prevede due considerazioni: la prima è di obbligare i piccoli a partecipare ad una coalizione; la seconda è quella di utilizzare il voto dei cosiddetti piccoli per portare bagaglio e acqua al mulino dei più grandi, non considerando, come si diceva prima, le intenzioni, gli ideali e le idee dei più piccoli. Ecco, questo è il conto che viene fatto attualmente.

  PRESIDENTE. Dovrebbe concludere.

  GUIDO GUIDESI. Io invito tra un anno coloro i quali svolgono le proprie proposte politiche in base ai sondaggi a riferirsi agli stessi sondaggisti e sono estremamente sicuro che oggi il potenziale dei piccoli in quel momento sarà un potenziale di contrattazione molto elevato, se parliamo di un anno a questa parte.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Caon. Ne ha facoltà.

  ROBERTO CAON. Signor Presidente, sono veramente mortificato che da parte di un partito, che si chiama Partito Democratico, si arrivi a fare questi sotterfugi per riuscire ad impadronirsi del territorio. Prima abbiamo visto quello che è successo con le province: hanno eliminato la politica a livello provinciale per riuscire, in qualche maniera, a impadronirsi della politica su una base di palazzo, su una struttura di palazzo. Adesso, qui stiamo facendo non un Italicum: pregherei di cambiare il nome a questa proposta di legge, perché noi buoni imprenditori dobbiamo far conoscere il buon made in Italy. Questo è un «monstrum Italicum», quello che state portando avanti è veramente il mostro della democrazia, e voi lo sapete.
  Però avete l'ipocrisia, non avete il coraggio di votare il contrario. Voi avete il coraggio...

  PRESIDENTE. Dovrebbe concludere.

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  ROBERTO CAON. ...di fare esattamente il contrario di quello che continuate a dire nelle piazze e nelle televisioni, e mi rammarico che certi partiti si chiamino «democratici» (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord e Autonomie).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, la deputata Nardi. Ne ha facoltà.

  MARTINA NARDI. Signor Presidente, mi rendo conto che in quest'Aula, forse, siamo dei matti – mi rivolgo soprattutto ai compagni, alle compagne in maniera particolare, perché le vedo interessate ad altro, in questo momento – a pensare di poter discutere la legge elettorale in quest'Aula. Noi siamo matti, perché abbiamo la pretesa di confrontarci puntualmente su questioni nel luogo preposto, cioè la Camera dei deputati, cioè il Parlamento della Repubblica. Il disinteresse totale nel quale, come dire, ormai, a questa ora del pomeriggio...

  PRESIDENTE. Chiedo scusa, collega. Se è possibile evitare, magari, capannelli proprio così evidenti (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).

  MARTINA NARDI. ...evidenzia la volontà di dare al Paese la governabilità, la stabilità, oppure, invece, evidenzia, come io credo, una situazione che ormai è sotto gli occhi di tutti, cioè l'idea che il Parlamento, che le Camere, che la politica non abbiano più dignità ?

  PRESIDENTE. Dovrebbe concludere.

  MARTINA NARDI. E questo non fa altro che avvalorare, cari amici, compagni, onorevoli del Partito Democratico, purtroppo, altri lidi politici, altre concezioni della politica. Ridate dignità a quest'Aula, confrontatevi con noi e costruite con noi...

  PRESIDENTE. Deputato, concluda.

  MARTINA NARDI. ...la proposta di legge migliore e più adatta per questo Paese (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Franco Bordo. Ne ha facoltà.

  IGNAZIO LA RUSSA. L'unico problema era la parità di genere !

  PRESIDENTE. Collega La Russa, per favore.

  IGNAZIO LA RUSSA. L'unico problema, per quel capannello, era la parità di genere !

  PRESIDENTE. Per favore, collega.

  IGNAZIO LA RUSSA. Del resto se ne fregano !

  PRESIDENTE. Collega ! Collega, per favore ! Prego, deputato Bordo.

  FRANCO BORDO. Signor Presidente, bisogna modificare questo sbarramento, è assolutamente necessario. Se non viene fatto nel Parlamento, verrà comunque fatto. Chiedo che tutti coloro che sono contrari si mettano insieme: portiamo nella piazza, a Roma, centinaia di migliaia di cittadini per la difesa della democrazia, perché questo è inaccettabile (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà) ! Dobbiamo metterci alla testa di un popolo, di un popolo democratico, che chiede il rispetto della Costituzione italiana. Mi impegnerò in questo senso.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Sannicandro. Ne ha facoltà.

  ARCANGELO SANNICANDRO. Il disinteresse nel quale stiamo...

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  IGNAZIO LA RUSSA. Signor Presidente, non faccia dare la schiena !

  PRESIDENTE. Scusi, deputato Sannicandro. Comprendo il disagio di alcuni deputati, che mi stanno più volte segnalando capannelli in Aula. Se è possibile, se si può evitare... Mi pare che il dibattito si stia svolgendo in maniera regolare e relativamente serena. Andiamo avanti. Prego, deputato Sannicandro.

  ARCANGELO SANNICANDRO. Coloro i quali hanno raggiunto, fuori da quest'Aula, i loro accordi in danno delle altre forze politiche abbiano almeno il pudore di non mostrare iattanza su questo punto. La proposta di legge che stiamo votando raccoglie, tutte insieme, le peggiori criticità che si potevano inventare. Non bastava il Porcellum ! Perché lo abbiamo aggravato ? Questo è il problema: perché lo abbiamo aggravato ? Spero che, non la Corte costituzionale, ma il Presidente della Repubblica si renda conto di questa grave situazione, perché non è proprio il caso di far ridere l'Europa.
  Infatti, non si è mai vista una legge di questo tipo in nessuna parte d'Europa, a prescindere dalla questione del 4,5 per cento. Ma è mai possibile che stiamo votando una proposta di legge per una Camera, quando le Camere sono due ? E non possiamo andare avanti con la promessa...

  PRESIDENTE. Deve concludere.

  ARCANGELO SANNICANDRO. ...che tanto il Senato sarà eliminato.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Cera. Ne ha facoltà.

  ANGELO CERA. Signor Presidente, gli ultimi interventi mi hanno fatto riflettere. Io per semplificarlo lo chiamerò «truffardello». Ma sapete perché ? Perché chi ha fatto la legge sa molto bene che avrà bisogno degli altri partiti, per cui a tutti gli effetti questi signori sanno molto bene che stanno facendo una legge «sporca» proporzionale.
  Io uso un termine: «ficcato». È come un «matrimonio ficcato», messo stretto. Poi, siccome sanno che debbono mettere in silenzio questi partiti che vanno dentro, aumentano la soglia di maggioranza con il premio. Allora, tutto questo è la dimostrazione di un inganno che va verso il popolo italiano.

  PRESIDENTE. Dovrebbe concludere.

  ANGELO CERA. Restituite il voto agli italiani con il sistema proporzionale. Fate scegliere agli italiani.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Avverto che la prossima votazione avrà luogo a scrutinio segreto.
  Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento La Russa 0.1.900.35, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole dei tre relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Cera, Paola Bragantini, Ruocco...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   (Presenti e votanti  523   
   Maggioranza  262   
    Voti favorevoli  215    
    Voti contrari  308).    

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Balduzzi 0.1.900.63, a pagina 95, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole dei tre relatori di minoranza.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Balduzzi. Ne ha facoltà.

  RENATO BALDUZZI. Signor Presidente, si tratta di una rinnovata occasione Pag. 63per portare l'attenzione sul problema delle cosiddette – usiamo una semplificazione – «liste civetta».
  Opportunamente – e ringrazio la Presidenza per essere tornata sui suoi passi – si è pensato di non considerare precluso questo emendamento, avendo la Camera questa mattina votato contro l'emendamento affine, che era stato posto in votazione.
  Questo dà la possibilità, tra l'altro, di una votazione diversa, senza contraddizione. Infatti, se noi avessimo cominciato a votare dall'emendamento che diceva che le liste che non raggiungono l'1 per cento non possono concorrere a che la coalizione abbia il premio di maggioranza, noi avremmo effettivamente, ove questo fosse stato votato in senso sfavorevole, costituito una preclusione a che si potesse votare che le liste che stanno sotto l'1 per cento non abbiano la possibilità in alcun modo di avere rilievo.
  Noi, invece, abbiamo votato questa mattina e, sia pure per poco, l'emendamento non è passato. Adesso abbiamo l'opportunità di ripensare al voto che abbiamo fatto, colleghi, ma in un'altra ottica, perché l'emendamento in questione dice che, se le liste non hanno l'1 per cento, non può esserci la possibilità che la coalizione in cui sono inserite abbia il premio di maggioranza.
  Dunque, non è un'irrilevanza totale, una neutralizzazione totale delle liste sotto l'1 per cento, ma è l'impossibilità che liste un po’ occasionali, liste che si prestano a quelle immoralità che sono state considerate anche questa mattina e che appartengono purtroppo alla storia di questo Paese, possano ciononostante essere significative per che cosa ? Per un premio di maggioranza, cioè per una distorsione importante della proporzionalità, che sarebbe favorita da liste che sono contro la normalità del procedimento elettorale.
  Ecco perché dico al Governo e dico ai colleghi di tutte le forze politiche: votare diversamente da stamattina – per chi ha votato contro stamattina – non è contraddirsi, perché l'argomento in oggetto è del tutto diverso, molto più specifico e credo che possa essere favorevolmente affrontato e preso in considerazione da questo Parlamento (Applausi dei deputati del gruppo Scelta Civica per l'Italia).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Cozzolino. Ne ha facoltà.

  EMANUELE COZZOLINO. Signor Presidente, condivido le osservazioni fatte poco fa dall'onorevole Balduzzi. Con questo subemendamento andiamo a togliere dal calcolo del premio di maggioranza appunto i voti riportati dai piccoli partiti. In questo caso, anche se noi siamo contrari alle coalizioni, ci sembra corretto, perché, mettendo insieme una miriade di partitini sotto la soglia dell'1 per cento, si potrebbe per assurdo favorire una grossa coalizione a guadagnarsi il premio di maggioranza, che però verrà comunque, come abbiamo detto negli interventi precedenti, assegnato solo al partito che avrà più voti e che ha comunque superato la soglia del 4,5 per cento. Quindi invito comunque a votare favorevolmente questo subemendamento, perché comunque migliora, anche se di poco, questo testo osceno (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Avverto che la prossima votazione avrà luogo a scrutinio segreto.
  Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Balduzzi 0.1.900.63, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole dei tre relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Vignaroli ? Monchiero ? Lavagno ?
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   (Presenti e votanti  486   
   Maggioranza  244   
    Voti favorevoli  190    
    Voti contrari  296).    

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  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  (I deputati Cimbro e Rughetti hanno segnalato che non sono riusciti a votare).

  Adesso ci sarebbero i due subemendamenti Centemero 0.1.900.15 e 0.1.900.16, da pagina 102 a 104. Presidente, mi conferma che sono accantonati ?

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. Sì, Presidente, sono accantonati.

  PRESIDENTE. Passiamo alla votazione del subemendamento Gitti 0.1.900.69, a pagina 105.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Gigli. Ne ha facoltà.

  GIAN LUIGI GIGLI. Signor Presidente, questo subemendamento mira ovviamente ad abbassare la soglia per i partiti che corrono al di fuori della coalizione, portandola dall'8 al 5 per cento.
  Voglio solo far notare ai colleghi, in particolare del PD, come una soglia all'8 per cento non esista in nessuna altra parte d'Europa, com’è stato già detto, eccetto che per quella porzione estrema dell'Europa che è la Turchia. Ma se andiamo a cercare degli esempi più vicini, possiamo trovare un esempio virtuoso nella Germania. La Germania ha una soglia al 5 per cento, quale quella da noi proposta, e la Germania certamente mi pare che non abbia una pletora di partiti e riesca ad avere assicurate, da settant'anni, una governabilità ed una piena possibilità di alternanza, senza avere nemmeno il premio di maggioranza. Ora, alla strana maggioranza che sta dietro questa legge non basta invece il premio di maggioranza che ha già incassato: deve mettere anche una soglia di sbarramento all'8 per cento per il partito che corre da solo.
  Se anche queste considerazioni che ho appena terminato di fare non fossero condivise, resterebbe, tuttavia, il fatto inspiegabile di come sia possibile, in un Paese democratico, dare un peso diverso al voto dei cittadini a seconda che votino all'interno o all'esterno di una coalizione. L'onorevole Zaratti, qui presente, che ha parlato poc'anzi, ha evocato a tale proposito uno dei libri a me più cari, «La fattoria degli animali» di Orwell. Io ritengo che lui, però, abbia volato troppo alto. In realtà, visto il livello della discussione, forse dovremmo accontentarci, non di pensare a Orwell, ma alla Coop, dove, almeno per chi vota per un partito all'interno di una coalizione, vale il detto: paghi uno e prendi due, in termini di risultato.
  Ma io chiedo agli amici del PD: come pensate che sia possibile per gli elettori di un partito che volendo correre da solo sia arrivato magari al 7,5 per cento, il che vuol dire comunque un considerevole numero di elettori, vuol dire qualche milione di elettori, vedersi impossibilitati ad avere una rappresentanza in Parlamento ? Ma cosa accadrà in termini di tenuta delle istituzioni quando un Governo dovesse dar luogo a provvedimenti impopolari ? Come potranno essere digeriti da quella parte della popolazione che non si trovasse nemmeno ad essere rappresentata dopo avere espresso il proprio voto ? Io questo chiedo. È un atto di responsabilità nei confronti della tenuta delle istituzioni. Come è stato già detto altre volte, mettetevi una mano sulla coscienza e pensate, non al risultato dell'Italicum, ma al futuro di questo Paese.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Melilla. Ne ha facoltà.

  GIANNI MELILLA. Signor Presidente, colleghi di Forza Italia e del Partito Democratico, ma voi ritenete che appena approvata questa legge non ci sarà nel Paese un moto di protesta e di indignazione tale che sui punti più controversi di questa legge non si proporrà un referendum abrogativo ? Ma voi pensate che noi subiremo questo trattamento che non ha eguali nella storia della Repubblica italiana ? Mi fa piacere che molti partiti anche del centrodestra abbiano in quest'Aula adoperato parole di ferma condanna nei confronti di Forza Italia. Lo stesso diciamo noi nei confronti del Partito Pag. 65Democratico. Voglio citare a memoria come il Partito Comunista italiano e come la Democrazia Cristiana, da cui il Partito Democratico ritiene di avere ereditato i migliori comportamenti politici, avessero ben altro stile. La Democrazia Cristiana, anche quando poteva governare da sola, ha sempre cercato la collaborazione con uomini come La Malfa, come Saragat, come Pertini. Il Partito Comunista addirittura creò la Sinistra Indipendente per dare spazio a personalità sicuramente minoritarie nel Paese, ma di grande spessore culturale e politico, come Lelio Basso, Luigi Spaventa, Stefano Rodotà, Alberto Moravia, Altiero Spinelli, eletti nel Parlamento europeo. Io penso che non si vada da nessuna parte se si insiste con questa miopia, con questo atteggiamento arrogante, supponente, indisponente, antidemocratico. E io penso che ognuno di noi sta traendo da questo dibattito anche dei convincimenti personali. Io vengo dal Partito Comunista; aderii al PDS, ai DS e non sono andato nel Partito Democratico perché non condividevo quel progetto, ma ho sempre pensato che il Partito Democratico fosse un interlocutore essenziale per costruire una politica progressista in questo Paese. Ora ho dei dubbi, cari colleghi del Partito Democratico, ho dei dubbi. Penso di avere sbagliato nel passato ad aver fatto affidamento.
  E mi dispiace che Renzi in poche settimane stia dilapidando un bagaglio, un patrimonio culturale-politico che persone avevano costruito faticosamente negli anni e, per ultimo, Pierluigi Bersani a cui va tutto il mio apprezzamento, perché aveva ben altro stile e concepiva la politica e la lealtà nei confronti delle altre forze, dal centro democratico al Partito socialista a noi di SEL, in modo assolutamente diverso. Sì, sono deluso e amareggiato per il vostro comportamento (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto la deputata Dadone. Ne ha facoltà.

  FABIANA DADONE. Signor Presidente, l'abbassamento delle soglie dovrebbe essere un qualcosa di dovuto dai partiti di maggioranza ai partiti più piccoli. Qua si chiede semplicemente di abbassare la soglia, per i partiti che concorrono da soli alle elezioni, dall'8 al 5 per cento. È bene ricordarlo. E lo ricorderemo per tutte le proposte emendative di questo genere, che le soglie di sbarramento alte ci sono, ma ci sono in Paesi come la Turchia e, subito dopo, come ricordava il collega, c’è la Germania, è vero, la Germania con il 5 per cento, ma quella soglia di sbarramento non è necessaria in Germania se si vince in almeno tre collegi uninominali. Quindi vuol dire che l'Italia si ostina a voler mantenere uno stile unico al mondo da questo punto di vista, perlomeno, equiparandosi solo alla Turchia. Per cui chiedo ai partiti di maggioranza di votare questo subemendamento, perché è un subemendamento di decenza, non di buon senso (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Bragantini. Ne ha facoltà.

  MATTEO BRAGANTINI. Signor Presidente, questo subemendamento ha una logica veramente così semplice, così naturale che non riesco a capire perché i colleghi non lo votino. Infatti vedere che il voto di un elettore è differenziato e ha un peso differenziato per un partito o movimento se questo partito è in coalizione o meno, è veramente una cosa assurda. Infatti dire che se un partito è in coalizione basta che superi il 4,5 per cento; se, invece, questo partito è da solo e ha quasi il doppio dei voti non può essere presente in Parlamento, appunto se è da solo, è un'assurdità, perché può essere comprensibile se si ragiona su mezzo punto percentuale o un punto percentuale dire: se è in coalizione è il 4 per cento; se non è in coalizione è il 5 per cento o il 5,5 per cento o il 5,7 per cento, perché bisogna cominciare a frazionare un po’ meglio, perché ci sono anche altre cifre; ma dire che un partito che prende quasi il doppio dei voti di un altro partito non può essere Pag. 66presente in Parlamento è un'aberrazione. Ripeto: è un'aberrazione, è un limite troppo alto. Anche perché così cosa accade ? Che anche i partiti che vogliono correre da soli cosa fanno ? Semplicemente fanno una coalizione con una lista civetta che prende lo 0,1 per cento ed è già risolto il problema.
  Dunque non costringete i partiti che vogliono correre da soli a fare delle false coalizioni per sopravvivere, perché nessuno qua è nato ieri e, dunque, la soluzione per risolvere questa problematica si è già trovata. Dunque vi chiedo di votare questo subemendamento perché è di buon senso.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Zaratti. Ne ha facoltà.

  FILIBERTO ZARATTI. Signor Presidente, uno dei più amati, forse il più amato tra i Presidenti italiani, uno dei più grandi se non il più grande è stato Sandro Pertini, che è stato eletto Presidente della Repubblica nel 1978. Ebbene Sandro Pertini era stato eletto due anni prima in una lista, che era quella del Partito Socialista, che allora prese il 9,64 per cento ma aveva appena sfiorato il quorum necessario per entrare alla Camera. Pensate quel personaggio correva il rischio di non raggiungere il quorum con il suo partito e di non entrare alla Camera.
  Guardate che quando si parla di democrazia e di rappresentanza è una cosa fondamentale, è una cosa importante che riguarda la vita di tutti giorni perché, colleghe e colleghi, soprattutto democratici in senso lato, voi state trasformando questa nostra democrazia in una oligarchia, in un Governo di pochi, di pochi, in un Governo fatto soltanto di nominati...

  PRESIDENTE. Dovrebbe concludere.

  FILIBERTO ZARATTI. ...in un Governo dove ci sono soltanto coloro che sono, come dire, gradevoli alla figura del segretario nazionale.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il collega Fraccaro. Ne ha facoltà.

  RICCARDO FRACCARO. Signor Presidente, dato che è evidente che il Ministro Boschi non ha alcuna intenzione di relazionarsi con i parlamentari e con il Parlamento, anzi, se ne è proprio andata dall'Aula, a quanto pare...

  PRESIDENTE. Il Governo è presente in Aula, collega Fraccaro.

  RICCARDO FRACCARO. Sì, parlavo del Ministro Boschi...

  PRESIDENTE. Prego, vada avanti.

  RICCARDO FRACCARO. Mi permetto di chiedere, cortesemente sempre, al sottosegretario per i rapporti con il Parlamento qui presente se almeno lui ha intenzione di spiegare all'Aula il motivo per cui il Governo appoggia la soglia di sbarramento dell'8 per cento.

  PRESIDENTE. La invito a concludere.

  RICCARDO FRACCARO. Chiedo se ci siano dei motivi economici, politici, elettorali: qualsiasi motivo, razionale o meno, che abbia indotto il Governo ad appoggiare questa soglia, visto che viene pagato dagli italiani per rapportarsi proprio con il Parlamento, sottosegretario Scalfarotto, se esce un Ministro che non vuole parlare con noi, almeno lei onori il suo compenso. Grazie, sottosegretario (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il collega Pilozzi. Ne ha facoltà. Scusi, onorevole Pilozzi. Posso chiedervi di liberare i banchi del Governo, per favore ? Io capisco che diamo gli auguri ai nuovi sottosegretari e ai Viceministri, però, per favore, se è possibile liberare i banchi del Governo, grazie. Prego collega Pilozzi.

Pag. 67

  NAZZARENO PILOZZI. Grazie Presidente. Io credo che questo subemendamento che ci accingiamo a votare sia un subemendamento di buon senso, che veramente rimette un minimo di serietà al nostro lavoro. Pensare che una lista che prende il 7,9 per cento – quindi, prende 3 milioni, forse anche 3 milioni e mezzo di voti – non sia presente in Parlamento è una cosa che va a nocumento di tutta la democrazia italiana. Io credo che 3 milioni, 3 milioni e mezzo di voti siano una rappresentanza sociale del Paese vera e tenerli fuori dal Parlamento si capisce solamente per l'interesse di qualcuno. Se a questo aggiungiamo che abbiamo appena votato una legge che taglia il finanziamento pubblico, noi rischiamo di non avere più presenti in Parlamento i lavoratori, i precari, gli studenti, gli esodati, e di fare solamente un Parlamento eletto per censo e per ricchezza, e non per rappresentanza sociale (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il collega Cozzolino. Ne ha facoltà, per un minuto.

  EMANUELE COZZOLINO. Signor Presidente, mi riferisco ai colleghi del PD: nel fascicolo n. 3 degli emendamenti del 4 marzo troviamo un subemendamento di un componente di questa maggioranza identico al subemendamento a prima firma Gitti. Io mi chiedo come mai ordini di partito abbiano imposto di ritirare questo subemendamento. Quando dite che siete democratici: votiamolo qui in Aula e vediamo cosa succede (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il collega D'Ambrosio. Ne ha facoltà.

  GIUSEPPE D'AMBROSIO. Signor Presidente, cerco di portare all'interno di quest'Aula una parola che, forse, riguarda questo subemendamento e che, però, fatica sempre di più a riecheggiare in quest'Aula, ed è la coerenza. Per cui voglio leggere – cito testualmente – alcune affermazioni del 5 marzo di quest'anno: «Abbiamo preso l'impegno a far approvare la legge in prima lettura alla Camera (...), ma il percorso è solo all'inizio e mi auguro si possa ancora intervenire al Senato». E non capisco perché alla Camera. Poi dice ancora: «Ad esempio, bisogna correggere la soglia di sbarramento all'8 per cento per i partiti che si presentano da soli. Se resta così com’è, c’è il rischio che una forza politica che raccoglie 3 o 4 milioni di voti, resti al di fuori del Parlamento». Presidente, questo non lo dice un membro del MoVimento 5 Stelle: questo lo diceva un certo Gianni Cuperlo. A voi la coerenza (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Avverto che la prossima votazione avrà luogo a scrutinio segreto.
  Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Gitti 0.1.900.69 a pagina 105, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole dei tre relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Ventricelli, Paris, Giuliani...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   (Presenti e votanti  522   
   Maggioranza  262   
    Voti favorevoli  221    
    Voti contrari  301).     

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  Avverto che la prossima votazione avrà luogo a scrutinio segreto.
  Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sugli identici subemendamenti Migliore 0.1.900.44 e La Russa 0.1.900.36, a pagina 106, con il Pag. 68parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole dei tre relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Folino, Molteni, Giacomoni, Peluffo, presidente Ferranti, Sorial...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   (Presenti e votanti  528    
   Maggioranza  265   
    Voti favorevoli  220    
    Voti contrari  308).     

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  Passiamo alla votazione del subemendamento Migliore 0.1.900.45, pagina 106.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Migliore. Ne ha facoltà.

  GENNARO MIGLIORE. Signor Presidente, illustro questo subemendamento molto rapidamente sperando di cogliere l'attenzione dei colleghi. Si tratta...

  PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Migliore, mi facevano notare che lei è intervenuto sul complesso degli emendamenti e quindi non può parlare perché, in questo caso, il subemendamento è suo, lei ha già parlato sul complesso degli emendamenti. (Commenti del deputato Migliore) Lei è sicuro che non ha parlato sul complesso degli emendamenti ?

  GENNARO MIGLIORE. Io ho parlato sulla questione pregiudiziale, sicuramente...

  PRESIDENTE. Gli uffici stanno compiendo una verifica veloce. L'onorevole Sannicandro mi dice che ha parlato solo lui. Un attimo, gli uffici stanno verificando.
  Comunque, mentre verifichiamo le concedo la parola, prego.

  GENNARO MIGLIORE. Mi scusi, io sono già intervenuto su venti emendamenti miei. Solo adesso si è accorto...

  PRESIDENTE. Va bene, se vuole fare questo intervento mentre noi verifichiamo, non c’è problema, prego.

  GENNARO MIGLIORE. Il punto è il seguente: noi abbiamo una clausola, con questo subemendamento, che consente almeno ad una forza tra quelle che non raggiungono l'8 per cento di veder riconosciuta una rappresentanza. Si tratta delle forze fuori dalla coalizione, quindi, non è da confondersi con gli emendamenti che prendono il miglior perdente dentro la coalizione, ma quelli che non raggiungono l'8 per cento, in modo da evitare paradossi come quello di milioni di voti, magari di partiti con il 7 o il 7 e mezzo per cento che possono in qualche modo essere esclusi completamente dalla rappresentanza. Non ha una ratio quella di escludere dalla rappresentanza partiti che non contribuiscono in nessun modo alla governabilità.
  Chiedo in questo senso di approvare il subemendamento in esame, che anche in questo caso – lo voglio ricordare – non viola gli impegni che sono stati presi fuori da quest'Aula. Non abbiate timore: esiste una via parlamentare alla definizione di una legge elettorale (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE
ROBERTO GIACHETTI (ore 17,25)

  PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Migliore. Diciamo che, in attesa di verificare, magari serve per i prossimi emendamenti, se effettivamente aveva parlato sul complesso degli emendamenti, lei ha svolto il suo intervento.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Famiglietti. Ne ha facoltà.

  LUIGI FAMIGLIETTI. Signor Presidente, vorrei semplicemente dire che noi Pag. 69voteremo «no» come Partito Democratico su questo subemendamento. Abbiamo avuto modo nel corso del dibattito, sia in Commissione sia in sede di Comitato dei nove, sia in Aula, di ribadire la nostra posizione rispetto a questa legge elettorale, che mantiene vivo sicuramente il legame con il principio di rappresentatività, ma soprattutto è legata al preservare il principio di governabilità. Noi non siamo sicuramente nostalgici degli anni Ottanta, con riferimento ai quali in Italia abbiamo avuto periodi in cui, nel corso di un solo anno, si accavallavano più Governi: abbiamo bisogno di dare al nostro Paese dei Governi stabili, che durino per cinque anni, per recuperare sul piano internazionale la credibilità che manca da troppo tempo al nostro Paese.
  Quindi, per questo siamo fiduciosi che questa legge elettorale passerà alla Camera, perché è solo il primo tassello di una serie di riforme che questo Paese merita e sta aspettando. Oltre alla legge elettorale noi, come sapete, dobbiamo procedere alla soppressione del Senato come seconda Camera, e poi subito alla modifica del Titolo V della Costituzione: queste sono le priorità che ci siamo dati, e per questo motivo siamo completamente a favore del sistema elettorale denominato Italicum (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

  PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'onorevole Zaratti, vorrei dire all'onorevole Migliore: pagina 15 del resoconto di ieri, lei è intervenuto sul complesso degli emendamenti. Non fa niente per i 3 minuti, ma, per il futuro, lo sappia, perché sui suoi emendamenti lei non può intervenire. Gli uffici non falliscono mai: i Presidenti spesso, ma gli uffici mai.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Zaratti. Ne ha facoltà.

  FILIBERTO ZARATTI. Signor Presidente, sono contento finalmente di sentire in questo dibattito una voce del Partito Democratico: finora avevo ascoltato soltanto il collega Fiano, che è sempre molto interessante, naturalmente. Se il dibattito si allarga un pochino ne saremo tutti molto felici, perché vorremmo sapere che succede in questo grande partito, il primo partito italiano, il primo partito alla Camera, un partito che esprime il più grande gruppo parlamentare che ci sia stato nella storia di questo Parlamento: vorremmo sentire qualche voce.
  Agli anni Ottanta non vuole tornare il collega, ma io vorrei ricordare che con il sistema proporzionale in questo Paese ci sono stati 9 partiti per cinquant'anni: solo adesso si sono moltiplicati e sono diventati 40, 50, con gli arzigogoli elettorali ed istituzionali che noi ci inventiamo.

  PRESIDENTE. La invito a concludere.

  FILIBERTO ZARATTI. Ma il bene preciso e fondamentale da difendere, caro collega, è la democrazia.

  PRESIDENTE. Concluda, onorevole Zaratti.

  FILIBERTO ZARATTI. Voi la volete trasformare in un'oligarchia, in un governo di pochi, e questo noi non lo permetteremo.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Paglia. Ne ha facoltà.

  GIOVANNI PAGLIA. Signor Presidente, non so quale passione si possa avere per vedere i Governi cadere in Parlamento e moltiplicarsi nell'arco di una legislatura. Per il momento, da che io ho esperienza, cioè in questa legislatura, il Governo l'abbiamo visto cadere, ma non ad opera dei piccoli partiti, ad opera di un partito molto grande che ha fatto cadere il suo stesso Governo: quindi l'instabilità può esserci per tante cause, non certo per i piccoli partiti.
  Io tengo particolarmente a questo subemendamento perché pone un tema molto semplice ed elementare di democrazia: un Parlamento ha senso se permette che le sue porte si aprano alla Pag. 70società; e la società cambia, non è mai data per sempre, emergono esigenze nuove, emergono bisogni nuovi di rappresentanza. Introdurre uno sbarramento all'8 per cento per chiunque già non sia qui. Significa solo blindare le porte di questo Palazzo e tener fuori il cambiamento da questo Palazzo.
  Questo è impossibile da accettare in un Paese: pensate a quanti partiti non sarebbero nati nella storia italiana ed europea se li si fosse ammazzati nella culla. Quei partiti sono quelli che hanno fatto la storia d'Italia e d'Europa...

  PRESIDENTE. Deve concludere.

  GIOVANNI PAGLIA. ...molto più, francamente, di quelli che siedono qui solo in virtù dei loro numeri.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto a titolo personale l'onorevole Nardi. Ne ha facoltà.

  MARTINA NARDI. Onorevole Famiglietti, benvenuto su candid camera: lei ci ha raccontato qualcosa che forse ha visto in qualche film perché, in quasi un anno, noi abbiamo già cambiato due Governi e quasi tre. Quindi, non bisogna fare ricorso agli anni Ottanta per capire la differenza tra governabilità e rappresentanza, ma penso che basti fotografare quello che è avvenuto, e non si risolvono i problemi mettendo la testa sotto la sabbia e facendo gli struzzi.
  Voi vi state rendendo conto che la stragrande maggioranza del Paese non è d'accordo con questa legge elettorale ? Vi state rendendo conto che anche dentro di voi, c’è scritto su tutti i giornali della Repubblica, non c’è accordo e assonanza e abbiamo ascoltato in questa Aula le crepe dentro il partito di Forza Italia ? Poi ci sono tutti gli altri che hanno detto che non sono d'accordo; riflettete e non basta il Senato...

  PRESIDENTE. Deve concludere.

  MARTINA NARDI. ...si può fare e si deve fare alla Camera.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale...Onorevole Pilozzi, per capirci, se lei parla a titolo personale, bene, se lei parla come relatore di minoranza, le sono rimasti quattro minuti.

  NAZZARENO PILOZZI. Signor Presidente, a titolo personale...

  PRESIDENTE. Bene, ne ha facoltà.

  NAZZARENO PILOZZI. ...anche perché dopo aver ascoltato l'intervento dell'onorevole Famiglietti basta veramente un minuto per spiegare il perché qualche settimana fa è caduto il Governo in Italia, ma non credo che i piccoli partiti abbiano assolutamente avuto un ruolo in questo e soprattutto io credo che non è questo il punto del subemendamento che noi proponiamo.
  Noi, con questo subemendamento, tentiamo di evitare che un partito che ottiene tre milioni e mezzo di voti non sia rappresentato in Parlamento. Noi, con questo subemendamento, tentiamo di mettere in questa legge almeno una norma di salvaguardia della legge stessa, perché non è scritto da nessuna parte che dovranno esistere per forza le coalizioni, e una norma di salvaguardia per la democrazia perché avere fuori dal Parlamento, magari nella piazza antistante il Parlamento...

  PRESIDENTE. Deve concludere.

  NAZZARENO PILOZZI. ... un partito che ha avuto tre milioni e mezzo di voti e che non è rappresentato in Parlamento non credo sia un bello spettacolo per la democrazia italiana.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bragantini. Ne ha facoltà.

  MATTEO BRAGANTINI. Signor Presidente, intervengo a nome del gruppo perché Pag. 71ho sentito un collega del Partito Democratico dire due inesattezze, ossia che sono i partiti piccoli che hanno fatto cadere i Governi. Gli ultimi Governi sono sempre caduti o sono cambiati per dinamiche interne ai grandi partiti. Da Prodi in poi, facciamo dei passaggi ancora più indietro, è sempre successo che la causa sono stati i problemi all'interno del partito più grande o di maggioranza di una certa coalizione.
  Inoltre, questo subemendamento non va a colpire i partiti minori, più piccoli, che sono in maggioranza, ma i partiti che andrebbero all'opposizione perché già con il premio di maggioranza una coalizione ha il 52 per cento dei seggi. Dunque, anche se in Parlamento ci sono dei partiti che rappresentano tre milioni e mezzo di cittadini, non vanno ad incidere sulla maggioranza, a meno che voi del Partito Democratico e di Forza Italia riteniate che l'opposizione sia negativa e possa creare problemi alla governabilità del Paese.
  Ma, come ho detto in un altro discorso, questa si chiama dittatura, non si chiama democrazia; nella democrazia c’è la maggioranza e voi avete il premio di maggioranza e, dunque, riuscirete a governare, e l'opposizione è formata da tutti quei partiti o movimenti che rappresentano almeno una soglia giusta, equa; io ritengo l'1-2 per cento, ma non certo l'8 per cento come prevede questo subemendamento, a meno di abbassarla al 6 per cento.
  Fate un po’ di ragionamenti, perché adesso il PD e Forza Italia sono due partiti di un certo peso; magari, fra qualche anno, vi saranno nuovi partiti e voi vi lamenterete che non potrete neanche entrare in Parlamento. Questo sarebbe molto grave e sono convinto che anche voi riterrete una legge così, se foste diventati un po’ più piccoli, illegittima e anticostituzionale.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Di Salvo. Ne ha facoltà.

  TITTI DI SALVO. Signor Presidente, capisco che, per difendere le proprie opinioni, uno possa cercare di dire tutto, ma sostenere – è questa la domanda che vorrei porre all'onorevole Famiglietti e ad altri – che, per riavvicinare i cittadini al Parlamento, sia bene che 3 milioni e mezzo di persone rimangono fuori dall'Aula del Parlamento è veramente un eccesso di zelo, che non è possibile far passare sotto silenzio. Cioè la domanda è: se 3 milioni e mezzo di persone non vengono rappresentate in Parlamento, la democrazia aumenta o diminuisce ? Cosa c'entra la governabilità ? Veramente nulla (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà) !

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Melilla. Ne ha facoltà.

  GIANNI MELILLA. Signor Presidente, vorrei riaffermare che la soglia dell'8 per cento con la governabilità non c'entra niente, perché la governabilità interessa la coalizione che raggiunge e ottiene quel premio di maggioranza. Finora è sempre successo che a far cadere i Governi sono stati i partiti che facevano parte della maggioranza, perché l'opposizione naturalmente fa il suo lavoro. L'8 per cento è uno sbarramento che si riferisce a chi è collocato alla minoranza, all'opposizione, quindi voi vi state arrogando il potere, assolutamente antidemocratico, di impedire a partiti che rappresentano milioni di elettori di esercitare la loro funzione di minoranza in Parlamento. Quindi, per cortesia, non cambiate le carte in tavola e assumetevi le vostre responsabilità.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Airaudo. Ne ha facoltà.

  GIORGIO AIRAUDO. Signor Presidente, vorrei rassicurare lei e l'Aula che non ho alcun rimpianto per gli anni Ottanta, gli anni del reaganismo, gli anni del tatcherismo, gli anni dell'inizio della subalternarietà culturale della sinistra, da cui con fatica si sta cercando di uscire, ma sono sicuro che noi dobbiamo rimuovere Pag. 72gli ultimi tre anni, gli anni dell'emergenza, gli anni dei governissimi, gli anni di coloro i quali sono tutti uguali, gli anni che hanno aumentato l'astensione degli italiani dal voto; e serve una legge elettorale che riporti alla partecipazione, non che chiuda nel recinto dei pochi che decidono sui molti (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà) !

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Luigi Gallo. Ne ha facoltà.

  LUIGI GALLO. Signor Presidente, che avevate una strana idea della democrazia l'avevamo già capito, però adesso comprendiamo che avete anche una strana idea del concetto di governabilità. Per voi governabilità significa schiacciare bottoncini qua dentro, le lucine che si accendono, o significa rispettare i cittadini liberi in questo Paese, le istanze che portano i cittadini liberi in questo Paese ? Voi state escludendo dalla democrazia dai sei ai dieci milioni di cittadini liberi di questo Paese; pensate che questo processo avvenga così, semplicemente e magicamente con una legge, o ci saranno delle conseguenze ? Noi pensiamo che vi saranno delle conseguenze, lo scollamento tra istituzioni e democrazia sarà ancora più forte e questo scollamento non sarà indolore. Purtroppo c’è da aspettarsi, per quello che state facendo e di cui siete responsabili, che il Paese risponderà in maniera negativa; c’è da aspettarsi, come accade in tutti questi casi, che il Paese risponderà con disordini sociali quando le istanze dei cittadini non sono più rappresentate all'interno delle istituzioni, perché c’è un'oligarchia che comanda. Questa è la vostra responsabilità e nessuno ve la toglie (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Franco Bruno. Ne ha facoltà.

  FRANCO BRUNO. Signor Presidente, c’è stata un'osservazione di merito sul subemendamento e a quella io mi voglio attenere, perché è stata sollevata la questione della governabilità. Mi permetto di sottolineare però che non c'entra molto.
  Se dovesse venire approvata questa legge e l'impianto che la sottende, ci sarà una sola Camera, ci sarà un'elezione; quella elezione al primo o al secondo turno prevede un partito che ottiene un larghissimo premio di maggioranza e che governerà.
  Questo subemendamento, discutibile quanto si vuole, riguarda invece quelli che restano alla minoranza e prevede la possibilità, anche per chi non raggiunge, per il migliore che non raggiunge la soglia altissima dell'8 per cento, di essere rappresentato nei banchi di minoranza.
  Questo prevede tale subemendamento. Il fatto che ci sia la volontà di non confrontarsi, secondo me, però, sottolinea un'altra questione. Questa non è una legge che guarda alla governabilità, a chi vince; questa è una legge fatta per il «secondo»; questa è una legge fatta per il miglior perdente; questa è una legge per chi pensa di bloccare il sistema per come è, per come è stato, per un PD perno del centrosinistra e Forza Italia, perno del centro-destra. State attenti che non sarà così: chi tenta di autoconservarsi attraverso la legge elettorale, nella storia, chi ha approvato la legge elettorale, ad urne aperte, ha scoperto cose che erano all'opposto di quello che immaginava. Potrebbe essere un errore esiziale e la battaglia che si fa in questa Aula, oggi, pur sapendo che c’è una maggioranza già predeterminata, è una battaglia che servirà a tutti, servirà sostanzialmente al sistema proprio perché non reggerà. Non è attraverso il meccanismo elettorale che si ristabilisce un contatto e un rapporto con la società che poi crea una maggioranza che governa le istituzioni.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Quaranta. Ne ha facoltà.

  STEFANO QUARANTA. Signor Presidente, che questo subemendamento non Pag. 73c'entri nulla con la governabilità è stato già ampiamente dimostrato dagli interventi dei miei colleghi e, se è questo il tenore delle argomentazioni dei compagni del Partito Democratico, capisco come mai oggi non sia intervenuto praticamente nessuno.
  Allora, da questo punto di vista, credo di poter dire in quest'Aula che il Presidente del Consiglio del fare per adesso ha fatto solo tre cose con questa legge: ha riportato in vita Berlusconi, sta sfasciando l'alleanza di centrosinistra per sempre e sta producendo una legge elettorale che qualsiasi cittadino potrà chiedere alla Corte di pronunciare come anticostituzionale.
  Complimenti, perché mi sembra un ottimo inizio per questo Governo (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà) !

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Avverto che la prossima votazione avrà luogo a scrutinio segreto.
  Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Migliore 0.1.900.45, con il parere contrario della Commissione e del Governo e il parere favorevole dei tre relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Di Lello, Capezzone, Tancredi, Ruocco, Abrignani, Calabria, D'Ambrosio...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti e votanti  524   
   Maggioranza  263   
    Voti favorevoli  212    
    Voti contrari  312    

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  Avverto che la prossima votazione avrà luogo a scrutinio segreto.
  Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Gitti 0.1.900.72, con il parere contrario della Commissione e del Governo e il parere favorevole dei relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione – Commenti).

  Siamo al subemendamento Gitti 0.1.900.72. Ho chiesto, colleghi, se c'era qualcuno che voleva intervenire. Ho aspettato anche un po’, ma nessuno ha chiesto di parlare.
  Beni, Tucci...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti e votanti  523   
   Maggioranza  262   
    Voti favorevoli  115    
    Voti contrari  408    

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  Passiamo alla votazione del subemendamento Parisi 0.1.900.106, a pagina 108 del fascicolo. Chiedo se c’è qualcuno che vuole intervenire. Onorevole Gitti, ci siamo ? Bene.
  Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Parisi 0.1.900.106, con il parere contrario della Commissione e del Governo. Chiedo scusa ! Un attimo, scusate, colleghi. Non abbiamo ancora aperto la votazione. Adesso che vi accingete a votare ricordo il parere su questo subemendamento.
  Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Parisi 0.1.900.106, con il parere favorevole della Commissione, del Governo e del relatore di minoranza Matteo Bragantini, e con il parere contrario del relatore di minoranza Pilozzi, mentre il relatore di minoranza La Russa si rimette all'Assemblea.
  Dichiaro aperta la votazione, e mi scuso.
  (Segue la votazione).

Pag. 74

  Onorevole Sannicandro...avete votato tutti, colleghi ? Mi pare di sì, non vedo mani alzate.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  528   
   Votanti  527   
   Astenuti    1   
   Maggioranza  264   
    Voti favorevoli  353    
    Voti contrari  174    

  La Camera approva (Vedi votazioni).

  Passiamo alla votazione del subemendamento Migliore 0.1.900.46, alle pagine 108 e 109 del fascicolo. Chiedo se qualcuno chiede di parlare. Non mi pare...
  Passiamo, dunque, ai voti.
  Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Migliore 0.1.900.46, con il parere contrario della Commissione e del Governo, e con il parere favorevole dei relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Capezzone... Marco Di Stefano ha votato... Capezzone ha votato... Spadoni, Sarti, Polidori, Fraccaro, Colonnese...ancora Sarti... De Rosa... De Rosa ha votato. Sarti ha votato ? Sì, mi pare che abbiamo votato quasi tutti. Se l'onorevole Marazziti si affretta, forse, tutti. No, non deve togliere la scheda, onorevole Marazziti, perché allunghiamo solo di molto tutte le nostre... bisognerebbe mettere l'impronta digitale stando probabilmente al posto, che sarebbe più semplice... onorevole Marazziti, provi a sedersi. Bene.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  537   
   Votanti  536   
   Astenuti    1   
   Maggioranza  269   
    Voti favorevoli  205    
    Voti contrari  331    

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  Passiamo alla votazione del subemendamento 0.1.900.700 della Commissione, a pagina 109 del fascicolo.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Migliore. Ne ha facoltà.

  GENNARO MIGLIORE. Signor Presidente, questa è una delle proposte emendative che la Commissione ha presentato senza discutere e ne chiedo pertanto l'illustrazione, visto che non abbiamo potuto discuterne in Commissione. Non sono stati illustrati all'interno del Comitato dei nove, e quindi...

  PRESIDENTE. Ho visto l'onorevole Pilozzi che forse voleva parlare. No.
  Passiamo ai voti.
  Avverto che la prossima votazione avrà luogo a scrutinio segreto.
  Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento 0.1.900.700 della Commissione, con il parere favorevole della Commissione, del Governo, del relatore di minoranza Matteo Bragantini, del relatore di minoranza La Russa e con il parere contrario del relatore di minoranza Pilozzi.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Folino, Capezzone, Spadoni, Colonnese. Hanno votato tutti ? L'Abbate, Lauricella. Ci siamo ? Mi pare che hanno votato tutti. Lattuca; la vedo, onorevole Lattuca.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  525   
   Votanti  524   
   Astenuti    1   
   Maggioranza  263   
    Voti favorevoli  372    
    Voti contrari  152    
  La Camera approva (Vedi votazioni).

  (Il deputato Distaso ha segnalato che non è riuscito a votare).

Pag. 75

  Passiamo alla votazione del subemendamento Matteo Bragantini 0.1.900.107, a pagina 110 del fascicolo.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Matteo Bragantini. Ne ha facoltà.

  MATTEO BRAGANTINI. Signor Presidente, questo è un subemendamento molto semplice e di principio, perché riguardo alla ripartizione si va a chiedere una cosa che dovrebbe essere ovvia, ma in questo provvedimento purtroppo non è così ovvia, cioè che nell'assegnazione dei seggi ai partiti, soprattutto quelli più piccoli, venga data la precedenza, dunque si parta, dai collegi dove questi partiti hanno più voti, perché è assurdo, come succede in questo provvedimento con questo calcolo, che non sappiamo dove vengono assegnati i seggi. Dunque, può capitare – e nelle simulazioni è venuto fuori – che un partito, che è al 35 per cento o al 30 per cento in un collegio, in quel collegio abbia zero parlamentari e magari li abbia nel collegio dove ha il 5 per cento.
  Allora, siccome è una cosa ovvia – ma ormai qui bisogna parlare anche di cose ovvie –, questa proposta emendativa dice semplicemente che quando viene fatta la ripartizione o, meglio, quando viene fatta l'assegnazione ai singoli partiti si parte dal collegio dove un partito ha più voti e successivamente si passa agli altri. In questo modo garantiamo veramente la volontà degli elettori.
  Dunque, non riesco a capire il perché del parere negativo, perché è veramente una regola di buon senso e spero che tutti la possano condividere.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cozzolino. Ne ha facoltà.

  EMANUELE COZZOLINO. Signor Presidente, condividiamo la posizione dell'onorevole Matteo Bragantini. In questo caso i piccoli partiti, che hanno comunque contribuito alle coalizioni facendo loro guadagnare il premio di maggioranza, comunque almeno partecipino alla distribuzione del premio, dei seggi derivanti dal premio, dando così una rappresentanza anche a questi partiti, perché comunque hanno contribuito a fare guadagnare il premio.
  Quindi, non facciamo in modo che i voti dei piccoli siano comunque scippati dal partito maggiore. È, come sempre, un piccolo miglioramento di una legge incredibile, ma pensate a cosa votate, in questo caso facendo un gesto di miglioramento verso la democrazia, con la rappresentanza dei piccoli (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole D'Ambrosio. Ne ha facoltà.

  GIUSEPPE D'AMBROSIO. Signor Presidente, il MoVimento 5 Stelle appoggerà questo subemendamento, perché la sua necessità è la dimostrazione di quanto questa legge sia incostituzionale. Infatti, come hanno dimostrato le simulazioni dei centri studi della Camera, vi saranno dei seggi in cui i partiti che vengono premiati dai cittadini con il numero maggiore dei voti non avranno alcun seggio, mentre, magari, partiti con percentuali davvero piccole otterranno dei seggi.
  Allora, ricordate la sentenza della Corte costituzionale che diceva che il voto del cittadino deve essere direttamente riconducibile a colui che viene votato nei singoli collegi. Quindi, smettetela di prendere in giro i cittadini dicendo che il problema viene risolto con le liste corte. Il problema non viene risolto con le liste corte, perché la ripartizione è nazionale, e quindi il cittadino, pur premiando con percentuali molto alte la lista all'interno di un collegio, magari non vede nessuno eletto all'interno di quel collegio, e questo, ancora, per l'ennesima volta, alla faccia della rappresentanza dei cittadini.
  Quindi, signor Presidente, questa legge elettorale, nei singoli collegi, diventa – magari, questo anche rispecchiando il nuovo Presidente del Consiglio – una vera «ruota della fortuna» (Applausi dei deputati Pag. 76dei gruppi MoVimento 5 Stelle e Sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Migliore. Ne ha facoltà.

  GENNARO MIGLIORE. Signor Presidente, le argomentazioni che sono state portate dai colleghi sono vere e sono il frutto di un errore di calcolo che è stato organizzato – volutamente, a questo punto, devo credere – dai presentatori della proposta di legge. Si tratta, cioè, di penalizzare in maniera sistematica quei partiti che non saranno in grado di eleggere candidati in tutti i collegi plurinominali. Ovvero, se vi saranno 30 eletti su 120 collegi plurinominali, è evidente che potrebbero essere eletti, così come prevede anche la simulazione, dove si è avuto il resto più basso.
  Allora, siccome si vuole mettere una pezza a questo introducendo le pluricandidature, lo dico anche ai colleghi del Nuovo Centrodestra, ai colleghi della Lega, ai colleghi del PD che non saranno in testa di lista, ma che saranno nelle parti successive della lista, secondi, terzi, quarti della lista: non lasciate che sia la casualità, ma almeno il vostro consenso, a determinare, attraverso il voto libero degli elettori, quello che sarà anche l'ordine degli eletti.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Pilozzi. A che titolo ? Come componente del suo gruppo ?

  NAZZARENO PILOZZI. A titolo personale.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  NAZZARENO PILOZZI. Signor Presidente, a titolo personale, anche perché poi, come relatore di minoranza, abbiamo un emendamento che è accantonato sul sistema, diciamo così, anti-flipper, come è stato chiamato. Intervengo solo per ribadire quello che è già stato detto. Non vorrei che il collega Fiano, adesso, ci leggesse un pezzo della sentenza della Corte costituzionale, spiegandoci, magari, che la Corte costituzionale, tra le preferenze e le liste bloccate, ci dà anche la possibilità di fare un sistema della tombola, diciamo, dell'estrazione dei parlamentari, perché di questo si tratta.
  Noi stiamo approvando una legge elettorale dove i parlamentari saranno eletti con un sistema random, diciamo così: a seconda di dove schizzerà la pallina, sarà il collegio che eleggerà il parlamentare. Quindi, credo che questo sia un altro emendamento di buonsenso, che dice semplicemente che ogni partito che elegge un deputato inizia dal collegio dove ha ottenuto più voti.
  Io credo che questa sia veramente una norma di buon senso, perché altrimenti, come ci hanno insegnato le simulazioni che ha fatto il Servizio studi della Camera, avviene esattamente il contrario, che molti partiti vedranno eletti i parlamentari nei collegi dove hanno ottenuto meno voti. È come quando si gioca al gioco delle carte «Traversone»: noi chiederemo ai parlamentari di giocare a perdere, di prendere meno voti possibili nei loro collegi, così forse avranno più opportunità di essere eletti. Siamo veramente alla farsa. E io spero che almeno con questo emendamento si metta fine ad una legge, ad un algoritmo che riesce a premiare chi ottiene meno voti.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fiano. Ne ha facoltà.

  EMANUELE FIANO. Signor Presidente, mi rivolgo, per il suo tramite, al collega Pilozzi e lo ringrazio della citazione. Io non prendo in giro nessuno citando la sentenza della Corte costituzionale, e prego tutti di avere rispetto degli altri. Si può discordare sulla interpretazione di quello che c’è in questa proposta di legge, ma su quello che io ho citato, parola per parola, virgola per virgola, della Corte costituzionale è difficile avere opinioni diverse. Infatti, quello che io ho detto, che la Corte costituzionale non prescrive un modello elettorale a questo Parlamento, Pag. 77cioè è scritto, stampato nero su bianco. Quello che io dico, cioè che la Corte costituzionale prevede che il principio maggioritario sia un principio costituzionale, è scritto nero su bianco.
  Poi, se abbiamo opinioni differenti, io rispetto l'opinione, Presidente, del collega Pilozzi, anzi ringrazio tutti i colleghi di SEL che hanno speso parole gentili nei miei confronti. Devo dire che, con una qualche sorpresa, a parte il collega Famiglietti, vedo che il cuore di questa legge non è difeso da molti dei facenti parte della maggioranza che lo ha sostenuto. Ma io non ho paura di avere delle idee e di confrontarmi con delle idee. Infatti, sono stati sottoposti all'attenzione dell'Aula dei temi reali, anche l'ultimo, cioè si porta alla visione del Parlamento il tema della possibile casualità di alcune assegnazioni dei seggi.
  Voglio segnalare a coloro che giustamente descrivono qui il pericolo che, nella costruzione strutturale di questa legge, nei collegi plurinominali la possibile espressione del voto dei cittadini elettori veda assegnato il seggio in luogo differente da quello dove loro hanno esercitato il voto, che l'algoritmo – che peraltro discuteremo in molti altri emendamenti che vertono su questo tema – disegnato e descritto nel testo del provvedimento e degli emendamenti, laddove si introducesse, questa proposta contenuta nell'emendamento – e cioè di andare a reperire l'assegnazione del seggio laddove i cosiddetti, secondo la dizione tecnica, «partiti deficitari» hanno la prevalenza di voto maggiore – porterebbe a una distorsione complessiva dell'assegnazione dei seggi molto maggiore dell'algoritmo che è in campo in questo momento. C’è una differenza di risultato tra partiti che saranno più grandi nel voto rispetto a partiti che sono minori. Ma la soluzione che si propone è tecnicamente peggiore del male che si vuole correggere.
  Nella differenza di idee e nella mia convinzione che i temi che qui sono stati proposti – penso in particolare ai colleghi e compagni di SEL – sono temi centrali, per me di rilievo e io considero che questa sia la partenza del cammino di questa legge, però non vorrei, signor Presidente, che qui si perpetuasse un metodo per cui chi difende, con cognizione di causa, (poi si può non essere d'accordo), la materia che è oggetto di questa proposta di legge, sulla base di fonti che sono la Carta costituzionale e la prima sentenza di quest'anno della Corte costituzionale, venisse sbeffeggiato semplicemente perché noi abbiamo opinioni politiche diverse. Io rispetto le opinioni politiche diverse dalle mie. Fate lo stesso voi.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Paglia. Ne ha facoltà.

  GIOVANNI PAGLIA. Signor Presidente, c’è stato un periodo, qualche migliaia di anni fa, in cui abbiamo sperimentato, come civiltà occidentale, anche la selezione per estrazione a sorte dei rappresentanti del popolo. Però l'abbiamo abbandonata da qualche millennio, perché evidentemente non funzionava molto bene dal punto di vista della qualità della rappresentanza e non l'abbiamo mai più ripresa.
  E pare strano che, arrivati al 2014, in Italia si tenti di ripartire da lì, cioè decidendo che non gli elettori e non i partiti, nessuno decide chi fisicamente si dovrà sedere qui, ma questo sarà riservato, come sempre, ad una piccola percentuale di nominati dai partiti, anzi dai segretari di partiti, e per tutti gli altri vige la regola dell'assoluta casualità. Ora, non perché la cosa mi riguardi direttamente o riguardi direttamente il mio gruppo o altri, questo sarebbe molto poco importante, ma credo che riguardi molti cittadini elettori, che almeno una cosa ce l'hanno chiesta: di sapere, con il loro voto, chi manderanno a sedere in quest'Aula.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Dadone. Ne ha facoltà.

  FABIANA DADONE. Signor Presidente, alla frase della sentenza che ha citato testualmente l'onorevole Fiano seguono altre Pag. 78frasi, perché quella era l'inizio, era la premessa di un ragionamento fatto dalla Corte costituzionale. In particolare, sul principio fondamentale di uguaglianza del voto, la Corte prosegue dicendo: «pur non vincolando il legislatore ordinario alla scelta di un determinato sistema, esige comunque che ciascun voto contribuisca potenzialmente e con pari efficacia alla formazione degli organi elettivi». Tralascio tutto il resto, mi affido alla vostra buona lettura ed interpretazione. Il punto della Corte era quello di attribuire lo stesso peso al voto in entrata e a quello in uscita.
  Con questa legge tutto questo non c’è affatto. Non si può negare che non ci sia: ci sono state le simulazioni fatte dal centro studi, che dimostrano che equivale ad un'estrazione a sorte l'assegnazione dei seggi. Pertanto, significa nascondersi dietro a un dito (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gigli. Ne ha facoltà.

  GIAN LUIGI GIGLI. Signor Presidente, ringrazio sia l'onorevole Pilozzi che l'onorevole Fiano e, al netto della polemica, ritengo che abbiano tutti e due ragione in quello che hanno detto. Tuttavia, resta un problema: resta il problema che, di fronte ad una legge elettorale che già prevede un meccanismo di liste bloccate, aggiungiamo comunque...

  PRESIDENTE. Mi scusi: onorevole Meloni e onorevole Vito, gentilmente, se potete lasciare libero il banco del Governo. Presidente Vito, abbia la cortesia. Grazie.
  Prego, onorevole Gigli.

  GIAN LUIGI GIGLI. Dicevo che, al netto della polemica e pur ritenendo che tutti e due abbiano ragione, è indubbio il fatto che, accanto alle liste bloccate, che comunque individuano in qualche modo in maniera preordinata gli eletti o almeno le persone da eleggere per prime, questo elemento di casualità introduce un ulteriore scollamento nell'individuazione, da parte dell'elettore, degli eletti, e in questo senso costituisce certamente un elemento di non chiarezza rispetto a quelle che erano state le richieste della stessa Corte costituzionale, e cioè che fosse possibile, con maggiore precisione, al cittadino elettore individuare le persone che andava ad eleggere. Io penso che sarebbe bene tenere conto anche di questo.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Nuti. Ne ha facoltà.

  RICCARDO NUTI. Signor Presidente, è abbastanza singolare come dei numeri in quest'Aula diventino delle opinioni, cioè un'estrazione a sorte, testimoniata da numeri, diventa per il collega Fiano un'opinione. Ora, è vero che qui si dice tutto e il contrario di tutto, ma trasformare i numeri in opinioni mi sembra quanto meno assurdo. Ma soprattutto sorprende come il collega Fiano riesca a trovare la parola quando c’è da rispondere su questi argomenti.
  Quando, per esempio, il collega Toninelli spiegava che, se una lista ottiene il 17 per cento e cinque liste, coalizzate con la prima, prendono il 4 per cento e si arriva al 37 per cento e, dunque, ad ottenere il 52 per cento dei seggi – quindi abbiamo una lista che prende il 17 per cento dei voti e il 52 per cento dei seggi, e ci si lamentava dell'eccessiva distorsione: è incredibile – il collega Fiano non ha minimamente risposto nel merito al collega Toninelli (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Dieni. Ne ha facoltà.

  FEDERICA DIENI. Signor Presidente, solo per fare un esempio concreto di cosa potrebbe accadere, visto che il Servizio studi ha elaborato, in base ai dati del 2013, quindi alle elezioni del 2013, che cosa sarebbe accaduto, noi abbiamo tutti i grafici del Centro studi, dove si dimostra che, per esempio, il MoVimento 5 Stelle, Pag. 79nella circoscrizione Roma-Montesacro, con un risultato di 29,7 per cento, non otterrebbe alcun seggio, mentre la lista Scelta Civica ne otterrebbe 1.
  Quindi, questo è abbastanza paradossale perché non capiamo come mai un partito o movimento che potrebbe prendere così tanti voti, potrebbe non ottenere alcun seggio in quel tipo di circoscrizione. Ecco cosa andremmo a fare, quindi, in questo caso: una vera e propria estrazione a sorte (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Zaratti. Ne ha facoltà.

  FILIBERTO ZARATTI. Signor Presidente, io credo che i dati oggettivi, i numeri, quelli proprio non si possono discutere. L'ufficio legislativo ci ha fatto una simulazione su come saranno distribuiti i seggi e il fatto che dei seggi saranno distribuiti in modo del tutto casuale, è un dato oggettivo. Questo non si può discutere, sono i numeri. Se discutiamo pure i numeri, possiamo anche tranquillamente andare a casa.
  Dopodiché, io capisco che questa legge elettorale non ha un padre e non ha neanche una madre. Anche il Porcellum aveva un padre, era il senatore Calderoli che coniò questo suo nome, il nome del Porcellum, ma rivendicava il lavoro. Di questa legge elettorale, caro collega Fiano, non si hanno padri, né madri, non si ha traccia. Solo lei si ostina a difenderla. Io apprezzo anche la serietà dei suoi argomenti, ma solo lei la difende. Non la difende nessun altro.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Franco Bordo. Ne ha facoltà.

  FRANCO BORDO. Signor Presidente, io devo correggere il mio collega di partito, l'onorevole Filiberto Zaratti, perché l'onorevole Fiano, capogruppo del Partito Democratico in Commissione affari costituzionali, ci ha appena detto che la nostra proposta non va bene. Non va bene per cosa ? Per correggere – ha usato questo termine – il «male» che c’è dentro questo meccanismo. Il «male» non lo uso io come termine, l'ha appena usato l'onorevole Fiano. Se una cosa va male, va corretta, va sistemata. Non è questa. Ci dica, non domani, non dopodomani, non al Senato, che volete abolire, ma qui, alla Camera dei deputati, cioè la Camera che deve essere eletta con questa proposta di legge, come lo cambiamo. Infatti, io non uso il termine «male», ma uso le espressioni «è sbagliato», «non funziona», perché non rispetta la volontà dell'elettore. L'elettore deve poter decidere il suo eletto e questo meccanismo non lo rispetta. Ci dica, l'onorevole Fiano, come vuole modificare...

  PRESIDENTE. Grazie, onorevole Franco Bordo.

  FRANCO BORDO. Eh sì, perché se è intervenuto a difesa dicendo...

  PRESIDENTE. Onorevole Franco Bordo, deve concludere.

  FRANCO BORDO. ... che non va bene questo meccanismo, ci dica qual è il meccanismo con cui correggere...

  PRESIDENTE. Grazie.

  FRANCO BORDO. ...e non soltanto mettere l'elmetto in testa e andiamo avanti. Punto e basta (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Fedriga. Ne ha facoltà.

  MASSIMILIANO FEDRIGA. Signor Presidente, le ruberò anche meno di un minuto. Soltanto per ringraziare la maggioranza, l'onorevole Fiano e chi ha stilato questa legge da parte dei nostri migliaia, anzi decine di migliaia di militanti di Gubbio e di Campobasso, in quanto la Pag. 80Lega Nord, grazie a questa norma, sulle proiezioni delle elezioni del 2006, eleggerà i propri rappresentanti in quest'Aula da questi collegi, di Gubbio e di Campobasso. Se questa è l'equità e la rappresentanza del voto popolare da parte della maggioranza, del PD e di Forza Italia, ne prendiamo atto, ma, ovviamente, non prendeteci in giro; Renzi non ci prenda in giro, che voleva fare una legge elettorale che andasse a superare il Porcellum e per dare risposte alle esigenze di rappresentatività dei nostri elettori (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord e Autonomie e di deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Stumpo. Ne ha facoltà.

  NICOLA STUMPO. Signor Presidente, mi scuso, intervengo velocemente. Penso che, al di là della valutazione politica che si può dare sulla legge, l'assegnazione dei seggi non è un fatto politico, è un fatto puramente matematico. È del tutto evidente che non c'entra nulla la quantità di voti, né la percentuale che prende un singolo partito in un collegio se scatta o meno in quel collegio il seggio, ma è una questione nazionale di quanti seggi vengono assegnati a quella lista e successivamente come vengono distribuiti.
  Si può discutere la giustezza che sia un collegio nazionale, ma non come vengono poi ripartiti successivamente. Se c’è un errore nel calcolo, quella è un'altra discussione. Ma è già successo con delle leggi precedenti per esempio che la Lega Nord eleggesse qualcuno, se non sbaglio, in Abruzzo o in Umbria. Non vorrei sbagliarmi, ma non c'entra nulla.
  Il tema sul quale bisogna discutere è il seguente: qui si sta facendo una legge in cui c’è un collegio unico nazionale; successivamente si distribuiscono i seggi in ragione dei voti presi dalle liste. Pertanto, è del tutto evidente che l'unica scelta che si può fare è se si dà precedenza a chiudere dentro le circoscrizioni oppure no – mi avvio a conclusione – non l'algoritmo, ma se si chiude in percentuale e non sui voti assoluti.

  PRESIDENTE. Saluto gli alunni e i docenti dell'Istituto di istruzione superiore di Monza, che stanno assistendo ai nostri lavori dalle tribune (Applausi).
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Fraccaro. Ne ha facoltà.

  RICCARDO FRACCARO. È triste essere in quest'Aula mentre ci guardano quei ragazzi e noi stiamo approvando queste porcate. È molto difficile (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle)...

  PRESIDENTE. Deve essere onorato, onorevole Fraccaro, di stare in quest'Aula.

  RICCARDO FRACCARO. Non seguite questo esempio, ragazzi.
  Volevo dire al collega Stumpo.. cosa c’è, cosa c’è, mi lasciate parlare ? Volevo dire al collega Stumpo che non è una questione di secondaria importanza questa delle liste bloccate e della ripartizione dei seggi. È proprio un elemento di incostituzionalità perché, se uno si va a leggere la sentenza n. 1 del 2014 della Corte costituzionale, la Corte ci dice che una legge elettorale senza preferenze può essere costituzionale se i listini sono corti perché c’è la conoscibilità; se voi fate la ripartizione a livello nazionale e non si sa dove va il seggio attribuito e in quale collegio, non c’è la conoscibilità, ma questa è logica. Siccome siamo un Parlamento al di fuori della logica, sto parlando con il niente e questo niente si chiama Partito Democratico (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Mi permetto di segnalarle, onorevole Fraccaro, che se lei interviene in Aula e si rivolge al pubblico e, tra l'altro, ad un pubblico di giovani, lei può sicuramente rivolgersi a loro, spiegando cosa si fa qui dentro: si fanno le leggi e si esercita democraticamente quello che prevede la Costituzione. Non credo che sia utile neanche a lei dire a dei ragazzi che qui dentro si stanno facendo delle porcate perché quello che lei sta facendo è l'attività democratica di un eletto in un Parlamento Pag. 81democratico e penso che questa sia una cosa di cui, nonostante tutto, debba farsi una ragione anche lei (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico, Forza Italia – Il Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente, Scelta Civica per l'Italia, Sinistra Ecologia Libertà, Nuovo Centrodestra, Per L'Italia).
  Onorevole Cozzolino, non posso darle la parola perché lei ha già parlato.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Toninelli. Ne ha facoltà.

  DANILO TONINELLI. Signor Presidente, lei ha perfettamente ragione ma tutte le votazioni finora svolte non hanno portato questo Parlamento a fare il benché minimo miglioramento di una legge elettorale che è nata fuori e che continua ad essere gestita all'esterno di questo Parlamento. Quindi, purtroppo, l'esempio che questo Parlamento sta dando è uno dei peggiori esempi (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
  Le leggo un esempio ripreso dalle simulazioni dell'applicazione dell'Italicum alle scorse votazioni. Per far capire la distorsione e la non conoscibilità del voto: collegio Sicilia 8, Scelta Civica 5,8 per cento: un seggio; MoVimento 5 Stelle 38,5 per cento: zero seggi. Se un elettore che va al seggio della Sicilia 8 nella consapevolezza che, votando il MoVimento 5 Stelle, assegnerà un seggio al candidato presente in quel collegio, invece non viene votato, non viene eletto un candidato bensì uno di Scelta Civica e chissà dove va a finire il voto di quell'elettore siciliano, mi dica lei se è rispettata la Costituzione e la conoscibilità del voto.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Centemero. Ne ha facoltà.

  ELENA CENTEMERO. Signor Presidente, intervengo a titolo personale. Sono una deputata eletta nel collegio di Monza e quindi...

  PRESIDENTE. Onorevole Centemero, ho un solo problema. Per intervenire a titolo personale bisogna che ci sia qualcuno del gruppo che è intervenuto a nome del gruppo.

  ELENA CENTEMERO. Intervengo per il gruppo. Visto che sono qui presenti in Aula degli studenti dell'Istituto superiore di Monza volevo contrastare le parole degli esponenti del MoVimento 5 Stelle. Noi siamo qui impegnati da settimane in Commissione e in quest'Aula per dare al nostro Paese una legge elettorale che garantisca la rappresentatività e la governabilità. Tutti quanti siamo profondamente impegnati con il nostro lavoro per far sì che appunto la legge elettorale possa consentire a tutti gli elettori di esprimere non solo il loro voto in un Paese democratico ma di consentire ciò di cui il Paese ha bisogno che è anzitutto la governabilità.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Vacca. Ne ha facoltà.

  GIANLUCA VACCA. Signor Presidente, volevo ricordare alla collega che questo provvedimento in Commissione non è stato discusso né votato: prima cosa (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Seconda cosa: mentre delle persone democraticamente elette, come ho sentito prima – in realtà, non è vero, perché sappiamo che qui siamo stati nominati e non siamo stati democraticamente eletti –, si rivolgono ad una scolaresca, c’è qualcuno che non è stato eletto, ma è stato nominato Presidente del Consiglio, che va in giro nelle scuole elementari a fare propaganda politica (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Melilla. Ne ha facoltà.

  GIANNI MELILLA. Signor Presidente, vorrei citare le ultime parole del discorso di Palmiro Togliatti (Commenti) alla legge De Gasperi: «Non è stato trovato ancora un modo per avere la perfetta proporzionalità Pag. 82della rappresentanza. Rimane sempre un certo scarto tra la realtà del Paese e la rappresentanza della Camera, a seconda che si adotti un determinato sistema di conteggio dei voti e dei rappresentanti in rapporto ai voti, oppure un altro sistema. Ma questo non ha niente a che fare con l'abbandono del principio. Quello che interessa è il principio. Il principio per cui noi siamo rappresentanti di tutto il Paese nella misura in cui la Camera è specchio della nazione. Dello specchio, veramente, si può dire che ogni parte, anche piccolissima, di esso, è eguale al tutto, perché egualmente rispecchia il tutto che gli sta di fronte».

  PRESIDENTE. La invito a concludere.

  GIANNI MELILLA. Noi, invece, stiamo facendo una legge che non è lo specchio del Paese, ma risponde agli interessi di due persone: Matteo Renzi e Silvio Berlusconi (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà e di deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Balduzzi. Ne ha facoltà.

  RENATO BALDUZZI. Signor Presidente, solo per ritornare un istante su un argomento che è stato poco fa avanzato da un collega del MoVimento 5 Stelle: se uno ascolta quelle cose, sembra che in questa legge, magari, ci sia una preferenza – «magari» è ironico – per Scelta Civica rispetto ad altre forze politiche. Ora, per mettere le cose come stanno: quei dati, quelle simulazioni che venivano portate sono state prese da un pregevole studio del Servizio studi e sono state riprese da un noto blog molto caro ai colleghi del MoVimento 5 Stelle. Peccato che vogliano semplicemente dire che con quell'esempio, in quel caso, la casualità dell'Italicum va a vantaggio di Scelta Civica e, inevitabilmente, da un'altra parte va a vantaggio del MoVimento 5 Stelle.
  Nell'Italicum ci sono certamente dei profili procedurali, per come lo abbiamo approvato, e sostanziali problematici – e, in questa giornata, abbiamo manifestato, come Scelta Civica, le nostre perplessità in ordine ad alcuni punti e continueremo a sostenerli –, ma certamente dire che l'Italicum avvantaggia Scelta Civica rispetto al MoVimento 5 Stelle mi sembra proprio una cosa non consona all'intelligenza del collega che l'ha pronunciata (Applausi dei deputati del gruppo Scelta Civica per l'Italia).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Buonanno. Ne ha facoltà.

  GIANLUCA BUONANNO. Signor Presidente, io rimango stupito dopo questa giornata di votazioni, perché, nei giorni precedenti e nelle settimane precedenti, lei, ad esempio, ha fatto lo sciopero della fame perché faceva schifo il Porcellum; altri deputati sono andati in televisione e anche qui in Aula, dicendo giustamente che ci vogliono le preferenze, perché è giusto che il cittadino scelga chi è il deputato di riferimento. E, invece, vediamo che questa legge è tutto il contrario: non è più il Porcellum, sarà il Porcellino, le preferenze non esistono più e, quindi, lei deve ritornare a fare lo sciopero della fame, perché l'ha fatto per quello e, quindi, le auguro di continuare fino a Natale di quest'anno. Poi, ci sono le situazioni in cui uno non sa neanche quando e dove viene eletto il deputato.

  PRESIDENTE. La invito a concludere.

  GIANLUCA BUONANNO. Poi, ci sono gli sbarramenti: questi sbarramenti che, alla fine, portano a che cosa ? Ad una non democrazia. Il risultato finale è che chi ha parlato tanto in tutti questi mesi, in questi anni, dicendo che faceva schifo il Porcellum, sta partorendo una cosa che fa ancora più schifo.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Manlio Di Stefano. Ne ha facoltà.

Pag. 83

  MANLIO DI STEFANO. Signor Presidente, ritorno alle parole di richiamo che lei ha rivolto al mio collega Fraccaro per garantirle che noi amiamo questa istituzione e che per questo vorremmo renderla di nuovo dignitosa. C’è il problema che Fraccaro stava citando qualcosa di tecnico, non era un'interpretazione e cioè se una legge che voi chiamavate Porcellum aveva dentro dei principi che non solo sono tuttora validi in questa nuova proposta di legge, ma ancora più esasperati, ed è stata scritta da un condannato in via definitiva e da un condannato in primo grado, come volete che qualcuno nelle tribune possa ritenere quest'Aula se non ben lontana dalla parola «onorevole» ? Quindi, io la invito a riflettere insieme a noi, visto che lei è una persona molto attenta ai temi della riforma elettorale, sulla direzione che quest'Aula sta prendendo, perché di certo non va in quella del bene nostro, del popolo italiano, e di quei ragazzi che erano lì a vedere una scena indegna (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Colletti. Ne ha facoltà.

  ANDREA COLLETTI. Signor Presidente, in realtà vorrei iniziare facendo una piccola critica alla sentenza della Corte costituzionale, perché forse è andata in là rispetto al proprio mandato poiché ha inteso predisporre un criterio, quello della conoscibilità dei candidati, che in realtà non è previsto in nessuna norma costituzionale. Immagino che si sia confusa con la cosiddetta libertà di scelta dei candidati da parte degli elettori, ma questo è un grave vulnus che ha portato avanti non sappiamo per quale motivo l'attuale Corte costituzionale, forse anche per un motivo più eminentemente politico. In realtà il criterio cardine di ogni legge, secondo le sentenze della Corte costituzionale, non solo questa, è quello della ragionevolezza e della logicità delle proposte di legge; ed è proprio su questo punto che è deficitaria questa proposta di legge non ancora approvata, per fortuna, perché è totalmente priva di ragionevolezza e di logica ed è per questo che combattiamo contro questo momento illogico del Partito Democratico e di Forza Italia, che prima dicono una cosa e poi qui ne fanno un'altra.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Invernizzi. Ne ha facoltà.

  CRISTIAN INVERNIZZI. Signor Presidente, a noi è stato detto così anche dalla Corte costituzionale, che uno dei problemi del cosiddetto Porcellum era la mancanza della riconoscibilità dell'eletto da parte dell'elettore; bene, con questa legge, il concetto stesso di irriconoscibilità viene portato alla sublimazione. Diventerà veramente difficile, parlo ovviamente a nome della Lega Nord di Bergamo, per esempio, spiegare all'elettore bergamasco che il voto dato alla lista della Lega Nord di Bergamo contribuirà all'elezione di un rappresentante a Campobasso; inviterò voi ad andare a spiegare a lui come è possibile a questo punto che vi sia la riconoscibilità dell'eletto da parte dell'elettore.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Parisi. Ne ha facoltà.

  MASSIMO PARISI. Signor Presidente, intervengo a titolo personale perché è già intervenuto l'onorevole Centemero, anche se il mio voleva essere un intervento più ampio e mi riservo di farlo quando ci torneremo, perché ci sono altri emendamenti, su questo argomento. Volevo solo e semplicemente dire una prima cosa su questa considerazione dell'effetto del motore di assegnazione dei seggi, perché nessuna legge proporzionale, proprio per gli effetti del proporzionale, può dare una distribuzione perfetta, per il semplice fatto che non si possono eleggere 0,2 deputati e, quindi, c’è comunque l'esigenza di una quadratura. La perfezione in questo caso si potrebbe avere alterando, invece, una cosa che la legge tiene ferma e cioè il rapporto tra territorio, popolazione ed Pag. 84eletti, perché noi altrimenti andremmo, per risolvere un problema che si potrebbe verificare, ma che non si verifica sempre, come dimostra anche lo studio del Servizio studi, ad alterare un problema a 16 milioni di italiani, perché 50 collegi o 60 collegi non avrebbero più un numero di eligendi certo. Mi rendo conto che il tempo è finito, l'argomento è tecnico e complesso, ma credo che ci torneremo su.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Avverto che la prossima votazione avrà luogo a scrutinio segreto.
  Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Bragantini 0.1.900.107, con il parere contrario della Commissione e del Governo, e favorevole dei tre relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Chaouki, Dellai, Sorial, Ginoble...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   (Presenti  516   
   Votanti  515   
   Astenuti    1   
   Maggioranza  258   
    Voti favorevoli  204    
    Voti contrari  311).    

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  (La deputata Cardinale ha segnalato che non è riuscita a votare).

  Passiamo alla votazione del subemendamento Balduzzi 0.1.900.64.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole D'Ambrosio. Ne ha facoltà.

  GIUSEPPE D'AMBROSIO. Signor Presidente, volevo chiarire in merito prima all'intervento dell'onorevole Balduzzi, che il nostro non era appunto un attacco strumentale a Scelta civica, ma al contrario era semplicemente fare un esempio. E le parole del resto del costituzionalista Balduzzi, che noi sicuramente stimiamo a livello professionale, confermano quelle che sono le nostre paure riguardo alla casualità completa degli eletti, e quindi rendono vane assolutamente le parole invece del deputato Parisi, perché parlava semplicemente di rispecchiare il numero degli abitanti col numero degli eletti. E questo è chiaro che avviene ! Ma il problema è che gli eletti non sono necessariamente coloro che sono stati votati dai cittadini: semplicemente si rispecchia numericamente il numero degli eletti, ma non necessariamente gli eletti provengono dai partiti più suffragati.
  Voglio fare altri esempi, sempre dai dati del Servizio studi della Camera, e quindi non si tratta di studi del MoVimento 5 Stelle, ma di quelli che sono studi istituzionali: ad esempio prendendo la circoscrizione intera Piemonte. In Piemonte, guardando i risultati del 24-25 febbraio 2013, noi avremmo un Partito Democratico attorno al 26,4 per cento, un PdL, oramai defunto, attorno all'20,7 per cento, e il MoVimento 5 Stelle al 28,9 per cento. La distribuzione dei seggi sarebbe, bellissima: 24 al Partito Democratico, col 26,4 per cento, 9 al PdL, con il 20,7 per cento, e col 28,9 per cento, cioè la percentuale più alta, 6 al MoVimento 5 Stelle. Questo rispecchia assolutamente quello che dicevamo: i piemontesi votano ed ottengono un risultato che è quello più alto all'interno della regione Piemonte, e per una distribuzione nazionale dei seggi assolutamente non ottengono l'elezione dei loro rappresentanti. Quindi ancora una volta dimostriamo quanto prendiamo in giro i cittadini, nel momento in cui diciamo che con le liste corte vi è la possibilità di riconoscere il proprio candidato.
  Senza dire poi che all'interno di questo accordo, venuto fuori da questa nuova maggioranza, o perlomeno maggioranza per approvare questo Forzaitalicum, in qualche modo vi sia la possibilità di pluricandidature: e quindi magari ancora una volta possiamo addirittura con poche persone coprire tutti i collegi italiani, scegliendo Pag. 85poi dopo chi verrà eletto e chi no, ancora una volta alla faccia della possibilità di scelta dei cittadini italiani.
  E allora il MoVimento 5 Stelle ancora una volta è qui a rappresentare semplicemente un'esigenza: vogliamo una volta tanto rispettare quello che i cittadini incostituzionalmente hanno rappresentato con le scorse votazioni ?
  Perché se questo Parlamento è oramai – lo dice la Corte – costituzionalmente legittimo, ma politicamente non lo è, perché ancora una volta questo Parlamento politicamente illegittimo vuole macchiarsi di questa che, Presidente, non fatichiamo a definire veramente una «porcata» ? Perché non lo dice il MoVimento 5 Stelle, lo dice il Servizio Studi della Camera, visto che non vi è alcun nesso tra il voto dei cittadini e quelli che poi saranno gli eletti. Perché ancora una volta questo Parlamento, questa politica – perché molti di voi sono presenti qui da decenni – vuole macchiarsi ancora una volta della presentazione di una legge elettorale ancora una volta incostituzionale ?
  Allora, approvare come minimo questo emendamento mi sembra perlomeno provare a mettere una ciliegina su un qualcosa che, Presidente, non voglio definire all'interno di questa Camera, ma è chiaro a tutti cosa sia.
  Io semplicemente, ancora una volta, chiedo al Partito Democratico uno slancio di dignità, se ancora la avete. Vedo tante facce depresse, vi assicuro che se alzate la testa e provate un pochettino a slanciarvi vedrete che questa poltrona non pesa così tanto e quindi magari è facile tornare a casa e farsi eleggere veramente dai cittadini all'interno magari non di listini bloccati (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pilozzi. Ne ha facoltà.

  NAZZARENO PILOZZI. Signor Presidente, mi dispiace se prima nella polemica ho detto qualche parola che può essere stata interpretata come offensiva, però il punto resta lo stesso: noi stiamo approvando una legge che per detta degli stessi parlamentari del Partito Democratico, dentro ha delle cose sbagliate, anzi ha del male. Guardate, io lo dico sommessamente, perché veramente non è che ogni volta che bisogna risolvere un problema sulla legge elettorale lo si fa pagare agli altri, perché così non funziona. C’è un problema e il problema va risolto e già per noi questo è il secondo algoritmo che abbiamo, perché il primo era assolutamente cervellotico, questo ha un pochino mitigato i danni del primo algoritmo, ma non ha tolto un problema e cioè che gli eletti in gran parte dei partiti minori, ma anche dei partiti grandi, vengono eletti con un sistema random, con un sistema quasi a sorteggio.
  Noi di soluzioni, lo devo dire al collega Fiano, ne abbiamo proposte tante, e quella era una; abbiamo proposto anche la soluzione di rivedere le circoscrizioni, perché è chiaro che se noi facciamo le circoscrizioni come c'erano nella legge precedente, che le ricopiava dalla legge ancora precedente, noi limitiamo il sistema random perché in ogni circoscrizione di circa 20 parlamentari è più facile che ogni partito elegga per i voti che ha realmente. Invece il combinato disposto delle circoscrizioni e dei collegi fatti così, fa si che i cittadini votano come quel naufrago che è sull'isola deserta: mettono il messaggio dentro la bottiglia, lo lanciano con la speranza che qualcuno, diciamo così, lo possa prendere.
  Questo è quello che sta avvenendo, possiamo anche magari intervenire sui collegi, possiamo trovare diverse soluzioni. Noi in emendamenti successivi ne abbiamo proposte anche altre, l'unica cosa che non si può fare è approvare questa legge così com’è, perché noi stiamo dicendo ai cittadini che non eleggeranno persone in base al loro voto, ma semplicemente in base a un algoritmo casuale.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Fraccaro. Ne ha facoltà.

Pag. 86

  RICCARDO FRACCARO. Signor Presidente, può far liberare i banchi del Governo così anche il Ministro Boschi può sentire ?

  PRESIDENTE. Il Sottosegretario Giacomelli sta parlando con il Ministro Boschi.

  RICCARDO FRACCARO. Mi permetto solo alcune considerazioni sul concetto di governabilità, questo nuovo totem mediatico. In una qualsiasi comunità la democrazia si tutela non garantendo la stabilità delle poltrone dei governanti, casomai il contrario, ma si tutela garantendo la sovranità cioè la rispondenza e l'assicurazione che le leggi che l'organo rappresentativo emana siano rispondenti alla volontà degli elettori, non degli eletti, dei cittadini. Allora come si fa questo ? Non certamente garantendo un premio con una «fiducia in bianco» ma attraverso tre semplici strumenti.
  Si chiamano: referendum propositivo senza quorum, referendum confermativo senza quorum e referendum abrogativo senza quorum. In questo modo – concludo, Presidente, solo un secondo – se un Parlamento, dopo vent'anni, non avesse ancora fatto la legge sul conflitto di interessi, potrebbero farlo direttamente i cittadini, ma questo, Presidente, è solo un esempio ovviamente (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Luigi Gallo. Ne ha facoltà.

  LUIGI GALLO. Signor Presidente, il mio collega D'Ambrosio si chiede il perché, rivolto ai colleghi del PD. Rispondo io a Giuseppe: in realtà i colleghi del PD non lo sanno neanche loro il perché, perché chi sa veramente il perché di questa legge elettorale, sono tre persone: Napolitano, Renzi e Berlusconi, queste sono le tre persone che sanno il perché oggi – e Verdini forse, mi suggeriscono – stiamo votando il «forzaItalicum». Mi dispiace che anche il Presidente Giachetti, che ha avuto sprazzi di lucidità in questa legislatura, oggi si associa al «delitto della democrazia» (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Buonanno. Ne ha facoltà.

  GIANLUCA BUONANNO. Signor Presidente, mi scusi, ero ancora agli sprazzi di lucidità che le avevano detto. Secondo me ne ha parecchi, quindi mi auguro che ne abbia un altro perché, se lei ha criticato fortemente il Porcellum, non vedo perché e come possa votare questa roba, e quindi le chiedo veramente: visto che lei è una persona intellettualmente onesta, dovrebbe essere il primo a ribellarsi a quello che stiamo vedendo, a questo spettacolo sinceramente indegno di democrazia che stiamo vedendo, perché, ribadisco, dove sono tutti quei parlamentari che dicevano che le preferenze erano la soluzione migliore ? Dove sono tutti i parlamentari che andavano in televisione a dire che le liste bloccate erano una schifezza ? Dove sono tutti quei deputati ? Dove siete ? Siete tutti lì, siete tutti muti ? Siete come i mafiosi, muti, non vedo, non sento, non parlo (Proteste dei deputati del gruppo Partito Democratico).

  PRESIDENTE. Onorevole Buonanno, la richiamo per la prima volta.

  GIANLUCA BUONANNO. Perché, cosa ho detto ?

  PRESIDENTE. Perché mafiosi ai colleghi non glielo dice !

  GIANLUCA BUONANNO. Ho detto: siete «come».

  PRESIDENTE. Esatto, lei «siete come i mafiosi» non lo può dire in quest'Aula. Se lei insiste, io le tolgo la parola.

  GIANLUCA BUONANNO. Ma perché deve fare così ?

Pag. 87

  PRESIDENTE. Perché lei non può fare così ! Io posso fare così e lei non può fare così. Vada avanti, onorevole Buonanno, per favore.

  GIANLUCA BUONANNO. Le sto dicendo che io ho detto «sembrate», mi scusi, se non posso neanche più dire la mia... Allora, mi stanno suggerendo, se va meglio, signor Presidente: è un silenzio omertoso. Se va bene. È un atteggiamento mafioso. Non so, qua me ne stanno dicendo di tutti i colori. Però io volevo concludere...

  PRESIDENTE. Sì, ma qui siamo in un'Aula parlamentare, onorevole Buonanno, alla quale dovremmo adeguarci tutti.

  GIANLUCA BUONANNO. Infatti, siamo in un'Aula parlamentare, talmente parlamentare che invece di fare la legge per cercare di andare incontro ai cittadini, noi andiamo ancora più lontano, andiamo sul pianeta Marte, tra un po’ saranno i marziani a decidere chi deve governare questo Paese. Non può essere Mr. Bean che decide cosa dobbiamo fare, perché Mr. Bean si è messo d'accordo con Berlusconi, però ci sono anche circa 60 milioni di cittadini che vogliono votare. Ecco perché, signor Presidente, io credo veramente che qua tra lo sbarramento che è stato deciso, tra quello che, ripeto, sono le liste bloccate – saranno più piccole, ma comunque è la stessa cosa – con il fatto che non si sa dove si va a parare con il voto degli elettori, con il fatto che comunque alla fine ci sono due blocchi che decidono per tutti, non mi sembra che sia il massimo della democrazia. Prima un collega ha citato Togliatti, vabbè, io non voglio andare così indietro nel tempo, anche perché di Togliatti certamente non ho una grande stima, però mi pare veramente... si perché Togliatti ne ha fatte di tutti i colori, ovviamente, peggio dell'arcobaleno (Proteste dei deputati del gruppo Partito Democratico). Lo so che dispiace a voi comunisti finti, però Togliatti è stato quello che è stato, insomma.

  PRESIDENTE. Onorevole Buonanno, la prego.

  GIANLUCA BUONANNO. La ringrazio, parlo con lei, signor Presidente. Dicevo, signor Presidente, che quindi questa legge elettorale poi nella realtà è tutta una «fuffa», perché se al Senato non avremo più i senatori, così com’è stato detto, ma ci sarà solo l'elezione alla Camera dei deputati, che cosa può succedere ? C'era anche il taglio dei deputati, no ? Se non ricordo male. C’è stato un referendum voluto dalla Lega Nord nel 2006, bocciato da tanti, che invece faceva già determinate cose in maniera molto più lineare e corretta, che invece è stato bocciato proprio da questa parte, cioè dalla sinistra, che oggi invece vuole introdurre qualcosa che di democratico ha ben poco.
  Allora, lo ribadisco, dove sono tutti quei deputati che dicevano che erano giuste le preferenze e che faceva schifo avere le liste bloccate ? Sono qui gli stessi deputati, no ? E perché votano una cosa del genere ? Perché forse c’è un relatore che si chiama Fiano, che forse perché non è diventato sottosegretario, è troppo nervoso.

  EMANUELE FIANO. Non sono io il relatore, è Sisto !

  GIANLUCA BUONANNO. Non è diventato sottosegretario, è diventato alla fine un sottaceto, non lo so...

  PRESIDENTE. L'intento è chiaro, la prego.

  GIANLUCA BUONANNO. Sta di fatto che comunque...

  PRESIDENTE. Concluda, onorevole Buonanno.

  GIANLUCA BUONANNO. Quello che è risultato è un risultato mediocre. Se io vado nei miei territori e dico che questa è una legge elettorale voluta da Mr. Bean Renzi, da Berlusconi e dal Presidente della Repubblica, ovviamente i cittadini si distanziano Pag. 88ancora di più dalle istituzioni perché, quando si andrà a votare, il risultato finale sarà quello che ho detto: decideranno solo poche persone e decideranno in maniera tale che i cittadini sono visti come dei problemi.
  Signor Presidente, parlavo con lei, che magari ha una conoscenza maggiore.

  PRESIDENTE. Lei, onorevole Buonanno, deve parlare perché le sono rimasti 22 secondi. Finiti quelli, non parla più.

  GIANLUCA BUONANNO. Io posso anche parlare di più, se vuole.
  Le sto però dicendo che, visto che lei è stato il paladino contro il Porcellum, mi dica – faccio io una domanda a lei, signor Presidente – come fa lei a far passare e a votare questo provvedimento, come fa lei ad andare in televisione a dire che questa è la cosa migliore ? Me lo dica lei, signor Presidente.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il presidente Sisto. Ne ha facoltà.

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Presidente della I Commissione. Signor Presidente, semplicemente come presidente della Commissione (L'onorevole Buonanno mostra un megafono).

  PRESIDENTE. Onorevole Buonanno, onorevole Buonanno (Commenti del deputato Buonanno) ! La richiamo all'ordine. Onorevole Buonanno, la richiamo per la seconda volta. Onorevole Buonanno la espello dall'Aula. Per favore, onorevole Buonanno, la prego di uscire dall'Aula. La prego di uscire dall'Aula. Onorevole Buonanno, la prego di uscire dall'Aula.
  Prego i commessi intanto di togliere il megafono (Gli assistenti parlamentari ottemperano all'invito del Presidente). L'onorevole Buonanno deve uscire dall'Aula. Onorevole Buonanno, la prego. Onorevole Buonanno, la prego di uscire dall'Aula, si accomodi fuori dall'Aula, onorevole Buonanno. Onorevole Buonanno, la prego di uscire dall'Aula (Commenti).
  Prego, onorevole Sisto.

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Presidente della I Commissione. Signor Presidente, solo perché, in qualità di presidente della I Commissione, come farei nei confronti di qualsiasi componente della Commissione che in qualche modo manifesta il suo impegno quotidianamente, mi sembrano davvero ingiuste le parole che sono state riservate dal collega Buonanno, tra l'altro mi sembra imprudentemente complimentato per quello che ha detto, nei confronti del collega Fiano.
  Io credo che quando c’è un impegno di un componente della Commissione che quotidianamente onora con la sua presenza l'impegno di parlamentare (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico, Forza Italia – Il Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente e Nuovo Centrodestra) nessuno possa dire che è nervoso e nessuno possa dare al suo impegno un significato diverso.
  Ripeto che mi compete questo compito in difesa di qualsiasi componente della Commissione. Pertanto, credo che sia stato davvero improprio anche in qualsiasi modo avallare questo modo di procedere in quest'Aula che, anziché costruire un percorso su una legge estremamente importante, si limita a sterili invettive nei confronti di chi invece onora il ruolo che ha in quest'Aula.

  EMANUELE FIANO. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Onorevole Fiano, ovviamente le darò la parola, ma le faccio una preghiera: siamo in una fase di dichiarazione di voto su un subemendamento che dobbiamo votare, quindi la pregherei cortesemente – eventualmente ci sarà uno spazio per intervenire a titolo personale – ma è del tutto evidente quello che è accaduto e quindi le do la parola... La ringrazio molto.

  EMANUELE FIANO. Io sono qui per lavorare – altri sono qui per insultare (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico) – a nome dei cittadini italiani che hanno scelto di votare per il mio partito. Non importa dove sono seduto, ma continuerò a lavorare.Pag. 89
  Vorrei dire, a proposito del subemendamento – peraltro, se mi è concesso, lei è molto capace e molto esperto nella conduzione dell'Aula – che, anche nell'ultimo intervento, non ho visto nulla in termini di attinenza dell'intervento con il merito del subemendamento, che è una proposta emendativa che riguarda una norma, diciamo così, chiamata nella vulgata «anti lista civetta».
  È una norma, proposta sull'emendamento, che riguarda la possibilità di individuare una soglia al di sotto della quale non sia possibile la partecipazione di una lista alla distribuzione dei seggi e, a questo proposito, vorrei dirle che mi pare che tutti gli interventi non hanno in realtà centrato il tema della proposta emendativa.
  Ma, siccome poc'anzi la collega onorevole Dadone, Presidente, citando una parte della sentenza della Corte costituzionale si riferiva alla questione della lunghezza dei collegi plurinominali, delle liste proposte in questo testo di legge, mi rifaccio ancora alla sentenza della Corte costituzionale (ed è la terza volta che utilizzo la sentenza della Corte costituzionale) per garantire i colleghi che, al di là delle opinioni politiche, le scelte di struttura fondamentali di questa proposta di legge, corrispondono alle indicazioni della Corte – l'ho fatto per il premio di maggioranza e l'ho fatto per l'assenza delle preferenze – e voglio citare qui, a sostegno di tutti ma prendendo spunto da quell'intervento che ha fatto sulla proposta emendativa la collega Dadone, capogruppo del MoVimento 5 Stelle nella I Commissione, ciò che dice la Corte sulle liste corte. La Corte dice: «Simili condizioni di voto che impongono al cittadino – parla del Porcellum o della “legge Calderoli” – scegliendo una lista, di scegliere in blocco anche tutti i numerosi candidati in essa elencati, che non ha avuto modo di conoscere e valutare e che sono automaticamente destinati, in ragione della posizione in lista, a diventare deputati o senatori, rendono la disciplina in esame non comparabile né con altri sistemi caratterizzati da liste bloccate solo per una parte dei seggi, né con altri caratterizzati da circoscrizioni elettorali di dimensioni territorialmente ridotte – siamo in questo esempio nell'Italicum – nelle quali il numero dei candidati da eleggere sia talmente esiguo da garantire l'effettiva conoscibilità degli stessi e con essa l'effettività della scelta e la libertà del voto (al pari di quanto accade nel caso dei collegi uninominali)».
  Quindi, lo dico, Presidente, a beneficio dei colleghi, si possono avere opinioni diverse, ma la Corte costituzionale lo ha ribadito anche recentemente (il Presidente della Corte). Ha stabilito, asseverato a beneficio di noi cittadini parlamentari che il sistema delle liste corte, dei collegi plurinominali, al pari di quelli uninominali e al contrario di ciò che avveniva nella legge vigente, garantisce ai cittadini elettori la conoscibilità dei candidati, che era uno degli obiettivi che si prefissava la censura della Corte. Lo dico perché ho sentito opinioni legittimissime, centrate sulla problematica, ma non si può dire che la scelta tecnica che questo provvedimento porta avanti sia in contrasto con le indicazioni della recente sentenza, per lo meno questo «no».
  E mi consenta: non è una questione a titolo personale, però vorrei dire ad alcuni colleghi del MoVimento 5 Stelle, che ho sentito riferirsi al mio nome, che io scelgo da solo quando rispondere a delle questioni poste dai colleghi. Non è che rispondo a richiesta dei colleghi del MoVimento 5 Stelle (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

  PRESIDENTE. Onorevole Fiano, la mia richiesta non era per vincolarla, come non sto facendo con tutti, all'emendamento. Era solo perché volevo evitare...e la ringrazio anche per questo.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Richetti. Ne ha facoltà.

  MATTEO RICHETTI. Signor Presidente, brevissimamente perché temo che lo sforzo dell'onorevole Fiano, di spiegare puntualmente cosa prevede questo provvedimento, sia uno sforzo apprezzabile ma un po’ vano.Pag. 90
  Io faccio fatica a capacitarmi del fatto che in quest'Aula qualunque rappresentante del partito di Calderoli mi venga a rimproverare le liste bloccate, perché c’è un limite a tutto (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico). Ci vuole anche un senso della decenza, oltre che del buon senso ! Se questo Paese ha avuto per anni una legge con le liste bloccate e oggi con fatica riportiamo quei nomi scritti su una scheda, con grande fatica, è perché qualcheduno le ha approvate e di questo ringrazio l'abbraccio plastico tra Buonanno e La Russa perché ci restituisce con chiarezza le responsabilità (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole La Russa. Ne ha facoltà.

  IGNAZIO LA RUSSA. Signor Presidente, intervengo a titolo personale, se ha parlato già qualcuno del mio gruppo.

  PRESIDENTE. No, non ha parlato nessuno. Quindi, può parlare il tempo necessario.

  IGNAZIO LA RUSSA. Va bene, ma parlerà. Comunque, veda lei, a titolo di quello che vuole.

  PRESIDENTE. Prego, onorevole La Russa.

  IGNAZIO LA RUSSA. Voglio, innanzitutto, dare atto all'amico Fiano del suo ottimo comportamento in Commissione. Quindi, il mio saluto affettuoso a Buonanno non aveva niente a che fare con le parole rivolte all'amico Fiano, che stimo, rispetto e con cui da molti anni, prima che fosse deputato, sono già amico. Voglio, invece, dire che la «plastica ricostruzione» della responsabilità delle liste bloccate appartiene a tutti coloro che hanno votato e poi utilizzato quella legge (Commenti dei deputati del gruppo Partito Democratico).
  Personalmente – ecco perché volevo parlare a titolo personale: andate a guardare, non pretendo che lo sappiate –, quando venne introdotto il Porcellum, che venne chiamato così da Calderoli perché prevedeva due premi di maggioranza diversi, ricordiamolo, io votai un emendamento presentato dal compianto...da un deputato che non c’è più, non importa come si chiamasse, che prevedeva, almeno per la legislatura successiva, le preferenze. Lo votammo in 37, eppure, vi erano molti deputati del Partito Democratico, vi erano molti deputati di tutti gli altri partiti, anche del mio, anche del mio partito.
  Dopo vi sono state diverse legislature, con Prodi Presidente, con grandi maggioranze di sinistra (Commenti dei deputati del gruppo Partito Democratico): non hanno mai presa in considerazione l'idea di rimettere il potere in mano ai cittadini ! Nella scorsa legislatura, l'unica proposta di legge per la reintroduzione delle preferenze porta la firma di Giorgia Meloni e la mia: voi vi siete guardate bene dal presentarla, una legge di questo genere ! Allora, sulle responsabilità, meglio stendere un pietoso velo e, visto che fuori da qui non ci ascolta nessuno, ha fatto bene Buonanno a dare «plasticamente» la dimostrazione, con un megafono, della vostra totale sordità !

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Toninelli. Ne ha facoltà.

  DANILO TONINELLI. Signor Presidente, il collega Fiano dice che le liste, essendo corte, permettono alla signora Maria, che va a votare, di sapere che fine fa il suo voto, che seggio e che candidato comportano il suo voto, che elezione, quindi, comporta. La signora Maria va a votare e vota per te, Fiano. Purtroppo, il voto che dà, parlando sempre per il tramite del Presidente, volendo votare Partito Democratico – magari, speriamo di no: sarebbe scellerata, a mio parere – e volendo votare il collega Fiano, perché lo ritiene una persona capace, purtroppo il suo voto, nonostante quel partito raggiunga una percentuale importante in quel collegio, non comporta l'elezione del collega Pag. 91Fiano, perché quel voto è una pallina all'interno di un flipper, che va a far vincere un seggio casualmente, in qualsiasi collegio plurinominale del nostro Paese (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
  La conoscibilità del voto non è stata fatta con le liste. Le liste corte sono un modo, uno stratagemma per aggirare quelle motivazioni della sentenza; le hanno aggirate, ma non le hanno rispettate. Questo provvedimento rimane pienamente incostituzionale per quel che riguarda il rispetto della libertà e della conoscibilità del candidato da parte di ogni elettore (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Matteo Bragantini. Volevo capire solo a che titolo, perché, se lei parla come deputato del gruppo, parla a titolo personale; se parla come relatore, ovviamente, ha il tempo...

  MATTEO BRAGANTINI, Relatore di minoranza. Intervengo come relatore.

  PRESIDENTE. Prego.

  MATTEO BRAGANTINI, Relatore di minoranza. Signor Presidente, volevo anche io collegarmi a questo ragionamento. Il discorso relativo al fatto che la Corte costituzionale ha detto che il candidato è riconoscibile da parte dell'elettore, se la lista è corta, è vero. Solo che vi è il problema, appunto, di questa...

  PRESIDENTE. Scusi, onorevole Bragantini. Onorevole Nuti, grazie ! Prego, onorevole Bragantini.

  MATTEO BRAGANTINI, Relatore di minoranza. Solo che vi è il problema di questa casualità di dove si vanno a prendere questi collegi ed è relativamente a questo problema, molto grave, che, con l'emendamento che avevo presentato prima, tentavo di dare un elemento almeno di discussione, per trovare una soluzione.
  So che non è semplice, o meglio, già con la discussione che c’è stata prima e parlando anche con i funzionari, forse c’è una soluzione. Magari dopo in Commissione potremmo parlarne e approfondire le tematiche.
  Dice il collega che gli esponenti della Lega, poiché hanno votato o hanno fatto il Porcellum, non potrebbero o non dovrebbero avere la dignità di dire che questa legge è una porcata, perché ha un premio di maggioranza molto più grande, perché ha le liste bloccate e via dicendo. Ricordo che, intanto, il famoso Porcellum era stato preso, era stato ideato, guardando una legge regionale, la legge regionale della Toscana, dove c’è un listino bloccato senza preferenze. In Toscana, purtroppo, noi abbiamo pochi esponenti, dunque, di sicuro non siamo stati incisivi per fare quella legge, la legge regionale della Toscana.
  Poi, dico di più, se noi ci siamo accorti che abbiamo fatto un errore, quando uno fa un errore e si accorge di aver fatto un errore, potrà redimersi e cambiare idea ? Infatti, se uno fa un errore e non cambia idea, allora, è grave. Se una persona, un gruppo capisce di aver fatto un errore con una legge elettorale e vuole cambiare e fare una legge elettorale migliore, può farlo ed è legittimo che lo faccia.
  Dunque, noi rigettiamo totalmente queste accuse, perché anche se magari il Porcellum – ed è stato definito così per questo – non era un'ottima legge elettorale, adesso vorremmo fare una legge elettorale buona, solo che non ci è stata data la possibilità di partecipare alla discussione e alla formazione di questa legge, perché questa legge l'hanno decisa solo due partiti, alla faccia che le leggi elettorali devono essere decise e condivise dalla maggior parte dei gruppi e dei partiti che almeno sono in Parlamento.

  PRESIDENTE. Qualcuno dei colleghi chiedeva come procedere. Atteso che alle 20 c’è la Conferenza dei capigruppo, sospenderemo i lavori dell'Aula tra le 20 e le 21 e riprenderemo alle 21, terminata anche la Conferenza dei capigruppo.Pag. 92
  Onorevole Bragantini, lei ha esaurito i tempi del relatore. Ovviamente potrà parlare come relatore, ma nel caso i tempi saranno sottratti direttamente al gruppo.

  MATTEO BRAGANTINI, Relatore di minoranza. Vista la tematica di questa legge, vorrei chiedere, se è possibile, di avere dei tempi aggiuntivi come relatore.

  PRESIDENTE. Ovviamente questa è una decisione che devo sottoporre alla Presidenza. Si ricordi, onorevole Bragantini, che i relatori hanno già avuto dei tempi aggiuntivi perché li avevano consumati per esprimere i pareri. Comunque, la questione sarà sottoposta alla Presidente della Camera.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gitti. Ne ha facoltà.

  GREGORIO GITTI. Signor Presidente, mi dispiace in questa sede dovere contraddire il collega Fiano, solitamente molto puntuale. Ma, nel ricordare la motivazione della sentenza n. 1 del 2014, commette un'inesattezza, perché la Consulta non solo è chiara, lapidaria e letterale nell'escludere le liste bloccate, ma, addirittura, assume un dispositivo prescrittivo, imponendo il voto di preferenza. E per informazione, dovremmo essere anche a conoscenza che esistono già dei ricorsi che si riferiscono a leggi regionali, per esempio quella lombarda è già stata «rimbalzata» dal TAR Lombardia alla Consulta, proprio per contestare i listini bloccati cosiddetti «del presidente».
  Ma al di là di questo, vorrei richiamare l'attenzione dell'Aula sul fatto che l'attuale segretario del Partito Democratico ha vinto le elezioni primarie all'interno del suo partito, promettendo ai militanti del Partito Democratico e ai cittadini il sindaco d'Italia. Personalmente, l'ho preso sul serio quando ho sottoscritto due emendamenti che entreranno nel vivo nelle prossime ore: il primo subito dopo questo, che fa riferimento agli apparentamenti, così come appunto la legge sui sindaci prevede, e soprattutto al voto di preferenza. Da questo punto di vista, anche in questo caso, è una conferma.
  Richiamo l'Aula, dopo tanti battibecchi inutili, volutamente provocatori o folcloristici che dir si voglia, a focalizzare l'attenzione su alcuni punti dirimenti di promesse fatte e che devono essere mantenute, a meno di volere essere prevaricati dalla politica del compromesso che a Roma, diversamente che a Firenze, probabilmente pesa e conta di più, vedremo.

  PRESIDENTE. Vorrei pregare veramente tutti – mancano tre quarti d'ora, la giornata è stata molto lunga – di abbassare un pochino la voce, così chi parla è in grado di parlare e anche di farsi ascoltare. Quindi pregherei anche i capannelli...se è possibile.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pisicchio. Ne ha facoltà.

  PINO PISICCHIO. Signor Presidente, io prendo la parola per fare una confessione a quest'Aula: sono un proporzionalista mai pentito e ho da sempre sostenuto il voto di preferenza. Non ho commesso l'errore di votare il Porcellum, anzi l'ho combattuto con molta forza, rimanendo soccombente, come mi capiterà probabilmente di fare anche nel corso di questa battaglia, che sto cercando di portare avanti a difesa della libertà di voto (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).
  Io devo correggere qualche battuta che è stata fatta con riferimento ai meccanismi interni del mitico algoritmo che regola questa bozza, questa idea di riforma elettorale. Il collega Toninelli parlava di una sorta di flipper. Si sbaglia, perché questo meccanismo è ispirato da un grande costituzionalista americano, che è il professor random. Se volete lo trovate negli annali delle migliori università americane il professor random, il professore della casualità pura, della casualità assoluta. Allora bisogna tentare di correggere l'ispirazione di questo professore e bisogna tentare di riconiugare questo meccanismo che si sta mettendo in campo con le ragioni di più schietta logica.
  Io sono d'accordo con i colleghi che hanno sottolineato la perversione che esiste Pag. 93nell'idea che una lista un pochino più corta di quella che noi avevamo imparato a vedere nel Porcellum possa essere nelle condizioni di rendere identificabile e dunque di rendere possibile una corrispondenza tra consenso e rappresentanza in una dimensione di totale consapevolezza da parte dell'elettore.
  Non è così, non è così, non cambia.
  Soprattutto non cambia – e questo è il punto – il vulnus più forte, il vulnus all'articolo 67 della Costituzione, laddove si dice che ogni parlamentare è libero da vincolo di mandato imperativo.
  Il mandato imperativo, care colleghe e cari colleghi, c’è in questa legge, così come nel Porcellum, perché non è possibile disattendere i comandi dell'unico capo in testa.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto a titolo personale l'onorevole Sannicandro. Ne ha facoltà.

  ARCANGELO SANNICANDRO. Signor Presidente, voglio innanzitutto esprimere il mio più vivo apprezzamento per lo zelo e per la passione che il collega Fiano sta ponendo nel sostenere questa proposta di legge. L'apprezzo perché in effetti sta sudando le sette camicie e da solo e qui ha tutta la mia più profonda solidarietà. Ciò nonostante voglio contraddirlo a proposito della sentenza: l'ha letta indiscutibilmente in modo pedissequo, non si può negarlo. Però quanto ha letto è scritto, se mal non ricordo, a metà della tredicesima pagina o della quattordicesima, però credo della tredicesima. Ora, ci sono prima 13 pagine, con le quali la Corte che cosa dice ? Dice che non è accettabile – e pone un paletto – che 630 deputati possano essere nominati così come vengono nominati con il Porcellum.
  Poi soltanto incidentalmente fa quella polemica indiretta e risponde a quelle eventuali obiezioni di cui ha dato significato il collega Fiano quando ha letto il passaggio della sentenza. In altre parole, la Corte dice: non mi si venga a dire che non ci sono altri sistemi perché in effetti ci sono anche altri sistemi nei quali la lista può essere bloccata, ma non possono essere sistemi paragonabili qualora rendessero, come nel caso del Porcellum, tutti i 630 deputati come nominati. Ma brevemente, al di là della questione giuridica, noi abbiamo promesso al popolo italiano per anni che avremmo abolito il Porcellum soprattutto restituendo il diritto di preferenza e facendo esercitare il diritto di voto e di scelta ai cittadini italiani. Questo è il fatto politico che bisogna tenere presente sempre e noi con questa legge facciamo peggio della legge precedente e inganniamo ulteriormente il popolo italiano. Questo è il problema. E, allora, ve la sentite ? Io spero che il silenzio del gruppo PD sia un silenzio di imbarazzo. Voglio sperare fino all'ultimo che sia così. Non vorrei che fosse l'acquiescenza pedissequa ad un accordo avvenuto fuori di queste Aule. Che il Parlamento, quindi, abbia un sussulto di dignità, di responsabilità e di verità e restituisca al popolo italiano la sua sovranità (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Balduzzi 0.1.900.64, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole dei relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Fraccaro, Ruocco, Capezzone, Binetti, Zardini, Pagano...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   (Presenti  520   
   Votanti  519   
   Astenuti    1   
   Maggioranza  260   
    Voti favorevoli  229    
    Voti contrari  290).    

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

Pag. 94

  (La deputata Gelmini ha segnalato che non è riuscita a votare).

  Passiamo alla votazione del subemendamento Gitti 0.1.900.68, a pagina 110-111 del fascicolo.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole De Mita. Ne ha facoltà.

  GIUSEPPE DE MITA. Signor Presidente, la mia, la nostra preoccupazione è che l'aspetto più vulnerabile di questa legge sia nel suo presupposto, prima ancora che nel dettaglio tecnico, e per certi versi, nelle condizioni politiche che l'hanno determinata. La sensazione, infatti, è che piuttosto che affrontare il problema della crisi delle istituzioni, la crisi dei partiti e la crisi del sistema politico, ci sia la tentazione di cancellare la difficoltà.
  Noi ci trasciniamo da qualche decennio una progressiva crisi della rappresentanza del nostro sistema che poi ha determinato una crisi della governabilità. La governabilità, in termini di principio, è un effetto naturale della forza di presenza dei partiti.
  Ma vi siete domandati come mai in nazioni come la Germania, dove il sistema politico dei partiti è fortemente radicato per il riconoscimento che ad esso dà la pubblica opinione, non c’è bisogno di introdurre regole che alterino il sistema della rappresentanza e forzino la governabilità ?
  Invece, affrontare la crisi del sistema politico guardando solo alle questioni della governabilità e cancellando le ragioni della crisi, rischia di essere una soluzione farsa che forse – lo vorrei trasmettere quasi con un senso di amicizia – è il segnale di una elaborazione del lutto che il Partito Democratico non ha fatto per aver perso o non aver vinto le elezioni. Infatti ritenere che le elezioni non siano state vinte perché mancava la regola formale che attribuiva la vittoria e non considerare che non sono state vinte perché non sono stati presi i voti sufficienti è un grande errore e ritenere che oggi si debba inventare la regola che dà il numero di voti sufficienti per vincere le elezioni è estremamente pericoloso, perché questa riforma non tiene conto che noi abbiamo ancora fuori dal sistema politico quasi la metà dei cittadini che non va a votare e una porzione consistente che rabbiosamente ma con motivazioni molto serie si riconosce nel MoVimento 5 Stelle. Poi possiamo discutere la fenomenologia del MoVimento 5 Stelle ma le ragioni che stanno alle base di quella protesta non possono essere ignorate. Allora il punto sarebbe fare una riforma che recupera la rappresentanza, poi organizza anche le regole della governabilità ma non cancella la rappresentanza. Il problema non è costituzionale o formale o giuridico o di legittimità ma è che questo sistema immagina di inventare la realtà e immagina di imporre il bipolarismo in una condizione nella quale i poli sono almeno tre. Guardate che, di fronte alla scelta Renzi/Berlusconi, molte persone, me compreso, guarderebbero dall'altra parte piuttosto che ritenere che il sistema è forzatamente bipolare. Allora anche questa legge, in realtà, io non la reputo un errore. È un'impostazione sbagliata ragionare sul presupposto, si dovrebbe recuperarlo.
  E allora, non dico che è semplice trovare la soluzione ma direi che basterebbe ragionare su una soglia unica, anche una soglia severa, non dico una soglia che cancelli i piccoli partiti, ma che oggettivamente metta quei partiti monopersonali nella condizione di capire che o hanno un orizzonte o è meglio che non ci siano; reintroduca le preferenze, che non sono un fatto che può esser risolto con un'interpretazione della sentenza della Corte costituzionale e – veniamo al subemendamento – introduca la possibilità di fare alleanze tra primo e secondo turno. La prospettiva è creare il bipolarismo, non imporlo. Consentire una flessibilità nel sistema, nell'organizzazione delle alleanze, per la quale chi al primo turno è andato da solo, al secondo si apparenta trovando le intese non sui pregiudizi pro o contro le persone, ma sulla convergenza sui programmi è un modo per aiutare l'arrivo al bipolarismo. Se pensiamo di imporlo finirà Pag. 95come nel 2008. Nel 2008 PD e PdL avevano preso il 70 per cento degli aventi diritto al voto, quasi come la DC e il PCI, nel 2013 meno del 30 per cento. Ponetevi la domanda che il bipolarismo non si impone ma si costruisce. Questo subemendamento è un aiuto a voi, non un modo per salvare la nostra, forse inutile, presenza.

  PRESIDENTE. Concluda, onorevole De Mita, è finito il tempo.

  GIUSEPPE DE MITA. Ma è un aiuto a voi a costruire un vero bipolarismo nel Paese (Applausi dei deputati del gruppo Per l'Italia).

  NAZZARENO PILOZZI, Relatore di minoranza. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  NAZZARENO PILOZZI, Relatore di minoranza. Presidente, solo per dire che ieri su questo subemendamento probabilmente, nella concitazione dei pareri, avrò dato un parere sbagliato. In realtà il mio parere non è favorevole a questo subemendamento ma è un parere contrario. Credo di aver sbagliato io, comunque lo correggiamo.

  PRESIDENTE. Benissimo ne prendiamo nota. L'importante è che lo facciamo prima di metterlo in votazione così abbiamo cognizione del suo pensiero.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Migliore. Ne ha facoltà.

  GENNARO MIGLIORE. Signor Presidente, vorrei solo brevemente argomentare il motivo per il quale noi siamo contrari a questo subemendamento, che prevede la possibilità di apparentamenti tra il primo e il secondo turno eventuale di ballottaggio...

  PRESIDENTE. Gentilmente, lasciamo libero il banco del Governo. D'Alia, gentilmente, grazie. Prego, onorevole Migliore.

  GENNARO MIGLIORE. ... per memoria, diciamo così. È evidente che noi abbiamo intenzione di promuovere le coalizioni, le coalizioni che si basino su programmi coesi e condivisi. Non si tratta in questo caso di un sistema come quello dei sindaci o di un sistema, come qualcuno vorrebbe, di carattere presidenziale. Per cui la coesione non può avvenire intorno alla candidatura dell'eventuale candidato Premier, ma solo intorno ad una negoziazione programmatica, che, dal nostro punto di vista, in maniera trasparente, deve avvenire prima del primo turno (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Avverto che la prossima votazione avrà luogo a scrutinio segreto.
  Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Gitti 0.1.900.68, con il parere contrario della Commissione, del Governo e del relatore di minoranza Pilozzi, e con il parere favorevole dei relatori di minoranza Matteo Bragantini e La Russa.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Bonaccorsi, Dadone, Crippa, Spadoni. L'onorevole Dadone ancora non riesce a votare. Non abbiamo fretta, onorevole Dadone, ci sono ancora 27 minuti prima della sospensione. Terrosi, Baroni.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  506   
   Votanti  505   
   Astenuti    1   
   Maggioranza  253   
    Voti favorevoli  164    
    Voti contrari  341.    
  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  (La deputata Paola Bragantini ha segnalato che non è riuscita a votare).

  Ora abbiamo tre subemendamenti accantonati – onorevole relatore, onorevole Pag. 96presidente, se mi segue –, che sono: il subemendamento Nicoletti 0.1.900.100, gli identici subemendamenti Migliore 0.1.900.102 e Dorina Bianchi 0.1.900.103, alle pagine 112 e 113 del fascicolo, e gli identici subemendamenti Dorina Bianchi 0.1.900.5 e Migliore 0.1.900.101, a pagina 114. Il relatore mi deve innanzitutto confermare che questi subemendamenti restano accantonati.

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, li teniamo accantonati.

  PRESIDENTE. Dopo questa conferma, dovremmo ora passare alla votazione dell'emendamento 1.900 della Commissione. Tuttavia, risultano accantonati alcuni subemendamenti allo stesso riferiti: Centemero 0.1.900.15 e 0.1.900.16, Nicoletti 0.1.900.100, gli identici subemendamenti Migliore 0.1.900.102 e Dorina Bianchi 0.1.900.103 e gli identici subemendamenti Dorina Bianchi 0.1.900.5 e Migliore 0.1.900.101.
  Chiedo al presidente Sisto se intenda procedere alla votazione di tali subemendamenti e, quindi, a quella dell'emendamento della Commissione, ovvero se confermi l'accantonamento dei subemendamenti. In tal caso, come è evidente, occorrerà accantonare anche l'emendamento 1.900 della Commissione.

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, accantoniamo anche l'emendamento 1.900 della Commissione per le ragioni che il presidente ha ampiamente chiarito.

  PRESIDENTE. Quindi, a seguito dell'accantonamento dell'emendamento 1.900 della Commissione, occorre altresì accantonare, in quanto vertenti sulla medesima materia e/o sul comma 16 che l'emendamento della Commissione provvede a sostituire integralmente, le seguenti proposte emendative: Plangger 1.43... scusate, questo mi dicono che è stato appena ritirato quindi il tema non si pone, Balduzzi 1.151 da pagina 158 a pagina 164 del fascicolo, Dadone 1.178 a pagina 168 del fascicolo, Balduzzi 1.80 a pagina 179, D'Ambrosio 1.106 da pagina 204 a pagina 211 del fascicolo e Toninelli 1.107 da pagina 212 a pagina 217 del fascicolo, Balduzzi 1.112 a pagina 223 del fascicolo, Matteo Bragantini 1.114 da pagina 227 a pagina 230 del fascicolo, Grillo 1.115 a pagina 231, Migliore 1.118 a pagina 235 del fascicolo, Biancofiore 1.119 a pagina 236 del fascicolo, Dieni 1.123 a pagina 237, Plangger 1. 513 da pagina 240 a pagina 248 del fascicolo, Bruno 1.464 da pagina 249 a pagina 254 del fascicolo, Zaccagnini 1.301 a pagina 250, Nuti 1.132 pagina 251, D'Ambrosio 1.172 a pagina 257, Dadone 1.159 da pagina 262 a pagina 263 del fascicolo, Migliore 1.458 a pagina 266, Matteo Bragantini 1.168 a pagina 266, Toninelli 1.169 a pagina 267, Grillo 1.170 a pagina 267 del fascicolo, Nuti 1.175 da pagina 268 a pagina 269 del fascicolo, Balduzzi 1.466 da pagina 269 a pagina 270 del fascicolo, Cozzolino 1.180 a pagina 270, Toninelli 1.465 a pagina 271 e, da ultimo, Dadone 1.179 a pagina 271.
  A questo punto quindi dobbiamo passare all'emendamento Matteo Bragantini 1.319 a pagina 125 del fascicolo.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Matteo Bragantini. Ne ha facoltà.

  MATTEO BRAGANTINI. Signor Presidente, molto semplicemente, questo è un emendamento che, veramente, ha una ratio semplicissima. Dice che affinché l'eventuale ballottaggio sia valido deve partecipare almeno il 50 per cento dei cittadini. Non mi sembra una cosa così strana. Perché se facciamo il ballottaggio e partecipa il 20 per cento dei cittadini o se i voti validi non sono neanche il 20 per cento, noi riteniamo, come succede in moltissimi casi, che l'elezione non sia valida. Quindi noi chiediamo che, appunto, l'eventuale ballottaggio sia valido solo con il 50 per cento dei voti validi e, in più, che le liste che non hanno superato gli sbarramenti, se sono apparentate, in caso di vittoria possono entrare in Parlamento solo per quanto riguarda il premio di Pag. 97maggioranza. Dunque, se grazie ai voti di queste liste uno vince il ballottaggio, a questo punto, giustamente ha un premio di maggioranza e dunque noi riteniamo che sia giusto che questi partiti minori, più piccoli, che hanno contribuito alla vittoria al secondo turno, possano giustamente avere i loro seggi.
  Mi sembra una cosa normale, una cosa equa, una cosa trasparente. Dunque chiediamo veramente a tutti di votarlo, perché non vorrei credere che qualcuno ritenga che al ballottaggio ci si può andare solo col 10 per cento dei voti validi, perché ecco, allora sì che andremmo verso un regime dittatoriale.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cozzolino. Ne ha facoltà.

  EMANUELE COZZOLINO. Signor Presidente, condividiamo anche noi questo emendamento proposto dal collega Bragantini, perché comunque introduce una soglia condivisibile per accedere al ballottaggio. E quindi anche il MoVimento 5 Stelle voterà a favore di questo emendamento, perché apporta come abbiamo detto un leggero miglioramento al testo, che comunque non condividiamo in pieno. Ci sembra però nella discussione democratica che stiamo facendo qua all'interno, di apportare il nostro contributo (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Avverto che la prossima votazione avrà luogo a scrutinio segreto.
  Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Matteo Bragantini 1.319, con il parere contrario del relatore di maggioranza, del Governo e quello favorevole dei tre relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Folino, Stumpo, Tartaglione, Ciprini, Capezzone, Fitzgerald Nissoli, Antimo Cesaro, Gitti...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  501   
   Votanti  500   
   Astenuti    1   
   Maggioranza  251   
    Voti favorevoli  190    
    Voti contrari  310    

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  (I deputati Adornato e Cardinale hanno segnalato che non sono riusciti a votare).

  Avverto che la prossima votazione avrà luogo a scrutinio segreto.
  Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Nuti 1.36, con il parere contrario della Commissione, del Governo e del relatore Pilozzi, il relatore La Russa si rimette all'Aula, parere favorevole del relatore Bragantini.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Bossa, Binetti, Cicchitto...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  504   
   Votanti  503   
   Astenuti    1   
   Maggioranza  252   
    Voti favorevoli  149    
    Voti contrari  354    

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  Avverto che la prossima votazione avrà luogo a scrutinio segreto.
  Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Matteo Bragantini 1.38, con il parere contrario della Commissione e del Governo, quello favorevole dei relatori di minoranza Bragantini e La Russa, mentre il relatore Pilozzi si rimette all'Aula.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

Pag. 98

  Tartaglione, Di Lello, Bossa, Cicchitto, Carbone, Grillo...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti e votanti  509   
   Maggioranza  255   
    Voti favorevoli  163    
    Voti contrari  346    

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  Ricordo che l'emendamento Lombardi 1.41 è accantonato.
  Passiamo alla votazione dell'emendamento Biancofiore 1.40.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Biancofiore. Ne ha facoltà.

  MICHAELA BIANCOFIORE. Signor Presidente, questo è l'emendamento degli emendamenti si potrebbe dire all'interno di questa legge elettorale. Io faccio veramente appello a ciascuno di voi, innanzitutto partendo dal mio gruppo parlamentare, perché è encomiabile tener fede agli accordi e questo lo dico anche agli amici parlamentari del gruppo del PD, ma non è assolutamente encomiabile espungere una parte dell'Italia...

  PRESIDENTE. Onorevole Biancofiore ahimè la devo interrompere perché anche lei ha parlato sul complesso degli emendamenti e quindi non posso darle la parola su un suo emendamento per Regolamento (Proteste della deputata Biancofiore).
  Onorevole Biancofiore ho tolto la parola all'onorevole Migliore e all'onorevole Gitti (Commenti della deputata Biancofiore). Onorevole Biancofiore è una polemica assolutamente inutile.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Kronbichler. Ne ha facoltà.

  FLORIAN KRONBICHLER. Signor Presidente, rimane questo problema, questo che la collega ha chiamato il problema dei problemi, la legge, che in nome della tutela della minoranza linguistica tutela sfacciatamente un partito della minoranza linguistica e questa differenziazione a questo livello, diciamo così, non è giustificata se è introdotta nella regione dell'Alto Adige con il proporzionale. C’è stata una certa timida pluralizzazione di cui sono, diciamo così, il primo frutto pure io, però, per quello si vuole tornare assolutamente al sistema, a questa eccezione del sistema maggioritario in cui un partito della minoranza linguistica alleato col Partito Democratico, si vuole, si vogliono prendere tutto. Cioè non solo i seggi uninominali che si sono disegnati, ma anche partecipare poi ancora alla parte della proporzionale, cioè ai resti affinché ai piccoli non rimanga niente. Vogliono avere tutto, ed è troppo (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà e della deputata Biancofiore).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Schullian. Ne ha facoltà.

  MANFRED SCHULLIAN. Signor Presidente, trovo abbastanza singolare questa affezione tra Kronbichler del Sel e Biancofiore di Forza Italia e vorrei pregare lei di chiederle di ricordare ai colleghi che l'articolo 6 della nostra Costituzione prevede che la Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche. Sostenere che il sistema di collegi uninominali con il principio maggioritario sia un sistema antidemocratico è mera demagogia e nient'altro. La stabilità di maggioranze politiche, come al momento esiste in un determinato territorio, non può essere interpretato come diniego o negazione della democrazia, come tenta invano di fare il collega Kronbichler, ma ne è invece viva e piena e legittima espressione.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bianconi. Ne ha facoltà.

  MAURIZIO BIANCONI. Signor Presidente, quello che impressiona di più è che si deve sentire una lamentela fatta a nome della minoranza linguistica, in questo caso Pag. 99italiana, in Alto Adige, però confortata anche da un rappresentante della minoranza linguistica che dovrebbe trarre beneficio da questa legge.
  Evidentemente non è così, succede semplicemente questo, signor Presidente, che mentre prima con il Porcellum e con la soglia del 20 per cento, bene o male, la Südtiroler Volkspartei, le minoranze erano tutte tutelate, c'era un diritto di rappresentanza, con la reintroduzione dei collegi uninominali e del Mattarellum, c’è un solo partito che da quelle parti, a differenza di tutte le altre d'Italia, porta i rappresentanti in Parlamento, venendo meno – mi pare – prima il concetto di rappresentanza che comunque la Corte costituzionale ha sancito per tutto il territorio nazionale, secondo il diritto di rappresentanza di tutti all'interno delle elezioni. Quindi facendosi forti di un principio di tutela di minoranza linguistica, in realtà, si ottiene un criterio di esclusività di rappresentanza, facendo sì che un partito domina, è dittatore di un territorio, e gli altri nessuno li rappresenta. Se questo pare giusto, si può anche fare questo, non mi pare che sia giusto.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Nicoletti. Ne ha facoltà.

  MICHELE NICOLETTI. Signor Presidente, intervengo perché già il collega Schullian ha richiamato come una diversa disciplina per la legge elettorale del Trentino Alto Adige trovi il suo fondamento nella norma della nostra Costituzione all'articolo 6 che prevede per la tutela delle minoranze linguistiche apposite norme, ma anche per ricordare che questa è stata la tradizione della Repubblica italiana che, come già prima il Regno d'Italia, aveva cura di tutelare le rappresentanze delle minoranze linguistiche dentro l'Assemblea. Già nell'Assemblea costituente De Gasperi era perfettamente consapevole che c'era una complessità di minoranze da tutelare e che la soluzione andava trovata in modo non semplice, come lui disse testualmente. La scelta di optare per un modello che richiama quello della legge Mattarella è la scelta che combina il criterio della territorialità con il criterio della proporzionalità ed è esattamente il criterio e il metodo che consente di rispettare da un lato le minoranze linguistiche, sia italiana che tedesca, e dall'altro lato il diritto di tutti i cittadini della regione Trentino Alto Adige di concorrere alla politica nazionale e dei partiti nazionali, di raccogliere i loro consensi anche in quel territorio. Voglio ricordare che la prima volta che è stata applicata la legge Mattarella nel 1994, con i collegi uninominali, cinque collegi su otto furono vinti dal centro-destra, ivi compreso il collegio di Bolzano vinto da Alleanza Nazionale, e un collegio – uno dei due – sul proporzionale vinti dal centro-destra. Questo non è un sistema che è stato pensato per favorire una parte, ma è un sistema equilibrato e sensato per tutelare le minoranze linguistiche tedesca e italiana, centro-destra e centro-sinistra nonché forze come il MoVimento 5 Stelle che hanno possibilità di competere sia sui collegi uninominali che sulla quota proporzionale con pari opportunità (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fraccaro. Ne ha facoltà.

  RICCARDO FRACCARO. Signor Presidente, la cosa veramente triste è che i deputati e i colleghi, in particolare del SVP e del Partito Democratico eletti in Trentino Alto Adige continuano a tornare sui loro territori e dichiarare che il loro lavoro è prettamente quello di difendere le autonomie e i privilegi delle autonomie e le prerogative delle autonomie in Trentino Alto Adige, quando poi, quando vengono qui in Parlamento, sono disposti a votare qualsiasi nefandezza proveniente da questo Governo, Governo guidato da Matteo Renzi che, ricordo, aver scritto in uno dei suoi ultimi libri, intitolato «Stil novo», esattamente questo: le province autonome devono essere abolite. Questo è Matteo Renzi e voi ipocritamente nel territorio Pag. 100dite che difendete l'autonomia, e poi date continuamente la fiducia a Governi centralisti che vogliono abrogare le autonomie per portare a casa dei piccoli privilegi come questa «marchetta» al territorio nei collegi uninominali, che non servirà a nulla.
  Il Trentino Alto Adige non potrà, infatti, rimanere un'isola felice nel mare di melma che sta diventando il territorio italiano, il Paese italiano, per colpa di Governi a cui voi, caro Nicoletti, state continuando a dare la fiducia (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Laffranco. Ne ha facoltà.

  PIETRO LAFFRANCO. Signor Presidente, non starò qui ovviamente – proprio perché è un intervento a titolo personale – a ripetere le motivazioni che ha già illustrato il collega Bianconi, né tantomeno a sottolineare come forse una riflessione sulla questione delle autonomie sia necessaria, visto anche il recente scandalo relativo alle buone uscite d'oro, che sono toccate, in maniera abbastanza incredibile, a un congruo numero di deputati altoatesini.
  Sono qui però a dire che, siccome siamo nell'impossibilità di concludere questa sera i lavori, Presidente, se mi ascolta, e siccome mi pare che ci sia aperto un numero non esiguo di questioni, io mi permetto di chiedere al relatore, nonché presidente della Commissione...

  PRESIDENTE. Ne approfitto per chiedere all'onorevole Santerini di lasciare liberi i banchi del Governo. Aspettiamo, quando è finita la conversazione, l'onorevole Laffranco può riprendere. Grazie.
  Prego, onorevole Lanfranco.

  PIETRO LAFFRANCO. Grazie Presidente, non c'era bisogno.
  Ne approfitto per chiedere – dicevo – al relatore, nonché presidente della Commissione, se può valutare l'opportunità di accantonare anche questo emendamento della collega Biancofiore. Insomma, se ci sono questioni aperte non vedo perché una che può in qualche modo minacciare di incostituzionalità la legge elettorale non possa essere valutata con maggiore attenzione.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare sulla medesima questione il presidente Brunetta. Ne ha facoltà.

  RENATO BRUNETTA. Signor Presidente, le chiedo anche io di chiedere al presidente Sisto se sia possibile accantonare l'emendamento Biancofiore 1.40.

  PRESIDENTE. Noi non possiamo far altro che girare la richiesta al presidente della Commissione. Presidente Sisto ?

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, chiedo di poter valutare questa richiesta e sciogliere la riserva quando riprendiamo dopo la pausa.

  PRESIDENTE. Sta bene.
  Allora, io direi che a questo punto, atteso che sono anche le 19,57 di sospendere la seduta. Appena riprendiamo, immediatamente, il presidente Sisto ci dirà se accantoniamo, o votiamo l'emendamento per il quale abbiamo già fatto le dichiarazioni di voto.
  Sospendiamo a questo punto la seduta che riprenderà alle ore 21. Ricordo che alle ore 20 è convocata la riunione della Conferenza dei presidenti di gruppo.

  La seduta, sospesa alle 20, è ripresa alle 21.

Missioni.

  PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati Gioacchino Alfano, Alfreider, Amici, Baretta, Bindi, Biondelli, Bocci, Boccia, Bonifazi, Michele Bordo, Boschi, Brunetta, Casero, Castiglione, Cicchitto, Dambruoso, De Girolamo, Del Pag. 101Basso De Caro, Dellai, Di Lello, Epifani, Ferranti, Fontanelli, Franceschini, Galan, Giacomelli, Giancarlo Giorgetti, Gozi, La Russa, Legnini, Leone, Lotti, Madia, Giorgia Meloni, Migliore, Pes, Gianluca Pini, Pisicchio, Pistelli, Realacci, Sani, Scalfarotto, Schullian, Speranza, Tabacci, Velo e Vito sono in missione a decorrere dalla ripresa notturna della seduta.
  I deputati in missione sono complessivamente sessantotto, come risulta dall'elenco depositato presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell’allegato A al resoconto della seduta odierna.

Si riprende la discussione.

(Ripresa esame dell'articolo 1 – A.C. 3-A ed abbinate)

  PRESIDENTE. Ricordo che prima della sospensione è stato da ultimo respinto l'emendamento Matteo Bragantini 1.38.
  Chiedo al relatore per la maggioranza, presidente della Commissione affari costituzionali, onorevole Francesco Paolo Sisto, quale sia il suo orientamento in ordine alla proposta di accantonamento dell'emendamento Biancofiore 1.40.
  Onorevole presidente Sisto, dovremmo decidere che cosa fare con la proposta di accantonamento.

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, chiedo che l'emendamento Biancofiore 1.40 sia posto in votazione, con il parere originario che era un parere contrario.

  MASSIMILIANO FEDRIGA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  MASSIMILIANO FEDRIGA. Signor Presidente, intervengo per chiedere un chiarimento alla Presidenza. Prima, a quanto ho capito, non è stato accantonato l'emendamento Biancofiore 1.40 ed è stata sospesa la seduta con le dichiarazioni di voto. Adesso il presidente Sisto conferma che è contrario all'accantonamento. Io vorrei capire se questo rappresenta un precedente e, quindi, se noi potremmo finire e sospendere la seduta anche in sede di votazione e di dichiarazione di voto.

  PRESIDENTE. Onorevole Fedriga, noi abbiamo sospeso perché c'era stata una proposta di accantonamento che ovviamente, come è successo anche altre volte, può intervenire nel corso della discussione. In più, era una sospensione tecnica, per cui è chiaro che, se ci sono dichiarazioni di voto ora da svolgere, da parte di deputati che non sono già intervenuti in dichiarazioni di voto, possiamo ovviamente fare le dichiarazioni di voto e poi procedere al voto. Non possono intervenire quelli che già sono intervenuti in dichiarazioni di voto.
  Spero di essere stato convincente. Vedendo la sua espressione mi pare di «no». Purtroppo, non capita sempre.
  Passiamo, dunque, alla votazione dell'emendamento Biancofiore 1.40.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rosato. Ne ha facoltà.

  ETTORE ROSATO. Signor Presidente, volevo dire che credo che la decisione assunta dal presidente Sisto e dalla Commissione sia una decisione appropriata, in quanto la scelta di non modificare gli accordi e le intese, trovate in sede di Commissione e nel Comitato dei nove, mi sembra quanto mai appropriata proprio su un punto delicato come questo, che riguarda i rapporti all'interno della legge elettorale che si occupa, in questo punto preciso, della tutela delle minoranze linguistiche, in particolare quelle del Trentino Alto-Adige.
  Penso che l'equilibrio che è stato raggiunto, con le norme previste, sia positivo, di cui il Parlamento deve essere tutto orgoglioso e che nei punti precisi che sono stati lì inseriti valorizzano le tipicità di quel territorio, dove c’è una forte presenza di una minoranza linguistica che la nostra Costituzione ha sempre voluto tutelare in maniera ampia e forte e quella tutela è un Pag. 102motivo di orgoglio per il nostro Paese, che si distingue anche in quanto capace di tutelare le minoranze.
  Quindi, io penso che il non recepire quell'emendamento sia una scelta opportuna da parte di questo Parlamento.

  PRESIDENTE. Non so se vi siano altri che vogliono intervenire su questo medesimo argomento. Diversamente, lo pongo in votazione. Siamo all'emendamento – colleghi seguitemi – Biancofiore 1.40, a pagina 127 del fascicolo. Vi è stata una richiesta di ritiro, che non è stata però accolta.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Daniele Farina. Ne ha facoltà.

  DANIELE FARINA. Signor Presidente, approfitto che siamo un po’ sguarniti sull'emendamento. Legge elettorale: a questo punto di giornata, siamo alla lista dei reati. Appare chiaro che dietro la parola «governabilità» si cela la truffa e chi la usa, va da sé, Presidente, è un manigoldo. Dietro i collegi dell'Italicum vi è il furto di bestiame, perché la mandria razziata in Lombardia, cioè gli eletti, riappare in Molise, o viceversa.
  Poi vi sono le soglie, che sono muri in basso e ponti verso l'alto. Non è difficile capire che qui siamo nel campo del delitto non colposo. Tuttavia, egregi colleghi, senza una legge sull'eutanasia del Senato, non se ne farà nulla...

  PRESIDENTE. Deve concludere, onorevole Farina.

  DANIELE FARINA. ... che a morir da solo, lui, il Senato, manco ci pensa, e toccherà farne nuova per dargli una mano. Questa è l'unica notizia della giornata degna di un Paese civile (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).

  EMANUELE FIANO. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  EMANUELE FIANO. Signor Presidente, poiché lei mi aveva chiesto, precedentemente, di non intervenire su una questione personale, allora intervengo adesso, perché lei mi ha chiesto prima di non farlo...

  PRESIDENTE. Onorevole Fiano, purtroppo questo intervento va fatto a fine seduta, non a inizio seduta. Quindi, bisogna comunque aspettare la fine di questa seduta.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Melilla. Ne ha facoltà.

  GIANNI MELILLA. Signor Presidente, questa vicenda del Trentino-Alto Adige rende evidente come questa proposta di legge sia costruita su un equilibrio del terrore: come durante la guerra fredda, ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria. E allora, il Partito Democratico non può chiedere di modificare un qualcosa perché Forza Italia è contraria, Forza Italia non può modificare qualcosa, anche se è giusto, come in questo caso, perché il Partito Democratico dice di no. È evidente che siamo in presenza del completo esautoramento di questa Camera, che è chiamata semplicemente a ratificare quello che è stato deciso altrove, come con la legge Acerbo di Benito Mussolini.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Fiano. Ne ha facoltà.

  EMANUELE FIANO. No, scusi, signor Presidente, mi rivolgo a lei – intervengo a titolo personale, essendo intervenuto il mio collega Rosato –, ma su questo emendamento ho sentito pronunciare argomenti che non condivido. Pur tuttavia, invece, condivido, anzi, se posso, ringrazio il relatore per la coerenza che ha mantenuto, avendo, evidentemente, riflettuto, dopo un parziale, diciamo così, accantonamento dell'emendamento.
  Noi conveniamo sul parere negativo, che, peraltro, il presidente della Commissione e relatore aveva già anticipato al Pag. 103Comitato dei nove, perché pensiamo che un'eventuale approvazione dell'emendamento 1.40 a prima firma della collega Biancofiore, quello sì, se fosse approvato questo emendamento, si andrebbe, proprio per il caso che è in esame del Trentino-Alto Adige, verso un rischio di incostituzionalità. Quindi, confermiamo anche noi il nostro voto negativo (Commenti della deputata Biancofiore).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Blazina. Ne ha facoltà.

  TAMARA BLAZINA. Signor Presidente, volevo anche io intervenire su questo emendamento, perché tratta del tema delle minoranze linguistiche. È un tema anche a me caro, visto che poi vi saranno alcuni emendamenti che riguardano anche la minoranza linguistica slovena, che io rappresento. La posizione espressa dal collega Rosato è una posizione condivisibile.
  Stiamo parlando di un tema che riguarda i diritti, i diritti fondamentali delle persone, diritti garantiti dalla Costituzione, e, come è già stato detto nel corso del dibattito, le norme che garantiscono l'elezione della minoranza linguistica tedesca, in questo caso, sono norme non per la prima volta presenti in una proposta di legge, ma sono norme già presenti nel passato e che noi andiamo a riaffermare, perché convinti che si tratta di un diritto che assolutamente va tutelato.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Avverto che la prossima votazione avrà luogo a scrutinio segreto.
  Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Biancofiore 1.40, con il parere contrario della Commissione e del Governo, con il parere favorevole dei relatori di minoranza Bragantini e La Russa e su cui il relatore di minoranza Pilozzi si rimette all'Aula.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Sannicandro... Colleghi, è il primo voto dopo la ripresa, siamo un po’ tolleranti.
  Polverini, Zardini, Gigli, Monaco, Berlinghieri, Abrignani, Gallinella, Russo, Gianni Farina, Mosca, Bonomo (Commenti della deputata Biancofiore)...Onorevole Biancofiore, attendo come ho sempre fatto alla ripresa della seduta.
  Luigi Cesaro, Paolucci...
  Colleghi, affrettatevi, perché sto per chiudere la votazione, gentilmente.
  Paola Bragantini, Romano, Narduolo, Mura, Fanucci...
  Colleghi, per favore affrettatevi. Onorevole Gelli, invece di fare gesti, si affretti a votare, perché appena ha votato lei chiudo la votazione. Onorevole Gasbarra, deve sbrigarsi.
  Petraroli (Commenti della deputata Biancofiore)... Onorevole Biancofiore, lei non ci crederà, ma il Presidente sa quello che deve fare. Onorevole Petraroli, sia rapido, per favore. Onorevole Migliore. Appena ha votato l'onorevole Petraroli chiudiamo la votazione.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:
   Presenti e votanti  451   
   Maggioranza  226   
    Voti favorevoli  165    
    Voti contrari  286.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  L'emendamento Lombardi 1.41 è accantonato.
  Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.701 della Commissione, che si vota con votazione palese.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.701 della Commissione.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Capezzone, Gigli.
  Dichiaro chiusa la votazione.Pag. 104
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  457   
   Votanti  452   
   Astenuti    5   
   Maggioranza  227   
    Hanno votato  348    
    Hanno votato no  104.

  La Camera approva (Vedi votazioni).

  A questo punto devo chiedere al presidente Sisto se confermiamo l'accantonamento degli identici emendamenti Dorina Bianchi 1.600 e Migliore 1.614, a pagina 138 del fascicolo.

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. Confermiamo. E confermo anche – mi sembra che sia quello successivo – l'emendamento Bianconi 1.53, a pagina 139, sempre accantonato.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti. Avverto che la prossima votazione avrà luogo a scrutinio segreto.
  Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Gitti 1.501, non accettato dalla Commissione né dal Governo, e con il parere favorevole di tutti e tre i relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Tartaglione ? Quaranta ? Nicoletti ? Berretta ?
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti e votanti  460   
   Maggioranza  231   
    Voti favorevoli  156    
    Voti contrari  304    
  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Pisicchio 1.56, da pagina 143 a pagina 145.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pilozzi. Ne ha facoltà.

  NAZZARENO PILOZZI, Relatore di minoranza. L'onorevole Pisicchio non è presente, Presidente.

  PRESIDENTE. Onorevole Pilozzi, la conforto su questa sua riflessione.

  NAZZARENO PILOZZI, Relatore di minoranza. Non volevo intervenire prima dell'onorevole Pisicchio, Presidente. Allora, qui noi siamo ad uno dei punti fondamentali della legge, che è appunto l'espressione del voto di preferenza. In questi anni ci siamo tutti quanti riempiti la bocca sulle liste bloccate, sul Porcellum, sul Parlamento dei nominati, su quella che noi abbiamo ritenuto un'anomalia della democrazia italiana.
  E adesso, che finalmente, dopo – non lo dimentichiamo – la sentenza della Corte costituzionale siamo chiamati a riscrivere la legge elettorale, che è la legge ordinaria forse principale di un Paese, che è quella legge che disciplina in che modo viene rappresentata la volontà popolare nelle istituzioni, ebbene noi presentiamo di nuovo una legge che non ha le preferenze, non dà la possibilità all'elettore di scegliere il proprio candidato.
  E questo avviene – e io lo dico sia i colleghi del Partito democratico, ma anche ai colleghi del Nuovo Centrodestra, ai colleghi di Scelta Civica per l'Italia, ai colleghi di tutti gli altri gruppi che comunque appoggiano questa maggioranza – in un Parlamento che ha anche appena approvato in questa Camera e sta approvando in questi giorni al Senato le elezioni di secondo livello per le province. In altre parole, non è che abroga le province, ma introduce le elezioni di secondo livello. Dopodiché, c’è anche una proposta per mettere solo dei nominati dentro il Senato, anche lì senza passare...

  PRESIDENTE. Onorevole Pilozzi, solo per sua informazione e del gruppo. Lei a questo punto ha consumato tutto il suo tempo di relatore. Il tempo successivo andrà a gravare direttamente sui tempi del gruppo.

Pag. 105

  NAZZARENO PILOZZI, Relatore di minoranza. Va bene, Presidente. C'era una richiesta, anche degli altri relatori...

  PRESIDENTE. Siamo in attesa. Questa è una decisione che dovrà prendere la Presidente. Nel frattempo...

  NAZZARENO PILOZZI, Relatore di minoranza. Nel frattempo, però se la richiesta sarà accolta, riscaliamo il tempo dal gruppo e lo rimettiamo al relatore, va bene ?

  PRESIDENTE. Non ci crederà, ma è così, onorevole Pilozzi.

  NAZZARENO PILOZZI, Relatore di minoranza. Va bene, grazie, Presidente. Come vede è da questa mattina che andiamo d'amore e d'accordo.
  Allora, dicevo che noi siamo in una condizione assolutamente anomala in questo Paese, dove sembra che l'espressione popolare, che il voto dei cittadini sia un orpello, sia un problema, sia una di quelle pratiche che noi dobbiamo limitare al massimo perché, forse, chi è qua dentro meglio dei cittadini può scegliere chi deve rappresentarli. E questo, vedete, avviene quando il nostro Presidente del Consiglio, giustamente, ci ripete ad ogni piè sospinto che lui è stato eletto da tre milioni di italiani nelle elezioni primarie. Anche noi vorremmo avere la possibilità di poterci misurare con il consenso popolare, con il rapporto che abbiamo nei nostri territori, con la possibilità di interagire direttamente con i cittadini. Questo ci viene assolutamente vietato e, quindi, io invito veramente tutti i parlamentari ad avere un sussulto e a dire a voce alta che non solo noi non temiamo il voto di preferenza, ma che essere semplicemente nominati da qualche capopartito è una cosa che vogliamo evitare e che, invece, vogliamo giocarci la nostra elezione direttamente nel rapporto con i cittadini.
  Questo emendamento è un emendamento importante per questa legge; è quell'emendamento che metterebbe questa legge sullo stesso piano della sentenza della Corte costituzionale, con il cosiddetto Consultellum che, a quanto sembra, continuerà a valere per il Senato, e che prevede la preferenza. Noi invitiamo, quindi, a votare favorevolmente questo emendamento.

  GENNARO MIGLIORE. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ma lei vuole intervenire sull'ordine dei lavori o sull'emendamento ?

  GENNARO MIGLIORE. Per chiedere su questo il voto palese.

  PRESIDENTE. Bene, allora ritira praticamente la richiesta di voto segreto che era stata fatta e, quindi, si voterà a voto palese al momento opportuno.
  La Presidenza ha deciso di dare un ulteriore terzo di tempo ai relatori, il che significa che sono 4 minuti ciascuno. Lei, onorevole Pilozzi, aveva 2 minuti, ne ha spesi 4, quindi le sono rimasti 2 minuti e poi tutto il tempo che utilizzerà andrà a carico del gruppo. Lei, onorevole Matteo Bragantini, che aveva concluso il suo tempo, ha adesso 4 minuti aggiuntivi; tutto quello che supera i 4 minuti, se il gruppo è disponibile, va a carico del gruppo. Prego, onorevole Matteo Bragantini.

  MATTEO BRAGANTINI, Relatore di minoranza. Signor Presidente, intanto parlo come relatore. Su questo emendamento, come su tanti altri che sono stati presentati dai vari gruppi, diamo il parere positivo. Ne abbiamo presentati anche noi sulle preferenze, sia uno singolo con una preferenza, sia due con doppia preferenza, con preferenza di genere. Adesso, soprattutto se c’è il voto palese, finalmente si vedrà chi vuole le preferenze e chi vuole le liste bloccate. Noi siamo favorevoli alle preferenze perché riteniamo che i cittadini abbiano tutti il diritto di poter esprimere la propria preferenza su una lista di candidati di ogni partito. Veramente, dunque, adesso non ci saranno più fraintendimenti, si vedrà chi veramente vuole far parlare e ascoltare i cittadini e, invece, chi Pag. 106preferisce avere le liste bloccate e così decide il proprio segretario o il capo bastone, come si suol dire.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Corsaro. Ne ha facoltà.

  MASSIMO ENRICO CORSARO. Signor Presidente, con questa orribile norma che il Parlamento sta lavorando in questa giornata e nelle prossime di lavoro parlamentare, si sostituisce il cosiddetto Parlamento dei nominati con il nuovo Parlamento dei nominati «per caso», cioè si è riusciti nella mirabile e insospettata impresa di peggiorare una norma che aveva assunto la medaglia d'oro, il podio, il gradino più alto del podio tra le norme che erano detestate dagli italiani. Infatti, se è vero che con la norma elettorale ancora vigente i deputati erano frutto di una intesa che ciascun partito definiva nelle segrete stanze dei propri organi direttivi, è addirittura scandaloso verificare come questa norma, che era venuta in odio a tutti, venga sostituita, secondo la volontà della maggioranza trasversale PD-Forza Italia che ha scritto questo progetto di legge obbrobrioso, da un elemento ulteriormente peggiorativo, ovvero si continuano a predeterminare i deputati, ma non si è nemmeno certi di quelli che saranno individuati perché, per quanto abbiamo discusso prima della pausa e anche in quel caso invano, visto che non avete avuto nemmeno la sensibilità di modificare una cosa che era ovvia, questa volta le segreterie dei partiti compileranno le liste predeterminate e bloccate di nominativi ma, poi, nella gran parte dei casi, come ci testimonia una simulazione effettuata dal Servizio studi della Camera, i seggi che scatteranno per i diversi partiti saranno totalmente indipendenti dalla misura e dalla quantità dei voti che gli stessi partiti prenderanno in questa o in quella parte del territorio, in questo o in quel collegio elettorale. Il che significa che non solo ci saranno i parlamentari nominati, ma saranno parlamentari nominati estratti a sorte.
  Siccome troppi fiumi di inchiostro, troppe dichiarazioni, troppe manine sul cuore e voci rotte dalla commozione ci hanno stancato nel corso di questi anni nei talk show televisivi, nelle interviste dei telegiornali, nelle riproduzioni di stampa su come fosse avvertita da tutti la volontà, la necessità, il dovere civico di restituire agli italiani il sacrosanto diritto di eleggere il proprio parlamentare, bene ha fatto il presidente Migliore a togliere la richiesta del voto segreto, perché il momento per capire chi ha truffato, truffa e trufferà la buona fede degli italiani è qui, ora, adesso. Fateci vedere che avete capito che non è più il tempo che la politica si nasconda dietro delle nomine, fateci capire che per davvero abbiamo fatto un passo indietro rispetto all'immanente presenza delle segreterie dei partiti, fateci capire che tutte le volte che nel corso di questi anni avete raccontato che avremmo dovuto riconsegnare agli italiani il diritto-dovere di scegliere chi li deve rappresentare al Parlamento possa essere fatto con l'espressione del voto di preferenza. Questo è il momento per dimostrarlo. Chi, all'esito di questa votazione, si renderà responsabile di aver sostituito il Porcellum con il Porcellum a caso non avrà mai più la possibilità di rivolgersi agli italiani con un minimo di credibilità.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gitti. Ne ha facoltà.

  GREGORIO GITTI. Signor Presidente, sull'emendamento che ho sottoscritto il voto segreto ha dato un risultato sempre intorno a 200.
  Sono compiaciuto del fatto che questa volta si voterà in modo palese, in modo tale che ciascuno di noi, ciascuno dei deputati senza vincolo di mandato si prenderà una responsabilità rispetto a quanto è sempre stato declamato e mai compiuto. Ribadisco il fatto, la coerenza rispetto a quanto sempre è stato detto ai cittadini: si è sempre rifiutata, addirittura, si è assistito ad una montatura mediatica sul tema di un Parlamento di nominati. Ora siamo Pag. 107al dunque, ora, adesso, a carte scoperte, ciascuno di noi voterà in base alla propria responsabilità. Mi auguro che i cittadini possano conoscere e sapere il voto di ciascuno, il voto di ciascuno che, evidentemente, tiene conto dell'accordo extraparlamentare che è stato fatto, ma soprattutto il voto di ciascuno che batte sulla propria responsabilità, politica e personale.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Dadone. Ne ha facoltà.

  FABIANA DADONE. Signor Presidente, questo emendamento è un emendamento che ha portato me e la Commissione di cui faccio parte a riflettere tantissimo. Noi siamo sempre stati a favore della preferenza, ma questo emendamento introduce una doppia preferenza di genere, prevedendo l'annullamento del voto di preferenza nel caso in cui non si alternino i sessi. È stata fatta una grandissima battaglia in Sicilia contro questo tipo di preferenza – i miei colleghi siciliani potranno spiegarlo molto meglio di me –, perché è un metodo di controllo del voto. Però, perlomeno una preferenza: visto che questa legge non ne prevede assolutamente, ma prevede i soliti listini bloccati, abbiamo pensato di aprire un dibattito, perlomeno, sull'espressione di un voto favorevole.
  Non capisco, francamente, perché questo Parlamento si ostini a riproporre il cosiddetto Parlamento dei nominati, che, come disse l'ex Ministro Quagliariello, è stato uno slogan che ha fatto molto male alla politica. In realtà, non è stato lo slogan che ha fatto male alla politica, ma il modo della politica di approcciarsi ai cittadini che ha fatto male alla politica stessa. E questo procrastinare l'atteggiamento di non voler dare la possibilità ai cittadini di esprimersi non mette proprio in bella luce i politici agli occhi dei cittadini.
  Io spero di ricredermi e spero che quest'Aula voti in favore di questo emendamento, perché, lo ripeto, non è un emendamento ottimale, ma perlomeno prevede le preferenze. E, francamente, chiedo ai miei colleghi, tramite lei, quale sia il motivo per il quale c’è tutta questa paura di avere le preferenze. Francamente non ne vedo proprio il motivo, salvo che il motivo non sia solo ed esclusivamente preservare la poltrona per cinque anni: a questo punto, lo posso capire, ma non lo accetto, francamente.
  Quindi, spero che tutti votino a favore di questo emendamento, perché i cittadini hanno diritto di scegliere le persone che li rappresentano e perché avvicinerebbe questo provvedimento alla sentenza della Corte costituzionale, che ha detto: o preferenze o listini corti, se c’è conoscibilità. Qui conoscibilità non ce n’è, lo abbiamo già detto in tutte le salse, per cui tentate almeno di reintrodurre le preferenze e salvatevi la faccia (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Melilla. Ne ha facoltà.

  GIANNI MELILLA. Signor Presidente, siamo in presenza di un peggioramento del Porcellum: con rara efficacia, Grillo ha detto che questi seggi sono assegnati «ad minchiam». Rara efficacia, perché rende il significato di questo super Porcellum che ci apprestiamo ad approvare. Io sono stato presente in questo Parlamento per due anni, in questa Camera, nel 1992-1994, l'ultima legislatura con la quale si accedeva con le preferenze. Quindi, ho preso le mie preferenze e sono stato eletto: e devo dire che l'autorevolezza dei parlamentari quando c'erano le preferenze, ma anche con i collegi uninominali della legge Mattarella, era infinitamente superiore a quella derivante dall'applicazione di questa legge, dal 2006 in poi.
  Per cui, non si capisce per quale motivo si voglia rifiutare da una parte il collegio uninominale e dall'altra parte il voto di preferenza. Evidentemente c’è qualcuno che vuole nominare i parlamentari, questo qualcuno si chiama Matteo Renzi !

Pag. 108

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Famiglietti. Ne ha facoltà.

  LUIGI FAMIGLIETTI. Signor Presidente, volevo partire da un dato e cioè che oggi, se noi non approvassimo questa legge elettorale, comunque, andremmo a votare con il cosiddetto Consultellum, il quale prevede le preferenze, ma comunque porterebbe ad una grande coalizione obbligata, quindi alle larghe intese a vita, e comunque la selezione dei rappresentanti avverrebbe sì con preferenza unica, ma in enormi circoscrizioni e, quindi, ci sarebbero sicuramente delle campagne elettorali molto dispendiose. Inoltre voglio ricordare innanzitutto a me stesso e poi ai miei colleghi, che nelle varie audizioni che abbiamo avuto in sede di preparazione a questa proposta di legge elettorale e anche in sede di commento alla sentenza della Corte costituzionale, mai nessun docente universitario ha parlato del sistema delle preferenze come un sistema auspicabile da introdurre in Italia.
  Poi, voglio ricordare che comunque per quanto riguarda la bocciatura della lista bloccata che è stata effettuata dalla sentenza della Corte costituzionale, non è stata bocciata (Commenti del deputato Melilla)...

  PRESIDENTE. Onorevole Melilla, onorevole Melilla, onorevole Melilla gentilmente, sta dicendo quello che ritiene di dire come lei ha detto quello che riteneva di dire.

  LUIGI FAMIGLIETTI. Chiedo lo stesso rispetto che ho avuto io nei confronti dei colleghi. Credo che gli esperti che abbiamo ascoltato non abbiano mai sostenuto, come del resto ricordava anche il mio collega Fiano, che la bocciatura della lista bloccata fosse una bocciatura in assoluto, ma sono state bocciate le liste del Porcellum, in quanto non consentivano l'identificabilità del candidato ed il rapporto col territorio. In questo modello di legge non avremo le stesse liste bloccate molto lunghe, ma delle liste molto corte. Altrimenti, comunque, tutti coloro che hanno criticato questo sistema dovrebbero considerare non democratico, così come hanno definito l'Italicum non democratico, tutti i sistemi usati in Spagna o anche in Germania e in altri Paesi europei. Anche in Spagna sono utilizzate le liste corte bloccate.
  Sicuramente questo non è il sistema elettorale che auspicava il Partito Democratico inizialmente, ma per fare una buona legge elettorale è comunque necessario trovare un consenso quanto più ampio possibile in Parlamento, questo è lo sforzo che ha fatto il Partito Democratico. L'obiettivo fondamentale era garantire l'identificabilità del candidato, per ottenere questo obiettivo si poteva scegliere tra liste bloccate, collegi uninominali o preferenze. Per quanto riguarda i collegi uninominali questa era la nostra scelta iniziale, ma non c’è stata convergenza su questa scelta; le preferenze, come è noto, espongono comunque la democrazia al rischio di corruzione e comunque espongono a campagne elettorali molto dispendiose e, quindi, si è scelta la soluzione delle liste bloccate, ma molto corte per garantire l'identificabilità dei candidati. Secondo noi non c’è nessun assurdo democratico, le liste bloccate sono la caratteristica più rilevante e comune dei paesi dell'Unione europea.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Bindi. Ne ha facoltà.

  ROSY BINDI. Signor Presidente, questo emendamento è identico ad un emendamento da me presentato, che ho ritirato per richiesta esplicita da parte del mio gruppo e per senso di responsabilità, perché anche io avverto la necessità che abbiamo una nuova legge elettorale e so bene che le leggi elettorali richiedono un grande consenso che va ricercato da parte di tutti. Però il tema delle liste bloccate è il tema centrale della modifica del Porcellum. Per gli italiani il Porcellum è le liste bloccate e se noi vogliamo superare il Porcellum non ci possiamo ripresentare Pag. 109con le liste bloccate, corte o lunghe che siano (Applausi di deputati del gruppo Partito Democratico e dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle, Scelta Civica per l'Italia, Sinistra Ecologia Libertà e Per l'Italia).
  Lo dico conoscendo i limiti del sistema delle preferenze, e ritenendo che se le preferenze verranno approvate dovremo introdurre serie norme che controllano il finanziamento delle campagne elettorali. Però non mi potete chiedere di votare contro questo emendamento. Do ancora una prova di appello, che è quella sulla parità di genere.

  PRESIDENTE. Concluda, onorevole Bindi, per favore.

  ROSY BINDI. Ma se non passerà la parità di genere, si sappia che io personalmente mi riprendo una possibilità di riflettere se votare o meno questa legge elettorale (Applausi di deputati del gruppo Partito Democratico e dei deputati dei gruppi MoVimento 5 Stelle, Sinistra Ecologia Libertà, Scelta Civica per l'Italia e Per l'Italia).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Marco Meloni. Ne ha facoltà.

  MARCO MELONI. Signor Presidente, rappresentati del Governo, colleghi, credo che noi con questa legge dobbiamo assicurare anzitutto due valori fondamentali: fare in modo che i cittadini possano scegliere la maggioranza che governerà il Paese... Presidente, mi scusi, non riesco... E se noi ottenessimo il risultato di avere una legge differente tra Camera e Senato, questo risultato sarebbe grandemente a rischio, e riconsegnare ai cittadini il potere di eleggere direttamente i propri parlamentari. È un potere...

  PRESIDENTE. Un attimo, onorevole Meloni, un attimo. Onorevole Bossa... Onorevole Bossa... Sta parlando un suo collega, peraltro.

  MARCO MELONI. È un potere che in questo momento, dopo la sentenza della Corte costituzionale, i cittadini hanno, e che se noi approviamo una legge che non contenesse alcuna possibilità che gli elettori scelgano i propri parlamentari, sottrarremmo ai cittadini per riconsegnare alle segreterie di partito: talvolta democraticamente elette, come accade al mio partito, il Partito Democratico, in molte altre circostanze no, a leadership di partito che possono essere personali, che possono essere padronali.

  PRESIDENTE. Concluda, onorevole Meloni.

  MARCO MELONI. Io credo che la Corte costituzionale ci abbia dato una indicazione chiara, e credo che il buonsenso ci dica che dobbiamo ristabilire...

  PRESIDENTE. Concluda, onorevole Meloni.

  MARCO MELONI. ...il principio per cui i cittadini devono poter scegliere. Gli italiani lo fanno già.
  Quanto tempo ho, mi scusi, Presidente ?

  PRESIDENTE. Ha finito il tempo, sta venti secondi oltre.

  MARCO MELONI. Solo una cosa, se mi dà...

  PRESIDENTE. Sì, ma cinque secondi, onorevole Meloni.

  MARCO MELONI. Benissimo.
  Noi eleggiamo già, noi italiani, i consiglieri comunali, regionali, i parlamentari europei: non trovo ragioni per cui non possiamo dotare questo Parlamento della forza che solo l'elezione diretta da parte cittadini dei parlamentari può dare. Per questo noi...

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bruno. Ne ha facoltà.

Pag. 110

  FRANCO BRUNO. Signor Presidente, non sono un particolare tifoso delle preferenze. Riconosco che anche nel sistema delle liste bloccate ci sono dei vantaggi: per esempio si è riusciti a portare in Parlamento o all'attività politica esperienze, professionalità, talenti che sono riusciti ad eccellere in altri settori della vita che non nella raccolta dal consenso.
  Tuttavia, qua siamo di fronte alla possibilità di scegliere se introdurre le preferenze sulla legge elettorale, oppure accettare un sistema di liste bloccate particolari, di liste corte bloccate particolari: nel senso che sappiamo tutti che nelle liste a quattro mai il terzo e il quarto concorreranno, e spesso e volentieri non concorre nemmeno il secondo. Tra l'altro concorreranno su circoscrizioni molto piccole, per cui se ci fosse, sempre in quella lotteria che sarà dove si assegneranno gli eletti, la possibilità di scegliere almeno nei collegi, fra i quattro che ogni partito presenterà, chi ha il maggior consenso elettorale, secondo me tutto sommato non sarebbe sbagliato.
  È sbagliato voler continuare ad abbinare preferenze e corruzione, è profondamente sbagliato.

  PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Bruno: colleghi, la materia è anche abbastanza sentita, quindi sarebbe utile poter sentire anche le argomentazioni degli altri. Lo chiedo a tutti veramente. Prego, onorevole Bruno.

  FRANCO BRUNO. Dicevo che è profondamente sbagliato, almeno in quest'Aula, voler fare questo binomio a tutti i costi, preferenza uguale a corruzione. Sarebbe come dire che tutti gli eletti nei nostri municipi, nei nostri comuni, alle regionali, alle europee sono tutti dei corrotti (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà). Io non ci sto a questa equazione: è un'equazione profondamente sbagliata, la corruzione non è legata al sistema elettorale.
  Tra l'altro, introducendo questo emendamento, vi è anche la possibilità di risolvere la questione di genere che esiste nel nostro Paese e nella nostra società e, nonostante non sia un tifoso delle preferenze, io voterò a favore di questo emendamento.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Zaratti. Ne ha facoltà.

  FILIBERTO ZARATTI. Rinuncio ad intervenire.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Caparini. Ne ha facoltà.

  DAVIDE CAPARINI. Signor Presidente, qui siamo all'eterogenesi dei fini in quanto fu proprio Gianfranco Fini a volere le liste bloccate quando noi, nel 2005, approvammo la modifica della legge elettorale. Fu lui che, cogliendo spunto dalla parte proporzionale, mi ricordo che 155 parlamentari venivano eletti con un sistema proporzionale a liste bloccate...

  PRESIDENTE. Colleghi, per favore. Prego.

  DAVIDE CAPARINI. Se magari vuole sospendere la seduta così i colleghi del PD fanno una riunione e si mettono d'accordo... (Commenti dei deputati del gruppo Partito Democratico).

  PRESIDENTE. Onorevole Caparini, adesso c’è silenzio e può parlare.

  DAVIDE CAPARINI. È la storia che si ripete. Allora Fini volle riproporre quello che era possibile fare per 155 nominati del sistema mattarellum estendendolo a tutti i parlamentari. Dopodiché ci furono anche dei tentativi di varie forze politiche di proporre le preferenze; ricordo il voto che è già stato citato in questa Aula, che fu fallimentare, ricordo anche che allora tutte le forze di maggioranza abituate al mattarellum, che precostituiva di fatto il Parlamento perlomeno per il 90 per cento dei suoi componenti, erano ormai abituati Pag. 111a decidere chi sarebbe stato membro di questo Parlamento e chi invece sarebbe rimasto fuori.
  Ora qui si tratta di fare quello che non la Corte costituzionale ci chiede, ma gli elettori pretendono, ovvero dargli la possibilità di scegliere, quella che in qualche modo seppur minimo avevano con i collegi uninominali del mattarellum e che gli abbiamo tolto nel 2005 semplicemente perché c'era un'abitudine da parte delle segreterie ormai di decidere, di predeterminare i risultati, predeterminare le liste, predeterminare coloro che sarebbero finiti in questa Aula. Allora l'appello che noi facciamo, che facciamo a tutti i colleghi indipendentemente dalle forze politiche che qui rappresentano, è quello di fare un atto di coraggio, un atto di responsabilità nei confronti dei propri elettori, un atto di coerenza abiurando quella che è stata una decisione che vede tutti corresponsabili, tranne i colleghi del MoVimento 5 Stelle che allora non c'erano. Ma tutti gli altri sono corresponsabili di aver voluto una legge elettorale che consentiva alle segreterie di poter predeterminare chi sarebbe entrato in Parlamento e chi sarebbe rimasto fuori.
  Ora questa possibilità noi oggi l'abbiamo, abbiamo la possibilità di votare un emendamento che porta un minimo di equità all'interno di questo provvedimento che evidentemente continua ad avere dei profili di incostituzionalità ma, peggio ancora, continuerà ad essere indigesto agli elettori che si troveranno a votare con un sistema che non vogliono e nel quale non si riconoscono.
  Quindi l'appello che faccio ai colleghi è di mettersi una mano sul cuore e soprattutto votare in coscienza e in coerenza con quello che ho sentito in campagna elettorale dire da parte di tutti e che qui in questo momento state predisponendovi ad abiurare.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Fedriga. Ne ha facoltà.

  MASSIMILIANO FEDRIGA. Signor Presidente, io vorrei leggere un passaggio del documento che ha accompagnato il segretario, Presidente del Consiglio Renzi, alle sue elezioni alle primarie: «proponiamo una legge elettorale che restituisca ai cittadini il sacrosanto diritto di scegliere a chi affidare i propri sogni, le proprie speranze, i propri progetti». Se voi questo pensate di farlo con le liste bloccate, io penso che è l'ennesima promessa disattesa, l'ennesima presa in giro per i nostri cittadini. Ci sono tanti parlamentari del Partito Democratico in questa Assemblea che, pubblicamente o meno pubblicamente, hanno criticato le promesse non mantenute del Presidente del Consiglio.
  Oggi rialzino il loro orgoglio e votino contro questo tipo di promesse non mantenute e a favore dei cittadini ai quali così potranno chiedere il voto ed anche in base a questa scelta, i cittadini potranno votare.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Invernizzi. Ne ha facoltà.

  CRISTIAN INVERNIZZI. Signor Presidente, se prima qualcuno ha visto un abbraccio tra l'onorevole Buonanno e l'onorevole La Russa, la raffigurazione plastica della genesi del Porcellum, diciamo che pochi minuti fa noi abbiamo assistito alla raffigurazione plastica della genesi di questo Italicum e se nasce così – il Partito Democratico ci ha appunto fornito l'immagine di come nasce una legge mal fatta, che non avete voluto neanche discutere in Commissione – prevedo tempi sicuramente duri per la democrazia nello Stato italiano.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Prataviera. Ne ha facoltà.

  EMANUELE PRATAVIERA. Signor Presidente, un anno fa avevamo di fatto appena concluso la campagna elettorale, una campagna elettorale basata dal PD in larga parte contro questa legge elettorale, contro cui si scagliava chi era candidato, perché era stato nominato e non aveva la possibilità di concorrere con un'elezione Pag. 112che potesse portare gli elettori a scrivere il proprio cognome. Bene, un anno dopo è stato di fatto cambiato completamente il senso di coerenza che volevano far trasparire, la collega Bindi ha parlato di responsabilità, si dovrebbe parlare anche di coerenza, inviterei quindi i colleghi del Partito Democratico a tornare ad appropriarsi di questo termine.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Binetti. Ne ha facoltà.

  PAOLA BINETTI. Signor Presidente, Governo, colleghi, io penso che a questo punto sappiamo tutti quello che è accaduto nel pomeriggio al Senato, dove un emendamento proposto dalla senatrice Doris Lo Moro, senatrice del PD, è passato assolutamente all'unanimità. Questo emendamento, di grande importanza, prevede la parità di genere per le prossime elezioni europee. Ora a questo punto sono ben contenta che il Senato non l'abbiate ancora cancellato, perché questo ci permette di dire che quello che noi stiamo discutendo qua è già passato al Senato per le europee (Applausi dei deputati dei gruppi Per l'Italia e Sinistra Ecologia Libertà) !

  PRESIDENTE. Onorevole Binetti, noi stiamo discutendo di un altro emendamento in questo momento.

  PAOLA BINETTI. Questo voglio dirlo semplicemente, perché mi voglio unire a quello che ha detto l'onorevole Bindi e dire che veramente è un obiettivo importante di cui peraltro, Presidente, tutti i giornali on line sono pieni, pubblicando la fotografia delle colleghe di Forza Italia che in qualche modo fanno loro un obiettivo di questo genere, e raramente si è vista una coralità tale su questo punto.

  PRESIDENTE. Grazie, onorevole Binetti. Stiamo però all'emendamenti Pisicchio 1.56, che prevede l'introduzione delle preferenze, quindi quell'altro viene dopo.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Capezzone. Ne ha facoltà.

  DANIELE CAPEZZONE. Signor Presidente, qualcuno che proprio lei ed io conosciamo bene, amava e ama dire che a volte occorre essere magari impopolari per un momento per non essere antipopolari. Ci sono momenti in cui occorre avere il coraggio di dire magari qualche verità scomoda, pagando un prezzo nell'immediato di impopolarità, ma rompendo il muro dell'ipocrisia, perché è facile dire, colleghi, ci vuole la preferenza perché così gli elettori scelgono. Questa frase la sento dire anche da tanti colleghi di varie parti politiche che poi sono durissimi nel criticare i costumi della Prima Repubblica. Scusate colleghi, ma tra i cattivi costumi della Prima Repubblica non vi erano proprio le distorsioni legate all'uso e all'abuso delle preferenze (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia – Il Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente) ? Non c'era forse lì in radice la caccia al consenso anche sotto forma di raccolta opaca di denaro per i partiti, per le correnti, per i singoli candidati ? Non c'era lì anche la lotta fratricida dentro i partiti, con relativo finanziamento illegale (Commenti dei deputati del gruppo Partito Democratico) ? Non c'erano lì, lo dico alla Presidente Bindi, che ascolto sempre con rispetto...

  PRESIDENTE. Onorevole Capezzone !

  DANIELE CAPEZZONE. ...le infiltrazioni criminali con il voto controllato dalla mafia, dalla camorra, dalla ’ndrangheta, con gli ambi, con le terzine: qui si vota sette e dodici, in quel caseggiato si vota due e quattro ...

  PRESIDENTE. Colleghi, lasciate parlare l'onorevole Capezzone. Onorevole Capezzone, attenda. Colleghi, si sono espressi tutti e ha diritto di esprimersi anche il collega Capezzone. Lo dico a tutti.

  DANIELE CAPEZZONE. Scusate, se io fossi l'organizzatore di un voto criminale Pag. 113in settori del nostro territorio, e non solo al sud, non solo al sud (Commenti di deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà)...

  PRESIDENTE. Aspetti, onorevole Capezzone. Colleghi, colleghi così non è possibile ! Onorevole Bordo ! Non è possibile (Commenti di deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà). Non è possibile. Ma cosa state facendo ? Che cosa ?

  GIANNI MELILLA. Lei ha detto che chi vuole le preferenze vuole il voto criminale !

  DANIELE CAPEZZONE. Onorevole Melilla, onorevole Melilla, lei che è un buon ascoltatore ha questa volta ascoltato male. Allora, ripeterò il concetto: io non dico che il voto di preferenza è un voto criminale – ci mancherebbe altro – dico però che la storia ci insegna che, tante volte, il voto di preferenza è stato lo strumento preferito dalle organizzazioni criminali per rendere il voto riconoscibile (Commenti dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. Colleghi, ma sta esprimendo...onorevole Airaudo, sta esprimendo un'opinione, come avete fatto voi. Avrà diritto o no ? Prego, onorevole Capezzone.

  DANIELE CAPEZZONE. Signor Presidente, assolutamente non è questo che ci spaventa. Ribadisco: il voto criminale si è espresso tante volte così; di più, con il voto controllato, con gli ambi e con le terzine: in quel caseggiato si vota due e quattro, in questo caseggiato si vota cinque e sette; in quel caseggiato si vota tredici e quindici (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia – Il Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente), con il voto controllato e controllabile.
  Ci sarà una ragione se ancora oggi gli ultimi scandali rimasti in questo Paese attraverso il voto sono proprio negli enti locali nei quali c’è il voto di preferenza ? Ci sarà una ragione se in tutto il mondo occidentale, o quasi, il voto di preferenza è cancellato ed è rimasto solo in Grecia ? Capisco che per alcuni il modello sia la Grecia, ma per noi no.
  Allora, colleghi consentitemi di dire, rompendo l'ipocrisia: non è vero che con il voto di preferenza è sempre l'elettore a scegliere il candidato. Molto spesso è il candidato a scegliere e a comprare l'elettore.
  Per questo diciamo «no».

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Galan. Ne ha facoltà.

  GIANCARLO GALAN. Signor Presidente, ho un minuto credo e due esempi per i nostalgici delle preferenze. Due esempi che non hanno nulla a che fare né con la criminalità, né con i misfatti di alcun genere.
  Ve lo ricordato l'onorevole Motti ? L'onorevole Motti è eletto in Parlamento europeo, iniziò la campagna molto prima di sapere quale partito lo avrebbe eletto, spese svariati milioni di euro e fu regolarmente eletto nelle liste dell'UDC, battendo i tradizionali fuori classe delle preferenze. Vinse l'apparato di partito, vinsero i soldi, vinse per davvero e scelse l'elettore ?
  Ve ne ricordo un altro, ancora superiore. Lo ricordate l'onorevole Massimo Carraro ? Trionfalmente eletto in Europa, poi mio avversario perdente alle regionali del 2000 e poi candidato al consiglio comunale di Padova. Non riuscì neppure ad essere eletto: 25 preferenze. Scelsero liberamente i cittadini...

  PRESIDENTE. Onorevole Pini, abbia pazienza !

  GIANCARLO GALAN. ...o vinsero gli apparati di partito ?

  PRESIDENTE. Onorevole Pini, non sta insultando nessuno ! Sta esprimendo il suo pensiero ! Concluda, onorevole Galan.

  GIANCARLO GALAN. Che cosa preferite ? Preferite ed avete nostalgia delle Pag. 114tradizionali liste fatte con i capilista uno, due e tre, quelli che potevano essere eletti e poi le teste di legno a riempitivo ?

  PRESIDENTE. La ringrazio.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Gigli. Ne ha facoltà.

  GIAN LUIGI GIGLI. Signor Presidente, qui non stiamo parlando di preferenze da scegliere in una lista molto lunga. Stiamo parlando di listini brevi dove mettere due preferenze per i due generi diversi.
  Soltanto di questo si sta parlando; e questo non darebbe adito a nessun tipo di compravendita, a nessun tipo di infiltrazione criminale che, peraltro, è largamente possibile, l'avete ben documentato, onorevole Capezzone, proprio a partire dalla selezione fatta dal capobastone, questa è la realtà. Allora, noi stiamo semplicemente proponendo di rispettare la volontà degli elettori; non capiamo perché dobbiate prenderci in giro; se dobbiamo assumere il blocco di sei persone, non è per quello che stiamo votando, uno o due o quelli che abbiamo scelto, li dobbiamo prendere in blocco, qualunque porcheria ci venga proposta.

  PRESIDENTE. Onorevole Galan, non ho sentito, stavo cercando di risolvere un altro problema, ma non ho sentito una frase che, se fosse vera, l'avrei dovuta ovviamente riprendere, perché affermare che qualcuno è stato comprato con le preferenze è un'affermazione... Comunque, ci siamo capiti, mi scuso con l'Assemblea, stavo cercando di gestire...onorevole Pini, sto spiegando, la ringrazio.
  Ha chiesto di intervenire l'onorevole La Russa; vorrei dirle che, poiché per il suo gruppo ha parlato l'onorevole Corsaro, se lei interviene per il gruppo, lo può fare a titolo personale, diversamente il tempo pieno ce l'ha come relatore.

  IGNAZIO LA RUSSA. Parlo in dichiarazione di voto a titolo personale.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  IGNAZIO LA RUSSA. Signor Presidente, ho deciso di prendere la parola perché vorrei che l'onorevole Galan mi offrisse la cortesia di darmi il numero di questo Motti che è riuscito, spendendo tanti soldi, a diventare deputato e a battersi: ha fatto propaganda per il suo partito, si è fatto conoscere e apprezzare. Lo vorrei invitare a venire nel mio partito mentre non mi servirebbe l'onorevole Galan che è diventato, come me stesso, deputato senza nemmeno spendere una lira, né fare propaganda per il suo partito. Questo è un dato, adesso Galan non si offenda, è solo un esempio.
  La verità... lui avrà fatto propaganda, è bravissimo, era solo un esempio naturalmente; voglio dire che questi argomenti contro le preferenze sono ridicoli perché vorrei vedere tutti coloro che sono contro le preferenze domani, ma lo avrei voluto vedere negli ultimi dieci anni, fare una proposta di legge seria per abolire le preferenze nei consigli comunali...

  PRESIDENTE. Concluda, onorevole La Russa.

  IGNAZIO LA RUSSA. Mi dia il tempo per il relatore, voglio parlare...

  PRESIDENTE. Onorevole La Russa, se io le chiedo a che titolo interviene e mi dice che lo fa a titolo personale...

  IGNAZIO LA RUSSA. Ma non lo so quanto tempo ho...

  PRESIDENTE. Gliel'ho spiegato, se interviene a titolo personale, ha un minuto, e lei mi ha detto che sarebbe intervenuto a titolo personale.

  IGNAZIO LA RUSSA. Non me lo ha detto che ho un minuto, chiedo scusa.

  PRESIDENTE. Lo dovrebbe sapere anche lei, è qui da parecchio tempo, onorevole La Russa. Parli come relatore.

Pag. 115

  IGNAZIO LA RUSSA. Non credo che a titolo personale sia un minuto, decida la Presidenza qual è il tempo a mia disposizione.

  PRESIDENTE. È così, onorevole La Russa, parli; non facciamo polemica, altrimenti passa il tempo inutilmente e lei non parla.

  IGNAZIO LA RUSSA. Allora mi dia qualche minuto per il mio intervento come relatore perché questa è una questione importante. In un consiglio comunale importante, per diventare assessore all'urbanistica, immagino che in tanti paesi il suo partito avrà un assessore all'urbanistica, a volte basta spostare 200,300 o 400 voti e far diventare una persona eletta al consiglio comunale e quindi poi assessore all'urbanistica. Con 400 voti da spostare, in quel caso, sì, può interferire chiunque, qualunque strano gruppo. Un deputato, con 400 voti in più o in meno, fa assai poco e, comunque, è molto, molto meno appetibile un deputato, per certi ambienti, di un assessore all'urbanistica anche di un piccolo paese, perché noi, al massimo contribuiamo per un seicentesimo per fare una legge mentre l'assessore all'urbanistica, e non solo, decide tutto.
  Allora, mi chiedo: non sarà per caso che abbiate la paura delle preferenze perché, in quel modo, mi è stato detto una volta, chi poi viene eletto pensa di avere dei meriti personali, mentre invece, con la lista bloccata, chi può mai pensare che abbia dei titoli personali per farlo – ti ci ho messo io ! – e non è forse vero che pensate che, senza preferenze – e sbagliate – sono più leali quelli che fate eleggere, salvo poi ritrovarvi – imputati o infedeli e traditori – quelli che avevate messo in lista senza preferenze, sicuro che fossero onesti e fedeli.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Balduzzi. Ne ha facoltà.

  RENATO BALDUZZI. Signor Presidente, indubbiamente, sarà l'ora ma il dibattito ha un livello mediamente più interessante e diverso rispetto ad altri dibattiti che non hanno raggiunto – non ci siamo riusciti – lo stesso livello.
  Che cosa viene fuori da questo dibattito ? Che ci sono forti argomenti contro le preferenze e forti argomenti contro le liste bloccate. Contro le preferenze gli argomenti non sono evidentemente quelli comparativi interni, perché dai comuni – prima ancora le circoscrizioni – fino al Parlamento europeo, salvo il Parlamento nazionale, noi abbiamo le preferenze. È vero che il Parlamento nazionale non è assimilabile ai consigli degli enti locali, neanche ai consigli regionali e neanche, ancora, al Parlamento europeo, perché ha funzioni e compiti assolutamente unici. Però, è anche vero che le stesse primarie, che alcuni partiti fanno, che altro sono se non una forma di preferenza anticipata ? Allora, gli argomenti contro le preferenze sono indubbiamente argomenti fungibili.
  C’è un argomento forte, molto forte in un'Italia lunga, diversificata, quello per cui in un certo luogo un numero limitato di elettori esprime il voto di preferenza e in un altro luogo un numero molto forte di elettori esprime un voto di preferenza e non si capisce bene quali siano – oppure si capisce troppo – le ragioni di questa diversità. Però, questo appartiene al nostro Paese più che al fatto del...non è la causa il voto di preferenza, semmai è l'effetto di alcune situazioni del nostro Paese. Tra l'altro, si potrebbe, sul voto di preferenza, esprimere indubbiamente qualche perplessità ulteriore nel momento in cui noi stiamo introducendo – anche noi abbiamo fatto qualcosa, come Camera dei deputati, in tal senso – una configurazione del reato di voto di scambio, che qualche problema alle preferenze lo pone.
  Però, altrettanti argomenti sono contro le liste bloccate. Se andiamo a leggere un po’ bene – lo dico soprattutto ad alcuni nostri colleghi, che si sono affaticati sulla sentenza n. 1 del 2014 – non è proprio così, non è che la sentenza della Corte costituzionale fa salve le liste bloccate purché corte. No ! Dice che non va bene se tutti vengono eletti sulla base di liste Pag. 116bloccate, anche se comunque quando c’è un rapporto tra un elettore e un eletto in quella circoscrizione questo può essere un qualche cosa che può stare dentro il sistema. Però, noi non stiamo costituendo un sistema di questo genere, perché stiamo costituendo un sistema in cui la ripartizione e l'individuazione dei seggi ha delle caratteristiche diverse, in parte problematiche per la casualità di cui sappiamo.
  E allora ? Noi avevamo proposto una soluzione, colleghi, che non era l'uovo di Colombo. Era una soluzione, quella dei collegi non plurinominali, ma uninominali, che prendeva atto degli argomenti forti contro le preferenze e degli argomenti forti contro le liste bloccate. Insieme alle primarie, rese obbligatorie, avrebbe probabilmente chiuso il cerchio e non avrebbe creato una casualità di troppo maggiore di quella che comunque l'Italicum crea. Ancora adesso non riusciamo a capire – e ne stavamo parlando con i colleghi – per quale ragione non sia stato percepito che questa poteva essere una soluzione. Però, dico che effettivamente una legge elettorale senza preferenze, con liste solo bloccate, senza primarie, qualche problema dal punto di vista della rispondenza a logiche e a Costituzione probabilmente, Presidente, ce l'ha (Applausi dei deputati del gruppo Scelta Civica per l'Italia).

  PINO PISICCHIO. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Onorevole Pisicchio, su che cosa chiede la parola ? Perché lei sull'emendamento non può parlare, ovviamente.

  PINO PISICCHIO. Certamente Presidente, conosco il Regolamento. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori, se mi permette.

  PRESIDENTE. Prego, ne ha facoltà.

  PINO PISICCHIO. Signor Presidente, vorrei solo accertarmi che la Presidenza abbia registrato la richiesta di voto segreto formulata da me, come presidente del gruppo Misto, e dall'onorevole Giancarlo Giorgetti, come presidente del gruppo della Lega Nord e Autonomie.

  PRESIDENTE. L'abbiamo registrata. Credo che sullo stesso argomento voleva intervenire l'onorevole Migliore. Ne ha facoltà.

  GENNARO MIGLIORE. Signor Presidente, siccome sono secondo firmatario di questo emendamento e ovviamente vado nella direzione del primo firmatario, qualora non fosse stato registrato ci sarebbe stata la mia richiesta per ritornare sul voto segreto.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Rosato. Ne ha facoltà.

  ETTORE ROSATO. Signor Presidente, dopo l'intervento del collega Capezzone ho ricordato a me stesso che sono stato più volte eletto con le preferenze in regione, in comune, qualche volta, modestamente, sono stato anche il più votato, e, come me, molti dei miei colleghi di gruppo, in consiglio regionale, in consiglio comunale, con risultati personali importanti, e mai, per questo, si è voluto pensare che questo volesse dire una collateralità con la criminalità organizzata o qualsiasi mondo del malaffare.
  L'abbinamento automatico tra le preferenze e il malaffare è un fatto inaccettabile. Altro è una decisione politica, che il nostro gruppo ha assunto, con la piena consapevolezza che questa legge elettorale e il percorso delle riforme vanno assunti, e, nella consapevolezza politica, noi crediamo che questo emendamento vada respinto, per portare avanti un progetto di legge articolato che cambierà il nostro Paese (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Portas. Ne ha facoltà.

  GIACOMO ANTONIO PORTAS. Signor Presidente, davvero disturbo per un minuto Pag. 117e parlo a nome del più piccolo partito italiano, però la discussione è davvero strana. Penso che non sfugga a nessuno che provare a pensare di ragionare sulle preferenze con questo impianto non serve assolutamente a nulla, perché le preferenze, con questo impianto di legge, non determinano gli eletti.
  Forse, determinano qualche eletto nei partiti maggiori, ma nei piccoli e medi le preferenze non servono assolutamente a nulla. Per cui, mi sembra surreale una discussione sulle preferenze con questo impianto di legge elettorale.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Giorgia Meloni. Ne ha facoltà.

  GIORGIA MELONI. Signor Presidente, chiaramente in un minuto non entrerò nel merito della discussione: ci sono molte cose da dire e mi riservo di intervenire successivamente nel merito. Intervengo, invece, ora, per chiedere al collega Migliore e al collega Pisicchio di ritirare la richiesta di voto segreto su questo emendamento, perché credo che sia questa l'occasione nella quale vale la pena di vedere quanta discrasia c’è tra quello che si va a dire in televisione e quello che poi si fa all'interno di quest'Aula (Applausi dei deputati dei gruppi Fratelli d'Italia, MoVimento 5 Stelle e Nuovo Centrodestra).

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  La richiesta di voto segreto c’è e, ovviamente, è accolta.
  Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Pisicchio 1.56, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole dei tre relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Brandolin, Dellai, Frusone...abbiamo votato tutti, colleghi ? Grillo...ci siamo, colleghi ? Abbiamo votato tutti ?
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  516   
   Votanti  514   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  258   
    Voti favorevoli  236    
    Voti contrari  278    

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  (Il deputato Ferro ha segnalato che non è riuscito a votare).

  Passiamo alla votazione dell'emendamento D'Ambrosio 1.59.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole D'Ambrosio. Ne ha facoltà.

  GIUSEPPE D'AMBROSIO. Signor Presidente...

  PRESIDENTE. Colleghi, per favore. Colleghi, per favore. Attenda, onorevole D'Ambrosio. Colleghi, gentilmente, abbiamo finito una votazione, ma dobbiamo andare avanti con i lavori. Provi, onorevole D'Ambrosio, sia gentile.

  GIUSEPPE D'AMBROSIO. Signor Presidente, capisco questi rumori di sottofondo nell'Aula, perché stiamo parlando di un argomento che anche per noi è particolarmente importante, quello delle preferenze. Forse, negli ultimi minuti abbiamo assistito ad una bella sceneggiata, quella di due amanti che si sono insultati, hanno litigato, però poi, alla fine, hanno fatto pace e si sono riabbracciati.
  E se non fosse stato per questi due amanti che si sono riabbracciati, adesso avremmo avuto probabilmente uno scenario diverso davanti. Questi amanti sono logicamente Forza Italia e il Partito Democratico. E perché parlo di questi due amanti ? Parlo di questi due amanti perché non è automatica la vicinanza tra quelle che sono le preferenze e la malavita organizzata, ma in molti casi...

Pag. 118

  PRESIDENTE. Attenda, onorevole D'Ambrosio, attenda. Colleghi, così non è possibile. Se vogliamo sospendere i lavori basta che continuiamo così. Prego, onorevole D'Ambrosio.

  GIUSEPPE D'AMBROSIO. Presidente, non si preoccupi, l'educazione tornerà di moda, anche quella. Ce la faremo.
  Dicevo, il problema vero qual è ? Non è necessariamente la vicinanza tra le preferenze e la malavita organizzata. Ma è sicuramente – si dice in latino excusatio non petita, accusatio manifesta – la coda di paglia che hanno questi partiti, perché sanno che nelle elezioni comunali, nelle provinciali – che voi ancora fate –, nelle regionali e anche nelle europee, con la preferenza i voti, in molti casi, si comprano. E non necessariamente comprarli significa un costume di malavita organizzata, ma molte volte si possono comprare in tantissimi modi che conosciamo: promesse, cene, regali, posti di lavoro, anche nelle partecipate, nelle municipalizzate – e guarda caso poi ci troviamo a fare dei decreti che salvano le città perché abbiamo partecipate, municipalizzate in numero abnorme –, nelle ASL, in tutto ciò che è pubblico. E quindi, ad esempio, ci troviamo in Lombardia 5 mila dipendenti pubblici e in Sicilia 35 mila dipendenti pubblici: un perché ci sarà.
  Però, Presidente, io voglio andare oltre e raccontarle una storia, che è molto inerente al nostro emendamento, che non parla nello specifico delle preferenze, ma smonta quello che è il listino. Questa storia parte nel 2007 e racconta di un gruppo di visionari, che allora erano iscritti a questi fantomatici meetup, che, facendo un evento in un giorno, che si chiamava «Parlamento pulito», raccolgono in una giornata, per la prima volta nella storia della Repubblica italiana – e sfido qualunque altro partito qui presente a farlo senza comprare quelle firme – 350 mila firme in una sola giornata. Queste firme certificate parlavano di tre cose: due mandati e poi a casa, via i condannati dal Parlamento e ritorno alle preferenze, pur sapendo il problema che le preferenze rappresentavano.
  Ebbene, i politici, anche una parte di questa politica, visto che voleva addirittura la persona della quale adesso parlerò Presidente della Repubblica, quando ha accolto queste firme negli scatoloni, la risposta è stata quella di dire, girandosi verso uno dei commessi: «Benissimo, questo inverno avremo più carta da bruciare nel nostro camino». Questa è la considerazione che questa politica – e parlo di Marini, l'allora Presidente Marini – ha nei confronti dei cittadini.
  Quindi, prima ancora di parlare di preferenze, le preferenze in realtà rappresentano la vostra considerazione dei cittadini. E sentir parlare da Capezzone del malcostume legato dietro alle preferenze... Io parlo del malcostume rispetto alle loro scelte. Il PdL o Forza Italia sembra quasi che i loro candidati li scelgano in base alla fedina penale e logicamente quando sono condannati e non quando sono puliti (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Quindi, sentir lui parlare di malavita organizzata fa francamente ridere, visto anche il precedente del loro condannato principe, se non re addirittura, del partito.
  E allora, Presidente, concludo dicendo che ancora una volta quest'Aula ha l'opportunità di votare questo emendamento che smonta i listini bloccati e decidiamo poi assieme su quali preferenze muoverci. Se ancora una volta boccerete questo emendamento non state bocciando un emendamento, ma ancora una volta state dando uno schiaffo ipocrita agli italiani (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Matarrelli. Ne ha facoltà.

  TONI MATARRELLI. Signor Presidente, io vorrei uscire un po’ fuori dal coro. Vorrei spezzare una lancia in favore del PD, nonostante non condivida assolutamente l'impianto di questa norma e non Pag. 119condivida molto di ciò che sta facendo in questo momento il Partito Democratico.
  Però il PD è stato il partito che più di ogni altro ha introdotto un grande elemento di innovazione nel nostro Paese: il PD ha inventato, ha concepito le primarie. Se non ci fosse stato il PD, oggi non avremmo questo grande strumento di partecipazione di massa. Ma le primarie si basano esattamente sul voto di preferenza che oggi tanto si sta contestando e che si contesta a tutti i livelli. Io comprendo che Capezzone possa contestarle, anche perché non conosce la categoria del consenso e della preferenza, perché appartiene a coloro che vengono sistematicamente nominati; non riesco a capire perché il PD si stia ostinando a non permettere che il cittadino possa esprimere in maniera autonoma una preferenza e scegliere il proprio candidato. Se non ci fossero state le primarie, in questo Paese, se Rosy Bindi, se Massimo D'Alema, se Pierluigi Bersani, se Veltroni non avessero avuto il coraggio di mettersi in discussione, oggi in questo Paese Renzi farebbe ancora il presidente della provincia di Firenze e non sarebbe stato neanche sindaco, perché nel 2009 lui si misurò con Lapo Pistelli, che era l'uomo dell'apparato. Quindi, se avessero deciso gli apparati oggi Renzi non sarebbe qui a fare il Premier. Perché oggi rinnegare uno strumento di partecipazione che possa veramente creare le condizioni per una nuova connessione tra i cittadini e i rappresentanti all'interno delle istituzioni (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà) ?

  PRESIDENTE. Colleghi, per favore, lasciamo libero il tavolo del Governo, grazie.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto a titolo personale l'onorevole Zaratti. Ne ha facoltà.

  FILIBERTO ZARATTI. Signor Presidente, prendo atto con rammarico che il gruppo del Partito Democratico ha dato ragione a Capezzone...

  PRESIDENTE. Scusi, onorevole Zaratti: onorevole Rampi ! Prego, onorevole Zaratti.

  FILIBERTO ZARATTI. Grazie, lei è molto gentile. Prendo atto con rammarico che il gruppo del PD ha dato torto a Rosy Bindi e ha dato ragione a Capezzone, tra quelle argomentazioni dell'uno e dell'altra ha deciso che forse erano più convincenti quelle di Capezzone.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto a titolo personale l'onorevole Bindi. Ne ha facoltà.

  ROSY BINDI. Signor Presidente, intervengo per un fatto personale di un'altra persona, perché definire Lapo Pistelli uomo dell'apparato francamente non mi sembra corretto per quello che rappresentava nella sua Firenze.
  Io voglio soltanto fare una piccolissima riflessione, visto che a questo punto ho qualche minuto in più. Prendo naturalmente atto del voto così come è uscito da questo Parlamento, ma non posso non porre un invito, non fare un invito a riflettere, in questa sede e poi nella prova che avremo al Senato.
  Io credo che possiamo tessere gli aspetti negativi delle preferenze, lo ha fatto l'onorevole Capezzone, con argomenti anche in parte condivisibili e convincenti, però io vorrei che da questo punto di vista ci fosse una grande coerenza, perché, nonostante quello che ha sottolineato il collega Balduzzi sul fatto che il Parlamento non è paragonabile né ai consigli comunali né ai consigli regionali né al Parlamento europeo, di fatto le preferenze, in questo Paese, sono praticate nella stragrande maggioranza delle competizioni elettorali.
  E in questo momento il potere in questo Paese è molto più articolato di quanto lo era nel passato, in quella famosa prima Repubblica, e i temi ai quali mi sono avvicinata in questi ultimi mesi, e che l'onorevole Capezzone richiamava, ci dicono che oggi le infiltrazioni mafiose sono molto più forti nei consigli comunali, nei consigli regionali, nei consigli provinciali di quanto lo siano nel Parlamento, ma non perché ci sono le preferenze: perché il potere sta lì.Pag. 120
  Perché è lì che ci sono gli appalti. Perché è lì che si fanno i piani regolatori. Perché è lì che si danno le sovvenzioni alle imprese. Perché è lì che si fanno i piani di occupazione, che si decidono le politiche ambientali (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico, Sinistra Ecologia Libertà, Scelta Civica per l'Italia, Per l'Italia e Fratelli d'Italia), che si decide dove si collocano le pale eoliche e i pannelli solari, guarda caso i settori questi a maggiore infiltrazione. Allora, se le preferenze sono un elemento di corruzione, signori, traiamo le conseguenze perché fra tre mesi in circoscrizioni enormi andremo ad esprimerne tre preferenze, senza neanche l'obbligo di genere. E traiamo le conseguenze, se siamo coerenti, nei consigli regionali, in maniera particolare nei consigli regionali. E traiamo le conseguenze sulla reintroduzione dei controlli e l'applicazione della legge n. 515 del 1993 sulle spese elettorali che fu applicata nelle elezioni immediatamente successive al 1992 e che, poi, è stata dimenticata da tutti. Perché questo è il vero problema, è il controllo delle spese elettorali. Siamo coerenti da questo punto di vista.
  Se sapremo fare seriamente questa riflessione, non ci potremo non porre il problema circa le liste bloccate, o i collegi che ci aveva proposto l'emendamento Balduzzi, o le primarie obbligatorie per legge, regolate, non «alla toscana», cari Manciulli e colleghi della Toscana, e neanche alla moda del PD; io, guardate, mi fido più del Ministero dell'interno che dei segretari organizzativi dei partiti. Sia chiara questa cosa. Quindi, locali e nazionali. Ritengo che debbano essere regolate come si regolano negli Stati Uniti d'America dove ci sono le liste elettorali. Questo problema esiste, questo problema esiste, esiste seriamente e ce lo dobbiamo porre. Io capisco che c’è un accordo, capisco che questo accordo va rispettato, ma, intanto, abbiamo una prova d'appello, che è quella della parità di genere, che sarebbe un modo per correggere e per temperare lo scettro dei partiti, a partire dai capilista. E poi c’è il Senato.

  PRESIDENTE. Concluda, onorevole Bindi.

  ROSY BINDI. Chiudo. E c’è il Senato. E se tra di noi ci sarà una possibilità di una riflessione più serena, che davvero è preoccupata di dare all'Italia una legge elettorale che restituisca un vero rapporto tra noi e i cittadini, ci dobbiamo prendere l'impegno, anche dopo il risultato di quelle votazioni, ad affrontare seriamente l'argomento (Applausi di deputati del gruppo Partito Democratico e dei deputati dei gruppi Sinistra Ecologia Libertà, Scelta Civica per l'Italia e Per l'Italia).

  NAZZARENO PILOZZI, Relatore di minoranza. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Come interviene ?

  NAZZARENO PILOZZI, Relatore di minoranza. Come relatore.

  PRESIDENTE. Prego.

  NAZZARENO PILOZZI, Relatore di minoranza. Signor Presidente, intervengo su questo emendamento del collega D'Ambrosio per chiedere di cambiare in favorevole la mia indicazione di voto, per ribadire che noi chiediamo il voto segreto e per dire che l'emendamento che abbiamo appena votato di Pisicchio, visto che lei ha tenuto a dire alla collega Binetti che non era un emendamento sulla parità di genere, prevedeva, invece, la doppia preferenza di genere e, quindi, era esattamente un emendamento di genere. Credo che anche per quanto riguarda la questione delle preferenze vi sia, invece, un importante rispetto della questione di genere che è anche molto più semplice da applicare e che già viene applicata nei consigli comunali e in molte regioni.
  Detto questo, chiaramente io ho ascoltato il collega Capezzone. Credo che ognuno giustamente può avere la propria idea sulle preferenze, però io inviterei il collega Capezzone e tutti i colleghi che hanno un'idea diversa a credere che ci sono milioni di cittadini perbene che vogliono Pag. 121esprimere la preferenza e vogliono eleggere il proprio parlamentare. Invece ogni volta si mettono di fronte piccole questioni di infiltrazioni rispetto alle quali chi ha governato per molti anni, soprattutto il partito del collega Capezzone, ha fatto di tutto in questi anni tranne che tentare di arginarla, questa questione delle infiltrazioni sui voti (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).
  E quindi credo che non dobbiamo nasconderci dietro un dito e dico che per molti colleghi che sono, per così dire, più vicini ai propri leader che ai propri territori è molto più comodo essere candidati in liste bloccate piuttosto che chiedere ai cittadini un voto di preferenza (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Pilozzi, lei domani potrà prendere il resoconto stenografico e vedere cosa ha detto il Presidente e si renderà conto che era diverso da quello che lei mi attribuisce.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Saltamartini. Ne ha facoltà.

  BARBARA SALTAMARTINI. Signor Presidente, intervengo adesso a nome del gruppo del Nuovo Centrodestra e non sono intervenuta prima perché speravo che prima ci fosse il voto palese e, quindi, sarebbe stata trasparente e visibile anche l'espressione del voto da parte del Nuovo Centrodestra che anche sul precedente emendamento è stato favorevole e tutti noi abbiamo votato «verde».
  Voglio intervenire, Presidente, perché credo che, anche nel rispetto degli accordi che sono stati fatti in quest'Aula dove il Nuovo Centrodestra, com’è noto, ha ritirato i suoi emendamenti, e lo abbiamo fatto per rispondere all'esigenza di arrivare finalmente ad approvare una nuova legge elettorale, tuttavia, allo stesso tempo, Presidente, con chiarezza, in modo trasparente, ma soprattutto con coerenza, noi avevamo annunciato che la battaglia sulle preferenze per il nostro partito era una battaglia fondamentale e avevamo annunciato che, pur ritirando i nostri emendamenti su questo tema, non avremmo smesso di fare la battaglia parlamentare laddove in quest'Aula ci fossero stati emendamenti che richiamavano all'introduzione delle preferenze. E, quindi, con questa chiarezza da subito manifesta, noi oggi ribadiamo che voteremo a favore degli emendamenti che introducono le preferenze in questo testo unificato delle proposte di legge elettorale.
  E vedete, colleghi, prima di arrivare in quest'Aula del Parlamento, sono stata, ad esempio tra le altre cose, anche consigliere municipale della città di Roma e per diventarlo ho preso le preferenze e voi sapete bene che per essere eletti consiglieri municipali, anche solo municipali, nella città di Roma bisogna prenderne tante di preferenze, quasi quanto un consigliere comunale di Bologna. Be’, non credo di aver commesso alcun reato per prenderle, non credo di aver corrotto nessuno, non credo di essermi macchiata di nulla che non fosse assolutamente in linea con il rispetto della legge. Ma so che attraverso quelle preferenze che io ho preso all'epoca nel consiglio municipale, ho potuto rappresentare ancor meglio gli elettori che mi hanno voluto premiare in quella campagna elettorale perché, di fatto, si era ristabilito un rapporto diretto tra eletto ed elettore, che solo la preferenza può dare e questo non possiamo nascondercelo perché saremmo ipocriti.
  E a chi in quest'Aula ho sentito dire, legittimamente, com’è ovvio, che le preferenze sono la fonte di tutti i nostri guai, allora io li sfido a presentare, il giorno dopo l'approvazione di questo testo unificato in questo ramo del Parlamento, una proposta di legge che faccia sì che in tutte le altre competizioni elettorali, a partire dalle elezione europee che avremo di qui a qualche mese, si eliminino le preferenze in tutti gli altri sistemi elettorali, perché noi non possiamo dire a chi si candida al Parlamento europeo, a chi si candida in regione, a chi si candida in comune, a chi si candida in municipio o, per esempio, nelle provinciali in Sicilia che, siccome Pag. 122loro sono ladri, è giusto che prendano le preferenze, mentre noi che siamo più nobili di loro, più alti di loro, siamo il Parlamento nazionale, e quindi non dobbiamo andarcene a prenderle le preferenze, e non dobbiamo confrontarci con gli elettori perché saremo ipocriti, saremmo falsi, non saremmo da questo punto di vista onesti e corretti con i nostri cittadini e concittadini.
  Allora da questo punto di vista – concludo signor Presidente – il Nuovo Centrodestra voterà a favore. Ci saremmo augurati che ci fosse stato nel voto precedente e ci auguriamo magari ci potrà essere voto palese nelle votazioni successive e, comunque anche laddove non ci sia voto palese, il Nuovo Centrodestra voterà a favore nel rispetto degli impegni presi con i nostri elettori (Applausi dei deputati del gruppo Nuovo Centrodestra).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pisicchio. Ne ha facoltà.

  PINO PISICCHIO. Signor Presidente, all'Assemblea costituente vi fu un grande dibattito con riferimento, naturalmente, alle leggi elettorali – ma non sto qui a richiamarlo –, ma anche con riferimento all'uso del voto segreto. Ricordo che vi fu un intervento dell'onorevole Aldo Moro, che espresse delle indicazioni volte a ridurre il più possibile l'uso del voto segreto. Tuttavia, egli si muoveva in un contesto in cui il rapporto tra eletto ed elettore aveva la mediazione del voto di preferenza. Dunque, in quel contesto, l'articolo 67 della Costituzione – quello che fa liberi dal mandato imperativo tutti i parlamentari – trovava una sua piena attuazione.
  Ecco la ragione per cui diventa necessario tutelare i deputati che vogliano esprimersi in modo corretto, in modo autonomo da quella che è la costruzione delle liste fatte da chi, evidentemente, ama uno schema che è il medesimo prodotto dal Porcellum e che viene riproposto con le liste bloccate, brevi, corte, come le si vuol chiamare, all'interno di questo sistema alla nostra attenzione.
  Dunque, io devo ringraziare i colleghi che hanno ritenuto di considerare plausibile, utile, riequilibrante la proposta emendativa che abbiamo esaminato prima, perché è stata votata da quest'Aula con una prevalenza di voto contrario.

  PRESIDENTE. La invito a concludere.

  PINO PISICCHIO. Tuttavia, vengo a ribadire che continueremo a votare nella direzione del ripristino di questo rapporto tra eletto e corpo elettorale con il voto di preferenza. Quindi, tutti gli emendamenti che avranno questo contenuto, avranno il nostro consenso.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Fioroni. Ne ha facoltà.

  GIUSEPPE FIORONI. Signor Presidente, io credo che la posizione mia personale sulle preferenze sia nota e, quindi, una parte del dibattito che lo dipinge come il male assoluto credo che se ci rispettiamo di più sulle singole posizioni, all'interno della stessa forza politica e negli altri rapporti tra di noi, sarebbe meglio.
  Io volevo solo fare una riflessione velocissima. Credo che il bene che cerchiamo in quest'Aula sia riuscire a portare a casa una legge elettorale che ci tolga dallo stallo in cui siamo ed avviare una stagione di riforme come tutti abbiamo più volte detto. Su questo si è lavorato e si è raggiunta anche un'intesa a cerchi più larghi e a cerchi più stretti, che per me non è stata semplice neanche da capire. Credo che i patti vadano rispettati perché, spesso, per inseguire il meglio si finisce per non riuscire a portare a casa neanche il bene possibile.

  PRESIDENTE. La invito a concludere.

  GIUSEPPE FIORONI. Questo chiedo a tutti noi: senso di responsabilità, che hanno applicato anche quelli che credevano nelle preferenze e che continuano a crederci, ma che va richiesto anche a coloro che, facendo battaglie legittime su Pag. 123tutte le forme di parità, credo non possano dire «o si fa così o non succede niente», perché, alla fine, per seguire un interesse di parte non si dà al Paese né la legge elettorale né le riforme che ci eravamo proposti.

  MATTEO BRAGANTINI, Relatore di minoranza. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  MATTEO BRAGANTINI, Relatore di minoranza. Signor Presidente, intervengo come relatore di minoranza semplicemente per cambiare il parere: dal rimettermi all'Aula a favorevole.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole D'Alia. Ne ha facoltà.

  GIANPIERO D'ALIA. Signor Presidente, io non voglio aggiungere considerazioni che già sono state fatte e non mi iscrivo al coro di quanti in questo dibattito sul tema delle preferenze fanno paragoni fra la classe dirigente della Prima e della Seconda Repubblica, perché credo che sia superfluo ogni commento. Io chiedo, però, una cosa che credo sia importante e mi ha colpito l'intervento del collega Portas.
  Vorrei chiedere ai colleghi del MoVimento 5 Stelle, per comprendere, se possibile, fino in fondo il senso e la portata di questo emendamento, se l'eventuale introduzione delle preferenze, mantenendo questo sistema e l'impianto di questa legge, non possa provocare un effetto distorsivo ulteriore e cioè che, poiché si è sganciati dalla rappresentanza territoriale della propria circoscrizione – questo sicuramente per i partiti di dimensione intermedia –, ci possano essere candidati che prendono un numero consistente di preferenze in un determinato territorio, ma non vengano eletti e contribuiscano a fare eleggere parlamentari in territori diversi con un numero di preferenze inferiore. Se così fosse, noi ci troveremmo di fronte ad un effetto paradossale che è assolutamente diverso da quello, immagino, che ciascuno di noi, o almeno quelli che pensano che le preferenze siano utili, vorrebbe perseguire e cioè quello di un ancoraggio del rappresentante in Parlamento al proprio territorio.
  Quindi, se l'accoglimento di questa proposta emendativa dovesse comportare sostanzialmente che non viene eletto il parlamentare che ha preso il numero di preferenze necessarie in quella determinata circoscrizione, ma altri che hanno un numero di consensi inferiore, io credo che sinceramente l'obiettivo non sarebbe raggiunto e anche questo dibattito sulle preferenze sarebbe un po’ superfluo e anche stucchevole.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rabino. Ne ha facoltà.

  MARIANO RABINO. Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghi, a me è capitato in tanti anni di esperienza politico-amministrativa di affrontare diversi momenti elettorali e di averle viste sostanzialmente tutte. Ho partecipato alle elezioni amministrative nella mia città nel 1990, eravamo alla fine della prima Repubblica e c'era la preferenza multipla; cinque anni dopo alle elezioni amministrative della mia città era stata introdotta l'elezione diretta del sindaco, c'era la preferenza ma i cittadini potevano esprimere una sola preferenza per l'elezione al consiglio comunale; poi mi è capitato di fare la candidatura al consiglio provinciale della mia provincia, la provincia di Cuneo, e ho partecipato all'elezione provinciale dove c'erano i collegi uninominali con il sistema elettorale che conosciamo come Provincellum; poi mi sono candidato al consiglio regionale del Piemonte e lì c'erano le preferenze, circoscrizioni provinciali per circoscrizioni provinciali; poi, come se non dovessi farmi mancare nulla, ho partecipato alle elezioni politiche con liste bloccate un anno fa.
  L'esperienza che francamente non mi manca, perché nel corso di 24 anni ho sperimentato sulla mia pelle diversi sistemi elettorali, mi ha portato e mi porta Pag. 124a dire che il sistema elettorale migliore in assoluto è il Provincellum. Guardate, noi stiamo per abolire le province e io credo che facciamo bene a ridurre e razionalizzare i livelli di governo e i livelli di amministrazione nel nostro Paese, ma se c’è un sistema elettorale che, per quanto mi riguarda, funziona perché garantisce stabilità e governabilità ma anche una capacità di rappresentanza dei vari territori e soprattutto disciplina in modo virtuoso la selezione dei candidati, anche all'interno dei partiti, questo è il sistema del Provincellum.
  È per questo che il gruppo di Scelta Civica nella vexata quaestio tra liste bloccate e preferenze con tutto ciò in positivo o in negativo che le due tecniche portano con sé, ha pensato di proporre con forza lo schema del collegio uninominale, piccolo, dove c’è un rapporto diretto tra eletto ed elettore, dove i partiti se lo ritengono fanno processi, selezioni di primarie o selezione delle candidature, ma c’è un rapporto diretto tra eletto ed elettore. Rivendichiamo con forza questa proposta, ci auguriamo che nel prosieguo dell'esame di questa proposta di legge così importante per il nostro Paese al Senato, eventualmente in una seconda lettura alla Camera, ci sia la possibilità di tornare su questa modalità di selezione e di assegnazione dei seggi e di elezione dei rappresentanti in Parlamento. Ci auguriamo che lo si faccia, ma proprio per questa ragione, oggi, qui, ora, riteniamo che si debba favorire il percorso di riforma che è stato avviato e, quindi, Scelta Civica voterà contro l'emendamento (Applausi dei deputati del gruppo Scelta Civica per l'Italia).

  PRESIDENTE. La ringrazio. Ne approfitto per chiedere di liberare il banco del Governo a tutti i deputati che parlano con il Governo, gentilmente.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Epifani. Ne ha facoltà.

  ETTORE GUGLIELMO EPIFANI. Signor Presidente, naturalmente la delicatezza del dibattito sta nel fatto che qui si tratta di uno dei problemi fondamentali della rappresentanza politica. Io appartengo per cultura a quelli che pensano che nelle esperienze europee c’è una soluzione e l'altra soluzione, e che il problema fondamentale, il diritto di scelta, non prevede necessariamente una sola strada per affrontarlo.
  D'altra parte, trovo anche molto convincenti le argomentazioni che prima l'onorevole Portas o poi l'onorevole D'Alia hanno sollevato: nell'impianto della legge che stiamo discutendo è evidente che l'interferenza dell'uso delle preferenze finirebbe per avere effetti ancora più paradossali di quelli che normalmente non si pensi, quando li si propone. In ragione di questo io credo, nel momento in cui si conferma l'impianto della legge, che da questo punto di vista è utile respingere l'emendamento e approvare il disegno di legge come viene presentato (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

  PRESIDENTE. Onorevole La Russa, prima di darle la parola, siccome è iscritto a parlare anche l'onorevole Corsaro, e lei ha esaurito i tempi... No, lo volevo spiegare, onorevole La Russa, onde evitare che facciamo il bis di prima. Lei ha finito i tempi da relatore, quindi inevitabilmente va a pesare sul gruppo, e a quel punto l'onorevole Corsaro, se interviene dopo di lei, può parlare a titolo personale. Solo perché voi sappiate come gruppo qual è la situazione. Prego, onorevole La Russa.

  IGNAZIO LA RUSSA. Signor Presidente, parlo a titolo personale.

  PRESIDENTE. E allora deve parlare prima l'onorevole Corsaro, poi parla lei. Sta bene.

  IGNAZIO LA RUSSA. Appunto: le stavo dicendo questo.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Corsaro. Ne ha facoltà.

Pag. 125

  IGNAZIO LA RUSSA. L'onorevole Corsaro parlerà brevemente, così siamo a posto.

  MASSIMO ENRICO CORSARO. Signor Presidente, prendo la parola perché ho il timore, avendo ascoltato con estrema attenzione tutti gli interventi di questi ultimi minuti, che si stia ingenerando una sorta di malinteso nell'Aula, perché non vi è dubbio che gli argomenti che hanno fatto parte degli interventi che si sono succeduti negli ultimi venti minuti attengono ancora al tema delle preferenze. Noi stiamo dibattendo dell'emendamento D'Ambrosio 1.59, che propone l'abrogazione del comma 2 dell'articolo 4 del decreto n. 361 del 1957, cioè esplicitamente chiede di abrogare le parole: «Ogni elettore dispone di un voto per la scelta della lista ai fini dell'attribuzione dei seggi in ragione proporzionale, da esprimere su un'unica scheda recante il contrassegno di ciascuna lista».
  Quand'anche venisse approvato questo emendamento, non è che in automatico stiamo dicendo che ritorna in vigore il sistema delle preferenze: chi fosse interessato – e mi è sembrato che la gran parte degli interventi di questo stia dibattendo – invece alla reintroduzione delle preferenze, sappia che il tema si propone esattamente nei termini corretti con il successivo emendamento che dibatteremo dopo questo, l'emendamento La Russa 1.60, che dice che a questo comma di cui si discute va aggiunto esplicitamente un altro comma, che chiede l'introduzione dell'espressione del voto di preferenza. Quindi non è la prossima votazione quella che consentirebbe la reintroduzione delle preferenze, ma è quella del successivo emendamento La Russa 1.60. Solo per amore di chiarezza, perché nessuno voti cadendo in un malinteso.

  PRESIDENTE. Onorevole La Russa, l'onorevole Corsaro ha accolto il suo invito.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole La Russa. Ne ha facoltà.

  IGNAZIO LA RUSSA. Signor Presidente, in un minuto, voglio prima di tutto cambiare il mio parere in favorevole: benché sia esatto quello che ha detto Corsaro, credo sia giusto dire che nelle intenzioni di chi ha proposto – mi sono informato – questo emendamento si produrrebbe, almeno secondo la sua valutazione, obbligatoriamente una pronunzia della Corte costituzionale, che però presumibilmente rimetterebbe la vecchia norma delle preferenze. Mi pare che sia un po’ arzigogolato, ma per chi ha dei dubbi, è un modo per votare a favore e lasciare che poi decida la Corte costituzionale.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Avverto che la prossima votazione avrà luogo a scrutinio segreto.
  Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento D'Ambrosio 1.59, con il parere contrario, non essendo stato accolto l'invito al ritiro, della Commissione e del Governo e con il parere favorevole dei tre relatori di minoranza così come modificati rispetto a quelli resi precedentemente.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Onorevoli Folino, Turco, Zardini, Sisto...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti e votanti  526   
   Maggioranza  264   
    Voti favorevoli  201    
    Voti contrari  325    
  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  Passiamo alla votazione dell'emendamento La Russa 1.60.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Giorgia Meloni. Ne ha facoltà.

  GIORGIA MELONI. Signor Presidente, dunque, colleghi «ultima chiamata», cioè questa è l'ultima occasione che noi abbiamo nella discussione di questa legge Pag. 126elettorale, almeno in questa lettura, di provare a fare una legge elettorale che consenta agli italiani di scegliersi i propri rappresentanti. Io ho ascoltato il dibattito sulle preferenze, rimango francamente un po’ colpita da alcune argomentazioni. Penso che noi non cogliamo sempre il vero tema. Vedete, considero che siano un po’ curiose...

  PRESIDENTE. Mi perdoni, onorevole Meloni. Apprendo dal presidente Sisto, e credo che però corrisponda anche al pensiero del relatore onorevole La Russa, che questo emendamento è stato accantonato dal Comitato dei nove. Quindi, chiedo al presidente Sisto.

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. Su richiesta del presidente La Russa nell'ultimo Comitato dei nove questo emendamento è stato espressamente accantonato, quindi lo comunico all'Aula. Probabilmente, c’è stato un difetto di comunicazione dell'ultimo Comitato dei nove alla Presidenza. Me ne dolgo se questo in qualche modo è attribuibile alla I Commissione ma questa è la verità. Quindi, è un emendamento che si intende accantonato.

  IGNAZIO LA RUSSA, Relatore per la minoranza. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  IGNAZIO LA RUSSA, Relatore per la minoranza. Signor Presidente, confermo che è corretto, in effetti l'abbiamo accantonato. Però, una volta che è iniziata la discussione, io non so se possa mantenersi o meno l'accantonamento, mi rimetto all'Ufficio di Presidenza la valutazione, perché il capogruppo del mio partito aveva già cominciato a parlare. A me adesso non fa molto piacere che si possa interrompere questa discussione.

  PRESIDENTE. Allora, onorevole La Russa, per spiegare come stanno le cose, poi decidiamo insieme, è successa esattamente la stessa cosa sull'emendamento precedente dell'onorevole Biancofiore e cioè che, dopo le dichiarazioni di voto, ad un certo punto, c’è stata una richiesta di accantonamento. Dopo la sospensione, abbiamo ripreso, ovviamente non hanno potuto parlare coloro i quali avevano completamente compiuto una dichiarazione di voto, ma soltanto eventualmente altri perché la fase delle dichiarazioni di voto si era svolta ma l'abbiamo portata a termine.
  In questo caso, essendo evidente, e lo dico anche all'onorevole Meloni che prego di ascoltarmi, che l'onorevole Meloni non ha compiuto una dichiarazione di voto perché l'ho interrotta sulla base di questa richiesta, è pacifico che se si mantiene – e questo me lo dovete dire voi – la richiesta di accantonamento, al momento in cui riprenderemo in esame l'emendamento, l'onorevole Meloni potrà fare pienamente la sua dichiarazione di voto che io ho interrotto in questo momento. Se invece si decide, e questo però me lo deve dire il presidente della Commissione ovviamente, di toglierlo dall'accantonamento e portarlo immediatamente al voto, io ridò la parola all'onorevole Meloni. Dovete dirmi voi. Prego onorevole Sisto.

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. A me sembra abbastanza semplice, poiché l'accantonamento è stato deciso nel Comitato dei nove è evidente che ci vuole un nuovo Comitato dei nove per poter assumere una decisione diversa.
  È stato lo stesso presidente La Russa a chiedere l'accantonamento, quindi mi sembra che il tema sia, dal punto di vista procedurale, definito.

  PRESIDENTE. Benissimo, la ringrazio presidente Sisto. Onorevole Meloni, se lei è d'accordo, essendoci una richiesta unanime da parte del relatore, peraltro di minoranza, rimandiamo questa discussione e la sua dichiarazione di voto; io me lo annoto diligentemente, sarà sicuramente ripresa nel momento in cui riprenderemo l'esame dell'emendamento. È accantonato anche l'emendamento Balduzzi 1.151, perché incide direttamente su questo che abbiamo accantonato.Pag. 127
  Passiamo alla votazione dell'emendamento Di Battista 1.621.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Di Battista. Ne ha facoltà.

  ALESSANDRO DI BATTISTA. Signor Presidente, con queste emendamento intendiamo inserire tra le clausole di ineleggibilità anche l'appartenenza ai COMITES, che sono comunque nelle circoscrizioni estere, all'estero, dei gruppi non dico di potere ma dove diverse persone esercitano potere significativo. Per cui, dato che per conflitto di interesse, reputiamo che delle persone che hanno un potere all'estero e nelle circoscrizioni dove poi arrivano i voti ricevono dei favori evidentemente eccessivi, crediamo che rendere ineleggibili presidenti e rappresentanti dei COMITES all'estero sia un emendamento di buon senso.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Di Battista 1.621, con il parere contrario, visto che non è stato accolto l'invito al ritiro, della Commissione e del Governo, quello favorevole dei relatori Matteo Bragantini e Pilozzi, mentre il relatore La Russa si rimette all'Aula. Scusate, c’è un problema tecnico con il cambio del sistema di votazione...
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Tancredi, Crimi, D'Arienzo, Nicchi...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  512   
   Votanti  511   
   Astenuti    1   
   Maggioranza  256   
    Hanno votato  144    
    Hanno votato no  367.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Gitti 1.308 su cui non vi è richiesta di voto segreto. Onorevole Gitti, non posso darle la parola perché lei è intervenuto sul complesso degli emendamenti. Lei è firmatario dell'emendamento ed ha già parlato sul complesso degli emendamenti.

  GREGORIO GITTI. Signor Presidente, chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  GREGORIO GITTI. Vorrei invitare i capigruppo a non chiedere il voto segreto su questo tema, è l'unico emendamento in materia di conflitto di interessi. Vorrei vedere e capire come i singoli deputati senza vincolo di mandato votano in materia.

  PRESIDENTE. La ringrazio, ma il Presidente ha commesso un errore. Le chiedo scusa.
  Questo non è un emendamento sul quale non è stata fatta richiesta di voto segreto. Questo è un emendamento sul quale non è previsto il voto segreto. Quindi, non è possibile fare la richiesta e si vota a voto palese. Il Presidente ha sbagliato nella comunicazione precedente. È chiaro il concetto ? Bene.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Migliore. Ne ha facoltà.

  GENNARO MIGLIORE. Signor Presidente, vorrei dire al collega Gitti che, proprio perché non potrò intervenire io sull'emendamento, che a mia volta ho presentato sul conflitto di interessi, potrà illustrarlo nel caso in cui andrà in votazione, non credo questa sera, ma la prossima volta.
  Vorrei richiamare in questo caso l'attenzione delle colleghe e dei colleghi sul tema che per vent'anni ha attraversato il dibattito pubblico di questo Paese. In più occasioni si è richiamata la necessità di disciplinare il conflitto di interessi, come normativa generale rispetto alla quale questo Parlamento si debba pronunciare.Pag. 128
  Vorrei sottolineare in questo caso che questo auspicio, che era stato formulato anche dal Presidente Letta, nulla ha a che vedere con quella che è la richiesta che noi facciamo con questo emendamento. La legge generale sul conflitto di interessi riguarda tutte le cariche, anche quelle non elettive, quelle che riguardano i concessionari che sono impegnati nel Governo, quelli che sono nominati in aziende e in altri posti della magistratura italiana.
  Noi in questo caso invece vogliamo concentrare la nostra attenzione su ciò che il presidente dei senatori del PD, il senatore Zanda...

  PRESIDENTE. Colleghi, per favore !

  GENNARO MIGLIORE. ...aveva indicato come il primo punto sul quale si sarebbe esercitato il Parlamento. All'inizio della corrente Legislatura, il senatore Zanda ricordò che all'interno delle norme che regolano l'eleggibilità passiva, l'elettorato passivo, bisognava precisare i requisiti sui quali era già intervenuta la legge Severino, che aveva le caratteristiche di disciplinare il conflitto di interessi, il conflitto di interessi, non genericamente i conflitti di interessi, il conflitto di interessi relativo a chi detiene, in parte o completamente, il controllo di aziende concessionarie ed in particolare le aziende concessionarie di frequenze radiotelevisive.
  Non è parte dell'accordo tra Berlusconi e Renzi, non lo è, non lo è mai stato, almeno esplicitamente. Se fosse parte di questo accordo, sarebbe dovere del Governo esplicitare che su questo punto c’è stata un'intesa tra il Partito Democratico e Forza Italia. Non lo è stato perché non può essere che un Partito Democratico che si è battuto per vent'anni per l'introduzione del conflitto di interessi... qui c’è il Ministro Franceschini, che in più e in più occasioni, anche quando era segretario del partito ha richiamato l'esigenza di disciplinare questo requisito. Ecco, in questo momento io chiedo non alla coscienza, ma al Partito Democratico, alla forza politica che rappresenta milioni di persone, rispetto alla quale ha fatto una battaglia per anni, di non dire, come qualcuno potrà fare: «lo faremo più tardi perché adesso è arrivato il momento delle riforme che vanno prima». Questa è la riforma fondamentale del ventennio che si deve chiudere, introdurre il conflitto di interessi è la riforma fondamentale che chiude il ventennio berlusconiano (Applausi dei deputati dei gruppi Sinistra Ecologia Libertà e Scelta Civica per l'Italia).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Marazziti. Ne ha facoltà.

  MARIO MARAZZITI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei illustrare questa proposta emendativa che il collega Gitti e noi dei Popolari abbiamo preparato perché tocca, come ha detto, in altri termini, il collega Migliore, il conflitto di interessi, che è una battaglia storica per il nostro Paese. È problema irrisolto. A questo, colleghi, dobbiamo molto dello stallo e dell'imbarbarimento della politica nel nostro Paese. Sta qui uno dei problemi irrisolti che hanno bloccato le riforme e i riformisti in tutte le forze politiche italiane. Questo ha allontanato ormai quasi metà dei cittadini italiani dalla politica. Ha radice qui un grave problema di rappresentanza, ha radice qui l'idea che la buona politica non è possibile, che tutto è sporco. Ma non è vero che tutto è sporco, questa sera noi possiamo cambiare questa pagina di storia. Affari e politica, il conflitto di interessi si combatte con la non eleggibilità, con la incompatibilità.
  Il conflitto degli interessi di cui parliamo è un problema antico, non è solo il problema che noi, in quest'Aula pensiamo che si chiami Silvio Berlusconi...

  PRESIDENTE. Scusi, onorevole Marazziti. Onorevole Sanna, gentilmente...onorevole Sanna, onorevole Sanna, grazie.

  MARIO MARAZZITI. È un problema antico perché è un problema che è già evidente nell'articolo 65 della Costituzione.
  La legge sul conflitto di interessi è un'incompiuta. La legge 20 luglio 2004, Pag. 129n. 215 non toglie in radice il problema. Se noi abbiamo un cambiamento radicale, una nuova legge elettorale per cambiare verso e per cambiare l'Italia, non possiamo non avere una norma che in radice rende impossibile, e non solo blandamente difficile, il conflitto d'interessi. Esistono progetti di legge che da venti anni tanti colleghi, e non solo del Partito Democratico, hanno portato avanti, ma non si sono mai conclusi. Perché ? Perché questa legge va a toccare un problema, il problema per cui l'incompatibilità, l'ineleggibilità non è solo dei titolari, legali, delle aziende che hanno concessioni pubbliche, ma di chi davvero ha potere economico in quelle aziende che hanno concessioni pubbliche, cioè tocca il problema della commistione tra potere economico e politica.
  Allora, è qui, nel non aver risolto questo problema da vent'anni che ha radice una rabbia, una disaffezione, il rischio drammatico di discredito delle istituzioni, la rassegnazione e il senso di impotenza degli italiani. Allora, io vi chiederei...Presidente...

  PRESIDENTE. Ha ragione, Marazziti, non è semplice...colleghi, per favore...

  MARIO MARAZZITI. Noi sappiamo che nei due anni della maggioranza nella XII Legislatura e nei cinque anni dal 1996 al 2001 anche, il centrosinistra non ha approvato una legge che prevedesse per il conflitto di interessi l'ineleggibilità o l'incompatibilità.
  Su questo emendamento si fa chiarezza, chi davvero è contro il conflitto di interessi...

  PRESIDENTE. Scusi, onorevole...colleghi, colleghi alla mia destra, gentilmente. Grazie.

  MARIO MARAZZITI. ...e chi no. Io comprendo profondamente la decisione, che condivido, del Partito Democratico di cercare, assieme a noi, di dare a questo Paese una legge elettorale. So che questo è un passaggio fondamentale. Noi Popolari non vogliamo fermare il cammino delle riforme, ma non vogliamo una legge elettorale che oggi ha l'occasione di risolvere il problema del conflitto di interessi, e invece non lo fa.
  Allora, l'ineleggibilità, l'incompatibilità – e concludo – rappresentano una scelta forte, che richiede una convinzione diffusa. Allora, cambiamo verso: uno a uno, davvero, ognuno questa sera metterà la firma sotto questa decisione. Possiamo chiudere su una stagione di opacità tra potere economico e politica. Con questo piccolo gesto possiamo ridare speranza e fiducia agli italiani.

  MATTEO BRAGANTINI, Relatore di minoranza. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  MATTEO BRAGANTINI, Relatore di minoranza. Signor Presidente, intervengo come relatore semplicemente per cambiare il parere, che è favorevole.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Zoggia. Ne ha facoltà.

  DAVIDE ZOGGIA. Signor Presidente, il Partito Democratico è fermamente convinto che questa proposta di legge elettorale debba andare in porto in tempi rapidi, nei tempi che sono stati stabiliti dalla Conferenza dei presidenti di gruppo, ed è altrettanto convinto...

  PRESIDENTE. Scusi, onorevole Zoggia, mi scusi. Colleghi, però un po’ di rispetto per chi sta parlando, gentilmente. Prego, onorevole Zoggia.

  DAVIDE ZOGGIA. ...ed è altrettanto convinto, il Partito Democratico, che le cose vadano fatte con ordine. Il nostro Paese sta aspettando da anni una nuova legge elettorale. Siamo al punto d'arrivo e credo non sia giusto, in questo momento, inserire all'interno della proposta di legge elettorale delle osservazioni, delle considerazioni, Pag. 130delle proposte che sono corrette, che sono giuste, ma che non fanno parte di questa discussione.
  Ogni cosa al suo posto. In questo momento la priorità è alle riforme e il Partito Democratico in questi mesi, in questi anni non ha dormito, non si è cullato sugli allori. Ricordo che ci sono due proposte di legge che giacciono, una in particolare al Senato, a prima firma del senatore Mucchetti, che affronta il tema complessivo del conflitto d'interessi. Quindi, affronteremo questo tema, non lo vogliamo lasciare da parte, però non vogliamo neanche che in questa importante giornata, in queste importanti giornate la discussione sulla legge elettorale venga rallentata da quello che può essere un tentativo, appunto, di bloccare la riforma, riforma che vogliamo affrontare non soltanto per quanto riguarda la legge elettorale e il conflitto di interessi. La vogliamo affrontare anche per quanto riguarda la riforma complessiva dei partiti e l'articolo 49 della Costituzione.
  Dobbiamo avviare velocemente il treno delle riforme complessive per quanto riguarda la modifica del Senato, per quanto riguarda il titolo V della Costituzione. Dobbiamo, cioè, avvicinarci a quello che ci chiede l'Europa anche in questi giorni. Ieri, in particolare, al nostro Premier Matteo Renzi è stato chiesto dall'Europa di accelerare per quanto riguarda il treno delle riforme e noi vogliamo fare questo e lo facciamo consapevoli dell'attesa che c’è nel nostro Paese per questo importante momento.
  Quindi, per questi motivi ritengo che l'emendamento vada respinto e con l'impegno, diciamo, da parte del nostro partito di affrontare, nelle sedi dovute, questo importante tema che è stato posto in discussione (Applausi polemici dei deputati dei gruppi Sinistra Ecologia Libertà e Lega Nord e Autonomie).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fraccaro. Ne ha facoltà.

  RICCARDO FRACCARO. Signor Presidente, sono allibito dalle ultime parole del collega onorevolissimo Zoggia. Non votiamo l'emendamento sul conflitto di interessi perché loro, quelli del PD, vogliono andare con ordine ? Dopo vent'anni, con ordine ? Cosa significa (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) ? Che avevate come priorità il conflitto di interessi dopo trent'anni ? Dobbiamo aspettare dieci anni ? Questo è il vostro ordine ?
  Guardi, secondo me, collega Zoggia, dovrete fare una cosa con ordine: uscire da quella porta e tornarvene a casa (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. No, onorevole Fraccaro, lei questo non lo può dire. Lei questo non lo può dire !

  RICCARDO FRACCARO. Ognuno ha il suo ordine...

  PRESIDENTE. Qui dentro ognuno ci sta a pieno titolo e lei non ha alcun diritto di dire agli altri che non possono stare qui dentro ! È chiaro ? Quindi, per favore stia all'argomento e sia rispettoso dei colleghi (Commenti dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  RICCARDO FRACCARO. Era per fare le cose con ordine, Presidente.
  Comunque, c’è una cosa da dire: molto spesso, anche in campagna elettorale da parte del Partito Democratico, ho sentito negli ultimi anni, anzi in questa campagna elettorale, dire che l'errore più grave che ha commesso il centrosinistra in queste legislature passate è stato proprio quello di non votare il conflitto di interessi. Forse questa è stata la più grande bugia che abbiamo sentito da quelle forze politiche. E ricordo a Migliore che voi vi siete alleati con queste forze politiche che oggi non votano il conflitto di interessi (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Ma la bugia è stata questa.
  Il problema del conflitto di interessi non è stato un problema del ventennio berlusconiano, perché il conflitto di interessi, sì, riguarda Berlusconi, e i suoi deputati, che siedono qui, in questo Parlamento, Pag. 131sono qui proprio per tutelare i suoi conflitti di interessi: lo sappiamo, è palese, i cittadini lo sanno.
  Quello che molti, purtroppo, non sanno ancora è che il conflitto di interessi alberga soprattutto da quella altra parte, e il Ministro del lavoro Poletti, che è stato recentemente nominato, lo testimonia: presidente delle cooperative rosse (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). E ancora, il Ministro dello sviluppo economico Guidi, il Ministro che fa fatturato in Italia e produce all'estero, quello che dovrebbe risolvere i problemi della nostra economia.
  Quindi, non chiederò, con questo mio intervento, al Partito Democratico di votare questo emendamento e non cercherò di convincerlo a votare le norme contro il conflitto di interessi. Chiederò al Partito Democratico di essere se stesso, e quindi di votare contro le norme sul conflitto di interessi, così gli italiani avranno un'ulteriore occasione di conoscervi, e di conoscervi nel profondo (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Di Lello. Ne ha facoltà.

  MARCO DI LELLO. Signor Presidente, intervengo ora, pur avendo la componente socialista depositato un emendamento analogo, visto che siamo in tema. Come è noto, tutti gli ordinamenti giuridici delle principali democrazie occidentali vietano lo sfruttamento della propria posizione pubblica per il perseguimento di interessi personali. La Costituzione, la nostra Costituzione, agli articoli 65 e 66, obbliga il Parlamento a valutare ineleggibilità e incompatibilità.
  Noi siamo ancora fermi alla legge di 61 anni fa. Sono trascorsi esattamente venti anni da quando nel nostro Paese il tema del conflitto di interessi si è palesato in maniera stringente; venti anni di dibattito bloccato per la presenza nel campo politico di Silvio Berlusconi, diciamolo; venti anni trascorsi invano, nonostante polemiche e risoluzioni del Parlamento europeo, come quella che nel novembre 2002 criticava la situazione italiana; venti anni di censure, come quella contenuta nel Rapporto 2014 anticorruzione della Commissione europea, dove il nostro Paese è stato, per l'ennesima volta, invitato a legiferare sul conflitto di interessi, a mettersi al passo con le principali democrazie occidentali.
  So che alcuni colleghi considerano questa una norma contra personam: capisco l'obiezione da chi, per anni, ha legiferato ad personam, ma per noi socialisti è una norma doverosa, di progresso, di giustizia, d'altra parte prevista nei principali ordinamenti a cui dobbiamo fare riferimento. In Francia gli incarichi di Governo sono incompatibili con qualsiasi impiego pubblico e attività professionale, negli Stati Uniti abbiamo una legislazione ancora più stringente, in Germania i Cancellieri e i ministri non possono esercitare nessun altro incarico remunerato, in Spagna Zapatero introdusse nel 2006 il codice del buongoverno, che impone a chiunque sia chiamato a ricoprire alti incarichi di disinteressarsi degli affari relativi a società in cui abbia svolto funzioni direttive...

  PRESIDENTE. Deputato, concluda.

  MARCO DI LELLO. ...o amministrative – concludo – nei due anni precedenti. Allora, oggi abbiamo la possibilità storica di risolvere, finalmente, la questione anche in Italia e di inserire norme chiare al riguardo. Possiamo chiudere la lunga agonia della Prima Repubblica, possiamo farlo ora che il campo è sgombro, perché, e lo dico con rammarico, la giustizia è arrivata prima della politica, ma sarebbe ancora più grave se la politica non legiferasse oggi per il futuro. Possiamo farlo, facciamolo (Applausi dei deputati dei gruppi Misto-Partito Socialista Italiano (PSI) – Liberali per l'Italia (PLI) e Sinistra Ecologia Libertà) !

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Vecchio. Ne ha facoltà.

Pag. 132

  ANDREA VECCHIO. Signor Presidente, signori del Governo, tutti quanti si aspettano che dica che voterò a favore di questo emendamento. Io, invece, annuncio il voto di Scelta Civica contro questo emendamento, perché il conflitto di interessi è una cosa troppo seria, la disciplina contro il conflitto di interessi è una cosa che abbiamo agognato da venti anni, e quindi non può essere affidata ad un semplice emendamento in una legge elettorale, che verrà preso sottogamba, in secondo ordine.
  Bisogna procedere con una legge contro il conflitto di interessi ed io e il mio gruppo ci faremo promotori di proporre una legge di questo tipo, in questa direzione, fuori dalla legge elettorale.
  In questo momento stiamo parlando di legge elettorale e il conflitto di interessi non c'entra per niente (Applausi dei deputati del gruppo Scelta Civica per l'Italia).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Gigli. Ne ha facoltà.

  GIAN LUIGI GIGLI. Signor Presidente, volevo solo dire che attendo con qualche curiosità di sapere il parere del Governo sul nostro emendamento, perché se esso fosse negativo, sarebbe la prova di un patto inconfessabile. Se, invece, il parere fosse neutro o positivo, allora i nostri amici del PD, che, come ha detto l'onorevole Zoggia, sentono nelle loro corde questo tipo di problematica, potrebbero tranquillamente votare a favore.
  Nel segreto dell'urna – si diceva un tempo – ricordati che Dio ti vede e Stalin no. Qui siamo a voto palese: ricordatevi che Dio vi vede e l'Italia pure e vi giudicherà per questo. E noi faremo di tutto per far sapere loro come avete votato.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pisicchio. Ne ha facoltà.

  PINO PISICCHIO. Signor Presidente, intervengo solo per coerenza con riferimento ad un altro emendamento che io ho presentato di contenuto analogo, sul quale evidentemente non potrò intervenire per via del fatto che sono intervenuto sul complesso degli emendamenti.
  Sono state spiegate le ragioni per cui è giusto prendere in considerazione questo emendamento e gli emendamenti che hanno contenuto analogo. Vorrei tranquillizzare coloro i quali immaginano questa essere una materia ultronea o che non si incastra nel sistema elettorale, nella procedura elettorale: nella legge del 1957 c’è il meccanismo delle incompatibilità.
  So pure che il tasso di mitridatizzazione di quest'Aula è tale per cui questo emendamento, ancorché votato da noi, sarà bocciato.

  PRESIDENTE. Onorevole Pisicchio, la devo informare, ma lei lo sa sicuramente, che avendo esaurito i tempi, adesso attingerà ai tempi a titolo personale.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Boccadutri. Ne ha facoltà.

  SERGIO BOCCADUTRI. Signor Presidente, rappresentanti del Governo, ho sentito delle parole che davvero non ho compreso da parte dell'onorevole Zoggia e da parte dell'onorevole Vecchio. La legge n. 361 del 1957 ha un capo, il capo II, che è esattamente sui criteri di eleggibilità e disciplina diversi criteri di esclusione dell'eleggibilità. Quindi, dire che è altra cosa non si può ascoltare da parte di chi ha il compito di legiferare.
  La legge n. 361 del 1957 è la madre di tutte le leggi elettorali. Per favore, Partito Democratico, non prendete tempo e, soprattutto, non assumete voi la difesa di una cosa indifendibile come non approvare una seria norma sul conflitto di interessi. Fatelo fare a Forza Italia (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà) !

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Nardi. Ne ha facoltà.

  MARTINA NARDI. Signor Presidente, anch'io mi rifaccio all'intervento che ho Pag. 133ascoltato dell'onorevole Zoggia. Io direi giacciono e giaceranno le proposte di legge, perché questa, onorevole Zoggia, è l'occasione. Se non si fa nella legge elettorale, se non si mette in una legge elettorale, dove lo si deve mettere il conflitto di interesse ? Dove devono stare l'incandidabilità e l'ineleggibilità, se non, anche e soprattutto, in una legge elettorale ?
  Una cosa io non la comprendo. Non capisco, sul serio, perché soprattutto chi aveva la possibilità in quest'Aula – e mi riferisco soprattutto a lei, onorevole Zoggia – di far sentire forte e chiara una voce su una questione, che non era e non è questione di accordo con Forza Italia, invece ha preferito intervenire e intervenire contro. Trovo che questo sia anche un po’ umiliante.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole D'Alia. Ne ha facoltà.

  GIANPIERO D'ALIA. Signor Presidente, io interverrei in dissenso dal mio gruppo per dichiarazione di voto contro questo emendamento. Lo faccio pur apprezzando lo spirito e rispettando l'opinione dei colleghi del mio gruppo e vorrei fare due considerazioni: una di forma e una di sostanza. Noi discutiamo di un emendamento che sostanzialmente tende ad estendere ciò che la legge elettorale per la Camera già prevedeva sotto il profilo dell'ineleggibilità o dell'incompatibilità anche ai proprietari o a chi ha il controllo di società che hanno o sono concessionarie di un servizio pubblico e le sanzioni restrittive dell'accesso al Parlamento. A parte...

  PRESIDENTE. Concluda.

  GIANPIERO D'ALIA. Sì brevissimamente, chiedo scusa ma credo che sia utile anche se breve.

  PRESIDENTE. Onorevole D'Alia, deve proprio concludere, perché sarà sicuramente utile, ma ognuno di noi pensa che sia utile.

  GIANPIERO D'ALIA. Sì, solo per dire che noi abbiamo due questioni che non vengono affrontate: una che riguarda il potere pubblico, cioè il Governo e gli altri poteri regionali; secondo: ciò che riguarda gli incroci di interessi. Mi sembra più un calcio dell'asino, mal assestato e fuori tempo.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto a titolo personale l'onorevole Melilla. Ne ha facoltà.

  GIANNI MELILLA. Signor Presidente, anche su questo argomento assistiamo, da parte dei colleghi del PD, ad un atteggiamento incomprensibile.
  In campagna elettorale il Partito Democratico ha detto a tutti gli elettori che uno dei suoi primi impegni sarebbe stato la regolamentazione di questa materia.
  Da anni ed anni il conflitto di interessi non viene affrontato per responsabilità non solo di chi si sente minacciato da questa regolamentazione – in questo caso Forza Italia – ma anche dall'ignavia e dalla complicità del Partito Democratico ed anche da questo punto di vista non possiamo che rilevare una profonda delusione, una profonda amarezza per come questo partito ha smarrito la via della ragione.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto a titolo personale l'onorevole Zaratti. Ne ha facoltà.

  FILIBERTO ZARATTI. Signor Presidente, è mai possibile che in questo Paese non è mai il momento giusto ? Non è mai il momento giusto per affrontare i problemi che ci sono. Non è mai il momento giusto per affrontare il problema del conflitto di interessi.
  Io vorrei ricordare un po’ a tutti che nei lunghi anni di opposizione ai Governi di centrodestra Berlusconi, quando si andava nelle piazze a criticare quel Governo, quell'esperienza, i cittadini e i lavoratori ci dicevano: «Perché quando siete stati al Governo non avete fatto la legge sul conflitto di interessi ?»Pag. 134
  Ce l'hanno rinfacciato decine, centinaia di volte e io penso che vi assumete una grande responsabilità, amici del Partito Democratico, per gli anni a venire, quando andrete nelle piazze e ancora una volta vi sentirete dire: «Perché quando avete governato non avete affrontato il problema del conflitto di interessi ?» (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto a titolo personale l'onorevole Crippa. Ne ha facoltà.

  DAVIDE CRIPPA. Signor Presidente, in questo Paese non c’è mai il tempo giusto di affrontare una decisione così importante. Caro PD, sono anni che parlate di questa tematica e non avete mai fatto nulla. Onorevole Vecchio, mi dispiace che sia stato lei a dover fare questa dichiarazione di voto drammatica del suo gruppo ed io non credo sicuramente che farete mai una proposta di legge in tal senso sul conflitto di interessi, perché il vostro partito è pieno di conflitti di interesse (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Abbiamo da analizzare casi come l'onorevole Vitelli, come l'onorevole Bombassei, con concessioni evidentemente pubbliche e con collusioni dirette di rapporti chiari, netti tra lo Stato e la persona singola del deputato.
  Caro PD, voi avete Colaninno, con la vostra possibilità di agire su Alitalia e Piaggio tramite Poste, cioè: di che cosa stiamo parlando ?
  Non farete mai nulla in tal senso (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Franco Bordo. Ne ha facoltà.

  FRANCO BORDO. Signor Presidente, anche qui, cittadini eleggibili di serie A e di serie B. Per i comuni e per le regioni esistono norme ben precise, vincolanti. Sappiamo tutti cosa prevedono il Testo unico degli enti locali e le leggi elettorali per questi enti, l'incompatibilità, appunto, ad essere consiglieri comunali, ad essere amministratori, ad essere consiglieri regionali se si hanno interessi per quanto riguarda quell'ente di competenza. Perché per lo Stato no ? Dovete spiegarlo.
  All'onorevole Capezzone, che si è tanto prodigato per evitare le preferenze, per evitare corruzione e infiltrazioni, come ci ha detto: bene, allora facciamolo da subito il conflitto di interessi. E vorrei anche dire a tutti quanti che si sono messi, in campagna elettorale, i braccialetti bianchi della campagna «Riparte il futuro»: l'impegno che abbiamo sottoscritto, se vi ricordate, diceva: lotta alla corruzione e conflitto di interessi subito. E, invece, anche questa volta niente, a casa il braccialetto bianco (Applausi dei deputati dei gruppi Sinistra Ecologia Libertà, MoVimento 5 Stelle e Per l'Italia).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Luigi Gallo. Ne ha facoltà.

  LUIGI GALLO. Signor Presidente, esiste una favola, la favola che in vent'anni si è alternato in questo Paese il centrodestra con il centrosinistra. Ma, in realtà, io da quando sto in questo Parlamento ho capito una cosa, osservando i colleghi del PdL. Loro sono molto più liberi nelle votazioni, hanno solo due pallini a cui devono obbedire, la giustizia e l'impero televisivo sul conflitto di interessi. Poi sono abbastanza liberi rispetto a quelli del PD. Il centrosinistra, quando governa, non interviene sui temi della giustizia, non interviene sui temi del conflitto di interesse. È un Governo Berlusconi questo, è chiaro. Quello che si sono detti in sette minuti Berlusconi e Renzi nelle segrete stanze – oggi lo dimostreremo in quest'Aula – era un accordo anche sul conflitto di interessi. Ma voi, 6-12 mesi e andrete tutti a casa (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Vacca. Ne ha facoltà.

Pag. 135

  GIANLUCA VACCA. Signor Presidente, adesso stiamo iniziando a capire molte cose di quello che è successo nelle ultime settimane. Stiamo capendo anche perché c’è stata la pugnalata di Renzi a Letta. Tutto mi aspettavo fuorché dover difendere Letta. Infatti, il 23 gennaio, Letta rilanciò il programma di Governo: subito la legge elettorale e il conflitto di interessi. E subito dopo Renzi l'ha pugnalato. Sapevamo che Renzi fosse l'uomo di Berlusconi, ma, fino a questo punto, francamente no. Evidentemente così è (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
  Allora io faccio un appello ai lettiani, se ne sono ancora rimasti all'interno del PD e ne dubito. Ma se ancora c’è qualche lettiano, si ricordi le parole del loro ex Presidente del Consiglio prima che venisse pugnalato e si metta una mano sulla coscienza quando andrà a votare questo emendamento (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Paglia. Ne ha facoltà.

  GIOVANNI PAGLIA. Signor Presidente, noi siamo nel mese del poi che anticipa come sempre l'anno del mai in questa Italia disgraziata. Infatti, noi oggi lanciamo un bruttissimo messaggio al nostro Paese. I compagni del Partito Democratico lanciano un bruttissimo messaggio a questo Paese. E il messaggio è che qui non si cambia mai nulla, non è mai il tempo giusto, non è mai il tempo opportuno, c’è sempre un'emergenza diversa da quella del giorno prima che giustifica il fatto che non si può fare niente per cambiare. E questo, guardate, lo imparano fuori ed è esattamente quello che viene imputato alla politica quando la politica viene vista come qualcosa di sporco, come qualcosa di cattivo. Noi la politica la volevamo riscattare. Ci è stato chiesto perché abbiamo scelto di fare un anno fa un'alleanza, «Italia bene comune». Era esattamente questa la ragione: noi volevamo finalmente cambiare, volevamo riscattare l'Italia.
  Però devo dire anche un'altra cosa: un anno fa avevamo proposto otto punti per il Paese a qualcun altro in questo Parlamento. Uno di questi era il conflitto di interesse. Sono tante le responsabilità se oggi siamo a questo punto, con il secondo Governo non votato all'interno di questo Parlamento...

  PRESIDENTE. Concluda.

  GIOVANNI PAGLIA. ...che non fa mai le leggi giuste e, anzi, fa come oggi una legge assolutamente sbagliata che colpisce la democrazia (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Lavagno. Ne ha facoltà.

  FABIO LAVAGNO. Signor Presidente, come tutti gli altri parlamentari di Sinistra Ecologia Libertà io non mi vergogno e anzi rivendico con orgoglio l'idea di costruzione del centrosinistra che abbiamo perseguito e continuiamo a perseguire. Tuttavia, sono esterrefatto quando sento dichiarazioni come quelle dell'onorevole Zoggia perché quelle sono parole di un attentatore all'idea di centrosinistra con l'idea di cambiamento in questo Paese. Sono la pistola in mano al killer nei confronti del centrosinistra. E allora diciamo ai colleghi del Partito Democratico: mettetela da parte quella pistola, mettetela da parte quell'arma perché la questione del conflitto di interesse è ora di affrontarla, è ora di affrontarla come dignità di un Paese moderno. La Francia ce l'ha in Costituzione, altri Paesi ce l'hanno in leggi ordinarie. Noi, invece, quando affrontiamo la questione del conflitto di interesse, lo facciamo a difesa del conflitto di interesse e questo è inaccettabile e non partire dalla legge elettorale, che è il migliore antidoto per evitare il conflitto di interesse, qualcosa che consideriamo assolutamente sbagliato e ancora una volta tardivo. E allora, come recita qualche altra campagna, se Pag. 136non ora, quando affrontare il conflitto di interesse, se non ora, quando (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà) ?

  FRANCO BRUNO. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà. A quale articolo, onorevole Bruno ? Si faccia aiutare dall'onorevole Pisicchio che conosce il Regolamento.

  FRANCO BRUNO. Signor Presidente, mi servirò di una consulenza specifica. Ma faccio prima a dirle la questione.

  PRESIDENTE. Va bene, onorevole Bruno, vista l'ora...

  FRANCO BRUNO. Signor Presidente, su questo emendamento si può chiedere o meno il voto segreto ?

  PRESIDENTE. L'ho detto all'inizio. Avevo sbagliato io nel dare la notizia. Ma poi, replicando all'onorevole Gitti, ho spiegato che questo è un emendamento che non prevede il voto segreto.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Sannicandro. Ne ha facoltà.

  ARCANGELO SANNICANDRO. Signor Presidente, per una decina d'anni avevate promesso di ripristinare il voto di preferenza e oggi avete rimangiato quella promessa fatta al popolo italiano. Per vent'anni avete promesso che avreste ristabilito un distacco netto tra affari e politica e nel giro di un mese, più o meno da quando avete votato la fiducia a questo Governo, vi siete rimangiati anche questo. Ma è questa la rottamazione ? È la rottamazione delle promesse elettorali ? È la evidenziazione delle bugie che si sono dette in campagna elettorale. Badate che questa norma, per rispondere all'onorevole Zoggia, era già sostanzialmente contenuta nel testo unico del 1957, come è stato ricordato. Si tratta semplicemente di adattarla, di aggiornarla alla situazione economica del momento. Infatti, se noi l'andiamo a leggere, vediamo che quasi quasi le due cose coincidono.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Quaranta. Ne ha facoltà.

  STEFANO QUARANTA. Signor Presidente, vorrei far notare in maniera molto sommessa cosa produce il nuovo corso renziano. Quello che accusava Massimo D'Alema di complottare con il nemico, vorrei ricordare. No preferenze, no conflitto di interessi. Qui si sta distruggendo il centrosinistra, il Partito democratico si sta umiliando da solo. Ma come le racconterete, come le racconteremo queste cose quando torneremo nei nostri territori. Come parleremo con i nostri elettori ?

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gianluca Pini. Ne ha facoltà.

  GIANLUCA PINI. Signor Presidente, per tutta la serata ho visto che è buona pratica quando quasi la metà, se non oltre la metà, del provvedimento, di fatto, è stato accantonato, perché tutti gli emendamenti importanti o comunque delicati di questo provvedimento sono stati accantonati; per tutta la serata noi ci siamo chiesti perché continuare con questa farsa e non rinviare magari a quando le parti interessate avessero trovato in qualche modo un accordo. Poi abbiamo capito perché. L'intervento del collega Zoggia devo dire che è la dimostrazione plastica di cosa possa fare un campo di rieducazione vietcong in stile PD perché onestamente, dopo vent'anni che si sente parlare da parte del PD di conflitto di interessi, l'intervento del collega Zoggia, a cui va la nostra solidarietà – lo capiamo è stato estratto e ha dovuto fare la figuraccia – in qualche modo è la raffigurazione plastica non solo della difficoltà del Partito Democratico ma anche della difficoltà del Paese di essere schiavo in qualche modo di accordi che passano sopra la testa della gente (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord e Autonomie).Pag. 137
  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Ermini. Ne ha facoltà.

  DAVID ERMINI. Signor Presidente, io vorrei semplicemente dire questo: credo che il conflitto d'interessi sia naturalmente un argomento che interessa a tutti, però, obiettivamente, infilarlo nella legge elettorale (Commenti)...per un motivo molto semplice, ve lo spiego: perché sono chiacchiere, perché non ci sono gli strumenti per farlo rispettare, perché basta leggere l'emendamento per capire che gli organi preposti a valutare l'eleggibilità non hanno gli strumenti (Commenti del deputato Gitti). Caro Gitti, è inutile che tu mi guardi, te lo dico io, fidati. Non hai gli strumenti...

  PRESIDENTE. Onorevole Gitti, se diamo fastidio possiamo andarcene, però, tutto sommato...

  DAVID ERMINI. Certo, ma qui tutti fanno i signori, e fanno i signori soltanto perché vogliono bloccare la legge elettorale: ma non ce la faranno, perché se qui qualcuno vuole cambiare le cose siamo noi. Perché qui, per una ragione o per un'altra – per una ragione o per un'altra –, si vuole mantenere sempre lo status quo (Commenti dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle – Applausi polemici dei deputati del gruppo Lega Nord e Autonomie).

  PRESIDENTE. Concluda.

  DAVID ERMINI. Chi per mantenere la propria seggiola, magari, nelle regioni, perché vengono qui i signori della Lega a dirci del conflitto d'interessi...

  PRESIDENTE. Concluda, onorevole Ermini.

  DAVID ERMINI. ...quando Berlusconi gli regge la sedia in Piemonte, in Lombardia e in Veneto (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico)...

  PRESIDENTE. La ringrazio.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Tinagli. Ne ha facoltà.

  IRENE TINAGLI. Signor Presidente, solo per ricordare al collega Crippa che Scelta Civica ha una sua proposta sul conflitto d'interessi, che è già depositata alla Camera e che, anzi, noi saremo contenti di ricevere le vostre firme qualora voleste aggiungerle e felicissimi altrettanto se la Presidenza e gli altri partiti, a partire dal PD, visto che c’è questo grande interesse sul conflitto d'interessi, volessero aiutarci a velocizzare la calendarizzazione di questo provvedimento (Applausi dei deputati del gruppo Scelta Civica per l'Italia).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Marchi. Ne ha facoltà.

  MAINO MARCHI. Signor Presidente, io non sono stato estratto, l'ho chiesto, lo dico subito. Ho sentito dire che non è mai il tempo giusto per affrontare il problema del conflitto d'interessi. Io credo che mai come in questa occasione questa è un'osservazione per parlare d'altro rispetto al problema che, in questo momento, si sta affrontando. Questo è il tempo giusto per fare la legge elettorale; e i temi, gli oggetti che abbiamo discusso in questi anni sono sempre stati quelli del rapporto tra governabilità e rappresentanza, del rapporto tra eletti ed elettori, della parità di genere, che io ritengo elemento fondamentale, non quello del conflitto d'interessi.

  PRESIDENTE. La invito a concludere.

  MAINO MARCHI. Il conflitto d'interessi ha bisogno di essere affrontato con una legge ad hoc e, certamente, noi siamo d'accordo di farla. Chi ha introdotto questa proposta vuol fare saltare la legge elettorale e, con essa, anche la norma sul conflitto d'interessi; cioè, non cambiare nulla. Noi cominciamo a cambiare la legge elettorale (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

Pag. 138

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Pilozzi. Ne ha facoltà.

  NAZZARENO PILOZZI. Signor Presidente, intanto, per rispondere, per il suo tramite, anche all'onorevole Fraccaro, che ci aveva accusato di essere alleati del PD e, poi, di votare l'emendamento sul conflitto d'interessi; faccio notare che se non c'erano SEL e l'onorevole Gitti, non c'era un emendamento sul conflitto d'interessi. Quindi, probabilmente, a qualche altro gruppo questo emendamento non interessava: e noi, invece, lo abbiamo presentato e lo ripresenteremo.
  L'ultima cosa, però, che voglio dire al Partito Democratico: noi abbiamo fatto la campagna elettorale insieme e tutti abbiamo visto che in quella campagna elettorale c’è stato un grande recupero del MoVimento 5 Stelle grazie soprattutto al fatto che nelle piazze si mandava un filmato del Presidente Violante, che diceva alcune cose riguardo ai rapporti con Berlusconi. Purtroppo, noi stiamo dando tanta materia e tanta possibilità di continuare a fare campagna elettorale a chi la fa solamente sul populismo. E questo mi dispiace per il Partito Democratico e per tutto il centrosinistra.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Lenzi. Ne ha facoltà.

  DONATA LENZI. Signor Presidente, io vorrei stare nel merito di questa proposta, che è una proposta che, comunque, apre un tema importante. Le questioni di ineleggibilità e incompatibilità stanno nelle leggi elettorali, come l'onorevole Sannicandro ha ricordato prima.
  Peraltro, io vorrei ricordarvi quella che è la legislazione attuale, quella dell'ineleggibilità; l'abbiamo cambiata con il voto del Parlamento, nella precedente legislatura e ha permesso con il recepimento la decadenza di Berlusconi al Senato non più tardi di sei mesi fa, ma l'incompatibilità già adesso prevede quello che qui è scritto, perché non funziona, se facessimo una discussione vera sul conflitto di interessi...

  PRESIDENTE. Onorevole Lenzi, concluda.

  DONATA LENZI. Perché chi decide ? E qui non c’è scritto chi decide, al momento chi decide con l'autodichia sono i rami del Parlamento. Sarebbe ora, se volessimo affrontare il tema, che ponessimo questa decisione fuori dal Parlamento, quella è legge del conflitto di interessi...

  PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lenzi.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Schirò. Ne ha facoltà.

  GEA SCHIRÒ. Signor Presidente, giusto per ricollegarmi all'ultimo intervento, non esiste un solo conflitto di interessi. Secondo me c’è un accanimento terapeutico di cui mi scuso e un po’ mi vergogno contro Berlusconi che, ormai, grazie alla legge citata dalla collega è fuori dal Parlamento. Questo emendamento non riguarda Berlusconi e chi può averlo pensato sbaglia, perché se esiste un atto dannoso in essere, conclamato, questo già riguarderebbe la magistratura, ma esistono gli atti dannosi possibili e non commessi e da questi ci dobbiamo difendere. Detto questo, una nuova legge elettorale, come tutte le leggi elettorali europee che contengono delle norme sui conflitti potenziali di interessi degli eligendi...

  PRESIDENTE. Onorevole Schirò, concluda.

  GEA SCHIRÒ. Visto che stiamo preparando una nuova legge elettorale saremmo assolutamente in linea col resto dell'Europa.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole De Lorenzis. Ne ha facoltà.

Pag. 139

  DIEGO DE LORENZIS. Signor Presidente, sempre per riportare un po’ di verità in quest'Aula volevo ricordare ai colleghi del PD che tra gli otto punti presentati al MoVimento 5 Stelle, il sesto riguardava proprio la trasparenza nelle cariche e quindi anche i criteri di incandidabilità e di ineleggibilità.
  Ancora, Violante in quest'Aula nel 2003 ricordava che era stato assicurato a Silvio Berlusconi che non si sarebbero toccate le sue televisioni.
  Ancora, Renzi, il grande sindaco Renzi, da Mentana, qualche settimana fa, ancora diceva che Berlusconi non era da battere per questi conflitti di interesse, ma da battere in maniera elettorale e infatti l'unico motivo per cui Berlusconi oggi non è più al Senato è per la legge Severino e perché Berlusconi è stato condannato, non certo perché è concessionario di reti radiotelevisive.

  MATTEO BRAGANTINI, Relatore di minoranza. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  MATTEO BRAGANTINI, Relatore di minoranza. Signor Presidente, volevo chiedere altri tempi come relatore dal momento che gli altri relatori di minoranza hanno avuto più tempo di me. Comunque, volevo rispondere ai colleghi del Partito Democratico: non è il momento giusto quando si fa la legge elettorale dove già nell'articolo 7 ci sono ineleggibilità, ci sono nell'articolo 8, nell'articolo 9 e nell'articolo 10 ? Nell'articolo 10 che appunto parla di coloro che in proprio, in qualità di rappresentanti legali di società e di imprese private risultino vincolanti con lo Stato e via dicendo, a parte l'ultimo comma che dice che da tali ineleggibilità sono esclusi i dirigenti di cooperative e di consorzi di cooperative, mi sembra già questa una anomalia, comunque non riesco a capire se non è il momento giusto la legge elettorale che già adesso va a normare tutti i casi di ineleggibilità, quando è il momento ? Anche perché Renzi ha detto che ad aprile farà il Job Act, se non ricordo male, a maggio ci sarà un'altra riforma, a giugno un'altra ancora, quando la faremo, nel 2020, questa riforma sul conflitto di interessi ?

  PRESIDENTE. Onorevole Bragantini, ovviamente mi è d'obbligo darle una risposta perché non potrei lasciare che lei possa pensare che la Presidenza fa dei favoritismi nei confronti di un relatore piuttosto che di un altro. I relatori avevano un tempo a disposizione, con i pareri che hanno dato lo hanno ampiamente superato e consumato. Nonostante questo la Presidente ha deciso di dare ulteriori 12 minuti aggiuntivi.
  Finiti quelli, ha dato un ulteriore terzo a tutti i relatori. Mano a mano che i relatori terminano il tempo, utilizzano il tempo dei gruppi: nella fattispecie, l'onorevole Pilozzi ha parlato come lei un minuto; a un minuto è stato tolto il tempo. Quindi posso garantire, come lei può immaginare, onorevole Bragantini, che tutti i relatori hanno avuto gli stessi tempi e li hanno mano a mano consumati. Adesso non parliamo con lei: venga qui, è aggiornato. Quelli non sono i tempi giusti, onorevole Bragantini; a meno che lei non possa pensare che il Presidente...
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Dieni. Ne ha facoltà.

  FEDERICA DIENI. Signor Presidente, solo perché non capiamo come mai ci state chiedendo di votare questo emendamento sul conflitto di interessi, visto che noi ne abbiamo presentato uno ancor più corposo, che è l'emendamento Fraccaro 2.07, oltre ad aver già depositato il nostro disegno di legge, sempre a prima firma Fraccaro, che è l'Atto Camera n. 1051. Quindi, chi più di noi voterà a favore dell'abolizione del conflitto di interessi ?
  Anzi, colgo l'occasione per ricordare che abbiamo anche presentato – e sono anche la prima firmataria, e mi onoro di questo – la proposta di legge di iniziativa popolare «Parlamento pulito», che non si sa per quale motivo non sia stata abbinata a questo disegno di legge, visto che va a Pag. 140disciplinare le cause di incandidabilità quindi la possibilità dei condannati di candidarsi per le elezioni politiche. Quindi ancora non ce lo spieghiamo: se qualcuno ci fornisse questa spiegazione, saremmo ben felici di ascoltarla.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Fico. Ne ha facoltà.

  ROBERTO FICO. Signor Presidente, volevo ricordare al collega di SEL che continua a chiamarci populisti, che i populisti hanno rinunciato a 42 milioni di euro di rimborsi elettorali, si sono tagliati metà delle indennità (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). I populisti hanno presentato la prima legge vera sul conflitto di interessi, i populisti hanno presentato il reddito di cittadinanza per le persone che soffrono, i populisti non costruiscono inceneritori con i soldi pubblici. I populisti siamo noi e ce ne vantiamo, e vi consigliamo di esserlo anche un po’ voi populisti, perché l'avete dimenticato (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole D'Ambrosio. Ne ha facoltà.

  GIUSEPPE D'AMBROSIO. Signor Presidente, volevo innanzitutto dire, da presidente della Giunta delle elezioni, che analizzando questo emendamento, risulta chiaro che questo emendamento che viene spacciato per conflitto di interessi, alla fine terrebbe fuori soltanto Silvio Berlusconi: tutti gli altri non sarebbero assolutamente toccati da questo finto emendamento, che parla di conflitto di interesse.
  Inoltre, ai colleghi, visto che comunque da questa parte continuo a sentire in maniera ridondante sempre questa canzone, vorrei ricordare una cosa: si dice meccanismo di difesa con cui alcuni elementi dei processi psichici rimangono disconnessi o separati dal restante sistema psicologico dell'individuo. Tale condizione si può ritrovare in molte reazioni psicologiche, ad esempio davanti a situazioni traumatiche. Presidente, qualche minuto fa il sindaco di Bari, Emiliano ha detto che Bersani non avrebbe mai voluto fare l'alleanza col MoVimento 5 Stelle. Quindi, delle due l'una: o continuate ad essere falsi, come fate in quest'Aula, o siete semplicemente dei dissociati mentali. Per cui continuo a dire: continuate così (Proteste dei deputati del gruppo Partito Democratico) !

  PRESIDENTE. Onorevole D'Ambrosio... bene, grazie.
  Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Gitti 1.308, con il parere contrario della Commissione, del Governo e del relatore di minoranza La Russa, e quello favorevole dei relatori di minoranza Bragantini e Pilozzi.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Paola Bragantini, Pagano...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  481   
   Votanti  476   
   Astenuti    5   
   Maggioranza  239   
    Hanno votato  157    
    Hanno votato no  319.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  (Il deputato De Rosa ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto favorevole).

  Alcune informazioni: avverto che il gruppo Per l'Italia ha esaurito i tempi previsti dal contingentamento; essendone stata fatta richiesta, la Presidenza concederà, come da prassi, a tale componente politica un aumento dei tempi pari ad un terzo di quello originario concesso.Pag. 141
  Avverto, altresì, che la componente politica del gruppo Misto-Centro Democratico ha esaurito anche i tempi aggiuntivi concessi dalla Presidenza. La Presidenza, come già fatto in precedenti analoghe circostanze, consentirà ai deputati appartenenti a tale gruppo lo svolgimento di brevi interventi della durata di un minuto, da imputare ai tempi previsti dal contingentamento per gli interventi a titolo personale.
  Il seguito dell'esame è rinviato al altra seduta.

Calendario dei lavori dell'Assemblea per il mese di marzo 2014 e programma dei lavori dell'Assemblea per il mese di aprile 2014.

  PRESIDENTE. Comunico che, a seguito della riunione della Conferenza dei presidenti di gruppo, nella giornata di domani, alle ore 9, avrà luogo la discussione sulle linee generali della proposta di legge n. 254 e abbinata – Disposizioni in materia di modalità per la risoluzione consensuale del contratto di lavoro per dimissioni volontarie e, a partire dalle ore 11, lo svolgimento di interpellanze urgenti.
  È stato altresì predisposto, ai sensi dell'articolo 24, comma 2, del regolamento, il seguente calendario dei lavori per il mese di marzo 2014:

  Lunedì 10 (antimeridiana – a partire dalle ore 11 – e pomeridiana con prosecuzione notturna) (con votazioni)

  Seguito dell'esame della proposta di legge n. 3 ed abbinate – Disposizioni in materia di elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica.

  Martedì 11 (antimeridiana e pomeridiana, con eventuale prosecuzione notturna), mercoledì 12 e giovedì 13 marzo (antimeridiana e pomeridiana, con eventuale prosecuzione notturna e nella giornata di venerdì 14 marzo) (con votazioni)

  Esame del disegno di legge n. 2149 – Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 16 gennaio 2014, n. 2, recante proroga delle missioni internazionali delle Forze armate e di polizia, iniziative di cooperazione allo sviluppo e sostegno ai processi di ricostruzione e partecipazione alle iniziative delle organizzazioni internazionali per il consolidamento dei processi di pace e di stabilizzazione (Approvato dal Senato – scadenza: 17 marzo 2014) (con votazione, prima dell'avvio del seguito dell'esame, della questione pregiudiziale presentata).

  Esame delle mozioni:
   Bergamini ed altri n. 1-00217, Schirò ed altri n. 1-00345, Pannarale ed altri n. 1-00353, Gianluca Pini ed altri n. 1-00359 e Colonnese ed altri n. 1-00361 concernenti iniziative per un efficace utilizzo degli strumenti finanziari messi a disposizione dalla Banca di sviluppo del Consiglio d'Europa e per favorire l'integrazione tra tali risorse e quelle dell'Unione europea;
   Castelli ed altri n. 1-00348 concernente lo scostamento dai parametri europei in materia di deficit pubblico;
   Giancarlo Giorgetti ed altri n. 1-00340 e Zan ed altri n. 1-00354 concernenti iniziative in merito agli eccezionali eventi meteorologici che hanno colpito di recente il Veneto e l'Emilia-Romagna.

  Seguito dell'esame della proposta di legge n. 254 e abbinata – Disposizioni in materia di modalità per la risoluzione consensuale del contratto di lavoro per dimissioni volontarie.

  Esame delle mozioni Brunetta ed altri n. 1-00290, Agostini ed altri n. 1-00273 e Vezzali ed altri n. 1-00319 concernenti iniziative per promuovere la parità di genere nel settore dello sport.

  Lunedì 17 marzo (antimeridiana e pomeridiana con eventuale prosecuzione notturna)

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  Discussione sulle linee generali dei progetti di legge:
   disegno di legge n. 2157 – Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 23 gennaio 2014, n. 3, recante disposizioni temporanee e urgenti in materia di proroga degli automatismi stipendiali del personale della scuola (Approvato dal Senato – scadenza: 24 marzo 2014);
   disegno di legge n. 2012 – Conversione in legge del decreto-legge 28 gennaio 2014, n. 4, recante disposizioni urgenti in materia di emersione e rientro di capitali detenuti all'estero, nonché altre disposizioni urgenti in materia tributaria e contributiva e di rinvio di termini relativi ad adempimenti tributari e contributivi (da inviare al Senato – scadenza: 30 marzo 2014);
   proposta di legge n. 1843 – Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul rapimento e sulla morte di Aldo Moro.

  Discussione sulle linee generali delle mozioni Binetti ed altri n. 1-00094 e Dorina Bianchi ed altri n. 1-00281 concernenti iniziative in materia di malattie rare.

  Martedì 18, mercoledì 19 e giovedì 20 marzo (antimeridiana e pomeridiana, con eventuale prosecuzione notturna e nella giornata di venerdì 21 marzo) (con votazioni)

  Seguito dell'esame dei progetti di legge:
   disegno di legge n. 2157 – Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 23 gennaio 2014, n. 3, recante disposizioni temporanee e urgenti in materia di proroga degli automatismi stipendiali del personale della scuola (Approvato dal Senato – scadenza: 24 marzo 2014);
   disegno di legge n. 2012 – Conversione in legge del decreto-legge 28 gennaio 2014, n. 4, recante disposizioni urgenti in materia di emersione e rientro di capitali detenuti all'estero, nonché altre disposizioni urgenti in materia tributaria e contributiva e di rinvio di termini relativi ad adempimenti tributari e contributivi (da inviare al Senato – scadenza: 30 marzo 2014);
   proposta di legge n. 1843 – Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul rapimento e sulla morte di Aldo Moro.

  Seguito dell'esame delle mozioni Binetti ed altri n. 1-00094 e Dorina Bianchi ed altri n. 1-00281 concernenti iniziative in materia di malattie rare.

  Nel corso della settimana potrà avere luogo il seguito dell'esame di argomenti previsti nella settimana precedente e non conclusi.

  Lunedì 24 marzo (antimeridiana e pomeridiana, con eventuale prosecuzione notturna)

  Discussione sulle linee generali dei progetti di legge:
   disegno di legge n. 2162 – Conversione in legge del decreto-legge 6 marzo 2014, n. 16, recante disposizioni urgenti in materia di finanza locale, nonché misure volta a garantire la funzionalità dei servizi svolti nelle istituzioni scolastiche (da inviare al Senato – scadenza 5 maggio 2014);
   proposta di legge n. 204-B ed abbinate – Modifica dell'articolo 416-ter del codice penale, in materia di scambio elettorale politico-mafioso (Approvato dalla Camera e modificato dal Senato);
   proposta di legge n. 331-B e abbinata – Deleghe al Governo in materia di pene detentive non carcerarie e di riforma del sistema sanzionatorio. Disposizioni in materia di sospensione del procedimento con messa alla prova e nei confronti degli irreperibili (Approvato dalla Camera e modificato dal Senato);
   proposta di legge n. 224 ed abbinate – Modifiche agli articoli 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre Pag. 1432011, n. 214, e 6 del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14, in materia di requisiti per la fruizione delle deroghe riguardanti l'accesso al trattamento pensionistico;

  Discussione sulle linee generali delle mozioni:
   Chimienti ed altri n. 1-00341 concernente iniziative per la stabilizzazione del personale precario delle pubbliche amministrazioni, con particolare riferimento al comparto scuola;
   Molea ed altri n. 1-00327 concernente iniziative a sostegno del settore del turismo.

  Martedì 25 (antimeridiana e pomeridiana, con eventuale prosecuzione notturna), mercoledì 26 e giovedì 27 marzo (antimeridiana e pomeridiana, con eventuale prosecuzione notturna e nella giornata di venerdì 28 marzo) (con votazioni)

  Esame della domanda di autorizzazione a procedere in giudizio ai sensi dell'articolo 96 della Costituzione, nei confronti della deputata Michela Vittoria Brambilla, nella sua qualità di ministro senza portafoglio per il turismo, pro-tempore (Doc. IV-bis, n. 1) (martedì 25 marzo, antimeridiana).

  Seguito dell'esame dei progetti di legge:
   disegno di legge n. 2162 – Conversione in legge del decreto-legge 6 marzo 2014, n. 16, recante disposizioni urgenti in materia di finanza locale, nonché misure volta a garantire la funzionalità dei servizi svolti nelle istituzioni scolastiche (da inviare al Senato – scadenza 5 maggio 2014);
   proposta di legge n. 204-B ed abbinate – Modifica dell'articolo 416-ter del codice penale, in materia di scambio elettorale politico-mafioso (Approvato dalla Camera e modificato dal Senato);
   proposta di legge n. 331-B e abbinata – Deleghe al Governo in materia di pene detentive non carcerarie e di riforma del sistema sanzionatorio. Disposizioni in materia di sospensione del procedimento con messa alla prova e nei confronti degli irreperibili (Approvato dalla Camera e modificato dal Senato);
   proposta di legge n. 224 ed abbinate – Modifiche agli articoli 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e 6 del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14, in materia di requisiti per la fruizione delle deroghe riguardanti l'accesso al trattamento pensionistico.

  Seguito dell'esame delle mozioni:
   Chimienti ed altri n. 1-00341 concernente iniziative per la stabilizzazione del personale precario delle pubbliche amministrazioni, con particolare riferimento al comparto scuola;
   Molea ed altri n. 1-00327 concernente iniziative a sostegno del settore del turismo.

  Nel corso della settimana potrà avere luogo il seguito dell'esame di argomenti previsti nella settimana precedente e non conclusi.

  Lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata (question time) avrà luogo il mercoledì (dalle ore 15).
  Lo svolgimento di interpellanze urgenti avrà luogo il venerdì (dalle ore 9).
  Il Presidente si riserva di inserire nel calendario l'esame di progetti di legge di ratifica licenziati dalle Commissioni e di ulteriori documenti licenziati dalla Giunta per le autorizzazioni.
  L'organizzazione dei tempi per la discussione degli argomenti iscritti nel calendario sarà pubblicata in calce al resoconto stenografico della seduta odierna.

  È stato altresì predisposto, ai sensi dell'articolo 23, comma 6, primo periodo, Pag. 144del regolamento, il seguente programma dei lavori per il mese di aprile 2014:

  Esame dei progetti di legge:
   disegno di legge n. 1836 – Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea – Legge di delegazione europea 2013 – secondo semestre;
   disegno di legge n. 1864 – Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea – Legge europea 2013 bis;
   disegno di legge n. 1619 – Ratifica ed esecuzione del Protocollo concernente le preoccupazioni del popolo irlandese relative al Trattato di Lisbona, fatto a Bruxelles il 13 giugno 2012;
   disegno di legge n. 1589 – Ratifica ed esecuzione della Convenzione sulla competenza, la legge applicabile, il riconoscimento, l'esecuzione e la cooperazione in materia di responsabilità genitoriale e di misure di protezione dei minori, fatta all'Aja il 19 ottobre 1996, nonché norme di adeguamento dell'ordinamento interno;
   proposta di legge n.1577 e abbinata – Disposizioni per il coordinamento della disciplina in materia di abbattimento delle barriere architettoniche;
   proposta di legge n. 1750 – Disposizioni per l'introduzione del reddito di cittadinanza (ove concluso dalla Commissione).

  Esame delle mozioni:
   Giancarlo Giorgetti ed altri n. 1-00339 concernente iniziative per l'esclusione dai vincoli previsti dal Patto di stabilità interno delle spese volte a finanziare interventi di contrasto al dissesto idrogeologico;
   mozione sul brevetto europeo (in corso di presentazione);
   Cirielli ed altri n. 1-00248 concernente iniziative per la tutela delle vittime di reato.

  Esame della proposta di legge n. 303 ed abbinate – Disposizioni in materia di agricoltura sociale.

  Esame della mozione Boccadutri ed altri n. 1-00216 concernente iniziative per la sospensione del conio delle monete da 1 e 2 centesimi.

  Esame della proposta di legge n. 101 ed abbinate – Disposizioni per la prevenzione, la cura e la riabilitazione della dipendenza da gioco d'azzardo patologico.

  Nell'ambito del programma sarà inserito l'esame delle modifiche al Regolamento della Camera, in relazione all'andamento dei lavori presso la Giunta per il Regolamento.
  Potranno altresì essere inseriti ulteriori progetti di legge di ratifica licenziati dalle Commissioni e documenti licenziati dalla Giunta per le autorizzazioni.

  Avverto che, in relazione all'articolazione dei lavori della prossima settimana testé comunicata, le sanzioni disciplinari deliberate dall'Ufficio di Presidenza nella riunione del 27 febbraio con decorrenza 10 marzo decorreranno dal giorno successivo a quello di conclusione dell'esame in Aula dei progetti di legge in materia elettorale.
  Con questo abbiamo concluso la lettura del Calendario dei lavori, spero di non aver disturbato troppo, adesso però ci sono ancora degli adempimenti.

Annunzio della presentazione di un disegno di legge di conversione e sua assegnazione a Commissioni in sede referente (ore 00,05).

  PRESIDENTE. Il Presidente del Consiglio dei ministri ha presentato alla Presidenza il seguente disegno di legge, che è assegnato, ai sensi dell'articolo 96-bis, Pag. 145comma 1, del Regolamento, in sede referente, alle Commissioni riunite V (Bilancio) e VI (Finanze):
   «Conversione in legge del decreto-legge 6 marzo 2014, n. 16, recante disposizioni urgenti in materia di finanza locale, nonché misure volte a garantire la funzionalità dei servizi svolti nelle istituzioni scolastiche» (2162) – Parere delle Commissioni I, II, VII, VIII, IX, X, XI (ex articolo 73, comma 1-bis, del Regolamento, relativamente alle disposizioni in materia previdenziale), XII, XIII e XIV e della Commissione parlamentare per le questioni regionali.

  Il suddetto disegno di legge, ai fini dell'espressione del parere previsto dal comma 1 del predetto articolo 96-bis, è altresì assegnato al Comitato per la legislazione.

Sull'ordine dei lavori (ore 00,07).

  ANNA ASCANI. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  ANNA ASCANI. Signor Presidente, mi scuso per l'ora, ma oggi è un giorno importante per noi umbri, perché il 6 marzo 2013 Daniela Crispolti e Margherita Peccati venivano barbaramente uccise negli uffici della regione Umbria nello svolgimento del proprio lavoro. Due donne che la presidente Marini, nell'esprimere il ricordo e la vicinanza di tutta la nostra regione alle famiglie, ha definito lavoratrici responsabili e competenti, sensibili ed educate. È passato un anno da allora, dalla paura degli impiegati e di un'intera comunità, rimasta attonita di fronte a quell'orrore.
  Solo pochi giorni fa, si sono chiuse le indagini della procura, dalle quali è emerso che Andrea Zampi prima di compiere quel gesto folle aveva descritto nel suo memoriale le colpe di chi gli aveva negato l'accreditamento formativo, concludendo: «Ora sono malato, soffro tantissimo e quindi ora pagate l'errore fatto. Voi avete annientato la mia vita, io anniento la vostra».
  Molti commentatori nei giorni che seguirono si sono dilungati nel definire frutto del disagio sociale quella tragedia. Altri hanno sottolineato che quell'uomo non avrebbe mai dovuto possedere una pistola, visto l'evidente e instabile equilibrio psichico.
  Oggi, il padre di quell'uomo, in una intervista sostiene che Daniela e Margherita sono state ammazzate dalla burocrazia, dal sistema e non da suo figlio. Parole terribili, che spaventano e calpestano il dolore di tutti, parole giustificatorie, assolutorie che lasciano intendere che uccidere si può.
  A noi oggi non tocca certo sostituirci a chi è incaricato di individuare le responsabilità e sanzionarle secondo la legge. Quello che invece ci compete è non dimenticare, non dimenticare che in Italia si muore di lavoro anche in questo modo, soltanto per aver fatto il proprio dovere, non dimenticare la sofferenza della famiglia e degli amici di Margherita e Daniela, non dimenticare che troppo spesso la dignità di chi opera nei pubblici uffici applicando le leggi viene impunemente offesa e che davvero troppo spesso si giustifica con leggerezza anche la violenza.
  A noi, che abbiamo l'onore e l'onere di sedere qui, a prescindere dalla parte politica cui apparteniamo tocca combattere la crisi e il disagio, ridare speranza e opportunità, ma allo stesso modo, oggi a noi tocca ricordare Margherita e Daniela e stringerci attorno al dolore delle loro famiglie (Applausi).

  TIZIANA CIPRINI. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  TIZIANA CIPRINI. Signor Presidente, intervengo per ricordare le mie due colleghe della regione Umbria, Margherita Peccati e Daniela Crispolti, morte un anno fa per mano di un uomo piombato negli uffici di palazzo Broletto per scaricare la rabbia, la sua frustrazione, quella volontà Pag. 146di ammazzare tutti, compreso se stesso. Chiunque di noi poteva essere una vittima.
  Troppo spesso di questi tempi la rabbia e la frustrazione dei cittadini rimasti senza reti di protezione economica e sociale si scarica sul primo frontliner dello Stato, il dipendente pubblico, percepito come l'ultimo dei privilegiati. Penso, ad esempio, agli impiegati dei centri per l'impiego che si trovano a gestire la rabbia per il lavoro che non c’è, per un sistema che si è bloccato.
  La collega Margherita Peccati era in procinto di andare in pensione e la collega Daniela Crispolti era una lavoratrice precaria co.co.co.
  Come altri settori lavorativi, anche il settore pubblico vive un periodo di grande difficoltà con reiterati tagli lineari, esternalizzazione progressiva dei servizi, blocchi delle assunzioni è ricorso al lavoro precario. Oltre alla precarietà del posti di lavoro, si precarizza anche la vita sul luogo di lavoro. Nemmeno la sensibile professionalità delle mie due colleghe riuscita purtroppo a contenere la rabbia vendicativa di un cittadino contro lo Stato percepito come il nemico, ma forse l'attuazione del reddito di cittadinanza ci avrebbe risparmiato questa insensata tragedia (Applausi).

  ETTORE ROSATO. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  ETTORE ROSATO. Signor Presidente, brevemente volevo solo esprimere la solidarietà da parte mia personale e del mio gruppo – l'hanno fatto già altri esponenti del nostro partito, ma anche di tutti gli altri partiti – ai senatori Orellana e Battista per le pallottole che sono state loro inviate e che sono state intercettate. Un gravissimo gesto intimidatorio nei confronti di due rappresentati delle istituzioni, persone corrette che fanno quotidianamente il loro lavoro.
  Questi sono momenti che ricordano tempi molto più bui del nostro Paese e io credo che la politica tutta debba essere solidale nei confronti dei nostri due colleghi, di quello che rappresentano, della loro libera espressione del loro dissenso anche all'interno di un partito, ma soprattutto della loro libera espressione di un voto popolare che non può essere certo piegato da violenti e minacce di questo tipo (Applausi).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Di Battista. Ne ha facoltà.

  ALESSANDRO DI BATTISTA. Signor Presidente, ieri notte si è tolto la vita il papà di un nostro collaboratore al consiglio regionale del Lazio, Francesco, un ragazzo che lavora all'ufficio stampa.
  Stamattina Davide Barillari, consigliere nel Lazio, mi ha svegliato con questa triste notizia e – se me lo consente – vorrei leggere lo status che ha scritto il nostro consigliere Davide Barillari: «Non sono suicidi per la crisi economica, sono omicidi di Stato. Quando un'angoscia profonda si abbatte di colpo su una famiglia a te molto vicina scopri, da un momento all'altro, la vera e concreta inutilità delle istituzioni che dovevano garantirti un'esistenza dignitosa, la salute, un lavoro, una casa.
  Questo profondo dramma non colpisce i miei genitori, ma quelli di un mio fraterno amico, Francesco. È il cuore pulsante del gruppo consiliare del MoVimento 5 Stelle Lazio. Il padre di Francesco ha perso la speranza che ancora cresceva nel cuore del figlio e non ce l'ha fatta. Francesco viveva con noi l'inutilità delle istituzioni, sorrideva di fronte alla stupidità della politica e la derideva. Da oggi non lo farà più. Solo lacrime e una rabbia infinita, incontenibile. Quando un imprenditore si impicca non è solo un problema personale o della sua famiglia, è un problema di ognuno di noi. Chi lascia morire i più deboli fra i debiti per non rinunciare ai propri ricchi privilegi di un potere vuoto e inutile è un assassino di Stato. Davide Barillari» (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PAOLO PARENTELA. Chiedo di parlare.

Pag. 147

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  PAOLO PARENTELA. Signor Presidente, volevo informare l'Aula di un grave incidente ferroviario accaduto oggi pomeriggio sulla tratta delle ferrovie della Calabria, che collega Catanzaro con i paesi della Sila. Due vetture automotrici che si muovevano in senso opposto si sono scontrate. A causa dello scontro sono rimaste ferite decine di persone, due delle quali, in gravissime condizioni, sono state trasportate in elicottero negli ospedali più vicini. Non ci sono state vittime, ma si è sfiorata la tragedia.
  Voglio innanzitutto esprimere la mia solidarietà e la mia vicinanza alle persone coinvolte in questo terribile incidente, ma anche denunciare le condizioni della tratta ferroviaria interessata, unico mezzo di trasporto a disposizione di centinaia di pendolari che ogni giorno si muovono per lavorare o studiare verso i capoluoghi di provincia, con mezzi inadeguati, che corrono su una linea ferroviaria vecchia di secoli.
  La situazione dei trasporti in Calabria è grave, per non dire catastrofica. Per inseguire le solite logiche di profitto delle solite lobby che si arricchiscono con gli appalti spendiamo miliardi per bucare montagne al solo fine di trasportare le merci più velocemente. Mentre le merci viaggeranno alla velocità della luce milioni di pendolari italiani rischiano la vita ogni giorno, muovendosi a dieci chilometri orari su treni vecchi e sudici. In Calabria, in particolare, molte tratte ferroviarie non sono neanche elettrificate. Si viaggia a diesel, come negli anni Sessanta.
  Colleghi, se non avete la capacità di ragionare a mente lucida sulle questioni che dovrebbero essere di ordinaria amministrazione, abbiate almeno la compiacenza di ragionare quando si sfiorano queste tragedie (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  WALTER RIZZETTO. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  WALTER RIZZETTO. Signor Presidente, sarò veramente telegrafico. Presidente, i deputati e i senatori del MoVimento 5 Stelle non vogliono abituarsi – ed è una cosa bella secondo me – alla politica. Non vogliono abituarsi alla politica e penso che in questo caso la nostra e la mia personalissima solidarietà al collega, amico e corregionale Lorenzo Battista e Luis Alberto Orellana, che non è evidentemente un mio corregionale, vada espressa in tutte le sue forme rispetto – lo ha citato prima e mi ha preceduto l'onorevole Rosato – alla lettera con due proiettili che sono stati indirizzati e fortunatamente, insomma, questa lettera è stata anche fermata in quel della provincia di Milano.
  Le dicevo che il MoVimento 5 Stelle, i suoi deputati e i suoi senatori, non vogliono abituarsi a questa politica soprattutto. La politica molto spesso, quando succedono questi fatti, ti dà una pacca sulla spalla e ti dice: «A me cosa vuoi che me ne freghi. Me ne saranno arrivati venti di proiettili». Io penso che a questi due senatori e a coloro che effettivamente erano i destinatari di queste lettere e di questa intimidazione vigliacca e becera, di questa vera intimidazione, faccia un effetto, insomma.
  Io ho fatto questo intervento per dimostrare loro tutta la mia – e immagino, sicuramente nostra – solidarietà. Queste cose non devono più accadere assolutamente (Applausi).

  PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Rizzetto. Ovviamente, penso che noi saremo d'accordo nel ritenere che, comunque sia, questa non possiamo mai considerarla politica nel momento in cui si usano questi mezzi come, purtroppo, accade ripetutamente in tante altre occasioni oltre sicuramente all'episodio che è accaduto ieri.
  Credo che questo dobbiamo dirlo chiaramente, da qualunque parte si stia. Ovviamente in questo momento il Presidente presiede, ma il valore del fatto che questi gesti e questi atti non potranno mai essere considerati politica, neanche la più deteriore, credo che sia una cosa che possa veramente accomunare tutti all'interno di quest'Aula.

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Ordine del giorno della seduta di domani.

  PRESIDENTE. Comunico l'ordine del giorno della seduta di domani.

  Venerdì 7 marzo 2014, alle 9:

  1. – Discussione del testo unificato (per la discussione sulle linee generali):
   VENDOLA ed altri; BELLANOVA ed altri: Disposizioni in materia di modalità per la risoluzione consensuale del contratto di lavoro per dimissioni volontarie (C. 254-272-A).
  — Relatore: Maestri.

   (ore 11)

  2. – Svolgimento di interpellanze urgenti.

  La seduta termina alle 0,20 del 7 marzo 2014.

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ORGANIZZAZIONE DEI TEMPI DI ESAME DEGLI ARGOMENTI IN CALENDARIO

Pdl n. 3 e abb. – Elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica

Seguito dell'esame: 22 ore (*).

Relatori (complessivamente) 1 ora
Governo 45 minuti
Richiami al Regolamento 20 minuti
Tempi tecnici 2 ore
Interventi a titolo personale 3 ore e 23 minuti (con il limite massimo di 25 minuti per il complesso degli interventi di ciascun deputato)
Gruppi 14 ore e 32 minuti
 Partito Democratico 4 ore e 3 minuti
 MoVimento 5 Stelle 1 ora e 57 minuti
 Forza Italia – Popolo della Libertà
 – Berlusconi Presidente
1 ora e 30 minuti
 Sinistra Ecologia Libertà 1 ora e 10 minuti
 Nuovo Centrodestra 1 ora e 5 minuti
 Scelta civica per l'Italia 1 ora e 3 minuti
 Lega Nord e Autonomie 59 minuti
 Per l'Italia 58 minuti
 Fratelli d'Italia 51 minuti
 Misto: 56 minuti
  Centro Democratico 16 minuti
  Minoranze Linguistiche 16 minuti
  MAIE – Movimento Associativo italiani all'estero – Alleanza per l'Italia (API) 12 minuti
  Partito Socialista Italiano (PSI)
  – Liberali per l'Italia (PLI)
12 minuti

(*) Il tempo è stato parzialmente utilizzato nelle sedute del 4, 5 e 6 marzo 2014.

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Mozione n. 1-00217 e abb. – Banca di sviluppo del Consiglio d'Europa

Tempo complessivo, comprese le dichiarazioni di voto: 6 ore (*).

Governo 25 minuti
Richiami al Regolamento 10 minuti
Tempi tecnici 5 minuti
Interventi a titolo personale 1 ora e 1 minuto (con il limite massimo di 7 minuti per il complesso degli interventi di ciascun deputato)
Gruppi 4 ore e 19 minuti
 Partito Democratico 1 ora e 13 minuti
 MoVimento 5 Stelle 34 minuti
 Forza Italia – Popolo della Libertà
 – Berlusconi Presidente
27 minuti
 Sinistra Ecologia Libertà 21 minuti
 Nuovo Centrodestra 19 minuti
 Scelta civica per l'Italia 19 minuti
 Lega Nord e Autonomie 18 minuti
 Per l'Italia 17 minuti
 Fratelli d'Italia 15 minuti
 Misto: 16 minuti
  Centro Democratico 5 minuti
  Minoranze Linguistiche 5 minuti
  MAIE – Movimento Associativo italiani all'estero – Alleanza per l'Italia (API) 3 minuti
  Partito Socialista Italiano (PSI)
  – Liberali per l'Italia (PLI)
3 minuti

(*) Al tempo sopra indicato si aggiungono 5 minuti per l'illustrazione di ciascuna mozione.

Mozione n. 1-00348 – Scostamento dai parametri europei in materia di deficit pubblico

Tempo complessivo, comprese le dichiarazioni di voto: 6 ore (*).

Governo 25 minuti
Richiami al Regolamento 10 minuti
Tempi tecnici 5 minuti Pag. 151
Interventi a titolo personale 1 ora e 1 minuto (con il limite massimo di 7 minuti per il complesso degli interventi di ciascun deputato)
Gruppi 4 ore e 19 minuti
 Partito Democratico 1 ora e 13 minuti
 MoVimento 5 Stelle 34 minuti
 Forza Italia – Popolo della Libertà
 – Berlusconi Presidente
27 minuti
 Sinistra Ecologia Libertà 21 minuti
 Nuovo Centrodestra 19 minuti
 Scelta civica per l'Italia 19 minuti
 Lega Nord e Autonomie 18 minuti
 Per l'Italia 17 minuti
 Fratelli d'Italia 15 minuti
 Misto: 16 minuti
  Centro Democratico 5 minuti
  Minoranze Linguistiche 5 minuti
  MAIE – Movimento Associativo italiani
  all'estero – Alleanza per l'Italia (API)
3 minuti
  Partito Socialista Italiano (PSI)
  – Liberali per l'Italia (PLI)
3 minuti

(*) Al tempo sopra indicato si aggiungono 5 minuti per l'illustrazione della mozione.

Mozione n. 1-00340 e abb. – Eventi alluvionali in Veneto ed Emilia-Romagna

Tempo complessivo, comprese le dichiarazioni di voto: 6 ore (*).

Governo 25 minuti
Richiami al Regolamento 10 minuti
Tempi tecnici 5 minuti
Interventi a titolo personale 1 ora e 1 minuto (con il limite massimo di 7 minuti per il complesso degli interventi di ciascun deputato)
Gruppi 4 ore e 19 minuti
 Partito Democratico 1 ora e 13 minuti
 MoVimento 5 Stelle 34 minuti Pag. 152
 Forza Italia – Popolo della Libertà
 – Berlusconi Presidente
27 minuti
 Sinistra Ecologia Libertà 21 minuti
 Nuovo Centrodestra 19 minuti
 Scelta civica per l'Italia 19 minuti
 Lega Nord e Autonomie 18 minuti
 Per l'Italia 17 minuti
 Fratelli d'Italia 15 minuti
 Misto: 16 minuti
  Centro Democratico 5 minuti
  Minoranze Linguistiche 5 minuti
  MAIE – Movimento Associativo italiani
  all'estero – Alleanza per l'Italia (API)
3 minuti
  Partito Socialista Italiano (PSI)
  – Liberali per l'Italia (PLI)
3 minuti

(*) Al tempo sopra indicato si aggiungono 5 minuti per l'illustrazione di ciascuna mozione.

Pdl n. 254 e abb. - Risoluzione del contratto di lavoro per dimissioni volontarie

Tempo complessivo: 12 ore, di cui:

• discussione generale: 7 ore;

• seguito dell'esame: 5 ore.

Discussione generale Seguito dell'esame
Relatore 20 minuti 15 minuti
Governo 20 minuti 15 minuti
Richiami al Regolamento 10 minuti 10 minuti
Tempi tecnici 15 minuti
Interventi a titolo personale 1 ora e 8 minuti (con il limite massimo di 15 minuti per ciascun deputato) 45 minuti (con il limite massimo di 6 minuti per il complesso degli interventi di ciascun deputato)
Gruppi 5 ore e 2 minuti 3 ore e 20 minuti
 Partito Democratico 32 minuti 56 minuti
 MoVimento 5 Stelle 30 minuti 26 minuti Pag. 153
 Forza Italia – Popolo della Li bertà – Berlusconi Presidente 30 minuti 21 minuti
 Sinistra Ecologia Libertà 30 minuti 16 minuti
 Nuovo Centrodestra 30 minuti 15 minuti
 Scelta civica per l'Italia 30 minuti 14 minuti
 Lega Nord e Autonomie 30 minuti 13 minuti
 Per l'Italia 30 minuti 13 minuti
 Fratelli d'Italia 30 minuti 12 minuti
 Misto: 30 minuti 14 minuti
  Centro Democratico 8 minuti 4 minuti
  Minoranze Linguistiche 8 minuti 4 minuti
  MAIE – Movimento Associativo italiani all'estero – Alleanza per l'Italia (API) 7 minuti 3 minuti
  Partito Socialista Italiano (PSI)
  – Liberali per l'Italia (PLI)
7 minuti 3 minuti

Mozione n. 1-00290 e abb. – Iniziative per promuovere la parità di genere nel settore dello sport

Tempo complessivo, comprese le dichiarazioni di voto: 6 ore (*).

Governo 25 minuti
Richiami al Regolamento 10 minuti
Tempi tecnici 5 minuti
Interventi a titolo personale 1 ora e 1 minuto (con il limite massimo di 7 minuti per il complesso degli interventi di ciascun deputato)
Gruppi 4 ore e 19 minuti
 Partito Democratico 1 ora e 13 minuti
 MoVimento 5 Stelle 34 minuti
 Forza Italia – Popolo della Libertà
 – Berlusconi Presidente
27 minuti
 Sinistra Ecologia Libertà 21 minuti
 Nuovo Centrodestra 19 minuti
 Scelta civica per l'Italia 19 minuti
 Lega Nord e Autonomie 18 minuti Pag. 154
 Per l'Italia 17 minuti
 Fratelli d'Italia 15 minuti
 Misto: 16 minuti
  Centro Democratico 5 minuti
  Minoranze Linguistiche 5 minuti
  MAIE – Movimento Associativo italiani all'estero – Alleanza per l'Italia (API) 3 minuti
  Partito Socialista Italiano (PSI)
  – Liberali per l'Italia (PLI)
3 minuti

(*) Al tempo sopra indicato si aggiungono 5 minuti per l'illustrazione di ciascuna mozione.

Pdl n. 1843 - Commissione parlamentare di inchiesta sul rapimento e sulla morte di Aldo Moro

Discussione generale: 7 ore.

Relatore 20 minuti
Governo 20 minuti
Richiami al Regolamento 10 minuti
Interventi a titolo personale 1 ora e 8 minuti (con il limite massimo di 15 minuti per ciascun deputato)
Gruppi 5 ore e 2 minuti
 Partito Democratico 32 minuti
 MoVimento 5 Stelle 30 minuti
 Forza Italia – Popolo della Libertà
 – Berlusconi Presidente
30 minuti
 Sinistra Ecologia Libertà 30 minuti
 Nuovo Centrodestra 30 minuti
 Scelta civica per l'Italia 30 minuti
 Lega Nord e Autonomie 30 minuti
 Per l'Italia 30 minuti
 Fratelli d'Italia 30 minuti
 Misto: 30 minuti
  Centro Democratico 8 minuti
  Minoranze Linguistiche 8 minuti Pag. 155
  MAIE – Movimento Associativo italiani all'estero – Alleanza per l'Italia (API) 7 minuti
  Partito Socialista Italiano (PSI)
  – Liberali per l'Italia (PLI)
7 minuti

Mozione n. 1-00094 e abb. – Iniziative in materia di malattie rare

Tempo complessivo, comprese le dichiarazioni di voto: 6 ore (*).

Governo 25 minuti
Richiami al Regolamento 10 minuti
Tempi tecnici 5 minuti
Interventi a titolo personale 1 ora e 1 minuto (con il limite massimo di 7 minuti per il complesso degli interventi di ciascun deputato)
Gruppi 4 ore e 19 minuti
 Partito Democratico 1 ora e 13 minuti
 MoVimento 5 Stelle 34 minuti
 Forza Italia – Popolo della Libertà
 – Berlusconi Presidente
27 minuti
 Sinistra Ecologia Libertà 21 minuti
 Nuovo Centrodestra 19 minuti
 Scelta civica per l'Italia 19 minuti
 Lega Nord e Autonomie 18 minuti
 Per l'Italia 17 minuti
 Fratelli d'Italia 15 minuti
 Misto: 16 minuti
  Centro Democratico 5 minuti
  Minoranze Linguistiche 5 minuti
  MAIE – Movimento Associativo italiani all'estero – Alleanza per l'Italia (API) 3 minuti
  Partito Socialista Italiano (PSI)
  – Liberali per l'Italia (PLI)
3 minuti

(*) Al tempo sopra indicato si aggiungono 5 minuti per l'illustrazione di ciascuna mozione.

Pag. 156

Pdl n. 204-B e abb. – Scambio elettorale politico mafioso

Discussione generale: 7 ore.

Relatore 20 minuti
Governo 20 minuti
Richiami al Regolamento 10 minuti
Interventi a titolo personale 1 ora e 8 minuti (con il limite massimo di 15 minuti per ciascun deputato)
Gruppi 5 ore e 2 minuti
 Partito Democratico 32 minuti
 MoVimento 5 Stelle 30 minuti
 Forza Italia – Popolo della Libertà
 – Berlusconi Presidente
30 minuti
 Sinistra Ecologia Libertà 30 minuti
 Nuovo Centrodestra 30 minuti
 Scelta civica per l'Italia 30 minuti
 Lega Nord e Autonomie 30 minuti
 Per l'Italia 30 minuti
 Fratelli d'Italia 30 minuti
 Misto: 30 minuti
  Centro Democratico 8 minuti
  Minoranze Linguistiche 8 minuti
  MAIE – Movimento Associativo italiani all'estero – Alleanza per l'Italia (API) 7 minuti
  Partito Socialista Italiano (PSI)
  – Liberali per l'Italia (PLI)
7 minuti

Pdl n. 331-B e abb. – Pene detentive non carcerarie e messa alla prova

Discussione generale: 7 ore.

Relatore 20 minuti
Governo 20 minuti
Richiami al Regolamento 10 minuti
Interventi a titolo personale 1 ora e 8 minuti (con il limite massimo di 15 minuti per ciascun deputato)
Gruppi 5 ore e 2 minuti
 Partito Democratico 32 minuti Pag. 157
 MoVimento 5 Stelle 30 minuti
 Forza Italia – Popolo della Libertà
 – Berlusconi Presidente
30 minuti
 Sinistra Ecologia Libertà 30 minuti
 Nuovo Centrodestra 30 minuti
 Scelta civica per l'Italia 30 minuti
 Lega Nord e Autonomie 30 minuti
 Per l'Italia 30 minuti
 Fratelli d'Italia 30 minuti
 Misto: 30 minuti
  Centro Democratico 8 minuti
  Minoranze Linguistiche 8 minuti
  MAIE – Movimento Associativo italiani all'estero – Alleanza per l'Italia (API) 7 minuti
  Partito Socialista Italiano (PSI)
  – Liberali per l'Italia (PLI)
7 minuti

Pdl n. 224 e abb. - Requisiti per la fruizione delle deroghe in materia di accesso al trattamento pensionistico
Tempo complessivo: 15 ore, di cui:
• discussione generale: 7 ore;
• seguito dell'esame: 8 ore.

Discussione generale Seguito dell'esame
Relatore 20 minuti 15 minuti
Governo 20 minuti 15 minuti
Richiami al Regolamento 10 minuti 10 minuti
Tempi tecnici 15 minuti
Interventi a titolo personale 1 ora e 8 minuti (con il limite massimo di 15 minuti per ciascun deputato) 1 ora e 21 minuti (con il limite massimo di 10 minuti per il complesso degli interventi di ciascun deputato)
Gruppi 5 ore e 2 minuti 5 ore e 44 minuti
 Partito Democratico 32 minuti 1 ora e 35 minuti
 MoVimento 5 Stelle 30 minuti 46 minuti
 Forza Italia – Popolo della Li bertà – Berlusconi Presidente 30 minuti 36 minuti Pag. 158
 Sinistra Ecologia Libertà 30 minuti 28 minuti
 Nuovo Centrodestra 30 minuti 26 minuti
 Scelta civica per l'Italia 30 minuti 25 minuti
 Lega Nord e Autonomie 30 minuti 23 minuti
 Per l'Italia 30 minuti 23 minuti
 Fratelli d'Italia 30 minuti 20 minuti
 Misto: 30 minuti 22 minuti
  Centro Democratico 8 minuti 6 minuti
  Minoranze Linguistiche 8 minuti 6 minuti
  MAIE – Movimento Associativo italiani all'estero – Alleanza per l'Italia (API) 7 minuti 5 minuti
  Partito Socialista Italiano (PSI)
  – Liberali per l'Italia (PLI)
7 minuti 5 minuti

Mozione n. 1-00341 – stabilizzazione del personale precario delle pubbliche amministrazioni

Tempo complessivo, comprese le dichiarazioni di voto: 6 ore (*).

Governo 25 minuti
Richiami al Regolamento 10 minuti
Tempi tecnici 5 minuti
Interventi a titolo personale 1 ora e 1 minuto (con il limite massimo di 7 minuti per il complesso degli interventi di ciascun deputato)
Gruppi 4 ore e 19 minuti
 Partito Democratico 1 ora e 13 minuti
 MoVimento 5 Stelle 34 minuti
 Forza Italia – Popolo della Libertà
 – Berlusconi Presidente
27 minuti
 Sinistra Ecologia Libertà 21 minuti
 Nuovo Centrodestra 19 minuti
 Scelta civica per l'Italia 19 minuti
 Lega Nord e Autonomie 18 minuti
 Per l'Italia 17 minuti
 Fratelli d'Italia 15 minuti
 Misto: 16 minuti Pag. 159
  Centro Democratico 5 minuti
  Minoranze Linguistiche 5 minuti
  MAIE – Movimento Associativo italiani all'estero – Alleanza per l'Italia (API) 3 minuti
  Partito Socialista Italiano (PSI)
  – Liberali per l'Italia (PLI)
3 minuti

(*) Al tempo sopra indicato si aggiungono 5 minuti per l'illustrazione della mozione.

Mozione n. 1-00327 – iniziative a sostegno del settore del turismo.

Tempo complessivo, comprese le dichiarazioni di voto: 6 ore (*).

Governo 25 minuti
Richiami al Regolamento 10 minuti
Tempi tecnici 5 minuti
Interventi a titolo personale 1 ora e 1 minuto (con il limite massimo di 7 minuti per il complesso degli interventi di ciascun deputato)
Gruppi 4 ore e 19 minuti
 Partito Democratico 1 ora e 13 minuti
 MoVimento 5 Stelle 34 minuti
 Forza Italia – Popolo della Libertà
 – Berlusconi Presidente
27 minuti
 Sinistra Ecologia Libertà 21 minuti
 Nuovo Centrodestra 19 minuti
 Scelta civica per l'Italia 19 minuti
 Lega Nord e Autonomie 18 minuti
 Per l'Italia 17 minuti
 Fratelli d'Italia 15 minuti
 Misto: 16 minuti
  Centro Democratico 5 minuti
  Minoranze Linguistiche 5 minuti
  MAIE – Movimento Associativo italiani all'estero – Alleanza per l'Italia (API) <