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Resoconto dell'Assemblea

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XVII LEGISLATURA


Resoconto stenografico dell'Assemblea

Seduta n. 462 di mercoledì 15 luglio 2015

Pag. 1

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SIMONE BALDELLI

  La seduta comincia alle 9,30.

  PRESIDENTE. La seduta è aperta.
  Invito il deputato segretario a dare lettura del processo verbale della seduta precedente.

  RICCARDO FRACCARO, Segretario, legge il processo verbale della seduta di ieri.

  PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, il processo verbale si intende approvato.
  (È approvato).

Missioni.

  PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati Alfreider, Bonafede, Bratti, Dambruoso, Dellai, Di Gioia, Di Lello, Ginefra, Giancarlo Giorgetti, Losacco, Marotta, Pes, Pisicchio, Portas, Rampelli, Ravetto, Realacci, Rosato, Rossomando, Rughetti, Sanga, Tabacci, Turco, Valeria Valente, Vargiu e Velo sono in missione a decorrere dalla seduta odierna.
  I deputati in missione sono complessivamente novantasette, come risulta dall'elenco depositato presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell’allegato A al resoconto della seduta odierna (Ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicate nell’allegato A al resoconto della seduta odierna).

Trasferimento a Commissione in sede legislativa della proposta di legge n. 2848 (ore 9,35).

  PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'assegnazione di una proposta di legge a Commissione in sede legislativa.
  Propongo alla Camera l'assegnazione in sede legislativa della seguente proposta di legge, della quale la II Commissione permanente (Giustizia) ha chiesto il trasferimento in sede legislativa, ai sensi dell'articolo 92, comma 6, del Regolamento:
  S. 1685. – Senatori Crimi ed altri: « Modifica al codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, in materia di soggetti sottoposti alla verifica antimafia» (approvata dalle Commissioni permanenti 1a e 2a del Senato) (A.C. 2848).
  Se non vi sono obiezioni, rimane così stabilito.
  (Così rimane stabilito).

Preavviso di votazioni elettroniche (ore 9,38).

  PRESIDENTE. Poiché nel corso della seduta potranno aver luogo votazioni mediante procedimento elettronico, decorrono da questo momento i termini di preavviso di cinque e venti minuti previsti dall'articolo 49, comma 5, del Regolamento.
  Sospendo, pertanto, la seduta, che riprenderà alle ore 10.

  La seduta, sospesa alle 9,40, è ripresa alle 10,10.

Pag. 2

  PRESIDENTE. La seduta è ripresa. Prego i colleghi di prendere posto.

Seguito della discussione del disegno di legge: S. 1577 – Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche (Approvato dal Senato) (A.C. 3098-A).

  PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge, già approvato dal Senato, n. 3098-A: Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche.
  Ricordo che, nella seduta di ieri è stato da ultimo respinto l'emendamento Invernizzi 6.55.
  Ricordo, inoltre, che sono stati accantonati gli emendamenti Fabbri 6.22, Invernizzi 6.23, 6.500 della Commissione e il subemendamento Cecconi 0.6.500.1.
  Avverto che la V Commissione (Bilancio) ha espresso il parere sugli emendamenti della Commissione 6.550 e 7.550 e sui relativi subemendamenti nonché sugli emendamenti riferiti agli articoli da 8 a 18.
  La Presidenza, sulla base di tale parere, non ritiene ammissibili, a norma dell'articolo 123-bis del Regolamento, in quanto recano nuovi o maggiori oneri finanziari privi di idonea quantificazione e copertura, il subemendamento Costantino 0.7.500.1, gli emendamenti Ciprini 9.51, 11.1 e 13.10, Maestri 9-bis.3, D'Uva 10.1, 10.2, 10.3 e 10.6, Quaranta 10.4 e 10.5, Cominardi 11.5, Lombardi 11.6, e gli articoli aggiuntivi Gnecchi 13.01 e Cozzolino 16.02.
  Sempre nel parere espresso in data odierna, la V Commissione (Bilancio) ha revocato la condizione 7.702 (da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del Regolamento), precedentemente formulata, esprimendo parere favorevole sul testo del provvedimento a condizione che sia approvato l'emendamento 7.550 della Commissione.
  Con lettera trasmessa in data 14 luglio, la deputata Agostinelli ha nuovamente avanzato alla Presidenza la richiesta di procedere all'espunzione dell'articolo 7, comma 1, lettera e), nella parte in cui reca una disposizione di delega in materia di riorganizzazione, razionalizzazione e semplificazione della disciplina concernente le autorità portuali, introdotta nel corso dell'esame del provvedimento in sede referente.
  La questione, inizialmente sollevata dalla medesima deputata Agostinelli con una lettera del 6 luglio riferita all'emendamento 7.101 (da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del Regolamento), presentato presso la I Commissione (Affari costituzionali), che si riteneva non ammissibile in quanto privo dei principi e dei criteri direttivi richiesti dall'articolo 76 della Costituzione, è stata riproposta, con una ulteriore lettera del 13 luglio sotto forma di richiesta di espunzione della parte di testo derivante dall'approvazione della predetta proposta emendativa.
  Ad entrambe le missive della deputata Agostinelli la Presidenza ritiene di avere già fornito puntuale ed esaustiva risposta. In particolare nella seduta dell'Assemblea di ieri, il sottoscritto, Vicepresidente di turno, deputato Baldelli, in risposta alla lettera del 13 luglio, ha richiamato il principio enunciato dalla Giunta per il Regolamento in forza del quale l'eventuale valutazione di inammissibilità per contrasto con la Costituzione deve essere limitata ai casi di manifesto ed evidente contrasto con singole disposizioni costituzionali, ribadendo quindi, come peraltro già osservato dal Presidente della Commissione affari costituzionali e condiviso dalla Presidente della Camera, che la disposizione in questione non può ritenersi priva – in maniera evidente e manifesta – dei principi e criteri direttivi richiesti dall'articolo 76 della Costituzione.
  In ordine poi all'asserito contrasto della stessa con l'articolo 117, terzo comma, della Costituzione, io stesso, in qualità di Vicepresidente, ho rilevato come quanto denunciato non appaia manifesto ed evidente – nei termini enunciati dalla Giunta per il Regolamento – ai fini di un'eventuale dichiarazione di inammissibilità, non sussistendo conseguentemente i presupposti per l'espunzione dal testo del provvedimento. Pag. 3Infatti, anche ove la disposizione rientrasse nell'ambito di applicazione della citata disposizione costituzionale, spetterà poi al Governo, in sede di esercizio della delega, rispettare quanto stabilito dalla Costituzione in materia di riparto delle competenze legislative tra lo Stato e le regioni.
  Alla luce del complesso di tali elementi, la nuova richiesta di espunzione avanzata dalla deputata Agostinelli con lettera del 14 luglio non può essere accolta.
  Avverto che l'emendamento Lavagno 7.113 è stato ritirato dal presentatore.

(Ripresa esame dell'articolo 6 – A.C. 3098-A)

  PRESIDENTE. Riprendiamo l'esame dell'articolo 6 e delle proposte emendative ad esso presentate (Vedi l'allegato A – A.C. 3098-A).
  Chiedo ai relatori e al rappresentante del Governo di esprimere il parere sulle proposte emendative accantonate...

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Chiedo di parlare.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Onorevole Quaranta, onorevole Lombardi, va bene. Ha facoltà di parlare l'onorevole Quaranta.

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Io vorrei intervenire sul complesso degli emendamenti, credo che però, invece, l'onorevole Lombardi voglia intervenire sull'ordine dei lavori.

  PRESIDENTE. Intanto noi abbiamo ancora in discussione l'articolo 6. Quindi io devo acquisire i pareri sulle proposte emendative che abbiamo accantonato ieri.
  Quindi, l'onorevole Lombardi intende intervenire sull'ordine dei lavori precedentemente o dopo ? Adesso ? Prego, onorevole Lombardi.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Grazie, Presidente. Già adesso, dai prossimi emendamenti, potrebbe palesarsi la situazione che sto per esplicitarle. Ho saputo che è stato distribuito...

  PRESIDENTE. Mi perdoni un istante. Chiedo scusa, colleghi, liberate l'emiciclo, per cortesia, così anche il Governo ascolta quello che dice il relatore di minoranza. Prego, onorevole Lombardi.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Abbiamo appreso – perché noi apprendiamo, non ci viene mai comunicato direttamente – che è stato distribuito un nuovo fascicolo degli emendamenti, che quindi ha una nuova assegnazione delle pagine eccetera. A parte che come relatori di minoranza non lo abbiamo avuto e abbiamo appreso questa situazione casualmente dal relatore per la maggioranza, che, invece, è stato dotato di questo fascicolo dagli uffici, c’è un'altra problematica. Noi, come gruppi di opposizione e soprattutto come relatori di minoranza, abbiamo lavorato su tutti i 1.400 e rotti emendamenti depositati da tutti i gruppi, perché non ci è stato dato sapere quali erano gli emendamenti segnalati.
  Nel momento in cui, con la velocità dell'Aula, adesso voi date l'enumerazione con le nuove pagine, per noi è impossibile andare in maniera celere a riscontrare quali sono gli emendamenti sui vecchi testi, dove noi abbiamo lavorato e dove abbiamo messo tutte le nostre note e valutazioni sul peso dell'emendamento.
  Quindi, le chiederei di trovare una procedura tale per cui si lavora sul vecchio testo e siete voi che rintracciate eventualmente sul nuovo le pagine e il numero degli emendamenti. Mi faccio interprete anche della volontà dell'altro relatore di minoranza, con il quale mi sono confrontata prima di questo intervento.

  PRESIDENTE. Onorevole Lombardi, il fascicolo viene stampato ad ogni seduta. Ogni nuova seduta si ristampa il fascicolo. Non è che viene dato ai relatori per la maggioranza o a quelli di minoranza o a Pag. 4qualcuno in particolare. È sempre sul fascicolo della giornata che si lavora. È una cosa che avviene in maniera sistematica, come da prassi.

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Condividendo integralmente l'intervento della collega, vorrei ribadire un punto e su questo vorrei avere una risposta, se possibile. Vorrei capire per quale ragione, soprattutto per i relatori di minoranza, non è possibile avere l'elenco degli emendamenti segnalati. Questo, tra l'altro, mi pare crei oggettivamente una disparità tra relatore per la maggioranza e relatori di minoranza, ci impedisce di lavorare seriamente in maniera approfondita sugli emendamenti che effettivamente poi andranno in votazione e crea, quindi, un non senso nei lavori d'Aula.
  Io mi chiedo perché, almeno prima di discutere un articolo, non si possa avere l'ordine degli emendamenti segnalati.

  PRESIDENTE. Normalmente gli emendamenti vengono segnalati alla Presidenza e vengono segnalati quasi sempre all'ultimo momento. Quindi, occorre tempo agli uffici per preparare l'elenco degli emendamenti segnalati tanto è vero che è la Presidenza in primis a chiamare gli emendamenti segnalati.
  Per una ragione di ordine dei lavori... anche se voi avete il vecchio fascicolo, sarà un po’ più complesso, ma visto che siamo riusciti a procedere con una certa speditezza nella giornata di ieri, credo che si possa avere la stessa speditezza. Se riusciamo a lavorare bene, nel senso che la Presidenza chiama gli emendamenti nei termini giusti, al di là delle pagine, credo che riusciamo a lavorare bene lo stesso.
  Gli uffici mi fanno vedere ora una nuova segnalazione: ad esempio il gruppo MoVimento 5 Stelle ha segnalato alcuni emendamenti alle 10,10. Quindi, è di tutta evidenza che gli uffici stanno aggiornando questo elenco degli emendamenti segnalati, proprio perché, volta per volta, la Presidenza li acquisisca, poi li chiama e tutti quanti si esprimono su questi.

  CARLO SIBILIA. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Onorevole Sibilia, non era una sottolineatura, era semplicemente per spiegare che spesse volte non ci sono proprio i tempi. Prego, onorevole Sibilia.

  CARLO SIBILIA. Grazie, Presidente. Alla luce delle richieste avanzate dai relatori di minoranza e penso anche per il buon andamento dei lavori, forse sarebbe opportuno prevedere una sospensione di dieci, quindici minuti, magari anche per concordare con gli uffici come procedere. Non vedo difficoltà in questo senso. Lo faccio in senso propositivo per agevolare i lavori dell'Aula.

  PRESIDENTE. Onorevole Sibilia, apprezzo la proposta nel senso che essa ha un valore costruttivo. Poiché tuttavia in questo momento stiamo lavorando sugli emendamenti accantonati ieri, intanto lavoriamo su questi e poi faremo in modo da far comunicare gli uffici della Presidenza con i tre relatori, quello di maggioranza e quelli di opposizione e anche evidentemente con il Governo per fare in modo che sappiano su quali emendamenti saranno presto chiamati ad esprimersi.
  Chiedo a questo punto al relatore per la maggioranza e al rappresentante del Governo di esprimere il parere sulle proposte emendative all'articolo 6 accantonate, nonché sull'emendamento 6.550 della Commissione.

  ERNESTO CARBONE, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, la Commissione raccomanda l'approvazione del suo emendamento 6.550 a pagina 1. La Commissione esprime parere favorevole sull'emendamento Fabbri 6.22, mentre la Commissione esprime parere contrario sulle altre proposte emendative.

Pag. 5

  MASSIMO ENRICO BARONI. Ora li deve dire tutti ! Non li sappiamo !

  PRESIDENTE. Onorevole Baroni, che cosa c’è ? Onorevole Quaranta e onorevole Lombardi, relatori di minoranza. Passiamo all'emendamento 6.550 della Commissione.

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Mi rimetto all'Assemblea sull'emendamento 6.550 della Commissione.

  PRESIDENTE. Il relatore di minoranza del MoVimento 5 Stelle ?

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice per la maggioranza. Aspetti un attimo perché lo devo trovare.

  PRESIDENTE. Questo è anche sul vecchio fascicolo, onorevole Lombardi, cioè c'era anche ieri.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice per la maggioranza. Mi sa aiutare, dicendomi dov'era sul vecchio fascicolo ?

  PRESIDENTE. Era distribuito ieri a parte come tutti gli altri emendamenti della Commissione.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice per la maggioranza. Quelli del relatore ce li ho qui, ma non lo trovo. Emendamento 6.550 ?

  PRESIDENTE. Sì, 6.550.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice per la maggioranza. Non lo trovo.

  PRESIDENTE. Passiamo oltre. Se lo trova, esprima il parere. Sull'emendamento Fabbri 6.22, onorevole Quaranta ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Mi rimetto all'Assemblea sull'emendamento Fabbri 6.22.

  PRESIDENTE. Intanto lascio qualche minuto all'onorevole Lombardi.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Mi rimetto all'Assemblea sull'emendamento Fabbri 6.22. Qual è l'altro emendamento che mi aveva indicato ?

  PRESIDENTE. L'emendamento 6.550 della Commissione.

  ERNESTO CARBONE, Relatore per la maggioranza. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  ERNESTO CARBONE, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, mi scuso, ma mi è sfuggito un emendamento sempre della Commissione: l'emendamento 6.500, che era a pagina 5. La Commissione raccomanda l'approvazione del suo emendamento 6.500.

  PRESIDENTE. Onorevole Lombardi, lei cerchi gli emendamenti, intanto chiedo, onorevole Quaranta, di esprimersi sugli altri. Dunque, onorevole Quaranta, sull'emendamento Fabbri 6.22 si rimette all'Assemblea, sull'emendamento Invernizzi 6.23 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Esprimo parere favorevole sull'emendamento Invernizzi 6.23.

  PRESIDENTE. Sul subemendamento Cecconi 0.6.500.1 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Mi rimetto all'Assemblea sul subemendamento Cecconi 0.6.500.1.

  PRESIDENTE. Sull'emendamento 6.500 della Commissione ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Esprimo parere contrario sull'emendamento 6.500 della Commissione.

  PRESIDENTE. Sull'articolo aggiuntivo Invernizzi 6.01 ?

Pag. 6

  STEFANO QUARANTA. Relatore di minoranza. Sull'articolo aggiuntivo Invernizzi 6.01 la Commissione esprime parere contrario.

  PRESIDENTE. Articolo aggiuntivo Colletti 6.07 ?

  STEFANO QUARANTA. Relatore di minoranza. Sull'articolo aggiuntivo Colletti 6.07 la Commissione esprime parere favorevole.

  PRESIDENTE. Chiedo all'onorevole Lombardi se sia pronta con gli emendamenti.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Sì, Presidente.

  PRESIDENTE. Allora, dobbiamo ancora esprimere il parere sull'emendamento 6.550 della Commissione.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Mi rimetto all'Assemblea.

  PRESIDENTE. Sull'emendamento Fabbri 6.22 mi ha detto che si rimette all'Assemblea.
  Emendamento Invernizzi 6.23 ?

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere contrario.

  PRESIDENTE. Subemendamento Cecconi 0.6.500.1 ? A prima firma dell'onorevole Cecconi, è del suo gruppo, immagino che il parere sia favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento 6.500 della Commissione ?

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Mi rimetto all'Assemblea.

  PRESIDENTE. Articolo aggiuntivo Invernizzi 6.01; il parere dovrebbe essere favorevole, giusto ?
  È un articolo aggiuntivo, quindi è successivo all'articolo 6.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Articolo aggiuntivo Colletti 6.07 ? Deduco che il parere sia favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Sì, il parere è favorevole, confermo.

  PRESIDENTE. Il Governo ?

  ANGELO RUGHETTI, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Signor Presidente, il parere del Governo è conforme a quello espresso dal relatore per la maggioranza.

  PRESIDENTE. Colleghi, se riusciamo a prendere posto, passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 6.550 della Commissione, con il parere favorevole del Governo e sul quale i relatori di minoranza si rimettono all'Assemblea.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Piepoli, Mongiello, De Girolamo, Abrignani, Gigli, Antimo Cesaro, Romano, Marazziti, Marcon, Schullian, Sarti, Invernizzi, Oliverio, Palazzotto, Franco Bordo, Martino, Capozzolo, Madia, Nizzi, Borghesi... su colleghi che è giorno, è giorno da tempo... Pilozzi, Fossati...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti  411   
   Votanti  264   
   Astenuti  147   
   Maggioranza  133   
    Hanno votato
 263    
    Hanno votato
no    1).    

Pag. 7

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Fabbri 6.22, con il parere favorevole della Commissione e del Governo e sul quale i relatori di minoranza si rimettono all'Assemblea.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti  402   
   Votanti  267   
   Astenuti  135   
   Maggioranza  134   
    Hanno votato
 266    
    Hanno votato
no    1).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Invernizzi 6.23, con il parere contrario della Commissione e del Governo, il parere favorevole del relatore di minoranza di Sinistra Ecologia Libertà e il parere contrario della relatrice di minoranza del MoVimento 5 Stelle.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Mannino, Folino, Tartaglione, Piccoli Nardelli, Sorial.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  409   
   Votanti  393   
   Astenuti   16   
   Maggioranza  197   
    Hanno votato
  69    
    Hanno votato
no  324).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Cecconi 0.6.500.1, con il parere contrario della Commissione e del Governo, mentre si rimette all'Assemblea il relatore di minoranza di Sinistra Ecologia Libertà ed il parere favorevole della relatrice di minoranza del MoVimento 5 Stelle.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Tancredi, Adornato, Bolognesi.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  408   
   Votanti  384   
   Astenuti   24   
   Maggioranza  193   
    Hanno votato
 125    
    Hanno votato
no  259).    

  (La deputata Spessotto ha segnalato che ha espresso voto contrario, ma che avrebbe voluto esprimere voto favorevole).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 6.500 della Commissione, con il parere favorevole del Governo, il parere contrario del relatore di minoranza di Sinistra Ecologia Libertà, mentre si rimette all'Assemblea la relatrice di minoranza del MoVimento 5 Stelle.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Fanucci, Arlotti, Malisani, Gadda.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti  413   
   Votanti  332   
   Astenuti   81   
   Maggioranza  167   
    Hanno votato
 306    
    Hanno votato
no   26).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 6, nel testo emendato.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

Pag. 8

  Crippa, Di Gioia.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti  415   
   Votanti  381   
   Astenuti   34   
   Maggioranza  191   
    Hanno votato
 306    
    Hanno votato
no   75).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Invernizzi 6.01, con il parere contrario della Commissione, del Governo e del relatore di minoranza di Sinistra Ecologia Libertà e con il parere favorevole della relatrice di minoranza del MoVimento 5 Stelle.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Garavini, Ottobre.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  419   
   Votanti  409   
   Astenuti   10   
   Maggioranza  205   
    Hanno votato
 123    
    Hanno votato
no  286).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Colletti 6.07, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole dei relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Duranti, Laffranco, Invernizzi.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  421   
   Votanti  409   
   Astenuti   12   
   Maggioranza  205   
    Hanno votato
 146    
    Hanno votato
no  263).    

(Esame dell'articolo 7 – A.C. 3098-A)

  PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 7 e delle proposte emendative ad esso presentate (Vedi l'allegato A – A.C. 3098).
  Ha chiesto di parlare sul complesso delle proposte emendative l'onorevole Quaranta. Ne ha facoltà.

  STEFANO QUARANTA. Grazie, Presidente. Credo che su questo articolo valga la pena intervenire: si tratta della riorganizzazione dello Stato. Se questa è la riorganizzazione dello Stato, secondo me, era meglio dedicarsi ad altro, non perdere il tempo che è stato perso per scrivere questo articolo e cerco brevemente di indicare per quale ragione. Primo punto, riorganizzazione delle forze di polizia. Ora, in Italia c’è un problema di riorganizzazione delle forze di polizia, perché vi sono forze di polizia di carattere generale che tendono a sovrapporsi. Qui, invece, anziché operare laddove esiste il problema si opera dove invece non c’è; ossia, si decide che semplificare le forze di polizia nel nostro Paese significa eliminare il Corpo forestale.

  PRESIDENTE. Mi perdoni onorevole Quaranta. Chiedo scusa, possiamo liberare l'emiciclo e mettere l'onorevole Quaranta nelle condizioni di svolgere il suo intervento in maniera serena ? Prego.

  STEFANO QUARANTA. Noi siamo dell'idea che, se il Corpo forestale non ci fosse, andrebbe inventato, perché il nostro Pag. 9Paese ha delle specificità che credo siano note a tutti, cioè cura e tutela del territorio come uno dei punti fondamentali, il tema del dissesto idrogeologico, gli ecoreati, la sofisticazione alimentare. Noi abbiamo un corpo che è altamente specializzato, certo io non sono ipocrita da non vedere anche le necessità di riorganizzazione di questo corpo. Ad esempio esistono delle evidente sovrapposizioni con le capitanerie, con i vigili del fuoco. Si potevano però fare degli interventi mirati, non andare a smantellare un corpo che svolge un ruolo fondamentale per il nostro Paese e semmai andrebbe potenziato.
  Esiste poi un secondo problema: non si affronta in maniera decisa il tema vero della duplicazione delle forze di polizia a carattere generale. Qui si fa di più, io temo che, attraverso lo smantellamento del Corpo della guardia forestale, andremo a militarizzare un corpo; quando in tutta Europa si smilitarizzano i corpi di polizia, in Italia, se è vero che il Corpo forestale sarà accorpato ai carabinieri, facciamo il contrario. Su questo abbiamo chiesto chiarimenti in Commissione che non ci sono stati dati e quindi il nostro timore è che le voci che si sentono siano assolutamente fondate. Diciamo la verità, non abbiamo avuto il coraggio di affrontare il problema vero, perché naturalmente ragionare di accorpare, razionalizzare carabinieri e polizia è molto più complicato, anche se sarebbe una cosa utile, e stiamo facendo invece un intervento spot che, dal mio punto di vista, soprattutto in tanti territori, danneggerà l'ambito ambientale, che sarà meno sorvegliato, meno tutelato, facendo un errore a mio giudizio gravissimo. Vi è poi un altro tema che riguarda il rapporto tra capitanerie e marina militare, su cui abbiamo presentato degli emendamenti ed al riguardo interverrà la mia collega Duranti.
  Un secondo punto: in linea assolutamente con le riforme costituzionali e della legge elettorale questo provvedimento serve ad accentrare poteri sulla Presidenza del Consiglio. Ora, siccome secondo la nostra Costituzione, ovviamente quella vigente, il Presidente del Consiglio non è ancora il dominus assoluto, ma vive in un rapporto dialettico con i ministri e con il Consiglio dei ministri, anche da questo punto di vista trovo che le scelte che sono state fatte sono veramente gravi e danno l'idea del tipo di riforma che si vuol fare, in cui il tema non è la vicinanza ai cittadini dell'amministrazione pubblica, ma l'accentramento dei poteri, la catena di comando, la cabina di regia.
  Altro punto che vale la pena sottolineare in questo articolo è la questione che riguarda le prefetture. Sempre all'insegna dell'allontanare i servizi della pubblica amministrazione dai cittadini, si decide per la diminuzione delle prefetture, senza fare alcun ragionamento su quale sia il livello minimo, utile e necessario della presenza dello Stato centrale nei territori. Anche questo lo si farà non si capisce bene sulla base di quale criterio.
  Infine, per citare solo alcune delle questioni di questo articolo 7, vi è tutto il tema che riguarda le autorità portuali. Ora, io sentivo prima il Presidente, citando l'onorevole Agostinelli, porre la questione dell'eccesso di delega.
  Io la condivido pienamente e, tra l'altro, vorrei anche ricostruire minimante il percorso che ci ha portato qui: della riforma della legge n. 84 del 1994 che riguarda le autorità portuali si discute da anni. Nella scorsa legislatura è stata approvata la legge al Senato, ma con il termine della legislatura non è poi passata alla Camera. Si è ripresa in questa legislatura in una discussione in Commissione. Il ministro Delrio ora, e prima il Ministro Lupi, avevano fatto anche un dibattito pubblico con alcuni elementi interessanti e condivisibili sulla riforma delle autorità portuali. Dopo di che, si arriva a questo provvedimento; si aggiunge in Commissione una delega in bianco, perché nessuno dei criteri utili alla riforma della portualità sono specificati in questa delega, e si pretenderebbe che, dopo questa discussione che ha coinvolto Parlamento e operatori portuali, insomma, tutto questo vasto mondo che è fondamentale per il nostro paese, attraverso la riforma della pubblica amministrazione si Pag. 10da una delega sostanzialmente in bianco. Lo trovo particolarmente grave perché molte forze politiche avevano dato anche la disponibilità a lavorare su questo, a trovare punti di accordo, se non altro seguendo il percorso che era stato fatto in questi anni.
  Quindi, per tutte queste ragioni, pensiamo che questo articolo 7 sia veramente una sciagura, come del resto molti altri, e quindi noi tenteremo con i nostri emendamenti, se non altro, di portare all'attenzione del Parlamento le cose sbagliate che si stanno facendo (Applausi dei deputati del gruppo di Sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Lombardi. Ne ha facoltà.

  ROBERTA LOMBARDI. Signor Presidente, in merito all'articolo 7, basta leggere come è intitolato: è una sorta di mare magnum che tocca quasi ogni meandro dell'organizzazione amministrativa centrale e in poche righe e parole scarne, attraverso formulazioni elastiche e a colpi di «anche», «eventualmente», nonché inediti per la tecnica normativa «e viceversa» contiene aspetti che lo allontanano da una piena e sana legittimità ai sensi dell'articolo 76 della Costituzione. Si riportano di seguito contenuto e osservazioni sui punti principali toccati da questo articolo 7, che abbiamo anche esplicitato nella relazione di minoranza.
  Riteniamo il contenuto esorbitante, fondamentalmente, proprio ai sensi dell'articolo 95, comma secondo della Costituzione, in attuazione del quale al contrario il Presidente del Consiglio dei ministri si attribuisce poteri che, a nostro avviso, esulano dal dettato costituzionale, il quale dispone in termini di mantenimento dell'unità di indirizzo, di promozione e coordinamento dell'attività dei ministri, ma non parlano, né di supremazia, né di accentramento tutto in capo al Presidente del Consiglio. In generale, la riduzione della responsabilità dei singoli ministri che si evince in più parti in ordine a nomine, scelte e atti, che diventano collegiali, si traduce nella riduzione delle possibilità di censura politica da parte del Parlamento. Il dibattito in sede referente inerente al riordino dei corpi di polizia provinciale, ultima voce della lettera a) dell'articolo 7, è stato di colpo assorbito e superato dall'emanazione di un decreto-legge che ne ha disposto il passaggio ai ruoli della polizia municipale. Quindi, anche qui, nel mentre c’è un disegno di legge delega che va a creare un quadro che si spera abbia un progetto politico dietro di riorganizzazione di determinati settori dell'amministrazione pubblica e, nel frattempo, arriva il decreto-legge che spazza via tutto il dibattito politico che si fa a livello parlamentare.
  Per quanto riguarda poi la riorganizzazione delle prefetture, la questione si presta a diverse interpretazioni. Non è chiaro se le attuali prefetture, uffici territoriali del Governo, diventeranno una sorta di sportelli unici per il cittadino e le imprese e non è chiaro quale sarà la funzione dei prefetti, né i loro poteri, né da chi dipenderanno funzionalmente in quanto la delega non lo dice espressamente e dispone solo riguardo alla loro individuazione (rimessa al Governo, naturalmente, come al solito), ossia l'individuazione delle competenze in materia di ordine e sicurezza pubblica all'interno delle nuove prefetture nonché la dipendenza funzionale dei prefetti risulta al momento variabile, in relazione alle competenze che saranno esercitate volta per volta. Sull'attribuzione ai prefetti della responsabilità in ordine all'erogazione dei sevizi ai cittadini non è chiaro se e quanto potrebbe comportare interventi verso gli amministratori degli enti locali. Andiamo ad incrementare ancora la confusione iniziata con la legge Delrio sulle competenze degli enti locali.
  Del tutto incerta risulta, nonostante le ripetute modifiche apportate, la sorte del Corpo forestale dello Stato. La delega riporta diversi «anche», «eventualmente», «nel caso», rimessi al libero apprezzamento del Governo. I rischi sono più d'uno, come la dispersione della specifica competenza professionale del corpo Pag. 11o la sua militarizzazione che non può escludersi, stante la formulazione evasiva.
  In realtà il Governo sa già dove andrà a parare e noi che siamo solo il Parlamento meno, ma non lo ha dichiarato espressamente, perché farlo d'altronde, e a domanda diretta in Commissione sulla sorte del Corpo che sembrerebbe in marcia verso l'Arma dei carabinieri non ha risposto. Sono esclusi i corpi forestali delle regioni a statuto speciale, non toccati da riordino, che spesso e volentieri si sono rivelati, quelli sì, le vere fonti di spreco e clientele. Criticità presentano le deleghe in materia di riorganizzazione delle Capitanerie di porto e di tutte le forze operanti in mare, in primis il servizio navale della Guardia di finanza ma anche la stazione specifica dei Carabinieri a causa dell'estrema genericità che non riesce però ad annullare il rischio della loro sparizione o peggio della loro subordinazione alla Marina militare, sempre verso una militarizzazione di quelle che dovrebbero essere funzioni di presidio del territorio. La razionalizzazione delle Autorità portuali naviga nella stessa genericità delle Capitanerie, anche in questo caso la loro sorte invece è già definita, in linea con il piano presentato da Delrio due settimane fa in Consiglio dei ministri, cioè l'accorpamento in distretti. Anche qui da una parte si fa una cosa e il giorno dopo scopriamo che il Governo ne sta facendo un'altra.

  PRESIDENTE. Se non vi sono altri iscritti sul complesso degli emendamenti riferiti all'articolo 7, passiamo all'espressione dei pareri. Chiedo al relatore a questo punto di esprimere il parere.

  ERNESTO CARBONE, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, come sempre solo i favorevoli, quelli che non leggo sono parere contrario o invito al ritiro.

  PRESIDENTE. Perfetto.

  ERNESTO CARBONE, Relatore per la maggioranza. Sull'emendamento Gasparini 7.22, invito al ritiro per conformarsi alla richiesta della Commissione bilancio.

  PRESIDENTE. Quindi Gasparini 7.22, invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario.

  ERNESTO CARBONE, Relatore per la maggioranza. Sull'emendamento 7.500 della Commissione il parere è favorevole. Sull'emendamento 7.701 della Commissione bilancio il parere è favorevole.

  PRESIDENTE. Sì, da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del Regolamento.

  ERNESTO CARBONE, Relatore per la maggioranza. Sull'emendamento 7.702 con la condizione della Commissione bilancio il parere è favorevole.

  PRESIDENTE. Quella condizione è stata revocata dalla Commissione bilancio, quindi non la votiamo.

  ERNESTO CARBONE, Relatore per la maggioranza. Sugli identici emendamenti Centemero 7.103, Invernizzi 7.104 e Fiorio 7.105 il parere è favorevole.

  PRESIDENTE. L'emendamento Invernizzi 7.104 non è segnalato, quindi sugli identici emendamenti Centemero 7.103 e Fiorio 7.105 il parere è favorevole, se ho capito bene.

  ERNESTO CARBONE, Relatore per la maggioranza. Sugli emendamenti 7.550, 7.501 e 7.502 della Commissione il parere è favorevole. Presidente, chiederei l'accantonamento dell'emendamento 7.503 della Commissione. Sull'emendamento Pagani 7.209, il parere è favorevole con riformulazione.

  PRESIDENTE. Ci legga la riformulazione.

  ERNESTO CARBONE, Relatore per la maggioranza. All'articolo 7, comma 1, lettera e), dopo la parola «governance» aggiungere le seguenti: «tenendo conto del ruolo delle regioni e degli enti locali». Pag. 12Infine sull'emendamento 7.700 con La condizione della Commissione bilancio il parere è favorevole.

  PRESIDENTE. A questo punto mi dicono gli uffici che devono considerarsi accantonati tutti gli emendamenti che incidono sul comma 1, lettera d), se ho capito bene.

  ERNESTO CARBONE, Relatore per la maggioranza. Sì.

  PRESIDENTE. Onorevole Carbone, mi conferma questo ?

  ERNESTO CARBONE, Relatore per la maggioranza. Sì, assolutamente sì. Accantonando l'emendamento 7.503 della Commissione, evidentemente si accantonano anche tutti gli emendamenti riferiti alla lettera d).

  PRESIDENTE. Quindi, da pagina 65 del nuovo fascicolo, dall'emendamento Invernizzi 7.175, che sopprime la lettera d), fino a pagina 71, all'emendamento Centemero 7.190, gli emendamenti sono tutti accantonati. Daremo il parere, invece, sull'emendamento Cancelleri 7.200.
  A questo punto, passerei ai relatori di minoranza. Vi chiamo io gli emendamenti: sarà una vicenda lunga e dolorosa, anche a fronte del numero di emendamenti.
  Intanto, comunico che l'emendamento Gasparini 7.22 è ritirato; quindi, si accoglie l'invito al ritiro.
  Onorevole Quaranta e onorevole Lombardi, qual è il parere sull'emendamento 7.2 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento 7.5 ? Colleghi, per favore, il numero di emendamenti su cui dare il parere è bello lungo. Quindi, per cortesia, permettete alla Presidenza di sentire qual è il parere, perché, altrimenti, facciamo veramente notte solo sui pareri. Emendamento 7.5 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento 7.7 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  PRESIDENTE. Emendamento 7.219 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Dove sarà ?

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Che emendamento ?

  PRESIDENTE. Emendamento Costantino 7.219. Immagino che il parere del relatore di Sinistra Ecologia Libertà sia favorevole.

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Si, parere favorevole. Semplifica, se ci dice anche il primo firmatario.

  PATRIZIA TERZONI. È a pagina 10 del fascicolo !

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Le indicazioni di voto ce le ho sul vecchio fascicolo ! Devo fare un annuncio pubblico ?

  PRESIDENTE. Colleghi, non avendo l'onorevole Lombardi lo stesso fascicolo, è inutile che le dite la pagina.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Me la dicono spontaneamente sul nuovo ! Il parere è favorevole sull'emendamento 7.109.

Pag. 13

  PRESIDENTE. Siamo all'emendamento 7.219; dovrebbe essere tra i primi.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Scusi, invito i colleghi che mi continuano a dire «a pagina 10», che non è che sono imbecille e non leggo pagina 10: è che sto lavorando sul vecchio testo (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Sta lavorando sul vecchio fascicolo. Però, onorevole Lombardi, ho come la sensazione che non sia tra gli ultimi emendamenti, ma tra i primi.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  PRESIDENTE. Emendamento Invernizzi 7.11 ? Vi indico il primo firmatario.

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere contrario.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Centemero 7.13 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Lombardi 7.17 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Sospettavo. Emendamento Agostinelli 7.18 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Qual è il parere sull'emendamento Invernizzi 7.21 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Contrario.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Contrario.

  PRESIDENTE. L'emendamento Gasparini 7.22 è ritirato. Qual è il parere sugli identici emendamenti Dadone 7.23 e Catania 7.24 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Qual è il parere sull'emendamento Quaranta 7.25 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Contrario.

  PRESIDENTE. Qual è il parere sugli identici emendamenti Brunetta 7.34 e Giancarlo Giorgetti 7.35 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Qual è il parere sull'emendamento Catania 7.41 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Mi rimetto all'Assemblea.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Contrario.

Pag. 14

  PRESIDENTE. Qual è il parere sull'emendamento Catania 7.42 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Contrario.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Contrario.

  PRESIDENTE. Qual è il parere sull'emendamento Invernizzi 7.43 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Contrario.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Contrario.

  PRESIDENTE. Qual è il parere sull'emendamento 7.500 della Commissione ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Contrario.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Ci rimettiamo all'Assemblea.

  PRESIDENTE. Qual è il parere sull'emendamento Invernizzi 7.45 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Contrario.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Ci rimettiamo all'Assemblea.

  PRESIDENTE. Qual è il parere sull'emendamento Zaccagnini 7.47 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. L'emendamento Cenni 7.48 è stato ritirato. Qual è il parere sugli identici emendamenti Giancarlo Giorgetti 7.50 e Rampelli 7.51 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Mi rimetto all'Assemblea.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Qual è il parere sull'emendamento Invernizzi 7.57 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Contrario.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Contrario.

  PRESIDENTE. Qual è il parere sull'emendamento Fauttilli 7.58 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Contrario.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Contrario.

  PRESIDENTE. Qual è il parere sull'emendamento Terzoni 7.60 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Qual è il parere sull'emendamento Palmizio 7.61 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Contrario.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Ci rimettiamo all'Assemblea.

  PRESIDENTE. Qual è il parere sull'emendamento Cozzolino 7.63 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Qual è il parere sull'emendamento Rampelli 7.64 ?

Pag. 15

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Contrario.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Qual è il parere sugli identici emendamenti Invernizzi 7.65 e Cirielli 7.66 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Mi rimetto all'Assemblea.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Qual è il parere sull'emendamento Caruso 7.67 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Mi rimetto all'Assemblea.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Ci rimettiamo all'Assemblea.

  PRESIDENTE. Qual è il parere sull'emendamento Fauttilli 7.68 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Mi rimetto all'Assemblea.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Ci rimettiamo all'Assemblea.

  PRESIDENTE. Qual è il parere sull'emendamento Terzoni 7.69 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Qual è il parere sull'emendamento Rampelli 7.71 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Mi rimetto all'Assemblea.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Qual è il parere sull'emendamento Rampelli 7.73 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Qual è il parere sull'emendamento Terzoni 7.75 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Qual è il parere sull'emendamento Massimiliano Bernini 7.76 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Qual è il parere sull'emendamento Invernizzi 7.77 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Contrario.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Contrario.

  PRESIDENTE. Qual è il parere sugli identici emendamenti Invernizzi 7.78 e Cirielli 7.79 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Contrario.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Qual è il parere sull'emendamento Rampelli 7.80 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Mi rimetto all'Assemblea.

Pag. 16

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Qual è il parere sull'emendamento Quaranta 7.81 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Quale numero ?

  PRESIDENTE. 7.81 è il numero, Quaranta è il nome del presentatore...

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Qual è il parere sull'emendamento Zaccagnini 7.83 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Qual è il parere sull'emendamento 7.701, da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del Regolamento ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Mi rimetto all'Assemblea.

  PRESIDENTE. Onorevole Lombardi, questo non è nel fascicolo di ieri, quindi non lo troverà. È nei «fuorisacco».

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Mi dice la pagina del nuovo fascicolo ?

  PRESIDENTE. Pagina 35. È una condizione della Commissione bilancio, da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del Regolamento

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Ci rimettiamo all'Assemblea.

  PRESIDENTE. Qual è il parere sull'emendamento Catanoso 7.85 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Contrario.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Contrario.

  PRESIDENTE. Qual è il parere sull'emendamento Catanoso 7.86 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Mi rimetto all'Assemblea.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Contrario.

  PRESIDENTE. Qual è il parere sull'emendamento Catanoso 7.87 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Contrario.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Contrario.

  PRESIDENTE. Qual è il parere sull'emendamento Catanoso 7.88 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Contrario.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Contrario.

  PRESIDENTE. Qual è il parere sull'emendamento Catanoso 7.89 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Contrario.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Catanoso 7.90 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere contrario.

Pag. 17

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere contrario.

  PRESIDENTE. Emendamento Centemero 7.91 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  PRESIDENTE. Identici emendamenti Catanoso 7.93 e Quaranta 7.94 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  PRESIDENTE. Emendamento Centemero 7.95 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere contrario.

  PRESIDENTE. Emendamento Catanoso 7.96 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  PRESIDENTE. Emendamento Invernizzi 7.97 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere contrario.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  PRESIDENTE. Ricordo che l'emendamento Famiglietti 7.98 è stato ritirato e che la condizione posta dall'emendamento 7.702, da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del Regolamento, accettato dalla Commissione, è stata revocata.
  Emendamento Sandra Savino 7.99 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere contrario.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  PRESIDENTE. Emendamento Lombardi 7.100 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Cozzolino 7.102 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Identici emendamenti Centemero 7.103 e Fiorio 7.105 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento 7.550 della Commissione ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  PRESIDENTE. Emendamento Roberta Agostini 7.106 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

Pag. 18

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Cecconi 7.109 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Palese 7.110 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Quaranta 7.112 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Ricordo che l'emendamento Lavagno 7.113 è stato ritirato.
  Emendamento Nuti 7.114 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Baroni 7.115 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Invernizzi 7.116 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere contrario.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Brunetta 7.117 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Basilio 7.118 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Quaranta 7.119 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere contrario.

  PRESIDENTE. Emendamento Brunetta 7.120 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere contrario.

  PRESIDENTE. Emendamento Cozzolino 7.121 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

Pag. 19

  PRESIDENTE. Emendamento Battelli 7.123 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Lombardi 7.124 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Brunetta 7.125 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere contrario.

  PRESIDENTE. Emendamento Paolo Bernini 7.126 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Brunetta 7.127 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Quaranta 7.129 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Cozzolino 7.130 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Antimo Cesaro 7.132 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Quaranta 7.133 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Brunetta 7.135 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Nuti 7.136 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Lombardi 7.137 ?

Pag. 20

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Subemendamento Cecconi 0.7.501.1 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Subemendamento Dorina Bianchi 0.7.501.2 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  PRESIDENTE. Emendamento 7.501 della Commissione ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  PRESIDENTE. Emendamento 7.502 della Commissione ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  PRESIDENTE. Emendamento Lombardi 7.138 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Caparini 7.139 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere contrario.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  PRESIDENTE. Emendamento D'Alia 7.140 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere contrario.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere contrario.

  PRESIDENTE. Emendamento Invernizzi 7.142 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere contrario.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  PRESIDENTE. Emendamento Invernizzi 7.143 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere contrario.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Catalano 7.144 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Catalano 7.145 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

Pag. 21

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Ci rimettiamo all'Aula anche noi.

  PRESIDENTE. Emendamento Rampelli 7.146 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere contrario.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere contrario.

  PRESIDENTE. Emendamento Rampelli 7.147 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere contrario.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere contrario.

  PRESIDENTE. Emendamento Miccoli 7.152 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere contrario.

  PRESIDENTE. L'emendamento Pagani 7.144 è ritirato.
  Emendamento Brugnerotto 7.155 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Rampelli 7.158 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere contrario.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere contrario.

  PRESIDENTE. Identici emendamenti Di Gioia 7.159 e Cani 7.160 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Brescia 7.162 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Invernizzi 7.164 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Bergamini 7.166 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere contrario.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere contrario.

  PRESIDENTE. Emendamento Rampelli 7.167 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere contrario.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere contrario.

  PRESIDENTE. Emendamento Miccoli 7.169 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere contrario.

Pag. 22

  PRESIDENTE. Emendamento Miccoli 7.170 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere contrario.

  PRESIDENTE. Identici emendamenti Cani 7.171 e Di Gioia 7.172 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  PRESIDENTE. Emendamento Quaranta 7.173 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Ci rimettiamo all'Aula.

  PRESIDENTE. Adesso abbiamo gli accantonati, quindi saltiamo fino all'emendamento Cancelleri 7.200. Qual è il parere ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere contrario.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. L'emendamento Pagani 7.203 è ritirato. Però rimane l'emendamento Quaranta 7.201. Qual è il parere ? Darà parere favorevole ovviamente, onorevole Quaranta, perché è il suo...

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole anche per noi.

  PRESIDENTE. Emendamento Quaranta 7.221 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Pagani 7.209 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. L'emendamento Pagani 7.211 è ritirato.
  Emendamento Toninelli 7.212 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Anche lei, onorevole Lombardi, immagino favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Sì, parere favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Toninelli 7.215 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento 7.700 (da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del Regolamento), della V Commissione ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Mi rimetto all'Aula. Presidente, Pag. 23vorrei dire una cosa sull'emendamento Pagani 7.211. Vorremmo fare nostro questo emendamento.

  PRESIDENTE. Sta bene, se il responsabile d'Aula è d'accordo. Perfetto. A questo punto però mi servono i pareri per l'emendamento Pagani 7.211, che per il relatore per la maggioranza è contrario, perché è già stato dato. Il parere dei relatori di minoranza ?

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Per noi ovviamente è favorevole.

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Invernizzi 7.218 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere contrario.

  PRESIDENTE. Passiamo agli articoli aggiuntivi.

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. A me risulterebbe che non abbiamo citato un subemendamento a prima firma Costantino all'emendamento 7.500 della Commissione.

  PRESIDENTE. È inammissibile.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. C’è anche un nostro subemendamento a prima firma Terzoni all'emendamento 7.500 della Commissione.

  PRESIDENTE. Adesso finiamo i pareri, poi abbiamo un sacco di tempo prima di arrivarci. Articolo aggiuntivo Invernizzi 7.01 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Articolo aggiuntivo Invernizzi 7.02 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Articolo aggiuntivo Invernizzi 7.03 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Contrario.

  PRESIDENTE. Articolo aggiuntivo Invernizzi 7.04 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Articolo aggiuntivo Nuti 7.05 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Contrario.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

Pag. 24

  PRESIDENTE. Articolo aggiuntivo Simone Valente 7.06 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Contrario.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Qual è il parere del Governo ?

  MARIA ANNA MADIA, Ministra per la semplificazione e la pubblica amministrazione. Il parere del Governo è conforme a quello del relatore per la maggioranza.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Schullian 7.2, con il parere contrario della Commissione e del Governo, con il parere favorevole della relatrice di minoranza del MoVimento 5 Stelle e sul quale il relatore di minoranza di SEL si rimette all'Aula.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Colleghi, c’è stata una fase piuttosto lunga di pareri, quindi aspettiamo i colleghi che rientrano. Dopodiché, per favore, vi chiedo, se riuscite, di restare in Aula, visto che le votazioni saranno piuttosto rapide e frequenti.

  Ciracì, Biasotti, Falcone, D'Agostino, Terzoni, Grillo.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  446   
   Votanti  398   
   Astenuti   48   
   Maggioranza  200   
    Hanno votato
 126    
    Hanno votato
no  272).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Luigi Gallo 7.5, con il parere contrario della Commissione e del Governo, e con il parere favorevole dei relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Schullian.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  428   
   Votanti  410   
   Astenuti   18   
   Maggioranza  206   
    Hanno votato
 116    
    Hanno votato
no  294).    

  (Il deputato Molea ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto contrario).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Centemero 7.7, con il parere contrario della Commissione e del Governo, con il parere favorevole del relatore di minoranza di SEL, e sul quale la relatrice di minoranza del MoVimento 5 Stelle si rimette all'Aula.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Grillo, Gelmini, Adornato, Tancredi, Tripiedi, Binetti.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  442   
   Votanti  359   
   Astenuti   83   
   Maggioranza  180   
    Hanno votato
  86    
    Hanno votato
no  273).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Costantino 7.219, con il parere contrario della Commissione e del Governo, con il parere favorevole del relatore Pag. 25di minoranza del gruppo Sinistra Ecologia Libertà e sul quale la relatrice di minoranza del gruppo MoVimento 5 Stelle si rimette all'Assemblea.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Corsaro...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  447   
   Votanti  349   
   Astenuti   98   
   Maggioranza  175   
    Hanno votato
  37    
    Hanno votato
no  312).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Invernizzi 7.11, con il parere contrario della Commissione, del Governo e del relatore di minoranza del gruppo Sinistra Ecologia Libertà e con il parere favorevole della relatrice di minoranza del gruppo MoVimento 5 Stelle.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Onorevole Malpezzi, provi... esperisca un tentativo di voto anche con le dita...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  454   
   Votanti  444   
   Astenuti   10   
   Maggioranza  223   
    Hanno votato
 142    
    Hanno votato
no  302).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Centemero 7.13, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole dei relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Duranti, Adornato, D'Agostino, Arlotti...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  454   
   Votanti  452   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  227   
    Hanno votato
 173    
    Hanno votato
no  279).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Lombardi 7.17, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole dei relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Di Lello, Giammanco, Pilozzi, Grillo... provi a votare onorevole Grillo...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  452   
   Votanti  451   
   Astenuti    1   
   Maggioranza  226   
    Hanno votato
 174    
    Hanno votato
no  277).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Agostinelli 7.18, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole dei relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  De Lorenzis...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  452   
   Votanti  449   
   Astenuti    3   
   Maggioranza  225   
    Hanno votato
 171    
    Hanno votato
no  278).    

Pag. 26

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Invernizzi 7.21, con il parere contrario della Commissione, del Governo e dei relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Bolognesi, Nizzi, Carrescia, D'Agostino, Grillo... onorevole Grillo provi a votare con le dita, è evidente che c’è qualcosa che non va nella pallina... Carrozza...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  456   
   Votanti  451   
   Astenuti    5   
   Maggioranza  226   
    Hanno votato
  68    
    Hanno votato
no  383.    

  Prendo atto il presentatore accetta l'invito al ritiro dell'emendamento Gasparini 7.22.
  Passiamo dunque alla votazione degli identici emendamenti Dadone 7.23 e Catania 7.24.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Dadone 7.23 e Catania 7.24, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole dei relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Di Gioia...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  457   
   Votanti  451   
   Astenuti    6   
   Maggioranza  226   
    Hanno votato
 187    
    Hanno votato
no  264).    

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Quaranta 7.25, con il parere contrario della Commissione e del Governo, il parere favorevole del relatore di minoranza di Sinistra Ecologia Libertà e il parere contrario del relatore di minoranza del MoVimento 5 Stelle.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Franco Bordo. Ne ha facoltà.

  FRANCO BORDO. Grazie Presidente, onorevoli colleghi, signori del Governo, il Corpo forestale dello Stato in questi giorni e in queste settimane è stato oggetto di una petizione popolare on line che ha avuto una adesione elevatissima: i cittadini, alcuni senza dubbio conoscendo le capacità, le professionalità, le virtù di questa organizzazione statale altri magari in modo indiretto, però ne percepiscono senza dubbio utilità, funzioni, importanza per quanto riguarda la sicurezza del territorio e la sicurezza del nostro sistema di tutela agroalimentare. Infatti è un Corpo molto professionalizzato in questo campo, è un Corpo che è molto vicino non soltanto alle istituzioni militari, alle istituzioni pubbliche ma anche alle istituzioni civili come le scuole, a tutte le agenzie di formazione perché vediamo che il Corpo forestale dello Stato non è un Corpo che fa esclusivamente repressione e controllo ma è un Corpo che si impegna molto sulla formazione, sull'informazione e anche tramite agenzie formative nel nostro Paese interviene spesso in questo senso. Pertanto c’è una grande vicinanza con i cittadini ed è anche molto utile in questo senso. Dal nostro punto di vista, l'accorpamento in una forza di polizia, oltre a molti altri limiti, farebbe anche venir meno questa particolarità, quella appunto di un Corpo che è molto legato all'aspetto della prevenzione. Lo sentiamo moltissimo in aree che sono più abbandonate e marginali nel territorio come le zone appenniniche dove c’è una forma di controllo, di prevenzione rispetto anche agli attacchi che provengono dal punto di vista del dissesto idrogeologico come anche dal punto di vista delle aggressioni e degli inquinamenti Pag. 27fraudolenti da parte di imprese che male organizzano il proprio lavoro e non si prendono cura del nostro territorio. Con questo intervento, riportando il Corpo forestale all'interno soltanto di una formazione di polizia, magari come si prevede o si pensa di prevedere nell'Arma dei carabinieri, dove inevitabilmente si andrà ad accentuare l'aspetto della repressione, viene meno questo aspetto, che è importantissimo.
  Noi abbiamo una proposta e la solleviamo all'interno dell'emendamento – mi avvio a concludere – che è quella dell'accorpamento con un'altra forza che è la forza di polizia provinciale come appunto i corpi regionali dei forestali. Pertanto non ci sottoponiamo ad una proposta di riorganizzazione della materia statale e delle istituzioni statali. La formuliamo in modo puntuale, è una proposta che senza dubbio porterebbe anche una razionalizzazione anche dei risparmi nella spesa pubblica ma è una proposta di buonsenso però, una proposta che tiene viva una formazione autonoma, civile del nostro ordinamento statale a protezione del nostro ambiente.
  Perché accorpare la polizia provinciale ? Perché ha già competenze in campo ambientale. Queste competenze, invece, di questi dipendenti formati e costati alla collettività, alle nostre casse – che siano delle province, comunque dell'ordinamento statale – vengono buttate via, perché volete portare i provinciali a fare i vigili urbani, così di fatto togliendogli questa particolarità. Noi vi proponiamo di rifletterci ulteriormente e di votare a favore di questo emendamento, perché è una razionalizzazione appunto – scusate il gioco di parole – razionale. Invece, smembrando e non garantendo un corpo di polizia ambientale come tutti i Paesi europei intendono fare, fanno e stanno facendo, andiamo contro corrente ancora una volta, ma non positivamente, perché è una corrente che ci porta ancora una volta a sbagliare, a sbagliare profondamente, a buttare a mare le professionalità che abbiamo, a non valorizzare le nostre capacità di tutela del nostro ambiente e a non stare in sintonia con i nostri cittadini.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Presidente, intervengo per cambiare il parere, da contrario a favorevole.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Terzoni. Ne ha facoltà.

  PATRIZIA TERZONI. Grazie, Presidente. Sottoscrivo l'emendamento 7.25 dell'onorevole Quaranta e vorrei intervenire per ricordare che non si tratta di una cosa assurda a proposito di ciò che sta chiedendo il gruppo di SEL e che stiamo chiedendo anche noi, perché, come ho già ripetuto lunedì in sede di discussione sulle linee generali, c’è una procedura Pilot aperta nei confronti dell'Italia che riguarda le procedure di valutazione di incidenza ambientale. Con riferimento a questa procedura Pilot l'Europa ci chiede di rafforzare il Corpo forestale dello Stato, di riorganizzarlo e metterlo insieme, addirittura, alle polizie provinciali, che è quello che praticamente si sta chiedendo con questo emendamento. Come sapete benissimo, il Pilot è un avviso all'Italia per fare le relative riforme e per poi non procedere ad infrazioni e non pagare le multe causate dalla vostra incapacità. Quindi, se noi vogliamo, voi volete seguire realmente l'Europa, seguitela anche su questo aspetto. Perché non seguirla su questo aspetto ? Anche perché, avete approvato la legge sui reati ambientali e, guarda caso, andate a togliere il maggiore controllore. A me questo sembra semplicemente un regalo ai vostri amici speculatori, che, grazie ai reati ambientali, si stanno guadagnando un bel tesoretto (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Questo secondo noi non va affatto bene ! Ma non c’è solo questo: nel momento in cui fate fuori il Corpo forestale dello State e fate fuori anche la polizia provinciale, ci sarà una mancanza Pag. 28completa, a livello regionale, di moltissimi servizi proprio a tutela dell'ambiente. Mi riferisco alla tutela di tutte le aree protette, dei parchi regionali, del controllo della fauna selvatica e di tutto il controllo ittico e venatorio. Inoltre, c’è anche il taglio dei boschi, che viene fatto attualmente in convenzione con il Corpo forestale dello Stato: chi fa infatti il controllo nei boschi lo fa affinché non vengano fatti degli errori. Ricordiamoci che la gestione controllata nel nostro territorio permette anche, poi, di non andare incontro a problemi di dissesto idrogeologico, se vengono fatti bene i lavori in montagna. Invece, qui si sta togliendo il controllore. A chi darete in mano quella funzione ? A qualche cooperativa privata, immagino. Già sapete chi saranno queste cooperative private, per caso ? Noi lo vorremmo sapere. Le 130 riserve naturali che sono gestite dal Corpo forestale dello Stato, a chi le darete in mano ? Alle vostre cooperative private amiche, per caso ? Anche quelle ? Chi le gestirà, una forza di polizia militare ? Le gestiranno i carabinieri ? Non penso, non penso affatto che i carabinieri lasceranno la loro autovettura, senza andare a fare il controllo che devono fare assolutissimamente sul territorio italiano, per andare a controllare 130 riserve naturali e a gestirle. Chi farà questo ? State togliendo – ribadisco – anche la polizia provinciale al Senato: che cosa rimane ? Le regioni, chi dovranno pagare per certi servizi che competono a loro ? Queste sono domande a cui voi non state rispondendo.
  Se volete rimediare all'errore, dovete votare favorevolmente su questo emendamento di SEL, che ho anche sottoscritto, e sono fiera di aver sottoscritto l'emendamento di un altro partito politico, perché questa è una battaglia comune che dovrebbero portare avanti anche tutti i deputati del PD. Voglio ricordare ai deputati dell'Emilia Romagna, magari forse non lo sanno, che il PD regionale di quella regione ha approvato una risoluzione proprio per sventare questa azione che il Governo Renzi sta portando avanti. Voi cosa fate ? Seguite ciò che vi dice il territorio, che vi segnalano i vostri consiglieri regionali del PD, oppure continuate a portare avanti questa cosa scellerata di voler far fuori il Corpo forestale dello Stato ? Vogliamo sapere, qual è il vostro disegno ? Perché ciò che avete proposto, soprattutto con l'emendamento del relatore Carbone, non mostra affatto un disegno chiaro, addirittura possono scegliere di andare ovunque, in qualsiasi ente pubblico ! Per caso, vogliamo andare a fargli fare i giardinieri in qualche istituto scolastico per caso ? Voglio delle proposte chiare perché è inutile dire che, su questa delega, è tutto chiaro mentre, invece, in essa non vi è affatto niente di chiaro (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) !

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cirielli. Ne ha facoltà.

  EDMONDO CIRIELLI. Presidente, colleghi, questo emendamento di SEL ci consente di esplicitare meglio il nostro pensiero perché è il linea con una serie di altri emendamenti che abbiamo presentato. Innanzitutto, sull'idea, per noi assurda e incomprensibile che il Governo in maniera pervicace porta avanti, dello smembramento del Corpo della polizia forestale, peraltro servizio che ci è invidiato in tutto il mondo ed è incomprensibile anche sul piano delle esigenze della finanza pubblica in quanto tutto ciò si dice porterebbe ad un presunto risparmio, mentre invece sappiamo che ciò non avverrebbe. L'unico presunto risparmio potrebbe consistere nel venire meno della prestazione di alcuni servizi fondamentali come appunto quello della salvaguardia e della tutela ambientale. Dio solo sa quanto una nazione come l'Italia ne abbia bisogno, che è attenzionata dall'UNESCO con la volontà di proteggere il nostro paesaggio e il nostro ambiente, considerato unico in tutto il mondo. In realtà, sappiamo bene che la soppressione del Corpo della polizia forestale nasce solo dalla volontà di Renzi di non fare una figuraccia dopo che aveva promesso una riorganizzazione delle forze di polizia; alla fine, ha scelto quello che Pag. 29ritiene essere l'anello più debole della catena, quello con meno dipendenti, per dire: io ho fatto la riforma, io ho ridotto i corpi di polizia. La verità è che si tratta di non sprecare le risorse e utilizzarle bene. A volte la non uniformità, avere vari corpi di polizia, significa specializzare chi ha competenze acquisite nei decenni. Nella fattispecie, vi è l'idea, che anche noi abbiamo lanciato a più riprese in altri provvedimenti e che oggi ribadiamo, quella semmai, al contrario, di rafforzare il corpo della polizia forestale, unendogli le altre competenze che esistono a livello regionale e, soprattutto, con la polizia provinciale, che già oggi svolge un ruolo fondamentale sul territorio di vera e propria polizia. Perché non lo volete fare ? Perché fate i furbi, sapete bene che prendere la polizia provinciale, che oggi svolge un ruolo eccellente di polizia ambientale, inserendola in un corpo di polizia significa dargli un contratto di forza di polizia, cosa che non volete perché i ragionieri del Ministero dell'economia vi fanno tirare fuori i soldi per tante sciocchezze ma non per le cose serie, salvaguardando le professionalità, salvaguardando l'ambiente, salvaguardando il territorio, e soprattutto rispettando le persone, le persone della polizia provinciale e le persone del Corpo della polizia forestale, che fanno bene il loro dovere. Vi invitiamo quindi a ragionare, a dare una diversa portata e un diverso respiro alle riforme che volete fare, mettendoci le risorse economiche, cercando di guardare agli interessi dei cittadini e non soltanto all'interesse della politica demagogica del vostro Presidente del Consiglio che deve poter dire: io ho fatto le riforme, io ho fatto questo, io ho fatto quell'altro.
  In realtà sta solo lasciando macerie, distruggendo il nostro Stato, che già viveva e vive in un momento di estrema difficoltà.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Micillo. Ne ha facoltà.

  SALVATORE MICILLO. Signor Presidente, sono più di 10 mila gli accertamenti che ha fatto il Corpo forestale dello Stato nel 2014 grazie ai numeri del rapporto ecomafia. Lo ripeto, 10.400 reati sventati. In un paese normale – un paese normale, lo ripeto ancora – un Corpo forestale del genere verrebbe premiato perché non è facile stare nell'immondizia (Applausi dei deputati del gruppo del MoVimento 5 Stelle), nelle congiunture che fa si che l'imprenditoria e la politica portino avanti disastri ambientali in tutta Italia. Allora, come è possibile che, da una parte, si approvino i reati ambientali e, dall'altra parte, chi dovrebbe controllare che, a causa dei reati ambientali, gli ecomafiosi vadano in galera, li mettano da parte ?
  Questo è un progetto di questo Governo, che da una parte adotta lo sblocca Italia, ieri il silenzio-assenso, per far capire esattamente dove lo stesso vuole andare e, quando parla di ambiente, cosa ne risente. Noi siamo al fianco di tutte le persone che, in questi giorni, stanno lottando per il Corpo forestale dello Stato (Applausi dei deputati del gruppo del MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cera. Ne ha facoltà.

  ANGELO CERA. Signor Presidente, signor ministro, le parlo da Sindaco di un comune che ha l'intero territorio nel parco nazionale del Gargano. Due anni fa, a conclusione di una lunga catena di furti di legna, ci fu l'ultimo furto bloccato dalle guardie forestali esattamente di 2.000 quintali di legna, tolto alla malavita locale, che oramai del furto di legna ne fa un uso giornaliero e quindi un introito importante anche per la mala. Su questo mi chiedo – e lo chiedo da sindaco prima di tutto – se noi comuni di montagna, dove già di per sé le stazioni dei carabinieri sono in qualche maniera sistematicamente limitate nel numero di presenze, noi che abbiamo intere strade totalmente abbandonate durante il periodo invernale, dove gli unici amici che potevi incontrare era una camionetta della guardia forestale, nel momento in cui succederà tutto questo, cosa accadrà dei piccoli comuni, soprattutto di montagna ?Pag. 30
  Dopo la botta che avete dato (che abbiamo dato, mi ci metto pure io, ma io non l'ho votata) sull'IMU agricola, agli ultimi proprietari, se ci sono, perché non si riescono a trovare, i comuni hanno pagato un prezzo altissimo e alcuni, in queste ore, stanno rifiatando le ultime ore di libertà, prima di andare nel dissesto: gli ultimi colpi glieli abbiamo assestati noi ai comuni, che non hanno più una lira con l'IMU agricola. Qualora questa scellerata ipotesi di smantellamento del Corpo forestale dovesse andare in porto, noi stiamo consegnando le terre di montagna alla delinquenza comune, al ritorno all'abigeato, alla delinquenza che non fa sconti a nessuno. Credo vi sia bisogno di una riflessione e non si può solo operare senza ragionare. Il Corpo forestale ha una specificità che nessun altro corpo ha. Lo vogliamo capire o non lo vogliamo capire ? Vorrei capire chi sostituirà nei comuni ai mille metri di altezza, agli 800 metri, ai 700 metri, chi sostituirà questo Corpo ? Chi saranno, i carabinieri, che sono già pochissimi impegnati nelle grandi città ? Chi, la polizia dello Stato ?
  Chi farà tutto questo ? Noi stiamo consegnando, momento per momento, minuto per minuto il Paese e in paesi di montagna alla delinquenza comune e non ce ne stiamo accorgendo (Applausi dei deputati del gruppo Area popolare (NCD-UDC)).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Palese. Ne ha facoltà.

  ROCCO PALESE. Signor Presidente, noi voteremo a favore di questo emendamento per un motivo molto semplice. C’è consapevolezza e necessità nel Paese e nell'apparato dello Stato di fare le riforme, riforme che dovrebbero raggiungere una maggiore efficienza rispetto ai servizi erogati dalla pubblica amministrazione dello Stato e dei vari livelli istituzionali, regioni, comuni, ciò che è rimasto delle province, in riferimento alle prestazioni che devono essere date ai cittadini; c’è necessità di fare anche una razionalizzazione seria in riferimento ai costi di queste prestazioni. Il Governo propone una riforma totalmente pasticciata nel suo complesso, ma in particolare, su questo aspetto, ritengo che il comportamento sia schizofrenico perché non si raggiunge alcun obiettivo di riforma vera, peggio ancora si crea ulteriore confusione nel contesto delle prestazioni che nella fattispecie il Corpo forestale dello Stato eroga da anni con la competenza, la specificità che i colleghi che mi hanno preceduto, anche delle Commissioni ma anche qui in Aula adesso, hanno così rappresentato per bene; non solo non si riforma niente ma, soprattutto nei confronti del servizio erogato, finisce per essere un danno enorme, perché si sottrae un servizio pubblico efficace ed efficiente, che serve ai cittadini e non solo; in questo caso serve anche alla conservazione di ciò che il Padre eterno ha donato a questo Paese rispetto alle bellezze naturali, al paesaggio e quant'altro in riferimento alle competenze dell'antincendio. La cosa paradossale è che, non contenti, come Governo e come maggioranza, di aver disastrato ciò che andava riformato rispetto alle amministrazioni provinciali – perché sapete bene che è un fallimento, sia dal punto di vista della funzionalità sia dal punto di vista della riforma, peggio ancora dal punto di vista dei costi, con riferimento ai quali il Governo e lo Stato si erano impegnati nei confronti della Comunità europea per poter uscire dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo – e attraverso la riforma delle province (peraltro si è detto che sarebbero state abolite, niente di tutto questo, si è fatto di peggio, non solo non c’è l'abolizione ma c’è una grande confusione; sono state abbandonate a sé stesse sia le aree vaste e sia le città metropolitane), rispetto all'ipotetico risparmio di 1 miliardo di euro, non solo non c’è stato, ma c’è un aggravio dei costi. Nella fattispecie, c'era la possibilità di dare un segnale di vera razionalizzazione in riferimento intanto a una maggiore efficienza ed efficacia delle prestazioni erogate attualmente nei confronti dei cittadini a tutela dell'ordine pubblico, dell'ambiente e quant'altro da parte della polizia provinciale che non Pag. 31sapete ancora come risolvere; questo è il problema, non sapete ancora come risolvere e lo state facendo alle spalle degli enti competenti, che sono le regioni e che sono le aree vaste e i comuni e il territorio, perché il decreto per la mobilità, il decreto di come dovrebbero avvenire gli accorpamenti e quant'altro ancora è in sede di Conferenza unificata che non prende il via e, nel frattempo, aumenta la confusione, aumenta l'incertezza, aumentano le penalizzazioni e non c’è alcuna riforma; aumentano i costi e i danni ai cittadini, finanziari ed anche in termini di efficienza rispetto alle prestazioni erogate. Era l'occasione messa su un piatto d'argento, perlomeno a causa in parte del grande errore fatto in merito alla situazione delle province, quella di cercare di connettere e coordinare rispetto al Corpo forestale dello Stato con la polizia provinciale. Veramente non si capisce perché, rispetto anche ai suggerimenti e alle proposte che provengono non solo dall'opposizione ma anche da parte della maggioranza, così come chi mi ha preceduto attualmente, il Governo non recepisca questo suggerimento, che potrebbe portare un piccolo contributo rispetto alla soluzione complessiva del personale, delle competenze e delle funzioni delle province, che devono essere ancora concordate d'intesa con le regioni e la Conferenza unificata.
  E anche in riferimento a quello che potrebbe essere un buon bigliettino da visita, anche nei confronti dell'Unione europea e delle riforme, di una riforma che aumenta necessariamente – nella fattispecie se si provvedesse ad approvare questo emendamento – l'efficienza.

  PRESIDENTE. Concluda.

  ROCCO PALESE. Insomma, una riforma vera che andrebbe a contemplare una riduzione dei costi, una riduzione di confusione, una maggiore efficacia ed efficienza nei confronti del servizio e, sicuramente, un vero riordino di tutto il Corpo forestale dello Stato e la Polizia provinciale.
  Ritengo che il Governo debba rivedere la propria posizione su questo aspetto e accogliere, una volta tanto, le sollecitazioni che vengono da quest'aula.

  PRESIDENTE. La ringrazio. Avverto che sono state ritirate dai presentatori le seguenti proposte emendative: Catania 7.41, 7.42 e 9.316; Dorina Bianchi 0.7.501.2 e 7.182; D'Alia 7.140 e 7.186; Catalano 7.144 e 7.145.

  MARIA ANNA MADIA, Ministra per la semplificazione e la pubblica amministrazione. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  MARIA ANNA MADIA, Ministra per la semplificazione e la pubblica amministrazione. Grazie Presidente. Ho chiesto di intervenire su questo punto così importante e delicato – importante e delicato come sta emergendo anche dal dibattito dei diversi gruppi in quest'Aula – per provare a rispondere nel merito. Dico nel merito perché vorrei provare a rispondere al netto di alcuni interventi che parlavano di speculazioni e speculatori che non ho ben capito, e sui quali quindi avrò difficoltà a rispondere nel merito. Invece, ci sono stati molti interventi che, giustamente, hanno sottolineato l'utilità, le funzioni, il valore quindi del lavoro che oggi svolge il Corpo forestale dello Stato in ambiti fondamentali; ne sono stati citati alcuni: il dissesto idrogeologico, la xilella, ma più in generale tutta la tutela del nostro territorio. Questo tema, peraltro, fa parte del nostro tempo e che, quindi, noi dobbiamo riconoscere e valorizzare. Ecco, il Governo riconosce il valore, l'utilità e le funzioni del Corpo forestale, anzi noi con l'intervento riformatore che stiamo discutendo oggi in questo disegno di legge vogliamo rafforzare le funzioni che oggi svolge il Corpo forestale dello Stato. Siccome contano più che la buona fede di ognuno di noi le parole scritte in un disegno di legge che ci apprestiamo a votare e che mi auguro presto diventi legge dello Stato, vorrei leggere qui in quest'Aula quello che noi stiamo per votare rispetto a questo punto: «... ferme restando Pag. 32la garanzia degli attuali livelli di presidio dell'ambiente, del territorio e del mare e della sicurezza agroalimentare e la salvaguardia delle professionalità esistenti, delle specialità e dell'unitarietà delle funzioni attribuite». Penso sia importante partire da questo testo per poi decidere legittimamente quali posizioni avere. Si tratta di un importante testo discusso ed emendato in questo modo in un passaggio parlamentare che c’è stato prima di giungere alla Camera in Commissione e poi in Senato, frutto di una discussione in Senato nella quale emergeva con forza il fatto che noi dovessimo – proprio nel testo di legge – rafforzare l'obiettivo unico di questo articolo, che è quello di dare più forza ai controlli sul nostro territorio, rafforzando e valorizzando la specialità ambientale.
  Voglio anche dirvi, proprio perché questo è un punto delicato, che questa delega – che già ha un peso nelle parole che ci apprestiamo a votare – sarà esercitata con una particolare cura nei successivi passaggi parlamentari che avrà il decreto legislativo.
  In quel decreto legislativo, nei passaggi parlamentari che ci saranno, ci sarà un'attenzione particolare ai dettagli, affinché davvero vi sia una cura sull'unitarietà delle funzioni e vi sia un rispetto non formale, ma sostanziale, delle importanti professionalità che devono seguire quelle funzioni, per valorizzare, come dicevo, la specialità ambientale. Voglio, però, chiudere su un punto, che dovrebbe vederci tutti dalla stessa parte, se condividiamo la valorizzazione delle funzioni ambientali. È un dato oggettivo che meno catene di comando significhi più risorse per i controlli.
  Quindi, credo che – poste tutte le cautele che ci siamo detti, alle quali si aggiunge anche il fatto che, ovviamente, ci dovrà essere, per valorizzare la specificità, l'unitarietà delle funzioni e la specialità ambientale, una dipendenza funzionale dal Ministero competente e di riferimento, al netto di tutto, che sono delle cautele giuste, che voglio, ancora una volta, se pur già scritte nel testo di legge, riaffermare in quest'Aula – il dato oggettivo è che razionalizzare le catene di comando ci darà maggiori risorse per fare i controlli di cui tutti, giustamente, negli interventi che avete fatto, vi siete preoccupati (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

  PRESIDENTE. Prendo atto che gli onorevoli Fiano e Bernini, che avevano chiesto di parlare per dichiarazione di voto, vi rinunziano.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cirielli. Ne ha facoltà.

  EDMONDO CIRIELLI. Signora Ministro, giusto per ringraziarla del fatto che si preoccupi che noi abbiamo difficoltà a comprendere il significato letterale della norma. Noi avevamo letto molto bene le parole che lei, o chi per lei, ha scritto nel testo di legge; ma, in realtà – lei ha parlato di buona fede – non contano le parole, ma contano i fatti ! E la particolare cura di cui lei parla per noi non significa nulla.
  In una legge delega, quello che conta sono i principi e i criteri direttivi, e, da questo punto di vista, vi è una carenza enorme. Quello che voi scrivete è semplicemente la fiera del buonsenso. A noi interessa, invece, entrare nel merito e non ci fidiamo del Governo – perciò votiamo contro la fiducia – perché in tante circostanze ha dimostrato solo di fare annunci e provvedimenti accademici senza coperture finanziarie, a cui sono conseguiti, in questo anno, una serie di disastri economici, sociali e di organizzazione dello Stato; da ultimo e non per ultimo, la finta abrogazione delle province, che si è risolta semplicemente nel risparmio dei soldi utilizzati per la viabilità provinciale, per le scuole superiori, per la manutenzione e anche, a volte, per gli stipendi, provocando debiti fuori bilancio che verranno pagati in futuro.
  Allora, noi vogliamo che nella legge vi siano principi e criteri direttivi precisi. E, rispetto al fermo mantenimento della salvaguardia delle professionalità della tutela della sicurezza e dell'ambiente, noi vogliamo sapere come il Governo intende Pag. 33portarle avanti. Perciò nell'emendamento diciamo, innanzitutto, per quello che ci riguarda, che è meglio che rimanga il Corpo forestale dello Stato. Se volete risparmiare sulle catene di comando o sulle catene logistiche, si potevano fare altri interventi.
  Non vi era neanche bisogno di interventi legislativi: bastavano dei decreti interministeriali per fare centrali uniche di appalto, per prevedere una sinergia sui mezzi e su tutto ciò che è logistica. Ma l'idea di trasferire tout court, senza un disegno chiaro, un Corpo di polizia all'interno di un altro, senza prevedere in maniera espressa dal punto di vista legislativo un'unitarietà di azione, un'unitarietà di progetto, la capacità di questo Corpo di portare avanti quello che svolge oggi, ci mette preoccupazione.
  E anzi, come le ha suggerito e come abbiamo fatto tante volte noi, il collega di SEL, in questo momento, è importante l'idea di dare concretezza alle parole che dice, perché altrimenti – mi scusi, signora Ministro – rimangono chiacchiere. Se alle parole non si dà concretezza, quelle parole sono chiacchiere. Cominciamo a dare un segnale di buona disponibilità. Accorpiamo la polizia provinciale, che svolge un ruolo di polizia ambientale e che ha una professionalità e un ruolo importante all'interno del Corpo forestale. Mettiamoci le risorse, i soldini, anziché distribuirli nei regali, come gli 80 euro o le altre cose che avete in mente per raccattare qualche voto. E allora sì che noi saremo tranquilli e potremo votare questo provvedimento.
  In realtà, voi, semplicemente, per ora, come avete fatto per le province, sulla scorta di un ipotetico risparmio, che non ci sarà, tagliate strutture, storie, persone, servizi, tutela, sicurezza, senza darci alcuna certezza, nell'unico modo che potete – ripeto –, con principi e criteri direttivi chiari e definiti, che peraltro la nostra Costituzione prevede per le leggi delega.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gallinella. Ne ha facoltà.
  Chiedo ai colleghi intorno all'onorevole Gallinella se possono...

  FILIPPO GALLINELLA. Grazie, Presidente. Ministro, il suo intervento credo sia come la toppa che è peggio del buco. Infatti, noi chiedevamo certezze. Glielo voglio chiedere, poi magari ci risponderà: chi controllerà le 130 riserve naturalistiche ? Non ce l'ha detto. Chi combatterà il traffico illecito dei rifiuti, quello che adesso fa il Corpo forestale dello Stato ? Non ce l'ha detto. Chi combatterà le fitopatie come la Xylella, perché ce ne saranno sicuramente altre ? Chi lo farà ? Lei non ce lo dice. Chi presidierà i comuni montani, chi farà il presidio dei comuni montani ? Lei non ce lo dice. Chi controllerà tutte le frodi dell'agroalimentare ? Lei nuovamente non ce lo dice !
  Lei è responsabile, come il Ministro Martina, della distruzione del Corpo forestale dello Stato (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle), che da sempre fa presidio sul territorio su temi importanti ! Lei non ce lo dice (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) !

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Zaccagnini. Ne ha facoltà.

  ADRIANO ZACCAGNINI. Presidente, Ministro, dopo il suo intervento ci pare di capire che l'accorpamento sia dovuto, oltre che ad una razionalizzazione e ad una riorganizzazione dello Stato, fatta però male e le criticità sono state già esposte, perché le duplicazioni delle forze dell'ordine andavano affrontate in altra maniera, ad un altro elemento, quello della riduzione dei costi.
  Ora, il Corpo forestale costa 500 milioni di euro all'anno: 460 milioni di stipendi, 40 milioni di spese per i controlli e il Corpo forestale commina sanzioni per 30 milioni di euro all'anno. Quindi, sostanzialmente, rientra nei costi dei controlli.
  Qui è distruggere, perché è lo smembramento – il fatto che non rimarrà Pag. 34l'unitarietà del Corpo – fra vigili del fuoco, carabinieri e Polizia di Stato, perché forse verrà lasciata la libertà di scelta a qualcuno di andare nella Polizia di Stato, perché forse non vorrà sottostare a un regime militare. A questo, forse, ci dovrebbe rispondere l'onorevole Fiano, che è responsabile per la sicurezza del PD. Cosa ne pensa ? Secondo lui è corretto che delle persone che hanno deciso per scelta di fare un tipo di carriera e di non sottostare al codice penale militare, debbano finire a fare un'attività militarizzata e che deve sottostare al regime militare ? Gradiremmo una risposta anche da lui.
  Questo ulteriore elemento, quello dei costi, è assolutamente insensato. Non si può pensare di fare spending review su servizi così importanti. Il debito non può essere ripagato da noi cittadini in questo modo. Il debito sostanzialmente ha fatto funzionare l'economia e il sistema economico fino a pochi anni fa, prima della crisi, e ora inculcare nella testa delle persone che la spending review deve essere fatta sulla pelle dei cittadini è qualcosa di assolutamente falso e controproducente.
  Il Corpo forestale dello Stato ha 200 anni di storia, 200 anni di storia !
  State mettendo mano a qualcosa che ha veramente delle radici nel nostro Paese, che si prende cura non solo di controlli, come ha citato lei sulla Xylella, ma anche sugli OGM, sulla terra dei fuochi, sulle discariche abusive, sugli sversamenti e sugli inquinamenti delle falde, sugli incendi, sul bracconaggio e sulla pesca, e che con gli ecoreati, una legge che abbiamo votato, avrebbe un'ulteriore funzione e un'ulteriore importanza. Trasportare il Corpo forestale dello Stato nei carabinieri cosa porterà oltre che a una scelta coatta, forzata, per le persone che ci lavorano di essere militarizzate sostanzialmente ? Non si capisce cosa porterà dentro i carabinieri, a che tipo di riorganizzazione, perché la delega è vaga. Anche il suo intervento, Ministro, con tutta la buona volontà è stato molto vago, di quello che lei ha letto le uniche due parole che sono interessati sono «l'unitarietà delle funzioni». Questo, forse, è un principio sul quale vigileremo, sicuramente qua in Parlamento, ma lei capisce bene che tale vaghezza non tutela nessuno e non ci garantisce di niente, soprattutto del fatto che lei rimanda a dei passaggi con decreti ministeriali il modo in cui verrà assorbito il Corpo forestale.
  Lei ha sottolineato varie volte «rafforzamento». Ma rafforzamento di cosa ? Come si fa a rafforzare il Corpo forestale smembrandolo, sembrandolo in vari pezzi ? Come si può rafforzare il Corpo forestale non mettendo ulteriori risorse ? Come si può rafforzare il Corpo forestale se sostanzialmente andiamo a tagliare ? E andiamo a tagliare perché dobbiamo sottostare a una spending review, alle logiche del debito che devono ripagare i cittadini con lo smantellamento dello Stato, uno Stato sempre più leggero, una situazione dove i servizi sono sempre più carenti e minori. Io veramente chiedo a Fiano, dato che è responsabile sicurezza del PD, di intervenire sulla questione della militarizzazione del Corpo forestale di dirci cosa ne pensa e lei, Ministro, di rendere meno vago il testo, approvando alcuni dei nostri emendamenti o riformulandoli, in particolare quello sull'accorpamento con la polizia provinciale che ci sembra una cosa più sensata, una via migliore da intraprendere.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Paglia. Ne ha facoltà.

  GIOVANNI PAGLIA. Grazie, Presidente. Credo che ci sia un problema, invece che «... ferme restando le garanzie degli attuali livelli...» si poteva anche scrivere garantendo un miglioramento degli attuali livelli, perché tanto a scrivere una legge è molto facile, si può fare tutto e si può fare di più, poi però rimane un problema che a gestire le cose non sono le leggi, ma sono le strutture organizzative dello Stato. Allora qui il punto a cui si dovrebbe rispondere non è cosa scriviamo nella legge delega ma è: l'attuale struttura organizzativa del Corpo forestale dello Stato è efficiente, è efficace, funziona e ha Pag. 35senso o no ? Perché se sì, come viene riconosciuto da tutti all'interno quest'Aula, deve essere chiaro che smembrarlo, disaccorparlo, cambiarne la struttura organizzativa, vorrà dire un peggioramento presumibile della situazione. Questo è il punto non un altro, non cosa è scritto nella legge.

  PRESIDENTE. Concluda.

  GIOVANNI PAGLIA. Quante alle catene di comando, Ministro, anche lei potrebbe sparire come Ministero e lasciare alla Presidenza del Consiglio le sue competenze, ma non viene fatto perché si presume che la pubblica amministrazione abbia bisogno di un suo comando, perché non è semplicemente vero che cancellare le catene di comando fa risparmiare. Fa risparmiare in termini di denaro, altro è il punto della funzionalità di quelle catene di comando. Alcune catene di comando distinte sono utili, se le competenze e le funzioni sono utili, se le strutture sono organizzate è bene che stiano separate, sono utili. Quindi non si può rispondere come ha fatto lei. Questa era una risposta da leguleio, ma da un Ministro ci si aspetta una risposta da chi governa lo Stato, non da chi scrive norme o grida manzoniane.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Terzoni. Ne ha facoltà.

  PATRIZIA TERZONI. Grazie, Presidente. Ringrazio la Madia per averci letto una parte del provvedimento, che pensa che forse non abbiamo letto, quindi io, adesso, le leggo il prosieguo del provvedimento che, forse a questo punto, io penso che lei non l'abbia letto, visto che è stata una modifica che è stata apportata in Commissione. Nel provvedimento che porta la sua firma c’è scritto, leggo testuali parole: «in caso di assorbimento del Corpo forestale dello Stato, anche in un'ottica di razionalizzazione dei costi, il transito del personale nella relativa Forza di polizia, nonché la facoltà di transito, in un contingente limitato, previa determinazione delle relative modalità, nelle altre Forze di polizia, in conseguente corrispondenza delle funzioni alle stesse attribuite e già svolte dal medesimo personale, con l'assunzione della relativa condizione, ovvero in altre amministrazioni pubbliche, di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165».
  Lei ha parlato di rafforzamento della tutela ambientale, ma nel provvedimento che lei ha firmato li sta sparpagliando ovunque. Altre amministrazioni, altri enti locali, significano scuole, regioni, comuni, istituti, qualsiasi cosa. L'avete firmato voi: come fate a garantire il rafforzamento della tutela ambientale, se li state sparpagliando ovunque ?

  PRESIDENTE. Grazie, onorevole Terzoni...

  PATRIZIA TERZONI. Allora io qui chiedo di potere votare favorevolmente l'emendamento 7.60 e l'emendamento Massimiliano Bernini 7.76, con cui chiediamo di togliere di entrare in un corpo di polizia militare, ma soprattutto chiediamo di creare una direzione centrale, dove potere fare confluire tutti quanti. Allora sì garantireste il rafforzamento della tutela ambientale, se veramente lo volete fare e non è solo truffa quello che state dicendo (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Benedetti. Ne ha facoltà.

  SILVIA BENEDETTI. Grazie Presidente. Vorrei solo fare una riflessione, perché il Ministro Madia dice: partiamo da questo testo.
  Mi ricorda un po’, come metodo, il metodo che è stato usato per l'IMU agricola. Quando a suo tempo venne in Aula questo provvedimento sull'IMU agricola, ci è stato detto: intanto partiamo con l'IMU agricola e poi faremo un tavolo per valutare al meglio gli effetti di questo provvedimento. Quindi è l'ennesimo metodo di questo Governo Renzi, per cui prima si fa Pag. 36il pasticcio, poi si paventa la possibilità di vedere insieme come sistemare questo pasticcio e poi non si fa niente e ci si tiene il pasticcio. Complimenti (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Micillo. Ne ha facoltà.

  SALVATORE MICILLO. Grazie Presidente. Il Ministro ha detto che vuole rafforzare il Corpo forestale dello Stato. Ci sembra alquanto strano che su questi fogli non leggiamo di incrementi e investimenti per chi dovrebbe, in un certo senso, sconfiggere le ecomafie. Non leggiamo di investimenti per nuove macchine e non leggiamo investimenti per l’intelligence. Infatti ricordiamo che ci vuole un'intelligenza specifica per entrare in certi territori che hanno visto i disastri ambientali. Non l'ha capito Lega Ambiente, non l'ha capito Greenpeace, guarda caso non l'ha capito neanche il Corpo forestale dello Stato, che da giorni sta manifestando fuori Montecitorio e fuori dal Senato ! E non l'ha capito neanche Sergio Costa, che è il comandante del Corpo forestale in campagna, che da tutti in Campania è visto come un'icona del contrasto alle ecomafie. Lo stesso Sergio Costa, che molti di voi seguono...

  PRESIDENTE. Chiedo scusa. Collega...

  SALVATORE MICILLO. ... lo stesso Sergio Costa, che viene accompagnato da molti deputati del Partito Democratico in Campania e non per dargli coraggio di andare avanti. È l'ennesima beffa, l'ennesima beffa per i nostri territori, perché – ricordiamolo sempre Ministro Madia – che la Terra dei fuochi continua a bruciare, nonostante voi (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cera. Ne ha facoltà.

  ANGELO CERA. Grazie Presidente. Ministro, in queste ore, se viene dalle mie parti, vedrà sui cucuzzoli più alti il Corpo forestale. In queste ore gli incendi dalle parte mie non si contano. Sono incendi che solitamente non sono affidati a nessun altro corpo dello Stato, se non alla piccola organizzazione comunale e a quella regionale. Ma la forestale sta lì.
  A questo punto, visto e considerato che abbiamo letto una buona spalmatura dei buoni propositi e, ovvero dove queste professionalità potrebbero andare a finire, io mi chiedo giusto giusto – ma è una provocazione – cosa ci stia a fare più il corpo degli alpini. Io questo vorrei capire.

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE LAURA BOLDRINI (ore 12,15)

  ANGELO CERA. La montagna è legata nella fantasia del nostro popolo al Corpo forestale, a quel segno dello Stato, che raggiunge gli allevatori nei piccoli centri o nelle piccole zone, che non si raggiungono con la civiltà e dove esistono ancora uomini che con la civiltà normale non hanno nulla a che vedere.
  Allora, io mi chiedo queste specificità del Corpo forestale, che sono uniche, non sono come quelle di mandare un applicato all'università o di mandare un applicato in una scuola o un bidello in una scuola. Queste sono specificità uniche, che noi togliamo al territorio.
  E continuiamo a toglierle, signor Ministro, ai paesi di montagna, a quei paesi di montagna che voi rendete sempre più poveri. La gente sta andando via. La desertificazione dei piccoli comuni sta sotto gli occhi di tutti. I comuni montani sono i più poveri del mondo.
  Allora, io chiedo, oltre che l'immediata rivisitazione della legge sull'IMU agricola, di rivedere questo provvedimento, che, letto bene, signor Ministro, è la dimostrazione che oramai per voi il Corpo forestale dello Stato è stato spalmato, dovete solo decidere dove. Ma noi vi chiediamo di ritornare indietro, perché non sia che questo Governo faccia solo i guai e poi si Pag. 37vede domani mattina che cosa deve succedere. Oggi, se si può mettere mano a un qualcosa che si sta distruggendo e bloccarlo, abbiamo l'obbligo di farlo.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Massimiliano Bernini. Ne ha facoltà.

  MASSIMILIANO BERNINI. Grazie, signora Presidente. Secondo le stime di molti sindacati di polizia, tutte le forze dell'ordine soffrono di una carenza di organico di 42 mila unità. Quindi, Presidente, per suo tramite, mi rivolgo al Ministro, chi ci assicura che le donne e gli uomini del Corpo forestale dello Stato e le loro competenze non verranno spalmate, utilizzate, disperse per tappare questi buchi ? Questo è il nodo, questa è la domanda che noi oggi rivolgiamo al Governo.
  Per noi non c’è nessuna garanzia su questa questione. State sancendo la fine del Corpo forestale dello Stato e della sua funzione fondamentale per il nostro Paese (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Vecchio. Ne ha facoltà.

  ANDREA VECCHIO. Grazie, signora Presidente. Da più parti si nota – le statistiche lo dicono, gli altri Paesi ce lo rimproverano – come questo Paese sia molto vecchio, un Paese ingessato con organismi incrostati, super dotati di personale, incapaci di funzionare.
  Allora, se questo Governo se sta facendo questo tentativo di porre mano ad una riforma, va premiato. In questo Paese si parla di riforme da quarant'anni – io avevo i pantaloncini corti quando si parlava di riforme –, ma ogni volta che una riforma è stata tentata, è stata subito smontata dalle opposizioni, che si aggrappano a questi tentativi di ricerca di notorietà, a questi tentativi di stare sul pezzo, facendo opposizione irragionevole e non ragionata.
  L'accorpamento del Corpo forestale è una cosa logica, naturale e giusta. Questo Paese ha sette corpi di polizia. Gli altri Paesi ne hanno due, al massimo tre. Allora, che discorsi vogliamo fare ? Di cosa vogliamo parlare ? Su cosa vogliamo ragionare ?
  E poi la forestale sarà accorpata ai carabinieri. In questo momento, credo che i carabinieri siano il corpo più efficiente che c’è nel Paese, ma anche il corpo che più capillarmente occupa il territorio del Paese. Quindi, se, come si pensa di fare, la forestale verrà accorpata ai carabinieri, ne avrà un vantaggio tutto il territorio, perché i servizi della forestale saranno gestiti anche dai carabinieri, insieme alla forestale.
  I carabinieri in Italia svolgono una serie di attività specifiche di controllo dell'alimentazione, di controllo della produzione che ben si accorpano, ben si sommano a quelli che svolge in questo momento la forestale. Quindi credo che sia un elemento di grande qualità e di grande novità accorpare la forestale con i carabinieri e credo – glielo dico per l'ultima volta – che le opposizioni siano assolutamente strumentali per stare sul pezzo (Applausi dei deputati del gruppo Scelta Civica per l'Italia).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto la deputata Mucci. Ne ha facoltà.

  MARA MUCCI. Grazie, Presidente. Ringrazio la Ministro Madia per l'intervento precedente e mi auguro che le parole scritte in questo disegno di legge delega, ovvero fermo restando la garanzia degli attuali livelli repressivi dell'ambiente, del territorio, del mare e della sicurezza, siano scritte come sulla pietra nelle leggi che emanerete. Ricordo anche però il «no» fermo dell'antimafia alla razionalizzazione e all'assorbimento del Corpo forestale e cito: l'antimafia dice, in audizione del sostituto procuratore Roberto Pennisi il 4 novembre 2014, che «un eventuale assorbimento potrebbe rischiare di stemperare di molto il patrimonio di conoscenze e di Pag. 38esperienze e quindi la capacità investigativa di questo Corpo che noi sosteniamo che è il più diretto e stretto collaboratore nostro come procura nazionale e delle procure distrettuali. Il Corpo forestale dello Stato deve mantenere una propria identità perché attraverso il mantenimento della propria identità può sviluppare sempre meglio la propria conoscenza che, con tutto il rispetto per le altre forze di polizia, per quanto riguarda il Corpo forestale non concerne soltanto la sua attività per quanto riguarda i rifiuti ma anche tutta la criminalità ambientale». Non ho ben compreso, Ministro, di quanto risparmio stiamo parlando perché questa operazione è stimata in circa 20 milioni da parte dei sindacati ma è a costo invariato per il Servizio del bilancio. Lei prima non ci ha citato delle cifre, posto che comunque il costo della razionalizzazione di questo risparmio si ripercuote ed ha un valore se compensato con la perdita di competenze eventuali che potrebbero esserci. Su questo nessuno ha delle certezze ma chiaramente abbiamo delle perplessità e io glielo comunico, anche perché questa operazione inizialmente costa per quanto riguarda, ad esempio, le divise 12,3 milioni, i mezzi civetta e quelli speciali 8,3 milioni, flotte aeree 2,5 milioni, formazione 1,54 milioni per un totale di circa 24,6 milioni iniziali. Lei dice giustamente – sarà poi anche questo da verificare – che razionalizzare le catene di comando consiste in un risparmio che però ribadisco non dovrebbe ripercuotersi in una perdita di competenze. Il punto è che l'Unione europea vi ha sì detto che era necessario razionalizzare ma vi aveva anche detto di razionalizzare tutte le Forze armate. Allora io vi chiedo perché siete intervenuti solo su questo tipo di forza, sul Corpo forestale dello Stato.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, la deputata Ruocco. Ne ha facoltà.

  CARLA RUOCCO. Grazie Presidente, mi fa piacere che ci sia proprio lei a presiedere, perché quando si è trattato di cancellare con un colpo di penna i vitalizi ai condannati ex parlamentari ci sono state moltissime perplessità. Infatti chiaramente i vitalizi devono costare circa 230 milioni di euro all'anno allo Stato, ai poveri cittadini ai quali, invece, con lo stesso colpo di penna, senza se e senza ma si levano i presidi di legalità. Si avvicina la stagione estiva, siamo in piena stagione estiva, sappiamo quanti incendi mettano a rischio la salute dei cittadini. Quando si parla di salute dei cittadini si pensa sempre a razionalizzare, quando si parla dei privilegi si trovano sempre un milione di eccezioni. Vi posso solo dire una cosa: trovo tutto questo veramente vergognoso (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Giachetti. Ne ha facoltà.

  ROBERTO GIACHETTI. Grazie Presidente. Signor Ministro, quando ovviamente gli argomenti che vengono portati contro alcune norme sono quali alcuni di quelli che io ho sentito, per lei è gioco facile ovviamente dimostrare quella che può essere l'utilità di una determinata norma.
  Io personalmente voglio dirle con molta franchezza che non penso che il Governo voglia consegnare alla criminalità organizzata i nostri territori, né penso che il Governo voglia smantellare e distruggere la ragione e la funzione del Corpo forestale dello Stato, neanche penso che il Governo voglia arretrare una migliore presenza territoriale, soprattutto in determinate funzioni. Non penso questo e devo anche dirle che rispetto a tante deleghe che ho visto scorrere in quest'Aula, negli anni che ho passato qui dentro, ce ne fossero state di deleghe, lo dico all'onorevole Cirielli, con dei paletti così precisi e così definiti come quelli che vediamo in questa occasione. Quindi, lei ha gioco facile a dire ovviamente quello che tutti sappiamo e cioè che quelle funzioni non saranno certo eliminate, anzi quelle funzioni probabilmente saranno rivalutate, con una maggiore riorganizzazione che Pag. 39comporta, lo dico anche alla collega Mucci, certamente dei risparmi dal punto di vista finanziario, ma una migliore organizzazione anche dell'intervento sul territorio, che può portare risparmi anche su altri settori che non sono immediatamente collegati a un risparmio immediato, ma possono essere collegati, per esempio, a una maggiore possibilità anche per i cittadini di interagire con determinate Forze.
  Quindi, non penso che ci sia un disegno perverso da parte del Governo e le dico, ovviamente signor Ministro, che io voterò, alla fine, a favore di questo articolo e anche della scelta che il Governo ha preso, però le devo dire con molta franchezza, perché è mio costume farlo, che c’è un tema su cui c’è da parte mia un dissenso politico, preciso. Guardi che non è che gli agenti del Corpo forestale dello Stato non vogliono o pensano che sia sbagliato l'accorpamento con altre Forze, perché gli agenti del Corpo forestale dello Stato – io ho visto comunicati – sono favorevoli, in una riorganizzazione, a fare quello che diciamo da tanto tempo, e cioè di andare in un altro Corpo. Il mio dissenso politico, e penso che sia il dissenso di molti di coloro appartenenti al Corpo forestale dello Stato, è: qual è il Corpo dove si va a collocare la riorganizzazione e le funzioni del Corpo forestale dello Stato ? Penso che, anche in linea con quello che l'Europa ci suggerisce – e lo dico, come sa, Ministro, perché è un altro mio chiodo fisso, e riguarda anche il tema della Guardia di finanza – sarebbe stato molto meglio mettere queste funzioni e allocare questa riorganizzazione in una forza di polizia civile e non militare. Perché io penso che sarebbe meglio seguire la strada di una smilitarizzazione progressiva di determinate funzioni. Voi state facendo una scelta diversa. Ovviamente la rispetto, dissento, ma è del tutto evidente che questo mio dissenso non può mettere in discussione il fatto che dopo anni noi abbiamo bisogno di riorganizzare e riaccorpare e, se possibile, anche semplificare la presenza dello Stato in funzioni particolari e definite come quella del Corpo forestale dello Stato (Applausi di deputati del gruppo Partito Democratico).

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Quaranta 7.25, con il parere contrario della Commissione e del Governo, e con il parere favorevole dei relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Sgambato, Ermini, Ginoble, Crippa...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  449   
   Votanti  448   
   Astenuti    1   
   Maggioranza  225   
    Hanno votato  174    
    Hanno votato no   274.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Brunetta 7.34 e Giancarlo Giorgetti 7.35, con il parere contrario della Commissione e del Governo e il parere favorevole dei due relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Nicchi, Bechis.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  443   
   Votanti  441   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  221   
    Hanno votato  168    
    Hanno votato no   273.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

Pag. 40

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Invernizzi 7.43, a pagina 22 del fascicolo. Tutti i pareri sono contrari.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Cirielli. Ne ha facoltà.

  EDMONDO CIRIELLI. Grazie, signora Presidente. Colleghi, intervengo solo per chiarire ancora meglio, se ci fossero dubbi sul nostro pensiero. Ribadiamo che non sappiamo le fonti da cui alcuni colleghi apprendono le volontà specifiche degli appartenenti al Corpo della polizia forestale. Per quanto ci riguarda e per quello che abbiamo sentito, con una lunga militanza ed i trascorsi di certi rapporti, sappiamo bene che gli appartenenti al Corpo della polizia forestale vogliono salvaguardare il Corpo della polizia forestale, e non per vantaggi personale, perché, probabilmente, individualmente avrebbero trattamenti economici anche migliori in altre forze di polizia. La verità è che gli appartenenti al Corpo della polizia forestale ritengono, come chi vi parla e come molti dell'opposizione hanno detto, che quell'esperimento, questa storia di impegno civile, militare, di servizio per tutelare l'ambiente che ha caratterizzato la storia del Corpo forestale, è qualcosa di unico, irripetibile, da non disperdere. Quindi, la nostra prima battaglia è dire «no» all'abrogazione, allo smembramento del Corpo. Poi, è evidente che, rispetto alla volontà pervicace della maggioranza – che sappiamo essere tale solo per effetto di un premio elettorale, quindi non è neanche maggioranza del Paese ma solo nella logica dei numeri –, questa riforma il Presidente del Consiglio la porterà avanti e la sua maggioranza la sosterrà, per le motivazioni, per noi demagogiche, che abbiamo detto, cioè tanto per poter dire: ho fatto la riforma delle polizie, prima ce n'erano cinque, adesso ce ne sono solo quattro. Detto ciò, quello che a noi interessa, come secondo scopo, è mantenere l'unitarietà della funzione, all'interno di un corpo o un altro; che sia polizia di Stato, carabinieri o Guardia di finanza ci interessa poco. Però, se mi consentite, Presidente e colleghi, non possiamo neanche tollerare l'idea che le polizie civili possano fare meglio quello che fanno le polizie militari. Credo che nell'avventurarsi nel dire che i civili sono meglio dei militari o che i militari sono meglio dei civili si faccia un cattivo servizio al Paese, alla nazione. Credo che i carabinieri fanno benissimo il loro dovere anche se sono militari; qualcuno potrebbe dire: soprattutto se sono militari. Dico che la polizia di Stato fa benissimo il suo dovere anche se è civile; qualcun altro direbbe: perché è civile. Penso che sia sbagliato porre la questione in questo modo. Quello che chiediamo al Governo è di non disperdere l'unitarietà dell'azione, di mettere le risorse. Noi chiediamo in più di non smembrare il Corpo, di non scioglierlo. Se lo volete fare, perché avete deciso, con la forza dei numeri di andare avanti, fatelo in modo da salvaguardare il servizio, a prescindere dalla sua destinazione, sia essa nella polizia sia essa nei carabinieri, o, lo ribadisco – perché no ? –, la Guardia di finanza.
  Il problema non è civile o militare, perché sarebbe veramente una mortificazione per gli uomini e le donne, o militari o civili, che svolgono benissimo ed egregiamente le funzioni di polizia. Penso che il problema sia salvaguardare le funzioni di tutela del paesaggio, di polizia ambientale, che il Corpo di polizia forestale, aggiungo, insieme alle polizie provinciali, svolge benissimo e, per quello che diciamo noi, se fossimo forza di Governo, noi non solo non sceglieremmo il Corpo di polizia forestale, anzi riuniremmo la polizia provinciale, riuniremmo le polizie regionali, e gli daremmo più risorse e più funzioni, perché è stato un esperimento unico, grande ed irripetibile della nostra storia sia del Regno sia della Repubblica.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Quaranta. Ne ha facoltà.

  STEFANO QUARANTA. Grazie, signora Presidente. Volevo interloquire a proposito del garbato intervento del Presidente Giachetti, il quale, nella sostanza, sostiene: bene la riforma, era ora, e tuttavia è Pag. 41sbagliato inserire il Corpo forestale in un corpo di polizia a carattere militare. Io invece, onorevole Giachetti, penso esattamente il contrario. La cosa che lei denuncia come punto finale è frutto di un'impostazione sbagliata nel processo di riforma delle forze di polizia, perché il problema del nostro Paese, onorevole Giachetti, è la duplicazione e la sovrapposizione delle forze di polizia a carattere generale. Una vera riforma delle forze di polizia doveva partire da un coordinamento funzionale, io credo, delle forze di polizia a carattere generale per arrivare progressivamente ad una unificazione di queste forze, perché la duplicazione inutile del nostro Paese e i suoi costi sono legati a questo. Invece, qui si agisce per puro spot elettorale sulla forza di polizia più debole, cioè il Corpo forestale, il quale invece andrebbe potenziato perché il nostro Paese ha delle specificità di cui occorre tenere conto e perdere la cultura innanzitutto di questa forza di polizia e la conoscenza che essa ha è veramente deleterio per il nostro Paese. Si poteva fare allora un'opera di semplificazione anche qui accorpando tutte le forze di polizia a carattere ambientale. Va bene quindi giustificare tutto, però purtroppo la cosa che lei denuncia giustamente – e la condivido – della militarizzazione del Corpo forestale è frutto di un'impostazione politica sbagliata, priva di coraggio riformatore.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Fiano. Ne ha facoltà.

  EMANUELE FIANO. Grazie, Presidente. Prendo lo spunto dall'ultimo intervento del collega Quaranta e anche da alcune cose dette dal collega Cirielli. Intanto vorrei chiedere al collega Cirielli: dove è scritto nel testo della delega che noi smembreremo le competenze del Corpo forestale dello Stato una volta che esso sarà assorbito da un altro dei corpi di polizia ? Dove ? Fateci vedere il paragrafo del testo, che chiediamo all'Aula di approvare, in cui vi è scritto che il Governo intende disegnare uno spezzettamento di quel corpo. Noi scriviamo il contrario, che è quello che noi vogliamo fare ! Salvaguardare le competenze e le professionalità speciali, riconosciute a livello internazionale, di questo corpo all'interno di un altro dei corpi dello Stato. Qui si affronta una discussione, legittimamente, secondo me con una conoscenza, in alcuni casi, residuale dei dati dell'organizzazione del modello di sicurezza del Paese. Nel nostro Paese vi sono circa 38 funzioni che svolge il comparto sicurezza, che sono spalmate su dieci corpi organizzativi dello Stato, più uno privato, perché in alcuni casi usiamo anche corpi privati per la sicurezza degli aeroporti o, come abbiamo visto, anche dei tribunali. Noi vogliamo procedere per il bene del Paese, per una migliore efficienza del servizio, non primariamente per un taglio dei costi, per un miglioramento della qualità del servizio che offriamo ai cittadini, ad una semplificazione. Signora Presidente, mi rivolgo a lei per dire all'onorevole Quaranta che noi facciamo battaglia contro le duplicazioni. Posso dare un dato che nessuno cita mai ? Una delle attività precipue del Corpo forestale dello Stato è la prevenzione o la repressione dei reati in materia di sicurezza ambientale.
  Sapete tra i quattro corpi principali dello Stato (Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di finanza e Corpo forestale) quale è la percentuale di attribuzione dei reati denunciati in materia ambientale ? C’è una prevalenza dell'Arma dei carabinieri, intorno al 47 per cento, e al secondo posto il Corpo forestale, al 42 per cento. In altre parole, il 90 per cento delle denunce dei reati ambientali è già ripartito tra due corpi dello Stato, quasi paritariamente.
  Noi vogliamo che le competenze specifiche di questo Corpo vengano assorbite in un altro, senza perdere nulla di quelle competenze. Si sta parlando di due ipotesi, quella dell'Arma dei carabinieri e quella della Polizia di Stato. L'Arma dei carabinieri ha una diffusione capillare sul territorio molto più simile alla diffusione delle stazioni del Corpo forestale dello Stato, ma non è ancora scritto nella delega.Pag. 42
  Ovviamente, ci sono delle peculiarità in un caso e delle peculiarità in un altro, ma noi non stiamo attuando lo spezzettamento. Qui è stato fatto un rilievo rispetto ai reati di natura mafiosa ambientale, il traffico dei rifiuti o quant'altro. Perché l'assunzione di questi compiti in un corpo speciale, in un riparto di uno degli altri due corpi di polizia a carattere generale, dovrebbe essere una diminutio rispetto alla lotta contro i reati ambientali di stampo mafioso ? Sarà una maggiore attività, un aumento della capacità repressiva e preventiva rispetto a competenze di tipo militare o civile che esistono in corpi di polizia, a cui la legge n. 121 del 1981 assegna esattamente quei compiti di prevenzione e repressione.
  Non bisogna avere paura delle semplificazioni, ma, se voi foste di fronte a una maggioranza, dovreste dimostrare che in un testo depenna delle funzioni: è esattamente il contrario. Noi vogliamo un'organizzazione più semplice e compatta dei corpi dello Stato che si occupano di quelle specifiche funzioni che oggi sono assegnate al Corpo forestale dello Stato. Ogni altra polemica non appartiene a questo testo: apparterrà a una nostra polemica. È il contrario di quello che noi vogliamo (Applausi dei deputati del gruppo del Partito Democratico).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Zaccagnini. Ne ha facoltà.

  ADRIANO ZACCAGNINI. Presidente, ringrazio il deputato Fiano per essere intervenuto e averci chiarito la sua posizione. Innanzitutto, vorrei però fargli notare che l'emendamento 7.500 della Commissione (quindi, con parere favorevole del relatore) prevede «fatte salve le competenze del medesimo Corpo forestale in materia di lotta attiva contro gli incendi boschivi, gli spegnimenti con mezzi aerei degli stessi da attribuire al Corpo nazionale dei vigili del fuoco con le connesse risorse». Quindi, diciamo che una parte di questo corpo, quello relativo agli incendi, sicuramente verrà ripartita in un altro corpo. Questo può essere definito spezzettamento-smembramento o comunque dà l'idea di questo. Non sapremo come verrà interpretata la delega proprio perché comunque dovrà essere interpretata e applicata dal Governo in un modo che è vago, in questo momento, a parte le attestazioni personali.
  Per quanto riguarda, invece, la questione della militarizzazione, il collega Fiano non ha risposto nel merito, io credo, in particolare rispetto a quello che ci indica l'Europa per andare verso la creazione di corpi civili di polizia. Se lascerete libertà di scelta, questa è la mia domanda, agli appartenenti del Corpo forestale anche di non entrare eventualmente nei carabinieri ...

  PRESIDENTE. Concluda.

  ADRIANO ZACCAGNINI. È chiaro che entreranno in un altro corpo e quindi in qualche maniera avverrà un ulteriore parte dello smembramento-spezzettamento, che mi auguro non avvenga e vigilerò su questo, ma è chiaro che, al momento, non abbiamo nessuna garanzia.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Russo. Ne ha facoltà.

  PAOLO RUSSO. Presidente, è un errore e temo che lo sappiate. È un grave errore, peraltro non facilmente rimediabile: il Corpo forestale dello Stato viene di fatto cancellato. Fiano dice bene quando dice che il sistema diventerà più compatto. Diventerà esattamente più compatto, perché è stato cancellato d'un colpo un importante presidio di legalità nel nostro Paese.
  Le competenze saranno un po’ ripartite, c’è da auspicare che non lo siano molto e che siano tutte travasate in un solo Corpo, ma da quel che vedo è evidente che l'attrazione e il tentativo di mediazione che si celebra non in quest'Aula, ma altrove, produrrà il risultato di spezzettare competenze e sensibilità in mille rivoli, perdendo definitivamente quella unitarietà, quella capacità di risposta che solo il Corpo forestale aveva con specifiche e precise competenze.Pag. 43
  Mi riferisco, guardate, alle competenze sul fronte dell'anticontraffazione. Noi riteniamo che questo sia un tema centrale nel nostro Paese, che riguarda le opportunità di sviluppo del nostro Paese e, nel mentre riteniamo questo, cancelliamo d'un colpo quello strumento che rende questa prospettiva più forte e soprattutto più vicina.
  Nell'anno dell'Expo, mentre proviamo a rappresentare al mondo la specificità della nostra tradizione agricola del Paese, nell'anno in cui dovremmo rappresentare davvero qual è la speranza di agricoltura del nostro Paese, in quell'anno, invece di rafforzare quelle competenze, invece di indicare come quelle competenze devono essere un modello per il Paese, voi che fate inopinatamente ? Un colpo di spugna. Io escludo che si tratti di un colpo di spugna punitivo, temo, viceversa, che si tratti di un colpo di spugna sul fronte del marketing, sul fronte della semplificazione tesa a indicare che serve questa semplificazione, ma non tesa a indicare, viceversa, che quella semplificazione può rappresentare davvero un risparmio nella spesa.
  Nell'anno in cui questo Parlamento ha approvato fattispecie penali nuove per il contrasto agli eco-reati, in quell'anno puntualmente da una parte si aiuta il sistema delle tutele ambientali e dall'altra parte si sottrae un elemento di forza rappresentato proprio dal Corpo forestale dello Stato.
  Nell'anno, Ministro, della massima esposizione del Corpo forestale sul tema della «Terra dei fuochi», in quel medesimo anno si prova con il bianchetto a cancellare quella tradizione, quella storia, quell'ingegno.
  Ho la sensazione che non state rendendo un buon servigio al Paese, ho la sensazione che così come con le province, nel tentativo di fare uno spot, provate a cancellare tutto quello che c’è, dimenticando che, dietro quello che cancellate, ci sono storie, ci sono competenze misurate soprattutto negli ultimi anni, ci sono investimenti, ci sono anche attenzioni di mondi diversi, che vedono in questa cancellazione una diminuzione dell'attenzione del sistema Paese nei confronti delle tutele ambientali. Per questa ragione, proveremo con questi emendamenti e con quelli successivi, ad esprimere le ragioni a tutela del Corpo forestale dello Stato.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato L'Abbate. Ne ha facoltà.

  GIUSEPPE L'ABBATE. Signora Presidente, leggo testualmente: «il transito del personale nella relativa forza di polizia nonché la facoltà di transito nelle altre forze di polizia ovvero in altre amministrazioni pubbliche». Allora, onorevole Fiano, questo è italiano, quindi dovremmo capirlo tutti e quindi dovrebbe capirlo anche lei che questo è un vero e proprio spezzettamento del Corpo forestale in altre forze che hanno bisogno di altri numeri (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
  Ma il Ministro Madia vorrei che ci rispondesse su una questione: se il Corpo forestale costa 30 milioni all'anno e riesce a racimolare, quindi a recuperare, tramite le sanzioni 28 milioni all'anno circa, mediamente negli ultimi cinque anni, dov’è il risparmio ? Spiegateci dov’è questo risparmio, quando invece per la soppressione avremo dei costi all'incirca di 15 milioni di euro. Quindi ci costerà più la soppressione che il resto.
  Allora, ci dite dov’è il vantaggio di questa soppressione ?
  La realtà è che una riforma delle forze dell'ordine è quello che vorremmo tutti. Chi non vorrebbe una riforma completa di tutte le forze ? Non riuscite a farla perché ci sono degli interessi troppo forti. Allora, per tutelare determinati corpi, siete partiti dallo smantellamento di quello che in realtà potete fare più semplice. Allora, queste sono le domande a cui il Ministro deve darci una risposta.
  Poi, francamente, collega Fiano, per quanto riguarda le parole del Ministro, che dice: «fermi restando gli attuali livelli di sorveglianza», con riguardo a quella parte lì, non avete rispettato la volontà popolare tramite il referendum e dobbiamo fidarci di queste quattro parole Pag. 44scritte in una legge delega (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) ? Siete veramente vergognosi.
  Da una parte, approviamo tutti insieme una legge sui reati ambientali e, dall'altra, eliminate quella forza di polizia che deve andare a controllare e rilevare quei reati ambientali. Allora, siete tutto e il contrario di tutto. La verità è che siete solo asserviti alle lobby, a questa grande volontà della BCE, a questa grande volontà della Merkel, che dice di fare austerità e di tagliare continuamente. Quindi tagliate in maniera trasversale, senza nessuna vera logica e senza voler rilanciare questo un Paese. Vergogna (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) !

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, la deputata Duranti. Ne ha facoltà.

  DONATELLA DURANTI. Grazie, signora Presidente. Vorrei interloquire per il tramite suo, evidentemente con i colleghi Giachetti e Fiano. Io penso che questo nostro Paese avrebbe bisogno di una grande riforma: noi siamo l'unico Paese in Europa ad avere le polizie ad ordinamento militare e – come diceva il collega Giachetti – ci sono alcune forze di polizia a carattere militare, come la Guardia di finanza, che da anni chiedono la smilitarizzazione del Corpo.
  Quindi, noi potremmo intanto cominciare da lì, fare una grande riforma in questo senso. E poi c’è un punto, c’è un tema secondo me che non viene qui affrontato. Ho ascoltato le parole del collega Fiano: intanto, resta un'ambiguità nel decreto perché si fa riferimento a forze di polizia in caso di accorpamento, senza per l'appunto specificare se a ordinamento civile o a ordinamento militare – per noi è un'ambiguità preoccupante – e poi voglio dire, per suo tramite e concludo, al collega Fiano che c’è un tema: i lavoratori del Corpo forestale dello Stato, laddove dovessero essere accorpati al Corpo dei carabinieri perderebbero immediatamente i diritti sindacali poiché i carabinieri, come l'Aeronautica, la Marina, la Guardia di finanza e l'Esercito non hanno la possibilità di associarsi in sindacati.
  Per noi, già questo è sufficiente per dire «no» all'accorpamento con i carabinieri (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Cera. Ne ha facoltà.

  ANGELO CERA. Signora Presidente, vorrei dire all'amico di SEL, che mi fa ridere quando sento che ci sono delle proposte come un emendamento nel quale l'antincendio estivo viene, come dire, affidato ai pompieri. Mi fa ridere perché questa è la dimostrazione che voi non conoscete il territorio. Il territorio ha mai visto, ma lo dico in generale, lo dico a te che hai detto questa cosa (Commenti di deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà)...

  PRESIDENTE. Colleghi, per favore, lasciate parlare il collega Cera.

  ANGELO CERA. Non mi riferisco a te, parlo con i colleghi che hanno presentato quell'emendamento. Ma voi conoscete i boschi ? Sapete come è fatta la montagna ? Avete mai visto in montagna uno di quei camion grossi ? Li avete mai visti ? Sapete come si spegne un incendio ? Un incendio, in cinque ore è arrivato da Peschici a Vieste, si è fatto quasi 40 chilometri in cinque ore. E voi pensate che tutto si risolva con aria fritta ? Facendo delle proposte che fanno ridere ? L'incendio oggi si spegne con il Canadair, ma soprattutto operando nel sottobosco, operando – come si suol dire – con la famosa «frasca»; solo coloro i quali fino ad oggi sono stati i depositari, i forestali, sanno come si spegne un incendio. Allora, di queste cose dobbiamo ragionare, quando le cose le vogliamo fare seriamente (Commenti di deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. Non ho altri interventi su questo emendamento.

Pag. 45

  EMANUELE FIANO. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. No, deputato Fiano, ha già parlato su questo emendamento; non può parlare.
  Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Invernizzi 7.43, con il parere contrario della Commissione, del Governo e dei relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Bolognesi, Pilozzi, Nizzi, Matarrelli, Bonomo, Falcone, Massa, Mucci...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  434   
   Votanti  432   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  217   
    Hanno votato   68    
    Hanno votato no   364.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  Passiamo alla votazione dell'emendamento 7.500 della Commissione, sul quale vi è il parere favorevole del Governo, il parere contrario del relatore di minoranza di Sinistra Ecologia Libertà e sul quale la relatrice di minoranza del MoVimento 5 Stelle si è rimessa all'Aula.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto la deputata Pellegrino. Ne ha facoltà.

  SERENA PELLEGRINO. Grazie, Presidente. Penso che l'onorevole Cera si sia confuso, votando a favore per l'emendamento precedente, che era l'emendamento Invernizzi 7.43. Infatti, è l'emendamento 7.500 della Commissione quello su cui egli è intervenuto e su cui, giustamente, nonostante egli sia della maggioranza, ha fatto un intervento contrario.
  Ma perché ? Perché noi vogliamo dire questo: qui, secondo me, casca veramente l'asino della Ministra Madia, che dice che non vuole fare tagli e che ci sarà soltanto un accorpamento, mantenendo sempre le stesse competenze, mantenendo lo stesso denaro da investire. In realtà, invece, noi abbiamo presentato un subemendamento, e ve lo leggo, colleghi, perché, in maniera molto semplice, noi chiediamo che vengano mantenute le funzioni del medesimo Corpo forestale nell'accertamento dei reati ambientali e nell'esecuzione delle connesse intercettazioni e misure cautelari.
  Ebbene, la Commissione bilancio si è pronunciata per l'inammissibilità di questo subemendamento. Allora, Ministro Madia, vogliamo fare dei tagli oppure no a questo Corpo forestale ? E per quale motivo fuori sono tutti arrabbiati perché state facendo il taglio del Corpo forestale e delle polizie provinciali ? Allora, direi che è arrivato il momento veramente di svelare e dire che il re è nudo (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà) !

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 7.500 della Commissione, con il parere favorevole del Governo, il parere contrario del relatore di minoranza di Sinistra Ecologia Libertà e sul quale la relatrice di minoranza del MoVimento 5 Stelle si è rimessa all'Aula.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Monchiero, Simoni...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  431   
   Votanti  349   
   Astenuti   82   
   Maggioranza  175   
    Hanno votato  323    
    Hanno votato no   26.

  La Camera approva (Vedi votazioni).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Invernizzi 7.45, con il parere contrario Pag. 46della Commissione, del Governo, del relatore di minoranza per il gruppo Sinistra Ecologia Libertà e sul quale la relatrice di minoranza per il MoVimento 5 Stelle si rimette all'Assemblea.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Russo, Cesellato, Simone Valente, Carrozza.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  434   
   Votanti  353   
   Astenuti   81   
   Maggioranza  177   
    Hanno votato   73    
    Hanno votato no   280.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Zaccagnini 7.47, con il parere contrario della Commissione e del Governo e il parere favorevole dei relatori di minoranza.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Zaccagnini. Ne ha facoltà.

  ADRIANO ZACCAGNINI. Questo è uno degli emendamenti che cercano di tutelare l'unitarietà del Corpo. Io credo che l'onorevole Fiano ci debba una risposta riguardo alle sollecitazioni pervenute da me rispetto all'emendamento appena approvato, l'emendamento 7.500 della Commissione, che dà ai vigili del fuoco la competenza relativa agli incendi. Il testo recita: «il transito del personale della relativa forza di polizia, nonché la facoltà di transito in un contingente limitato, previa determinazione delle relative modalità, nelle altre forze di polizia». Questo è un plurale.
  Quindi, chiedo se ci può dare dei ragguagli, almeno un attestato personale di come ritiene che avverrà. Questo forse è già avvenuto. Mi pare di capire che lui spingerà affinché rientri tutto nei carabinieri. Però, rimane insoluta la questione della militarizzazione dei soggetti che lavorano nel Corpo forestale e si ritroveranno senza diritti sindacali e dovranno sottostare al codice penale militare.
  È veramente inopportuno, per usare un eufemismo, che non si voglia neanche rispondere a tale questione e denota, evidenzia chiaramente come la riforma sia stata impostata male per quanto riguarda le forze di polizia. Veramente è anche un po’ squallido non avere alcuna risposta su questo punto.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Cirielli. Ne ha facoltà.

  EDMONDO CIRIELLI. Signora Presidente, colleghi, intervengo per ribadire onestamente il nostro punto di vista. Noi pensiamo che sia sbagliato sciogliere il Corpo della polizia forestale, è sbagliato quindi accorparlo ad altre forze di polizia. Però, non possiamo accettare che sembra che non soltanto SEL, ma anche qualche esponente del PD, vogliano geneticamente mettere in discussione la capacità dell'Arma dei carabinieri di svolgere questa funzione. Onestamente è inaccettabile e, se le parole sono state interpretate male, magari da una mia cattiva comprensione, penso che sia opportuno chiarirlo.
  Io non penso che ad una malefatta amministrativa o politica del Governo, noi possiamo rispondere mettendo le forze di polizia l'una contro l'altra, criticando la natura di un corpo militare piuttosto che civile. Io penso che sia la Polizia di Stato, sia la Guardia di finanza che l'Arma dei carabinieri siano assolutamente in grado di svolgere bene quello che fanno, a prescindere dal loro status, e ritengo sbagliato accorpare loro il Corpo della polizia forestale, ma non credo che noi possiamo andare oltre nelle valutazioni, perché altrimenti sbagliamo impostazione e finiamo anche con fare una cortesia al Governo, che su queste divisioni ci gioca.
  Io penso che noi dobbiamo mantenere alto il concetto della difesa del servizio, delle funzioni, della polizia ambientale, del potenziamento anche del Corpo della polizia forestale che ha fatto benissimo il suo Pag. 47mestiere e il suo dovere. Credo che qualunque altra ipotesi di accorpamento debba passare, al contrario, per una grande riforma delle forze di polizie, che deve tenere conto di quello che pensa il Cocer, di quello che pensano i sindacati, di quello che pensa il Paese e di quello che pensa il Parlamento, e non lo si possa fare nell'ambito di una più ampia riforma della pubblica amministrazione. Lo dico anche perché ci sono leggi dello Stato che prevedono la specialità del comparto delle forze dell'ordine e delle forze di sicurezza. Quindi, è anche sbagliato metodologicamente immaginare una riforma della pubblica amministrazione dove all'interno è inserita una delega in bianco, perché per noi la delega è in bianco e lo dico a chi dice «qua non c’è scritto che noi vogliamo smembrare il corpo». No, è il contrario, in una legge delega ci deve essere scritto che non lo volete smembrare e come lo volete organizzare. Allora, pensiamo che lo status militare non sia assolutamente qualcosa di negativo, che non consenta alle forze dell'ordine di fare bene il proprio mestiere, e che non sia questo il punto di vista nel quale né la maggioranza, e men che meno l'opposizione devono affrontare questo pessimo modo di procedere da parte del Governo, con questa riforma assolutamente sbagliata nella sostanza e nella forma.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Zaccagnini 7.47, con il parere contrario della Commissione e del Governo, e con il parere favorevole dei relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Carra, Fico, Sorial.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  428   
   Votanti  415   
   Astenuti   13   
   Maggioranza  208   
    Hanno votato  151    
    Hanno votato no   264    

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  (La deputata Argentin ha segnalato che non è riuscita a votare).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Giancarlo Giorgetti 7.50 e Rampelli 7.51, con il parere contrario della Commissione e del Governo, con il parere favorevole della relatrice di minoranza del MoVimento 5 Stelle e sul quale il relatore di minoranza di Sinistra Ecologia Libertà si rimette all'Aula.

  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Tidei, Crippa, Della Valle, Piepoli, Pisano...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  432   
   Votanti  404   
   Astenuti   28   
   Maggioranza  203   
    Hanno votato  138    
    Hanno votato no   266.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  (La deputata Argentin ha segnalato che non è riuscita a votare).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Invernizzi 7.57, con il parere contrario della Commissione, del Governo e dei relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Piepoli, Crippa, Fossati... ci siamo ?Pag. 48
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  430   
   Votanti  425   
   Astenuti    5   
   Maggioranza  213   
    Hanno votato   64    
    Hanno votato no   361.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  (I deputati Argentin e Capodicasa hanno segnalato che non sono riusciti ad esprimere voto contrario).

  Passiamo all'emendamento Fauttilli 7.58, sul quale tutti i pareri sono contrari.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Gigli. Ne ha facoltà.

  GIAN LUIGI GIGLI. Grazie Presidente. Che l'Italia sia un Paese nel quale ci sono troppe Forze di polizia, credo sia una constatazione sulla quale siamo tutti d'accordo. Che in molti casi – e basterebbe fare gli esempi della polizia della strada piuttosto che dell'ordine pubblico o piuttosto che delle indagini di polizia giudiziaria – vi siano addirittura delle sovrapposizioni nelle attività delle Forze di polizia, talora addirittura concorrenziali, credo che anche questo sia largamente condiviso. Proprio per questo, da parte nostra, non può che essere benvenuto qualunque tentativo, seppure timido, di razionalizzare il sistema e di semplificarlo. Quindi, da questo punto di vista noi non siamo assolutamente contrari a che il Corpo forestale dello Stato possa essere fatto confluire all'interno di una delle altre Forze di polizia. Erano possibili forse altre soluzioni, ma se questa è la linea scelta, l'orientamento scelto, non è su questo che ci stracciamo le vesti.
  Quello che, però, dal nostro punto di vista non è accettabile è, invece, il fatto che, contrariamente a quello che è stato sostenuto in quest'Aula, il trasferimento delle funzioni del Corpo forestale dello Stato ad altra forza di polizia avvenga in modo parziale. Infatti, così come non era previsto nel testo originario e così come invece è stato licenziato dalla Commissione, in effetti si va a determinare una situazione per cui viene data facoltà di un transito di un contingente limitato in altre Forze di polizia, diverse da quella d'interesse principale che assorbirà il Corpo forestale dello Stato, e finanche in altre amministrazioni pubbliche.
  Ora noi riteniamo, invece, che sia irrinunciabile, qualunque sia la soluzione scelta per allocare il Corpo forestale dello Stato, che il livello di specializzazione e l'unitarietà delle funzioni attribuite al Corpo forestale dello Stato vengano salvaguardate, per potere salvaguardare l'attuale efficienza del presidio che il Corpo forestale svolge rispetto alla tutela dell'ambiente, alla sicurezza del territorio, alla sicurezza agroalimentare, agli eco-reati e così via.
  Tra l'altro, vorremmo osservare come questo possibile trasferimento del Corpo forestale dello Stato per pezzi e per settori presso altri corpi di polizia e finanche verso altre amministrazioni pubbliche possa alla fine porre qualche rischio anche di attivazione di contenziosi e ricorsi da parte del personale interessato per legittimi dubbi, a mio avviso, di legittimità costituzionale.
  Quindi noi chiederemmo, con il nostro emendamento, la permanenza dell'unitarietà e del mantenimento delle funzioni del Corpo forestale dello Stato, pur nell'ottica di una riduzione del numero delle Forze di polizia da cinque a quattro. Questo sarebbe l'unico modo, a nostro avviso, per consentire l'attuale alto livello di presidio del territorio, senza procedere allo smembramento delle funzioni e del personale.
  In buona sostanza – e mi avvio alla conclusione, Presidente – credo che il Governo e il relatore per la maggioranza potrebbero rivedere il proprio parere negativo, tenuto conto che, tra l'altro, si tratterebbe semplicemente con il nostro emendamento di ritornare alla formulazione originaria, una formulazione che era stata largamente condivisa dall'Esecutivo e che trovava un qualche consenso – almeno Pag. 49da quelle che erano i nostri canali e le nostre antenne – anche da parte di tutto il personale.
  Io invito il Governo e il relatore e rivedere il proprio parere e invito a votare a favore dell'emendamento, ovviamente.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Fauttilli 7.58.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Piepoli, Taricco, Carrozza, Duranti, Rizzetto.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  429   
   Votanti  405   
   Astenuti   24   
   Maggioranza  203   
    Hanno votato   51    
    Hanno votato no   354.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  (La deputata Argentin ha segnalato che non è riuscita ad esprimere il voto).

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Terzoni 7.60, con il parere contrario della Commissione e del Governo, e con il parere favorevole dei relatori di minoranza.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto la deputata Terzoni. Ne ha facoltà.

  PATRIZIA TERZONI. Questo è un emendamento che è stato presentato in Commissione dall'onorevole Giachetti, che purtroppo non è in Aula in questo momento ed è finalizzato a togliere la possibilità di far confluire il Corpo forestale dello Stato all'interno di una polizia militare. Quindi, chiediamo semplicemente che il Corpo forestale dello Stato, se proprio deve essere assorbito da altri corpi di polizia, vada solo e unicamente in un corpo di polizia civile, mantenendo così il proprio attuale status giuridico. Infatti, all'interno del Corpo forestale dello Stato abbiamo funzionari e dirigenti che operano in campo civile e noi li stiamo spostando, anzi voi li state spostando in campo militare, mettendogli le stellette sulla spalla, che, invece, loro non vogliono, addirittura con un contingente limitato. Quindi, già sapete, avendo scritto quelle parole, quante persone voi volete spostare lì.
  Inoltre, Fiano ha affermato, ha dato la conferma che in questo provvedimento non c’è scritto dove volete portare il Corpo forestale dello Stato, ma pensate alla polizia o ai carabinieri. Delegare in bianco così il Governo va un po’ contro anche alla legislazione corrente. Infatti, vi faccio notare – specialmente a Fiano, che forse non lo ha letto – ciò che ha scritto il Comitato per la legislazione della Camera. In particolare, «il libero apprezzamento del legislatore delegato non può mai assurgere a principio od a criterio direttivo, in quanto agli antipodi di una legislazione vincolata, quale è, per definizione, la legislazione su delega» (sentenze n. 68 del 1991 e n. 340 del 2007). Ciò si riscontra, in particolare: all'articolo 7, comma 1, lettera a) (riordino delle funzioni di polizia conseguente alla riorganizzazione del Corpo forestale dello Stato ed eventuale assorbimento del medesimo in altra Forza di polizia).
  Questo che cosa significa ? Significa che il nostro ordinamento non consente una delega in bianco, praticamente quello che state facendo voi e che prima Fiano ha detto, perché ha affermato che non si sa dove andranno a finire, lo si pensa, ma in questo provvedimento non c’è. Quindi, noi chiediamo, come ha chiesto anche l'onorevole Giachetti del PD, almeno di non far confluire il Corpo forestale nelle forze militari, ma solo nelle forze di polizia civile, restringendo così il campo della vostra delega in bianco, che non ha né capo né coda (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.Pag. 50
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Terzoni 7.60.
  Revoco l'indizione della votazione. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto la deputata Fabbri. Magari, deputata Fabbri, si palesi prima. Prego, ne ha facoltà.

  MARILENA FABBRI. Scusi Presidente, solo per precisare che il parere del Comitato per la legislazione è stato dato sul provvedimento prima degli interventi emendativi che sono andati proprio a specificare alcune lacune che erano state evidenziate nel parere.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Massimiliano Bernini. Ne ha facoltà.

  MASSIMILIANO BERNINI. Grazie, signora Presidente. Mi scuso per il ritardo con cui mi sono prenotato. Questa militarizzazione ovvero il cambiamento di ordinamento degli ex agenti del Corpo forestale dello Stato, da civile a militare, di fatto è uno stravolgimento: ma avete chiesto il permesso a qualcuno per fare questo stravolgimento ? Vi siete confrontati con le rappresentanze sindacali, con i cittadini, avere aperto una fase di trattative e di confronto su questo argomento ? Questo bisognava fare in un Paese civile e democratico. Si tratta di uno stravolgimento: mettere delle stellette a delle forze di polizia è un cambiamento radicale di un equilibrio che si è instaurato in tutti questi decenni a livello di forze di polizia. Quindi ravviso una assoluta farraginosità nell'azione di questo Governo e di questa maggioranza. Dovevate confrontarvi con le forze civili di questo Paese e non l'avete fatto. Vergognatevi !

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Gallinella. Ne ha facoltà.

  FILIPPO GALLINELLA. Grazie, Presidente. Ministro, questo è un passaggio importante, ovvero si decide di fatto che un Corpo o una parte parziale del Corpo venga militarizzata. Credo che non sia una decisione da prendere con leggerezza. Abbiamo sentito anche gli interventi dei colleghi: Giachetti si è espresso – tra l'altro questo era un suo emendamento – e quindi secondo me c’è una parte di quest'Aula che non è convinta di questo passaggio. Non so se meglio accantonare questo emendamento per una riflessione, riunirci un attimo, il Comitato dei nove si riunisce, la Commissione si riunisce perché non è un giochino decidere di fatto di passare un corpo civile ad un corpo con ordinamento militare. Attenzione, vi dico di fare attenzione su questo passaggio (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato L'Abbate. Ne ha facoltà.

  GIUSEPPE L'ABBATE. Grazie, Presidente. Mi chiedo e chiedo anche ai colleghi del PD: nel programma elettorale delle politiche 2013 era previsto lo smantellamento del Corpo forestale dello Stato ? Avete chiesto questo agli italiani ? Non credo, non mi pare di averlo letto da nessuna parte. Per questo è importante adesso sapere il parere del Ministro proprio su questo emendamento perché era stato presentato anche da una parte del PD stesso all'interno della Commissione. Allora faccia un punto di riflessione su questo e ci dica perché non va bene questo emendamento che dà la possibilità di portare il Corpo forestale in un corpo che non è militarizzato. Se aveva detto che voleva tutelare le specificità del Corpo forestale dello Stato, ebbene crediamo che questa sia l'unica strada per poterlo fare realmente. Quindi chiedo veramente una riflessione da parte del Ministro e una risposta a questa nostra domanda perché in realtà non va ad intaccare l'intero provvedimento...

  PRESIDENTE. Concluda.

  GIUSEPPE L'ABBATE. ...ma va a salvare per davvero quella specificità.

Pag. 51

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Della Valle. Ne ha facoltà.

  IVAN DELLA VALLE. Presidente, come appunto diceva prima il collega Giachetti, questo è il punto fondamentale: chiedere di non militarizzare il Corpo. Vengo da un territorio che è la Val Susa, e noi abbiamo visto cosa vuol dire militarizzare la zona (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle), abbiamo visto cosa vuol dire mettere i militari per costruire un'opera inutile e insieme ai manifestanti nelle manifestazioni c'era il Corpo forestale. Voglio capire se il Corpo forestale verrà messo insieme ad un corpo militare, se potrà dire sempre la sua, se potrà dire veramente cosa vuol dire tutelare il territorio, se potrà manifestare insieme a quei cittadini che vogliono tutelare il territorio o, essendo un corpo militare – sottolineo: militare – non potranno più dire nulla, non potranno più permettersi di difendere il proprio territorio come attualmente avviene (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Terzoni 7.60, con il parere contrario della Commissione e del Governo, e con il parere favorevole dei relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Mauri, Luciano Agostini...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  430   
   Votanti  423   
   Astenuti    7   
   Maggioranza  212   
    Hanno votato  151    
    Hanno votato no   272.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  (Le deputate Argentin e Malpezzi hanno segnalato che non sono riuscite ad esprimere voto contrario).

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Palmizio 7.61, con il parere contrario della Commissione, del Governo e del relatore di minoranza del gruppo Sinistra Ecologia Libertà e sul quale la relatrice del gruppo MoVimento 5 Stelle si rimette all'Assemblea...
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Palmizio. Ne ha facoltà.

  ELIO MASSIMO PALMIZIO. Grazie Presidente, premesso che Forza Italia è contraria totalmente ad affidare al Governo deleghe così ampie e utilizzate in maniera piuttosto confusa, questo emendamento, brevemente, chiede di introdurre l'equiordinazione non soltanto al personale della polizia di Stato ma a tutte le Forze armate. Credo che sia un fatto importante e credo che il relatore potrebbe rifletterci qualche secondo in più.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Palmizio 7.61, con il parere contrario della Commissione, del Governo e del relatore di minoranza del gruppo Sinistra Ecologia Libertà e sul quale la relatrice del gruppo MoVimento 5 Stelle si rimette all'Assemblea.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Cera, Pili, Tidei, Abrignani...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  431   
   Votanti  351   
   Astenuti   80   
   Maggioranza  176   
    Hanno votato   66    
    Hanno votato no   285.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  (La deputata Argentin ha segnalato che non è riuscita a votare).

Pag. 52

  Allora, colleghi, sospendiamo qualche minuto prima per consentire ai colleghi della Lega Nord di riunirsi. Riprenderemo poi alle 15 con il question time.
  Ricordo ai colleghi che alle 16 avrà luogo la commemorazione del nostro ex collega Willer Bordon, che è deceduto nella giornata di ieri, come sapete. Continueremo, poi, con il seguito del provvedimento.

Sull'ordine dei lavori (ore 13,25).

  DAVIDE CRIPPA. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  DAVIDE CRIPPA. Grazie. Presidente, alla luce delle intercettazioni oggi pubblicate su tutti i giornali riferite alla vicenda Tirreno Power di Vado Ligure, chiediamo che il Presidente Renzi venga a riferire in Aula dell'operato del sottosegretario De Vincenti che, così come è descritto sui quotidiani, suggerì a Tirreno Power come eludere le leggi, dopo il sequestro preventivo ordinato dai magistrati di Savona per l'attività industriale della centrale di produzione a carbone. Sempre dalle intercettazioni, così come pubblicate, emerge come la figura di De Vincenti si sarebbe potuta adoperare per fare pressioni sul CSM per aprire un'indagine contro Francantonio Granero che indaga su Tirreno Power. Tutto questo alla faccia di quel principio costituzionale di indipendenza dei poteri.
  Dalle intercettazioni emergono questioni inquietanti, anche di stretta attualità all'interno del calendario dell'Aula della Camera, Presidente. Si legge: «abbiamo una porcata da fare in 30 minuti, scritta da loro, dallo Sviluppo economico». Ancora: «mi sputerei in faccia da solo». Fino a un riferimento, forse, all'Ilva: «stiamo scrivendo un'altra norma porcata, ho un conato». Queste sono le intercettazioni pubblicate sui giornali. Quella porcata e quell'atto Camera oggi calendarizzato e smembrato un po’ in Commissione giustizia sul decreto «misure fallimentari» e al Senato...

  PRESIDENTE. Allora, deputato Crippa, può arrivare al dunque, per favore ?

  DAVIDE CRIPPA. Arrivo al dunque.

  PRESIDENTE. Perché questo è un intervento che normalmente non si fa in questa fase, come lei sa.

  DAVIDE CRIPPA. Arrivo, Presidente, mi faccia intervenire.

  PRESIDENTE. C’è stato un accordo, io lo rispetto, però la prego di arrivare al dunque.

  DAVIDE CRIPPA. Un minuto, un minuto ancora.

  PRESIDENTE. Prego.

  DAVIDE CRIPPA. Quella porcata e quell'atto Camera, oggi calendarizzato e smembrato un po’ in Commissione giustizia nel decreto misure fallimentari e, al Senato, sul decreto enti locali, che consentirebbe all'Ilva di dissequestrare l'altoforno, avvenuto a seguito della morte di un operaio, per continuare in barba alla salute e all'ambiente. Questa ipotesi di dissequestro non riguarderà mica anche la centrale di Vado Ligure ?

  PRESIDENTE. Qual è la richiesta, deputato ? La richiesta !

  DAVIDE CRIPPA. Vorremmo capire, Presidente, se questo scenario è il modus operandi del Governo Renzi e delle sue figure governative...

  PRESIDENTE. Ma non è questo il momento ! Se lei mi deve fare una richiesta, me la faccia (Proteste dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) !

  DAVIDE CRIPPA. Gliela sto facendo !

  PRESIDENTE. Me la faccia !

  DAVIDE CRIPPA. Innanzitutto, Presidente, vorremmo capire se questo scenario Pag. 53è il modus operandi del Governo Renzi; pertanto, le chiediamo di convocare una Conferenza dei presidenti di gruppo urgente, al fine di pianificare l'informativa del Presidente del Consiglio su questa vicenda drammatica con riferimento alla quale articoli di stampa ed informative dei NOE definiscono De Vincenti come colui che suggerì alla Tirreno Power come eludere le leggi (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Però, Presidente, se la prossima volta mi consente di leggere dall'inizio alla fine la richiesta di informativa...

  PRESIDENTE. Se lei mi fa una richiesta di capigruppo, mi faccia una richiesta di capigruppo e poi ne discuteremo in capigruppo...

  DAVIDE CRIPPA. Io la richiesta di informativa gliel'ho già posta, gliela devo motivare !

  PRESIDENTE. Non c’è bisogno adesso di fare tutta la presentazione della motivazione. Io la ringrazio, ne prendo atto e le farò sapere quanto prima. Sospendo la seduta.

  La seduta, sospesa alle 13,30, è ripresa alle 15.

PRESIDENZA DELLA VICEPRESIDENTE
MARINA SERENI

Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata.

  PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, alle quali risponderanno il Ministro per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento, il Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale e il Ministro dello sviluppo economico.

(Chiarimenti in merito a recenti notizie di stampa relative ad intercettazioni di conversazioni che coinvolgono il Presidente del Consiglio dei ministri – n. 3-01612)

  PRESIDENTE. L'onorevole Pesco ha facoltà di illustrare l'interrogazione Businarolo ed altri n. 3-01612, di cui è cofirmatario, concernente chiarimenti in merito a recenti notizie di stampa relative ad intercettazioni di conversazioni che coinvolgono il Presidente del Consiglio dei ministri (Vedi l'allegato A – Interrogazioni a risposta immediata), per un minuto.

  DANIELE PESCO. Signora Presidente, su Il Fatto quotidiano abbiamo letto di un pranzo tra il generale della Guardia di finanza, Adinolfi, il boiardo di Stato, Vincenzo Fortunato, e l'attuale sindaco di Firenze, Nardella, in cui i commensali accennano all'allora capo dello Stato, Giorgio Napolitano, come ricattabile perché il capo della polizia De Gennaro e Gianni Letta lo terrebbero, cito testualmente, «per le palle». Sempre su Il Fatto apprendiamo che lo stesso Renzi, nel 2014, appena nominato segretario del PD, colloquia confidenzialmente con Adinolfi, che dirigeva il comparto Toscana ed Emilia-Romagna (territorio dello stesso Renzi e di Bersani), fino a rivelargli la sua intenzione di scalzare Letta da Capo del Governo e sostituirsi a lui grazie all'aiuto di Berlusconi con cui parrebbe aver stretto un accordo ancor prima dell'ormai noto patto del Nazareno.
  Il Presidente del Consiglio intende far chiarezza su queste vicende torbide, fatte da ricatti e carriere costruite sui ricatti da parte di uomini così importanti dello Stato che teoricamente dovrebbero portare l'onore di essere servitori dello Stato ? Vogliamo prendere atto che viviamo in uno Stato di ricatto e non di diritto (Applausi dei deputati del gruppo del MoVimento 5 Stelle) ?

  PRESIDENTE. La Ministra per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, ha facoltà di rispondere, per tre minuti.

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  MARIA ELENA BOSCHI, Ministra per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento. Signora Presidente, probabilmente deluderò l'onorevole interrogante e quindi si dichiarerà non soddisfatto al termine, come sempre, ma il Governo ha intenzione di rispondere sui fatti per rispetto alle istituzioni, in primis al Parlamento, non su supposizioni, ipotesi, forse addirittura illazioni. Il Governo deve rispondere sui fatti. Il resto è legittimo e probabilmente appassionante per gli interessati al genere fantasy, ma non ha niente a che vedere con l'attività del Governo.
  Nell'interrogazione si fa riferimento a due circostanze. Il pranzo citato, con intercettazioni ambientali e nulla ha da riferire su questo il Governo perché non sono coinvolti esponenti del Governo. Per quanto riguarda le intercettazioni sulla telefonata tra l'allora comandante interregionale della Guardia di finanza Adinolfi e l'allora sindaco di Firenze, Matteo Renzi, fatte in occasione del compleanno del sindaco per fargli gli auguri e durata una manciata di secondi, non si fa riferimento mai né a possibili sostituzioni o promozioni nella Guardia di finanza, né tanto meno a possibili ricatti esistenti nei confronti dell'allora Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Del resto, basta conoscere anche superficialmente il Presidente emerito per sapere che qualsiasi congettura di ricatto è quanto meno fantasiosa e inverosimile.
  Per quanto riguarda l'ipotesi oggetto della telefonata che l'allora Presidente del Consiglio Letta sostituisse e cambiasse uno o due dei suoi ministri, cosiddetto «rimpastino», o più di due ministri, cosiddetto «rimpastone», non è nulla di più e nulla di meno di quello che si poteva leggere in quei giorni su tutti i giornali o di cui discutevano tutti i talk show televisivi. Non c’è nessuna ipotesi invece nella telefonata di un cambio del Presidente del Consiglio, non è nemmeno citata una ipotesi di avvicendamento dell'allora Presidente del Consiglio. Quindi, nulla di segreto, nulla di nascosto, nulla di nuovo, soprattutto.
  Quello che è grave è che intercettazioni, che non hanno alcuna rilevanza penale, anziché essere stralciate siano finite ad un giornale e siano state pubblicate. Su questo, cioè sulla ipotesi di stralcio e non stralcio, sono in atto delle verifiche per accertare eventuali responsabilità per cui il Ministro della giustizia ha disposto dei primi accertamenti, chiedendo all'ispettorato generale di procedere in questo senso e il procuratore generale presso la Corte di cassazione ha aperto un fascicolo proprio per verificare se ci sono delle responsabilità. Purtroppo, non è la prima volta che succede, speriamo che sia l'ultima.

  PRESIDENTE. La deputata Businarolo ha facoltà di replicare per due minuti.

  FRANCESCA BUSINAROLO. Signor Presidente, ministro, come di consueto siete arrivati qui senza risposte, forse perché i contenuti delle intercettazioni illustrate prima non lasciano spazio a dubbi.
  Siamo di fronte all'ennesimo esempio scandaloso di ciò che la politica non deve essere mai, di quell'importante sottobosco fatto di torbidi intrecci e contatti tra personaggi politici di spicco e potentati vari, luogo di incontro, di scambio di favori, sprechi di soldi dei cittadini e giochi di potere. Il quadro che ci si presenta, ancora di più alla luce delle sue non risposte, Ministro, è veramente desolante. Un Presidente della Repubblica che sembra ricattabile, anche a causa del suo stesso figlio, giudicato potentissimo a Roma; alla faccia dell'arbitro super partes che, a onor del vero, Napolitano non è mai stato. Poi ci sono comandanti della Guardia di finanza, come il generale Adinolfi, che flirta con il potere politico fino a dare confidenzialmente dello, fra virgolette, «stronzo» al Presidente del Consiglio, sporcando così l'onorabilità che dovrebbe caratterizzare in particolar modo gli appartenenti alle Forze dell'ordine. Le frasi rilevate nelle stesse intercettazioni ricollegabili al Premier Renzi, allora sindaco di Firenze, e ad alcuni personaggi a lui vicini tra cui Carrai, Lotti e Nardella, mettono in evidenza che il legame tra il PD e il PDL, antecedente al «patto del Nazareno» e Pag. 55basato sulla comune avidità, è diretto alla spartizione dei soldi pubblici dei cittadini (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Quei cittadini, presi in giro quando Renzi ha fatto la finta dell'abboccamento al MoVimento 5 Stelle – ricordate ? Beppe firma qui – quando in realtà aveva già l'accordo con Berlusconi nel taschino. Quei cittadini che stanno prendendo coscienza e che mi auguro possano ritornare in breve tempo a votare per ridare speranza al Paese (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

(Iniziative volte a salvaguardare la produzione lattiero-casearia con riferimento alla recente diffida dell'Unione europea per l'eliminazione del divieto di utilizzo del latte in polvere – n. 3-01613)

  PRESIDENTE. Il deputato Taglialatela ha facoltà di illustrare l'interrogazione Giorgia Meloni ed altri n. 3-01613, concernente iniziative volte a salvaguardare la produzione lattiero-casearia con riferimento alla recente diffida dell'Unione europea per l'eliminazione del divieto di utilizzo del latte in polvere (Vedi l'allegato A – Interrogazioni a risposta immediata), di cui è cofirmatario.

  MARCELLO TAGLIALATELA. Presidente, Ministro, certo l'Unione europea negli ultimi tempi non è particolarmente simpatica e la vicenda che denunzio riguarda una contraddizione: mentre a Milano si celebra, attraverso l'Expo, la qualità del cibo, contemporaneamente dall'Unione europea si diffida il Governo italiano nei riguardi di un divieto dell'utilizzo del latte in polvere per confezionare prodotti lattiero-caseari. È una vicenda molto grave per la quale io sono convinto e spero che il Governo reagisca con un secco «no» all'Unione europea che, a parole, vuole tutelare anche la qualità dei prodotti agroalimentari e conseguentemente la salute degli italiani e poi, alla fine, si comporta in maniera assolutamente contraria, evidentemente solo per tutelare interessi economici di grandi multinazionali. Chiedo al Governo quale sarà l'atteggiamento nei confronti della nota inviata dall'Unione europea per l'eliminazione di una legge giusta dello Stato italiano.

  PRESIDENTE. Il Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, Maurizio Martina, ha facoltà di rispondere.

  MAURIZIO MARTINA, Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali. Signor Presidente, onorevoli deputati, la questione posta dagli interroganti è alla costante attenzione del Governo ed è stata affrontata anche oggi nell'ambito del Comitato interministeriale per gli affari europei. Ritengo innanzitutto doveroso sottolineare che, al momento, la procedura è in fase precontenziosa nella quale l'Italia è chiamata a fornire le proprie osservazioni alla Commissione europea e il Ministero è pienamente in campo per la tutela della sistema lattiero-caseario italiano, in particolare del reddito dei nostri allevatori. Consapevoli dell'importanza della questione, abbiamo chiesto e ottenuto dalla Commissione una proroga del termine dell'invio delle osservazioni, che potremo fornire entro il 29 settembre. Questo periodo aggiuntivo è stato richiesto anche in relazione alla presentazione di atti di indirizzo in sede parlamentare nonché per approfondire il confronto con tutte le componenti della filiera coinvolte. Per quanto di competenza del mio Dicastero, io ribadisco e ribadiremo nella nostra risposta all'Unione europea che la materia non è armonizzata e che quindi la normativa consente agli Stati membri di adottare proprie leggi, evidenziando inoltre i dati che dimostrano come in Italia non vi sia la restrizione all'importazione lamentata dalla Commissione. Abbiamo peraltro già rilevato che le disposizioni relative ai prodotti DOP e IGP evocati dalla Commissione a supporto della richiesta di abrogare le disposizioni interne costituiscono una normativa a sé stante, applicabile solo a determinati prodotti e alle peculiari caratteristiche della zona di produzione.
  Desidero, in conclusione, ribadire che la nostra azione sarà indirizzata alla massima Pag. 56tutela del comparto, della qualità delle produzioni lattiero-casearie italiane, a garanzia della trasparenza dell'informazione del consumatore.

  PRESIDENTE. Il deputato Taglialatela, cofirmatario dell'interrogazione, ha facoltà di replicare.

  MARCELLO TAGLIALATELA. Presidente, Ministro, ovviamente le sue affermazioni vengono accolte con assoluto plauso da parte mia e del gruppo di Fratelli d'Italia. Mi piacerebbe però che, oltre alle valutazioni tecniche da parte del Governo, in modo particolare da parte del Presidente del Consiglio, vi sia una posizione politica di principio. Mi domando cosa c'entri l'Unione europea nei confronti di una norma, di una legge nazionale a tutela dei consumatori e a tutela dei produttori nel comparto latto-caseario.
   Si fa tanto parlare della necessità di difendere il made in Italy; a me pare che i prodotti agroalimentari e il fatto che l'Expo universale si svolga a Milano quest'anno specificamente su questo tema sia la dimostrazione di quanto noi abbiamo da tutelare anche dal punto di vista economico della salute delle nostre aziende e quindi ribadisco il principio per cui non è solo un problema di norme, di regolamenti, di questioni tecniche; alla fine, è un problema politico. Se l'Europa ci obbliga anche ad intervenire in materia di leggi da noi votate, dal Governo italiano votate, da questo Parlamento votate, a garanzia della qualità dei prodotti che noi vogliamo rivendicare perché vogliamo essere competitivi sulla qualità dei prodotti agroalimentari, mi pare che sia una cosa assolutamente necessaria.
  Del resto – ma lei lo sa certamente – sono alcune centinaia le qualità di formaggio italiano che vengono tutelate e riconosciute come formaggio con altissima qualità, come una produzione che deve essere assolutamente tutelata. Quindi, Ministro, ribadisco che va bene la posizione di carattere tecnico, ma noi abbiamo bisogno che chi ci rappresenta in Europa e quindi il Presidente del Consiglio, e lei quando lo sostituisce, faccia valere con voce ancora più forte le ragioni del prodotto italiano.

(Chiarimenti in merito al rischio di attacchi terroristici connessi alla politica estera dell'Italia, anche in considerazione del recente attentato al consolato italiano del Cairo – n. 3-01614)

  PRESIDENTE. Il deputato Marcolin ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-01614, concernente chiarimenti in merito al rischio di attacchi terroristici connessi alla politica estera dell'Italia, anche in considerazione del recente attentato al consolato italiano del Cairo (Vedi l'allegato A – Interrogazioni a risposta immediata).

  MARCO MARCOLIN. Grazie Presidente, signor Ministro, l'11 luglio scorso, alle 6,30 del mattino, il consolato generale d'Italia, del nostro Paese al Cairo è stato investito dagli effetti della detonazione a distanza di una bomba radiocomandata da 450 chilogrammi, nascosta all'interno di un'autovettura.
  Ora, l'attentato lascia immaginare la volontà dei suoi attentatori di contenere al massimo il numero delle vittime, accrescendo tuttavia il valore di segnalazione politica dell'attacco.
  Sembra scarsamente credibile la pista battuta dalle autorità egiziane che tendono ad accreditare la possibilità di un attentato, in realtà rivolto non al Consolato, ma verso una personalità coinvolta nei grandi processi che stanno concludendosi con la condanna a morte di centinaia di militanti dirigenti della Fratellanza musulmana.
  L'attentato è stato rivendicato da sedicenti adepti dello Stato islamico. Al nostro Paese, i jihadisti potrebbero rimproverare l'appoggio politico al regime di Al-Sisi.
  Allora, chiediamo se il Governo ritenga che alcuni aspetti specifici della politica estera in Medio Oriente non rappresentino un grave fattore di rischio terroristico verso l'Italia.

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  PRESIDENTE. Il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, Paolo Gentiloni Silveri, ha facoltà di rispondere.

  PAOLO GENTILONI SILVERI, Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. Grazie, Presidente. Ringrazio l'interrogante anche perché abbiamo così l'occasione di ricordare l'episodio molto grave che è successo e che ha praticamente semidistrutto il nostro consolato italiano al Cairo, un edificio che occupavamo e occupiamo dal 1901 e che ha subito danni gravissimi.
  Io sono stato al Cairo lunedì per portare la vicinanza credo non solo del Governo, ma di tutto il Paese al nostro personale diplomatico e delle diverse amministrazioni rappresentate in Egitto.
  Si è trattato di un atto intimidatorio; di questo sono convinto e anche le autorità egiziane. Agli atti intimidatori credo si debba rispondere molto semplicemente che noi non ci facciamo intimidire. Il fatto che noi abbiamo una linea risoluta nei confronti del terrorismo e delle intimidazioni terroristiche non significa che l'Italia non continui ad essere, come è, il Paese del dialogo, della ricerca della pace, un Paese che rifugge da provocazioni nei confronti delle comunità islamiche, dei Paesi e dei Governi che le rappresentano. Penso che questo atteggiamento di dialogo e di rispetto nei confronti delle comunità islamiche e dei Governi arabi e di chi li rappresenta, che ovviamente non significa lasciare spazio al terrorismo, è bene che sia l'atteggiamento che unisca tutte le forze parlamentari e politiche italiane.

  PRESIDENTE. Il deputato Marcolin ha facoltà di replicare.

  MARCO MARCOLIN. Presidente, signor Ministro, credo che la risposta sicuramente non sia di soddisfazione, anzi tutt'altro. Signor Ministro, dopo cinque ore, è stato dichiarato che è stato l'ISIS ad attaccare l'Italia e, dopo dodici ore, praticamente è stata riversata la frittata e abbiamo detto che è stata forse la Fratellanza musulmana, per intimidire l'Italia. E solo dopo ventiquattro ore lei ha pensato bene di dire che il nostro Paese non si lascerà intimidire. Ora noi ci chiediamo chi le dà le notizie, cioè i vertici dei servizi segreti comunicano adeguatamente con tutto il resto del Governo, con Renzi e lei soprattutto ? E poi mi chiedo e ci chiediamo anche perché tempo fa tutto andava bene in Libia e adesso tutto sommato invece ci accorgiamo che in Libia non va proprio così bene. Dopo tutte queste cose, anche tutte le crescenti morti di migranti nel Mediterraneo e la costante avanzata dei miliziani dell'ISIS presso alcuni obiettivi strategici, riteniamo sia veramente arrivato il momento che questo Governo la smetta con la politica degli annunci ad effetto, quindi di dire che tutto va bene, anche perché ci ricordiamo che, anche per il buon Letta, tutto andava bene, poi magari non è successo così. Quindi, che si dia inizio veramente ad una interpretazione, ad una politica estera seria, che guardi alla difesa dell'interesse e alla sicurezza del nostro Paese.

(Iniziative per la stabilizzazione dei Paesi del Nord Africa, il contrasto ai movimenti radicali di matrice islamista e l'affermazione progressiva dello Stato di diritto – n. 3-01615)

  PRESIDENTE. Il deputato Raciti ha facoltà di illustrare l'interrogazione Amendola ed altri n. 3-01615, concernente iniziative per la stabilizzazione dei Paesi del Nord Africa, il contrasto ai movimenti radicali di matrice islamista e l'affermazione progressiva dello Stato di diritto (Vedi l'allegato A – Interrogazioni a risposta immediata), di cui è cofirmatario.

  FAUSTO RACITI. Grazie Presidente, signor Ministro, lei dopo l'attentato dell'11 luglio – e gliene diamo atto – si è immediatamente recato in Egitto a portare la solidarietà del Governo all'ambasciatore Massari e al personale della sede diplomatica italiana in Egitto. In quella occasione, ha affermato che non dobbiamo Pag. 58interpretare questo attentato come qualcosa diretto particolarmente nei confronti degli italiani, ma certamente verso la presenza dei Paesi che condividono con l'Egitto un comune impegno contro il terrorismo. Da questo vorrei ripartire perché in Egitto il clima sta tornando pesante a causa della crescente insicurezza e il ruolo del Governo egiziano è fondamentale nella soluzione della vicenda libica, che vede sviluppi interessanti in questi giorni, dal momento che proprio il 12 luglio scorso si sarebbe raggiunto a Skhirat, in Marocco, una nuova versione dell'accordo di pace. In una situazione così delicata e visto il ruolo di mediatore de facto del nostro Paese, alcuni analisti hanno ipotizzato che una o più milizie libiche abbiano realizzato l'attentato al nostro consolato per ottenere un più basso profilo del nostro Governo. Le chiedo quindi quali azioni intenda porre in essere il Governo italiano per contribuire a una effettiva stabilizzazione interna dei Paesi della sponda sud del Mediterraneo.

  PRESIDENTE. Il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, Paolo Gentiloni Silveri, ha facoltà di rispondere.

  PAOLO GENTILONI SILVERI, Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. Grazie Presidente, certo l'Italia deve continuare ad essere presente a tutti i livelli nel Mediterraneo. Ricordiamoci sempre che il Mediterraneo è la terza area più importante della nostra cooperazione economica, dopo l'Unione europea e gli Stati Uniti.
  Quindi, è una questione geopolitica, è una questione di sicurezza, è una questione di immigrazione, ma è anche una questione di grandi rapporti economici. Dobbiamo lavorare nella coalizione contro il terrorismo anche sul piano dell'addestramento delle forze curde, il lavoro che stiamo facendo; dobbiamo partecipare a una sfida che è culturale e religiosa, oltre che militare; dobbiamo, credo, provare a stabilizzare le principali aree di crisi, e mi auguro che l'Accordo sul nucleare iraniano, raggiunto anche con il particolare contributo dell'Unione europea, possa dare una mano in Iraq e in Siria; dobbiamo cercare di allargare la base di accordo che è stata raggiunta in Libia.
  Infine, credo che l'impegno dell'Italia debba essere rivolto a consolidare alcuni Paesi che si trovano in una situazione particolarmente esposta, di frontiera. So che una delegazione della Camera è stata in questi giorni in Tunisia, io sono stato ieri in Libano: sono due degli esempi dei Paesi che oggi vanno sostenuti e consolidati, per avere un quadro di maggiore pace e cooperazione nel Mediterraneo. Il messaggio, quindi, è certamente il contrasto al terrorismo, ma è una sfida che richiede un impegno su più piani – economico, culturale, di cooperazione con i Paesi coinvolti, di gestione dell'immigrazione – la sfida a cui noi, come Italia, siamo chiamati.

  PRESIDENTE. Il deputato Nicoletti, cofirmatario dell'interrogazione, ha facoltà di replicare.

  MICHELE NICOLETTI. Grazie, Presidente. Grazie, Ministro, per la risposta alle questioni poste. Abbiamo apprezzato, come ha già detto il collega Raciti, l'immediata vicinanza espressa dal Governo con la sua visita al Cairo, che ha dato il segno della nostra preoccupazione e vicinanza al corpo diplomatico, ma anche del nostro grande impegno nell'area mediterranea.
  Abbiamo apprezzato anche quanto ci ha detto a proposito del tipo di risposta articolata che noi intendiamo dare a questo fenomeno, e su questo noi la invitiamo con forza a procedere in azioni di contrasto non solo con operazioni di intelligence e di polizia raccordate a livello internazionale, come già stiamo facendo, ma con un'operazione anche di adeguamento del nostro ordinamento: pensiamo al lavoro di ratifica delle convenzioni internazionali sul terrorismo e, ancora di più, a tutto il lavoro di cooperazione nel campo culturale, sociale ed economico.
  Lei ha ricordato, giustamente, come il tema del terrorismo non sia solo un elemento Pag. 59di ricorso a una violenza barbara, ma sia anche un elemento che affonda le sue radici in simboli, in interpretazioni, e la lotta a questo fenomeno richiede una cooperazione importante. Noi ci auguriamo che il nostro Governo, che, per la prima volta, vede il suo Ministero chiamarsi non solo «degli affari esteri», ma anche «della cooperazione internazionale», assuma con maggiore forza che in passato la sfida di una forte collaborazione culturale con le istituzioni culturali, le università e le scuole di tutta l'area mediterranea, per diffondere uno sforzo di dialogo e di pace. Per questo, pensiamo che quello che lei ha detto sul lavoro di consolidamento della democrazia in alcuni Paesi, dalla Tunisia al Marocco, sia un lavoro particolarmente importante.

(Iniziative volte ad evitare la realizzazione di progetti di trivellazione nel Mar Ionio, al fine di preservare la vocazione agricola e turistica dei territori interessati – n. 3-01616)

  PRESIDENTE. Il deputato Latronico ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-01616, concernente iniziative volte ad evitare la realizzazione di progetti di trivellazione nel Mar Ionio, al fine di preservare la vocazione agricola e turistica dei territori interessati (Vedi l'allegato A – Interrogazioni a risposta immediata).

  COSIMO LATRONICO. Grazie, Presidente. Insieme ai colleghi Palese ed Occhiuto abbiamo proposto al Governo un'interrogazione che prende spunto da un decreto ministeriale dell'ultimo giugno 2015, che autorizza alcune indagini nell'arco ionico, che riguardano le regioni Puglia, Basilicata e Calabria, che si aggiungono, per la verità, ad altre autorizzazioni.
  Sembra che vi siano 14 istanze di ricerca, 2 permessi di ricerca, un'istanza di prospezione, un'istanza di concessione. È un'area, come il Governo sa, sensibile: stiamo parlando della Magna Grecia, un contesto dal valore naturalistico, ambientale e culturale. È la terra di Pitagora, di Epeo, la terra delle grandi colonie greche, da Taranto a Siris, da Heraclea a Sibari.
  Questa mattina i tre presidenti delle regioni Puglia, Basilicata e Calabria, hanno marciato contro le decisioni del Governo. Volevamo sapere qual è la verità su questi argomenti e qual è la posizione del Governo.

  PRESIDENTE. La Ministra dello sviluppo economico, Federica Guidi, ha facoltà di rispondere.

  FEDERICA GUIDI, Ministra dello sviluppo economico. Grazie, Presidente, onorevoli deputati, in merito alla questione posta dagli onorevoli Latronico ed altri, io vorrei ricordare che la compatibilità ambientale rilasciata riguarda esclusivamente l'effettuazione di un'indagine sismica tridimensionale nell'ambito del permesso di ricerca di idrocarburi denominato «d 79 F.R.-EN» nel Mar Ionio settentrionale e non prevede la realizzazione di pozzi esplorativi. Nella fase di prospezione non è prevista alcun installazione di piattaforme che invece potranno, nel caso, eventualmente, essere allocate solo a seguito di riscontri positivi delle prospezioni medesime e, comunque, previa nuova valutazione di impatto ambientale e ulteriore e diversa autorizzazione da parte del Ministero dello sviluppo economico.
  Più specificatamente, nel decreto di attuazione, il Ministero dell'ambiente prende atto che l'area del permesso di ricerca è localizzata a significativa distanza dai siti «rete natura 2000» presenti lungo la costa ed è posta oltre le 12 miglia nautiche dalla linea di costa del perimetro dei siti di altre aree protette e non rientra, pertanto, nel perimetro delle aree di divieto delle attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare. Tale area si localizza nel suo punto più prossimo a 17 miglia nautiche dalle coste del comune di Gallipoli e il progetto prevede che la società Enel Longanesi Developments proceda all'acquisizione di un rilievo sismico di circa 350 chilometri quadrati con tecnica air Pag. 60gun. Durante questa operazione non verrà realizzata alcuna attività in grado di creare danni agli apparati auditivi dei cetacei presenti nel Mar Ionio, infatti la tecnica di prospezione air gun non comporta alcun effetto né sui fondali, né sulla fauna marina. In particolare, si prevede una prospezione da effettuarsi mediante il passaggio di una nave di oceanografico, abitualmente utilizzata in tutti i mari del mondo, sia per scopi scientifici, sia per la ricerca di idrocarburi e normalmente non è richiesta per questa una preliminare valutazione di impatto ambientale. La probabilità che il passaggio della nave alteri l'andamento delle correnti marine è la stessa che si verifica al passaggio persistente di navi e traghetti, cioè prossima al nulla. Inoltre, non sono attualmente attese successive perforazioni, le quali, comunque, non avvengono utilizzando la tecnica dell’air gun, bensì mediante l'utilizzo di un apposito impianto, attraverso l'uso di scalpelli di perforazione montati su aste e spinti sulla roccia da una batteria di perforazione. Il programma è finalizzato allo studio della struttura geologica del sottosuolo, con l'acquisizione di dati utili ai fini di un eventuale successiva fase di ricerca, da realizzarsi previa valutazione di impatto ambientale favorevole.

  PRESIDENTE. Il deputato Latronico ha facoltà di replicare.

  COSIMO LATRONICO. Ringrazio il Governo per le informazioni. Naturalmente c’è un equivoco di fondo, vale a dire si può discutere sulle tecniche. Lei sa che la letteratura sull’air gun ha posizioni differenti, nel senso che c’è chi sostiene che queste tecnologie di ricerca determinano impatti ambientali rilevanti sul patrimonio ambientale marino. Ma, al di là di questo, signor Ministro, c’è un tema reale, ne abbiamo parlato nello «sblocca Italia», dobbiamo decidere cosa fare delle nostre coste, anche del nostro territorio, in particolare nel Mezzogiorno. Ci sono, quindi, questioni di strategia. Noi abbiamo una terra la Basilicata, per parlare della Basilicata, che per due terzi del suo territorio in terraferma è disponibile per permessi di ricerca oggi utilizzati. Quindi c’è una strategia produttiva che il Governo sta portando avanti, che sta determinando contesti di reazione da parte delle realtà locali che non guardano allo sviluppo, non vedono lo sviluppo e, d'altro canto, non sono neppure rassicurati dal punto di vista ambientale. Apriamo altri fronti. Quindi, lo Ionio dall'essere la terra, dal punto di vista naturalistico, del mare, delle risorse culturali, delle risorse ambientali, si incammina ad essere un hub petrolifero e non viene escluso, al pari del golfo di Venezia. Questo è il punto di domanda. Avevamo detto nello «sblocca Italia» che ci sarebbe stata una carta nazionale dell'uso delle risorse minerarie, per preservare le vocazioni dei territori, perché è giusto che siano i territori a scegliere il destino produttivo, economico, e l'assetto ambientale. Ora, non vi è dubbio, che si sta procedendo sulla base, signor Ministro, di spinte e fuori da una strategia di compatibilità, sia economica, sia produttiva, sia ambientale.
  Noi denunciamo questo modo di procedere e riteniamo che nelle prossime ore il Governo si dovrà sedere con i governatori delle regioni e delle comunità per fare chiarezza definitiva (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia – Il Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente).

(Iniziative volte a scongiurare la chiusura dello stabilimento Hp di Pozzuoli – n. 3-01617)

  PRESIDENTE. Il deputato Di Lello ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-01617, concernente iniziative volte a scongiurare la chiusura dello stabilimento Hp di Pozzuoli (Vedi l'allegato A – Interrogazioni a risposta immediata).

  MARCO DI LELLO. Signora Presidente, l'interrogazione riguarda lo stabilimento Hp di Pozzuoli. Nasce nel 1990 a Caserta; aveva circa 450 professionisti assunti nell'anno 2000, poi si è assestato intorno a 300 unità, ultimamente il declino, con una Pag. 61diminuzione costante. Attualmente il numero di addetti è di poco inferiore ai 200.
  Stiamo parlando di un ruolo di creazione di software, di elaborazione di tecnologie che oggi rappresentano il fiore all'occhiello nel campo dell’information and communications technology nel nostro Paese. In quel sito si producono le applicazioni che oggi utilizza il MIUR, il Ministero della giustizia, l'Inail, banche, assicurazioni, Enel, INPS. Questa chiusura e cessione del ramo d'azienda sta creando molta apprensione tra i lavoratori. Quindi chiediamo alla Ministra se sia a conoscenza dei fatti e se sia stato attivato presso il Ministero il tavolo di crisi richiesto dalle organizzazioni sindacali unitariamente.

  PRESIDENTE. La Ministra dello sviluppo economico, Federica Guidi, ha facoltà di rispondere.

  FEDERICA GUIDI, Ministra dello sviluppo economico. Signora Presidente, in merito alla questione che riguarda Hp enterprise services Italia, posta dall'onorevole Di Lello, rispondo che siamo ben consapevoli del valore rivestito da quest'azienda per l'economia campana. Lo stabilimento di Pozzuoli fa parte di un gruppo che conta diverse sedi in Italia tra Torino, Milano, Roma, Bari e Napoli, nelle quali operano 1.860 persone, ricoprendo certamente un ruolo importante nel settore dell’information technology nazionale. Si tratta di un settore in grado di assicurare anche un impatto positivo sulle performance di tutta la nostra industria manifatturiera, con un incremento del 3,3 per cento del fatturato per le imprese esportatrici e un incremento del 2 per cento per quelle non esportatrici (questi sono dati e stime Istat). La sede di Pozzuoli impiega oggi 171 addetti, molti dei quali sono stati protagonisti della storia della nostra informatica e rappresentano delle risorse preziose per il Paese.
  Quindi io posso già anticiparle e confermarle che per il giorno 20 luglio, prossimo venturo, è stato convocato il tavolo di confronto, relativo alla situazione dell'intero gruppo Hp, nell'ambito del quale si analizzerà naturalmente nello specifico la situazione della sede di Pozzuoli. In questa sede la direzione aziendale Hp si è resa disponibile ad informare evidentemente i partecipanti al tavolo, rispetto alle criticità, ma anche alle possibili soluzioni rispetto alla complessa vicenda di Pozzuoli. Quindi le posso confermare che naturalmente è nostro interesse non perdere questo pezzo importante della storia economica anche del nostro Paese. La convocazione del tavolo consentirà, mi auguro, come già in molti altri casi è successo, di intraprendere una strada utile per risolvere questa problematica.

  PRESIDENTE. Il deputato Di Lello ha facoltà di replicare.

  MARCO DI LELLO. Signora Presidente, signora Ministra, io mi dichiaro soddisfatto per la risposta, perché tradisce un impegno che mi pare davvero convinto da parte del Governo.
  Come lei ha ricordato prima, la preoccupazione è mossa dalla circostanza che qui non siamo di fronte all'ennesima crisi dell'industria manifatturiera, che paga un prezzo alla congiuntura economica internazionale. Qui siamo nel campo, appunto, della new economy e dei software, dunque della produzione intellettuale, di quella fondata sul talento e sulla creatività, quelli che dovrebbero essere i punti di forza del nostro made in Italy e ancor più del Mezzogiorno d'Italia, perché lì possiamo pensare di potere creare ancora più ricchezza puntando sull'immaterialità, atteso anche il deficit infrastrutturale che invece esiste. Lì noi possiamo pensare di costruire una scommessa per il futuro, un futuro di sviluppo di questa parte del nostro Paese.
  Perciò, al di là davvero del destino personale di 130 famiglie, che pure vivono e insistono in un'area che è già fortemente colpita dalla crisi economica, ritengo questa come una vicenda, appunto, paradigmatica. Proprio su questo terreno non ci possiamo consentire di perdere altre posizioni.Pag. 62
  Perciò, senza volerci in alcun modo esprimere su Matic mind, sulla società che acquisisce il personale e il ramo d'azienda, di cui non conosciamo il piano industriale, magari potendo contare – me lo auguro davvero – anche sul ruolo della regione Campania, che negli ultimi anni, invece, è stata troppo spesso assente dai tavoli di crisi, io mi auguro davvero, ma le parole della signora Ministra sono incoraggianti in questa direzione, che il Ministero dello sviluppo economico voglia spendere ogni azione possibile per salvaguardare sia la produzione che i livelli occupazionali.

(Iniziative di competenza volte a prevedere adeguate sanzioni a carico delle compagnie fornitrici di servizi per il rispetto dell'iter relativo alla sospensione della fornitura nei casi di morosità
– n. 3-01618)

  PRESIDENTE. Il deputato Capelli ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-01618, concernente iniziative di competenza volte a prevedere adeguate sanzioni a carico delle compagnie fornitrici di servizi per il rispetto dell'iter relativo alla sospensione della fornitura nei casi di morosità (Vedi l'allegato A – Interrogazioni a risposta immediata).

  ROBERTO CAPELLI. Grazie, signora Presidente. Signora Ministra, come dice appunto il titolo dell'interrogazione, nei casi di morosità o presunta tale, la compagnia elettrica fornitrice dei servizi può sospendere la fornitura dell'energia dopo aver inviato una raccomandata, che specifica i termini ultimi trascorsi i quali la fornitura viene interrotta se il pagamento non viene eseguito. È prevista, inoltre, l'eventualità che, se le condizioni tecniche del contatore lo consentono, prima della sospensione della fornitura la potenza erogata possa venire ridotta a un livello del 15 per cento della potenza disponibile.
  Si tratta di procedure assolutamente condivisibili, che stabiliscono un iter a tutela dell'utente. Sono stabilite, però, anche una serie di sanzioni per le compagnie fornitrici qualora non rispettino le formalità sopra ricordate.
  La domanda è proprio relativa alle sanzioni, che sono ritenute troppo tenui rispetto agli impegni e alle sanzioni previste per quanto riguarda gli utenti. Il provvedimento prevede sanzioni dai 20 ai 30 euro, assolutamente non in linea con l'entità del danno prodotto.

  PRESIDENTE. La Ministra dello sviluppo economico, Federica Guidi, ha facoltà di rispondere.

  FEDERICA GUIDI, Ministra dello sviluppo economico. Grazie, signor Presidente. Io rispondo che il problema che è stato posto dall'onorevole Capelli è di primaria importanza per il buon funzionamento del mercato. Il sistema delle sanzioni nei confronti degli operatori inadempienti è stato affrontato dal Governo con le proposte avanzate nell'ambito del disegno di legge comunitario del 2014, attualmente all'esame del Senato. Nella proposta già discussa con gli uffici della Commissione europea, è stato rafforzato il sistema sanzionatorio attraverso un emendamento volto ad aumentare il livello massimo delle sanzioni applicabili fino al 10 per cento sul fatturato dell'impresa, eliminando quindi il preesistente tetto al valore assoluto della sanzione stessa.
  La competenza ad applicare le sanzioni è in capo all'Autorità per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico, come del resto prevedono le direttive europee. La proposta normativa del Governo lascerà, quindi, ai regolatori il potere e la discrezionalità di modulare l'entità della sanzione in relazione alla gravità della violazione, in modo che sia effettivamente dissuasiva. Il controllo del mercato è, inoltre, demandato, per quanto riguarda le pratiche commerciali scorrette, all'Autorità garante della concorrenza e del mercato, a sua volta dotata di potere sanzionatorio.
  Più in generale, come lei sa, è in corso un'ampia riflessione sui meccanismi a tutela dei consumatori finali di energia elettrica, Pag. 63alla luce dei cambiamenti in atto. Mi riferisco naturalmente in primo luogo al superamento dell'attuale regime di maggior tutela previsto dal disegno di legge sulla concorrenza del 2015. Ma non meno importanti sono, in questa prospettiva, gli orientamenti recentemente proposti dall'Autorità per l'energia sulle riforme delle tariffe di rete delle componenti a copertura degli oneri generali per i clienti domestici di energia elettrica. A tale proposito, il Ministero sta anche valutando alcune ipotesi di riforma e di potenziamento del bonus per garantire l'adeguata protezione dei clienti in condizioni di disagio economico o fisico.
  Si ricordano, inoltre, le disposizioni introdotte con il decreto legislativo sull'efficienza energetica, relativamente alla trasparenza e alla fatturazione nei consumi effettivi. Egualmente rilevanti sono gli strumenti informativi a vantaggio dei consumatori di recente introdotti dall'Autorità per l'energia. Si citano, a titolo esemplificativo, la guida alla lettura delle voci di spesa per i clienti serviti nei regimi di tutela nonché i criteri per la predisposizione del modello della bolletta sintetica per i medesimi clienti, la cosiddetta bolletta 2.0.
  L'insieme delle misure avviate è finalizzato, quindi, a rendere maggiormente efficace l'azione a tutela dei consumatori, azione da rafforzare nell'ambito delle modifiche che si stanno delineando al quadro normativo e regolatorio di riferimento per i clienti domestici.

  PRESIDENTE. Il deputato Capelli ha facoltà di replicare.

  ROBERTO CAPELLI. Signora Ministro, io la ringrazio per la risposta assolutamente soddisfacente, esaustiva, precisa, che indica le azioni e le intenzioni del Governo in merito alla problematica che ho offerto alla sua attenzione. Era chiaro, ovviamente non si intende discutere l'entità del danno patito dall'utente per l'eventuale e ingiustificata interruzione del servizio, quanto, appunto, come ha ben colto, la congruità di una sanzione per la violazione di una norma che non può che essere rapportata agli interessi in campo, quindi una tutela dell'utente in primis.
  La ringrazio soprattutto per aver dato la sua disponibilità al question time di oggi diversamente da quanto invece la stessa disponibilità non ho ricevuto dall'Autorità per l'energia elettrica, per il gas e il sistema idrico che ho interpellato sul tema fin dal 18 marzo ultimo scorso e che ancora non ha avuto modo e cortesia di rispondere alla mia osservazione. Sono di questi giorni, tra l'altro, anche le sospette violazione delle bollette messe in evidenza dalla stessa Antitrust che ha avviato un'indagine sulle bollette di quattro società primarie nella fornitura dei servizi del gas e dell'energia elettrica. Credo che il tema debba rimanere alla sua attenzione fino a soluzione. Verifichiamo anche quanto farà il Senato nei prossimi giorni. Mi auguro che la stessa Autorità possa prendere in carico la stessa problematica.

(Iniziative a sostegno del comparto della grande distribuzione di arredi ed accessori per la casa, anche al fine di agevolare la soluzione della vertenza relativa alla contrattazione integrativa negli stabilimenti Ikea – n. 3-01619)

  PRESIDENTE. Il deputato Quaranta ha facoltà di illustrare l'interrogazione Ricciatti n. 3-01619 concernente iniziative a sostegno del comparto della grande distribuzione di arredi ed accessori per la casa, anche al fine di agevolare la soluzione della vertenza relativa alla contrattazione integrativa negli stabilimenti Ikea (Vedi l'allegato A – Interrogazioni a risposta immediata), di cui è cofirmatario.

  STEFANO QUARANTA. Grazie, Presidente. Ministro, sabato si è svolto il primo sciopero nazionale di Ikea da quando questo gruppo è presente nel nostro Paese. Uno degli slogan più azzeccati e arguti dei lavoratori è stato: «non ci faremo smontare il contratto». In effetti il problema è proprio questo: la disdetta unilaterale da parte dell'azienda dei contratti integrativi Pag. 64che peraltro rappresentano una parte molto significativa dello stipendio dei lavoratori, in particolare per quei tanti lavoratori part-time. Il tema è che questo è avvenuto nonostante le storiche relazioni positive tra l'azienda e i sindacati. La domanda è molto semplice: cosa intenda fare il Ministro nell'aiutare, nell'accompagnare questa vertenza delicata, e, più, in generale, quali atti intenda adottare per difendere e tutelare un settore molto importante per il nostro Paese evitando un ulteriore impoverimento dal punto di vista produttivo delle nostre città e del nostro Paese.

  PRESIDENTE. La Ministra dello sviluppo economico, Federica Guidi, ha facoltà di rispondere.

  FEDERICA GUIDI, Ministra dello sviluppo economico. Grazie, signor Presidente, per rispondere agli onorevoli interroganti vorrei fare una premessa. Il rilancio della manifattura italiana, in particolare la produzione del nostro made in Italy, rappresenta una delle priorità naturalmente dell'azione del Ministero dello sviluppo economico. In quest'ambito il settore del legno e arredo costituisce sicuramente uno dei pilastri su cui è fondata la nostra economia: è un settore che all'anno in Italia fattura oltre 17 miliardi di euro di cui 11 destinati all’export. Quindi, si tratta certamente di un settore che mette in moto anche un'articolata filiera produttiva comprensiva anche di una fitta rete distributiva. Per questo il Ministero si è impegnato a far sì che alcune misure come il cosiddetto bonus mobili insieme ad altri interventi rivolti a favorire la ripresa del comparto edilizio siano prorogate fino al 31 dicembre 2015. Può sembrare un piccolo tassello ma in realtà è stato un importante risultato anche in questa fase di ristrettezze per quello che riguarda i vincoli di bilancio e, probabilmente, senza questa misura la filiera avrebbe perso circa 2 miliardi di euro di fatturato. Grazie a questo intervento oggi si può ancora fruire di una detrazione Irpef del 50 per cento per l'acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici destinati ad immobili oggetto di ristrutturazione, se la spesa è effettuata tra il giugno 2013 e fine dicembre 2015. Anche grazie agli sforzi profusi per limitare gli effetti negativi della crisi, il settore dell'arredamento è uno dei pochi in Italia, nonostante il lungo periodo di crisi del comparto dell'edilizia, ad aver registrato, anche se timidi, comunque segnali di ripresa. Questo certo non vuol dire che il 2014 non si sia rivelato un anno difficile perché sicuramente lo è stato anche per la fiera dell'arredamento, ma le stime per l'anno in corso sono più positive e lasciano ben sperare. Questa lunga premessa per dire che da un lato il Governo ha fatto quello che era nelle sue disponibilità. È chiaro che il Governo chiede oggi anche alle aziende di questo importante comparto, Ikea in primis evidentemente, di fare uno sforzo per catturare questi segnali di ripresa e soprattutto per difendere le filiere produttive e naturalmente l'occupazione qualificata di questo settore.
  Per quanto riguarda la richiesta specifica che lei mi faceva, in relazione alla disdetta dei contratti aziendali e, quindi, naturalmente, al tema dei contratti collettivi, come lei sa questo è un rapporto che è tipicamente fra le parti, quindi non coinvolge strutture centrali e locali delle pubbliche amministrazioni; però, detto questo, siamo come sempre disponibili a instaurare, naturalmente qualora una delle due parti ne faccia richiesta, un tavolo per cercare di facilitare un dialogo fra le parti interessate.

  PRESIDENTE. Colleghi, chiederei di abbassare il tono della voce, perché non si sente molto. La deputata Lara Ricciatti ha facoltà di replicare.

  LARA RICCIATTI. Signora Presidente, signora Ministra, apprezziamo la sua volontà e la sua disponibilità nel mettersi a disposizione, con il Ministero dello sviluppo economico, per provare a fare da mediazione fra le due parti e, quindi, fra la proprietà e tutte le associazioni delle lavoratrici e dei lavoratori, però, vede, Pag. 65signora Ministra, Ikea è un'azienda sana che nel solo 2013-2014 ha ottenuto un utile netto pari a 3,3 miliardi di euro. Questo significa che non bisogna approcciare questa vicenda come se si trattasse di un'azienda in crisi e, quindi, cercando la salvaguardia dei livelli occupazionali e la tutela occupazionale; si tratta di dire una cosa semplice e cioè che gli straordinari, le domeniche e i festivi alle lavoratrici e ai lavoratori vanno pagati (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà), perché poter beneficiare di un diritto sacrosanto, cioè quello di veder retribuito il proprio lavoro, è un diritto di tutte le persone.
  Io, signora Ministra, però le chiederei una cortesia, lei ha parlato come attività del suo Ministero del rilancio della manifattura e noi siamo d'accordo con lei e come gruppo di Sinistra Ecologia Libertà siamo a disposizione portando proposte, provando a portare critiche anche costruttive. Le chiederei la cortesia di smettere di prendere in giro tutti quegli imprenditori che aspettano e hanno aspettato per tanto tempo dal suo Governo l'attuazione del made in Italy, dicendo che voi oggi, ancora, state lavorando per questo, perché se c’è una sconfitta chiara e colossale sua e del Governo Renzi durante il semestre di Presidenza italiana è stata quella di aver promesso di riportare a casa il made in Italy e questo non lo avete fatto. Questa è una sconfitta del Governo Renzi. Avete avuto sei mesi di tempo per attuare il made in Italy, lei, oggi, viene qui, finito il semestre di Presidenza italiana, dicendo che lavorerà per l'attuazione del made in Italy. Signora Ministra, questo è stucchevole (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà) !

(Iniziative per assicurare il rispetto dell'accordo del 3 dicembre 2014 riguardante Acciai speciali Terni spa al fine del rilancio dello stabilimento umbro e del relativo indotto – n. 3-01620)

  PRESIDENTE. La deputata Galgano ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-01620 concernente iniziative per assicurare il rispetto dell'accordo del 3 dicembre 2014 riguardante Acciai speciali Terni spa al fine del rilancio dello stabilimento umbro e del relativo indotto (Vedi l'allegato A – Interrogazioni a risposta immediata).

  ADRIANA GALGANO. Grazie Presidente, buongiorno Ministro, la mia interrogazione riguarda per l'appunto AST, l'azienda Acciai speciali Terni, che è il secondo produttore di inox a livello europeo ed è la principale azienda umbra, rappresenta ben il 15 per cento del prodotto interno lordo. Dopo varie vicissitudini causate soprattutto da decisioni discutibili della Commissione europea, si è giunti il 3 dicembre scorso – grazie all'intervento del suo Ministero e il suo personale, Ministro, per il quale noi la ringraziamo – a un accordo tra sindacati e azienda che ne assicura il rilancio. Noi oggi chiediamo al Governo quali urgenti iniziative intenda prendere per assicurare il rispetto di quell'accordo e per sostenere il rilancio di AST che è un tassello importantissimo dell'economia italiana e della ripresa dell'industria in questo momento di grande ripresa che potrebbe significare per AST la rimessa in campo con grandi potenzialità.

  PRESIDENTE. La Ministra dello sviluppo economico, Federica Guidi, ha facoltà di rispondere.

  FEDERICA GUIDI, Ministra dello sviluppo economico. Signora Presidente, rispondo all'onorevole Galgano dicendo quali sono stati un po’, anche, gli strumenti che sono stati messi a disposizione dal Ministero dello sviluppo economico per sostenere Acciai speciali Terni. Certamente è stato un lavoro lungo, a volte anche faticoso, ma reso possibile anche dall'attività dei diversi attori, per cui siamo riusciti a evitare che atti unilaterali, in qualche modo, compromettessero il futuro di una presenza industriale essenziale, per l'Umbria ma per tutto il Paese. L'impegno collaborativo delle varie parti è Pag. 66stato forte e direi che oggi si possa felicemente constatare che i risultati positivi iniziano a esserci, perché i livelli produttivi garantiti da quell'accordo che lei citava sono già stati raggiunti con un anticipo anche significativo rispetto alle previsioni che c'erano state.
  Il Ministero dello sviluppo economico si è occupato della vicenda AST anche prima della crisi che ha generato il conflitto sociale caratterizzato da oltre 40 giorni di blocco completo delle produzioni, ed è stato sempre il Ministero dello sviluppo economico a favorire l'importante accordo del 3 dicembre 2014, che è stato peraltro anche approvato dalla stragrande maggioranza dei lavoratori con il referendum. Questo accordo, credo, sia stato un vero punto di svolta rispetto al tormentato periodo che ha caratterizzato la vita economica e finanziaria di Acciai speciali Terni. Lei ricordava l'assegnazione, poi revocata, alla finlandese Outokumpu, in base ad alcune decisioni prese a livello europeo, ma ricordo anche il cumulo di perdite che, anche grazie ai continui ripianamenti che l'azionista, Thyssenkrupp, nel frattempo aveva fatto, non hanno portato all'eventuale ricorso di procedure concorsuali. Comunque, da inizio anno, Acciai speciali Terni ha ripreso una normale attività, che sta dando importanti risultati. Il gruppo dirigente che sta guidando lo stabilimento ternano, che peraltro è stato in gran parte rinnovato nelle sue funzioni apicali, ha di recente comunicato, sia al Ministero ma anche alle organizzazioni sindacali nazionali e territoriali, i risultati conseguiti, sia nei volumi produttivi che anche nel recupero di positivi rapporti con i principali clienti, che durante il periodo della vertenza erano stati messi a rischio dalla situazione di crisi in cui versava.
  Credo siano risultati che confermano come le previsioni, contenute nell'accordo del dicembre scorso, anche per quello che riguarda gli investimenti necessari per rafforzare la capacità produttiva, soprattutto per la parte di maggior valore, siano in qualche modo in corso e rispettate. In questo quadro, naturalmente è stata anche registrata con soddisfazione la decisione di rafforzare la produzione del tubificio e anche la produzione di acciaio nobile. Certamente, rimangono ancora dei punti da continuare a monitorare e a verificare e naturalmente per questo il Ministero, come peraltro aveva già previsto in quell'accordo, continuerà ad assistere e a monitorare l'intera vicenda. Il Governo è sempre più convinto – lo era già all'inizio, lo è ancora di più oggi – che nel panorama della siderurgia italiana lo stabilimento di Terni abbia una posizione di assoluta strategicità e rilevanza.

  PRESIDENTE. La deputata Galgano ha facoltà di replicare.

  ADRIANA GALGANO. Presidente, Ministra, noi la ringraziamo per questo suo impegno e per aver riconosciuto la strategicità di AST. I risultati positivi che lei evidenziava ci rendono consapevoli del fatto che abbiamo avuto ragione a batterci perché la produzione rimanesse. Ci sono però ancora delle cose importanti da fare, perché non sono attualmente previsti investimenti in formazione e in ricerca e sviluppo, che per questa tipologia di azienda sono assolutamente indispensabili. Poi, desidero sottolineare e richiamare la sua attenzione rispetto a quanto Thyssenkrupp disse ricomprando l'azienda. Aveva detto che si sarebbe data due anni e a seguito di questi due anni avrebbe fatto determinate azioni: a seguito di questi due anni l'avrebbe venduta. Ora, siccome sta procedendo nel piano esattamente come ha detto, chiediamo al Governo di monitorare con attenzione anche questo aspetto, perché al termine del percorso c'era appunto la vendita. Infatti, la cosa importante, visto che rappresenta un tassello indispensabile per l'economia italiana, è che l'azienda, qualora la multinazionale decidesse di venderla, come è suo diritto, la vendita nell'interesse comunque dell'economia italiana, dell'economia umbra, dei lavoratori umbri, quindi mantenendo la produzione e non per acquisire il marchio e poi smobilitarla.

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(Orientamenti del Governo in ordine a tempi e modalità di sviluppo della banda ultralarga – n. 3-01621)

  PRESIDENTE. Il deputato Tancredi ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-01621 concernente orientamenti del Governo in ordine a tempi e modalità di sviluppo della banda ultralarga (Vedi l'allegato A – Interrogazioni a risposta immediata).

  PAOLO TANCREDI. Grazie, signora Presidente, signora Ministro, è noto come l'accesso alla banda ultralarga e a una connessione veloce in generale, di ultima generazione, sia un fattore decisivo di crescita e competitività del Paese.
  Qualcuno ritiene che in questo Paese, soprattutto in alcune aree, non ci sia una domanda potenziale sufficiente, ma noi non pensiamo sia così. Infatti, è un fatto ormai consolidato come tale settore, questo settore innovativo, sia guidato dall'offerta di infrastrutture capace in sé di anticipare la domanda. Abbiamo apprezzato molto il piano strategico sulla banda ultralarga del Governo presentato nel marzo scorso. Esso ha qualificato molto l'azione riformatrice di questo Governo. Ora, signora Ministro, c’è da passare dalle parole ai fatti e su questo viene la nostra interrogazione e la nostra preoccupazione. Noi siamo determinati anche a rafforzare l'azione del Governo in questo senso, anche per consentire di superare eventuali resistenze che impediscono lo sviluppo di tali investimenti.

  PRESIDENTE. La Ministra dello sviluppo economico, Guidi ha facoltà di rispondere.

  FEDERICA GUIDI, Ministra dello sviluppo economico. Vorrei rispondere all'onorevole Tancredi che certamente le reti a banda ultralarga rappresentano, come egli ha detto, un fattore chiave per lo sviluppo della società dell'informazione e sono una condizione abilitante per la crescita economica del Paese. Con l'obiettivo di colmare il divario digitale, il Consiglio dei ministri ha adottato la strategia italiana per la banda ultralarga e, in linea con gli obiettivi dell'agenda digitale europea, prevede il raggiungimento del 100 per cento della popolazione con servizi di almeno 30 mega e il 50 per cento con almeno 100.
  Circa gli aspetti finanziari del progetto, il fabbisogno stimato a livello nazionale è pari a circa 12,3 miliardi, di cui circa 2 miliardi provenienti dai fondi europei a carattere regionale e il resto equamente distribuito tra intervento pubblico e privato. I fondi pubblici ammontano quindi a 7 miliardi, di cui circa 5 provenienti dal Fondo per lo sviluppo e la coesione, attivabili con delibera CIPE. Il Governo sta lavorando alla definizione di questa delibera che consentirà di avere a disposizione risorse necessarie per raggiungere gli obiettivi del piano nelle aree cosiddette «bianche» (i cluster C e D). Ciò corrisponde anche all'orientamento della Commissione europea di dare il via libera agli aiuti per le aree bianche entro il 2015, consentendo quindi di far partire gli interventi infrastrutturali già dal 2016.
  Il piano poi affianca a tali tipologie di intervento nuove misure di stimolo dell'offerta quali il Fondo centrale per il prestito agevolato, gli sgravi fiscali sulle nuove opere da realizzare e un sostegno alla domanda mediante il riconoscimento di voucher agli utenti finali per l'accensione di servizi su reti a banda larga ultra veloci, da attuare una volta avviata l'implementazione delle infrastrutture digitali. Queste misure dovranno essere naturalmente approvate dalla Commissione europea per quanto attiene la compatibilità con la disciplina europea in materia di aiuti di Stato, il cui iter è stato già avviato. In merito al ruolo dei privati, si sottolinea come il Governo guardi con interesse anche a qualsiasi iniziativa che contribuisca a colmare il divario digitale. Per questo motivo verranno coinvolti in modo sinergico tutti gli operatori che possono e vogliono collaborare allo sviluppo delle infrastrutture della banda ultralarga. Si è conclusa lo scorso 6 luglio la consultazione Pag. 68pubblica annuale aperta a tutti gli operatori interessati e si potrà così aggiornare con un orizzonte triennale la mappa delle disponibilità dei servizi di connettività a banda larga, identificare le aree in condizione di fallimento di mercato e, da ultimo, raccogliere le manifestazioni di interesse degli operatori acquisendo anche un quadro puntuale dei relativi orientamenti industriali.

  PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il deputato Tancredi.

  PAOLO TANCREDI. Grazie Presidente. Ringrazio la signora Ministro. Io credo che quello che oggi ci ha detto sia rassicurante dal punto di vista dell'effettiva implementazione di investimenti e dell'effettivo utilizzo delle risorse che sono state messe in campo anche attraverso il CIPE. Su questo non c’è dubbio.
  Vede, signora Ministro, oggi c’è un grande dibattito, anche a livello internazionale, sui problemi legati all'utilizzo della rete, anche per business, per affari. Conosciamo tutti il pronunciamento della FCC americana, verso cui importanti aziende di comunicazione hanno presentato ricorso, ma anche la Camera sta dando un contributo su questo.
  Allora, è importante che il Governo stanzi risorse pubbliche, ma le metta in sinergia con il possibile sviluppo delle risorse private, perché noi crediamo sia importante in questo settore che una parte rilevante dell'investimento lo facciano i privati. Dopo di che, quello che ho detto e che ripeto è che una buona infrastruttura, una infrastruttura capace è capace anche di sviluppare una crescita della domanda su vari settori innovativi che oggi forse non sono nemmeno concepiti all'interno di quel veicolo e della rete.
  Per questo la ringrazio, signora Ministro. Rimarremo attenti a quello che sarà il percorso, da qui ai prossimi mesi, per dare un aiuto al Governo, eventualmente anche in sede parlamentare.

  PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata.
  Sospendo a questo punto la seduta, che riprenderà alle ore 16,05 con la commemorazione dell'ex deputato Willer Bordon, deceduto nella giornata di ieri. La seduta è sospesa.

  La seduta, sospesa alle 16, è ripresa alle 16,05.

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE LAURA BOLDRINI

Missioni.

  PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati Alfreider, Bindi, Boccia, Cirielli, Dellai, Di Gioia, Di Lello, Epifani, Fico, Giancarlo Giorgetti, Guerra, Manciulli, Pes, Pisicchio, Portas, Rampelli, Realacci, Rosato, Rughetti, Sanga, Schullian, Tabacci e Vito sono in missione a decorrere dalla ripresa pomeridiana della seduta.
  I deputati in missione sono complessivamente novantasette, come risulta dall'elenco depositato presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell’allegato A al resoconto della seduta odierna.

In ricordo dell'onorevole Willer Bordon.

  PRESIDENTE. (Si leva in piedi e con lei, l'intera Assemblea) Colleghi, vorrei un attimo di attenzione per una commemorazione.
  Cari colleghi e care colleghe, ieri è deceduto, all'età di 66 anni, l'onorevole Willer Bordon. Nato a Muggia il 16 gennaio 1949, è stato deputato dalla X alla XIII legislatura, dal 1987 al 2001, e senatore nella XIV e XV legislatura, dal 2001 al 2008. È stato due volte ministro, ai lavori pubblici e all'ambiente, nonché sottosegretario ai beni culturali. È stato inoltre in giovane età anche sindaco del suo comune natale di Muggia.
  Nel corso del suo lungo ed appassionato percorso politico, Willer Bordon è Pag. 69stato costantemente animato da una profonda ed originale sensibilità per le questioni ambientali, dei diritti civili e della giustizia sociale, così come da onestà intellettuale e spirito di servizio. Ha dimostrato una capacità non comune nel cogliere i mutamenti della politica, dell'economia e della società, non solo italiane ma anche globali, internazionali. Anche dopo aver lasciato il Senato, dimettendosi nel gennaio del 2008, ha mantenuto un interesse forte ed attivo per le questioni ambientali e per i cambiamenti climatici, impegnandosi direttamente e con successo nel settore della ricerca e dello sviluppo di energie alternative.
  La Presidenza ha già fatto pervenire ai familiari l'espressione della più sentita partecipazione al loro dolore, che desidera ora rinnovare anche a nome dell'Assemblea, invitandola ad un minuto di silenzio (L'Assemblea osserva un minuto di silenzio – Generali applausi).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Blazina. Ne ha facoltà.

  TAMARA BLAZINA. Signora Presidente, non avrei mai pensato di dover fare la commemorazione di Willer Bordon. È vero che negli ultimi tempi l'ho perso un po’ di vista, ma ce l'ho presente come uomo ancora vivace, pieno di iniziativa e di quello spirito polemico e controcorrente che lo hanno contraddistinto. È difficile in alcuni minuti ripercorrere la vita di Tex, come veniva simpaticamente chiamato.
  Ha iniziato giovanissimo la sua brillante carriera politica come sindaco comunista della sua Muggia, in provincia di Trieste. Il passaggio da lì a Roma è stato ovvio e naturale, come dimostra la sua lunga presenza politica tra Camera e Senato. Le sue capacità e le sue competenze lo hanno portato al Governo come sottosegretario ai beni culturali e per due volte Ministro. I suoi interessi sono stati tanti ma una passione particolare la coltivava per la cultura. Come dimenticare il suo attaccamento al mondo del teatro, a partire dal Teatro dei ragazzi nella sua amata Muggia fino alla restituzione alla città di Roma del teatro Quirinetta ? Ricordo poi il suo impegno per Trieste e per la regione Friuli Venezia Giulia, che hanno dato molti frutti, a partire dal mantenimento del Fondo Trieste. L'ho conosciuto giovanissima frequentando la Federazione autonoma del Partito Comunista di Trieste e ho avuto modo di apprezzarne le tante qualità. Ho ammirato in lui le lotte per i diritti civili in quei tempi invise alla nomenclatura del PCI, che lo hanno fatto aderire poi al Partito Radicale, con il quale è stato promotore di alcune azioni eclatanti. In sintonia con questi temi anche la sua sensibilità sul tema dei diritti della minoranza linguistica slovena.
  Il suo carattere irrequieto, sempre proteso a ricercare il nuovo, hanno determinato in quegli anni turbolenti della vita politica italiana i suoi passaggi tra diversi gruppi e progetti politici, sempre però saldamente ancorati al centro-sinistra. La figura di Willer Bordon rimarrà viva nei due rami del Parlamento, che lo hanno visto protagonista intelligente di tante battaglie, come quella delle riforme costituzionali, nella sua Trieste, dove ha lasciato un'impronta indelebile, e in tutti noi che lo abbiamo conosciuto e gli abbiamo voluto bene proprio per il suo carattere libero e indipendente. A nome del gruppo del Partito Democratico, rivolgo a sua moglie e ai suoi figli la nostra commossa partecipazione al loro dolore (Applausi).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Sibilia. Ne ha facoltà.

  CARLO SIBILIA. Signor Presidente, pochissime parole per il ricordo di Willer Bordon da parte del MoVimento 5 Stelle, al quale mancherà sicuramente la sua grande onestà intellettuale. È stato uno dei pochi senatori che ha dato veramente le dimissioni dal Senato e uno dei pochi che si è reso conto di cosa era diventata la politica dei partiti. Li conosceva così bene da aver scritto il manifesto per l'abolizione dei partiti politici e questo forse è l'unico e il più grande modo di ricordare una persona che aveva fatto un percorso critico, che non aveva paura di esprimere le Pag. 70proprie idee e di continuare quella che è la nostra battaglia nel sollevare quelle che sono le criticità all'interno di questo sistema politico che lui prima di altri forse aveva capito e aveva avuto il coraggio anche di manifestare pubblicamente, cosa che purtroppo pochissime volte oggi accade, anche per altre persone che magari la pensano alla stessa maniera ma che non riescono a venirne fuori. Io credo che sia morta una persona libera e onesta e questa è la cosa migliore che possa succedere a un uomo secondo me, essere libero e onesto. Quindi il nostro lavoro in Parlamento penso che sarà sicuramente il modo migliore per commemorarlo anche in futuro (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Baldelli. Ne ha facoltà.

  SIMONE BALDELLI. Signora Presidente, con commozione e partecipazione il gruppo di Forza Italia saluta Willer Bordon e manda un abbraccio affettuoso alla moglie e ai figli. Il ricordo di Willer Bordon per chi, come me, ha un impegno politico antico e giovanile, è legato a quella stagione di grandi cambiamenti all'inizio degli anni Novanta, quando quasi un'intera classe politica, o una parte di una classe politica, veniva spazzata via delle inchieste di Tangentopoli e l'oscuramento e la disaffezione nel confronti della cosa pubblica e della politica diventavano crescenti nel Paese. Personaggi come Willer Bordon furono capaci di intercettare quel dissenso e anche i principi di cambiamento di quella stagione attraverso un momento referendario molto importante, attraverso intuizioni come quella di Alleanza Democratica.
  Una stagione referendaria che con l'83 per cento, se non vado errato, dei consensi spazzò via alcune certezze e, in parte, anche la prima Repubblica. Basti pensare che in quella stagione si pensava – io sono ancora convinto che sia così – che passare da un sistema di preferenze a un sistema uninominale e a un sistema bipolare sarebbe stato un vantaggio per il sistema politico. Guardiamo il paradosso per cui oggi ci sono alcuni che pensano di voler moralizzare la politica ritornando a quel vecchio sistema.
  Credo che quella stagione e quella capacità che Bordon e altri ebbero di interpretare quel cambiamento e di Bordon in particolare di essere sperimentatore di vari passaggi di quel cambiamento, oltre che uomo di Governo, sindaco e uomo di grande passione politica, sia stata un'esperienza certamente positiva.
  Ecco, uomini con quella passione e quella voglia di sperimentare credo che debbano essere ancora oggi d'esempio. Per questo, è giusto che in quest'Aula si ricordi questa figura così significativa e che ci lascia un patrimonio importante, al di là e al netto anche delle scelte di parte che si possono condividere, o meno (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia – Il Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Adornato. Ne ha facoltà.

  FERDINANDO ADORNATO. Signora Presidente, ho lasciato qualche ora fa la camera ardente, salutando per l'ultima volta Willer e non posso non ricordare quando l'ho visto la prima volta. Era il 1992, mi venne a cercare perché voleva essere anche lui tra i promotori di Alleanza Democratica, precursore di un Partito Democratico che poi sarebbe nato vent'anni dopo, e in politica – si sa – il grande anticipo è un peccato mortale, quasi come il grande ritardo. E mi disse: «Sono Willer Bordon, ciao» – non c'eravamo mai visti – «sono comunista e radicale». Ancora mi ricordo che rimasi sorpreso da queste parole. Capii poi però che lui era un uomo che tentava di rendere possibili le sintesi impossibili, come mettere insieme Marco Pannella e Gianni Cervetti, veramente un grande coraggio e una grande visionarietà. Del resto, veniva chiamato Tex Willer e chi conosce il fumetto sa che questi era insieme ranger del Nevada e capo degli indiani Navajos. Anche in quel caso si tentava la sintesi di cose impossibili.Pag. 71
  E poi anche nella cultura postreferendaria, che era dominata da due visioni, quella liberaldemocratica e quella giustizialista, che veniva da Mani pulite, mentre quella liberaldemocratica veniva dai referendum di Segni, lui tentò di mettere insieme queste due cose e fu precursore anche in quello, per esempio precursore del MoVimento 5 Stelle, con la differenza però che Bordon contestava la politica, ma la amava, mentre spesso da queste parti la si sente contestare quasi disprezzandola.
  Un ultimo pensiero, signora Presidente: gli è stato rimproverato di aver cambiato molte volte partito, ma credo che questa sia una contestazione ignorante, letteralmente ignorante, nel senso che ignora il grande travaglio di quella generazione referendaria che aveva sognato di portare l'Italia da Bisanzio, a Philadelphia, a Parigi e a Londra e invece si è ritrovate in quella Beirut che è stata la seconda Repubblica, alla grande illusione referendaria, un po’ come quella di Julien Sorel, de Il Rosso e il Nero che Stendhal ha segnato. Poi, ciascuno dei protagonisti di quella generazione ha cercato di risolvere in qualche maniera questo dilemma di un'Italia che non riusciva ad arrivare al sogno e allora cercava le strade che poteva. È una grande stagione che va ricordata, insieme a Willer Bordon, ricordando che ancora quella democrazia non è compiuta e non siamo stati ancora capaci, dopo vent'anni, di arrivare dove allora gli italiani volevano arrivare (Applausi).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Melilla. Ne ha facoltà.

  GIANNI MELILLA. Grazie, Presidente. Willer Bordon fu un politico di razza, irregolare, corsaro e onesto. Iniziò come tanti, nel Partito Comunista, a distribuire volantini e a fare il sindaco nel suo piccolo comune perché allora, nella prima Repubblica, prima di venire in quest'Aula così prestigiosa bisognava fare molte cose. In quegli anni in cui lui venne qui alla Camera, nel 1987, il Partito Comunista, dopo il crollo dell'Unione Sovietica e il crollo del muro di Berlino, cercava nuove strade. Bordon volle iscriversi proprio in quegli anni al Partito Radicale, oltre che al PCI e poi al PDS, facendo scandalo.
  La sua inquietudine politica lo spinse ad impegnarsi in tante avventure politiche, ma per questo, come hanno detto giustamente Adornato adesso e ieri il presidente del gruppo del PD Rosato, non era assolutamente un trasformista, era un grande innovatore. Da Ministro dell'ambiente voglio ricordare una sua battaglia emblematica contro uno dei poteri più forti in questa capitale, il Vaticano, denunciando i danni alla salute causati ai cittadini romani dalle antenne fuori norma dei ripetitori extraterritoriali di Radio vaticana. Quando si dimise da senatore nel 2008, dopo ventuno anni di intensa attività parlamentare, scelse parole che ancora oggi parlano alla nostra coscienza: il mio non è un atto di rassegnazione né un gesto aventiniano, ma un atto forte di testimonianza di chi sente il dovere di difendere le istituzioni dalla deriva di sfiducia che investe la politica. Grazie Bordon anche per queste parole (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Fedriga. Ne ha facoltà.

  MASSIMILIANO FEDRIGA. Grazie Presidente, Willer Bordon intanto era un mio concittadino, che ha portato avanti importanti battaglie politiche proprio partendo dal nostro territorio, battaglie che molte volte ci hanno visto su lati opposti della barricata, ma sempre con un grande rispetto umano, che è quello che forse in questi giorni e in questi anni viene un po’ meno alla politica. Perché se è giusto e ritengo e riteniamo sia giusto anche un forte confronto politico sui temi, il rispetto della persona deve essere superiore alle diversità di visione politica, che possono – ripeto – portare ad avere anche scontri molto duri. E allora proprio per questo io tengo oggi, anche in qualità di capogruppo, ma soprattutto di triestino, a ricordare la figura di Willer Bordon, con il quale ho sempre avuto un rapporto di estrema correttezza. Capisco ovviamente e sono Pag. 72vicino ai gruppi parlamentari ai quali è appartenuto anche per il rapporto umano che si era instaurato tra colleghi ed anche per il grande rispetto che si deve ad una figura che sicuramente ha segnato la storia politica della mia città e penso del Paese. Concludo, Presidente, dando un forte segno di vicinanza alla famiglia di Willer Bordon, dicendo che, seppure – lo ribadisco – da posizioni diverse, la Lega le è vicina in questo momento di dolore (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord e Autonomie-Lega dei Popoli-Noi con Salvini).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Locatelli. Ne ha facoltà.

  PIA ELDA LOCATELLI. Signora Presidente, per molti anni Willer Bordon ha camminato a fianco dei Socialisti nella tormentata strada della seconda Repubblica, sempre alla ricerca di un approdo che fosse genuinamente laico e saldamente ancorato nel centrosinistra ai valori del riformismo. Iscritto insieme al PCI e al Partito Radicale e successivamente al PDS, lasciò quel partito nel 1993, che, da laico, riformista e liberale quale era, gli andava stretto e aderì ad Alleanza Democratica di Mario Segni, del repubblicano Bogi, di Adornato. L'idea era di dar vita ad un'ampia coalizione di centrosinistra, preparando un sistema bipartitico che non si realizzò mai. Alle elezioni politiche del 1994, Alleanza Democratica superò di poco l'1 per cento e nelle europee, assieme al PSI di Ottaviano Del Turco, si fermò all'1,8 per cento. Quel partito non sopravvisse a lungo ai marosi della cosiddetta seconda Repubblica, ma Bordon continuò seguendo un percorso sempre interno al centrosinistra con Di Pietro e poi con Unione Democratica di Giorgio Benvenuto e dei Socialisti e poi ancora si ritrovò nei Democratici di Romano Prodi e nel 2001 aderì al progetto di Lamberto Dini, e c'erano anche i Socialisti di Boselli nella lista Dini. Poi passò alla Margherita per lasciare il seggio da senatore nel 2008, anche per protesta contro l'evoluzione del Partito Democratico, ritenuto solo una sommatoria di partiti. Qualcuno gli rimproverò questi cambi di casacca, io direi cambi di casa, che lui viveva con grande travaglio. L'aver cambiato tante volte casa non deve però trarre in inganno, perché i valori di riferimento Bordon non li ha mai cambiati. Saluti socialisti al nostro compagno di strada (Applausi).

  PRESIDENTE. Questo era l'ultimo intervento di commemorazione della figura dell'onorevole Bordon.

Si riprende la discussione del disegno di legge n. 3098-A (ore 16,30).

  PRESIDENTE. Ricordo che, nella parte antimeridiana della seduta, è stato da ultimo respinto l'emendamento Palmizio 7.61.
  Avverto che, fuori della seduta, gli emendamenti Caruso 7.67 e Fauttilli 7.68 sono stati ritirati dai presentatori.
  Avverto che la Commissione ha presentato l'emendamento 9.900 e una nuova formulazione dell'emendamento 7.503. Con riferimento a tali proposte emendative, che sono in distribuzione, il termine per la presentazione dei subemendamenti è fissato alle ore 17,30.

(Ripresa esame dell'articolo 7 – A.C. 3098-A)

  PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Cozzolino 7.63, sul quale vi è il parere contrario della Commissione e del Governo e il parere favorevole dei relatori di minoranza.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Ferrari. Ne ha facoltà.

  ALAN FERRARI. Grazie, Presidente. Questo emendamento, come gli altri che abbiamo esaminato nel corso della seduta di questa mattina, intervengono al comma 1, in particolare alla lettera a), e quindi su Pag. 73quella parte dell'articolo 7 che riguarda il riordino, ma più che altro la razionalizzazione, dei Corpi di polizia.
  Credo sia anche questa, come in alcuni casi questa mattina, l'opportunità per fare un ragionamento più ampio su questo articolo 7, perché non voglio togliere importanza, tanto meno rispetto alle tante parti significative di questo articolo, che, non dimentichiamolo, ha come obiettivo quello di riorganizzare e razionalizzazione l'amministrazione centrale e periferica. Le parti più rilevanti le abbiamo iniziate a vedere nel corso della mattina: sono quelle della razionalizzazione delle forze di polizia; poi arriveranno quelle della ridefinizione dei compiti della Presidenza del Consiglio, in particolare per le funzioni di coordinamento e valutazione delle politiche; arriverà la questione del PRA e del registro automobilistico; arriverà il tema degli uffici territoriali di Governo e delle autorità portuali.
  Ebbene, tutti temi che, indubbiamente, meritano l'attenzione di quest'Aula, come è stato e come sarà; tuttavia, non vorrei che questi emendamenti distogliessero l'attenzione dal punto di fondo che credo debba riguardare questo articolo 7, che, insieme all'articolo 9, rappresenta il cuore di questo provvedimento.
  Leggendo il testo, è molto chiaro per quale motivo intendo questo articolo così importante. Infatti, il testo dice, proprio all'inizio della lettera a), che lo scopo di questo articolo è essenzialmente il rafforzamento degli uffici che erogano prestazioni ai cittadini e alle imprese; e, appena dopo, si dice che, oltre al riordino, o meglio, accompagnato al riordino, vi è la soppressione o l'accorpamento di organismi e di uffici, al fine di eliminare duplicazioni o sovrapposizioni di strutture e di funzioni.
  Ovvero, stiamo parlando, io credo, del cuore della riforma, perché queste poche parole, che introducono la lettera a) del comma 1 dell'articolo 7, ci dicono che questo Governo, con questa riforma della pubblica amministrazione, con questa legge delega, ha il coraggio di intervenire dove gli italiani ci chiedono da tempo e dove, io penso, altri Governi e altri Parlamenti non hanno avuto il coraggio di intervenire.
  E lo dico facendomi alcune domande: possono esistere, rispetto agli obiettivi di riforma che noi diamo alla pubblica amministrazione, funzioni e uffici senza che questi abbiano una relazione stretta con i bisogni della collettività, quindi delle imprese e dei cittadini ? Io credo di no ! Possono esistere degli uffici e delle funzioni duplicate, ovvero funzioni e uffici che fanno lo stesso lavoro ? Io credo di no ! Possono esistere dei medesimi poteri di controllo – e questo tema è stato affrontato rispetto alla razionalizzazione delle forze di polizia – e di vigilanza nei confronti dei cittadini e delle imprese ? Io credo di no !
  Allora se sono tutti «no» le risposte che diamo a queste domande (io credo che siano «no» ampiamente condivisi anche da questo Parlamento), allora quello che fa la differenza qui è che questo Governo intende trasformare questi «no» in principi che ispirano la Costituzione, l'istruzione di un nuovo piano industriale per il rilancio della pubblica amministrazione. Come ogni piano industriale, si tratta, inevitabilmente, di mettere in fila i tre stadi logici di un piano industriale che sono: la strategia, l'organizzazione e le persone. Io penso che proprio nell'articolo 7 affrontiamo la strategia e l'organizzazione, senza le quali, quello di cui parleremo all'articolo 9, le persone, avrebbero meno senso.

  PRESIDENTE. Concluda.

  ALAN FERRARI. È ovvio anche che ogni piano industriale ha bisogno di un elemento e cioè la non invarianza dei fattori. Allora, io penso che qui ci sia un punto politico che vogliamo risolvere e lo vuole fare questo Governo che si assume la responsabilità di risolverlo. Nel momento in cui ci accorgessimo che esistono funzioni, servizi e uffici che si sovrappongono, che facciamo di questa analisi ? Che facciamo nel momento in cui affrontiamo il tema delle duplicazioni ? Ebbene, c’è chi Pag. 74dice che abbiamo paura di affrontare queste duplicazioni, e questa ovvia e conseguente razionalizzazione, e buttiamo via il piano industriale, chi, dall'altra parte, invece, si pone il problema fino in fondo, riconvertendo le persone e dicendo soprattutto una cosa: che, nella pubblica amministrazione nuova, che abbiamo in testa c’è bisogno di tutti, perché, peraltro, la crisi che abbiamo alle spalle, e da cui stiamo uscendo con fatica, ci mette in una condizione in cui questa riforma deve essere basata su una combinazione di elementi. Il primo è la ristrettezza dei conti pubblici, il secondo è un aumento in termini di quantità e in termini di complessità dei servizi pubblici stessi. Ed è proprio per questo, io credo, che affrontare questo lavoro, con questo coraggio, ci mette nelle condizioni di raccontare un paradigma diverso, perché è proprio là. Noi abbiamo due strade: o elencare i luoghi dove la pubblica amministrazione è in ritardo o dire che, proprio laddove si annidano i ritardi più grandi di questo Paese, in particolare della pubblica amministrazione, ci sono le più grandi opportunità di rilancio.

  CINZIA MARIA FONTANA. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  CINZIA MARIA FONTANA. Grazie, Presidente. Chiedo di fare una verifica, perché ci risulta che ci siano ancora delle Commissioni in corso. Quindi, chiedo di verificare che si concludano i loro lavori.

  PRESIDENTE. Sì, un attimo di pazienza, colleghi, stiamo facendo velocemente una verifica.

  DAVIDE CRIPPA. Presidente, votiamo !

  PRESIDENTE. Stiamo facendo questa verifica, un secondo. Allora, abbiamo fatto un breve riscontro, vi ringrazio della pazienza, non ci risulta che ci siano lavori di Commissioni in corso. Dunque, continuiamo con i nostri lavori.
  Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Cozzolino 7.63, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole dei relatori di minoranza
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Forza colleghi, siamo in votazione, affrettatevi per favore... Gutgeld, Piepoli, Spadoni, Capelli, Squeri, Vico... deputato Gutgeld, non tolga più la tessera, la lasci lì, sennò non riusciamo a sbloccare la situazione. Chi altro sta salendo ? Veloci. Crippa non riesce a votare ancora... mandiamo un tecnico, forse ? Eccolo, ha votato. Benedetti, Liuzzi, Dambruoso, La Marca... Dambruoso non riesce a votare, mandiamo un tecnico: non tiri via la scheda, adesso sta arrivando il tecnico. Agostinelli. Chi sta entrando... ? Santerini ha votato. È in corso un'abilitazione di tessera, abbiate pazienza. Ecco, il tecnico sta tornando... Capodicasa, Fava, Tartaglione... Dambruoso è riuscito a votare... Fava, Giuliani, Biancofiore... bene, ci siamo tutti ? No. Bruno Bossio...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  387   
   Votanti  383   
   Astenuti    4   
   Maggioranza  192   
    Hanno votato  136    
    Hanno votato no  247.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Rampelli 7.64, con il parere contrario della Commissione, del Governo e del relatore di Sinistra Ecologia Libertà e con il parere favorevole della relatrice del MoVimento 5 Stelle.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

Pag. 75

  Crippa, Pannarale, Rabino, De Lorenzis... De Lorenzis non ha ancora votato... Carinelli, Sorial...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  395   
   Votanti  391   
   Astenuti    4   
   Maggioranza  196   
    Hanno votato  119    
    Hanno votato no  272.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Invernizzi 7.65 e Cirielli 7.66, su cui vi è il parere contrario della Commissione e del Governo, mentre si rimette all'Aula il relatore di Sinistra Ecologia Libertà ed il parere favorevole della relatrice del MoVimento 5 Stelle.
  Constato l'assenza del deputato Dellai che aveva chiesto di parlare per dichiarazione di voto; non è in aula, dunque si intende che vi abbia rinunziato.
  Passiamo, dunque, ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Invernizzi 7.65 e Cirielli 7.66.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Capua, Dall'Osso, Brescia, Russo.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  409   
   Votanti  385   
   Astenuti   24   
   Maggioranza  193   
    Hanno votato  124    
    Hanno votato no  261.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  (Il deputato Falcone ha segnalato che non è riuscito a votare contro).

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Terzoni 7.69, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole dei relatori di minoranza.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto la deputata Terzoni. Ne ha facoltà.

  PATRIZIA TERZONI. Con questo emendamento si cerca di ridurre il gap che sta portando il Governo, con le sue decisioni per quanto riguarda la tutela ambientale. Infatti, chiediamo semplicemente – abbiamo presentato lo stesso emendamento al Senato in riferimento al DL enti locali – che, invece di trasferire il personale della polizia provinciale mandandoli a fare i vigili urbani nei comuni, lo stesso personale sia spostato in regione, mantenendo le proprie funzionalità di polizia ambientale a livello regionale, così da non perdere ulteriormente le proprie professionalità, visto che la Madia ci tiene tanto a dire che vuole rafforzare il controllo ambientale sul nostro territorio. Andare a togliere anche la polizia provinciale e mettere il personale a fare i vigili urbani significa andare a togliere ulteriormente, quindi non rafforzare, la tutela ambientale.
  Noi chiediamo, quindi, di creare un corpo di polizia ambientale regionale, come ci sono in altre regioni. Per esempio, le regioni a statuto speciale, come la Sicilia, ma anche la Campania hanno già il corpo forestale regionale, che non ha nulla a che vedere con il Corpo forestale nazionale, che, in quelle regioni, viene mantenuto, mentre in tutte le altre regioni questo non avviene.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Terzoni 7.69, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole dei relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

Pag. 76

  Pilozzi, Sorial.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  413   
   Votanti  411   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  206   
    Hanno votato  149    
    Hanno votato no  262.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  (La deputata Rubinato ha segnalato che non è riuscita a votare contro).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Rampelli 7.71, con il parere contrario della Commissione e del Governo, con il parere favorevole della relatrice di minoranza del MoVimento 5 Stelle e sul quale il relatore di minoranza di SEL si rimette all'Aula.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Piepoli, Carloni.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  414   
   Votanti  395   
   Astenuti   19   
   Maggioranza  198   
    Hanno votato  129    
    Hanno votato no  266.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  (Il deputato Fossati ha segnalato che non è riuscito a votare contro).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Rampelli 7.73, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole dei relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Archi, Fanucci, Bargero, Sorial, Patriarca, Tancredi.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  422   
   Votanti  419   
   Astenuti    3   
   Maggioranza  210   
    Hanno votato  152    
    Hanno votato no  267.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Terzoni 7.75, con il parere contrario della Commissione e del Governo e il parere favorevole dei due relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Dall'Osso....
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  418   
   Votanti  417   
   Astenuti    1   
   Maggioranza  209   
    Hanno votato  146    
    Hanno votato no  271.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  (Il deputato Franco Bordo ha segnalato che non è riuscito a votare a favore).

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Massimiliano Bernini 7.76.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Massimiliano Bernini. Ne ha facoltà.

  MASSIMILIANO BERNINI. Grazie, signora Presidente. Il Movimento 5 Stelle è contrario alle modalità di assorbimento del Corpo forestale dello Stato previste dal Governo e dalla maggioranza in questo disegno di legge. Se questo provvedimento dovesse Pag. 77passare, rischiamo di perdere definitivamente l'unitarietà, la specificità, la territorialità e l'autonomia investigativa del CFS per quanto concerne la prevenzione dei reati ambientali e di quelli connessi alle agromafie. Ricordo che, secondo il rapporto di Legambiente, l'agromafia e l'attività illegale della criminalità organizzata legata al mondo dell'agricoltura si realizza attraverso forme di investimento e di riciclaggio del denaro nelle coltivazioni ma anche tramite truffe per ottenere fondi pubblici per lo sviluppo del settore agricolo. Le mafie sono direttamente coinvolte in tutta la filiera del prodotto, dal campo, al trasporto e alla vendita nei mercati ortofrutticoli. Specialmente nelle regioni del sud sono migliaia i produttori che subiscono il controllo attraverso minacce, soprusi e distorsioni della mano mafiosa. L'agromafia è diventata una miniera d'oro per le organizzazioni criminali e, secondo le stime della CIA, la Confederazione nazionale agricoltori, fattura circa 10 miliardi di euro l'anno. Inoltre il Governo con questo assorbimento sta andando in assoluta controtendenza rispetto ai dettami stabiliti dall'Europa. Eurojust ossia l'organismo europeo di cooperazione giudiziaria, vista la recrudescenza in Europa dei reati connessi all'ambiente e all'agroalimentare, invita infatti gli Stati membri a dotarsi di procure e forze di polizia specializzate appunto in questi settori. E noi cosa facciamo ? Per una volta che abbiamo una polizia ambientale specializzata le cui competenze sono riconosciute internazionalmente e che in questi anni ha garantito la tutela della salute e della sicurezza agroalimentare dei cittadini italiani nonché la lotta alle contraffazioni la sopprimiamo. Con questo emendamento, Presidente, noi chiediamo che venga mantenuta l'unitarietà, la specificità e la territorialità del Corpo forestale dello Stato almeno con l'istituzione di una direzione centrale all'interno del dipartimento di pubblica sicurezza (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Gallinella. Ne ha facoltà.

  FILIPPO GALLINELLA. Grazie, Presidente. Leggo quanto la Commissione Agricoltura ha deciso di inserire come condizione nel parere relativamente alla questione del Corpo forestale: «garantire l'unitarietà e la territorialità del Corpo forestale dello Stato evitando soluzioni che portino alla sua frammentazione» ovvero l'opposto di quello che il Governo con il Ministro Madia, che se ne è appena andata – speriamo che torni perché io oggi le ho fatto delle domande alle quali non abbiamo avuto risposta –, sta facendo. Stessa cosa chiedo anche, se mi sente, al Ministro Martina che, nonostante tutto, è un Ministro dell'agricoltura totalmente assente non solo in questo provvedimento ma nell'agricoltura in generale e quindi torniamo a dire come gruppo del MoVimento 5 Stelle – ma soprattutto come anche altre forze politiche oggi hanno segnalato – che questo smantellamento del Corpo forestale è una distruzione del presidio. Nessuno di noi si oppone al fatto che bisogna riorganizzare tutte le forze di sicurezza ma queste cose non si possono fare a caso solo come spot elettorale.

  PRESIDENTE. Concluda, deputato.

  FILIPPO GALLINELLA. Quindi, Presidente, lo dico anche a lei, credo che sia un segnale importante che questo Parlamento non perda una forza come il Corpo forestale dello Stato (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato L'Abbate. Ne ha facoltà.
  Colleghi, attenetevi ai tempi, per favore.

  GIUSEPPE L'ABBATE. Grazie Presidente, è vergognoso il fatto che il Ministro Madia non abbia risposto alle nostre domande che più volte le abbiamo rivolto, ma agghiacciante è anche il silenzio del Ministro Martina che dall'inizio della discussione di questo provvedimento, anche nelle Commissioni competenti, non ha mai detto una sola parola. Allora, questo, che dovrebbe essere il Ministro delle politiche Pag. 78agricole, alimentari e forestali, è quello che ha fatto passare l'introduzione dell'IMU agricola senza dire una sola parola, adesso sta avallando anche la distruzione del Corpo forestale dello Stato. Allora, che si dimetta almeno da Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali visto che fino ad oggi ha fatto solo il ministro dell'Expo. Non abbiamo bisogno di questi Ministri falsi, abbiamo bisogno di Ministri che prendano per mano i nostri agricoltori, i nostri allevatori e i nostri pescatori, perché queste sono le nostre vere risorse (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, la deputata Terzoni. Ne ha facoltà.

  PATRIZIA TERZONI. Grazie Presidente, visto che prima la Ministra Madia e anche l'onorevole Fiano hanno detto che bisogna cercare di ridurre queste forze di polizia e ridurre i comandi, ebbene, questo è un emendamento che va proprio in quel senso, perché vi stiamo dicendo di creare una direzione centrale dentro il dipartimento per la difesa. Questo cosa significa ? Significa, se voi accettate questo emendamento, confermare le vostre dichiarazioni in cui dite chiaramente che volete rafforzare la tutela ambientale. Ora, rafforzare significa non disperderla, come giustamente anche voi avete detto, ma non lo state facendo. Quindi noi, adesso, vi chiediamo di dare parere favorevole a questo emendamento, proprio perché si cerca di indirizzare il Corpo forestale dello Stato all'interno di un settore ben specifico senza disperdere la sua professionalità e la sua specialità. Quindi, vi ripeto, votate a favore di questo emendamento se volete, veramente, dare conferma a tutte le dichiarazioni che avete fatto oppure è solo e semplicemente fuffa, ma almeno ammettetelo (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Parentela. Ne ha facoltà.

  PAOLO PARENTELA. Grazie Presidente, altre questioni vorremmo sottoporre alla Ministra Madia, oggi, presente. Che fine faranno gli uffici territoriali per la biodiversità e le numerose riserve statali amministrate da questi uffici, i presidi aeroportuali contro il commercio internazionale di animali e piante in via di estinzione, i comandi stazione, fondamentale presidio per il territorio a tutela dell'ambiente e degli ecosistemi marini e terrestri, il nucleo agroalimentare e forestale, NAF ? Quindi chi tutelerà i cittadini e gli imprenditori agricoli dalle frodi alimentari, il famoso italian sounding ? Ovviamente, di certo, non potremo tutelarlo con il famoso marchio lanciato dall'Expo Italian original. Abbiamo speso 220 milioni di euro con il famoso decreto «sblocca Italia», ma ovviamente quel marchio non ha nessun valore giuridico e sicuramente non tuteleremo gli imprenditori con quel marchio. Poi chi si occuperà del censimento degli alberi e delle foreste ? Ecco, noi vorremmo delle risposte visto che il Ministro è presente in Aula (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Massimiliano Bernini 7.76, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole dei relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Arlotti, Carloni...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  427   
   Votanti  426   
   Astenuti    1   
   Maggioranza  214   
    Hanno votato  151    
    Hanno votato no  275.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  (Il deputato Placido ha segnalato che non è riuscito ad esprimere il voto).

Pag. 79

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Invernizzi 7.77, con il parere contrario della Commissione, del Governo e dei relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Sani, Piepoli, Arlotti, Ascani.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  423   
   Votanti  421   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  211   
    Hanno votato   52    
    Hanno votato no  369.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  (Il deputato Placido ha segnalato che non è riuscito ad esprimere il voto).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Invernizzi 7.78 e Cirielli 7.79, con il parere contrario della Commissione, del Governo e del relatore di minoranza di Sinistra Ecologia Libertà e il parere favorevole della relatrice di minoranza del MoVimento 5 Stelle.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Cominardi, Nardi, Tidei, De Girolamo, Bueno, D'Uva.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  435   
   Votanti  434   
   Astenuti    1   
   Maggioranza  218   
    Hanno votato  131    
    Hanno votato no  303.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  (Il deputato Segoni ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto favorevole).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Rampelli 7.80, con il parere contrario della Commissione e del Governo, il relatore di minoranza di Sinistra Ecologia Libertà si rimette all'Assemblea e con il parere favorevole della relatrice di minoranza del MoVimento 5 Stelle.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Palese, Alberti.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  444   
   Votanti  420   
   Astenuti   24   
   Maggioranza  211   
    Hanno votato  137    
    Hanno votato no  283.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Quaranta 7.81, con il parere contrario della Commissione e del Governo e il parere favorevole dei relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Piepoli, Carloni, Placido, Ricciatti.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  433   
   Votanti  431   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  216   
    Hanno votato  156    
    Hanno votato no  275.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  (I deputati Capodicasa e Sgambato hanno segnalato che non sono riusciti ad esprimere voto contrario. I deputati De Rosa e Zolezzi hanno segnalato che non sono riusciti ad esprimere voto favorevole).

Pag. 80

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Zaccagnini 7.83, con il parere contrario della Commissione e del Governo e il parere favorevole dei due relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Giammanco, Pilozzi, Tancredi, Tartaglione, Piepoli, Di Benedetto.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  439   
   Votanti  437   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  219   
    Hanno votato  159    
    Hanno votato no  278.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 7.701 (da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del Regolamento), su cui la Commissione e il Governo esprimono parere favorevole, mentre i due relatori di minoranza si rimettono all'Aula.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Bene..., hanno votato tutti i colleghi ? Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  440   
   Votanti  318   
   Astenuti  122   
   Maggioranza  160   
    Hanno votato  315    
    Hanno votato no  3    

  La Camera approva (Vedi votazioni).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Catanoso 7.85, su cui la Commissione, il Governo e i due relatori di minoranza esprimono parere contrario.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Palma non riesce a votare..., hanno votato tutti ? Bene, dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  435   
   Votanti  431   
   Astenuti    4   
   Maggioranza  216   
    Hanno votato   51    
    Hanno votato no  380    

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Catanoso 7.86, su cui la Commissione, il Governo e la relatrice di minoranza (M5S) esprimono parere contrario, mentre il relatore di minoranza (SEL) si rimette all'aula.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Giammanco ha votato..., dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  438   
   Votanti  410   
   Astenuti   28   
   Maggioranza  206   
    Hanno votato   52    
    Hanno votato no  358    

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  (Il deputato Molea ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto contrario).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Catanoso 7.87, su cui i pareri sono tutti contrari.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

Pag. 81

  Capua... Panucci... Raciti... Luigi Gallo... Tinagli... Cariello....
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  447   
   Votanti  446   
   Astenuti    1   
   Maggioranza  224   
    Hanno votato   52    
    Hanno votato no  394    

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  (La deputata Nicchi ha segnalato che non è riuscita ad esprimere voto contrario).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Catanoso 7.88, con il parere contrario della Commissione, del Governo e dei relatori di minoranza del MoVimento 5 Stelle e di Sinistra Ecologia Libertà.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Ascani, Luigi Gallo.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  443   
   Votanti  434   
   Astenuti    9   
   Maggioranza  218   
    Hanno votato   45    
    Hanno votato no  389.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  (La deputata Nicchi ha segnalato che non è riuscita ad esprimere voto contrario).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Catanoso 7.89, con il parere contrario della Commissione, del Governo e del relatore di minoranza di Sinistra Ecologia Libertà e con il parere favorevole della relatrice di minoranza del MoVimento 5 Stelle.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  442   
   Votanti  436   
   Astenuti    6   
   Maggioranza  219   
    Hanno votato  127    
    Hanno votato no  309.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  (La deputata Nicchi ha segnalato che non è riuscita ad esprimere voto contrario. Il deputato Rampelli ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto favorevole).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Catanoso 7.90, con il parere contrario della Commissione, del Governo e dei relatori di minoranza del MoVimento 5 Stelle e di Sinistra Ecologia Libertà.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Giammanco, Giachetti, Grassi, Archi, Capelli.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  446   
   Votanti  434   
   Astenuti   12   
   Maggioranza  218   
    Hanno votato   42    
    Hanno votato no  392.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Centemero 7.91, con il parere contrario della Commissione e del Governo, il parere favorevole del relatore di minoranza di Sinistra Ecologia Libertà mentre la relatrice di minoranza del MoVimento 5 Stelle si rimette all'Aula.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

Pag. 82

  Giachetti.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  446   
   Votanti  362   
   Astenuti   84   
   Maggioranza  182   
    Hanno votato   77    
    Hanno votato no  285.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Catanoso 7.93 e Quaranta 7.94, con il parere contrario della Commissione e del Governo, il parere favorevole del relatore di minoranza di Sinistra Ecologia Libertà mentre la relatrice di minoranza del MoVimento 5 Stelle si rimette all'aula.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Palese, Raciti.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  446   
   Votanti  360   
   Astenuti   86   
   Maggioranza  181   
    Hanno votato   80    
    Hanno votato no  280.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Centemero 7.95, con il parere contrario della Commissione e del Governo e della relatrice di minoranza del MoVimento 5 Stelle e il parere favorevole del relatore di Sinistra Ecologia Libertà.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  443   
   Votanti  431   
   Astenuti   12   
   Maggioranza  216   
    Hanno votato   79    
    Hanno votato no  352.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  (I deputati Micillo e De Rosa hanno segnalato che non sono riusciti ad esprimere voto contrario).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Catanoso 7.96, con il parere contrario della Commissione e del Governo, con il parere favorevole del relatore di minoranza del gruppo Sinistra Ecologia Libertà, mentre la relatrice di minoranza del gruppo MoVimento 5 Stelle si rimette all'Aula.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Colaninno...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  446   
   Votanti  362   
   Astenuti   84   
   Maggioranza  182   
    Hanno votato   81    
    Hanno votato no  281.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  (I deputati Villarosa e De Rosa hanno segnalato di aver erroneamente espresso voto favorevole mentre avrebbero voluto astenersi).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Invernizzi 7.97, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della relatrice di minoranza del gruppo MoVimento 5 Stelle, mentre il relatore di minoranza del gruppo Sinistra Ecologia Libertà si rimette all'Aula. Pag. 83
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Malisani, Brescia...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  450   
   Votanti  364   
   Astenuti   86   
   Maggioranza  183   
    Hanno votato   62    
    Hanno votato no  302.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Sandra Savino 7.99.
  Ha chiesto di parlare il relatore Quaranta. Ne ha facoltà.

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Signora Presidente, solo per cambiare il parere in favorevole.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
   Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Sandra Savino 7.99, con il parere contrario della Commissione e del Governo, con il parere favorevole del relatore di minoranza del gruppo Sinistra Ecologia Libertà, mentre la relatrice di minoranza del gruppo MoVimento 5 Stelle si rimette all'Aula.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Baruffi, Brescia...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  447   
   Votanti  372   
   Astenuti   75   
   Maggioranza  187   
    Hanno votato   90    
    Hanno votato no  282.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Lombardi 7.100, con il parere contrario della Commissione e del Governo, con il parere favorevole della relatrice di minoranza del gruppo MoVimento 5 Stelle, mentre il relatore di minoranza del gruppo Sinistra Ecologia Libertà si rimette all'Aula.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Russo...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  450   
   Votanti  416   
   Astenuti   34   
   Maggioranza  209   
    Hanno votato  132    
    Hanno votato no  284.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  (Il deputato Senaldi ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto contrario)

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Cozzolino 7.102, con il parere contrario della Commissione e del Governo, con il parere favorevole della relatrice di minoranza del gruppo MoVimento 5 Stelle, mentre il relatore di minoranza del gruppo Sinistra Ecologia Libertà si rimette all'Aula.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  442   
   Votanti  404   
   Astenuti   38   
   Maggioranza  203   
    Hanno votato  124    
    Hanno votato no  280.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

Pag. 84

  (Il deputato Kronbichler e la deputata Nicchi hanno segnalato che avrebbero voluto astenersi)

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Centemero 7.103 e Fiorio 7.105, con il parere favorevole della Commissione, del Governo e della relatrice di minoranza per il MoVimento 5 Stelle e sui quali il relatore di minoranza per Sinistra Ecologia Libertà si è rimesso all'Assemblea.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Locatelli, Capelli, Grassi, Pes...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  452   
   Votanti  430   
   Astenuti   22   
   Maggioranza  216   
    Hanno votato  429    
    Hanno votato no    1.

  La Camera approva (Vedi votazioni).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 7.550 della Commissione, con il parere favorevole del Governo e sul quale i relatori di minoranza per il MoVimento 5 Stelle e per Sinistra Ecologia Libertà si sono rimessi all'Assemblea.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Arlotti, Tidei, Alberti...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  451   
   Votanti  341   
   Astenuti  110   
   Maggioranza  171   
    Hanno votato  338    
    Hanno votato no    3.

  La Camera approva (Vedi votazioni).

  Passiamo all'emendamento Roberta Agostini 7.106, con il parere contrario della Commissione e del Governo ed il parere favorevole dei relatori di minoranza.

  ROBERTA AGOSTINI. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  ROBERTA AGOSTINI. Signor Presidente, brevemente per motivare l'emendamento e per motivare il ritiro, perché vorremmo fino all'ultimo in Aula riproporre una riflessione utile spero anche al lavoro successivo che dovrà fare il Governo e che dovremo fare noi.
  L'emendamento è chiaro: da un lato, si chiede di garantire la salvaguardia dei livelli occupazionali per il personale coinvolto nei processi di riorganizzazione e, dall'altro, solleviamo il tema della contrattazione delle relazioni sindacali.
  Noi poniamo ovviamente il tema del lavoro, visto che si tratta di misure di riorganizzazione previste in questo articolo. Sono misure piuttosto decise e corpose in termini di unificazione degli uffici sul territorio, di loro riduzione numerica, di dislocazione territoriale, cioè si tratta di un riassetto generale che ha al centro e deve avere al centro il tema della qualità dei servizi offerti ai cittadini, ma che deve anche prestare la massima attenzione – crediamo – alla tenuta occupazionale, all'occupazione delle persone che ci lavorano.
  Per questo, richiamiamo l'importanza del ruolo della contrattazione, che rappresenta – noi crediamo – una leva importante proprio per rilanciare la riforma, consentendo di declinare i principi dell'ordinamento generale nella specificità dei diversi settori delle diverse pubbliche amministrazioni.
  La razionalizzazione degli apparati professionali e la qualità di questa razionalizzazione hanno bisogno anche della responsabilizzazione dei lavoratori e delle loro organizzazioni che devono essere coinvolte e non escluse dagli sforzi di cambiamento.Pag. 85
  Quindi qui c’è il grande tema del rapporto tra legge e contratto, che in alcune parti del testo sembra risolversi a favore della legificazione e che è un tema implicato anche dalla sentenza della Corte costituzionale che, dichiarando illegittimo il blocco degli stipendi della pubblica amministrazione, ha riconosciuto anche il ruolo della contrattazione.
  Io quindi sottolineo che è un tema che richiede una riflessione importante da parte di tutti noi e anche un'ulteriore riflessione. Tuttavia, prendendo atto del parere contrario di Governo e Commissione, ritiro l'emendamento.

  PRESIDENTE. Sta bene. Prendo atto che l'emendamento Roberta Agostini 7.106 è stato ritirato.
  Passiamo alla votazione dell'emendamento Cecconi 7.109, con il parere contrario della Commissione e del Governo, si rimette all'Assemblea il relatore di minoranza del gruppo Sinistra Ecologia Libertà, con il parere favorevole della relatrice di minoranza del gruppo MoVimento 5 Stelle.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Cecconi. Ne ha facoltà.

  ANDREA CECCONI. Grazie Presidente. Credo che su questo particolare articolo un approfondimento l'Aula lo debba un attimo fare, perché mentre per il Corpo forestale dello Stato, nonostante il dramma che stiamo vivendo, c’è stato un ampio approfondimento e un ampio dibattito sia al Senato sia alla Camera, l'emendamento presentato dal relatore, ovviamente appoggiato dal Governo, presentato la sera e votato la mattina successiva, riguarda un ambito sempre delle Forze armate, che è quello delle Capitanerie di porto, in cui si va a determinare una non ben precisata riorganizzazione. Tanto per essere chiari, la Capitaneria di porto festeggia fra cinque giorni i suoi 150 anni. Ci lavorano e prestano servizio 11 mila ragazzi, 11 mila agenti, e in Commissione – sono oggi qui a chiederlo anche in Aula – questo emendamento è stato presentato senza nessuna giustificazione; né il Governo né il relatore si sono degnati di dire come hanno intenzione di riorganizzare le forze operanti in mare e che cosa vogliono farne della Capitaneria di porto. Io credo che sia per rispetto degli 11 mila ragazzi che lavorano nei nostri mari per proteggere le nostre spiagge e i nostri porti sia per rispetto di quest'Aula, che con cinque righe potrebbe determinare lo scioglimento di un corpo che vive in questo Paese da 150 anni, il Ministro qualcosa ci debba riferire. Perché le Forze armate nel nostro Paese sono molteplici e le forze operanti in mare sono altrettante, perché la Capitaneria di porto ha certo le motovedette, ma ce le hanno anche la Guardia di finanza, la Polizia di Stato, il Corpo forestale dello Stato, anzi quest'ultimo adesso non ce le ha più, ce le hanno i Vigili del fuoco operanti nei nostri porti. Quindi, quando si parla di riorganizzazione delle forze operanti in mare, che cosa avete intenzione di fare ? Cosa ne volete fare delle nostre Capitanerie di porto ? Perché i nostri porti, la nostra sicurezza nei porti e sulle nostre spiagge è garantita da questi ragazzi, che hanno anche compiti civili, pur appartenendo ad un ordine militare: erogano, per esempio, i patentini nautici, fanno indagini per la polizia giudiziaria. E questo emendamento, seppure appena leggermente modificato, va ancora di più a rendere vano e poco credibile quello che voi state cercando di fare, perché avete addirittura autorizzato l'inserimento di una «eventualmente maggiore integrazione» che non significa nulla in una delega. Cosa vuol dire: «eventuale maggiore integrazione» ? Quindi, o ci spiegate seriamente che cosa state cercando di fare e date una spiegazione sia alle Capitanerie di porto sia ai cittadini che vivono nel nostro Paese, certi che sulle nostre spiagge e sulle nostre coste opera un corpo che da 150 anni vive in questa nazione, oppure il significato di avere seduto qui un Ministro che è intervenuta solo una volta in due giorni è abbastanza vano e credo che su questo una spiegazione all'Aula perlomeno vada data (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

Pag. 86

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Nuti. Ne ha facoltà.

  RICCARDO NUTI. Grazie Presidente. Ministro, noi siamo qui per votare una delega scritta dal Governo, una delega al Governo, che in pratica tocca tanti argomenti, fra questi, una sera, un pomeriggio meglio, arriva un emendamento del relatore che in pratica pone la Guardia costiera sotto la Marina militare e definisce soprattutto una vaga riorganizzazione della Capitaneria. Ora, nel momento in cui in Commissione le è stato chiesto di spiegare qual era l'intenzione da parte del Governo, perché se il Parlamento deve darle una delega abbiamo diritto ad avere delle spiegazioni, c’è stato il silenzio più totale da parte sua. Quindi, le chiediamo ora di spiegare al Parlamento quale è la vostra intenzione, perché presentare un emendamento e farlo votare neanche dopo ventiquattro ore in Commissione e rimanere in silenzio non è dignitoso (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Tripiedi. Ne ha facoltà.

  DAVIDE TRIPIEDI. Grazie, Presidente. Sulla questione delle capitanerie di porto voglio raccontare l'esperienza che ho vissuto sulla mia pelle proprio andando a Taranto a conoscere tutti quei ragazzi che sono servitori dello Stato e credono con forza nel lavoro che fanno. Ricordiamo che anche loro tutelano l'ambiente e voglio ricordare anche quello che hanno fatto per la provincia di Taranto, facendo luce sui vari sversamenti, continui, dei vari rifiuti che si buttavano a mare.
  Voglio raccontare anche questo passaggio: mi ritrovo a Taranto, con questi ragazzi straordinari, che mi dicevano che da Taranto dovevano andare a pattugliare anche le coste calabresi. Allora, chiedo a Ernesto Carbone, di cui, tra l'altro, ho molto rispetto, di spiegarci nel dettaglio che cosa avete intenzione di fare, perché queste persone non ne possono più. Dovete essere chiari: al posto di aumentare le forze...

  PRESIDENTE. Concluda.

  DAVIDE TRIPIEDI. ... al posto di aumentare la capacità di controllo sulle nostre coste, voi smembrate un intero Corpo, che, ha ricordato il mio collega Cecconi, tra poco compirà 150 anni. E il ringraziamento...

  PRESIDENTE. Deputato Tripiedi, grazie.

  DAVIDE TRIPIEDI. ... per avere servito lo Stato sempre con orgoglio è quello di smembrare completamente il Corpo (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) ! Quindi...

  PRESIDENTE. È chiaro, è molto chiaro.

  MARIA ANNA MADIA, Ministra per la semplificazione e la pubblica amministrazione. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  MARIA ANNA MADIA, Ministra per la semplificazione e la pubblica amministrazione. Grazie, Presidente. Abbiamo finito di votare gli emendamenti che riguardano le forze di polizia, che sono cinque: la Guardia di finanza, l'Arma dei carabinieri, la Polizia di Stato, la Polizia penitenziaria e il Corpo forestale dello Stato. Parto da lì, perché il tema «capitanerie di porto» è legato a quel riordino di cui abbiamo in parte discusso con un approfondimento interessante sul Corpo forestale dello Stato. Perché dico che sono legati ? Perché sulle forze di polizia il riordino generale prevede, in questo disegno di legge, tre obiettivi. Il primo è quello di gestire insieme tutto ciò che è strumentale. Le cinque forze di polizia, dopo l'approvazione di questo disegno di legge, quando entrerà in vigore il conseguente decreto legislativo, dovranno, insieme, gestire tutto Pag. 87ciò che è strumentale. Il secondo obiettivo, di cui abbiamo discusso, è quello di evitare le duplicazioni di funzioni, e quindi, per esempio, di non avere tante forze di polizia in mare, di non avere tante forze di polizia che si occupano di ambiente.
  Potrei continuare gli esempi, ma credo che sia chiaro: ogni forza di polizia dovrà specializzarsi in determinate funzioni, che non dovranno essere duplicate in diverse forze di polizia. Il terzo obiettivo è quello che ci ha tenuto in questo dibattito più lungamente a discutere: è quello di razionalizzare alcune catene di comando, perché questo ci consente una semplificazione, e quindi un risparmio di risorse, che noi possiamo reinvestire nel comparto sicurezza, per dare più sicurezza e più controlli ai nostri cittadini.
  In questa stessa logica, anche qui il testo è molto chiaro, perché noi partiamo con riferimento alle forze operanti in mare ed escludiamo da queste le forze polizia, perché sono comprese nel riordino precedente; e, però, riteniamo che le altre forze in mare, che non sono forze di polizia, debbano anche loro avere un coordinamento maggiore rispetto a quello che avviene oggi, per gestire in modo associato tutto ciò che può essere gestito in modo associato, in particolare tutto ciò che è strumentale, così come chiediamo alle forze di polizia, perché anche questa è una semplificazione che ci consegna maggiore efficienza, e quindi un servizio migliore ai cittadini.
  Questo dice l'emendamento che abbiamo discusso e votato in I Commissione e di cui adesso stiamo discutendo in quest'Aula.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Garofalo. Ne ha facoltà.

  VINCENZO GAROFALO. Ringrazio veramente il Ministro per essere intervenuto, perché così ha fatto chiarezza su un punto su cui mi pare era necessario che ciò avvenisse. Noi, già in Commissione, come sanno il Ministro e il relatore, siamo intervenuti per evitare che si commettesse un errore. Oggi l'articolo 7, così come è scritto, soprattutto per la parte che fa riferimento anche alle forze operanti in mare, mi sembra che sia molto chiaro, anzi evita che potessero avvenire, come in passato, a volte, era capitato, delle sovrapposizioni o a volte mancanze di presenze adeguate in alcuni servizi. A noi sta molto a cuore il servizio della Guardia costiera per i motivi che sono stati detti anche dai colleghi di altre forze politiche. Per noi è ancora più importante quello che ha detto il Ministro, perché ha colto nel segno su una cosa fondamentale ovvero che l'efficientamento e la razionalizzazione aiuteranno a dare servizi ancora più chiari e migliori ad ogni Corpo, mantenendo le giuste autonomie, ma evitando le duplicazioni e soprattutto creando una razionalizzazione che sarà a beneficio di tutti. Il giorno 20 luglio, sappiamo bene che sono i 150 anni del Corpo della Guardia costiera e non avremmo mai voluto che si celebrasse quell'anniversario in una maniera diversa. Credo che, così come formulato, vada nella giusta direzione e il Ministro ha fatto bene ad intervenire (Applausi dei deputati del gruppo Area Popolare (NCD-UDC)).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Dell'Orco. Ne ha facoltà. Deputato Dell'Orco ?

  MICHELE DELL'ORCO. Sì, sono qua, Presidente.

  PRESIDENTE. Dove sta, non la vedo ?

  MICHELE DELL'ORCO. Sono sempre qua.

  PRESIDENTE. Siete tanti, abbia pazienza, prego.

  MICHELE DELL'ORCO. Ha ragione. Io, innanzitutto, non ringrazio il Ministro Madia, perché con un semplice emendamento, che sta passando in sordina, sta letteralmente cancellando un corpo storico come la Guardia costiera. Lei poco fa ha parlato, me lo sono segnato, di forze di Pag. 88polizia, Corpo forestale, addirittura adesso anche la capitaneria di porto. State facendo una semplificazione, eliminando le duplicazioni e razionalizzando la spesa.

PRESIDENZA DELLA VICEPRESIDENTE MARINA SERENI (ore 17,35)

  MICHELE DELL'ORCO. Per me, per razionalizzare la spesa bisognerebbe fare altre cose, magari seguire quello che diceva nel 2012 Renzi a proposito delle spese militari «i cacciabombardieri F35 sono soldi buttati via». Naturalmente voi, invece che smantellare gli F35, smantellate la Guardia costiera e tutte le buone cose che abbiamo in Italia. Tutto questo è inaccettabile e dovreste proprio vergognarvi (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) !

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Cecconi. Ne ha facoltà.

  ANDREA CECCONI. Grazie, Presidente. Io non credo a una parola di quello che ha detto il Ministro, per il semplice fatto che se è un problema di soldi, allora perché non toglierli alle forze operanti in mare, la finanza, i carabinieri, la Polizia di Stato, e darli tutte alla capitaneria di porto, che è l'unica forza riconosciuta dai cittadini tale da operare in mare. Perché l'organizzazione va fatta all'inverso, invece voi in questo articolo inserite espressamente che sono escluse le forze di polizia, e con forze di polizia intendete anche le forze di polizia militarizzata, quindi la finanza e i carabinieri. Quelle sono escluse, l'unica che è inclusa in questo discorso è la capitaneria di porto, che è l'unica che è deputata a stare in mare, proprio per sua definizione e sua costituzione. È questo che noi non riusciamo a capire: perché ci si è accaniti sulla capitaneria di porto, piuttosto che riorganizzare l'intero sistema delle forze operanti in mare, lasciando tutto il potere alla capitaneria di porto stesso ?

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Frusone. Ne ha facoltà.

  LUCA FRUSONE. Grazie, Presidente. È chiaro, è palese, tutto quello che si vuole fare attraverso queste deleghe, perché è proprio una delega renziana dove si cerca, si è parlato, di razionalizzazione della catena di comando. In realtà, si vuole mettere il potere in mano a meno persone possibili, avere un uomo solo al comando. Lo avete fatto con la scuola, lo farete con mille altre branche della pubblica amministrazione e lo state facendo anche qui. La capitaneria di porto, sotto il Capo di Stato maggiore della Marina, serve proprio a questo. Perché allora noi, invece, non parliamo magari della smilitarizzazione della Guardia di finanza ? Perché non si ha questo coraggio ? Perché non va in quell'ottica di avere semplicemente degli uomini che possono decidere tutto. È scritto, chiaro e tondo, sul libro bianco della Difesa, dove si accentrerà tutto al Capo di Stato maggiore della Difesa che potrà fare tutto quello che vuole. È questo l'indirizzo del Governo Renzi, punto e basta (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Ferrari. Ne ha facoltà.

  ALAN FERRARI. Grazie Presidente. Intervengo molto brevemente per ringraziare il Ministro per l'intervento che ha fatto, dimostrando a mio avviso doppiamente la propria disponibilità. Dico «doppiamente» perché, da un lato, lo ha fatto illustrando nel merito qual è lo spirito della delega che stiamo promuovendo su questo punto delicato e nessuno si nasconde rispetto alla delicatezza di questo punto. Dall'altro lato, lo ha fatto sapendo peraltro che, pur rispondendo alla richiesta di chiarire, avrebbe ricevuto in cambio una decina di interventi, che sostanzialmente sarebbero iniziati con la frase: noi non ci fidiamo delle sue parole.Pag. 89
  Credo che questo sia un atteggiamento sbagliato, che va esattamente contro la direzione di chiarirci sui punti di merito delicati di questa riforma e, a maggior ragione, sia un atteggiamento da respingere. Tuttavia – e credo che il Ministro non mancherà di farlo –, se questo è il vostro tentativo di convincerci a non rispondere nel merito a tutte le questioni della delega, certamente avrete perso (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Nuti. Ne ha facoltà.

  RICCARDO NUTI. Grazie Presidente. Presidente, caro collega del Partito Democratico, qui non si tratta di fare intervenire il Ministro per rispondere e dire: non ci fidiamo di lei. Qui si ascoltano le parole del Ministro, si valuta la credibilità della persona che interviene, si legge il testo e si reputa che le parole che sono state dette dal Ministro sono delle emerite cavolate o delle parole vaghe.
  Quindi, quando intervengono dei colleghi della maggioranza per dire grazie al Ministro che è intervenuto – che dovrebbe intervenire comunque senza la sollecitazione da parte dei componenti dell'opposizione – non si fa né più né meno che un'opera di «lecchinaggio».
  Tornando all'argomento della Guardia costiera, faccio presente che ora fa riferimento al Ministro Delrio, che la Guardia costiera non è stata informata dell'intenzione del Governo di riorganizzarla e metterla sotto la Marina militare e che, quindi, cambia Ministro di riferimento.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Nesci. Ne ha facoltà.

  DALILA NESCI. Grazie Presidente per la parola. Questa è una delega in bianco e l'abbiamo più volte ribadito. La cosa che veramente ci fa rabbrividire non sono tanto le parole di un Ministro, che sono parole molto vaghe e che effettivamente poi non vanno mai a raggiungere l'obiettivo finale del provvedimento, così per come l'hanno scritto. Ma a noi fa rabbrividire il «cretinismo» economico con il quale affrontate questo mandato parlamentare, perché riducete tutto sempre a tagli, a razionalizzare in maniera ovviamente sconcia qualsiasi ambito della pubblica amministrazione, così come state facendo sulla sanità. Il MoVimento 5 Stelle combatterà sempre questo modo di fare politica, ma soprattutto questo modo di amministrare e di legiferare.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Cecconi 7.109, con il parere contrario della Commissione e del Governo, su cui si rimette all'Aula il relatore di minoranza di SEL e con il parere favorevole della relatrice del MoVimento 5 Stelle.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Zoggia... Forza colleghi, affrettatevi a raggiungere i posti perché siete in tanti ad essere usciti... Luciano Agostini.. Narduolo in arrivo... Martella, Cera, Matarrelli... dopo Matarrelli chiudiamo...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  434   
   Votanti  411   
   Astenuti   23   
   Maggioranza  206   
    Hanno votato sì  149    
    Hanno votato no  262).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Palese 7.110, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole dei relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

Pag. 90

  Castiello, Giampaolo Galli, Garofani, Simone Valente, Rizzetto, Antezza, Mongiello, Montroni, Piccoli Nardelli.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  442   
   Votanti  434   
   Astenuti    8   
   Maggioranza  218   
    Hanno votato
 165    
    Hanno votato
no  269).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Quaranta 7.112, con il parere contrari della Commissione e del Governo e con il parere favorevole dei relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Capua.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  437   
   Votanti  433   
   Astenuti    4   
   Maggioranza  217   
    Hanno votato
 167    
    Hanno votato
no  266).    

  (Il deputato Falcone ha segnalato che non è riuscito a esprimere voto contrario. La deputata Terzoni ha segnalato che non è riuscita a esprimere voto favorevole).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Nuti 7.114, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole dei relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Dell'Orco, Terrosi.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  448   
   Votanti  446   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  224   
    Hanno votato
 169    
    Hanno votato
no  277).    

  (Il deputato Senaldi ha segnalato che non è riuscito a esprimere voto contrario).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Baroni 7.115, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole dei relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Mazziotti Di Celso.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  435   
   Votanti  433   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  217   
    Hanno votato
 161    
    Hanno votato
no  272).    

  (Il deputato Zan ha segnalato che non è riuscito a esprimere voto contrario).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Invernizzi 7.116, con il parere contrario della Commissione, del Governo e del relatore di minoranza di SEL e con il parere favorevole della relatrice di minoranza del MoVimento 5 Stelle.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Bonaccorsi, Simoni, Terzoni, Grillo.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

Pag. 91

   (Presenti  447   
   Votanti  445   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  223   
    Hanno votato
 146    
    Hanno votato
no  299).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Brunetta 7.117, con il parere contrario della Commissione e del Governo, con il parere favorevole della relatrice di minoranza del MoVimento 5 Stelle e sul quale il relatore di minoranza di SEL si rimette all'Aula.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Bonaccorsi, Lavagno, Taricco, Piccoli Nardelli.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  443   
   Votanti  421   
   Astenuti   22   
   Maggioranza  211   
    Hanno votato
 139    
    Hanno votato
no  282).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Basilio 7.118, con il parere contrario della Commissione e del Governo e il parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Bonaccorsi... Fanucci...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  443   
   Votanti  438   
   Astenuti    5   
   Maggioranza  220   
    Hanno votato
 161    
    Hanno votato
no  277).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Quaranta 7.119, con il parere contrario della Commissione e del Governo e della relatrice di minoranza del MoVimento 5 Stelle e il parere favorevole del relatore di minoranza di Sinistra Ecologia Libertà.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Piepoli... Nizzi... Marazziti...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  446   
   Votanti  444   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  223   
    Hanno votato
 157    
    Hanno votato
no  287).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Brunetta 7.120, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della relatrice di minoranza del MoVimento 5 Stelle e il parere favorevole del relatore di minoranza di Sinistra Ecologia Libertà.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Piepoli... Malisani... Massa... Pilozzi... Grillo...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  449   
   Votanti  448   
   Astenuti    1   
   Maggioranza  225   
    Hanno votato
  87    
    Hanno votato
no  361).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Cozzolino 7.121, con il parere contrario Pag. 92della Commissione e del Governo e il parere favorevole dei relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Locatelli... Gullo... Alberti...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  452   
   Votanti  451   
   Astenuti    1   
   Maggioranza  226   
    Hanno votato
 170    
    Hanno votato
no  281).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Battelli 7.123, con il parere contrario della Commissione e del Governo e il parere favorevole dei relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Piepoli... Galgano...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  436   
   Votanti  435   
   Astenuti    1   
   Maggioranza  218   
    Hanno votato
 158    
    Hanno votato
no  277).    

  (La deputata Terzoni ha segnalato che non è riuscita a esprimere voto favorevole. La deputata Sgambato ha segnalato che non è riuscita a esprimere voto contrario).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Lombardi 7.124, con il parere contrario della Commissione e del Governo e il parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Sanna... Adornato... Corsaro... Altieri... Grande...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  457   
   Votanti  456   
   Astenuti    1   
   Maggioranza  229   
    Hanno votato
 174    
    Hanno votato
no  282).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Brunetta 7.125, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della relatrice di minoranza del MoVimento 5 Stelle e il parere favorevole del relatore di minoranza di Sinistra Ecologia Libertà.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Giachetti... Gigli...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  449   
   Votanti  442   
   Astenuti    7   
   Maggioranza  222   
    Hanno votato
  89    
    Hanno votato
no  353).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Paolo Bernini 7.126, con il parere contrario della Commissione, del Governo e il parere favorevole dei relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

Pag. 93

   (Presenti  443   
   Votanti  442   
   Astenuti    1   
   Maggioranza  222   
    Hanno votato
 162    
    Hanno votato
no  280).    

  (Il deputato Catanoso ha segnalato che non è riuscito a esprimere voto favorevole).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Brunetta 7.127, con il parere contrario della Commissione e del Governo, con il parere favorevole della relatrice di minoranza del gruppo MoVimento 5 Stelle e sul quale il relatore di minoranza del gruppo Sinistra Ecologia Libertà si rimette all'Assemblea.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Carra, Grassi, Mazziotti Di Celso...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  452   
   Votanti  435   
   Astenuti   17   
   Maggioranza  218   
    Hanno votato
 153    
    Hanno votato
no  282).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Quaranta 7.129, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole dei relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Carra, Cariello, Occhiuto...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  452   
   Votanti  450   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  226   
    Hanno votato
 172    
    Hanno votato
no  278).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Cozzolino 7.130, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole dei relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Sibilia, Currò...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  451   
   Votanti  449   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  225   
    Hanno votato
 171    
    Hanno votato
no  278).    

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Antimo Cesaro.
  Chiedo al presentatore se acceda all'invito al ritiro dell'emendamento Antimo Cesaro 7.132, formulato dal relatore.

  ANTIMO CESARO. Grazie Presidente, in realtà questo emendamento, per il quale ci stupisce il parere negativo del Governo, cercava di rendere obbligatoria la pubblicazione dei dati, in particolare dei curriculum e dei profili professionali di personale alle dirette dipendenze o di un Ministro o di un sottosegretario, cercando di aumentare la trasparenza per un ruolo così delicato e andando a sostenere quanto già previsto nel Testo unico per la trasparenza nella pubblica amministrazione.
   Nonostante il nostro rammarico ritiriamo allora l'emendamento, però lo trasfonderemo in un ordine del giorno, sperando che questa voglia di trasparenza che noi di Scelta Civica sosteniamo – e che penso sia largamente condivisa da ampia parte dell'Aula – possa trovare poi un Pag. 94riscontro negli intendimenti del Governo (Applausi di deputati del gruppo Scelta Civica per l'Italia).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Palese. Ne ha facoltà.

  ROCCO PALESE. Grazie Presidente, intervengo per sottoscrivere questo emendamento e chiederne la votazione.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Antimo Cesaro 7.132, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole dei relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Nizzi, Rabino...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  449   
   Votanti  446   
   Astenuti    3   
   Maggioranza  224   
    Hanno votato
 183    
    Hanno votato
no  263).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Quaranta 7.133, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole dei relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Carra, Cariello, Occhiuto...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  446   
   Votanti  444   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  223   
    Hanno votato
 169    
    Hanno votato
no  275).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Brunetta 7.135, con il parere contrario della Commissione e del Governo e il parere favorevole dei relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Sani, Luigi Gallo, Tartaglione, Santerini, Grillo.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  433   
   Votanti  425   
   Astenuti    8   
   Maggioranza  213   
    Hanno votato sì  158    
    Hanno votato no  267).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Nuti 7.136, con il parere contrario della Commissione e del Governo e il parere favorevole dei relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Sani, Dall'Osso.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  441   
   Votanti  433   
   Astenuti    8   
   Maggioranza  217   
    Hanno votato sì  156    
    Hanno votato no  277).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Lombardi 7.137, con il parere contrario Pag. 95della Commissione e del Governo e il parere favorevole dei relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Capelli, Artini, Alberti, Minnucci, Carrozza.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  453   
   Votanti  451   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  226   
    Hanno votato sì  170    
    Hanno votato no  281).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Cecconi 0.7.501.1, con il parere contrario della Commissione e del Governo e il parere favorevole della relatrice di minoranza del MoVimento 5 Stelle, mentre il relatore di minoranza di Sinistra Ecologia Libertà si rimette all'Assemblea.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Luciano Agostini, Fraccaro.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  451   
   Votanti  423   
   Astenuti   28   
   Maggioranza  212   
    Hanno votato sì  145    
    Hanno votato no  278).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 7.501 della Commissione, con il parere favorevole della Commissione e del Governo, mentre i relatori di minoranza si rimettono all'Assemblea.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Grillo, Invernizzi.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti  453   
   Votanti  335   
   Astenuti  118   
   Maggioranza  168   
    Hanno votato sì  332    
    Hanno votato no    3).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 7.502 della Commissione, con il parere favorevole della Commissione e del Governo, mentre i relatori di minoranza si rimettono all'Assemblea.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Luciano Agostini, Tripiedi, Casati, Palma.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti  450   
   Votanti  329   
   Astenuti  121   
   Maggioranza  165   
    Hanno votato sì  323    
    Hanno votato no    6).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Lombardi 7.138, su cui la Commissione e il Governo esprimono parere contrario mentre i relatori di minoranza esprimono parere favorevole.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Luciano Agostini... Massa... Massa ancora non riesce a votare... Tolga quello che c’è dentro la postazione e voti, onorevole, perché la postazione è a posto. Visto ? Carloni... Aspettiamo l'onorevole Nicchi... Nicchi ha votato ? Da qui non vedo. Bossa è a posto ?
  Dichiaro chiusa la votazione.Pag. 96
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  455   
   Votanti  434   
   Astenuti   21   
   Maggioranza  218   
    Hanno votato
 151    
    Hanno votato
no  283).    

  (La deputata Nicchi ha segnalato che non è riuscita a votare).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Caparini 7.139, su cui la Commissione, il Governo e il relatore di minoranza (SEL) esprimono parere contrario, mentre la relatrice di minoranza (M5S) si rimette all'aula.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  D'Agostino... Mazziotti Di Celso... Fico... Non vedo altre mani alzate.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  456   
   Votanti  379   
   Astenuti   77   
   Maggioranza  190   
    Hanno votato
  70    
    Hanno votato
no  309).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Invernizzi 7.142, su cui la Commissione e il Governo e il relatore di minoranza (SEL) esprimono parere contrario, mentre la relatrice di minoranza (M5S) si rimette all'aula.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Mannino... Terzoni... Invernizzi...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  452   
   Votanti  379   
   Astenuti   73   
   Maggioranza  190   
    Hanno votato
  71    
    Hanno votato
no  308).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Invernizzi 7.143, su cui la Commissione e il Governo e il relatore di minoranza (SEL) esprimono parere contrario, mentre la relatrice di minoranza (M5S) esprime parere favorevole.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Bolognesi... Pilozzi... Adornato... Naccarato... Bolognesi ancora non riesce a votare vero ? Adesso sì. Naccarato ? Segoni... Mi pare che ci siamo.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  454   
   Votanti  432   
   Astenuti   22   
   Maggioranza  217   
    Hanno votato
 123    
    Hanno votato
no  309).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Rampelli 7.146, su cui la Commissione, il Governo e i relatori di minoranza esprimono parere contrario.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  444   
   Votanti  439   
   Astenuti    5   
   Maggioranza  220   
    Hanno votato
 129    
    Hanno votato
no  310).    

Pag. 97

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Rampelli 7.147, con parere contrario della Commissione, del Governo e dei relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Crippa, Marazziti, Fanucci, Fiorio, Brugnerotto, Carbone...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  456   
   Votanti  454   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  228   
    Hanno votato
  59    
    Hanno votato
no  395).    

  Passiamo all'emendamento Miccoli 7.152. Ha chiesto di parlare il deputato Miccoli. Ne ha facoltà.

  MARCO MICCOLI. Grazie Presidente, questo emendamento insieme ad altri due emendamenti, a mia prima firma, 7.169 e 7.170, volevano – prendendo atto della contrarietà del Governo, preannunzio che li ritireremo – rafforzare e garantire alcuni temi contenuti dentro la riorganizzazione delle amministrazioni competenti in materia di autoveicoli. I temi erano sostanzialmente la qualità dei servizi erogati, compresi quelli erogati da ACI informatica, perché noi pensiamo che la delega sembra più rivolta a garantire due cose che noi riteniamo giuste e cioè l'unificazione del database della motorizzazione civile, del PRA e dell'ACI, e la certificazione unica di proprietà. Da questo punto di vista tutto bene, ma noi pensiamo che per garantire l'erogazione dei servizi dobbiamo prendere in considerazione che tutto ciò che ha garantito tali servizi, ha garantito una serie di servizi che fanno parte di una collaborazione tra tutte queste amministrazioni, cose che vanno dallo studio, allo sviluppo e al miglioramento della rete stradale, all'istruzione automobilistica, allo promozione della cultura automobilistica, alla prevenzione e promozione della sicurezza stradale, all'assistenza tecnica stradale e legale e all'uso degli autoveicoli. Insomma una serie di servizi che si sommano ai due annunciati dal Governo. In più noi vogliamo anche garantire con questi emendamenti i livelli occupazionali. Ieri c'erano qua fuori in piazza Montecitorio, sfidando la temperatura elevata che sfiorava i 40 gradi alle 14,30, i lavoratori di ACI informatica preoccupati perché questa riorganizzazione potrebbe comportare la perdita della loro occupazione.
  A noi sembra, prendendo atto che l'emendamento proposto dal relatore in Commissione ci ha fatto fare un passo in avanti che supera l'accorpamento e parla di una riorganizzazione dentro un'agenzia nazionale, che queste due garanzie vengano meno così come è scritta oggi questa delega. Ovviamente ritireremo – prendendo atto della contrarietà del Governo – gli emendamenti, riservandoci la possibilità di presentare un ordine del giorno.

  PRESIDENTE. L'emendamento Miccoli 7.152 è quindi ritirato.
  Passiamo alla votazione dell'emendamento Brugnerotto 7.155. Nessuno chiede di intervenire, passiamo, dunque, ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Brugnerotto 7.155, con parere contrario della Commissione e del Governo e favorevole dei relatori di minoranza.
  Colletti, Dall'Osso, Valente Simone...
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti e votanti  434   
   Maggioranza  218   
    Hanno votato
 158    
    Hanno votato
no  276).    

Pag. 98

  (La deputata Terzoni ha segnalato di aver espresso voto contrario mentre avrebbe voluto esprimere voto favorevole).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Rampelli 7.158, con parere contrario della Commissione e del Governo e relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Palese, Cominelli, Nicchi...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  433   
   Votanti  432   
   Astenuti    1   
   Maggioranza  217   
    Hanno votato
 127    
    Hanno votato
no  305).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Di Gioia 7.159 e Cani 7.160, con il parere contrario della Commissione e del Governo, il parere favorevole della relatrice di minoranza del MoVimento 5 Stelle, mentre il relatore di minoranza di Sinistra Ecologia Libertà si rimette all'aula.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Bonaccorsi, Migliore, Gelmini, Ottobre ha sbloccato ? Provi adesso a votare. Un tecnico si avvicini alla postazione dell'onorevole Ottobre.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  446   
   Votanti  444   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  223   
    Hanno votato  137    
    Hanno votato no  307.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Brescia 7.162.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto la deputata Spessotto. Ne ha facoltà.

  ARIANNA SPESSOTTO. Signora Presidente, solo in Italia esiste un simile folle sistema di gestione dei dati dei veicoli, unico al mondo, basato su due archivi, quello statale che fa capo alla Motorizzazione e il PRA, il pubblico registro automobilistico gestito dall'ACI. Un doppio di procedure, di strutture e soprattutto di costi, del tutto inutile, ma che finora è rimasto intoccabile. L'abbiamo visto bene durante l'approvazione della passata legge di stabilità quando dopo i grandi annunci del premier Renzi l'accorpamento tra il PRA facente capo all'ACI e la Motorizzazione è naufragato miseramente per difendere gli interessi di qualcuno.
  Questo emendamento vuole rendere effettivo l'accorpamento delle funzioni tra PRA e Motorizzazione e va nella direzione di realizzare un risparmio di spesa per le amministrazioni e gli utenti rendendo obbligatori, anziché eventuali, il collegamento e l'interoperabilità dei dati detenuti dal pubblico registro automobilistico e dalla direzione generale per la motorizzazione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, al fine di garantire effettivamente una riduzione dei costi di gestione dei dati relativi alla proprietà e alla circolazione dei veicoli. Così come è stato formulato dal Governo questa previsione di accorpamento rimane invece solo una eventualità lasciando di fatto al Governo la facoltà di decidere se procedere o meno in tal senso e vanificando così ogni possibilità di ottimizzazione e risparmio per gli utenti.
  Per questo motivo chiedo all'Aula di votare favorevolmente a questo emendamento che prevede un accorpamento obbligatorio delle strutture cui è attualmente è demandata la tenuta dei registri automobilistici, affinché si proceda con una effettiva riorganizzazione che porterà all'ottimizzazione dei servizi e a un risparmio della spesa pubblica e per i cittadini.

Pag. 99

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Cozzolino. Ne ha facoltà.

  EMANUELE COZZOLINO. Signora Presidente, qui si parla di razionalizzazione e semplificazione. Togliamo i corpi e lasciamo due enti che si occupano della stessa cosa, ACI e PRA. Non è che dobbiamo salvare qualche parente ? Riflettete.

  PRESIDENTE. Nessun altro chiedendo di parlare passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Brescia 7.162, con il parere contrario della Commissione e del Governo, il parere favorevole della relatrice di minoranza del MoVimento 5 Stelle, mentre il relatore di minoranza di Sinistra Ecologia Libertà si rimette all'aula.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Invernizzi, d'Ambrosio, Pes, Santanchè.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  394   
   Votanti  376   
   Astenuti   18   
   Maggioranza  189   
    Hanno votato  106    
    Hanno votato no  270.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  (Il deputato Molea ha segnalato che non è riuscito a esprimere voto favorevole).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Invernizzi 7.164, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole dei relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Adornato, Crippa, Scuvera, Baruffi, Piccione...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  405   
   Votanti  402   
   Astenuti    3   
   Maggioranza  202   
    Hanno votato
 141    
    Hanno votato
no  261).    

  (il deputato Placido ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto favorevole).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bergamini 7.166, con il parere contrario della Commissione e del Governo e dei relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Bonaccorsi, Ricciatti, Carella, Mazziotti Di Celso, Galperti, Fraccaro, Manlio Di Stefano...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  418   
   Votanti  417   
   Astenuti    1   
   Maggioranza  209   
    Hanno votato
  66    
    Hanno votato
no  351).    

  (Il deputato Busto ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto favorevole).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Rampelli 7.167, con il parere contrario della Commissione e del Governo e dei relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

Pag. 100

  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  421   
   Votanti  420   
   Astenuti    1   
   Maggioranza  211   
    Hanno votato
  45    
    Hanno votato
no  375).    

  (La deputata Sgambato ha segnalato che non è riuscita ad esprimere voto contrario)

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Cani 7.171 e Di Gioia 7.172, con il parere contrario della Commissione e del Governo, mentre i relatori di minoranza si rimettono all'Aula.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Amendola, Minnucci, Donati...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  425   
   Votanti  326   
   Astenuti   99   
   Maggioranza  164   
    Hanno votato
  57    
    Hanno votato
no  269).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Quaranta 7.173, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole dei relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Sgambato, Zan, Brescia, Di Lello, Bratti, Spadoni...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  428   
   Votanti  316   
   Astenuti  112   
   Maggioranza  159   
    Hanno votato
  46    
    Hanno votato
no  270).    

  Dobbiamo ora passare agli emendamenti riferiti alla lettera d) del comma 1, che sono collocati alle pagine da 65 a 71 del fascicolo, dei quali in sede di espressione dei pareri il relatore per la maggioranza aveva chiesto l'accantonamento.
  Chiedo quindi al relatore per la maggioranza, Carbone, se a questo punto si può procedere all'esame di tali proposte emendative. In tal caso, lo invito ad esprimere il parere. Poi anche i relatori per la minoranza e il rappresentante del Governo faranno la stessa cosa.
  Prego, relatore Carbone.

  ERNESTO CARBONE, Relatore per la maggioranza. Signora Presidente, sull'emendamento 7.503 della Commissione, la Commissione esprime ovviamente parere favorevole. Su tutti gli altri emendamenti la Commissione formula un invito al ritiro, altrimenti il parere contrario.

  PRESIDENTE. Sta bene.
  Invito ora i relatori di minoranza ad esprimere il parere. Onorevole Quaranta, intanto cominci lei. Qual è il parere sull'emendamento Invernizzi 7.175 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere contrario.

  PRESIDENTE. Onorevole Lombardi ?

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere contrario.

  PRESIDENTE. Onorevole Quaranta, qual è il parere sull'emendamento Invernizzi 7.176 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere contrario.

Pag. 101

  PRESIDENTE. Onorevole Lombardi, qual è il parere sull'emendamento Invernizzi 7.176 ?

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere contrario.

  PRESIDENTE. Onorevole Quaranta, qual è il parere sull'emendamento Businarolo 7.178 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Onorevole Lombardi ?

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Onorevole Quaranta, qual è il parere sull'emendamento Centemero 7.179 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Onorevole Lombardi ?

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Onorevole Quaranta, qual è il parere sull'emendamento Invernizzi 7.181 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Onorevole Lombardi ?

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Onorevole Quaranta, qual è il parere sull'emendamento Quaranta 7.185 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Onorevole Lombardi ?

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Onorevole Quaranta, qual è il parere sull'emendamento Costantino 7.220 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Onorevole Lombardi ?

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere contrario.

  PRESIDENTE. Ricordo che gli emendamenti D'Alia 7.186 e Dorina Bianchi 7.182 sono stati ritirati.
  Onorevole Quaranta, qual è il parere sull'emendamento 7.503 della Commissione ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Mi rimetto all'Assemblea.

  PRESIDENTE. Onorevole Lombardi ?

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Anch'io mi rimetto all'Assemblea.

  PRESIDENTE. Ricordo che sono stati ritirati anche gli emendamenti Dorina Bianchi 7.187 e Piccione 7.188.
  Onorevole Quaranta, qual è il parere sull'emendamento Mucci 7.189 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Onorevole Lombardi ?

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Onorevole Quaranta, qual è il parere sull'emendamento Centemero 7.190 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Mi rimetto all'Assemblea.

Pag. 102

  PRESIDENTE. Onorevole Lombardi ?

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere contrario.

  PRESIDENTE. Qual è il parere del Governo ?

  MARIA ANNA MADIA, Ministra per la semplificazione e la pubblica amministrazione. Signor Presidente, il parere del Governo è conforme a quello espresso dal relatore per la maggioranza.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Invernizzi 7.175, con il parere contrario della Commissione, del Governo e dei relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  Revoco l'indizione della votazione perché aveva chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Invernizzi, ma non l'avevo visto.
  Prego, onorevole Invernizzi.

  CRISTIAN INVERNIZZI. Signora Presidente, noi riteniamo che un'organica e incisiva riforma delle pubbliche amministrazioni non possa prescindere da un'analisi seria sulle prefetture e sul ruolo che queste ultime hanno ancora oggi all'interno dell'organizzazione generale dello Stato. Capiamo perfettamente che esiste una lobby, la lobby dei prefetti, che è una lobby potentissima che, oltre ad avere ovviamente i propri esponenti ai vertici degli uffici territoriali del Governo, vede una presenza massiccia soprattutto ai vertici dello Stato. Pertanto, capiamo altresì che una qualunque analisi della prefettura e del suo ruolo si scontra con le visioni diametralmente opposte rispetto alle nostre della effettiva funzione che ancora oggi i prefetti hanno e devono avere. Però, riteniamo anche che, se veramente si vuole affrontare una riforma della pubblica amministrazione, se veramente il Presidente Renzi, come ha dichiarato qualche settimana fa, poco tempo fa, in seguito all'esito per lui non esaltante delle elezioni regionali, vuole tornare a essere Renzi 1, e quindi a togliersi il mantello di Renzi 2, vale a dire di colui che non riesce più ad incidere, ci chiediamo perché ancora oggi si ha paura di parlare delle prefetture. Le prefetture sono, a nostro avviso, degli organismi ormai anacronistici, che affondano le loro origini in una organizzazione statale che abbiamo ereditato da Napoleone e sono, nella stragrande maggioranza dei casi, ospitati in strutture non di loro proprietà, strutture che appartengono molte volte – faccio il caso che meglio conosco, vale a dire quello di Bergamo, della provincia di Bergamo – alla provincia, istituzione che ancora esiste, e che – udite, udite ! – non pagano l'affitto ormai da anni. Il prefetto di Bergamo, così come penso il prefetto di quasi tutte le altre realtà italiane, occupa un'abitazione privata di 500 metri quadrati ovviamente gratuitamente e non si riesce a capire come mai all'interno di una struttura come dovrebbe essere quella italiana, vale a dire democratica, vi siano ancora queste figure, che hanno un approccio nei confronti delle altre persone non di servitori dello Stato ma, visto anche come vengono chiamati e come in alcuni casi questi prefetti esigono di essere chiamati, vale a dire vostra eccellenza, quasi fossero ancora dei vescovi o principi della metà del XVI secolo, noi ci chiediamo come mai non vogliamo guardare effettivamente qual è la funzione di questi prefetti. Prefetti che soprattutto – e lo capiamo anche per questo Governo – negli ultimi mesi hanno assunto un ruolo fondamentale per la sopravvivenza stessa del Governo Renzi, vale a dire quello di fungere da terminali dell'agenzia di viaggi Alfano & company per stabilire con imperio, per distribuire nella provincia – nella stragrande maggioranza dei casi in realtà che loro considerano marginali: parliamo di paesi di magari poco più di cento abitanti, dove vengono recapitati con arroganza dalla prefettura – qualcosa come 150 – e mi avvio alla conclusione – o 200 profughi, sempre realtà della provincia di Bergamo, ma penso abbastanza diffusa. E al di là di tutto questo, noi continuiamo a chiederci Pag. 103sopratutto all'interno di questo che dovrebbe essere il tempio della democrazia come è possibile ancora nel 2015, parlando soprattutto di riforma della pubblica amministrazione, di tagli degli sprechi, di riorganizzazione, di razionalizzazione, pensare che vi siano persone non elette da nessuno che nella stragrande maggioranza dei casi hanno poteri che coloro che invece l'investitura popolare ce l'hanno direttamente si scordano. Pertanto noi chiediamo – e intanto abbiamo presentato altri emendamenti e mi avvio alla conclusione – ...

  PRESIDENTE. Dovrebbe concludere, perché ha finito il tempo.

  CRISTIAN INVERNIZZI. ... di fare veramente qualcosa di serio, magari abolendo le prefetture e distribuendo questi poteri a chi l'investitura del popolo ce l'ha direttamente (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord e Autonomie-Lega dei Popoli-Noi con Salvini).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Busin. Ne ha facoltà.

  FILIPPO BUSIN. Grazie, Presidente. Voglio invitare i colleghi a riflettere su questo, che, come ha detto il collega Invernizzi, è un lascito del periodo napoleonico e rappresenta non solo una realtà di uno Stato accentratore, che vuole controllare in modo stretto i territori che controlla, ma, addirittura, di uno Stato e di un'idea di potere dispotico quale era quello napoleonico.
  Dell'abolizione dei prefetti ha parlato non solo la Lega: è una discussione di qualche anno fa, iniziata da Luigi Einaudi. Penso che sia strettamente attuale e opportuno parlarne oggi, visto che è stato cancellato quel potere territoriale e decentrato che era costituito dalla provincia, che, in qualche modo, essendo un'espressione democratica, attraverso la votazione del popolo, fungeva da contraltare e da bilanciamento a questo che è un potere fortemente accentratore e dispotico dello Stato.
  Oggi, a maggior ragione, con l'abolizione delle province, questo tema si pone d'attualità (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord e Autonomie-Lega dei Popoli-Noi con Salvini).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Palese. Ne ha facoltà.

  ROCCO PALESE. Grazie, signora Presidente. Ci vuole un bel coraggio, dopo i risultati disastrosi del decentramento, del federalismo e quant'altro, a riportare in quest'Aula una problematica essenziale in riferimento all'indebolimento e, addirittura, all'abolizione di quel poco che ancora è rimasto di rappresentanza territoriale del Governo e dello Stato. Qui nessuno vuole difendere i prefetti o difendere le figure o difendere quello che, purtroppo, adesso è consentito fare alle prefetture, quasi niente !
  Invece, qui bisogna cercare di ripristinare il ruolo che le prefetture una volta avevano di controllo sugli atti pubblici, della spesa pubblica. Altro che investitura popolare ! Qual è l'investitura popolare ? Quella dello scandalo, del federalismo della corruzione, del dissipamento delle risorse, del «liberi tutti», degli sprechi, delle consulenze a non finire, degli staff dappertutto ? Se è questo il risultato, è un risultato disastroso, che è davanti agli occhi di tutti, compreso anche il discutibile ruolo del regionalismo che si ha all'interno del Paese, adesso, in riferimento alla spesa pubblica.
  Che cosa dobbiamo analizzare, come è aumentato il debito pubblico dal 1975-1980 ad oggi, chi lo ha fatto, come funziona e come funzionano tutti questi aspetti ? Quindi, poniamoci, piuttosto, al di là di tutte queste situazioni, che riguardano l'aspetto fondamentale e contingente di una cattiva gestione, sia a livello centrale sia a livello europeo e sia a livello anche periferico. Non vi è dubbio: sulla situazione dell'immigrazione e quant'altro, e in riferimento a questo, guardiamo, poi, che tipo di tutela dovrebbero avere tutte le eventuali pubbliche amministrazioni, tutti i cittadini, quale interfaccia.Pag. 104
  Diamo, invece, un ruolo dignitoso, un ruolo di rappresentanza vera dello Stato a questi uffici territoriali, perché, evidentemente, di questo c’è bisogno, questo ci chiedono i cittadini. Non ci chiedono autorità, non ci chiedono gestione del potere: ci chiedono, invece, di interfacciarsi con persone credibili, efficienti ed efficaci. Purtroppo, anche all'interno delle prefetture, questo non c’è, ma poniamoci il problema inverso, non quello di abolire. Sarebbe l'ennesimo disastro e grave errore di questa visione barbarica delle istituzioni e dello Stato in se stesso.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Simonetti. Ne ha facoltà.

  ROBERTO SIMONETTI. Grazia, Presidente. È chiaro che la tesi del collega Palese è da rifiutare nettamente ed è altrettanto chiaro che questo provvedimento nasconde, molto probabilmente, un'insidia ulteriore per gli enti locali, che sono decimati da parte dello Stato centrale, che non rappresenta più nessuno, se non se stesso. Infatti, per il combinato disposto della lettera d) del comma 1 dell'articolo 7 e del comma 1-bis, se messi insieme, vi è la preoccupazione che nella riorganizzazione delle funzioni e della rete organizzativa delle prefetture, queste avranno un potere maggiore rispetto a quello degli enti locali, tanto che al comma 1-bis, con un decreto del Presidente del Consiglio, si vuole andare a cambiare le competenze attribuite alle amministrazioni pubbliche, statali e locali.
  Ciò significa che si vuole ridisegnare il Testo unico degli enti locali e le funzioni dei comuni, che sono i veri rappresentanti dei territori. Immagino che questo Stato borbonico vorrà togliere potere ai comuni e dare potere ai prefetti, che non sono eletti da nessuno, ma sono nominati dal potere centrale. Quindi, ben venga il nostro emendamento soppressivo delle prefetture nella loro complessità, per fare chiarezza su chi deve gestire i territori, che sono gli enti locali...

  PRESIDENTE. Grazie.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Matteo Bragantini. Ne ha facoltà.

  MATTEO BRAGANTINI. Grazie, Presidente. Sono intervenuto per un motivo molto semplice: aver sentito le parole di un rappresentante di Forza Italia che difende in questa maniera le prefetture, un organismo di uno Stato centralista borbonico veramente assurdo, che noi non condividiamo. Noi approviamo la soppressione delle prefetture e speriamo che il collega Palese non sia la rappresentanza di tutta Forza Italia, o di uno dei gruppi di Forza Italia, perché veramente non potremo parlare con persone che non sono federaliste vere e, dunque, vogliono veramente cancellare questa istituzione borbonica che rappresenta il contrario del nostri ideali, quelli del vero federalismo e della rappresentanza dei cittadini che devono scegliersi i loro responsabili, i loro sindaci e chi li governa, non uno Stato centralista che impone delle persone, dei burocrati, che comandano.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, onorevole Guidesi. Ne ha facoltà.

  GUIDO GUIDESI. Presidente, rubo pochissimi secondi all'Aula, però sarebbe interessante aprire soprattutto un dibattito, magari non oggi, ma su altri provvedimenti, rispetto al ruolo che oggi svolgono i prefetti. Un ruolo, dal nostro punto di vista, decisamente antidemocratico, vista anche, soprattutto, l'ultima situazione di gestione del business dell'immigrazione, con imposizioni a sindaci, invece legittimamente eletti. Ricordo, altresì, al collega Palese, che credo se lo sia dimenticato, la mancata applicazione del sistema del federalismo; questo è un reale problema. Lo dico, soprattutto, dopo l'intervento dell'onorevole Palese, a sostegno di un ritorno alla Monarchia in questo Paese.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Bianconi. Ne ha facoltà.

Pag. 105

  MAURIZIO BIANCONI. Volevo, per precisione, ricordare agli amici della Lega che la prefettura non è un'invenzione borbonica, ma napoleonica. Questo mi pare abbia la sua importanza. Detto questo, Palese ha le sue idee, molti altri ne hanno altre. Io sono per chiuderle tutte le prefetture.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rampelli. Ne ha facoltà.

  FABIO RAMPELLI. Presidente, colleghi, intervengo solo per precisare che avere una sensibilità federalista non significa andare contro un assetto centrale unitario dello Stato a cui mi pareva, stando anche a un più recente dibattito culturale che vi stato nel nostro Paese, un po’ tutti si fossero adeguati, o se preferite arresi, Lega compresa. Non c’è nessuna contraddizione nel far rimanere in vita le prefetture, rispetto ad un'accentuazione delle autonomie, del federalismo, e a una sua compiuta attuazione.
  Vorrei anche ricordare che in questo caso siamo in presenza di un Governo che potremmo definire scherzosamente, con la maggioranza che lo sostiene, «tardo democristiano», cioè perfettamente allineato con quella natura che prevede degli annunci e delle rinunce. Tutto quello che è stato toccato fin qui sembrava dovesse fare faville all'insegna della politica teorica della rottamazione e poi, invece, è andato avanti per successivi aggiustamenti fino a creare soltanto dei guai anche da un punto di vista amministrativo. Un riferimento chiaro, almeno da un punto di vista dell'architettura costituzionale, è quello della mancata abolizione delle province. Si è fatto finta di abrogarle, esistono lo stesso, i cittadini sono assolutamente ignorati relativamente ai poteri che comunque vengono esercitati dalla nuova edizione, in salsa renziana, delle province.
  Così come succede anche a guardare quello che accade in questo provvedimento con lo strampalato accorpamento del Corpo forestale dello Stato con polizie che nulla hanno a che vedere con la propria sensibilità, con la propria natura e con le proprie esigenze organizzative.
  Quindi, se bisogna fare una rivoluzione, che la si faccia. Ognuno sarà chiamato ad esprimere il proprio giudizio e a fare la propria battaglia, ma quello che davvero non è chiaro, dall'inizio di questo Governo ad oggi, è perché si debba fare finta di andare in una direzione, per poi praticare una strada esattamente eguale e contrapposta. Della serie che anche l'eventuale accoglimento da parte dell'Aula di questo emendamento, rispetto al quale comunque Fratelli d'Italia voterà contro, non cambierebbe la natura e la sostanza di questo disegno di legge assolutamente farneticante.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Invernizzi 7.175, con il parere contrario della Commissione, del Governo e dei relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Onorevole Guidesi, onorevole Simonetti: avete fatto, basta così. Forza colleghi, ci siamo ? Caon... Guidesi e Simonetti, basta con le riprese ! Fino a che non cambiamo il Regolamento, le riprese in Aula non si possono fare. Quindi abbiate pazienza: vale per tutti, vale anche per voi. Narduolo, D'Uva, Marzana, Sani, Verini, Covello, Carlo Galli... ci siamo ora ? Gandolfi, Giuliani, De Micheli... Colleghi, sinceramente, non siamo obbligati ad essere presenti, però, se siamo presenti e vogliamo votare, bisogna stare in Aula.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  427   
   Votanti  421   
   Astenuti    6   
   Maggioranza  211   
    Hanno votato
  24    
    Hanno votato
no  397).    

Pag. 106

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Invernizzi 7.176.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Invernizzi. Ne ha facoltà.

  CRISTIAN INVERNIZZI. Grazie Presidente. Intervengo al di là delle dichiarazioni che ho sentito prima in risposta al mio intervento, per cui addirittura porre in dubbio l'esistenza del prefetto significherebbe quasi volere porre in dubbio l'esistenza stessa dell'Italia, come se prefetture e Italia condividessero il medesimo destino e fossero unite dal medesimo sangue.
  Con questo emendamento, anziché abolire le prefetture nei confronti delle quali tutti quanti voi chinate rispettosamente il capo, visto che si parla di una situazione, quale è quella italiana, nella quale comunque una attività di riorganizzazione e razionalizzazione è necessaria, noi chiediamo più sommessamente di buttare un occhio magari al comparto delle prefetture. Infatti ci troviamo in un momento nel quale la maggioranza di Governo non ha problemi a porre mano alla Carta costituzionale e a cambiare tutta una serie di istituti esistenti e, tra l'altro, in Italia, da settant'anni, suffragati anche, se vogliamo, dal voto popolare.
  Mi riferisco, per esempio, al Senato. Mi rivolgo sempre alla maggioranza, oltre ad abolire per finta le province, scaricando addosso ai comuni e ai poveri sindaci tutto quello che questa finta abolizione delle province ha causato, oltre ad eliminare la possibilità per gli italiani di votare i propri rappresentanti, sia nella provincia che, in futuro, in Senato, oltre a fare tutte queste riforme, di cui Renzi si vanta non soltanto in Italia, non soltanto in Europa, ma addirittura in Africa – non vi è continente nel quale il vostro Presidente giri e ricordi a tutti come in Italia si stia cambiando tutto, come in Italia si stia riformando tutto –, vi chiedo anche se siete veramente sicuri che proporre di dare al Governo una delega per la riorganizzazione delle prefetture e degli uffici territoriali del Governo sia così al di fuori delle tante sbandierate intenzioni della maggioranza stessa.
  Con questo emendamento noi chiediamo semplicemente di guardare anche all'interno dell'organizzazione prefettizia in Italia, per vedere se è possibile ritrovare anche all'interno di questo sistema qualche stortura magari da raddrizzare, qualche costo superfluo magari da eliminare, qualche sovrapposizione magari da superare. A meno che, come mi è sembrato di sentire negli interventi precedenti, in Italia tutto sia riformabile, tutto debba essere in qualche modo rinnovato, salvo le prefetture. Non si riesce a capire per quale diritto divino, invece, da quando Napoleone le ha istituite, come Bianconi ci ricordava, ma come ho detto anch'io nel mio intervento, in Italia sia tutto tranquillo e senza particolari problemi.
  Io mi rivolgo direttamente al Ministro, mi rivolgo direttamente al Governo e chiedo se veramente all'interno del sistema prefettizio in Italia non vi è nulla, se veramente in questi settant'anni di storia repubblicana magari si è sviluppata anche all'interno dell'organizzazione centrale dello Stato una visione nei confronti di questi uffici periferici, che in qualche modo devono essere riformati. Ma è mai possibile che in Italia quando si parla di riformare qualcosa si può fare quasi immediatamente e lo avete dimostrato voi ? Addirittura le pensioni le avete riformate in due settimane.
  Con questa delega toccate corpi di polizia che hanno centinaia di anni di storia. Con questa delega modificate, a mio avviso anche in modo abbastanza pericoloso, altri settori della burocrazia italiana, salvo la prefettura, nei confronti delle cui eccellenze dobbiamo continuare a chinare il capo.
  Con questo emendamento – ripeto – non mettiamo in dubbio l'esistenza dell'Italia – concludo veramente –, non vi chiediamo nemmeno di abolire le prefetture – Dio non voglia, che Dio ce le conservi per il futuro delle nostre generazioni –, chiediamo semplicemente di Pag. 107dire al Governo, così come modifica altre cose, lo faccia magari anche con le prefetture.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto Matteo Bragantini. Ne ha facoltà.

  MATTEO BRAGANTINI. Grazie, Presidente. Volevo solo replicare brevemente al collega Bianconi, che non ha ascoltato tutti gli interventi. Già il collega Busin aveva ricordato l'origine delle prefetture. Quando ho semplicemente utilizzato il termine «borbonico» non era in riferimento alla provenienza. Come Napoleone ci ha portato le prefetture, ci ha portato tantissimi altri danni, come la caduta della Serenissima. Ho utilizzato semplicemente un termine di uso comune: quando ci si dice un'istituzione borbonica ci si riferisce a un'istituzione pesante, con una burocrazia asfissiante e contro i cittadini. Era questo il termine. Si vede che il collega non aveva ascoltato gli interventi precedenti e non si ricorda i colleghi che sono della Lega e quelli che non sono più della Lega.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Invernizzi 7.176, con il parere contrario della Commissione, del Governo e dei relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Ginoble... Rizzetto... Tripiedi... Plangger... Gebhard...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  419   
   Votanti  417   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  209   
    Hanno votato
  20    
    Hanno votato
no  397).    

  Avverto che gli emendamenti Schullian 8.26, a pagina 104; Rampelli 9.159, a pagina 178; Ottobre 9.314, a pagina 229, Ottobre 13.42 e Alfreider 13.49 sono stati ritirati.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Businarolo 7.178, con il parere contrario della Commissione e del Governo e il parere favorevole dei relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Bonaccorsi... La Marca... Palese... Mongiello... Tinagli...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  417   
   Votanti  397   
   Astenuti   20   
   Maggioranza  199   
    Hanno votato
 116    
    Hanno votato
no  281).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Centemero 7.179, con il parere contrario della Commissione e del Governo e il parere favorevole dei relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Bonaccorsi... Baruffi... Causi... Alfreider... Fico...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  422   
   Votanti  420   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  211   
    Hanno votato
 148    
    Hanno votato
no  272).    

Pag. 108

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Invernizzi 7.181, con il parere contrario della Commissione e del Governo e il parere favorevole dei relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Bonaccorsi... La Marca... Sannicandro...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  427   
   Votanti  326   
   Astenuti  101   
   Maggioranza  164   
    Hanno votato
  50    
    Hanno votato
no  276).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Quaranta 7.185, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole dei relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Adornato, Bonaccorsi, Dall'Osso, Lavagno...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  425   
   Votanti  397   
   Astenuti   28   
   Maggioranza  199   
    Hanno votato
 125    
    Hanno votato
no  272).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Costantino 7.220, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della relatrice di minoranza del gruppo MoVimento 5 Stelle e con il parere favorevole del relatore di minoranza del gruppo Sinistra Ecologia Libertà.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Giachetti, Bonaccorsi, Di Battista...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  427   
   Votanti  394   
   Astenuti   33   
   Maggioranza  198   
    Hanno votato
  47    
    Hanno votato
no  347).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 7.503 della Commissione (Nuova formulazione), con il parere favorevole del Governo e sul quale i relatori di minoranza si rimettono all'Assemblea.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Rondini, Tancredi, Dorina Bianchi...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti  433   
   Votanti  322   
   Astenuti  111   
   Maggioranza  162   
    Hanno votato
 310    
    Hanno votato
no   12).    

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Mucci 7.189.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto la deputata Mucci. Ne ha facoltà.

  MARA MUCCI. Grazie Presidente, parliamo della confluenza nell'ufficio territoriale dello Stato di tutti gli uffici periferici delle amministrazioni civili dello Stato. Con questo emendamento noi miriamo ad espungere dal testo le amministrazioni preposte alla tutela dei beni culturali e paesaggistici. Le ricordo, Ministro, che l'attuale formulazione del testo rischia di travolgere e stravolgere l'indubbia specificità Pag. 109di un'amministrazione tecnica quale quella del Mibact, nonché l'organica riforma del suo ordinamento, emanata con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 29 agosto 2014, n. 171, quindi entrata in vigore da poco tempo e alla quale, attualmente, il Ministero è impegnato a dare attuazione.
  In particolare, gli effetti dell'aver riconosciuto l'autonomia dei musei come uffici periferici dirigenziali del Ministero, con la conseguente selezione internazionale per i direttori che è giunta ora alla fase finale, vengono compromessi dal ricondurre i musei all'interno degli uffici territoriali del Governo, quali le prefetture. Ministro, forse lei non si è accorta che, appunto, con questo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri – a fronte di un Ministero che dopo 150 anni finalmente dà autonomia a quelli che sono i musei, attraverso addirittura delle selezioni internazionali per quanto riguarda i direttori, quindi per dare qualità ai nostri musei che rappresentano il nostro patrimonio culturale – con questa riforma e con queste modifiche voi state mettendo un cappello a questi dirigenti che vanno ovviamente sotto il governo delle prefetture. Per cui, noi ci chiediamo se effettivamente non si va a minare un lavoro che è stato fatto e che è giunto al termine proprio recentemente con una modifica molto pesante che va ad incidere profondamente e a minare quella che era una riforma che io ritengo importante, una riforma che mirava a migliorare i nostri musei, l'organizzazione dei musei e, in particolare, proprio la selezione dei direttori che ne sono a capo. Perché, ovviamente, riconducendo tutto alle prefetture, i direttori perdono conseguentemente di potere.
  Quindi, Ministro, le chiedo di valutare attentamente la questione, anche a fronte di un parere della Commissione cultura che, quasi all'unanimità, aveva espresso parere favorevole, però purché fosse introdotta l'eccezione riguardante le amministrazioni preposte alla tutela dei beni culturali e del paesaggio. Quindi, chiedo anche i colleghi della Commissione cultura di spendere una parola per un argomento importante.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Mucci 7.189, con il parere contrario della Commissione e del Governo e il parere favorevole dei relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Nizzi, Manfredi, Invernizzi, Palese, Malisani.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  428   
   Votanti  424   
   Astenuti    4   
   Maggioranza  213   
    Hanno votato
 125    
    Hanno votato
no  299).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Centemero 7.190, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della relatrice di minoranza del MoVimento 5 Stelle, mentre il relatore di minoranza di Sinistra Ecologia Libertà si rimette all'Assemblea.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Carrozza, Pastorino, Bruno Bossio, Gelmini, Pisicchio.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  437   
   Votanti  414   
   Astenuti   23   
   Maggioranza  208   
    Hanno votato
  41    
    Hanno votato
no  373).    

Pag. 110

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Cancelleri 7.200, con il parere contrario della Commissione, del Governo e del relatore di minoranza di Sinistra Ecologia Libertà e il parere favorevole della relatrice di minoranza del MoVimento 5 Stelle.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Parisi.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  427   
   Votanti  409   
   Astenuti   18   
   Maggioranza  205   
    Hanno votato
  92    
    Hanno votato
no  317).    

  (Il deputato Gutgeld ha segnalato che non è riuscito a esprimere voto contrario).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Quaranta 7.201, con il parere contrario della Commissione e del Governo e il parere favorevole dei relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione...

  DONATELLA AGOSTINELLI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

  PRESIDENTE. Scusate, revoco l'indizione della votazione. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Agostinelli. Ne ha facoltà.

  DONATELLA AGOSTINELLI. Grazie, Presidente. Vi chiedo un po’ di attenzione, perché la delega contenuta all'articolo 7 è una delega in bianco al Governo, che viola l'articolo 76 della Costituzione, il quale sancisce che la potestà legislativa non può essere delegata se non in presenza di principi e criteri direttivi. Che cosa sta succedendo nei porti italiani ? È dai tempi dei Ministri Lunardi e Matteoli che i Governi tentano di avere mano libera sulle nomine dei presidenti delle autorità portuali e sono ricorsi in più occasioni a commissariamenti illegittimi quanto reiterati di numerose autorità. I successori, Passera e Lupi, non hanno modificato questa linea e abbiamo auspicato che con la nomina del Ministro Delrio finalmente si sarebbe tornati alle normali procedure di legge. L'ultima nomina regolare – per così dire – risale a quasi due anni fa, con la nomina del presidente dell'autorità di La Spezia. Successivamente è stata fatta la nomina del presidente dell'autorità portuale di Ancona, ove l'intesa Stato-regione era stata fatta un anno prima con parere favorevole delle competenti Commissioni di Camera e Senato e dopo che abbiamo presentato un esposto alla magistratura verso il Ministro pro tempore per abuso d'ufficio e omissione d'atti d'ufficio, per le ripetute violazioni della legge n. 84 del 1994.
  Eppure in quel decreto di nomina è stata inserita una clausola a tempo, e cioè fino all'attuazione del piano di sviluppo dei porti, che il Governo avrebbe dovuto emanare entro febbraio 2012, approvato il 3 luglio 2015, pochi giorni fa e in concomitanza con la proposta di delega che è stata inserita all'articolo 7, lettera e), con un emendamento del relatore.
  È notizia di ieri che il Ministro Delrio ha fatto un tris di commissariamenti, anch'essi illegittimi, delle tre autorità portuali pugliesi di Bari, Brindisi e Taranto.
  La legge indica chiaramente quando si può procedere al commissariamento: decesso del presidente, mancata approvazione del bilancio o approvazione di bilanci in perdita o, più in generale, per gravi comportamenti nei fatti di gestione del presidente. Invece, da anni, i Ministri non attivano le procedure tese a promuovere, con la partecipazione degli enti locali e delle camere di commercio, la terna di personalità, tra cui il Ministro cerca l'intesa con la Regione, il cui decreto è sottoposto all'esame delle Commissioni competenti di Camera e Senato.Pag. 111
  I Ministri dunque considerano «un fastidio» la procedura prevista dalla legge, lasciano scadere la durata del presidente e procedono a commissariamenti, senza alcun criterio: a volte nominando commissario un presidente che ha già svolto il doppio mandato e che non può essere riproposto, a volte addirittura nominando «amici politici»(Applausi dei deputati del gruppo Movimento 5 Stelle), a volte funzionari ministeriali o ufficiali del corpo delle capitanerie di porto e comunque espropriando le prerogative del Parlamento, delle regioni e degli enti locali e danneggiando la portualità italiana. Ormai, con i commissariamenti di ieri oltre la metà delle autorità portuali sono in regime commissariale. Fra quindici giorni scade il presidente dell'autorità portuale di Civitavecchia, che è anche presidente di Assoporti (l'Associazione dei porti italiani) e in tal modo verrà commissariata anche l'associazione.
  Gli emendamenti che abbiamo presentato all'atto al nostro esame, la richiesta che abbiamo avanzato alla Presidente della Camera di dichiarare inammissibile il testo approvato e di espungerlo, mirano ad evitare che anche il Parlamento venga commissariato.
  Onorevoli colleghi, il nostro è un incarico a tempo, più o meno lungo, ma gli atti che approviamo costituiscono un «precedente» che i Governi che si succederanno potranno usare a proprio piacimento per «commissariare» il Parlamento, che può avere tanti limiti, ma che in una democrazia parlamentare è insostituibile.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SIMONE BALDELLI (ore 19,10)

  DONATELLA AGOSTINELLI. Questa esigenza non è avvertita solo dal nostro gruppo, tanto è vero che noi abbiamo presentato l'emendamento soppressivo, ma lo stesso hanno fatto i deputati del gruppo PD, che avevano presentato ugualmente l'emendamento soppressivo, e i deputati di SEL, partito che ha espresso la nostra Presidente della Camera. Allora l'emendamento lo voteremo noi insieme ai deputati di SEL e chiediamo che tutto il Parlamento voti questo emendamento soppressivo della delega, che è veramente inammissibile. Grazie Presidente (Applausi dei deputati del gruppo Movimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, la deputata Liuzzi. Ne ha facoltà.

  MIRELLA LIUZZI. Grazie, signor Presidente. Come ha detto giustamente la mia collega, noi come Movimento 5 Stelle abbiamo inviato una lettera alla Presidenza perché crediamo che l'aggiunta che è stata fatta in Commissione riguardante il riordino e la riorganizzazione delle attività portuali, inserita qui in questa lettera e), sia assolutamente non congrua al testo. Vi leggo cosa conteneva e cosa contiene ancora questa lettera e) prima che venisse modificata in Commissione con l'inserimento dell'autorità portuale.
  La lettera e) riguardava la semplificazione e il coordinamento delle norme riguardanti l'ordinamento sportivo, con il riconoscimento della sua specificità, riconoscimento delle peculiarità dello sport per persone affette da disabilità e scorporo del CONI e del comitato paralimpico con trasformazione del medesimo in organo autonomo di diritto pubblico. Allora, se qualcuno potesse spiegarci perché è stata accorpato il CONI – quindi una lettera che riguardava prettamente un altro tipo di questione – con le autorità portuali, noi vi saremmo grati.
  Magari il riconoscimento della peculiarità dello sport ha relazione con i traffici dei container o con i porti, e noi non lo sappiamo, noi lo ignoriamo. Per queste ragioni chiediamo che venga approvato questo emendamento (Applausi dei deputati del gruppo Movimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato De Lorenzis. Ne ha facoltà.

  DIEGO DE LORENZIS. Grazie Presidente. Prendo la parola per chiedere al Pag. 112Governo qual è la visione che ha di questo Paese e dei trasporti di questo Paese, perché, per esempio, ieri sono stati nominati i commissari straordinari di tre autorità portuali: Bari, Brindisi e Taranto.
  Quindi abbiamo un'intera regione, per esempio oltre a quelle già citate, che è in balia del fatto che il Governo, invece di fare i decreti attuativi, prende il posto di questo Parlamento. E quindi il Parlamento, e soprattutto le forze di maggioranza, da una parte nell'altro ramo del Parlamento affossano la riforma della legge n. 84 del 1994 e oggi avallano una delega in bianco al Governo che non ci dice sui porti che cosa vuole fare.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto la deputata Ricciatti. Ne ha facoltà.

  LARA RICCIATTI. Grazie signor Presidente. Anche il gruppo di Sinistra Ecologia Libertà aveva presentato un emendamento soppressivo all'articolo 7, perché per quello che riguarda la riforma dei porti, c’è un dibattito, un confronto, che va avanti da anni fra chi se ne occupa, fra chi li fa vivere, fra chi li gestisce e poi fra chi ha anche delle responsabilità e noi riteniamo inaccettabile che oggi il Governo chieda una delega in bianco, di fatto cancellando tutti i confronti che da anni si stanno ripetendo e si stanno continuando. Quindi annuncio il voto favorevole del gruppo di Sinistra Ecologia Libertà a questo emendamento.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto a titolo personale il deputato Nuti. Ne ha facoltà.

  RICCARDO NUTI. Grazie Presidente, chiedo a lei e all'Aula: ma è normale che mentre la collega Agostinelli o la collega Liuzzi intervengono su questa delega in bianco di riforma delle autorità portuali il Ministro stia al telefono e il sottosegretario altrettanto ? Non è un argomento abbastanza importante, visto che è stato sollevato anche un problema di costituzionalità ? L'attenzione del Governo a cosa si limita, solamente a fare un intervento sulla forestale e sulla Guardia costiera ?

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Quaranta 7.201, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole dei relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Ci sono colleghi che non riescono a votare oltre all'onorevole Catalano ? Provi a votare, onorevole, tolga la pallina e provi a votare.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  413   
   Votanti  390   
   Astenuti   23   
   Maggioranza  196   
    Hanno votato
 121    
    Hanno votato
no  269).    

  (Il deputato Preziosi ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto contrario, il deputato Dal Moro ha segnalato che ha erroneamente espresso voto favorevole mentre avrebbe voluto esprimere voto contrario).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Quaranta 7.221, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole dei relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Paola Bragantini, che voterà senza pallina, vero ? Tidei... esperisca un tentativo onorevole Tidei di voto senza pallina, funziona. Non c’è ? Allora provi a votare.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

Pag. 113

   (Presenti  405   
   Votanti  387   
   Astenuti   18   
   Maggioranza  194   
    Hanno votato
 124    
    Hanno votato
no  263).    

   Sul successivo emendamento Pagani 7.209 c’è un parere favorevole con riformulazione, prendo atto che viene accolta. Quindi indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Pagani 7.209, (Nuova formulazione), con il parere favorevole della Commissione e del Governo e dei relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Matarrelli, Malisani, Grillo...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti  415   
   Votanti  404   
   Astenuti   11   
   Maggioranza  203   
    Hanno votato
 395    
    Hanno votato
no    9).    

  (La deputata Covello ha segnalato che non è riuscita ad esprimere voto favorevole).

  Passiamo ora all'emendamento Pagani 7.211, originariamente ritirato, ma fatto proprio dal MoVimento 5 Stelle. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto la deputata Agostinelli. Ne ha facoltà.

  DONATELLA AGOSTINELLI. Signor Presidente, nel corso del suo intervento il Ministro, poco tempo fa, ci ha invitato a riflettere sul fatto che contano, più delle parole dette, le parole che sono scritte sul testo della norma. Noi condividiamo l'invito che lei ci ha rivolto e anche per la norma prevista nella seconda parte della lettera e), intendiamo leggerla insieme. In essa si parla di «riorganizzazione, razionalizzazione e semplificazione della disciplina concernente le autorità portuali di cui alla legge 28 gennaio del 1994, n. 84, con particolare riferimento al numero, all'individuazione di Autorità di sistema nonché alla governance e alla semplificazione e unificazione delle procedure doganali e amministrative in materia di porti».
  Signora Ministro, mi permetto di chiederle se cortesemente ci può aiutare a capire dove viene data risposta ai seguenti quesiti. Primo quesito. Dove sono previste le garanzie del rispetto delle competenze delle Regioni e dei Comuni in materia di legislazione concorrente ? Punto numero due. Nel caso di accorpamenti o soppressione delle Autorità portuali dove sono individuate le garanzie per il personale attualmente impegnato nelle proprie attività ?

PRESIDENZA DELLA VICEPRESIDENTE MARINA SERENI (ore 19,20)

  DONATELLA AGOSTINELLI. Punto numero tre. In base a quali criteri verranno individuate le «Autorità di sistema», termine che non esiste nella legislazione italiana ? Come i colleghi sanno, il 3 luglio il Consiglio dei Ministri ha approvato, nella sua terza versione, il piano di sviluppo della portualità, ove si parla di 13 Autorità di sistema. Nella precedente stesura si indicavano 6-8 sistemi portuali. Si indicava ad esempio un Sistema Nord Adriatico comprendente i porti di Trieste, Venezia, Ravenna e Ancona. Ora, invece, Trieste, come Venezia, restano Autorità a se stanti e verranno accorpate Ravenna e Venezia. Noi non vogliamo nemmeno credere ai resoconti giornalistici che individuano la nuova scelta basata su pesi politici. A Trieste ha protestato la presidente Serracchiani e quindi è stata accontentata; a Venezia hanno protestato Costa e Zaia (Venezia non sta sotto a nessuno) e sono stati accontentati. Ravenna e Ancona non hanno, invece, santi in Paradiso e quindi vanno accorpati. Una manovra che consente Pag. 114di risparmiare una Autorità e quindi si possono accontentare i potenti romani con il riconoscimento del porto di Civitavecchia che non è sede di porti core definiti con l'Unione Europea.
  Ancora, attualmente nei comitati portuali sono presenti la regione e gli enti locali dei comuni ricompresi nell'Autorità portuale. Nel testo del Piano di sviluppo le presenze comunali vengono riservate solo ai comuni metropolitani e non si capisce in base a quale ratio, dal momento che il piano regolatore portuale, ad esempio del porto di Civitavecchia viene approvato dal Comune di Civitavecchia e non dal comune metropolitano di Roma, a meno che qualcuno pensi di affidare al sindaco Marino – che del resto è già molto impegnato a Roma – anche i compiti per Civitavecchia. E ancora le nomine dei presidenti delle Autorità sono attualmente il frutto di una concertazione tra il Ministro e le regioni e con la partecipazione nella prima fase degli enti locali. Il Piano di sviluppo, invece, prevede l'attribuzione del potere al Ministro con una vaga «sentita la regione».
  Ecco, avremmo voluto una risposta con le parole scritte della norma, ma evidentemente non ci sono. Per questo abbiamo proposto alcuni emendamenti ed abbiamo sottoscritto l'emendamento successivo 7.211 a firma del PD. Ora, con l'approvazione degli emendamenti proposti anche dal MoVimento 5 Stelle la Camera renderebbe la delega almeno rispettosa dell'articolo 76 e dell'articolo 117 della Costituzione. Per questo, chiediamo – ormai è tardi, evidentemente – al relatore e al Governo di esprimere un parere favorevole e comunque chiediamo a tutta la Camera un voto favorevole su emendamenti presentati e fatti propri dal MoVimento 5 Stelle (Applausi dei deputati del gruppo del MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Cecconi. Ne ha facoltà.

  ANDREA CECCONI. Signora Presidente, non capisco perché questo Parlamento e il relatore non accettino di inserire dei criteri direttivi all'interno di una delega.
  Questo emendamento ne va semplicemente a inserire e a dire al Governo come deve andare a ricostruire e a ridisegnare le autorità portuali. Se questo Parlamento accetta di dare una delega in bianco, accetta l'umiliazione di non essere in grado di dire al Governo quello che deve fare e francamente credo che non sia accettabile. Non si chiede di non riorganizzare le autorità portuali, che sì, vanno riorganizzate, ma semplicemente di non dare al Governo la carta bianca di fare quello che vuole (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole D'Uva. Ne ha facoltà.

  FRANCESCO D'UVA. Signor Presidente, signor Ministro, questo emendamento preveda la possibilità, cioè i criteri per l'accorpamento delle autorità portuali. A tal proposito sarebbe il caso di parlare di una realtà molto importante che è quella dello Stretto di Messina, dico che è importante perché è una realtà geografica in cui c’è il collegamento fra la più importante e grande isola del Mediterraneo, la più grande, che è la Sicilia, ed il continente europeo. Ora, qual è il criterio che vuole dare questo Governo per l'accorpamento delle autorità portuali ? Finora sembrerebbe il criterio unico, quello del confine delle poltrone, cioè laddove servono delle poltrone, ecco ci sono i confini dell'accorpamento. Questa cosa non fa bene al Paese, non fa bene allo sviluppo del meridione e quindi anche al resto dell'Italia, questo è ovvio. Per questo, Presidente, voglio far presente questo, che andare ad accorpare eventualmente l'autorità portuale di Messina insieme a Gioia Tauro, a Catania, che sono realtà totalmente diverse e le cui problematiche sono totalmente diverse, non ha alcun senso. È necessario avere un'autorità portuale unica dello Stretto (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

Pag. 115

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Quaranta. Ne ha facoltà.

  STEFANO QUARANTA. Signora Presidente, io sono stupito che questo dibattito sia un dibattito solo fra SEL e MoVimento 5 Stelle. Io prima di stare in Commissione affari costituzionali stavo in Commissione trasporti e in questa Commissione abbiamo sempre lavorato con una grande capacità di operare in maniera trasversale sul merito dei problemi.

  PRESIDENTE. Onorevole Rosato, mi scusi, ma... grazie.

  STEFANO QUARANTA. E trovo veramente strano che questa delega in bianco data al Governo non susciti un dibattito generale, perché, vede, il tema della riforma della portualità è un tema risalente alla legge n. 84 del 1994, è da molto tempo che è in discussione il suo aggiornamento. Nella scorsa legislatura al Senato fu approvata una proposta di legge, poi finì la legislatura e non fu approvata alla Camera. In questa legislatura almeno due Ministri, il Ministro Lupi e poi il Ministro Delrio, si sono impegnati, hanno incontrato gli operatori, hanno proposto delle idee, ci sono stati dei dibattiti a livello di Commissioni parlamentari. Ora io francamente trovo inaccettabile e intollerabile che tutto questo dibattito sia ridotto oggi a questa specie di deleguccia in cui non c’è un criterio che riguardi le semplificazioni ad esempio per i piani regolatori portuali, sul lavoro portuale, sull'autonomia finanziaria dei porti, che è un tema fondamentale, sulla nomina dei presidenti, sugli accorpamenti delle autorità portuali. Ora, su questi temi non è possibile, anche sulla base del lavoro che è stato fatto, che spesso, ripeto, è frutto di un lavoro trasversale, stabilire dei criteri che consentano al Governo di operare, perché io sono uno fra quelli che dice che la riforma ormai non può più attendere, sono anche disponibile a dare una delega al Governo e non passare per via parlamentare, ma vivaddio questa delega deve avere dei criteri, altrimenti è un abuso e soprattutto è uno scippo rispetto al fatto che i temi portuali, che sono di importanza fondamentale per il nostro Paese, siano derubricati da una discussione parlamentare e vengano assegnati alle decisioni di poche persone. Questo è assurdo e sbagliato ed è davvero incredibile che nessun esponente del PD, con cui abbiamo sempre fatto delle battaglie comuni, su questo non abbia nulla da dire (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Ricciatti. Ne ha facoltà.

  LARA RICCIATTI. Signora Presidente, per sottoscrivere l'emendamento.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Liuzzi. Ne ha facoltà.

  MIRELLA LIUZZI. Signora Presidente, dunque abbiamo detto che questa parte relativa alle autorità portuali è stata inserita in Commissione in un testo che prevedeva e che parlava del CONI, abbiamo detto che la riforma delle autorità portuali e dei porti era in discussione nella scorsa legislatura ed è in discussione anche nell'attuale legislatura al Senato, è bloccata ormai da due anni la discussione sulla riforma della legge n. 84 del 1994 e adesso ci viene data una delega in bianco che noi così dovremmo accettare, dire va bene, Governo, fai quello che vuoi perché tanto il Parlamento in primo luogo non viene ascoltato in Commissione competente, quindi in Commissione trasporti del Senato e nemmeno ovviamente in quella della Camera.
  In secondo luogo, non vengono dati nemmeno un minimo di criteri che possano delegare il Governo ad andare in una certa direzione. Quindi, mi pare veramente assurdo questo colpo di mano che è stato inserito in Commissione proprio in questo provvedimento, in questa delega sulla pubblica amministrazione. E mi pare assurdo che nessuno degli altri esponenti dei partiti, o anche lo stesso Governo, ci spieghi la motivazione.

Pag. 116

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato De Lorenzis. Ne ha facoltà.

  DIEGO DE LORENZIS. Onorevoli colleghi ! Vi siete svegliati ! Allora, io vi chiedo di onorare il vostro mandato parlamentare. Voi, onorevoli, siete pagati per stare qui per dare dei criteri, per fissare dei paletti alle deleghe che vengono dati, anzi che non vengono neanche dati, che il Governo si auto attribuisce. Per questo siete qui, non per guardare il vostro cellulare o per fare un'attività molto blanda di controllo dell'attività del Governo. Siete qui perché dovete rispondere di quello che fate, non del fatto che rimanete in silenzio davanti a un Governo che si attribuisce poteri che non ha. Presidente, noi eravamo quasi preoccupati del fatto che l'ex Ministro Lupi volesse emanare una legge di iniziativa governativa sul tema delle autorità portuali senza alcun tavolo di confronto con gli operatori, senza il parere delle Commissioni parlamentari. Bene, oggi siamo andati ben oltre (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  MARIA ANNA MADIA, Ministra per la semplificazione e la pubblica amministrazione. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  MARIA ANNA MADIA, Ministra per la semplificazione e la pubblica amministrazione. Grazie Presidente, intervengo solo per dare un chiarimento su questo punto. Sono posizioni legittime e soggettive quelle di considerare un criterio di delega poco dettagliato o troppo dettagliato. Quello che però vorrei sottolineare è che il Governo si è espresso in modo – e stavolta credo che sia oggettivo – molto dettagliato, molto più dettagliato di quello che si potrebbe fare anche in dei criteri di delega, discutendo e approvando un piano sul riordino delle autorità portuali in Consiglio dei Ministri, un atto amministrativo che arriverà in Parlamento per una discussione sul quale il Parlamento e le Commissioni competenti potranno pronunciarsi e attraverso cui il Governo potrà esercitare questa delega. Quindi, come dire, non ritenendo che il criterio di delega che stiamo discutendo e che voteremo sia poco dettagliato, voglio però anche precisare che sia il Governo sia il Parlamento avrà modo di discutere del merito in modo molto più dettagliato di quello che si può fare comunque con dei criteri di delega e che di quella discussione di quell'atto amministrativo, anche come discusso dal Parlamento, il Governo terrà conto per esercitare questo criterio di delega.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Liuzzi. Ne ha facoltà.

  MIRELLA LIUZZI. Presidente, intervengo solo perché va chiarito un attimo in che ambito ci muoviamo. Dunque, la delega sulla portualità è stata prevista all'articolo 29 del decreto-legge «Sblocca Italia». Noi ce lo ricordiamo benissimo, perché l'articolo 29 del decreto-legge «Sblocca Italia» è uscito dal Consiglio dei Ministri senza nemmeno la possibilità da parte delle Commissioni trasporti competenti di poter esprimere un parere su questo piano e abbiamo talmente insistito, tramite un emendamento – perché me lo ricordo, ero lì in Commissione quando è stato approvato l'emendamento – che ora in questo momento possiamo parlarne in Commissione. Quindi, è stata anche una vittoria delle opposizioni. In secondo luogo, noi con questa delega andiamo non a modificare la portualità, e quindi facciamo un piano della portualità, ma andiamo a modificare una legge, una legge che prevede diverse cose, come ad esempio l'istituzione del presidente dell'autorità portuale, che in questi anni – guarda un po’ – è stata fatta in maniera del tutto illegittima. Ricordiamo il caso di Massidda, ricordiamo il caso di Felice Sanciu, ricordiamo tantissimi casi che il MoVimento 5 Stelle qui in quest'Aula ha fatto presente al Parlamento e al Governo e anche all'ex Ministro Lupi. Ce lo ricordiamo molto bene. Ci ricordiamo molto Pag. 117bene la sentenza del Consiglio di Stato. Ci ricordiamo benissimo tutto, però questa – mi dispiace Ministro – non è una giustificazione sufficiente, perché noi volevamo dei criteri chiari e certi per questa delega e il piano della portualità è un'altra cosa. Non ci venga a dire che sono state interpellate le Commissioni, perché quell'emendamento è stato votato qui in Parlamento proprio grazie all'opposizione del MoVimento 5 Stelle e anche da parte del PD (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole De Lorenzis. Ne ha facoltà.

  DIEGO DE LORENZIS. Ministro Madia, a me dispiace che lei debba venire qui a recitare la parte della persona incompetente, perché quello che lei ha appena detto non trova alcun riscontro. Infatti, nella legge delega che vi siete autoscritti, autofirmati, non vi è alcun criterio per la nomina e la revoca dei presidenti delle autorità portuali; nulla si dice sull'autonomia finanziaria, come è stato ricordato poc'anzi. Quindi, lei fa qui la parte dei miei compagni di studi che andavano interrogati senza sapere nulla, accampando scuse su cose che non conoscono. Questa è la figura che lei sta facendo fare oggi al Governo italiano (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) !

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Agostinelli. Ne ha facoltà.

  DONATELLA AGOSTINELLI. Grazie, Presidente. Voglio sottolineare al Ministro Madia, che ci ha risposto, una grave contraddizione, in realtà, tra le sue parole e quanto è avvenuto oggi in Aula, in particolare con riferimento all'emendamento Pagani 7.209, nella riformulazione che è stata proposta ed accettata. Infatti, l'emendamento Pagani, nell'originaria formulazione, faceva riferimento al rispetto dell'articolo 117 della Costituzione, e quindi faceva riferimento alla potestà legislativa concorrente.
  Il riferimento all'articolo 117 è stato, invece, espunto, aggiungendo semplicemente «tenendo conto del ruolo delle regioni e degli enti locali». Ora, Ministro, perché bisogna espungere dal testo i richiami all'articolo 117 ? Se la norma non appare in manifesto ed evidente contrasto con l'articolo 117, e quindi se sarà compito del Governo evitare di adottare norme in contrasto con questo articolo della Costituzione, per quale motivo si è chiesto di espungerlo dal testo dell'emendamento (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) ?

  SANDRA SAVINO. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  SANDRA SAVINO. Grazie, Presidente, solo per sottoscrivere l'emendamento.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Pagani 7.211, ritirato dai presentatori e fatto proprio dal gruppo del MoVimento 5 Stelle, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole dei relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Aspettiamo che i colleghi riprendano posto, perché vi è stata una comprensibile uscita nel corridoio. Cani, Zan...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  379   
   Votanti  377   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  189   
    Hanno votato
 134    
    Hanno votato
no  243).    

Pag. 118

  (La deputata Covello ha segnalato che non è riuscita a esprimere voto contrario, il deputato Airaudo ha segnalato che non è riuscito a esprimere voto favorevole).

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Toninelli 7.212.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Toninelli. Ne ha facoltà.

  DANILO TONINELLI. Grazie, Presidente. Chiedo al Governo e al relatore, per favore, un po’ di attenzione. Penso che si tratti di un emendamento che riguarda un argomento importante: sto parlando delle autorità indipendenti. Intervengo solo su questo emendamento, che fa parte di una serie, perché comprende, in piccolo, anche le porzioni degli altri. Lo faccio nella speranza che lei, Ministro, e anche il relatore per la maggioranza esprimano quanto meno un parere nel – ahimè – prevedibile voto negativo.
  Sto parlando delle modalità di nomina dei componenti delle autorità indipendenti italiane. Sappiamo che sono tante, varie e molto importanti. Noi sappiamo che oggi Anac e Agcom vengono votate, con i componenti di queste autorità indipendenti, con i due terzi dei voti di una Commissione parlamentare, quindi con due terzi dei voti parlamentari.
  Questo emendamento, il primo (prevede una serie di passaggi, ma mi voglio focalizzare soprattutto su questo), vorrebbe uniformare, prendere questa modalità di nomina dell'Anac e dell'Agcom, ed estenderla a tutte le autorità indipendenti, in modo tale da dare un'unica modalità di nomina dei componenti mantenendo i due terzi dei voti dei Parlamento. Ciò darebbe molta più forza e indipendenza ai membri di queste autorità. Ad esempio, perché l'Antitrust e il Garante della privacy non devono essere nominati con la stessa procedura importante, che dà importanza e indipendenza ai loro componenti come l'Anac e l'Agcom ? È una stortura, e sicuramente una limitazione dell'importanza, dell'indipendenza e del buon risultato che queste autorità indipendenti potrebbero portare avanti. In questo primo emendamento abbiamo messo anche dei principi di conflitto di interessi, abbiamo messo anche le audizioni pubbliche che il Parlamento dovrebbe fare prima di valutare e votare con il parere vincolante dei due terzi i componenti che si candidano. Sono tutta una serie di procedure che portano pubblicità, trasparenza, competenza e decisione, quindi indipendenza. Ma, signor Ministro e relatore, ci limiteremmo anche ad accettare, in questo caso, solo la prima cosa, cioè l'uniformazione delle modalità di nomina con il parere vincolante dei due terzi Parlamento.
  Se voi scorrete, Ministro e relatore, ci sarà poi un mio emendamento, il 7.215, a pagina 80, che riguarda specificatamente solo il parere vincolante dei due terzi. Io, evidentemente, prevedo il voto negativo, ma vorrei capire il perché sulla base del fatto che pochi anni fa, voi, come Governo di centrosinistra, il Prodi II, avete depositato una proposta di legge, a prima firma Prodi, firmata dal Ministro di allora Bersani e dal Ministro dei trasporti Di Pietro, che diceva esattamente quello che dice l'emendamento Toninelli 7.215, cioè che anche nelle altre autorità, oltre all'Anac e all'Agcom, quindi il Garante per la privacy, l'Autorità per la concorrenza nel mercato, l'Antitrust e così via, i componenti venivano votati con il parere vincolante dei due terzi del Parlamento. Anche in caso di voto negativo da parte della maggioranza, mi piacerebbe, signora Ministro, che lei indicasse le motivazioni del perché non dare più forza e indipendenza, per garantire migliori risultati e benefici importanti che svolgono i componenti di queste importantissime autorità, a tutti i cittadini italiani. Io spero, mi auguro, e penso anche tutto il Parlamento e i cittadini che magari ci stanno seguendo, che voi vogliate dare una risposta a tutto questo.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Della Valle. Ne ha facoltà.

  IVAN DELLA VALLE. Visto che vedo che il Ministro non ha nessuno intenzione Pag. 119di rispondere a quello che ha chiesto il mio collega, provo a rispondere io: perché quei criteri sarebbero criteri di onestà e trasparenza, parole che il PD non conosce e, quindi, non lo ammetterà mai (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Toninelli 7.212, con il parere contrario della Commissione e del Governo, e con il parere favorevole dei relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  377   
   Votanti  376   
   Astenuti    1   
   Maggioranza  189   
    Hanno votato
 132    
    Hanno votato
no  244).    

  (I deputati Gianni Farina e Covello hanno segnalato che non sono riusciti ad esprimere voto contrario e il deputato Airaudo ha segnalato che non è riuscito a esprimere voto favorevole).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Toninelli 7.215, con il parere contrario di Commissione e Governo e con il parere favorevole dei relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Tartaglione, Zoggia... Tartaglione è riuscito a votare nel frattempo ? Zoggia, provi a votare... Massa... ci sono altri che non riescono a votare ? Non vedo mani alzate...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti e votanti  380   
   Maggioranza  191   
    Hanno votato
 130    
    Hanno votato
no  250).    

  (La deputata Covello ha segnalato che non è riuscita ad esprimere voto contrario).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 7.700, da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del Regolamento, con il parere favorevole della Commissione e del Governo e sul quale si rimettono all'Aula i relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Ci siamo ?
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti  390   
   Votanti  288   
   Astenuti  102   
   Maggioranza  145   
    Hanno votato
 276    
    Hanno votato
no   12).    

  (Il deputato Franco Bordo ha segnalato che avrebbe voluto astenersi).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Invernizzi 7.218, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della relatrice di minoranza del MoVimento 5 Stelle e sul quale si rimette all'Aula il relatore di minoranza di SEL.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Onorevole Giuditta Pini, provi a votare, tolga quello che c’è dentro al dispositivo... Ricordo che stiamo votando l'emendamento Invernizzi 7.218, a pagina 82. Non mi pare ci siano altri che non riescono a votare...
  Dichiaro chiusa la votazione.Pag. 120
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  398   
   Votanti  375   
   Astenuti   23   
   Maggioranza  188   
    Hanno votato
  45    
    Hanno votato
no  330).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 7, nel testo emendato.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Lainati, D'Incà sta arrivando... onorevole Lainati, la postazione funziona... ci siamo ? D'Incà ha votato ? Sì.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti  397   
   Votanti  394   
   Astenuti    3   
   Maggioranza  198   
    Hanno votato
 254    
    Hanno votato
no  140).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Invernizzi 7.01, con il parere contrario di Commissione e Governo e con il parere favorevole dei relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Ascani, Fanucci, Minardo... ci siamo ?
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  401   
   Votanti  399   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  200   
    Hanno votato
 114    
    Hanno votato
no  285).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Invernizzi 7.02, con il parere contrario di Commissione e Governo e con il parere favorevole dei relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Ci siamo ? Tidei, Lattuca... Lattuca, provi. C’è qualcosa dentro la postazione ? Ecco, ha votato.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  399   
   Votanti  396   
   Astenuti    3   
   Maggioranza  199   
    Hanno votato
 127    
    Hanno votato
no  269).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Invernizzi 7.03, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della relatrice di minoranza del MoVimento 5 Stelle e con il parere favorevole del relatore di minoranza di SEL.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Di Benedetto, Tancredi.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  400   
   Votanti  396   
   Astenuti    4   
   Maggioranza  199   
    Hanno votato
  57    
    Hanno votato
no  339).    

  (Il deputato Melilla ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto favorevole).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Pag. 121Invernizzi 7.04, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole dei relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Grillo, Pes, Crippa.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti e votanti  406   
   Maggioranza  204   
    Hanno votato
 138    
    Hanno votato
no  268).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Nuti 7.05, con il parere contrario della Commissione, del Governo e del relatore di minoranza di SEL e con il parere favorevole della relatrice di minoranza del MoVimento 5 Stelle.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Gadda.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti e votanti  399   
   Maggioranza  200   
    Hanno votato
 101    
    Hanno votato
no  298).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Simone Valente 7.06, con il parere contrario della Commissione, del Governo e del relatore di minoranza di SEL e con il parere favorevole della relatrice di minoranza del MoVimento 5 Stelle.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Dambruoso, Piccoli Nardelli, Fico, Baruffi.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  403   
   Votanti  401   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  201   
    Hanno votato
  96    
    Hanno votato
no  305).    

(Esame dell'articolo 7-bis – A.C. 3098-A)

  PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 7-bis (Vedi l'allegato A – A.C. 3098-A), al quale non sono state presentate proposte emendative.
  Passiamo dunque ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 7-bis.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Carra.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti  404   
   Votanti  403   
   Astenuti    1   
   Maggioranza  202   
    Hanno votato
 270    
    Hanno votato
no  133).    

  (Le deputate Piccione e Coccia e il deputato Gianluca Pini hanno segnalato che non sono riusciti ad esprimere voto favorevole).

(Esame dell'articolo 8 – A.C. 3098-A)

  PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 8 e delle proposte emendative ad esso presentate (Vedi l'allegato A – A.C. 3098-A).
  Ha chiesto di parlare sul complesso delle proposte emendative il deputato Quaranta. Ne ha facoltà.

Pag. 122

  STEFANO QUARANTA. Grazie, signora Presidente. L'articolo 8 è l'articolo sulle camere di commercio. È indubbio che il passaggi al Senato e anche in Commissione alla Camera hanno migliorato alcuni aspetti di questo articolo.
  Tuttavia c’è un tema che resta inevaso nella discussione e che non ha risposte cioè il rapporto tra quello che si chiede alle camere di commercio di fare e le risorse che sono nella disponibilità delle camere di commercio. Il problema del finanziamento è stato affrontato con un ragionamento soprattutto di tagli sul diritto annuale delle camere di commercio, prevedendo nel 2014 tagli progressivi fino ad arrivare al 50 per cento nel 2017. Ora, tuttavia, questa delega assegna alle camere di commercio moltissimi compiti. Il tema rischia di essere però che, a fronte di piccoli risparmi per le piccole e medie imprese, ci sarà un sicuro taglio di servizi perché naturalmente le camere di commercio non potranno fare le stesse cose che hanno fatto fino ad oggi in presenza di questi tagli. Quindi, anche in questo caso, ci sembra una riforma che allontana la pubblica amministrazione dai cittadini, perché è prevista una riduzione considerevole della presenza delle camere di commercio, che affronta in modo burocratico alcune questioni come, ad esempio, quelle delle circoscrizioni, rispetto alle quali sarebbe stato più utile fare un ragionamento più specifico sulle caratteristiche dei diversi territori, e infine che non si pone a sufficienza, a mio modo di vedere, il tema dell'occupazione perché, a fronte di questo tipo di accorpamenti, ci saranno delle conseguenze sul piano dell'occupazione e allora prevedere criteri un po’ più stringenti di tutela per quei lavoratori che rischiano di essere le vittime in quest'opera di ristrutturazione, mi sarebbe sembrato il minimo. Resta poi un aspetto legato ai vantaggi fiscali previsti per gli accorpamenti delle camere di commercio rispetto alle quali si sono fatte delle cose ma si dovrebbe fare molto di più se non vogliamo che, oltre al danno, ci sia pure la beffa cioè meno risorse e inoltre, a causa degli accorpamenti, anche spese superiori. Quindi questo è un articolo che, a mio modo di vedere, è nato sbagliato, si è cercato di correggerlo ma rimane sbagliato perché anzitutto non tiene conto del fatto che le camere di commercio soprattutto per le piccole e medie imprese in molti territori svolgono un ruolo fondamentale. Lo vedo nel caso della Liguria, di Genova, se non vi fosse la Camera di commercio nemmeno sull'alluvione saremmo riusciti a dare una risposta in maniera tempestiva. Quindi, stiamo molto attenti perché questa rischia di essere un'altra riforma che semplifica, accentra, riduce la spesa ma fa solo danni per i cittadini italiani (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. Avverto che il gruppo Sinistra Ecologia Libertà ha esaurito i tempi previsti dal contingentamento. Essendone stata fatta richiesta la Presidenza concederà, come da prassi, a tale gruppo un aumento dei tempi pari ad un terzo di quello originariamente stabilito.
  Non vi sono altri iscritti sul complesso degli emendamenti, quindi inviterei i relatori ad esprimere i pareri.

  ERNESTO CARBONE, Relatore per la maggioranza. Sugli emendamenti riferiti all'articolo 8 la Commissione non esprime pareri favorevoli.

  PRESIDENTE. Perfetto. Il suo speech è chiarissimo. Passiamo all'onorevole Quaranta e all'onorevole Lombardi. Vi leggo gli emendamenti segnalati. Emendamento Invernizzi 8.1, a pagina 89 del fascicolo ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Esprimo parere favorevole sull'emendamento Invernizzi 8.1.

  PRESIDENTE. Onorevole Lombardi ?

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Mi rimetto all'Assemblea sull'emendamento Invernizzi 8.1.

  PRESIDENTE. Emendamento Centemero 8.3 ?

Pag. 123

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Esprimo parere favorevole sull'emendamento Centemero 8.3.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Esprimo parere favorevole sull'emendamento Centemero 8.3.

  PRESIDENTE. A pagina 92 emendamento Invernizzi 8.5 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Esprimo parere favorevole sull'emendamento Invernizzi 8.5.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Esprimo parere favorevole sull'emendamento Invernizzi 8.5.

  PRESIDENTE. A pagina 96 emendamento Ricciatti 8.7 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Esprimo parere favorevole sull'emendamento Ricciatti 8.7.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Esprimo parere favorevole sull'emendamento Ricciatti 8.7.

  PRESIDENTE. Emendamento Ricciatti 8.9 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Esprimo parere favorevole sull'emendamento Ricciatti 8.9.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Esprimo parere favorevole sull'emendamento Ricciatti 8.9.

  PRESIDENTE. Emendamento Piccione 8.12 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Esprimo parere favorevole sull'emendamento Piccione 8.12.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Esprimo parere favorevole sull'emendamento Piccione 8.12.

  PRESIDENTE. Emendamento Da Villa 8.13 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Esprimo parere favorevole sull'emendamento Da Villa 8.13.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Esprimo parere favorevole sull'emendamento Da Villa 8.13.

  PRESIDENTE. Emendamento Invernizzi 8.16 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Esprimo parere favorevole sull'emendamento Invernizzi 8.16.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Esprimo parere favorevole sull'emendamento Invernizzi 8.16.

  PRESIDENTE. Emendamento Vignali 8.18 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Mi rimetto all'Assemblea sull'emendamento Vignali 8.18.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Esprimo parere favorevole sull'emendamento Vignali 8.18.

  PRESIDENTE. L'emendamento Vignali 8.18 è stato ritirato. Vi ho chiesto un parere di troppo.
  Emendamento Centemero 8.19 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Mi rimetto all'Assemblea.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Invernizzi 8.20 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Mi rimetto all'Assemblea.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

Pag. 124

  PRESIDENTE. Pagina 103, prendo atto che l'emendamento Vignali 8.24 è stato ritirato.
  Emendamento Invernizzi 8.29, a pagina 105 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Identici emendamenti Vignali 8.32 e Centemero 8.33, a pagina 106 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. A pagina 108, emendamento Ricciatti 8.38 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Da Villa 8.40 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Da Villa 8.41 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Centemero 8.44 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Mi rimetto all'Assemblea.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Contrario.

  PRESIDENTE. A pagina 112, emendamento Da Villa 8.47 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Da Villa 8.48 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. L'emendamento Vignali 8.49 è ritirato.
  Emendamento Centemero 8.50 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Colonnese 8.52 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Mi rimetto all'Assemblea.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Il Governo ?

  ANGELO RUGHETTI, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Signora Presidente, il parere del Governo è molto conforme a quello espresso dal relatore per la maggioranza.

Pag. 125

  PRESIDENTE. Passiamo, quindi, alla votazione dell'emendamento Invernizzi 8.1.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Taranto. Ne ha facoltà.

  LUIGI TARANTO. Grazie Presidente; la caratteristica di questo emendamento è quella di presentare connotati di forte sistematicità, contemporaneamente rivisita alcune delle scelte che sono state operate dall'articolo 8, recante principi e criteri direttivi per la riforma delle funzioni e del finanziamento del sistema camerale. Da questo punto di vista, credo che questo emendamento e altri emendamenti simili dovrebbero essere valutati secondo una logica sottratta al vincolo del breve termine e, dunque, cercando di capire se, in effetti, i principi e i criteri di delega, da una parte, e le proposte emendative riferite all'articolo 8, dall'altra parte, reagiscono efficacemente e tengono efficacemente conto del percorso riformatore intrapreso dal sistema camerale a partire dalla legge n. 580 del 1993 e se e come adeguano questo percorso alle sfide aperte qui ed oggi.
  Mi sembra, da questo punto di vista, che vada anzitutto ricordato che il valore di fondo della riforma del 1993 è stato, come è noto, quello di mettere in campo un modello di autogoverno delle business community territoriali, cercando di verificarne concretamente la capacità di agire, tanto sul terreno dell'esercizio di funzioni amministrative di confine tra imprese e funzione pubblica, quanto sul terreno della capacità di azione a supporto del sistema delle imprese e dei processi di sviluppo territoriali. È un processo che, a vent'anni dalla sua partenza e dal suo nascere come laboratorio di esercizio di sussidiarietà, può essere anche oggetto di un consuntivo e di un consuntivo sereno. Questo consuntivo sereno evidenzia, dal mio punto di vista, due caratteristiche fondamentali.
  Da una parte, la presenza di rilevanti differenze quantitative, di rilevanti differenze qualitative, di rilevanti differenze di standard di tipo territoriale; dall'altra parte, la presenza di non indifferenti ridondanze organizzative. Dal mio punto di vista, i principi e i criteri direttivi della delega cercano di reagire efficacemente, rispondendo sia all'esigenza di costruzione di standard qualitativi e di servizio sia all'esigenza, altrettanto rilevante, di semplificazione e di costruzione di un rapporto più immediato e diretto con il sistema delle imprese. Questi obiettivi vengono perseguiti attraverso varie modalità. In particolare, vengono perseguiti attraverso la rivisitazione della geografia organizzativa del sistema camerale, muovendo dal superamento del principio dell'isomorfismo istituzionale fra geografia provinciale e geografia camerale, ponendo le premesse, attraverso la tecnica degli accorpamenti, il criterio della rispondenza ad indicatori di efficienza ed equilibrio economico, il riconoscimento della specificità geo-economiche e l'opzione per lo sviluppo dei servizi sul territorio, per geometrie organizzative maggiormente capaci di intercettare forme consolidate nuove della cooperazione fra funzione pubblica e sistema delle imprese e della cooperazione tra le imprese. Della necessità di intervento, principi e criteri di delega si fanno ancora carico, prevedendo la ridefinizione di compiti e funzioni dal sistema camerale secondo una logica di focalizzazione, secondo una logica di concentrazione di missione, si tratti della promozione delle economie territoriali così come dell'esercizio delle competenze delegate, del riassetto delle partecipazioni societarie o del registro delle imprese. Si interviene, poi, e giustamente, insistendo sulla definizione di standard nazionali di qualità delle prestazioni e su una revisione semplificatrice della governance del sistema camerale. Il tutto, infine, lo voglio ricordare pensando anche all'intervento dell'onorevole Quaranta, prevedendo una disciplina transitoria a tutele di stabilità finanziaria e di livelli occupazionali e fermo restando le previsioni dell'articolo 28 del decreto-legge 24 giugno 2014 n. 90, circa la redazione del diritto camerale, circa la generale Pag. 126determinazione di tariffe e diritti sulla base di costi standard, anche attraverso criteri di efficienza e anche attraverso l'accorpamento degli enti e degli organismi del sistema camerale. Si tratta, infatti, di intendersi: il concetto di stabilità finanziaria può essere inteso in maniera statica e bloccante ogni processo di riforma.

  PRESIDENTE. Grazie, onorevole. Deve concludere.

  LUIGI TARANTO. La scelta che è stata fatta è quella di pensare di costruire una stabilità finanziaria che sia essa stessa occasione di avvio di un processo di riforma (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Della Valle, che però non intende più intervenire. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Invernizzi 8.1, con il parere contrario della Commissione e del Governo e il parere favorevole del relatore di minoranza di Sinistra Ecologia Libertà, mentre la relatrice di minoranza del MoVimento 5 Stelle si rimette all'Assemblea.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Marzano, Capone Vico, Di Benedetto, Lorefice, Famiglietti, Simone Valente, Ferraresi, De Lorenzis.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  345   
   Votanti  282   
   Astenuti   63   
   Maggioranza  142   
    Hanno votato
  49    
    Hanno votato
no  233).    

  (Il deputato Gianluca Pini ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto favorevole).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Centemero 8.3, su cui la Commissione e il Governo esprimono parere contrario, i relatori di minoranza esprimono parere favorevole.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Giachetti, Gianluca Pini, Luigi Gallo, Iacono, Nizzi... Aspettiamo i colleghi che salgono. Di Battista, Parentela, Vignaroli, Mazziotti Di Celso, Molea, Piepoli... C’è un incoraggiamento bipartisan, onorevole Piepoli.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  361   
   Votanti  360   
   Astenuti    1   
   Maggioranza  181   
    Hanno votato
 118    
    Hanno votato
no  242).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Invernizzi 8.5, su cui la Commissione e il Governo esprimono parere contrario, i relatori di minoranza esprimono parere favorevole.
  Ricciatti, Basso... Mentre colleghi stanno votando, avverto che gli emendamenti Piccione 8.12, a pagina 99, e Vignali 8.32, a pagina 106, sono stati ritirati dai presentatori.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Bergonzi... Ci siamo ora ? Arrivano alcuni colleghi, aspettiamo. Spessotto, Grillo, Mognato, Molteni, Santelli.... Grillo e Santelli ok.
  Dichiaro chiusa la votazione.Pag. 127
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  374   
   Votanti  370   
   Astenuti    4   
   Maggioranza  186   
    Hanno votato
 125    
    Hanno votato
no  245).    

  (La deputata Nicchi ha segnalato che non è riuscita ad esprimere voto favorevole).

  PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Ricciatti 8.7.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Ricciatti. Ne ha facoltà.

  LARA RICCIATTI. Grazie signora Presidente. Noi abbiamo come la percezione che il filo rosso che collega tutti i temi toccati da questo provvedimento sia l'obiettivo di accentrare quanti più poteri nelle mani della Presidenza del consiglio. Di fatto però rischiamo anche di andare a smantellare tutti quei presidi presenti a livello territoriale. E questo ovviamente vale anche per le camere di commercio.
  Non pensiamo che lo scarso risparmio prodotto per le imprese produrrà sicuramente una grave contrazione dei servizi che ad esempio le camere di commercio offrono ai territori, alle collettività e anche alle imprese. È ancora insufficiente appare il criterio dell'individuazione delle circoscrizioni e delle soglie minime di numero di imprese, come anche le agevolazioni fiscali volte a favorire gli accorpamenti, nonché la valutazione delle ricadute occupazionali. La preoccupazione più forte è che pian piano si arriverà ad un depauperamento della presenza nei territori.
  Per quello che ci riguarda noi, con i nostri emendamenti – con questo, che è quello che tenta di riorganizzare il lavoro che è stato fatto da miei colleghi in commissione – vorremmo garantire nei processi di riorganizzazione delle camere di commercio innanzitutto il mantenimento dei livelli occupazionali abituali, tenendo conto anche della sostenibilità del sistema, nonché dell'avvio di nuovi servizi che sono una grande richiesta da parte delle imprese.
  Noi siamo d'accordo che sia necessaria una revisione del sistema di finanziamento delle camere di commercio sulla base delle funzioni assegnate, andando anche a rimodulare le tariffe e i diritti sulla base di costi standard e premiando – perché no ? Aggiungiamo noi – anche quelle più virtuose.
  Perché, vedete, quando poi andiamo nei territori vediamo che ci sono alcune camere di commercio che si limitano ad un mero esercizio di burocrazia ed altre, invece, che hanno tanti compiti e tante funzioni, e alcune sono anche molto importanti per i territori. Noi pensiamo a quelle di natura amministrativa, di regolamentazione del mercato, di giustizia alternativa, di internazionalizzazione. Noi vorremmo anche immaginare di assegnare alle camere di commercio delle competenze e delle funzioni specifiche in materia di made in Italy, di lotta alla contraffazione, di sviluppo del mercato del lavoro, di supporto ai processi di informatizzazione delle aziende, la digitalizzazione delle imprese, supporto e assistenza tecnica, ad esempio per uno sviluppo del turismo e anche di filiere e politiche agricole. Ovviamente, noi siamo d'accordo anche sul fatto che bisogna ridurre gli organi camerali e, soprattutto, il numero dei propri componenti, ciò in un periodo come questo di tagli alla spesa. Ad ogni modo, immaginare anche quei corpi intermedi che di fatto oggi cercano e aiutano le nostre imprese a restare in vita e che, di fatto, il più delle volte si occupano di tematiche, di problematiche di cui il Parlamento si dovrebbe occupare, come la lotta alla contraffazione, il made in Italy, la digitalizzazione, gli open data. Tutti temi affidati a quelle camere di commercio che noi oggi con l'articolo 8 stiamo attaccando frontalmente. Io penso che questo Governo e questa maggioranza poi debbano fermarsi un attimo, riflettere e magari pensare anche a come votare su questi emendamenti.

Pag. 128

  PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Ricciatti 8.7, sul quale la Commissione ed il Governo hanno espresso parere contrario, mentre i due relatori di minoranza parere favorevole.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Brescia, Minnucci, Sibilia, Bueno.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  389   
   Votanti  367   
   Astenuti   22   
   Maggioranza  184   
    Hanno votato
 111    
    Hanno votato
no  256).    

  (Il deputato Senaldi ha segnalato che non è riuscito a esprimere voto contrario).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Ricciatti 8.9, sul quale la Commissione ed il Governo hanno espresso parere contrario, mentre i due relatori di minoranza parere favorevole.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Kronbichler, Famiglietti, Vico.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  387   
   Votanti  361   
   Astenuti   26   
   Maggioranza  181   
    Hanno votato
 103    
    Hanno votato
no  258).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Da Villa 8.13, sul quale la Commissione ed il Governo hanno espresso parere contrario, mentre i due relatori di minoranza parere favorevole.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Giuliani, Luigi Gallo.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  385   
   Votanti  358   
   Astenuti   27   
   Maggioranza  180   
    Hanno votato
 101    
    Hanno votato
no  257).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Invernizzi 8.16, con il parere contrario della Commissione e del Governo e il parere favorevole dei relatori di minoranza del MoVimento 5 Stelle e di Sinistra Ecologia Libertà.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Moscatt, Placido, Dell'Aringa.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  386   
   Votanti  380   
   Astenuti    6   
   Maggioranza  191   
    Hanno votato  125    
    Hanno votato no   255.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Centemero 8.19, con il parere contrario della Commissione e del Governo, il parere favorevole della relatrice di minoranza del MoVimento 5 Stelle, mentre il relatore di minoranza di Sinistra Ecologia Libertà si rimette all'aula.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

Pag. 129

  Malisani, Arlotti, Palese. Malisani ancora non riesce a votare: sblocchiamo. Aspettiamo Causi. Pili, Rizzo.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  396   
   Votanti  376   
   Astenuti   20   
   Maggioranza  189   
    Hanno votato  115    
    Hanno votato no   261.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Invernizzi 8.20, con il parere contrario della Commissione e del Governo, il parere favorevole della relatrice di minoranza del MoVimento 5 Stelle, mentre il relatore di minoranza di Sinistra Ecologia Libertà si rimette all'aula.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Segoni ha votato, Ferraresi sta arrivando, Agostinelli anche.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  398   
   Votanti  377   
   Astenuti   21   
   Maggioranza  189   
    Hanno votato  115    
    Hanno votato no   262.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Invernizzi 8.29, con il parere contrario della Commissione e del Governo e il parere favorevole dei relatori di minoranza del MoVimento 5 Stelle e di Sinistra Ecologia Libertà.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Tartaglione, Covello, Chimienti.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  394   
   Votanti  392   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  197   
    Hanno votato  130    
    Hanno votato no   262.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Centemero 8.33, con il parere contrario della Commissione e del Governo e il parere favorevole dei relatori di minoranza del MoVimento 5 Stelle e di Sinistra Ecologia Libertà.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Tartaglione, l'onorevole Rubinato sta arrivando.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  392   
   Votanti  391   
   Astenuti    1   
   Maggioranza  196   
    Hanno votato  132    
    Hanno votato no   259.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Ricciatti 8.38, con il parere contrario della Commissione e del Governo e il parere favorevole dei relatori di minoranza del MoVimento 5 Stelle e di Sinistra Ecologia Libertà.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

Pag. 130

  Luigi Gallo, Chimienti sta arrivando.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  395   
   Votanti  394   
   Astenuti    1   
   Maggioranza  198   
    Hanno votato  130    
    Hanno votato no   264.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  (Il deputato Gianluca Pini ha segnalato di non essere riuscito a esprimere voto favorevole e il deputato Bonomo ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto contrario).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Da Villa 8.40, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole dei relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Murer, Capua...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  386   
   Votanti  385   
   Astenuti    1   
   Maggioranza  193   
    Hanno votato
 128    
    Hanno votato
no  257).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Da Villa 8.41, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole dei relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Moscatt, Galperti, Pes, Ginefra, Mucci...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  394   
   Votanti  392   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  197   
    Hanno votato
 130    
    Hanno votato
no  262).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Centemero 8.44, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della relatrice di minoranza del gruppo MoVimento 5 Stelle, mentre il relatore di minoranza del gruppo Sinistra Ecologia Libertà si rimette all'Aula.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Berlinghieri, Piazzoni, Luigi Gallo, Patrizia Maestri...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  398   
   Votanti  375   
   Astenuti   23   
   Maggioranza  188   
    Hanno votato
  39    
    Hanno votato
no  336).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Da Villa 8.47, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole dei relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Spadoni, Piccoli Nardelli, Massa, Pesco...
  Dichiaro chiusa la votazione.Pag. 131
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  404   
   Votanti  396   
   Astenuti    8   
   Maggioranza  199   
    Hanno votato
 130    
    Hanno votato
no  266).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Da Villa 8.48, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole dei relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Rabino, Abrignani, Sani, Invernizzi...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  400   
   Votanti  398   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  200   
    Hanno votato
 128    
    Hanno votato
no  270).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Centemero 8.50, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole dei relatori di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Di Benedetto, Chimienti, Spadoni..
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  393   
   Votanti  392   
   Astenuti    1   
   Maggioranza  197   
    Hanno votato
 135    
    Hanno votato
no  257).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colonnese 8.52, con il parere contrario della Commissione e del Governo, con il parere favorevole della relatrice di minoranza del gruppo MoVimento 5 Stelle, mentre il relatore di minoranza del gruppo Sinistra Ecologia Libertà si rimette all'Aula.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Dall'Osso, Ginefra, Sorial, Corda...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  407   
   Votanti  375   
   Astenuti   32   
   Maggioranza  188   
    Hanno votato
 109    
    Hanno votato
no  266).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 8.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Nizzi, Fregolent, Boccuzzi, Garavini...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti  407   
   Votanti  396   
   Astenuti   11   
   Maggioranza  199   
    Hanno votato
 274    
    Hanno votato
no  122).    

(Esame dell'articolo 9 – A.C. 3098-A)

  PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 9 e delle proposte emendative ad esso presentate (Vedi l'allegato A – A.C. 3098-A).
  Ha chiesto di parlare sul complesso delle proposte emendative l'onorevole Quaranta. Ne ha facoltà.

Pag. 132

  STEFANO QUARANTA. Grazie Presidente, in questo caso parliamo della dirigenza pubblica. Noi ci saremmo aspettati nella delega principi generali validi per tutte le amministrazioni e poi una regolamentazione per via statale con legge regionale e soprattutto con la contrattazione collettiva, anche perché le pubbliche amministrazioni hanno peculiarità e diverse funzioni, e queste poi andrebbero valorizzate dalla contrattazione collettiva. Invece, ci siamo trovati a vincoli di dettaglio sostanzialmente validi per tutte le pubbliche amministrazioni e a una forte decontrattualizzazione del lavoro pubblico. Viceversa, poi troviamo una strana genericità su altri aspetti della delega: la valutazione della dirigenza, il conferimento degli incarichi dirigenziali. C’è poi un tema che dovrebbe essere peculiare di questa delega e su cui bisognerebbe porre una grande attenzione, ed è il rapporto tra la dirigenza pubblica e la politica. Ora qui il tema, a mio modo di vedere, era dosare in maniera equilibrata i poteri di indirizzo e di controllo della politica con l'autonomia gestionale che deve essere data all'amministrazione e ai suoi funzionari. Ora, invece, io trovo che la temporaneità dell'incarico dirigenziale, la maggiore mobilità e soprattutto la decadenza dal ruolo per semplice decorrenza del periodo senza incarico rischino di creare un rapporto perverso tra la politica e la pubblica amministrazione. Ci sarebbe poi da dire anche sulla figura dei segretari comunali, che avevano grandissime competenze, eppure vengono messi di fatto da parte per la creazione di questa sorta di dirigente apicale, i cui contorni sembrano incerti e contraddittori se, da un lato, dovrebbe attuare l'indirizzo politico e, dall'altro, contemporaneamente dovrebbe svolgere un ruolo di controllo. Quindi, mi pare che anche su questo articolo, dove si poteva sbagliare, si è sbagliato e il nostro giudizio è negativo.

  PRESIDENTE. Nessun altro chiedendo di parlare sul complesso delle proposte emendative, invito il relatore per la maggioranza ad esprimere il parere della Commissione. Prego, onorevole Carbone, ha un parere riassuntivo ?

  ERNESTO CARBONE, Relatore per la maggioranza. Sì, Presidente, le do i pareri favorevoli, gli altri si intendono contrari o invito al ritiro. Intanto le direi gli emendamenti da accantonare.

  PRESIDENTE. Sì, mi dica.

  ERNESTO CARBONE, Relatore per la maggioranza. Si tratta degli emendamenti Grillo 9.58 e Nuti 9.377 e 9.378.

  PRESIDENTE. Adesso, probabilmente, insieme a questi accantonamenti, ce ne sono alcuni altri che dovremo fare, perché sono collegati, però un momento. Onorevole Carbone, la interrompo un attimo, perché mi arriva un suggerimento sensato dai colleghi delegati dei gruppi, in particolar modo dal presidente Rosato. Poiché i gruppi hanno concordato che noi proseguiremo i lavori fino alle ore 21,30 e solo i pareri su questo articolo assorbiranno questo tempo, credo che i colleghi che sono qui solo per votare è bene che lo sappiano, così chi vuole se ne può andare, perché noi non andremo avanti con i voti.
  Concluderemo la seduta di questa sera con l'espressione dei pareri. Questa era una comunicazione di servizio, però, adesso, voi relatori, invece, siete costretti a rimanere qui. Adesso lei continui con i suoi pareri, grazie. Mi dicono gli uffici, nel frattempo, onorevole Carbone, che, a seguito della sua proposta di accantonamento, dovremmo accantonare tutti gli emendamenti riferiti alla lettera b), numero 1, e cioè da pagina 124 del fascicolo fino a pagina 135. Se lei è d'accordo, accantoniamo tutti questi emendamenti.

  ERNESTO CARBONE, Relatore per la maggioranza. Sì, assolutamente sì. Da pagina 124 a pagina 135 del fascicolo ?

  PRESIDENTE. Sì, da pagina 124 a pagina 135. Quindi, non chiederò il parere nemmeno ai colleghi relatori di minoranza, così li facciamo tutti insieme.

Pag. 133

  ERNESTO CARBONE, Relatore per la maggioranza. Vado ?

  PRESIDENTE. Sì, adesso lei mi deve dire i suoi pareri positivi.

  ERNESTO CARBONE, Relatore per la maggioranza. Emendamento 9.900, che è della Commissione.

  PRESIDENTE. Però questo emendamento della Commissione sarebbe nel gruppo degli emendamenti che noi accantoniamo. Comunque il suo parere è favorevole. Poi ?

  ERNESTO CARBONE, Relatore per la maggioranza. A pagina 147 del fascicolo, l'emendamento 9.500 della Commissione.

  PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Carbone. Ci sono diversi colleghi che vorrebbero seguire i pareri, per cui quelli che non sono interessati possono uscire, come ho già detto, magari un po’ in silenzio, così rimangono quelli che vogliono sentire e possono ascoltare. Ripeto rapidamente quello che è già stato detto. Il relatore per la maggioranza ci ha chiesto l'accantonamento di alcuni emendamenti. In particolare, l'emendamento a pagina 124, mi pare...

  ERNESTO CARBONE, Relatore per la maggioranza. A pagina 134, l'emendamento Grillo 9.58.

  PRESIDENTE. A pagina 134 l'emendamento Grillo 9.58 e due accantonamenti a pagina...

  ERNESTO CARBONE, Relatore per la maggioranza. A pagina 251, gli emendamenti Nuti 9.377 e 9.378.

  PRESIDENTE. È chiaro per chi me lo chiedeva ? Onorevole Mucci, è chiaro ? Va bene.
  A questo punto, a seguito del primo accantonamento, gli uffici ci suggeriscono di accantonare tutto il «pacchetto» di emendamenti da pagina 124 a pagina 135, perché sono tutti legati allo stesso comma, alla stessa lettera e allo stesso numero dell'articolo, e quindi questi li esaminiamo successivamente. Ora il relatore per la maggioranza ci ha detto che il parere è favorevole sull'emendamento della Commissione...

  ERNESTO CARBONE, Relatore per la maggioranza. Prima vi è l'emendamento 9.900, che è fuori sacco. Poi vi è l'emendamento 9.500 della Commissione a pagina 147. A pagina 171, l'emendamento Gasparini 9.142.

  PRESIDENTE. Mi può ripetere l'ultimo ?

  ERNESTO CARBONE, Relatore per la maggioranza. A pagina 171, l'emendamento Gasparini 9.142, a pagina 173, l'emendamento 9.550 della Commissione, a pagina 186, l'emendamento 9.501 della Commissione, a pagina 195, l'emendamento 9.700 da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del Regolamento. Basta così.

  PRESIDENTE. Tutti gli altri sono da intendersi parere contrario e invito al ritiro.
  Adesso passiamo ai relatori di minoranza.
  Però, io devo chiedere davvero ai colleghi che stanno in piedi di lasciare l'emiciclo e di lasciare tranquilli i relatori.
  Emendamento Brunetta 9.1 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Identici emendamenti Centemero 9.4 e Roberta Agostini 9.6 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

Pag. 134

  PRESIDENTE. Emendamento Centemero 9.7 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  PRESIDENTE. Emendamento Brunetta 9.8 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  PRESIDENTE. Emendamento Centemero 9.9 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere contrario.

  PRESIDENTE. Emendamento Dieni 9.11 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere contrario.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Centemero 9.15 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere contrario.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  PRESIDENTE. Identici emendamenti Quaranta 9.17 e Centemero 9.18 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Identici emendamenti Riccardo Gallo 9.19, Monchiero 9.20 e D'Attorre 9.21 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere contrario.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Cecconi 9.22 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Lupi 9.25 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere contrario.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  PRESIDENTE. Da questo punto andiamo a pagina 136.
  Emendamento Brunetta 9.64 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere contrario.

  PRESIDENTE. Emendamento Lombardi 9.66 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Centemero 9.67 ?

Pag. 135

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Identici emendamenti Vargiu 9.69 e Centemero 9.70 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere contrario.

  PRESIDENTE. Emendamento Vargiu 9.71 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere contrario.

  PRESIDENTE. Emendamento Centemero 9.72 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere contrario.

  PRESIDENTE. Emendamento Vargiu 9.73 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  PRESIDENTE. Emendamento Vargiu 9.74 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere contrario.

  PRESIDENTE. Emendamento Centemero 9.75 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere contrario.

  PRESIDENTE. Emendamento Nuti 9.76 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Brunetta 9.77 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere contrario.

  PRESIDENTE. Emendamento Palmieri 9.81, a pagina 142 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere contrario.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Centemero 9.86, a pagina 145 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Subemendamento Cecconi 0.9.500.1, a pagina 146 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

Pag. 136

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento 9.500 della Commissione, a pagina 147 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Ci rimettiamo all'Aula.

  PRESIDENTE. Emendamento Costantino 9.91, a pagina 148 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Dieni 9.95, a pagina 149 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Centemero 9.97, pagine 150-151 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Lombardi 9.102 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Lombardi 9.106 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Rampelli 9.107 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere contrario.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere contrario.

  PRESIDENTE. Emendamento Centemero 9.105 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere contrario.

  PRESIDENTE. Emendamento Centemero 9.109 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere contrario.

  PRESIDENTE. Sull'emendamento Centemero 9.105 l'onorevole Lombardi forse vuole cambiare il parere...

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Sì, Presidente, mi sta facendo notare il collega che sul nuovo, è un identico...

  PRESIDENTE. ... c’è un identico emendamento del vostro gruppo, ancorché non segnalato.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Cambio il parere allora. Parere favorevole sull'emendamento Centemero 9.105.

  PRESIDENTE. Il parere sull'emendamento Centemero 9.109 ? Ero rimasta al parere contrario del relatore di minoranza di SEL.

Pag. 137

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole il nostro.

  PRESIDENTE. Identici emendamenti Mura 9.110 e Dieni 9.111 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere contrario.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Identici emendamenti Civati 9.113 e Piccione 9.114 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Rampelli 9.115 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Quaranta 9.121 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Identici emendamenti Mura 9.118 e Dieni 9.119 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere contrario.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Centemero 9.125, a pagina 164 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Centemero 9.123 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Palmieri 9.127 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere contrario.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Dieni 9.129, a pagina 168 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere contrario.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Costantino 9.130 ? Siamo a pagina 168.

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Centemero 9.132 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

Pag. 138

  PRESIDENTE. Identici emendamenti Mura 9.139, Palmieri 9.140 e Dieni 9.141, a pagina 171 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere contrario.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Gasparini 9.142 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere contrario.

  PRESIDENTE. Emendamento Dieni 9.143 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Dieni 9.144 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Identici emendamenti Centemero 9.145 e D'Attorre 9.146 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Parere contrario.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento 9.550 della Commissione ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Contrario.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  PRESIDENTE. Emendamento Centemero 9.149 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Centemero 9.150 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Centemero 9.153 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Identici emendamenti D'Attorre 9.154 e Centemero 9.155 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Dieni 9.156 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Centemero 9.160 ?

Pag. 139

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Civati 9.162 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  PRESIDENTE. Emendamento Rampelli 9.165 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Contrario.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Centemero 9.163 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Contrario.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Centemero 9.168 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Contrario.

  PRESIDENTE. Emendamento Dorina Bianchi 9.170 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Contrario.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  PRESIDENTE. Emendamento Centemero 9.171 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Contrario.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Centemero 9.172 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Contrario.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Centemero 9.173 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Lombardi 9.174 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Lombardi 9.176 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento 9.501 della Commissione ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

Pag. 140

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  PRESIDENTE. Emendamento Lombardi 9.181 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Identici emendamenti Centemero 9.183 e Lombardi 9.184 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Centemero 9.185 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  PRESIDENTE. Emendamento Lombardi 9.186 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Mucci 9.187 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  PRESIDENTE. Emendamento Brunetta 9.188 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Contrario.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Contrario.

  PRESIDENTE. Emendamento Centemero 9.191 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Centemero 9.194 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Contrario.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Dieni 9.195 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Identici emendamenti Rampelli 9.198 e Centemero 9.199 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Identici emendamenti Dadone 9.201 e Brunetta 9.202 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

Pag. 141

  PRESIDENTE. Emendamento Centemero 9.203 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  PRESIDENTE. Emendamento Centemero 9.205 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento 9.700 da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del Regolamento ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  PRESIDENTE. Emendamento Brunetta 9.209 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Contrario.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Centemero 9.210 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Contrario.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Contrario.

  PRESIDENTE. Emendamento Costantino 9.211 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Contrario.

  PRESIDENTE. Identici Emendamenti Centemero 9.214 e Lorefice 9.215 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Centemero 9.213 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Contrario.

  PRESIDENTE. Emendamento Quaranta 9.218 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  PRESIDENTE. Emendamento Centemero 9.219 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Contrario.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Contrario.

  PRESIDENTE. Emendamento Centemero 9.220 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Contrario.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Centemero 9.222 ?

Pag. 142

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Contrario.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Centemero 9.223 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Contrario.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Lombardi 9.224 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Centemero 9.225 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Carinelli 9.227 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Identici emendamenti Riccardo Gallo 9.228, D'Attorre 9.229, Misuraca 9.230 e Monchiero 9.231 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Centemero 9.234 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Contrario.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Centemero 9.233 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Contrario.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Centemero 9.235 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Contrario.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Centemero 9.236 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  PRESIDENTE. Emendamento Caso 9.238 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Contrario.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Centemero 9.239 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Contrario.

Pag. 143

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Centemero 9.240 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Centemero 9.243 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Contrario.

  PRESIDENTE. Emendamento Castelli 9.244 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Brunetta 9.246 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Contrario.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Contrario.

  PRESIDENTE. Emendamento Brunetta 9.247 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Contrario.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Contrario.

  PRESIDENTE. Emendamento Brunetta 9.245 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Contrario.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Contrario.

  PRESIDENTE. Emendamento Centemero 9.252 a pagina 209 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  PRESIDENTE. Emendamento Mucci 9. 253 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Chimienti 9.254 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Corda 9.257 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Mucci 9.258 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

Pag. 144

  PRESIDENTE. Emendamento Centemero 9.261 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Contrario.

  PRESIDENTE. Emendamento Centemero 9.263 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  PRESIDENTE. Emendamento Chimienti 9.264 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Centemero 9.271 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Contrario.

  PRESIDENTE. A pagina 215 emendamento Lombardi 9.272 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Dall'Osso 9.274 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Cozzolino 9.277 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento D'Alia 9.278 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Contrario.

  PRESIDENTE. Emendamento Centemero 9.279 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  PRESIDENTE. Emendamento Mucci 9.281 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Contrario.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Favorevole.

  PRESIDENTE. Emendamento Centemero 9.282 ?

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  PRESIDENTE. Emendamento Centemero 9.284 ?

Pag. 145

  STEFANO QUARANTA, Relatore di minoranza. Favorevole.

  ROBERTA LOMBARDI, Relatrice di minoranza. Mi rimetto all'Aula.

  PRESIDENTE. Emendamento Daga 9.287 ?