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Resoconto dell'Assemblea

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XVII LEGISLATURA


Resoconto stenografico dell'Assemblea

Seduta n. 187 di martedì 11 marzo 2014

Pag. 1

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE LAURA BOLDRINI

  La seduta comincia alle 10.

  EDMONDO CIRIELLI, Segretario, legge il processo verbale della seduta di ieri.
  (È approvato).

Missioni.

  PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati Gioacchino Alfano, Alfreider, Amici, Baretta, Bindi, Biondelli, Bocci, Boccia, Michele Bordo, Boschi, Brambilla, Bressa, Brunetta, Casero, Castiglione, Chaouki, Cicchitto, Costa, Dambruoso, De Girolamo, Del Basso De Caro, Dellai, Di Lello, Epifani, Ferranti, Fico, Fontanelli, Formisano, Galan, Giacomelli, Gozi, La Russa, Leone, Lorenzin, Lotti, Madia, Antonio Martino, Giorgia Meloni, Meta, Migliore, Pes, Pisicchio, Pistelli, Realacci, Rigoni, Rossi, Rughetti, Sani, Scalfarotto, Speranza, Tabacci, Velo, Vito e Zanetti sono in missione a decorrere dalla seduta odierna.
  I deputati in missione sono complessivamente settantacinque, come risulta dall'elenco depositato presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell’allegato A al resoconto della seduta odierna.

  Ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicate nell’allegato A al resoconto della seduta odierna.

Preavviso di votazioni elettroniche (ore 10,09).

  PRESIDENTE. Poiché nel corso della seduta potranno aver luogo votazioni mediante procedimento elettronico, decorrono da questo momento i termini di preavviso di cinque e venti minuti previsti dall'articolo 49, comma 5, del Regolamento.
  Sospendo la seduta, che riprenderà alle ore 10,30.

  La seduta, sospesa alle 10,10, è ripresa alle 10,35.

Seguito della discussione del testo unificato delle proposte di legge: D'iniziativa popolare; D'iniziativa dei deputati Cirielli; Pisicchio; Bersani ed altri; Francesco Saverio Romano; Migliore ed altri; Lenzi; Zampa e Marzano; Zampa e Ghizzoni; Martella; Francesco Sanna; Bobba ed altri; Giachetti ed altri; Giorgia Meloni ed altri; Rigoni ed altri; Rigoni ed altri; Nicoletti ed altri; Martella ed altri; Vargiu; Burtone ed altri; Balduzzi ed altri; Laffranco ed altri; Vargiu; Toninelli ed altri; Porta ed altri; Zaccagnini ed altri; Valiante ed altri; Lauricella; Michele Bordo; Marco Meloni ed altri: Di Battista ed altri: Disposizioni in materia di elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica (A.C. 3-35-182-358-551-632-718-746-747-749-876-894-932-998-1025-1026-1116-1143-1401-1452-1453-1511-1514-1657-1704-1794-1914-1946-1947-1977-2038-A).

  PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del testo unificato Pag. 2delle proposte di legge, d'iniziativa popolare; Cirielli; Pisicchio; Bersani ed altri; Francesco Saverio Romano; Migliore ed altri; Lenzi; Zampa e Marzano; Zampa e Ghizzoni; Martella; Francesco Sanna; Bobba ed altri; Giachetti ed altri; Giorgia Meloni ed altri; Rigoni ed altri; Rigoni ed altri; Nicoletti ed altri; Martella ed altri; Vargiu; Burtone ed altri; Balduzzi ed altri; Laffranco ed altri; Vargiu; Toninelli ed altri; Porta ed altri; Zaccagnini ed altri; Valiante ed altri; Lauricella; Michele Bordo; Marco Meloni ed altri, Di Battista ed altri: Disposizioni in materia di elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica.
  Ricordo che nella seduta di ieri è stata da ultimo respinta la prima parte dell'emendamento Roberta Agostini 1.92 (versione corretta).

(Ripresa esame dell'articolo 1 – A.C. 3-A ed abbinate)

  PRESIDENTE. Riprendiamo l'esame dell'articolo 1 (vedi l'allegato A della seduta del 5 marzo 2014 – A.C. 3-A) e delle proposte emendative ad esso presentate (Vedi l'allegato A –A.C. 3-A).
  Chiedo adesso al presidente della Commissione, presidente Sisto, da quale proposta emendativa intenda riprendere l'esame del provvedimento.

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, chiedo che si cominci dal subemendamento Centemero 0.1.900.15, a pagina 62 del fascicolo, con tutti gli emendamenti riguardanti la formula elettorale e ai relativi subemendamenti.

  PRESIDENTE. Allora, presidente Sisto, a me risulta che i subemendamenti Centemero 0.1.900.15 e 0.1.900.16 siano stati ritirati. È così, onorevole Centemero ? Non la sento, ma vedo che annuisce. D'accordo.

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, non ne avevo avuto notizia.

  PRESIDENTE. Va bene.

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. Chiedo allora di cominciare dal subemendamento Nicoletti 0.1.900.100, a pagina 64 del fascicolo.

  PRESIDENTE. D'accordo, è da lì che ricominciamo.

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. Posso esprimere i pareri ?

  PRESIDENTE. Prego. Colleghi, per favore, siamo ai pareri.

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. La Commissione esprime parere favorevole sul subemendamento Nicoletti 0.1.900.100.
  Quanto agli identici subemendamenti Migliore 0.1.900.102 e Dorina Bianchi 0.1.900.103...

  PRESIDENTE. La deputata Dorina Bianchi ha ritirato il suo subemendamento 0.1.900.103. Quindi, deve esprimere il parere solo sul subemendamento Migliore 0.1.900.102.

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. La Commissione esprime parere contrario sul subemendamento Migliore 0.1.900.102.
  Passando poi agli identici subemendamenti Dorina Bianchi 0.1.900.5 e...

  PRESIDENTE. La deputata Dorina Bianchi ha ritirato anche il suo subemendamento 0.1.900.5.

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. La Commissione esprime parere contrario sul subemendamento Migliore 0.1.900.101.
  La Commissione esprime parere favorevole sull'emendamento 1.900 della Commissione.
  Sull'emendamento Balduzzi 1.151, da pagina 76 a pagina 80 del fascicolo...

Pag. 3

  PRESIDENTE. Fermiamoci qui, a questo emendamento ci passiamo dopo, se non le dispiace.

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, queste proposte emendative sarebbero precluse ove fosse...

  PRESIDENTE. Esatto !

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. Però, io vorrei comunque invitare i presentatori al ritiro di queste proposte emendative, perché ove, diciamo, vi fosse preclusione sarebbero precluse.
  Comunque, la Commissione formula un invito al ritiro sull'emendamento Balduzzi 1.151, altrimenti il parere è contrario. Analogamente, la Commissione formula un invito al ritiro sugli emendamenti Dadone 1.178 e Balduzzi 1.80, altrimenti il parere è contrario.

  PRESIDENTE. Aspetti un secondo. L'emendamento Balduzzi 1.80 a me risulta precluso.
  Va bene. Credo che forse potremmo fermarci qui – cosa dice ? – e procedere con le votazioni, perché poi alcune di queste proposte emendative potrebbero essere precluse.

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. Sì, Presidente, per carità, io accolgo il suo invito. Però, se i presentatori di questi emendamenti, in virtù della preclusione e degli effetti... Io credo che i pareri possa darli tutti ed eventualmente poi i presentatori possano esprimere le loro valutazioni, perché dichiarare preclusi emendamenti nei cui confronti non sia stato espresso il parere è una valutazione che rimetto alla Presidenza.

  PRESIDENTE. Va bene.

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. La Commissione esprime parere contrario sugli emendamenti Balduzzi 1.80, a pagina 89, e D'Ambrosio 1.106, a pagina 113.

  PRESIDENTE. Lei non aveva già dato il parere su questo emendamento ?

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. Non in Aula. La Commissione formula un invito al ritiro sugli emendamenti Toninelli 1.107, a pagina 117, Balduzzi 1.112, a pagina 121, Matteo Bragantini 1.114, a pagina 126, Grillo 1.115, a pagina 127, sugli identici emendamenti La Russa 1.117 e Migliore 1.118, a pagina 130, Biancofiore 1.119, a pagina 130, e Dieni 1.123, a pagina 131, altrimenti il parere è contrario. La Commissione esprime parere favorevole sul subemendamento Nicoletti 0.1.513.1, a pagina 133.

  PRESIDENTE. Un attimo. Noi abbiamo un altro elenco di emendamenti.

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. Allora, magari ci possiamo fermare qui, Presidente: prima del subemendamento Nicoletti 0.1.513.1. Poi mi riservo di dare gli altri pareri successivamente.

  PRESIDENTE. Va bene. Chiedo al Governo di esprimere il parere sugli emendamenti, almeno fino all'emendamento 1.900 della Commissione.

  MARIA ELENA BOSCHI, Ministro per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento. Il parere del Governo è conforme a quello del relatore per la maggioranza.

  PRESIDENTE. Cominciamo con il parere dei relatori di minoranza. Prego, deputato Bragantini.

  MATTEO BRAGANTINI, Relatore di minoranza. Signor Presidente, intanto volevo chiedere perché non stiamo seguendo l'ordine del fascicolo, perché adesso, anche per quanto riguarda le tematiche, si è dato un parere su un emendamento che prevede Pag. 4le preferenze e sugli altri tre emendamenti il relatore deve ancora esprimere il parere. Io do un consiglio, anche per il lavoro degli uffici: se è stato predisposto un fascicolo e c’è un ordine, è stato fatto per una logica della legge. Se noi continuiamo a passare da un emendamento a un altro solo per comodità politica, questo non è un modo corretto di lavorare, anche perché, soprattutto per i colleghi, si crea una problematica. Dunque, io leggo i pareri seguendo il fascicolo fino all'ultimo emendamento che ha segnalato il Presidente.

  PRESIDENTE. Allora, io direi di esprimere i pareri sull'emendamento 1.900 della Commissione e sui relativi subemendamenti, come primo blocco. D'accordo ?

  MATTEO BRAGANTINI, Relatore di minoranza. Va benissimo.

  PRESIDENTE. Poi, dopo ci aggiorniamo, perché anche io ho una sequenza diversa. La ringrazio, onorevole Bragantini. Iniziamo, dunque, con il subemendamento Nicoletti 0.1.900.100.

  MATTEO BRAGANTINI, Relatore di minoranza. Signor Presidente, sul subemendamento Nicoletti 0.1.900.100 il parere è contrario. Sul subemendamento Migliore 0.1.900.102, alle pagine 64 e 65, il parere è favorevole. Ricordo che l'identico subemendamento Dorina Bianchi 0.1.900.103 è stato ritirato.
  Sul subemendamento Migliore 0.1.900.101, a pagina 66, il parere è favorevole. Ricordo che l'identico subemendamento Dorina Bianchi 0.1.900.5 è stato ritirato.
  Sull'emendamento 1.900 della Commissione il parere è contrario.

  PRESIDENTE. Chiederei ora al deputato Pilozzi di esprimere i pareri sulle citate proposte emendative.

  NAZZARENO PILOZZI, Relatore di minoranza. Signora Presidente, sul subemendamento Nicoletti 0.1.900.100, a pagina 64, il parere è contrario. Sul subemendamento Migliore 0.1.900.102, a pagina 65, il parere è favorevole. Sul subemendamento Migliore 0.1.900.101, a pagina 66, il parere è favorevole. Sull'emendamento 1.900 della Commissione il parere è contrario.

  PRESIDENTE. Onorevole La Russa ?

  IGNAZIO LA RUSSA, Relatore di minoranza. Signor Presidente, sul subemendamento Nicoletti 0.1.900.100 il parere è contrario. Sui subemendamenti Migliore 0.1.900.102 e 0.1.900.101, nonché sull'emendamento 1.900 della Commissione, il parere è favorevole.

  PRESIDENTE. Passiamo alla votazione del subemendamento Nicoletti 0.1.900.100, sul quale ricordo che vi è il parere favorevole della Commissione e del Governo e il parere contrario dei tre relatori di minoranza.
  Ricordo che la votazione si svolgerà a scrutinio segreto e che stiamo predisponendo il sistema per la votazione segreta.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Nicoletti. Ne ha facoltà.

  MICHELE NICOLETTI. Signor Presidente, questo subemendamento, insieme ad alcuni altri, è stato presentato da me e da altri colleghi del Trentino-Alto Adige per armonizzare il sistema elettorale previsto nel testo che stiamo discutendo con il sistema elettorale nazionale.
  Non si tratta di un privilegio per alcune regioni: come ieri è già stato ricordato, la Valle d'Aosta, in continuità, dal 1948 in avanti, ha sempre votato con un collegio uninominale ed anche la regione Trentino-Alto Adige, almeno per la parte concernente l'elezione del Senato, ha sempre utilizzato questo sistema, che è il sistema che meglio garantisce la rappresentanza di minoranze linguistiche, sia di lingua tedesca che di lingua italiana, all'interno della nostra regione.
  L'applicazione del sistema elettorale cosiddetto dell'Italicum alle due province avrebbe rappresentato – questa sì – una minaccia nei confronti della rappresentanza Pag. 5delle due diverse comunità linguistiche. Nelle ultime elezioni politiche del 2013, infatti, le prime due liste, sia di maggioranza che di opposizione, sono state entrambe rappresentative della comunità di lingua tedesca.
  E a causa della divisione politica, del tutto legittima e del tutto naturale all'interno della comunità italiana, che nella provincia di Bolzano è il 25 per cento della popolazione e che distribuisce i suoi voti dall'estrema destra all'estrema sinistra, l'applicazione di quel sistema elettorale senza la circoscrizione elettorale regionale, che dal 1948 in avanti è l'orizzonte all'interno del quale i rappresentanti della nostra regione sono stati eletti, avrebbe rappresentato appunto per questo un'impossibilità di vedersi chiaramente rappresentati.
  Questi emendamenti, invece, prevedono – oltre all'introduzione dei collegi uninominali maggioritari che, come ho già ricordato la settimana scorsa in Aula, nel momento della loro prima applicazione in regione hanno consentito al centro destra, anche in provincia di Bolzano, di essere rappresentato, e quindi non sono un sistema utilizzato da una parte contro l'altra – che al tempo stesso venga mantenuto un rapporto con le liste e con le coalizioni nazionali, sia attraverso una quota proporzionale, sia attraverso un collegamento dei candidati dei collegi alle liste nazionali, che consenta a tutti i cittadini del Trentino Alto Adige di esprimere il loro voto, non sono solo per eleggere i loro rappresentanti locali, ma anche per determinare la politica nazionale. Al tempo stesso consente ai partiti nazionali di raccogliere, anche in quel territorio, il consenso attorno alla loro proposta programmatica e, naturalmente, è previsto che il voto dei collegi non venga conteggiato due volte in modo che, naturalmente, ogni cittadino anche di questa regione abbia a disposizione solo un voto per eleggere i suoi rappresentanti e per determinare la politica nazionale.
  Con ciò, dunque, non si fa nessun privilegio ad una o all'altra lista, ad una o all'altra comunità, ma si tutelano le minoranze linguistiche, così come previsto dalla nostra Costituzione, così come previsto dagli accordi internazionali, così come previsto dal diritto europeo e si prosegue in quella esperienza di convivenza pacifica e di valorizzazione di tutte le culture che in tutta Europa è considerata uno dei modelli più riusciti.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto la deputata Biancofiore. Ne ha facoltà.

  MICHAELA BIANCOFIORE. Signora Presidente, è triste sentire dei colleghi mentire sapendo di mentire; in tutti questi giorni non ho fatto altro che ripetere non che nei confronti del Trentino Alto Adige e della Valle d'Aosta, e si scopre, inopinatamente, adesso, anche nei confronti della minoranza slovena in Friuli Venezia Giulia, ci sia un privilegio, ma che ci sia totalmente l'applicazione di un'altra legge elettorale che non ha nulla, ma proprio nulla, a che vedere, collega Nicoletti, con la tutela delle minoranze. Perché la proposta mia, del collega Kronbichler e di tanti colleghi che non possono magari esprimersi in quest'Aula ma la pensano come me, e si è visto nel voto di ieri, ma soprattutto di tutti gli esponenti politici dell'Alto Adige in particolar modo, ma anche del Trentino, di destra, di sinistra, del PD, renziani, cuperliani, di Forza Italia, leghisti, che si sono riuniti sabato: hanno detto tutti la medesima cosa che ho detto io. Qui non si tratta di togliere voce alla minoranza linguistica tedesca dell'Alto Adige, che peraltro è cosa altra rispetto al Südtiroler Volkspartei perché voi tutti credete che il Südtiroler Volkspartei sia il partito della minoranza tedesca, mentre è un partito della minoranza tedesca, la minoranza tedesca è rappresentata da tanti altri partiti.
  Detto questo è intollerabile dire che c’è chi vuole cancellare lo statuto d'autonomia o magari gli accordi internazionali, posto, come vi dicevo ieri, che siano ancora validi, visto che c’è un trattato che è venuto dopo, che è quello di Maastricht, che è quello dell'Unione europea, che Pag. 6peraltro non tollera sacche di privilegi positivi, e che ha fatto in modo che cadessero i confini e che quindi da Salorno, come vi dicevo ieri, fino al nord della Germania si parli continuativamente una sola lingua, che è quella tedesca. Qui si tratta di tutelare la rappresentanza delle minoranze e delle vere minoranze linguistiche che ci sono, in particolar modo in Alto Adige, e cioè la minoranza linguistica italiana. Quando voi venite in Alto Adige, nel mio bellissimo Alto Adige, nella mia terra che è dipinta dal Signore e vedete le nostre bellissime vallate, non trovate più una scritta in italiano, o quasi più.
  Non sapete che quelle vallate sono state costruite per lo più da aziende italiane che non ci sono più. Ieri parlavamo della discriminazione delle donne: sappiate, amici, che forse queste sono le ultime volte che in questo Parlamento si sentirà parlare un esponente italiano della comunità italiana dell'Alto Adige, perché con la legge che stiamo andando ad approvare noi stiamo discriminando quella comunità italiana dell'Alto Adige e gli stiamo togliendo l'unica voce che poteva avere, quella di essere rappresentata in Parlamento. Stiamo discriminando italiani in terra italiana, ma stiamo discriminando anche tanti tedeschi, che non la pensano sempre più come la Südtiroler Volkspartei. La cosa paradossale, amici – e lo dico al PD –, e ve lo chiedo ancora una volta, visto ci sono altri emendamenti, è di respinge il Mattarellum, che paradossalmente Mattarellum non è, perché ho dimenticato di dirvi che non è proprio il Mattarellum, perché il Mattarellum, come voi ricorderete, prevedeva lo scorporo e quindi la tutela delle minoranze e delle opposizioni, mentre in questo provvedimento non è neanche previsto lo scorporo dei collegi; quindi, gli altri voti andranno ancora alla Südtiroler Volkspartei. È paradossale che il PD voti questo provvedimento in questa maniera per il Trentino-Alto Adige, perché da oggi in poi la SVP non avrà più bisogno della vostra collaborazione e non avrà più bisogno dell'accordo con voi. Saranno a rappresentarvi in 10, in 12, e forse faranno l'alleanza con la sinistra, ma solo forse, perché voi gli avete dato tutto il potere di essere l'ago della bilancia in qualsiasi altro Governo, in qualsiasi altra maggioranza che in questo Paese verrà a determinarsi.
  Mi auguro veramente che vi mettiate la mano sulla coscienza e che capiate che non si possono avere tre sistemi elettorali in un unico Paese, in un unico Parlamento. Credo che la comunità italiana dell'Alto Adige non solo ve ne renderà merito, ce ne renderà merito, ma anche quei tanti tedeschi ai quali viene tolta la voce e ai quali è stata data paradossalmente dal Porcellum, il Porcellum che, torno a dirvi, ha garantito che in questa Camera siedano cinque esponenti della Südtiroler Volkspartei e quindi della minoranza linguistica tedesca.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Avverto che la prossima votazione avrà luogo a scrutinio segreto.
  Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Nicoletti 0.1.900.100, con il parere favorevole della Commissione e del Governo e contrario dei tre relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Capezzone, Galperti, Folino, Paris, Spadoni, Morani, Distaso.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti  513   
   Votanti  494   
   Astenuti   19   
   Maggioranza  248   
    Voti favorevoli  291    
    Voti contrari  203).    

  Avverto che la prossima votazione avrà luogo a scrutinio segreto.
  Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Migliore 0.1.900.102, parere contrario Pag. 7di Commissione e Governo, favorevole dei tre relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Capezzone, Piccoli Nardelli, Ventricelli, Formisano, Rostan, Giammanco, Dell'Aringa, Sacconi, Grillo, Vezzali, Fauttilli...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti e votanti  522   
   Maggioranza  262   
    Voti favorevoli  191    
    Voti contrari  331).    

  Passiamo alla votazione del subemendamento Migliore 0.1.900.101.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Pilozzi. Ne ha facoltà.

  NAZZARENO PILOZZI. Signor Presidente, solo velocissimamente, perché purtroppo il tempo a nostra disposizione scorre velocemente. Solo per dire che SEL ovviamente è favorevole a questo subemendamento, che tenta di mitigare e di eliminare l'effetto flipper, andando ad eleggere i deputati anche con i resti in quei collegi in cui le liste e i partiti hanno preso più voti.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Bragantini. Ne ha facoltà.

  MATTEO BRAGANTINI. Signor Presidente, questo, come quello precedente, va a tentare di risolvere una problematica che è insita in questo sistema, in questa legge elettorale. Faccio un esempio: nelle simulazioni che ci sono state fornite dal nostro Servizio studi, che ha fatto un ottimo lavoro, nel 2006 nella circoscrizione Abruzzo, L'ulivo col 37 per cento ha fatto 2 deputati; allora c'era Rifondazione Comunista che col 9 per cento ha fatto 1 deputato, Forza Italia col 17 per cento ha avuto 0 deputati, l'UdC con il 7, 8 per cento ha avuto 0 deputati e la Lega Nord con lo 0,8 per cento ha avuto 1 deputato. Ditemi se questa è una cosa logica e di buon senso, e se non rischia di allontanare ancora di più la gente dalla politica ! Dunque per questo noi tentiamo con varie forme di sistemare questa grandissima stortura di questa legge elettorale.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Balduzzi. Ne ha facoltà.

  RENATO BALDUZZI. Signor Presidente, solo per dire che il problema posto da questo emendamento è un problema vero; il che significa che, insieme a tutto il più generale problema dei seggi eccedentari, problema che c'era già con la legge previgente, cioè con il Porcellum in particolare nella versione precedente alla dichiarazione di incostituzionalità, è un problema che si ripropone in modo molto più corposo con l'impianto del testo in discussione. Il gruppo di Scelta Civica voterà contro l'emendamento, per le ragioni legate alla circostanza che a questo punto la legge elettorale dobbiamo riuscire a portarla alla fine alla Camera; ma il problema esiste: il che vuol dire che – e mi fa piacere lasciarlo agli atti di questa Assemblea – anche per il gruppo di Scelta Civica su questo punto si impone una rimeditazione (lo dico anche, naturalmente, all'attenzione del ministro Boschi) in vista del passaggio al Senato (Applausi dei deputati del gruppo Scelta Civica per l'Italia).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Melilla. Ne ha facoltà.

  GIANNI MELILLA. Signor Presidente, vorrei rivolgermi ai colleghi del PD in particolare: se anche su piccoli emendamenti, che però hanno una loro importanza, come ha evidenziato il collega Balduzzi, da parte vostra c’è la chiusura netta, poi non vi dovete meravigliare di quello che è successo ieri sera.
  Io vorrei leggervi, a tal proposito, una poesia che sicuramente conoscerete è che Pag. 8è stata attribuita a Bertolt Brecht, molto breve: «Quando sono venuti a prendere gli ebrei, sono rimasto in silenzio perché non ero ebreo. Quando sono venuti a prendere gli omosessuali sono rimasto in silenzio perché non ero omosessuale. Quando sono venuti a prendere i comunisti sono rimasto in silenzio perché non ero comunista. Quando sono venuti a prendere gli zingari sono rimasto in silenzio perché non ero zingaro. Quando sono venuti a prendere me, non c'era più nessuno che potesse parlare per difendermi».
  Allora, quello che è successo ieri è semplice. Cari colleghi del PD vi sono battaglie democratiche di principio che devono essere fatte sempre, anche quando riguardano i piccoli partiti, o le soglie abnormi di maggioranza o la parità di genere.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Fiano. Ne ha facoltà.

  EMANUELE FIANO. Signor Presidente, io ho grandissima stima del deputato Melilla, con cui probabilmente condivido anche alcune radici storiche. Conosco molto bene quella poesia che erroneamente viene attribuita a Bertolt Brecht, che in realtà l'aveva presa da altri. Vorrei dire che il testo di quella poesia fonda per alcuni di noi, e certamente per me che sono figlio dell'unico sopravvissuto di Auschwitz della mia famiglia paterna, la traccia entro la quale io credo debba continuare a svolgersi la mia vita, anche entro la quale io credo debba guardare alle storture e all'ingiustizia di questo mondo. Anche credo che segni il binario entro il quale condurre la mia personale vita politica sempre dalla parte di chi difende conto l'intolleranza, l'ingiustizia, il pregiudizio razziale, antisemita e non solo, contro gli omosessuali, contro i Rom e contro i Sinti.
  Però se posso suggerire, signor Presidente, per il suo tramite, di mantenere il dibattito tra noi, che è legittimo ovviamente qualsiasi siano le idee che qui si confrontano, entro il dibattito di idee che riguardano lo spirito della nostra Costituzione, la pratica della politica, la qualità che noi vogliamo dare alle istituzioni, senza per questo incolpare chi ha idea differente dalla propria, di essere dalla parte di coloro che nella storia – come sono coloro che Bertolt Brecht indica in quella poesia – sono stati dalla parte del male, della violenza, dell'odio, della malvagità, io prego di ricondurre il dibattito tra noi entro i crismi della questione politica. Non penso che noi che ci battiamo per questa legge o coloro che ieri sera, commettendo un errore, hanno favorito il fatto che entro questa legge non ci siano i criteri di ricerca antidiscriminatori siano dalla parte di cui nella storia indica quella poesia. Io perlomeno penso così (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico e di deputati del gruppo Forza Italia – Il Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Sannicandro. Ne ha facoltà.

  ARCANGELO SANNICANDRO. Ma per caso ieri non si trattava, approvando quegli emendamenti, di rispettare l'articolo 51 della Costituzione ? Che non è una duplicazione dell'articolo 3 ma è il tentativo di dare effettiva sostanza al principio di eguaglianza di cui si parla nell'articolo 3. Sopprimere le minoranze dalla rappresentatività in questo Parlamento non è un violare la Costituzione ? Mi fa impressione il fatto che si sia detto, cinque secondi fa, che c’è un'enorme differenza tra i valori messi in discussione nella poesia e quello che si sta perpetrando qui dentro. Perché non avete votato per le preferenze garantendo anche lì la possibilità di votare per le donne ? Questo è il punto e voi state assumendo un atteggiamento minimalista che non fa onore a questa Camera. Ieri da parte delle donne è venuto un sussulto di orgoglio e di autonomia, allora cerchiamo di rispettarlo tutti ma a trecentosessanta gradi e non soltanto per la cosiddetta differenza di genere.

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  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Boccadutri. Ne ha facoltà.

  SERGIO BOCCADUTRI. Signor Presidente, colleghe e colleghi, nel merito dell'emendamento, non so altro. Balduzzi è intervenuto e ha detto che effettivamente è un emendamento di buonsenso. Su altre questioni, anche in questi giorni, si è detto che ci sono degli emendamenti bocciati ma di buonsenso che dovremmo rivedere al Senato.
  Ma perché non li rivediamo qui, adesso ? Altrimenti non è il Senato da abolire, forse è proprio la Camera dei deputati. Iniziamo a farlo bene, facciamolo qui il lavoro serio, e poi trasmettiamo al Senato una legge già ben impostata ! Non capisco, davvero non capisco.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Bianconi. Ne ha facoltà.

  MAURIZIO BIANCONI. Signor Presidente, ho chiesto di intervenire perché mi preoccupa un po’ – lo dico con una certa prudenza ovviamente – quanto l'onorevole Balduzzi ha appena sostenuto. Perché ? Perché noi diciamo che il bicameralismo è completamente inutile e addirittura sottoporremo l'efficacia di questa legge all'abolizione del Senato; e poi spesso sento dire che invece ci penserà il Senato a mettere a posto gli errori di questa legge.
  Allora, c’è una cultura di fondo. Non critico quello che ha detto in quanto l'ha detto, ma perché raffigura una cultura di fondo tutta italiana: nei processi penali i giudici di primo grado danno una guardatina, tanto c’è la corte d'appello; poi la corte d'appello rifinisce un po’, tanto poi c’è la Cassazione; in politica la Camera fa quello che può, tanto dopo c’è il Senato.
  Nessuno in questo Paese si assume la responsabilità di quello che fa, non vale il principio di responsabilità, c’è soltanto una drammatizzazione dei toni, l'ho sentito anche adesso. Io non è che mi ci voglia intromettere ma, colleghi, è questione di piani. L'onorevole Fiano ha fatto un discorso serio e profondo. Io penso di aver fatto bene a votare contro quegli emendamenti, ognuno ha la legittimità delle sue opinioni, ma siamo su piani diversi rispetto a chi dice «aspetta, che vengono a pigliare gli ebrei, aspetta che vengono a pigliare gli zingari», rispetto a chi non dà le quote o ritiene non legittimo avere le quote per essere eletti in un'Assemblea.
  Sono piani leggermente diversi, non drammatizziamo, ma richiamiamoci però al principio di responsabilità. Facciamola bene qui e diciamo che il Senato è inutile. Facciamo vedere, una volta tanto, che siamo responsabili, che vale il principio di responsabilità, di assunzione di responsabilità, non di lasciare i nodi agli altri, come in Italia purtroppo si fa troppo spesso.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Invernizzi. Ne ha facoltà.

  CRISTIAN INVERNIZZI. Signora Presidente, secondo me è importante ragionare su quello che stiamo facendo, discutendo di questa legge elettorale, in particolare entro nel merito dell'emendamento. Io ritengo che soprattutto la maggioranza debba riflettere sul tipo di legge elettorale che stiamo andando a costruire. Una legge elettorale, per essere funzionale, dovrebbe corrispondere quantomeno ad alcuni criteri base, cioè garantire che l'eletto sia effettivamente scelta dell'elettore e consentire poi all'eletto, che assume l'incarico istituzionale in seguito alla legge elettorale, di poter svolgere in modo coerente la propria funzione. E dovremmo pertanto ragionare su un sistema come questo che, oltre sostanzialmente all'impossibilità di capire a priori le zone nelle quali – concludo – gli eletti vengono a rappresentare gli elettori, rispetto a un partito, a un movimento come la Lega, porterebbe ad eleggere rappresentanti a Campobasso, con tutto quello che questo potrebbe comportare. Pertanto, ragioniamo veramente su quello che stiamo facendo.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, Pag. 10il deputato Franco Bordo. Ne ha facoltà.

  FRANCO BORDO. Signor Presidente, faccio un appello alle forze politiche, di maggioranza e non solo, che stanno portando avanti la riforma per l'abolizione del Senato: fermatevi ! Per piacere, fermatevi, perché questa Camera non è in grado di legiferare bene, questo ci è stato detto in questo momento da chi è intervenuto.
  Sappiamo che in questo testo di legge c’è un meccanismo che si può chiamare ruota della fortuna per assegnare gli eletti, che non rispetta per niente la volontà popolare di conseguenza. È vero che abbiamo un Presidente del Consiglio che ha avuto il suo debutto pubblico, da giovane, alla Ruota della fortuna, però io penso che non sia possibile riportarlo in una legge dello Stato, soprattutto in una legge importante come la legge elettorale.
  Allora, cosa ci vieta di migliorare e cambiare ciò che deve essere cambiato, anche da un punto di vista squisitamente tecnico, per il rispetto della volontà dell'elettore popolare ? Nessuno ce lo vieta. Nessuno vuol bloccare questa legge, ma semplicemente sistemarla e migliorarla dove è possibile. Per favore, votate questo emendamento.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Avverto che la prossima votazione avrà luogo a scrutinio segreto.
  Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Migliore 0.1.900.101, con il parere contrario della Commissione e del Governo e favorevole dei relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Cicchitto, Tancredi, Duranti, Malisani, Patriarca...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti e votanti  539   
   Maggioranza  270   
    Voti favorevoli  216    
    Voti contrari  323).    

  Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.900 della Commissione, con il parere favorevole della Commissione e del Governo, con il parere contrario dei relatori di minoranza Matteo Bragantini e Pilozzi e con il parere favorevole del relatore di minoranza La Russa.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Sannicandro. Ne ha facoltà.

  ARCANGELO SANNICANDRO. Signor Presidente, intervengo per dire che io voterò contro questo emendamento.

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. Illustre Presidente, onorevoli colleghi, vorrei svolgere alcune considerazioni su questo emendamento 1.900 della Commissione, che riguarda la cosiddetta formula elettorale, cioè le modalità di trasformazione dei voti espressi dagli elettori nei seggi assegnati alle liste nei collegi plurinominali.
  È la questione che ha appassionato il dibattito tra gli addetti ai lavori e i colleghi e che è stata, a vario titolo, definita come formula ovvero algoritmo. Sono state dette e scritte molte cose, non sempre corrette, frutto probabilmente della difficoltà di comprendere un meccanismo che ha anche molti aspetti tecnici e non sempre semplici. Quindi, tralascio tutte le polemiche qualche volta strumentali che sono state sollevate, parlando di lotteria, elezione casuale – ho sentito anche prima un commento di questo genere – che hanno distorto il senso e la logica del sistema per finalità del tutto legittime politicamente, Pag. 11ma che non hanno un fondamento logico e di coerenza con i meccanismi della legge elettorale.
  A ben guardare, si tratta di una questione che non ha alcun elemento misterioso o esoterico. Tutti i sistemi elettorali prevedono, infatti, un meccanismo attraverso il quale assegnare i seggi a partire dai voti espressi. Il sistema che è stato scelto dalla proposta di legge in esame è quello basato sul principio proporzionale. Tengo a sottolineare questo in risposta ad alcune delle critiche che sono state avanzate. Si tratta di un elemento importante che non va sottovalutato, perché altri sistemi meno proporzionali sono possibili e legittimi.
  La scelta operata dagli emendamenti della Commissione è stata, invece, quella di garantire il massimo di ripartizione proporzionale dei seggi attraverso il meccanismo dei quozienti interi e dei maggiori resti. Questa ripartizione proporzionale avviene all'interno di un sistema elettorale che si basa su due principi ben precisi, che non possono essere dimenticati.
  La sentenza della Corte n. 1 del 2014 ha reso chiari e indiscussi due principali obiettivi ai quali si deve conformare la nuova legge: la ragionevolezza e l'equilibrio degli aspetti legati al premio da assegnare ai vincitori e il primato della scelta dell'elettore e del voto che egli esprime. Parliamo qui del rapporto che la nuova legge deve stabilire tra elettori, candidati e, infine, gli eletti.
  Nessuno, nemmeno i più critici del testo che la Commissione propone all'Aula, oserebbe negare che sia questa la strada da perseguire e che questo testo la persegua. Il premio di maggioranza è contenuto entro il massimo del 15 per cento dei 618 seggi assegnati nelle circoscrizioni del territorio nazionale, è attribuito soltanto ad una lista o coalizione di liste che ottiene un grado elevato di consenso, il 37 per cento del totale nazionale dei voti validi, non può attribuire più di 340 seggi alla Camera, e dunque il numero dei seggi premio diventa sempre minore man mano che aumentano i seggi ottenuti dal successo proporzionale della lista o coalizione vincente, è sostenuto dalla votazione di ballottaggio, quando nessuna lista o coalizione ottiene il 37 per cento dei voti in prima istanza, e, in questo caso, il risultato del vincente al ballottaggio è limitato ad un numero di seggi pari al 52 per cento dei componenti ciascuna Camera.
  A taluni questa sembra persino un'interpretazione troppo pessimistica del principio di ragionevolezza a cui deve ispirarsi la nuova legge. Quanto alla scelta del primato della scelta dell'elettore, la sentenza della Corte ha ampiamente chiarito che essa non può essere posta in contrapposizione alla funzione propria della legge elettorale, che disegna complessivamente il sistema di elezione. Non affronto qui le argomentazioni favorevoli o contrarie ai diversi sistemi che consentono questo primato; vi sarà modo di farlo affrontando gli emendamenti che vi proporranno.
  Ribadisco, però, le buone ragioni e la buona scelta dei collegi plurinominali e del modo con il quale essi realizzano quell'equilibrio, sia nella proporzione delle candidature sia nell'assegnazione dei seggi agli eletti. Il collegio plurinominale è inteso a stabilire un rapporto diretto tra territorio e candidati che questo elegge. Non devo ribadire quanto la Corte ha ampiamente chiarito nella citata sentenza sull'insufficienza del rapporto che in un territorio troppo vasto si stabilisce tra gli elettori e una lista troppo lunga di candidati irriconoscibili o inconoscibili. Per converso, tutti abbiamo anche piena conoscenza che, nell'attuale conformazione del nostro sistema politico, i collegi uninominali, ad esempio, o cancellano la rappresentanza delle forze minori, se vi competono singolarmente i partiti, o danno vita a quell'infinito processo di contrattazione tra i partiti che abbiamo conosciuto, se le candidature fossero di coalizione.
  Dunque, la nuova legge si basa su collegi plurinominali perché ciascun territorio sia direttamente rappresentato dalle sue forze maggiori. È possibile essere estremi e preferire collegi che esprimono il minimo di tre eletti, immaginando che il risultato si conformi al modello «due di Pag. 12maggioranza e uno di minoranza». Si può, più ragionevolmente, scegliere di indirizzarsi, territorio permettendo, verso dimensioni più inclusive, che eleggono cinque o sei deputati, ed è la scelta tendenziale fatta dal testo proposto dalla Commissione.
  Le candidature nascono in questi territori e sono avanzate per questi territori, gli eletti devono essere quelli candidati in questi territori. Un identico rapporto deve valere anche per il sistema di attribuzione dei seggi: non dovrebbe, cioè, accadere che un collegio sia rappresentato da un numero di eletti inferiore a quelli che gli spettano per numero di abitanti, mentre un altro collegio ne elegge un numero superiore. È un principio, ribadisco, di sistema connaturato e coessenziale alla scelta dei collegi plurinominali. Vado alla conclusione, Presidente, riservando, poi, sull'emendamento 1.901 della Commissione, di completare le argomentazioni.
  La polemica, quindi, sul seggio assegnato a caso è perciò riferita ad un principio che la legge non ha accolto, quello, cioè, che il candidato e la lista che lo propone debbano ottenere il seggio indipendentemente dal territorio cui quei voti competono. In questo caso sì che il seggio verrebbe assegnato a caso, nel senso che il caso determinerebbe quanti candidati sono eletti in ciascun collegio. Sarebbe, perciò, ampiamente violato il principio di spettanza territoriale del seggio, ma questa impostazione, lo ribadisco, non è propria di questa proposta di legge.
  Quindi, Presidente, chiedo che il testo della Commissione sia votato, riservando le ulteriori argomentazioni nel corso dell'intervento sull'emendamento 1.901 della Commissione.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Migliore. Ne ha facoltà.

  GENNARO MIGLIORE. Signor Presidente, le argomentazioni che ha in questa fase sostenuto il presidente della Commissione sono formalmente corrette, ma celano, attraverso il formalismo della descrizione, una scelta politica che viene definita solamente alla fine del suo speech, in particolare se debba prevalere o meno la corrispondenza tra il numero degli eletti in ogni collegio plurinominale o il diritto degli elettori a vedere raggiunto il proprio risultato nei collegi dove hanno conseguito più voti.
  Si tratta quindi di una scelta. Vorrei ricordare ai tanti che confondono algoritmo con logaritmo, algoritmo con formula, che un algoritmo è una sequenza ordinata di passi che devono ottenere un risultato ben definito. Il risultato che volete ottenere voi, attraverso questo meccanismo, è quello di penalizzare la possibilità dei partiti, in particolare quelli minori, di vedere riconosciuto il loro diritto, come diceva prima il collega Bragantini, a vedersi eletti dove si prendono più voti.
  Quindi, è inutile dire che verrebbe tutelata la rappresentanza territoriale, perché potreste almeno invertire il sistema di calcolo, partire dai partiti più piccoli e andare verso quelli più grandi per non gravare percentualmente in maniera corposa e addirittura insormontabile quelli che sono gli elementi che caratterizzano e penalizzano le forze politiche minori.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Balduzzi. Ne ha facoltà.

  RENATO BALDUZZI. Presidente, questa è naturalmente una delle votazioni più importanti, quella sull'emendamento della Commissione, che riassume buona parte dei profili strutturali dell'Italicum e anche delle connesse problematicità.
  Credo di dovere, Presidente, però una interlocuzione al collega sempre garbato, almeno nei miei confronti, l'onorevole Bianconi. Quando sottolineava, poco fa, che ricorrere all'auspicio che l'altra Camera possa ritornare con maggiore ponderatezza su alcune delle scelte fatte da questa Camera, sarebbe di per sé un po’ contraddittorio con l'evoluzione che vogliamo dare al nostro bicameralismo.
  In realtà, signora Presidente, così non è. A meno che per evoluzione del bicameralismo non si intenda un monocameralismo Pag. 13punto e basta. Sappiamo che in giro per il mondo i monocameralismi sono pochissimi, si contano sulle dita di una mano. Ma vogliamo andare nella direzione di un bicameralismo radicalmente diverso da quello paritario, cosiddetto perfetto, attuale.
  Allora, che l'altra Camera abbia non solo l'occasione ma il dovere di operare, attraverso una ponderazione ulteriore, quei cambiamenti ritenuti opportuni dal testo come uscito prima o poi dalla prima Camera che se ne è occupata, non è contraddittorio ma è essenziale e implicito nell'esistenza stessa di un bicameralismo, ancorché differenziato e fortemente differenziato, come la maggior parte dei progetti presentati o suggeriti in queste settimane intende fare.
  Dico questo, Presidente, per dire che anche nel futuro bicameralismo, anche con un Senato radicalmente trasformato, la seconda Camera si dovrà occupare di leggi elettorali. È abbastanza scontato. Dei progetti che ho potuto esaminare forse uno solo escludeva questa ipotesi, che peraltro sta dentro alla logica della nostra Costituzione. Basti pensare che le leggi in materia elettorale sono inserite nell'ultimo comma dell'articolo 72 fra quelle per cui è necessario l'esame ordinario in Commissione e in Aula, proprio per dare a queste leggi, insieme a quelle in materia costituzionale e ad altre leggi particolarmente nevralgiche, il significato più pieno.
  Detto questo, per quanto riguarda l'auspicio, che si possa – dal nostro punto di vista che si debba – ritornare su queste questioni, motivo anche la ragione che muove questo auspicio.
  Ed è una ragione legata ai dubbi, ai profili di compatibilità con il sistema costituzionale e con il sistema politico tendenzialmente bipolare, che noi vorremmo, e non a formato bipartitico, perché se Italicum deve essere, deve essere qualche cosa che sta dentro alla storia, alla cultura e all'espressione del nostro Paese, certamente migliorandolo, certamente aiutandolo a migliorare. Una legge elettorale da sola, infatti, non ha mai potuto risolvere tutti i problemi di un sistema politico, ma certamente può fare la sua parte. Ecco perché, alla luce di tutte le osservazioni che noi abbiamo fatto, anche su questo da parte del gruppo di Scelta Civica per l'Italia non ci può essere che l'auspicio di una sua correzione, di una correzione su alcuni punti che non vengono a toccare l'impianto, ma certamente vanno nel senso, signora Presidente, di renderlo più conforme al sistema (Applausi dei deputati del gruppo Scelta Civica per l'Italia).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Toninelli. Ne ha facoltà.

  DANILO TONINELLI. Signor Presidente, stiamo parlando di quell'emendamento che rappresenta l'accordo, preso al di fuori di questo Parlamento, tra Renzi, Verdini e Berlusconi e che è necessario che quest'Aula conosca nel merito. Il 37 per cento: è la soglia raggiunta la quale il primo partito, o meglio la prima coalizione, prende il malloppo del 15 per cento per arrivare ad avere la maggioranza. Ovviamente, una soglia bassissima che non ha eguali in altre democrazie consolidate, ma ci sarà e c’è solo in Italia. Il 12 per cento, ovverosia quella soglia al di sotto della quale una coalizione perderebbe la possibilità di vedere i seggi assegnati. Questo è scandaloso perché significa che Forza Italia e il Partito Democratico stanno obbligando – e sottolineo obbligando – tutti gli altri partiti, eccezion fatta per il MoVimento 5 Stelle, a coalizzarsi con loro perché nessuno è in grado di creare una coalizione all'interno di questo Parlamento e nel Paese che vada a raggiungere il 12 per cento (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
  Ma la cosa ancora più scandalosa è che questi partiti obbligati a coalizzarsi con Forza Italia e Partito Democratico vedranno i propri voti «scippati» perché ci saranno soglie del 4,5 per cento che saranno ben difficilmente raggiungibili. Quindi, da una parte un obbligo di coalizzazione con PD e Forza Italia, dall'altro un furto di voti e di seggi, che andranno a chi ? Al PD e a Forza Italia. Questo Pag. 14emendamento rappresenta la volontà di tre persone, Renzi, Verdini e Berlusconi, di mettere in mano questo Paese esclusivamente a due partiti, il PD e Forza Italia. Questo tutti gli italiani devono saperlo (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
  Ovviamente, però, c’è un terzo partito, l'algoritmo. Ma perché algoritmo, una parola indecifrabile ? Che cos’è l'algoritmo ? È quel meccanismo di trasformazione dei voti in seggi. L'avete chiamato algoritmo per non far capire agli italiani la schifezza che avete creato in questa proposta di riforma elettorale (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Diciamo le cose come stanno. Il presidente Sisto ha appena affermato che la distribuzione dei seggi è lineare con i voti. Non è assolutamente così. A titolo di esempio, nel collegio Lazio 10 il 38 per cento dei voti del MoVimento 5 Stelle e il 6 per cento dei voti di Scelta Civica per l'Italia comporta zero seggi al MoVimento 5 Stelle e un seggio a Scelta Civica per l'Italia. Se questa è la conoscibilità del candidato e la trasformazione dei voti in seggi, ditemi voi se non ci state prendendo in giro. Io vi dico di sì (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Matteo Bragantini. Ne ha facoltà.

  MATTEO BRAGANTINI. Signor Presidente, intanto una piccola premessa. Questo emendamento non è dato da una discussione o dalla Commissione, è semplicemente un emendamento costruito all'esterno di questo Palazzo e non si è mai discusso. Hanno dovuto presentare questo emendamento perché nella versione originaria la distorsione era ancora più evidente e, senza nessuna discussione, né in Commissione, né tantomeno nel Comitato dei nove, hanno tentato di risolverla in modo parziale, ma hanno tentato risolvendo a loro modo. Infatti, come ho detto prima, facendo l'esempio di prima, se la Lega Nord prende un seggio in Abruzzo con lo 0,8 per cento, per carità noi siamo contenti perché magari riusciremo ad avere un deputato che magari riesce a lavorare e ci permette di avere più voti.
  Ma che logica ha, che rappresentatività del territorio ? Il territorio, i collegi, non è che bisogna dire: devono avere sei deputati, punto e basta, devono essere sei deputati che sono rappresentativi del voto degli elettori, perché se invece vengono presi – quattro di questi sei – quelli che hanno meno voti, non è la volontà dell'elettore. Questo a nostro avviso è un motivo che può creare dei problemi di costituzionalità, però, purtroppo, lo vedremo solo quando questa proposta di legge sarà approvata, quando verrà applicata e se qualcuno dopo farà un ricorso.
  Allo stesso modo, un'altra cosa molto grave sono queste soglie di sbarramento così differenziate. Uno deve spiegarmi perché sono addirittura state inserite tre soglie: 12 per cento perché una coalizione venga conteggiata e sia valida, l'8 per cento se un partito corre da solo e il 4,5 per cento se il partito è in coalizione. Dunque, un partito che ha il 7,9 per cento – ossia 4 milioni e mezzo di voti potenziali se va a votare tutto il corpo elettorale – non è presente in Parlamento. Un partito col 4,6 per cento – dunque con quasi la metà dei voti – è presente in Parlamento. E la cosa che fa ancora più schifo di questa legge elettorale è che tutti quei micropartiti dello 0,5 e dell'1 per cento, tutte quelle liste-civette che verranno create, non porteranno dei loro rappresentanti in Parlamento, ma i loro voti serviranno al partito più grande per avere il premo di maggioranza. Dunque, un partito col 15 per cento, alleato con altri dieci micropartiti, che magari hanno i simboli uguali ad altri partiti in modo solo da fare confusione, riesce ad avere il 52-53 per cento dei seggi. Se questa è democrazia, se questo vuol dire andare incontro alla volontà degli elettori, fare una legge chiara, questa è semplicemente una porcata, una porcata ancora più grande della legge attuale, della ex legge (Applausi di deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà) con cui siamo stati noi votati e siamo qua in Parlamento.Pag. 15
  Dunque, veramente, noi chiediamo al Governo, ma più che al Governo, perché questa è una materia parlamentare, a tutti i colleghi di ritornare a ragionare e fare una legge giusta, e non guardare semplicemente al vantaggio che questa proposta di legge porterà ai due grandi partiti in questo momento, perché tra cinque o sei anni lo scenario politico e i voti saranno differenti, e dunque, magari, qualcuno che adesso la sta votando ed è convinto di questa proposta di legge, forse tra cinque o sei anni sarà in piazza a dire che è una legge antidemocratica, incostituzionale e che non permette che ci sia veramente una rappresentanza, in questo Parlamento, di tutto il corpo elettorale.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Melilla. Ne ha facoltà.

  GIANNI MELILLA. Signor Presidente, l'efficacia di una legge elettorale è rappresentare la realtà del Paese. Non si può alterare, come fa questa proposta di legge, la realtà di un Paese diverso da quello che è. Io vorrei citare quello che disse Piero Calamandrei, che non era un rivoluzionario, tanto meno un comunista, era un azionista che poi aderì, quando si sciolse il Partito d'Azione, al Partito Socialdemocratico Italiano di Saragat: «tutti i cittadini» – diceva Piero Calamandrei – «al momento del voto, debbono contare per uno. Questo ha voluto dire l'articolo 48 della Costituzione, quando ha stabilito che il voto è personale ed eguale, libero e segreto (...) I sistemi dei premi di maggioranza» – diceva Piero Calamandrei – «mirano, in sostanza, a distruggere questa eguaglianza di peso», invano «mirano, attraverso ingegnosi espedienti, ad ottenere...

  PRESIDENTE. La invito a concludere.

  GIANNI MELILLA. ... che il voto degli elettori appartenenti a un certo partito (...) abbia un peso individuale superiore a quello dei voti raccolti dagli altri partiti. Ma così il preteso ossequio al principio di maggioranza diventa un trucco volgare: un trucco legalizzato (...) si tratta (...) di frodi elettorali...

  PRESIDENTE. Concluda.

  GIANNI MELILLA. ... colla sola differenza che chi la compie (...) non rischia (...) la prigione». Siete dei ladri di democrazia (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà) !

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Zan. Ne ha facoltà.

  ALESSANDRO ZAN. Signor Presidente, sono francamente meravigliato delle dichiarazioni del presidente Sisto, che ha parlato di questa proposta di legge elettorale adducendo motivazioni alquanto bizzarre. È vero, c’è un sistema proporzionale per l'attribuzione dei seggi, ma è anche vero che con questo algoritmo farraginoso i seggi vengono attribuiti abbastanza casualmente.
  Ma io vorrei riportare il tema sul fatto che questo è un provvedimento esattamente come il Porcellum. Lo diciamo da sempre. Sono liste bloccate, non corte ma fatte di sei, sette candidati. Significa che se verrà presentato un capolista forte, a seguire noi potremo candidare un sacco di impresentabili. Cioè, i partiti che hanno candidato Scilipoti potrebbero candidare Berlusconi capolista e tanti Scilipoti subito dopo, mentre con un collegio uninominale, come abbiamo proposto noi, ovvero come con il Mattarellum, nessun partito potrebbe candidare gli impresentabili. Stessa cosa vale per le preferenze, con la doppia preferenza di genere. Nessun partito candiderebbe impresentabili che non possono essere votati.
  Allora, siccome il rapporto fiduciario tra eletto ed elettore è scarsissimo in questo Paese, noi dobbiamo riacquistare e fare riacquistare fiducia agli italiani. Candidando delle persone con le liste bloccate, non consentiamo ai nostri cittadini...

  PRESIDENTE. Concluda.

Pag. 16

  ALESSANDRO ZAN. ... di eleggere i candidati, ma di eleggere candidati posizionati dai partiti. Così non si migliora la qualità della democrazia, colleghi.

  PRESIDENTE. Abbiamo altri interventi. Chiedo ai colleghi di stare nei tempi, per favore.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Bruno. Ne ha facoltà.

  FRANCO BRUNO. Signor Presidente, credo che la crisi che esiste nel rapporto tra società, partiti e istituzioni, la crisi che c’è tra gli elettori e le due coalizioni che hanno governato in questi ultimi anni l'Italia non si risolva con un emendamento, con un'architettura elettorale, con un diagramma di flusso, con un algoritmo. Il disagio, che è già rappresentato in queste Aule da altre forze politiche, non verrà risolto in questo modo.
  Questa è una soluzione tutta italiana, insomma, ed è una soluzione che tenta di risolvere il problema politico che riguarda le due coalizioni, da un lato, attraverso il premio di maggioranza, che garantisce la governabilità, dall'altro, introducendo contemporaneamente le soglie di sbarramento, che sostanzialmente intervengono senza rispettare nessun tipo di principio di governabilità, esclusivamente nella minoranza, per garantire la seconda coalizione.
  Questo è l'emendamento della conservazione, conservazione che il Paese non vuole più e non sarà in questo modo che ricostruiremo il rapporto tra istituzione ed elettori. State commettendo un errore. Questo emendamento è l'emblema dell'errore storico che state commettendo.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Pilozzi. Ne ha facoltà.

  NAZZARENO PILOZZI. Signor Presidente, con questo emendamento della Commissione, che riguarda, come è stato detto, la formula o l'algoritmo, noi stiamo sancendo, diciamo, le storture di questo provvedimento, con soglie di accesso elevatissime che terranno fuori milioni di cittadini dalla rappresentanza parlamentare, con le liste bloccate che, dopo i voti di ieri sulla rappresentanza di genere, potranno far sì che quest'Aula sia rappresentata solo da un genere, o maschile o femminile, e stiamo votando un provvedimento che poi dà un premio di maggioranza abnorme al partito che raggiunge il 37 per cento.
  Io ho apprezzato la difesa del relatore per la maggioranza, presidente Sisto, a questo provvedimento assolutamente indifendibile e inguardabile e mi ha un po’ ricordato la difesa accorata che il presidente Sisto ha fatto sulla legge di revisione costituzionale e sul Comitato dei 42. Mi auguro che finisca allo stesso modo.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Quaranta. Ne ha facoltà.

  STEFANO QUARANTA. Signor Presidente, il deputato Toninelli ha riassunto perfettamente le storture e le incostituzionalità di questo provvedimento, in particolare di questo emendamento: soglie, sbarramenti, liste bloccate. Allora, io credo che non si sia capito e colto fino in fondo il senso della frase di Brecht (vorrei dirlo al deputato Fiano).
  Il punto è che nella vita capita di essere vittime o carnefici. Il problema è la grande massa di indifferenti. E lo vorrei dire perché vittime e carnefici non sono sempre gli stessi. Lo dovrebbero sapere, ad esempio, le donne del PD, che ieri sono state vittime. Allora, il punto è non essere indifferenti mai. È questo il momento per non essere indifferenti e dare un segnale e votare contro questo emendamento (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Paglia. Ne ha facoltà.

  GIOVANNI PAGLIA. Signor Presidente, una legge elettorale può essere tecnicamente ineccepibile e questa, pure, non lo è. Abbiamo avuto modo di esaminare in Pag. 17questi giorni approfonditamente e di chiarire fino in fondo tutte le ragioni per cui non è e non sarebbe e non sarà, probabilmente, in grado nemmeno di garantire i risultati che vorrebbe darsi.
  E, tuttavia, c’è un'altra caratteristica molto più importante che una legge elettorale deve avere, ed è tutta politica: una legge elettorale deve essere semplice, perché ha il dovere di permettere ai cittadini elettori di capire esattamente cosa stanno facendo con il loro voto, che tipo di risultato produrranno con il loro voto, perché altrimenti, se questo non è, diventa un grande inganno. Infatti, si chiede alle persone di votare senza sapere anticipatamente cosa succederà del loro voto: se sarà utile o se non sarà utile, se produrrà una maggioranza di Governo o se non la produrrà, se produrrà una rappresentanza o non lo farà, soprattutto se gli eletti, se le persone a cui loro danno fiducia e danno il voto avranno o non avranno la possibilità di sedere in quest'Aula.
  Ora, questa legge elettorale non fa nemmeno questo. Non è in grado di andare incontro a quella che io credo sia la richiesta fondamentale che tutti i cittadini italiani ci fanno da quando esiste il Porcellum in questo Paese, cioè avere la certezza che potranno votare qualcuno perché sieda qui dentro. Noi con questo algoritmo nemmeno questo facciamo. Chiediamo loro di votare, ancor più di prima, sulla fiducia...

  PRESIDENTE. Concluda.

  GIOVANNI PAGLIA. ... del fatto che i loro partiti di riferimento avranno saputo mettere persone degne ovunque nel Paese. Questo è inaccettabile e io credo che dovrebbe capirlo l'intero Parlamento (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Franco Bordo. Ne ha facoltà.

  FRANCO BORDO. Signor Presidente, nelle settimane scorse abbiamo sentito molte dichiarazioni, a partire dal nostro Presidente del Consiglio. Le vorrei ricordare a tutti qui dentro, frasi importanti: «Basta Parlamento dei nominati», «Io avrei voluto le preferenze», «Sono per la democrazia paritaria», «Il mio modello di legge elettorale è quello del sindaco d'Italia», indicando appunto uno strumento, un metodo di legge elettorale. Di tutto questo in questa legge non c’è nulla, nulla.
  Questa è una legge voluta da Berlusconi, che viene subita. E allora, se il compianto Leonardo Sciascia ci potesse osservare in questo momento, guardando questa Camera cosa direbbe ? Uomini, mezzi uomini, ominicchi o quaquaraquà ? A voi la conclusione (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. Aveva chiesto la parola il deputato Sannicandro, ma su questo emendamento è già intervenuto.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Zaratti. Ne ha facoltà.

  FILIBERTO ZARATTI. Signora Presidente, questa è indubbiamente la legge elettorale più brutta della storia del nostro Paese. All'indomani dell'unità d'Italia si poteva votare soltanto per censo. Ecco, la legge che si sta approvando in questi giorni è una legge peggiore di quella, perché non consente a tutti i cittadini di esercitare il diritto al voto e il principio «una testa, un voto» non viene applicato nel nostro Paese.
  Verrebbe da dire al Presidente Renzi, che è un grande amante del calcio, che davvero gli piace vincere facile, non confrontarsi con il consenso. Del resto, con il consenso non ci si è mai misurato nelle elezioni, nonostante le sue dichiarazioni. Non si può fare una legge elettorale ad uso e misura dei due maggiori partiti. È troppo facile competere in questo modo. A tutti vanno date le stesse opportunità e le stesse possibilità. Tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge e devono essere uguali anche davanti alle urne.

Pag. 18

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Capelli. Ne ha facoltà.

  ROBERTO CAPELLI. Signor Presidente, vorrei rivolgermi ai colleghi del PD e a questa strana maggioranza: chiedo di aiutarci a trovare un motivo per votare questa legge elettorale. Abbiamo cercato di proporre la parità di genere; abbiamo cercato di proporre – e riproporremo – le preferenze; abbiamo cercato di proporre – e riproporremo – la doppia preferenza di genere; abbiamo cercato di discutere sulla soglie di maggioranza; abbiamo cercato di aderire, secondo il nostro concetto, forzatamente, ad un bipolarismo che si sta trasformando in bipartitismo.

  PRESIDENTE. La invito a concludere.

  ROBERTO CAPELLI. Vi chiediamo: aiutateci, dateci un motivo, uno solo per votare questa legge, che non è la legge del cambiamento, quella finora proposta alla nostra attenzione (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Centro Democratico).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Invernizzi. Ne ha facoltà.

  CRISTIAN INVERNIZZI. Signora Presidente, io sto continuando a pensare al deputato della Lega Nord di Campobasso che, fra i 250 e i 300 voti, si troverebbe a rappresentare una provincia e, quindi, penso anche che, magari, andrebbe ad incontrare il prefetto, in qualche caso, andrebbe a parlare con il questore, dovrebbe essere in qualche modo punto di riferimento anche dei rappresentanti eletti negli enti locali. Chiedo a tutti voi se una situazione di questo tipo non vi sembra quantomeno paradossale. Il problema, in questi anni, che tutti noi abbiamo sollevato è quello della perdita di credibilità della classe politica nei confronti degli elettori.

  PRESIDENTE. La invito a concludere.

  CRISTIAN INVERNIZZI. Concludo, dicendo: un parlamentare all'interno di una provincia, che può contare su una base elettorale di 250 elettori, che tipo di rappresentatività potrà mai avere con questa legge ? Voi state sminuendo ancora di più il ruolo dei parlamentari. Complimenti.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Mazziotti Di Celso. Ne ha facoltà.

  ANDREA MAZZIOTTI DI CELSO. Signor Presidente, vorrei parlare soltanto di un punto: oggi, come Scelta Civica, in tutto il percorso, abbiamo favorito il fatto che l'iter percorso sul provvedimento andasse avanti speditamente e che si arrivasse ad un voto finale altrettanto rapidamente, per poi proseguire il lavoro al Senato, dove il Governo ha detto che favorirà eventuali accordi che possano migliorare il provvedimento stesso.
  Allora, il punto diventa, però, un altro: cioè che questi accordi siano accordi tra i partiti, che maturano in Parlamento, e non accordi o posizioni del Governo. Infatti, ieri il Governo ha giustamente, secondo noi, dato parere contrario ai famosi emendamenti «salva Lega».

  PRESIDENTE. La invito a concludere.

  ANDREA MAZZIOTTI DI CELSO. Oggi, il deputato Brunetta ha appena lanciato un'agenzia di stampa, dicendo che, in realtà, il «salva Lega» tornerà al Senato perché esiste un accordo di Governo. Noi auspichiamo che così non sia, perché se un parere è stato reso qui, ci aspettiamo che sia confermato anche al Senato (Applausi dei deputati del gruppo Scelta Civica per l'Italia).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Grimoldi. Ne ha facoltà.

  PAOLO GRIMOLDI. Signor Presidente, credo chi ha parlato prima di me al referendum del 2006 sulla devolution abbia Pag. 19votato «sì», perché, se non facciamo le riforme benedette, è ovvio che il Senato avrà sempre voce in capitolo.
  Detto questo, volevo sottolineare che, con i dati che abbiamo oggi, con questa legge elettorale – con riferimento alla quale io presumo che l'attuale Presidente del Consiglio e il presidente Berlusconi si siano accordati con il fine della governabilità, ma non con il fine, voglio sperare, di ripartire dei seggi in modo assolutamente casuale e in barba ad ogni forma di democrazia –, ebbene, con i dati che abbiamo oggi, stavo dicendo, Presidente, noi come Lega eleggeremmo il parlamentare a Campobasso e a Isernia. Se, invece dei dati che abbiamo oggi, considerassimo i dati che avevamo nel 2008 – quindi, non cinquant'anni fa, ma nel 2008 –, noi eleggeremmo il parlamentare in Puglia.

  PRESIDENTE. La invito a concludere.

  PAOLO GRIMOLDI. Ora, capisco che, magari, Renzi è contento, perché così non viene eletto il parlamentare di Gallipoli, che, magari, gli sta un po’ antipatico perché è il collegio di D'Alema, però, signor Presidente, credo che la legge elettorale debba rappresentare la volontà degli elettori.

  PRESIDENTE. Deve concludere.

  PAOLO GRIMOLDI. Siamo i primi a dire che non ci sentiamo di poterla rappresentare in quei territori dove abbiamo percentuali infinitesimali rispetto agli altri partiti. Noi chiediamo che ci sia una rappresentanza e una legge elettorale democratica, che tenga conto della volontà della gente.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Pisicchio. Ne ha facoltà.

  PINO PISICCHIO. Signora Presidente, come ho avuto modo di dire nel corso di altri interventi, questo algoritmo viene prodotto direttamente dal professor G. W. Random; per questa ragione, essendo totalmente affidato alla casualità, non è possibile votarlo, anche se so che la tenacia di questo accordo che è stato stipulato, e che ieri ha prodotto la reiezione di tutti gli emendamenti relativi al voto di genere, farà sì che quest'Aula lo voterà.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Gitti. Ne ha facoltà.

  GREGORIO GITTI. Signora presidente, dobbiamo fare uno sforzo di verità e quindi dobbiamo dire con chiarezza che l'emendamento che il presidente Sisto propone è un ritorno alle origini della trattativa extraparlamentare. Dobbiamo dire – e lo dico perché rimanga traccia nei verbali di questa Assemblea – che l'algoritmo che fu elaborato da Togliatti e Rossetti, e che arriva dritto nella tradizione legislativa italiana fino al cosiddetto sistema Calderoli, viene qui interrotto con riferimento ai quozienti di maggioranza e di minoranza che non vengono calcolati. È un ritorno alla trattativa originaria, e quindi qui stiamo per approvare un sistema che assomiglia molto a quello spagnolo. Questo, per spirito di verità, che rimanga chiaramente detto. Poi, il voto, evidentemente, spetta alla responsabilità politica di ciascun gruppo e a quella individuale di ciascun deputato, ma oggi approviamo un sistema spagnolo.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Allasia. Ne ha facoltà.

  STEFANO ALLASIA. Signora Presidente, il complesso di questo provvedimento, sicuramente, lo riteniamo inopportuno e sbagliato, perché il preconcetto che c'era sulla precedente legge, dove si diceva che ci si metteva a tavolino e si discuteva degli eletti, oggi come oggi, si continua a ripetere. Con grosse difficoltà si riuscirà a capire chi verrà eletto in partenza, perciò i quozienti, come si suol dire, di maggioranza e di minoranza non esisteranno più, perché coloro che ipoteticamente venivano eletti sul territorio con grande partecipazione Pag. 20popolare saranno ribaltati con risultati assai scarsi su altri territori, come succede anche per la Lega in alcuni territori di questo Paese, per esempio a Gubbio. Perciò, coloro che verranno su quel territorio non lo saranno più con riferimenti e calcoli su quozienti che si conoscono in precedenza, quelli di maggioranza e di minoranza, ma con quozienti assolutamente di ignoranza, che permetteranno a certi eletti di essere poi catapultati in questo Parlamento.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Giancarlo Giordano. Ne ha facoltà.

  GIANCARLO GIORDANO. Signora presidente, ieri abbiamo assistito in quest'Aula ad uno scambio che di fatto ha sancito quello che per me è un accordo di potere tra Berlusconi e Renzi. Sull'altare di questo accordo si è sacrificata la democrazia di genere. Oggi, lo dico soprattutto ai colleghi del PD, state mettendo nelle mani o nella capacità della sorte, la possibilità e la capacità di selezionare la classe dirigente.
  Caro presidente Sisto, non è un algoritmo quello, è più o meno quello che dalle parti mie si chiama tombolata: il caso affidato alla fortuna. Questo state costruendo oggi, non è un grande esempio.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Fava. Ne ha facoltà.

  CLAUDIO FAVA. Signora presidente, ieri il nostro gruppo si è battuto con grande determinazione e con poca fortuna insieme a molte altre colleghe e colleghi per evitare che questo provvedimento continuasse a rappresentare formule discriminatorie nei confronti delle donne e della partecipazione delle donne alla vita politica.
  Ci sarebbe piaciuto oggi registrare un po’ meno reticenza nei confronti di alcuni passaggi di questo provvedimento che saranno fortemente e inequivocabilmente discriminatori nei confronti di milioni di elettori italiani, che saranno esclusi dal diritto alla rappresentanza. Ci sarebbe piaciuto che si alzasse la voce di dissenso di una donna, di una compagna del Partito Democratico, per dire quello che ieri in tanti abbiamo detto su quelle norme, cioè che un provvedimento che toglie il diritto ad essere rappresentati a milioni di italiani è un provvedimento di scarsa civiltà (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Corsaro. Ne ha facoltà.

  MASSIMO ENRICO CORSARO. Signor Presidente, poiché con l'approvazione di questo cosiddetto algoritmo stiamo per dare vita ad una norma elettorale che non avrà la capacità di riprodurre in termini di seggi la volontà popolare degli elettori, atteso che, per quanto è stato detto in molti interventi che mi hanno preceduto, ci sarà una assoluta casualità di distribuzione dei seggi elettorali totalmente avulsa dalla rispondenza con l'espressione di voto degli elettori, volevo semplicemente suggerire a tutti i colleghi di provare in questo momento a mettersi sulla scia della norma che stiamo per approvare. Così come questa norma produrrà un Parlamento casuale, assolutamente non rispondente alle scelte territoriali che gli elettori esprimeranno nella cabina, io invito, approfittando della circostanza della votazione con il sistema del voto segreto, tutti i colleghi a cominciare a prendere confidenza con questo sistema, cioè ad infilare la mano nella pulsantiera e a schiacciare casualmente il primo pulsante che le dita incontreranno. Non so quale sarà il risultato della votazione, se tutti dovessimo applicare questo metodo di espressione del proprio voto, ma certamente sarebbe già esattamente la fotografia e la rispondenza del sistema elettorale che vi state apprestando ad approvare.

Pag. 21

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Kronbichler. Ne ha facoltà.

  FLORIAN KRONBICHLER. Signor Presidente, intervengo solo per contraddire una cosa che ha sostenuto il mio compagno Zaratti, cioè che questo sarebbe il provvedimento peggiore della storia della Repubblica italiana. Gli ricordo che bisogna sempre andare cauti con i superlativi, perché con questo provvedimento arriveremo ad un cieco passeggero nell'ultimo vagone che è la «lex südtirolensis», che ci dice che non c’è limite al peggio e che supera questo provvedimento in problematicità (Applausi della deputata Biancofiore).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Buonanno. Ne ha facoltà.

  GIANLUCA BUONANNO. Signor Presidente, ho un minuto ?

  PRESIDENTE. Sì.

  GIANLUCA BUONANNO. Il mio intervento sarà molto breve, perché evidenziamo ancora una volta in questo dibattito che quello che è stato detto fino ad oggi del Porcellum, cioè che era un disastro di legge, si può dire anche del provvedimento che si sta «partorendo» in questi giorni. Al di là del fatto che non vedo più praticamente donne vestite di bianco, come se fosse scomparsa tutta la battaglia fatta ieri – forse si sono vestite di nero, a lutto –, le chiedo: con il Porcellum, praticamente, chi è qui era un po’, scusi il termine poetico, un paraculo, con questo sistema quelli che arriveranno avranno solo culo, cioè fortuna ?

  PRESIDENTE. Magari si potrebbero usare parole anche più appropriate.
  Passiamo ai voti.
  Avverto che la prossima votazione avrà luogo a scrutinio segreto.
  Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.900 della Commissione, con il parere favorevole del Governo e con il parere contrario dei relatori di minoranza Bragantini, Pilozzi e La Russa, il quale ha modificato il suo parere.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Lotti, Gregori, Carbone...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti e votanti  552   
   Maggioranza  277   
    Voti favorevoli  315    
    Voti contrari  237).    

  Adesso ho una comunicazione da dare sulle preclusioni.
  Avverto che, a seguito dell'approvazione dell'emendamento 1.900 della Commissione, risultano preclusi i seguenti emendamenti: Balduzzi 1.151, alle pagine 158-164, limitatamente alla parte in cui introduce i collegi uninominali in luogo di quelli plurinominali: verranno pertanto poste in votazione la parte che aggiunge un comma 4-bis, in materia di elezioni primarie, nonché la lettera b) del comma 1 del capoverso 16-ter; Dadone 1.178, a pagina 168, limitatamente alla parte consequenziale relativa al comma 16; Balduzzi 1.80, a pagina 179; D'Ambrosio 1.106, alle pagine 204-211, limitatamente al comma 14-quinquies, capoverso articolo 77, comma 1, lettera c) e al comma 14-sexies, nonché alla lettera b), soppressiva del comma 16; Toninelli 1.107, alle pagine 212-217, limitatamente alla lettera b), soppressiva del comma 16; Balduzzi 1.112, a pagina 223; Matteo Bragantini 1.114, alle pagine 227-230, limitatamente alla parte consequenziale relativa al comma 16; Grillo 1.115, a pagina 231; Migliore 1.118, a pagina 235; Biancofiore 1.119, a pagina 236; Dieni 1.123, a pagina 237; Plangger 1.513, alle pagine 240-248, limitatamente alla parte consequenziale Pag. 22relativa al comma 16; Bruno 1.464, alle pagine 249-250; Zaccagnini 1.301, a pagina 250; Nuti 1.132, a pagina 251; D'Ambrosio 1.172, a pagina 257; Dadone 1.159, alle pagine 262-263; Migliore 1.458, a pagina 266; Matteo Bragantini 1.168, a pagina 266; Toninelli 1.169, a pagina 267; Grillo 1.170, a pagina 267; Nuti 1.175, alle pagine 268-269; Balduzzi 1.466, alle pagine 269-270, limitatamente alla parte relativa al comma 16; Cozzolino 1.180, a pagina 270; Toninelli 1.465, a pagina 271; Dadone 1.179, a pagina 271.
  Questi sono i preclusi.
  Sui tempi, avverto che il gruppo Lega Nord e Autonomie ha esaurito i tempi previsti dal contingentamento. Essendone stata fatta richiesta, la Presidenza, come da prassi, concederà a tale gruppo un aumento dei tempi pari ad un terzo di quello originariamente concesso. Avverto che si è, altresì, esaurito anche il tempo aggiuntivo concesso dalla Presidenza per lo svolgimento degli interventi a titolo personale. Data l'importanza del provvedimento, la Presidenza si riserva di consentire lo svolgimento di brevi interventi, per non più di trenta secondi, al fine di consentire comunque la dichiarazione del proprio voto. E vi prego, colleghi, di attenervi ai tempi.
  Adesso proseguiamo l'esame degli emendamenti secondo il fascicolo, quindi io seguirò quest'ordine. Adesso siamo all'emendamento Migliore 1.614 e chiederei il parere su questo al presidente Sisto.

  GIANNI MELILLA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  GIANNI MELILLA. Signor Presidente, volevo sapere se i trenta secondi per gli interventi a titolo personale si riferiscono a tutti i parlamentari o soltanto a quelli della Lega. Non ho capito.

  PRESIDENTE. A tutti i parlamentari per gli interventi a titolo personale.

  GIANNI MELILLA. Signor Presidente, volevo chiederle di rivedere questa sua posizione di consentire di parlare solo 30 secondi. Le vorrei citare un riferimento storico di una legge analoga a questa, che appunto è una legge elettorale, in cui alla Camera sono stati dedicati all'argomento 57 sedute, 280 ore e 40 minuti di discussione. Io ritengo che invece in questo modo noi stiamo approvando in maniera frettolosa una legge fondamentale per il futuro della nostra democrazia. Quindi, le chiedo di farci parlare per un minuto negli interventi a titolo personale, tenendo conto che in Commissione non c’è stato alcun dibattito.

  DANILO TONINELLI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  DANILO TONINELLI. Signor Presidente, non sono stato in grado di seguire l'indicazione delle preclusioni. Ciò perché non corrispondevano le pagine e vorrei capire se esiste un fascicolo n. 7 oppure no.

  PRESIDENTE. Si, adesso le facciamo avere le pagine. So che c’è stato un problema.

  DANILO TONINELLI. Però, se esiste un fascicolo n. 7, io la prego di ripetere a questo punto le preclusioni perché è fondamentale capire quali emendamenti sono stati preclusi o quali parti di emendamento sono state precluse perché abbiamo lavorato sul fascicolo n. 6.

  PRESIDENTE. Sta arrivando il dottor Lasorella con le pagine.

  DANILO TONINELLI. D'accordo.

  MASSIMILIANO FEDRIGA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  MASSIMILIANO FEDRIGA. Signor Presidente, per farle presente che, come è stato anche confermato nella seduta della Pag. 23Conferenza dei presidenti di gruppo di ieri e anche visti i tempi contingentati, l'intento delle opposizioni non è assolutamente quello di portare avanti un ostruzionismo oltretutto la invito a considerare che i ritardi che si sono visti nell'iter di questa legge sono dovuti esclusivamente a problemi interni alla maggioranza, che hanno rinviato più volte la discussione in quest'Aula delle proposte emendative.
  Quindi, la inviterei anch'io, come i colleghi di SEL, a rivedere la sua posizione sugli interventi per trenta secondi, perché ritengo sia utile, in un contesto così delicato e visto anche quanto accaduto nella giornata di ieri, approfondire perlomeno in quest'Aula – cosa che ci è stato impedito di fare in Commissione – la discussione sulla legge elettorale.

  IGNAZIO LA RUSSA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  IGNAZIO LA RUSSA. Signor Presidente, giustamente lei fa rispettare il Regolamento, si esauriranno man mano i tempi, si esauriranno anche quelli degli altri gruppi, ci darà ancora qualche minimo spazio, ma il vero problema è la mancata possibilità di discussione a monte in Commissione. Lei ci ha appena letto un elenco lunghissimo di emendamenti preclusi e adesso andiamo a discutere ancora di quelli accantonati, non certo – è stato già detto – per volere dell'opposizione.
  Io penso, Presidente, decida lei quando, non voglio in questo momento chiederle una votazione, che comunque più avanti è possibile io le richieda, se non sia a un certo punto il caso di valutare un ritorno in Commissione. Lei fra un po’ ci chiederà il parere su emendamenti che non abbiamo quasi mai visto e che dobbiamo andarci a cercare, non è immaginabile poter affrontare la discussione su questa legge con questi tempi e con l'assenza di un lavoro in Commissione. Lo dico per me stesso, senza la speranza che ciò, in questo momento almeno, produca effetto.

  PRESIDENTE. Colleghi, il contingentamento, come sappiamo tutti, è previsto dal Regolamento, quindi la Presidenza non può non applicarlo. Abbiamo già aumentato di un terzo il tempo degli interventi a titolo personale, ed è per questo che cerchiamo di venire incontro alle richieste non chiudendo ma dando un tempo più limitato perché già c’è stata un'estensione dei tempi.
  Per quanto riguarda il rinvio in Commissione, onorevole La Russa, lei ricorderà che lo abbiamo già votato e non è stato accolto, dunque io sempre per lo stesso motivo – quello di applicare il Regolamento – devo andare avanti come da calendario e procedere adesso alla votazione dei prossimi emendamenti.

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, dal suo speach in ordine alle preclusioni, verifico che correttamente gli emendamenti dichiarati preclusi in buona parte presentano delle parziali preclusioni; quindi, per ragioni di ordine, le chiederei di porre in votazione gli emendamenti parzialmente preclusi per quella parte che invece non è preclusa, in modo che gli emendamenti che lei ha elencato siano oggetto di votazione, ripeto, in continuità con l'emendamento 1.900 della Commissione, per quella parte che correttamente la Presidenza non ha ritenuto preclusa.

  PRESIDENTE. Magari sentiamo il Comitato dei nove, se è d'accordo.

  MATTEO BRAGANTINI, Relatore di minoranza. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  MATTEO BRAGANTINI, Relatore di minoranza. Signor Presidente, sono totalmente in disaccordo per un motivo molto ovvio: se la parte non preclusa non riguarda Pag. 24la parte che è stata appena affrontata dall'emendamento 1.900 della Commissione, potrebbe riguardare molti argomenti in molti punti del provvedimento...

  PRESIDENTE. Certo, certo.

  MATTEO BRAGANTINI, Relatore di minoranza. ...dunque si creerebbe ancora più confusione. Approfitto invece per chiedere che tutti gli interventi che adesso sto facendo, anche semplicemente per dare i pareri, non vengano conteggiati nei tempi attribuiti al gruppo. Ieri i miei colleghi relatori di minoranza hanno avuto qualche minuto aggiuntivo perché sono stati più lenti a dare i pareri nella prima tornata...

  PRESIDENTE. Se lo ricorda che abbiamo già aumentato il tempo per i relatori di minoranza, no ?

  MATTEO BRAGANTINI, Relatore di minoranza. Io quando do il parere...non sono quei dieci minuti in più che cambiano la legge elettorale. Solo per dare i pareri chiedo che i tempi non vengano conteggiati.

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, ho sentito informalmente, perché non era il caso di riunire il Comitato dei nove, il collega Fiano, il collega Gitti e il collega La Russa, e quindi la maggioranza del Comitato dei nove, è d'accordo per proseguire come io le ho detto (Commenti dei deputati dei gruppi Sinistra Ecologia Libertà e Lega Nord e Autonomie).

  PRESIDENTE. Onorevole Pilozzi. Colleghi, scusate.

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. Non credo di aver detto nulla di anormale.

  PRESIDENTE. Ha detto il suo parere.

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore. Ho raccolto la maggioranza del Comitato dei nove e lo faccio presente alla Presidenza, senza che vi scaldiate. Io ho verificato, non mi sembrava opportuno sospendere l'Aula per raccogliere il parere sull'ordine degli emendamenti da votare e l'ho fatto qui al tavolo. Se voi ritenete che io debba riunire il Comitato dei nove per avere il consenso sull'ordine, posso anche farlo. Posso già anticipare, però, che c’è il consenso del collega Fiano, il consenso del collega La Russa e il consenso del collega Gitti.

  PRESIDENTE. Scusate, mi sembra che non tutti siano d'accordo. Allora, colleghi, poiché è evidente che non c’è accordo, io direi di seguire il fascicolo, perché mi sembrerebbe più facile anche per i nostri lavori. Adesso do la parola ai relatori Pilozzi e La Russa. Procediamo quindi con i nostri lavori seguendo il fascicolo.

  DANILO TONINELLI. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  DANILO TONINELLI. Signor Presidente, pochi secondi fa si è parlato di un'estensione del tempo su cui lei ha già risposto. Presidente, mi scusi se parlo un po’ in ritardo, ma io le faccio presente, gestendo lei e presiedendo lei quest'Aula, che né Forza Italia né il Partito Democratico stanno utilizzando il loro tempo, ma non lo stanno utilizzando nemmeno in minima parte. Quel contingentamento dei tempi ha un complessivo di ore che per più della metà, se non addirittura fino a due terzi, non viene utilizzato. Prenda atto di questa situazione e conceda un po’ più di tempo a quelle forze che potranno prenderlo da chi, del Partito Democratico e di Forza Italia, non lo Pag. 25sta utilizzando (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Mi sembra una cosa di buonsenso su una legge tanto importante.

  PRESIDENTE. Onorevole Toninelli, ogni gruppo ha i suoi tempi, lei lo sa, ogni gruppo ha i suoi tempi. In sede di revisione del Regolamento, potremmo arrivare anche a questo. Per il momento ogni gruppo ha i suoi tempi.
  Allora, io direi di andare avanti con i pareri. Siamo, colleghi, all'emendamento Migliore 1.614. Chiederei il parere della Commissione su questo emendamento, perché ancora io non lo vedo sul mio fascicolo.

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, lo abbiamo già dato.

  PRESIDENTE. Lo avete già dato ? A noi non risulta. Era un accantonato veramente, onorevole Fiano. Se cortesemente lo può ripetere, presidente Sisto.

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza Signor Presidente, senza difficoltà, invito al ritiro o parere contrario.

  PRESIDENTE. Il Governo ?

  MARIA ELENA BOSCHI, Ministro per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, parere contrario.

  PRESIDENTE. Adesso i relatori di minoranza. Onorevole Matteo Bragantini, prego.

  MATTEO BRAGANTINI, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Onorevole Pilozzi ?

  NAZZARENO PILOZZI, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Onorevole La Russa ?

  IGNAZIO LA RUSSA, Relatore di minoranza. Signor Presidente, mi rimetto all'Aula, non è possibile dare il parere così.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Sannicandro. Ne ha facoltà.

  ARCANGELO SANNICANDRO. Signor Presidente, nei trenta secondi voglio dire che questa legge passerà alla storia non soltanto perché è un super Porcellum, ma anche cucinato male. Non è passato dalle Commissioni, dovremo dare i pareri qui in modo ambulante, peripatetico, come hanno denunziato i colleghi, credo che peggio di così non si possa fare. Egregia Presidente, voglio ricordare, se non sbaglio, che il contingentamento dei tempi fu stabilito quando si sapeva che la legge avrebbe seguito l'iter normale, cioè che doveva passare dalla Commissione e poi arrivare all'Aula, ma noi invece stiamo procedendo in tutt'altra maniera, perché è ben noto che dalla Commissione l'argomento non è passato. Quindi, non è che con argomenti giuridici possiamo soffocare questa istanza, questa esigenza, di trattare al meglio questa legge importante. Quindi, io mi associo a coloro i quali ritengono che in questa maniera non è giusto che si proceda, ma che si sospenda qualche secondo per poter trovare una soluzione, altrimenti diventa tutta una farsa.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Melilla. Ne ha facoltà.

  GIANNI MELILLA. Signora Presidente, noi stiamo, con questa legge, alterando la Costituzione, l'articolo 48 della Costituzione. Le riforme elettorali si possono fare con leggi ordinarie, ma, a mio avviso, quando si va ad intaccare un principio costituzionale importante, come l'articolo 48, si dovrebbe procedere prima ad una revisione della Costituzione che dichiari che il voto non è più uguale per i cittadini, ma è diseguale.

Pag. 26

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Pilozzi. Ne ha facoltà, per trenta secondi.

  NAZZARENO PILOZZI. Signora Presidente, intervengo solo per dire che, dopo l'approvazione di ieri dell'emendamento a firma Centemero, credo che questo emendamento vada assolutamente approvato, perché abbiamo modificato il numero totale dei collegi. Quindi, credo che noi possiamo assolutamente portare l'elezione dei deputati, i candidati nei collegi, fino ad otto. Questo andrebbe incontro anche all'emendamento approvato ieri.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Paglia. Ne ha facoltà.

  GIOVANNI PAGLIA. Signora Presidente, l'esame del provvedimento in Parlamento è ridotto in trenta secondi: è difficile anche solo da commentare. Intervengo solo per ricordare che noi abbiamo il contingentamento che prelude ad una grandissima fretta di questa Aula, abbiamo il contingentamento su una legge che vale per un solo ramo del Parlamento.
  Non vi è alcuna fretta: stiamo approvando una legge inapplicabile, una legge che non serve a nulla, fino a quando non sarà abolito il Senato, che ha altri tempi. Per cui, anche la maggioranza permettesse almeno di ritornare sui suoi passi e permettesse, almeno alla minoranza, di avere una discussione degna.

  PRESIDENTE. Onorevole Paglia, a me non fa piacere, ma questo è il Regolamento e non posso fare altro. Mi dispiace (Commenti del deputato Paglia). No, è per dire.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Invernizzi. Ne ha facoltà.

  CRISTIAN INVERNIZZI. Signora Presidente, ringrazio la maggioranza e tutti per questa magnanimità: ci concedono, addirittura, trenta secondi, dopo che nemmeno in Commissione siamo riusciti ad affrontare questo provvedimento. Non vi è tanto da dire, salvo che, probabilmente, quelli che adesso sono in maggioranza al Governo, per la logica dell'alternanza, un domani saranno, magari, all'opposizione e si renderanno, magari, conto di cosa vuole dire essere trattati in questo modo, di cosa vuole dire trovarsi ad essere deputati all'opposizione e non sentirsi nemmeno quasi in diritto, o meglio, nella possibilità, di fare presente al resto dell'Assemblea quelle che sono delle valutazioni non ostruzionistiche, ma delle valutazioni semplicemente di merito.
  Mi auguro veramente che, al di là dei fatti politici che, in qualche modo, reggono un Governo che sappiamo tutti come è nato e non sappiamo come finirà, al di là di tutti questi tipi di ragionamenti, in qualche modo, mi auguro che tutti i colleghi, soprattutto quelli in maggioranza, magari non dico pubblicamente, ma quantomeno nel silenzio, all'interno delle loro coscienze, ragionino su quello che è avvenuto con questa legge elettorale.
  Per fare una piccola cronistoria, questa legge elettorale è stata incardinata in pochissimo tempo presso la Commissione; Commissione nella quale non vi è stata la minima possibilità di discussione. Vorrei ricordare anche alla signora Presidente, che parla di Regolamento, che mi sembra che, comunque, nel Regolamento sia previsto il fatto che i deputati possano partecipare liberamente ai voti espressi in Commissione, cosa che non è avvenuta in questo caso e cosa che è stata certificata in Ufficio di Presidenza per bocca dello stesso questore Fontanelli; che il Regolamento dovrebbe essere qualcosa che tutela soprattutto le opposizioni, che tutela soprattutto il diritto di chi, in quest'Aula, non rappresenta la maggioranza, di portare anche ragionamenti che sono esterni a logiche che, ripeto, altro scopo non hanno che quello di reggere un patto di Governo, più o meno forte, che in questo momento sta reggendo la Repubblica italiana.
  Guardi, signora Presidente, qui siamo veramente in una situazione che direi e Pag. 27continuo a definire paradossale, soprattutto per chi, come me, è in quest'Aula da questo mandato, e quindi è in quest'Aula, tra pochi giorni, da un anno. Abbiamo assistito veramente a tutto, abbiamo assistito a situazioni che, probabilmente, mai nessuno di noi avrebbe pensato di poter vedere, però continuiamo con questo clima, continuiamo con questo modo di portare avanti i lavori parlamentari.
  E adesso, addirittura, vengono presentati emendamenti, vengono presentate situazioni sulle quali gli stessi relatori di minoranza non possono esprimersi, perché non c’è il tempo materiale per valutarle.
  Allora, io mi chiedo: ma se veramente con questa legge elettorale, che dovrebbe essere anche il segno, dovrebbe essere il primo esempio della rinnovata capacità del Governo di dare risposte ai cittadini, che dovrebbe segnare il cammino e, quindi, dare la prospettiva di questo Governo, si inizia così, mi chiedo veramente, a questo punto, dove si potrà arrivare, perché – lo ripeto – è assurdo trovarci in una situazione paradossale come questa. È assurdo, su una legge elettorale, sulla quale tanti di noi, quasi tutti in campagna elettorale hanno parlato; è un tema affrontato sicuramente da tutti, è un tema sul quale ai cittadini avete detto: «Dateci fiducia, perché vedrete che con il nuovo corso e con la nuova legislatura sicuramente interverremo su una cosa che a voi dà fastidio, cioè sulla legge elettorale...». È assurdo che proprio su questo ci si stia comportando in questo modo.
  Io mi chiedo: ma per quale motivo ? Qual è il motivo per il quale in Commissione non si può parlare ? Qual è il motivo per il quale si arriva in Aula, si chiede di ragionare con un minimo di buon senso, si chiede alla maggioranza il tempo, visto che tanto voi il tempo non lo usate, e voi non volete concedere neanche questo ? Date dimostrazione di buona volontà e date il tempo alle minoranze e alle opposizioni di far presenti quelli che sono gli aspetti più oscuri di questa legge. Ma stiamo parlando di legge elettorale o stiamo parlando di qualcos'altro ?
  Concludo: a me spiace veramente che su un tema così importante a nessuno della maggioranza venga la benché minima volontà di dimostrarsi in qualche modo responsabile e di dimostrarsi in qualche modo veramente democratico. In bocca al lupo a voi, per quando vi troverete all'opposizione (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord e Autonomie).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Zaratti. Ne ha facoltà.

  FILIBERTO ZARATTI. Signora Presidente, mi rendo conto del suo ruolo e dei limiti del Regolamento. Ciò nonostante, mi permetta di dire che è abbastanza bizzarro che l'Aula possa discutere una legge fondamentale che regolamenta la nostra democrazia con tempi così stretti e così limitati.
  Io penso che davvero i partiti più grandi, che vogliono costruire una legge a loro uso e misura, ci potrebbero almeno concedere la possibilità di fare un dibattito un pochino più lungo, di avere qualche altro secondo per argomentare le nostre ragioni, anche perché il Parlamento che dovesse venir fuori da questo Italicum questo disturbo non ve lo darà.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Giordano. Ne ha facoltà.

  GIANCARLO GIORDANO. Signora Presidente, io capisco la fatica del suo ruolo, ma noi siamo qui a denunciare il fatto che questo Parlamento è condizionato, messo in una condizione mortificante di lavoro sotto dettatura, e chi detta è Verdini, a garanzia del patto scellerato tra Berlusconi e Renzi.
  Il punto non sono i 30 secondi, sono i 30 denari con cui si sta vendendo la possibilità di ricostruire il centrosinistra in questo Paese: questo ci amareggia molto (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Bruno. Ne ha facoltà.

Pag. 28

  FRANCO BRUNO. Signora Presidente, parlo a titolo personale, quindi dirò che sono favorevole a questo emendamento. Ovviamente i secondi che vengono concessi impediscono di poter argomentare il perché di un voto favorevole. Sembra quasi un pit stop. Sinceramente Presidente, qua non vince chi fa prima o chi riduce di più.
  So che il Regolamento è quello, ma la invito veramente: utilizzi la sua autorevolezza. Sessanta secondi: non stiamo facendo tattiche dilatorie; secondo me, se ci mette un po’ del suo, vedrà che riuscirà a darci 60 secondi per parlare sugli emendamenti.

  PRESIDENTE. La ringrazio. Sto usando tutta la possibile flessibilità su questo punto perché capisco l'esigenza. Cercherò di essere flessibile per quanto possibile, senza dimenticare che c’è il Regolamento e, dunque, a quello mi devo attenere.

  IGNAZIO LA RUSSA, Relatore di minoranza. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  IGNAZIO LA RUSSA, Relatore di minoranza. Signor Presidente, oltre al Regolamento, ci sono anche i precedenti. Se lei si fa dare dai suoi uffici i precedenti del Presidente Violante – io c'ero – vedrà che è assolutamente conforme ai precedenti ridare, anche per la terza e la quarta volta, tempi ai gruppi e ai deputati che li chiedono a titolo personale.

  PRESIDENTE. La ringrazio. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Scotto. Ne ha facoltà.

  ARTURO SCOTTO. Signora Presidente, qui noi non stiamo discutendo una qualsiasi legge, stiamo discutendo le regole del gioco per questo Paese. I tempi non sono un fatto indifferente. Andare troppo veloce molto spesso produce un vulnus democratico molto forte. Stiamo scegliendo il modo in cui si eleggono i parlamentari, non stiamo partecipando alla ruota della fortuna (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Fraccaro. Ne ha facoltà.

  RICCARDO FRACCARO. Signor Presidente, volevo solamente ricordarle come siamo arrivati a questo punto. Mi ricordo i lavori sulla legge elettorale a gennaio, mi ricordo il suo impegno, Presidente, a iniziare la discussione sulle linee generali in Aula entro la fine del mese per poi poter contingentare i tempi a febbraio. E siamo arrivati a marzo. E l'ha fatto e ci ha costretto a farlo anche se non abbiamo potuto discutere nemmeno un emendamento in Commissione, violando anche la Costituzione in questo senso.
  Dopo averlo fatto – e si era presa pubblicamente l'impegno in questo senso – tutto il Parlamento è stato deriso, preso in giro, piegato da volontà extraparlamentari a cui tutti noi oggi ancora sottostiamo. E anche lei, Presidente, è stata presa in giro perché ha calpestato la Costituzione per rispondere a degli interessi di partito, e in realtà non erano di partito, ma erano di alcuni personaggi, tra cui anche molti delinquenti che in questo Parlamento non risiedono (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
  Quindi, in questo momento, dopo tutto quello che è successo, è il caso di consentire ai parlamentari, e non solo ai parlamentari del MoVimento 5 Stelle, perché noi abbiamo ancora del tempo a disposizione, ma a quelli delle altre opposizioni e forze politiche, di intervenire per più di trenta secondi. Lei sa benissimo che in trenta secondi non si riesce a esprimere concetti su un tema così complesso e spesso tecnico come la legge elettorale. Noi semplicemente le chiediamo, quindi, un tempo ragionevole, un tempo che si addice alla buona politica, quella che a lei sta tanto a cuore, per poter intervenire e discutere una delle leggi più importanti per il nostro Paese. Grazie, Presidente (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

Pag. 29

  PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Fraccaro, ma il calendario si decide in sede di Conferenza dei presidenti di gruppo, non sono io a deciderlo. Per cui, abbiamo deciso in sede di Conferenza dei presidenti di gruppo e ci siamo impegnati a maggioranza.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Fava. Ne ha facoltà.

  CLAUDIO FAVA. Signor Presidente, trenta secondi solo per lasciare agli atti che una legge alla quale è affidato il compito di riqualificare le funzioni della politica e ricostruire un rapporto tra la comunità nazionale e le istituzioni politiche ha subito tre vulnus gravi: essere stata discussa senza avere mai un momento di approfondimento e di verità in Commissione, essere stata stravolta con un voto segreto che è stato voluto per questa ragione come voto segreto e aver subito un contingentamento surreale dei tempi. Per una legge che doveva rappresentare il primo punto di merito e di orgoglio di questo Governo, siamo abbastanza delusi e non ci stupisce in questo senso l'imbarazzato silenzio in questi giorni del Governo (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. Se ci sono altri interventi, è il momento adesso di farli perché altrimenti apro la votazione. Bene, passiamo ai voti.
  Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Migliore 1.614, con il parere contrario di Commissione e Governo, con il parere favorevole dei relatori di minoranza Bragantini e Pilozzi, e per il quale il relatore di minoranza La Russa si è rimesso all'Assemblea.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Colonnese, Cicchitto, Paola Bragantini, Marco Di Stefano, Ferro, hanno votato tutti ?
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti e votanti  549   
   Maggioranza  275   
    Hanno votato
 219    
    Hanno votato
no  330).    

  (La deputata Pellegrino ha segnalato che non è riuscita a votare).

  Passiamo alla votazione dell'emendamento La Russa 1.60, a pagina 75-76, che era stato accantonato, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole dei tre relatori di minoranza.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Migliore. Ne ha facoltà.

  GENNARO MIGLIORE. Signora Presidente, è un emendamento molto importante quello che ci apprestiamo a votare, anche in conseguenza del voto di ieri. Si tratta dell'emendamento che introduce il voto di preferenza. Noi preferiamo e avremmo preferito sempre la possibilità di introdurre il doppio voto di preferenza di genere, però vorrei chiedere ai colleghi di votare questo emendamento, prima di tutto perché è meglio una preferenza che una lista bloccata, e poi perché l'eventuale accoglimento di un successivo emendamento con la doppia preferenza di genere andrebbe a rafforzarlo, ed è per questo motivo che non li vedo in contrapposizione, ma l'uno in conseguenza dell'altro. Auspico che sul voto di preferenza si recuperi quel passo falso che è stato fatto ieri (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato La Russa. Ne ha facoltà.

  IGNAZIO LA RUSSA. Signor Presidente, concordo con quanto ha appena detto il collega Migliore. Anche noi avevamo presentato un emendamento con la doppia preferenza, con un massimo di due preferenze. Abbiamo poi dovuto segnalarne Pag. 30un numero limitato. Do subito parere anticipato sul successivo emendamento, che introdurrà la possibilità anche della seconda preferenza, quando verrà votato, ma credo che ora si tratti di decidere se questa proposta di legge elettorale, così strana nella sua formulazione e nel suo iter, debba essere una legge che sancisce che siano le segreterie dei partiti a decidere chi sono i deputati e i senatori, o se bisogna immaginare che sia possibile ridare al popolo la sovranità garantita dalla Costituzione.
  Noi pensiamo che sia giusto, anche dopo il voto di ieri, e ancor di più doveroso, ridare ai cittadini quel diritto che gli hanno assegnato i nostri padri costituenti di scegliere i propri rappresentanti. Peraltro, ciò avviene – come è stato più volte ricordato – al Parlamento europeo, per le regioni, nei consigli comunali, dove bastano, lì sì, qualche centinaio di voti non proprio trasparenti per determinare soluzioni che, qui alla Camera, non possono essere determinate per il ruolo che abbiamo e per l'ampiezza dei collegi.
  Certo, con le preferenze si sono registrati elementi concettuali – chiamiamoli fatti negativi – ma con qualunque sistema di scelta se ne registrano e, almeno in questo caso, noi possiamo dare ai cittadini la possibilità di correggere in futuro i loro errori. Se eleggono una persona che poi non si dimostra degna della loro preferenza, alla successiva occasione, la possono bocciare. Con le liste bloccate abbiamo visto la reiterazione di candidature che non trovavano alcun riscontro nel consenso dell'opinione pubblica.
  Io, quindi, che di elezioni ne ho fatto sia con le preferenze sia senza preferenze e che ho visto la differenza del rapporto che si crea tra l'eletto e l'elettore, quando sa che deve rispondere ai cittadini che lo hanno votato e, invece, quando sa che deve rispondere solo al capo di partito che lo ha scelto, vi dico, in assoluta coscienza, che non c’è paragone e il meglio sta nella possibilità di far sì che sia l'elettore a decidere chi deve stare in questa Aula e chi no.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato D'Ambrosio. Ne ha facoltà.

  GIUSEPPE D'AMBROSIO. Signor Presidente, chiaramente il MoVimento 5 Stelle voterà a favore di questo emendamento, una delle ultime possibilità per questo Parlamento di potere tornare alle preferenze, di potere, in qualche modo, correggere questa che noi abbiamo definito una «legge elettorale flipper». Flipper perché ? Perché di fatto la pallina colpisce il candidato a caso e quindi la scelta maschile o femminile delle quote rosa – e questo anche specifica il perché del voto contrario di ieri sera del MoVimento 5 Stelle – non ha alcun senso all'interno di questa proposta di legge elettorale.
  Ma, Presidente, io vorrei, per portare anche la chiarezza ed eliminare magari e lasciare poco spazio all'ipocrisia all'interno di questo Parlamento, leggere alcune parole che stanno girando adesso sui vari media e nella stampa e che riguardano questo percorso della proposta di legge elettorale. Leggo testualmente, Presidente. La persona che poi specificherò dice: «Sono esterrefatto. Tiene l'accordo Renzi-Berlusconi, sparisce il Partito Democratico. Il Partito Democratico sta votando una legge tutta contro il suo programma elettorale. Su questo tema, sul conflitto di interesse, votato alla chetichella intorno a mezzanotte, sulle candidature multiple c’è una scarsa conoscibilità tra elettore ed eletto. Tutte cose sulle quali avevamo giurato – ripeto: giurato – sulla testa dei nostri elettori, poverini, di non fare. Il PD si è spaccato, dando uno spettacolo indecoroso. Io mi mortifico e chiedo scusa agli elettori anche a nome degli altri».
  Poi, logicamente la persona in causa critica ancora una volta il MoVimento 5 Stelle, che sappiamo tutti essere sempre la causa principale di tutti i mali all'interno di quest'Aula, e ancora aggiunge: «Sentire dire “il conflitto di interesse lo facciamo la prossima volta sennò salta il patto con Berlusconi”, capite che ogni giorno ha la sua croce abbastanza pesante da portare». Questo è Civati del Partito Democratico, Pag. 31che saluto dall'altra parte dell'Aula (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) e al quale una volta tanto – una volta almeno – chiedo coerenza e coerenza significa non dire un «sì» sfiduciato ma semplicemente dimettersi dalla carica di deputato e tornare a casa, spiegando ai suoi elettori ciò che afferma qui, perché, se non siete coerenti rispetto a quello che dite e fate questo – e chi pensa come Civati deve farlo – vi prego allora semplicemente di fare una cosa, di uscire da quest'Aula e possibilmente spegnere la luce perché a riaccenderla ci pensiamo noi (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Rabino. Ne ha facoltà.

  MARIANO RABINO. Presidente, signori Ministri, colleghi, Scelta Civica per l'Italia ancora una volta, anche su questo emendamento, rivendica un percorso di linearità e di coerenza.
  Noi stiamo assistendo a un dibattito dove su ogni vicenda, su ogni particolare, nel merito di ogni questione ogni partito, ogni parlamentare vuole mettere un pezzo, come in un collage impazzito. Avremmo dovuto tutti – forze politiche responsabili, Governo, maggioranza, maggioranza minoranza, Matteo Renzi, Silvio Berlusconi – scegliere un modello elettorale coerente. Ce ne sono tanti in giro per il mondo, che hanno dato buona prova di sé.
  Noi ci siamo sempre battuti per un sistema che mettesse insieme la necessità della stabilità, della governabilità, ma anche le ragioni della rappresentanza democratica, della rappresentanza dell'articolazione nel nostro Paese. Ed è per questo che dal primo minuto ci siamo battuti per un sistema elettorale che prevedesse innanzitutto il doppio turno. E siamo contenti che, dopo una prima partenza, quando il sistema elettorale immaginato sembrava più un modello spagnolo che non un modello francese a doppio turno, i due partiti principali, i protagonisti dell'accordo hanno voluto ritornare sui loro passi e accettare e approvare l'ipotesi di un secondo turno, che stabilisse in qualche modo le ragioni della stabilità e della governabilità a partire da un consenso più largo e non solo con un premio di maggioranza esagerato, attribuito alla forza politica o alla coalizione che fosse arrivata prima nella prima fase elettorale.
  Così come da subito, per evitare questo derby, questo scontro tribale tra i sostenitori delle preferenze e i sostenitori delle liste bloccate, abbiamo pensato che anche in questo fosse lineare e coerente rispetto a un sistema elettorale a doppio turno – pensiamo al ”Provincellum, che ha sempre dato buona prova di sé – che fosse importante costruire le condizioni per utilizzare lo schema e la tecnica di selezione e di elezione dei candidati a partire dal collegio uninominale. Guardate, l'esperienza ce lo insegna, è assolutamente inconfutabile: con il Provincellum si evitano le lotte fratricide tra i candidati dello stesso partito. C’è una spinta, collegio uninominale per collegio uninominale, perché i partiti esprimano al loro interno i candidati, le candidate migliori, perché la competizione è virtuosa con le altre forze politiche per avere la percentuale migliore e poter accedere alla distribuzione dei seggi, una volta assegnati al partito. I collegi sono piccoli e i partiti hanno la libertà di immaginare, nei collegi piccoli – collegi di 100, 120 mila abitanti al massimo –, processi di selezione – che possono essere le primarie, le consultazioni – che possono prevedere naturalmente anche un concorso e una previsione di parità di genere, di accesso alla candidatura.
  Il collegio uninominale: noi ci auguriamo, insistiamo su questa modalità, che nel prosieguo di questo dibattito, al Senato, eventualmente in una seconda lettura alla Camera dei deputati, ci sia lo spazio per un ravvedimento operoso delle forze politiche, perché anche coloro che hanno costruito l'accordo si rendano conto che le liste bloccate da un lato, e le preferenze, dall'altro lato, provocano problemi, provocano insoddisfazioni generali. La soluzione del collegio uninominale ci sembra la più utile, la più virtuosa ed è Pag. 32per questo che Scelta Civica voterà coerentemente contro l'emendamento (Applausi dei deputati del gruppo Scelta Civica per l'Italia).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Pisicchio. Ne ha facoltà.

  PINO PISICCHIO. Signor Presidente, dati i «lussureggianti» tempi che ho a disposizione, lascio solo un telegramma. Io sono convinto che si debba votare oggi, qui la legge elettorale e non attendere il secondo round del Senato, perché è incerto e non sappiamo come va a finire. In coerenza con quel che abbiamo detto fino a questo momento, noi voteremo in modo favorevole questo emendamento che introduce la preferenza. Certo, avremmo voluto che fosse approvata la nostra proposta emendativa, che prevedeva due preferenze, la seconda preferenza di genere.
  Tuttavia, l'introduzione del principio della preferenza riequilibra un sistema che è totalmente sballato.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, la deputata Dieni. Ne ha facoltà.

  FEDERICA DIENI. Signor Presidente, mi voglio rivolgere in particolare alle deputate del PD: chiedo a loro di fare un atto di coraggio e di assumersi le proprie responsabilità, chiedendo ai deputati del proprio partito di votare a favore del ripristino delle preferenze; un ripristino voluto da tutti i cittadini italiani e, in particolare dai loro elettori, che hanno sposato una campagna elettorale del loro Premier basata, appunto, sul ritorno alle preferenze. Noi riteniamo che questo sia il migliore metodo affinché i cittadini possano scegliere liberamente i propri rappresentanti, con un criterio unico: quello dell'onestà e della meritocrazia (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Bragantini. Ne ha facoltà.

  MATTEO BRAGANTINI. Signor Presidente, per quanto riguarda questo emendamento, anche noi ne avevamo presentato più di uno – e dopo ce ne sarà un altro – sulle preferenze. È vero, anche noi avevamo presentato due, tre sistemi – una sola preferenza, come in questo emendamento; due preferenze, di cui una di genere; una preferenza, però, salvaguardando il primo della lista scelto dai partiti – per dare uno spettro di possibilità. Ma su tutti questi, e su tutti i prossimi emendamenti sulle preferenze, noi siamo favorevoli, perché è dal 1993 che non ci sono le preferenze per il Parlamento, i deputati sono sempre stati scelti dai partiti, perché anche con il Mattarellum erano i partiti a decidere in quale collegio vincente mettere quale persona, anzi, più partiti si mettevano insieme.
  Dunque, se tutti siamo coerenti, bisogna dire: reintroduciamo le preferenze. Non vedo perché si permetta che ci siano le preferenze nelle elezioni comunali, nelle regionali, al Parlamento europeo, mentre per i parlamentari non ci sono le preferenze. Cosa vuol dire ? Che in Parlamento devono andare solo le persone che non hanno consenso parlamentare, ma che devono essere semplicemente dei bravi servitori del proprio comandante ? Penso di no. Tutti noi abbiamo una dignità, tutti noi stiamo facendo politica per passione; abbiamo avuto tutti, molti, un'esperienza amministrativa e, dunque, tutti noi siamo qua perché, presumo – almeno, parlo per quelli del mio movimento –, ce lo siamo meritato e perché il partito, il movimento hanno ritenuto che ci sono delle persone da mandare perché possono dare qualcosa in più. Voi, invece, se non inserite le preferenze, volete continuare a dire che in Parlamento ci vanno solo i nominati.
  Dunque, uno scatto d'orgoglio: avete bocciato le quote rosa, avete bocciato il conflitto d'interessi, dicendo che non era il momento per discuterlo in questa legge elettorale. Ma se non si parla durante l'esame della legge elettorale del conflitto d'interessi, spiegatemi dove si deve parlare del conflitto d'interessi. È nella legge elettorale il conflitto d'interessi. Almeno, sulle Pag. 33preferenze, fate passare questo principio sacrosanto, un principio che sul territorio voi avete sempre difeso.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Gitti. Ne ha facoltà.

  GREGORIO GITTI. Signor Presidente, cari colleghi, stiamo entrando nell'ultima prova: ad oggi, non ho alcun imbarazzo a dichiarare che con i voti finora assunti da quest'Assemblea è largamente preferibile la legge Calderoli a questa legge che si sta delineando. Meglio il Porcellum di questa legge (Applausi dei deputati dei gruppi Per l'Italia, MoVimento 5 Stelle, Scelta Civica per l'Italia, Sinistra Ecologia Libertà e Fratelli d'Italia e di deputati del gruppo Forza Italia – Il Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente). Abbiamo approvato senza alcuna enfasi una formula che è una truffa ai danni dei cittadini italiani. Abbiamo modificato per la prima volta l'algoritmo Togliatti-Dossetti, che perfino il Porcellum aveva rispettato. Non abbiamo più il quoziente di maggioranza e di minoranza: abbiamo un sistema spagnolo in senso tecnico, anche perché il ballottaggio è un'eccezione, ricordiamocelo, perché la quota al 37 per cento segna un'eccezione.
  Dobbiamo fare – richiamo le parole di Pisicchio – uno scatto di orgoglio, dobbiamo finire di fare la battaglia sulle preferenze per rendere questa proposta di legge praticabile. È per questa ragione che dichiaro di appoggiare, fin da subito, l'emendamento La Russa che introduce questo principio, ma dirò anche che l'emendamento a mia firma credo che sia, anche, per la battaglia delle deputate, l'ultima spiaggia, l'ultima spiaggia per fare passare un minimo di riequilibrio con la preferenza di genere. Segnalo un'attenzione particolare e segnalo la forte convinzione del gruppo dei Popolari in appoggio all'emendamento La Russa su questo voto.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Sannicandro. Ne ha facoltà.

  ARCANGELO SANNICANDRO. Signora Presidente, dal 2005 avete promesso agli italiani che avreste restituito il diritto di voto a ciascuno di loro. Dal 2005 avete mentito, oggi avete la possibilità di riabilitarvi dimostrando qualcosa di diverso. Io voto con convinzione, ma voto anche per «legittima difesa», perché non vorrei che i forconi mi inseguissero al di fuori di quest'Aula (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Melilla. Ne ha facoltà.

  GIANNI MELILLA. Signora Presidente, l'ebbrezza di questa movida la dobbiamo al duo Renzi-Berlusconi, vogliono dimostrare che comandano l'Italia, che sono i padroni dell'Italia. Sulle preferenze mi aspetto uno scatto d'orgoglio, soprattutto da parte di quei colleghi del PD che da settimane dicono di volere le preferenze. È il momento della verità; ci aspettiamo coerenza, serietà, rigore, altrimenti farete la fine del Pasok.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Cera. Ne ha facoltà.

  ANGELO CERA. Signora Presidente, volevo ricordare che chiedere la preferenza significa essere conosciuto dal cittadino. Pretendere la preferenza come facciamo noi, significa stare vicino al cittadino che nel dramma non trova più nessuno sul territorio. Quanti sono i cittadini che ci conoscono ? Nessuno ! Quanti sono i cittadini che richiedono il gusto di tornare alla preferenza ? Il gusto di ritornare alla preferenza significa togliere anche l'alibi al cittadino che pochi scelgono il Parlamento. La preferenza, Presidente, è la più alta forma di democrazia; questo Parlamento muto ne è esattamente il contrario.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Di Battista. Ne ha facoltà.

Pag. 34

  ALESSANDRO DI BATTISTA. Signora Presidente, nell'intervista citata dal collega D'Ambrosio, il collega Civati dice anche: un po’ di antiberlusconismo me lo voglio ritagliare. Un po’, giusto un'anticchietta, Pippo. Stamattina la collega Moretti, alla quale mi rivolgo attraverso di lei, Presidente, fa una dichiarazione sconvolgente: ci hanno fatto votare contro il conflitto di interessi. Allora, se c’è ancora un'anticchietta di antiberlusconismo all'interno del Partito Democratico, vi imploriamo di non dire sempre «no», ma di votare questo emendamento per il ritorno alle preferenze e di fregare, grazie alle preferenze, il delinquente Berlusconi (Commenti dei deputati del gruppo Forza Italia – Il Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente). Ce la possiamo fare, non dite sempre «no» (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) !

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Paglia. Ne ha facoltà.

  GIOVANNI PAGLIA. Signora Presidente, in quest'Aula, qui, ieri, mentre si discuteva la possibilità di inserire alcuni elementi di democrazia paritaria, ho sentito dire che questi dovevano essere rigettati perché avrebbero eliminato la possibilità per i partiti di selezionare, non i candidati, ma gli eletti; proprio così: di selezionare gli eletti, il diritto dei partiti di selezionare gli eletti. Io credo, molto semplicemente, che il diritto di selezionare gli eletti appartenga ai cittadini e solo ai cittadini ed è questo il motivo per cui voterò questo emendamento e chiedo a tutto il Parlamento di farlo.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Zaratti. Ne ha facoltà.

  FILIBERTO ZARATTI. Signora Presidente, io invece voglio ringraziare Pippo Civati e Alessandra Moretti, che almeno fuori di quest'Aula hanno il coraggio di dire come stanno le cose; almeno qualcuno del PD ha il coraggio di raccontare ai cittadini pubblicamente quello che sta accadendo in quest'Aula. Voglio ricordare che una legge elettorale con le preferenze trasforma i deputati in rappresentanti dei cittadini e delle cittadine e una legge elettorale senza preferenze li fa vassalli del leader di turno. Questo è quello che sta accadendo qui dentro. Quelli che vi fanno votare contro il conflitto di interessi, quelli che non rispettano le promesse fatte agli elettori sono i leader che vi vogliono soltanto vassalli (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Prataviera. Ne ha facoltà.

  EMANUELE PRATAVIERA. Signor Presidente, ho trenta secondi, giusto ?

  PRESIDENTE. Sì.

  EMANUELE PRATAVIERA. Signor Presidente, sono 30 secondi, come lei ha giustificato prima, per via del Regolamento, così come il Regolamento era stato applicato anche nel caso della tagliola. Peccato che in questo Stato ormai sia una prassi rispettare più il Regolamento che i principi di buon senso, principi di buon senso che mancano, ancora una volta, dal nostro punto di vista, perché di fatto qui dentro il PD sta «vendendo» almeno dieci anni di battaglie dei militanti nel territorio, anni in cui i militanti del PD si erano battuti anche a casa nostra proprio per reintrodurre il principio della preferenza. Complimenti !

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Franco Bordo. Ne ha facoltà.

  FRANCO BORDO. Signor Presidente, non è uno scatto d'orgoglio quello che chiedo, ma soltanto una coerenza con quanto promesso da anni nelle piazze del Paese, nelle campagne elettorali. Ce lo ricordiamo ancora «Italia. Bene Comune» ? Su questo siete stati eletti ! Dentro Pag. 35quel programma elettorale cosa si diceva sulla legge elettorale ? Una legge elettorale che riporti all'elettore la potestà di scegliere il proprio eletto. Questo lo chiedono ancora oggi con forza in appelli che girano su tutta la rete: preferisco le preferenze. Votate con coerenza, se no non stupiamoci più se il populismo dei signori grillini vincerà in questo Paese (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Fiano. Ne ha facoltà.

  EMANUELE FIANO. Signora Presidente, per il suo tramite vorrei dare alcune risposte a molti quesiti che qui sono stati sollevati sull'atteggiamento che ha avuto e che ha il Partito Democratico complessivamente su questo provvedimento e su questo emendamento. Intanto vorrei dire che io personalmente siedo in questo Parlamento perché ho svolto, come da statuto del mio partito, le primarie: sono risultato primo nella città dove abito e con la scelta che hanno fatto gli elettori del Partito Democratico abbiamo costruito le liste che hanno portato in questo Parlamento i nostri parlamentari. In secondo luogo penso di aver ascoltato opinioni molto legittime, che indicano modelli diversi di scelta degli eletti rispetto a quello che è stato messo al centro della legge elettorale che stiamo votando in questi giorni, però vorrei – l'ho già fatto in altre occasioni, signora Presidente, ma lo vorrei ribadire – togliere dal tavolo del nostro dibattito l'ipotesi che chi non sceglie il modello di voto delle preferenze stia compiendo un atto anticostituzionale, perché lo dice la sentenza n. 1 del 2014. Questa sentenza dice che, sulla base di analoghi argomenti, la Corte si è già espressa per la legge che c'era nei comuni sotto i 5.000 abitanti sino al 1975, nelle quali gli elettori avevano il compito di votare le liste e non i candidati. Quel metodo – cito la Corte – «di indicare l'ordine di presentazione delle candidature non lede in alcun modo la libertà di voto del cittadino: a condizione che quest'ultimo sia “pur sempre libero e garantito nella sua manifestazione di volontà, sia nella scelta del raggruppamento (...), sia nel votare questo o quel candidato incluso nella lista prescelta (...)”».
  Quindi tutte legittime le opinioni che ho ascoltato, con grande attenzione e rispetto, perché molte di esse si iscrivono nelle tradizioni politiche non solo del nostro Paese, ma anche di altri; ma non che chi ha quest'alta opinione esprima un parere anticostituzionale.
  Secondo, qui ho sentito citare da autorevoli colleghi – penso all'intervento del collega Rabino – la preferenza per un sistema a collegi uninominali, che per esempio anche io ritengo un sistema buono. Ricordiamoci però che in altri Paesi, anche di questo continente, dove vige quel sistema a collegi uninominali, allora anche quei Paesi, ai quali alle volte noi guardiamo come esempio di democrazia, anche quei Paesi hanno sistemi elettorali che ledono il principio di uguaglianza totale tra il voto espresso del cittadino e la rappresentanza parlamentare. Cioè esistono Paesi ai quali noi guardiamo come esempio di democrazia che non hanno un'espressione del voto che sia attraverso le preferenze.
  E quindi, scusate, ragioniamo sul piano della legittimità delle idee di ognuno di noi, perché anche io voglio che questo Parlamento sia rappresentativo il più possibile, e i prossimi Parlamenti, della volontà degli elettori; che non si esprime unicamente con la metodologia delle preferenze. Innanzitutto perché ciascun partito può dotarsi, come ha fatto il Partito Democratico, dalla sua nascita, di un sistema assoluto di scelta dei propri elettori, attraverso il metodo delle primarie, che ha scelto per esempio anche il partito di SEL, e che costituisce il filtro per la scelta delle candidature.

  PRESIDENTE. La invito a concludere.

  EMANUELE FIANO. Ed in secondo luogo, perché la sentenza della Corte costituzionale, censurando – ho concluso, Pag. 36Presidente – il modello del Porcellum, censurava – è scritto nella sentenza – in particolar modo la lunghezza di quelle liste, che impediva la conoscibilità dei candidati agli elettori, cosa che non è più in questo metodo.
  Infine – ho finito, Presidente – vorrei dire ad alcuni colleghi del MoVimento 5 Stelle, per il suo tramite, che ci hanno ricordato il voto con cui questo Parlamento ieri ha bocciato la possibilità, secondo me auspicabile, che la legge contenesse un principio di salvaguardia: l'ultimo emendamento, per esempio, quello famoso del 40 e 60. Io accetto critiche da tutti sul principio di salvaguardia e antidiscriminazione; non certo da chi ha votato contro quegli emendamenti, come il MoVimento 5 Stelle (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

  PRESIDENTE. Colleghi, vorrei salutare i docenti e gli studenti della scuola media superiore Hensemberger di Monza, che assistono qui ai nostri lavori dalla tribuna. Bene arrivati.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto la deputata Meloni. Ne ha facoltà.

  GIORGIA MELONI. Signor Presidente, non so francamente a quali modelli di avanzata democrazia il collega Fiano si rifaccia, perché quello che sembra a noi è che in quest'Aula ci si tenti di rifare al modello della democrazia della Corea del Nord.
  Ora, io voglio farvi una domanda semplice, colleghi: qual è il motivo per il quale noi abbiamo definito l'attuale sistema elettorale, la legge Calderoli del 2005, un Porcellum ? Qualcuno mi può dire in ragione di quale accusa noi abbiamo definito una porcata la legge con la quale abbiamo votato in questi anni ? Perché io ricordo, se non sono capitata in dibattiti televisivi di un altro tempo e di un altro mondo, che il motivo principale per il quale noi abbiamo definito una porcata l'attuale legge elettorale era sostanzialmente la incapacità e la impossibilità con questo sistema, da parte del popolo italiano, di scegliersi i propri rappresentanti, e il fatto che i partiti politici si arrogavano un diritto che la Costituzione non riconosce loro. E qui vale la pena di leggerlo l'articolo 49 della Costituzione, perché l'articolo 49 della Costituzione dice che tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale. Concorrere con metodo democratico significa avere la possibilità di misurarsi con il consenso degli italiani per rappresentare gli italiani in Parlamento, non significa stare lì a compiacere il capo per poter ottenere una candidatura.
  È molto diverso, colleghi. Noi sappiamo quale è la tesi per la quale si dice che le preferenze non vanno bene, è da sempre la tesi di chi sostiene, come parte sia del centrodestra che del centrosinistra, che in qualche modo se un parlamentare lo nomini tu fa quello che dici tu perché a te risponde; se invece un parlamentare ha il consenso per farsi eleggere dagli italiani c’è il rischio che risponda a quello che quegli italiani gli chiedono di fare e che quindi in alcuni casi possa anche dire di no al capo. Ma qui c’è una grande menzogna che noi dobbiamo svelare: il Parlamento, Presidente, non appartiene ai partiti politici, il Parlamento appartiene agli italiani e i partiti politici sono lo strumento attraverso il quale gli italiani esercitano il diritto di eleggere propri rappresentanti. Noi non dobbiamo fare una concessione gli italiani, dobbiamo riconoscergli qualcosa che è costituzionalmente riconosciuto loro. I partiti non possono nominare i rappresentanti del popolo italiano; mi sembra la cosa più banale del mondo, e guardate mi stupisce questo Partito Democratico che ha così paura della democrazia, almeno cambiate norme insomma, se volete negare la possibilità di esercitare quella democrazia a ogni piè sospinto al popolo italiano.
  Né, colleghi, mi convincerà mai questa tesi della corruzione: «eh no, le preferenze non si possono mettere perché con le preferenze vengono eletti dei corrotti, c’è il rischio del voto di scambio». Ma vi rendete conto di quanto sia folle questa tesi ? In primo luogo, perché noi eleggiamo a Pag. 37preferenza i nostri rappresentanti in tutti gli altri livelli e non ho visto nessuno dei colleghi che dicono che le preferenze portano questo grado di corruzione intollerabile in Italia, presentare una proposta di legge per abolire il sistema delle preferenze nel consiglio comunale, nel consiglio regionale o nel Parlamento europeo. In secondo luogo, colleghi, perché diciamoci la verità non è che con le liste bloccate non abbiamo visto qualche ladro e qualche faccendiere essere presente all'interno di questo Parlamento. In terzo luogo, consentitemi: dire che con il voto di preferenza si favorisce la corruzione e l'elezione di corrotti equivale a dire che gli italiani sono mediamente corrotti e che se fossero messi nella condizione di scegliersi i propri rappresentanti tenderebbero a scegliere dei corrotti e che quindi questi illuminati dittatori che governano i partiti fanno agli italiani la cortesia di nominare loro i propri rappresentanti perché gli italiani sono indegni per nominarseli. Francamente è una tesi insostenibile; è ovvio ed è insito in ogni sistema democratico il rischio di un rapporto malsano tra eletto ed elettore. Ma il rischio della corruzione si combatte combattendo la corruzione non la democrazia stessa, non si possono mischiare due cose che non c'entrano niente l'una con l'altra (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia), perché stiamo dicendo una cosa che è indegna per dei rappresentanti del popolo italiano. Se noi siamo rappresentanti del popolo italiano e non ci consideriamo migliori degli italiani, dobbiamo riconoscere agli italiani la possibilità di determinarsi e di autodeterminarsi, questo stiamo chiedendo Presidente, e concludo.
  Allora voglio dire, vi prego – perché è praticamente l'ultima chiamata – vi prego, coraggio colleghi, il coraggio di riconoscere agli italiani qualcosa che è loro e che non è nostro, il coraggio di riconoscergli un diritto, altrimenti rimarrà, quando noi dovessimo bocciare questo emendamento, negli italiani che ci guardano il dubbio che noi non abbiamo voluto le preferenze perché non eravamo certi di avere sufficiente preferenze per essere rieletti. Ma banalmente, e lo dico di me stessa e lo dico di tutti noi, per chi di noi non avesse voti sufficienti per stare in questo Parlamento, segnalo sommessamente che non dovrebbe starci perché non lo merita (Applausi dei deputati dei gruppi Fratelli d'Italia e MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Manlio Di Stefano. Ne ha facoltà.

  MANLIO DI STEFANO. Signor Presidente, io mi rivolgo alle donne che ieri giustamente hanno fatto una campagna a favore della parità di genere, nonostante non condividiamo il modo di arrivarci, perché credo che abbiano il diritto di essere scelte dai loro elettori per le loro qualità, e quindi non dal segretario di un partito. Mi rivolgo ai giovani di tutti i partiti che hanno avuto il piacere di essere scelti alle primarie del loro partito, alle parlamentarie nel nostro caso, e che quindi sanno quanto bello sia essere scelto per le proprie qualità.
  Mi rivolgo anche ai meno giovani, che magari hanno voglia di lasciare in questa Aula un buon ricordo, e non lasciare il ricordo di chi ha votato una legge peggiore del Porcellum.
  E mi rivolgo sostanzialmente a tutti noi, sperando che si possa davvero capire che questa è l'ultima chiamata, che non ci sarà un giorno nuovo per poter fare una legge elettorale nuova, migliore di questa che state oggi approvando.
  Quindi, abbiate realmente la volontà e la voglia di andare oltre quello che vi hanno imposto i partiti e, come c'era in altre campagne la famosa frase «se non ora, quando ?», questa è l'ultima chiamata, se non ora, quando (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) ?

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Parisi. Ne ha facoltà.

  MASSIMO PARISI. Signor Presidente, il tema delle preferenze che stiamo dibattendo Pag. 38è certamente un tema cruciale, credo che però, nell'affrontarlo, dovremmo avere tutti un approccio un po’ più laico perché, vedete, si faceva prima riferimento ad altri Paesi del mondo, si diceva che la nostra democrazia non sarebbe democrazia senza le preferenze, allora dovremmo forse domandarci per esempio in quali Paesi europei e in quali Paesi del mondo il sistema a lista aperta, cioè il modello italiano di espressione delle preferenze, sia stato e sia adottato. Ebbene, c’è un solo Paese in Europa che ha adottato e adotta il sistema a lista aperta, questo Paese è la Grecia. Esistono, è vero, altri Paesi europei che hanno in qualche modo utilizzato in parte il sistema delle preferenze, i cosiddetti sistemi a lista flessibile, ma nessuno utilizza il sistema italiano, il sistema delle liste aperte, sul quale – segnalo – si è espresso il popolo italiano con un referendum. Ce ne dimentichiamo spesso, ma forse varrebbe la pena di ricordarlo.
  Ora, rispetto a tutti coloro che sostengono che gli italiani ci chiedono questo sistema, il sistema delle preferenze, bisognerebbe ricordare che le preferenze in Italia – per tornare al nostro Paese – esistono, esistono per le elezioni regionali, esistono per le elezioni europee, esistono per l'elezione dei consigli comunali. Allora, se noi chiediamo in un sondaggio se si è favorevoli a che i candidati siano selezionati da un segretario di partito o con il sistema delle preferenze, sicuramente l'80 per cento degli italiani dirà: no, col sistema delle preferenze. Poi però, quando si tratta di andare a votare con le preferenze, dobbiamo andare a vedere il tasso espresso, perché i sondaggi vogliono dire qualcosa, ma le preferenze esistono. Si vota in questo Paese con le preferenze.
  Ebbene, giusto per citare il dato più recente o quantomeno uno dei più recenti, il tasso di espressione di preferenza nelle elezioni regionali, relativo alle elezioni lombarde del 2013, sapete quanti lombardi hanno espresso la preferenza ? Il 16,3 per cento. Allora, nei sondaggi si può dire che vogliamo le preferenze, poi quando andiamo a votare e abbiamo la possibilità di esprimerci, quando è stato speso qualche centinaio di milioni di euro per chiedere la preferenza – perché anche questo bisognerebbe dire, io non voglio parlare di criminalità o di possibili infiltrazioni, voglio dire che le preferenze si chiedono, si chiedono con sistemi che costano, perché costano –, nonostante questo, sono questi alcuni dei tassi che registriamo. Nelle regioni del sud posso dare atto che ci sono tassi molto più alti, molto più significativi di questo, ma è singolare fare riferimento ai sondaggi di opinione sulla volontà degli italiani, di cui spesso ci dichiariamo interpreti da soli, quando poi gli italiani chiamati a votare esprimono le preferenze con questi livelli di partecipazione, con tutto quello che è stato speso per le preferenze.
  Vorrei anche dire – anche qui in maniera non dogmatica, ma laica, perché questo è un tema certamente cruciale, attiene alla selezione delle classi dirigenti – che sul tema delle preferenze, per come sono state applicate in Italia, esiste una letteratura scientifica. Allora, lasciamo perdere pure le infiltrazioni della criminalità e il rischio di condizionamento delle lobby, lasciamo perdere perché qualcuno si potrebbe offendere, ma tutti gli studi scientifici dimostrano che le preferenze, per esempio, danneggiano i candidati giovani, che le preferenze danneggiano le donne, che le preferenze favoriscono il candidato uscente rispetto all'entrante, perché l'uscente ha i suoi cinque anni, tre anni – a seconda della durata della legislatura o della consiliatura – di campagna elettorale permanente fatta attraverso la politica e attraverso l'esercizio del ruolo istituzionale. Sono studi scientifici che potete tranquillamente trovare, c’è una scuola da questo punto di vista...

  PRESIDENTE. La invito a concludere.

  MASSIMO PARISI. Io credevo di avere diritto a cinque minuti, Presidente.

  PRESIDENTE. Infatti, però mancano 49 secondi.

Pag. 39

  MASSIMO PARISI. Benissimo. Allora, oltre al fatto che io credo che gli italiani ci chiedano una semplificazione della politica e vadano a votare di più quando la sfida è netta e chiara, quando è fra due leader, quando si tratta di scegliere il Governo del Paese, nessuna elezione con preferenze ha un tasso di partecipazione al voto superiore a quello delle elezioni politiche dove le preferenze non esistono.
  Allora, noi interpretiamo e crediamo di interpretare, ma le preferenze, per esempio, ci costringono e costringono i partiti a fare campagne autoreferenziali, perché combattiamo l'uno contro l'altro, anziché spiegare le nostre ragioni rispetto a quelle degli avversari politici. Con tutto questo, è evidente che su questo tema tutte le opinioni sono legittime, ma sostenere che senza le preferenze non c’è democrazia vorrebbe dire che in larga parte del mondo non c’è democrazia (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia – Il Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente).

  PRESIDENTE. La ringrazio, anche per essere stato nei cinque minuti. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Cirielli. Ne ha facoltà.

  EDMONDO CIRIELLI. Signora Presidente, colleghi, componenti dei Ministeri, voglio soltanto aggiungere qualche considerazione a quello che è stato già detto da molti colleghi relativamente alla possibilità che i parlamentari non siano rappresentanti, non dei partiti, perché oggi sappiamo bene in che difficoltà vivono i partiti dal punto di vista della loro democrazia interna, ma del popolo. Al di là delle preferenze, che rappresentano sicuramente il sistema più semplice – c'era il «Provincellum», com’è stato detto, una proposta che ho presentato anche io...

  PRESIDENTE. Concluda.

  EDMONDO CIRIELLI. Concludo, Presidente, io non ho parlato quasi per nulla. Se il Presidente della Repubblica dice che questa è una legge importante da condividere e non possiamo parlare neanche su quello che dà l'essenza alla democrazia del nostro Paese...

  PRESIDENTE. Concluda.

  EDMONDO CIRIELLI. Concludo dicendo che credo che si possa dare potere a questo Parlamento soltanto tramite la forza dei parlamentari. Se i parlamentari sono nominati dei satrapi eletti dalle televisioni, questo Parlamento non ha più senso di essere (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, la deputata Di Salvo. Ne ha facoltà.

  TITTI DI SALVO. Signor Presidente, utilizzo i miei trenta secondi, attraverso lei, per fare una domanda ai colleghi di Scelta Civica, perché io non ho capito: loro hanno detto di votare contro l'emendamento che introduce le preferenze perché preferiscono l'uninominale. Anche noi abbiamo raccolto un milione di firme per sostenere questo stesso obiettivo, però oggi siamo chiamati a scegliere tra l'arbitrio della lista bloccata e le preferenze. Questo è il nodo del contendere e francamente, di fronte alla lista bloccata e all'arbitrio che presuppone, forse è meglio. Per questo vi invito a votare a favore delle preferenze.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Pilozzi. Ne ha facoltà.

  NAZZARENO PILOZZI. Signor Presidente, cercherò di stare nei trenta secondi, anche se è complicato, per dire due cose al collega Parisi tramite lei, Presidente. È vero che in Europa forse c’è un solo sistema dove si vota con le preferenze, ma questo sistema è anche valido per il Parlamento europeo, forse Parisi non lo sa. E dicendo che il voto di preferenza danneggia alcune categorie di candidati, non vorrei che tra qualche tempo venissero Pag. 40qua, dopo che magari la legge è stata esaminata dal Senato, e ci dicessero che il voto dei cittadini danneggia il Paese.
  Poi, Presidente, per concludere, noi le abbiamo fatte le primarie, collega Fiano, ma abbiamo fatto le primarie perché volevamo le preferenze. Se introduciamo le preferenze, non faremo le primarie. Questo credo sia un punto semplice di questa legge.

  PRESIDENTE. Concluda.

  NAZZARENO PILOZZI. Tra l'altro, collega Fiano, c’è da dire che la Corte costituzionale le preferenze le ha inserite, siete voi che le state togliendo. Quindi, non cerchi di citare la Corte costituzionale. Soprattutto, io credo che bisogna intervenire sempre, anche quando c’è il voto 60 e 40 e non indicare solo chi è che vota e chi non vota.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Causin. Ne ha facoltà.

  ANDREA CAUSIN. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a titolo personale e in dissenso dal gruppo, vorrei ringraziare l'onorevole Balduzzi per aver fatto una proposta alta, quella della reintroduzione dei collegi uninominali, che mi sembrava una buona mediazione, che non ha però purtroppo trovato riscontro, né all'interno della maggioranza né purtroppo all'interno di questo Parlamento. Voterò perciò a favore dell'emendamento La Russa, perché, tra lo scandalo delle liste bloccate e la possibilità di restituire il diritto di scelta degli elettori rispetto ai propri eletti, non ho alcun dubbio (Applausi di deputati del gruppo Per l'Italia).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, la deputata Binetti. Ne ha facoltà.

  PAOLA BINETTI. Signor Presidente, l'UdC ha sempre sostenuto la necessità di tornare alle preferenze con una ispirazione soprattutto di lealtà e di dialogo tra i cittadini e coloro che li rappresentano in Parlamento.
  In questo caso specifico, però, quello che trovo più contraddittorio è che coloro che si schierano contro le preferenze, poi, da un lato, hanno, per così dire, giustamente inventato le primarie, ma non possiamo dimenticare che le primarie sono state inventate esattamente in un momento in cui mancavano le preferenze...

  PRESIDENTE. Deputata, concluda.

  PAOLA BINETTI... e poi, ieri, dopo avere fatto mancare il voto agli emendamenti a sostegno della parità di genere, la giustificazione che il Presidente Renzi ha dato è stata: «Non vi preoccupate, nel PD vi sarà l'alternanza». Allora, non si capisce perché certi benefici vadano bene in forma extraparlamentare e non debbano essere contemplati all'interno del modello che stiamo votando (Applausi dei deputati del gruppo Per l'Italia).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Zan. Ne ha facoltà.

  ALESSANDRO ZAN. Signora Presidente, intervengo trenta secondi per dire ai colleghi Fiano e Parisi che, è vero, vi sono Paesi dalla grande storia democratica che non hanno le preferenze nella loro legge elettorale, ma non vi è alcun Paese in Europa che abbia uno schifo di legge elettorale con le liste bloccate come quelle del Porcellum (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà e del deputato Causin).
  Allora, mi rivolgo anche alla maggioranza: siamo in un momento delicato per il Paese. Nel non dare una rappresentanza diretta, o con i collegi uninominali o con le preferenze, in un momento e in una fase sociale molto conflittuali per il Paese, con le proteste di piazza (vi sono stati i «forconi»), si rischia veramente di extraparlamentarizzare questa protesta, di non istituzionalizzarla, e dunque di estremizzarla. Dunque, questo dimostra come la Pag. 41legge elettorale sia molto connessa alla tenuta della democrazia, e dunque è importante...

  PRESIDENTE. Deputato, concluda.

  ALESSANDRO ZAN... che noi diamo una rappresentanza diretta ai cittadini (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Bruno. Ne ha facoltà.

  FRANCO BRUNO. Signora Presidente, io non assegno alle preferenze una funzione salvifica o taumaturgica, tuttavia discuto di questo emendamento dentro questo impianto, con questo schema politico che abbiamo davanti. Il problema è che i parlamentari che saranno indicati rispetto alla nuova legge verranno indicati da vertici di partiti, di movimenti e di organizzazioni particolari.
  Alcune di queste formazioni non sono contendibili nella loro leadership: vi è un problema di regolamentazione inesistente, che porta a dire che alcune di queste formazioni non possono, rispetto a questa legge, applicare principi democratici. Altre formazioni, che invece sono contendibili, preferiscono adottare una sorta di preselezione interna, con una specie di preferenze addomesticate, da democrazia attenuata, da democrazia, sì, ma da tenere sotto controllo. È quanto di più illiberale possa esistere; per questo motivo, voterò per le preferenze.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Giancarlo Giordano. Ne ha facoltà.

  GIANCARLO GIORDANO. Signora Presidente, ieri l'unica voce che si sente del PD ci ha spiegato che essi applicano l'alternanza di genere nelle proprie liste, e quindi hanno votato contro la democrazia di genere. Oggi ci spiega che si fanno le primarie, e quindi non vi è bisogno delle preferenze. Non vorrei rovinargli una certezza, ma gli vorrei offrire una sorpresa: non siamo qui a risolvere i problemi del PD, siamo qui a garantire i diritti dei cittadini. Facciano uno sforzo anche loro in questa direzione (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Buonanno. Ne ha facoltà.

  GIANLUCA BUONANNO. Signora Presidente, le chiedo solo di farmi finire il ragionamento, sarò breve. Dopo avere sentito i discorsi del Partito Democratico, io, più che Partito Democratico, lo chiamerei «partito demagogico e disgregato», per quello che è successo ieri e per quello che sento oggi. Infatti, se essi si difendono dicendo che contano le primarie, penso che l'elettore sia più contento di dare le preferenze senza pagare due euro e senza vedere i cinesi che votano le primarie per quelli del PD che si vantano di avere preso tanti voti (Applausi dei deputati dei gruppi Lega Nord e Autonomie e MoVimento 5 Stelle).
  Meglio gli italiani che i cinesi e gli extracomunitari ! Quindi, «no» alle primarie, «sì» alle preferenze, mi sembra tanto chiaro, a quelli del PD. E abbiate un po’ più di colonna vertebrale, perché voi donne avete fatto tanto e poi gli uomini del PD vi hanno fregato. Quindi, voi donne di sinistra avete fatto peggio del peggio. Andate fuori dall'Aula, che è meglio (Commenti dei deputati del gruppo Partito Democratico) !

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Palazzotto. Ne ha facoltà.

  ERASMO PALAZZOTTO. Signora Presidente, devo dirle che provo un certo imbarazzo a dover discutere di una legge fondamentale, come la legge elettorale, in trenta secondi. Ma anche in questo caso, forse il Partito Democratico un giorno ci spiegherà se era necessario mortificare in questo modo il Parlamento.Pag. 42
  Il merito di questo emendamento ci dice che, dopo 8 anni in cui tutte le forze politiche del Paese hanno promesso, in tutte le campagne elettorali, che avrebbero rimesso le preferenze, oggi ci troviamo davanti alla possibilità di mantenere quella promessa.
  Io faccio una richiesta a chi ha chiesto anche su questo emendamento il voto segreto: di ritirare quella richiesta, perché tutti noi parlamentari possiamo assumerci singolarmente, davanti al Paese, la responsabilità della scelta che faremo e tutti, in questo modo, potremo essere giudicati dai cittadini e dalla storia (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Aiello. Ne ha facoltà.

  FERDINANDO AIELLO. Signora Presidente, io stimo molto il collega Fiano, però a lui devo dire che non è proprio così: la Corte ha lasciato la libertà ai partiti di organizzare la presentazione della lista nell'ordine che vogliono, ma ha lasciato anche la libertà ai cittadini di esprimere un consenso. Secondo me, la lista bloccata è un modo, da parte dei partiti, di gestire le loro maggioranze interne. La libertà di esprimere un consenso e di esprimere un voto fa sì che il territorio sia legato al suo parlamentare, non come succede nell'Aula, dove si votano provvedimenti contro i territori e gli eletti in quella terra continuano a votare non a favore di un certo territorio.
  Io penso che ci sia un senso della rappresentanza alta, che è quello delle preferenze, un senso dell'appartenenza, che è quello di essere votato dal proprio territorio, un senso alto che oggi è rimesso in discussione da questo sistema elettorale di liste bloccate, che è incostituzionale, così come ha detto la Corte, ma si va avanti perché nei cambi di potere e di gestione dei partiti questo è il sistema per continuare a controllare e a governare un partito politico (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Tabacci. Ne ha facoltà.

  BRUNO TABACCI. Signora Presidente, la collega Di Salvo ha spiegato al gruppo di Scelta Civica che non si può dire che si vota contro le preferenze perché si vuole il collegio uninominale: si vota per le preferenze perché si vuole evitare la lista civica.
  Al collega Fiano, sommessamente, voglio porre la questione: ma perché lei preferisce tanto le primarie nei gazebo, limitate ad iscritti e simpatizzanti, e non vuole la preferenza riferita alla generalità degli elettori italiani ? È un controsenso di proporzioni gigantesche (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà). Si dia una risposta, onorevole Fiano, che sono molto curioso.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Crippa. Ne ha facoltà.

  DAVIDE CRIPPA. Signora Presidente, vorrei innanzitutto chiedere al collega Fiano: ieri noi abbiamo contestato l'ipocrisia del PD nel non avere espresso una sola critica contro la parità di genere, salvo poi far mancare un centinaio di voti all'interno proprio del loro partito. Questa è l'ipocrisia che contestiamo (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
  Come vorrei contestare l'ipocrisia oggi, sul fatto che il Partito Democratico in ogni occasione, in ogni campagna elettorale, dal piccolo comune alle province ed alle regioni, sosteneva che nel sistema elettorale nazionale bisognava inserire le preferenze, ed oggi ci troviamo che le preferenze le volete togliere con una scusa assurda, senza principio e che vi mette in imbarazzo dal mattino alla sera.
  Allora, chiedo alle donne del PD, che ieri si sono in qualche modo prodigate e si sono espresse in maniera forte e decisa, di esprimersi anche in questo caso, perché oggi la preferenza è l'unico sistema meritocratico che potrebbe premiare le donne.Pag. 43
  Se non lo fate, vi assumete le vostre responsabilità e non le scaricate sugli altri, prego (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Boccia. Ne ha facoltà.

  FRANCESCO BOCCIA. Signora Presidente, intervengo semplicemente per apporre la mia firma agli emendamenti La Russa 1.60, Meloni 1.69 e Gitti 1.101 (Applausi dei deputati dei gruppi Fratelli d'Italia e di deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
  Utilizzo gli altri 15 secondi che mi restano, Presidente, per esprimere un concetto molto semplice.
  Ha ragione il mio collega e amico Fiano quando dice che chi sostiene le ragioni delle liste bloccate non sostiene una scelta anticostituzionale. È vero, e probabilmente chi la pensa in maniera opposta forza un po’ questo concetto. Ma, certamente, per chi viene dalla nostra esperienza politica – Fiano lo sa –, non sostiene una scelta anticostituzionale, ma una scelta politicamente ipocrita (Applausi dei deputati dei gruppi MoVimento 5 Stelle, Sinistra Ecologia Libertà, Per l'Italia e Fratelli d'Italia).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, la deputata Duranti. Ne ha facoltà.

  DONATELLA DURANTI. Signor Presidente, io lo dico ai deputati e alle deputate del PD: in questa legislatura e in queste ultime settimane abbiamo creato una grande aspettativa nel Paese. La grande aspettativa è stata creata soprattutto dall'attuale Presidente del Consiglio. Si è promesso agli elettori e alle elettrici che avremmo cambiato la legge elettorale, che l'avremmo riformata. Voglio ricordare che il Porcellum è inviso all'elettorato italiano soprattutto per le liste bloccate. E, allora, se non vogliamo tradire e deludere questa aspettativa che è stata creata, bisogna avere coraggio e io non capisco perché i deputati e le deputate del PD esprimano una così forte opposizione e resistenza alle preferenze. Io penso che noi dobbiamo fare uno sforzo, non solo per inserire le preferenze...

  PRESIDENTE. Concluda.

  DONATELLA DURANTI. ... nella nuova legge elettorale, ma anche per introdurre la doppia preferenza, per dare in qualche maniera una soluzione all'errore compiuto ieri (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Bonafede. Ne ha facoltà.

  ALFONSO BONAFEDE. Signor Presidente, a tutte le colleghe e al deputato Fiano: noi ieri eravamo contro le quote rosa per i motivi che abbiamo più volte detto. Il problema è che sembravamo gli unici. Sembravamo gli unici perché in quest'Aula si sentivano solo gli applausi scroscianti di tanti uomini che poi, nel segreto dell'urna, hanno votato in maniera completamente opposta rispetto a quella battaglia che tante donne portavano avanti e in cui credevano. Ora io chiedo alle donne che oggi sono qui di dare risposta a quegli uomini e di dimostrare che in quella battaglia ci credevano veramente, perché tramite le preferenze la meritocrazia viene fuori davvero. Diamo la parola ai cittadini (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Rampelli. Ne ha facoltà.

  FABIO RAMPELLI. Signor Presidente, volevo soltanto ricordare che siamo arrivati a questo punto e, quindi, a discutere e a votare l'emendamento per la reintroduzione delle preferenze, dopo che nella discussione e nella votazione della legge precedente sul finanziamento pubblico dei partiti si è deciso di non costringere i partiti a funzionare e a riunire gli organi e quindi a essere rappresentativi nel loro Pag. 44modello democratico. Oggi si è archiviata la possibilità di ancorare la composizione delle liste bloccate a delle elezioni primarie, quindi di passare comunque al vaglio dei cittadini. Non c’è un comportamento talebano, quindi, c’è il desiderio in qualunque modo di far decidere i cittadini. Chi ha un'opinione diversa, a mio giudizio, rischia di far passare il principio che il Parlamento debba essere nominato da qualcuno, tenuto sotto controllo...

  PRESIDENTE. Concluda.

  FABIO RAMPELLI. ... privato della sua libertà e della sua autonomia.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Corsaro. Ne ha facoltà.

  MASSIMO ENRICO CORSARO. Signor Presidente, il collega Fiano ha perfidamente cercato di sostenere che questa legge sarebbe preferibile al Porcellum perché le cosiddette liste bloccate sono sensibilmente ridotte, e quindi questo aumenterebbe la conoscibilità da parte degli elettori. Allora, è inutile rispondere al collega Fiano che ha mangiato troppo marciapiede sotto il profilo politico per non saperlo, ma voglio approfittare di questi pochi secondi perché sia chiaro agli italiani che questa è una balla colossale, la più grande presa per i fondelli che voi state facendo con questa legge agli italiani, che non hanno le tecnicalità per avere già apprezzato che queste cosiddette liste bloccate sono assolutamente inutili, essendo degli orpelli che servono solo ad accompagnare il primo nome che viene messo in lista. Infatti, con questo sistema il primo partito che arriva prenderà il primo eletto dappertutto e in molti collegi il secondo, il secondo partito prenderà il primo nome indicato in ogni collegio e gli altri partiti prenderanno da qualche parte il primo messo nella lista.
  Il che significa che le liste sono assolutamente riempitive, inutili, prive di senso...

  PRESIDENTE. Concluda.

  MASSIMO ENRICO CORSARO. ...perché rappresentano solo lo specchietto per le allodole dietro al quale i partiti che stanno facendo questo inciucio in questa nuova strana maggioranza vogliono continuare a preservare il diritto di indicare vita o morte dei parlamentari, come, peraltro, già il senatore Verdini e il sindaco Renzi hanno potuto sperimentare con la legge elettorale della regione Toscana, che ha aperto la strada a queste porcate (Applausi dei deputati dei gruppi Fratelli d'Italia, MoVimento 5 Stelle e Sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Sibilia. Ne ha facoltà.
  Prego i colleghi di attenersi ai tempi, per favore.

  CARLO SIBILIA. Signor Presidente, il 21 gennaio 2014, Matteo Renzi dichiarava: le volevo le preferenze, ma è stato Berlusconi a dire di no. Benissimo. Oggi ci siamo noi: 101 deputati del MoVimento 5 Stelle pronti a sostenere le preferenze, 293 siete voi del PD, non contiamo nessun altro, siamo la maggioranza di questo Parlamento, sta solo a noi essere compatti e votare per le preferenze, perché l'introduzione della preferenza è la regola base per la democrazia...

  PRESIDENTE. La invito a concludere.

  CARLO SIBILIA. ... e come diceva Speranza: quando non si è abituati alla democrazia c’è bisogno di un tempo per imparare le regole.
  L'Italia che noi vogliamo è questa, un'Italia fatta di preferenza, dove i cittadini si possono esprimere. Chi non lo vorrà fare, dovrà sapere e dovrà spiegare agli italiani che c’è un partito dello sfascio, il partito che vuole affossare l'Italia e che oggi voterà con Berlusconi (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

Pag. 45

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, la deputata Di Benedetto. Ne ha facoltà.

  CHIARA DI BENEDETTO. Signor Presidente, mi appello a tutte le deputate che ieri in quest'Aula erano vestite di bianco (Commenti dei deputati del gruppo Partito Democratico)...

  PRESIDENTE. Colleghi, per favore, lasciatela (Commenti dei deputati del gruppo Partito Democratico)... colleghi, deve fare il suo intervento, per favore.
  Prego, vada avanti.

  CHIARA DI BENEDETTO. Dicevo, Presidente, che mi appello proprio a quelle colleghe che ieri sono uscite da quest'Aula per il risultato delle votazioni sulle quote rosa. Da queste stesse colleghe, sinceramente, io mi aspetto lo stesso ardore nel difendere le preferenze e nel permettere ai cittadini italiani di scegliere direttamente i propri rappresentanti semplicemente per la loro coerenza, la loro onestà e il loro merito, indipendentemente dal loro sesso. È questo ciò che dovrebbe interessare tutti noi e che interessa i cittadini italiani (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Busin. Ne ha facoltà.

  FILIPPO BUSIN. Signor Presidente, intervengo solo per rilevare un pericolo, secondo me, potenziale e che dimostra anche l'incoerenza nel modo di legiferare di questa maggioranza, perché nel momento in cui eliminiamo il finanziamento ai partiti, anche se in modo graduale, togliamo struttura ai partiti e, quindi, li indeboliamo nella loro capacità anche di selezionare classe dirigente. Nello stesso tempo, noi diamo a questi partiti, così indeboliti, un potere discrezionale grandissimo nel determinare i componenti di quest'Aula. Non è difficile prevedere un decadimento grave, dal punto di vista qualitativo, di quest'Aula.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Scotto. Ne ha facoltà.

  ARTURO SCOTTO. Signor Presidente, non credo che, votando contro l'emendamento La Russa, il Partito Democratico scelga di andare in una direzione opposta rispetto alla democrazia. Credo che, però, faccia una scelta sbagliata. Ed è una scelta sbagliata nei confronti di tante elettrici e di tanti elettori che hanno sostenuto «Italia bene comune», anche perché avevamo promesso di cambiare il Porcellum e di devolvere ai cittadini il potere di scelta dei deputati (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà). Questo è il punto. Per questo io faccio un appello accorato affinché cambino idea (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Invernizzi. Ne ha facoltà.

  CRISTIAN INVERNIZZI. Signor Presidente, non sono pregiudizialmente ostile al sistema delle liste bloccate o al sistema delle preferenze, perché è vero: ogni sistema elettorale ha dei pregi e dei difetti, e lo dimostrano anche i sistemi vigenti in Europa. Ma in questo caso – bisogna anche essere seri – il sistema delle preferenze è necessario, perché già all'interno di un sistema nel quale non si sa più o meno chi verrà eletto, chi verrà eletto nella propria provincia potendo contare sullo 0,2-0,4 per cento di voti potrà almeno venire alla Camera potendo contare, potendo dire di rappresentare magari qualche decina di persone e non soltanto la propria famiglia. Per cui, in questo caso le preferenze sono fondamentali.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Fava. Ne ha facoltà.

Pag. 46

  CLAUDIO FAVA. Signor Presidente, c’è un limite all'ipocrisia anche in un'Aula che, come questa, è abituata a celebrarla con grande solennità, anche perché è un'ipocrisia che si abbatte molto, oggi, sulla dignità delle donne presenti in quest'Aula.
  Dire, come io ho sentito dire oggi, che non si vuole votare per l'introduzione delle preferenze perché danneggiano le donne da parte degli stessi parlamentari che ieri, con il voto segreto, hanno codificato la discriminazione delle donne, lo ritengo inaccettabile (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, la deputata Spadoni. Ne ha facoltà.

  MARIA EDERA SPADONI. Signor Presidente, volevo ricordare a quest'Aula che nelle nostre parlamentarie l'anno scorso abbiamo avuto il 55 per cento di capilista donne. Questo per dire che, se gli italiani sono liberi di scegliere, scelgono anche le donne e scelgono soprattutto le donne.
  Quindi, mi rivolgo anche a tutte quelle donne e quegli uomini che ieri appoggiavano le cosiddette quote rosa – e qui apro una parentesi: mi rifiuto di dover ringraziare un segretario di partito per avermi messo in una lista –, per dire che incito tutte queste donne e questi uomini a votare questo emendamento, perché se gli italiani sono liberi di scegliere, gli italiani scelgono le donne (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Di Gioia. Ne ha facoltà.

  LELLO DI GIOIA. Signora Presidente, credo che in un momento particolare della vita dei partiti politici, in cui hanno il più basso consenso nell'opinione pubblica, bisognerebbe ragionare e riflettere e lo chiedo, con grande umiltà, ai colleghi del PD e ai colleghi di Forza Italia, perché credo che abbiamo il dovere di riappropriarci della politica, di fare in modo che i cittadini possano scegliere i propri parlamentari, in buona sostanza di ricostruire una classe dirigente che a me pare sia fortemente messa in discussione. È anche questo il motivo per cui bisogna votare con le preferenze: costruire una nuova classe dirigente che sia in grado di poter guidare il Paese e di dare risposte ai problemi che questo Paese ha.
  Certo, mi rendo perfettamente conto che oggi c’è l'esaltazione della persona in quanto tale, ed è chiaro che, nel momento in cui vi è l'esaltazione della persona, che è guida soltanto a se stesso e quindi al partito, diventa difficile per lo stesso potere pensare che gli eletti nel Parlamento italiano rispondono direttamente ed esclusivamente agli elettori, ai cittadini italiani, con i loro bisogni e con i loro problemi.
  Ecco perché io credo che dobbiamo votare. Ecco perché dobbiamo ridare dignità ai cittadini italiani, per fare in modo che si ridia dignità alla politica e ai partiti, e tutte le giustificazioni di alcuni rappresentanti del Comitato dei nove, tra cui anche il presidente nonché relatore, credo siano delle motivazioni non veritiere nel confronto con quella che è la verità di una questione che riguarda esclusivamente la gestione di un potere di elezione degli eletti in questo Parlamento.
  Ecco perché noi saremo profondamente contrari, come socialisti, rivendicando una storia, una dignità e soprattutto una nostra posizione chiara, cioè quella di ridare il diritto di voto ai cittadini e, quindi, di inserire le preferenze anche all'interno di questa proposta di legge elettorale, che noi riteniamo pessima.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, la deputata Mariastella Bianchi. Ne ha facoltà.

  MARIASTELLA BIANCHI. Signor Presidente, innanzitutto, per il suo tramite, ricordo all'Aula che stiamo discutendo un emendamento che ha al centro una preferenza unica e, quindi, magari tutti gli appelli sulla doppia preferenza riserviamoli a un passaggio successivo.Pag. 47
  Oltre a questo, ci viene abbastanza difficile prendere lezioni di democrazia da un partito che continua ad espellere senatori che contrastano il loro capo (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).
  Noi stiamo scegliendo, con questa legge elettorale, un sistema basato su collegi. Avremmo preferito averlo su collegi uninominali e lo avremo su collegi plurinominali, perché è importante mantenere un accordo, e su un numero limitato di candidati per collegio conoscibili, che gli elettori possono conoscere e, in base a quelli, possono scegliere. Forse a qualche partito potrebbe far paura presentarsi in ogni singolo collegio con i propri candidati, ma a noi no, perché noi siamo convinti della bontà delle nostre posizioni e dei nostri candidati.
  Le preferenze non sono l'unico modo con il quale le donne possono essere scelte né con il quale gli uomini possono essere scelti. Ci ricordiamo tutti come è finita la Prima Repubblica...

  PRESIDENTE. Concluda.

  MARIASTELLA BIANCHI. ...per non essere così sereni di fronte all'ipotesi di ritorno alle preferenze. E rassicuro tutti i colleghi, lei Presidente e tutta l'Aula, che noi crediamo fortemente nella battaglia per la parità. Parità, non quote rosa, come le chiama ancora chi non ha nemmeno capito di cosa stavamo parlando ieri (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Kronbichler. Ne ha facoltà.

  FLORIAN KRONBICHLER. Signor Presidente, sarà perché provengo da dietro le sette montagne, cioè da una terra di tradizioni a partito sostanzialmente unico, però intervengo per dire che noi abbiamo una cultura delle preferenze, al punto che tanta gente ritiene che fare la crocetta sulla stella alpina, che non è il mio partito, sia non già un voto, ma il presupposto per la validità del voto, come il timbro del comune, e che il vero voto inizi dopo con la preferenza (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Balduzzi. Ne ha facoltà.

  RENATO BALDUZZI. Questo è un voto ad alta politicità. Vuol dire che siamo liberi e lo siamo anche rispetto al referendum del 1991 – io fui tra i promotori –, dove il corpo elettorale non votò l'abolizione delle preferenze, ma semplicemente l'abolizione della multipreferenza, perché si prestava a brogli e a cordate che limitavano la libertà dell'elettore. Lo siamo anche rispetto alla pronuncia della Corte costituzionale. Sarà molto difficile, bisognerà farlo alla fine, valutare su questo punto i profili di illegittimità costituzionale e cioè, in particolare, se, essendo più esiguo il numero dei candidati, sia così esiguo da stare dentro i limiti della Corte costituzionale o, invece, sia comunque una violazione alla rappresentanza. Però, Presidente, colleghi, è un voto ad alta politicità.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Luigi Gallo. Ne ha facoltà.

  LUIGI GALLO. Signor Presidente, vorrei ricordare ai deputati della Commissione cultura e a tutti quelli che hanno a cuore la scuola che noi, quando siamo all'interno delle scuole, cerchiamo di formare gli studenti ad una coscienza critica. È scritto anche nello statuto degli studenti: articolo 1, comma 1.
  A cosa serve questo sforzo se poi gli studenti, una volta che hanno avuto la possibilità del voto, si rendono conto che nella politica si arriva a rappresentare i cittadini solo obbedendo al padrone o al leader di partito, in un sistema che diventa, quello sì, patronale e gerarchico, che uomini e donne liberi dovrebbero Pag. 48mandare a gambe all'aria, come le liste bloccate (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) ?

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato D'Uva. Ne ha facoltà.

  FRANCESCO D'UVA. Signor Presidente, il voto di preferenza, quello istituzionale, è assolutamente gratuito. Il parlamentare che non ha soldi da spendere non li spende, non ci sono problemi. Quando, nel Partito Democratico, ad esempio, ci sono le primarie – perché è giusto in qualche modo aggirare quando non ci sono le preferenze –, ecco che in quel caso le persone pagano 2 euro per poter esprimere la propria preferenza. Quindi, effettivamente gli elettori del PD che vogliono esprimere la preferenza per uno di voi devono pagare. Sarebbe meglio fare in modo che questo voto sia gratuito.
  Quindi, io chiedo a tutti i parlamentari del PD, che credono in questo sistema elettorale, perché lo dimostrano facendo le primarie, di evitare questo passaggio in più che, tra l'altro, è poco controllabile – lo abbiamo visto, molto spesso, alle «parlamentarie» vota chicchessia, non per forza italiani –, quindi, a questo punto, per favore, vi chiedo di votare questo emendamento (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Quaranta. Ne ha facoltà.

  STEFANO QUARANTA. Signor Presidente, sento dai parlamentari del PD cose tipo «avremmo preferito», «avremmo voluto»: ma, scusate, chi vi ha obbligato a fare una legge elettorale con Berlusconi ? Chi vi ha obbligato (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà) ? La Corte costituzionale ha prodotto una legge che è immediatamente applicabile, non serve una nuova legge elettorale. Allora, noi iniziamo la stagione Renzi, quella di «una riforma al mese», con una legge che non contiene il conflitto d'interessi, non garantisce il genere, non ha le preferenze: complementi, un mega «inciucione» da parte di chi aveva sempre criticato Massimo D'Alema e il gruppo dirigente dei DS degli scorsi anni. Complimenti davvero (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà) !

  PRESIDENTE. Non vi sono altri interventi. L'onorevole Gitti, però, voleva fare una precisazione. Prego, onorevole Gitti.

  GREGORIO GITTI. Signor Presidente, colleghi, per il tramite del Presidente, volevo chiarire questo: che il voto sull'emendamento La Russa 1.60 non preclude altri emendamenti, in particolare quello a mia firma, circa la possibilità di aggiungere una preferenza di genere. E vorrei che il presidente Sisto si esprimesse in tal senso preventivamente rispetto al voto.

  PRESIDENTE. Io ritengo che si tratti di due modalità di espressione del voto alternative. Quindi, dovremo valutare adesso se l'attuale approvazione del primo emendamento precluda o no. Non mi sentirei io (Commenti)... Infatti, sto dicendo che io non mi sento di dire questo. Adesso mi riservo, ma dipende anche dal parere del Comitato dei nove: non so se il presidente Sisto voleva aggiungere qualcosa. Oppure, io direi di votare questo e, poi, dopo (Commenti)...

  MASSIMILIANO FEDRIGA. Dobbiamo sapere se è precluso !

  GENNARO MIGLIORE. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  GENNARO MIGLIORE. Signora Presidente, è del tutto evidente che l'oggetto della preclusione è fondamentale ai fini della decisione che viene presa da quest'Aula. Per cui, se fosse precluso l'emendamento sulla doppia preferenza di genere, ovviamente, coloro i quali, magari, su questo non sono d'accordo perché vogliono Pag. 49rafforzare la battaglia sulla questione del genere, non potrebbero esprimersi. Per cui, dal mio punto di vista, bisogna chiarire prima della votazione cosa vuol dire e cosa si preclude o non si preclude con questo emendamento (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).

  GIANLUCA PINI. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  GIANLUCA PINI. Signor Presidente, vorrei stigmatizzare ancora una volta di più la sua incapacità di gestire l'Aula (Applausi dei deputati dei gruppi Lega Nord e Autonomie e MoVimento 5 Stelle), perché la preclusione o meno deve essere data prima del voto, perché, altrimenti, uno non è libero di scegliere se dare un voto favorevole o un voto contrario. Mi associo alle parole del presidente Migliore e la invito ad essere molto, molto più cauta nell'esprimere e nel gestire l'Aula (Applausi dei deputati dei gruppi Lega Nord e Autonomie e MoVimento 5 Stelle).

  IGNAZIO LA RUSSA. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  IGNAZIO LA RUSSA. Signor Presidente, per una volta, vorrei provare a risolverlo un problema e non a crearlo. Vorrei che fosse riformulato il mio emendamento, inserendo la facoltà della seconda preferenza, cioè il testo Gitti (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. Signora Presidente, premesso che l'ultima osservazione del presidente La Russa non mi sembra che risolva il problema – anzi –, mi permetto di osservare sul piano della specifica competenza, per tranquillizzare anche il collega Gitti, sempre così preciso, che il Comitato dei nove non ha nessuna competenza sulle preclusioni, che sono una facoltà, un giudizio riservato alla Presidenza della Camera.
  Fra l'altro, poi, mi sembra che il discorso delle preclusioni, per quello che mi risulta nell'esperienza parlamentare, viene valutato dalla Presidenza dopo il voto dell'emendamento. Quindi, credo che richiedere anticipatamente una valutazione di preclusione può essere consentito, non è certamente rivolto al Comitato dei nove, e credo che presupponga comunque il voto dell'emendamento che dovrebbe fondamentalmente essere precluso. Quindi, non è un difetto di competenza che io le adduco, signora Presidente, ma il rispetto di una regola di Regolamento che non affida al Comitato dei nove il compito di decidere, meno che mai anticipatamente, le preclusioni.
  Per quanto concerne la riformulazione, ovviamente, non è questa la sede per poterne discutere.

  DANILO TONINELLI. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  DANILO TONINELLI. Signora Presidente, è evidente che spetti a lei la definizione della preclusione o meno di un emendamento rispetto a quello posto in votazione e non certamente al Comitato dei nove.
  È altrettanto evidente che si tratta di due argomenti completamente differenti ovverosia una preferenza unica all'interno di una lista e di una preferenza di genere con l'alternanza; due cose completamente differenti che avranno e avrebbero dei risvolti completamente differenti. Quindi, la invitiamo a indicare chiaramente una posizione, a farlo adesso perché condizionerebbe comunque il voto di alcune forze politiche, non di certo della nostra, e a chiarire questa posizione.

Pag. 50

  GIORGIA MELONI. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  GIORGIA MELONI. Signora Presidente, vorrei entrare un secondo nel merito della questione perché davvero non riesco a capire in ragione di cosa l'eventuale approvazione dell'emendamento La Russa, nella formulazione originaria, dovrebbe precludere la possibilità di votare successivamente l'emendamento Gitti giacché parliamo di due cose diverse sulle quali quest'Aula deve potersi esprimere con due voti diversi.
  Il fatto di dire ed eventualmente di bocciare l'emendamento La Russa, cosa che spero non accada in quest'Aula, non preclude affatto la possibilità che vi siano altri colleghi che invece vogliono votare l'emendamento Gitti, e io non vedo i margini di questa preclusione. Quindi, vorrei capire nel merito chi ha preso in considerazione questa eventualità e in ragione di cosa, perché a me non sembra che ci siano i margini della preclusione.

  ANDREA ROMANO. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  ANDREA ROMANO. Signora Presidente, pacatamente però vorrei invitarla davvero a non riaprire un dibattito su ogni questione di questo genere perché già, a nostro parere, c’è stata una forzatura sui trenta secondi concessi al di là dei limiti del contingentamento, se poi, anche su questo tema, apriamo un dibattito... Io la invito cortesemente a prendere una decisione. A nostro parere si può votare serenamente l'emendamento La Russa e successivamente l'emendamento Gitti, però chiudiamo questa partita e passiamo ai voti.

  ETTORE ROSATO. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  ETTORE ROSATO. Signora Presidente, io ritengo, come ha detto correttamente il presidente Sisto, che la preclusione vada valutata da lei. Io penso che su questo ci sia una valutazione di tipo politico che noi possiamo fare sugli emendamenti, sull'opportunità o meno di inserirli, ma non vedo forme di preclusione dall'approvazione di uno o dell'altro; però, questa è una mia valutazione personale che rimetto a lei.
  Sull'ipotesi di riformulazione degli emendamenti e così via, se uno non è convinto della sua ipotesi la soluzione migliore è ritirarla e lasciare al voto l'altra, ma, lo ripeto, penso che le preclusioni, come si è sempre fatto – non come si fa in questo caso, ma come si è sempre fatto – sono sempre state date dopo l'approvazione degli emendamenti. Se, in questo caso, per sicurezza, per richiesta di alcuni colleghi, lei vuole darle prima, è utile e aiuta il dibattito, però è una competenza che noi riteniamo sia correttamente attribuibile solo alla Presidenza.

  PRESIDENTE. Onorevole Rosato, a volte però è stata anche data prima e comunque c’è una richiesta di riformulazione, in questo caso. Per cui io chiedo al presidente Sisto (Commenti) se recepisca la riformulazione, perché l'onorevole La Russa ha chiesto la riformulazione.

  IGNAZIO LA RUSSA. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  IGNAZIO LA RUSSA. Signor Presidente, la riformulazione – dopo che mi sono consultato con gli altri firmatari dell'emendamento che non è firmato solo da me – è posta nell'eventualità che lei ritenga di precludere quello successivo; se, invece, non è precluso o per lo meno non è deciso che sia precluso, io mantengo il testo così come è stato formulato.

  PRESIDENTE. Colleghi, per chiudere questa discussione, sia chiaro che l'emendamento La Russa prevede l'espressione di un'unica preferenza da indicarsi con un segno in apposito quadrato posto a fianco del nome e cognome del candidato stampato Pag. 51sulla scheda. L'emendamento Gitti prevede, invece, la possibilità di esprimere non una, ma due preferenze, e la preferenza deve essere inoltre indicata scrivendo sulla scheda il nominativo o i nominativi dei candidati. Si tratta di due modalità di espressione del voto alternative, quindi l'eventuale approvazione del primo non dovrebbe consentire la votazione del secondo, perché sono alternativi. Detto questo per chiarezza dell'Aula, direi di procedere al voto.
  Passiamo ai voti.
  Avverto che la prossima votazione avrà luogo a scrutinio segreto.
  Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento La Russa 1.60, con il parere contrario della Commissione e del Governo e favorevole dei tre relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Polverini, D'Attorre, Tidei, Gasparini, Dellai...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

     (Presenti  564   
   Votanti  563   
   Astenuti    1   
   Maggioranza  282   
    Voti favorevoli  264    
    Voti contrari  299).    

  (La deputata Argentin ha segnalato che non è riuscita a votare).

  RENATO BRUNETTA. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  RENATO BRUNETTA. Signora Presidente, la pregherei di garantire un po’ di attenzione o di calma, o lasciare che se ne vadano quelli che vogliono andarsene.

  PRESIDENTE. Allora, colleghi, per favore consentite l'intervento. Allora, stanno defluendo. Prego, onorevole Brunetta. Allora, vogliamo fare l'intervento ?

  RENATO BRUNETTA. E sarei molto felice che il Ministro per i rapporti con il Parlamento rimanesse in Aula !

  PRESIDENTE. Ministra Boschi, può trattenersi ? È richiesta la sua presenza, grazie.

  RENATO BRUNETTA. Richiamo al Regolamento, signora Presidente, sulla base dell'articolo 59, comma 1: parole sconvenienti. In quest'Aula un'ora, un'ora e mezza fa sono state dette dal collega Di Battista delle parole sconvenienti nei confronti del Presidente Berlusconi. Queste parole sconvenienti non hanno trovato, signora Presidente, la sua reazione, il suo richiamo. Non posso non constatare da parte sua due pesi e due misure, perché quando, sempre da parte dello stesso Di Battista, fu definito il Partito Democratico peggio del PdL, lei intervenne dicendo: non offenda, per favore (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia – Il Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente).
  Pertanto, signora Presidente, io le chiedo: perché non ha richiamato il deputato Di Battista quando ha definito delinquente il Presidente Berlusconi ? Lei, con questo suo comportamento, si comporta in maniera assolutamente inadeguata dal punto di vista morale nei confronti della gestione di questa Assemblea; e pertanto io la richiamo, io richiamo lei a non usare due pesi e due misure nella gestione di questa Assemblea (Commenti dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà). È troppo facile usare la sua stigmatizzazione nei confronti degli avversari politici, e usare la sua sedicente autorevolezza nei confronti degli amici: non è questo il ruolo del Presidente della Camera (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia – Il Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente) !

  PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Brunetta. Lei sa che la Presidenza richiama Pag. 52continuamente i deputati ad un linguaggio che non sia offensivo, che sia consono all'Aula, quindi lo faccio anche ora dopo il suo intervento. La ringrazio.
  La seduta è sospesa, e riprenderà alle ore 15,15.

  La seduta, sospesa alle 14,10 è ripresa alle 15,20.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SIMONE BALDELLI (ore 15,20)

Missioni.

  PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati Gioacchino Alfano, Alfreider, Amici, Baretta, Bindi, Biondelli, Bobba, Bocci, Boccia, Michele Bordo, Boschi, Brunetta, Casero, Castiglione, Cicchitto, Dambruoso, De Girolamo, Del Basso De Caro, Dellai, Epifani, Ferranti, Fico, Gregorio Fontana, Fontanelli, Formisano, Galan, Giacomelli, Gozi, La Russa, Leone, Lotti, Lupi, Madia, Giorgia Meloni, Merlo, Meta, Migliore, Orlando, Pes, Pisicchio, Pistelli, Ravetto, Realacci, Rossi, Rughetti, Sani, Scalfarotto, Speranza, Tabacci, Velo, Vito e Zanetti sono in missione a decorrere dalla ripresa pomeridiana della seduta.
  I deputati in missione sono complessivamente settantotto, come risulta dall'elenco depositato presso la Presidenza, che sarà pubblicato nell’allegato A al resoconto della seduta odierna.

TESTO AGGIORNATO AL 14 Marzo 2014

Si riprende la discussione.

(Ripresa esame dell'articolo 1 – A.C. 3-A ed abbinate)

  PRESIDENTE. Invito intanto i colleghi a prendere posto e a liberare l'emiciclo.
  Riprendiamo il seguito della discussione del testo unificato delle proposte di legge recante disposizioni in materia di elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica.
  Avverto che il gruppo Fratelli d'Italia e le componenti politiche del gruppo Misto MAIE e PSI-PLI hanno esaurito i tempi previsti dal contingentamento. Essendone stata fatta richiesta, la Presidenza concederà ad essi, come da prassi, un aumento dei tempi pari ad un terzo di quello originariamente loro concesso.
  Ricordo che nella parte antimeridiana della seduta è stato da ultimo respinto l'emendamento La Russa 1.60.
  Passiamo quindi all'emendamento Balduzzi 1.151, per la parte non preclusa dall'emendamento 1.900 della Commissione. Chiedo al deputato Balduzzi se intenda accogliere l'invito al ritiro formulato dal relatore per la maggioranza. O qualcuno del suo gruppo, altrimenti dovremmo andare oltre.

  RENATO BALDUZZI. Mi scusi, Presidente, che cosa dovrei rispondere ?

  PRESIDENTE. Siccome c’è un invito al ritiro, volevamo capire da lei se ritira il suo emendamento oppure se insiste per la votazione. In tal caso io devo dare la parola anche ai colleghi che si iscrivono per dichiarazione di voto.

  RENATO BALDUZZI. Di quale emendamento stiamo parlando ?

  PRESIDENTE. Dell'1.151, per la parte non preclusa dall'emendamento 1.900 della Commissione.

  RENATO BALDUZZI. Lo ritiro, Presidente.

  PRESIDENTE. A questo punto, si intende che anche l'onorevole Pilozzi non intenda più intervenire. Io prego i colleghi, se potete... onorevole Romano... colleghi... se potete liberare l'emiciclo, lasciare liberi i banchi del Governo e prendere posto, la seduta è ricominciata. Colleghi, per favore. Onorevole Polidori... colleghi.Pag. 53
  A questo punto chiedo al presentatore se acceda all'invito al ritiro dell'emendamento Dadone 1.178 formulato dal relatore.

  FABIANA DADONE. Signor Presidente, non lo ritiro e intendo illustrarlo.
  Vorrei porre una domanda al relatore tramite lei: vorrei sapere se l'Italia è ancora una Repubblica parlamentare.

  PRESIDENTE. Mi perdoni, io tramite lei, invece, approfitto per chiedere ai colleghi... onorevole Sbrollini, onorevole Gitti, onorevole Lainati, colleghi, se prendete posto, sta parlando una nostra collega. Per favore.

  FABIANA DADONE. Mi domandavo, e vorrei che lei domandasse al relatore, se l'Italia è ancora una Repubblica parlamentare. Prendo ovviamente questo silenzio come un assenso. Lo è, in effetti, ed è il motivo per cui bisognerebbe votare «sì» a questo emendamento, perché questo emendamento, insieme a quello del mio collega Toninelli, propongono la soppressione dell'indicazione del ballottaggio, che sarebbe molto utile se fossimo in un sistema presidenziale con l'elezione diretta del premier o del Presidente della Repubblica, ma non siamo in una Repubblica presidenziale, siamo in una Repubblica parlamentare, per cui sarebbe cosa buona, giusta e coerente sopprimere questa previsione.
  A me risulta che i cittadini siano chiamati, anche con questa proposta di legge, ad eleggere i parlamentari, perché sono così investiti – i parlamentari, a questo punto – del compito di dare la fiducia o meno al Presidente del Consiglio o al Governo. A differenza di quanto cercate di far passare, gli elettori non sono chiamati a scegliere il premier, lo dimostra il fatto che l'onorevole Bersani, allora capo della coalizione «Italia bene comune», non è stato indicato come Presidente del Consiglio; al pari nessuno ha scelto l'onorevole ex Presidente Enrico Letta e men che meno l'attuale Presidente Renzi. Al pari, nel 2001, 2006 e 2008 il Presidente del Consiglio non è stato eletto dai cittadini.
  Al massimo si può sostenere che con l'indicazione di una lista o di una coalizione l'elettorato opti per l'indicazione della formazione di un Governo, ma non che voti direttamente il Presidente, per cui introdurre il ballottaggio è semplicemente assurdo e poco sensato con il sistema Italicum; quindi noi lo riteniamo deleterio e ne chiediamo lo stralcio, anche perché nel ballottaggio le persone non sono chiamate a votare i partiti che ritengono migliori, ma sono chiamati sostanzialmente a votare il meno peggio. Peraltro la Camera, così come il Senato, dovrebbe rappresentare quella che è la realtà politica: se è vero che ci sono tre partiti ed è una realtà tripolare, non si può ridurla facendo una legge ad arte per trasformarla in bipolare, perché è assurda come concezione. Per cui noi chiediamo lo stralcio preliminare del ballottaggio e chiediamo che la Camera e il Senato rappresentino effettivamente quello che è l'effetto che l'elettorato ha voluto (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lattuca. Ne ha facoltà. Continuo a pregare i colleghi di stare al posto e di rimanere in silenzio, se è possibile.

  ENZO LATTUCA. Signor Presidente, se c’è un elemento di questa legge elettorale che può caratterizzare davvero il sistema che ci accingiamo ad approvare, questo elemento è la previsione di un secondo turno di ballottaggio nel caso nessuna delle coalizioni raggiunga la soglia fissata per accedere al premio di maggioranza del 37 per cento. Noi riteniamo che se davvero vogliamo affrontare fino in fondo quella che dagli anni Novanta, dal 1993, si chiama transizione dalla Prima Repubblica ad un nuovo sistema istituzionale che funzioni e che non costringa il Parlamento alla formazione di coalizioni, di grandi coalizioni non spontanee ma obbligatorie, Pag. 54forzate, se vogliamo davvero uscire dal tempo della necessità e tornare a dare ai cittadini italiani la possibilità di individuare una maggioranza di Governo capace di governare, se vogliamo tutto questo non possiamo rinunciare alla previsione del secondo turno di ballottaggio.
  Questo è l'elemento caratterizzante di questa legge elettorale, è un elemento imprescindibile; chi vuole abrogare la previsione del ballottaggio vuole un Parlamento votato all'ingovernabilità e alle larghe intese permanenti e vuole così continuare a ritagliarsi un ruolo di minoranza, di opposizione e di contestazione, solo per distruggere e non per costruire. Su questo emendamento quindi il nostro gruppo non può che esprimere un voto fortemente e convintamente contrario.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Zan. Ne ha facoltà.

  ALESSANDRO ZAN. Signor Presidente, voglio fare notare ai colleghi che questa proposta di legge ha un difetto molto pericoloso, quello che non prevede il ballottaggio qualora una delle due coalizioni raggiunga il 37 per cento. Ciò significa che in questo caso di specie si avrebbe una maggioranza del 37 per cento e un'altra maggioranza del 63 per cento che sarebbe avversa alla maggioranza che governa il Paese. Cioè, la maggioranza dei cittadini italiani sarebbe contraria a un Governo di questo tipo.
  Allora, la Corte costituzionale è stata chiara su questo. Ha bocciato il Porcellum anche per un'incostituzionalità legata all'elevato premio di maggioranza. Per cui, questo ballottaggio vincolato alla soglia del 37 per cento introduce esso stesso un'incostituzionalità, cosa che non è stata fatta notare assolutamente da altri colleghi della maggioranza.

  GIANLUCA PINI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Colleghi, per favore. Prego.

  GIANLUCA PINI. Signor Presidente, leggo un'agenzia che riporta la convocazione, da parte del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Delrio, di una riunione di tutti i Ministri e dei sottosegretari proprio alle 15,15 qui alla Camera.
  Visto che alle 15,15 eravamo tutti qui in Aula e i Ministri e i sottosegretari erano presenti, mi chiedo a questo punto se la riunione la devono ancora fare o è semplicemente una presa per i fondelli di questa Camera (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord e Autonomie).

  PRESIDENTE. Prendo atto, dunque, che l'onorevole Dadone non accede all'invito al ritiro del suo emendamento 1.178.
  Passiamo, dunque, ai voti.
  Avverto che la prossima votazione avrà luogo a scrutinio segreto.
  Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dadone 1.178, per la parte non preclusa, con il parere contrario della Commissione e del Governo, con il parere favorevole dei relatori di minoranza Matteo Bragantini e Pilozzi e con il parere contrario del relatore di minoranza La Russa.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Ricordo che stiamo votando l'emendamento Dadone 1.178, precluso dall'emendamento 1.900 della Commissione limitatamente al riferimento al comma 16. È a pagina 80 del fascicolo. Con calma, senza... Ottobre, Venittelli. Onorevole Grillo, onorevole Dall'Osso l'abbiamo vista. Anche lei ? No, solo l'onorevole Grillo. Con comodo, colleghi. Onorevole Grillo, non riesce a votare ? Non abbiamo fretta. Un momento, stanno intervenendo nella postazione dell'onorevole Grillo; c’è già il tecnico. Ci siamo ? Ci sono altri colleghi che hanno difficoltà ? Onorevole Cirielli, Bruno Bossio. Su ! Onorevole Ferranti. Ci siamo ? C’è qualcun altro ancora fuori o possiamo procedere ? Prego, onorevole Tinagli, Pag. 55su. Ciprini, Bechis, Amendola, Galperti. Vogliamo chiamare qualcun altro o ci siamo tutti ? Perfetto.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti e votanti  525   
   Maggioranza  263   
    Voti favorevoli  169    
    Voti contrari  356).    

  Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.700 della Commissione.

  NAZZARENO PILOZZI, Relatore di minoranza. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  NAZZARENO PILOZZI, Relatore di minoranza. Signor Presidente, velocissimamente solo per cambiare parere. Il parere è favorevole, c’è stato probabilmente un errore.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.700 della Commissione, con il parere favorevole della Commissione, del Governo e di tutti e tre i relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  Se rimaniamo al posto, riusciamo anche a votare in un tempo decente. Ripeto: parere favorevole della Commissione, del Governo e di tutti e tre i relatori di minoranza. Cosa succede qui ai banchi del Governo ? Colleghi !
  Chiedo scusa ai colleghi, c’è stato un problema tecnico, perché questo voto è palese. Il meccanismo è rimasto sul segreto dalla precedente votazione. Quindi, a questo punto, revoco l'indizione della votazione e la riapriamo con il voto palese, così diamo anche la possibilità di votare a due colleghi che sono entrati.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.700 della Commissione.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Piepoli, Paris, Russo, Sannicandro, Carbone, Boccia...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti  529   
   Votanti  528   
   Astenuti    1   
   Maggioranza  265   
    Hanno votato
 434    
    Hanno votato
no  94).    

  (Il deputato Coppola ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto favorevole).

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Matteo Bragantini 1.344.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Matteo Bragantini. Ne ha facoltà.

  MATTEO BRAGANTINI. Signor Presidente, semplicemente per illustrare questo emendamento. È un emendamento che mira un po’ a far sì che questa legge sia meno antidemocratica di quello che è. Semplicemente dice che, se si fa il ballottaggio, questo può essere ritenuto valido solo se partecipa almeno il 50 per cento degli aventi diritto. Succede in tutto il mondo, succede in tutte le elezioni. Sarebbe assurdo che già adesso un partito con il 16 per cento riesca ad avere il 55 per cento dei seggi; se in più al ballottaggio va a partecipare neanche il 30 o il 25 per cento delle persone, vorrebbe dire che il 10 o 12 per cento della popolazione decide se un partito possa avere il 55 per cento dei seggi. È una norma logica, di buon senso.
  Non riesco a comprendere la motivazione del parere contrario del relatore, per Pag. 56la maggioranza ma soprattutto del Governo, perché dire che il ballottaggio è valido in qualsiasi caso vuol dire spingere ancora di più i cittadini lontano dalla politica. Lo spirito del ballottaggio è quello di far partecipare il maggior numero di persone, perché il maggior numero di persone possano decidere la maggioranza, non spingere le persone a non partecipare al ballottaggio, perché così una piccolissima parte di coloro che votano al ballottaggio decide chi fa la maggioranza. Dunque, veramente chiedo al Governo, se il PD vuole essere un partito democratico, almeno su questo emendamento di dare un parere positivo.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cozzolino. Ne ha facoltà.

  EMANUELE COZZOLINO. Signor Presidente, condividiamo questo emendamento dell'onorevole Matteo Bragantini, perché al ballottaggio propone il tetto del 50 per cento degli aventi diritto.
  Questo emendamento ci pare di buon senso, perché non ha alcun logica fare il ballottaggio se poi al ballottaggio vanno a votare il 20 per cento degli aventi diritto. Quindi, è un invito alla partecipazione.
  Siccome noi siamo portavoce della partecipazione dei cittadini, condividiamo questa posizione e invitiamo ad una valutazione anche il PD e Forza Italia che si stanno muovendo sul territorio per la partecipazione. Questo è un incentivo alla partecipazione.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Longo. Ne ha facoltà.

  PIERO LONGO. Signor Presidente, l'emendamento che viene proposto dall'onorevole Matteo Bragantini non ha una grande coerenza logica rispetto alle norme generali che riguardano le elezioni. Le elezioni sono valide anche se vota il 49 per cento degli aventi diritto, perché non c’è una soglia minima per la validità delle elezioni. A questo punto si pretenderebbe che, invece, al ballottaggio partecipasse il 51 per cento. Ecco, è una bella proposta, ma rimane una fantasia.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Sannicandro. Ne ha facoltà.

  ARCANGELO SANNICANDRO. Signor Presidente, io non la ritengo affatto una fantasia e voterò a favore per il semplice motivo che altrimenti potremmo fare anche a meno del ballottaggio. Già abbiamo stabilito una soglia minima del 37 per cento, ritengo di buonsenso che si tenti di avere la massima partecipazione dei cittadini e che chi debba raggiungere quella soglia di premio di maggioranza lo faccia fondatamente.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Melilla. Ne ha facoltà.

  GIANNI MELILLA. Signor Presidente, il significato di questo emendamento è molto chiaro: si vuole evitare che con un premio di maggioranza abnorme e anticostituzionale – credo che in questo senso vi siano pochi dubbi, salvo che forse tra qualche anno, sette o otto anni, magari dopo un referendum che la Corte costituzionale giudica inammissibile, ci sarà un pronunciamento in questo senso – non ci sia almeno una partecipazione qualificata da parte dei cittadini, perché altrimenti ci troveremmo in presenza di un furto semplicemente legalizzato, ma pur sempre un furto ai danni della democrazia.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Buttiglione. Ne ha facoltà.

  ROCCO BUTTIGLIONE. Signor Presidente, questa è una delle rare volte in cui devo dare ragione ai miei amici grillini. Guardate che nelle elezioni non c’è il quorum perché il Paese deve essere governato, comunque deve emergere una rappresentanza. Qui una rappresentanza c’è già, è quella stabilita dal primo turno. Pag. 57Si deve decidere se al secondo turno si dà un premio di maggioranza. Vogliamo dare questo premio di maggioranza a chi non porta alle urne neanche il 20 per cento dei cittadini, in un sistema nel quale poi in questo modo puoi cambiare la Costituzione ? Diamo a meno del 20 per cento dei cittadini, a meno del 10 per cento, perché quelli che votano per una delle due parti saranno l'11 per cento, il diritto di cambiare la Costituzione, di eleggere il Presidente della Repubblica, di nominare il presidente delle Corte costituzionale ? Mi sembra una follia.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Migliore. Ne ha facoltà.

  GENNARO MIGLIORE. Signor Presidente, sulla scia dell'intervento del collega Buttiglione devo dire che questa è un'opzione per rendere possibile agli elettori di scegliere almeno se validare o meno questo sistema elettorale. Se al secondo turno partecipasse il 10 per cento della popolazione, sarebbe un chiaro segno di bocciatura nei confronti di questo sistema.
  Pertanto, siccome il primo turno forma la rappresentanza elettorale, il secondo turno deve dare almeno una validazione adeguata a questa scelta, che certo non è irrilevante, come ha sottolineato con molti argomenti anche il collega Buttiglione.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lattuca. Ne ha facoltà.

  ENZO LATTUCA. Signor Presidente, è evidente che l'impegno di tutti noi è quello di svolgere dentro quest'Aula il nostro compito al meglio e di far sì che alle prossime elezioni, sia al primo turno sia all'eventuale turno di ballottaggio, l'affluenza sia ben oltre superiore al 50 per cento. Sarebbe un bruttissimo segnale se, al primo o al secondo turno, l'affluenza scendesse ancora ed addirittura potesse scendere sotto al 50 per cento. Ma noi sappiamo che questa fiducia dei cittadini, con il convincerli ad utilizzare ed esercitare il loro diritto e dovere al voto, noi la dobbiamo guadagnare con la nostra azione politica dentro quest'Aula.
  Prevedere, invece, così come per i referendum abrogativi, un quorum di validità del turno di ballottaggio al 50 per cento porterebbe il nostro Paese a subire ancora una volta comportamenti che sono contrari al senso civico. Ed i comportamenti che saremmo costretti a vedere ed a subire in questo Paese – e rivolgendomi a lei lo dico ai colleghi di Sinistra Ecologia Libertà che hanno a cuore questi valori – sarebbero degli appelli, così come per il referendum, tra il primo e il secondo turno, di non andare a votare e di andarsene al mare.
  Uno scenario in cui non solo per il referendum ma anche per le elezioni politiche nel secondo turno ci sia qualcuno che fa appello ai cittadini all'astensione e che gioca su questo fattore per portare poi il Parlamento ad essere non in condizione di esprimere una chiara maggioranza di Governo, non credo sia uno scenario auspicabile, né dai partiti di maggioranza né da quelli di minoranza, che hanno però a cuore quelli che sono i valori ed i principi della nostra Costituzione e della nostra Repubblica (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Invernizzi. Ne ha facoltà.

  CRISTIAN INVERNIZZI. Signor Presidente, saremmo sostanzialmente d'accordo, se non vi fosse una considerazione da fare, cioè che non esiste nel nostro ordinamento ballottaggio per la composizione di un'assemblea rappresentativa.
  Nel nostro ordinamento il ballottaggio si fa soltanto per l'elezione di organi monocratici (presidenti di regione, presidenti della provincia, finché questa resiste, o sindaci sopra i 15 mila abitanti). Il ballottaggio, attraverso il quale attribuire un premio di maggioranza per l'elezione di un'assemblea rappresentativa, è un'invenzione presente nell'Italicum e che come tale – scusate tanto – non ha senso. Pag. 58Infatti, in nome della governabilità, ancora una volta, non si fa nient'altro che in qualche modo svilire la volontà popolare.
  Per cui, secondo me, anzi, secondo il buonsenso, se al secondo turno i cittadini decidono di non volere recarsi alle urne per dimostrare comunque la contrarietà ad un sistema che svilisce la rappresentatività in nome della governabilità...

  PRESIDENTE. Onorevole Invernizzi, concluda.

  CRISTIAN INVERNIZZI. ... ebbene, bisogna prenderne atto. E questo non vuol dire violentare la democrazia, ma vuol dire proprio riconoscerla.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Toninelli. Ne ha facoltà. Colleghi, per favore...

  DANILO TONINELLI. Signor Presidente, questo emendamento è molto rilevante, perché dà un'importanza ad un momento, qual è il ballottaggio, che fa vincere l'uno o l'altro dei due partiti, o meglio coalizioni, che si sono presentati e che hanno vinto al primo turno senza raggiungere il 37 per cento.
  Questo emendamento evita un rischio antidemocratico molto, molto ampio, ovverosia che al secondo turno vinca quel partito che ottenga il 50 per cento più uno di voti dei soli elettori che vanno a votare alla seconda votazione del ballottaggio; cioè si potrebbe parlare del 25 o 30 per cento dell'elettorato attivo che va a votare e che, di conseguenza, non rappresenta se non in minima parte l'elettorato completo.
  Questo emendamento dice: se il 50 per cento più uno degli aventi diritto al voto va a votare al ballottaggio, il ballottaggio è valido, altrimenti no. È un emendamento non solo di buonsenso, ma che dà uno spiraglio democratico ad una legge che di democratico ha ben poco. Invitiamo tutti a votarlo favorevolmente (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Avverto che la prossima votazione avrà luogo a scrutinio segreto.
  Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Matteo Bragantini 1.344, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole dei tre relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  La Russa, Lavagno, Legnini...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  542   
   Votanti  541   
   Astenuti    1   
   Maggioranza  271   
    Voti favorevoli  200    
    Voti contrari  341).    

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Marco Meloni 1.69, da pagina 81 a pagina 83.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rosato. Ne ha facoltà.

  ETTORE ROSATO. Signor Presidente, intervengo per dire che questo emendamento, proposto dal nostro collega Meloni, da un collega stimato e apprezzato da noi, pone un tema rilevante e importante. E dispiace che all'interno dell'equilibrio che si è trovato sul testo di legge questo non vi rientri, ponendo il tema delle primarie. Quindi, esprimo il nostro rammarico per non poter dare un parere favorevole a un emendamento che poneva, comunque, un argomento che per noi resta ed è rilevante.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Marco Meloni. Ne ha facoltà.

  MARCO MELONI. Signor Presidente, onorevoli rappresentanti del Governo, cari colleghi, ringrazio l'onorevole Rosato per le parole con le quali ha voluto richiamare Pag. 59la rilevanza di questo tema. E comincio affermando che il mio disagio è grande, perché mi rendo conto che ci è stato chiesto, è stato chiesto a noi del Partito Democratico di non sottoporre all'esame dell'Aula gli emendamenti che non rientrassero in una serie di questioni che, invece, abbiamo affrontato in questi giorni e in queste ore. Me lo ha chiesto il capogruppo e io tengo molto alla disciplina di gruppo. Mi sono molto interrogato in queste ore su cosa fosse più opportuno fare. Mi sono chiesto: ha senso che non affrontiamo il merito di alcune questioni urgenti, perché solo così – si dice – può partire il treno delle riforme ?

  PRESIDENTE. Concluda.

  MARCO MELONI. Quanti minuti ho ?

  PRESIDENTE. L'intervento per il suo gruppo lo ha fatto l'onorevole Rosato. Lei ha 30 secondi.

  MARCO MELONI. Allora, mi perdoni, mi dia 30 secondi solo per dire che io penso che questo emendamento sia molto importante in questo momento, perché è un emendamento che ridà la possibilità a quest'Aula di affrontare il tema della parità di genere attraverso la doppia preferenza di genere, con le elezioni primarie disciplinate per legge. (La Presidenza autorizza sulla base dei criteri costantemente seguiti, la pubblicazione in calce al resoconto del testo integrale della dichiarazione di voto).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Fassina. Ne ha facoltà.

  STEFANO FASSINA. Signor Presidente, mi associo alle considerazioni che ha fatto adesso l'onorevole Meloni, visto quanto è avvenuto ieri a proposito del voto sulla partecipazione e sulla parità di genere nelle liste. Credo che questo sia un tentativo per provare a recuperare un vulnus che abbiamo inferto alla nostra democrazia. Quindi, voto a favore dell'emendamento dell'onorevole Meloni.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gitti. Ne ha facoltà.

  GREGORIO GITTI. Mi dispiace prendere atto di questa iniziativa del Partito Democratico, del gruppo parlamentare del Partito Democratico che rinuncia a fare votare un emendamento su una delle conquiste che più ha caratterizzato la sua attività politica, con la scusa che è un fuor d'opera, lo stesso argomento che era stato utilizzato giovedì scorso per votare contro una disciplina del conflitto di interesse del socio rilevante o di riferimento di una concessionaria.
  Approfitto dell'insolito affollamento dei banchi del Governo per chiedere un impegno forte del Governo su queste materie accantonate, perché non incastonabili, non armonizzabili con una legge elettorale.

  DANILO TONINELLI. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  DANILO TONINELLI. Signor Presidente, intervengo per un richiamo al Regolamento che è la terza volta che faccio in questi giorni: articolo 57, comma 2, e articolo 8, comma 2. Io la pregherei, Presidente, nel rispetto della trasparenza e di chi ci sta seguendo in TV e in radio, che non può vedere lo schermo con gli esiti delle votazioni, di indicare quanto meno il differenziale tra i voti favorevoli e i voti contrari (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fedriga. Ne ha facoltà.

  MASSIMILIANO FEDRIGA. Signor Presidente, vorrei chiedere, se mi permette, tramite lei all'onorevole Fiano, che è intervenuto precedentemente proprio Pag. 60con un'importante arringa contro le preferenze, valutando l'importanza delle primarie, in quanto possono scegliere così i cittadini che lo vogliono i propri candidati, come mai in questo caso il Partito Democratico, partito che lui rappresenta all'interno del Comitato dei nove, si schiera contro questo emendamento, che va esattamente nella linea indicata prima nell'intervento dell'onorevole Fiano stesso.
  Sembra alquanto strano che in questo provvedimento non si vogliano fare le preferenze, si vogliano eliminare le preferenze, non si vogliano nemmeno fare le primarie. A questo punto è meglio essere chiari: si vogliono mantenere le liste bloccate e si vuole assolutamente disattendere quanto promesso dallo stesso Presidente del Consiglio e dallo stesso Partito Democratico sia durante la tornata elettorale, sia durante le elezioni primarie dello stesso Partito Democratico.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole D'Ambrosio. Ne ha facoltà.

  GIUSEPPE D'AMBROSIO. Signor Presidente, intervengo solo per ricordare a chi è al di fuori di quest'Aula quello che è successo, che riteniamo molto bello e divertente, e cioè il deputato Rosato, per dare una comunicazione sicuramente legittima all'Aula di quella che era in pratica l'indicazione di voto del Partito Democratico, relativamente all'emendamento del deputato Meloni, sempre del Partito Democratico, ha però, di fatto, tramite Regolamento, «scippato» la possibilità di illustrare l'emendamento al deputato Meloni. Quindi noi, da questo punto di vista, se vuole tramite la sua persona, Presidente, rinunciamo ai nostri quattro minuti che ci spetterebbero per lasciarli magari al deputato Meloni, in maniera tale da poter terminare l'illustrazione dell'emendamento e poter votare più consapevolmente l'emendamento stesso (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Come lei sa bene, onorevole D'Ambrosio, i tempi dei gruppi non sono cedibili né oggetto di regalo da un gruppo all'altro, neanche verso un deputato.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bruno Bossio. Ne ha facoltà.

  VINCENZA BRUNO BOSSIO. Signor Presidente, credo nell'appartenenza al partito, se non mette in discussione i principi profondi. Condivido questa legge per le riforme e per il doppio turno, ma non credo nelle liste bloccate senza nemmeno l'alternanza di genere. Bisogna ridare all'elettore la possibilità di scegliere. Ho votato per la doppia preferenza di genere e voterò per le primarie per legge, che possano ridare effettivamente a questo Parlamento la piena sintonia con il Paese (Applausi di deputati del gruppo Partito Democratico).

  PRESIDENTE. Salutiamo gli studenti e gli insegnanti della scuola secondaria di primo grado Polo-Galilei di Cardito, in provincia di Napoli, che stanno assistendo ai nostri lavori dalle tribune (Applausi).
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bruno. Ne ha facoltà.

  FRANCO BRUNO. Signor Presidente, io voterò a favore dell'emendamento dell'onorevole Meloni. Io credo che qualche parola bisogna spenderla su questo emendamento, non perché sia innamorato delle primarie, ma su questa possibilità di indire le primarie – perché l'emendamento dice che i partiti «possono» – e disciplinarle per legge io invito tutti a riflettere. Qua siamo in presenza di alcune forze politiche che hanno un problema, chiamiamolo così, di «democrazia interna». Spesso e volentieri vi sento intervenire lamentando il verticismo con cui alcuni movimenti o alcune forze politiche organizzate vengono guidate: non pensate che questo sia un sistema per far aumentare la democrazia interna anche in quelle forze politiche – come dire ? – non contendibili per quanto riguarda la leadership ?
  Non pensate che votare contro un emendamento di questa natura, su un Pag. 61impianto di questo genere, sia effettivamente un atto che va contro quello che viene predicato e praticato da alcuni di voi quotidianamente ?
  Insomma, secondo me, su questo forse una riflessione maggiore la potreste fare.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Marco Meloni 1.69, con il parere contrario della Commissione, del Governo e dei relatori di minoranza Matteo Bragantini e Pilozzi e con il parere favorevole del relatore di minoranza La Russa.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Totaro, Piepoli, Ventricelli, Gasparini, Oliverio, Ministro Mogherini...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  552   
   Votanti  534   
   Astenuti   18   
   Maggioranza  268   
    Hanno votato
 211    
    Hanno votato
no  323).    

  Passiamo all'emendamento Cozzolino 1.71, sul quale vi è un invito al ritiro.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cozzolino. Ne ha facoltà.

  EMANUELE COZZOLINO. Signor Presidente, con questo emendamento, anche se con una formulazione diversa rispetto al precedente, proponiamo di abolire la possibilità che le forze politiche si presentino in coalizione. Questa scelta, a nostro avviso, si impone perché dal 1994 ad oggi, con il passaggio al maggioritario, si è introdotto il principio della coalizione tra più forze politiche nel sistema elettorale italiano. Troppe le coalizioni, che sono state l'elemento più fallace e fittizio che ha prodotto l'instabilità politica e che ha portato l'Italia nelle condizioni attuali. Con le ultime elezioni siamo arrivati al paradosso che le coalizioni che si sono presentate al voto con tanto di programma elettorale e candidato premier dichiarato solennemente agli elettori, si sono tranquillamente sciolte un minuto dopo il voto, sia a destra, che a sinistra. Il PD e SEL sono andati, l'uno al Governo, l'altro all'opposizione e lo stesso hanno fatto a destra il PdL e la Lega Nord, più Fratelli d'Italia. A che servono le coalizioni, dunque ?

  PRESIDENTE. Chiedo scusa. Colleghi, per favore, se abbassiamo almeno la voce. Almeno lasciamo parlare quelli che intervengono. Prego.

  EMANUELE COZZOLINO. A che servono le coalizioni, dunque ? Sicuramente a prendere in giro gli elettori e questo non lo diciamo noi, ma i fatti e, in particolare, lo dice da sempre ogni lista.
  Uno dei due signori che al Nazareno ha firmato l'accordo che oggi stiamo votando, Berlusconi, nel 1994 diede la colpa della sua caduta ai magistrati e all'alleato Bossi, accusato niente meno che di aver rubato il voto anche della stessa madre di Berlusconi. Dal 2001 al 2006 la colpa fu di Casini e Follini, con la sponda di Fini, che da dentro il Governo e all'interno della maggioranza gli impedivano di applicare il proprio programma. Nel 2008 è stata la colpa di Fini, dunque per coerenza almeno i colleghi di Forza Italia questo emendamento lo dovrebbero votare ad occhi chiusi, a meno che, non bocciandolo, non vogliano ammettere che quanto ci ha raccontato il loro capo per vent'anni sono solo panzane utili a giustificare i fallimenti politici.
  Le coalizioni, inoltre, sono la testimonianza di come le cose funzionino alla rovescia in Italia. Con i sistemi maggioritari vi è il principio che i partiti maggiori sono avvantaggiati nei confronti di quelli minori, dunque, come avviene in Inghilterra, ci si aspetta che i due più grandi puntino sulle loro forze per battere l'avversario, Pag. 62invece di cercare di accaparrarsi la manciata di voti della terza o quarta forza, dando potere di ricatto a un partito che non avrebbe alcuna possibilità di entrare in Parlamento. Con il collegio uninominale DS e Forza Italia si sono addirittura messi nelle condizioni di farsi ricattare ex ante ed ovviamente ex post dai cespugli vari, invece di competere per prendere da soli un voto in più degli avversari.
  Noi riteniamo che sia giunto il momento di mettere fine a tutto ciò, perché il MoVimento 5 Stelle punta esclusivamente sulle sue forze e soprattutto non ha alcuna paura di rimanere fuori dal Parlamento, che per noi non è un fine, ma un mezzo (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Corsaro. Ne ha facoltà.

  MASSIMO ENRICO CORSARO. Signor Presidente, volevo, per il suo tramite, rivolgermi ai membri del Governo non deputati presenti in aula, per rappresentare loro che la chiamata alle armi disposta dalla parte, come dire, ortodossa del Partito Democratico, perché evidentemente c’è odore di andare a bagno, non era rivolta a loro giacché la loro presenza qui è inutile non potendo votare, non potendo aggiungere il loro voto alle disposizioni del Presidente del Consiglio. Quindi, in particolare, notando la presenza in aula del Ministro del lavoro e delle politiche sociali e avendo avuto modo di leggere gli ultimi risultati e gli esiti delle valutazioni sull'incidenza della disoccupazione in Italia, abbiamo motivo di credere che, essendo inutile qui la sua presenza, forse sarebbe più utile che si occupasse di lavoro, lui e gli altri colleghi che, insieme a lui, non sono utili alla bisogna del Presidente Renzi (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

  MATTEO BRAGANTINI, Relatore di minoranza. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  MATTEO BRAGANTINI, Relatore di minoranza. Signor Presidente, solo per cambiare il parere sull'emendamento Cozzolino 1.71 in parere contrario. Ne approfitto anche per correggere il parere sul successivo emendamento Colletti 1.622 da favorevole a contrario ed esprimo parere contrario sull'emendamento Nuti 1.72, sul quale mi ero rimesso all'Aula.

  NAZZARENO PILOZZI, Relatore di minoranza. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  NAZZARENO PILOZZI, Relatore di minoranza. Signor Presidente, anch'io per cambiare parere sull'emendamento Cozzolino 1.71.

  PRESIDENTE. Quindi il suo parere diventa contrario ?

  NAZZARENO PILOZZI, Relatore di minoranza. Questo è contrario e confermo il parere contrario sul successivo emendamento Colletti 1.622.

  IGNAZIO LA RUSSA, Relatore di minoranza. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  IGNAZIO LA RUSSA, Relatore di minoranza. Signor Presidente, prudentemente mi ero rimesso all'Assemblea. Adesso si è capito che c’è l'abrogazione anche dell'articolo 14, cioè si impedirebbero le coalizioni e, quindi, esprimo parere contrario, così come esprimo parere contrario sugli emendamenti Nuti 1.72 e Toninelli 1.73.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Pag. 63Cozzolino 1.71, con il parere contrario della Commissione, del Governo e di tutti e tre i relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Moretti... Folino... Berlinghieri... Frusone... Tidei... Galan... Biasotti... Nesi... Giorgis... Monchiero...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  548   
   Votanti  546   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  274   
    Hanno votato
 102    
    Hanno votato
no  444).    

  (Il deputato Fossati ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto contrario).

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Colletti 1.622, a pagina 86.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Colletti. Ne ha facoltà.

  ANDREA COLLETTI. Signor Presidente, con questo emendamento finalmente i partiti, che negli scorsi giorni si sono lamentati affermando che non si sarebbero mai alleati con il Partito Democratico e con Forza Italia, potranno essere coerenti e conseguenti con le loro proposizioni. Questo perché mettiamo un limite al numero delle liste che si possono coalizzare. In questo modo non vedremo più liste che vediamo anche a livello regionale o comunale, come Pensionati per Berlusconi, I Pensionati per Renzi, Forza Roma Berlusconi, Forza Lazio, Forza Italia c’è purtroppo e tante altre liste civetta come i Verdi Verdi Verdi, Verdi Verdi Rossoverdi.
  Ora finalmente Fratelli d'Italia, SEL, Lega Nord, Popolari per l'Italia e tutti quei partiti più piccoli rispetto al Partito Democratico e a Forza Italia, con questo emendamento, potranno fare uno sgarbo alla diarchia istituzionale che si è creata in questo Parlamento.
  Sono sicuro che, ovviamente, nessuno di questi voterà a favore dell'emendamento, però, si è detto spesso, in quest'Aula si è parlato di governabilità, stabilità: allora, deve essere abbastanza chiaro che permettere la creazione di coalizioni di otto, nove liste non ha nulla a che fare né con la stabilità né con la governabilità, soprattutto con il sistema farlocco della divisione dei seggi, che permetterà di accedere ai seggi alla lista – magari, anche l'unica lista – che avrà superato la soglia di sbarramento, che, come detto in precedenza, accaparrerà i seggi anche dei voti per le cosiddette liste minori. Allora, in questo modo, diamo l'opportunità ai cosiddetti piccoli partiti di non essere più ipocriti e di saper e poter utilizzare il proprio voto coscientemente (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Fraccaro. Ne ha facoltà.

  RICCARDO FRACCARO. Signor Presidente, semplicemente per chiedere ragione del parere contrario del Governo. In particolare, chiederei se, cortesemente, il sottosegretario Scalfarotto, che più volte abbiamo chiamato in causa, ma non ci ha mai risposto, potesse darci lumi su questo tema: perché avete dato, come Governo, parere contrario. Se vi degnate almeno di guardarci mentre vi parliamo, sarebbe positivo.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fiano. Ne ha facoltà.

  EMANUELE FIANO. Signor Presidente, sinceramente, dopo aver ricevuto e democraticamente accolto tante critiche che sono venute da tute le parti di quest'Aula – non a me personalmente, immagino, ma al partito che rappresento, al provvedimento che stiamo discutendo –, pensare Pag. 64che il MoVimento 5 Stelle, che si fa illegittimamente paladino di una iniezione di libertà e democrazia nel Paese e nel Parlamento, proponga nell'emendamento a prima firma Colletti che le coalizioni politiche non possono avere collegati più di due partiti, mi sembra una proposta di diminuzione della possibilità dell'accordo politico e, quindi, della rappresentanza. Io penso che questo emendamento vada in direzione contraria a molte delle cose che ho sentito dire da voi in questi giorni sulla necessità di aumentare la partecipazione. Questo è un emendamento che propone la diminuzione della partecipazione alla politica.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole D'Ambrosio. Ne ha facoltà.

  GIUSEPPE D'AMBROSIO. Signor Presidente, l'emendamento a prima firma Colletti, in realtà – voglio correggere il collega Fiano –, non è che voglia tagliare fuori la rappresentanza: semplicemente, al netto della compravendita, diciamo così, di senatori, vuole evitare che avvenga, ancora una volta, qualcosa tipo quello che è accaduto a suo tempo con l'Unione, quando si sono presentati tremila partiti con tremila rappresentanze e, poi, di fatto, abbiamo lasciato l'Italia nelle mani di chi ?

  PRESIDENTE. La invito a concludere.

  GIUSEPPE D'AMBROSIO. Del nulla, per due anni abbandonata a se stessa, con delle maggioranze che non si capiva assolutamente dove andavano.

  PRESIDENTE. Grazie.

  GIUSEPPE D'AMBROSIO. Quindi, Presidente, semplicemente – e concludo –, non chiudere la rappresentanza, ma chiudere ai carrozzoni per vincere le elezioni (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Manlio Di Stefano. Ne ha facoltà.

  MANLIO DI STEFANO. Signor Presidente, qui non si discute di dignità della libertà di partecipazione ad una tornata elettorale: qui si discute semplicemente di poter offrire agli elettori ciò che anche la Corte ha detto chiaramente, ovvero un chiaro quadro di quella che è l'offerta politica da poter, poi, andare a votare alle elezioni. Se l'offerta politica sono coalizioni e sono dentro cento partiti con anime totalmente differenti giusto per fare cassa e vincere le elezioni, poi ci troviamo in Parlamento situazioni come quelle attuali...

  PRESIDENTE. La invito a concludere.

  MANLIO DI STEFANO. ... in cui alcuni partiti minori entrano con l'ondata grazie al partito maggiore e, poi, vanno all'opposizione e chi li ha votati perde completamente consapevolezza di quello che c’è in Parlamento. Quindi, serve semplicemente a riavvicinare i cittadini alle istituzioni e a comprenderle (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Toninelli. Ne ha facoltà.

  DANILO TONINELLI. Grazie Presidente, volevo ricordare per tramite suo, Presidente, al collega Fiano che se c’è qualcosa di antidemocratico sono le soglie che il suo partito, insieme con il partito di Berlusconi, ha inserito all'interno di questa riforma, ovverosia quel 4,5 per cento all'interno della coalizione che ammazza qualsiasi partito medio o piccolo e che dà i voti di questo partito al partito grande cioè al Partito Democratico o a Forza Italia. L'emendamento Colletti 1.622 vuole ottenere l'esatto effetto opposto di quanto detto dal collega Fiano ovverosia vuole eliminare le liste «farlocche» fatte per raccattare voti a destra o a sinistra e vuole Pag. 65dare indipendenza a quei partiti medi o piccoli che possono correre da soli e non dipendere da partiti più grandi.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole La Russa. Ne ha facoltà.

  IGNAZIO LA RUSSA. Signor Presidente, non so se sia tecnicamente possibile e se il presidente della Commissione ed il Comitato dei nove accetterebbero, ma questa proposta mi sembra assai ragionevole a patto che sia alzato in misura ragionevole il numero delle liste, perché è vero, creare dieci, dodici, sette o nove liste più o meno «fantocce» è sbagliato, ma anche immaginare che una coalizione non possa comprendere quattro o cinque partiti è altrettanto sbagliato. Quindi, non so se c’è una proposta di riformulazione da parte dei proponenti.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Dieni. Ne ha facoltà.

  FEDERICA DIENI. Signor Presidente, intervengo solo per ricordare a quest'Aula che noi siamo contrari ad ogni forma di coalizione tra vari partiti quindi questo ci sembra semplicemente un compromesso che va a migliorare questo tipo di situazione, perché, come appunto ricordato dai miei colleghi in precedenza, si è verificato molto spesso, e adesso SEL e il PD ne sono la prova evidente, che le coalizioni preelettorali non garantiscono nulla in quanto SEL il giorno dopo è passata all'opposizione. Quindi, diciamo che gli elettori in questo caso non sono stati rappresentati dalla coalizione di maggioranza PD-SEL.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Avverto che la prossima votazione avrà luogo a scrutinio segreto.
  Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colletti 1.622, con il parere contrario della Commissione, del Governo e di tutti e tre i relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Ventricelli, Paris, Cassano, provi a votare...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti e votanti  550   
   Maggioranza  276   
    Voti favorevoli  139    
    Voti contrari  411).    

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Nuti 1.72, con il parere contrario della Commissione e del Governo, con il parere contrario del relatore Bragantini, mentre il relatore Pilozzi chiede di cambiare il parere.
  Prego, onorevole Pilozzi.

  NAZZARENO PILOZZI, Relatore di minoranza. Parere contrario, signor Presidente.

  PRESIDENTE. Perfetto, contrario anche del relatore La Russa. Se nessuno chiede di intervenire lo pongo in votazione.
  Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Nuti 1.72.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Scusate colleghi, la votazione è palese. Revoco l'indizione della votazione. Ci sono dei meccanismi tecnici...
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Nuti 1.72.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Turco, Ventricelli, Giammanco, Ministro Mogherini, Latronico, Marco Di Stefano, Scanu, Sani, Dellai, Sanga... l'onorevole Turco ancora non riesce a votare, Pag. 66provi a votare, non a sbloccarla, provi a votare. Ci siamo... l'onorevole Scanu ancora non riesce...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  545   
   Votanti  544   
   Astenuti    1   
   Maggioranza  273   
    Hanno votato
  95    
    Hanno votato
no  449).    

  (Il deputato Sisto ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto contrario).

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Toninelli 1.73.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Toninelli. Ne ha facoltà.

  DANILO TONINELLI. Signor Presidente, questo emendamento chiede la soppressione di quel passaggio assolutamente antidemocratico che è il doppio turno, cioè il ballottaggio. Vorrei far presente a quest'Aula che gli unici sistemi elettorali che utilizzano il ballottaggio lo fanno per l'elezione di una carica, ovverosia riguardano una persona. Avviene con i collegi uninominali, avviene in Francia con l'elezione del Presidente della Repubblica o dei parlamentari francesi, ma non c’è precedente al mondo dove il ballottaggio viene utilizzato per eleggere non una persona ma un gruppo che va a governare un Paese.
  Ciò non è assolutamente possibile per un motivo semplicissimo: fare il ballottaggio significa dire a priori che il Paese deve essere diviso in due poli e voi volete che sia diviso nel centrosinistra e nel centrodestra. Peccato che, se aprite gli occhi, il Paese non è diviso in due poli, non è in mano a due padroni, Renzi e Berlusconi, ma il Paese è diviso in tre poli. Infatti, un movimento, alle ultime elezioni in Italia, ha preso voti più di tutti voi partiti, Partito Democratico e Forza Italia. Di conseguenza, con il ballottaggio non potete pretendere che ci siano due forze politiche all'interno delle quali debba esserci per forza un vincitore. La società sta dimostrando il contrario. È un qualche cosa di assolutamente antidemocratico, ripeto, che non appartiene a nessun Paese con democrazia avanzata. È una vera e propria illusione con la quale voi fate pensare ai cittadini che si stia votando non un gruppo parlamentare, non un partito, ma una persona, ovverosia un capopartito.
  Voi avete trasformato la forma di Governo, che è una forma di natura parlamentare, non in un presidenzialismo, ma in una vera e propria dittatura del Governo, dittatura della maggioranza. Voi avete fatto sì che le elezioni democratiche di una Repubblica parlamentare come la nostra diventino un plebiscito per un capo che si presenta a capo di una coalizione di centrosinistra o di centrodestra e che punta tutto su se stesso: o vince o perde. E se vince, i cittadini, secondo voi, dovrebbero affidare esclusivamente le proprie aspettative e le proprie speranze a questa singola persona. Ciò ha un'ovvia conseguenza, che vi deve far aprire gli occhi: ciò porta ad uno svilimento ancora peggiore di quello che sta già accadendo. Di cosa ? Di noi parlamentari, ma soprattutto di voi parlamentari, perché noi non vogliamo questo modo di eleggere i parlamentari. Noi diciamo che i parlamentari non devono rispondere ad un capo da cui dipende la loro rielezione, ma devono rispondere ai cittadini che li hanno votati e che si sono recati alle urne perché quel determinato candidato li rappresentava e portava avanti le proprie richieste di aiuto.
  Con il ballottaggio state facendo sì che voi parlamentari siate rieletti esclusivamente se portate in quest'Aula la voce del capo. Noi andiamo dalla parte esattamente opposta rispetto a voi: noi in quest'Aula portiamo le voci dei cittadini. Noi siamo diversi da voi (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) !

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Avverto che la prossima votazione avrà luogo a scrutinio segreto.
  Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Pag. 67Toninelli 1.73, con il parere contrario della Commissione e del Governo e dei relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Tartaglione, Matarrese, Piccoli Nardelli, Folino, Fantinati, Grillo, Tripiedi, Rabino, Carfagna.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti e votanti  546   
   Maggioranza  274   
    Voti favorevoli  107    
    Voti contrari  439).    

  Passiamo all'emendamento Matteo Bragantini 1.76.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bragantini. Ne ha facoltà.

  MATTEO BRAGANTINI. Signor Presidente, questo emendamento va a sanare una illogicità: i partiti che sono in coalizione, o che entrano in coalizione al secondo turno (perché si prevede la possibilità di coalizzarsi al secondo turno), devono avere la possibilità di entrare in Parlamento, come succede in tutti i consigli comunali; anche in questo caso, quando ci sono le elezioni, vi è la possibilità di fare alla luce del sole un apparentamento ufficiale ed i partiti che fanno l'apparentamento ufficiale per appoggiare uno dei due candidati sindaci che vanno al ballottaggio entrano nel consiglio comunale, in questo caso con i seggi, nel secondo caso, con riferimento all'emendamento successivo, almeno per quanto riguarda la quota di maggioranza. Altrimenti non si riuscirebbe a capire perché non si dia la possibilità di fare l'apparentamento per il ballottaggio e questi partiti, che alla luce del sole, non nelle segrete stanze...Perché altrimenti cosa succede, vietando l'apparentamento al secondo turno ? Una cosa semplicissima: i partiti, i due partiti, le due coalizioni che vanno al ballottaggio, chiedono ai partiti che non andranno al ballottaggio di appoggiarli e, in modo nascosto, faranno le trattative per dire: se vinciamo noi, voi vi siete coalizzati ufficiosamente con noi, vi daremo tot sottosegretari, tot posti.
  Invece, noi vogliamo una cosa trasparente e chiara: che anche l'apparentamento al secondo turno sia permesso alla luce del sole; dunque, un cittadino sa che, se vota il candidato X, avrà l'appoggio di quella coalizione e di quei partiti che si sono coalizzati, mentre, se vota il candidato Y, avrà l'appoggio di tutte le altre liste. Però, chiediamo, nello stesso tempo, che questi partiti coalizzati possano entrare in Parlamento, altrimenti non avrebbe più senso di esistere, non vi sarebbe più senso; esiste la norma per dare la possibilità di apparentamento anche al secondo turno.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Avverto che la prossima votazione avrà luogo a scrutinio segreto.
  Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Matteo Bragantini 1.76, con il parere contrario della Commissione e del Governo ed il parere favorevole dei tre relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Sannicandro, Beni, Berlinghieri, Catania, Fioroni, Di Battista, Calabrò, Dellai...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti e votanti  542   
   Maggioranza  272   
    Voti favorevoli  171    
    Voti contrari  371).    

  Avverto che la prossima votazione avrà luogo a scrutinio segreto.
  Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Invernizzi 1.75, con il parere contrario Pag. 68della Commissione e del Governo ed il parere favorevole dei tre relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Gasparini, Dellai, Paris, Capua, Ciprini, Sorial, Castelli...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti e votanti  546   
   Maggioranza  274   
    Voti favorevoli  179    
    Voti contrari  367).    

  (Il deputato Rosato ha segnalato che non è riuscito a votare).

  Dovremmo passare alla votazione dell'emendamento Balduzzi 1.80 che trovate a pagina 89 ma che è precluso dall'emendamento 1.900 della Commissione.
  A questo punto passiamo alla votazione dell'emendamento Matteo Bragantini 1.81 (a pagina 90).
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bragantini. Ne ha facoltà.

  MATTEO BRAGANTINI. Signor Presidente, si tratta di un emendamento che non è politico, ma molto tecnico, molto semplice. Semplicemente si dice che, per presentare il simbolo (sapete che per presentare il simbolo adesso basta solo presentarlo al Ministero), bisogna che sia accompagnato almeno da cinquemila firme di cittadini per i partiti o movimenti che non sono presenti in Parlamento. E quando viene presentato il simbolo (si può presentare fino a 45 giorni prima delle elezioni) il suddetto simbolo ha valenza per almeno dieci anni. Cosa vuol dire ? Andare a mettere un limite a quella corsa scandalosa dove tutti vanno a presentare dei simboli, dei simboli civetta per ricattare successivamente i grandi partiti o i partiti storici o semplicemente per presentare delle liste civetta che prenderanno lo 0,1, lo 0,2, lo 0,3 ma semplicemente perché i cittadini vengono erroneamente indotti a sbagliare il voto.
  Dunque, penso sia una norma che può e deve andare bene a tutti i cittadini, a tutti i partiti e a tutti i movimenti, perché, semplicemente, si va a fermare quella scandalosa corsa per le liste civetta e le liste truffa. Dunque, veramente non riesco a capire – e chiedo al relatore se può cambiare il parere e lo chiedo anche al Governo – perché non si va a cambiare tutto il costrutto di questa legge ma si va a fermare un'assurdità e un'indecenza solo italiana.

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. Chiedo che venga accantonato questo emendamento per riflettere meglio le osservazioni del collega Bragantini.

  PRESIDENTE. Va bene. A questo punto però dovrei passare al successivo, anch'esso accantonato, che è l'emendamento La Russa 1.84. Su questo ci illumini.

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. Presidente, nel Comitato dei nove sia l'emendamento La Russa 1.84 (a pagina 91) che l'emendamento Gitti 1.86 (a pagina 92) sono rimasti accantonati, quindi chiedo di procedere oltre, lasciando questi emendamenti accantonati.

  PRESIDENTE. Quindi, dovremmo procedere all'esame dei successivi subemendamenti.

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. Dovremmo, quindi, passare al subemendamento Parisi 0.1.514.1, che dovrebbe rimanere (essendo un subemendamento), come anche l'emendamento Richetti 1.514, accantonato analogamente per identità di materia.

Pag. 69

  PRESIDENTE. A questo punto, accantoniamo anche queste altre due proposte emendative. Successivamente vi sono gli identici emendamenti Famiglietti 1.346 e Centemero 1.489 che risultano alla Presidenza anch'essi accantonati.

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. No, vi è un parere favorevole con una proposta di riformulazione.

  PRESIDENTE. Quindi, su questi si può procedere.
  A questo punto, ci deve rendere nota la riformulazione e poi sentiamo anche i pareri dei relatori di minoranza.

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. Le chiedo un attimo per recuperare il testo.

  PRESIDENTE. Intanto, ricordo ai colleghi che si tratta degli identici emendamenti Famiglietti 1.346 e Centemero 1.489 (a pagina 99 e 100) sui quali vi è una proposta di riformulazione da parte della Commissione; erano stati precedentemente accantonati.

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. Posso leggere ?

  PRESIDENTE. Prego, onorevole Sisto.

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. La proposta di riformulazione degli identici emendamenti Famiglietti 1.346 e Centemero 1.489 è la seguente: sostituire le parole: «fino ad un massimo di cinque collegi plurinominali» con le seguenti: «fino ad un massimo di otto collegi plurinominali». Signor Presidente, con questa riformulazione, il parere è favorevole.

  PRESIDENTE. Onorevole Famiglietti, accetta la riformulazione ?

  LUIGI FAMIGLIETTI. Signor Presidente, accetto la riformulazione.

  PRESIDENTE. Prendo atto che anche l'onorevole Centemero accetta la riformulazione. Acquisiamo ora il parere dei relatori di minoranza. Onorevole Matteo Bragantini ?

  MATTEO BRAGANTINI, Relatore di minoranza. Signor Presidente, esprimo parere contrario sugli identici emendamenti Famiglietti 1.346 e Centemero 1.489, come riformulati. Presumo che questo tempo non venga calcolato nei tempi assegnati al gruppo, perché è solo il parere.

  PRESIDENTE. Onorevole Pilozzi ?

  NAZZARENO PILOZZI, Relatore di minoranza. Signor Presidente, esprimo parere contrario sugli identici emendamenti Famiglietti 1.346 e Centemero 1.489.

  PRESIDENTE. Onorevole La Russa ?

  IGNAZIO LA RUSSA, Relatore di minoranza. Signor Presidente, esprimo parere favorevole.

  PRESIDENTE. Passiamo pertanto alla votazione degli identici emendamenti Famiglietti 1.346 e Centemero 1.489, come riformulati.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Balduzzi. Ne ha facoltà.

  RENATO BALDUZZI. Signor Presidente, io inviterei il Presidente ed i colleghi, ma anche il Governo, a valutare con attenzione la portata di questi emendamenti, in particolare – ma non soltanto – dopo la riformulazione. Qui si sta parlando di pluricandidature, è un punto, oggetto specifico di un passaggio di una ben nota sentenza della Corte costituzionale; non vorrei che andassimo, in nome di un'esigenza avvertita in modo diverso da una parte o dall'altra dell'Aula, a inserire un ulteriore profilo problematico in un testo che, ad essere benevoli, qualche profilo già lo contiene. Quindi, il mio è un intervento – è la ragione per cui il gruppo Scelta Civica per l'Italia non aveva Pag. 70presentato emendamenti su questo punto – volto a suggerire ai colleghi e all'Aula una certa ponderazione.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Toninelli. Ne ha facoltà, con la preghiera, colleghi, se si riesce a tenere un livello di volume della voce basso, così permettiamo ai colleghi di parlare.

  DANILO TONINELLI. Signor Presidente, vorrei chiedere l'attenzione a quest'Aula se ha ben capito di cosa stiamo parlando. Questi emendamenti, di cui è stata appena proposta una riformulazione e una modifica, riguardano le pluricandidature, ovverosia la possibilità per Vendola ad esempio, o per altri capipartito, di presentarsi come capilista in otto collegi plurinominali. Calcolatrice alla mano, se divido i centoventi collegi plurinominali per le otto circoscrizioni, o meglio, per gli otto collegi delle pluricandidature, il risultato è quindici. Significa che quindici persone, quindici candidati possono coprire tutti i collegi plurinominali italiani, ovverosia una gran bella rappresentanza. Complimenti ! Quindici persone che si alternano tra capolista e secondo in lista, in tutto il territorio nazionale. Secondo voi questa è pluralità della rappresentanza ? Secondo noi no ! Secondo noi ci si può candidare in un unico collegio plurinominale (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) e magari anche laddove si ha la residenza, questa per noi è rappresentanza e non il potere politico in mano a quindici persone (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) !

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Franco Bruno. Ne ha facoltà.

  FRANCO BRUNO. Signor Presidente, io non trovo corretto nei confronti degli elettori che non si sappia prima se la persona che viene votata resta o meno in quel collegio, per cui voterò contro la possibilità di candidarsi in più collegi.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Migliore. Ne ha facoltà.

  GENNARO MIGLIORE. Signor Presidente, il collega Toninelli si deve essere distratto, perché il parere che noi esprimiamo su questo punto è negativo. È negativo perché riteniamo che le pluricandidature siano una toppa peggiore del buco. Il buco è l'assegnazione random dei seggi, la toppa è la costruzione di un meccanismo che in effetti allunga la lista bloccata.
  Come diceva il collega che mi ha preceduto, il collega Balduzzi, noi abbiamo la necessità di impedire che ci sia qualsiasi forma di distorsione della volontà degli elettori e questo serve esclusivamente per garantire i capi partito. Quindi, per questo motivo noi votiamo contro.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Matteo Bragantini. Ne ha facoltà.

  MATTEO BRAGANTINI. Signor Presidente, noi siamo contrari a questi emendamenti perché appunto, come ha appena illustrato il collega Migliore (intanto vedo una visuale diversa della Camera; non è mai capitato)...

  PRESIDENTE. Ci tenevo a tranquillizzare l'onorevole Giorgia Meloni che quelli contrari sono quelli della Lega Nord, perché si è girata e per un attimo pensava di avere cambiato lei il gruppo. Prego, onorevole Matteo Bragantini.

  MATTEO BRAGANTINI. Allora, dicevo che noi siamo contrari per un motivo molto semplice. In questa proposta di legge elettorale nel momento che c’è il sistema random, per cui appunto non si sa dove vanno a cadere i seggi spettanti al singolo partito, anche se in un seggio magari quel partito è il primo partito, con questo sistema mettendo le pluricandidature non si va a risolvere il problema, ma semplicemente si vanno a fare delle liste bloccate ancora più corte. Dunque, andiamo Pag. 71ancora contro la sentenza della Corte costituzionale perché per assurdo al PD, per sistemare gli uomini che vogliono sistemare, basta che si facciano tutti dei collegi da sei uguali per otto e, dunque, vuol dire che fanno delle macroliste e in quel modo riescono di sicuro a fare passare semplicemente le persone che a loro interessano.
  Dunque, per questo motivo noi siamo contrari, perché noi riteniamo che sia più corretto sistemare l'algoritmo e stabilire un sistema ovvio e logico, in cui dove un partito ha più voti gli spetta il seggio.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Dieni. Ne ha facoltà.

  FEDERICA DIENI. Signor Presidente, questo emendamento, quindi quello delle pluricandidature, consente di ovviare a quella che è una distorsione di questo sistema di calcolo dei seggi in quanto ci potrebbero essere partiti che nonostante...

  PRESIDENTE. Onorevole Dieni, provi a cambiare microfono. Ci deve essere qualche apparecchio particolarmente potente lì dalle sue parti. Se magari il collega le cede il posto, gentilmente. Ecco, forse è un po’ meglio e un po’ più comodo. Prego, onorevole Dieni.

  FEDERICA DIENI. Grazie Presidente. Questo sistema, questa possibilità di pluricandidature, consente di ovviare a una distorsione di questo «Italicum», che è quella, quindi, di prevedere che nel caso in cui un determinato partito o movimento raggiunga una data percentuale e risulti primo in una data circoscrizione potrebbe non avere il capolista neanche eletto in Parlamento.
  Che cosa accade ? Invece di modificare questo tipo di problema, e quindi di modificare l'algoritmo, accade una cosa strana, ossia si dà la possibilità a una stessa persona di candidarsi in più circoscrizioni e, quindi, di avere la certezza di essere automaticamente eletti (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. A questo punto passiamo ai voti.
  Avverto che la prossima votazione avrà luogo a scrutinio segreto.
  Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Famiglietti 1.346 e Centemero 1.489, così come riformulati, con il parere favorevole della Commissione e del Governo, con il parere contrario dei relatori di minoranza Matteo Bragantini e Pilozzi e con il parere favorevole del relatore di minoranza La Russa.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Colleghi, su ! Raggiungiamo i posti, velocemente. Onorevole Chiarelli, è in blocco; prego, si è sbloccato. Hanno votato tutti ?
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti  548   
   Votanti  547   
   Astenuti    1   
   Maggioranza  274   
    Voti favorevoli  335    
    Voti contrari  212).    

  (I deputati Realacci e Cimbro hanno segnalato che non sono riusciti a votare).

  Avverto che, a seguito dell'approvazione degli identici emendamenti Famiglietti 1.346 e Centemero 1.489, interamente sostitutivi del comma 10, risulta precluso l'emendamento La Russa 1.485, che interviene sul medesimo comma.
  Passiamo all'emendamento Balduzzi 1.99. L'onorevole Balduzzi chiede di parlare. Intanto c’è un invito al ritiro, quindi la invito ad esprimersi anche sull'invito al ritiro.

  RENATO BALDUZZI. Lo ritiro, Presidente.

  PRESIDENTE. Sta bene. Passiamo alla votazione dell'emendamento Gitti 1.101.Pag. 72
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gitti. Ne ha facoltà.

  GREGORIO GITTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa è l'ultima possibilità per questa Assemblea di cambiare e migliorare questa legge elettorale. Al Senato non muterà nulla. Questa Camera non voterà più su questa legge. Questo emendamento prevede la possibilità di esprimere sino ad un massimo di due preferenze. Si può votare solo un uomo, si può votare solo una donna, se si manifestano due preferenze, ognuna sarà per un genere diverso. È una norma che consente dunque la massima libertà di espressione del voto. È una norma che consente di riavvicinare l'istituzione parlamentare ai cittadini e restituire il potere di scelta degli eletti ai cittadini.

  PRESIDENTE. Concluda, onorevole Gitti, è finito il tempo.

  GREGORIO GITTI. Concludo, con un appello appassionato a tutti i miei colleghi, perché a prescindere dall'appartenenza ai gruppi, si sentano fino in fondo rappresentanti della nazione, come prescrive l'articolo 67 della nostra Costituzione.

  MATTEO BRAGANTINI, Relatore di minoranza. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  MATTEO BRAGANTINI, Relatore di minoranza. Signor Presidente, semplicemente perché si vede che c’è stato un errore nella trascrizione. Io avevo dato il parere favorevole a questo emendamento e non contrario. Dunque, vorrei che venisse registrato come parere favorevole.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Piazzoni. Ne ha facoltà.

  ILEANA CATHIA PIAZZONI. Signor Presidente, solo per esprimere il mio voto favorevole a questo emendamento.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Sannicandro. Ne ha facoltà.

  ARCANGELO SANNICANDRO. Signor Presidente, in effetti questa è l'ultima occasione che ci rimane per tentare di rimediare alle gravi violazioni della democrazia che in queste ore stiamo commettendo. Poc'anzi abbiamo approvato un'altra norma oscena, ed è quella che consente ad un cittadino, ad un candidato – io non ci credevo veramente e pensavo che fossero i capolista, tradizionalmente si potevano candidare in tre collegi nella prima Repubblica – di potersi candidare, come singolo candidato, addirittura in otto collegi. Ma la vogliamo smettere o no ?

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Melilla. Ne ha facoltà.

  GIANNI MELILLA. Signor Presidente, si tratta di una norma assolutamente ragionevole che, secondo me, limita i danni di una legge pessima che ha peggiorato il «Porcellum». Attraverso questo strumento della doppia preferenza di genere noi non facciamo nient'altro che quello che si fa attualmente nei comuni italiani, dove è possibile esprimere due preferenze ai due generi diversi. Per cui mi auguro che almeno questo emendamento sia accolto dalla Camera.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Zaratti. Ne ha facoltà.

  FILIBERTO ZARATTI. Signor Presidente, questa è davvero l'ultima chiamata, la possibilità di risolvere con un solo voto due problemi: quello della rappresentanza di genere e quello del diritto dei cittadini di scegliere i propri rappresentanti. Spero davvero che la Camera, che i deputati e le deputate non perdano questa occasione così importante. Oggi abbiamo la possibilità con questo voto di rimettere in linea una legge che è nata male, che è un grande Pag. 73pasticcio, che peggiora notevolmente il «Porcellum» esistente; in questo modo la possiamo migliorare in modo significativo. Chiedo a tutti di votare l'emendamento.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Andrea Romano. Ne ha facoltà.

  ANDREA ROMANO. Signor Presidente, intervengo brevemente per annunciare il voto contrario di Scelta Civica a questo emendamento, come abbiamo fatto su tutti gli emendamenti che avevano che a fare con le preferenze. La nostra posizione è già stata esposta varie volte da altri colleghi. La ricordo brevemente, la nostra posizione è stata sempre a favore del collegio uninominale e, quindi, contro le liste bloccate e contro le preferenze. Aggiungo un punto di merito su questo emendamento che prefigura un'introduzione surrettizia delle preferenze dopo che questo Parlamento si è già espresso in numerose occasioni contro le preferenze e questo è un motivo di più per votare contro questo emendamento (Applausi dei deputati del gruppo Scelta Civica per l'Italia).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fraccaro. Ne ha facoltà.

  RICCARDO FRACCARO. Signor Presidente, francamente in questi giorni abbiamo assistito a delle votazioni bizzarre, per usare un eufemismo. Solo la settimana scorsa in una sola giornata il Partito Democratico è stato capace di votare contro le preferenze e contro il conflitto di interessi. Nella giornata di ieri alcuni esponenti del centrosinistra hanno preso la parola e ci hanno additato come appartenenti ad una forza politica sessista, omofoba, salvo poi loro stessi non votare il loro stesso emendamento e diventare automaticamente un partito, per loro stessa convinzione, sessista e omofobo (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
  
Ora noi, signor Presidente, ci accingiamo a votare un emendamento che introduce le preferenze e le preferenze di genere. Abbiamo già espresso il nostro parere contrario a questo sistema di incentivo alla partecipazione alla politica delle donne. Tuttavia, noi voteremo favorevolmente a questo emendamento, perché comunque è un miglioramento e in questo modo vi dimostreremo, ancora una volta di più, che il MoVimento 5 Stelle non è sordo, non dice sempre di «no» e quando i compromessi non sono al ribasso, ma sono migliorativi noi ci siamo (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
  
Ora però tocca a voi Partito Democratico, tocca a voi dimostrare che Silvio Berlusconi, il delinquente Silvio Berlusconi (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle – Proteste dei deputati del gruppo Forza Italia – Il Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente), non è il vostro azionista di maggioranza ! Tocca a voi dimostrarlo, tocca a voi sciogliervi dall'abbraccio di Forza Italia che negli ultimi venti anni vi ha distrutto, tocca a voi «scongelarvi».

  PRESIDENTE. Onorevole Fraccaro, si rivolga alla Presidenza.

  RICCARDO FRACCARO. Signor Presidente, sì mi rivolgo alla Presidenza, ha ragione e mi scuso.
  Quindi noi invitiamo oggi il Partito Democratico a votare favorevolmente e forse, forse, per la prima volta dall'inizio di questa legislatura, io potrò portare rispetto nei vostri confronti (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  IGNAZIO LA RUSSA, Relatore di minoranza. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  IGNAZIO LA RUSSA, Relatore di minoranza. Signor Presidente, avevo già detto che avrei dato parere favorevole a quest'emendamento. Lo confermo, anzi chiedo di aggiungere il mio nome a quello del collega che lo ha presentato.Pag. 74
  Devo dire, però, quando sento certi interventi – ma vale anche per gli interventi finali all'emendamento 1.60 che era sullo stesso tema – che sembra a volte che, chi parla, abbia a parole l'intenzione di appoggiare l'emendamento, ma nella sostanza faccia di tutto per creare un respingimento da parte di coloro che potrebbero votarlo.
  Io, invece, mi rivolgo tranquillamente a tutti. Credo che questa sia veramente l'occasione che farà da scriminante tra un Parlamento eletto dagli elettori, dai cittadini, con il rispetto della sovranità popolare, o un Parlamento di nominati. Scegliete voi (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

  RENATO BRUNETTA. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Su che cosa, presidente Brunetta ? Non sull'emendamento ?

  RENATO BRUNETTA. Per richiamo al Regolamento.

  PRESIDENTE. Perfetto. Ne ha facoltà.

  RENATO BRUNETTA. Signor Presidente, articolo 59, comma 1. È stata ancora una volta usata un'espressione offensiva nei confronti del presidente Berlusconi. Chiedo a lei, come ho chiesto oggi alla Presidente Boldrini, di intervenire e di stigmatizzare quanto è avvenuto pochi minuti fa in quest'Aula, altrimenti anche la sua Presidenza deve essere considerata inadeguata all'equilibrio di quest'Aula (Commenti dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Grazie, presidente Brunetta, io mi scuso, ma non ho davvero sentito cosa ha detto l'onorevole...(Commenti). Colleghi, la Presidenza non ha il dono dell'onniscienza. Io stavo verificando le iscrizioni ed il testo dell'emendamento, quindi mi scuso con i colleghi del gruppo che si è sentito offeso perché non ho potuto richiamare il collega, non avendo ascoltato. Tuttavia, per quanto mi riguarda, le offese nei confronti di persone e di forze politiche vanno sempre censurate e stigmatizzate in quest'Aula. (Commenti di deputati del gruppo Forza Italia – Il Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente).
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Parisi. Ne ha facoltà.

  RENATO BRUNETTA. Presidente, non basta.

  PRESIDENTE. Ho già precisato: io non ho sentito che cosa ha detto l'onorevole (Commenti di deputati del gruppo Forza Italia – Il Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente)...Ho capito, quindi acquisiremo che cosa ha detto. Perfetto, intanto ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Parisi (Commenti di deputati del gruppo Forza Italia – Il Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente). Colleghi, che dobbiamo fare, dobbiamo sospendere la seduta ? Prego, onorevole Parisi, vada avanti.

  MASSIMO PARISI. Signor Presidente, relativamente a questo emendamento, non svolgerò altre considerazioni sul tema delle preferenze – e certamente ce ne sarebbero ulteriori da fare – ma intervengo solo per la segnalare una cosa – non me ne voglia l'onorevole Gitti – che in quest'emendamento è previsto, al punto 11, che «qualora siano state espresse due preferenze dello stesso genere, sono considerate nulle le preferenze, mentre è salvo il voto di lista (...)».
  Lo ripeto. Questo è un emendamento sulla doppia preferenza. Quest'emendamento prevede che, dove si esprimano due preferenze dello stesso genere, siano annullate tutte e due le preferenze. Per prassi, nella norma di altre leggi simili la prima preferenza è fatta sempre salva. E c’è – mi permetto di segnalare...

  PRESIDENTE. Colleghi, per favore !

  MASSIMO PARISI....una sentenza...

Pag. 75

  PRESIDENTE. Dobbiamo fare parlare ! Mi perdoni, onorevole Parisi.

  MASSIMO PARISI. Posso parlare, Presidente ?

  PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Parisi. Colleghi, per favore ! Onorevole Fiano, onorevole Bressa... colleghi, per favore, cerchiamo di avere un clima in quest'Aula in cui un collega possa parlare con tranquillità. Prego, onorevole Parisi.

  MASSIMO PARISI. Siccome c’è una sentenza della Corte costituzionale del 2010 giusto su questo argomento, ho la vaga impressione che quest'emendamento, così come è formulato, sia incostituzionale.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Lavagno. Ne ha facoltà.

  FABIO LAVAGNO. Signor Presidente, credo che questa legge possa essere riassunta in alcuni termini che comprendono: gli sbarramenti, le liste bloccate, i premi abnormi di maggioranza, l'assenza della parità di genere. Qui, veramente, siamo su questo emendamento all’«ultima spiaggia» e mi rivolgo in particolare ai colleghi del Partito Democratico.
  Noi, con voi, in campagna elettorale abbiamo fatto alcuni patti con gli elettori, tra cui quello di portare e riportare la fiducia tra eletti ed elettori. Quindi, in un momento in cui la fiducia tra eletto e elettore è ai minimi termini, perché non andare verso la strada della scelta dei propri eletti, verso la strada delle preferenze, così come viene indicato da questo emendamento ?
  Si tratterebbe di un piccolo passo in una legge, che non abbiamo perso occasione di definire obbrobriosa, una porcata, per renderla leggermente migliore. È su questo che noi vi chiediamo realmente un impegno di avanzamento. Invece, questa legge, per come viene presentata, è tutto un arretramento.

  PRESIDENTE. Avverto che il gruppo Lega Nord e Autonomie ha esaurito anche i tempi aggiuntivi. La Presidenza si riserva di consentire a un deputato appartenente a tale gruppo, che ne faccia richiesta, lo svolgimento di un breve intervento per dichiarare il voto del gruppo, per non più di un minuto.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Buonanno. Ne ha facoltà. Ha un minuto.

  GIANLUCA BUONANNO. Sì, però io facevo un intervento in dissenso dal mio gruppo.

  PRESIDENTE. Allora, a questo punto ha 30 secondi. Valuti lei.

  GIANLUCA BUONANNO. Grazie ! Quindi, se le chiedo ancora qualcosa, me ne dà 5. Facciamo come i marocchini, non so (Proteste dei deputati Migliore e Fiano) !

  PRESIDENTE. Non se li bruci, però, così.

  GIANLUCA BUONANNO. Signor Presidente, io sono in dissenso dal mio gruppo perché quello che si sta proponendo adesso è il fatto che è uscita dalla porta la parità di genere e la vogliono far rientrare dalla finestra. Io sono per (Proteste dei deputati Migliore e Fiano)... Posso parlare, signor Presidente ?

  PRESIDENTE. Onorevole Migliore, per favore ! Per favore, onorevole Migliore ! Per favore ! Concluda, onorevole Buonanno.

  GIANLUCA BUONANNO. Taccia il comunista, per cortesia !

  PRESIDENTE. Concluda, onorevole Buonanno, per favore ! Non aiuta nessuno. I suoi commenti non aiutano nessuno. Dica quello che ha da dire.

  GIANLUCA BUONANNO. Io sto dicendo che sono contro quello che ha detto il mio gruppo, sono in dissenso, perché Pag. 76ritengo che sono uscite dalla porta le questioni che riguardano la parità di genere e rientrano dalla finestra con questo emendamento. Questo è quello che penso io e, quindi, signor Presidente, voterò contrario.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Richetti. Ne ha facoltà.

  MATTEO RICHETTI. Signor Presidente, io ho un'impressione, che le voglio sottoporre, perché temo che il doppio significato del termine «aula» tenda a trarre qualcheduno in inganno. Infatti, c’è il termine «aula parlamentare» e poi c’è il termine «aula scolastica». Nel senso che vedo molti colleghi portati ad un approccio di lezione, di insegnamento e io, siccome sono un allievo del maestro Manzi, per il quale non si finisce mai di imparare, provo davvero a seguire gli insegnamenti che giungono dai vostri interventi, così come sono giunti dall'intervento dell'onorevole Buonanno e dell'onorevole Di Battista.
  Infatti, Buonanno dice – rivolgendosi, tra l'altro, alle nostre parlamentari – che i parlamentari del PD hanno umiliato le loro colleghe in Aula e rifletto su questa cosa, perché forse qualche errore è stato commesso e qualche opportunità non è stata colta. Certo che loro si sono messi al riparo dal rischio di umiliare le loro colleghe, non avendole, non avendocele in Aula, non avendole nel gruppo (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).
  Infatti, è giunto il momento di dire che ciò che fa la normativa può fare anche il coraggio, le scelte, la lungimiranza. Se il gruppo del PD è formato così è perché il coraggio e la generosità di Pierluigi Bersani, senza che la legge lo imponesse, ha fatto costruire liste, ha portato a scelte della politica che oggi compongono un gruppo (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico). Infatti, vede, se questo è il Parlamento con più donne della storia della Repubblica non lo si deve proprio all'impegno in parti uguali.
  E all'onorevole Di Battista, che è sempre alimentato da un atteggiamento che io – e sono serio – guardo con attenzione, siccome mi sono appuntato: «Per fregare qualcuno – non uso l'epiteto che ha riservato a Silvio Berlusconi – unitevi a noi in questa battaglia per le preferenze», vorrei dire, Presidente, che per la schizofrenia si può fare qualcosa. Infatti, tante volte abbiamo detto: «Unitevi a noi», l'ultima volta lo ha fatto il Presidente del Consiglio, e non solo su questo, e ci hanno risposto che non sono interessati (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico). Non saremmo qui, se noi avessimo potuto costruire una legge elettorale che non coinvolgeva solo una opposizione, ma tutte le opposizioni (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).
  Infatti la politica è la capacità di mettersi in gioco non quando lo riteniamo noi, ma quando i percorsi cominciano, le scelte si fanno, si fanno con sofferenza ma anche con generosità.
  Voglio dire una cosa sul tema delle preferenze, perché non eludo il tema che anche la collega Meloni ha sottoposto: io non sono d'accordo con l'onorevole Parisi. Noi non siamo contrari alle preferenze come strumento perché con le preferenze non entrano i giovani e non entrano le donne. Non è vero: i consigli comunali sono pieni di ragazze e ragazzi straordinari. Tanti di noi, tanti dei colleghi e delle colleghe sono entrati con uno strumento che abbiamo voluto prima che la legge lo imponesse: con lo strumento della preferenza dentro le primarie. Ma il punto è un altro: noi abbiamo fatto una scelta di sistema, cioè si può fare un sistema elettorale che prevede – ed è legittimo, qualcuno ci sta anche lavorando e ci siamo confrontati su questo – liste dentro le quali scegliere il proprio candidato. Voglio ricordare che quando si vota per il consiglio comunale, tu hai tutta la composizione del consiglio e scegli il tuo consigliere. Qui non abbiamo l'elenco dei parlamentari dentro cui scegliere, ce l'avevamo nel Porcellum e infatti ci hanno detto che nel Porcellum andavano messe.Pag. 77
  Noi abbiamo fatto una scelta a monte: quella di costruire un sistema per collegi uninominali, che non ha un impianto proporzionale, ma tende a dare la governabilità.
  È criticabile, ma voglio dire che io non sconfesserò mai, anche per coerenza personale, la scelta di uno strumento, ma il fatto che stiamo dando vita ad una scelta di sistema, anche perché qualcuno si può permettere il lusso di battaglie particolari e lo dico anche perché non è facile dire di no ad alcuni provvedimenti – penso a quello delle primarie, penso a quello delle soglie, penso anche a questo – non è facile dire di no alla scelta particolare, ma c’è qualcuno che si deve caricare dell'interesse generale, perché altrimenti ognuno vince la sua battaglia (Proteste dei deputati dei gruppi Sinistra Ecologia Libertà e Lega Nord e Autonomie) e nessuno cambia...

  PRESIDENTE. Colleghi, per favore !

  MATTEO RICHETTI. ... e nessuno cambia la legge elettorale.
  Un'ultima cosa: Presidente...

  PRESIDENTE. Colleghi ! Le chiedo scusa: colleghi, il dibattito non è tra il collega che parla e i colleghi che commentano mentre il collega parla. Questi hanno facoltà di intervenire e quindi quando prendono la parola intervengono. Per cortesia ! Prego.

  MATTEO RICHETTI. Questo può essere utile ai fini dei nostri lavori: la Corte costituzionale, con sentenza n. 4 del 2010, valutando la legge elettorale campana, dice che le preferenze del doppio genere sono assolutamente legittime. Devono però rispettare tre condizioni, lo dico a beneficio dei lavori, non c’è un giudizio di merito (Proteste)...

  PRESIDENTE. Colleghi ! Prosegua, prego, ma la invito a concludere.

  MATTEO RICHETTI. La prima è che siano meramente facoltative per l'elettore, il quale può ben esprimerne una sola (e questa è rispettata).
  La seconda è: solo se decide di avvalersi della possibilità di esprimere una seconda preferenza, la scelta dovrà cadere su un candidato della stessa lista, ma di diverso genere (e la seconda è rispettata).
  Ce n’è una terza che dice: nel caso di espressione di due preferenze per candidati dello stesso sesso, l'invalidità colpisce soltanto la seconda preferenza.
  Voglio ricordare che su questo principio noi abbiamo riscritto...

  PRESIDENTE. Concluda.

  MATTEO RICHETTI. ... la legge elettorale per i consigli comunali, prevedendo l'invalidazione della seconda preferenza. Questa condizione, secondo la sentenza della Corte, non è rispettata, pertanto secondo me siamo un po’ oltre il rischio di incostituzionalità (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

  GENNARO MIGLIORE. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  GENNARO MIGLIORE. Signor Presidente, è un richiamo che sento la necessità di fare a lei, perché è la seconda volta, nel giro di pochi minuti, che lei non richiama direttamente... non si distragga, se posso permettermi, perché effettivamente potrei anch'io usare termini per cui poi mi deve riprendere.
  La questione è molto semplice: nel novero delle frasi offensive non esiste semplicemente quella che è una parola offensiva; c’è anche un contesto che viene considerato offensivo.
  Io lo ripeto, se non l'ha sentito, quello che ha detto il collega Buonanno; ha detto: «fa come i marocchini». Questa è una frase razzista e lei deve assolutamente impedire che questo avvenga, lo deve richiamare, deve fermarlo prima che dica, perché se uno è abituato a parlare così nei bar del suo paese, non è detto che debba parlare così nell'aula del Parlamento (Applausi Pag. 78dei deputati dei gruppi Sinistra Ecologia Libertà, Partito Democratico, Scelta Civica per l'Italia e Per l'Italia) !

  PRESIDENTE. La ringrazio. Come lei sa, presidente Migliore, io non ho facoltà di fare una censura preventiva. È di tutta evidenza che i commenti impropri e le battute fuori luogo spesse volte si commentano da sé. Dopodiché, prendo atto della sua precisazione e mi scuso anche se ho omesso di fare un intervento.
  È tuttavia evidente che la delicatezza della discussione impone a tutti noi la massima serietà, anche quella di evitare di cadere in provocazioni che vengono costruite magari proprio da chi, invece, pensa di utilizzare un linguaggio poco consono per creare un incidente.
  Io ho molti iscritti a parlare, invito tutta l'Assemblea ad utilizzare un linguaggio consono, ad attenersi al testo degli emendamenti e a non usare termini sconvenienti nei confronti dell'avversario politico perché in questa Assemblea, al netto delle diversità di posizioni, tutti hanno il diritto di esprimersi.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Toninelli. Ne ha facoltà.

  DANILO TONINELLI. Signor Presidente, mi rivolgo – e lo faccio in maniera veramente accorata – a tutte quelle donne che hanno portato avanti una battaglia comune trasversale per le quote rosa e dico loro che ci sono dei treni che nella vita passano una volta sola. Questo per voi è veramente l'ultimo treno. Noi abbiamo detto che la parità di genere non si ottiene con l'alternanza all'interno di una lista bloccata, ma con le preferenze. Siamo di fronte a delle preferenze che garantiscono l'alternanza uomo-donna o donna-uomo. Queste preferenze vi possono permettere di essere libere intellettualmente, autonome di esprimere la vostra intelligenza, la vostra forza e le vostre capacità all'interno di un partito, andando anche contro la volontà del vostro partito. Questo è un treno che non dovete perdere. Votate questo emendamento, grazie (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Si rivolga alla Presidenza.

  TITTI DI SALVO. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Onorevole Di Salvo, su che cosa ?

  TITTI DI SALVO. Ho chiesto la parola, trenta secondi.

  PRESIDENTE. No, chiedo scusa, io la iscrivo, però la iscrivo quando arriva il suo turno. Ho altri dieci iscritti.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Galgano. Ne ha facoltà.

  ADRIANA GALGANO. Signor Presidente, io ho sostenuto e firmato gli emendamenti del mio gruppo sui collegi uninominali che, purtroppo, non sono passati. Credo che una legge elettorale debba, come prima cosa, garantire il rapporto tra eletti ed elettori e le liste bloccate sono il contrario di questo principio. Annuncio il voto contrario rispetto al mio gruppo e, quindi, voterò a favore di questo emendamento.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Dieni. Ne ha facoltà.

  FEDERICA DIENI. Signor Presidente, questa è l'ultima opportunità che è rimasta a vostra disposizione per modificare sostanzialmente la legge elettorale. Non faccio mistero del fatto che il MoVimento è contrario alle quote di genere, ma in questo caso, anche se non ci convince appieno questo emendamento, noi voteremo a favore del voto di preferenza, per il ripristino della preferenza, in questo caso, di genere. Tendiamo così una mano a tutte quelle deputate del PD che per giorni hanno chiesto al proprio partito di sostenere la loro battaglia di genere e che, invece, sono state tradite proprio dagli esponenti del proprio partito.
  Noi voteremo a favore, quindi, di questo emendamento. Adesso tocca a voi votare Pag. 79a favore oppure ascoltare le parole del vostro collega Richetti che, invece, vi convince a votare contro. Adesso questa opportunità noi ve la stiamo dando...

  PRESIDENTE. Concluda.

  FEDERICA DIENI. ...ve la stiamo fornendo. È un treno, come ha detto il mio collega Toninelli, che passa solo una volta (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Franco Bordo. Ne ha facoltà.

  FRANCO BORDO. Signor Presidente, onorevole Richetti, l'ho ascoltata con attenzione, però non mi ha convinto – mi permetta il termine – l'atto di furbizia di attaccare chi è molto lontano da noi, Lega Nord e MoVimento 5 Stelle, e da voi per giustificare le contraddizioni pesantissime che avete dentro e che avete dentro in questo testo di legge. Ma che avete dentro per quello che avete sostenuto fra i cittadini nelle elezioni elettorali e nelle primarie di Renzi.
  Ci ha parlato di scelta di sistema. È una parola vuota perché non ci ha detto che cos’è questo sistema, perché se il sistema è quello di non esprimere le preferenze, di avere soglie di sbarramento elevate, di lasciare il conflitto di interessi, di non avere la democrazia paritaria, allora questa è un'idea di sistema, ma senz'altro non è la nostra idea di sistema.
  Vorrei dirle una cosa, e concludo: la scelta delle preferenze nella legge elettorale non riguarda le vicende interne ad un singolo partito, ma è una sfida per tutti e deve essere una sfida per tutti i partiti e per tutti coloro che concorrono alle elezioni. Invece, così voi la volete «segare» fuori con quella modalità «noi siamo a posto». Non è così, onorevole Richetti, e lei lo sa benissimo (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Dadone. Ne ha facoltà.

  FABIANA DADONE. Signor Presidente, eviterò i commenti sull'Aula che si svuota durante un dibattito così importante, perché è veramente deprimente come situazione, in quanto dimostra la non voglia di dialogare sul punto.
  Noi non siamo concordi, è vero, sulle quote di genere all'interno di un listino bloccato, ma questa è una preferenza di genere, è differente: si dà la facoltà agli elettori di scegliere un uomo e una donna, se lo vogliono, o una donna e un uomo, se lo vogliono. Questa è la possibilità per noi di essere scelte in maniera meritocratica, non le quote bloccate. Per cui, invito veramente tutti, ma, soprattutto, gli uomini che tendono a boicottare questo tipo di emendamento, ad affidarsi alla capacità dell'elettore di votare le donne (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pisicchio. Ne ha facoltà.

  PINO PISICCHIO. Signor Presidente, il Centro Democratico, coerentemente con quanto ha detto e ha fatto anche in termini emendativi in quest'Aula fin dall'inizio di questo dibattito, continuerà a votare a favore dell'emendamento presentato dall'onorevole Gitti, che introduce il doppio voto di preferenza, con la preferenza di genere. Devo dire che ho trovato alquanto eccentriche alcune argomentazioni che sono state portate a contrario per contestare l'impianto di questo emendamento. Da un lato, quelle che buttano la palla sugli spalti, dicendo anche cose poco commendevoli e poco agibili in un'Aula parlamentare, dall'altro lato, anche l'argomentare che sembra sostenere le ragioni di un impianto diverso.
  Care colleghe e cari colleghi, caro Presidente, noi crediamo che l'unico modo per riconiugare il corpo elettorale alla rappresentanza sia quello di dare la possibilità di una scelta dal basso.

  PRESIDENTE. La invito a concludere.

Pag. 80

  PINO PISICCHIO. Questa è l'ultima chance: dopo questo voto non avremo più possibilità, per quanto riguarda questa bozza di legge elettorale, di intervenire.

  PRESIDENTE. Grazie.

  PINO PISICCHIO. Dunque, mi pare non sia eccentrico l'invito che facciamo, soprattutto a coloro le quali ieri hanno subito una brutta sorpresa, con la reiezione nel voto sulla parità di genere, di recuperare questa possibilità.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Airaudo. Ne ha facoltà.

  GIORGIO AIRAUDO. Signor Presidente, volevo dire che l'onorevole Richetti ha proprio ragione: bisogna dare alle parole un significato univoco. E, allora, basta con le doppie verità, basta. Ciò che vale per le vostre primarie nella parità di genere e per le nostre primarie, quando le abbiamo fatte insieme, deve anche valere per tutti i cittadini italiani. Allora, avete l'occasione di dare un unico significato votando l'emendamento a prima firma Gitti, dando la parità di genere anche a tutti i cittadini e le cittadine italiane con la scelta, con le preferenze. Fatelo e darete un unico significato (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Costantino. Ne ha facoltà.

  CELESTE COSTANTINO. Signor Presidente, sono contenta che il MoVimento 5 Stelle abbia deciso di votare a favore di questo emendamento. So che proveniamo da culture politiche diverse, ma, in questo momento, è importante sostenere questa battaglia di civiltà e di democrazia.
  Allora, l'appello lo rivolgo al Partito Democratico, che ha la possibilità con questo voto di ribaltare e di riscrivere una pagina diversa rispetto a quella a cui abbiamo assistito ieri. E mi rivolgo all'onorevole Richetti, dicendo che non ci si può riparare dicendo che, all'interno del proprio gruppo parlamentare, c’è una forte presenza femminile.
  Perché vede, onorevole Richetti, il fatto che il gruppo della Lega sia un gruppo omosessuato, io lo sento un mio problema e lo dovrebbe sentire anche il suo gruppo parlamentare. Allora, noi sediamo qui per fare delle leggi che devono valere per tutti e non solo per noi stessi. Allora, votare per questo emendamento significa riportare la democrazia e la qualità della democrazia anche in questo luogo (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Giorgia Meloni. Ne ha facoltà.

  GIORGIA MELONI. La ringrazio, signor Presidente, intervengo molto velocemente perché non condivido la lettura data da alcuni interventi, tra cui, curiosamente, quello del collega Buonanno della Lega, che spero non voglia significare una modifica di una posizione che il partito ha avuto in tema di preferenze, che è stata finora favorevole e speriamo che rimanga favorevole, perché sarebbe un peccato, quando siamo arrivati così vicini all'approvazione di emendamenti per le preferenze, tornare indietro e avere uno scarto maggiore di quello che abbiamo avuto nell'ultima votazione.
  Volevo dire che non si può mettere sullo stesso piano la composizione con quote di liste bloccate e la possibilità di esprimere liberamente più di una preferenza, tenendo in considerazione il fatto che nel caso in cui si scegliesse di mettere una seconda preferenza si dovrebbe tener conto della composizione della nostra società, che è costituita per la metà di uomini e per la metà di donne. Questo emendamento consente la massima libertà, consente di votare un uomo, consente di votare una donna, consente di votare un uomo e una donna, cioè consente quello che stiamo rivendicando dall'inizio di questo ragionamento: non ci si può arrogare il diritto di nominare i parlamentari, bisogna farli scegliere dagli Pag. 81italiani e che si misurino e vincano i migliori. Quando si mettono tutti nella stessa condizione di competere, l'uguaglianza, lo sappiamo, diventa presupposto del merito.
  Allora, noi sosteniamo questo emendamento, chiediamo a tutti di votarlo perché è l'ultima occasione che abbiamo, perché è un emendamento che ripropone anche la grande questione del genere che ieri è stata trattata, a mio avviso, in maniera sbagliata, perché come si sa siamo contrari alle quote, ma oggi viene trattata nella condizione giusta.
  Aggiungo, e vado a concludere, signor Presidente, che penso che lo dovrebbero votare anche le colleghe del Partito Democratico, non fosse altro per l'intervento che ha fatto il loro collega Richetti che, a me, devo dire la verità, e concludo davvero, più che un seguace del professor Manzi è sembrato un seguace del conte Mascetti, perché non ci è stato molto chiaro che cosa intendesse dire salvo una cosa, quando cioè ha detto che il gruppo del Partito Democratico è pieno di donne perché, ha detto, queste donne hanno potuto contare sulla grande generosità del segretario Bersani. Ecco, io non penso che le donne che siedono in quest'Aula ci stiano perché Bersani è stato generoso, penso che debbano rivendicare di starci perché ne hanno il merito (Applausi dei deputati dei gruppi Fratelli d'Italia e MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Palazzotto. Ne ha facoltà.

  ERASMO PALAZZOTTO. Signor Presidente, siamo giunti dunque al momento decisivo, quello in cui votando questo emendamento si può restituire ai cittadini il potere di scegliere i propri rappresentanti e contestualmente si inserisce una clausola di salvaguardia per tutelare le differenze di genere nella rappresentanza. Oggi, con la disponibilità a votare questo emendamento del MoVimento 5 Stelle, il PD non avrà neanche l'alibi dei famosi 101. Abbiamo la possibilità di restituire dignità alla politica e alla rappresentanza in queste Aule parlamentari; penso che questa volta non la dobbiamo sprecare e vi chiedo, cari colleghi del Partito Democratico, se questa possibilità vale la lealtà di un patto con Silvio Berlusconi, che è colui che le preferenze le ha cancellate da questa legge elettorale.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Di Salvo. Ne ha facoltà.
  Colleghi, se liberate anche i banchi davanti all'onorevole Di Salvo, l'onorevole Di Salvo può parlare guardando sia la Presidenza che il Governo.

  TITTI DI SALVO. Grazie, Presidente.
  In trenta secondi, il tempo è brevissimo...

  PRESIDENTE. Onorevole Pisicchio, onorevole Pisicchio... le chiedo scusa, onorevole Di Salvo. Onorevole Pisicchio, colleghi davanti all'onorevole Di Salvo...
  Prego, onorevole Di Salvo.

  TITTI DI SALVO. Signor Presidente, lo apprezzo molto. In realtà intervengo per dire anch'io che apprezzo l'orientamento che il MoVimento 5 Stelle ha espresso a favore di questo emendamento, valorizzando la doppia preferenza di genere. Unisco a questo apprezzamento un consiglio e comunque una mia opinione, che vorrei rivolgere tramite lei all'onorevole Toninelli, perché trovo abbastanza fastidioso sentire dare consigli alle donne e sentirci indicare ciò che ci conviene e ciò che non ci conviene. Posso garantire all'onorevole Toninelli che le donne di quest'Aula, sono sicura anche quelle del suo gruppo parlamentare, sanno perfettamente che cosa conviene loro e quindi la pregherei di astenersi da questi consigli.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Cera. Ne ha facoltà.

  ANGELO CERA. Signor Presidente, voglio rivolgermi all'Assemblea e voglio ripetere, Pag. 82rivolgendomi ad alcuni amici, che ci avete saltato per le primarie, ci avete saltato per il confronto TV, avete saltato con il voto di preferenza i vostri candidati, ci avete saltato con il voto dato ai cittadini, a cui avete chiesto per le preferenze anche un obolo. E poi, passata la festa, gabbato il santo.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Pilozzi. Ne ha facoltà.

  NAZZARENO PILOZZI. Signor Presidente, siamo probabilmente al momento più importante di questo provvedimento, ad un emendamento che potrebbe da solo riscattare buona parte del provvedimento, e io vorrei rivolgermi ai colleghi del Partito Democratico che hanno parlato addirittura di incostituzionalità di questo emendamento sulle preferenze: noi stiamo votando un provvedimento integralmente incostituzionale. Fuori di qui i cittadini ci chiedono che venga restituita loro la possibilità di eleggere un parlamentare, di eleggere il proprio rappresentante e di togliere questa facoltà ai capi dei partiti.
  Per concludere, rispetto anche alle primarie, alle parlamentarie, che abbiamo fatto anche noi, se c’è una possibilità – e io sono sicuro che c’è, in quest'Aula – di reintrodurre le preferenze è perché Pier Luigi Bersani e Nichi Vendola hanno fatto fare ai nostri parlamentari le primarie, perché altrimenti non se ne sarebbe proprio parlato. Infatti, noi riteniamo che le preferenze siano il modo migliore per portare qui dentro persone attinenti ai propri territori.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Paris. Ne ha facoltà.

  VALENTINA PARIS. Signor Presidente, vorrei ringraziare l'onorevole Di Salvo per aver suggerito di evitare consigli alle deputate del Partito Democratico. Infatti, quello che è successo ieri resta una ferita per tante di noi, ma non sono queste le formule riparatorie delle quali possiamo accontentarci nella misura in cui noi sappiamo che non permetteremo a nessuno di caricare sulle donne del Partito Democratico il peso di un accordo che possa saltare. Per cui, dico che, come fatto dall'inizio di questo percorso, come fatto dall'inizio di questa legislatura, voterò secondo le indicazioni del mio gruppo. E chiedo a tutti noi di evitare che sulle questioni di genere, sulla democrazia paritaria, ricadano anche le strumentalità a cui assistiamo non da ieri, ma purtroppo da mesi, perché grazie al fatto che ci sono le donne del Partito Democratico, quando con il precedente Governo abbiamo dovuto affrontare temi quali...

  PRESIDENTE. Concluda.

  VALENTINA PARIS. Concludo, Presidente. Sulle questioni, per esempio, quali la legge n. 194 e le mozioni presentate in Aula, noi abbiamo scelto liberamente, lì sì, anche a prescindere da quello che il gruppo ci chiedeva di fare, perché lì c'erano i temi e c'erano le questioni. Qui oggi, forse, è opportuno scegliere seguendo le indicazioni del gruppo (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Grillo. Ne ha facoltà.

  GIULIA GRILLO. Signor Presidente, ringrazio l'onestà dell'ultima collega che ha avuto il coraggio di dire che le votazioni seguono l'idea degli accordi politici. Però, Presidente, colleghi, vorrei dirvi che, quando c’è un accordo politico, se l'accordo politico salta, lo si può anche rifare, ma, se noi sbagliamo e votiamo un emendamento sbagliato e facciamo una legge elettorale che non soddisfa le esigenze della democrazia, non possiamo rifare una legge elettorale. Allora, io dico alla collega che è intervenuta adesso che ieri ho ascoltato tutti gli interventi delle colleghe donne del Partito Democratico, di Forza Italia, e così via, e devo dire che alcuni interventi hanno anche messo il seme del dubbio nella mia convinzione personale su quella che era la nostra posizione.Pag. 83
  Allora, alla stessa maniera, io dico alle colleghe e ai colleghi: pensate bene a questo emendamento, perché è veramente l'ultima possibilità di fare quello che i cittadini ci chiedono, cioè di introdurre le preferenze. Se sono state vere le cose che avete detto ieri, perché a questo punto mi viene il dubbio, è veramente l'ultima possibilità di fare quello in cui avete creduto ieri, cioè di introdurre la possibilità anche per la donna, col sistema delle preferenze, di entrare in Parlamento e di essere eletta legittimamente come avete richiesto ieri (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Paglia. Ne ha facoltà.

  GIOVANNI PAGLIA. Signor Presidente, ha detto l'onorevole Richetti che questa sarebbe una legge che ha una logica interna, che ha una logica di sistema. Allora, io vorrei capire una cosa, perché capisco che è una legge che vorrebbe artatamente introdurre il bipartitismo in Italia, e vorrebbe farlo nel modo più vigliacco, con soglie di sbarramento inaccessibili. Capisco che se una legge che abbia un altro punto di logica, quello di dare maggioranze assolute a chi sia molto lontano dall'avere il 51 per cento, perché non è capace di convincere i cittadini italiani a darglielo, quel consenso...

  PRESIDENTE. Concluda.

  GIOVANNI PAGLIA. Ma per quale motivo, in una lista di fatto di sei persone, non debbano essere i cittadini, attraverso le preferenze, a scegliere chi è il primo, chi è il secondo e chi è il terzo, e quindi chi debba essere eletto, questo francamente con qualsiasi logica non si può spiegare (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Duranti. Ne ha facoltà.

  DONATELLA DURANTI. Signor Presidente, anche io chiedo all'Aula di votare a favore di questo emendamento, e lo chiedo soprattutto a chi, come Sinistra Ecologia Libertà, ha fatto le primarie con la doppia preferenza. Colleghe e colleghi, voi sapete che il protagonismo delle donne ha determinato cambiamenti culturali importanti, che hanno migliorato la nostra società negli anni. Ora è il tempo che i partiti determinino un cambiamento della politica, a cominciare dalla legge elettorale, che consenta al 50 per cento dell'elettorato attivo di avere una corrispondente rappresentanza nelle assise elettive, a cominciare dal Parlamento. Forse così potremo contribuire ancora al miglioramento della nostra società.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Bindi. Ne ha facoltà.
  Prego le colleghe che siedono dietro l'onorevole Bindi di permettere alla collega di intervenire. Prego.

  ROSY BINDI. Signor Presidente, perché resti a verbale, e perché non intendo, come ho più volte detto, nascondermi dietro il voto segreto. Io voterò questo emendamento, e voterò questo emendamento perché noi donne del Partito Democratico non siamo qui per la generosità di nessuno, ma siamo qui perché abbiamo fatto delle primarie e perché in quelle primarie che c'era una doppia preferenza (Applausi). E se un partito pratica una norma così democratica, ha il dovere, alla prima occasione che gli capita in Parlamento, di far valere l'importanza di questa regola democratica per tutto il Paese (Applausi dei deputati dei gruppi MoVimento 5 Stelle e Sinistra Ecologia Libertà e di deputati del gruppo Partito Democratico). A me piacerebbe che la prossima volta ci fosse il 40 per cento di donne della Lega in questo Parlamento !
  I partiti non sono associazioni private: hanno lo scopo per Costituzione di determinare l'indirizzo politico del Paese. E il Partito Democratico in questa occasione ha perso la possibilità di incidere sulle regole generali del Paese.

Pag. 84

  PRESIDENTE. Grazie.

  ROSY BINDI. Rimedieremo al Senato ? Speriamo. Io intanto vorrei dire che, se questa legge fosse stata coerente con le liste brevi, quanto meno non avrebbe dovuto avere l'incostituzionalità delle candidature plurime, che è la smentita più chiara e più evidente delle liste corte (Applausi dei deputati dei gruppi MoVimento 5 Stelle e Sinistra Ecologia Libertà e di deputati del gruppo Partito Democratico) !

  PRESIDENTE. Concluda, presidente Bindi.

  ROSY BINDI. Quindi – concludo, Presidente – se passasse questo emendamento, l'eventuale incostituzionalità delle preferenze annullate si potrebbe sanare al Senato: è molto più facile sanare questa incostituzionalità che le altre, ed è molto possibile soprattutto evitare che non ci sia l'incostituzionalità della discriminazione di genere (Applausi dei deputati dei gruppi MoVimento 5 Stelle e Sinistra Ecologia Libertà e di deputati del gruppo Partito Democratico)

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Scotto. Ne ha facoltà.

  ARTURO SCOTTO. Signor Presidente, vorrei dire questo: non è vero che in quest'Aula c’è chi si fa carico dell'Italia e chi gioca alla palude istituzionale. L'interesse generale non coincide automaticamente con la vita e la durata di questo Governo, perché non siamo chiamati a fare una legge elettorale qualsiasi, ma a fare una buona legge elettorale.
  In questo caso, stiamo perdendo l'ennesima occasione per gli accordi inconfessabili che, in questo momento, qualcuno sta tenendo in piedi (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Nicchi. Ne ha facoltà.

  MARISA NICCHI. Signor Presidente, vorrei ricordare alla collega Paris che ha parlato prima che noi tutte abbiamo un'idea alta delle donne in politica, che si basa sulla parola «autonomia». Trovo triste che oggi si possa essere vestali di accordi fatti fuori dal Parlamento. Del resto, di questa autonomia ne è stata prova, per esempio, l'onorevole Bindi or ora e questa autonomia l'abbiamo vista anche al Senato; voglio ricordare che al Senato è stato votato all'unanimità, su proposta del PD, l'introduzione dell'obbligo di preferenza nella riforma della legge elettorale. Due pesi e due misure, lì si, qui no.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Zan. Ne ha facoltà.

  ALESSANDRO ZAN. Signor Presidente, francamente trovo molto ipocrita da parte, scusate, di alcuni colleghi del MoVimento 5 Stelle fare appelli di ultima chiamata per l'approvazione di questo emendamento sulla difesa della parità di genere, quando ieri, anche con il loro voto, hanno impedito l'approvazione di importanti emendamenti sulla parità di genere. Dopodiché noi, e mi rivolgo a tutti, non possiamo sottrarci all'approvazione di questo emendamento, che non è un emendamento per le donne – mi rivolgo anche alla collega del PD che ha parlato prima – , ma è un emendamento che serve per creare la democrazia paritaria in questo Parlamento, e dunque anche in questo Paese. Oggi c’è il Porcellum; con l'Italicum, senza la parità di genere, avremo quasi tutti uomini che decideranno la lista degli uomini e delle donne che andranno a sedere nei banchi di questo Parlamento. Questo emendamento potrebbe essere l'ultima possibilità per evitarlo.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Argentin. Ne ha facoltà.

  ILEANA ARGENTIN. Signor Presidente, ieri ho svolto due interventi a favore Pag. 85degli emendamenti sulla parità di diritti e dei voti per quanto riguarda sia gli uomini che le donne. Oggi, dopo aver sentito ed aver partecipato tutta la giornata a questa discussione, soprattutto nelle ultime ore, avverto che vi è la voglia di strumentalizzare un diritto che, invece, noi donne abbiamo cavalcato con fatica nelle piazze, facendo battaglie vere e concrete. Basta con le strumentalizzazioni !
  Se questo significa il pericolo di non far parte di un gruppo importante, come quello del PD, e di mettere in discussione un accordo, credo che, quando sono entrata in quest'Aula avevo deciso di votare a favore, ma ora voterò contro, perché non voglio essere utilizzata da nessuno contro il mio partito (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Migliore. Ne ha facoltà.

  GENNARO MIGLIORE. Signor Presidente, il tono degli ultimi interventi ritengo faccia perdere di vista la questione sulla quale stiamo dibattendo. Non si tratta di riconoscere o meno un profilo di coerenza di appartenenza, questo lo decide ciascuno con il proprio gruppo. Ritengo che si debba svolgere una valutazione molto serena, e cioè che la valutazione sul voto di preferenza possa migliorare questo accordo e questa legge possa appartenere, e concludo, a chiunque, anche a quelli che la difendono. Questo sinceramente non è scritto da nessuna parte, ossia che ci debba essere la possibilità di derogare a questo impegno con il nostro elettorato, semplicemente perché adesso c’è una concitazione, magari degli appelli mal posti, da parte di altri colleghi. Qui si sta votando una legge dello Stato, non si sta votando sulle dichiarazioni di voto del MoVimento 5 Stelle.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Silvia Giordano. Ne ha facoltà.

  SILVIA GIORDANO. Signor Presidente, vorrei ripetere una cosa che il MoVimento 5 Stelle ha detto fin dall'inizio, cioè che, su tutti gli argomenti che possono migliorare la situazione italiana e che possono migliorarci, noi ci siamo; l'abbiamo detto a chiare lettere, senza alcuna confusione, qui, quando si è discusso dell'omofobia. Lo ripetiamo anche adesso e, purtroppo, ora come allora, ci state rispondendo che non si può fare, che non si può andare avanti su questi voti perché c’è un accordo; io penso che la legge elettorale, la qualità di questa legge elettorale vada oltre qualsiasi tipo di alleanza. Penso che la preferenza sia fondamentale, penso che la preferenza di genere in un listino non bloccato sia fondamentale. Penso che sia fondamentale deludere un alleato piuttosto che i cittadini (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Verini. Ne ha facoltà.

  WALTER VERINI. Signor Presidente, ieri ho sostenuto con convinzione gli emendamenti che riguardavano sia la parità di genere che le norme anti-discriminatorie, una battaglia limpida, condotta alla luce del sole ma che, per il meccanismo di voto segreto, ha provocato una ferita che, come Partito Democratico, come tutto il Partito Democratico, ci impegniamo a rimarginare, ma con trasparenza. Lo faremo in Senato, l'abbiamo detto stamattina e lo diremo ancora con forza, però la trasparenza, la limpidità di quella battaglia non possono e non debbono essere confuse con l'opacità e la strumentalità con cui, al di là della volontà di chi ha presentato l'emendamento, alcuni gruppi di opposizione hanno annunciato il voto favorevole. Si vuole usare un sacrosanto tema, quello della parità o delle norme anti-discriminatorie, per far saltare un tavolo e far perdere al Paese un'occasione; per questo credo sia giusto respingere questo emendamento (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

Pag. 86

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Tabacci. Ne ha facoltà.

  BRUNO TABACCI. Signor Presidente, ci sono momenti in cui si ha il dovere di dire quello che secondo noi è giusto fare, specie quando, come in questa vicenda, si tratta di principi fondamentali. Io ho molta simpatia per il nuovo corso del Partito Democratico ma devo qui dire con chiarezza che mi è piaciuta molto di più Rosy Bindi che Matteo Richetti.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE MARINA SERENI (ore 17,45).

  BRUNO TABACCI. Con questo emendamento si può aprire un varco per restituire agli elettori il diritto di scegliere i propri rappresentanti anche risolvendo la parità di genere. Io ho avuto la fortuna di stare in questo Parlamento, superando tre sistemi elettorali, quello con le preferenze, il Mattarellum e il troppo citato Porcellum. Bene, penso che solo con un rapporto diretto con gli elettori ci si sentiva rappresentante del popolo. Io, in questi ultimi anni, non mi sono sentito rappresentante del popolo; vorrei che questo problema lo risolvessimo e che si voltasse una pagina nuova; ci sono le condizioni per farlo, perché il dibattito di oggi va sicuramente nella direzione giusta.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Corsaro. Ne ha facoltà.

  MASSIMO ENRICO CORSARO. Signor Presidente, semplicemente per rassegnare una considerazione: questa mattina il tema delle preferenze, sull'emendamento La Russa, è già stato affrontato e ha visibilmente già alimentato delle espressioni di voto difformi da quelle che l'appartenenza all'ortodossia di partito avrebbe potuto fare presupporre. Credo che questo sia dovuto alla circostanza che il tema che stiamo affrontando è un tema di carattere generale, perché davvero comporta la possibilità di restituire agli italiani il diritto di scegliere chi li rappresenta in Parlamento.
  Concludo, Presidente, dicendo che sarebbe davvero un peccato se, in questa ultima occasione da parte di qualcuno o di qualche forza politica, venisse improvvisamente meno il primato dell'interesse generale, magari perché si sta trattando qualche interesse particolare.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Fava. Ne ha facoltà.

  CLAUDIO FAVA. Signor Presidente, da un anno quest'Aula accoglie espressioni ingombranti come «senso di responsabilità» o «interesse generale», che vengono usate spesso per far accettare scelte che, altrimenti, sarebbero state considerate da molti di noi irricevibili.
  Chiediamo uno sforzo di verità, come è stato chiesto da tanti colleghi. Sappiamo che buona parte dei parlamentari che saranno costretti, nel segreto del voto, a votare contro questo emendamento, in realtà lo apprezzano e lo sostengono. Ci piacerebbe che per una volta il senso di verità e di coerenza corrispondesse al sentimento e all'interesse generale di questa nazione.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, la deputata Giuditta Pini. Ne ha facoltà.

  GIUDITTA PINI. Signor Presidente, vorrei semplicemente esprimere il mio apprezzamento per l'interesse che c’è stato in questi ultimi minuti nei confronti delle donne e delle primarie del Partito Democratico. Avrei gradito che ci fosse stato lo stesso rispetto anche nei mesi scorsi, quando ogni occasione era utile per insultare chiunque avesse fatto le primarie nel Partito Democratico, e anche nei mesi scorsi, quando invece le donne del Partito Pag. 87Democratico venivano accusate di essere qui per altri meriti, e non sicuramente per le primarie.
  Tolta la coerenza, che evidentemente non appartiene a tutti in quest'Aula, gradirei solo dire che ieri io ho votato convintamente gli emendamenti che riguardavano la parità di genere, ma in questo caso si tratta di un'altra cosa. Si tratta di un emendamento sulla doppia parità di genere e io seguirò l'indicazione del gruppo, che ieri non c'era e oggi c’è. Io sono stata eletta con il Partito Democratico, sto dentro a un partito. Quando il partito dà un'indicazione, si lavora insieme e si fanno i risultati (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Speranza. Ne ha facoltà.

  ROBERTO SPERANZA. Signor Presidente, nel merito, le questioni di cui si occupa questo emendamento sono, dal mio punto di vista, assolutamente aperte, sia per quanto riguarda il rapporto eletto-elettori sia per quanto riguarda la questione di genere e, anzi, in modo particolare per quanto riguarda la questione di genere.
  Ho apprezzato e condiviso la dichiarazione di poche ore fa del portavoce del Partito Democratico, che ha posto la priorità su questo punto della questione di genere. Oggi, però, siamo all'inizio di un percorso per fare le riforme in questo Paese e non possiamo bloccare all'inizio questo treno che sta partendo. Gli errori di ieri ci sono e sono stati gravi, ma certo non si cancellano con altri e più gravi errori (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

  PRESIDENTE. Saluto gli studenti dell'istituto comprensivo statale «Ignoto Militi» di Saronno, in provincia di Varese, che sono nelle tribune ad ascoltare il nostro dibattito (Applausi).
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Buttiglione. Ne ha facoltà.

  ROCCO BUTTIGLIONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche io, come l'onorevole Speranza, vi invito a non ripetere gli errori di ieri ma anche a non aggiungere agli errori di ieri gli errori di oggi, perché noi stiamo andando a fare un sistema elettorale che disegna una situazione bipartitica. A me non piace, ma può darsi che sia un bene per l'Italia.
  Ma, se dobbiamo avere un sistema bipartitico, almeno che sia un sistema con parlamentari forti, autorevoli, eletti direttamente dal popolo, con le preferenze, in grado di andare dai loro capi a dire: «Ti stai sbagliando»,...

  PRESIDENTE. Concluda, onorevole Buttiglione.

  ROCCO BUTTIGLIONE. ...cosa che i parlamentari nominati non potranno mai fare (Applausi dei deputati del gruppo Per l'Italia).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Nuti. Ne ha facoltà.

  RICCARDO NUTI. Signor Presidente, intervengo solamente per chiarire che, quando alcuni colleghi dicevano che dovrebbe essere annullata la seconda preferenza e non entrambe, in realtà, annullando solamente la seconda preferenza, cosa che invece correttamente non è presente in questo emendamento, si favorirebbe il controllo del voto, perché la seconda preferenza annullata – e mantenendo la prima – risulterebbe come, quasi, la firma della prima preferenza (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
  Quindi, è corretto eliminare entrambe le preferenze se si scelgono due uomini o due donne nell'indicazione della preferenza.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Rampelli. Ne ha facoltà.

Pag. 88

  FABIO RAMPELLI. Signor Presidente, corre insistentemente una voce, che preferiremmo fosse davvero smentita. Anzi, ci rifiutiamo di ritenere e pensare che ci possa essere stato un accordo repentino, improvviso, che coinvolga una forza politica verso la quale abbiamo sempre avuto grandissimo rispetto e che ha fatto una battaglia trasparente e a viso aperto in difesa delle preferenze e, attraverso le preferenze, in difesa del diritto dei cittadini di eleggere il Parlamento.
  Mi riferisco alla Lega Nord e sono convinto – ripeto – che questa voce...

  PRESIDENTE. Grazie, onorevole Rampelli.

  FABIO RAMPELLI. ...che sta girando sia del tutto priva di fondamento...

  PRESIDENTE. La ringrazio. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Giancarlo Giorgetti. Ne ha facoltà.

  GIANCARLO GIORGETTI. Signor Presidente, vorrei rassicurare l'onorevole Rampelli, la Lega Nord sa quello che fa e sa quello che vota (Commenti dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia)...

  PRESIDENTE. Onorevoli, lasciate parlare il deputato Giorgetti. Continui.

  GIANCARLO GIORGETTI. Si fidi, onorevole Rampelli, si fidi.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Avverto che la prossima votazione avrà luogo a scrutinio segreto.
  Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Gitti 1.101, con il parere contrario della Commissione e del Governo, con il parere favorevole dei relatori di minoranza Matteo Bragantini, Pilozzi e La Russa.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Paris, Piccone, Tancredi, Gasparini, Cassano, Dellai, Segoni, Rostan...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  575   
   Votanti  574   
   Astenuti    1   
   Maggioranza  288   
    Hanno votato  277    
    Hanno votato no  297.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Famiglietti 1.495, con il parere favorevole della Commissione, del Governo e dei relatori di minoranza Matteo Bragantini e Pilozzi, mentre il relatore di minoranza La Russa si rimette all'Aula.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Stumpo, Paola Bragantini, Cicchitto, Dellai...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti  569   
   Votanti  559   
   Astenuti   10   
   Maggioranza  280   
    Hanno votato
 453    
    Hanno votato
no  106).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Famiglietti 1.496, con il parere favorevole della Commissione, del Governo e dei relatori di minoranza Matteo Bragantini e Pilozzi, mentre il relatore di minoranza La Russa si rimette all'Aula.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Migliore, Nicchi, Mogherini, Polverini, Monchiero, Oliaro, Carfagna, Fitzgerald Nissoli, Dellai...
  Dichiaro chiusa la votazione.Pag. 89
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti  567   
   Votanti  557   
   Astenuti   10   
   Maggioranza  279   
    Hanno votato
 455    
    Hanno votato
no  102).    

  Ora ci sarebbero gli emendamenti D'Ambrosio 1.106 e Toninelli 1.107 che erano stati accantonati. Vorrei sapere dal relatore Sisto: sono ancora accantonati ?

  FRANCESCO PAOLO SISTO. Relatore per la maggioranza. No, Signor Presidente, sono stati espressi regolarmente i pareri, che sono contrari per gli emendamenti D'Ambrosio 1.106 e Toninelli 1.107.

  PRESIDENTE. Allora, gli emendamenti D'Ambrosio 1.106 e Toninelli 1.107 risultano parzialmente preclusi a seguito dell'approvazione dell'emendamento 1.900 della Commissione. In particolare, l'emendamento D'Ambrosio 1.106 risulta precluso con riferimento al comma 14-quinquies, capoverso articolo 77, comma 1, lettera c), e al comma 14-sexies, nonché alla lettera b) soppressiva del comma 16, laddove l'emendamento Toninelli 1.107 è precluso limitatamente alla lettera b), soppressiva del comma 16, in quanto queste parti presuppongono o introducono una diversa formula per l'attribuzione dei seggi.
  Passiamo alla votazione dell'emendamento D'Ambrosio 1.106, con la precisazione sulle preclusioni.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Fraccaro. Ne ha facoltà.

  RICCARDO FRACCARO. Signor Presidente, avevo preparato su questo emendamento un bel discorso, me lo ero anche scritto, per cercare di convincere quest'Aula a votarlo. Si tratta di un emendamento sulle preferenze. In particolare, volevamo introdurre un sistema di preferenze sul modello svizzero con preferenze positive e negative, che sarebbe riuscito ad eliminare anche gli aspetti negativi, che voi stessi avete sottolineato, che possono presentarsi con il voto di preferenza singolo o doppio. Però, sinceramente, non me la sento neanche più di parlare a quest'Aula di preferenze, mi sembra proprio inutile.
  Il Partito Democratico, che è il partito di maggioranza, ha dimostrato di essere sordo su questo tema, quindi preferisco non sprecare tempo a cercare di convincere chi non può essere convinto, chi è venduto, chi ha già venduto il suo voto, parlerò invece con i cittadini, come stiamo facendo, nelle piazze. Racconterò le nostre proposte (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti. Avverto che la prossima votazione avrà luogo a scrutinio segreto.
  Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento D'Ambrosio 1.106, per le parti non precluse, con il parere contrario della Commissione, del Governo, dei relatori di minoranza Matteo Bragantini e Pilozzi e sul quale il relatore di minoranza La Russa si rimette all'Aula.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Tartaglione, Paris, Sannicandro, Marti, Gasparini, Folino, Dell'Aringa, Cicchitto, Frusone, Borghi, Dell'Aringa, Matarrelli, Fedriga.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti e votanti  536   
   Maggioranza  269   
    Voti favorevoli 138    
    Voti contrari 398    

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Toninelli 1.107, a pagina 113.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Toninelli. Ne ha facoltà.

  DANILO TONINELLI. Signor Presidente, questo emendamento parla di preferenze, Pag. 90e parla di preferenze in una maniera in cui non è mai stato fatto probabilmente in quest'Aula. Si tratta del modello di preferenze preso dalla Svizzera, quel modello che alcuni decenni fa venne utilizzato nelle elezioni comunali in Italia.
  Perché abbiamo scelto di presentare quest'emendamento ? Perché, con riferimento alla proposta di legge fatta dai parlamentari del MoVimento 5 Stelle, depositata il 4 ottobre alla Camera a firma di tutto il gruppo parlamentare di cui faccio parte, nella ricerca che abbiamo fatto nel mese di luglio, abbiamo capito che le preferenze rappresentavano un qualche cosa di evidentemente ed enormemente positivo, ma dall'altra parte anche di rischioso, per le criticità che già ci siamo detti relativamente al voto clientelare, voto di scambio, manipolazione del voto o conoscibilità e tracciabilità del voto.
  Negli studi che abbiamo fatto, abbiamo trovato l'esempio svizzero, un esempio che permette ai cittadini di avere un'enorme possibilità di scelta: non solo di preferire i candidati e di dare le preferenze positive, ma addirittura di dare delle preferenze negative, ovverosia di cancellare gli impresentabili che erano presenti sia all'interno della lista del partito o del movimento votato che al di fuori. Votando un partito si poteva cancellare un candidato all'interno del partito votato e dare preferenze anche al di fuori dello stesso partito, scorporando non solo le preferenze, ma addirittura il voto. Lo faccio capire con un esempio, che noi riteniamo essere un esempio di assoluta democraticità e di assoluta rappresentanza, che ridà, in una volta sola, in un'unica maniera, ai cittadini elettori l'enorme potere di incidere sulla classe politica presente in Parlamento, sull'attività che questa classe politica porterà avanti.
  Se io voto all'interno di una lista, all'interno di una scheda, un partito con cinque seggi, posso ad esempio cancellare un paio di candidati all'interno di questa lista e preferirne altrettanti anche al di fuori della lista, cioè di altri partiti. Quindi darei tre voti alla lista contrassegnata e due voti alle liste o alla lista in cui ho espresso preferenze. Secondo noi, questa è democrazia assoluta, che è completamente differente dalle liste di pluricandidature e dalle liste bloccate, che rappresentano la gestione da parte di un capo dei candidati e la gestione da parte di un capo dell'attività politica che questi candidati porteranno in Parlamento.
  Noi vogliamo dare libertà ai parlamentari di rappresentare i cittadini. Voi purtroppo state dando la libertà ad un capo, ad uno solo, di decidere sull'attività di tutti i parlamentari e del suo gruppo.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Avverto che la prossima votazione avrà luogo a scrutinio segreto.
  Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Toninelli 1.107, così come riformulato alla luce delle preclusioni, con il parere contrario della Commissione, del Governo e dei relatori di minoranza Matteo Bragantini e Pilozzi, mentre il relatore di minoranza La Russa si rimette all'Assemblea.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Marchi, Dell'Aringa, Iannuzzi Cristian, Losacco, Narduolo. Iannuzzi Cristian non riesce a votare... Se c’è qualcosa nel dispositivo, lo sposti... Aspettiamo un attimo due colleghi che salgono, Giordano Giancarlo... Sta bene. Avete votato.

  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti e votanti  521   
   Maggioranza  261   
    Voti favorevoli  130    
    Voti contrari  391).    

  Avverto che la prossima votazione avrà luogo a scrutinio segreto.
  Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dadone 1.108, con il parere contrario della Commissione, del Governo e Pag. 91dei relatori di minoranza Matteo Bragantini e La Russa e con il parere favorevole del relatore di minoranza Pilozzi.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Sannicandro, Baruffi, Folino, Tartaglione, Mura, Russo, Giammanco, Cicchitto, Sorial, Donati, Fraccaro.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti e votanti  526   
   Maggioranza  264   
    Voti favorevoli  148    
    Voti contrari  378).    

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Fraccaro 1.109.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Marguerettaz. Ne ha facoltà.

  RUDI FRANCO MARGUERETTAZ. Signor Presidente, faccio un passo indietro intervenendo su questo emendamento, che è simile all'emendamento che abbiamo appena votato, per dire che, nonostante il voto contrario sulla dicitura bilingue sulle schede elettorali della Valle d'Aosta, questa comunque ci sarà, in ottemperanza all'articolo 38 dello statuto speciale, che prevede la parificazione della lingua italiana a quella francese. Già nelle scorse elezioni questa doppia dicitura era presente.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Avverto che la prossima votazione avrà luogo a scrutinio segreto.
  Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Fraccaro 1.109, con il parere contrario della Commissione, del Governo e del relatore di minoranza La Russa e con il parere favorevole dei relatori di minoranza Matteo Bragantini e Pilozzi.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Capua, Garavini, Fanucci, Folino, Nicoletti, Tancredi, Marti, Lattuca, Ragosta.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti e votanti  525   
   Maggioranza  263   
    Voti favorevoli  164    
    Voti contrari  361).    

  Avverto che la prossima votazione avrà luogo a scrutinio palese.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Famiglietti 1.497, con il parere favorevole della Commissione, del Governo e dei relatori di minoranza Matteo Bragantini e Pilozzi e sul quale il relatore di minoranza La Russa si rimette all'Aula.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Marco Di Stefano, Lavagno, Giammanco, Russo, Zardini, Gutgeld, Abrignani.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti  527   
   Votanti  525   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  263   
    Hanno votato
 422    
    Hanno votato
no  103).    

  L'emendamento Balduzzi 1.112 è precluso.
  Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Di Battista 1.620, con il parere contrario di Commissione, Governo e dei relatori di minoranza Bragantini e La Russa e col parere favorevole del relatore di minoranza Pilozzi.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Moretti ? Zardini ? Marco Di Stefano ?Pag. 92
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  528   
   Votanti  526   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  264   
    Hanno votato
 128    
    Hanno votato
no  398).    

  (La deputata Ciprini ha segnalato di essersi astenuta mentre avrebbe voluto esprimere voto favorevole).

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Matteo Bragantini 1.114, limitatamente alle parti non precluse dall'approvazione dell'emendamento 1.900 della Commissione. La preclusione riguarda il comma 16.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Matteo Bragantini. Ne ha facoltà.

  MATTEO BRAGANTINI. Signora Presidente, intervengo solo per segnalare a tutti i colleghi che questo è un emendamento che prevede la preferenza, una preferenza – per carità – unica, ma una preferenza. Dunque, questa è la possibilità per mettere nel testo del provvedimento, per gli elettori, la possibilità di esprimere la preferenza. Ovviamente, se riuscissimo già a introdurla alla Camera, al Senato sarebbe più semplice inserire la seconda, quella di genere. Abbiamo visto prima i risultati del voto, ed ho visto che però mancano molti esponenti del Governo: con tutti quelli che hanno votato favorevolmente sull'emendamento del collega, adesso forse si rischia di passare, appunto perché la forza governativa si è ridotta e dunque c’è la possibilità di fare quello che molti miei colleghi hanno espresso nelle dichiarazioni di voto precedenti.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Avverto che la prossima votazione avrà luogo a scrutinio segreto.
  Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Matteo Bragantini 1.114, per le parti non precluse, con il parere contrario di Commissione e Governo e favorevole dei relatori di minoranza Matteo Bragantini, Pilozzi e La Russa.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Gasbarra ? Malpezzi ? Giammanco ? Polverini ? Catania ? De Lorenzis ?
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti e votanti  536   
   Maggioranza  269   
    Voti favorevoli  201    
    Voti contrari  335).    

  L'emendamento Grillo 1.115 è precluso.

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Richetti 1.349, con il parere favorevole della Commissione, del Governo e di tutti i relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Brunetta, Berlinghieri, Cariello, Cani, Carfagna...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti  542   
   Votanti  541   
   Astenuti    1   
   Maggioranza  271   
    Hanno votato
 435    
    Hanno votato
no  106).    

  Avverto che la prossima votazione avrà luogo a scrutinio segreto.
  Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bruno 1.350, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole dei relatori di minoranza Pag. 93Matteo Bragantini e Pilozzi, mentre il relatore di minoranza La Russa si rimette all'Assemblea.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Folino, Lavagno, Turco, Manfredi, Gribaudo, Dellai, Grillo...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti e votanti  542   
   Maggioranza  272   
    Voti favorevoli  195    
    Voti contrari  347).    

  Avverto che gli emendamenti Migliore 1.118, Biancofiore 1.119, Dieni 1.123, Bruno 1.464, Zaccagnini 1.301, Nuti 1.132, D'Ambrosio 1.172, Dadone 1.159, Migliore 1.458, Matteo Bragantini 1.168, Toninelli 1.169, Grillo 1.170 e Nuti 1.175 sono preclusi.
  Passiamo all'emendamento Balduzzi 1.466, su cui ha chiesto di intervenire il deputato Balduzzi. Prego.

  RENATO BALDUZZI. Signor Presidente, l'emendamento in questo momento ha uno statuto un po’ incerto, per così dire, perché la sua funzione era quella di impedire, attraverso una clausola di salvaguardia e delle particolari cautele, che ci fossero due diverse coalizioni o liste alla Camera o al Senato che potessero andare al ballottaggio. È evidente che, nel momento in cui ci fosse un orientamento volto a riferire la nostra legge soltanto alla Camera dei deputati, il presupposto dell'emendamento verrebbe meno. Quindi, o lo accantoniamo, cioè manteniamo l'accantonamento in vista della decisione relativa o allo stralcio o alla soppressione dell'articolo 2, cosa che io mi sentirei di proporre alla Presidenza, oppure mi dica la Presidenza come devo considerarlo.

  PRESIDENTE. La Presidenza preferirebbe chiudere l'argomento, ma non so qual è la posizione del relatore per la maggioranza, considerando la eventuale relazione con lo stralcio dell'articolo 2. Relatore, ha un parere in proposito sull'emendamento Balduzzi 1.466 ? Il proponente chiede di mantenerlo accantonato. Presidente Sisto ?

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, va bene, possiamo tenerlo accantonato come da proposta.

  PRESIDENTE. Va bene, ci torniamo al momento dello stralcio dell'articolo 2.
  Ricordo che i successivi emendamenti Cozzolino 1.180, Toninelli 1.465 e Dadone 1.179 sono preclusi.
  Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.901 della Commissione.
  Ha chiesto di parlare il relatore per la maggioranza, presidente Sisto. Ne ha facoltà.

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, poche battute per illustrare questo ulteriore emendamento della Commissione, per chiarire che il principio che il collegio sia rappresentato da un numero di eletti inferiore a quelli che gli spettano per numero di abitanti, mentre un altro collegio ne elegge un numero superiore non è fatto proprio da questo provvedimento. È un principio di sistema, connaturato e coessenziale alla scelta dei collegi plurinominali.
  A questo principio è ispirato il sistema che il testo in esame adotta per l'attribuzione dei seggi nelle circoscrizioni e nei collegi plurinominali, principio che non è in contrasto con la scelta di assegnare i seggi a livello nazionale, in modo che la composizione della Camera rappresenti coralmente l'espressione del voto e la composizione delle forze politiche nell'intero territorio nazionale. L'assegnazione dei seggi nel collegio unico nazionale unifica nelle regole di sistema (in tutti i suoi aspetti: liste, coalizioni, soglie, premi e ballottaggio) il voto che si esprime nei collegi senza frammentare l'unitarietà del Pag. 94voto, ma deve contemplare anche la rappresentanza di ciascuna delle componenti territoriali di quel voto.
  Infine, come è ben noto, il collegio unico nazionale consente di attribuire seggi alle formazioni politiche che a livello nazionale raccolgono e vedono premiati dal sistema quei voti che, frammentati nel territorio, non sarebbero sufficienti ad ottenere seggi da una competizione che fosse limitata a quegli ambiti territoriali.
  Dunque, una volta determinate le assegnazioni di seggi alle liste a livello nazionale in base alle diverse regole di assegnazione e ripartizione e determinato altresì il numero di seggi che spetta a ciascuna circoscrizione in base agli abitanti censiti, il sistema elettorale si pone il problema di come ripartire quei seggi in ragione proporzionale – quanto più proporzionale possibile – ai voti che ciascuna lista (o coalizione) ha ottenuto in ciascuna circoscrizione.
  Le regole di questa ripartizione devono far sì che il totale dei seggi assegnati a ciascuna lista nella circoscrizione sia uguale al totale dei seggi che spettano a quella circoscrizione; allo stesso tempo, il sistema deve consentire che il totale dei seggi ottenuti da ciascuna lista (o coalizione) in ciascuna circoscrizione sia uguale al totale dei seggi spettanti a quella lista (o coalizione) secondo la ripartizione che se ne è fatta a livello nazionale.
  Analoghi obiettivi attengono e si devono perseguire nell'ambito del collegio plurinominale.
  Il metodo – matematico, ostico e altisonante di questa operazione – è quello dell'algoritmo, che risolve la matrice biproporzionale. È un compito che gli studi matematici e quelli di ricerca operativa hanno ottimizzato in algoritmi sempre più efficienti, ma che si affidano – necessariamente – ad un calcolatore e che, dunque, restano intraducibili, per ora, in un qualche numero di disposizioni che soddisfino il principio di legalità che domina la nostra disciplina elettorale.
  Tra i diversi modi – non tanti – che affrontano l'assegnazione biproporzionale dei seggi con un numero finito di operazioni descrivibili in norme legislative (e non affidate a calcoli di elaboratori elettronici) vi è quello scelto, a suo tempo, dalla legge vigente: lo stesso metodo è quello utilizzato dalla proposta di legge all'esame dell'Aula con gli adattamenti richiesti dal sopravvenire dei collegi plurinominali.
  Il principio che regge il metodo è che i seggi sono assegnati nelle circoscrizioni – poi, nei collegi plurinominali – in proporzione ai voti che ciascuna lista ha ottenuto nella circoscrizione e nel collegio plurinominale, in base al quoziente naturale e, per i seggi non assegnati a quoziente intero, in base alla graduatoria delle maggiori parti decimali. Il quoziente di circoscrizione è il quoziente naturale quello, per intenderci, prescritto dall'articolo 56 della Costituzione per l'assegnazione dei seggi alle circoscrizioni.
  In ogni circoscrizione, il metodo distribuisce i seggi spettanti tra le liste presenti dividendo i voti ottenuti da ciascuna per il quoziente di circoscrizione. La parte intera del numero risultante rappresenta il numero di seggi assegnati a quoziente intero. È difficile pensare a qualcosa di più proporzionale e di meno casuale.
  I seggi che in ciascuna circoscrizione non sono stati attribuiti a quoziente intero, sono assegnati sempre nella circoscrizione, secondo la graduatoria decrescente delle parti decimali che vi sono presenti. Se vi sono, ad esempio, cinque liste e tre seggi da assegnare, i seggi sono attribuiti alle tre liste che hanno la parte decimale più grande. Ancora una volta, è difficile pensare a qualcosa di più proporzionale e di meno casuale.
  Le liste che in questa assegnazione non ottengono seggi sono, dunque, le liste che hanno ottenuto i voti più bassi in ciascuna circoscrizione ed i seggi vengono perciò attribuiti a liste (e candidati) che hanno avuto un maggior numero di voti. E, ripeto, l'assegnazione è corretta e non casuale.
  Per l'assegnazione dei seggi alle liste che ne hanno titolo in ragione della ripartizione in sede di collegio unico nazionale, ma che in nessuna, o in più circoscrizioni, Pag. 95hanno avuto abbastanza voti per contendere il seggio ad un'altra lista presente, il metodo ricorre ancora una volta ad un criterio eminentemente proporzionale: corregge l'assegnazione in modo da violare «quanto meno possibile» il criterio dell'assegnazione proporzionale e in modo da non modificare il criterio territoriale di assegnazione dei seggi a ciascuna circoscrizione o collegio plurinominale. Sottrae dunque il seggio ad una lista che dall'assegnazione proporzionale ne ha ricevuto in più, la lista eccedentaria, e lo assegna alla lista che ne ha ricevuto in meno, la lista deficitaria. Il seggio è «sottratto» alla lista eccedentaria dove essa lo ha ottenuto con la più piccola delle parti decimali che le hanno consentito di ottenere un seggio.
  Mi avvio alla conclusione; qualsiasi altra decisione sarebbe sicuramente più sproporzionante: come, ad esempio, nel caso il seggio venisse sottratto alla lista eccedentaria in una circoscrizione, o collegio plurinominale, dove essa lo ha ottenuto con un maggior numero di voti e dove, la lista deficitaria, ha ancora una parte decimale più piccola. Dunque, lo ripeto, la lista deficitaria non riceve i suoi seggi a caso ma nella circoscrizione o nel collegio plurinominale dove la violazione del principio di corrispondenza proporzionale è la minore possibile. Per cui, la polemica sul seggio assegnato a caso, anche qui mi ripeto, è perciò riferita ad un principio che la legge non ha in sé, quello, cioè, che il candidato e la lista che lo propone debbano ottenere il seggio indipendentemente dal territorio in cui quei voti competono.
  In questo senso sì che il seggio verrebbe assegnato casualmente, nel senso che il caso determinerebbe quanti candidati sono eletti in ciascun collegio. Sarebbe perciò ampiamente violato il principio di spettanza territoriale del seggio. L'effetto si sperimenta, ad esempio, nell'assegnazione dei seggi alle circoscrizioni nel caso dell'elezione dei deputati italiani al Parlamento europeo. Questa impostazione esprime la convinzione – che, lo ripeto, la proposta di legge non ha seguito – che il sistema debba consentire ai candidati e ai partiti di prevedere dove essi potranno essere eletti anche quando i voti ricevuti non sono risultati sufficienti a contendere il seggio alle liste concorrenti. Anche quando questa modalità dovesse violare il criterio di proporzionalità nel collegio e anche quando questo comporti uno stravolgimento del rapporto del collegio plurinominale con il numero dei suoi eletti, determinando serie criticità dal punto di vista dei principi costituzionali. Ecco perché io chiedo che l'emendamento 1.901 della Commissione, unitamente all'emendamento 1.900 già votato, sia votato e ribadisco il parere favorevole.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Artini. Ne ha facoltà.

  MASSIMO ARTINI. Signora Presidente, voglio fare una banale considerazione, tramite lei, su quella che è stata la disquisizione del presidente Sisto su questo spunto. Ammetto che effettivamente spesso dai giornali si rileva che noi parlamentari non siamo così tecnologicamente avanzati, non siamo al passo con i tempi, ma non pensavo che il presidente Sisto fosse diventato un fine professore di fondamenti di informatica, perché la definizione di questo algoritmo cervellotico, essenzialmente da esperto tecnico programmatore, proprio non si riesce a capire. Io chiedo al presidente, cortesemente – perché poi da questo dipende l'esito di una nazione, dipende da come viene votato, in quale circoscrizione, dove vengano riassegnati i voti – una spiegazione più banale; magari, se avesse la possibilità di dare un diagramma di flusso di come vengono una volta inseriti i dati, immessi i voti, per sapere che risultati ne vengono fuori. Questa è una cosa che sinceramente tutti e seicento qui dentro non abbiamo capito, non abbiamo capito cosa ne viene fuori, da questo dipendono effettivamente gli esiti della nazione, sinceramente io chiederei anche eventualmente a chiunque in Aula abbia capito qualcosa se effettivamente può fare un intervento.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.Pag. 96
  Avverto che la prossima votazione avrà luogo a scrutinio segreto.
  Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.901 della Commissione, con il parere favorevole della Commissione, del Governo, del relatore di minoranza, onorevole La Russa, e con il parere contrario dei relatori di minoranza, onorevole Bragantini e onorevole Pilozzi.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Dambruoso, Ferro, Duranti, Zardini, Allasia, Terzoni, Amendola, Colaninno...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti e votanti  512   
   Maggioranza  257   
    Voti favorevoli  337    
    Voti contrari  175).    

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Nicoletti 1.628, sul quale manca qualche parere. Ho solo il parere del relatore per la maggioranza, che è favorevole. Onorevole Sisto, cominciamo da lei: mi conferma il parere favorevole ?

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. Sì, signor Presidente. Stiamo parlando dell'emendamento Nicoletti 1.628: il parere è favorevole.

  PRESIDENTE. Il Governo ?

  MARIA ELENA BOSCHI, Ministro per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, il parere del Governo è conforme a quello espresso dal relatore.

  PRESIDENTE. Gli altri relatori ? Prego, onorevole Bragantini.

  MATTEO BRAGANTINI, Relatore di minoranza. Signor Presidente, sull'emendamento Nicoletti 1.628, da pagina 158 a pagina 159, il parere è favorevole.

  PRESIDENTE. Pilozzi ?

  NAZZARENO PILOZZI, Relatore di minoranza. Signor Presidente, mi rimetto all'Assemblea.

  PRESIDENTE. Onorevole La Russa ?

  IGNAZIO LA RUSSA, Relatore di minoranza. Signor Presidente, stiamo modificando ciò che era previsto nella legge precedente e in tutte le precedenti leggi, secondo le quali i voti della Valle d'Aosta erano estrapolati e non contavano per il quoziente generale. Questo, invece, introduce – non si capisce perché – questa modifica, non spiegata, mai, Presidente. Non c’è mai stato un attimo in cui si è discusso, per cui il mio parere è contrario e lo sottopongo a tutti i colleghi dell'Aula.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Avverto che la prossima votazione avrà luogo a scrutinio segreto.
  Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Nicoletti 1.628, con il parere favorevole della Commissione, del Governo e del relatore di minoranza Bragantini, il parere contrario del relatore di minoranza La Russa, mentre il relatore di minoranza Pilozzi si rimette all'Assemblea.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Segoni, Borghese, Galati.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti  513   
   Votanti  512   
   Astenuti    1   
   Maggioranza  257   
    Voti favorevoli  356    
    Voti contrari  156).    

  (La deputata Terzoni ha segnalato che non è riuscita a votare).

Pag. 97

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Biancofiore 1.182, pagina 159.
  Prima di darle la parola, onorevole Biancofiore, leggo in merito alle preclusioni.
  A seguito dell'approvazione dell'emendamento Nardella 1.311 (Nuova formulazione), la parte consequenziale dell'emendamento Biancofiore 1.182 risulta preclusa. Tale parte consequenziale prevede la ripartizione della circoscrizione della regione Trentino Alto Adige in due collegi plurinominali corrispondenti con le province autonome di Trento e Bolzano, previsione che risulta in contrasto con quanto stabilito dall'emendamento Nardella 1.311 (Nuova formulazione), già approvato e a sua volta emendato dall'approvazione del subemendamento Centemero 0.1.311.12, che prevede la delega al Governo a determinare nella circoscrizione Trentino Alto Adige otto collegi uninominali. Sarà pertanto posta in votazione la parte principale dell'emendamento Biancofiore 1.182, che si riferisce al comma 21 dell'articolo 1 del provvedimento.
  Lei, onorevole Biancofiore, purtroppo, ha già parlato sul complesso degli emendamenti e quindi non può intervenire sul suo. Quindi, non le posso dare la parola.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole La Russa. Ne ha facoltà.

  IGNAZIO LA RUSSA. Signor Presidente, credo che l'emendamento dell'onorevole Biancofiore voglia rimediare in parte, ma molto in parte, ad uno squilibrio che consente, con questa legge elettorale, con alcuni articoli di questa legge, la assoluta cancellazione della possibilità dei candidati italiani, così come sono stati cancellati i nomi, la via, la lingua in quel territorio e quindi credo che meriti, almeno per attenuare l'effetto delle cose che ho appena detto, l'approvazione (Applausi della deputata Biancofiore).

  PRESIDENTE. Prima di passare al voto, avverto che, ai sensi dell'articolo 51, comma 2, del Regolamento, i deputati che ora leggerò hanno chiesto il voto segreto sull'emendamento Biancofiore 1.182.
  Darò lettura dell'elenco dei deputati che hanno sottoscritto la richiesta, al fine di verificarne la presenza in Aula: Buonanno, Bianconi, Marotta, Laffranco, Chiarelli, Sarro sono presenti; Fabrizio Di Stefano è assente; Riccardo Gallo, Totaro, Catanoso, Corsaro, Rampelli, Galati, Latronico, D'Alessandro, Luigi Cesaro sono presenti; Palmizio al momento è assente.
  Archi è presente; Crimi al momento è assente; Fucci, Abrignani, Capezzone, Lainati, Mottola, Palmieri, Squeri, Longo, Biasotti, De Mita sono presenti... Valentini...

  PIERO LONGO. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  PIERO LONGO. Non ho mai firmato Presidente.

  PRESIDENTE. Va bene, quindi tolgo la sua firma.
  Valentini, Vella sono presenti; Piepoli...

  GAETANO PIEPOLI. Non ho firmato.

  PRESIDENTE. Va bene. Lo domando anche all'onorevole De Mita che mi è sembrato stupito. Togliamo anche l'onorevole De Mita.
  Sono gli stessi che sono stati letti ieri, quindi io comunque li leggo: Nastri, Maietta, Russo, Marti, Gianluca Pini, Guidesi, Molteni sono presenti; Cesaro Antimo...è assente; Allasia, Caparini sono presenti; Pizzolante...è presente ma dice che non ha firmato.

  MAINO MARCHI. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  MAINO MARCHI. Signor Presidente, vorrei cogliere l'occasione per segnalare che, nel resoconto stenografico di ieri, a pagina 50, quando si è data lettura di chi aveva firmato la richiesta di voto segreto, risulterebbe che ci sia anche il sottoscritto. Siccome una cosa del genere sarebbe stata una cosa molto grave...

Pag. 98

  PRESIDENTE. Grazie, è un errore di stampa.

  MAINO MARCHI. Ci sono invece altri... chiedo che venga corretto.

  PRESIDENTE. Grazie, è un errore di stampa che verrà sicuramente corretto nel resoconto di oggi.

  IGNAZIO LA RUSSA. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ha già parlato nel merito, mi dica.

  IGNAZIO LA RUSSA. Signor Presidente, vorrei aggiungere la mia firma.

  PRESIDENTE. Sta bene.
  Stiamo aspettando che gli uffici inseriscano questi nomi nel dispositivo prima di passare alla votazione. Lo dico per i colleghi che mi sollecitano a votare; bisogna aspettare che i nomi che io ho appena letto, che sono i richiedenti del voto segreto, siano inseriti nel sistema. Quando mi compaiono qui con il relativo numero, io potrò farli votare. Non dipende da me ma dal sistema. Stanno immettendo i nomi che ho letto e che hanno firmato la richiesta di voto segreto. I colleghi di cui ho letto il nome sono pregati di rimanere in Aula.
  Passiamo ai voti.
  Avverto che la prossima votazione avrà luogo a scrutinio segreto.
  Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Biancofiore 1.182, per la parte non preclusa, con il parere contrario della Commissione e del Governo, con il parere favorevole dei relatori di minoranza, Bragantini e La Russa, mentre il relatore di minoranza Pilozzi si rimette all'Aula
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Folino, Piccoli Nardelli, Berlinghieri, Bini, Cristian Iannuzzi, Ruocco, Cera, Mosca...

  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti e votanti  533   
   Maggioranza  267   
    Voti favorevoli  200    
    Voti contrari  333).    

  (Il deputato Bianchi ha segnalato che non è riuscito a votare).

  Passiamo alla votazione del subemendamento Nicoletti 0.1.513.1, che è riferito alla parte non preclusa dell'emendamento Plangger 1.513.
  Stiamo parlando del subemendamento Nicoletti 0.1.513.1, a pagina 132 e a pagina 133 del fascicolo, mentre l'emendamento Plangger 1.513 è da pagina 133 a pagina 138.
  Chiedo ai relatori e al rappresentante del Governo di esprimere il parere.

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. La Commissione esprime parere favorevole sul subemendamento Nicoletti 0.1.513.1.

  PRESIDENTE. Il Governo ?

  MARIA ELENA BOSCHI, Ministro per le riforme costituzionali e rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, il parere del Governo è conforme a quello espresso dal relatore per la maggioranza.

  PRESIDENTE. Qual è il parere del relatore di minoranza Matteo Bragantini ?

  MATTEO BRAGANTINI, Relatore di minoranza. Signor Presidente, esprimo parere contrario sul subemendamento Nicoletti 0.1.513.1.

  PRESIDENTE. Qual è il parere del relatore di minoranza Pilozzi ?

  NAZZARENO PILOZZI, Relatore di minoranza. Signor Presidente, esprimo parere contrario sul subemendamento Nicoletti 0.1.513.1.

Pag. 99

  PRESIDENTE. Qual è il parere del relatore di minoranza La Russa sul subemendamento Nicoletti 0.1.513.1 ?

  IGNAZIO LA RUSSA, Relatore di minoranza. Esprimo parere contrario su questo subemendamento.

  PRESIDENTE. A questo punto torniamo all'emendamento Plangger 1.513, per la parte non preclusa, da pagina 133 a pagina 138 del fascicolo.
  Mi risulta che la Commissione abbia espresso parere favorevole su questo emendamento, a condizione che sia riformulato. È così ?

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. Esatto, signor Presidente. Mi accingo a dare lettura della riformulazione a cui farà seguito il parere favorevole. Si propone all'emendamento Plangger 1.513 la seguente riformulazione: alla parte consequenziale, capoverso articolo 93-bis, comma 7, quarto periodo, le parole: ai fini di cui al comma 3 sono sostituite dalle seguenti: ai fini di cui al comma 2;
  capoverso articolo 93-quater, al comma 4 le parole: ai sensi dell'articolo 83, comma 1, n. 7, ovvero comma 1, n. 11, sono sostituite dalle seguenti: ai sensi dell'articolo 83, comma 1, n. 8, ovvero comma 2;
  capoverso articolo 93-quater, al comma 6, primo periodo, le parole: ai sensi dell'articolo 83, comma 1, n. 11, sono sostituite dalle seguenti: ai sensi dell'articolo 83, comma 2;
  capoverso articolo 93-quater, al comma 7, primo periodo, le parole: ai sensi dell'articolo 83, comma 1, n. 7, sono sostituite dalle seguenti: ai sensi dell'articolo 83, comma 1, n. 8.
  Con questa riformulazione il parere è favorevole.

  PRESIDENTE. Il Governo ?

  MARIA ELENA BOSCHI, Ministro per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento. Il Governo esprime parere favorevole.

  PRESIDENTE. Qual è il parere del relatore di minoranza Matteo Bragantini ?

  MATTEO BRAGANTINI, Relatore di minoranza. Signor Presidente, prima di esprimere il parere vorrei sapere se l'onorevole Plangger accetta o meno la riformulazione.

  PRESIDENTE. Onorevole Plangger, accetta la riformulazione del suo emendamento 1.513, proposta dalla Commissione ?

  ALBRECHT PLANGGER. Accetto, signor Presidente.

  PRESIDENTE. Sta bene. Prego, onorevole Matteo Bragantini.

  MATTEO BRAGANTINI, Relatore di minoranza. Signor Presidente, esprimo parere contrario sull'emendamento Plangger 1.513, per la parte non preclusa e riformulata.

  PRESIDENTE. Qual è il parere del relatore di minoranza Pilozzi ?

  NAZZARENO PILOZZI, Relatore di minoranza. Signor Presidente, esprimo parere contrario sull'emendamento Plangger 1.513, per la parte non preclusa così come riformulato.

  PRESIDENTE. Onorevole La Russa ?

  IGNAZIO LA RUSSA, Relatore di minoranza. Parere contrario.

  PRESIDENTE. Passiamo alla votazione del subemendamento Nicoletti 0.1.513.1.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Kronbichler. Ne ha facoltà.

  FLORIAN KRONBICHLER. Signor Presidente, tralascio i particolari perché il contingentamento è stretto. Mi rivolgo, tramite lei, signora Presidente, agli amici del Südtiroler Volkspartei e pure del Partito Democratico e non ultimo al sottosegretario Pag. 100Bressa, che di questa esclusiva sudtirolensis è l'ideatore e l'estensore. Vi rendete conto del cattivo servizio che rendete alla democrazia e di conseguenza all'autonomia della nostra regione ? Fate pure fuori i piccoli partiti, ma voi, più che ai partiti minori, fate un torto a tutti i cittadini. Introducete delle soglie e innalzate degli steccati dove non c’è alcun bisogno.
  L'intera provincia con i suoi cinquecentomila abitanti sarebbe un collegio naturale. I cittadini potrebbero scegliere, magari con le preferenze. Sono convinto: se aveste messo lo stesso impegno che avete messo qua ad avere tutte queste eccezioni, sarebbe stata possibile anche l'eccezione delle preferenze. Sapete bene quanto la nostra gente ci tiene alle preferenze. Voi volete i collegi uninominali perché così vi risparmiate qualsiasi campagna elettorale, qualsiasi competizione fra i candidati. Volete averla vinta senza e prima del voto. Di autonomia, cari amici, si può anche abusare e qui succede. Sostengo che è un cattivo servizio alla democrazia e anche un cattivo servizio all'autonomia.
  Non c’è buon autonomia senza buona democrazia. Pertanto, per troppo tempo si è proceduto da noi nella convinzione opposta, nella convinzione che l'autonomia valga meno della democrazia, come se la rinuncia ad un po’ di democrazia fosse il pedaggio da pagare ad un po’ più di autonomia. Invece no: usate l'autonomia e il principio costituzionale della tutela delle minoranze linguistiche per meschini calcoli elettoralistici. Ci togliete delle libertà, invece di darcene. Fate un torto all'autonomia, quindi alla Costituzione. Vi supplico: non cercate di stravincere, non fateci intraprendere vie extraparlamentari. Vi ringrazieranno tutti gli elettori, anche i vostri (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà e della deputata Biancofiore).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Nicoletti. Ne ha facoltà.

  MICHELE NICOLETTI. Signor Presidente, intervengo su questo subemendamento e anche sul precedente, su cui giustamente ha richiamato l'attenzione l'onorevole La Russa, chiedendone la ragione, per spiegare che, vista la previsione per la regione Valle d'Aosta e la regione Trentino Alto Adige dei collegi uninominali, almeno per una parte della rappresentanza parlamentare si poneva il problema del collegamento tra i collegi uninominali e le liste nazionali, posto che il sistema elettorale nazionale prevede delle soglie, ed è giusto che i partiti che si presentano a livello nazionale possano contare anche sui voti dei loro elettori in Trentino Alto Adige o in Valle d'Aosta per raggiungere le soglie previste dalla legge. E poiché in tutta Italia si vota con voto unico per eleggere i candidati e anche per scegliere un partito o una coalizione, lo stesso diritto deve essere riservato anche ai cittadini di queste regioni.
  Lo stesso diritto deve essere riservato ai partiti di poter contare sul consenso che raccolgono sull'intero territorio nazionale proprio per contrastare quell'idea, che anche in quest'Aula è passata, che si voglia disegnare un sistema elettorale estraneo a quello nazionale; invece, queste proposte emendative sono volte ad una piena armonizzazione.
  Quanto poi richiamato dall'onorevole Kronbichler, voglio dire che si può certamente discutere della validità di uno o dell'altro sistema elettorale, però non si possono accusare i collegi uninominali di essere antidemocratici. Ricordo che SEL ha avuto nei confronti della legge Mattarella più di una simpatia e, quindi, risulta piuttosto strano che laddove si adotta la legge Mattarella dei collegi uninominali, come in Trentino Alto Adige, si voglia contestare il carattere democratico di questo modello.
  È un sistema in cui vince chi raccoglie più voti e, quindi, spetterà alla forze politiche creare alleanze e aggregazioni. In passato, negli anni Novanta, abbiamo dentro quest'Aula e in Parlamento eletto rappresentanti anche di forze minori grazie alle alleanze sia di centrosinistra che di Pag. 101centrodestra. Non si tratta, quindi, di un attentato alla democrazia, non si tratta di un attentato alla Costituzione, ma di un rispetto di quel rapporto con il territorio che nelle regioni di confine, in presenza di minoranze linguistiche, è particolarmente importante rispettare (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto la deputata Biancofiore. Ne ha facoltà.

  MICHAELA BIANCOFIORE. Signor Presidente, quando in quest'Aula, anche all'interno del Partito Democratico, vi erano i leader veri, avevo una profonda sintonia con una persona con la quale mai nella vita avrei pensato di averla, questa persona si chiamava Piero Fassino.
  Piero Fassino parlava, a proposito dell'Alto Adige, avendo ben capito le dinamiche che adesso il collega Nicoletti, che è di Trento, non di Bolzano (a Trento vi è tutta un'altra realtà) ha smentito, di repubbliche etniche e aveva perfettamente ragione. Vedete amici, non ve la raccontano mai la verità, ma la verità è che ci sono quasi 400 mila tedeschi in Alto Adige e 100 mila italiani; lasciatemelo dire, io non uso mai parole sopra le righe, ma si tratta di 100 mila sfigati e non intendo usare parolacce, poi però se uno deve parlare con passione io la passione la uso eccome perché credo in quello che faccio e se molti di più di noi credessero veramente nella giustizia e nella democrazia oggi non saremmo al livello in cui siamo.
  Detto questo, un collega come Piero Fassino aveva capito che in Alto Adige non si muove foglia se la SVP, non se il gruppo tedesco ben rappresentato prima dal collega Kronbichler, non voglia. Il collega ha parlato giustamente di nocumento, di deterioramento dei rapporti delle autonomie. È vero da domani inizierà una raccolta di firme trasversali per una class action in Alto Adige che andrà diritta ad affidarsi probabilmente all'avvocato Bozzi, che ha già fatto invalidare il «Porcellum», perché questa legge è profondamente incostituzionale e lo sa perfettamente anche il collega Nicoletti che ha parlato di legge Mattarella e di simpatie di SEL. Peccato che quella che stiamo per votare nei confronti del Trentino Alto Adige, quindi tutto il complesso dell'Italicum, non è la legge Mattarella.
  Il centrodestra poi dovrà spiegarmi come e perché, e forse non lo dovrà spiegare a me, ma al nostro leader Silvio Berlusconi, rinuncia tout court, in base ad un accordo, a undici parlamentari e ciò significa probabilmente non vincere mai più le elezioni politiche nazionali. Questo lo dovranno spiegare a lui e non a me.
  Vedete credo che in questa legge non c’è un sistema Mattarella, ma c’è un sistema che prevede che tra gli ultimi tre eletti con il sistema proporzionale, uno forse andrà al PD, con i dati di oggi, ma forse molto più facilmente andrà al MoVimento 5 Stelle – glielo auguro – e gli altri due andranno di nuovo alla Südtiroler Volkspartei.
  PD, Forza Italia, cioè i partiti che stanno facendo questo accordo nazionale saranno completamente spazzati via dall'Alto Adige; sicuramente, quindi, la minoranza italiana, che questi due partiti rappresentano, e il PD in Alto Adige non sta meglio di Forza Italia – ve lo posso assicurare – e non sta meglio di Forza Italia che era il fiore all'occhiello del movimento nazionale fino al 2006 perché è stato scientificamente distrutto il consenso in quella regione dei nostri partiti proprio perché a Roma si faceva l'esatto contrario di quello che si deve fare in politica: andare cioè contro la volontà degli elettori in sede locale che hanno sempre chiesto protezione dal proprio Stato perché gli elettori del PD e di Forza Italia sono elettori di lingua italiana, per lo più, che hanno sempre chiesto dal proprio Stato di essere protetti. Noi stiamo facendo l'esatto contrario. A voi, ribadisco, sta la vostra coscienza nel voto.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato La Russa. Ne ha facoltà.

  IGNAZIO LA RUSSA. Signor Presidente, io l'impressione che questa sia una Pag. 102vicenda emblematica. Quando un partito che è di centrodestra, come Forza Italia ma anche il Partito Democratico che da qualche anno ha acquisito interamente una valenza di difesa dei simboli della identità nazionale – anche nel simbolo c’è il bianco, rosso e verde – abdica in maniera totale alla possibilità che gli italiani dell'Alto Adige di lingua italiana possano avere una rappresentanza, lo fa non per un valore, come l'autonomia, ma lo fa per una trattativa, per un calcolo. Io sono assolutamente certo che, così come avvenuto per le preferenze e lo dimostreremo, in questo caso, con la Volkspartei, per assicurarsi quei 4-5, non so quanti sono, voti, che mettono al sicuro alcuni passaggi fondamentali di questa legge, si è fatto un patto sulla pelle degli italiani di lingua italiana in Trentino Alto Adige.
  Come ha detto il collega Kronbichler, adesso si è esagerato in autonomia. Ma siccome i colleghi di lingua tedesca – non quello trentino, magari – non l'hanno capito in italiano glielo dico in tedesco: das ist wirklich zu viel.

  PRESIDENTE. Onorevole La Russa, lei sa che qui...Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Plangger. Ne ha facoltà.

  ALBRECHT PLANGGER. Signor Presidente, colleghi, questo subemendamento e la proposta di legge elettorale in esame non è un privilegio per il nostro partito ma è più democratico del «Porcellum» e tutela tutte le comunità della regione e non solo le minoranze linguistiche tedesche e ladine. Per tutelare le minoranze linguistiche serve un meccanismo correttivo, così ha stabilito la Corte costituzionale; un meccanismo correttivo non è un privilegio, ma è un obbligo del legislatore. Tale meccanismo nel cosiddetto «Porcellum» era fondato su una soglia elettorale del 40 per cento a livello provinciale o del 20 per cento a livello regionale. Qui si discute di soglia del 4, 5, 8 per cento, noi dovevamo superare il 40 per cento perché tutta la comunità tedesca abita nella provincia di Bolzano e non nella provincia di Trento.
  Abbiamo superato nelle precedenti elezioni questa soglia con 132 mila consensi ultimamente a scapito del pluralismo di altri partiti, più piccoli e tuttavia rappresentativi della nostra comunità tedesca e ladina. Riteniamo però che si debba superare il sistema della soglia del 40 per cento e per questa ragione, noi, che siamo gli unici ad averla superata come VSP, abbiamo suggerito un differente meccanismo correttivo che riteniamo più rappresentativo e più democratico.
  Sulla legge elettorale Porcellum, rimasta illesa dalla pronuncia della Corte costituzionale, di tipo proporzionale totale circolavano delle simulazioni. La rappresentanza della comunità italiana sparisce con l'attuale frammentazione totale dei partiti. Per cui è stato elaborato un meccanismo correttivo che tutela anche la comunità italiana e i partiti minori.
  Ogni forza politica può competere nei collegi uninominali senza dover essere esclusa da soglie elettorali, sulla base del principio che chi ottenga un voto di più degli altri sia eletto per scelta diretta dei cittadini. Vince il migliore.
  Tutte le minoranze, sia tedesche che italiane, devono essere tutelate egualmente. È previsto un collegio uninominale speciale per le città di Bolzano e Laives, dove certamente sarà garantita la rappresentanza italiana. Le altre minoranze e i partiti minori saranno comunque rappresentati anche attraverso il sistema del recupero proporzionale. La coalizione o il partito che sta nella coalizione che vince a livello nazionale ottiene il premio di maggioranza e prende due dei tre seggi che vengono assegnati con il sistema proporzionale. Il restante, il terzo, va al partito che, pur non avendo conquistato un mandato diretto in un collegio uninominale risulta il miglior perdente.

  PRESIDENTE. Onorevole Plangger, dovrebbe concludere.

  ALBRECHT PLANGGER. Ho concluso.

Pag. 103

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Avverto che la prossima votazione avrà luogo a scrutinio segreto.
  Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Nicoletti 0.1.513.1, con il parere favorevole della Commissione e del Governo e con il parere contrario dei relatori di minoranza Matteo Bragantini, Pilozzi e La Russa.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Folino, Moretti, Dellai, Paola Bragantini, Portas, Fantinati, Sani.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti e votanti  491   
   Maggioranza  246   
    Voti favorevoli  304    
    Voti contrari  187).    

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Plangger 1.513, che sarà posto in votazione limitatamente alla parte non preclusa dall'emendamento 1.900 della Commissione e come modificato dall'approvazione del subemendamento Nicoletti 0.1.513.1.
  Avverto che il deputato Fraccaro ha chiesto che l'emendamento Plangger 1.513, nella nuova formulazione, sia votato per parti separate, nel senso di votare separatamente il comma 7 del capoverso «Art. 93-ter». Passiamo, quindi, alla votazione dell'emendamento Plangger 1.513, limitatamente alla prima parte che reca il capoverso «Art. 93-bis» e il capoverso «Art. 93-ter», quest'ultimo limitatamente ai commi da 1 a 6.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fraccaro. Ne ha facoltà.

  RICCARDO FRACCARO. Signora Presidente, ho chiesto di votare per parti separate perché la prima parte di questo emendamento, dal comma 1 al comma 6, rappresenta un miglioramento rispetto al testo del relatore. Qui si tratta di introdurre appunto il sistema di voto per collegi uninominali in Trentino Alto Adige. Il sistema di voto per collegi uninominali è un sistema estremamente distorsivo rispetto ad una rappresentanza della volontà dei cittadini. Ecco perché, a fianco di seggi uninominali, vengono spesso previsti dei seggi in quota proporzionale: proprio per compensare questa estrema distorsione. Ebbene, il testo del relatore prevedeva che, ai fini dell'assegnazione di questi seggi in quota proporzionale, non si scorporassero i voti degli eletti nel collegio uninominale, quindi mantenevano la distorsione anche nella quota proporzionale.
  Per fortuna l'emendamento Plangger introduce questo scorporo.
  Tuttavia nel comma 7, purtroppo, leggiamo che questi 3 seggi, in realtà in quota proporzionale, dovrebbero essere assegnati tenendo conto anche del premio di maggioranza o del premio assegnato a seguito di ballottaggio. Quindi due terzi della quota proporzionale – quindi due seggi su 3 – andrebbero assegnati al partito che a livello nazionale vince il ballottaggio o il premio di maggioranza. Quindi non solo l'SVP si è assicurato tutti i collegi uninominali, ma in cambio di questa concessione ha dovuto evidentemente promettere e garantire al Partito Democratico 2 seggi su 3. Allora io voglio dire ai colleghi dell'SVP che questa è la dimostrazione plastica ed evidente dello scambio a cui voi avete acconsentito col Partito Democratico, pur di avere i vostri privilegi (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
  Voi in questo modo non state tutelando un territorio, ma state tutelando le vostre poltrone e questo a discapito della democrazia, non solo su tutto il territorio italiano, ma anche a livello trentino ed altoatesino. Questa è la dimostrazione evidente e credo che difficilmente riuscirete a dimostrare il contrario ai vostri elettori altoatesini (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

Pag. 104

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato De Menech. Ne ha facoltà.

  ROGER DE MENECH. Signora Presidente, approfitto dell'argomento per ribadire ancora una volta, come ho fatto ancora nel passato, a lei, all'Aula e soprattutto al Ministro che non entro ovviamente nel merito del tecnicismo della legge elettorale, ma ribadisco un concetto molto semplice: l'Italia delle minoranze è un'Italia più complessa rispetto a quella di Trento e Bolzano, perché c’è anche una minoranza linguistica forte nella provincia in cui risiedo, la provincia di Belluno (39 comuni sono riconosciuti ladini, 3 comuni sono riconosciuti germanofoni) e credo che, in un momento di grande trasformazione e di rimodulazione dell'assetto istituzionale, il Governo ed il Parlamento tutto, nella futura rivisitazione del Titolo V e delle riforme e di tutto quello che ci sarà nei prossimi mesi dentro a quest'aula, dovrà tenerne debita considerazione. Altrimenti corriamo il rischio che un pezzo di quelle minoranze – guardo ovviamente gli amici di Trento e di Bolzano – restino fuori dalla rappresentanza rispetto al panorama nazionale.
  Tutto questo sta provocando nella provincia il fatto, in maniera molto pratica, che questo pezzo di minoranza della provincia di Belluno, riconosciuta dalla legge regionale nazionale, stia ovviamente guardando all'esercizio dei referendum per trasferire i propri confini verso Trento e Bolzano. Ecco, per finire io sono assolutamente d'accordo che l'autonomia sia uno dei pezzi e sia una delle possibilità di futuro di questo Paese, ma dobbiamo tener conto che l'autonomia deve essere concessa anche ad altri territori che hanno caratteristiche simili.
  La provincia di Belluno, soprattutto i comuni ladini, che sono molti e che sono molto vicini alla provincia di Bolzano, meriterebbe questa forma di autonomia nella costruzione istituzionale del futuro. Volevo sottolineare che tutto questo – lo dico soprattutto al Ministro – sarà oggetto di un ordine del giorno che sottoporrò al Governo perché credo che questo sia un momento fondamentale per ridare pari dignità ai territori e questi territori meritano pari dignità rispetto agli amici contermini e confinanti della provincia di Bolzano in particolare (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Minoranze Linguistiche).

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Avverto che la prossima votazione avrà luogo a scrutinio segreto.
  Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sulla prima parte dell'emendamento Plangger 1.513 (Nuova formulazione), che reca il capoverso: «Art. 93-bis» e il capoverso: «Art. 93-ter», quest'ultimo limitatamente ai commi da 1 a 6, con il parere favorevole della Commissione e del Governo e con il parere contrario dei relatori di minoranza Matteo Bragantini, Pilozzi e La Russa.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Gadda, Gigli, Rubinato, Nardelli, Roberta Agostini...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti e votanti  492   
   Maggioranza  247   
    Voti favorevoli  414    
    Voti contrari   78).    

  (La deputata Argentin ha segnalato che non è riuscita a votare).

  Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sulla seconda parte dell'emendamento Plangger 1.513 (Nuova formulazione), per la parte non preclusa che reca il solo comma 7 del capoverso: «Art. 93-ter».
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Folino, Piepoli, D'Attorre...
  Dichiaro chiusa la votazione.Pag. 105
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti e votanti  494   
   Maggioranza  248   
    Voti favorevoli  320    
    Voti contrari  174).    

  Avverto che, a seguito dell'approvazione dell'emendamento Plangger 1.513 (Nuova formulazione), interamente sostitutivo del comma 21 dell'articolo 1 del provvedimento, risultano preclusi gli emendamenti Roberta Agostini 1.467 e Migliore 1.189, che incidono sul medesimo comma.
  Passiamo alla votazione dell'emendamento Toninelli 1.191.

  MATTEO BRAGANTINI, Relatore di minoranza. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  MATTEO BRAGANTINI, Relatore di minoranza. Signor Presidente, come relatore per cambiare il parere e trasformarlo in contrario.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Toninelli. Ne ha facoltà.

  DANILO TONINELLI. Signor Presidente, intervengo brevemente su questo emendamento per dire che chiediamo la soppressione di una norma che noi riteniamo evidentemente essere a favore del Nuovo Centrodestra per l'esenzione della raccolta delle firme. Di conseguenza, anche per il Nuovo Centrodestra, ovverosia un gruppo parlamentare costituitosi dopo le elezioni e dopo l'insediamento di questo Parlamento, si deve applicare l'obbligatorietà per legge della raccolta delle firme (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Toninelli 1.191, con il parere contrario della Commissione, del Governo e dei relatori di minoranza della Lega Nord e Autonomie e Sinistra Ecologia Libertà e sul quale il relatore di minoranza di Fratelli d'Italia si rimette all'Assemblea.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Ci siamo ? Formisano, Dorina Bianchi, Manlio Di Stefano, Marco Di Stefano.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  517   
   Votanti  515   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  258   
    Hanno votato
  92    
    Hanno votato
no  423).    

  (Il deputato Boccadutri ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto contrario).

  Passiamo alla votazione dell'emendamento La Russa 1.472, a pagina 163.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole La Russa. Ne ha facoltà.

  IGNAZIO LA RUSSA. Presidente, stiamo parlando dell'emendamento a mia prima firma 1.423, giusto ?

  PRESIDENTE. Stiamo parlando dell'emendamento La Russa 1.472, a pagina 163. Prego.

  IGNAZIO LA RUSSA. Questo emendamento cerca di rimediare ad un incidente avvenuto alla fine della scorsa legislatura con l'allora Ministro Cancellieri, che, nella notte, per un errore tecnico, fece diventare due Camere, anziché una Camera, quelle sufficienti, ove vi fosse l'esistenza di un gruppo, per evitare la necessità di sottoscrizioni. Questo complicò la vita a chi si era affidato a quella valutazione. Noi cerchiamo con questo emendamento di rimettere le cose a posto e diciamo che Pag. 106basta che sia in almeno una delle due Camere, come peraltro è previsto per il Parlamento europeo, alle prossime elezioni europee la norma sarà così. Vorremmo capire se su questo, come mi è sembrato di capire, non vi sia contrarietà da parte del relatore e del Governo e vi invitiamo a riparare ad un errore avvenuto involontariamente nell'ultimo giorno della scorsa legislatura.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gianluca Pini. Ne ha facoltà.

  GIANLUCA PINI. Signor Presidente, il nostro gruppo voterà in maniera contraria a questo emendamento, a questa richiesta. Fintanto che le riforme costituzionali non saranno compiute, infatti – e, quindi, ci sarà solo ed esclusivamente una Camera a cui viene demandata, in qualche modo, la possibilità di dare la fiducia al Governo e di legiferare e il Senato sarà riportato a quello che noi avevamo già votato nel 2005, salvo poi essere stato cassato per volontà della sinistra –, ebbene, fino a quel momento, riteniamo opportuno che la rappresentanza tale per cui non si debbono chiedere le sottoscrizioni debba essere in entrambi i rami del Parlamento, perché, al momento, entrambi i rami del Parlamento danno la fiducia e assegnano la possibilità ai gruppi di legiferare. Quindi, noi voteremo contro questo emendamento.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento La Russa 1.472, con il parere contrario della Commissione, del Governo e del relatore di minoranza della Lega Nord e Autonomie e con il parere favorevole dei relatori di minoranza di Sinistra Ecologia Libertà e Fratelli d'Italia.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Beni, Berlinghieri, Luigi Gallo, Pellegrino.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  519   
   Votanti  517   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  259   
    Hanno votato
  57    
    Hanno votato
no  460).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento La Russa 1.580, con il parere contrario della Commissione, del Governo e del relatore di minoranza, onorevole Bragantini, e con il parere favorevole dei relatori di minoranza, onorevole Pilozzi e onorevole La Russa.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Campana, D'Attorre...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti e votanti  515   
   Maggioranza  258   
    Hanno votato
  57    
    Hanno votato
no  458).    

  Mi sembra di capire che, prima di passare alla votazione dell'articolo 1, il presidente Sisto chiede di potere esaminare gli emendamenti riferiti all'articolo 1 che sono ancora accantonati e che sono gli emendamenti Matteo Bragantini 1.81, La Russa 1.84, Gitti 1.86, Parisi 0.1.514.1 e Richetti 1.514.
  Chiedo al relatore per la maggioranza, presidente della Commissione, come intenda procedere.

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. Signora Presidente, avrei innanzitutto una domanda da rivolgere alla Presidenza. Non possiamo comunque votare le proposte emendative Attaguile 1.0305 e 1.0310 ?

Pag. 107

  PRESIDENTE. Si devono votare dopo la votazione dell'articolo 1, perché sono articoli aggiuntivi.

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. Va bene. Tenuto conto di questo chiedo, al fine di potere esprimere i pareri sui seguenti emendamenti Matteo Bragantini 1.81, La Russa 1.84, Gitti 1.86, Parisi 0.1.514.1 e Richetti 1.514, nonché per poter sciogliere altre riserve che sono relative agli articoli aggiuntivi all'articolo 2, poi oggetto di richiesta di stralcio, si vedrà questi aggiuntivi su che cosa andranno ad essere aggiuntivi, se all'articolo 2 o all'articolo 1, avendo queste questioni da sciogliere, chiedo 45 minuti per poterle risolvere (Commenti). Presidente, mezz'ora va bene, ma meno di mezz'ora è impossibile.

  PRESIDENTE. Mi sembra però una richiesta ineludibile perché abbiamo accantonato con il consenso di tutti, peraltro, una serie di emendamenti, quindi se non ci sono...

  MATTEO BRAGANTINI, Relatore di minoranza. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  MATTEO BRAGANTINI, Relatore di minoranza. Signora Presidente, solo formalmente e per rispettare il Regolamento noi questo Comitato dei nove dovremo convocarlo, giustamente, in questo momento per affrontare gli emendamenti accantonati sull'articolo 1. Il problema è cosa fare sull'articolo 2 perché dovremo riunire un altro Comitato dei nove, ovviamente, perché se lo stralcio non è stato ancora fatto... chiedo agli uffici o diamo un parere in teoria di fare tutto oppure c’è questo problema. Potremmo fare cinque minuti dopo.

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Ovviamente il presidente della Commissione organizza i lavori.

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. Signora Presidente, io ritengo che queste decisioni di carattere procedimentale le potremo assumere in Comitato dei nove.

  PRESIDENTE. Se non ci sono altri interventi sospendo la seduta per 30 minuti. La seduta è sospesa fino alle ore 20.

  La seduta, sospesa alle 19,30, è ripresa alle 20,15.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE LAURA BOLDRINI

  PRESIDENTE. Avverto che il gruppo MoVimento 5 Stelle ha esaurito i tempi previsti dal contingentamento. Essendone stata fatta richiesta, la Presidenza, come da prassi, concederà a tale gruppo un aumento dei tempi pari ad un terzo di quello originariamente concesso. Invito i relatori e il rappresentante del Governo ad esprimere il parere sulle proposte emendative accantonate relative all'articolo 1.
  Il primo emendamento accantonato è il Matteo Bragantini 1.81, a pagina 90.

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. Presidente, le chiedo soltanto un attimo per recuperare. Allora, sull'emendamento Matteo Bragantini 1.81, a pagina 90, il parere è contrario. Pregherei di soprassedere per quanto riguarda il parere sugli emendamenti La Russa 1.84 e Gitti 1.86, di pagina 91 e pagina 92, perché è in arrivo una riformulazione, Presidente, che spero di proporre all'Aula con parere favorevole.
  Sul subemendamento Parisi 0.1.514.1, pagina 95 e 96, il parere è favorevole, come sull'emendamento Richetti 1.514, pagina 97. Dovremmo aver esaurito gli emendamenti che erano accantonati, per poi passare al voto dell'articolo 1 e agli articoli aggiuntivi Attaguile. Poi vi sarà una richiesta da parte del relatore per passare agli articoli aggiuntivi seguenti. Quindi possiamo votare certamente l'emendamento Matteo Bragantini 1.81.Pag. 108
  Pregherei di attendere sui due emendamenti La Russa 1.84 e Gitti 1.86. Possiamo votare il subemendamento Parisi 0.1.514.1 e l'emendamento Richetti 1.514.

  PRESIDENTE. D'accordo. Il parere del Governo ?

  MARIA ELENA BOSCHI, Ministro per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, il parere del Governo è conforme a quello espresso dal relatore.

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, in realtà sull'emendamento Matteo Bragantini 1.81 vi è un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario.

  PRESIDENTE. Sta bene. Vorrei avere il parere dei relatori di minoranza. Deputato Bragantini, il parere sul suo emendamento è favorevole ?

  MATTEO BRAGANTINI, Relatore di minoranza. Sì.

  PRESIDENTE. D'Accordo. Pilozzi ?

  NAZZARENO PILOZZI, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. La Russa ?

  IGNAZIO LA RUSSA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Sta bene. Chiedo all'onorevole Bragantini se acceda all'invito al ritiro dell'emendamento formulato dal relatore per la maggioranza.

  MATTEO BRAGANTINI. Signor Presidente, questo emendamento va a sanare, come dicevo oggi, quando è stato accantonato, tutta quella corsa a presentare dei simboli elettorali per poi ricattare i partiti oppure presentare delle liste civetta. Noi abbiamo costruito questo emendamento con una certa formulazione. Parlando durante il Comitato dei nove anche con il Governo ho visto che questo emendamento, vista la sua importanza, ha avuto l'attenzione da parte di tutti. Dunque, se il Ministro mi garantisce che, presentando un ordine del giorno, questo verrà approvato, io potrei anche ritirarlo. Auspicando che si trovi una formula migliore per questo emendamento, che va a risolvere o a tentare di risolvere una problematica importante, lo ritiro; però vorrei sentire ufficialmente il Ministro.

  PRESIDENTE. Prima della Ministra, c'era il presidente Sisto che aveva alzato la mano. Voleva intervenire ?

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, chiedo scusa, avevo alzato la mano soltanto per richiamare la riformulazione degli emendamenti La Russa. Chiedo scusa, è una gestualità diversificata.

  PRESIDENTE. D'accordo. Prego, Ministra Boschi.

  MARIA ELENA BOSCHI, Ministro per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, come già detto dall'onorevole Bragantini, ci può essere una disponibilità. Chiaramente chiediamo di vedere il testo dell'ordine del giorno e valutare sulla base del testo, ma c’è una disponibilità di massima in questo senso.

  PRESIDENTE. Prego, onorevole Bragantini.

  MATTEO BRAGANTINI. Signor Presidente, per questo motivo, vista la disponibilità del Ministro, lo ritiro.

  PRESIDENTE. Sta bene.
  Avverto che la prossima votazione avrà luogo a scrutinio segreto.
  Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Parisi 0.1.514.1, con il parere favorevole della Commissione, del Governo e Pag. 109del relatore di minoranza Bragantini e con il parere contrario dei relatori Pilozzi e La Russa.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Onorevoli Taricco, Brunetta, Baruffi, Abrignani, Bonaccorsi, Santerini, Gentiloni, Ribaudo, D'Uva...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti e votanti  483   
   Maggioranza  242   
    Voti favorevoli  318    
    Voti contrari  165).    

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Richetti 1.514 con il parere favorevole della Commissione, del Governo e del relatore di minoranza Bragantini e con il parere contrario dei relatori Pilozzi e La Russa.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Fiano. Ne ha facoltà.

  EMANUELE FIANO. Signor Presidente, solo per spiegare ai colleghi che questo è un emendamento tecnico il cui testo serve a rendere più fluida la comunicazione su eventuali irregolarità dei voti agli uffici centrali delle circoscrizioni che poi procedono per le modifiche inserendo nei posti rimasti vacanti nelle liste dei candidati i candidati dello stesso genere presenti nell'elenco dei candidati supplenti di cui abbiamo già parlato. Era solo per un chiarimento perché erano sorti dei dubbi sulla effettiva influenza di questo emendamento sulla organizzazione del controllo dei voti.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Avverto che la prossima votazione avrà luogo a scrutinio segreto.
  Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Richetti 1.514 nel testo subemendato, con il parere favorevole della Commissione, del Governo e del relatore di minoranza Bragantini e con il parere contrario dei relatori Pilozzi e La Russa.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Onorevoli Ventricelli, Artini, Roccella, Castricone, Gozi...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti e votanti  494   
   Maggioranza  248   
    Voti favorevoli  334    
    Voti contrari  160).    

  Passiamo ai due emendamenti che erano rimasti indietro, quelli per i quali mi era stato chiesto un po’ di tempo. Presidente Sisto, abbiamo i pareri su questi ?

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, siamo nelle condizioni di esprimerli. Si è svolto un Comitato dei nove «volante», ho proposto la riformulazione degli emendamenti La Russa 1.84 e Gitti 1.86, leggo la riformulazione proposta dal relatore: al comma 22 sostituire le parole: «in entrambe le Camere al 31 dicembre 2013», con le seguenti: «in almeno una delle Camere al 1o dicembre 2013». Se i presentatori accettano questa riformulazione, il parere è favorevole.

  PRESIDENTE. Prendo atto che l'onorevole La Russa accetta la riformulazione. Onorevole Sisto, questo è il parere rispetto all'emendamento La Russa 1.84, giusto ?

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. La Russa 1.84 e Gitti 1.86.

  PRESIDENTE. Ma sono due diversi emendamenti, uno a firma La Russa e l'altro a firma Gitti; quindi, io sto parlando del primo. Aspettiamo il chiarimento del presidente Sisto.

Pag. 110

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, in attesa che il collega Gitti interloquisca con il Governo, io chiedo che questa riformulazione valga innanzitutto per l'emendamento La Russa 1.84 e chiedo al presidente La Russa se accetta questa riformulazione.

  PRESIDENTE. Ha già detto «sì».

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. Accettata questa riformulazione, il parere sull'emendamento la Russa 1.84, come riformulato, è favorevole.

  PRESIDENTE. Il Governo ?

  MARIA ELENA BOSCHI, Ministro per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento. Può rileggere la riformulazione, per favore ?

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. Ministro, ho separato l'emendamento La Russa 1.84 dall'emendamento Gitti 1.86, quindi questa è la riformulazione che le rileggo volentieri: al comma 22 sostituire le parole: «in entrambe le Camere al 31 dicembre 2013», con le seguenti: «in almeno una delle Camere al 1o dicembre 2013». Questa riformulazione vale solo per l'emendamento La Russa 1.84. Se i presentatori accettano questa riformulazione, il parere è favorevole. Il presidente La Russa ha accettato questa riformulazione, quindi il parere della Commissione è favorevole.

  PRESIDENTE. Il Governo ?

  MARIA ELENA BOSCHI, Ministro per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, il parere del Governo è conforme a quello espresso dal relatore per la maggioranza.

  PRESIDENTE. Onorevole Matteo Bragantini ?

  MATTEO BRAGANTINI, Relatore di minoranza. Signor Presidente, il parere è contrario, anche perché se messa nell'articolo 22, non è una norma transitoria, dunque rimarrà sempre in una legge anche un termine. A nostro avviso, doveva essere messa alla fine dell'articolo 1, come norma aggiuntiva e come norma transitoria. Per questo motivo, noi siamo contrari.

  PRESIDENTE. Onorevole Pilozzi ?

  NAZZARENO PILOZZI, Relatore di minoranza. Signor Presidente, il parere è favorevole.

  PRESIDENTE. Prendo atto che l'onorevole La Russa esprime parere favorevole.

  GIANCARLO GIORGETTI. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  GIANCARLO GIORGETTI. Signor Presidente, è tardi, abbiamo fatto tanti emendamenti, capisco anche la necessità di raggiungere delle sintesi politiche accontentando tutti i gruppi.
  Però, francamente che in una legge elettorale, che teoricamente siccome è tanto bella e funzionerà tanto bene durerà – che so io – per dieci, venti, trent'anni, si scriva che i gruppi politici esistenti alla data del 1o dicembre 2013 hanno diritto di non raccogliere le firme, francamente mi sembra qualche cosa che non sta né in cielo né in terra.
  Più senso avrebbe avuto metterlo in una norma transitoria, per dare soluzione a un problema che posso capire si abbia in qualche modo anche interesse a portare a soluzione. Però, ribadisco che in una legge elettorale, che teoricamente dovrebbe funzionare per sempre, mettere una precisa data francamente mi sembra assai poco elegante, assai poco elegante.

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

Pag. 111

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. Presidente, intervengo per avere il piacere di tranquillizzare il presidente Giorgetti. Il comma 22 dell'articolo 1 così esordisce: «Per le prime elezioni successive alla data di entrata in vigore della presente legge le disposizioni (...)». Quindi, si tratta di norma ovviamente transitoria. Quindi, credo che questo possa tranquillizzare quanto espresso dal presidente Giorgetti. Questo è lo spirito dell'emendamento e così è stato recepito.

  PRESIDENTE. Mi pare che l'onorevole La Russa annuisca. Dunque, va nella stessa direzione.

  GREGORIO GITTI. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  GREGORIO GITTI. Signor Presidente, attendo ad intervenire in base ad un'ultima risposta che dovrebbe emergere fra poco. Mi riservo di intervenire. La riformulazione che il presidente Sisto ha proposto non è sufficiente, ma mi riservo di dire i motivi per cui non è sufficiente sulla base di una risposta che sto attendendo a secondi.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Toninelli. Ne ha facoltà.

  DANILO TONINELLI. Signor Presidente, il MoVimento 5 Stelle è assolutamente contro questo emendamento e contro questa riformulazione. Lo è per due motivi. Ovviamente, per un motivo politico perché questo emendamento va a salvare sia il gruppo Fratelli d'Italia sia il gruppo NCD da un'attività che è necessaria e prevista dalla legge, ovverosia quella di raccogliere le firme per potersi presentare alle successive elezioni. Ma, soprattutto è contrario perché viola il principio di uguaglianza sancito dall'articolo 3 della Costituzione, perché non riteniamo che sia per nulla una norma transitoria. Questa è una norma che crea una discriminazione totale tra un gruppo parlamentare che si costituisce prima del 1o dicembre rispetto a un gruppo parlamentare che si costituisce dopo. Ditemi voi qual è la motivazione di questa discriminazione. Se non c’è una motivazione l'articolo 3 della Costituzione è violato. È un emendamento assolutamente illegittimo (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Gianluca Pini. Ne ha facoltà.

  GIANLUCA PINI. Signor Presidente, ringrazio il collega La Russa perché almeno ha chiarito chi ha fatto gli accordi sottobanco sui voti segreti e soprattutto sulla parità di genere, perché questo «contentino» a Fratelli d'Italia evidentemente qualcosa gli sarà costato.
  Ma, al di là delle questioni politiche, Presidente, io le volevo segnalare anche una questione tecnica: noi abbiamo votato prima della sospensione un emendamento che era sostanzialmente identico nei contenuti e cambiava solo il fatto che non era una norma interpretativa ma era una norma estensiva che valeva per sempre. Ora, alla sua valutazione il fatto se questo emendamento di fatto non deve essere precluso.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Fedriga. Ne ha facoltà.

  MASSIMILIANO FEDRIGA. Signor Presidente, intervengo sull'ordine dei lavori – dopo se ha la cortesia di ascoltarmi, grazie – perché abbiamo lavorato, come lei potrà testimoniare da Presidente imparziale qual è, in una situazione assolutamente difficile riguardo questa proposta di legge elettorale. Adesso stiamo andando avanti in seduta notturna con continue sospensioni per emendamenti accantonati e adesso vengono fatti Comitati dei nove «volanti», con membri del Comitato dei nove, dopo che il Presidente ha detto che è stato fatto il Comitato dei nove «volante» con i pareri, che vanno dal Governo, dietro ai banchi, ad avere una Pag. 112risposta e tornano nei banchi del Comitato dei nove per decidere quale parere deve esprimere lo stesso Comitato dei nove (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord e Autonomie).
  Presidente, è inaccettabile e le chiedo di tutelarci ! Le ho fatto più volte appello ma questa volta dimostri che può tutelarci. Noi non possiamo, come opposizione, e non facciamo parte né degli accordi della maggioranza né della nuova maggioranza PD-PdL né dell'ennesima nuova maggioranza PD-PdL-Fratelli d'Italia.
  Noi siamo estranei a queste logiche e non possiamo accettare che sottobanco vengano fatti gli accordi. Il Comitato dei nove non viene convocato malgrado la sospensione di mezz'ora e adesso ci sono persone che corrono da una parte all'altra e dopo dicono: tutto a posto, il Comitato dei nove è stato fatto in modo volante. Chiediamo a lei che garantisca i regolari lavori e l'ordine dei lavori di quest'Aula (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord e Autonomie).

  DANILO TONINELLI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  DANILO TONINELLI. Signor Presidente, noi confermiamo e condividiamo tutte le parole appena dette dall'esponente della Lega. Le chiediamo, Presidente, di prenderne atto e di rispettare i cittadini, che devono sapere e conoscere i contenuti quanto meno delle dichiarazioni di voto dei gruppi parlamentari su quella legge che chiunque ha ripetuto essere di fondamentale importanza per il livello della nostra democrazia in Italia. È inaccettabile pensare che si debba finire a notte inoltrata semplicemente perché abbiamo sul groppone un decreto-legge, fatto anch'esso insieme ad altri sette o otto delle ultime settimane, che va scadenza lunedì. La legge elettorale deve prevalere per l'importanza e il livello di democrazia che porterà nel nostro Paese su qualsiasi altro decreto-legge. Rispetti questo Parlamento Presidente, lo tuteli e porti a domani la fine di questo iter parlamentare (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato D'Alia. Ne ha facoltà.

  GIANPIERO D'ALIA. Signor Presidente, io vorrei fare brevissimamente una riflessione sul tema della raccolta delle firme, perché io credo che, proprio per la natura di questa legge elettorale, tutti i gruppi parlamentari e tutti i movimenti e i partiti politici dovrebbero rinunziare all'esonero dalla raccolta delle firme. Io ricordo che, quando fu approvato il «Mattarellum» nei collegi uninominali i candidati della coalizione raccoglievano le firme. Ora, poiché non sono passate le preferenze, io penso che, poiché abbiamo collegi plurinominali piccoli, i cittadini che sottoscrivono una lista o una candidatura nella circoscrizione debbano sapere prima chi sono i candidati che quei partiti offrono all'elettore. Per cui io penso che forse sarebbe opportuno – visto che comunque questa legge è destinata a cambiare il sistema politico italiano e noi ci auguriamo in meglio – che tutti dovrebbero avere l'onestà e la trasparenza di rinunciare al privilegio di non raccogliere le firme e di sottoporre ai cittadini di quella circoscrizione elettorale i nomi e i cognomi dei candidati nell'ordine in cui ritengano di doverli mettere, con alternanza o meno di genere e così via, per chiedere in via preventiva una approvazione ed un sostegno a quella determinata lista.

  PRESIDENTE. Chiede di parlare il deputato Pilozzi. Come relatore ?

  NAZZARENO PILOZZI. Signor Presidente, un breve intervento in dichiarazione di voto, semplicemente per dire, anche come relatore, che il mio parere è un parere contrario, non favorevole come aveva detto prima, tenendo conto che noi riteniamo che o vengono esentati tutti dalla raccolta delle firme, ma non si può vedere l'esenzione dalla raccolta delle Pag. 113firme come un favore, tanto più che noi stessi come partito stiamo raccogliendo le firme per le prossime elezioni europee. Quindi, noi sappiamo che quella della raccolta delle firme è una questione seria di democrazia, però si deve avere lo stesso metro e la stessa misura con tutti e non agevolare qualcuno.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Fiano. Ne ha facoltà.

  EMANUELE FIANO. Signor Presidente, vorrei tramite lei solamente riferirmi ad uno degli aspetti del primo intervento credo dell'onorevole Toninelli del gruppo del MoVimento 5 Stelle, il quale, tra varie altre argomentazioni, ha citato, diciamo così, un'ipotesi, che devo dire ho pensato anch'io, che questo emendamento e anche la riformulazione, non so se ve ne saranno ancora, che comunque lega un comportamento dei partiti, in ordine alla possibilità di presentazione delle liste, ad una data.
  Il collega Toninelli ha, secondo me giustamente, toccato il tema se si potesse inserire una norma che ha una sua valenza transitoria in un articolato di carattere generale. Siccome anche io ho fatto questo ragionamento e l'ho anche espresso (forse il collega Toninelli era presente nel Comitato dei nove), devo però dire, a conferma perlomeno della mia sicurezza e spero che valga anche per lui, che in realtà nel testo di legge che ci è stato presentato e che è in discussione tutto ciò esiste già: il comma 22, dell'articolo 1 del testo contiene già, una norma diversa, però con la stessa modalità applicativa, che per le prime elezioni successive alla data di entrata in vigore della presente legge, le disposizioni di cui al comma 2, primo periodo, dell'articolo 18-bis del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957 – ovvero la legge da cui discende la legge elettorale – si applicano anche ai partiti o ai gruppi politici costituitisi in gruppo parlamentare in entrambe le Camere al 31 dicembre 2013.
  Seppure la ratio della norma è diversa, la logica di un'applicabilità di comportamento ai partiti, che ha una sua data di partenza, ancorché questa legge ha ovviamente una valenza generale, esisteva già. Quindi una proposta emendativa e una sua riformulazione che modifica la ratio e le date insiste però su un terreno già presente e approvato e sul quale nessun gruppo aveva presentato emendamenti soppressivi in ragione di una mancanza di logica. Era solo per specificare questo.

  FRANCESCO PAOLO SISTO. Relatore per la maggioranza. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  FRANCESCO PAOLO SISTO. Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, intervengo solo per chiarire: mi rendo conto che forse l'espressione Comitato dei nove «volante» è stata poco elegante, fatto soltanto per risparmiare tempo all'Aula ed evitare delle sospensioni che potessero soltanto essere formali: raccogliere il consenso di tutti i capigruppo o tutti i soggetti presenti nel Comitato dei nove su un emendamento di semplice stesura a me è sembrato più economico. Ho fatto questa scelta, sulla quale vi è una prassi parlamentare, per rendere più rapida la consultazione, si tratta di un emendamento semplice, discutiamo di una data.

  PRESIDENTE. Quindi, lei ha condiviso con il Comitato dei nove questa riformulazione ? Ci tengo a farle questa domanda e ad avere una risposta da lei.

  FRANCESCO PAOLO SISTO. Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, non mi sarei permesso di parlare di Comitato dei nove se non vi fosse stata una specifica, individuale ed ampia condivisione di quella riformulazione. Ma, proprio per ragioni di ulteriore economia, propongo, dopo aver sentito tutti i componenti del Comitato dei nove presenti, di modificare nella riformulazione la data dal 1o dicembre, al 10 dicembre, così comprendendo, per ragioni di economia, anche l'emendamento Gitti 1.86. Quindi l'emendamento La Russa 1.84 di pagina 91 e l'emendamento Pag. 114Gitti 1.86 di pagina 92 sono riformulati come ho già letto; la data è quella del 10 dicembre 2013.

  PRESIDENTE. Quindi, mi sta dicendo che diventano identici ?

  FRANCESCO PAOLO SISTO. Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, diventano identici e riformulati esattamente come ho letto, con la data del 10 dicembre 2013. Chiedo ai presentatori degli emendamenti se concordano con questa riformulazione. La Russa è d'accordo. Gitti (Proteste dei deputati del gruppo Lega Nord e Autonomie) ?

  MATTEO BRAGANTINI. Relatore di minoranza. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  MATTEO BRAGANTINI. Relatore di minoranza. Signor Presidente, durante la seduta d'Aula non si può fare il Comitato dei nove. Si deve interrompere l'Aula, anche perché cinque minuti, convocare tutti componenti del Comitato dei nove perché vi sono dei colleghi del PD, del MoVimento 5 Stelle che devono venire qua, come si è sempre fatto, e qua si svolge il Comitato dei nove cosiddetto «volante», ma l'Aula in quel momento è ferma, perché non si può fare in contemporanea sia l'Aula che il Comitato dei nove. Questa sì che sarebbe un'innovazione(Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord e Autonomie).

  PRESIDENTE. Accogliamo questa richiesta, e sospendiamo la seduta per cinque minuti.
  Sospendo la seduta.

  La seduta, sospesa alle 20,45, è ripresa alle 21,15.

  PRESIDENTE. Presidente Sisto, prego.

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. Signora Presidente, mi scuso per aver abusato della pazienza dell'Aula, ma il risultato potrebbe essere – diciamo così – compensativo di questa attesa, perché la riformulazione, che si è raggiunta nel Comitato dei nove, con il parere favorevole del Comitato, è la seguente per l'emendamento La Russa 1.84 e poi c’è il collega Giolitti che ha preannunciato...

  PRESIDENTE. Colleghi, per favore ! È difficile seguire ! Si sta ridando la riformulazione: per favore, un po’ di silenzio !

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. Limitatamente all'emendamento La Russa 1.84, per le ragioni che poi il collega Gitti espliciterà personalmente, la riformulazione concordata nel Comitato dei nove e concordata a maggioranza, con parere contrario solo del collega Bragantini e non so se anche del collega Pilozzi, è la seguente: al comma 22 sostituire le parole «in entrambe le Camere al 31 dicembre 2013» con le seguenti: «in almeno una delle due Camere, al primo gennaio 2014». Questa è la riformulazione (Applausi polemici dei deputati del gruppo Lega Nord e Autonomie).

  PRESIDENTE. Colleghi, per favore ! Va bene, questa è la riformulazione. Deputato La Russa, accetta la riformulazione ?

  IGNAZIO LA RUSSA, Relatore di minoranza. Signora Presidente, è la quarta riformulazione che accetto: accetto anche questa.

  GREGORIO GITTI. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  GREGORIO GITTI. Signora Presidente, vorrei solo informare lei e tramite lei l'Aula che il mio gruppo, Popolari per l'Italia, ha rinunciato ed ha ritirato il proprio emendamento. Ho sempre sottoscritto emendamenti che contenevano norme di carattere generale, quindi la riformulazione con riferimento ad una Pag. 115data specifica non era accettabile, quindi ho ritirato il mio emendamento Gitti 1.86.

  MATTEO BRAGANTINI, Relatore di minoranza. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  MATTEO BRAGANTINI, Relatore di minoranza. Signora Presidente, normalmente devo dare il parere, perché è stata proposta una riformulazione e vorrei anche spiegarlo in 30 secondi. Noi siamo contrari a questo emendamento, perché va a comprendere e ad essere di vantaggio solo per alcuni gruppi. Si doveva fare una norma generale e dunque c'erano due scelte: o dire «per tutti i partiti che si sono costituiti in gruppo dopo 45 giorni dal giorno delle elezioni» oppure dire «entro sei mesi dalla fine della legislatura». Allora, sarebbe stata una norma generale, invece questa è una porcata, l'ennesima porcata fatta a misura solo per alcuni gruppi ed alcuni partiti (Applausi dei deputati dei gruppi Lega Nord e Autonomie e Sinistra Ecologia Libertà).

  IGNAZIO LA RUSSA, Relatore di minoranza. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  IGNAZIO LA RUSSA, Relatore di minoranza. Signora Presidente, ribadisco il parere favorevole, dicendo che Fratelli d'Italia sarebbe rientrato in tutte le tipologie che ha appena detto Bragantini: qualunque tipologia che hai detto, noi ci saremmo rientrati e difatti spiace.

  NAZZARENO PILOZZI, Relatore di minoranza. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  NAZZARENO PILOZZI, Relatore di minoranza. Signora Presidente, per le motivazioni che avevo già detto prima in dichiarazione di voto il parere è contrario anche a questa riformulazione.

  PRESIDENTE. Il Governo ?

  MARIA ELENA BOSCHI, Ministro per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento. Signora Presidente, il parere del Governo è conforme a quello espresso dal Comitato dei nove.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Toninelli. Ne ha facoltà.

  DANILO TONINELLI. Signora Presidente, il MoVimento 5 Stelle rigetta al mittente e contesta completamente qualsiasi norma ad personam o a favore di gruppi parlamentari.
  Questa è una norma che è corretto, come ha appena fatto il collega Matteo Bragantini, definire porcata perché va ad aiutare – lui non ha fatto i nomi, io li faccio – Per l'Italia e Fratelli d'Italia, che sono due gruppi parlamentari che si sono costituiti successivamente all'inizio di questa legislatura e che potranno usufruire della possibilità di non raccogliere le firme nelle successive elezioni. È una norma fatta a favore di qualcuno in particolare. Noi contestiamo questo modo di fare leggi. È un modo antidemocratico (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto la deputata Giorgia Meloni. Ne ha facoltà.

  GIORGIA MELONI. Signor Presidente, solamente per segnalare sommessamente al collega Toninelli che non è corretto dire, quando un gruppo parlamentare o un partito politico si presentano alle elezioni e superano la soglia di sbarramento richiesta dalla legge elettorale per arrivare in Parlamento, che il gruppo si è costituito successivamente all'inizio della legislatura. C’è una differenza, lei comprende, tra il fatto di esentare eventualmente dei gruppi che si sono costituiti senza presentarsi di fronte agli italiani e presentarsi con il proprio simbolo alle elezioni, superare la soglia di sbarramento e, quindi, aver superato le regole che sono necessarie a non, Pag. 116successivamente, presentare le firme. Infatti, il principio della presentazione delle firme è un principio figlio del fatto che se i partiti sono presenti in Parlamento allora si parte dal presupposto che abbiano un consenso minimo per non dover ripetere la presentazione delle liste. Quando si ha una propria pattuglia presente in Parlamento, quell'elemento esiste. Colleghi, le abbiamo raccolte una volta le firme, le possiamo raccogliere un'altra, però attenzione da una parte a non fare le norme ad personam, dall'altra a non fare le norme contra personam perché anche questo sarebbe ingiusto (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato D'Ambrosio. Ne ha facoltà.

  GIUSEPPE D'AMBROSIO. Signor Presidente, tramite lei vorrei ricordare sommessamente alla collega Meloni che Fratelli d'Italia, innanzitutto non ha superato alcuna soglia di sbarramento, ma è entrata come miglior perdente e, secondo, il gruppo di Fratelli d'Italia si è formato in deroga a quello che è il Regolamento, difatti non ha nemmeno un numero sufficiente per formare un gruppo parlamentare (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Ed è colpa di tutta l'Aula e di questa maggioranza se si è formato un gruppo in deroga. Inoltre, altra cosa: sentivo proprio l'altro giorno il presidente del gruppo Fratelli d'Italia dire che il gruppo di Fratelli d'Italia è esteso in tutta Italia. Benissimo, affrontino le prossime elezioni raccogliendo in tutta Italia le firme necessarie per partecipare alla competizione elettorale (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Fedriga. Ne ha facoltà.

  MASSIMILIANO FEDRIGA. Signor Presidente, io non voglio entrare in polemica e non colpevolizzare, non parlare di norme ad personam, però veramente mi sfugge perché il relatore non abbia recepito il suggerimento, dato anche dall'onorevole Matteo Bragantini, ma anche da colleghi del Partito Democratico in Comitato dei nove, di inserire una norma che valesse per tutti ed è una norma giusta, ovvero il limite di costituire il gruppo entro sei mesi dall'indizione dei comizi elettorali. Era una norma che, quindi, non dava adito a norme ad personam, una norma generale e che andava a soddisfare anche le richieste dei presentatori dell'emendamento. Non riesco a comprendere perché bisogna mettere una data certa perché andiamo a svilire tutto il processo legislativo che stiamo approvando in una norma devo dire perlomeno molto contestata, per non dire molto in bilico dal punto di vista costituzionale. È una forzatura incomprensibile. Visto che l'invito precedente riguardo il mio intervento sull'ordine dei lavori, malgrado le prime intenzioni del presidente Sisto, è stato utile ad andare a rivedere i pareri e a portare un'altra riformulazione in quest'Aula, invito veramente a fare un'ulteriore riflessione perché forse guadagnare qualche minuto serve a fare una norma migliore.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Nuti. Ne ha facoltà.

  RICCARDO NUTI. Signor Presidente, ricostruisco l'accaduto per chi ci sta seguendo, quello che è capitato anche durante la sospensione. Si sta parlando dell'esonero dalla raccolta delle firme per candidarsi solamente per alcuni partiti, come ha detto il mio collega Toninelli in particolare Fratelli d'Italia e il partito Per l'Italia. Lo possiamo chiamare l'emendamento salumeria, Presidente. Sintetizzo così: «Voglio 150 grammi di prosciutto cotto». «Sono 250, che fa, lascio ?». Guardi, va bene, basta che dà anche due mozzarelle al partito Per l'Italia«. Ecco, vorrei affermare che questo Parlamento è il politicamente più disonesto della storia della Repubblica italiana (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

Pag. 117

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Andrea Romano. Ne ha facoltà.

  ANDREA ROMANO. Signor Presidente, le rubo un minuto, rubo un minuto all'attenzione dei colleghi per giustificare la libertà di voto che daremo ai nostri deputati di Scelta Civica per un motivo sostanziale. Il nostro è un partito nuovo, che si è costituito prima delle elezioni di febbraio e che si è dovuto cimentare con la raccolta delle firme: è stata una cosa molto impegnativa, lo sanno anche altri partiti che si sono affacciati come noi da nuovi soggetti alla politica. Secondo noi è giusto che questi criteri vengano rispettati anche in futuro. Quindi, però, senza dare un'imposizione o un'indicazione precisa ai nostri parlamentari di voto negativo, per questo motivo, riconoscendo molte perplessità su questo emendamento, daremo libertà di voto ai nostri deputati.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Buttiglione. Ne ha facoltà.

  ROCCO BUTTIGLIONE. Signora Presidente, onorevoli colleghi, mi sembra che, in linea di principio, ci siano due posizioni egualmente rispettabili: una posizione dice che le firme non le raccolgono quelle forze, le quali, già nelle precedenti elezioni, si sono presentate con il loro simbolo davanti al popolo italiano e hanno ottenuto rappresentanti; si suppone che esse abbiano una sufficiente rappresentanza. La seconda posizione, ugualmente rispettabile, è la seguente: in Parlamento si sciolgono i gruppi, si formano i gruppi; il Parlamento è sovrano in questa attività e, quindi, le firme non le raccolgono quei partiti che hanno un gruppo parlamentare costituito qualche mese prima delle elezioni. Tutte e due sono posizioni rispettabili. La seconda privilegia il Parlamento come luogo della sovranità popolare, la prima, invece, ritiene che questo ruolo del Parlamento vada in qualche modo limitato.

  PRESIDENTE. La invito a concludere.

  ROCCO BUTTIGLIONE. Quello che non si capisce, invece, è il fissare una data, la quale non è subito prima delle elezioni e non è neanche la data di prima costituzione dei gruppi. Dà il sospetto, effettivamente, che si vogliano favorire alcuni gruppi e sfavorirne altri.

  PRESIDENTE. Prendo atto che il deputato Gallinella, che aveva chiesto di parlare per dichiarazione di voto, vi rinunzia.

  GIANLUCA VACCA. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  GIANLUCA VACCA. Signor Presidente, intervengo per un richiamo al Regolamento, all'articolo 32 in particolare. Forse, sicuramente, la stanchezza ci porta un po’ ad abbassare la soglia di attenzione, ma non mi sembra di aver sentito dalla sua bocca: «la seduta è ripresa». Quindi, forse, stiamo discutendo così, magari, in via confidenziale (Commenti) ?

  PRESIDENTE. A me sembra di averlo detto che la seduta è ripresa.

  GIANLUCA VACCA. Io non l'ho sentito, aspettavo che lo dicesse. Infatti, lo aspettavo da un momento all'altro...

  PRESIDENTE. Mi sembra proprio che sì, che io lo abbia detto.

  GIANLUCA VACCA. Ha preso la parola il presidente Sisto e, poi, lei non l'ha detto (Commenti).

  PRESIDENTE. Va bene, ora controlleremo con il resoconto stenografico. In ogni caso, la seduta è in corso.
  Passiamo, dunque, ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Pag. 118La Russa 1.84, come riformulato, con il parere favorevole della Commissione, del Governo e del relatore di minoranza di Fratelli d'Italia e con il parere contrario dei relatori di minoranza di Sinistra Ecologia Libertà e Lega Nord e Autonomie.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Cassano, Paris, Bombassei, Alfreider, Busto, Sanga, Ginoble.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti  513   
   Votanti  501   
   Astenuti   12   
   Maggioranza  251   
    Hanno votato
 350    
    Hanno votato
no  151).    

  (La deputata Albanella ha segnalato di aver espresso voto contrario mentre avrebbe voluto esprimere voto favorevole).

  Avverto che i gruppi Per l'Italia e Sinistra Ecologia Libertà hanno esaurito i tempi aggiuntivi. La Presidenza si riserva di consentire ai deputati appartenenti a tali gruppi che ne facciano richiesta lo svolgimento di brevi interventi per dichiarare il proprio voto per non più di un minuto per gruppo.
  Dobbiamo procedere alla votazione dell'articolo 1.
  Passiamo ai voti.
  Avverto che la prossima votazione avrà luogo a scrutinio segreto.
  Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 1, nel testo emendato.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Lavagno, Giorgis...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti  507   
   Votanti  503   
   Astenuti    4   
   Maggioranza  252   
    Voti favorevoli  323    
    Voti contrari  180).    

  Passiamo alla votazione degli articoli aggiuntivi Attaguile 1.0305 e 1.0310.
  Invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. Signora Presidente, per quanto concerne l'articolo aggiuntivo Attaguile 1.0305, a pagina 164, il parere è favorevole ove accolta questa riformulazione.

  PRESIDENTE. Allora, quale riformulazione ?

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. Se vuole posso leggerla. Al suddetto emendamento sono soppresse le parole: «L'articolo 8 è abrogato». Tutto qui. «L'articolo 8 è abrogato», queste parole sono soppresse. Se il presentatore accetta questa riformulazione il parere è favorevole. Invece sull'articolo aggiuntivo Attaguile 1.0310, a pagina 164, il parere è contrario.

  PRESIDENTE. Sull'articolo aggiuntivo Attaguile 1.0305 chiedo al presentatore se sia d'accordo con la riformulazione.

  ANGELO ATTAGUILE. Sul secondo desidero intervenire.

  PRESIDENTE. Siamo al primo adesso.

  ANGELO ATTAGUILE. Accetto la riformulazione.

  PRESIDENTE. Il Governo ?

  MARIA ELENA BOSCHI, Ministro per le riforme costituzionali e per i rapporti con il Parlamento. Il parere è favorevole.

  PRESIDENTE. Relatore Bragantini ?

Pag. 119

  MATTEO BRAGANTINI, Relatore di minoranza. Il parere è favorevole.

  PRESIDENTE. Relatore Pilozzi ?

  NAZZARENO PILOZZI, Relatore di minoranza. Il parere è favorevole.

  PRESIDENTE. Relatore La Russa ?

  IGNAZIO LA RUSSA, Relatore di minoranza. Il parere è favorevole.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bragantini. Ne ha facoltà.

  MATTEO BRAGANTINI. Signora Presidente, vorrei illustrare questo emendamento. Questo emendamento va a togliere tutte quelle parti assurde che erano rimaste nel provvedimento, nella legge attuale, e probabilmente ce ne saranno altre. Ad esempio, abbiamo tolto finalmente il fatto che nei seggi ci debba essere una entrata separata per le donne: almeno questo dopo cinquant'anni siamo riusciti a toglierlo. Siamo riusciti a eliminare il fatto che la scheda elettorale debba essere piegata e inumidita la parte gommata e chiusa bene e staccata la parte tratteggiata con il simbolo. Tutte norme che erano ancora presenti nella legge, la legge che ci ha portato qui, perché ovviamente ogni volta che si parla di legge elettorale si guardano le cose più importanti ma non si sono mai sistemate queste. Dunque io ringrazio il relatore e il Governo per aver accolto almeno questo emendamento che ho presentato, che è andato a sanare delle situazioni direi assurde ancora presenti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Attaguile 1.0305, nel testo riformulato, con il parere favorevole della Commissione, del Governo e dei relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Venittelli, Di Benedetto, Iacono...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti e votanti  512   
   Maggioranza  257   
    Hanno votato
 511    
    Hanno votato
no    1).    

  Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo Attaguile 1.0310, pagina 164.
  Su questo articolo aggiuntivo io ho i seguenti pareri: parere contrario di Commissione e Governo, favorevole dei relatori di minoranza, Bragantini e Pilozzi, mentre il relatore di minoranza La Russa si rimette all'Assemblea. Mi confermate i pareri ? Sì. Bene.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Attaguile. Ne ha facoltà.

  ANGELO ATTAGUILE. Signor Presidente, io per un minuto desidero intervenire, per far presente a questa Camera dei deputati e ai colleghi che si è sempre detto, anzi, Renzi ha detto che bisogna diminuire i costi della politica. Allora, con questa norma transitoria si devono diminuire il numero dei parlamentari, dei deputati della Camera dei deputati per poi fare entrare in vigore la legge. Questo non fa altro che diminuire i costi della politica; è quello che abbiamo detto agli italiani e quello che gli italiani si aspettano, perché vogliono la diminuzione dei costi per i parlamentari (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord e Autonomie).

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Attaguile 1.0310.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Tidei...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

Pag. 120

   (Presenti  512   
   Votanti  481   
   Astenuti   31   
   Maggioranza  241   
    Hanno votato
 111    
    Hanno votato
no  370).    

(Stralcio dell'articolo 2 – A.C. 3-A ed abbinate)

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, ai sensi dell'articolo 86, comma 7, del Regolamento, chiedo di stralciare dal provvedimento l'articolo 2. Chiedo che questa proposta, favorevolmente valutata dal Comitato dei nove, sia sottoposta all'Assemblea.

  PRESIDENTE. Sulla proposta di stralciare l'articolo 2 dal provvedimento concederò la parola ai sensi dell'articolo 41, comma 1, del Regolamento, ad un oratore contro e ad uno favore, per non più di cinque minuti ciascuno.
  Chi chiede di parlare contro ? Onorevole Toninelli, prego.

  DANILO TONINELLI. Signor Presidente, sono anni che io ascolto questa frase, ovvero che serve una legge elettorale che garantisca un vincitore la sera stessa delle elezioni.
  È un mantra che è entrato nella mente degli italiani ed era entrato anche nella mia di mente, fintanto che ho aperto qualche libro e studiato. Ho capito che la governabilità, che voi dite essere data dal vincitore della sera stessa delle elezioni, è una stupidaggine, è una follia, è una balla colossale perché non dà nessuna governabilità un vincitore la sera stessa delle elezioni (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle), dà in mano ad un capo un Paese e un capo non rappresenta i cittadini, ma rappresenta la sua squadra che risponde a lui. Di conseguenza, voi cosa fate, detta questa premessa ? Addirittura fate l'esatto opposto perché, andando a stralciare l'articolo 2 che riguarda il Senato, lasciate in vita quel proporzionale con soglie alte che è uscito dalla sentenza della Corte costituzionale, la quale, grazie a Dio, ha battuto il Porcellum. Qual è la conseguenza ? Date il Paese alla totale ingovernabilità, al caos: una legge per la Camera, una legge per il Senato, due leggi completamente opposte. La prima alla Camera, un maggioritario puro con collegio unico nazionale, una legge al Senato un proporzionale puro: due maggioranze completamente diverse usciranno da questa legge, voi siete folli, voi siete scellerati (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare a favore, il deputato Giorgis. Ne ha facoltà.

  ANDREA GIORGIS. Signor Presidente, come hanno evidenziato quasi tutti i docenti auditi in Commissione e come da tempo sottolineano numerosi esperti, per scongiurare il rischio che in un assetto politico tendenzialmente tripolare dalle elezioni non emerga alcuna chiara e solida maggioranza di Governo, occorre innanzitutto superare il bicameralismo perfetto e prevedere che solo una Camera conferisca la fiducia al Governo. La riforma della legge elettorale, da sola, non è in grado di risolvere compiutamente le esigenze di rappresentatività e di governabilità. In questa prospettiva, per queste ragioni, per legare la riforma della legge elettorale a quella del Senato, abbiamo presentato un emendamento che sopprime l'articolo 2 e che, su richiesta del presidente, si è trasformato in una richiesta di stralcio. In questa stessa direzione, volta ad affrontare i limiti della previgente legge elettorale e i limiti dell'attuale forma di Governo, questa Camera nei giorni passati – e anche quest'oggi – occorre riconoscere non è sempre stata capace di operare. Il testo base, come ripete da giorni il suo stesso ideatore, il professor D'Alimonte, presenta infatti limiti ed incongruenze. In primo Pag. 121luogo, occorre evitare che vi sia una irragionevole e sproporzionata compressione delle esigenze della rappresentatività e dell'uguaglianza del voto. Correttivi alla trasformazione proporzionale dei voti in seggi sono ammissibili – ha sottolineato la Corte – ed anche desiderabili, aggiungiamo noi, se non si spingono però ad alterare in maniera eccessiva la composizione della rappresentanza democratica sulla quale si fonda l'intera architettura dell'ordinamento costituzionale. La proposta contenuta nel testo base muove da un impianto concettuale, da una scelta di politica istituzionale che si impernia sul premio di maggioranza alla coalizione vincente, una scelta che io personalmente non condivido perché in ultima analisi temo che non sia in grado di sostenere un processo di rilegittimazione dei corpi intermedi, né quindi di assicurare quella governabilità e quell'autonomia della sfera politica di cui il nostro Paese ha bisogno. Una scelta tuttavia che mi sento obbligato a sostenere e che sicuramente è compatibile con i principi costituzionali che la Corte ha indicato, a condizione però che sia attuata in maniera ragionevole, equilibrata. Da questo punto di vista è apprezzabile l'ipotesi del doppio turno, e proprio perché apprezzabile è opportuno che la soglia per l'accesso al premio non sia troppo bassa. Nel contempo, se si imbocca la strada del premio di maggioranza non bisogna eccedere con le soglie di sbarramento, altrimenti l'impianto complessivo risulta sbilanciato. Occorre infatti scongiurare il rischio che una forza politica al primo o al secondo turno consegua un numero di seggi sproporzionatamente elevato rispetto al consenso ottenuto, il che purtroppo è possibile se non si correggono le soglie di sbarramento e non si rivede il meccanismo che consente di computare fra i voti della coalizione utile a conquistare il premio anche quelli delle liste che non accedono alla ripartizione dei seggi. Analogamente debbono essere riconsiderate le soglie di sbarramento per le liste che non si presentano in coalizione.
  La seconda questione che la Camera non ha saputo affrontare riguarda il problema della scelta dei deputati da parte degli elettori: per chiudere definitivamente con la stagione del «Porcellum» occorre cercare in qualche misura di garantire ai cittadini una possibilità di scegliere i propri rappresentanti.
  La terza questione riguarda il problema della parità di genere, del come assicurare il pieno ed effettivo rispetto dell'articolo 51 della Costituzione, non solo da parte del PD ma da parte di ogni forza politica, come deve essere per i principi costituzionali.
  Tre questioni aperte alla quale se ne aggiungono altre minori come quella delle liste civetta o dei cosiddetti effetti flipper o della raccolta delle firme che nel prosieguo dell'iter parlamentare occorrerà affrontare e occorrerà affrontarle, voglio dirlo con chiarezza, non per ostacolare o per rallentare il processo delle riforme, sia chiaro, ma esattamente il contrario per garantirne il buon esito.
  Abbiamo di fronte una opportunità che non dobbiamo sprecare ed una responsabilità alla quale non possiamo sottrarci: fare una buona legge elettorale che non ripeta gli errori della legge appena dichiarata illegittima e fare una buona riforma costituzionale che contribuisca a ricostruire un rapporto di fiducia tra i cittadini. L'ottimo, si sa, specie in una democrazia pluralista è spesso nemico del bene e il bene in democrazia è il risultato di un compromesso e dunque di una sintesi per ragioni diverse.
  Tuttavia quando sono in gioco principi fondamentali come quello della democrazia, della rappresentanza democratica, occorre muovere dalla convinzione sino all'ultimo e anche contro le opposte evidenze dalla convinzione che faceva dire al Galileo di Brecht che solo i morti non si lasciano smuovere da un argomento valido.

  PRESIDENTE. Deve concludere.

  ANDREA GIORGIS. Sì, diceva Galileo, io credo alla dolce violenza che la ragione usa sugli uomini perché a lungo andare non le sanno resistere. Ecco come dobbiamo Pag. 122agire e come è sicuro che il PD cercherà nel prosieguo di agire. Come il Galileo che credeva fermamente nella forza degli argomenti e nella possibilità di persuadere anche i più riottosi (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Pongo in votazione, mediante procedimento elettronico senza registrazione di nomi, la proposta di stralciare l'articolo 2 del provvedimento.
  (È approvata).

  A seguito dell'approvazione della proposta di stralcio, l'articolo 2 del provvedimento sarà oggetto di un autonomo progetto di legge. In pratica il provvedimento si comporrà del solo articolo 1.

(Esame articoli aggiuntivi – A.C. 3-A ed abbinate)

  PRESIDENTE. Passiamo quindi agli articoli aggiuntivi che sono formalmente riferiti all'articolo 2 ma che, in quanto aventi un'autonoma portata normativa, possono essere esaminati in ogni caso come articoli aggiuntivi all'articolo 1 (Vedi l'Allegato A – A.C. 3-A). Quindi, Presidente Sisto direi di procedere con i pareri.

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Relatore per la maggioranza. La Commissione formula un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario sui seguenti articoli aggiuntivi: Migliore 2.03, Abrignani 2.04, Pisicchio 2.06, Di Lello 2.09, Fraccaro 2.07.
  La Commissione formula un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario, sugli articoli aggiuntivi Migliore 2.08, Fraccaro 2.010, Vargiu 2.0336, Marco Meloni 2.0333, Centemero 2.014 e 2.0330, Marco Meloni 2.0332, sugli identici articoli aggiuntivi Labriola 2.0401, Lauricella 2.0405 e Pilozzi 2.0406 e sugli articoli aggiuntivi Pisicchio 2.0402 e 2.0400 e infine Balduzzi 2.0503.

  PRESIDENTE. Il Governo ?

  MARIA ELENA BOSCHI, Ministro per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, il parere è conforme a quello espresso dal relatore per la maggioranza.

  PRESIDENTE. Onorevole Matteo Bragantini ?

  MATTEO BRAGANTINI, Relatore di minoranza. Signor Presidente, esprimo parere contrario sull'articolo aggiuntivo Migliore 2.03 mentre mi rimetto all'Aula sull'articolo aggiuntivo Abrignani 2.04. Esprimo parere favorevole sugli articoli aggiuntivi Pisicchio 2.06, Di Lello 2.09, Fraccaro 2.07 e Migliore 2.08, mentre esprimo parere contrario sugli articoli aggiuntivi Fraccaro 2.010, Vargiu 2.0336, Marco Meloni 2.0333, Centemero 2.014 e 2.0330, Marco Meloni 2.0332. Esprimo parere favorevole sugli identici articoli aggiuntivi Labriola 2.0401, Lauricella 2.0405 e Pilozzi 2.0406 e sugli articoli aggiuntivi Pisicchio 2.0402 e 2.0400, mentre sull'ultimo mi rimetto all'Aula.

  PRESIDENTE. Onorevole Pilozzi ?

  NAZZARENO PILOZZI, Relatore di minoranza. Signor Presidente, esprimo parere favorevole sull'articolo aggiuntivo Migliore 2.03, mentre mi rimetto all'Aula sull'articolo aggiuntivo Abrignani 2.04. Esprimo parere favorevole sugli articoli aggiuntivi Pisicchio 2.06 e Di Lello 2.09, mentre esprimo parere contrario sull'articolo aggiuntivo Fraccaro 2.07. Esprimo parere favorevole sull'articolo aggiuntivo Migliore 2.08, mentre esprimo parere contrario sull'articolo aggiuntivo Fraccaro 2.010. Il parere è favorevole sull'articolo aggiuntivo Vargiu 2.0336.
  Esprimo parere favorevole sull'articolo aggiuntivo Marco Meloni 2.0333.
  Mi rimetto all'Aula sugli articoli aggiuntivi Centemero 2.014 e 2.0330. Il parere è favorevole sull'articolo aggiuntivo Marco Meloni 2.0332.Pag. 123
  Signor Presidente, ritiro il mio articolo aggiuntivo 2.0406 dopo lo stralcio, mentre mi rimetto all'Aula sugli identici articoli aggiuntivi Labriola 2.0401 e Lauricella 2.0405.
  Infine, mi rimetto all'Aula sugli articoli aggiuntivi Pisicchio 2.0402 e 2.0400.

  PRESIDENTE. C’è anche l'articolo aggiuntivo Balduzzi 2.0503.

  NAZZARENO PILOZZI, Relatore di minoranza. Su questo articolo aggiuntivo mi rimetto all'Aula.

  PRESIDENTE. Quali sono i pareri del relatore di minoranza, onorevole La Russa ?

  IGNAZIO LA RUSSA, Relatore di minoranza. Signor Presidente, esprimo parere favorevole sugli articoli aggiuntivi Migliore 2.03, Abrignani 2.04, Pisicchio 2.06 e Di Lello 2.09. Il parere è contrario sull'articolo aggiuntivo Fraccaro 2.07 mentre è favorevole sull'articolo aggiuntivo Migliore 2.08.
  Esprimo parere contrario sull'articolo aggiuntivo Fraccaro 2.010, mentre mi rimetto all'Aula sugli articoli aggiuntivi Vargiu 2.0336, Marco Meloni 2.0333, Centemero 2.014 e 2.0330, Marco Meloni 2.0332. Sugli identici articoli aggiuntivi Labriola 2.0401, Lauricella 2.045 e Pilozzi 2.046 mi rimetto all'Aula.

  PRESIDENTE. L'articolo aggiuntivo Pilozzi 2.046 è stato ritirato.

  IGNAZIO LA RUSSA, Relatore di minoranza. Infine, esprimo parere favorevole sugli articoli aggiuntivi Pisicchio 2.0402 e 2.0400.

  PRESIDENTE. Anche lei deve esprimere il parere sul Balduzzi 2.0503.

  IGNAZIO LA RUSSA, Relatore di minoranza. Su questo esprimo parere contrario.

  MATTEO BRAGANTINI, Relatore di minoranza. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Poi devo fare una precisazione. Prego, onorevole Matteo Bragantini.

  MATTEO BRAGANTINI, Relatore di minoranza. Cambio parere sul Balduzzi 2.0503 ed esprimo parere favorevole.

  PRESIDENTE. Sull'ultimo, Sta bene. Mi pare che anche La Russa abbia cambiato parere. Quindi, anche l'onorevole La Russa esprime parere favorevole.

  GIANCARLO GIORGETTI. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  GIANCARLO GIORGETTI. Signor Presidente, intervengo sull'ordine dei lavori perché io francamente avevo sottovalutato la mole degli emendamenti che rimanevano. Le chiedo semplicemente – non le chiedo una risposta subito però –, date le proposte emendative mancanti, gli ordini del giorno che dovranno essere affrontati e poi le dichiarazioni di voto finale, che credo su un provvedimento del genere non possono essere risolte in pochi istanti, di valutare come potremmo proseguire i nostri lavori, tenuto conto anche del programma che ci siamo dati.

  PRESIDENTE. Infatti, mi ero data le 22 come orario per fare una valutazione insieme a voi, perché mi sembra quasi evidente che difficilmente stasera riusciremo a finire.

  ETTORE ROSATO. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  ETTORE ROSATO. Signor Presidente, prendendo spunto dalle cose che diceva il presidente Giorgetti, mi sembra di poterle dire che tutti i gruppi sarebbero orientati a chiederle di fissare per domani mattina, alle 9,30, la seduta, con le dichiarazioni di Pag. 124voto, possibilmente costruendo le condizioni per una diretta televisiva, in maniera da potere concludere oggi tutta la parte relativa agli emendamenti e agli ordini del giorno e rimandando a domani mattina le dichiarazioni di voto.

  PRESIDENTE. Gli altri gruppi quindi mi ha detto che sono stati previamente consultati. Se qualcuno mi dà un riscontro magari. Dellai, prego.

  LORENZO DELLAI. Favorevole.

  PRESIDENTE. D'Ambrosio è favorevole. Annuisce mi pare, no ?

  GIUSEPPE D'AMBROSIO. Favorevole, Presidente.

  PRESIDENTE. Prendo atto che i deputati Rabino, Giorgetti, Palese, Meloni, De Girolamo e Migliore sono d'accordo.

  ROCCO PALESE. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  ROCCO PALESE. Signor Presidente, noi siamo d'accordo, ma vorrei ribadire ancora una volta che il nostro assenso è limitato a che domani mattina alle 9,30 ci sia la diretta, o comunque anche in assenza di diretta, con le dichiarazioni di voto e il voto finale. Tutto il resto va chiuso questa sera in maniera assoluta (Commenti).

  PRESIDENTE. Calma, calma. Il deputato Pisicchio annuisce, va bene anche per lui. Quindi, se siamo tutti d'accordo su questa tabella di marcia, procediamo.
  Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo Migliore 2.03, con il parere contrario della Commissione, del Governo e del relatore Matteo Bragantini, con il parere favorevole dei relatori Pilozzi e La Russa.
  Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Migliore 2.03.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Lavagno...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  498   
   Votanti  496   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  249   
    Hanno votato
 129    
    Hanno votato
no  367).    

  Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo Abrignani 2.04.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Abrignani. Ne ha facoltà.

  IGNAZIO ABRIGNANI. Signor Presidente, pur ritenendo questo un articolo aggiuntivo di buon senso, perché serviva semplicemente a far partecipare maggiormente i cittadini al processo elettorale, perché sarà capitato a tutti qualcuno che sotto elezioni chiedeva, come parente, come figlio, come amico, di poter fare lo scrutatore... Bene, questo è impossibile, veniva detto, perché dovevi iscriverti entro novembre dell'anno prima. Semplicemente questo articolo aggiuntivo dava la possibilità, da quando si indicevano le elezioni, per dieci giorni di riaprire questo termine. Io dico alla Ministra, che adesso è un attimo distratta, che ritiro l'articolo aggiuntivo e che presenterò un ordine del giorno, perché continuo a credere in questo articolo aggiuntivo, perché lo ritengo assolutamente utile al processo elettorale. Per cui lo ritiro.

  PRESIDENTE. D'accordo, allora ritira l'articolo aggiuntivo, quindi andiamo avanti. Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo Pisicchio 2.06, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole dei tre relatori di minoranza.Pag. 125
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Tabacci. Ne ha facoltà.

  BRUNO TABACCI. Signor Presidente, semplicemente per rilevare l'inopportunità che, di fronte ad una legge così importante, come quella elettorale, si voglia prescindere dall'occasione di definire la problematica relativa al conflitto di interessi nei confronti di detentori di servizio, di rapporti con la pubblica amministrazione. Ora, non si può dire che questo lo facciamo in un'altra sede.
  Anche perché la legge del 1957, che finora presiedeva alla regolamentazione di questi rapporti, si dice possa essere stata superata dalle trasformazioni che sono intervenute nell'ambito dei servizi in concessione. Ora se, di fronte alla nuova legge elettorale, si pensa di lasciare questo buco, di lasciarlo insoluto, vuol dire che abbiamo voglia di farci male, perché è chiaro che al di là del riferimento a casi specifici, bisogna definire una norma di carattere generale. Chi ha rapporti con il comune non può candidarsi al consiglio comunale; la stessa cosa, per logica, dovrebbe far riferimento al Parlamento.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Migliore. Ne ha facoltà.

  GENNARO MIGLIORE. Signora Presidente, vorrei fare un appello che ho già rivolto a quest'Aula per considerare fondata la necessità di introdurre il conflitto di interessi in questa normativa. Avendo votato l'articolo 1, questo testo è stato messo in sicurezza e l'accordo non ha mai previsto esplicitamente l'esclusione del conflitto di interessi.
  Peraltro, siccome ho ascoltato in quest'Aula e fuori, considerazioni che dicevano che tutto ciò sarebbe stato esaminato in un'altra sede, con un'altra normativa specifica, vorrei ricordare a tutte e a tutti che questa eventuale normativa specifica ulteriore dovrebbe necessariamente poi intervenire anche sul testo della legge elettorale, modificando le norme sull'eleggibilità. Chiedo, quindi, sinceramente a tutti voi d'introdurre il conflitto di interessi. Non potrò parlare sul mio articolo aggiuntivo, ma dichiaro il voto favorevole su questo e su quello che porta la mia firma.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Matteo Bragantini. Ne ha facoltà.

  MATTEO BRAGANTINI. Signor Presidente, faccio una dichiarazione di voto per questo articolo aggiuntivo Pisicchio 2.06 e per i successivi Di Lello 2.09, Fraccaro 2.07 e Migliore 2.08, perché quando mi si dice che non è questo il momento di affrontare il conflitto di interessi tutto ciò mi fa semplicemente sorridere, per non dire piangere. Si parla del conflitto di interessi, dell'ineleggibilità, dell’ incompatibilità, quando si fa la legge elettorale, quindi, questo è il momento. Ci sono vari emendamenti alcuni restrittivi, altri di manica più larga che però prevedono ed hanno una indicazione molto chiara. Se il Partito Democratico da vent'anni dice che bisogna risolvere il conflitto di interesse, questo è il momento giusto. Per questo chiedo a tutti colleghi di poter votare ed affrontare questi articoli aggiuntivi, perché questo è il momento non vi sarà un altro provvedimento, se non nel 2018 o nel 2020.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Ermini. Ne ha facoltà.

  DAVID ERMINI. Signor Presidente, molto velocemente parlerò sia per l'articolo aggiuntivo Pisicchio 2.06 che per i successivi Di Lello 2.09 e Fraccaro 2.07. Farò soltanto questo brevissimo intervento per confermare la posizione del Partito Democratico che è assolutamente favorevole a risolvere il problema del conflitto di interessi. Però devo dire anche che sotto l'aspetto di merito degli articoli aggiuntivi si avrebbe bisogno di maggiore attenzione e proprio per questo, perché non sia un intervento esclusivamente limitato alla legge elettorale, al ruolo, allo status di parlamentare, ma perché il conflitto di Pag. 126interessi possa riguardare tutti quelli che sono i ruoli elettivi in tutte le istituzioni, e non soltanto elettivi, è giusto affrontare l'argomento con una norma organica. Non credo neanche che sia impossibile poi eventualmente intervenire, naturalmente sullo status di parlamentare. Dico soltanto che ci sono sicuramente delle parti molto interessanti e da condividere su tutti gli articoli aggiuntivi, ma obiettivamente quello che mi pone qualche dubbio sotto l'aspetto di merito è quando si creano delle presunzioni assolute in relazione ai gradi di parentela. Credo che ridursi ad avere delle presunzioni assolute sul fatto che vi siano dei parenti entro il quarto grado sia poco garantista, prima di tutto, ma soprattutto di difficile accertamento.
  E queste norme che si vedono scritte qui, probabilmente e anche facilmente, sarebbero aggirabili. Allora, io ritengo che – e lo dico come già l'altra volta alcuni compagni e amici del gruppo hanno riferito – noi affronteremo certamente il problema della ineleggibilità, della incandidabilità e del conflitto di interessi, che – vorrei sottolineare – sono cose leggermente diverse e non voglio qui insegnare nulla a nessuno, perché ci sono bravi parlamentari, molto più bravi di me, che sanno distinguere una ineleggibilità dal conflitto di interessi.
  Io credo che su questo aspetto noi dobbiamo intervenire seriamente. Non è vero che lo faremo fra tanti anni. Abbiamo dimostrato che noi in pochi mesi siamo in grado di fare tante cose e credo che anche nei prossimi giorni ne vedrete delle belle, perché credo che il meglio debba ancora venire (Commenti dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gigli. Ne ha facoltà.

  GIAN LUIGI GIGLI. Signor Presidente, intervengo solo per annunciare che il nostro gruppo, in analogia a votazioni che erano state fatte in precedenza, voterà a favore di tutte le proposte emendative presentate sul conflitto di interessi, nella convinzione che questo sia il momento per farlo e che la legge elettorale sia il luogo più adatto per farlo. Ogni ulteriore rinvio è pretestuoso e lascia il dubbio di un conflitto di interessi.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Palazzotto. Ne ha facoltà.

  ERASMO PALAZZOTTO. Signor Presidente, io capisco dalla discussione su questa legge elettorale che non è mai il momento giusto per affrontare i problemi reali di questo Paese. E prendo atto in quest'Aula purtroppo che il Partito Democratico ci dice che ha a cuore il tema della parità di genere, ma che non è così e qui è ora che si deve affrontare. Ci dice che le preferenze – e lo dice da otto anni – sono un fatto di civiltà e di pulizia politica, eppure oggi non ha avuto il coraggio di approvare e di mettere le preferenze in questa legge elettorale. E ora che arriviamo al conflitto di interessi, che è vent'anni che rovina la politica in questo Paese, non avete il coraggio di affrontarlo e si dice che sarà un altro il momento. Bene, finora, mi dispiace, ma non abbiamo visto delle «belle», abbiamo visto ben poco e purtroppo di brutto (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Scotto. Ne ha facoltà.

  ARTURO SCOTTO. Signor Presidente, c’è qualcuno che è arrivato a Palazzo Chigi coltivando il mito della velocità e, invece, oggi decelera e pone il tema dell'eterno rinvio. Ha criticato il Governo precedente e, invece, è il primo a produrre rinvii continui, a partire da una norma fondamentale come il conflitto di interessi (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Franco Bordo. Ne ha facoltà.

Pag. 127

  FRANCO BORDO. A un consigliere comunale, a un assessore comunale, a un consigliere regionale, a un assessore regionale chiediamo giustamente e prevediamo con la legge che non abbia un conflitto di interessi con le proprie attività, con la propria famiglia e via dicendo. Per il Parlamento perché no ? Perché stiamo aspettando da vent'anni – e dico vent'anni non a caso – una legge sul conflitto di interessi ? I fuochi d'artificio da parte del PD non ce li aspettiamo più (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Melilla. Ne ha facoltà.

  GIANNI MELILLA. Signora Presidente, per tanti anni si è rimproverato a Romano Prodi, a Massimo D'Alema, a Walter Veltroni, ai massimi dirigenti del centrosinistra di non aver voluto affrontare questo tema del conflitto di interessi. Spesso chi parla ha, invece, difeso questi dirigenti del centrosinistra. Oggi, dinnanzi allo spettacolo pietoso che stiamo dando non affrontando questa problematica del conflitto di interessi, mi pongo la domanda: forse anche in passato si è fatto allo stesso modo e si sono ingannati tanti elettori del centrosinistra, come il sottoscritto, con delle favolette che non stanno in piedi ?

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Capelli. Ne ha facoltà.

  ROBERTO CAPELLI. Non è mai il momento, non è mai il momento e con mille alchimie, con mille trucchi si sono sempre rinviate decisioni importanti.
  Noi stiamo parlando qui di conflitti di interesse e di chi fa affari con lo Stato e siede nei banchi di questo Parlamento o è stato alla guida del nostro Governo, così come tanti si sono succeduti al Senato e al Parlamento italiano. Dispiace prendere nota che questo tipo di argomentazioni siano affidate, da qualche gruppo, a dei giovani, dei giovani che mostrano, con le loro argomentazioni, di essere già vecchi, di essere nati vecchi e non devono dimenticare, comunque, che anche quei granelli di sabbia che sono stati calpestati da questa legge ...

  PRESIDENTE. Concluda.

  ROBERTO CAPELLI. ... e che voi calpestate non accettando la normativa sul conflitto di interessi potrebbero far deragliare il treno in corsa.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Sannicandro. Ne ha facoltà.

  ARCANGELO SANNICANDRO. Signora Presidente, intervengo semplicemente per ricordare che non c’è luogo e momento migliore per definire le condizioni di eleggibilità. È veramente bislacca la teoria che bisogna farlo in un altro momento. Faccio presente che il testo unico del 1957, che noi tra l'altro stiamo modificando, prevede appunto delle norme relative a questa stessa questione. Si tratta semplicemente di aggiornarlo ai tempi di oggi. Ora mi pare che nulla di più appropriato è provvedere in questo momento (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto a titolo personale il deputato Fava. Ne ha facoltà.

  CLAUDIO FAVA. Signora Presidente, vorrei sommessamente ricordare a quest'Aula ed agli amici del Partito Democratico che il tema del conflitto d'interessi era tra i punti qualificanti del progetto di Governo condiviso «Italia bene comune». Io capisco che non ci sono più, per il Partito Democratico, le condizioni per pretendere che questo punto del programma oggi possa essere realizzato, ma questo si dica con serenità e con onestà. Non si sommerga questa verità dietro ad un fuoco di artificio che si conclude con quelle parole che sono un epitaffio per questa Pag. 128legge elettorale: «ne vedrete delle belle» (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto a titolo personale il deputato Boccadutri. Ne ha facoltà.

  SERGIO BOCCADUTRI. Signora Presidente, a me dispiace che la difesa contro questo emendamento venga da questa parte dell'aula. Mi dispiace perché un giovane leader ambizioso ha detto, qualche mese fa, che il volto peggiore della sinistra è quello che non ha risolto il conflitto di interesse. Perché la difendete voi questa cosa ? Non lo capisco, davvero non lo capisco (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà) !

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto a titolo personale il deputato Piras. Ne ha facoltà.

  MICHELE PIRAS. Signora Presidente, in attesa di vederne delle belle ne stiamo vedendo delle orribili, anche nella discussione di quest'Aula. Io resto anche sconcertato, perché ho sentito, a riguardo delle preferenze, teorie molto strane sul favore che si farebbe ad un processo corruttivo, alla clientela e via dicendo. Che cos’è il conflitto d'interesse, se non un principio della corruzione ? Che cos’è il conflitto d'interesse se non il rischio che si facciano o si compiano scelte private, invece che lavorare per l'interesse pubblico ? Il tempo non è domani: il tempo è qui e adesso e chi non lo fa si assume questa responsabilità (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto a titolo personale il deputato Lavagno. Ne ha facoltà.

  FABIO LAVAGNO. Signora Presidente, è veramente incomprensibile che la difesa del conflitto d'interesse stia al PD, quel Partito Democratico con cui abbiamo condotto una campagna elettorale comune e in cui abbiamo posto alcuni paletti, alcuni paletti che sono stati tutti disattesi nella discussione di questa legge elettorale: le preferenze, l'eliminazione delle liste bloccate, la parità di genere, il conflitto d'interessi oggi. Quindi invece di averne viste delle belle, in realtà abbiamo visto delle gran balle su questa legge elettorale: le gran balle raccontate ai nostri elettori (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà). E nel momento in cui la politica ha una difficoltà di fiducia nei confronti degli elettori questo non è un bene, non è un bene per i nostri elettori di centrosinistra e non è un bene per l'Italia (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà) !

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Crippa. Ne ha facoltà.

  DAVIDE CRIPPA. Signora Presidente, abbiamo appreso che non è mai il momento di iniziare a fare delle riforme chiare e nette. Vi siete impegnati mostrando i vari braccialetti in ogni dove, portandoli ovunque e additando chi non aveva preso quegli impegni di non essere d'accordo con questa linea. In realtà state tradendo quello che era quell'impegno preso e le vostre promesse, anche se fatte da una parte giovane del vostro partito, non lasciano altro che, ovviamente, un'aria di incertezza totale.
  Io sono a ricordare ai colleghi di SEL, che oggi mi sembrano indignati verso i loro compagni di merende in ogni regione, in ogni coalizione di centrosinistra, che li sto aspettando per vedere cosa faranno alle elezioni regionali del Piemonte (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle), se andranno con questa gente qua che finge di fare e di dire che servono le preferenze e le toglie, la parità di genere e si rifiuta di farla e, in ultimo, sul conflitto di interessi dice che ci faranno una magnifica sorpresa. Voi con questa gente andate a braccetto. Cercate di togliervi il più in fretta possibile altrimenti, ovviamente, la nostra uniformità di pensiero si estende a macchia d'olio.
  Quello che volevo dire nel merito della questione è questo: immaginare che voi del Pag. 129Partito Democratico parlerete di conflitto di interessi è qualcosa che mi lascia veramente sbalordito, anche perché se avete permesso, all'interno delle vostre fila, di candidare Matteo Colaninno, in qualche modo ciò deve far riflettere. Chi è Matteo Colaninno lo sappiamo tutti e le sue influenze con Alitalia. Vorrei anche ricordare Intermarine, società del gruppo IMMSI di Colaninno che in qualche modo ha dei rapporti molto netti con il Ministero della difesa. Perché ? Perché fa produzioni navali da difesa. Allora, se la produzione navale da difesa ovviamente deve riguardare una questione di un'attività produttiva, chi è il destinatario di questa attività ? Sicuramente non attività criminali e illecite. L'unico destinatario può essere lo Stato e, quindi, il Ministero della difesa. E in effetti risulta che Intermarine abbia rapporti con il Ministero della difesa, anche finlandese, e il Ministero della difesa italiano. Ma voi questo conflitto di interessi non lo vedete. Non lo vedete perché ce l'avete dentro di voi questo conflitto di interessi. È una vergogna (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) !
  Ricordiamo altro, sempre dello stesso soggetto, perché, ovviamente, non ci si può limitare ad una situazione in quanto sarebbe considerata un'eccezione. Andiamo oltre e parliamo anche dei suoi contratti con Piaggio. Nella Piaggio ovviamente ha contratti – 30 milioni di euro, bruscolini – di appalto per quello che riguarda cicli e motocicli dati a Poste Italiane. Ovviamente Poste non è controllata in nessun modo dallo Stato italiano, vero (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) ? Non c’è nessuna potenza e potere di influenza di questo Parlamento sulle Poste e sul fatto che le stesse Poste, si vociferava, dovessero salvare il sedere ad Alitalia entrando, quindi, a salvare lo stesso Colaninno in quanto proprietario di quote. Tutto ciò ovviamente a cascata perché qui niente viene mai fatto alla luce del sole, diretto, perché ci sono sempre quattro società prima di arrivare a capire il soggetto finale. Allora, io di voi non mi fido e non ci crederò mai...

  PRESIDENTE. Si rivolga a me, si rivolga a me.

  DAVIDE CRIPPA. ... che riuscirete a risolvere il conflitto di interessi (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Manlio Di Stefano. Ne ha facoltà.

  MANLIO DI STEFANO. Signor Presidente, io faccio soltanto una precisazione al collega di SEL che continua a dire da una serata intera: «non lo capisco, non lo capisco». C’è solo una cosa che dovete capire e dovete capirla soprattutto per il rispetto che dovete ai vostri elettori che con loro vi vedono andare a elezioni costantemente per poi passare all'opposizione, ossia che il PD, insieme a voi, perché siete entrati insieme al Parlamento, e insieme agli altri partiti in quest'Aula, tranne il MoVimento 5 Stelle, stanno prendendo per il culo il popolo italiano. Questo dovete capire.

  PRESIDENTE. Usi un linguaggio più consono !

  MANLIO DI STEFANO. Da sempre. Questo dovete capire.

  PRESIDENTE. Per favore, onorevole Di Stefano ! Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, la deputata Nardi. Ne ha facoltà.

  MARTINA NARDI. Signor Presidente, sì, onorevole Crippa, noi siamo indignati, siamo arrabbiati perché noi ci battiamo costantemente in ogni luogo e anche qua per ricostruire il centrosinistra. E siamo arrabbiati e siamo indignati con questa legge elettorale perché non costruisce ponti verso il centrosinistra, ma apre varchi e questo ci indigna, ci preoccupa. Io mi rivolgo ai deputati e alle deputate con cui ho condiviso una campagna elettorale perché ci siamo presi degli impegni. Ce li Pag. 130siamo presi insieme, abbiamo indossato insieme quei braccialetti bianchi e li abbiamo sventolati al mondo. Oggi è il momento di dare seguito a quei braccialetti. Rispettiamo quegli impegni (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, la deputata Mucci. Ne ha facoltà.

  MARA MUCCI. Signor Presidente, stiamo parlando di conflitto d'interessi: io vorrei capire perché non è il momento di legiferare sul conflitto d'interessi, ma è il momento di fare una nuova legge elettorale, nonostante quello che ci ha lasciato in eredità la Corte costituzionale. Io mi chiedo: abbiamo un decreto del Presidente della Repubblica del 1957 che, all'articolo 10, parla di ineleggibilità, ma, evidentemente, non riusciamo a mantenere, non riusciamo a legiferare in base a questo decreto del Presidente della Repubblica dalla X legislatura in avanti. Questo è un tema trasversale che attraversa tutte le forze politiche, è un tema trasversale per gli elettori, ma, soprattutto, per il Partito Democratico che, da vent'anni, dice che vuole legiferare contro il conflitto d'interessi (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Fico. Ne ha facoltà.

  ROBERTO FICO. Signor Presidente, sembra sempre che rispondo al deputato di SEL, però sempre al collega che ha parlato precedentemente volevo dire che, se devono costruire il centrosinistra che dà l'acqua in gestione ai privati o tramite Spa pubbliche, che gestisce i rifiuti con discariche o inceneritori, che non fa un piano energetico nazionale, che ha aumentato i costi della politica, in vent'anni, in maniera obbrobriosa, o che continua a prendere rimborsi elettorali, personalmente, spero che questo centrosinistra sia morto definitivamente (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Pisicchio 2.06.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Murer, Garavini, Moretti, Berlinghieri, Turco, Gasparini, Cardini, Berretta, Toninelli. Ci siamo ?
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  478   
   Votanti  467   
   Astenuti   11   
   Maggioranza  234   
    Hanno votato
 151    
    Hanno votato
no  316).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Di Lello 2.09, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole dei tre relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Simoni, Nicchi, Crippa, Tartaglione, Dellai, Gasparini. Crippa non riesca ancora a votare: se possono andare ad assisterlo. Sta andando il tecnico. Ha votato.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  475   
   Votanti  466   
   Astenuti    9   
   Maggioranza  234   
    Hanno votato
 151    
    Hanno votato
no  315).    

  Passiamo all'articolo aggiuntivo Fraccaro 2.07 (alle pagine 263-265), sul quale vi è il parere contrario della Commissione, del Governo, dei relatori di minoranza di Sinistra Ecologia Libertà e Fratelli d'Italia Pag. 131e con il parere favorevole del relatore di minoranza della Lega Nord e Autonomie.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fraccaro. Ne ha facoltà.

  RICCARDO FRACCARO. Signor Presidente, colleghi, abbiamo già avuto modo di esporre l'enorme criticità di questo provvedimento sul piano politico, istituzionale e democratico.
  Abbiamo illustrato ampiamente i danni che questa controriforma della legge elettorale rischia di causare al Paese per tutto ciò che di negativo comporta in termini di rappresentanza, partecipazione dei cittadini, equilibrio tra le forze politiche e rispetto delle norme di rango costituzionale. Il Pregiudicatellum, nato dal patto dei condannati Renzi e Berlusconi, è composto da tanti elementi di illegittimità che, messi insieme, ne fanno un autentico mostro politico e giuridico.
  La principale anomalia di questa sottospecie di legge è però rappresentata non dagli orrori che prevede, ma dagli elementi di civiltà che non prevede, come ad esempio, per esempio, l'introduzione di norme sul conflitto di interesse. Da questo punto di vista il nome più idoneo per la legge elettorale di Renzi è Forzaitalicum, perché ancora una volta la cosiddetta sinistra ce la mette tutta, ma proprio tutta, per resuscitare il pregiudicato e tutelare i suoi affari privati. La confessione di Violante in quest'Aula è la prova lampante dell'inciucio perpetuo con Berlusconi, oltre a tutte le leggi ad personam che il PD non ha mai neppure sfiorato; anzi, la corrispondenza di amorosi sensi fra Renzi e il pregiudicato dimostra in pieno la profonda sintonia sul tema. D'altra parte il Partito Democratico è un campione nel settore del conflitto di interessi, avendo portato in Parlamento una mandria di onorevoli deputati ai propri affari privati (Proteste dei deputati del gruppo Partito Democratico – Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Onorevole Fraccaro, per favore cerchi di non...

  RICCARDO FRACCARO. Vado avanti, Presidente; ed essendo legati a doppio filo al sistema bancario e alle cooperative rosse, sull'area centrista che c'entra sempre, quella di Monti, Caltagirone, Montezemolo, stendiamo un velo pietoso. È per questo evidente che una vera disciplina del conflitto di interesse non può essere prodotta dai partiti di centro, di destra e di sinistra che lo hanno alimentato per vent'anni. Le ripercussioni per il Paese in termini politici, istituzionali, economici e morali sono davvero incalcolabili come i danni dopo un devastante terremoto e le macerie sono sotto gli occhi di tutti, purtroppo. Le piccole e medie imprese, gli investitori esteri, lo sviluppo economico e il mercato del lavoro sono penalizzati fortemente dalla politica che agisce per fini personali e non per il bene collettivo. È necessario sanare questo vulnus che sta atrofizzando il tessuto produttivo del Paese.
  Per fortuna però, ora, ci sono i Ministri Guidi e Poletti, e siamo in una botte di ferro. Il sottosegretario Delrio, in vena di battute ha parlato della necessità di una legge sul conflitto di interessi, ma fa parte, evidentemente a sua insaputa, di un Esecutivo scolpito sul Berlusconismo, a partire dall'accordo sul Forzaitalicum e le riforme costituzionali, dalle logiche clientelari che ne governano la linea politica e dalle mastodontiche incompatibilità dei suddetti ministri. Abbiamo già presentato un disegno di legge per rendere incompatibili la carica di Ministro del lavoro con il ruolo di ras delle cooperative che si dividono gli appalti dell'Expo e i progetti del TAV, oppure la funzione di Ministro dello sviluppo con gli interessi industriali delle aziende di famiglia.
  I casi di Poletti e Guidi, i Ministri della Legacoop e della Ducati, sono l'emblema di questo esecutivo posto a rappresentanza dei comitati d'affari, delle cricche, delle lobby che manovrano nei bassifondi delle istituzioni per garantirsi tornaconti economici e finanziari ai danni del bene collettivo. Delrio pensa di cavarsela, dicendo che si occuperà direttamente Renzi dei dossier che hanno potenziali conflitti Pag. 132di interessi e infatti chiederà consiglio al suo «puparo» De Benedetti a cui già ha regalato un maxi condono, complimenti. La stessa nascita del suo Governo è stata possibile solo grazie alle garanzie ricevute da Berlusconi sulla tutela delle proprie aziende e in materia di giustizia.

  PRESIDENTE. Deputato Fraccaro, concluda.

  RICCARDO FRACCARO. Con le norme del MoVimento 5 Stelle sul conflitto di interessi smaschereremo questo Governo, questo Governo che si regge sugli interessi privati e sul conflitto di interessi, e servirà proprio a garantire il conflitto di interessi che non toccherete mai.
  Altro che rottamazione ! Io penso che l'unica cosa che Renzi debba fare è andare dallo sfasciacarrozze (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto la deputata Lenzi. Ne ha facoltà.

  DONATA LENZI. Signor Presidente, vorrei leggervi l'articolo 2 di una legge molto vecchia, la n. 60 del 1953. Allora avevano la grande capacità di scrivere in poche righe i concetti, noi invece abbiamo bisogno di tre pagine per esprimere la stessa cosa. In esso si dice: «(...) i membri del Parlamento non possono ricoprire cariche, né esercitare funzioni di amministratore, presidente, liquidatore, sindaco o revisore, direttore generale o centrale, consulente legale o amministrativo con prestazioni di carattere permanente, in associazioni o enti che gestiscano servizi di qualunque genere per conto dello Stato o della pubblica Amministrazione, o ai quali lo Stato contribuisca in via ordinaria, direttamente o indirettamente».
  Questa è legge, la legge che adesso vorremmo riprodurre con tutti questi emendamenti. Perché questa legge non ha funzionato nel modo in cui i legislatori volevano funzionasse ? Perché l'organo che decide di questa incompatibilità è la Giunta delle elezioni della Camera o del Senato. Tutte queste proposte emendative riproducono esattamente questo difetto, e pretendono di presentarsi come nuovi, risolutivi, il conflitto di interesse non c’è più ! Ripetono lo stesso difetto (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico) ! Ma c’è di più. Questa norma a volte ha funzionato. Nella legislatura precedente, nonostante per tre anni su cinque noi siamo stati minoranza, quella Giunta ha costretto ad optare quasi 300 parlamentari. Questa Giunta, che è presieduta da un membro della minoranza, perché è un organo di garanzia e quindi va presieduta dalle minoranze, quanti ne ha costretti a scegliere, finora, di vari sindaci, assessori, membri di consigli di amministrazione (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico) ?
  Allora, noi vorremmo risolvere – penso, tra l'altro, alle proposte emendative, anche interessati, presentati dall'onorevole Pisicchio, che della Giunta è stato vicepresidente, e di quelle dei componenti di SEL – il problema del superamento del discredito della classe politica nel tema del conflitto di interessi affidandolo alla classe politica, e questa sarebbe la soluzione.
  Ma c’è di più. Non affrontiamo il tema del Governo, con queste proposte emendative. Inoltre, con quest'ultima – e su questa ho voluto intervenire – ci si riferisce chiaramente a qualsiasi tipo di impiego o lavoro pubblico o privato, e nello stesso tempo si prevede il limite dei due mandati. Bisogna che ci mettiamo d'accordo: o uno nella vita fa politica e si impegna e a quello dedica tutta la sua vita, lavorativa o meno, oppure vi dedica un periodo limitato. È una discussione che noi abbiamo avuto per moltissimo tempo, e noi abbiamo il tetto dei tre mandati e così via. Bene, questo che dovrebbe dedicare due mandati, dieci anni della sua vita, ai lavori parlamentari, non deve avere nulla: esperienza di nulla, possibilmente un disoccupato, un impiegato che possa lasciare il lavoro, non può avere fatto gestione di impresa e non può essersi occupato di responsabilità in grandi organizzazioni. A quello che ha esperienza, competenza e professionalità diciamo di Pag. 133stare fuori, e a tutti gli altri diciamo di venire dentro. L'esito è: cattive leggi, cattiva legislazione, impossibilità di decidere (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico, Forza Italia – Il Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente e Scelta Civica per l'Italia).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Pilozzi. Ne ha facoltà.

  NAZZARENO PILOZZI. Signor Presidente, io volevo spiegare il perché del voto contrario a questa proposta emendativa.
  Sono stato anticipato dalla collega del Partito Democratico ma io veramente condivido dal punto 4 al punto 12 di questo emendamento, ma non capisco quanto si scrive al punto 3: il mandato parlamentare è incompatibile con qualsiasi tipo di impiego o lavoro pubblico e privato. Dopodiché si scrive pure: «i dipendenti pubblici e privati sono collocati in aspettativa non retribuita, con decorrenza dal giorno del giuramento (...)» ma non si capisce se si tratta del giuramento del dipendente pubblico, che esiste, o del giuramento del parlamentare, che non esiste. Quindi, noi immaginiamo che uno che fa il parlamentare, viene assunto da qualcuno, fa il giuramento e si dimette nel momento in cui fa il giuramento. Noi ci stiamo inventando... io penso, colleghi, ho sentito molte accuse a SEL, sicuramente noi ce le prendiamo tutte le nostre responsabilità ma questa è una materia su cui non si scherza, è una materia seria e mi dispiace che chi è stato maggioranza in quella giunta, in diverse legislature, non abbia applicato la legge del 1953, se quella legge esisteva. Allora dobbiamo dire le cose come stanno in tutti i sensi (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato D'Ambrosio. Ne ha facoltà.

  GIUSEPPE D'AMBROSIO. Signor Presidente, ecco il presidente della giunta delle elezioni della minoranza, ecco il presidente che, a causa vostra, si è ritrovato a trattare in giunta delle elezioni deputati da voi eletti con più cariche elettive; quindi, non c’è bisogno di una legge per rispettare quello che è il buonsenso. Ma voglio dire anche un'altra cosa. Sapete qual è il vero problema ? Quello che ha letto la collega deputata e sapete perché ? Perché bastava leggere quella legge per capire che voi, per vent'anni, in questa Camera avete tenuto Berlusconi; l'avete tenuto voi, ipocriti, buffoni (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle – Proteste dei deputati del gruppo Partito Democratico). ...

  PRESIDENTE. Per favore, usi un linguaggio adatto.

Testo sostituito con l'errata corrige del 14 Marzo 2014   STEFANO DAMBRUOSO. Quindi, tornate a casa (Proteste dei deputati del gruppo Partito Democratico). ..   GIUSEPPE D'AMBROSIO. Quindi, tornate a casa (Proteste dei deputati del gruppo Partito Democratico). ..

  PRESIDENTE. Deputato D'Ambrosio ! Colleghi, per favore colleghi ! Esorto tutti ad usare un linguaggio che non sia offensivo, non c’è bisogno di ricorrere alle offese per esprimere un parere.

  ETTORE ROSATO. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  ETTORE ROSATO. Signor Presidente, vorrei conoscere, nel vocabolario italiano, quali sono le offese che consentano di mandare fuori questi deputati che continuano a offenderci regolarmente in tutti gli interventi (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico – Dai banchi del gruppo Partito Democratico si grida: fuori ! fuori !).

  PRESIDENTE. Colleghi, per favore, io ritengo che ognuno qui debba veramente fare uno sforzo per non usare un linguaggio che possa in qualche modo offendere i colleghi. Per favore, basta.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Cera. Ne ha facoltà.

Pag. 134

  ANGELO CERA. Signor Presidente, giusto per richiamare le cose dette dalla collega Lenzi. Sono l'unico parlamentare sindaco che, dopo un anno, ho ancora a che fare con la magistratura amministrativa; a giorni, andrò in appello a Bari perché ci sono gli amici dei DS del mio comune che insistono...

  EMANUELE FIANO. Del PD !

  ANGELO CERA... mentre succede, lo dico alla collega Lenzi, succede che la stessa legge fatta successivamente alla mia decadenza non sia stata contestata da nessuno. Se poi mi permetto di chiedere all'allora collega Delrio di fare, come dire...

  PRESIDENTE. Concluda.

  ANGELO CERA.... mi perdoni, sto spiegando una cosa...

  PRESIDENTE. Le sto dicendo che il suo tempo è concluso.

  ANGELO CERA. Presidente, giusto per far capire come si ragiona...

  PRESIDENTE. Sì, ma ci sono dei tempi da rispettare.

  ANGELO CERA. La legge vale sempre per gli altri: mai per chi poi la fa !

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Grillo. Ne ha facoltà.

  GIULIA GRILLO. Signor Presidente, evidentemente la collega Lenzi, di cui avevo stima prima di questo intervento (Commenti dei deputati del gruppo Partito Democratico), non posso dire neanche questo non ho capito ? Allora dicevo la collega Lenzi, di cui avevo stima prima di questo intervento, quando ha fatto riferimento alla legge del 1950 evidentemente non ha letto l'emendamento del collega Fraccaro perché scrive il collega: «L'incompatibilità sussiste anche quando le predette attività, cariche o funzioni sono svolte per il tramite di interposta persona o attraverso società fiduciarie nonché all'estero». Allora in questo partito, nel PD, c’è un deputato siciliano per cui è dovuta intervenire anche la DDA...

  PRESIDENTE. Deve concludere.

  GIULIA GRILLO. Perché la moglie fa parte di società che hanno fatto truffe o perlomeno sono indagate per truffa ai danni dello Stato.

  ANDREA COLLETTI. Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.

  PRESIDENTE. Deputato Colletti, brandiva il Regolamento... Prego.

  ANDREA COLLETTI. Signor Presidente, noi del MoVimento 5 Stelle brandiamo Regolamenti e proposte di legge invece di dare ceffoni a deputate del MoVimento 5 Stelle, siamo fatti così (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Ad ogni modo ho ascoltato l'intervento del mio collega D'Ambrosio, è vero ha detto la parola «buffoni», mi dispiace ma non capisco perché vi siete offesi, è solo la pura verità. Mi dispiace.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Melilla. Ne ha facoltà.

  GIANNI MELILLA. Signor Presidente, io non vorrei adesso che scivolassimo su un terreno diverso da quello per il quale siamo chiamati qui a decidere. I problemi sono due secondo me: primo, non si può fare un emendamento in cui praticamente si sostiene che la funzione parlamentare è incompatibile con qualsiasi tipo di impiego o lavoro pubblico o privato perché altrimenti torniamo, non so, dobbiamo essere tutti funzionari politici o disoccupati; un medico, un avvocato, un operaio, un ingegnere, un artigiano, un contadino, un avvocato qui non ci può venire. Credo che sia un'offesa alla pubblica intelligenza.Pag. 135
  L'altra cosa, lo dico agli amici del Partito Democratico: la questione del conflitto di interesse non è un'invenzione; il centrosinistra ha governato dal ’96 al 2001, dal 2006 al 2008 e non ha fatto una legge sul conflitto di interessi. Questo è il problema, non ce la prendiamo con gli amici del MoVimento 5 Stelle, la verità è che non avete fatto la legge sul conflitto di interessi.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Crippa. Ne ha facoltà.

  DAVIDE CRIPPA. Signor Presidente, volevo solo precisare un concetto che ha espresso la collega del PD però omettendo una piccola imprecisione. Infatti l'articolo aggiuntivo che non avete votato, il 2.06 a prima firma Pisicchio e Civati, in realtà faceva riferimento al trasferimento dell'istruttoria preliminare in capo all'Autorità garante della concorrenza del mercato e quindi andava probabilmente a risolvere la problematica che lei ha posto. Non avete votato lo stesso quindi non nascondetevi dietro un dito vi prego.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, la deputata Mucci. Ne ha facoltà.

  MARA MUCCI. Signor Presidente, intanto mi fa piacere che ci sia un po’ di dibattito su una questione che è importante. L'articolo 10 del Testo unico del ’57 parla di ineleggibilità per titolari e rappresentanti legali di grosse concessioni da parte dello Stato. Ora, visto che anche questa norma è abbastanza datata e si dimentica di altre misure, ad esempio, di controllo come le scatole cinesi, come le partecipazioni di maggioranza nelle azioni, noi volevamo risolvere questo problema. Probabilmente questo emendamento è perfettibile però intanto abbiamo posto la questione...

  PRESIDENTE. Concluda.

  MARA MUCCI. Si sto concludendo. Quindi noi abbiamo anche in Giunta per le elezioni sul tavolo determinate posizioni di ineleggibilità che saranno trasferite probabilmente alle incompatibilità, ma il problema esiste ed è in termini di bontà delle leggi che produce questo Parlamento.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Fraccaro 2.07, con il parere contrario della Commissione e del Governo, con il parere favorevole del relatore di minoranza, Bragantini, e con il parere contrario dei relatori di minoranza Pilozzi e La Russa.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Dambruoso...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  473   
   Votanti  470   
   Astenuti    3   
   Maggioranza  236   
    Hanno votato
 108    
    Hanno votato
no  362).    

  Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo Migliore 2.08, sul quale abbiamo parere contrario della Commissione e del Governo e parere favorevole dei tre relatori di minoranza.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Boccadutri. Ne ha facoltà.

  SERGIO BOCCADUTRI. Signor Presidente, l'articolo aggiuntivo prende atto soltanto del fatto che dopo 66 anni – perché l'articolo 10 della legge n. 361 del 1957 riprende una norma del 1948 – forse la realtà economica di questo Paese è cambiata e che quindi bisogna tenere in considerazione anche il controllo di fatto delle società che hanno un rapporto con lo Stato, quindi introdurre un rapporto con Pag. 136l'articolo 2359 del codice civile. Io penso che se non si approva neanche questo, questa legge nasce con un peccato originale che difficilmente potrà essere rimosso in questa legislatura.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Magorno. Ne ha facoltà.

  ERNESTO MAGORNO. Signor Presidente, questo emendamento, soprattutto nella parte che riguarda la detenzione indiretta, così com’è stato costruito – che è assoluta e anche astratta e che prevede peraltro un'individuazione con presunzione senza alcuna possibilità di prova contraria –: le tutele previste dall'attuale legge – previste appunto dal comma 1 dell'articolo 10 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, possono essere integrate per garantire l'impossibilità di aggiramento della norma. È certo che dovremo lavorare nel futuro in questa direzione, però questo emendamento non è efficace e introduce norme da un lato facilmente aggirabili e dall'altro assurde, perché presumere che se il figlio di mio fratello o di mia sorella – non ne ho – accorpano una società in oggetto di questa fattispecie e io non posso essere eletto, mi pare veramente eccessivo, perché si presume un mio interesse che non vi è né in maniera oggettiva né in maniera soggettiva.
  Questa norma, in realtà, studiata per colpire i grandi interessi, andrebbe in realtà a colpire le piccole aziende e le aziende addirittura familiari. Questi sono solo alcuni motivi per i quali noi voteremo in maniera contraria a questo emendamento.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Crippa. Ne ha facoltà.

  DAVIDE CRIPPA. Signor Presidente, ci tenevo a comunicare che ovviamente voteremo a favore di questo emendamento, poi ci tenevo anche a comunicare che forse è l'ultima speranza che abbiamo di inserire il conflitto di interessi all'interno di questa penosa legge elettorale. Volevo comunque far riferimento al fatto che domani ci troveremo in Comitato per le incompatibilità e ineleggibilità a valutare alcuni dei casi più scomodi di questo Parlamento, però invito i colleghi del PD, che in qualche modo si dicono sensibili se non sia questo il caso, non sia questo il modo, non sia questo il tempo e non sia questa la sede di essere presenti in maniera costruttiva, per capire fino in fondo quelle caratteristiche di incompatibilità e ineleggibilità che quelle cariche e quelle imprese, di cui i nostri deputati sono detentori, hanno nei rapporti con lo Stato. Io volevo anche citarvi, a titolo esemplificativo, alcune considerazioni.
  Se voi non riuscite a capire che un imprenditore di natura edile possa avere dei rapporti con uno Stato e, quindi, con una parte ministeriale e vincere appalti per la ristrutturazione di ministeri, vincere appalti per la riqualificazione di sedi universitarie, vincere appalti per enti di ricerca, vincere appalti per concessioni di spazi pubblici, specchi d'acqua e andando così di seguito, credo che veramente vi state nascondendo. Ho la certezza che non abbiate mai voluto risolvere il problema del conflitto di interessi di Berlusconi e che oggi ovviamente in questa proposta di legge elettorale, con questo accordo bipartisan, non potete toccarlo, perché questo è frutto dell'accordo.
  Ma sono anche convinto che, se non ci fosse questo accordo, non lo fareste comunque, perché, all'interno del vostro partito, ovviamente avete delle rappresentanze scomode su questo tema e sono talmente scomode ...e mi riferisco anche a quanto è stato fatto sulla tassazione delle sigarette elettroniche in virtù di quei famosi, insomma, finanziamenti ricevuti anche, perché i conflitti di interessi sono, secondo me, estendibili anche ai finanziamenti che ognuno di noi riceve in campagna elettorale, quindi dalla lobby del tabacco che poi casualmente ti porta a proporre un emendamento sulla tassazione delle sigarette elettroniche, equiparandole, senza certezza di danno sanitario, Pag. 137anche alla problematica, equiparandole, quindi, allo stesso danno che possono comportare alla salute fisica e quindi alla stessa, diciamo, esternalità negativa che comporta per la spesa sanitaria dello Stato.
  Io credo che dobbiamo veramente metterci di buzzo buono e con tutto l'impegno necessario per modificare questo vostro atteggiamento che va avanti da anni. Il MoVimento 5 Stelle c’è, sfortunatamente per voi c’è e credo che sfortunatamente per voi vi metterà davanti a delle responsabilità, le responsabilità del fatto che, come diceva la vostra collega poco fa, nella Giunta delle elezioni ci sono degli orientamenti che sono di natura politica. Pertanto, quegli orientamenti che la Giunta esprime in alcuni casi sono orientamenti politici e pertanto, cara collega del PD, noi ovviamente abbiamo un orientamento che va in una determinata direzione. Non potete esimervi dal non ampliare il vostro orientamento e migliorarlo per cercare di risolvere questa questione.
  Allora, io credo che oggi questa possibilità ci sia, ma questo Governo è basato, purtroppo, su delle trasversalità un po’ troppo estese e, quindi, anche la sussistenza di alcune problematiche, legate a megaconflitti di interessi legati a Comunione e Liberazione piuttosto che altre problematiche, voi non le affronterete mai, perché sono questioni che altrimenti vi fanno cadere il Governo. Il MoVimento 5 Stelle c’è e farà il suo lavoro, caro Presidente (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, la deputata Mucci. Ne ha facoltà.

  MARA MUCCI. Signor Presidente, sul conflitto di interesse chi si trova in rapporto di affari con la pubblica amministrazione non dà e non può dare garanzie di disinteresse nell'esercizio delle funzioni alle quali aspira. Noi abbiamo, in questo Parlamento, l'esempio di un deputato – non farò nomi – che ha svolto attività di progettazione, realizzazione e promozione di opere pubbliche quali il restauro della pinacoteca dell'Accademia di Carrara, la riqualificazione della scuola di economia e finanza, riqualificazione ex post in sede universitaria, galleria naturale San Martino, variante stradale 69 Val d'Arno e via seguitando.
  Ci chiediamo: una persona che ha stretti rapporti con la pubblica amministrazione è davvero libera di agire negli interessi della collettività ? Sì o no ? Se questo è importante allora iniziamo...

  PRESIDENTE. Concluda.

  MARA MUCCI. ...a legiferare contro il conflitto di interesse (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Scotto. Ne ha facoltà.

  ARTURO SCOTTO. Signor Presidente, evidentemente il collega del Partito Democratico non ha compreso fino in fondo il senso della nostra proposta emendativa, che è molto semplice. È un articolo aggiuntivo al testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati in cui si parla chiaramente di concessioni e autorizzazioni amministrative di notevole entità economica, non si parla di piccole aziende familiari.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato D'Uva. Ne ha facoltà.

  FRANCESCO D'UVA. Signor Presidente, a me non sorprende che il PD sia contrario all'idea di fare qualcosa sul conflitto di interessi.
  Mi viene in mente un mio concittadino che è uscito recentemente su un articolo de L'Espresso, il deputato del PD Francantonio Genovese che – ripeto quello che c’è scritto nell'articolo – ha presunti crediti dallo Stato per 1,2 milioni, una rete di decine di società con bilanci milionari, che operano in tutti i campi, immobiliare, trasporti, servizi, telecomunicazioni, formazione Pag. 138professionale, tutto quanto in Sicilia. Quindi, io vorrei far capire a tutte le persone che ci ascoltano che non ci si può aspettare un comportamento diverso dal Partito Democratico, perché non è per nulla diverso da altri partiti (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Pilozzi. Ne ha facoltà.

  NAZZARENO PILOZZI. Signor Presidente, questa è l'ultima opportunità per inserire nella legge elettorale la possibilità di prevedere un serio conflitto di interessi. Io non credo che noi dobbiamo spiegare che cosa possa significare nel nostro Paese il conflitto di interessi e che cosa ha significato negli ultimi venti anni per questo Paese il conflitto di interessi. Per quanto riguarda gli appunti che sono stati mossi al nostro emendamento, io dico al Partito Democratico che non abbiamo problemi. Se loro ci propongono una riformulazione che dal terzo grado porta al secondo o porta al primo noi l'accettiamo. Quindi io credo veramente che sia l'ultima opportunità. Votate l'emendamento che può finalmente dare, a mio avviso, un minimo di dignità a questa legge elettorale.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Luigi Gallo. Ne ha facoltà.

  LUIGI GALLO. Signor Presidente, quello che i colleghi di SEL non sanno o fanno finta di non sapere è che il Partito Democratico dovrebbe fare una statua d'oro al delinquente Berlusconi, perché in realtà, per tutto questo tempo, Berlusconi (Commenti dei deputati del gruppo Forza Italia – Il Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente) è stato un parafulmine per il Partito Democratico. Grazie alla presenza ingombrante di Berlusconi quelli del Partito Democratico sono sembrati tutti dei santi, gli sono spuntate le aureole in testa, mentre, in realtà, il PD ha gli stessi biechi e beceri conflitti di interesse di quelli del PdL (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Migliore 2.08.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Gasparini, Berlinghieri, Gutgeld, Casellato, Rizzo...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  466   
   Votanti  462   
   Astenuti    4   
   Maggioranza  232   
    Hanno votato
 140    
    Hanno votato
no  322).    

  Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo Fraccaro 2.010, con il parere contrario della Commissione, del Governo e dei tre relatori di minoranza.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fraccaro. Ne ha facoltà.

  RICCARDO FRACCARO. Signor Presidente, colleghi, fino ad oggi rappresentare il Paese è stata una professione a tempo indeterminato, un privilegio di casta, uno status di immunità permanente. Il Parlamento è diventato una sorta di ufficio di collocamento per gli sfaccendati (Proteste), dove piazzare e dove piazzarsi vita natural durante...

  PRESIDENTE. Scusi, onorevole Fraccaro, non credo che qui ci siano degli sfaccendati, sinceramente (Commenti dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  RICCARDO FRACCARO. Presidente, lei non può commentare le mie posizioni politiche.

Pag. 139

  PRESIDENTE. Non credo che questa sia una definizione accettabile.

  RICCARDO FRACCARO. Presidente lei non può però commentare le mie posizioni politiche.

  PRESIDENTE. No perché questo è inaccettabile, qui non ci sono sfaccendati.

  RICCARDO FRACCARO. Lei non può permettersi, come Presidente della Camera, di commentare le mie posizioni politiche.

  PRESIDENTE. Ci sono persone elette che hanno la legittimità di stare in quest'Aula.

  RICCARDO FRACCARO. Presidente, lei deve svolgere il suo ruolo super partes. Se permette alcune persone qui dentro sono degli sfaccendati e questo sono (Proteste).

  PRESIDENTE. Ma io non posso permettere che chi siede in quest'Aula venga offeso.

  RICCARDO FRACCARO. Con questo emendamento, signor Presidente, vogliamo in primo luogo assicurare un ricambio di soggetti all'interno del Parlamento, rendere tutti i cittadini effettivamente partecipi dell'organizzazione politica del Paese ed evitare logiche clientelari. Non so, su questo è d'accordo, signor Presidente (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) ? Per questa ragione abbiamo proposto che tra le cause ostative volte a limitare l'assunzione delle funzioni parlamentari vi sia quella di avere già ricoperto tale ufficio per due legislature.
  Oggi più che mai appare necessario rinnovare la composizione delle Camere e impedire ai parlamentari che vi albergano da anni di candidarsi nuovamente alle elezioni. Il parlamentare deve essere un cittadino comune che mette la propria esperienza di vita al servizio degli altri cittadini per un breve lasso della propria vita; deve essere un servizio civile (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Ci sono qui oggi di fronte a me, signor Presidente, persone che si sono arricchite in modo vergognoso, incassando anche 4 o 5 milioni di euro durante i loro venti o trent'anni di imbalsamazione nell'Aula della democrazia (Proteste) ! Signor Presidente, però...

  PRESIDENTE. Siamo al solito punto.

  RICCARDO FRACCARO. Signor Presidente, hanno preso veramente milioni di euro per venti o trent'anni qui dentro, io lo sto solo dicendo. Allo scopo di escludere dalla candidabilità i cittadini che siano stati condannati per la commissione di reati, proponiamo inoltre che venga introdotta una causa omnicomprensiva d'incandidabilità, consistente nella mera condanna con sentenza definitiva per delitto non colposo ovvero a pena detentiva superiore a dieci mesi e venti giorni di reclusione per delitto colposo. Si tratta di un limite di pena oltre il quale si può ritenere che la condotta del reo, benché colposa, presenti una riprovazione sociale tale da sottrarlo alla capacità di rappresentare rettamente i cittadini. In aggiunta proponiamo, altresì, che laddove una delle cause di incandidabilità sopraggiunga nel corso del mandato elettivo, vi sia un obbligo di deliberazione immediata da parte della Camera di appartenenza per la pronuncia della relativa decadenza da parlamentare; immediata, colleghi del PD !
  La politica ci ha dato un'immagine della società che consente alle persone condannate, anche con sentenza passata in giudicato, di sedere all'interno delle istituzioni e di rappresentare i cittadini. Addirittura di scrivere la legge elettorale che stiamo discutendo. Renzi ripete come un disco rotto che vuole fare le regole con Berlusconi per non doverci governare assieme, l'apoteosi dell'inciucio. È come se il marito dicesse all'amante della moglie di mettersi d'accordo sull'orario di visita per non dover condividerne il letto (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Noi diciamo che i pregiudicati non devono neppure avvicinarsi al potere legislativo, figuriamoci governarci Pag. 140assieme (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Vazio. Ne ha facoltà.

  FRANCO VAZIO. Signor Presidente, noi del Partito democratico abbiamo un grande obiettivo, un po’ ambizioso probabilmente, quello di fare le riforme costituzionali di questo Paese e la legge elettorale. La legge elettorale che stiamo approvando è un primo passo, un passo veramente importante, che non può essere messa in discussione da emendamenti o strategie volte ad altri fini. Vede, signor Presidente, a me viene un sospetto e vi sono anche dei grandi dubbi. Prima di tutto vorrei però dire, per il suo tramite, una cosa molto semplice.
  Noi del Partito Democratico siamo più avanti rispetto agli emendamenti che ci sono proposti, perché noi con il nostro codice etico non affrontiamo solamente il tema dei condannati, ma anche il tema di coloro che sono stati rinviati a giudizio. Ma c’è un problema di base. Il sospetto è che si voglia, attraverso questi emendamenti, far saltare il quadro di questa legge elettorale.
  Ma ci sono soprattutto i dubbi, dubbi che vanno nel merito. Vedete, la norma che voi intendete modificare, cioè la norma prevista dalla legge n. 235 del 2012, è una norma che si inserisce in una legge organica, che è una legge organicamente approvata per superare questi problemi, mentre voi volete, attraverso una legge di sistema, come è la legge elettorale, introdurre delle modifiche che sono assolutamente incomprensibili rispetto alla legge elettorale stessa. Ora, proprio voi ci avete insegnato e ci volete insegnare alla noia che non si devono fare dei paciughi e dei pasticci, mettendo leggi asimmetriche e assolutamente distoniche tra di loro. Ebbene, questo è un caso specifico: noi approviamo una legge elettorale, la legge sulle incandidabilità e ineleggibilità è altrove.
  Ma ci sono altri dubbi. Vede, questo emendamento pone il problema e, comunque, non elimina il tema del divieto di candidabilità da parte dei condannati, perché voi i condannati ritenete che siano ammissibili in questo Parlamento ed escludete – ed è questa una cosa molto particolare – coloro che sono condannati per ingiuria. Vedete, sì, l'ingiuria è un delitto non colposo. Coloro che commettono questo gravissimo reato non possono entrare in questo Parlamento. Però poi salvate coloro che commettono lottizzazioni abusive, coloro che commettono contravvenzioni relative all'inquinamento e che danneggiano il patrimonio archeologico. È una cosa veramente paradossale ed è per questi motivi, per tutti questi motivi, che noi riteniamo che questo emendamento debba essere respinto (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Longo. Ne ha facoltà.

  PIERO LONGO. Signor Presidente, l'emendamento in discussione – come è già stato detto dal collega che mi ha preceduto – ha dei limiti concettuali e logici, a mio parere, assolutamente insuperabili: intanto, coloro che sono stati condannati con sentenza definitiva per delitto non colposo, anche se sono stati condannati per ingiuria a 200 euro di multa. Perché non avete scritto che dovrebbe essere almeno una sentenza di condanna a pena detentiva ? Poi, questo emendamento si inventa un limite di pena detentiva superiore a mesi 10 e giorni 20 di reclusione per delitto non colposo – qui sì, si prevede che sia una pena detentiva – e non si riesce a comprendere – io per lo meno non lo comprendo – da dove saltino fuori questi mesi 10 e giorni 20 di reclusione per delitto colposo.
  E allora questo è qualcosa che mi imbarazza, ma, in fin dei conti, è un problema mio. Ciò che invece, imbarazza – come è già stato accennato – è che, per esempio, essendo state escluse tutte le contravvenzioni e le condanne per contravvenzione, oltre a quelle che sono state già enunciate dal collega del Partito Democratico, Pag. 141sono escluse tutte le grandi contravvenzioni che riguardano la circolazione dei rifiuti, per cui potrebbe entrare benissimo in Parlamento, secondo questo emendamento, un condannato per contravvenzioni abituali di violazione delle norme sui rifiuti.
  Non solo, ma, tanto per essere un po’ sicuri che tutto ciò avvenga con caratteristiche draconiane, voi in questo emendamento prevedete che questa incandidabilità o questa decadenza sia perpetua.
  Ora, dal punto di vista della logica costituzionale, che voi molte volte richiamate, vi posso assicurare – il mio parere vale poco, ma ve lo posso assicurare – che una norma di questo genere sarebbe sanzionata immediatamente dalla Corte costituzionale per un principio che evidentemente sfugge alla logica di qualcuno in questa sede ed è il principio della ragionevolezza. I promotori ed i presentatori di questo emendamento sono irragionevoli (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia – Il Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Buttiglione. Ne ha facoltà.

  ROCCO BUTTIGLIONE. Signora Presidente, mi sembra di notare in questa discussione non solo e non tanto irragionevolezza, ma, se mi consente, un filo di ipocrisia. Qual è il vero problema davanti al quale noi ci troviamo ? Ai nostri onorevoli 5 Stelle va tutta la mia stima, anche se non condivido le loro opinioni, perché sono eletti dal popolo italiano. Il rispetto che chiediamo è per il popolo italiano attraverso i suoi eletti, e vale per tutti.
  Allora, io apprezzo molto il fatto che abbiano voluto escludere dal Parlamento Berlusconi e anche Grillo. Io però vorrei Berlusconi e Grillo tutti e due in Parlamento. L'anomalia italiana non è nel fatto che siano in Parlamento: non ci sono. L'anomalia italiana è che persone che hanno di fatto la fiducia di tantissimi italiani non siano nel Parlamento. E la questione del conflitto di interessi non può essere affrontata nel momento in cui il popolo italiano è diviso, perché quello che voi chiamate «il delinquente Berlusconi» invece il 20 per cento degli italiani – altrettanti di quelli che hanno votato voi – pensa che sia vittima di un errore giudiziario, di una persecuzione giudiziaria ed ha fiducia in lui. Non si può fare questa legge senza parlare con Forza Italia.

  PRESIDENTE. Concluda.

  ROCCO BUTTIGLIONE. Questa legge è una legge fatta con Forza Italia sulla base di quell'accordo. È ovvio che non è il luogo adeguato per un emendamento come questo.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Andrea Romano. Ne ha facoltà.

  ANDREA ROMANO. Signora Presidente, mi permetta una considerazione di metodo: io credo che la Presidenza della Camera abbia un compito molto importante in questi passaggi, in queste settimane che stiamo vivendo, nel senso che ha la facoltà di interrompere quella che purtroppo è diventata una caratteristica di questa legislatura, ovvero il ricorso metodico al dileggio, al sarcasmo, alla rappresentazione caricaturale e violenta di ogni espressione che venga proferita in quest'Aula e che non corrisponde ai canoni morali, mi viene da dire ... (Commenti).

  PRESIDENTE. Continui pure.

  ANDREA ROMANO. ... di un gruppo parlamentare di quest'Aula. Questa è una facoltà, mi permetta Presidente, ma è anche un dovere, io ritengo, che può essere esercitato con più costanza, se davvero si vuole interrompere questa, che è diventata una caratteristica nefasta di questa legislatura. E lei e chiunque occupa il posto dove lei è seduta penso che dovrebbe attenersi a questa facoltà e a questo dovere con una maggiore attenzione, perché davvero io credo che come nessuno ha il monopolio della moralità fuori e dentro Pag. 142quest'Aula, nessuno però può ritenere di avere il monopolio dell'offesa, del dileggio e del sarcasmo, perché è un limite che io credo che sia stato già ampiamente superato, in quello che rappresenta, alla fine, un ricorso all'autorappresentazione un po’ caricaturale di se stessi, magari ai fini di una rappresentazione che va fuori da quest'Aula, che viene riprodotta metodicamente sui social, nel linguaggio pubblico. Però io credo che noi tutti e soprattutto chi ricopre una funzione come quella che ricopre la Presidenza della Camera... (Commenti dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Per favore ! Sta parlando: è possibile lasciarlo parlare (Commenti dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) ? È possibile ? Abbiate rispetto di chi parla (Commenti dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) !

  MANLIO DI STEFANO. L'emendamento !

  PRESIDENTE. Abbiate rispetto di chi parla (Commenti dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) !

  ANDREA ROMANO. Mi fa piacere cogliere e appunto avere un esempio concreto di quanto stavo dicendo. Mi fa piacere avere un esempio concreto... (Commenti dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Di Stefano !

  ANDREA ROMANO. Se fossi a scuola, e mi rivolgo ai miei colleghi come se fossi a scuola, direi: vedete, ragazzi, questo è un esempio di quanto stavo dicendo. E questo è un esempio di quanto stavo dicendo (Applausi). Voltando pagina rispetto a questo passaggio che, però, volevo fare, io credo che il conflitto di interessi sia un argomento troppo serio per essere lasciato ancora una volta a questo tipo di caricatura. È un argomento troppo serio perché rappresenta il male profondo di ogni società liberale e noi crediamo nella società liberale, crediamo in una società dove tutti siano liberi di esprimere i propri talenti, le proprie capacità, di perseguire la propria felicità. Il conflitto di interessi non l'ha inventato Silvio Berlusconi, per essere molto trasparenti, tanto che i costituenti si posero questo stesso problema, tanto che abbiamo avuto una legge che ha affrontato il tema del conflitto di interessi molto prima che venisse Silvio Berlusconi. È vero, ci sono stati degli errori nelle passate legislature, delle manchevolezze, della lacune nell'affrontare questo argomento. Tuttavia, l'argomento è davvero troppo serio per essere lasciato anche a emendamenti che, come è stato detto molto più efficacemente di quanto non faccia io da altri colleghi di altri gruppi parlamentari, hanno anche nel proprio testo delle espressioni un po’ paradossali.
  Questo Parlamento, però, vede gruppi come Scelta Civica per l'Italia che si sono autoimposti dei codici di regolamentazione molto stringenti sul conflitto di interesse proprio perché abbiamo avuto e abbiamo l'intenzione e la velleità di rappresentare anche mondi che sono o erano lontani dalla politica. Tuttavia, questo Parlamento rappresenta la nazione italiana, rappresenta la nazione italiana nei suoi talenti, nelle sue competenze, nelle sue capacità, nelle sue esperienze. E sarebbe un errore io credo costringere questo Parlamento ad essere rappresentato soltanto da individui sospesi nel vuoto, da individui che non avessero, precedentemente alla loro entrata in quest'Aula, alcuna esperienza di lavoro, alcuna competenza specifica – e finisco, Presidente –, appunto da individui che non abbiano avuto la facoltà di dimostrare cosa sanno fare e cosa sanno rappresentare rispetto al mondo reale che è fuori da queste Aule. Per questi motivi, Presidente, noi voteremo contro questo articolo aggiuntivo (Applausi dei deputati del gruppo Scelta Civica per l'Italia).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Colletti. Ne ha facoltà.

  ANDREA COLLETTI. Signor Presidente, in realtà volevo rappresentare al Pag. 143collega Andrea Romano, per mezzo di lei, Presidente, visto che ha parlato di violenza, che davanti a lui siede qualcuno che ha picchiato una donna, una deputata qui in Aula (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Una piccola cosa. Magari anche lei glielo potrà ricordare, Presidente, visto che ha taciuto sul fatto, grazie.

  PRESIDENTE. Io non ho taciuto. L'Ufficio di Presidenza si è già espresso su questo tema. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Fraccaro 2.010.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Gutgeld, Barbanti, Dell'Aringa, Sberna, Parrini, Romano, D'Alia...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  466   
   Votanti  463   
   Astenuti    3   
   Maggioranza  232   
    Hanno votato
  91    
    Hanno votato
no  372).    

  (Il deputato Realacci ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto contrario).

  Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo Vargiu 2.0336, con il parere contrario della Commissione, del Governo e del relatore di minoranza Matteo Bragantini e con il parere favorevole del relatore di minoranza Pilozzi, mentre il relatore di minoranza La Russa si rimette all'Assemblea.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto la deputata Galgano. Ne ha facoltà.

  ADRIANA GALGANO. Signor Presidente, l'articolo aggiuntivo ha l'obiettivo di facilitare l'accesso al voto da parte di chi studia o lavora fuori sede oppure studia e lavora all'estero.
  È un articolo aggiuntivo importante, dal momento che sempre più giovani, grazie alla crisi, sono costretti ad andare a lavorare fuori. Esso prevede che siano stabilite le cabine elettorali presso le prefetture per chi lavora fuori sede in Italia oppure presso le ambasciate per chi lavora o studia all'estero e che sia possibile votare dal ventunesimo al quattordicesimo giorno per chi ha fatto richiesta 30 giorni prima. È un modo di votare che si chiama voto anticipato, che è adottato da molti Paesi all'estero, tra cui l'Australia, la Germania, la Finlandia, la Svezia, la Norvegia, il Canada e molti altri.
  Oltre a facilitare l'accesso al voto, consente anche una riduzione dei costi, perché l'articolo aggiuntivo prevede la cancellazione delle facilitazioni per chi torna presso la propria residenza a votare e perché non c’è più bisogno, visto che queste spese di trasporto vengono semplicemente sostituite dalle spese di stampa e di invio delle schede elettorali. Io, quindi, chiedo al Governo di riconsiderare, alla luce di tutti i vantaggi che questo articolo aggiuntivo comporta, il parere negativo.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Toninelli. Ne ha facoltà.

  DANILO TONINELLI. Signor Presidente, intervengo per preannunciare il voto favorevole del MoVimento 5 Stelle e per rinnovare quello che ho appena ascoltato: una richiesta al Governo circa le motivazioni del parere contrario. Siamo di fronte ad un articolo aggiuntivo che va a modificare qualcosa che, probabilmente, abbiamo solo in Italia. Ci rendiamo anche noi conto che questo è un articolo aggiuntivo perfettibile, ma è certamente un articolo aggiuntivo che migliora le possibilità degli italiani in Italia fuori sede, ovverosia, fuori dal seggio di residenza dove gli è assegnato il voto, e degli italiani all'estero, che potrebbe anche, tra le altre cose, far risparmiare alcuni milioni di euro – che ammontano a 5 –, se tutti gli italiani fuori sede in Italia e gli italiani all'estero potessero votare in questa maniera. Se voi Pag. 144volete risparmiare e far risparmiare al nostro Paese qualche milione di euro, votate favorevolmente questo articolo aggiuntivo. Rinnovo la richiesta al Governo di una spiegazione (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  MARIA ELENA BOSCHI, Ministro per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  MARIA ELENA BOSCHI, Ministro per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, questa, come altre proposte emendative che sono state presentate da deputati di vari gruppi parlamentari, porta un tema sicuramente che sta a cuore anche al Governo, che è quello del voto dei fuori sede sia in Italia sia all'estero temporaneamente. Il Governo valuterà delle soluzioni tecniche per accogliere la possibilità di far votare, appunto, anche coloro che si trovano all'estero temporaneamente o fuori sede in Italia, ma è allo studio dei Ministeri competenti. Al momento, il parere negativo è per motivi tecnici.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Balduzzi. Ne ha facoltà.

  RENATO BALDUZZI. Signor Presidente, il deputato Toninelli ha anticipato la mia domanda e io ho ascoltato con piacere la risposta del Ministro Boschi. Devo dire, Ministro, che, probabilmente, questa risposta si attaglia più esattamente al problema dell’early voting piuttosto che al problema del voto all'estero, dove, probabilmente, esisterebbero già, dal punto di vista tecnico, delle soluzioni. Comunque, credo che, sotto il profilo che interessa, vi sia la disponibilità del Governo ad approfondire, speriamo in tempi molto rapidi, perché, altrimenti, sarebbe una disponibilità che sarebbe valutata diversamente. Sicuramente, questo può già dare un'indicazione e sul punto, magari, presenteremo un ordine del giorno.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Bragantini. Ne ha facoltà.

  MATTEO BRAGANTINI. Signor Presidente, solo per spiegare il motivo della contrarietà. Intanto, non riesco a capire perché i fuori sede in Italia non possano andare a votare, quando si riesce tranquillamente in un giorno a raggiungere qualsiasi seggio.
  Il secondo punto, invece, per quanto riguarda l'estero, che potrebbe avere una logica – e, in molti Paesi, c’è anche il voto per corrispondenza anticipato –, non mi piace perché, se le liste vengono presentate 30 giorni prima, com’è possibile che uno, in tre giorni, riesca già a sentire i programmi, riesca già a sentire chi sono i candidati per poter decidere in modo consapevole ?
  In teoria, facciamo trenta giorni di campagna elettorale per spiegare i programmi; altrimenti, vuol dire che non facciamo più le campagne elettorali, non spieghiamo più chi sono i candidati ed ognuno già vota prima. Perché già le votazioni, che sono state fatte all'estero per i deputati all'estero, hanno comportato tantissimi problemi e tantissime possibilità di brogli; dunque, se prima troviamo una soluzione per evitare possibili brogli, che ce ne sono stati tanti, volentieri, ma stiamo attenti a non consentire la possibilità che il voto dopo venga inficiato.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Pilozzi. Ne ha facoltà.

  NAZZARENO PILOZZI. Signora Presidente, vorrei motivare il nostro voto favorevole su questo articolo aggiuntivo. Chiaramente l'intervento del Ministro ci ha spiegato che ci sono delle problematiche tecniche, ma è anche esemplificativo della discussione su questa proposta di legge elettorale. Io credo che questa proposta di legge elettorale su questo tema, come su altri, poteva essere molto innovativa, per esserlo forse avrebbe avuto bisogno di una discussione maggiormente Pag. 145approfondita e probabilmente anche il Governo, come ci è stato ricordato, avrebbe avuto bisogno di maggior tempo. Noi riteniamo che sia importante approvare questo articolo aggiuntivo comunque, come ci hanno spiegato c’è sempre il Senato poi per migliorare eventuali cose che si possono migliorare. Però è importante dare un segnale a tutti gli studenti italiani fuori sede che sono molti e che vogliono partecipare attivamente alla vita politica. Credo che questo Parlamento debba fare di tutto per metterli nelle migliori condizioni di partecipare alle elezioni e alla vita politica del Paese.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Boccadutri. Ne ha facoltà.

  SERGIO BOCCADUTRI. Signora Presidente, intervengo soltanto perché ho partecipato a un comitato per le primarie di Italia Bene Comune che prevedeva la possibilità per lavoratori e studenti fuori sede in Italia di votare anche per i cittadini all'estero. Se ci sono problemi tecnici, risolviamoli; non so se con una riformulazione dell'articolo aggiuntivo dando una delega al Governo ovvero con un ordine del giorno un po’ più stringente del solito «si invita a valutare», però penso che sia ormai urgente risolvere questo problema.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Buttiglione. Ne ha facoltà.

  ROCCO BUTTIGLIONE. Signora Presidente, onorevoli colleghi, mi sembra che il Governo condivida sostanzialmente il contenuto di questo articolo aggiuntivo, ma ritenga che vadano studiate le modalità tecniche più adeguate per poter dare realizzazione alla proposta che viene fatta. Credo che tecnicamente la cosa più corretta sia quella di invitare la collega Galgano a ritirare l'articolo aggiuntivo e chiedere al Governo l'impegno di accettare un ordine del giorno vincolante, il quale riproponga il contenuto dell'articolo aggiuntivo lasciando al Governo tempo e modo di studiare la soluzione tecnica adeguata.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Vargiu 2.0336.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Brandolin, Mosca, Mura, Milanato, Gregori, Malisani, Luigi Gallo, Rotta, Cimbro...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  463   
   Votanti  458   
   Astenuti    5   
   Maggioranza  230   
    Hanno votato
 176    
    Hanno votato
no  282).    

  Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo Marco Meloni 2.0333, da pagina 275 a pagina 277, con il parere contrario della Commissione, del Governo, del relatore di minoranza Bragantini, il parere favorevole del relatore di minoranza Pilozzi, mentre il relatore di minoranza La Russa si rimette all'Assemblea.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Lattuca. Ne ha facoltà.

  ENZO LATTUCA. Signor Presidente, noi prendiamo atto, con piacevole non sorpresa ma convinzione, dell'atteggiamento che ha avuto il Governo rispetto a questo tema. Si sta parlando della necessità di garantire l'esercizio del diritto di voto agli studenti e ai lavoratori fuori sede, in particolar modo a quelli che sono all'estero, che non sono residenti all'estero, ma che, per un periodo determinato della propria vita svolgono un'attività di studio, di lavoro o di ricerca all'estero o comunque lontano da quella che è la sede della propria residenza e quindi anche del seggio elettorale. Abbiamo riscontrato da parte del Pag. 146Governo un atteggiamento positivo, abbiamo avuto dimostrazione, sia da parte del Ministro per i rapporti con il Parlamento che da parte del Ministro degli affari esteri che da parte del Ministro dell'interno, di quella che è la volontà politica del Governo di porre rimedio a questo vuoto che attualmente interessa il nostro ordinamento. Tengo a dire che – ma lo dico a titolo personale e non a nome del gruppo – mi sono confrontato con un buon numero di quelli che sono stati i presentatori di questo articolo aggiuntivo e abbiamo ritenuto di volerlo presentare per affermare questo principio, per dare un segnale di stimolo al Governo a vincere quelle che sono giustamente definite difficoltà tecniche, al momento, ma che noi riteniamo non siano difficoltà tecniche insormontabili. In particolar modo, con l'articolo aggiuntivo Marco Meloni 2.0333 si intende dare delega al Governo, quindi anche a margine, di risolvere le difficoltà tecniche, per garantire agli italiani, ai cittadini italiani che sono momentaneamente all'estero, di poter votare per corrispondenza.
  Riteniamo che questo sia un passaggio fondamentale per colmare quella che è una lacuna che non riconosce l'esercizio di voto a tutti i nostri concittadini. Il Presidente del Consiglio in quest'Aula ci ha ricordato che la generazione dei nostri nonni è quella che in Europa ha fatto la guerra, mentre le nostre generazioni sono quelle che l'Europa per la prima volta l'hanno conosciuta facendo l'Erasmus. È giustamente già previsto dal nostro ordinamento il diritto di voto per corrispondenza per i nostri militari, i nostri concittadini che svolgono all'estero la loro funzione fondamentale nelle missioni internazionali; ora è il momento anche di riconoscerlo per gli studenti Erasmus e per gli altri lavoratori fuori sede (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Marco Meloni 2.0333.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Ventricelli, Paris, Lattuca, Totaro, D'Arienzo.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  463   
   Votanti  458   
   Astenuti    5   
   Maggioranza  230   
    Hanno votato
 198    
    Hanno votato
no  260).    

  (Il deputato Carlo Galli ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto contrario).

  Passiamo all'articolo aggiuntivo Centemero 2.014, da pagina 277 a pagina 279, con il parere contrario della Commissione, del Governo, del relatore di minoranza Bragantini mentre il relatore di minoranza Pilozzi si rimette all'Assemblea, così come il relatore di minoranza La Russa.
  Ha chiesto di parlare la deputata Centemero. Ne ha facoltà.

  ELENA CENTEMERO. Signor Presidente, non ripeterò quello che è stato già detto in quest'Aula perché credo che questa sera abbiamo sentito fin troppo a lungo ripetizioni di parole, a volte vane. Per cui condivido tutto ciò che è stato detto in precedenza per quanto riguarda gli studenti fuorisede per la loro opportunità di poter votare. Credo che ciò sia una cosa estremamente utile per questo Paese. Ritiro gli articoli aggiuntivi a mia prima firma 2.014 e 2.0330 in quanto abbiamo presentato un ordine del giorno e perché poi abbiamo visto la disponibilità del Governo ad operare in questa direzione.

  PRESIDENTE. Sta bene. Passiamo all'articolo aggiuntivo Marco Meloni 2.0332. Prendo atto che è ritirato dai presentatori.Pag. 147
  Passiamo alla votazione degli identici articoli aggiuntivi Labriola 2.0401 e Lauricella 2.0405 sui quali la Commissione e il Governo hanno espresso parere contrario, parere favorevole del relatore di minoranza Matteo Bragantini, mentre si rimettono all'Assemblea i relatori di minoranza Pilozzi e La Russa.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Pisicchio. Ne ha facoltà.

  PINO PISICCHIO. Signora Presidente, vorrei esprimere la mia condivisione rispetto a questo gruppo di proposte emendative, non solo a quelli che lei ha chiamato in causa ma anche a quelli successivi perché si muovono all'interno di una medesima logica: ce ne sono alcuni miei e c’è anche una proposta emendativa dell'onorevole Balduzzi.
  Qual è la logica ? È quella di rendere non claudicante la scelta che abbiamo compiuto, che l'Aula ha compiuto di far sì che non sia in vigore la legge elettorale per il Senato. Soltanto se costruiamo un differimento dell'entrata in vigore della legge elettorale, consentiamo di realizzare la riforma del sistema bicamerale ed evitiamo anche il pasticcio che si determinerebbe con la permanenza nell'ordinamento di due sistemi elettorali non solo diversi ma addirittura contrapposti. Chiamiamola una clausola di buona fede, quindi io manifesto il mio voto favorevole.

  DANILO TONINELLI. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  DANILO TONINELLI. Apprendo, signora Presidente, che questo emendamento verrà votato con voto palese. Faccio un richiamo al Regolamento nel presupposto, da quanto ho avuto modo di sapere, che il voto palese è stata una scelta sua Presidente e dell'Ufficio di Presidenza.
  Le chiedo una conferma prima di fare questo richiamo perché è evidente che siamo di fronte ad una violazione palese dell'articolo 49 del Regolamento che prevede esplicitamente che in materia elettorale sia previsto il voto segreto. Ci sia la possibilità. E per quanto il MoVimento 5 Stelle ha a conoscenza, è stata chiesta la possibilità di votare a scrutinio segreto, ed essa è stata negata, con una negazione di cui non conosciamo il contenuto, ma che riteniamo essere una violazione assolutamente palese del Regolamento. L'articolo 49, comma 1, parla di leggi elettorali materie per le quali si deve e si può votare con voto segreto. La violazione di questa norma è tanto più grave se andiamo all'articolo 116 che parla di questione di fiducia. Presidente, se lei acconsente ad un voto palese nonostante la richiesta di voto segreto significa che domani potrà essere apposto un voto di fiducia per quanto riguarda i decreti-legge, le riforme del Regolamento, le riforme sul funzionamento interno della Camera, e tutte quelle che sono le regole democratiche di questo Paese.
  Ci deve spiegare la motivazione per cui il voto segreto non è consentito su un emendamento che evidentemente definisce il meccanismo di trasformazione dei voti in seggi. Se passa questo emendamento ci sarà una diversa modalità di distribuzione dei seggi e di trasformazione dei voti in seggi, e non ci venga detta la balla colossale che questo non riguarda il meccanismo elettorale, ovverosia il mezzo di trasformazione dei voti in seggi. Se lei si assume questa responsabilità sarà di fronte, noi, anzi, saremmo di fronte ad una ennesima violazione del Regolamento per colpa sua Presidente.

  PRESIDENTE. Le sarei grata se abbassasse i toni (Commenti dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) e le do la spiegazione di quello che chiede ma sarebbe più facile per tutti se lei abbassasse il tono.
  Le proposte emendative che disciplinano l'entrata in vigore della legge o di sue disposizioni sono da votare, sulla base della prassi assolutamente costante, a scrutinio palese, essendo volte esclusivamente a regolarne l'efficacia nel tempo. Si vedano in proposito i precedenti del 10 ottobre 2002, del 23 marzo 2004, del 13 Pag. 148luglio 2004, del 15 dicembre 2004, del 13 ottobre 2005, del 9 novembre 2005, quest'ultimo specificamente riferito all'entrata in vigore di disposizioni elettorali. Alla luce di queste considerazioni, la Presidenza non può che confermare il voto palese per l'emendamento di cui sopra.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato D'Ambrosio. Ne ha facoltà.

  GIUSEPPE D'AMBROSIO. Signor Presidente, questo emendamento innanzitutto siamo felici che lei si sia assunta la responsabilità di renderlo palese, perché io sono felice anche di avere dei colleghi molto interessati alla legge elettorale, alla mia sinistra, soprattutto dal punto di vista appunto... Presidente, però, almeno, grazie...

  PRESIDENTE. Colleghi ! Vada avanti.

  GIUSEPPE D'AMBROSIO. Grazie Presidente, uno sforzo fortissimo. Siamo felicissimi del fatto che si renda palese questa votazione perché con questa votazione qualcuno si prenderà una responsabilità: la responsabilità per la prima volta di avere all'interno della Repubblica italiana due leggi elettorali differenti per le due Camere, con quello che ne deriva; quello che qualche giorno fa dicevo la «dissociazione mentale» che in alcuni casi colpisce questa Aula relativamente al fatto che si parla di governabilità, si parla di dare una maggioranza certa, si parla di dare un vincitore certo alla serata successiva alle elezioni e poi invece cosa ci troviamo di fronte ?
  Ci troviamo di fronte a questo panorama che se domani dovessimo andare alle elezioni avremo un vincitore certo alla Camera e molto probabilmente invece l'ingovernabilità totale al Senato. E allora mi chiedo: la responsabilità di questo di chi sarà ? Perché se si vuole fare un percorso di riforma costituzionale al Senato bisogna innanzitutto ascoltare, credo, questo sarebbe magari molto bello, i senatori perché devono da soli votarsi l'abolizione del Senato e questo mi sembra una bellissima prospettiva, soprattutto rispetto a quello che già abbiamo visto; questa legge elettorale affronterà il Senato e le modifiche che subirà.
  Allora Presidente, io chiedo questa sera, qui a questa Aula, di affrontare questo emendamento con una prospettiva, la prospettiva che abbiamo davanti è quella di assumersi oggi un impegno che è quello della riforma costituzionale dell'abrogazione del Senato che il MoVimento 5 Stelle vota non se portata, cari colleghi, come prima diceva il collega Richetti che parlava della riforma elettorale, portata in televisione.
  No, le riforme si portano in Aula e noi le votiamo se voi le portate in Aula non in televisione, le marchette televisive le lasciamo fare a voi; noi votiamo quello che arriva in Aula. Quindi dicevo Presidente, non ci fidiamo però di questa maggioranza perché come dimostrato già con la finta abrogazione delle province, con il DDL Delrio, adesso guardate dov’è Delrio.
  Delrio, quando gli abbiamo parlato di mettere da parte quel disegno di legge e di cominciare un reale percorso di riforma costituzionale delle province, ci ha detto: io vorrei farlo, mi dispiace, ma il partito è quello che vedete, non posso fare di più. Allora, sto aspettando, dimostrateci invece e dimostrate ai cittadini che potete fare di più, dimostrate di essere capaci di portare realmente l'abrogazione del Senato e non la trasformazione farlocca nella Camera delle regioni o delle autonomie, perché abbiamo già la Conferenza Stato-regioni che, se funziona, può tranquillamente essere adibita a quella funzione.
  Allora, portate realmente l'abolizione del finanziamento ...scusate, un lapsus guarda caso, perché è finta anche l'abrogazione del finanziamento pubblico ai partiti. Portate la reale abrogazione del Senato, allora la voteremo realmente, ma fino ad allora noi continueremo a mettervi all'angolo perché oggi questo emendamento il MoVimento 5 Stelle lo vota e vedremo voi in maniera palese cosa farete (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

Pag. 149

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Lauricella. Ne ha facoltà.

  GIUSEPPE LAURICELLA. Signor Presidente, è bastata la presenza di questo semplice e innocuo emendamento per raggiungere l'obiettivo di una legge valida per la Camera nella prospettiva del bicameralismo differenziato. L'emendamento consentirebbe il percorso di riforme e sancirebbe formalmente – e non solo verbalmente – questo processo di riforma. Non giungere alla riforma del bicameralismo creerebbe un sistema che ci costringerebbe alle larghe intese permanenti e a un bipartitismo rischioso anche dal punto di vista della nostra democrazia. Quindi sarebbe, se noi non arrivassimo a quel collegamento, incostituzionale perché non realizzerebbe la governabilità, cioè un principio che ormai è ineludibile in base a quello che ci ha detto la Corte costituzionale di recente, anche il presidente della Corte costituzionale. Tutti ora siamo impegnati quindi nella riforma del bicameralismo, con una Camera che accordi o revochi la fiducia e l'altra che abbia comunque un ruolo vero di controllo oltre che di rappresentanza territoriale e delle autonomie e magari degli interessi. È una Camera di equilibrio rispetto all'altra, alla prima Camera che resterebbe, quella dei deputati, altrimenti sarebbe una riforma inutile.
  Allora, io ho mantenuto il mio emendamento fino a quando non ho visto il voto dello stralcio, a questo punto io devo fidarmi del mio partito, del mio Capo del Governo e quindi ritiro l'emendamento perché ritengo che quello sia il percorso giusto e anche per mantenere l'unità del mio partito (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

  PRESIDENTE. Allora il deputato Lauricella ritira il suo articolo aggiuntivo 2.0405. Il deputato Labriola ? Non è in Aula, si intende che abbia rinunciato al suo articolo aggiuntivo 2.0401, quindi questi identici emendamenti non verranno votati.

  FEDERICA DIENI. Chiedo di parlare, per un richiamo al Regolamento.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  FEDERICA DIENI. Signor Presidente, sempre sull'articolo 49. È vero, Presidente, lei ha citato dei precedenti favorevoli alla votazione palese...

  PRESIDENTE. Ho già risposto su questo.

  FEDERICA DIENI. Però, se mi fa finire, noi abbiamo trovato altri precedenti che invece sostengono la tesi opposta e sono esattamente quelli del 31 luglio 1990 – questione di principio – e del 30 settembre 1997, nonché rileviamo che nel 1993 la votazione fu a scrutinio palese soltanto perché non sono state avanzate in merito richieste di scrutinio segreto da parte di alcun deputato, quindi solo per questo motivo.
  Quindi, noi intanto chiediamo che comunque sia messa a disposizione di tutti i deputati la banca dati dei precedenti che abbiamo già chiesto in Giunta perché, appunto, è corretto metterla a disposizione, anche nostra e, quindi, ci possa essere data la possibilità di potere sostenere quello che noi affermiamo.
  Al tempo stesso, relativamente alla proposta emendativa Lauricella 2.0405, era corretto comunque affermare che non si trattava di un'entrata in vigore che veniva procrastinata ad un'altra data. In questo caso si trattava di un emendamento che prevedeva la possibilità che questa legge elettorale si applicasse soltanto alla Camera dei deputati e non al Senato, che fino a prova contraria – e fino a che in quest'Aula non passerà la riforma costituzionale che è stata tanto annunciata ai giornali – esiste e quindi è regolamentato con una legge diversa.
  Quindi, per questa ragione non riteniamo corretta la sua interpretazione, Presidente, e chiediamo ancora a gran voce che venga messa anche a nostra disposizione la banca dati dei precedenti (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

Pag. 150

  PRESIDENTE. Io ho già risposto. Ora andiamo avanti.

  GIUSEPPE BRESCIA. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Passiamo all'articolo aggiuntivo Pisicchio 2.0402, a pagina 282...

  GIUSEPPE BRESCIA. Presidente, ho chiesto di parlare !

  PRESIDENTE. Sì, stavo finendo. Adesso le do la parola, non si preoccupi le do la parola.
  Dicevo che su questo articolo aggiuntivo ci sono i pareri contrari della Commissione e del Governo, favorevole del relatore di minoranza Matteo Bragantini mentre il relatore di minoranza Pilozzi si rimette all'Aula e il relatore di minoranza La Russa esprime parere favorevole.
  Prego, onorevole Brescia.

  GIUSEPPE BRESCIA. Signor Presidente, intervengo sull'ordine dei lavori solo per dire che noi sottoscriviamo l'articolo aggiuntivo Lauricella 2.0405 e lo facciamo nostro (Commenti dei deputati del gruppo Partito Democratico).

  PRESIDENTE. Va bene, ho capito.

  ETTORE ROSATO. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  ETTORE ROSATO. Signor Presidente, noi non abbiamo mai nulla in contrario quando un gruppo sottoscrive un altro emendamento. Però, bisogna sapere le regole, bisogna rispettarle. Siamo passati all'emendamento successivo (Commenti dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle), potevano cogliere al volo l'occasione, non l'hanno fatto e di conseguenza non è accettabile che loro sottoscrivano un emendamento dopo essere passati al punto successivo. Non creiamo un precedente, perché questi precedenti dopo complicano la nostra vita.

  GIUSEPPE D'AMBROSIO. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  GIUSEPPE D'AMBROSIO. Signor Presidente, con la massima tranquillità avevamo appunto cercato...

  PRESIDENTE. Sì, è vero.

  GIUSEPPE D'AMBROSIO. ...di fermarla prima di passare all'emendamento successivo.

  PRESIDENTE. Sì, è vero, è vero.
  Dunque, essendo vero e poiché sono stata io che gli ho detto di aspettare, lo fanno proprio.
  Quindi, passiamo ai voti (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Lauricella 2.0405, ritirato dal presentatore e fatto proprio dal gruppo MoVimento 5 Stelle.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Ventricelli... Allora, hanno votato tutti i colleghi ? Rondini ha votato. Bene, mi pare che abbiano votato tutti.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  461   
   Votanti  438   
   Astenuti   23   
   Maggioranza  220   
    Hanno votato
 116    
    Hanno votato
no  322).    

  (Il deputato Capodicasa ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto contrario).

  A questo punto, invece di passare alla votazione dell'articolo aggiuntivo Pisicchio 2.0402, dobbiamo, per ordine di votazione, passare alla votazione dell'articolo aggiuntivo Balduzzi 2.0503.Pag. 151
  Colleghi, per favore, sto dando i pareri sull'articolo aggiuntivo Balduzzi 2.0503. Su questa proposta emendativa c’è il parere contrario della Commissione e del Governo, mentre il parere del relatore di minoranza Bragantini è favorevole, il relatore di minoranza Pilozzi si rimette all'Aula e il parere del relatore di minoranza La Russa è favorevole.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Balduzzi. Ne ha facoltà.

  RENATO BALDUZZI. Signor Presidente, colleghi, soltanto per spiegare brevemente le ragioni e la tecnica di questo emendamento.

  PRESIDENTE. Scusi. Colleghi, per favore.

  RENATO BALDUZZI. Nel momento in cui quest'Aula decide lo stralcio della parte riguardante il Senato, mantenendo per la parte riguardante la Camera dei deputati un impianto fortemente caratterizzato da una correzione del sistema proporzionale, da una forte disproporzionalità, ammissibile ai sensi dei principi costituzionali in nome della governabilità e della più rapida ed efficace procedura decisionale, è evidente che l'essere rimasta una legislazione elettorale per il Senato ispirata ad una diversa e radicalmente diversa logica, un proporzionale senza nessuna correzione in senso disproporzionale o se vogliamo, tra virgolette, maggioritario, crea un problema alla normativa sulla Camera dei deputati.
  Quelle correzioni, infatti, quelle forti correzioni, che nei principi costituzionali sono ammesse a condizione che creino una situazione di più facile formazione della maggioranza parlamentare e più efficace procedimento decisionale, non sono più rispettate. E allora diventa indispensabile, nel momento in cui si procede ad uno stralcio, fare in modo che le ragioni che hanno motivato lo stralcio, e dunque quella di una trasformazione, in un qualche modo di una radicale trasformazione del Senato, siano rese evidenti per tabulas nella normativa, così da poterla collegare alla riforma auspicabilmente rapida del Senato. Per non lasciare una normativa a galleggiare, l'emendamento presenta comunque una data certa: il 1o gennaio 2016. E – concludo – per dimostrare che l'intendimento dell'emendamento non è quello di rinviare sine die l'applicabilità della legge elettorale, abbiamo escluso dal differimento la delega al Governo sui collegi. Per dire che, una volta entrata in vigore la legge elettorale, questa è pienamente applicabile senza aver bisogno di ulteriori precisazioni. A noi pare, Presidente e colleghi, che sotto questo profilo l'emendamento, che è una variante rispetto agli altri emendamenti presentati dai colleghi, si presenti in tutta la sua plausibilità, anche per evitare un ulteriore profilo, un ulteriore e serio profilo di legittimità costituzionale della legge elettorale.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Balduzzi 2.0503.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Galperti, Rotondi, Rabino...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  460   
   Votanti  429   
   Astenuti   31   
   Maggioranza  215   
    Hanno votato
 113    
    Hanno votato
no  316).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Pisicchio 2.0402, con il parere contrario della Commissione e del Governo, con il parere favorevole del relatore di minoranza Matteo Bragantini, il relatore Pilozzi si rimette all'Aula, e con il parere favorevole del relatore La Russa.Pag. 152
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Sberna...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  456   
   Votanti  426   
   Astenuti   30   
   Maggioranza  214   
    Hanno votato
108    
    Hanno votato
no  318).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Pisicchio 2.0400, con il parere contrario della Commissione, del Governo, favorevole dei relatori di minoranza Matteo Bragantini e La Russa, mentre il relatore di minoranza Pilozzi si rimette all'Aula.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Piccoli Nardelli
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  460   
   Votanti  431   
   Astenuti   29   
   Maggioranza  216   
    Hanno votato
 107    
    Hanno votato
no  324).    

(Esame degli ordini del giorno – A.C. 3-A ed abbinate)

  PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli ordini del giorno presentati (Vedi l'allegato A – A.C. 3-A). Avverto che l'ordine del giorno Matteo Bragantini n. 9/3-A/10 deve intendersi a prima firma Giancarlo Giorgetti.
  Se nessuno chiede di intervenire per illustrare gli ordini del giorno invito il rappresentante del Governo ad esprimere il parere sugli ordini del giorno presentati.

  MARIA ELENA BOSCHI. Ministro per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento. Il Governo accoglie l'ordine del giorno Taricco n. 9/3-A/1. Il Governo accoglie l'ordine del giorno Garavini n. 9/3-A/2 con la seguente riformulazione: «impegna il Governo a valutare, nell'ambito delle sue proprie prerogative, l'opportunità di assumere iniziative anche normative al fine di garantire l'esercizio del diritto di voto anche al di fuori dei confini nazionali, anche per i cittadini italiani temporaneamente residenti all'estero».

  PRESIDENTE. Prendo atto che il presentatore accetta la riformulazione e non insiste per la votazione dell'ordine del giorno accettato dal Governo, purché riformulato.

  MARIA ELENA BOSCHI. Ministro per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento. Il Governo accoglie come raccomandazione gli ordini del giorno Ventricelli n. 9/3-A/3 e De Menech 9/3-A/4. Il Governo accoglie l'ordine del giorno Bossa n. 9/3-A/5 con la seguente riformulazione: «A valutare l'opportunità di assumere iniziative anche normative per consentire, compatibilmente con le esigenze di finanza pubblica, ai lavoratori marittimi italiani residenti in Italia, iscritti alle liste elettorali, ma all'estero per ragioni di lavoro al momento delle elezioni, di esercitare il loro diritto-dovere alla partecipazione e all'espressione del voto».

  PRESIDENTE. Prendo atto che il presentatore accetta la riformulazione e non insiste per la votazione dell'ordine del giorno accettato dal Governo, purché riformulato.

  MARIA ELENA BOSCHI. Ministro per le riforme costituzionali e per i rapporti con il Parlamento. Il Governo esprime parere contrario alle premesse dell'ordine del giorno Fedriga 9/3-A/6, però possiamo accogliere il dispositivo con la seguente Pag. 153riformulazione: «impegna il Governo a valutare gli effetti applicativi delle disposizioni recate dal provvedimento, al fine di adottare eventuali iniziative normative volte a garantire appropriate misure finalizzate a far sì che gli elettori possano operare una scelta informata e consapevole degli eletti».

  PRESIDENTE. Prendo atto che il presentatore accetta la riformulazione e non insiste per la votazione dell'ordine del giorno accettato dal Governo, purché riformulato.

  MARIA ELENA BOSCHI. Ministro per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento. Il Governo accoglie l'ordine del giorno Molteni n. 9/3-A/7, mentre esprime parere contrario sugli ordini del giorno Allasia n. 9/3-A/8, Attaguile n. 9/3-A/9, Giancarlo Giorgetti n. 9/3-A/10, Guidesi n. 9/3-A/11, Grimoldi n. 9/3-A/12, Prataviera n. 9/3-A/13. Il Governo accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Invernizzi n. 9/3-A/14. Il Governo accoglie l'ordine del giorno Blazina n. 9/3-A/15, come raccomandazione, con la seguente riformulazione: «nell'attuazione della presente legge, a valutare l'opportunità di adottare un ulteriore atto di indirizzo o strumento volto a favorire realmente l'accesso alla rappresentanza della minoranza slovena, avuto particolare riguardo alla costituzione dei collegi plurinominali nel Friuli Venezia Giulia».

  PRESIDENTE. Prendo atto che il presentatore accetta la riformulazione e non insiste per la votazione dell'ordine del giorno accettato dal Governo, come raccomandazione, purché riformulato.

  MARIA ELENA BOSCHI. Ministro per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento. Il Governo accoglie l'ordine del giorno Crivellari n. 9/3-A/16 con la seguente riformulazione: « impegna il Governo a valutare la possibilità di garantire la coerenza territoriale dei singoli collegi plurinominali, guardando alla primaria esigenza di salvaguardare l'omogeneità economica-sociale e le caratteristiche storico-culturali, con particolare riferimento ai territori che risulterebbero smembrati in un'ipotesi di semplice accorpamento di precedenti collegi».

  PRESIDENTE. Prendo atto che il presentatore accetta la riformulazione e non insiste per la votazione dell'ordine del giorno Crivellari n. 9/3-A/16, accettato dal Governo, purché riformulato.

  MARIA ELENA BOSCHI, Ministro per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento. Il Governo non accetta l'ordine del giorno Pili n. 9/3-A/17. Il Governo accoglie l'ordine del giorno Matteo Bragantini n. 9/3-A/18. Il Governo accoglie l'ordine del giorno Abrignani n. 9/3-A/19, purché riformulato nel modo seguente: «Impegna il Governo ad adottare le opportune iniziative affinché, in caso di convocazione dei comizi elettorali, sia aperto un termine congruo per la presentazione della domanda di iscrizione all'albo degli scrutatori».

  PRESIDENTE. Prendo atto che il presentatore accetta la riformulazione e non insiste per la votazione dell'ordine del giorno Abrignani n. 9/3-A/19, accettato dal Governo, purché riformulato.

  MARIA ELENA BOSCHI, Ministro per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento. Il Governo accoglie l'ordine del giorno Centemero ed altri n. 9/3-A/20. Il Governo accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Borghi n. 9/3-A/21. Il Governo accoglie l'ordine del giorno Galgano ed altri n. 9/3-A/22, purché riformulato nel modo seguente: «Impegna il Governo a valutare l'opportunità di prevedere ulteriori iniziative normative che rendano possibile l'esercizio del diritto di voto per i cittadini che si trovano in luogo diverso da quello di residenza in territorio italiano e per i cittadini temporaneamente domiciliati all'estero».

  PRESIDENTE. Prendo atto che i presentatori accettano la riformulazione e Pag. 154non insistono per la votazione dell'ordine del giorno Galgano n. 9/3-A/22, accettato dal Governo, purché riformulato.
  Prendo atto che i presentatori degli ordini del giorno del Partito Democratico non insistono sulla votazione dei loro ordini del giorno.
  Prendo atto che i presentatori insistono per la votazione dell'ordine del giorno Allasia ed altri n. 9/3-A/8, non accettato dal Governo.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Allasia n. 9/3-A/8, non accettato dal Governo.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).