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Resoconto dell'Assemblea

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XVII LEGISLATURA


Resoconto stenografico dell'Assemblea

Seduta n. 556 di mercoledì 27 gennaio 2016

Pag. 1

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SIMONE BALDELLI

  La seduta comincia alle 9,30.

  PRESIDENTE. La seduta è aperta.
  Invito il deputato segretario a dare lettura del processo verbale della seduta precedente.

  GIANNI MELILLA, Segretario, legge il processo verbale della seduta di ieri.

  PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, il processo verbale si intende approvato.
  (È approvato).

Missioni.

  PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati Alfreider, Artini, Boccia, Michele Bordo, Bratti, Bueno, Catania, Crippa, Dambruoso, Dellai, Di Gioia, Epifani, Ferrara, Giancarlo Giorgetti, Locatelli, Losacco, Marazziti, Piccoli Nardelli, Pisicchio, Realacci, Rosato, Sanga, Scanu, Scotto, Speranza, Tofalo, Valeria Valente e Villecco Calipari sono in missione a decorrere dalla seduta odierna.
  I deputati in missione sono complessivamente centododici, come risulta dall'elenco depositato presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell’allegato A al resoconto della seduta odierna (Ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicate nell'allegato A al resoconto della seduta odierna).

Preavviso di votazioni elettroniche (ore 9,39).

  PRESIDENTE. Poiché nel corso della seduta potranno aver luogo votazioni mediante procedimento elettronico, decorrono da questo momento i termini di preavviso di cinque e venti minuti previsti dall'articolo 49, comma 5, del Regolamento.
  Sospendo pertanto la seduta che riprenderà alle ore 10.

  La seduta, sospesa alle 9,40, è ripresa alle 10,10.

Seguito della discussione del testo unificato delle proposte di legge: Fucci; Fucci; Grillo ed altri; Calabrò ed altri; Vargiu ed altri; Miotto ed altri; Monchiero ed altri; Formisano: Disposizioni in materia di responsabilità professionale del personale sanitario. (A.C. 259-262-1312-1324-1581-1769-1902-2155-A).

  PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del testo unificato delle proposte di legge n. 259, 262, 1312, 1324, 1581, 1769, 1902 e 2155-A: Fucci; Fucci; Grillo ed altri; Calabrò ed altri; Vargiu ed altri; Miotto ed altri; Monchiero ed altri; Formisano: Disposizioni in materia di responsabilità professionale del personale sanitario.
  Riprendiamo l'esame dell'articolo 2 e delle proposte emendative ad esso presentate (Vedi l'allegato A – A.C. 259-A ed abbinate). Avverto che la Commissione ha presentato l'emendamento 9.100, che è in distribuzione, in riferimento al quale consta Pag. 2alla Presidenza che i gruppi abbiano rinunciato al termine per la presentazione di subemendamenti.
  Avverto inoltre che, fuori dalla seduta, gli emendamenti Monchiero 5.27 e Nicchi 6.8 e 6.9 sono stati ritirati dai presentatori.
  Ricordo che nella seduta di ieri è stato da ultimo respinto l'emendamento Lorefice 2.10.

(Ripresa esame dell'articolo 2 – A.C. 259-A ed abbinate)

  PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Fucci 2.11.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Amato. Ne ha facoltà.

  MARIA AMATO. Grazie, Presidente. L'emendamento tratta l'argomento della gestione del rischio clinico attraverso una strutturazione e un riferimento tra struttura sanitaria e regione. In realtà, l'articolo mette in relazione le attribuzioni di funzione del Garante del diritto alla salute, cioè del Difensore civico, con il Centro di gestione del rischio clinico a livello regionale, che deve raccogliere i dati sugli eventi avversi e sui contenziosi in essere e i contenziosi già affrontati, perché il rischio clinico e l'attenzione all'errore rappresentano uno degli elementi di questo provvedimento rivolti a favorire la sicurezza dei pazienti e, soprattutto, riportano l'argomento del rischio clinico su quella che è la medicina basata sull'evidenza, quella che si fonda sulla raccolta dei dati, sulla incidenza percentuale degli eventi, sulla loro evoluzione.
  Viene proposto nell'emendamento un elemento di sanzione sulle strutture; la realtà è che si tratta di un aspetto (è una parte tecnica di evoluzione e di crescita delle strutture sanitarie e del sistema sanitario nel suo insieme) che è affidato prevalentemente ad una evoluzione culturale, a una spinta da parte delle strutture, a un'attenzione verso i pazienti, all'attenzione e al mantenimento alto dell'attenzione rispetto agli eventi, sia gli eventi avversi da rivalutare in maniera critica, sia gli eventi potenzialmente avversi; è una unità di rischio clinico regionale connessa a un Osservatorio nazionale, con il sistema di raccordo che ormai è attuato rispetto a tutti i sistemi degli osservatori; un osservatorio che praticamente entri nel rilievo particolare del dato e riporti, a livello nazionale, un quadro che sia un quadro più completo di tutta questa problematica.
  La medicina difensiva si avvarrà del potenziamento di tutta la filiera sana, attenta e scientificamente costruita, della gestione del rischio clinico. La medicina difensiva abbasserà, forse, in questo modo, le sue corazze per garantire al paziente una più serena e più coraggiosa opera da parte degli operatori sanitari ormai sempre più chiusi e sempre più difesi rispetto alle potenziali aggressioni. Il rischio clinico deve valutare, quindi, eventi avversi già dichiarati, cioè già ormai in essere nel contenzioso, ed eventi avversi potenzialmente avversi, quindi tutte quelle pratiche che, in qualche modo, potrebbero portare a una situazione critica o a una situazione di danno per il paziente. Non si può parlare di tutto quello che è il sistema della sicurezza del rischio clinico, se non si norma nel particolare tutta la filiera del rischio clinico: si norma, non solo si sanziona.
  Il ruolo delle strutture sanitarie non è di proposizione ma di disponibilità e di trasparenza rispetto al fornire i dati all'unità di rischio clinico regionale, quindi un sistema di acquisizione intermedio, in cui l'unità di rischio clinico regionale fa in realtà da raccordo tra tutte le variabili – e sono tante le variabili a livello locale e a livello delle aziende – e sicuramente il punto di osservazione nazionale.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fucci. Ne ha facoltà.

  BENEDETTO FRANCESCO FUCCI. Presidente, con questo emendamento vogliamo sottolineare che il tema della responsabilità si accompagna inevitabilmente a quello della gestione del rischio clinico, rispetto al quale oggi in Italia non Pag. 3esiste una condotta univoca come in Paesi a noi vicini, vedi la Francia. Il sistema della gestione del rischio clinico, per essere tale, deve obbligatoriamente raccordare le unità di risk management aziendali obbligatorie con le agenzie a livello regionale e con l'istituito Osservatorio nazionale presso l'Agenas. Al monitoraggio dei rischi e degli errori avversi nelle strutture sanitarie deve poi seguire la raccolta e la fruizione dei dati a livello regionale e nazionale. È questo naturalmente il primo passo che ci consentirà di emettere direttive e raccomandazioni per avere dei modelli più omogenei e più efficienti di erogazione delle cure, in stretta collaborazione con le società scientifiche. Per questo – e qui la nostra proposta emendativa –, chiediamo, attraverso un successivo provvedimento del Ministero della salute, di stabilire anche sanzioni amministrative, ove necessarie, per quelle strutture che non trasmettano agli istituti centrali e regionali i dati relativi alla loro attività.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Baroni. Ne ha facoltà.

  MASSIMO ENRICO BARONI. Presidente, sembra impossibile dover continuare a ribadire, a chiedere e a supplicare i parlamentari della maggioranza e il Governo che un pubblico ufficiale, nell'esercizio delle sue funzioni, nel momento in cui è inadempiente, è vero che incorre nel reato di omissione di atti di ufficio, ma allo stesso momento, al di là del reato penale, dovrebbe incorrere anche in una sanzione amministrativa. Il Governo e il relatore hanno ben pensato di continuare ad affermare che questo tipo di provvedimento possa essere emanato a costo zero, senza ulteriori oneri a carico dello Stato, con un fascicolo elettronico praticamente esistente solo a macchia di leopardo e quindi completamente inadatto, completamente non funzionale, perché, fino a quando il fascicolo elettronico non sarà garantito su tutto il territorio nazionale ovviamente non potremo trattare le stesse strutture allo stesso modo e avremo il continuo divario tra una sanità di serie A e una sanità di serie B. Ovviamente voteremo a favore di questo emendamento, in quanto si afferma che le strutture sanitarie inadempienti incorrono in sanzioni. Inadempienti a cosa ? All'obbligo di trasmettere al centro per la gestione del rischio sanitario e la sicurezza del paziente i dati relativi alla propria attività. Questo elemento è assolutamente determinante. Sembra che si voglia continuare ad essere estremamente buonisti nei confronti di pubblici ufficiali nell'esercizio delle loro funzioni, anche all'interno della sanità, per quale ragione ? Perché non gli si dà una lira, quindi fondamentalmente gli si offre uno scambio: vi obblighiamo a fare una cosa, non vi diamo una lira, però, anche se non la farete, visto che vi stiamo obbligando a fare un ulteriore lavoro, un'ulteriore attività, sostanzialmente non vi succederà niente. Questo è il modo di emanare le leggi da parte del Governo e da parte dei parlamentari della maggioranza, in particolare per la sanità. Voteremo a favore di questo emendamento.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Fucci 2.11, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio), mentre si rimette all'Assemblea il relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Greco, Casellato, Frusone, Massa, Giuliani, Barbanti, Parentela, Tinagli, Pesco.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti e votanti  377   
   Maggioranza  189   
    Hanno votato
 124    
    Hanno votato
no  253).    

  (La deputata Di Salvo ha segnalato che non è riuscita ad esprimere voto contrario).

Pag. 4

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Nicchi 2.12, sul quale vi è un invito al ritiro.

  MARISA NICCHI. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  MARISA NICCHI. Presidente, l'emendamento che noi abbiamo presentato...

  PRESIDENTE. Ovviamente, onorevole Nicchi, lei interviene in dichiarazione di voto, quindi l'invito al ritiro non è accolto.

  MARISA NICCHI. No. Scusi, ero un attimo distratta. No, non lo ritiro, perché l'emendamento arricchisce ed interviene a integrazione di una materia che è stata affrontata sulla legge di stabilità e che ha introdotto appunto norme sulla gestione del rischio sanitario. Noi arricchiamo questa parte con misure che riteniamo molto importanti, perché prevediamo che ogni sei mesi le strutture sanitarie debbano relazionare circa le condizioni avverse che si sono verificate e anche sulle iniziative che le varie strutture sanitarie mettono in campo nella gestione del rischio clinico. Questa relazione dovrebbe essere trasparente nel sito web della struttura sanitaria, in modo che ci possa essere un accesso trasparente, di controllo, e deve essere trasmessa all'istituendo – che noi istituiamo con questa legge – centro regionale per la gestione del rischio sanitario e la sicurezza del paziente. Perché ha questa ulteriore misura ? Perché queste relazioni e il loro aggiornamento semestrale permetteranno non solo ai cittadini ma anche alle stesse regioni di poter monitorare la qualità delle strutture sanitarie che operano nel proprio territorio. Quindi, teniamo molto a integrare questo tipo di attività, perché la parte sul rischio clinico introdotta con la legge di stabilità presenta lacune.
  È importane che in questa sede, con queste testo, noi possiamo arricchirla per rendere più efficace tutta l'azione che noi vogliamo consolidare sul rischio clinico.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Nicchi 2.12, con il parere contrario della Commissione, del Governo e con il parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  D'Incecco...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti e votanti  378   
   Maggioranza  190   
    Hanno votato
 126    
    Hanno votato
no  252).    

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Binetti 2.13.

  PAOLA BINETTI. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  PAOLA BINETTI. Vorrei soltanto sottolineare la ratio di questo emendamento, che era quella di incrociare i dati relativi alla possibilità che si siano creati oggettivamente tali incidenti critici da richiedere una sorta di riscontro dalle compagnie di assicurazioni sotto forma di rimborso. In questo caso, quello che si chiedeva era che dal paziente arrivassero i dati al Centro, ma anche che dalle compagnie di assicurazioni arrivassero i dati al Centro per una sorta di incrocio reciproco che permettesse di verificare se ci sono delle aree o delle situazioni concretamente più a rischio di altre. Comunque, ritiro l'emendamento nella speranza che la logica che è presupposta attenga comunque a quelle che saranno linee guida poi emesse per il funzionamento di questi Centri orientati specificamente alla gestione del rischio.

  MASSIMO ENRICO BARONI. Chiedo di parlare.

Pag. 5

  PRESIDENTE. Onorevole Baroni, su che cosa ?

  MASSIMO ENRICO BARONI. Presidente, sottoscriviamo l'emendamento e lo facciamo nostro.

  PRESIDENTE. Sì, dovrebbe farlo il responsabile d'Aula, che però mi fa segno. Quindi, a questo punto, l'emendamento è ritirato dall'onorevole Binetti, ma è fatto proprio dal MoVimento 5 Stelle.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Baroni. Ne ha facoltà.

  MASSIMO ENRICO BARONI. Grazie Presidente. Questo emendamento è fondamentale perché stiamo caricando di oneri la pubblica amministrazione a isorisorse, senza dargli una lira e non dando nemmeno un onere in più all'assicurazione. Allora cosa si chiede con questo emendamento che abbiamo fatto nostro ? Chiediamo semplicemente che l'assicurazione trasmetta a un ente pubblico di vigilanza i dati che ha ricevuto per avere la semplice possibilità che questi dati possano essere elaborati in senso statistico ed eventualmente ritrasmessi. Le faccio un semplice esempio: in Commissione sul cyberbullismo abbiamo fatto una domanda a un'importante società di social network che quotidianamente riceve centinaia di segnalazioni in merito al cyberbullismo. Abbiamo chiesto riguardo a queste segnalazioni che hanno a disposizione: quante sono le segnalazioni annue e se sono divise in particolari categorie e se eventualmente possono essere messe a disposizione dello Stato, visto che riguardano anche materia di tipo penale o comunque materia di tipo sensibile, materia di prevenzione del bullismo ? Ci è stato detto che questi dati sono solo a disposizione della grande società di social network e non possono e non vogliono essere messe a disposizione. Quindi, abbiamo un monopolio di fatto di un privato in merito a dati sensibili su cui noi dovremmo legiferare, che noi dovremmo controllare, e lasciamo a un privato la gestione di questi dati.
  Allora noi con questo emendamento, che abbiamo fatto nostro, chiediamo semplicemente un minimo di buonsenso. Si tratta della richiesta di una trasmissione in più. Visto che qua vi concentrate sul fatto che ogni singolo ufficio, ogni singolo distretto, ogni presidio sanitario, dovrà fare uno sforzo enorme per trasmettere questi dati, alzate le mani nel momento in cui chiediamo che anche le assicurazioni, che hanno tutti i benefici da questo provvedimento di legge, mettano a disposizione i loro dati che derivano dai benefici di questa proposta di legge.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Bonafede. Ne ha facoltà.

  ALFONSO BONAFEDE. Grazie Presidente. Io chiedo davvero al Governo e alla maggioranza di prendere in considerazione la possibilità di votare questo emendamento perché nell'ultimo anno noi abbiamo assistito a tutta una serie di leggi emanate a favore (ricordiamo per tutti il provvedimento sulla concorrenza) delle assicurazioni. Ora, io mi chiedo qual è il problema di chiedere alle assicurazioni, che stanno ricevendo regali come se fosse Natale tutto l'anno, di trasmettere alcuni dati che possono consentire allo Stato di meglio prevedere, di meglio prevenire, i danni di un sistema sanitario che funziona male. Avere una maggiore contezza di quelle che sono le richieste di risarcimento del danno consente allo Stato di intervenire laddove c’è un problema. Io chiedo al relatore, chiedo a qualcuno della maggioranza, di intervenire per spiegare qual è il problema di coinvolgere le assicurazioni, non soltanto nei regali unilaterali che il Governo fa verso le assicurazioni stesse, ma in una raccolta di dati statistici che sono fondamentali per migliorare il funzionamento del sistema sanitario. Ricordo che questo provvedimento deve essere emanato con quell'intento, quello di migliorare le prestazioni sanitarie a favore dei cittadini, quello è l'obiettivo rispetto al quale noi dobbiamo leggere tutto il provvedimento.

Pag. 6

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lenzi. Ne ha facoltà.

  DONATA LENZI. Presidente, intervengo solo per un chiarimento. Premesso che dalle proteste che si sono ricevute in questi giorni dalle compagnie di assicurazione è un po’ difficile dire che il provvedimento le aiuta, perché in realtà noi stiamo caricando molto sull'obbligo dell'assicurazione e la responsabilità delle strutture sanitarie, prevedendo l'azione diretta contro le assicurazioni. Quindi dire che le aiutiamo è veramente mentire. Ma in ogni caso l'emendamento di cui stiamo discutendo pone l'obbligo a carico del sanitario, il quale invece, ai sensi dei commi 539 e 540 della legge di stabilità, in cui abbiamo previsto l’audit risk management, deve relazionarsi in primo luogo con la struttura interna aziendale, la quale poi raduna e trasmette al centro di riferimento, come è già previsto, tutte le informazioni; non il singolo sanitario. Il singolo sanitario si riferisce alla propria azienda e segnala alla propria azienda, all'ufficio apposito, quali sono i problemi che sono sorti, in modo tale che il meccanismo gerarchico costruito preveda che il sanitario segnala il risk management, che verrà segnalato al centro di riferimento, che verrà segnalato all'Osservatorio nazionale. Non c’è nessun dato che sfugge, c’è solo una buona organizzazione.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Binetti 2.13, fatto proprio dal gruppo MoVimento 5 Stelle, con il parere contrario della Commissione, del Governo e con il parere favorevole del relatore di minoranza
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Placido, Di Lello, Roberta Agostini, Borghese, Greco, Donati, Galperti, Costantino...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti e votanti  395   
   Maggioranza  198   
    Hanno votato
 136    
    Hanno votato
no  259).    

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Mantero 2.14, sul quale vi è un invito al ritiro altrimenti il parere è contrario.
  Chiedo ai presentatori se accedano all'invito al ritiro dell'emendamento Mantero 2.14.

  GIULIA GRILLO. Grazie, Presidente; intervengo dal microfono del collega Mantero. In relazione a questo emendamento che un po’ si ricollega anche al precedente intanto vorrei anche fare un riferimento a quanto detto dalla collega Lenzi. In realtà, l'emendamento Binetti era importante perché si riferiva soprattutto agli esiti delle richieste risarcitorie. Noi ad oggi in Italia – e di questo abbiamo parlato abbondantemente durante la discussione del provvedimento, all'inizio – non abbiamo dati precisi sul contenzioso in termini di qualità e quantità, cioè, su quante sono le cause esattamente, quante si concludono con sentenza passata in giudicato, con quale ammontare risarcitorio, per quale fattispecie di danno, con quale concentrazione geografica. Sono tutti dati con cui se noi avessimo avuto – se negli anni i vari Governi che si sono succeduti si fossero veramente preoccupati di risolvere il problema del rischio clinico – oggi avremmo potuto usare la norma in maniera «chirurgica», cioè andare a colpire, andare a evitare i tipi di danni che veramente incidono nella quotidianità delle persone e anche sull'erario delle strutture sanitarie. L'emendamento della Binetti, abbinato, tra l'altro, al nostro emendamento, chiudeva il cerchio, perché, sostanzialmente, i tre attori del risarcimento del danno sono: le strutture sanitarie, da una parte, le compagnie assicurative, dall'altra, e i tribunali. Sono tre attori ognuno dei quali avrà dei dati su questi risarcimenti e l'idea di Pag. 7mettere in rete questi dati era l'idea di un Governo a 5 Stelle che avrebbe voluto veramente risolvere i problemi.
  Mi preme dire che le compagnie assicurative si lamentano sempre. Io non ho notizia di queste lamentele, non le ho lette sui giornali, ma comunque, a sentire che si lamentano le compagnie assicurative mi viene un po’ da ridere, anche perché noi stiamo introducendo, con questa proposta di legge, l'obbligo assicurativo a carico di tutte le strutture sanitarie pubbliche e private e a carico di tutti gli esercenti la professione sanitaria. Quindi, le compagnie assicurative avranno un obolo sostanzioso da questa proposta di legge e che si possano lamentare mi sembra assurdo.
  Adesso, con l'emendamento Mantero 2.14 noi chiedevamo una cosa che doveva essere fatta già da tempo, cioè la possibilità di mettere in rete, di collegare i dati dei tribunali, in modo da avere le informazioni di cosa succede nei procedimenti civili e penali, se vengono archiviati, se invece vanno avanti, se c’è una condanna in primo, in secondo grado e poi una assoluzione, in modo, quindi, da avere dei dati definitivi sull'andamento delle richieste risarcitorie e dei procedimenti penali. E, quindi, chiedevamo che il centro di raccolta dati potesse accedere alla banca dati dei tribunali, tanto più che ora è stato telematizzato perlomeno tutto il processo civile e anche una parte, sicuramente, del processo penale. Pertanto, ciò poteva essere un inizio per compiere finalmente questo collegamento. Ci rendiamo conto, però, che questo provvedimento, senza un euro aggiuntivo, ovviamente, renderà vani tutti gli articoli che hanno a che fare, appunto, con l'organizzazione e la gestione delle segnalazioni e, di fatto, si tradurrà, come abbiamo già detto, essenzialmente nelle modifiche del codice penale e civile che a questo punto, mi sembra chiaro, erano il vero intento di questo provvedimento che nulla voleva risolvere in maniera seria dal punto di vista della prevenzione del rischio, dell'individuazione delle cause del rischio e della messa in opera delle best practice che potevano, veramente, andare a eliminare le cause, per lo meno le più banali oggi, di contenzioso civile e penale.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Sannicandro. Ne ha facoltà.

  ARCANGELO SANNICANDRO. Grazie, Presidente. Mi dispiace che la collega abbia impiegato il suo tempo a sostenere la positività dell'emendamento precedente e non di quello che stiamo discutendo. Forse, ne avrei tratto beneficio, se lo avesse fatto, ma tant’è, quindi ci provo da solo. Ora, questo emendamento chiede sostanzialmente che il garante per il diritto alla salute abbia l'accesso in forma digitale alle banche dati dei contenziosi dei tribunali del territorio di riferimento.
  Ora è evidente che, primo, se uno vuole sapere come sta il processo civile, penale e così via, chi meglio dell'imputato o della parte convenuta in giudizio può saperlo ? Perché qui le parti in causa dovrebbero essere, normalmente, un paziente, da un lato, e la struttura sanitaria, dall'altro, oppure il medico che ha operato nella struttura sanitaria. Loro sono molto ben consapevoli di come stanno gli atti processuali e, quindi, la struttura sanitaria non ha bisogno di intermediari per poter sapere come stanno le cose. Tra l'altro, non capisco come possa operare una norma di questo tipo, considerato che le banche dati dei tribunali normalmente non sono analitiche; se voi vedete la relazione all'inaugurazione dell'anno giudiziario – fra poco sarà diffusa – i dati sono raccolti in grandi fattispecie. Per esempio, in materia di lavoro, la banca dati del tribunale contiene cause di lavoro che sono digitate sotto il titolo: «controversie di lavoro»; poi ci sono alcune specificazioni, ma soltanto alcune specificazioni come, per esempio, i licenziamenti; per quanto riguarda le controversie previdenziali – faccio un altro esempio – non vi è una sotto specificazione, quindi, non so quali dati si potrebbero ricavare – dati analitici, come si dice – da un accesso a queste banche dati. Quindi, queste banche Pag. 8dati non possono dare affatto quello che si pretende che debbano dare. Tra l'altro, lo ripeto, non c’è nessuna persona più informata della struttura convenuta in giudizio, sia sul piano penale che sul piano civile, e lo stesso vale per il medico della struttura sanitaria, sia sul piano civile, che sul piano penale. Quindi, questo emendamento credo che sia stato proprio inutilmente presentato.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Baroni. Ne ha facoltà.

  MASSIMO ENRICO BARONI. Grazie, Presidente. Purtroppo, i dati del contenzioso in sanità, Presidente, sono decisamente carenti; le compagnie assicurative, che pure partecipano, comunque, ai tavoli ministeriali, si sono sempre ben guardate dall'aprire i loro armadi e fornire i dati effettivi del contenzioso in sanità, sia in termini di apertura del contenzioso sia in termini di chiusura. Allora, con questo emendamento noi chiediamo semplicemente che chi raccoglie e gestisce i dati non solo debba riceverli dalla segnalazione, ma debba e possa anche acquisirli dai tribunali, dove effettivamente questi dati sono già presenti e questo permetterebbe appunto un controllo. Il tutto ovviamente lo chiediamo in formato digitale, così da garantire l'effettiva trasmissibilità; fino a quando il fascicolo elettronico verrà ignorato dalle attività parlamentari tutta questa situazione è pura utopia.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Bonafede. Ne ha facoltà.

  ALFONSO BONAFEDE. Grazie, Presidente. Riguardo a quello che ha detto il collega Sannicandro, che conosce le banche dati dei tribunali, non capisco perché crea una situazione di difficoltà nell'accesso che non esiste, perché gli chiedo: ma se c’è, per esempio, un medico o una struttura sanitaria che viene citata in giudizio cento volte in un anno nello stesso tribunale, sarà che il Garante può capire che in quella struttura sanitaria c’è un problema ? È così difficile individuare le parti convenute nelle banche dati attuali che ci sono nei tribunali ? Questo è il primo punto. In secondo luogo: ma quando mai si fa una legge pensando alle difficoltà che ci sono nel software ? Sarà casomai il software dei tribunali ad adattarsi in maniera tale da garantire un accesso migliore, altrimenti qui troviamo sempre un ostacolo per impedire quello che dovrebbe essere doveroso all'esito dell'approvazione di un provvedimento del genere e, cioè, garantire al Parlamento e allo Stato di conoscere i dati sanitari e, soprattutto, il rischio relativo al malfunzionamento del sistema sanitario.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Mantero 2.14, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole del relatore di minoranza e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Martinelli, Caso, Brescia, Sarti, Chimienti, Stella Bianchi...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  410   
   Votanti  409   
   Astenuti    1   
   Maggioranza  205   
    Hanno votato
  86    
    Hanno votato
no  323).    

  (Il deputato Gutgeld ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto contrario).

  Passiamo alla votazione dell'articolo 2.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bonafede. Ne ha facoltà.

Pag. 9

  ALFONSO BONAFEDE. Presidente, per quanto riguarda l'articolo 2 preannuncio il voto favorevole del MoVimento 5 Stelle rispetto ad una norma che dà un'indicazione di principio certamente positiva: garantire allo Stato la possibilità di provare a raccogliere tutti i dati che provengono dal sistema sanitario, al fine di migliorarlo. Viene data importanza al difensore civico, viene data importanza – e ci piace – al centro per la gestione del rischio sanitario a livello regionale, che raccoglie tutti i dati; abbiamo il Garante per il diritto alla salute: tuttavia, quel che noi avevamo chiesto, e quel che passa attraverso la richiesta e attraverso i nostri emendamenti, era di garantire che questa norma non rimanesse, e non rimanga in futuro, soltanto un agglomerato di parole che non si concretizzerà poi in nulla.
  Perché ? Perché innanzitutto sappiamo che questa è una norma che vuole essere realizzata a costo zero e questo è impossibile. Mettiamoci in testa che se il Governo vuole davvero tutelare il diritto alla salute dei cittadini, non può limitarsi agli spot e alle leggi spot, ma deve pensare di spendere un po’ di soldi. Questo non viene fatto, e finché non verrà fatto questo – anzi, ad ogni legge di stabilità ci sono sempre ulteriori tagli alla sanità –, i diritti alla salute dei cittadini verranno continuamente lesi e non tutelati da uno Stato che, in nome di un mercato selvaggio e in nome di richieste che vengono fatte dall'Europa o dalle lobby interne al Paese, continua a tagliare sui diritti.
  Tra le lobby interne, non posso esimermi dal fare un riferimento alle assicurazioni. La deputata Lenzi dice che le assicurazioni si lamentano: ci chiediamo innanzitutto in quale sede si siano lamentate col PD, perché pubblicamente non lo hanno fatto e, quindi immagino che ci siano stati degli incontri tra il Partito Democratico e le assicurazioni, non pubblici, in cui le assicurazione hanno avuto modo di esporre le loro lamentele. Collega Lenzi, le viene un po’ il dubbio che le avete viziate un po’ troppo queste assicurazioni (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) ? Perché un Governo che fa per le assicurazioni quello che sta facendo il Governo Renzi non si era mai visto ! Ormai dire la frase «non c'era riuscito nemmeno Berlusconi» è dire un'ovvietà, perché questo ormai è proprio il trend del Governo Renzi: riuscire in quello che non era riuscito a fare Silvio Berlusconi.
  La informo, collega Lenzi, che quanto al risarcimento dei danni, che è un tema rispetto al quale le assicurazioni sono poco poco sensibili, questo Governo aveva, per esempio, immediatamente provato a dimezzarlo; poi, arrivati alla Camera, siamo riusciti un po’ a risistemare la situazione, con le pressioni che sono state fatte dal MoVimento 5 Stelle. Il regalo comunque rimane, perché nel disegno di legge sulla concorrenza le assicurazioni ricevono una miriade di regali, una miriade ! E mi chiedo perché i regali non arrivano mai ai cittadini, ma arrivano soltanto per le assicurazioni e le banche (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) !
  Detto ciò, informo sempre la collega Lenzi, che forse non è informata, che al Senato gira voce che il Partito Democratico stia presentando degli emendamenti per dimezzare nuovamente la quantificazione del risarcimento dei danni: cioè, un cittadino che fino a ieri per un danno prendeva 200 mila euro, rischia di vedere il proprio danno dimezzato, non si capisce in base a che cosa. Sarà un regalo alle assicurazioni ? Le quali si ritrovano tutta una serie di norme che danno loro la certezza sul fatto che incasseranno i premi e tutta un'altra serie di norme che diminuiscono i loro esborsi (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Nicchi. Ricordo che ci si può prenotare anche mentre intervengono i colleghi precedenti. Ne ha facoltà.

  MARISA NICCHI. Signor Presidente, intervengo per preannunciare che noi ci asteniamo, anche perché abbiamo apprezzato la stesura dell'articolo che aveva Pag. 10presentato il MoVimento 5 Stelle, che invece ora vota a favore dell'articolo. Ci asteniamo perché questo provvedimento si pone bene l'obiettivo di dare serenità ai medici, che si dice lavorano sotto lo scacco, sotto il ricatto della medicina difensiva; però, nell'equilibrio che è alla base di questo testo, noi pensiamo che la serenità dei medici stia al primo posto e venga invece meno la tutela dei cittadini.
  Affrontiamo qui una figura che doveva servire a sostenere il diritto dei cittadini: una figura, quella del difensore civico, che abbiamo riesumato in questo testo senza un minimo, un minimo bilancio di come abbia funzionato nel corso di questi anni, dopo tante aspettative. L'abbiamo definita con un profilo debole, senza risorse, legata ad un «possono» delle regioni e non ad un dovere, ad una scelta chiara. È, quindi, una figura che noi consideriamo troppo debole, che non compensa lo squilibrio che il testo propone a favore della parte degli operatori sanitari. Voglio ricordare, già da subito, degli operatori sanitari, che vuol dire i medici, ma non solo i medici: stiamo legiferando su una materia che riguarda non solo i medici, che sono quelli che si fanno ascoltare e che sanno far rappresentare la loro forza, ma la miriade di figure professionali che lavorano nell'ambito sanitario, che sono tantissime.
  Per questo motivo noi pensiamo che la figura del difensore civico è irrisolta: non afferma pienamente il bisogno di tutela e difesa dei cittadini e quindi, consideriamo il testo manchevole e per questo ci asteniamo. Lo ripeto: avevamo votato il testo del MoVimento 5 Stelle, che invece vota a favore.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Sisto. Ne ha facoltà.

  FRANCESCO PAOLO SISTO. Presidente, Forza Italia voterà a favore dell'articolo 2, perché considera comunque questo un passo avanti rispetto a quello che c'era: sostanzialmente è vero che vi è facoltà e non obbligo, ma aver pensato ad un difensore civico per quanto concerne il diritto alla salute noi lo consideriamo, pur tuttavia, un passo avanti utile verso un percorso di tutela dei cittadini, oltre che di tranquillità dei medici. Quindi, esprimeremo voto favorevole, ferme tutte le riserve ovviamente sulla responsabilità civile, che caratterizzano sempre il punto di partenza del nostro gruppo.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Grillo. Ne ha facoltà.

  GIULIA GRILLO. Grazie, Presidente. Intervengo solo per specificare, qualora non fosse stato chiaro, quanto già detto dal collega Bonafede, cioè che noi condividiamo l'impianto dell'articolo 2, pur, ovviamente, senza l'aggiunta delle nostre proposte migliorative. Quello che critichiamo non è solamente relativo all'articolo 2, ma è relativo a tutta la proposta di legge, cioè l'assenza di una copertura economica e, quindi, di un finanziamento che consenta, poi, di realizzare concretamente questo nelle regioni, che, come tutti sappiamo, sono alle prese con i tagli del Governo di 2 miliardi e mezzo con il «decreto enti locali» e di altri 2 miliardi con la legge di stabilità e che, quindi, chiaramente si troveranno in enorme difficoltà nel poter realizzare questo.
  Ciò aumenterà, ovviamente, il divario nord-sud, perché le regioni del nord più ricche forse riusciranno ad attuare questa legge e le regioni del sud amen. Quindi, noi condividiamo il principio; sarebbe inutile per noi votare contro qualcosa che condividiamo in linea di principio (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 2.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Marzano, Di Lello, Bolognesi, Scagliusi, Ravetto, Molteni...
  Dichiaro chiusa la votazione.Pag. 11
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti  414   
   Votanti  386   
   Astenuti   28   
   Maggioranza  194   
    Hanno votato
 381    
    Hanno votato
no    5).    

  Passiamo all'articolo aggiuntivo Fucci 2.01.

  BENEDETTO FRANCESCO FUCCI. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  BENEDETTO FRANCESCO FUCCI. Presidente, grazie, solo per ritirare l'articolo aggiuntivo, in quanto l'oggetto della sua richiesta sarà esaudito nel prosieguo del provvedimento.

  PRESIDENTE. Sta bene.

(Esame dell'articolo 3 – A.C. 259-A ed abbinate)

  PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 3 e delle proposte emendative ad esso presentate (Vedi l'allegato A – A.C. 259-A ed abbinate).
  Se nessuno chiede di intervenire sul complesso degli emendamenti, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.

  FEDERICO GELLI, Relatore per la maggioranza. Grazie, Presidente. La Commissione esprime parere contrario, ovviamente, al Testo alternativo del relatore di minoranza, formula un invito al ritiro, altrimenti parere contrario, degli emendamenti Fucci 3.1, Sisto 3.2, Baroni 3.3 e Nicchi 3.4, ed esprime parere favorevole sull'emendamento Sisto 3.5.

  PRESIDENTE. Perfetto. Il Governo ?

  VITO DE FILIPPO, Sottosegretario di Stato per la salute. Presidente, i pareri del Governo sono conformi a quelli del relatore.

  PRESIDENTE. Va bene.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul Testo alternativo del relatore di minoranza, Colletti, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  399   
   Votanti  373   
   Astenuti   26   
   Maggioranza  187   
    Hanno votato
  72    
    Hanno votato
no  301).    

  (I deputati Borghese e Preziosi hanno segnalato che non sono riusciti ad esprimere voto contrario).

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Fucci 3.1.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fucci. Ne ha facoltà.

  BENEDETTO FRANCESCO FUCCI. Grazie, Presidente. Questo, per noi, è uno degli emendamenti più qualificanti e parte dall'assunto che non sempre gli errori in campo sanitario, ove dovessero verificarsi, sono attribuibili ai sanitari. Lo scopo del monitoraggio e della raccolta dei dati è quello di identificare, colleghi, così come ben sappiamo, le fonti di responsabilità dei rischi e degli eventi avversi, individuarne l'incidenza e la ricorrenza e, infine, predisporre misure per evitarne la reiterazione.
  Non si deve sempre e comunque associare un rischio o un evento avverso a colpa dei sanitari e sollecitare un possibile risarcimento a loro carico. Studi effettuati Pag. 12hanno dimostrato come ben l'80 per cento e più degli eventi avversi siano addebitabili, molte volte, a carenze organizzative e strutturali dell'azienda.
  Pertanto, l'evento avverso può essere causato, quindi, anche da alterazioni che vengono a verificarsi per carenza di organico e quant'altro, quindi per responsabilità non attribuibili al sanitario. Ecco, da qui, l'importanza che noi attribuiamo a questo emendamento, che va a definire bene il concetto di corresponsabilità in un eventuale evento avverso sanitario.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Sannicandro. Ne ha facoltà.

  ARCANGELO SANNICANDRO. Mi chiedo perché mai l'onorevole Fucci sottolinei che non sempre la responsabilità è del medico, ma spesso è anche, oppure esclusivamente, della struttura. Credo che in giurisprudenza non vi sia dubbio a questo proposito: c’è una sentenza della Cassazione a sezioni unite che, dopo un lungo percorso di analisi, di dibattito, eccetera – credo che sia una sentenza di 6-7 anni fa, adesso non ricordo bene – ha chiarito che l'azione del paziente danneggiato rispetto alla struttura sanitaria è autonoma rispetto a quella che poi si volesse intraprendere contro il medico esercente l'attività sanitaria.
  Faccio un esempio pratico, dal momento che il collega è mio conterraneo: in un ospedale pugliese, anni fa, dei pazienti morirono per la somministrazione di quello che si credeva essere ossigeno, che attraversava certi sistemi di erogazione. La ditta che aveva fatto la manutenzione aveva semplicemente invertito, come dire, i due tubi e quello dell'ossigeno era passato a quello di non mi ricordo quale elemento chimico e viceversa; per cui, è evidente che i pazienti morirono, mi pare tre o quattro persone morirono. Ora, cosa c'entra...

  GIANFRANCO GIOVANNI CHIARELLI. Erano otto !

  ARCANGELO SANNICANDRO. Erano otto ? Benissimo, otto. Cosa c'entra qui la responsabilità del sanitario ? È evidente che la responsabilità era della struttura, che non aveva controllato, con il collaudo e via discorrendo, cosa fosse avvenuto in occasione della manutenzione di quell'impianto. Ora, ripeto, vedo questi interventi, ascolto questi interventi e credo che l'enfasi che si dà per sostenere che bisogna intervenire, laddove già si interviene tranquillamente con sentenze che hanno chiarito questi punti, serve ad altro scopo, e lo chiariremo più tardi, in occasione degli articoli 6 e 7.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Fucci 3.1, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  397   
   Votanti  391   
   Astenuti    6   
   Maggioranza  196   
    Hanno votato
 118    
    Hanno votato
no  273).    

  (I deputati Giammanco e Preziosi hanno segnalato che non sono riusciti ad esprimere voto contrario).

  Passiamo all'emendamento Sisto 3.2.

  FRANCESCO PAOLO SISTO. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  FRANCESCO PAOLO SISTO. Presidente, molto rapidamente: si corre il rischio, in questi casi, di utilizzare delle espressioni che possono essere generiche, e quindi poi distorte nei loro contenuti. Il Pag. 13secondo comma dell'articolo 3 riferisce che l'Osservatorio acquisisce i dati regionali relativi agli errori sanitari, nonché alle cause. Questo emendamento cerca di stabilire che tipo di errori sanitari acquisisca. Cioè, noi siamo per l'acquisizione, ovviamente nel rispetto di tutte le presunzioni e i principi di garanzia, degli errori accertati, perché, se gli errori acquisiti fossero soltanto quelli oggetto di mera contestazione anche i dati sarebbero rigorosamente falsati.
  Il dato, cioè, ha un senso se corrisponde ad un accertamento; se il dato è meramente ipotetico, si corre il rischio di acquisire un dato che poi ha una proiezione assolutamente inefficace dal punto di vista di quelle che sono le valutazioni che da tali dati scaturiscono. Quindi, insistiamo per questo emendamento, voteremo favorevolmente e ci piacerebbe che il relatore potesse dire che è un emendamento superfluo; ci piacerebbe che il relatore e il Governo potessero dire che è un emendamento superfluo, perché i dati che saranno trasmessi saranno soltanto quelli accertati.
  Se, magari, su questo punto potessimo pregare il relatore per la maggioranza e il Governo di interloquire, la domanda è se i dati da trasmettere sugli errori sono quelli accertati. Se fosse così e questa fosse l'accezione, io sarei pronto a ritirare l'emendamento. Vorrei sapere dal relatore cosa ne pensa.

  PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Sisto. Se il relatore intende intervenire può farlo, chiaramente. Prego.

  FEDERICO GELLI, Relatore per la maggioranza. Sì, per rispondere al collega Sisto, si riferisce ovviamente agli errori accertati, è chiaro.

  PRESIDENTE. Onorevole Sisto, prego.

  FRANCESCO PAOLO SISTO. Signor Presidente, l'emendamento volentieri è ritirato.

  PRESIDENTE. Sta bene.
  Passiamo alla votazione dell'emendamento Baroni 3.3, sul quale vi è il parere contrario della Commissione e del Governo.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Baroni. Ne ha facoltà.

  MASSIMO ENRICO BARONI. Grazie, Presidente. Questo è un altro dei punti nevralgici che il MoVimento 5 Stelle sta cercando di sottolineare. Intende combattere su questo emendamento, perché su di esso c’è un assunto pesante: stiamo parlando della luce contro il buio, stiamo parlando proprio del male contro il bene, perché, in Italia, esiste un Sistema nazionale per le linee guida, che riceve un finanziamento pubblico. Questo Sistema nazionale linee guida ha un sito: questo sito è www.snlg-iss.it e pubblica, con una chiarezza incredibile, gli aggiornamenti delle stesure delle linee guida nazionali, che sono garantite da un braccio tecnico indipendente, senza conflitti di interesse, che riceveva un finanziamento e che, fino al 2014, doveva ancora ricevere milioni di euro, perché il Governo si era dimenticato di erogarli a favore del Sistema nazionale delle linee guida.
  Quindi, vi è questo boicottaggio della pubblicazione e del tentativo italiano virtuoso, internazionale, di poter utilizzare un metodo pubblico attraverso cui si pubblicano queste linee guida, sentendo l'ordine professionale dei medici, il collegio degli infermieri, sentendo l'associazione degli specializzati in ginecologia, sentendo tutte le associazioni scientifiche, gli ordini professionali e considerando le linee guida internazionali adottate. Si creavano, e si creano tuttora, delle linee guida che vengono pubblicate in maniera chiara. Ebbene, che cosa si vuole fare ? Gelli, il relatore Gelli, ha detto che era aperto relativamente al fatto di tirar fuori le società scientifiche ancillari al Governo e al potere politico, si era dichiarato disponibile. Noi nel testo alternativo l'abbiamo messo: Gelli ha già avuto problemi in merito ai suoi conflitti di interesse, eppure è sordo. Allora, chiediamo: a chi risponde, visto che questo modo di mettere le mani Pag. 14sul un Sistema nazionale delle linee guida è un modo per accaparrarsi chi decide come si cureranno tutte le patologie di tutti i malati italiani ?
  Ebbene, con questo emendamento, noi eliminiamo la previsione che il comportamento dei medici sia dettato dalla politica o dal Governo e, soprattutto, dalle società scientifiche private ancillari a questi politici, come con la RAI. Le linee guida e la loro attendibilità sono correlate al grado di indipendenza di chi le emana e dal metodo utilizzato: un metodo pubblico, scientifico, già presente da tempo sui siti web. Il Sistema nazionale delle linee guida dell'Istituto superiore di sanità è, allo stato attuale, un metodo consolidato, che rende attendibili le raccomandazioni sulle buone pratiche cliniche orientate alla medicina e basate sull'evidenza e su percorsi di revisione della migliore letteratura scientifica internazionale.
  Non è pensabile che delle commissioni ministeriali, con i soliti nominati, garantiscano un sufficiente grado di indipendenza ed attendibilità e non è pensabile che la scienza e la coscienza di un professionista sanitario siano barattabili in nome delle lobby assicurative e dei loro premi esorbitanti. Perché sappiamo bene che il sistema delle linee guida internazionali statunitense ha una tradizione diversa, vengono utilizzati in maniera diversa.

  PRESIDENTE. Concluda.

  MASSIMO ENRICO BARONI. Noi abbiamo una tradizione diversa che permette una comparazione internazionale, attraverso cui noi curiamo una determinata patologia con una sistema americano o, comunque, attraverso le nostre linee guida. Questa è una vera espropriazione indebita di un lavoro che è stato fatto in maniera ottima, in maniera eccellente, per poter mettere questo controllo su come si curano le patologie sotto il Governo e sotto i loro nominati. Questo è un modo attraverso cui la scienza e la coscienza vengono compresse da un potere politico...

  PRESIDENTE. Grazie...

  MASSIMO ENRICO BARONI. E questa è una cosa vergognosa, onorevole Gelli (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) ! Si dichiari, perché queste sono operazioni di massoneria internazionale, va bene (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle – Commenti dei deputati del gruppo Partito Democratico) ?

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il relatore per la maggioranza, onorevole Gelli. Prego.

  FEDERICO GELLI, Relatore per la maggioranza. Presidente, io inviterei il collega Baroni a riflettere sulle cose che ha detto per un semplice motivo: questo argomento noi l'affronteremo all'articolo 5, dove andiamo a disciplinare e a riformulare l'argomento delle linee guida e del ruolo delle società scientifiche; fra l'altro, molte delle cose che lui prima ha detto verranno completamente riassorbite e riscritte. Quindi, forse, sarebbe stato opportuno discuterne al momento giusto, quindi quando arriveremo all'articolo 5. Mi sembra una discussione obiettivamente fuori luogo.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Sannicandro. Nel frattempo, prima dell'intervento dell'onorevole Sannicandro, saluto gli studenti e gli insegnanti dell'Istituto comprensivo statale «Padre Pio» di Sacrofano, in provincia di Roma, che stanno assistendo ai nostri lavori dalle tribune (Applausi). Prego, collega Sannicandro.

  ARCANGELO SANNICANDRO. Presidente, io intendo fare un'osservazione molto più modesta, che non attiene alla materia, ma attiene al linguaggio. La circolare della Presidenza della Camera, le linee guida per scrivere i testi di legge non consentono di usare parole straniere, soprattutto, quando vi è la parola in italiano corrispondente. In questo testo – non mi ricordo se nell'emendamento o proprio nel Pag. 15testo –, talvolta, si usa la parola straniera e l'equivalente italiano, uno accanto all'altro. Allora, io mi chiedo: è un vezzo ? È una forma di esibizionismo di colui che ha redatto il testo ?
  Io credo che la Presidenza debba intervenire, nel modo che ritiene più opportuno, presso le Commissioni, presso le presidenze delle Commissioni, presso gli uffici legislativi, perché si attengano a questa regola, che è sancita nella circolare della Presidenza della Camera e del Senato in contemporanea. Perché qui si scrive: «L'Osservatorio, sulla base dei dati acquisiti, promuove le buone pratiche clinico-assistenziali e le raccomandazioni (...)» – e qui la parola straniera – «per la pratica clinica secondo le regole», eccetera. Ora, non esiste una parola italiana ? Si sono sforzati coloro i quali hanno predisposto l'emendamento di consultare il vocabolario dei sinonimi o quello della lingua italiana ? Questa è la domanda che io mi pongo.
  Voglio informare l'Aula che i linguisti italiani, l'istituto nazionale per la lingua italiana, la Crusca, e così via dicendo, hanno avviato un progetto di difesa della lingua italiana rispetto alle parole straniere che si affacciano all'orizzonte oltre i confini nazionali per cercare di impedire che si diffondano. È un impegno che dovremmo assumere soprattutto noi legislatori, tenendo presente che le preleggi – cioè, gli articoli che sono premessi al codice civile e che indicano come le leggi vanno interpretate – fanno riferimento alla lingua italiana, perché come dice esattamente un articolo delle preleggi, quando bisogna interpretare una norma giuridica, bisogna fare riferimento al significato che quella parola ha, prima di tutto, nel vocabolario della lingua italiana. Quindi, se il collega che ha scritto questo emendamento me lo può tradurre in italiano, io sarei lieto di votarlo senza alcun timore.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Baroni 3.3, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  D'Incecco, Folino, Fanucci, Borghi, Ravetto, Librandi, Formisano, Tancredi. Ci sono altri colleghi che non riescono a votare ?
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  415   
   Votanti  411   
   Astenuti    4   
   Maggioranza  206   
    Hanno votato
  93    
    Hanno votato
no  318).    

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Nicchi 3.4.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Nicchi. Ne ha facoltà.

  MARISA NICCHI. Grazie, Presidente. L'emendamento chiede – anche questo non capisco perché non possa essere elemento di arricchimento di questo provvedimento – che le linee guida che dovranno essere elaborate dall'Osservatorio nazionale sulla sicurezza in sanità, quello che istituiamo, debbano indicare una cosa che noi riteniamo importante: la metodologia che dovrà essere seguita dalle strutture sanitarie per l'accertamento, la rilevazione e la raccolta dei dati sugli eventi avversi e anche sulle cause. Era, come dire, una richiesta che poteva precisare un orientamento su un tema che può essere utile. Per questo pensavamo che fosse utile e l'abbiamo presentato e dunque chiediamo che venga votato.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Pag. 16Nicchi 3.4, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Guidesi, Malpezzi... ci siamo ?
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  402   
   Votanti  325   
   Astenuti   77   
   Maggioranza  163   
    Hanno votato
  32    
    Hanno votato
no  293).    

  (Il deputato Nardi ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto contrario).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Sisto 3.5, con il parere favorevole della Commissione e del Governo.
  Dichiaro aperta la votazione... Chiedo scusa, onorevole Sannicandro, revoco la votazione.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Sannicandro. Ne ha facoltà.

  ARCANGELO SANNICANDRO. Grazie, Presidente. Io mi chiedo – e credo che i relatori possano spiegarlo, il Governo anche e la Commissione pure – cosa aggiunge quell’«anche», considerato che poc'anzi, qui, abbiamo assistito specialmente ad una sfuriata del MoVimento 5 Stelle, che cerca di svincolare la redazione delle linee guide e altri meccanismi dal settore, come dire, extra pubblico; comunque, cosa rimane fuori da quella dizione, che è sancita nell'articolo e che con la parola «anche» si vuole introdurre ?

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Sisto. Ne ha facoltà.

  FRANCESCO PAOLO SISTO. Grazie, Presidente. Poiché l'onorevole Sannicandro, con riconosciuta maestria, bacchetta qualsiasi tentativo di chiarimento delle norme, vi rammenterò che «anche» significa «non esclusivamente», e poiché siamo di fronte alla necessità di garantire la massima capacità di avvalersi di dati, quell’«anche» serve soltanto ad evitare che si possa confondere un'espressione perentoria in un'espressione esclusiva: si avvale «anche» del sistema, nel senso che non è escluso che possa avvalersi «anche» di altre forme di informazione.

  FEDERICO GELLI, Relatore per la maggioranza. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Prego, ha facoltà.

  FEDERICO GELLI, Relatore per la maggioranza. Grazie, Presidente. Solo per chiarire al collega Sannicandro che il lavoro dell'Osservatorio si può avvalere non solo del sistema informativo, ma anche, appunto, di altri sistemi di comunicazione e trasmissione dati nel sistema, per esempio il lavoro che stanno facendo le regioni su questa stessa materia attraverso i Centri regionali per il rischio clinico. Quindi mettere «anche» permette anche a questi altri di poter integrare e aggiungere le informazioni e i dati di cui l'Osservatorio ha bisogno per poter funzionare.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto L'onorevole Baroni. Ne ha facoltà.

  MASSIMO ENRICO BARONI. Grazie, Presidente. Chiederei e pregherei l'onorevole Sannicandro di fare semplicemente una telefonata al Sistema nazionale delle linee guida: lui capirà e ascolterà che lavorano alacremente per sentire tutte le società scientifiche accreditate e per controllare gli impact factor delle pubblicazioni e delle società scientifiche accreditate, e per controllare esattamente i sistemi internazionali attraverso cui si fanno le linee guida di una patologia di cui si ammaleranno tutti, anche lei onorevole Sannicandro. Per cui è molto importante Pag. 17capire come vengono fatte queste linee guida, quali sono i conflitti di interessi di chi fa queste linee guida ed è un pubblico ufficiale nell'esercizio delle sue funzioni, all'articolo 5, che ascolta tutte le persone che si sono espresse in merito a quella determinata linea guida e che hanno pubblicato. Se voi andate a vedere il sito internet del Sistema nazionale delle linee guida, è fatto in maniera meravigliosa e dà veramente uno schiaffo morale ai siti internet del Ministro della salute, in cui non si capisce assolutamente nulla (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) !

  PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Baroni, eviterei di suscitare le scaramanzie dell'onorevole Sannicandro e di altri colleghi.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lenzi. Ne ha facoltà.

  DONATA LENZI. Grazie, Presidente. Si continua in un equivoco: il Sistema nazionale delle linee guida che abbiamo tutta l'intenzione di valorizzare, viene affrontato all'interno dell'articolo 5. Questo, che si chiama SIMES, come avete visto nell'articolo, è il Sistema informativo per il monitoraggio degli errori in sanità (SIMES), istituito nel 2009, finalizzato alla raccolta delle informazioni relative agli eventi sentinella e alla denuncia, ed opera all'interno del Sistema informativo sanitario. Cosa si è voluto fare accogliendo l’«anche» ? Si dice: bene, questo è il sistema informatico di base, però ci fosse una segnalazione più informale e meno standardizzata, non si vuole chiudere le porte a un dialogo diretto ed escludere totalmente la possibilità di altre forme di interlocuzione, ma si tratta di un altro sistema informativo !

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Sisto 3.5, con il parere favorevole della Commissione e del Governo.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Fanucci, Arlotti, Dellai, Oliaro... fate attenzione con quelle borse... Di Lello, De Girolamo, Braga.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti  409   
   Votanti  385   
   Astenuti   24   
   Maggioranza  193   
    Hanno votato
 382    
    Hanno votato
no    3).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 3, nel testo emendato.
  Dichiaro aperta la votazione... onorevole Fossati, mi scusi. Revoco la votazione.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fossati. Ne ha facoltà.

  FILIPPO FOSSATI. Grazie, Presidente. Per dichiarazione di voto volevo sottolineare un fatto: noi, approvando questo articolo, completiamo – qualcosa poi diremo anche alla fine sull'avvio del processo, cioè la fase dell'audit – e avviamo un sistema completo, in questo Paese, di analisi del rischio, monitoraggio e valutazione dell'evento avverso, gestito da personale competente formato dentro le nostre aziende, dentro il nostro Sistema sanitario, aperto alla conoscenza e alla verifica, e quindi trasparente verso i cittadini e verso gli operatori.
  Facciamo finalmente un qualcosa che si era già avviato negli anni scorsi, ma adesso le diamo una sistematizzazione sul piano nazionale che ci porta in linea con le maggiori esperienze di efficienza in questo campo, d'Europa e del mondo. Quindi, penso che, approvando questo articolo e procedendo nel nostro lavoro, stiamo facendo un buon servizio alla sanità italiana e alla salute dei cittadini. È per rivendicare un po’ questo orgoglio del Parlamento che dichiaro il voto favorevole del mio gruppo.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.Pag. 18
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 3, nel testo emendato.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Sandra Savino.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti e votanti  410   
   Maggioranza  206   
    Hanno votato
 409    
    Hanno votato
no    1).    

  (Il deputato Buttiglione ha segnalato di non essere riuscito ad esprimere voto favorevole).

(Esame dell'articolo 4 – A.C. 259-A ed abbinate)

  PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 4 e delle proposte emendative ad esso presentate (Vedi l'allegato A – A.C. 259-A ed abbinate).
  Se nessuno chiede di intervenire sul complesso degli emendamenti, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.

  FEDERICO GELLI, Relatore per la maggioranza. Presidente, sul Testo alternativo del relatore di minoranza, Colletti, il parere è contrario. Sull'emendamento Silvia Giordano 4.1 il parere è contrario. Sull'emendamento Colletti 4.4 il parere è favorevole mentre sugli emendamenti Sisto 4.5 e 4.6 il parere è contrario.

  PRESIDENTE. Il Governo ?

  VITO DE FILIPPO, Sottosegretario di Stato per la salute. Presidente, il parere del Governo è conforme a quello espresso dal relatore per la maggioranza.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione mediante procedimento elettronico sul Testo alternativo...

  DONATA LENZI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Revoco l'indizione della votazione.

  DONATA LENZI. Presidente, volevo cogliere l'occasione di manifestare una difficoltà. Questo testo alternativo – io non mi sono mai trovata di fronte alla situazione di un testo alternativo, quindi magari quello che dico ha precedenti parlamentari di cui non sono a conoscenza – è identico al testo finale dell'articolo salvo per due parole: «in regime convenzionale», che è l'oggetto della proposta emendativa 4.1. Voglio chiarire e lasciare al resoconto della Camera che la nostra contrarietà non è a quello che c’è scritto oggettivamente in questa testo, che è, per il resto, identico all'articolo. Il nostro voto contrario è rispetto alla scelta politica di fare un testo alternativo, non al contenuto di quello che qui è effettivamente scritto. Le assicuro che non mi era mai oggettivamente successo. Mi dispiace anche che, non essendoci il relatore di minoranza, io non abbia potuto fare questa interlocuzione direttamente con lui.

  PRESIDENTE. Onorevole Lenzi, è vero che i due testi sono molto simili, ma ci sono precedenti di testi per cui, pure essendo simili, c’è la possibilità di porli in votazione in maniera alternativa perché le modifiche non sono meramente formali ma si rileva una presenza sostanziale che ne contraddistingue la diversità, ed è questa l'unica ragione per cui è ammissibile un testo alternativo seppur molto simile al testo originario.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Sannicandro. Ne ha facoltà.

  ARCANGELO SANNICANDRO. Presidente, i due testi in effetti sono sostanzialmente identici tranne che, per quanto Pag. 19mi riguarda, sotto un aspetto. Nel testo ufficiale – chiamiamolo così – è scritto «gestione del rischio sanitario» poi si apre una parentesi e c’è una parola in inglese – non ne capisco l'utilità, forse per insegnarci che questa parola italiana si potrebbe anche tradurre in inglese, per chi ne avesse volontà – mentre nel testo dell'onorevole Colletti è scritto «rischio sanitario» e basta. Credo che sia più corretto questo modo di scrivere.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bonafede. Ne ha facoltà.

  ALFONSO BONAFEDE. Presidente, considerando che gli interventi del collega Sannicandro sono, anche se condivisibili, praticamente monotematici, cioè tendenti a portare avanti una battaglia contro l'inserimento di parole straniere nelle leggi, gli chiedo per la prossima volta di presentare degli emendamenti in cui li sostituisce con la traduzione italiana, perché altrimenti di questo passo si contesta la parola inglese ma non c’è mai la proposta alternativa.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Buttiglione. Ne ha facoltà.

  ROCCO BUTTIGLIONE. Presidente, il collega Sannicandro pone in un modo un po’ umoristico un problema molto serio, che è un problema di rispetto della lingua italiana ma anche di chiarezza del testo legislativo, perché tutti abbiamo approvato delle direttive le quali dicono che i testi devono essere leggibili da parte del cittadino comune. Lui solleva la questione della lingua inglese, si potrebbe sollevare la questione dell'eccesso di riferimenti ad altri testi normativi che non vengono spiegati e così via. La buona qualità della legislazione è un problema importante e io ringrazio il collega Sannicandro di averlo sollevato, su di un aspetto particolare, però rilevante.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Baroni. Ne ha facoltà.

  MASSIMO ENRICO BARONI. Presidente, molto brevemente, capisco il bisogno formale di tipo reazionario dell'onorevole Buttiglione, ma sostanzialmente tutti i provvedimenti del Governo che lui sostiene vanno nella direzione del neoliberismo, dell'iperliberismo, che sappiamo bene sono di matrice anglosassone, fin dall'era industriale. Per cui, non capisco come mai lui debba mostrare una facciata sostanzialmente di conservazione dei termini a lui ostili – perché probabilmente ha fatto il liceo classico quando io ancora non ero nato – mentre di fatto continua a spingere per fare in modo che l'Italia diventi una succursale degli Stati Uniti in tutto e per tutto.

  PRESIDENTE. Onorevole Baroni, io ho motivo di ritenere che l'onorevole Buttiglione abbia una certa dimestichezza con le lingue straniere.
  Avverto che il gruppo Sinistra Italiana-Sinistra Ecologia Libertà ha quasi esaurito il tempo previsto dal contingentamento per il seguito dell'esame. Essendone stata fatta richiesta, come da prassi, la Presidenza concederà un tempo aggiuntivo pari a un terzo di quello originariamente previsto.
  Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul Testo alternativo del relatore di minoranza, Colletti, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio).
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Adornato, Dellai, Carloni, Romano.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti e votanti  427   
   Maggioranza  214   
    Hanno votato
 108    
    Hanno votato
no  319).    

Pag. 20

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Silvia Giordano 4.1.

  SILVIA GIORDANO. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  SILVIA GIORDANO. Presidente, ritiro l'emendamento.

  PRESIDENTE. Sta bene.
  Passiamo alla votazione dell'emendamento Colletti 4.4, sul quale vi è il parere favorevole della Commissione e del Governo. Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colletti 4.4.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Fratoianni, Luigi Gallo, Fauttilli.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti  422   
   Votanti  420   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  211   
    Hanno votato
 416    
    Hanno votato
no    4).    

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Sisto 4.5, sul quale vi è il parere contrario della Commissione e del Governo.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Sisto. Ne ha facoltà.

  FRANCESCO PAOLO SISTO. Presidente, anche qui solleciterei il relatore ad un chiarimento: se la norma già fosse stata assunta nel rispetto del diritto della privacy – la parola privacy, grazie a Dio, è stata recepita nel nostro sistema, quindi non posso essere accusato di alcuna anglofilia –, cioè se questa raccolta dei dati avviene già rispettando queste regole, queste modalità, compreso il rispetto del diritto alla privacy, io sarei ben disponibile a ritirare questo emendamento, come già ritiro, invece, il 4.6.

  FEDERICO GELLI, Relatore per la maggioranza. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  FEDERICO GELLI, Relatore per la maggioranza. Intervengo solo per ribadire che ovviamente sono dati sensibili e quindi sono soggetti alla privacy. Dunque, confermo quello che diceva il collega Sisto.

  PRESIDENTE. A questo punto deduciamo che...

  FRANCESCO PAOLO SISTO. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  FRANCESCO PAOLO SISTO. Con questo chiarimento, ritiro l'emendamento.

  PRESIDENTE. Quindi, sono ritirati gli emendamenti Sisto 4.5 e 4.6.
  Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 4, nel testo emendato.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Pili, Lombardi...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti e votanti  425   
   Maggioranza  213   
    Hanno votato
 425).    

Pag. 21

(Esame dell'articolo 5 – A.C. 259-A ed abbinate)

  PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 5 e delle proposte emendative ad esso presentate (Vedi l'allegato A – A.C. 259-A ed abbinate).
  Se nessuno chiede di intervenire sul complesso degli emendamenti, invito il relatore ad esprimere i pareri della Commissione.

  FEDERICO GELLI, Relatore per la maggioranza. Grazie, Presidente. La Commissione esprime parere contrario sull'emendamento Colletti 5.1, sul Testo alternativo del relatore di minoranza, Colletti e sull'emendamento Vargiu 5.2.
  La Commissione esprime parere favorevole sull'emendamento Lenzi 5.3, mentre esprime parere contrario sugli emendamenti Binetti 5.5, Sisto 5.6, Colletti 5.7 e 5.28.
  La Commissione esprime parere favorevole sull'emendamento Capone 5.8 se riformulato nel modo seguente: Al comma 1, primo periodo, sostituire le parole da: indicate, fino alla fine dell'articolo con le seguenti: elaborate dalle società scientifiche iscritte in apposito elenco istituito e regolamentato con decreto del Ministero della salute da emanare entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. Ai fini della presente legge, le linee guida vengono inserite nel sistema nazionale delle linee guida (SNLG) e pubblicate sul sito dell'Istituto superiore di sanità. La Commissione formula un invito al ritiro sull'emendamento Monchiero 5.9 perché viene assorbito dalla riformulazione.

  PRESIDENTE. Però, io non so se la riformulazione in questo caso noi la rivotiamo esattamente qui. Quindi se lei mi dice che è un invito al ritiro, altrimenti parere contrario, a prescindere...

  FEDERICO GELLI, Relatore per la maggioranza. Sì, contrario.

  PRESIDENTE. Perfetto.

  FEDERICO GELLI, Relatore per la maggioranza. La Commissione esprime parere contrario sugli emendamenti Di Vita 5.10, Colletti 5.11 e 5.12, Amato 5.13, Lenzi 5.14, Calabrò 5.15 e 5.16, Miotto 5.17, Nicchi 5.18, Colletti 5.19, Miotto. 5.20 e 5.21, Colletti 5.24, 5.25, 5.23 e 5.26.

  PRESIDENTE. Il successivo emendamento Monchiero 5.27 ci risulta ritirato.
  Il Governo ?

  VITO DE FILIPPO, Sottosegretario di Stato per la salute. Presidente, grazie, il parere del Governo è conforme a quello del relatore anche nella riformulazione dell'emendamento Capone 5.8.

  PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Colletti 5.1.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bonafede. Ne ha facoltà.

  ALFONSO BONAFEDE. Grazie Presidente. Viene introdotto con questo articolo un passaggio molto importante di questa proposta di legge cioè quello relativo alle buone pratiche clinico-assistenziali e le raccomandazioni previste dalle linee guida. Vedremo che questo articolo è importante anche alla luce, e soprattutto alla luce, di quello che viene specificato successivamente negli articoli successivi riguardo alla responsabilità medica.
  Ora, il tema della responsabilità medica è un tema molto delicato, perché chiaramente da un lato ci sono i diritti del paziente, del malato, che tra l'altro sono diritti costituzionalmente garantiti (abbiamo il diritto alla salute), dall'altro abbiamo i medici, il personale sanitario, che devono lavorare necessariamente in una situazione di rischio, perché un errore commesso da un medico è un errore certamente più grave di un errore commesso da un altro professionista, nel momento in cui l'errore del medico incide sul diritto alla salute. Allora, chiaramente, contrariamente a quanto è stato fatto in Pag. 22passato con interventi sporadici e poco coordinati, qui si dovrebbe cercare di trovare un punto di equilibrio, cioè garantire che un medico possa lavorare in una situazione di serenità nello svolgere il suo lavoro, sapendo che l'errore, fino ad un certo punto, nell'ambito di quella professione che di per sé è pericolosa, deve essere in qualche modo scusabile o comunque non attaccabile in maniera esagerata. Quello che la maggioranza fa è non affidarsi ad una situazione di perizia (poi vedremo negli articoli successivi che anche il MoVimento 5 Stelle è d'accordo sul fatto di non attaccare il personale medico in situazioni in cui non è corretto attaccare i medici perché stanno facendo un lavoro delicato e si sono comportati magari in quella fattispecie correttamente), ma si dà la possibilità, attraverso l'instaurazione di queste linee guida in cui società scientifiche non definite in questo provvedimento hanno un ruolo fondamentale, di individuare la diligenza del medico e dell'operatore sanitario. Questo è un punto molto delicato, perché noi stiamo dicendo che queste società, attraverso queste linee guida, stabiliranno cosa è ingiusto per il paziente e cosa non lo è. Questo noi non possiamo permettercelo, perché forse allora già in questa fase dovrà esserci un'indicazione sulle società scientifiche. Delegare a un momento successivo un punto così importante è sbagliatissimo, perché il Parlamento deve poter verificare anche quella fase.
  Ma un altro aspetto che, secondo me, è sottovalutato, e invito a riflettere tutti i medici che ci sono qui o comunque gli addetti ai lavori che conoscono il sistema sanitario e le dinamiche all'interno del sistema sanitario, è che ogni fattispecie ha delle sue peculiarità. Noi non possiamo, in astratto, individuare dei punti che escludono o che includono la colpa, perché allora vi chiedo: quando un medico, un bravo medico, uno di quei medici che magari riesce a salvare una persona come non farebbero altri 50, 60 medici, quando sente di dovere violare in quel momento un protocollo standard per salvare la vita del paziente, e facendolo salverà la vita del paziente, cosa deve fare in quel momento ? Deve pensare che è meglio stare al sicuro all'interno di quelle linee guida scritte da società scientifiche che ancora non conosciamo ? Dal nostro punto di vista dovrebbe essere valutato caso per caso, in base alle regole che ci sono della diligenza e della perizia, quanto è stato diligente il medico Non si può fare tutto ciò all'inizio e in astratto, in base a regole date da società che attualmente non conosciamo e che magari sono composte da persone che hanno un interesse a salvaguardare un certo tipo di responsabilità. Non possiamo, lo ripeto, e non sto pensando al cattivo medico, ma al medico bravo, quello che ha bisogno della sua libertà di lavoro, quello che conosce il suo lavoro e sa quando deve intervenire, quando deve seguire anche quell'istinto che non può essere protocollato all'origine.

  PRESIDENTE. Avverto che anche il gruppo del MoVimento 5 Stelle ha esaurito il tempo previsto dal contingentamento per il seguito dell'esame. Essendone stata fatta richiesta, come da prassi, la Presidenza concederà un tempo aggiuntivo pari a un terzo di quello originariamente previsto.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lenzi. Ne ha facoltà.

  DONATA LENZI. Presidente, noi riteniamo questo articolo particolarmente importante e credo che dobbiamo riconoscere al relatore lo sforzo di tener conto delle sollecitazioni che sono pervenute e che erano contenute anche negli emendamenti degli altri gruppi. Mi riferisco, in particolare, a quelle che si riferivano al Sistema nazionale delle linee guida di cui avevamo discusso precedentemente e sulle quali avevamo detto: attenzione, sono ricomprese nell'articolo 5. Nell'articolo 5 si vuole sottolineare l'importanza di fare riferimento sia alla pratica clinica, come si forma nell'esperienza dei professionisti, sia a linee guida, però, non nel riferimento generico della normativa attualmente in vigore, quella della cosiddetta legge Balduzzi, ma dando maggiore certezza a Pag. 23quelle linee guida, inserendole, quindi, all'interno del Sistema nazionale delle linee guida, rendendole note, pubbliche, possibili anche di confronto scientifico, riconoscendo la necessaria dinamicità delle linee guida; ciò perché arrivano nuove scoperte, nuovi farmaci, innovazione all'interno delle procedure che vengono adottate e che vanno recepite e accolte; quindi, è un sistema dinamico e non statico. E si prevede inoltre un meccanismo nei confronti del quale il Ministero della salute deve mettere il bollino, deve, in qualche modo, accreditare, tra le società scientifiche, tra le oltre 500 che vi sono nel nostro Paese, quelle veramente significative, rappresentative, collegate alle migliori esperienze, agli studi scientifici internazionali, le cui linee guida assumono, quindi, una valenza particolare e possono essere utilmente utilizzate anche all'interno del procedimento.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Baroni. Ne ha facoltà.

  MASSIMO ENRICO BARONI. Grazie, Presidente; mi fa piacere che finalmente si è usciti allo scoperto, perché nella dichiarazione dell'onorevole Lenzi sostanzialmente si è ammessa l'enorme pressione che si attua all'interno del Sistema nazionale delle linee guida; si è ammesso che si sono pregati elementi del Governo e della maggioranza di espropriare eventuali pubblici ufficiali che lavorano al Sistema nazionale delle linee guida, perché non accolgono, con sufficiente celerità, il nuovo farmaco, non raccolgono con sufficiente celerità il nuovo macchinario. Tuttavia, faccio presente all'onorevole Lenzi che, nel frattempo, le linee guida possono essere pubblicate dagli ordini professionali, dalle società scientifiche e, nelle more della pubblicazione delle linee guida dell'Istituto superiore di sanità, valgono criteri internazionali diffusi dalla comunità scientifica per accreditare una linea guida che nel frattempo non è stata pubblicata dall'Istituto superiore di sanità. Tutto questo meccanismo è già noto agli addetti ai lavori e ai tribunali; lo si sta cambiando per favorire le lobby e i portatori di interesse (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Burtone. Ne ha facoltà.

  GIOVANNI MARIO SALVINO BURTONE. Grazie, Presidente, intervengo per ribadire la condivisione del lavoro fatto dal relatore e dal Governo. Noi non possiamo sostituire la professionalità acquisita dai medici, prima nei corsi universitari e poi nella pratica, soltanto con le linee guida; le linee guida aggiungono. Tra l'altro, dobbiamo tenere presente che c’è una continua evoluzione scientifica che si realizza, non soltanto in laboratorio, ma soprattutto nella pratica e, quindi, le linee guida potrebbero essere superate. Allora, che cosa mi permetto di dire ? Sì, bene, le linee guida, però teniamo presente che guardano alla malattia e non al malato, quindi, il rapporto che bisogna sottolineare, mettere come centrale, è il rapporto medico-paziente. Soltanto in un rapporto di questo tipo, tenendo conto le variabili che ci possono essere in un caso, noi possiamo fare buona medicina (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

  MARIO MARAZZITI, Presidente della XII Commissione. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  MARIO MARAZZITI, Presidente della XII Commissione. Signor Presidente, volevo dare atto a tutti i colleghi del lavoro che si è fatto in Commissione su questo punto, perché è un punto particolarmente sensibile.
  E, infatti, scioglie la genericità di un riferimento vago alla comunità scientifica nazionale o internazionale, il quale riferimento può essere impugnato da più parti ed è in continua evoluzione, anche perché in Italia esistono molte società scientifiche, a volte più di una per ognuna delle Pag. 24discipline, e quindi è molto difficile avere un punto fermo. Per cui è stato ed è molto facile che dei periti di parte possano fare riferimento all'una o all'altra linea proprio per tirare dalla propria parte il vantaggio. Allora, la Commissione, fissando finalmente un meccanismo di certezze, ha fatto sì che, quindi, si cerchi, con le società scientifiche, di arrivare a dei punti consolidati, e questo vale nel confronto internazionale; si fa riferimento alle buone pratiche, si fa riferimento, quindi, alla professione medica e, al tempo stesso, si crea un sistema nazionale di linee guida dove il Ministero della salute, prima, certifica quali sono le società scientifiche accreditate, poi, la comunità scientifica si assume la responsabilità di recepire le linee guida, linee-guida che sono vagliate, aggiornate, pubblicate e rese note in maniera costante dall'Istituto superiore di sanità che assume un ruolo significativo nel nostro Paese anche per un sistema di certezze. Quindi, volevo ringraziare i colleghi per il punto raggiunto su questo tema e penso che aiuti l'Aula a sapere che non ci sono state pressioni e interessi di alcun tipo nel lavoro della Commissione, almeno nel modo in cui abbiamo lavorato.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Grillo. Ne ha facoltà.

  GIULIA GRILLO. Grazie, Presidente. Questo articolo 5 che è indissolubilmente legato all'articolo 6 – perché di fatto viene esclusa la colpa grave qualora il medico si attenga a queste linee guida, quindi, ovviamente, è un altro strumento di depenalizzazione dell'atto medico, oltre a svilire l'autonomia del professionista, come già ha detto il collega Burtone, con cui mi devo per forza trovare d'accordo – ci preoccupa anche perché – gentile sottosegretario – le norme sul conflitto di interessi, purtroppo, in Italia, oggi, sono troppo a maglie larghe e, quindi, a meno che voi non facciate una nuova legge sul conflitto di interessi, noi non abbiamo alcuna sicurezza che la selezione che voi farete sulle società scientifiche per inserirle all'interno di questo elenco possa effettivamente tenere conto di tutte le possibilità di conflitto di interessi che una società scientifica ha. Infatti, le stesse società scientifiche, purtroppo, come sappiamo, come ci è capitato, ricevono finanziamenti, spesso, da aziende produttrici di farmaci o produttrici di un dispositivo o produttrici di un qualunque oggetto economico che possa essere «perorato» all'interno di quella linea guida. Quindi, noi non abbiamo alcuna fiducia che questa selezione, questo accreditamento sia idoneo ed era per quello che chiedevamo – come le ho detto – che fosse solo l'Istituto superiore di sanità, eventualmente avvalendosi di consulenti o di esperti o con un tavolo ministeriale, a redigere le linee guida. In più ricordo anche che il collega Calabrò giustamente diceva: escludiamo così le società internazionali, quindi ci leviamo una fetta enorme di linee guida, perché dobbiamo utilizzare solo le società nazionali e, quindi, comprimiamo, ovviamente, la possibilità di fare delle linee guida; ove la società nazionale non sia collegata a quella internazionale, perché non è detto che lo sia, ciò ovviamente, ci limita nella possibilità di redigere linee guida quanto più adatte al contesto internazionale in cui viviamo (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  VITO DE FILIPPO, Sottosegretario di Stato per la salute. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  VITO DE FILIPPO, Sottosegretario di Stato per la salute. Signor Presidente, volevo soltanto segnalare che questa riformulazione accoglie innanzitutto gran parte, non solo del dibattito, ma anche di molti emendamenti che sono stati, ovviamente nella sintesi della riformulazione, contenuti dentro questo nuovo testo. E vorrei ricordare all'onorevole Grillo che l'Istituto superiore di sanità non è cosa altra dal Ministero della salute, nel senso che è un istituto che lavora in assoluto e totale contatto, a parte come relazioni istituzionali normative che sono previste Pag. 25nel rapporto tra Ministero e Istituto superiore di sanità, quindi, ci sentiamo di dire che l'Istituto superiore di sanità è anche il Ministero della salute. La formulazione che viene proposta ovviamente prevede una fase di accreditamento di queste società scientifiche.
  Vorrei garantire al Parlamento, anche sulla base di un'interlocuzione e di un'informazione che potremo offrire nel corso di quella fase, che proveremo ad utilizzare tutti gli strumenti di accertamento, di verifica di incompatibilità e anche di conflitti di interesse: sarebbe alquanto clamoroso che, nell'accreditamento di queste società, introducessimo società che hanno palesi conflitti di interesse, e quindi proporrebbero strumenti tecnici e scientifici non adeguati ad una partita così fondamentale. Sulle linee guida, infatti, si basa uno dei pilastri di questa norma, che è quella che consentirà di accertare e verificare puntualmente il comportamento di tanti operatori sanitari nelle strutture del sistema sanitario del nostro Paese. Quindi, se questo è il punto, mi sentirei di garantire assolutamente tale processo di verifica, e che non utilizzeremo lo strumento del decreto ministeriale di nascosto da un lavoro che invece il Parlamento ha l'obbligo di conoscere.

  GIULIA GRILLO. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  GIULIA GRILLO. Signor Presidente, voglio replicare al sottosegretario solo con un dato di fatto: ho fatto una segnalazione all'Autorità nazionale anticorruzione perché il sito dell'Aifa, dell'Agenzia italiana del farmaco, non pubblica tutti i dati relativi ai convegni organizzati dalle case farmaceutiche, quando invita membri o del Comitato rimborsi e prezzi o della Commissione tecnico-scientifica, quindi con eventuali oneri economici. È un obbligo che l'Agenzia del farmaco avrebbe, e cui non ottempera. Mi scusi, sottosegretario, ma io ho necessità di sapere se un'azienda farmaceutica paga uno dei membri della commissione tecnico-scientifico o del Comitato rimborsi e prezzi, o di qualunque altro soggetto che lavora all'interno dell'Agenzia del farmaco. Quindi le dico (mi dispiace contraddirla) che ad oggi gli strumenti a disposizione per far controllare dall'esterno l'assenza di conflitti di interessi non sono idonei, e non posso purtroppo dare per buone le valutazioni che ha appena espresso (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colletti 5.1, con il parere contrario di Commissione e Governo.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Sarti...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  426   
   Votanti  424   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  213   
    Hanno votato
 106    
    Hanno votato
no  318).    

  Passiamo alla votazione del Testo alternativo del relatore di minoranza, Colletti.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bonafede. Ne ha facoltà.

  ALFONSO BONAFEDE. Presidente, mi limito a dire che con il Testo alternativo del MoVimento 5 Stelle si pone un punto centrale sull'obbligo di informazione e il consenso informato. Questo è un punto importante, perché la diligenza del medico va chiaramente valutata anche alla luce del suo adempimento rispetto agli obblighi di informazione del paziente. Lo leggo brevemente: «Il medico deve informare il paziente in modo completo e comprensibile sulla diagnosi, sulla prognosi, sullo Pag. 26scopo e sulla natura del trattamento sanitario proposto, sulla sua portata ed estensione, sui rischi delle procedure diagnostiche e terapeutiche, sui risultati conseguibili, sugli eventuali effetti collaterali, sulla possibilità di conseguire il medesimo risultato attraverso altri interventi o trattamenti sanitari e sui relativi rischi, nonché sulle conseguenze del rifiuto al trattamento sanitario». Si chiede sostanzialmente che il paziente venga informato in maniera completa sui rischi, invece che sui possibili esiti positivi, rispetto al trattamento cui si sottopone: non capisco perché non si voglia intraprendere un percorso di questo tipo, in cui la valutazione della responsabilità del medico viene effettuata chiaramente in relazione all'attività concreta posta, che include anche l'informazione del paziente.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul testo alternativo del relatore di minoranza, Colletti, con il parere contrario di Commissione e Governo.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Calabrò, Furnari, Palazzotto, Di Lello...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  433   
   Votanti  430   
   Astenuti    3   
   Maggioranza  216   
    Hanno votato
 100    
    Hanno votato
no  330).    

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Vargiu 5.2.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Vargiu. Ne ha facoltà.

  PIERPAOLO VARGIU. Presidente, anche qui l'intervento è più che nella speranza di avere il consenso dell'Aula, per la necessità di lasciare qualche considerazione a memoria futura.
  Credo che le linee guida, purtroppo, possano essere la tomba di questo progetto di legge, nel senso che forse è meglio che su di esse facciamo un ragionamento un po’ più attento, perché purtroppo l'interpretazione che delle linee guida dà il mondo sanitario è completamente differente dalla percezione che delle stesse linee guida ha il mondo giuridico.
  Mi spiego meglio: mentre per chi opera nel mondo della sanità le linee guida rappresentano un suggerimento flessibile, per chi opera all'interno dei tribunali le linee guida rischiano di essere una sorta di lista della spesa che debba essere rispettata in modo pedissequo. Mi spiego ancora meglio: le linee guide per un buon parto sono ad oggi ovviamente differenti nel piccolo ospedale di La Maddalena, un ospedale dell'isola di Sardegna sicuramente sotto i 500 parti l'anno, che sono suggeriti come livello ottimale standard dall'Organizzazione mondiale della sanità, rispetto ad un ospedale al centro di Milano che fa 2.000 parti all'anno e che ha una neonatologia e una rianimazione. Per cui la linea guida non può mai essere interpretata come qualcosa di statico o come qualcosa che vale nello stesso modo alle 11 di mattina, quando un ospedale lavora nel pieno della sua efficienza e del suo ritmo, e alle 3 di notte, quando un ospedale viene svegliato in reperibilità per un'urgenza; mentre dentro le aule dei tribunali le linee guida diventano una notte durante la quale tutte le vacche appaiono di color nero.
  Il tema delle linee guida diventa allora centrale in questa legge, perché linee guida che non siano flessibili, che siano rigide, che non facciano capire ai tribunali che le dovranno applicare che si tratta semplicemente di indicazioni di indirizzo, e non di liste della spesa, corrono il rischio non solo di non smantellare la medicina difensiva, ma addirittura di diventare un paradigma di medicina difensiva: nel senso che le linee guida saranno garantiste nei confronti del paziente e ciascun medico, Pag. 27per scaricarsi la responsabilità, rischierà di applicarle pedissequamente dalla A alla Z, come se fossero una checklist che non dev'essere saltata neanche in un passaggio, con aggravio di costi inappropriati per il Sistema sanitario nazionale.
  Il tema dell'emendamento è dunque quello di trovare un organismo che sia duttile, flessibile e neutro rispetto alle stesse strutture ministeriali, che possa essere punto di riferimento centrale per le linee guida. Un organismo sostanzialmente affidato alle associazioni che rappresentano le professioni, cioè agli ordini professionali dei medici, ai collegi che rappresentano le professioni sanitarie, in modo che il monitoraggio dell'equilibrio dell'attuazione dei provvedimenti relativi alle linee guida possa essere assegnato direttamente alle professioni: sottraendoli in una certa misura persino alla certificazione, alla «bollinatura» ministeriale dell'Istituto superiore di sanità, perché questa può essere non terza rispetto a coloro che devono materialmente applicare, nella trincea quotidiana, il tema delle linee guida.
  Per cui con accoratezza chiedo ai relatori, ma chiedo soprattutto all'Aula, chiedo ai colleghi che hanno seguito questo provvedimento, di tenere bene a mente tale rischio, che oggi grava drammaticamente sul tema delle linee guida e che rischia di essere una sorta di bomba ad orologeria che disattiva complessivamente quanto di buono è contenuto all'interno del testo (Applausi di deputati del gruppo Scelta Civica per l'Italia).

  FEDERICO GELLI, Relatore per la maggioranza. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  FEDERICO GELLI, Relatore per la maggioranza. Grazie, Presidente, per argomentare e anche rispondere al collega Vargiu, il quale, fra l'altro, ringrazio per il contributo che ha dato quando era precedentemente relatore a questo provvedimento prima del sottoscritto, in merito all'obiettivo che noi vogliamo raggiungere e auspichiamo, sul quale abbiamo verificato, fatto approfondimenti e ci siamo confrontati rispetto a quello che avviene anche in altri Paesi europei: mi riferisco ad organismi indipendenti che hanno una funzione fondamentale, come il NICE inglese o altre esperienze similari.
  Sicuramente, potrà essere quello il nostro obiettivo futuro, il nostro punto di arrivo, l'elemento fondamentale sul quale sicuramente la scienza, in tutte le sue espressioni, potrà in maniera autonoma e indipendente dare il proprio contributo all'elaborazione delle linee guida e delle evidenze scientifiche. Certo è che, per arrivare a questo obiettivo, per raggiungere questo obiettivo, noi abbiamo pensato che non potevamo attendere l'istituzione o la realizzazione di questo nuovo soggetto, che necessita dei suoi tempi, va ponderato.
  Nella proposta del collega Vargiu c’è un'ipotesi, che, ad esempio, personalmente non condivido, sull'attribuzione dei ruoli delle rappresentanze; quindi, è evidente che c’è bisogno di un approfondimento e di un'elaborazione. Ma poi, soprattutto, c’è un problema anche di sostenibilità economica. Voglio dire che su questo emendamento, ovviamente, c'era un parere negativo della Commissione bilancio, perché, è evidente, veniva considerato come un aggravio di costo.
  Allora, voglio dire che, in attesa che il nostro Paese, che il Governo e che il Parlamento possano andare a disciplinare questa materia e possano ricollocarla nel luogo, a mio avviso, deputato per eccellenza, che è quello di un organismo indipendente, non possiamo, in attesa di tutto questo, dire che siamo fermi, siamo immobili rispetto alla normativa europea e rispetto alla nostra normativa italiana.
  Ed è per questo che abbiamo trovato questa soluzione, questa formulazione, dando un ruolo e un'importanza all'Istituto superiore di sanità, che sappiamo essere uno strumento operativo del Ministero, e, attraverso la collaborazione con le società scientifiche, così come diceva il sottosegretario, noi vogliamo vedere di Pag. 28arrivare ad un punto finale di arrivo su questa tematica, che è sicuramente centrale rispetto al nostro testo.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Monchiero. Ne ha facoltà.

  GIOVANNI MONCHIERO. Sì, volevo chiarire le ragioni, anche per questioni interne al nostro gruppo, per le quali condivido pienamente quanto ha detto adesso il relatore, anche perché questo tema è uno dei punti centrali della legge.
  Si trattava di contemperare più esigenze: da un lato, avere delle linee guida rapidamente disponibili, e di questo ha già abbastanza parlato Gelli perché debba aggiungere alcunché; dall'altro, anche di avere un soggetto terzo rispetto alle stesse società scientifiche, un soggetto di garanzia che valorizzi e che valuti le linee guida e che ammetta alla loro predisposizione soltanto alcune società scientifiche altamente qualificate.
  Quindi, avere in tempi immediati la possibilità di ufficializzare le linee guida, secondo me, è una cosa talmente importante, un pilastro su cui si regge tutta la legge, ed è per questa ragione che, con rammarico, non condivido l'opinione del collega Vargiu e voteremo contro questo emendamento.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Vargiu 5.2, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Tancredi, Dall'Osso, Parisi, Guidesi, Tripiedi...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  438   
   Votanti  422   
   Astenuti   16   
   Maggioranza  212   
    Hanno votato
   7    
    Hanno votato
no  415).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Lenzi 5.3, con il parere favorevole della Commissione e del Governo.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Gigli, Piepoli, Tidei...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti  437   
   Votanti  430   
   Astenuti    7   
   Maggioranza  216   
    Hanno votato
 422    
    Hanno votato
no    8).    

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Binetti 5.5, sul quale vi è il parere contrario della Commissione e del Governo.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Binetti. Ne ha facoltà.

  PAOLA BINETTI. Proprio l'importanza che è stata attribuita anche nell'ambito di questo articolo della legge alle linee guida e l'enfasi con cui si è messa in evidenza la difficoltà di accreditare correttamente le linee guida tra le diverse società scientifiche, fino ad arrivare a una sorta di imprimatur dell'Istituto superiore di sanità, collocandosi tra il dibattito delle linee guida italiane e le linee guida internazionali, rende abbastanza vincolante e stringente, nella logica della medicina delle assicurazioni, il fatto che i medici seguano le linee guida.
  Può capitare quello che ha accennato e riassunto prima molto chiaramente il collega Vargiu, dicendo che le linee guida lette nel contesto clinico hanno carattere di orientamento e lette nel contesto, chiamiamolo così, più del diritto, e anche con Pag. 29le sue conseguenze sul piano penale e sul piano civile, hanno più un carattere proprio precettivo.
  In questa logica, che tiene conto, insisto, da una parte della complessità e della varietà delle linee guida disponibili, dell'accreditamento che di queste linee guida fa l'Istituto superiore di sanità, cercando, mi auguro, anche la giusta armonizzazione tra quelle emanate sul piano nazionale e quelle sul piano internazionale, tra la diversa lettura e il diverso uso a cui sono soggette queste linee guida a seconda dell'interlocutore, insisto, da una parte la magistratura e, dall'altra parte, il mondo e il contesto della sanità, credo che sia fondamentale che il medico scriva in cartella ogni volta che per una decisione che assume si attiene a un criterio che è diverso da quello delle linee guida.
  D'altra parte, abbiamo detto tante volte, e vale la pena ribadirlo, che nella realtà non esistono le malattie, ma esistono i malati e che la categorizzazione dei quadri nosologici in malattie serve a una semplificazione che ci permette di fare delle diagnosi, in qualche modo, categoriali, ma, nello stesso tempo, non esaurisce mai la complessità del singolo malato. Allora, è giusto che noi lasciamo una porta aperta al medico, che è quella di dire: ho preso una decisione diversa da quella che è contenuta nelle linee guida, ma documentatamente la scrivo e la trascrivo in cartella.
  Non ho capito, sinceramente, perché l'emendamento sia stato bocciato, perché l'emendamento appartiene alla cultura medica in modo, direi, assolutamente condiviso e, nello stesso tempo, è una tutela per il medico, ma è anche una garanzia per il paziente, nel senso che, se quel medico ha applicato una cosa diversa da quella prevista dalle linee guida, lo ha fatto in scienza e coscienza e di questo dà conto nell'ambito della cartella clinica, che potrebbe, peraltro, poi essere impugnata in occasione di un contenzioso.
  Reputo davvero importante, a mio avviso, mantenere questo criterio di rispetto per la libertà del medico di intervenire tenendo conto delle linee guida, ma assumendosi anche la responsabilità di poter operare parzialmente in dissenso; più che in dissenso delle linee guida, direi con una maggiore adesione al problema posto dal malato. Noi parliamo tante volte di centralità del malato: non possiamo fare in modo di avere una sanità che, invece di guardare alla centralità del malato, guardi alla centralità delle linee guida.
  Le linee guida sono uno strumento, ma non sono il fine di quella che è la sanità. Quindi, vorrei comunque che questo emendamento fosse messo ai voti; accetto anche, con il parere negativo del Governo, la bocciatura dell'Aula, ma di questa bocciatura bisogna dare atto a tutta la classe medica, perché la classe medica deve sapere che questo punto, messo in questo modo, comporta una vincolatività, comporta una sorta di meccanismo precettivo, un automatismo che sfugge veramente alla logica della clinica medica e del ragionamento clinico (Applausi dei deputati del gruppo Area Popolare (NCD-UDC)).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Baroni. Ne ha facoltà.

  MASSIMO ENRICO BARONI. Signor Presidente, per annunciare voto favorevole all'emendamento.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Bonafede. Ne ha facoltà.

  ALFONSO BONAFEDE. Signor Presidente, semplicemente per sottolineare che, proprio in virtù di quello che dicevo prima, cioè l'importanza di individuare nella fattispecie concreta e nel caso specifico cosa ha fatto realmente il medico, perché si è comportato in una determinata maniera e non in un'altra e proprio per tutelare i bravi medici rispetto a quelli che, invece, non dovrebbero fare quel mestiere, questo emendamento è da accogliere nella misura in cui specifica un riferimento che altrimenti rimarrebbe vuoto. Fare riferimento alle specificità del caso concreto non vuol dire niente o Pag. 30comunque potrebbe essere meglio integrato se nel caso concreto il medico potesse dire perché si è mosso in una determinata maniera.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gigli. Ne ha facoltà.

  GIAN LUIGI GIGLI. Signor Presidente, prima di motivare anch'io il perché sono favorevole all'emendamento della collega Binetti, mi consenta di esprimere il mio profondo disappunto, perché nella votazione riguardante il precedente emendamento, a firma degli onorevoli Lenzi e Carnevali, non vi è stato materialmente il tempo nemmeno per alzare la mano, che ho alzato immediatamente, come testimoniano i colleghi, e la votazione, nonostante i richiami effettuati anche ad alta voce affinché venisse fermata per permettermi di intervenire, non è stata arrestata.
  A questo punto aggancio quello che avrei voluto dire riguardo al precedente emendamento a quello dell'onorevole Binetti. Con l'emendamento dell'onorevole Lenzi è stata creata una nuova settorializzazione della medicina; tradizionalmente siamo abituati a distinguerla appunto in un approccio di medicina preventiva, di diagnostica, di terapia e di riabilitazione. È stata, tra virgolette, «coniata», anche una nuova categoria che è quella appunto della palliazione, la quale non è che non esista di per sé, ma era ricondotta da sempre all'ambito appunto della terapia, tant’è che si chiamavano terapie palliative.
  Allora, io mi chiedo perché non avrebbero dovuto entrarci, con lo stesso livello, con lo stesso grado appunto di dignità, altre specifiche che potevano starci tranquillamente, oltre a quelle della palliazione. Poteva entrarci, che ne so, la medicina omeopatica o quello che vi pare.
  Pertanto, io credo che lo scopo di quell'emendamento sia stato un altro ed è per questo che è importante votare l'emendamento dell'onorevole Binetti, perché, se questa volesse essere la premessa per una codificazione dei comportamenti da tenere davanti al malato terminale, comportamenti da tenere sulla base di presunte regole di condotta alle quali il medico è tenuto ad attenersi sempre e comunque, io credo che l'emendamento dell'onorevole Binetti, che lascia al medico la libertà, motivandola, di sottrarsi anche a linee guida riconosciute, sia un emendamento da accogliere a difesa della scienza e della coscienza del medico.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Binetti 5.5, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  De Menech, Piepoli, Greco, Abrignani, Rabino, Malpezzi, Busto, Tidei, Boccuzzi, Amodio, Ginato...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti e votanti  437   
   Maggioranza  219   
    Hanno votato
 154    
    Hanno votato
no  283).    

  (Il deputato Vazio ha segnalato di non essere riuscito ad esprimere voto contrario).

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Sisto 5.6.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Sisto. Ne ha facoltà.

  FRANCESCO PAOLO SISTO. Signor Presidente, il gruppo Forza Italia non è intervenuto prima perché la discussione è stata già ampiamente condotta anche attraverso l'intervento del relatore, ma vorrei che fosse chiaro ed evidente che le linee guida, o meglio, come in questo testo sono definite, le raccomandazioni che riguardano le linee guida, sono una necessità.Pag. 31
  Una necessità perché noi ci siamo sempre doluti della mancanza di regole nel governo delle responsabilità professionali, cioè a seconda di chi, consulenti o periti, dovesse valutare la corretta condotta del medico, poiché a seconda delle scuole di appartenenza, vi erano delle differenti regole. Questa è la verità, per cui non vi era assolutamente certezza del diritto e, tenuto conto che le norme penali incriminatrici sono norme in bianco, che non dettano le regole della concreta condotta, è evidente che c'era la necessità che fossero i medici a scriversi le regole e non che i medici se le facessero scrivere da altri. Questo è il punto cruciale che ha ispirato l'articolo 3 della legge Balduzzi e che, migliorandone il testo, ispira questa riforma. Quindi attenzione alla necessità che le linee guida e le raccomandazioni costituiscano il minimo garantito, il livello minimo per evitare che il paziente subisca delle conseguenze non codificate, per invitare il medico ad essere più attento e per evitare sia soggettività sia l'incertezza del precetto. Con le linee guida – sostanzialmente con le raccomandazioni – abbiamo un paziente certamente più protetto e più, tra virgolette, «curato». La collega Binetti ha posto l'accento su un passaggio che è anche proprio del mio emendamento: le linee guida non devono essere una camicia di forza, tant’è che nella norma è espressamente scritto che sono derogabili, ma derogabili secondo le buone pratiche clinico-assistenziali. In altri termini, noi scriviamo le regole con delle linee guida che siano codificate e siano note e pubblicate, linee guida e raccomandazioni che non sono obbligatorie e inderogabili ma che, a fronte di buone pratiche clinico-assistenziali, possono essere motivatamente derogate. Io non sono d'accordo a scriverle obbligatoriamente nella cartella clinica, quello poi dipende da luoghi, tempi e situazioni, conosciamo bene le vicissitudini delle cartelle cliniche e quanto molte volte sia difficile immediatamente trascriverle, possono essere trascritte anche in momenti successivi. La sanità non è soltanto una stereotipata esercitazione burocratica, ma deve essere ragionevole approccio alla realtà della patologia del rapporto medico-paziente. Allora a me sembra che sostanzialmente il punto di riferimento di questa riforma siano le raccomandazioni previste dalle linee guida, che le buone pratiche autorizzino alla deroga alle linee guida che sono citate in questa norma, sicché nel combinato disposto del minimo livello codificato, che sono le raccomandazioni, si inserisce il rispetto delle buone pratiche che autorizzano motivatamente, per ragioni cliniche, la deroga alle linee guida, sicché il sistema è assolutamente perfetto dal punto di vista del rispetto della capacità del medico di adeguarsi ragionevolmente alle minime prescrizioni delle linee guida ma di farle sue e derogarvi quando le buone cure lo ritengano necessario. Mi sembra che da questo punto di vista il sistema non presenti delle crepe, delle critiche di carattere metodologico. Qual è la resistenza ? È quella di chi vuole che il medico possa decidere sempre e soltanto di testa sua; rectius, che i consulenti possano decidere sempre e soltanto di testa loro. Così non è e non deve essere, il paziente ha diritto a conoscere i minimi livelli, le minime regole e da questo punto di vista il mio emendamento poneva le raccomandazioni prima delle buone pratiche perché sono derogabili in virtù delle buone pratiche, ma ovviamente, riservando ad una riflessione del relatore questo tema, sono così interessato all'approvazione di questi passaggi – linee guida, capacità di deroga in nome delle buone pratiche – che ritiro l'emendamento.

  PRESIDENTE. Sta bene. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colletti 5.7, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Ascani, Giachetti, Greco, Rabino, Giorgis, Segoni, Caruso...
  Dichiaro chiusa la votazione.Pag. 32
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti e votanti  437   
   Maggioranza  219   
    Hanno votato
 110    
    Hanno votato
no  327).    

  Passiamo all'emendamento Colletti 5.28.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cozzolino. Ne ha facoltà.

  EMANUELE COZZOLINO. Sì, Presidente, solo per ritirare l'emendamento.

  PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento Capone 5.8.
  Chiedo ai presentatori se accettano la riformulazione dell'emendamento Capone 5.8.

  SALVATORE CAPONE. Sì, Presidente, la accetto.

  PRESIDENTE. A questo punto, essendo stata accettata la proposta di riformulazione, l'emendamento Capone 5.8 sarà posto in votazione dopo l'emendamento Colletti 5.11, a pagina 8.
  Passiamo ora all'emendamento Monchiero 5.9, su cui c’è il parere contrario di Commissione e Governo. Prendo atto che l'onorevole Monchiero lo ritira.
  Passiamo all'emendamento Di Vita 5.10.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Grillo. Ne ha facoltà.

  GIULIA GRILLO. Grazie, Presidente. Intervengo per dichiarare il voto favorevole.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Baroni. Ne ha facoltà.

  MASSIMO ENRICO BARONI. Allora, prima la mia chiara accusa, relativamente a pressioni e accordi su tavoli segreti, per espropriare un ufficio, pubblici funzionari e ricercatori che hanno un contratto a tempo indeterminato e che, quindi, sostanzialmente hanno delle funzioni ben specifiche di ricerca e di controllo attraverso metodi scientifici: il buon Gelli ha detto che ce ne dovevamo occupare all'articolo 5; siamo all'articolo 5 e continua a sostenere che devono essere espropriate le funzioni del Sistema nazionale delle linee guida, perché devono essere inserite dall'elenco all'interno del Ministero della salute, con la vetrina dell'Istituto superiore di sanità. Per cui, sta praticamente facendo il contrario di quello che, attualmente, sta avvenendo. Questo, per quanto ci riguarda, è uno scandalo, è un'appropriazione indebita proprio del valore del lavoro che è stato fatto all'interno di quell'ufficio per poter mettere nell'elenco anche società scientifiche accreditate con basso impact factor della loro piccola «rivistella», però all'interno di circoli di amici e degli amici, e anche di circoli massonici, perché no...

  PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Baroni.

  MASSIMO ENRICO BARONI. ... pur di far aumentare, attraverso la politica, l’impact factor all'interno della comunità scientifica, per cui...

  PRESIDENTE. Grazie, onorevole Baroni.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Sisto. Ne ha facoltà.

  FRANCESCO PAOLO SISTO. Presidente, solo perché non mi sembra che il cognome Gelli autorizzi ad accusare l'onorevole Gelli di massoneria, come il mio cognome non autorizza a chiamarmi Papa (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia – Il Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente). Inviterei la Presidenza, su queste espressioni, a intervenire direttamente, perché o sono motivate e hanno, comunque, una critica politica da proporre, oppure sono gratuite e, a mio avviso, non sono consone all'Aula (Applausi Pag. 33dei deputati del gruppo Forza Italia – Il Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente).

  PRESIDENTE. La ringrazio, ha ragione.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bonafede. Ne ha facoltà.

  ALFONSO BONAFEDE. Grazie, Presidente. Finché ci sarà una democrazia, in quest'Aula un parlamentare si alza e dice quello che vuole nei limiti (Commenti dei deputati del gruppo Partito Democratico) di quello che è veritiero e di quello che non è esclusivamente offensivo, perché a volte dire la verità è necessariamente offensivo di quello che fanno gli altri (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle e Commenti dei deputati del gruppo Partito Democratico) !
  Aggiungo un'altra cosa (Commenti dei deputati del gruppo Partito Democratico)... Presidente, così non è possibile intervenire...

  PRESIDENTE. Continui, onorevole Bonafede.

  ALFONSO BONAFEDE. Se qualcuno del Partito Democratico vuole alzarsi e dire qualcosa, compreso criticare quello che sta dicendo il sottoscritto, lo faccia, almeno i cittadini avranno un'idea del perché continuano ad elargire stipendi a favore di gente che sta seduta (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle)... senza mai spiccicare parola !

  PRESIDENTE. Onorevole Bonafede, faccia il suo intervento.

  ALFONSO BONAFEDE. Va bene, grazie Presidente. Inoltre, non mi sembra che, in un momento in cui i collegamenti tra la politica e la massoneria sono pubblici, grazie a quello che leggiamo tutti i giorni sui giornali, strettamente legati a dinamiche relative alle banche che hanno messo in ginocchio decine di migliaia di famiglie in Italia, credo che parlare di massoneria riguardo a possibili collegamenti con le società farmaceutiche sia quasi doveroso, collega Sisto, altro che offensivo (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) !

  ROCCO BUTTIGLIONE. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  ROCCO BUTTIGLIONE. Intervengo per un richiamo al Regolamento, signor Presidente. Mi sembra vagamente di ricordare che il Regolamento prescrive limiti precisi alla libertà di parola all'interno di quest'Aula, limiti che non sono alla libertà di esprimere il proprio pensiero, ma sono alla licenza di chi offende senza motivazioni, senza ragione, senza che questo abbia nulla a che fare con l'argomento all'ordine del giorno, trasformando quest'Aula in un luogo di beghe da pollaio, che sono al di sotto della dignità del Parlamento della Repubblica italiana (Applausi dei deputati dei gruppi Area Popolare (NCD-UDC).

  PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Buttiglione, lei ha ragione. Il Regolamento fa esplicitamente, tra l'altro, riferimento a parole sconvenienti.

  GIULIA GRILLO. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  GIULIA GRILLO. Signor Presidente, non mi è chiaro il concetto per cui dire a qualcuno che è massone o meno sia sconveniente o un insulto o un epiteto...

  PRESIDENTE. Onorevole Grillo, atteso che questo non è oggetto della discussione di quest'Aula...

  GIULIA GRILLO. ... no, ma assolutamente, però vorrei capire come mai sta uscendo fuori questo problema. Appartenere legittimamente... perché lo Stato italiano lo prevede a meno che la loggia non sia una loggia eversiva, quindi uno può Pag. 34appartenere o meno a logge massoniche e, quindi, chi lo sa o, comunque, chi ha le prove, può anche sentirsi libero di dire: appartieni o non appartieni. Questo mi sembra un velo di ipocrisia, per favore (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) !

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Di Vita 5.10, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
  Dichiaro aperta la votazione.

  (Segue la votazione).

  Piepoli.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  435   
   Votanti  434   
   Astenuti    1   
   Maggioranza  218   
    Hanno votato
 104    
    Hanno votato
no  330).    

  (Il deputato Falcone ha segnalato di non essere riuscito ad esprimere voto contrario. La deputata Argentin ha segnalato che non è riuscita a votare).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colletti 5.11, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
  Dichiaro aperta la votazione.

  (Segue la votazione).

  Saltamartini, Guidesi.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti e votanti  436   
   Maggioranza  219   
    Hanno votato
 107    
    Hanno votato
no  329).    

  (Il deputato Gutgeld ha segnalato di non essere riuscito ad esprimere voto contrario. La deputata Argentin ha segnalato che non è riuscita a votare).

  Passiamo adesso alla votazione dell'emendamento Capone 5.8, così come riformulato e a questo punto con il parere favorevole di Commissione e Governo.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Grillo. Ne ha facoltà.

  GIULIA GRILLO. Presidente, intervengo per dichiarare il voto favorevole del MoVimento 5 Stelle... il voto contrario, mi scusi !

  PRESIDENTE. C'era stato un momento di gioia nel Comitato dei nove !
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Baroni. Ne ha facoltà.

  MASSIMO ENRICO BARONI. Sì, un momento di gioia dei circoli massonici, perché (Commenti dei deputati del gruppo Partito Democratico)...

  PRESIDENTE. Onorevole Baroni, abbia pazienza, poi diventa pesante gestire...

  MASSIMO ENRICO BARONI. Allora, è stato presentato al Ministro Lorenzin l'ecosistema digitale per rinnovare la sanità: Federico Gelli, Presidente Associazione Nova; otto fra le principali imprese nazionali – Engineering, Dedalus, Poste Italiane, Telecom, TBS Group, NoemaLife, Exprivia, Reply – che operano nel settore della sanità hanno sottoscritto un accordo finalizzato alla costruzione dell'Agenda digitale per la sanità. L'associazione Nova, per il tramite del suo Presidente, deputato PD, Federico Gelli, ha promosso ieri la presentazione dell'iniziativa al Ministro della salute Beatrice Lorenzin. Tutto questo è pubblico, come è pubblico che, sul libro di Gioele Magaldi sulle logge massoniche internazionali, vengono richiamati due esponenti di questo Governo, ovvero il Ministro dello sviluppo economico, Guidi, e il Ministro Padoan, e viene fatta un'affermazione Pag. 35inequivocabile, con richiesta di eventuale causa di risarcimento danni, che queste due persone sono dei massoni.
  Per quanto ci riguarda, questa operazione, che riguarda i casi in cui si utilizzerà una TAC, una tomografia ad emissione di positroni o una particolare cura farmacologica sperimentale, non verrà più decisa da persone indipendenti ma da persone mediche politicizzate, su chiamate dirette, che praticamente accrediteranno o meno, a loro piacere, società scientifiche anche con basso impact factor, permettendogli di far salire questo impact factor all'interno della comunità scientifica. Quindi, è un'operazione assolutamente contraria all'indipendenza della scienza (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Giuditta Pini. Ne ha facoltà.

  GIUDITTA PINI. Presidente, stiamo parlando dell'emendamento che parla delle raccomandazioni e di come devono essere costituite queste raccomandazioni; invece sento provenire, purtroppo, in questo dibattito, in quest'Aula parlamentare, una polemica non sul merito ma accuse di conflitto di interessi e si sente di ogni cosa. Volevo semplicemente ricordare, a me stessa per prima – perché a volte ce ne dimentichiamo – e all'Aula che abbiamo un relatore di maggioranza, di cui hanno appena letto il curriculum vitae e alcune consulenze, e abbiamo anche un relatore di minoranza, l'onorevole Colletti, che, in questo momento, non so se notate, non è in Aula perché è in un'aula di tribunale, dove sta svolgendo giustamente il suo lavoro, legittimamente, che è quella di avvocato, per una causa sulla responsabilità professionale contro dei medici (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico). Per cui, se dobbiamo parlare di conflitto di interessi, in questo modo, cioè sulla responsabilità e sulla professionalità di ognuno di noi, non ne usciamo bene. Stiamo cercando di fare una legge che tuteli pazienti, che tuteli medici e che faccia uscire l'Italia da una legislazione che ormai è ultima in Europa, di questo stiamo parlando. Presidente, per favore, mi scusi per lo sfogo ma gradirei che anche in quest'Aula si continuasse a parlare di questo e non di circoli massonici o consulenze o avvocati che non sono in Aula quando hanno chiesto esplicitamente di essere nominati relatori di minoranza (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico e Scelta Civica per l'Italia).

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Capone 5.8, nel testo riformulato, con il parere favorevole della Commissione e del Governo.
  Dichiaro aperta la votazione.

  (Segue la votazione).

  Greco, Albanella.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti  437   
   Votanti  434   
   Astenuti    3   
   Maggioranza  218   
    Hanno votato
 329    
    Hanno votato
no  105).    

  (Il deputato Gutgeld ha segnalato di non essere riuscito ad esprimere voto contrario. La deputata Argentin ha segnalato che non è riuscita a votare).

  Avverto che, essendo stato approvato l'emendamento Capone 5.8 come riformulato, risultano preclusi gli emendamenti Nicchi 5.18, Colletti 5.19, 5.24, 5.25, 5.23 e Monchiero 5.27. Tutti i rimanenti emendamenti riferiti all'articolo 5 sono stati ritirati dai presentatori, quindi passiamo direttamente alla votazione dell'articolo 5.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fossati. Ne ha facoltà.

  FILIPPO FOSSATI. Presidente, vorrei sottolineare anche qui l'importanza dell'articolo Pag. 36nel contesto del provvedimento e anche riflettere un attimo sulle cose che si sono sentite nel dibattito. Oggi abbiamo un meccanismo e un sistema che vede, da una parte, la produzione di linee guida da parte di una grande pluralità di società scientifiche di diversa qualità, di diversa scuola e di diverso orientamento.
  Non dimentichiamoci che stiamo parlando della responsabilità professionale medica; se il sistema rimanesse questo, ci troveremmo, per esempio in sede di contenzioso, penale e civile, a dover fare riferimento, in un dibattito processuale, a linee guida teoricamente dello stesso livello, della stessa dignità, ma, come sappiamo, di valenza invece scientifica molto diversa. Credo che in questa situazione abbiamo un'enorme possibilità che questo dibattito possa subire le influenze di poteri più forti, di contatti, conflitti d'interesse e quanto vogliamo, perché è un contesto non regolato. È regolato dai professionisti, dalla buona scienza, nell'ambito sanitario, ma quando usciamo dall'ambito sanitario ed entriamo in ambito giurisdizionale e mediatico ecco che tutto questo autocontrollo del sistema scientifico professionale medico e sanitario si disperde. Quello che noi facciamo è costruire un meccanismo, affidando un ruolo a un ente, che è l'Istituto superiore di sanità, che tutti riconosciamo, anche in questo dibattito, come un ente prezioso, affidabile per il sistema Paese. Sarà questo ente che deve pubblicare, nel sistema nazionale delle linee guida, ciò che ritiene essere valido e acclarato dal punto di vista scientifico. Quindi, in questo senso, limitiamo e ordiniamo fortemente il sistema delle società scientifiche, senza naturalmente togliere – perché questo non sarebbe né possibilità dell'Istituto superiore né di nessuno di noi – libertà al dibattito scientifico nazionale ed internazionale. Quindi, facciamo un'opera di moderazione e di ordine, di valutazione trasparente e pubblica delle diverse qualità delle linee guida e mettiamo tutto questo a disposizione non tanto del mondo sanitario e medico, che già sa utilizzare i risultati del dibattito scientifico, ma del sistema giudiziario, del sistema dei media, soprattutto della possibilità di informazione corretta da parte del cittadino nella piena trasparenza. Quindi facciamo un lavoro opposto, non solo nelle intenzioni ma anche nei risultati, ai timori e ai rischi che vengono paventati con drammaticità negli interventi che ho sentito.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Sisto. Ne ha facoltà.

  FRANCESCO PAOLO SISTO. Presidente, questo articolo è sicuramente importante e Forza Italia voterà a favore, perché sancisce uno schema molto chiaro: linee guida e possibilità di deroga in nome della buona pratica clinico-assistenziale; su questo asse credo che si debba snodare. Probabilmente questa è una norma che non ha nella letteralità questa chiarezza, però, se l'Aula offre questa interpretazione, come mi sembra che il relatore abbia confermato e il Governo pure, cioè che la linea guida può essere derogata solo in nome delle buone pratiche clinico-assistenziali, mi sembra che sia una norma che restituisca al medico la liberazione da quella medicina difensiva che in assenza di regole ci ha portato danni, non soltanto economici ma soprattutto alla salute dei pazienti. Dichiaro voto favorevole.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Nicchi. Ne ha facoltà.

  MARISA NICCHI. Presidente, intervengo per dichiarare il voto contrario di Sinistra Italiana, perché, pur apprezzando il lavoro che la Commissione ha svolto in sede di Comitato dei nove, nel lavoro precedente, che è teso anche a modificare come erano impostate le linee guida, restituendo un'autonomia, più spazio ai medici e riconducendo le linee guida entro i controlli dell'Istituto superiore di sanità, pur riconoscendo questo lieve passo avanti, non siamo soddisfatti del risultato ottenuto. Soprattutto, ribadiamo la nostra contrarietà all'aggancio che c’è tra linee Pag. 37guida così riformulate e lo scudo di colpevolezza per colpa grave, che ritroveremo nell'articolo 6.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 5, nel testo emendato.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti  433   
   Votanti  426   
   Astenuti    7   
   Maggioranza  214   
    Hanno votato
 331    
    Hanno votato
no   95).    

  (La deputata Argentin ha segnalato che non è riuscita a votare).

(Esame dell'articolo 6 – A.C. 259-A ed abbinate)

  PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 6 e delle proposte emendative ad esso presentate (Vedi l'allegato A – A.C. 259-A ed abbinate).
  Se nessuno chiede di intervenire sul complesso degli emendamenti, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.

  FEDERICO GELLI, Relatore per la maggioranza. Grazie, Presidente. La Commissione esprime parere contrario sugli identici emendamenti Sisto 6.1 e Colletti 6.2 e sul testo alternativo del relatore di minoranza Colletti.
  La Commissione esprime parere contrario sugli emendamenti Monchiero 6.3, Sisto 6.4 e 6.5, Colletti 6.6, Nicchi 6.7, 6.8 e 6.9...

  PRESIDENTE. Gli emendamenti Nicchi 6.8 e 6.9, lo dico anche ad uso dell'Assemblea intera, sono stati ritirati prima dell'inizio della seduta, quindi non solo non ci sono più, ma non possono neanche essere fatti propri, come avevamo già annunciato prima.

  FEDERICO GELLI, Relatore per la maggioranza. La Commissione esprime parere contrario sull'emendamento Nicchi 6.10, sugli identici emendamenti Sisto 6.11, Colletti 6.12 e Nicchi 6.13, sugli emendamenti Nicchi 6.14 e 6.15, nonché sull'articolo aggiuntivo Fucci 6.01.

  PRESIDENTE. Il parere del Governo immagino sia conforme.

  VITO DE FILIPPO, Sottosegretario di Stato per la salute. Sì, grazie Presidente, i pareri del Governo sono conformi a quelli del relatore.

  PRESIDENTE. Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Sisto 6.1 e Colletti 6.2.

  FRANCESCO PAOLO SISTO. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  FRANCESCO PAOLO SISTO. Ritiro l'emendamento.

  PRESIDENTE. Resta l'emendamento Colletti 6.2 ? Lo chiedo ai colleghi del MoVimento 5 Stelle. Perfetto, rimane.
  Passiamo, dunque, ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colletti 6.2, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
  Dichiaro aperta la votazione.

  (Segue la votazione).

  Piepoli, Donati, Martinelli...
  Dichiaro chiusa la votazione.Pag. 38
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  418   
   Votanti  413   
   Astenuti    5   
   Maggioranza  207   
    Hanno votato
 103    
    Hanno votato
no  310).    

  (Il deputato Gutgeld ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto contrario).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul testo alternativo del relatore di minoranza Colletti, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
  Dichiaro aperta la votazione.

  (Segue la votazione).

  Ravetto, Piepoli, Bolognesi, Greco, Capelli Fabbri, Vito, Chimienti, Librandi...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  424   
   Votanti  421   
   Astenuti    3   
   Maggioranza  211   
    Hanno votato
 100    
    Hanno votato
no  321).    

  (Il deputato Gutgeld ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto contrario).

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Monchiero 6.3.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Monchiero. Ne ha facoltà.

  GIOVANNI MONCHIERO. Io credo che l'emendamento si prefiggeva di correggere quello che personalmente ritengo un errore tecnico non voluto e non conforme alla volontà. Però, dopo una lunga riflessione, il Comitato dei nove ha dato un parere contrario, quindi lo ritiro.

  PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Sisto 6.4.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Sisto. Ne ha facoltà.

  FRANCESCO PAOLO SISTO. Presidente, si corre il rischio, mantenendo la parola «imperizia», nell'ambito di questa norma, di vanificarne completamente la portata, perché la proposta dell'emendamento 6.4 di inserire il termine «negligenza», ed è un leit motiv anche dell'emendamento 6.5, significa che il medico, nell'ipotesi di responsabilità omissiva, non sarà protetto dalla nuova formulazione dell'articolo 590, delle lesioni colpose e iatrogene. Io credo che questo sia un fatto assolutamente grave perché la stessa legge «Balduzzi» non aveva alcuna specificazione del tipo di colpa che poteva essere limitata alla sola responsabilità per dolo e colpa grave fino al confine dalla colpa lieve.
  Invece adesso noi peggioriamo la situazione, perché inseriamo come unico limite all'applicazione del 590-ter, la causa di imperizia. Rimangono fuori tutte le ipotesi omissive dovute a negligenza che invece oggi prendono piede. Avendo noi ampliato la platea delle ipotesi di non responsabilità fino al dolo o colpa grave (tutto quello che non è dolo o colpa grave è esente da responsabilità) abbiamo una legittimazione in più per inserire anche la negligenza nel range di queste ipotesi che non fanno scaturire la responsabilità penale. Mi chiedo che senso ha ampliare la platea e restringere poi fatalmente e inesorabilmente le ipotesi di accesso, è come se ampliassimo la casa, ma restringessimo la porta, in modo tale che soltanto pochissimi soggetti possono avervi accesso. Mi sembra davvero un gravissimo errore, una illogicità e la classe medica, credo, non sia affatto felice di questo tipo di scelta del Governo.
  Io invito il Governo e il relatore a riflettere profondamente che corriamo questo rischio e sarà facile, basterà contestare sempre e soltanto la negligenza, per evitare che questa norma si applichi. Troppo facile per tante procure, troppo Pag. 39facile per tanti, mi sembra che questo sia un dato che vada profondamente rimeditato per dare un senso a tutti questi lavori di Aula. Voteremo a favore.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Sannicandro. Ne ha facoltà.

  ARCANGELO SANNICANDRO. Abilmente e giustamente il collega, partendo dal presupposto che bisogna garantire la più ampia impunibilità, dice che non bisogna limitarla soltanto a chi non conosce il mestiere, ma a chi è anche negligente o addirittura imprudente. È ben noto che l'imperizia attiene alla mancanza di professionalità, mentre l'imprudenza attiene a colui il quale probabilmente, pur possedendo doti professionali, è un avventuriero nell'uso del bisturi. Sulla negligenza siamo a livelli di chi, pur conoscendo eventualmente il mestiere se ne infischia della prudenza e delle buone regole. Allora la domanda che dobbiamo farci, distinguendo l'ambito penale dall'ambito civile, è questa: ma noi vogliamo garantire la impunibilità dei medici fino a questo punto, tanto per stare ai limiti dell'emendamento ? L'articolo 590 del codice penale stabilisce che chiunque cagioni ad altri per colpa una lesione personale è punito con la reclusione fino a tre mesi, oppure con una multa fino ad euro 309, se la lesione è grave, la pena della reclusione va da uno a sei mesi, oltre la pena pecuniaria, se è gravissima, della reclusione da tre mesi a due anni. Quindi il principio generale del nostro ordinamento è che la colpa non viene ad evidenza nella definizione del reato. Infatti nel nostro ordinamento, per fortuna, esiste ancora l'articolo 43, il quale dice che il reato è doloso quando l'evento è voluto secondo la volontà, mentre è colposo quando l'evento si verifica contro la propria volontà; questo è il nostro ordinamento. Ora, qui si inseriscono delle deroghe a favore di una classe medica che indubbiamente esercita un'attività pericolosa, questo è indiscutibile, ma questo non giustifica che qualora la sua attività non si sia svolta con la dovuta diligenza, in questo caso con la diligenza propria dell'attività professionale di cui si parla, possa andare esente da responsabilità. Anche il silenzio di quest'Aula rispetto a questo punto è molto significativo. È evidente che gli interessi in gioco, al di là delle storie sulla massoneria e via discorrendo, sono palesi: c’è una classe medica che ritiene, con la scusa del risparmio della medicina difensiva, di porsi al riparo da qualunque responsabilità.
  Poi va anche analizzata questa medicina difensiva, perché al Santa Rita di Milano, quando queste persone facevano interventi non voluti e non necessari, per cui sono stati condannati all'ergastolo, uno, e a trent'anni, l'altro, non credo che si trattasse di medicina difensiva. E non credo che lo spreco di analisi che molto spesso vengono commissionate dai medici sia frutto di medicina difensiva. Non dimentichiamo che in mezzo, talvolta, c’è anche un viaggio ai Caraibi.
  Quindi, quando si indicano i numeri, bisogna stare anche un pochino attenti a decifrarli e a decriptarli. Comunque, torniamo all'argomento più specifico, perché indubbiamente c’è qualche medico che, da un lato, non agisce per timore di conseguenze e, dall'altro, agisce troppo, proprio per timore di conseguenze. Rimane il punto: si può garantire a qualche categoria di professionisti un'immunità totale o quasi totale ? Questa è la domanda; tra l'altro, anche il concetto di colpa grave è, come dire, delimitato in modo tale che praticamente non si verifichi mai, perché quando si introduce una medicina protocollare con le linee guida e via discorrendo è evidente che tutti cercheranno in ogni caso – ne avete dibattuto abbondantemente – di attenersi alle linee guida, così avranno uno scudo legale alla loro imperizia, come dice il collega, negligenza o alla loro imprudenza.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Vazio. Ne ha facoltà.

  FRANCO VAZIO. Grazie, Presidente; in questa discussione, da qualche ora, assistiamo Pag. 40a prese di posizione che ci lasciano un po’ interdetti, un po’ anche dal MoVimento 5 Stelle che ci viene a dire cos’è giusto e cosa è sbagliato, assumendo una posizione intransigente, soprattutto, una posizione della serie: noi abbiamo sempre ragione, ve l'abbiamo dimostrato. La realtà è che la Cassazione e la Corte Costituzionale, in questi anni, ci hanno insegnato esattamente il contrario e quelle certezze che loro sbandieravano in Aula si sono rilevate assolutamente destituite di ogni fondamento. Oggi, l'onorevole Sisto fa un'osservazione a proposito di questo emendamento che mi lascia un po’ interdetto; sostanzialmente, cosa ci dice: ma, guardate, già la legge Balduzzi prevedeva questa cosa, non andiamo a modificarla, perché tutto sommato questa cosa funziona. Io dico all'onorevole Sisto: guardi che questa legge, questa riformulazione dell'articolo 590-ter, cerca di superare un problema evidente, un problema che sussiste per quanto riguarda la responsabilità penale del medico. Ricordo a tutti che sulla responsabilità per omicidio da parte del medico, la Cassazione, nel lontano 2013 e poi anche nel 2014, ha affermato, ripetutamente, che la legge Balduzzi non ha innovato nulla rispetto al tema della responsabilità medica. Con questa formulazione noi cosa diciamo, e così rispondo anche all'onorevole Sannicandro: che noi riteniamo che sia una professione complicata, delicata, e che quindi dobbiamo evitare che un medico si approcci ad un intervento chirurgico con la paura di dover subire delle conseguenze, ma lo debba fare anche con una serietà, con una preparazione, con una dedizione particolare. Allora, diciamo: guarda medico che se tu rispetti delle linee guida e delle raccomandazioni e ti attieni a queste, tu risponderai di questi fatti solo per colpa grave o per dolo, diamine. Se un medico vuole uccidere dolosamente un paziente, santo cielo, è giusto che ne risponda, così come ne deve rispondere quando lui assume una colpa talmente evidente, talmente grave. Ma diciamo che non è colpa grave, non può sussistere colpa grave laddove il medico abbia pedissequamente rispettato le linee guida, quindi, sottraiamo la valutazione discrezionale che in questi anni, invece, c’è stata, ai giudici che hanno valutato se queste linee guida erano sufficienti o non erano sufficienti. Ricordo a me stesso e a questo Parlamento che quando noi parliamo di linee guida del decreto Balduzzi parliamo di linee guida che non erano ancorate a una pubblicazione. La riformulazione dell'articolo 5 che è stata proposta dai relatori, invece, dà un'ufficialità, dà una pubblicazione certa, dà una veste istituzionale a queste linee guida e, come tale, ovviamente sottrarrà a una discrezionalità del giudice quanto riguarda la valutazione del comportamento del medico.
  E quindi diciamo: da un lato, medico, devi stare tranquillo che se tu rispetti le linee guida, se ti comporti con la prudenza che è solita dei liberi professionisti, tu non correrai alcun rischio; viceversa, tu, invece, correrai rischi se queste linee guida non le rispetterai. Quindi, noi dobbiamo sapere che questa è la strada, dobbiamo sapere qual è la finalità di questa legge; questa legge che mira ha ? Ha quella di evitare dei trattamenti terapeutici che ingigantiscono le attese e che non risolvono i problemi dei pazienti. Questo è lo spirito; quindi, cerchiamo di togliere da questa discussione le articolazioni, le strumentalizzazioni che possono esservi fatte e poniamo al centro l'interesse del paziente che è quello di essere operato e di essere operato bene. Io credo che questo tipo di scopo e questa finalità, questa legge, li colga fino in fondo.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Grillo. Ne ha facoltà.

  GIULIA GRILLO. Grazie, Presidente; intervengo per dichiarare il voto contrario del MoVimento 5 Stelle.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Bonafede. Ne ha facoltà.

  ALFONSO BONAFEDE. Grazie, Presidente, intervengo semplicemente per riportare Pag. 41il collega Vazio alla realtà, perché non è bello mistificare la realtà. Parla di intransigenza rispetto ad una norma anche se finora, lo informo, forse si è distratto, su cinque articoli votati, il MoVimento 5 Stelle ha votato un'astensione, su tre articoli ha votato favorevolmente e soltanto su uno contrario. Se questa è intransigenza io ho paura di quella che è la vostra idea di un dibattito parlamentare e mi conferma, ancora una volta, che avete un'idea che è strettamente legata a un concetto di dittatura (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle), perché quando un'opposizione su cinque articoli vota una volta astenuto e tre volte favorevole, non so nemmeno di che cosa si sta parlando (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Amato. Ne ha facoltà.

  MARIA AMATO. Presidente, parlare di linee guida e di rispetto delle linee guida nel comportamento medico inquadra un medico esperto. È difficile, è impossibile legare il termine imperizia a una persona che conosce e rispetta le linee guida, conosce la scienza e ne conosce le indicazioni e le traduzioni comportamentali. Questa è la ratio che lega tutto il lavoro che abbiamo fatto rispetto a linee guida affidate alla scienza e controllate, certificate e autorizzate da quello che è il Ministero della salute, attraverso il suo organo specifico di relazione con la scienza che è l'Istituto superiore di sanità, in relazione a quelle che sono, poi, le conseguenze rispetto a un danno che cagioni la morte del paziente.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Calabrò. Ne ha facoltà.

  RAFFAELE CALABRÒ. Grazie, Presidente. Io credo che se all'interno dell'articolo si è ritenuto di dover specificare che l'esercente la professione sanitaria che cagioni, a causa di imperizia, la morte o la lesione personale della persona risponde dei reati solamente in caso di colpa grave e si è specificato: cagiona a causa di imperizia, si è voluto dare, in qualche modo, una configurazione a quali possono essere le cause che possono determinare o meno la colpa grave. Lasciare solamente l'aspetto dell'imperizia, senza considerare l'aspetto della negligenza, io credo che sia un vulnus importante, ma non nei confronti della difesa del medico, nei confronti della difesa del paziente. Io credo che sia corretto e indispensabile che i due aggettivi vengano assolutamente a essere paralleli e presenti accanto alla definizione di colpa grave.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Vargiu. Ne ha facoltà.

  PIERPAOLO VARGIU. Grazie, Presidente; anche io condivido quello che i colleghi stanno sostenendo e probabilmente il metodo giusto è quello di cancellare il termine «imperizia», nel senso che noi sappiamo che la colpa lieve e la colpa grave, la colpa, hanno in medicina legale tre diversi profili che sono quelli della negligenza, dell'imprudenza e dell'imperizia.
  Badate, non stiamo entrando nel merito dei singoli profili di costituiscono la colpa: noi stiamo cercando di dire che la colpa lieve non viene punita nel codice penale, mentre la colpa grave viene punita nel codice penale, senza entrare nel merito dei tre specifici profili che poi costituiscono le fattispecie di ciascuna materia di colpa. Quindi ciò che dovrebbe scrivere l'Aula all'interno della legge è semplicemente che la colpa lieve non è all'interno del codice penale, mentre resta all'interno del codice penale la colpa grave: questa dovrebbe essere l'indicazione che esce nel testo approvato dall'Aula.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Lenzi. Ne ha facoltà.

  DONATA LENZI. Presidente, stiamo prevedendo una fattispecie penale di responsabilità Pag. 42professionale che riguarderà solo ed esclusivamente i sanitari. Questa ha ragioni fondate per la specificità delle professioni sanitarie che hanno a che fare col corpo umano, e con la non completa conoscenza, al livello attuale di conoscenze scientifiche, di quello che avviene nel nostro corpo e delle specificità di ciascuno di noi; ma questa eccezione rispetto al complesso della responsabilità professionale di tutti gli altri professionisti, si spiega solo ed esclusivamente sul punto dell'imperizia, ed è quindi collegata alle linee guida. Noi non sappiamo attualmente ancora tutto: se uno segue quello che attualmente si sa ed è tradotto nelle buone pratiche, nelle linee guida, allora c’è una scusante; in tutti gli altri casi porremmo un ingiustificato privilegio rispetto alle altre categorie.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Sisto 6.4, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
  Dichiaro aperta la votazione.

  (Segue la votazione).

  Bargero, Toninelli, Parisi, Ferranti, Franco Bordo, Tripiedi, Barbanti...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  417   
   Votanti  403   
   Astenuti   14   
   Maggioranza  202   
    Hanno votato
  48    
    Hanno votato
no  355).    

  (La deputata Argentin ha segnalato che non è riuscita a votare).

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Sisto 6.5.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Occhiuto. Ne ha facoltà.

  ROBERTO OCCHIUTO. Signor Presidente, intervengo per annunciare il voto favorevole del gruppo di Forza Italia.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Sisto. Ne ha facoltà.

  FRANCESCO PAOLO SISTO. Presidente, sollecito il relatore anche ad una eventuale riformulazione di questo emendamento, eliminando qualsiasi riferimento alla parola «imperizia»: cioè lasciando – come suggeriva, mi sembra opportunamente, il collega Vargiu – al giudice poi la possibilità di determinare quale sia la tipologia di colpa. Perché il dato singolare (e mi rivolgo alla Presidenza, ma anche al Governo e al relatore) è che noi stiamo scrivendo in una norma penale una limitazione tipica legata alla qualità della colpa, che è un fatto assolutamente unico; cioè qui stiamo disegnando con una norma incriminatrice le caratteristiche giurisprudenziali e dottrinarie di una tipologia di colpa: fatto credo assolutamente nuovo e assolutamente inaccettabile, perché chi stabilisce quali sono i confini dell'imperizia ? È vero che questo già nella legge cosiddetta Balduzzi ha avuto un precedente, ma un precedente discriminante rispetto alla punibilità: qui invece stiamo limitando all'interno di una fattispecie penale, con una voce di carattere...

  PRESIDENTE. Grazie.

  FRANCESCO PAOLO SISTO. Chiedo quindi al relatore (eventualmente, noi voteremo favorevolmente) di pensare ad una riformulazione.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Grillo. Ne ha facoltà.

  GIULIA GRILLO. Signor Presidente, intervengo per annunciare il voto contrario del MoVimento 5 Stelle.

  PRESIDENTE. La ringrazio. Prego anche gli uffici, quando faremo poi la pausa, di intervenire sul microfono dell'onorevole Grillo.Pag. 43
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Bonafede. Ne ha facoltà.

  ALFONSO BONAFEDE. Presidente, voglio spiegare il motivo per cui il MoVimento 5 Stelle esprimerà voto contrario rispetto a questo emendamento.
  Qui si parla di una fattispecie che depenalizza sostanzialmente una condotta da parte del medico: secondo l'impostazione data dal Governo, che da noi non è condivisa per i motivi che esporrò successivamente, il medico va punito soltanto in caso di colpa grave. Allora il riferimento all'imperizia fa sì che la depenalizzazione – che poi è quello che ha detto la Corte di cassazione rispetto alla legge cosiddetta Balduzzi –, o meglio il riferimento alla colpa grave vale soltanto nell'ipotesi di imperizia: se inseriamo in questa norma anche i concetti di negligenza o di imprudenza, è come se la depenalizzazione valesse anche nel caso in cui il medico si scorda la famosa garza alla fine dell'intervento.

  PRESIDENTE. La invito a concludere.

  ALFONSO BONAFEDE. Quindi, il punto delicato e per cui votiamo contro è il seguente: condividiamo l'obiettivo di cui parlava il collega Sisto, ma secondo me non verrebbe raggiunto; anzi, si rischierebbe una depenalizzazione in questi casi, se si inseriscono quegli altri termini all'interno di questa norma.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Nicchi. Ne ha facoltà.

  MARISA NICCHI. Signor Presidente, intervengo per annunciare il voto contrario di Sinistra Italiana.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Sannicandro. Ne ha facoltà.

  ARCANGELO SANNICANDRO. Signor Presidente, intervengo brevemente per dire che condivido le argomentazioni, la premessa del collega Sisto, che poi è stata anche condivisa dal collega Bonafede. Non a caso, dati i pochi minuti a disposizione, ho citato l'articolo 43 del codice penale, che indica la varia natura dell'elemento psicologico: è evidente che la colpa viene in evidenza nel nostro ordinamento soltanto per graduare le pene, perciò ho letto poi alla fine l'articolo 590.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Sisto 6.5, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
  Dichiaro aperta la votazione.

  (Segue la votazione).

  Occhiuto, Caruso, Carnevali...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  409   
   Votanti  395   
   Astenuti   14   
   Maggioranza  198   
    Hanno votato
  45    
    Hanno votato
no  350).    

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Colletti 6.6.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Grillo. Ne ha facoltà.

  GIULIA GRILLO. Signor Presidente, intervengo per comunicare il voto favorevole del MoVimento 5 Stelle.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Bonafede. Ne ha facoltà.

  ALFONSO BONAFEDE. Presidente, questo emendamento è importante perché chiarisce la differenza di veduta del MoVimento 5 Stelle rispetto alla maggioranza. Pag. 44Stiamo parlando di una condotta molto delicata, che è quella del medico: è giusto far sì che il medico non incorra in reati quando ha agito correttamente e c’è stato un mero errore, che può capitare; è sbagliato, e quindi secondo noi sarebbe da scrivere, che non è punibile in caso di colpa lieve: quindi, quando c’è una mera colpa lieve, il medico non è punibile penalmente.

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE LAURA BOLDRINI (ore 13,15)

  ALFONSO BONAFEDE. Porre una depenalizzazione in cui il medico è punito soltanto in punto di colpa grave, rischia non di salvare i medici bravi, ma di salvare le capre (scusate il termine) che non dovrebbero esercitare quella professione.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colletti 6.6, con il parere contrario della Commissione e del Governo e favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.

  (Segue la votazione).

  Garavini...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  405   
   Votanti  389   
   Astenuti   16   
   Maggioranza  195   
    Hanno votato
 101    
    Hanno votato
no  288).    

  Allora, colleghi, vorrei un attimo di attenzione. Prima di sospendere la seduta, vorrei fare una commemorazione.

In ricordo dell'onorevole Antonio Luongo.

  PRESIDENTE. (Si leva in piedi e, con lei, l'intera Assemblea e i rappresentanti del Governo) Vorrei, insieme a voi, commemorare il collega Antonio Luongo. Care colleghe e cari colleghi, come sapete, lo scorso 8 dicembre è venuto a mancare improvvisamente Antonio Luongo, deputato dal 1999 al 2013. Nato a Potenza nel 1958, Antonio Luongo aveva iniziato il suo impegno politico fin dai banchi del liceo classico, con la Federazione giovanile comunista italiana, ricoprendo successivamente incarichi di direzione nel Partito Comunista e nel PDS.
  Eletto deputato nel corso della XIII legislatura, fu successivamente confermato nelle elezioni del 2001, del 2006 e del 2008. Alla Camera è stato componente della Commissione per le politiche dell'Unione europea e della Commissione difesa. Nel 2014 è stato eletto segretario regionale del PD in Basilicata, carica che ha ricoperto sino alla sua morte. Antonio Luongo, dirigente di riconosciuto spessore nazionale, è stato uno dei principali protagonisti della politica lucana; di carattere riservato e di salde e profonde convinzioni, anche nella sua carriera parlamentare ha costantemente operato con determinazione per la tutela dei soggetti più svantaggiati e per la promozione e lo sviluppo del Mezzogiorno, in particolare della Basilicata.
  La sua carica umana, la sua intensa passione civile, la sua profonda capacità di analisi, le sue doti di sintesi e di mediazione sono state unanimemente apprezzate e riconosciute dagli amici e dagli avversari politici. Alla moglie Lilli e alla figlia Marzia, che sono presenti in questa tribuna e che saluto, giungano le condoglianze sincere da parte mia e dell'intera Camera dei deputati.
  Invito l'Assemblea ad osservare un minuto di silenzio (L'Assemblea osserva un minuto di silenzio). Vi ringrazio (Generali applausi, cui si associano i rappresentanti del Governo). Pag. 45
  Ora do la parola ai rappresentanti dei gruppi che hanno chiesto di commemorare la figura di Antonio Luongo.
  Ha chiesto di parlare il deputato Roberto Speranza. Ne ha facoltà.

  ROBERTO SPERANZA. Grazie, Presidente. Non è facile ricordare Antonio Luongo, non lo è in modo particolare per chi della storia che Antonio ha costruito e contribuito a creare si sente in qualche modo figlio.
  Antonio è stato una persona semplice e, al tempo stesso, geniale. Utilizzo un aggettivo ambizioso, lo so, ma, credetemi, era proprio così. Semplicità e genialità: due parole che esprimono concetti distanti, profondamente diversi, ma Antonio li teneva benissimo assieme. Un deputato semplice, qualcuno, sbagliando, potrebbe dire addirittura un deputato qualsiasi, ma un grande dirigente politico. Un uomo della sinistra innamorato della propria terra, la Basilicata, di cui è stato per molti anni l'indiscusso capo politico. È stato lui a dar vita all'esperienza del centrosinistra lucano, vincente dalla metà degli anni Novanta fino ad oggi, capace di unire la fortissima tradizione democristiana con quella comunista e socialista, quasi ad anticipare la genesi del Partito Democratico, di cui, alla fine, sarebbe generosamente diventato segretario regionale.
  Antonio si era fatto conoscere ed apprezzare come rappresentante degli studenti a Potenza e poi a Roma, a La Sapienza, dove guidava gli universitari della FGCI. È stato un cultore del primato della politica, della sua autonomia e della sua capacità di guidare la società. Antonio è stato un uomo onesto e sempre disinteressato, uno che ha fatto politica per passione e per convinzione profonda. Non metteva mai, mai, avanti se stesso, ma sempre gli altri e il progetto politico che aveva in testa.
  Voglio rivolgere un abbraccio fortissimo, da parte di tutto il gruppo del Partito Democratico e di tutti i dirigenti del Partito Democratico, alla moglie Lilli e alla figlia Marzia, di cui Antonio è sempre stato orgogliosissimo. Negli ultimi giorni di vita, Antonio aveva partecipato ad una riunione dei giovani democratici in un piccolo paese in una comunità vicino a Potenza e, commosso dalla genuinità politica di quei ragazzi, si era messo a piangere; cosa molto strana per uno come lui, per uno che ne aveva viste e fatte tante, quasi un segno premonitore.
  Forse, dietro quelle lacrime c’è il messaggio più vero che Antonio ha voluto lasciarci: la politica è una cosa bella, se sa essere vera e se sa disegnare e costruire la visione di una realtà migliore. Antonio ci manca, Antonio mi manca tanto, ma la nostra sfida sarà tenere viva ogni giorno la sua lezione bellissima (Applausi – Congratulazioni).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Antonio Placido. Ne ha facoltà.

  ANTONIO PLACIDO. Grazie, Presidente. È già stato detto delle tappe essenziali della vita e della formazione politica di Antonio Luongo: aggiungerei questa esperienza, che lo forma come dirigente nazionale straordinario della FGCI romana, qui, all'università de La Sapienza, dove è il principale animatore di un laboratorio nel quale, nella metà degli anni Ottanta, si costruisce un'esperienza che rompe la cappa dell'egemonia dei cattolici popolari nelle università italiane e dà la stura perché possa andare avanti l'esperimento della FGCI rifondata, nel periodo che va fra le direzioni di Folena e di Cuperlo.
  Antonio è stato poi – è stato ricordato – straordinario protagonista politico della costruzione dell'esperienza del centrosinistra lucano, difficile in una fase drammatica post Tangentopoli, in cui bisogna costruire una relazione con un fortissimo, popolare e radicato Partito Democristiano, la DC di Emilio Colombo. Antonio lo fece con grande acume tattico e anche con grande scaltrezza e spregiudicatezza; lo fece, in ogni caso, con grande sapienza strategica. Un'esperienza che ha retto alla prova degli anni.
  Alla metà degli anni Novanta – è stato detto – fu praticamente trascinato, suo Pag. 46malgrado, in Parlamento, dove restò fino al 2013; poi ne fu escluso per una vicenda dolorosa, forse derivante dall'applicazione ingenerosa di una regola statutaria pure giusta, ma Antonio affrontò anche questa prova con misura e compostezza, secondo le modalità, tutte sue, di interpretare la funzione di dirigente politico. Un modo di avvertire il senso di responsabilità connesso alla funzione che svolgeva in epoche recenti assai poco diffuso. Così come era poco diffuso un impegno impresso nella mente di chi lo ha conosciuto, il modo ironico, la sua ironia corrosiva, un'autoironia disarmante, che lo aiutava a superare anche momenti difficoltosi di impasse, una leggerezza mai superficiale, una patina di cinismo ostentata, ma sempre usata in chiave essenzialmente difensiva, perché Antonio era una persona appassionata e generosa come poche se ne possono conoscere.
  Schivo a suo modo, protagonista suo malgrado. Non presumeva di sé, tuttavia appariva sempre attraversato da questa sorta di delirio di onnipotenza che lo spingeva a gettare il cuore sempre oltre l'ostacolo, in politica come nei rapporti familiari, a spendersi senza risparmio per imprese che potevano sembrare impossibili. Io credo sia morto così, esattamente come aveva vissuto, stroncato da una tensione che ha sopravanzato la preoccupazione che pure i suoi problemi di salute avrebbero meritato.
  Io penso che Antonio fosse ultimamente – lo diceva Roberto – anche provato da una certa fatica, una sofferenza; forse avvertiva che il compito che si era imposto e per cui si era battuto, misurandosi anche oltre, esponendosi anche oltre personalmente i limiti a cui era abituato, lo stava in qualche maniera consumando, ma lo ha accettato con la stessa determinazione e con la stessa passione con la quale, in fondo, aveva sempre vissuto, in questo senso in linea con quella generazione di giovani comunisti che si erano formati all'inizio degli anni Ottanta, nel periodo dell'ultimo Berlinguer, quelli che hanno continuato a credere nella politica come missione totale, imposta prima di tutto a sé, e ad immaginare che essa fosse la leva essenziale di cambiamento del mondo, della vita di tutti e di ciascuno.

  PRESIDENTE. Concluda.

  ANTONIO PLACIDO. Grazie, Antonio. Un saluto alla famiglia, che l'ha conosciuto come padre e genitore premuroso. È stata per noi una fortuna averti conosciuto. La tua assenza oggi lascia un vuoto incolmabile (Applausi – Congratulazioni).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Occhiuto. Ne ha facoltà.

  ROBERTO OCCHIUTO. Signora Presidente, anche il gruppo Forza Italia si associa al doveroso ricordo da parte della Camera dei deputati di Antonio Luongo.
  Non apparteneva alla nostra parte politica, anzi ne era un oppositore. Infatti, da autorevole dirigente della sinistra lucana, lavorò per unire il centrosinistra locale. Un oppositore, però, al quale continuiamo a guardare con rispetto per le sue doti umane, per il suo equilibrio, per la serietà e la passione che seppe impegnare a difesa del territorio.
  È bello, signora Presidente, che oggi la Camera ricordi un uomo come Luongo, lo diciamo anche noi che apparteniamo a culture e tradizioni politiche differenti. Lo diciamo perché siamo convinti che le istituzioni politiche e gli uomini che le popolano debbano trovare l'orgoglio insieme di poter dire ai cittadini che si può essere persone perbene anche quando si sceglie di dedicare la propria vita alla politica.
  Grazie, quindi, ad Antonio Luongo, che oggi ce ne dà l'occasione attraverso il ricordo che lei ha voluto farne insieme alla Camera dei deputati (Applausi).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Pisicchio. Ne ha facoltà.

  PINO PISICCHIO. Signora Presidente, voglio ricordare anch'io con brevissime parole Antonio Luongo. Voglio ricordare il suo carattere schivo, ma capace di ironie improvvise e spiazzanti; voglio ricordarlo Pag. 47così com'era, legato profondamente alla meravigliosa terra di Basilicata, che è così vicina alla mia terra di Puglia. Voglio ricordare colui che ha saputo ben rappresentare, anche da un punto di vista caratteriale, la sua terra, perché i lucani hanno un carattere impastato di generosità e di lealtà. Si tratta di persone che, quando ti danno l'amicizia, lo fanno per sempre, e Antonio Luongo era così.
  Mi ha fatto piacere il ricordo che hanno fatto gli altri colleghi riferito alla sua passione politica, ma io credo che in lui ci fosse la considerazione della politica come ragione e come passione, insieme, e come strumento di emancipazione dei popoli. Questo è un insegnamento straordinario che Antonio Luongo consegna a noi tutti e consegna alle nuove generazioni.
  Alla famiglia, ai tanti amici lucani e non lucani che sono oggi qui a ricordarlo in ragione di questa ottima iniziativa che ha assunto la Presidente, consentendo il ricordo in quest'Aula, vanno le nostre più fervide condoglianze (Applausi).

  PRESIDENTE. Così concludiamo la commemorazione di Antonio Luongo.
  Sospendo anche l'esame del provvedimento, che riprenderà nella parte pomeridiana della seduta. Ricominceremo, quindi, intorno alle 15 con lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, come sempre, con il question time.

  La seduta, sospesa alle 13,30, è ripresa alle 15.

PRESIDENZA DELLA VICEPRESIDENTE MARINA SERENI

Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata.

  PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, alle quali risponderanno il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il Ministro dell'economia e delle finanze e il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.

(Iniziative per garantire un'adeguata vigilanza nei musei italiani – n. 3-01957)

  PRESIDENTE. La deputata Galgano ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-01957 concernente iniziative per garantire un'adeguata vigilanza nei musei italiani (Vedi l'allegato A – Interrogazioni a risposta immediata), per un minuto.

  ADRIANA GALGANO. Signora Presidente, signor Ministro, i nostri musei custodiscono un patrimonio immenso per il nostro Paese e per l'intera umanità, quindi il nostro primario dovere è proteggerlo. Con la nostra interrogazione vogliamo sollecitare l'attenzione del Governo sulla sicurezza di questo splendido patrimonio. Leggendo le cronache, infatti, pare che una buona parte dei furti avvenga senza che i ladri trovino significativi ostacoli sul loro percorso. Per questo le abbiamo chiesto di verificare la turnazione degli addetti alla sorveglianza nei musei, in modo da garantire la effettiva sicurezza 24 ore su 24. Quindi, vogliamo sapere quali urgenti iniziative intenda prendere in tal senso, perché non si verifichi che, pur in presenza di sistemi di videosorveglianza, non ci sia poi l'incredibile situazione di nessuno che li controlli.

  PRESIDENTE. Il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Franceschini, ha facoltà di rispondere.

  DARIO FRANCESCHINI, Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo. Presidente, ringrazio l'onorevole Galgano, che mi consente, con questa interpellanza, di riprendere brevemente le cose che abbiamo fatto e che, peraltro, sono state in queste ore anche oggetto, in parte, di una discussione nella Commissione competente, che deve dare il parere sul programma triennale dei lavori 2016-2018, Pag. 48per 300 milioni, finalmente, di investimento sul patrimonio culturale. Il problema è reale, è un problema che, in generale, oltre alla sicurezza rispetto ai furti, si aggiunge all'ulteriore preoccupazione della sicurezza rispetto ai fatti drammatici di terrorismo internazionale. Dentro questo programma triennale, per la prima volta, abbiamo deciso di non finanziare soltanto singoli interventi ma di prevedere un fondo di 50 milioni di euro esattamente per il progetto speciale per la sicurezza dei musei e dei luoghi della cultura dello Stato, evidentemente. È un progetto che cerca di adeguare gli standard di sicurezza interni ed esterni su tutto il territorio nazionale. In realtà, già prima degli ultimi fatti, nel 2015, siamo intervenuti su questo settore: nel gennaio 2015, in materia di regolamentazione del flusso di visitatori, di controllo degli accessi, gestione chiavi e gestione sale di controllo; nell'aprile 2015, in materia di verifica straordinaria degli impianti di sicurezza e osservanza rigorosa delle procedure, anche con implementazione di esercitazioni; nel novembre 2015 e nel dicembre 2015, dopo i fatti di Parigi, il progetto di sicurezza è stato attualizzato e ci sono state diverse circolari del Segretario generale, che si sono riferite anche al rischio terrorismo e al coordinamento tra i direttori degli istituti e l'autorità di pubblica sicurezza. Con il nuovo programma viene costituito un gruppo di lavoro che comprende all'interno anche dei rappresentanti dell'Icom, l’International Council of Museums, che è stato incaricato di individuare soluzioni ottimali per rafforzare la vigilanza nei musei, che significa anche impianti di videosorveglianza, in particolare nelle ore notturne, e anche attraverso una migliore integrazione tra forme di vigilanza attiva (personale di custodia) e di vigilanza appunto passiva (gli impianti di antintrusione). Detto questo, comunico volentieri al Parlamento i dati ufficiali sui furti dei beni culturali, che sono naturalmente sotto il controllo del Comando carabinieri per la tutela del patrimonio culturale, che danno dei dati precisi e positivi: nel 2015 risulta una diminuzione dei furti in generale; un aumento del 20,4 per cento delle scoperte di scavi clandestini; un 3,3 per cento in più di persone deferite all'autorità giudiziaria per reati legati ai beni culturali; nel 2015, si è passati dai 609 furti in questo settore del 2014 a 450, dei quali solo quattro a danno di musei statali, sei a danno dei musei comunali, tre di musei privati e uno di un museo ecclesiastico. In particolare, per il patrimonio ecclesiastico è stato firmato un accordo tra il Segretario generale del Ministero, il Comando dei carabinieri e la CEI finalizzato ad aiutare anche la protezione di quei luoghi ecclesiastici aperti al pubblico.
  Si può fare molto di più, dovremo fare molto di più, ma mi pare che stiamo lavorando nella strada richiesta.

  PRESIDENTE. La deputata Galgano ha facoltà di replicare.

  ADRIANA GALGANO. Presidente, noi apprendiamo con piacere l'aumento dei fondi, in particolare 50 milioni dedicati alla sicurezza, e anche della commissione, che nascerà con il supporto dell'Icom, per quanto riguarda la turnazione. Per noi quello della turnazione e della sorveglianza 24 ore su 24 è un punto molto importante, quindi continueremo a sollecitare il Governo e a verificare che questo aspetto venga tenuto in considerazione. D'altra parte, desideriamo anche segnalare al Ministro che appunto la sicurezza, sia per ragioni di terrorismo sia per motivi di «furti normali», è un punto molto importante e dovrebbe essere tenuta in considerazione nella selezione dei direttori, visto che il suo Ministero ha avuto il merito sicuramente di innovare sotto questo aspetto. La selezione dei direttori dovrebbe avvenire anche tenendo conto della loro capacità di garantire e di organizzare il museo in sicurezza. Poi, ci sono tanti altri aspetti, quali per esempio il numero di custodi in relazione al numero di metri quadri: questo è un criterio secondo noi non ottimale, dal momento che i metri quadri non esauriscono certo il valore delle opere che sono contenute. Quindi, ci Pag. 49sono tanti aspetti da considerare per tutelare il patrimonio più importante e splendido del mondo e su questo Scelta Civica assicura tutto il suo sostegno e anche funzione di stimolo.

(Iniziative in materia di ricongiunzione onerosa dei contributi pensionistici – n. 3-01958)

  PRESIDENTE. Il deputato Gigli ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-01958 concernente iniziative in materia di ricongiunzione onerosa dei contributi pensionistici (Vedi l'allegato A – Interrogazioni a risposta immediata), per un minuto.

  GIAN LUIGI GIGLI. Presidente, signor Ministro, con il decreto-legge n. 78 del 2010 si è realizzato di fatto, forse involontariamente, un vero e proprio esproprio a carico dei lavoratori, che si trovano a dove ricongiungere la loro posizione previdenziale in altro fondo pensionistico per aver cessato il lavoro senza aver diritto a pensione nel fondo di appartenenza. Si tratta di oneri nell'ordine di migliaia, talvolta decine di migliaia di euro. Si è realizzata, forse contro le intenzioni, una norma iniqua, come riconosciuto da tutti e mi consta anche da lei. Malgrado interventi correttivi, sono però purtroppo tuttora esclusi dalla possibilità di ricongiunzione previdenziale migliaia di lavoratori che potrebbero andare in pensione ma che hanno almeno venti anni in una gestione, così come, se sono state sanate le posizioni di coloro che erano da altri fondi previdenziali e poi si sono iscritti all'INPS dopo l'agosto 2010, sono tuttora rimaste irrisolte le posizioni di migliaia di persone che hanno praticato il percorso inverso, partendo dall'INPS per arrivare poi all'Inpdap. Si tratta di situazioni che fanno danno anche alla mobilità sul lavoro. Che cosa intende fare il Governo per risolvere al più presto questa situazione da molti denunciata ?

  PRESIDENTE. Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Poletti, ha facoltà di rispondere.

  GIULIANO POLETTI, Ministro del lavoro e delle politiche sociali. Presidente, onorevole Gigli, con questo atto parlamentare l'onorevole Gigli sollecita il Governo a considerare la possibilità di modificare l'articolo 12 del decreto-legge n. 78 del 2010 nella parte in cui ha reso oneroso l'istituto della ricongiunzione, modificando la previgente disciplina che sanciva il generale principio della gratuità. Infatti, fino al 30 giugno 2010, la ricongiunzione al Fondo pensioni lavoratori dipendenti dei periodi contributivi maturati in ordinamenti pensionistici diversi avveniva senza oneri per il richiedente. Il legislatore, al fine di prevenire comportamenti elusivi, con il decreto-legge n. 78 del 2010 ha introdotto, a decorre dal 1o luglio 2010, l'onerosità della ricongiunzione, come ricordato dall'onorevole Gigli. Tuttavia, gli effetti della norma sono andati ben oltre le intenzioni antielusive, rendendo in molti casi le ricongiunzioni, nella loro applicazione, praticamente troppo onerose. Una soluzione parziale è stata realizzata con la legge n. 228 del 2012, che, anche a seguito del lavoro del tavolo istituito presso il Ministero citato dallo stesso interrogante, al lavoratore che ha versato i contributi in diverse gestioni e che non è in possesso dei requisiti per ottenere la pensione in nessuna di esse, consente di cumulare gratuitamente i contributi al fine di poter accedere alla pensione. È una parte, ma non è la soluzione complessiva. La nostra valutazione è che si tratta di una situazione ingiusta e che va affrontata complessivamente.
  Il Governo ha avviato una riflessione con le conseguenti valutazioni di costo sulla possibilità di estendere il principio contenuto nella legge n. 228 del 2012, tanto che nelle proposte predisposte dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali per la legge di stabilità 2016 questa tematica era presente. Durante l'iter, per ragioni essenzialmente di compatibilità di bilancio, la previsione non si è positivamente conclusa.
  Permane, pertanto, la volontà del Ministero del lavoro di promuovere e cogliere tutte le iniziative normative che ci consentano Pag. 50di affrontare la questione, individuando situazioni concrete e ragionevoli al fine di dare risposte alle tante persone interessate, proprio perché partiamo da una situazione che è oggettivo considerare ingiusta.

  PRESIDENTE. Il deputato Gigli ha facoltà di replicare.

  GIAN LUIGI GIGLI. La ringrazio, signor Ministro, anche per l'onestà e la schiettezza con cui ha affrontato il tema. Approfitto anche della presenza accanto a lei quest'oggi dal Ministro Padoan per dire come è però paradossale che all'epoca dell'introduzione del decreto-legge n. 78 la Ragioneria generale dello Stato disse che non vi erano aspetti positivi per quanto riguarda il bilancio pubblico ed ora, invece, si viene a chiedere una copertura tra l'altro con cifre anche ballerine da un comunicato all'altro. Io quello che voglio dire è semplicemente come è chiaro che ci sia della gente che a sessantasette anni ha maturato ormai 20 anni in un fondo previdenziale e a questa gente noi oggi diciamo di pagare un'altra volta, dopo che avevano già pagato in altri fondi previdenziali che non è possibile ricongiungere, e di farlo come se non avessero pagato nulla, come se fossero dei laureati che stanno chiedendo di ricongiungere il riscatto degli anni di laurea. E lo facciamo non solo così paradossalmente, ma con un altro paradosso ancora che è più grave: addirittura a quelli che dopo il 1990, che sono solo a regime contributivo, che si trovano in questa situazione, noi gli diciamo ugualmente «devi ripagare», nonostante il calcolo contributivo, di fatto, tenga conto di quanto uno ha effettivamente pagato. Allora, credo che dovremmo fare qualcosa se non vogliamo da un lato paralizzare la mobilità sul lavoro, che è uno degli obiettivi prioritari di questo Governo (il Jobs Act è stato fatto anche per questo), dall'altro penalizzare la staffetta generazionale. Ci sono giovani generazioni disoccupate che avrebbero bisogno che qualcuno, avendo maturati tutti i requisiti se ne andasse finalmente a riposare.
  Infine, mi consenta con una battuta. Io credo che se non mettiamo mano rapidamente a tutto questo, noi ci troveremo ancora una volta ad avere fortemente radicata nel nostro popolo quella mentalità che molto significativamente Checco Zalone nel film «Quo Vado» ha esemplificato: la ricerca del posto fisso.

(Iniziative urgenti per una diminuzione dei costi del carburante attraverso l'eliminazione delle accise più antiquate – n. 3-01959)

  PRESIDENTE. Il deputato Pisicchio, ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-01959, concernente iniziative urgenti per una diminuzione dei costi del carburante attraverso l'eliminazione delle accise più antiquate (Vedi l'allegato A – Interrogazioni a risposta immediata), per un minuto.

  PINO PISICCHIO. Grazie, signora Presidente. Signor Ministro torniamo a toccare il tema di un antico paradosso: il prezzo del petrolio crolla a valori inusitati per i mercati, ma il costo di un litro di benzina italiana continua ad essere più alto di quasi il 15 per cento di quello francese, del 19 di quello sloveno, del 30 per cento in più di quello austriaco. Il costo di questo di più, pagato dagli italiani, non solo si scarica sulle famiglie, ma ha anche un peso importante in termini di costi aggiuntivi per l'impresa italiana. Il punto è che sul prezzo del carburante gravano accise francamente anacronistiche, tra le altre, tanto per fare un esempio, il finanziamento della guerra in Etiopia del 1935. Che iniziative intende, signor Ministro, assumere per eliminare almeno le accise più antiquate e ridurre così il prezzo del petrolio ed il carburante, soprattutto.

  PRESIDENTE. Il Ministro dell'economia e delle finanze, Padoan, ha facoltà di rispondere.

  PIER CARLO PADOAN, Ministro dell'economia e delle finanze. Grazie Presidente, Pag. 51grazie onorevole Pisicchio. Come è noto l'accisa costituisce una delle componenti del prezzo finale dei carburanti e concorre nella sua formazione, unitamente all'IVA, all'imposta regionale, agli interventi alla benzina e al costo industriale. Il pezzo finale dei carburanti è determinato dalle compagnie petrolifere e ad una riduzione della componente tributaria non necessariamente corrisponde una riduzione di pari valore del prezzo finale del prodotto, come d'altro canto a un incremento dalla fiscalità non deriva un eguale aumento del prezzo finale.
  L'accisa è un'imposta armonizzata nell'ambito dei Paesi dell'Unione europea, la relativa disciplina trova fondamento nelle direttive comunitarie che individuano i prodotti sui quali essa debba gravare e le relative modalità di applicazione, inclusi i livelli minimi al di sotto dei quali non è possibile fissare le relative aliquote. Nell'ordinamento nazionale, i carburanti sono sottoposti ad accisa ai sensi dell'articolo 21, del decreto legislativo 26 ottobre 1995 n. 504, con l'applicazione di specifiche aliquote stabilite dal medesimo decreto coerentemente alle previsione del diritto comunitario.
  Gli aumenti dell'imposizione indicati dall'interrogante finalizzati a reperire urgentemente nuove entrate tributarie per fronteggiare eventi calamitosi o improvvisi erano riferiti alle previgenti imposte di fabbricazione sui carburanti. Tali imposte di fabbricazione, a partire dal 30 agosto 1993, sono state sostituite dall'accisa sugli oli minerali, attualmente disciplinata dal suddetto testo unico delle accise. Anche le aliquote di accisa sono state, successivamente al 1993, più volte rideterminate senza prendere a riferimento gli aumenti precedenti delle previgenti imposte di fabbricazione.
  L'onorevole interrogante giustamente mette in luce gli effetti negativi relativi all'aumento del costo dell'energia sulla competitività. Vorrei ricordare che nell'ambito del sistema nazionale dell'accisa è prevista una specifica agevolazione a favore degli autotrasportatori e di altre particolari categorie di operatori, consistente nel rimborso dei maggiori oneri derivanti dagli aumenti dell'accisa sul gasolio sostenuti dagli stessi operatori per l'acquisto del medesimo prodotto. Considerato, infine, che la disciplina delle accise è armonizzata a livello europeo, si fa presente che l'incidenza fiscale accisa e IVA è pari al 70.3 per la benzina e al 69.3 per il gasolio. A titolo di confronto europeo, da ultime rilevazioni a livello di Unione monetaria, la componente fiscale sul prezzo pesa al consumo della benzina per il 67.8 percento e per il gasolio per il 63.5.

  PRESIDENTE. Il deputato Pisicchio ha facoltà di replicare.

  PINO PISICCHIO. Io la ringrazio, signor Ministro, per la chiarezza con cui si è espresso, tuttavia vorrei dire che nel mese di gennaio noi abbiamo assistito a situazioni che ci hanno portato a verificare il costo di un barile di petrolio intorno a 25 dollari, un prezzo assolutamente basso, forse tra i più bassi negli ultimi decenni. Il prezzo del nostro carburante, invece, è salito del 30 per cento negli ultimi otto anni. Il problema delle accise, in modo particolare di quelle antiquarie, è anche un problema di ripulitura estetica di quello che è palesemente fuori dalla sensibilità del corpo dei consumatori. Non c’è una posizione di rifiuto pregiudiziale all'accoglimento del principio delle accise motivate da circostanze e da eventi anche eccezionali riferiti a situazioni attuali che si sviluppano nel corso di un tempo certo e che poi hanno una loro caduta ed una loro fine. L'imputazione di numerose accise ad eventi risalenti anche a un tempo assai remoto – come dicevo – non è solo una cosa poco estetica, ma suona anche come una beffa.
  Torno a dire che apprezzo le dichiarazioni che il Ministro ha fatto, le apprezziamo anche con riferimento alla sua personale serietà, ma confidiamo che lei riesca, in qualche modo, a rendere più chiaro questo meccanismo che le associazioni dei consumatori, le associazioni dei cittadini ed anche delle autorità indipendenti Pag. 52hanno indicato come assolutamente non più accettabile.

(Stato dell'interlocuzione in corso con le autorità europee in ordine alle annunciate iniziative finalizzate al rafforzamento del sistema bancario, con particolare riferimento alla realizzazione di un meccanismo di gestione dei crediti bancari deteriorati – n. 3-01960)

  PRESIDENTE. Il deputato Petrini ha facoltà di illustrare l'interrogazione Pelillo ed altri n. 3-01960, concernente stato dell'interlocuzione in corso con le autorità europee in ordine alle annunciate iniziative finalizzate al rafforzamento del sistema bancario, con particolare riferimento alla realizzazione di un meccanismo di gestione dei crediti bancari deteriorati (Vedi l'allegato A – Interrogazioni a risposta immediata), di cui è cofirmatario, per un minuto.

  PAOLO PETRINI. Grazie, Presidente, signor Ministro, durante queste prime settimane del 2016 le incertezze del mercato finanziario sono state amplificate in Italia dalla particolare situazione dei nostri istituti di credito, nei quali la percentuale dei crediti deteriorati sul totale degli impieghi è del 17 per cento, il quadruplo della media delle banche europee. Il permanere di questa situazione rischia di compromettere la traiettoria di ripresa economica imboccata dal nostro Paese, visto che il sistema bancario, appesantito dai crediti inesigibili, non riesce a svolgere la sua funzione essenziale e cioè prestare soldi per far crescere l'economia. Da tempo si è individuata la soluzione del problema in una serie di azioni, in parte già messe in campo dal Governo e in parte da attuare, come la cosiddetta bad bank, oggetto di negoziato con la Commissione europea. Proprio in relazione all'ultimo confronto da lei avuto con la Commissaria alla concorrenza le chiediamo, oltre naturalmente ai tempi si attuazione e ai contenuti dell'accordo raggiunto, in particolare, se questo permetterà alle banche di fare uscire dai propri bilanci questi crediti deteriorati senza avere impatti significativi sul capitale e senza mettere a repentaglio la loro solidità.

  PRESIDENTE. Il Ministro dell'economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan, ha facoltà di rispondere.

  PIER CARLO PADOAN, Ministro dell'economia e delle finanze. Grazie, Presidente, grazie onorevoli interroganti, colgo questa occasione per ricordare, ma lo ricordava anche lei, che fin dal 2014 il Governo affronta la questione delle sofferenze bancarie con una prospettiva strutturale nel solco della strategia delle riforme. Siamo intervenuti per favorire il consolidamento del settore attraverso la riforma delle banche popolari più grandi, la riforma delle fondazioni bancarie, la prossima riforma delle banche di credito cooperativo. Banche più grandi, più forti e più trasparenti gestiranno con più efficienza i crediti deteriorati. Siamo intervenuti per ridurre i tempi di recupero dei crediti, in Italia storicamente più alti che altrove. L'implementazione del processo civile telematico e dei tribunali d'impresa sta producendo ottimi risultati; nel 2015 abbiamo introdotto una prima revisione delle procedure concorsuali e stiamo per introdurre altre misure in questa direzione in attesa della più ampia riforma della legge fallimentare in corso di elaborazione. Questi interventi riducono i costi di recupero crediti e migliorano il prezzo potenziale dei crediti deteriorati in caso di cessione.
  Ulteriore fattore, naturalmente, è il ritorno alla crescita dopo tre anni di recessione; con l'economia in crescita sarà più facile ridurre le sofferenze. In questo quadro si inserisce e si integra uno strumento che il Tesoro mette a disposizione degli operatori per favorire lo smaltimento delle sofferenze bancarie. Si tratta di una garanzia che il Tesoro venderà agli operatori che ne faranno richiesta nell'ambito di operazioni di cartolarizzazione che abbiano come sottostante crediti in sofferenza. Lo Stato garantirà soltanto le tranche Pag. 53senior delle cartolarizzazioni, cioè quelle più sicure, che sopportano per ultime eventuali perdite derivanti da recuperi sui crediti inferiori alle attese. Non si potrà procedere al rimborso delle tranche più rischiose se non saranno prima state integralmente rimborsate le tranche senior garantite dallo Stato. Le garanzie possono essere chieste dalle banche che cartolarizzano e cedono i crediti in sofferenza a fronte del pagamento di una commissione periodica al Tesoro, calcolata come percentuale annua sull'ammontare garantito. Il prezzo della garanzia è di mercato, come riconosciuto anche dalla Commissione europea che concorda sul fatto che lo schema non contempli aiuti di Stato. Il prezzo sarà crescente nel tempo, sia per tener conto dei maggiori rischi connessi a una maggiore durata delle note, sia per introdurre nello schema un forte incentivo a recuperare velocemente i crediti. Lo Stato rilascerà la garanzia solo se i titoli avranno preventivamente ottenuto un rating uguale o superiore all’investment grade da un'agenzia di rating indipendente e inclusa nella lista delle agenzie accettate dalla BCE. Il rating sarà rilasciato applicando i criteri che le agenzie sono tenute ad osservare.
  Infine, la presenza della garanzia pubblica faciliterà il finanziamento delle operazioni di cessione delle sofferenze e non avrà impatti né sul debito pubblico né sul deficit.

  PRESIDENTE. Il deputato Michele Pelillo ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto per la risposta alla sua interpellanza.

  MICHELE PELILLO. Grazie, Presidente; signor Ministro, vero è che nel campo economico finanziario raramente la dinamica è influenzata da una sola causa, da un solo accadimento, però è altrettanto vero che quanto è accaduto dall'inizio dell'anno nella Borsa italiana e per i titoli bancari può essere facilmente riconducibile all'entità dei crediti deteriorati e che stanno nel portafoglio del sistema bancario italiano.
  La vicenda degli Npl in tempi di bail-in, pertanto, è dirimente e necessita di un intervento immediato, così come risultano essere urgenti gli altri interventi nel settore bancario che sono stati annunciati dal Governo. Per tale ragione ci dichiariamo soddisfatti; soddisfatti, non solo di quanto, importante, lei ha riferito stasera in quest'Aula, ma soddisfatti della complessiva azione del Governo. Un'azione che riteniamo particolarmente determinata e incisiva per conseguire l'obiettivo del rafforzamento del sistema bancario italiano che persegue, alla fine, una sola utilità, quella di riversare sul sistema economico del nostro Paese una maggiore risorsa competitiva. In questa prospettiva, signor Ministro, voglio ribadire in questa sede che il gruppo del Partito Democratico sosterrà lo sforzo del Governo in questo difficile compito e che faremo fino in fondo la nostra parte.

(Iniziative di competenza per assicurare una piena vigilanza da parte di Consip in qualità di centrale unica di committenza per la pubblica amministrazione – n. 3-01961)

  PRESIDENTE. Il deputato Gianluca Vacca ha facoltà di illustrare l'interrogazione Luigi Gallo ed altri n. 3-01961, concernente iniziative di competenza per assicurare una piena vigilanza da parte di Consip in qualità di centrale unica di committenza per la pubblica amministrazione (Vedi l'allegato A – Interrogazioni a risposta immediata), di cui è cofirmatario.

  GIANLUCA VACCA. Grazie, Presidente; Ministro Padoan, a luglio 2012 Consip, per conto del suo Ministero, ha indetto una gara per la pulizia nelle nostre scuole, una torta di ben un miliardo e seicento milioni di euro. Tra le società vincitrici ci sono CNS, della quale faceva parte anche Buzzi, e la Manutencoop, una delle principali aziende rosse che negli anni ha finanziato partiti e politici di centrosinistra per svariate centinaia di milioni di euro. Ebbene, un mese fa l'Antitrust ha multato le cooperative Pag. 54vincitrici per più di 100 milioni, in quanto avrebbero violato la concorrenza, mettendosi d'accordo per spartirsi la gigantesca torta di – lo ripeto – un miliardo e seicento milioni di euro. Già un anno fa il MoVimento 5 Stelle denunciò questo rischio, nonostante ciò, il vostro stesso Governo ha foraggiato questo sistema. Il ricorso alla Consip dovrebbe avere la finalità di far risparmiare soldi e, invece, in questo caso lo Stato si è ritrovato a spendere oltre il doppio di quanto sarebbe costato il servizio senza l'affidamento alle cooperative, cioè 280 milioni di euro secondo le vostre stesse stime. Oltre a un maggiore costo abbiamo avuto lavoratori sottopagati, scuole sporche e, in alcuni casi, chiuse dalle ASL. Come sempre i cittadini ci hanno rimesso.
  Chiediamo, quindi, quali iniziative intenda adottare per garantire una maggiore vigilanza ed evitare situazioni come quelle appena descritte.

  PRESIDENTE. Il Ministro dell'economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan, ha facoltà di rispondere.

  PIER CARLO PADOAN, Ministro dell'economia e delle finanze. Grazie, Presidente. L'affidamento a Consip della gara per l'affidamento dei servizi di pulizia citata dall'onorevole interrogante si inserisce in un quadro di interventi atti a dare soluzione alle problematiche di gestione dei servizi di pulizia degli istituti scolastici. I servizi risultavano già esternalizzati dal 1999 con contratti più volte prorogati, su cui la Comunità europea aveva, tra l'altro, aperto una procedura di infrazione. In tale contesto il Ministero dell'economia e delle finanze, di concerto con il MIUR, ha dato mandato a Consip di procedere alla realizzazione di una gara per la stipula di una convenzione ex articolo 26 della legge n. 488 del 1999 che consentisse agli istituti scolastici di stipulare nuovi contratti, aderendo alla convenzione, affrancandoli dall'onere di avviare autonome procedure di gara. Come è noto, la Consip, in base alla normativa vigente, attua per conto del MEF il programma di razionalizzazione degli acquisti della pubblica amministrazione, attraverso diversi strumenti tra cui le convenzioni ex articolo 26 della legge n. 488 del 1999. Si evidenzia che alla Consip non sono attribuiti compiti di vigilanza su eventuali intese anticoncorrenziali. Tali compiti spettano infatti all'Autorità garante della concorrenza e del mercato. La Consip, a tal fine, ha provveduto a sottoporre al vaglio preventivo dell'Autorità garante della concorrenza la documentazione della gara in oggetto. Quest'ultima, con parere 970 del 3 luglio 2012, ha ritenuto che le previsioni contenute nelle bozze di documentazione fossero sostanzialmente conformi agli orientamenti espressi dalla medesima Autorità in materia di bandi di gara predisposti da Consip e non ha sollevato alcuna censura al disegno di gara. In sede di istruttoria, quindi, la Consip ha collaborato fattivamente con l'Autorità garante della concorrenza fornendo la documentazione relativa agli esiti di gara.
  Infine, si evidenzia che in considerazione del provvedimento con cui l'Autorità garante ha accertato un'intesa anticoncorrenziale tra CNS – Consorzio Nazionale Servizi Società Cooperativa, Manutencoop Facility Management Spa, Kuadra Spa e Roma Multiservizi, la Consip assumerà le conseguenti autonome determinazioni nel rispetto della normativa vigente.

  PRESIDENTE. Il deputato Luigi Gallo ha facoltà di replicare.

  LUIGI GALLO. Signora Presidente, Ministro, è incredibile come a questo Governo non interessi nulla dei soldi di noi cittadini buttati e bruciati due volte. Qui non stiamo parlando di centesimi, ma di 1,63 miliardi di euro per ciò che già facevano ex bidelle e bidelli, ora ausiliari, e che voi affidate invece a ditte e cooperative esterne. Bruciate i soldi dei cittadini, sia perché non serve appaltare un servizio che possa essere svolto dal personale statale con costi minori, sia perché negli appalti non siete capaci di garantire una corretta concorrenza tra aziende, e quindi non producete nessun risparmio. Pag. 55Eppure la soluzione è a portata di mano: sbloccare 13 mila assunzioni del personale ATA che ci costa meno dei vostri appalti, salvaguardando i diritti dei lavoratori che oggi vengono sfruttati e la pulizia delle scuole che oggi non è garantita. Ma la soluzione perfetta a voi non piace: non perché voi siete politicamente incapaci, ma perché finirebbe la mangiatoia di Stato per le vostre cooperative rosse e bianche (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle), per le vostre ditte amiche, finirebbero i finanziamenti alle vostre campagne elettorali, finirebbero le assunzioni facili all'interno delle cooperative, visto che da 11 mila posti si è arrivati a stimare 22 mila operai alle dipendenze di queste aziende. Voi proteggete l'amico di Poletti, il presidente della Manutencoop Levorato, uomo del Partito Comunista Italiano che è un habitué delle procure, indagato per reati che vanno dall'abuso d'ufficio all'associazione a delinquere, dalla turbativa d'asta al falso in atto pubblico; difendete l'uomo delle cooperative rosse, che ha finanziato la campagna elettorale di Piero Fassino ed è stato coinvolto anche nell'inchiesta ad Expo. A difendere i lavoratori, a difendere gli studenti e i genitori che vogliono delle scuole pulite per i loro figli, a difendere gli amministratori che vogliono sfuggire al monopolio delle cooperative e ditte amiche per risparmiare i soldi dei cittadini e offrire più trasporti e più asili nido, ci sarà sempre il MoVimento 5 Stelle (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

(Chiarimenti in merito ad asserite prospettive di una riduzione del debito pubblico dell'Italia nell'anno corrente, alla luce delle osservazioni contenute in un recente rapporto diffuso dalla Commissione europea – n. 3-01962)

  PRESIDENTE. Il deputato Occhiuto ha facoltà di illustrare l'interrogazione Occhiuto e Brunetta n. 3-01962, concernente chiarimenti in merito ad asserite prospettive di una riduzione del debito pubblico dell'Italia nell'anno corrente, alla luce delle osservazioni contenute in un recente rapporto diffuso dalla Commissione europea (Vedi l'allegato A – Interrogazioni a risposta immediata), per un minuto.

  ROBERTO OCCHIUTO. Signora Presidente, signor Ministro, nel rapporto sulla sostenibilità delle finanze pubbliche diffuso dalla Commissione europea giusto qualche giorno fa, c’è un capitolo che riguarda l'Italia e che mette in mora il nostro Governo per l'enorme debito pubblico. Da Bruxelles, quindi, nei giorni scorsi l'ennesima doccia fredda per il Governo, perché la Commissione europea ha messo nero su bianco i rischi che l'Italia sta correndo per l'enorme debito pubblico, soprattutto nel medio periodo: in sostanza, secondo Bruxelles basterebbe una nuova frenata dell'economia o una crisi dello spread per far saltare i conti pubblici. Noi siamo preoccupati, perché siccome avete costruito la legge di stabilità sui margini di flessibilità che l'Europa dovrebbe darvi, se questi margini non dovessero esserci perché l'Italia non rispetta le regole sulla diminuzione del debito pubblico, sarebbe un vero e proprio disastro.

  PRESIDENTE. La invito a concludere.

  ROBERTO OCCHIUTO. Chiediamo al Ministro dell'economia e delle finanze come mai il Governo continua a dire che diminuirà il debito pubblico: ci dica su quali basi, su quali dati fonda questa sua previsione.

  PRESIDENTE. Il Ministro dell'economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan, ha facoltà di rispondere.

  PIER CARLO PADOAN, Ministro dell'economia e delle finanze. Presidente, innanzitutto una precisazione: non è vero che il debito continuerà a crescere fino al 2026. Al contrario, il rapporto citato mostra come per l'Italia, nel cosiddetto scenario di riferimento, il debito pubblico su PIL, che è la grandezza rilevante, sia previsto diminuire ad un tasso di quasi il Pag. 562 per cento del PIL all'anno dal picco del 2015: pari, secondo le previsioni di autunno della Commissione europea, al 133 per cento del PIL, al 130 per cento nel 2017 sotto l'ipotesi di politiche invariate, e quindi al 110 per cento al 2026. Andamenti simili sono evidenti in tutti gli altri scenari di simulazione, anche quelli più stringenti e pessimisti: per esempio nello scenario che assume l'aumento permanente di 100 punti base di rendimenti sui titoli in scadenza e di quelli di nuova emissione, il rapporto debito/PIL è previsto ridursi al livello del 133 per cento nel 2015, al 117 nel 2026. Risultati non differenti si hanno nel caso di uno shock sulla crescita del PIL che assume una riduzione permanente del tasso di crescita di 0,5 punti percentuali all'anno. Altre istituzioni internazionali, come il Fondo monetario e l'OCSE, confermano questa dinamica discendente del debito.
  Gli scenari di previsione elaborati dalla Commissione europea si basano su ipotesi di continuazione delle politiche attuali: la Commissione europea assume nello scenario di riferimento che il saldo primario strutturale previsto per il 2017, pari ad un avanzo del 2,5 per cento del PIL, si mantenga costante negli anni successivi. Questo valore è in linea con gli attuali obiettivi del Governo e non è un evento particolarmente «sfidante», soprattutto alla luce del fatto che nel periodo 1995-2014 l'avanzo primario dell'Italia, come registrato dall'ISTAT, è stato in media pari al 2,4 per cento del PIL. Il controllo della spesa è un elemento fondamentale per raggiungere e mantenere avanzi primari duraturi. Negli ultimi anni, con crescente efficacia, si è riuscito ad ottenere un tale risultato; nella prima metà degli anni 2000 ricordo che la dinamica di questo aggregato era risultata l'elemento di maggiore vulnerabilità dei conti pubblici.
  L'8 gennaio l'ISTAT ha reso noto il dato del conto trimestrale delle amministrazioni pubbliche nel terzo trimestre del 2015: nei primi nove mesi dell'anno passato il saldo primario ha registrato un avanzo pari all'1,3 per cento del PIL; nell'interrogazione invece si fa riferimento ad un saldo primario dell'1,5 per cento negli ultimi quattro trimestri. Il risultato mostrato dai dati trimestrali è in linea con la dinamica degli anni precedenti, e conferma che l'andamento dei conti pubblici è coerente con gli obiettivi del Governo: anche i dati di cassa relativi al settore statale relativi ai primi undici mesi del 2015 suggeriscono un miglioramento tendenziale significativo e prossimo ai 14 miliardi. I conti pubblici sono dunque sotto controllo, sia nel breve che nel medio, e nel lungo periodo.

  PRESIDENTE. Il deputato Occhiuto ha facoltà di replicare.

  ROBERTO OCCHIUTO. Signora Presidente, signor Ministro, lei dice che non è vero, ma io le cito testualmente quello che è scritto dalla Commissione, quando dice, la Commissione, che «per far scendere, come dovrebbe fare l'Italia per rispettare i parametri europei, il debito al 110 per cento nel 2026, in condizioni economiche normali ci vuole un avanzo strutturale costante e invariato del 2 per cento fino al 2016». Se è così, siamo allora davvero preoccupati, per due ragioni sostanzialmente. Intanto perché la congiuntura economica europea e internazionale, come rilevato da tutti gli osservatori, volge al peggio: quindi quando la Commissione dice «in condizioni economiche normali», siamo preoccupati che queste condizioni economiche così normali non saranno in futuro. E poi perché – lo diceva anche lei – l'avanzo primario degli ultimi trimestri è stato sensibilmente inferiore al 2,5 per cento: negli ultimi quattro trimestri è stato dell'1,5 per cento; noi dovremmo avere un avanzo primario costante fino al 2026 del 2,5 per cento. Per cui siamo davvero preoccupati della sottovalutazione che il Governo sta operando, perché, come dicevo prima, se non diminuisce il debito, non c’è alcun margine di flessibilità, quindi sarà necessaria una manovra correttiva sui conti a primavera, e probabilmente un'altra manovra per trovare 40-50 miliardi per il 2017. Vorrei sommessamente ricordare che a novembre del 2011, Pag. 57quando si usò il debito pubblico a pretesto per mettere fine all'ultimo Governo eletto democraticamente dagli italiani, il debito pubblico era di poco superiore ai 1.900 miliardi: oggi è cresciuto di circa 300 miliardi !

  PRESIDENTE. La invito a concludere.

  ROBERTO OCCHIUTO. Noi avremmo voluto che lei ci avesse detto come vuole ridurre questo debito pubblico. Lei sa che ci sono sostanzialmente due modi: o si aumenta l'avanzo primario, e invece non sta aumentando, o si vende qualche asset dello Stato.

  PRESIDENTE. Grazie, onorevole Occhiuto, deve concludere.

  ROBERTO OCCHIUTO. Gli italiani sanno che le promesse di Renzi, gli annunci di Renzi sono scritti sulla sabbia, ma forse pretenderebbero da un professore e da un economista come lei qualcosa di più (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia – Il Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente).

(Chiarimenti in merito alla corretta interpretazione di una recente lettera inviata dalla Banca centrale europea relativa alla richiesta di un rafforzamento patrimoniale degli istituti di credito italiani – n. 3-01963)

  PRESIDENTE. Il deputato Guidesi ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-01963, concernente chiarimenti in merito alla corretta interpretazione di una recente lettera inviata dalla Banca centrale europea relativa alla richiesta di un rafforzamento patrimoniale degli istituti di credito italiani (Vedi l'allegato A – Interrogazioni a risposta immediata), per un minuto.

  GUIDO GUIDESI. Presidente, Ministro, negli ultimi giorni, nell'ultima settimana soprattutto i titoli bancari, i titoli degli istituti di credito sono stati soggetti ad una fortissima fluttuazione borsistica, completamente soggetti alla speculazione finanziaria. La causa di tutto questo per alcuni è una lettera arrivata dalla BCE ad alcuni dei nostri istituti di credito: nella lettera si richiedeva sostanzialmente un'ulteriore valutazione ed un'ulteriore patrimonializzazione dei nostri istituti di credito.
  Ciò nonostante, il Governo ci ha sin qui detto che le nostre banche sono sempre state solide e non hanno e non avevano alcun problema. Lei ha definito questa gestione poco accorta. Noi volevamo capire quale era effettivamente la mala interpretazione che c’è stata di quella lettera, quale era la versione ufficiale e se, al di là della corrispondenza, non ci fosse qualcosa in più, tipo la trattativa che è in corso tra il Governo e la Commissione.

  PRESIDENTE. Il Ministro dell'economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan, ha facoltà di rispondere.

  PIER CARLO PADOAN, Ministro dell'economia e delle finanze. Grazie, Presidente. Vorrei riepilogare brevemente i fatti: sabato 16 gennaio, il quotidiano Il Sole 24 Ore ha pubblicato un ampio commento su un'attività conoscitiva avviata dall'autorità di supervisione bancaria europea. Il giorno successivo, domenica 17 gennaio, l'agenzia di informazione Reuters ha confermato questa notizia, citando un portavoce della Banca centrale europea.
  Il giorno successivo, nel contesto di una forte ondata di vendite che ha investito tutti i mercati finanziari, il settore bancario italiano è stato particolarmente penalizzato, come ricordano gli interroganti. La Consob ha chiesto alle undici banche quotate in Borsa italiana e sottoposte alla vigilanza europea di chiarire se fossero interessate da richieste delle autorità centrali. Di conseguenza, sei istituti di credito hanno comunicato di aver ricevuto una richiesta di informazioni dal Single Supervisory Mechanism, la supervisione bancaria dell'unione monetaria.
  Ci risulta che, nella serata di lunedì 18, dagli uffici di comunicazione della Banca centrale europea siano stati forniti chiarimenti Pag. 58nella modalità cosiddetta off the record, cioè senza la possibilità per i mezzi di informazione di citare esplicitamente e con puntualità il contenuto delle informazioni fornite. Questa informazione non ha sortito alcuno effetto. Il giorno successivo, martedì, i mercati hanno ancora accusato una generalizzata turbolenza e i titoli dei sei istituti di credito citati hanno ancora una volta subito pesanti perdite.
  Nella serata di martedì, un portavoce della Banca centrale europea, ancora una volta in forma anonima, ha fornito qualche chiarimento, anche in questo caso senza alcuna efficacia. In assenza di una posizione ufficiale del Single Supervisory Mechanism, i mercati hanno dovuto attendere che il Presidente della Banca centrale europea in persona facesse chiarezza nel corso della conferenza stampa programmata dopo la riunione del Consiglio dei governatori. In quella circostanza, il Presidente della BCE ha chiarito che la richiesta di informazioni riguardava un ampio campione di banche di tutta l'Eurozona allo scopo di identificare buone pratiche di gestione delle sofferenze bancarie.
  Non vi era, pertanto, un focus specifico sull'Italia, né, tanto meno, l'avvio di provvedimenti nei confronti di alcuna banca specifica. Ho pertanto ritenuto di dover richiamare l'attenzione dell'autorità di sorveglianza sull'importanza di una comunicazione chiara, tempestiva e forte come leva di gestione di una crisi determinata da informazioni inesatte o male interpretate dai mercati.

  PRESIDENTE. Il deputato Guidesi ha facoltà di replicare.

  GUIDO GUIDESI. Ministro, lei parla di un'attività conoscitiva che ha sostanzialmente certificato i 201 miliardi di debito e di sofferenze da parte di questi istituti di credito; un'indagine conoscitiva che, pur essendo magari male interpretata, nel caso in cui lo sia, ha mostrato la debolezza e la mancata solidità di quegli istituti di credito, ha messo fortemente a rischio i risparmi dei risparmiatori e ha dimostrato, ancora una volta, che oggi, in questo Paese, la finanza è ancora molto più forte dell'economia reale: ce lo dicono i dati, che sono stati anche citati dai miei colleghi prima.
  Ma la sostanza è questa, Ministro: noi siamo in una situazione dove la vostra trattativa e la vostra corrispondenza con l'Unione Europea mette a rischio i risparmi degli italiani. Noi siamo in una situazione dove il Governo ci tranquillizza con ottimismo, ma i dati ci dicono qualcos'altro. Siamo in una situazione dove il Governo ci dice che i nostri istituti di credito sono assolutamente solidi, ma poi parla di provvedimenti, ormai da tantissimo tempo, e lei lo ha ricordato, che ancora non hanno visto la luce e dei quali non conosciamo ancora neanche mezza riga.
  Ma, soprattutto, ad oggi, gli unici interventi fatti da questo Governo sono stati interventi non a tutela dei risparmiatori, ma a tutela, addirittura, anche di singoli amministratori di istituti di credito e di istituti bancari. Il caso di Banca Etruria, signor Ministro, non imbarazza solo il Governo, ma imbarazza questo strano Paese, che, ancora una volta, attraverso voi, ha messo di fronte ai risparmiatori un interesse più specifico e più personale: quello del papà di un Ministro.

(Iniziative per il contrasto all'evasione fiscale – n. 3-01964)

  PRESIDENTE. Il deputato Piccone ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-01964, concernente iniziative per il contrasto all'evasione fiscale (Vedi l'allegato A – Interrogazioni a risposta immediata), per un minuto.

  FILIPPO PICCONE. Grazie, Presidente. Signor Ministro, nel 2014 vi è stato un recupero dell'evasione fiscale pari a 14-15 miliardi, che si stima siano più o meno il 10 per cento del totale dell'ammontare stimato di evasione fiscale. È stato fatto, direi, un buon lavoro e ancora poco rispetto a tutto il grande lavoro che ci resta da fare verso l'evasione fiscale, anche in Pag. 59considerazione di quello che rappresenta per il Paese. In realtà, stiamo parlando di 6-7 punti di PIL, stiamo parlando di migliaia di posti di lavoro, di tante risorse che si potrebbero liberare per accompagnare la crescita di questo Paese.
  Quindi, la mia domanda, in questo senso, è che cosa intenda fare il Governo, che cosa intenda porre in essere per intensificare il recupero dell'evasione fiscale. E, se mi è consentito, per trenta secondi, vorrei aggiungere anche: visto il grande lavoro che sta facendo con la Comunità europea rispetto agli NPL, e quindi ai crediti deteriorati delle banche, i quali dovrebbero servire per liberare ulteriori risorse per imprese e famiglie, la domanda che le vorrei porre...

  PRESIDENTE. Deve concludere, onorevole, mi scusi.

  FILIPPO PICCONE. Finisco. La domanda la vorrei completare in questo modo: visto che questo si fa per liberare risorse, non pensa che questo Paese, che è stranamente bancocentrico, lo diventi ancora di più ? E non pensa che in questo momento le imprese, soprattutto quelle che sono uscite dalla crisi acciaccate...

  PRESIDENTE. Onorevole Piccone, la prego.

  FILIPPO PICCONE. ... abbiano bisogno di un sostegno dal punto di vista fiscale da parte del Governo ?

  PRESIDENTE. Il Ministro dell'economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan, ha facoltà di rispondere.

  PIER CARLO PADOAN, Ministro dell'economia e delle finanze. Grazie, Presidente. Confermo quanto diceva l'onorevole Piccone: dai primi dati disponibili, il gettito dell'attività di contrasto all'evasione nell'anno 2015 supererà i 14,2 miliardi di euro del 2014. Le principali linee di intervento che il Governo ha avviato e si impegna a perseguire per i compiti di lotta all'evasione fiscale sono innanzitutto l'analisi del rischio e l'incrocio delle banche dati.
  L'attività di pianificazione strategica si fonda su una tempestiva e mirata analisi del rischio dei comportamenti dei contribuenti, al fine di individuare elementi che possano indicare una propensione alla non-compliance. A tal fine, sono utilizzate le banche dati disponibili, che anche nel 2016 continueranno, da parte dell'Agenzia delle entrate, ad essere tempestivamente arricchite ed ampliate. Il patrimonio informativo in possesso dell'Agenzia delle entrate rappresenta un fattore fondamentale anche per quel che riguarda l'impegno per aumentare la compliance, a partire dall'identificazione ed esecuzione di nuove forme di confronto e collaborazione con le categorie di contribuenti, ivi incluse le azioni di comunicazione preventiva.
  L'Agenzia delle entrate provvederà, inoltre, a sviluppare servizi, strumenti e processi in grado di ridurre significativamente l'onerosità degli adempimenti fiscali. Su questa linea si innesta anche la revisione degli studi di settore, finalizzata a renderli maggiormente efficaci e a massimizzare l'attendibilità delle stime, assicurandone la semplificazione anche attraverso la riduzione del numero. Si proseguirà nel percorso già iniziato nel 2015 con la dichiarazione online precompilata per i redditi del 2014, che ha determinato un nuovo approccio nella gestione del rapporto fra fisco e cittadino, passando ad un sistema dove le informazioni acquisite vengono utilizzate per semplificare gli adempimenti agli obblighi tributari.
  L'introduzione dello split payment e il potenziamento del reverse charge a decorrere dal 1o gennaio 2015 quali modalità di fatturazione e versamento dell'IVA hanno consentito all'erario di registrare un maggior gettito stimato nell'ordine di 2 miliardi di euro netti nell'anno. L'impegno del Governo nella lotta all'evasione va anche oltre i confini nazionali.
  Negli ultimi due anni, sono stati ratificati otto accordi bilaterali, che erano stati già firmati in precedenza, e sottoscritti nuovi accordi bilaterali con nuove Pag. 60giurisdizioni. Gli accordi prevedono lo scambio automatico di informazioni finanziarie, adeguate al più recente standard internazionale in materia di trasparenza fiscale. L'adozione dello standard per lo scambio automatico di informazioni ha contribuito al successo della voluntary disclosure, che ha generato 3,8 miliardi di maggiori entrate, al netto di sanzioni e interessi. L'attuazione della delega fiscale provvederà, infine, nel corso del 2016, alla definizione di una metodologia di stima dell'economia sommersa e dell'evasione fiscale e contributiva, nonché alla redazione di un rapporto annuale che indicherà le dimensioni dei fenomeni, delineerà la strategia di intervento ed evidenzierà i risultati.

  PRESIDENTE. Il deputato Piccone ha facoltà di replicare per due minuti.

  FILIPPO PICCONE. Grazie, signor Ministro. Io credo che sia ancora troppo poco anche quello che lei ha elencato, benché possa essere uno sforzo – come dire – da plaudire, perché credo che il sistema fiscale italiano debba essere comunque, in qualche modo, modificato. Credo che qualcosa ci abbiano insegnato anche altri Paesi, da questo punto di vista, e quindi credo che lo spostamento della tassazione sui consumi e una forte deducibilità possano aiutare molto al recupero fiscale, oltre ovviamente alla repressione e all'incrocio dei dati che lei elencava.
  Ma le volevo dire prima – e non ho avuto il tempo di farlo con chiarezza – che adesso stiamo sostenendo le banche perché servono al Paese. Bene, ma qualcuno si sta ponendo il problema che, dato che da questa crisi una miriade di aziende e di imprese ne sono uscite malconce, ma sono ancora in grado di esprimere un potenziale industriale e produttivo, c’è bisogno che qualcuno dia a queste aziende un po'di respiro ?
   Lei, caro signor Ministro, sa meglio di me che, chi è uscito dalla crisi con qualche debito fiscale verso lo Stato, se aveva un debito di cento, ora deve pagare quattrocento, perché deve produrre il doppio di quello che poi, al netto, gli rimarrà per pagare imponibile e sanzioni.
   Io le chiedo se non sia il caso di intervenire anche nel tessuto produttivo italiano, per salvare tutte quelle imprese che hanno un grande potenziale industriale e produttivo e che sono uscite malconce dalla crisi, perché – se continuiamo a intervenire solo con le banche – faremo diventare questo Paese ancora più bancocentrico. Posto che questo intervento che lei sta facendo con la Comunità europea, è sicuramente un intervento utile e necessario, credo però che a questo vada aggiunto anche un particolare occhio di riguardo al sistema produttivo, soprattutto delle piccole imprese italiane.

(Iniziative di competenza per garantire maggiore controllo sui trasferimenti di denaro contante dall'Italia verso l'estero – n. 3-01965)

  PRESIDENTE. Il deputato Totaro ha facoltà di illustrare l'interrogazione Rampelli ed altri n. 3-01965 (Vedi l'allegato A – Interrogazioni a risposta immediata), concernente iniziative di competenza per garantire maggiore controllo sui trasferimenti di denaro contante dall'Italia verso l'estero, di cui è cofirmatario, per un minuto.

  ACHILLE TOTARO. Grazie, Presidente. Come lei sa, signor Ministro, ogni anno, gli immigrati che vivono sul territorio nazionale trasferiscono somme di denaro dall'Italia verso i propri Paesi di origine. Secondo i dati della Banca d'Italia, al 30 settembre del 2015, parliamo di oltre 20 miliardi di euro, che vengono trasferiti dall'Italia verso l'estero, verso Paesi come la Cina, come la Romania e come il Senegal. Tra l'altro, nel corso di un'audizione dinanzi alle Commissioni competenti, il vicedirettore generale della Banca d'Italia ha chiesto controlli più severi, per quanto attiene ai money transfer, che – come è emerso da numerose inchieste – non di rado vengono utilizzati per trasferire ingenti somme di denaro riciclato.Pag. 61
   Noi le chiediamo, signor Ministro, quali iniziative intenda adottare per garantire maggiore controllo sui trasferimenti di denaro contante dall'Italia verso l'estero.

  PRESIDENTE. Il Ministro dell'economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan, ha facoltà di rispondere.

  PIER CARLO PADOAN, Ministro dell'economia e delle finanze. Grazie, Presidente. Sono in corso, a livello comunitario, trattative per la definizione, da parte delle autorità di vigilanza europee, degli standard tecnici di regolamentazione delle caratteristiche dimensionali ed organizzative degli agenti che forniscono servizi di trasferimento di denaro e dell'ampiezza degli obblighi antiriciclaggio cui i medesimi, compatibilmente con il rispetto delle libertà fondamentali dell'Unione, possono essere assoggettati dalle singole normative nazionali.
   Il Governo italiano intende raggiungere l'obiettivo minimo di garantire che le segnalazioni di operazioni sospette di riciclaggio o finanziamento del terrorismo, relative al circuito delle rimesse di denaro dall'Italia verso l'estero, per il tramite di istituti di pagamento comunitari, siano effettuate direttamente all'Unità di informazione finanziaria per l'Italia ai fini della loro analisi finanziaria e dell'eventuale sviluppo investigativo.
  Parallelamente, il Governo sta mettendo a punto una più incisiva regolamentazione in materia di controlli da parte della Guardia di finanza sui singoli agenti di cui gli istituti di pagamento, attraverso regimi prevalentemente convenzionali, si servono per la raccolta e l'invio delle rimesse degli immigrati. L'obiettivo è di predisporre, accanto a sanzioni di carattere pecuniario, misure interdittive e sospensive dell'esercizio dell'attività per le ipotesi di violazione della normativa nazionale gravi o ripetute entro un determinato arco temporale.
   Dal 1o gennaio 2010 al 31 ottobre 2015 sono pervenute all'Unità di informazione finanziaria oltre 25.000 segnalazioni riguardanti operazioni sospette, riferite al comparto del money transfer, con una media superiore a 4.000 segnalazioni annue. Si tratta di una quota pari a circa il 7 per cento del totale delle segnalazioni pervenute all'Unità di informazione finanziaria nel medesimo periodo. Nel corso del 2015, l'Unità ha avviato una serie di ispezioni, destinate a verificare il rispetto degli obblighi di segnalazione delle operazioni sospette nel comparto del money transfer. L'Unità, inoltre, presta collaborazione all'autorità giudiziaria e agli organi investigativi per le indagini in materia.

  PRESIDENTE. Il deputato Totaro ha facoltà di replicare.

  ACHILLE TOTARO. Grazie, Presidente. Signor Ministro, noi prendiamo atto della sua risposta e valuteremo in futuro quel che farà il Governo in ordine a quello che lei ha detto adesso. Fatto sta che noi denunciamo questa vicenda veramente grave, che riguarda il trasferimento di denari all'estero da parte degli immigrati che sono qui sul territorio nazionale. Non ci sarebbe niente di male se fosse tutto regolare e se fosse tutto controllato. Il grido di aiuto da parte del vicedirettore della Banca d'Italia è un grido d'aiuto che, insomma, è fondato su fatti concreti che si sono verificati in questi anni, come lei saprà. È proprio di pochi mesi fa, la chiusura delle indagini da parte della Procura di Firenze, il rinvio a giudizio di molti personaggi e la stessa messa sotto inchiesta della Banca of China, con sede a Milano, che, attraverso una società di money transfer, riciclava questi soldi che provenivano, molto spesso, da evasione fiscale, appropriazione indebita, sfruttamento della mano d'opera clandestina, commercio di merce contraffatta, sfruttamento della prostituzione. È un'indagine fatta dalla Procura di Firenze, dal dottor Suchan, come altre indagini vengono svolte, ad esempio, dalla procura di Catania sul fatto che ci sono società che addirittura riciclano i denari e li usano per l'attività di immigrazione clandestina.
  Ecco, noi crediamo che sia intollerabile da parte dei cittadini italiani vedere e Pag. 62chiedere il rispetto delle regole, quando ci sono in Italia migliaia di persone – semmai con la copertura anche di istituti bancari importanti – che svolgono questo tipo di attività illecita e riciclano i denari in questo modo.
   Quindi, noi veramente vi chiediamo un intervento pesante, perché molto spesso abbiamo visto anche, per quanto riguarda il reato di immigrazione clandestina e l'immigrazione clandestina, esultare per l'arresto di qualcheduno che guidava il barcone, quando poi, dietro a quelli che guidano i barconi, c’è questo giro di denari così enorme – perché parliamo di decine di miliardi – e, quindi, a questo punto, diventa tutto inutile, se non blocchiamo questo circolo vizioso (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale).

(Elementi ed iniziative di competenza in relazione a recenti sentenze della Corte costituzionale che hanno sancito l'incostituzionalità di disposizioni contenute nel decreto-legge cosiddetto «Sblocca Italia» – n. 3-01966)

  PRESIDENTE. La deputata Pannarale ha facoltà di illustrare l'interrogazione Scotto ed altri n. 3-01966 (Vedi l'allegato A – Interrogazioni a risposta immediata), concernente elementi ed iniziative di competenza in relazione a recenti sentenze della Corte costituzionale che hanno sancito l'incostituzionalità di disposizioni contenute nel decreto-legge cosiddetto Sblocca Italia, di cui è cofirmataria, per un minuto.

  ANNALISA PANNARALE. Grazie, Presidente. Ministro, lo abbiamo detto sempre, lo «Sblocca Italia» è una legge sbagliata e autoritaria. Soltanto pochi giorni fa, la Corte ha dichiarato incostituzionali un altro pezzo dello «Sblocca Italia», dopo aver già bocciato altre parti con una sentenza di dicembre.
  Le norme dichiarate incostituzionali sono quelle che concedono pieni poteri al Governo, senza prevedere alcun coinvolgimento delle regioni, stabilendo, ad esempio, che il commissario nominato sulla Bari-Napoli abbia il potere esclusivo di approvare le opere, o che il piano di ammodernamento infrastrutturale sia affidato al Ministero dei trasporti, senza il necessario concorso della regione, come invece prevede la Costituzione sulle materie concorrenti.
  È stata proprio la regione Puglia, nel gennaio 2015, con il suo Presidente Nichi Vendola a impugnare queste norme; oggi la Corte gli ha dato ragione.
  Ministro non si possono imporre norme contro i territori e in assenza di ogni coinvolgimento democratico, questo le chiediamo: se dopo questa ennesima bocciatura da parte della Corte non sia il caso di abbandonare definitivamente la cattiva abitudine di questo Governo a presentare decreti autoritari scritti male e lesivi di ogni principio costituzionale.

  PRESIDENTE. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Graziano Delrio, ha facoltà di rispondere.

  GRAZIANO DELRIO, Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Grazie, Presidente. La problematica sollevata dagli onorevoli interroganti del rispetto delle competenze legislative costituzionalmente definite è certamente delicata ed è all'attenzione del Governo. Non intendiamo affatto fare decreti autoritari, intendiamo fare decreti che siano utili al Paese. Nei rapporti tra lo Stato e le regioni, è senza dubbio fondamentale, laddove il Governo va ad incidere con disposizioni normative su ambiti di contributi di competenza concorrente, tenere presente appunto la partecipazione delle regioni, e realizzare adeguate procedure concertative e di coordinamento di leale collaborazione tra lo Stato e le regioni, come la Corte appunto indica anche nelle sue recenti sentenze.
  Il decreto Sblocca-Italia nasce in un particolare momento di crisi economica per porre in essere una serie interventi urgenti di stimolo all'economia, per accelerare e rilanciare gli investimenti e la nostra opinione era che le procedure concertative Pag. 63previste dalla Conferenza dei servizi fossero sufficienti a garantire il livello minimo di concertazione, in presenza del fatto che queste norme, queste infrastrutture, hanno carattere nazionale strategico e quindi era questa la considerazione che abbiamo fatto. La Corte è di diverso avviso, ritiene che bisognava trovare l'intesa anche su queste opere, le sentenze della Corte non siamo abituati a discuterle, le applichiamo. Cercheremo di essere assolutamente attenti, peraltro alcuni piani, come il piano della portualità e della logistica, io personalmente lo avevo già sottoposto informalmente alla Conferenza delle regioni, adesso abbiamo riavviato l'iter per una adesione formale alla Conferenza Stato-regioni, un parere e un'intesa formale. Quindi non vi era alcuna volontà lesiva, certamente la sentenza della Corte ci induce a un'attenzione sempre maggiore nelle materie di tipo concorrente come sono queste, ma ciò non comporta alcun problema per il Governo che, anzi, crede nella leale collaborazione tra i diversi componenti della Repubblica.

  PRESIDENTE. Il deputato Nicola Fratoianni, cofirmatario dell'interrogazione, ha facoltà di replicare.

  NICOLA FRATOIANNI. Grazie, signora Presidente. Grazie, signor Ministro, prendiamo atto del suo imbarazzo nel rispondere a questa interrogazione, che pone una questione di fatto. Forse, glielo dico, sarebbe stato più utile venire qui e dire abbiamo sbagliato e correggeremo, non solo rispetteremo una sentenza della Corte, vivaddio, ci mancherebbe !
  Sarebbe stato utile dire: abbiamo sbagliato. Perché, vede, c’è un problema. Quando lo Sblocca-Italia è stato presentato non sono mancate da parte delle opposizioni e dei tecnici rilievi, osservazioni critiche, che vi dicevano che stavate facendo un errore. La verità è che quel decreto noi lo consideriamo, da allora non da oggi, sbagliato per i suoi contenuti, perché rilancia appunto in un clima di emergenza una politica di emergenza, tutta concentrata peraltro su strumenti che a noi paiono sbagliati dal punto di vista perfino delle finalità dichiarate; si torna ad investire sul petrolio, le trivellazioni e così via. La verità è che quel decreto ha al fondo la filosofia per cui è necessario tornare ad un'idea centralista dello Stato, rompere ogni elemento di decentramento, ogni riconoscimento alle comunità locali della loro possibilità di partecipare a decisioni che riguardano la loro vita, il loro modello di sviluppo, la tutela del proprio territorio. Allora, glielo ripeto ministro, sarebbe stato più utile che lei ci avesse detto qui: abbiamo sbagliato, ripensiamo questo modello, questo impianto. Invece, è tutto dentro non solo a quel decreto e dentro la riforma, o meglio la «deforma», costituzionale, che continuate ad imporre al Parlamento a ritmi frenetici. Tuttavia, vede, oggi ci ha pensato la Corte costituzionale, e per noi questo è un fatto positivo, domani ci penseranno i cittadini, a cominciare dal referendum sulle trivellazioni, a smontare un pessimo decreto nei contenuti e nelle forme (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Italiana – Sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata.
  Sospendo la seduta, che riprenderà alle ore 16,15 con la commemorazione del Giorno della memoria.

  La seduta, sospesa alle 16,05, è ripresa alle 16,30.

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE LAURA BOLDRINI

Missioni.

  PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati Adornato, Alfreider, Bueno, Capelli, Dambruoso, De Menech, Dellai, Ferranti, Garofani, Locatelli, Marazziti, Pisicchio, Ravetto, Realacci, Rosato, Rossomando, Sanga, Sani, Schullian, Pag. 64Scotto, Tabacci, Valeria Valente e Vignali sono in missione a decorrere dalla ripresa pomeridiana della seduta.
  I deputati in missione sono complessivamente centosedici, come risulta dall'elenco depositato presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell’allegato A al resoconto della seduta odierna.

Nella ricorrenza della Giornata della memoria.

  PRESIDENTE. (Si leva in piedi e, con lei, l'Assemblea e i rappresentanti del Governo). Colleghi, ora vi chiederei di partecipare alla commemorazione della Giornata della memoria.
  Care colleghe, cari colleghi, come sapete si celebra oggi, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, il Giorno della Memoria, istituito dalla legge n. 211 del 2000, con il fine di ricordare, cito: la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte.
  La ricorrenza odierna ci invita anzitutto a rendere omaggio a tutte le vittime della Shoah, nonché a quanti altri furono colpiti dal regime nazista e dai suoi alleati: rom, sinti e disabili non rispondevano ai criteri di purezza della razza, così come gli internati militari e gli oppositori del regime, che furono anche essi portati a morire nei campi di sterminio.
  Ricordare le vittime significa anche rispondere ad ogni forma di indifferenza e di negazionismo, inclusa quella di chi sminuisce la portata delle leggi razziali o il ruolo delle autorità italiane di allora nell'Olocausto; significa opporsi fermamente ad ogni ideologia che neghi nel profondo i diritti dell'uomo e ad ogni manifestazione di razzismo, antisemitismo, di odio e di intolleranza.
  La Camera ha dato un importante segnale a questo riguardo il 13 ottobre scorso, approvando in seconda lettura, a larghissima maggioranza, la proposta di legge per il contrasto e la repressione dei crimini di genocidio, crimini contro l'umanità e crimini di guerra, ora all'esame del Senato. Voglio inoltre ricordare che tra pochi giorni, attraverso il sito dell'Archivio storico della Camera, saranno messi a disposizione del pubblico moltissimi documenti acquisiti dalla Commissione parlamentare di inchiesta sui crimini nazifascisti, si tratta del contenuto del cosiddetto «armadio della vergogna». Questi documenti, che erano coperti dal segreto, sono stati declassificati a seguito di specifiche sollecitazioni della Presidenza della Camera, dalle varie autorità che li avevano redatti originariamente.
  La ricorrenza odierna ci invita poi a tenere saldo il filo della memoria tra le generazioni, aiutando i giovani a conoscere quella immane tragedia e a leggere e comprendere la storia e il nostro presente. Per questa ragione ho voluto partecipare lo scorso 18 e 19 gennaio ad un viaggio della memoria ad Auschwitz e Birkenau, insieme a numerosi studenti di varie scuole italiane, erano circa centotrenta, alla ministra dell'istruzione, dell'università e della ricerca, Stefania Giannini, che ringrazio, al presidente dell'Unione delle comunità ebraiche italiane, avvocato Renzo Gattegna, e, cosa veramente importante, che ci tengo a sottolineare, insieme ad alcuni testimoni diretti – perché erano lì – delle tragiche sorti degli ebrei italiani.
  Dobbiamo, infine, rendere omaggio – come prevede la stessa legge istitutiva del Giorno della memoria, la stessa legge che la istituisce – ai giusti, che non esitarono ad aiutare tanti ebrei a salvarsi, come pure agli uomini e alle donne della Resistenza, che riscattarono la dignità di un Paese per troppo tempo complice, e a coloro che, negli stessi anni del conflitto mondiale, si impegnarono a dare vita ad un'Europa incentrata sui principi della democrazia, del rispetto dei diritti fondamentali, della pace e dell'amicizia tra i popoli.
  Invito l'Assemblea ad osservare un minuto di silenzio (L'Assemblea osserva un minuto di silenzio – Applausi).
  Ha chiesto di parlare il deputato Emanuele Fiano. Ne ha facoltà.

Pag. 65

  EMANUELE FIANO. Oggi è il Giorno della memoria, è il giorno in cui ricordiamo l'apertura del cancello del campo di sterminio nazista di Auschwitz-Birkenau, il 27 gennaio del 1945, il campo dove furono gasati o comunque uccisi e poi bruciati oltre un milione di essere umani, per la stragrande maggioranza ebrei, tra loro dodici membri della mia famiglia. Sia per sempre il loro nome inciso nella mia mente.
  E molti altri milioni di ebrei, sei milioni in tutto, subiranno la stessa sorte di sterminio e di annientamento. Quel giorno è quello in cui è cominciato il dopo, il racconto, il ricordo, in cui è nato il nostro dovere della memoria Dovrebbe esserci una dieta obbligatoria in questo giorno: utilizzare le parole più scarne possibili; abolire le aggettivazioni retoriche, barocche, altisonanti; usare parole scarne, crude e vere. Solo il racconto vero, umano, asciutto può restituirci la profondità del dolore, la distanza non comprensibile tra noi oggi e quel mondo ieri, noi tutti, non solo gli ebrei.
  Noi oggi utilizziamo un giorno per ricordare perché tutti i giorni siano coscienti di quello che è accaduto. Noi ricordiamo oggi per non dimenticare che furono esseri umani come noi, in carne ed ossa, cuore, cervello e sangue, come noi, a commettere quel crimine assoluto contro l'umanità. E furono esseri umani come noi coloro che furono gasati e poi bruciati. E furono esseri come noi coloro che prima privarono della libertà e poi rinchiusero, arrestarono, torturarono, separarono e infine deportarono, gasarono, fucilarono, bastonarono altri esseri umani a milioni.
  Noi ricordiamo che non furono solo ebrei, ma omosessuali, disabili, testimoni di Geova, rom e sinti, antifascisti, antinazisti, oppositori e tutti coloro che i fascisti e i nazisti considerarono da eliminare, coloro i quali furono coinvolti nel grande progetto scientifico di morte del regime hitleriano e dei suoi complici fascisti. Noi ricordiamo oggi, per non dimenticare mai, di cosa può essere capace l'uomo, perché ora come allora può accadere di nuovo, ora come allora persistono l'odio tra i popoli e le volontà di morte e di annientamento.
  Oggi è il Giorno della memoria; domani e domani e domani ancora non dimenticatevene, né voi né i vostri figli né i figli dei vostri figli (Applausi).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Marta Grande. Ne ha facoltà.

  MARTA GRANDE. Grazie, Presidente. Presidente, per il Giorno della memoria è stato detto tutto, è stata scritta ogni parola, recitato ogni verso, elaborato ogni pensiero e toccate tutte le corde dell'umana sensibilità, ragion per cui tentare di incrementare il capitale intellettuale che i grandi uomini di tutto il mondo, per oltre settant'anni, hanno saputo accumulare ci sembra un'impresa non necessaria, prima ancora che titanica. Noi non possediamo la penna di Brecht o di Primo Levi né avremo mai le stesse intuizioni visive e narrative di grandi maestri della cinepresa, come Benigni o Polanski, semplicemente perché siamo persone comuni e, a volte, così tremendamente stupefacenti nell'esercizio della nostra normalità da arrivare a tollerare lo sterminio di massa su base razziale, religiosa, ideologica. Infatti, questo ha fatto gran parte dell'umanità nell'ora più buia della storia moderna.
  Noi, le nostre generazioni non possiedono gli stessi occhi degli uomini da allora, quelli che hanno guardato dal vivo l'abominio, l'indicibile, la sconfitta del genere umano per mano propria. Noi sappiamo, ma non abbiamo vissuto; abbiamo l'idea, non l'esperienza; ci siamo istruiti su voci ed immagini filtrati attraverso il cuore dei nostri padri. Possiamo lavorare affinché la tolleranza regni sovrana sull'uomo, possiamo racchiudere il dolore, ancora ben vivo, nello scrigno della nostra anima, possiamo non dimenticare come ci hanno insegnato a fare. Ma non chiedeteci di trovare le parole giuste, sappiamo già da ora che non potremmo mai averle.
  Noi, in questo giorno, vogliamo tacere, vogliamo sforzarci di comprendere il senso Pag. 66profondo dei simboli, il valore della vita, della morte, del sacrificio. Vogliamo raccogliersi in una riflessione sacra, antica, totale perché, di fronte all'orrore assoluto, solamente al silenzio può essere concessa la dignità della parola (Applausi).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Mara Carfagna. Ne ha facoltà.

  MARIA ROSARIA CARFAGNA. Grazie, Presidente. Oggi, anche in quest'Aula, celebriamo la Giornata della memoria per non dimenticare l'abominio e gli orrori della Shoah. Se comprendere quanto è accaduto è impossibile, conoscere, però, è necessario – diceva Primo Levi – perché ciò che è accaduto può ritornare e le nostre coscienze possono essere nuovamente sedotte e oscurate. Il nostro compito è, quindi, quello di combattere l'indifferenza e l'ignoranza, quella indifferenza che può trasformarsi ancora in odio, intolleranza e antisemitismo.
  Allora abbiamo il dovere di tenere alta la guardia contro il crescente antisemitismo, quello che si consuma nelle strade di Parigi, di Tolosa, di Bruxelles, di Copenaghen, di Tel Aviv, di Gerusalemme, ma anche di Milano, contro quello che ispira un terrorismo che vuole uccidere in nome di Dio, contro quello che prende la forma aberrante della negazione, della banalizzazione della Shoah, ma anche contro quello che ispira i propositi di alcuni Stati e dei loro leader di distruggere di annientare Israele (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia – Il Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente).
  Fa rabbia pensare che ci sono cittadini europei di religione ebraica che non si sentono al sicuro indossando la kippah, che a migliaia compiono la Aliyah, l'immigrazione verso Israele. Fa rabbia pensare che ci sono bambini ebrei che hanno paura ad andare a scuola, che ci sono imprese ebraiche che sono sotto attacco. E allora viene da pensare che settantuno anni dopo l'Olocausto, Auschwitz non ha guarito il mondo dall'antisemitismo.
  Di fronte a tutto questo, ogni Paese ha il dovere di applicare il principio della tolleranza zero. Non può esserci spazio per alcuna ideologia antisemita. Non può esserci spazio per alcuna convenienza politica. Non può esserci spazio per interessi di natura economica. Allora, se i giovani, gli adulti di domani devono essere sentinelle attente e vigili, come dice Alberto Mieli, un deportato sopravvissuto all'Olocausto, noi, la politica, le istituzioni abbiamo il dovere di lottare con ogni mezzo per fare in modo che quegli orrori non ritornino mai più. Abbiamo il dovere di fare in modo che ogni giorno sia il 27 gennaio (Applausi).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Scotto. Ne ha facoltà.

  ARTURO SCOTTO. Signora Presidente, se la Giornata della memoria non è un rito stanco dobbiamo cominciare a dire che ricordare significa innanzitutto lottare; non semplicemente una celebrazione, ma un manifesto politico per il domani. La discesa negli abissi della civiltà umana con la scoperta dei campi di concentramento, delle camere a gas, della pianificazione dello sterminio di sei milioni di ebrei, ma anche di migliaia di omosessuali, di rom, di sinti, di militanti politici non può essere rimossa. È il motivo essenziale per cui siamo qui, per cui è nata la Repubblica antifascista dopo che la barbarie nazista aveva condotto il mondo nel precipizio della Seconda guerra mondiale perseguendo l'utopia mostruosa di una società dominata da un'unica persona, da un unico partito, da un'unica razza. Quel disegno fu respinto dall'alleanza che schiacciò l'invasore e la lotta partigiana aprì la strada alla Costituzione che ha garantito pace e democrazia per oltre settant'anni in Italia e in Europa. Ma oggi la guerra torna al centro della storia; milioni di persone si muovono e scappano per evitare la pulizia etnica; gli eserciti si scontrano per il controllo delle risorse; ideologie totalitarie seminano terrore e morte. I vecchi Stati nazionali reagiscono alzando barriere, fili spinati e addirittura oggi apprendiamo, nel cuore dell'Europa, con la confisca dei beni dei rifugiati. Per Pag. 67questo, signora Presidente, ricordare significa lottare; significa praticare il principio non negoziabile che la vita umana vale più di ogni altra cosa, del potere, del profitto, degli interessi dei pochi (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Italiana-Sinistra Ecologia Libertà e di deputati del gruppo Partito Democratico).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Cicchitto. Ne ha facoltà.

  FABRIZIO CICCHITTO. Signor Presidente, il Giorno della memoria vale per il passato, ma anche per il presente perché il problema dell'antisemitismo non è risolto. La Shoah è stato il male assoluto in un secolo nel quale pure ci sono state due guerre mondiali e tante vicende terribili: dal genocidio dagli armeni, alla carestia organizzata da Stalin contro gli ucraini, ai gulag. Però i campi di sterminio nazista con l'uccisione di 6 milioni di persone hanno costituito un progetto totale di distruzione di un intero popolo realizzato in un modo sistematico e perversamente scientifico, insieme ai dissidenti politici, agli omosessuali, ai rom. Per questo parliamo di male assoluto. In Italia, dalle leggi razziali del 1938 fino alle operazioni di rastrellamento contro i ghetti, è avvenuto quanto di peggio era possibile, ma ci sono state anche, in contrapposizione, testimonianze di grandi nobiltà e di solidarietà. Così, da un lato, c’è stata l'abiezione del fascismo nella sua fase terminale e quella di coloro che mandavano lettere anonime e facevano i delatori e, dall'altro lato, invece, c’è stato il massimo dell'abnegazione di singoli cittadini e di famiglie, l'azione della Chiesa cattolica che aprì i conventi e le sue chiese per salvare i perseguitati. Il Giorno della memoria vale anche però per il presente perché c’è un ritorno di antisemitismo, di antisionismo, di violenza e di terrorismo esercitato contro singoli ebrei in alcune nazioni europee e anche contro il popolo di Israele. Contro tutto ciò siamo schierati senza se e senza ma. Non confonderemo mai le legittime ragioni di dibattito politico e di dissenso nei confronti di qualunque Stato e, quindi, anche dello Stato di Israele, ad esempio sulla questione degli insediamenti, con la violenza e il terrorismo quale che sia la forma con cui essi vengono esercitati: con i missili, con le bombe, con i coltelli.
  Al popolo ebreo nel mondo, ai cittadini italiani di religione ebraica, con i quali abbiamo ancora un debito imperituro, va la nostra più profonda e sentita solidarietà (Applausi dei deputati del gruppo Area Popolare (NCD-UDC)).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Rabino. Ne ha facoltà.

  MARIANO RABINO. Grazie, Presidente. È stato detto prima di me, ma siccome nulla è stato detto più efficacemente e sinteticamente sulla Shoah, lo voglio ribadire e voglio ricordare la citazione di Primo Levi: «Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario». E, quindi, è giusto che il 27 gennaio, in ricordo di quel 27 gennaio 1945 in cui le truppe sovietiche arrivarono per prime presso la città polacca di Auschwitz, scoprendo il vicino campo di concentramento e liberandone i superstiti, sia il giorno in cui si celebra il Giorno della memoria. Tale ritrovamento e le testimonianze dei sopravvissuti rivelarono compiutamente per la prima volta al mondo l'orrore del genocidio nazista. La ricorrenza è stata istituita nel 2000 dal Parlamento che ha in tal modo aderito alla proposta internazionale di dichiarare il 27 gennaio come la Giornata di commemorazione delle vittime del popolo ebraico e di tutte le minoranze su cui si abbatté la barbarie del nazismo e del fascismo, nonché in onore di coloro che, a rischio della propria vita, hanno protetto i perseguitati dalla ferocia degli aguzzini. L'abbattimento dei cancelli di Auschwitz pose il mondo di fronte all'orrore della Shoah. Il tempo trascorso da allora e l'inesorabile assottigliamento dei sopravvissuti impongono di mantenere ferma la memoria dell'orrore anche a fronte delle tante manifestazioni di antisemitismo e di razzismo che accompagnano la caratterizzazione sempre più marcata della nostra società in chiave Pag. 68multietnica. Ricordare è doloroso, ma è indispensabile per costruire il futuro. Ed è altrettanto indispensabile che i giovani sappiano quanto è accaduto, tocchino con mano di cosa è capace l'uomo, se ne rendano conto e forti di tali esperienze crescano con la voglia di essere migliori di quanto non siano stati i loro padri. Per questo la Shoah non può essere un fatto del popolo ebraico, ma è in un certo senso patrimonio di tutti, perché il mondo dimentica in fretta la banalità del male e fatica ad imparare dai propri errori, come altri grandi assurdi genocidi prima e dopo la guerra ci hanno tristemente testimoniato. Per questo non bisogna dimenticare ed è sempre doveroso fissare negli occhi quei volti perduti nelle tenebre dell'odio e nella cecità delle ideologie. Essi ci insegnano più di qualunque lezione sulla storia. Aveva ragione Primo Levi: se comprendere è impossibile, conoscere è necessario (Applausi dei deputati del gruppo Scelta Civica per l'Italia).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Borghesi. Ne ha facoltà.

  STEFANO BORGHESI. Grazie, Presidente. Durante la Seconda guerra mondiale milioni di persone che non corrispondevano all'ideale propugnato dall'ideologia perversa di Adolf Hitler sulla perfezione della razza ariana, soprattutto gli ebrei, furono sistematicamente perseguitati, arrestati e trasportati nei campi di sterminio. Alcuni furono uccisi immediatamente, mentre altri furono crudelmente costretti a lavorare fino alla loro morte. Ogni anno, in occasione dell'anniversario della liberazione dei campi di Auschwitz e Birkenau, si commemora la Giornata internazionale della memoria delle vittime per non dimenticare mai questi crimini disumani. Oltre che ricordare le aberrazioni compiute dal regime nazista e le infami sofferenze inflitte agli ebrei di tutta Europa, vorrei ricordare, in mezzo a tutto questo orrore, le tante persone che si sono spese con abnegazione negli anni terribili dell'Olocausto per salvare vite umane. Il coraggio di agire rende eroi quanti rischiarono la propria vita e le proprie famiglie per salvare ebrei e altri da morte pressoché certa sotto il dominio nazista. Le storie di chi scelse di salvare i perseguitati sono molto diverse tra loro. Alcuni offrirono rifugio nelle loro case, altri misero intere famiglie al sicuro o le aiutarono ad ottenere i documenti necessari a fuggire condividendo un'esperienza drammatica e cercando di cambiarne il corso. Molte di queste persone sono diventate delle vere e proprie icone, come, ad esempio, Oskar Schindler o il nostro Giorgio Perlasca.
  Ma molte sono le storie di altri, note solo a chi beneficiò di questi atti eroici. In questo momento di ricordo intendo dare a questi eroi sconosciuti il tributo che essi meritano. Anche l'ONU ha prodotto un archivio di materiale informatico sulle storie di queste persone.
  Nonostante il ricordo della Shoah mostri quanto gli uomini siano capaci di scavare nella profondità del male, il coraggio di altri uomini e donne ci ricorda che il genere umano può, allo stesso tempo, essere capace di compiere atti di eccezionale bontà, perfino nei momenti più bui della storia. In occasione di questa giornata ricordiamo tutte le persone innocenti che persero la vita durante l'Olocausto e lasciamoci guidare da chi ebbe il coraggio di agire, da quelle persone normali che fecero delle cose straordinarie per difendere la dignità umana (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord e Autonomie-Lega dei Popoli-Noi con Salvini).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Milena Santerini. Ne ha facoltà.

  MILENA SANTERINI. Grazie, Presidente. La memoria della Shoah non si impara sui libri, in un discorso compiuto e coerente, ma fa rifiorire le tracce di un universo umano che si è disfatto ma non sarà mai dimenticato, perché le vittime scomparse rimangono presenti e sono, per eccellenza, i rappresentanti presso la nostra memoria di tutte le vittime della storia. Questo legame con le vittime della Shoah in realtà, però, oggi è minacciato dall'oblio, dalla fatica della compassione, Pag. 69dalla retorica delle celebrazioni. Il 27 gennaio non diventi, dunque, una ripetizione obbligata, ma un'occasione per trasmettere il passato alle nuove generazioni come dotato di significato e compreso in ogni contesto storico, evitando ogni tipo di politicizzazione come oggi, in un momento di violenza terroristica, o nel caso dell'attentato alla sinagoga del 1982, in cui morì il piccolo Stefano Taché, che abbiamo ricordato il 12 ottobre qui alla Camera.
  Oggi il neo-antisemitismo si accompagna ad altre forme di odio, diverse ma simili per gli esiti. L'alleanza parlamentare contro l'odio del Consiglio d'Europa e la Commissione, che speriamo nascerà qui alla Camera, vogliono affrontare proprio i mutamenti con cui l'odio si ripresenta nelle società contemporanee. Abbiamo aggravato le pene per chi minimizza o nega i genocidi, ma non basterà punire se non agiremo in particolare affrontando il razzismo e l'antisemitismo banalizzato degli stadi, delle strade e del web.
  Per questo la memoria ha senso quando coinvolge in un impegno oggi, per non lasciare nell'indifferenza la narrazione delle vittime e dei sopravvissuti e ha raccolto questo impegno – vorrei citarlo qui – il Memoriale della Shoah di Milano, che ha accolto, nel 2015, quasi 5 mila profughi da Paesi in guerra, negli stessi locali da cui erano partiti i convogli, tra quello che portava Liliana Segre, tredicenne, nel 1944. Perché – l'abbiamo detto – insieme alla memoria del male c’è anche quella del bene, non per dare un lieto fine impossibile a fatti radicalmente tragici ma per dire che sempre, in qualsiasi circostanza, è possibile dire di no. Lo hanno fatto i Giusti della Shoah come quelli che in altri tornanti della storia, dal Ruanda alla Cambogia e oggi nel Mediterraneo, hanno saputo dire di no alla violenza e all'indifferenza (Applausi dei deputati del gruppo Democrazia Solidale-Centro Democratico).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Fabio Rampelli. Ne ha facoltà.

  FABIO RAMPELLI. Grazie, Presidente. Il settantunesimo anniversario della liberazione degli ebrei imprigionati nel campo di concentramento di Auschwitz è una data che ha rappresentato l'anno zero dell'umanità e della storia occidentale. Ci chiediamo se le tragedie che hanno segnato il ventesimo secolo rappresentino soltanto un monito del passato o possano ripetersi nel presente e nel futuro; ce lo chiediamo con preoccupazione. La Shoah ci insegna il valore della memoria come atto fondativo di un popolo: «chi non conosce il passato è destinato a riviverlo», scrive il filosofo George Santayana.
  La Giornata della memoria non è un ritualismo istituzionale o il pedissequo rispetto di una data stabilita da organizzazioni internazionali. Il 27 gennaio è il giorno nel quale noi tutti, strappati alla contingenza politica quotidiana, ci fermiamo a riflettere, a pregare, anche laicamente. L'orrore della Shoah è l'orrore per ogni prevaricazione, per il tentativo di imporre con la violenza le proprie convinzioni, la superiorità della propria nazione, della propria razza, della propria religione, mentre l'umanità è la magia delle contaminazioni e della convivenza pacifica tra le differenze.
  Anche questo settantunesimo anniversario pulsa nella storia del mondo e ci ammonisce a non dimenticare.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Rocco Palese. Ne ha facoltà.

  ROCCO PALESE. Grazie, signora Presidente. Innanzitutto, mi permetta di ringraziarla per aver previsto questo momento, un momento di riflessione da parte dell'Aula. Oggi il ricordo, un atroce ricordo, è un dovere, ma si dovrebbe riaffermare ogni giorno il rifiuto della violenza dell'uomo contro l'uomo nella forma del genocidio. Questa è la giornata in cui la riflessione è un obbligo etico e morale, per parlare alle nuove generazioni e gettare i semi della pace. Una giornata, quindi, in cui è necessario stimolare i giovani a non restare indifferenti ed è una coincidenza positiva quella di avere la presenza di una scolaresca qui, in Aula, in questo momento, signora Presidente.Pag. 70
  Ricordare quelle vittime, ricordare lo sterminio serve ad aiutare le nuove generazioni a tenerlo lontano dal loro futuro, tanto più mentre oggi ci ritroviamo a dover combattere culture razziste e xenofobe che trovano sempre nuovi bersagli ancora una volta tra la gente innocente. L'auspicio è che dall'Europa si propaghi ora una strategia politica: cultura ed etica di pacificazione. Impegniamoci a fare della memoria il motivo ispiratore di politiche internazionali concrete a vantaggio della pace. E al popolo ebraico, vittima di un'efferata barbarie, oggi e sempre va la nostra solidarietà (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Conservatori e Riformisti).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare Marco Baldassarre. Ne ha facoltà.

  MARCO BALDASSARRE. Grazie, Presidente. Sono trascorsi esattamente 71 anni da quando le truppe sovietiche scoprirono il campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau. Quel 27 gennaio 1945 il mondo intero fu costretto a fare i conti con la propria coscienza e scoprì quanto era buio e tremendo l'incubo in cui milioni di persone erano precipitate.
  La nostra generazione ha appreso sui banchi di scuola, dai libri e dalle preziose testimonianze dei sopravvissuti, quanto dolorosa sia stata quella pagina della storia umana, che ha visto la negazione del diritto all'esistenza di un popolo intero e il colpevole silenzio imposto da scellerate alleanze. Primo Levi scriveva: «Hanno dimostrato per tutti i secoli a venire quali insospettate riserve di ferocia e di pazzia giacciono latenti all'interno, dopo millenni di vita civile. Questa è opera demoniaca».
  La Giornata della memoria impone a tutti di vigilare contro ogni forma di antisemitismo, razzismo e discriminazione. Ricordare quanto la dignità umana fosse stata calpestata e ridotta a brandelli è un imperativo morale che ognuno di noi deve avvertire come necessità, un atto di consapevolezza che unisce tra loro le persone, per costruire una coscienza basata sugli insegnamenti e sugli errori del passato, ossia la mostruosità inconcepibile delle leggi razziali, dell'annientamento, dell'Olocausto del popolo ebraico e, poi, il martirio di oppositori politici antifascisti, prigionieri di guerra, sinti, rom, gruppi religiosi, omosessuali e disabili.
  Il periodo storico in cui viviamo ci impone la necessità di tenere alta la guardia, di vigilare e reagire contro persistenti e nuove forme ed insidie di negazionismo e di revisionismo, contro il crescente antisemitismo annidato nelle pieghe della minaccia fondamentalista e, soprattutto, di educare i giovani a non rimanere mai più indifferenti.
  Personalmente, come padre e come uomo delle istituzioni, farò il possibile affinché mia figlia cresca con la consapevolezza che il rispetto e la tolleranza siano pilastri inamovibili, sui quali possa costruire il suo essere cittadina italiana, europea e del mondo. Questo è l'esempio che dobbiamo dare alle nuove generazioni. Ognuno di noi ha l'obbligo morale di agire contro il male dell'indifferenza, nella scuola, nella società, nella politica, perché resti sempre memoria di ciò che è stato e perché questo non si ripeta mai più (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Alternativa Libera-Possibile).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Mauro Ottobre. Ne ha facoltà.

  MAURO OTTOBRE. Grazie, signora Presidente. Il giorno della memoria è l'appello e il dovere, morale e storico, di conoscere per non dimenticare; è così !
  Nel contempo, il richiamo a prevenire e ad opporsi alle ragioni della follia e della discriminazione anche in questa fase complessa hanno interessato e attraversato l'Europa o sono ragioni d'attacco all'Europa. Alain Touraine ha scritto che la volontà del terrorismo è di portare l'Europa alla follia e che l'esigenza di reagire è imperativa e risiede nell'unica difesa che abbiamo: restare noi stessi per i valori di civiltà, paternità, libertà e uguaglianza che vogliamo difendere, valori posti in discussione anche all'interno dell'Europa e che si associano a movimenti di ispirazione antisemita. Cosa è stato l'olocausto del popolo Pag. 71ebraico ? Perché riteniamo che la sua unicità debba essere il nostro riferimento essenziale ? Perché lo sterminio del popolo ebraico è stata la negazione del loro diritto ad esistere e a vivere, è dunque un monito alla nostra coscienza affinché la memoria storica del loro genocidio non debba avere termini di paragone che possano rendere relativo e non assoluto l'orrore della Shoah e del suo essere un evento universale, l'abisso dopo il quale il mondo non è più lo stesso. È per questa ragione che il Giorno della Memoria richiama le nostre coscienze individuali ad una riflessione sull'Europa e su noi stessi che sia comune e non soltanto individuale, così come la minoranza che è sopravvissuto allo sterminio nazista, è stato detto, ha avuto il coraggio di deporre per la storia. Noi oggi siamo chiamati a rinnovare quel coraggio, l'Aula della Camera è il luogo non soltanto simbolico, come ebbe a dire il Presidente Napolitano in riferimento ad altre iniziative di ricordo, testimonianza di uno sterminio che dovrà per sempre rimanere quale monito alle generazioni future, un monito contro ogni negazionismo rispetto al quale – disse Napolitano, allora Presidente della Repubblica, ai giovani in occasione della Giornata della Memoria – non chiediamo di meglio che trasmettere il testimone a nome dello Stato. La storia di convivenza della mia autonomia nasce anche dalla volontà di non dimenticare. Il Nobel per la pace Wiesel, proprio qui, nell'Aula della Camera, ha dato la propria visione quando ebbe a dire che occorre impedire che il passato diventi futuro, che ognuno di noi che ascolta un testimone divenga egli stesso un testimone e che tutto ciò è l'unica risposta accettabile all'interrogativo angoscioso che molti sopravvissuti...

  PRESIDENTE. Concluda.

  MAURO OTTOBRE. ... all'Olocausto hanno incessantemente rivolto all'umanità.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Locatelli. Ne ha facoltà.

  PIA ELDA LOCATELLI. Signora Presidente, sulla Shoah è stato detto tanto e tanto è stato scritto, documentato, filmato e fotografato. È difficile, oltre settant'anni dopo la rivelazione al mondo di quell'orrore, aggiungere qualcosa che vada oltre la retorica, ma dobbiamo ricordare questa giornata soprattutto oggi, in un tempo segnato da rigurgiti di antisemitismo, xenofobia, intolleranza e populismo. Ricordare sempre quanto è accaduto è il solo modo per far sì che la storia non si ripeta. In questa giornata della memoria vorrei ricordare la storia un po’ meno conosciuta delle donne deportate ad Auschwitz. L'ideologia nazista sosteneva la necessità di eliminare il popolo ebraico senza differenza di età o di genere; fu forse l'unico caso in cui le donne, solitamente discriminate, non lo furono. Tuttavia le donne furono spesso soggette ad una persecuzione eccezionalmente brutale da parte del regime. Durante le deportazioni, le donne in stato di gravidanza e le madri di bambini piccoli venivano generalmente catalogate come inabili al lavoro e venivano perciò trasferite nei campi di sterminio dove gli addetti alla selezione le inserivano quasi sempre nei gruppi di prigionieri destinati a morire subito nelle camere a gas. Spesso erano costrette a scegliere tra il separarsi dalla prole o morire. Tutte, con pochissime eccezioni, scelsero la morte. Le poche deportate che riuscirono a sopravvivere al lager e a tornare in Italia furono le prime a raccontare l'accaduto con parole scritte. Su sette libri dedicati ad Auschwitz, cinque sono di donne. Di loro comunque si sa poco o nulla e le partigiane deportate generalmente tacciono, ma quando parlano, come Liana Millu o Luciana Nissim, lo fanno con la scrittura, raccontando la loro storia attraverso la storia delle altre compagne in una sorta di autobiografia collettiva.

PRESIDENZA DELLA VICEPRESIDENTE MARINA SERENI (ore 17,10)

  PIA ELDA LOCATELLI. Il merito di aver dato voce a queste donne ignorate o Pag. 72dimenticate va anche alla mostra intitolata «E tutto questo diventa una storia. I primi libri che in Italia hanno raccontato di lager», mostra organizzata dal consiglio delle donne di Bergamo in collaborazione con l'Istituto bergamasco per la storia della Resistenza e dell'età contemporanea.
  Io ringrazio il consiglio delle donne e l'Isrec di Bergamo per quella bella mostra che io invito tutti a visitare.

Si riprende la discussione.

(Ripresa esame dell'articolo 6 – A.C. 259-A ed abbinate)

  PRESIDENTE. Ricordo che nella parte antimeridiana della seduta è stato da ultimo respinto l'emendamento Colletti 6.6. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Nicchi 6.7, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  De Maria, D'Incecco, La Marca, Zardini, Turco, Francesco Sanna, Piepoli, Stumpo, Scagliusi, Mottola...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  343   
   Votanti  340   
   Astenuti    3   
   Maggioranza  171   
    Hanno votato
  77    
    Hanno votato
no  263).    

  (La deputata Paola Bragantini ha segnalato che non è riuscita ad esprimere voto contrario).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Nicchi 6.10, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Piepoli, Locatelli, Mongiello, Nardi, Antimo Cesaro, Gigli, Albini, Tripiedi, Occhiuto, Fucci...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  373   
   Votanti  310   
   Astenuti   63   
   Maggioranza  156   
    Hanno votato
  26    
    Hanno votato
no  284).    

  Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Sisto 6.11, Colletti 6.12 e Nicchi 6.13.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Sisto. Ne ha facoltà.

  FRANCESCO PAOLO SISTO. Presidente, ritiro il mio emendamento.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Colletti 6.12 e Nicchi 6.13, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Stella Bianchi, Minardo, Miotto sta votando, Fregolent, Cassano.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  387   
   Votanti  369   
   Astenuti   18   
   Maggioranza  185   
    Hanno votato
 111    
    Hanno votato
no  258).    

Pag. 73

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Nicchi 6.14, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
  Dichiaro aperta la votazione.

  (Segue la votazione).

  Bossa, Murer, Carloni, Pilozzi, Librandi, Binetti, Stella Bianchi.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  377   
   Votanti  373   
   Astenuti    4   
   Maggioranza  187   
    Hanno votato
  84    
    Hanno votato
no  289).    

  (Il deputato De Rosa ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto favorevole).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Nicchi 6.15, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
  Dichiaro aperta la votazione.

  (Segue la votazione).

  Bossa, Librandi, Boccadutri, De Rosa, Luigi Gallo.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  397   
   Votanti  393   
   Astenuti    4   
   Maggioranza  197   
    Hanno votato
  89    
    Hanno votato
no  304).    

   Passiamo ora alla votazione dell'articolo 6.
  Se nessuno chiede di intervenire, dichiaro aperta la votazione... Onorevole Sisto ? Revoco l'indizione della votazione.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Sisto. Ne ha facoltà.

  FRANCESCO PAOLO SISTO. Presidente, pochissime parole per giustificare l'astensione di Forza Italia su questo articolo, perché riteniamo che aver limitato semplicemente all'imperizia la responsabilità, per come e quanto ho già detto prima, costituisca un gravissimo vulnus e comunque un rischio di neutralizzazione di questa riforma, che sostanzialmente ha un buon approccio sui temi della responsabilità dei medici.
  Quindi, ci asterremo nella prospettiva che il Senato possa porre rimedio a questa grave mancanza.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Grillo. Ne ha facoltà.

  GIULIA GRILLO. Intervengo per dichiarare voto contrario.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Colletti. Ne ha facoltà.

  ANDREA COLLETTI. Grazie, Presidente, intervengo per spiegare il voto contrario.
  Con questo provvedimento, con questo articolo, si tratta di prevedere una più forzata depenalizzazione dell'omicidio colposo e delle lesioni personali colpose derivanti da responsabilità medica. Già con la legge Balduzzi venne prevista una leggera depenalizzazione; adesso avviene una depenalizzazione ancora più forte, vincolando la responsabilità addirittura alla colpa grave, come se potesse andare esente da responsabilità un medico che è solo mediamente colpevole di aver ucciso per colpa un'altra persona.
  Come Movimento 5 Stelle votiamo contro, perché è davvero degradante questa depenalizzazione, è rischiosa, soprattutto nei confronti dei medici e degli infermieri, che sono la grande maggioranza davvero coscienziosi.

Pag. 74

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 6.
  Dichiaro aperta la votazione.

  (Segue la votazione).

  Piepoli, Bossa, Giorgis, Berretta, Lainati, Bechis...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti  410   
   Votanti  374   
   Astenuti   36   
   Maggioranza  188   
    Hanno votato
 281    
    Hanno votato
no   93).    

  Passiamo all'articolo aggiuntivo Fucci 6.01. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fucci. Ne ha facoltà.

  BENEDETTO FRANCESCO FUCCI. Grazie Presidente. Con questo emendamento noi andiamo a riproporre un po’ quelli che sono stati i contenuti riproposti in Commissione. Col comma 1 noi chiediamo che nei processi per responsabilità medica, anche le lesioni, oltre che l'omicidio colposo, debba essere preceduto dalla udienza preliminare e questo al fine di consentire, ove possibile, l'evidenziarsi di una innocenza dell'indagato, evitando così anche la sofferenza del giudizio, come avviene in fondo per quanto riguarda i giornalisti in base alla sentenza della Corte Costituzionale n. 68 del 1991.
  Al secondo comma, invece, noi, e questo a tutela del medico, ma ancor di più del paziente, chiediamo che possa essere citata direttamente nel giudizio penale l'assicurazione del professionista, ripeto a maggior garanzia sia del medico che del paziente.

  PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Fucci 6.01, con parere contrario di Commissione e Governo.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  404   
   Votanti  384   
   Astenuti   20   
   Maggioranza  193   
    Hanno votato
  46    
    Hanno votato
no  338).    

(Esame dell'articolo 7 – A.C. 259-A ed abbinate)

  PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 7 e delle proposte emendative ad esso presentate (Vedi l'allegato A – A.C. 259-A ed abbinate).
  Se nessuno chiede di intervenire sul complesso degli emendamenti, invito il relatore onorevole Gelli ad esprimere il parere della Commissione.

  FEDERICO GELLI, Relatore per la maggioranza. Grazie Presidente. Sull'emendamento Colletti 7.1 il parere è contrario. È contrario anche sul Testo alternativo del relatore di minoranza Colletti e sugli emendamenti: Sisto 7.2, Colletti 7.3, 7.4, e 7.5, nonché sugli emendamenti Nicchi 7.6 e Mantero 7.7. Sull'emendamento Carnevali 7.8 il parere è favorevole con la seguente riformulazione: struttura sanitaria o sociosanitaria pubblica o privata. Il parere è contrario sugli emendamenti Colletti 7.9, Fucci 7.10, Colletti 7.12 e 7.11, Grillo 7.13, Colletti 7.14, Silvia Giordano 7.15, Colletti 7.16, Sisto 7.17 e Monchiero 7.19. Sull'emendamento Giuditta Pini 7.20 il parere è favorevole, mentre è contrario sugli emendamenti Binetti 7.21, Colletti 7.22, Sisto 7.24, Colletti 7.25 e 7.26, Nicchi 7.27 e 7.29, mentre è Pag. 75favorevole sull'emendamento Capone 7.30. Il parere sull'articolo aggiuntivo Nicchi 7.01 è contrario.

  PRESIDENTE. Grazie, invito il relatore di minoranza onorevole Colletti ad esprimere i pareri.

  ANDREA COLLETTI, Relatore di minoranza. Presidente, il parere è favorevole sull'emendamento Colletti 7.1, come anche sul Testo alternativo del relatore di minoranza Colletti, mentre è contrario sull'emendamento Sisto 7.2. Il parere è favorevole sugli emendamenti: Colletti 7.3, 7.4 e 7.5 e sugli emendamenti: Nicchi 7.6, Mantero 7.7, Carnevali 7.8, Colletti 7.9 e Fucci 7.10. Esprimo parere favorevole sugli emendamenti Colletti 7.12 e 7.11, Grillo 7.13, Colletti 7.14, Silvia Giordano 7.15, nonché sugli identici emendamenti Colletti 7.16 e Sisto 7.17.
  Esprimo parere contrario sull'emendamento Monchiero 7.19 e Giuditta Pini 7.20. Il parere è favorevole sull'emendamento Binetti 7.21 e Colletti 7.22. Esprimo parere contrario sull'emendamento Sisto 7.24, mentre esprimo parere favorevole sugli emendamenti Colletti 7.25 e 7.26 e Nicchi 7.27. Esprimo parere contrario sull'emendamento Nicchi 7.29, mentre esprimo parere favorevole sull'emendamento Capone 7.30 e sull'articolo aggiuntivo Nicchi 7.01.

  PRESIDENTE. Il Governo ?

  VITO DE FILIPPO, Sottosegretario di Stato per la salute. Presidente, il parere del Governo è conforme a quello espresso dal relatore di maggioranza.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colletti 7.1, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.

  (Segue la votazione).

  Ragosta, Scuvera, Caruso, Rizzo...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  410   
   Votanti  406   
   Astenuti    4   
   Maggioranza  204   
    Hanno votato
  90    
    Hanno votato
no  316).    

  (La deputata Rotta ha segnalato che non è riuscita ad esprimere voto contrario. Il deputato Borghese ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto favorevole).

  Passiamo alla votazione del Testo alternativo del relatore di minoranza, Colletti..
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Grillo. Ne ha facoltà.

  GIULIA GRILLO. Dichiaro voto favorevole.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Colletti. Ne ha facoltà.

  ANDREA COLLETTI. Grazie, Presidente. Spiego perché è un errore rendere extracontrattuale la responsabilità del medico. Vede, Presidente, la responsabilità extracontrattuale è quella che si instaura, ad esempio, tra due estranei che si scontrano in mezzo a una strada e uno dei due provoca un danno all'altro; sono due estranei. Dichiarare che un medico che cura un paziente all'interno di una clinica privata, oggi una struttura pubblica, è come un estraneo rispetto al paziente va a degradare l'idea di cura, l'idea di medico, il giuramento di Ippocrate, ma anche l'idea di paziente, che diventa non più un paziente, ma un mero utente o consumatore di quelle cliniche private o di quegli ospedali pubblici.
   Siccome il mestiere del medico è un mestiere importantissimo e anche pericoloso, Pag. 76non possiamo degradarlo come qualcuno che va a sbattere contro un estraneo nel mezzo di una strada.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Sannicandro. Ne ha facoltà.

  ARCANGELO SANNICANDRO. Voglio solo precisare che avevo già alzato la mano prima...

  PRESIDENTE. Sì, onorevole, non l'avevo vista. Prego.

  ARCANGELO SANNICANDRO. Prendo la parola adesso e dirò la nostra opinione un po'su tutti gli emendamenti anche che seguiranno, in maniera tale da non intervenire ripetutamente.
   Allora, con molta franchezza, durante la discussione generale, un esponente della maggioranza disse che noi, con questa legge, vogliamo tornare indietro nel passato. In effetti, è così. Adesso, stiamo parlando della responsabilità civile dell'esercente la professione sanitaria. Orbene, la giurisprudenza, dopo un certo lavorìo e un certo travaglio, era arrivata ormai da circa dieci anni e anche di più, ad una conclusione, e cioè che la natura giuridica della prestazione del medico inserito in una struttura sanitaria era da ritenersi un'obbligazione di carattere contrattuale, così come quella della struttura sanitaria nei suoi confronti, così come quella del libero professionista che non avesse alcuna convenzione con il Servizio sanitario nazionale, cioè praticamente, dopo una lunga riflessione, la giurisprudenza della Cassazione a sezioni unite ha sancito tranquillamente e chiarito inequivocabilmente, ormai in modo pacifico, anche addirittura in presenza della «legge Balduzzi», del famoso articolo 3 e degli altri, che la responsabilità è contrattuale. Noi, con questa legge, ritorniamo indietro, cioè ritorniamo alla distinzione, per la quale il medico inserito nella struttura sanitaria ha una responsabilità di carattere extracontrattuale con tutto quello che ciò comporta che, se il tempo ce lo consentisse, spiegheremmo.
  Sarebbe responsabile, invece, la struttura sanitaria per responsabilità contrattuale. Si tratta di fare un bel passo indietro che la dice lunga su chi è il promotore di questa legge. Da un lato l'attenuazione, se non proprio la scomparsa quasi – potrei dire – della responsabilità penale, dall'altro lato, l'attenuazione, se non proprio la riduzione, della responsabilità civile del medico. Poi ci sono altri articoli, relativi alla rivalsa, e via discorrendo, che vanno tutti in questa direzione.
   Ora, gli emendamenti che seguiranno sono di due tipi: alcuni vogliono rinforzare, o meglio recepire, a livello legislativo, ciò che la giurisprudenza ha sancito in questi anni e altri sono emendamenti, come quello della collega Giuditta Pini e come quello del collega Sisto che vanno in tutt'altra direzione, e cioè di ridurre notevolmente la responsabilità dell'esercente la professione sanitaria nel campo della responsabilità extracontrattuale. E noi non siamo disponibili a tornare indietro.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Occhiuto. Ne ha facoltà.

  ROBERTO OCCHIUTO. Solo per dichiarare il voto contrario del gruppo di Forza Italia.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Sisto. Ne ha facoltà.

  FRANCESCO PAOLO SISTO. Grazie, Presidente. Io credo che non si possa sostenere che il tipo di responsabilità contrattuale da contatto – come diceva la giurisprudenza – o extracontrattuale infici il giuramento di Ippocrate. Io non penso che ci si possa ergere a tribuni dei medici che, quotidianamente, per curare, prestano la loro opera, delle volte con grandi sacrifici, pensando che il tipo di responsabilità possa sminuire, neanche per un attimo, quello che essi cercano di fare, a volte con grandi difficoltà, nei confronti dei pazienti. Noi tuteliamo il diritto alla Pag. 77salute, ma tuteliamo il medico da rischi che possono derivare dal suo adempimento, perché non c’è niente di più barbaro che sanzionare qualcuno che, adempiendo, corre il rischio di essere in qualche maniera colpevolizzato per questo. Ecco le ragioni per le quali io credo che voteremo rigorosamente contro questo emendamento.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto la deputata Lenzi. Ne ha facoltà.

  DONATA LENZI. Grazie, Presidente. Solo per anticipare quelli che sono i punti di questo, che è forse l'articolo più importante della proposta di legge che stiamo affrontando. La soluzione che qui si recepisce, che è, anche essa, l'esito di un'evoluzione giurisprudenziale, oltre che essere la proposta contenuta nella Commissione di studio, che era stata istituita e presieduta dal professor Alpa, dice che il rapporto contrattuale, con tutte le conseguenze del caso in termini di responsabilità, e quindi prescrizione decennale e onere della prova d'aver fatto tutto il possibile a carico dell'azienda ospedaliera o sanitaria, è a carico della struttura, non a carico del singolo medico.
  Io vorrei sapere chi di noi entra in una struttura ospedaliera e ha a che fare con un professionista solo. Non è forse vero che abbiamo a che fare con infermieri, con medici specialisti di varie specializzazioni, con il radiologo, con varie tipologie di interventi ? Non c’è più l'atto singolo del singolo medico. Rispetto alla percentuale dei casi che affrontiamo, di eventi avversi o di errori sanitari, è sempre più evidente che l'errore dipende dall'organizzazione della struttura. Se prendiamo i quattro casi di dicembre, quattro drammatici, anzi tragici casi di donne morte per parto, in tre di quei quattro casi, gli ispettori del Ministero dalla salute, nelle loro relazioni, hanno testimoniato una cattiva organizzazione interna, dove le responsabilità non erano chiare, dove non si rispondeva al problema numero uno: chi fa cosa, che è la base di ogni buona organizzazione.
   Allora, noi ribadiamo e rinforziamo la responsabilità delle strutture nel garantire una buona risposta sanitaria e, di conseguenza a questo, mettiamo anche in capo a loro la responsabilità di assicurarsi, cosa che non sempre, purtroppo, avviene nel nostro Paese.
   A fronte di questo, la responsabilità del medico è una responsabilità extra contrattuale ed è una responsabilità quindi con onere della prova a carico di chi agisce e con prescrizione quinquennale.
  Questo perché l'orientamento che si vuole dare è quello di agire nei confronti delle strutture, quello che si cerca di fare è chiarire che la responsabilità del risarcimento in primo luogo, ove ci sia, è della struttura sanitaria. L'impianto è molto diverso, ovviamente, dalla proposta che è venuta dalla minoranza, ed è anche molto diverso, direi più equilibrato se mi posso permettere, della proposta di chi invece propone che tutta la responsabilità sia da considerarsi extra-contrattuale, anche quella delle strutture aziendali, peraltro in contraddizione col fatto che trattasi pur sempre di imprese, e la responsabilità di impresa è ben chiara.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, la deputata Amato. Ne ha facoltà.

  MARIA AMATO. Grazie Presidente, dicevamo nel corso della discussione che questo testo di legge è un testo che deve mettere in equilibrio più elementi, sicuramente il paziente e i diritti del paziente, i diritti di salute e il suo diritto al risarcimento se vi è stato un danno, ma è un equilibrio che va cercato sicuramente tra professionista, tra esercente la professione sanitaria e la struttura, in una medicina che è sempre più spinta verso le relazioni e il lavoro di équipe. Si parla di esercenti le professioni sanitarie, conviene abituarsi a questa cosa, conviene perdere l'abitudine di parlare di lobby medica, conviene perdere l'abitudine a pensare che questo testo sia per la depenalizzazione dei medici.

Pag. 78

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Fossati. Ne ha facoltà.

  FILIPPO FOSSATI. Penso che il messaggio che dovrà arrivare e che arriverà ai cittadini di questo Paese sarà un messaggio di maggior tutela, perché un punto è chiaro: da domani, un domani virtuale quando la legge passerà in giudicato dopo tutti i passaggi, noi avremo un cittadino che, in quanto cittadino, si rivolgerà alla struttura sanitaria, cioè a una risposta dello Stato organizzata con l'organizzazione del sistema sanitario che dovrà essere capace, in tempi rapidi e sulla base di un rapporto trasparente, di rifondere gli eventuali danni che nel rapporto contrattuale che il cittadino ha avuto con la struttura, e quale altro potrebbe essere, la necessità si sia accertata.
  Vi è tuttavia un altro punto, il cittadino sarà chiamato, così come è nella miglior cultura di un Paese, del nostro Paese, a stabilire con il professionista medico, con il professionista sanitario, un rapporto di alleanza terapeutica, perché l'obiettivo di tutte e due le figure, che non è un obiettivo da datore di prestazione a ricevente, è il rapporto tra due cittadini che hanno un'impresa comune: l'impresa di stabilire maggior salute.

  PRESIDENTE. Avverto che il gruppo Sinistra italiana – Sinistra Ecologia e Libertà ha esaurito anche gli ulteriori tempi aggiuntivi concessi dalla Presidenza. Come già fatto in precedenti analoghe circostanze, la Presidenza consentirà ai deputati di tali gruppi lo svolgimento di brevi interventi della durata di un minuto, da imputare ai tempi previsti dal contingentamento per gli interventi a titolo personale.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole D'Incecco. Ne ha facoltà.

  VITTORIA D'INCECCO. Grazie Presidente. Il rapporto tra il medico e il paziente è un presidio fondamentale per la riuscita della soluzione per la malattia. Lo sviluppo delle scienze e delle tecnologie hanno tanto influito sulla medicina e sulla capacità diagnostica e terapeutica, però hanno portato progressivamente i medici a focalizzare l'attenzione sulla malattia piuttosto che sul paziente. Così è successo che i pazienti purtroppo si siano sentiti un po'abbandonati, vi è quel senso di abbandono, di smarrimento che, purtroppo, li allontana anche dalla fiducia di avere delle prestazioni giuste. Ecco perché bisogna ripristinare il rapporto di fiducia tra medico e paziente, perché ci vuole quel senso di accoglimento di presa in cura della persona, di avvicinamento e di presa in carico.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Bonafede. Ne ha facoltà.

  ALFONSO BONAFEDE. Grazie Presidente. Sottolineo soltanto che quando si parla di una prestazione sanitaria è molto difficile poter ripartire quella prestazione e dividerla in maniera tale da dire che una parte è responsabilità contrattuale e un'altra parte è responsabilità extra contrattuale, ha anche molto poco senso, perché, se vogliamo, il paziente ha il suo rapporto, in realtà contrattuale o comunque da contatto sociale, con il medico. La nostra impostazione non è quella di danneggiare i medici, perché il medico viene comunque salvaguardato da un contratto di assicurazione e dalle regole che regolano la responsabilità. Qui il punto è che, però, il paziente nell'iniziare l'azione deve avere un quadro omogeneo, soprattutto dell'onere della prova, perché rispetto ai suoi interlocutori nella causa, alle sue controparti, il paziente deve avere la possibilità di non essere danneggiato dal fatto di non avere accesso diretto alle prove.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul Testo alternativo del relatore di minoranza, Colletti, parere Pag. 79contrario di Commissione e Governo, parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.

  (Segue la votazione).

  Zoggia, Mognato, Fitzgerald, Casellato, Tidei, Ferranti, Iori, Villarosa..
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  418   
   Votanti  417   
   Astenuti    1   
   Maggioranza  209   
    Hanno votato
  90    
    Hanno votato
no  327).    

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Sisto 7.2.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Sisto. Ne ha facoltà.

  FRANCESCO PAOLO SISTO. Grazie Presidente. Direbbe Gadda: un pasticciaccio. Noi siamo abituati a norme semplici, norme che in qualche maniera devono avere non solo un linguaggio semplice, una meccanica applicativa semplice, ma soprattutto una semplicità giuridica. Ora, io chiedo al Governo, chiedo al relatore, rivolgendomi alla Presidenza: questa complicanza assolutamente non codificata, per rubare un linguaggio tipicamente medico, di più responsabilità o più titoli di responsabilità diverse per lo stesso fatto è assolutamente assurdo ! Noi andiamo incontro a dei labirinti inestricabili in cui si attaccherà la struttura con la responsabilità contrattuale, dieci anni di prescrizione, onere della prova a carico della struttura, per un fatto che a titolo colposo o doloso è rimproverabile al medico a titolo extra contrattuale, cioè prova a carico di chi denuncia e prescrizione quinquennale. Se la struttura dovesse chiamare in causa, come deve, lo vedremo, il medico che ha realizzato quella condotta che ne provoca la responsabilità contrattuale, a quale titolo si farà l'accertamento di quella responsabilità ? Contrattuale o extra contrattuale ? Ah saperlo, saperlo, direbbe qualcuno, ma noi possiamo andarci a mettere di testa in giù verso una inestricabile impossibilità di soluzioni giuridiche, sapendo che questo accadrà e solo perché non c’è nessuno che abbia il coraggio di dire che basterebbe, come accade in tutti gli altri Paesi, da un punto di vista logico che per lo stesso fatto si risponda esattamente con lo stesso titolo di responsabilità !
  Citerò l'articolo 75 del codice di procedura penale, che prevede il trasferimento dell'azione civile nel processo penale con una serie di inammissibilità, su un presupposto: che vi sia identità fra il titolo della stessa responsabilità.
  Io credo che si possa dire, con molta chiarezza, che se io chiedo per un fatto illecito – perché noi stiamo scrivendo che la responsabilità medica del singolo professionista è un fatto illecito (articolo 2043 del codice civile) –, io debba chiedere al medico ragione della sua condotta ai sensi dell'articolo 2043, con l'onere della prova a mio carico, con chiamata in garanzia della struttura nei cui confronti devo avere lo stesso titolo di responsabilità. È illogico andare con la responsabilità da contatto verso la struttura – ma quale contatto nei confronti della struttura ? – invece che, ai sensi dell'articolo 2043, nei confronti del medico. Io vi prego: chi ha l'idea del marciapiede giudiziario, quello della gente comune, si deve rendere conto che stiamo andando incontro ad una vera macelleria giuridica in cui, come al solito, toccherà poi al giudice districare una sorta di pacchetto multilingue in cui, dal sanscrito all'inglese più evoluto, noi stiamo scrivendo una pagina giuridicamente obbrobriosa.
  Concludo. Questo è un emendamento che riporta unità. Io credo che sarebbe molto semplice ipotizzare, invece, un litisconsorzio necessario fra medico e struttura, per il quale, se io attacco la struttura direttamente – posso e debbo farlo, sono d'accordo –, il medico sia litisconsorte necessario, cioè chiamato per forza, e struttura e medico debbano rispondere ai sensi dell'articolo 2043.Pag. 80
  Ho finito, Presidente. Un'altra bruttura: qualcuno mi deve spiegare perché il medico strutturato risponderà ai sensi dell'articolo 2043 e, invece, il medico libero professionista o extra murario deve rispondere contrattualmente. È una diversità nella diversità, che non solo viola l'articolo 3 della Costituzione – ma questo, ovviamente, non è compito di quest'Aula, perché la Costituzione notoriamente non è un nostro problema –, ma sarà ancora una volta compito del giudice segnalare poi queste antinomie, che credo, con un po’ di buonsenso, possano e debbano essere risolte. Vi prego: ragioniamo su questo punto. Non c’è nessuna commistione, nessun maestro del diritto che, allorquando dice delle corbellerie giuridiche, possa avere la pretesa di condizionare un Parlamento. Noi voteremo a favore.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Grillo. Ne ha facoltà.

  GIULIA GRILLO. Intervengo per dichiarare voto contrario.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Colletti. Ne ha facoltà.

  ANDREA COLLETTI. Il ragionamento del collega Sisto è corretto, ma, in realtà, gli obiettivi di questo emendamento sono totalmente scorretti. Infatti, in realtà, con questo emendamento si vorrebbero rendere molto più difficili sia il risarcimento sia l'onere della prova a carico del paziente, non solo verso i medici, ma soprattutto verso le strutture e verso le assicurazioni delle strutture, in particolare delle cliniche private. È per questo motivo che noi voteremo contro questo emendamento. Già adesso è molto difficile l'onere della prova, soprattutto in caso di decesso. Votare a favore di questo emendamento significa rendere quasi impossibile la tutela del paziente leso.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Sannicandro. Ne ha facoltà. Ha un minuto, onorevole.

  ARCANGELO SANNICANDRO. Sì, galopperò. Esigenza di unità del sistema e parità di trattamento; equilibrio. Orbene, questi valori sono stati raggiunti dalla giurisprudenza. Cassazione, Sezioni Unite, 2008: «Questa Corte ha costantemente inquadrato la responsabilità della struttura sanitaria nella responsabilità contrattuale» – salto – «a sua volta, anche l'obbligazione del medico dipendente dalla struttura sanitaria nei confronti del paziente, ancorché non fondata sul contratto, ma sul contatto sociale, ha natura contrattuale» (Cassazione 22 dicembre 1999, 2004, 2004 e 2006 e Cassazione, Sezioni Unite 2008). Il sistema è stato ricondotto ad unità: responsabilità contrattuale della struttura, responsabilità contrattuale del medico esercente nella struttura, responsabilità contrattuale del medico che sta fuori da ogni struttura e da ogni convenzione.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Vazio. Ne ha facoltà.

  FRANCO VAZIO. Presidente, pare che gli interventi che si sono susseguiti – dell'onorevole Sisto, dell'onorevole Colletti e dell'onorevole Sannicandro – dimostrano che il lavoro fatto dalla Commissione e quello che stiamo facendo è un lavoro molto buono. Infatti, vedete, è così proprio perché c’è una giurisprudenza che ha modificato l'orientamento e soprattutto la norma che esisteva prima degli anni Novanta, cioè quando anche la responsabilità del medico era di natura extra contrattuale.
  Il problema è che noi abbiamo voluto disegnare una responsabilità contrattuale e una responsabilità extracontrattuale per non pregiudicare gli interessi del paziente. Da un lato, c’è una ragione economica, che è quella delle strutture, che, quindi, hanno l'interesse a fare tanti interventi chirurgici e, sotto questo profilo, devono anche garantire l'efficienza. Per questa ragione noi abbiamo una responsabilità contrattuale, quindi è più difficile per la struttura, da un lato, ed è più semplice per il paziente, Pag. 81dall'altro, provare la responsabilità della struttura. Dall'altro lato, però, abbiamo anche la necessità di scoraggiare un'azione nei confronti di un medico il quale sappiamo che sta facendo un'attività particolarmente impegnativa e difficoltosa.
  Per questa ragione abbiamo differenziato le responsabilità. Per questa ragione abbiamo differenziato la prova degli uni rispetto agli altri. Per questa ragione io credo che la Commissione e il lavoro che stiamo facendo è un buon lavoro, si inserisce un senso grande equilibro e anche di grande responsabilità

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Sisto 7.2, con il parere contrario della Commissione, del Governo e del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.

  (Segue la votazione).

  Bolognesi, Stella Bianchi.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  418   
   Votanti  412   
   Astenuti    6   
   Maggioranza  207   
    Hanno votato
  50    
    Hanno votato
no  362).    

  (Il deputato Falcone ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto contrario).

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Colletti 7.3.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Grillo. Ne ha facoltà.

  GIULIA GRILLO. Dichiaro il voto favorevole.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Colletti. Ne ha facoltà.

  ANDREA COLLETTI. Questo articolo dichiara che le strutture sanitarie sono responsabili solo per i fatti dolosi o colposi del personale sanitario. In realtà, la maggior parte degli errori o delle cause di malasanità avvengono non per responsabilità di un medico o di un sanitario, ma soprattutto per responsabilità di una struttura. Ne abbiamo parlato proprio la settimana scorsa per tutto quello che riguarda le infezioni da klebsiella pneumoniae. Con questo emendamento affermiamo che la responsabilità della struttura sussiste non solo per responsabilità del medico o dell'infermiere, ma anche per inadeguata organizzazione, per carenze e inefficienze delle dotazioni e delle attrezzature delle stesse strutture sanitarie. Votare contro questo emendamento significa dire che le strutture sanitarie non saranno più responsabili per sepsi o setticemie che capiteranno degli ospedali a causa della mancata manutenzione (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Sannicandro. Ne ha facoltà. Ha un minuto.

  ARCANGELO SANNICANDRO. Velocemente. La responsabilità per ragioni organizzative, per carenze organizzative e strutturali della struttura sanitaria è stata già abbondantemente sancita, anche questa, da sentenze della Cassazione a sezioni unite. Tant’è vero che le due responsabilità possono andare insieme, ma sono anche distinte. Quindi, non sempre è necessario il litisconsorzio cosiddetto necessario. Scusate se uso espressioni tecniche. Quindi, questa è una norma che esplicita, che dà normazione alla giurisprudenza. Alla rovescia, come stiamo facendo, stiamo annullando la giurisprudenza, che non è fatta da macellai, come è stato anche detto qui. Né, tanto meno, stiamo riportando ad equità un sistema, che è stato portato a ad equità ed a equilibrio già nel passato. Quindi, noi stiamo alterando quell'equilibrio, non lo stiamo consolidando.

Pag. 82

  FEDERICO GELLI, Relatore per la maggioranza. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  FEDERICO GELLI, Relatore per la maggioranza. Grazie, Presidente. Intervengo solo per fare chiarezza rispetto a questo tema. Con questa norma, in realtà, noi non andiamo a modificare in nessun modo la responsabilità della struttura nei confronti dei cosiddetti eventi avversi, che possono essere legati non solo al comportamento degli esercenti la professione sanitaria, ma a tantissimi altri motivi, per esempio la caduta di un tegolo o un possibile incidente dentro la struttura ospedaliera Non potevamo certamente andare a normare anche questa perché questa è già normata, è già relegata ad una copertura assicurativa che le strutture sanitarie normalmente hanno e, quindi, contemperano queste possibilità.
  Rispetto, invece, al problema che veniva citato prima della responsabilità contrattuale ed extracontrattuale, voglio ovviamente sottolineare che con questa norma non togliamo nessun diritto ai cittadini.
  Anzi, con questa norma noi diamo una corsia privilegiata nei confronti di coloro che hanno subìto un danno per rivolgersi alla struttura sanitaria e questa struttura sanitaria sarà nelle condizioni di poter dare le risposte che il cittadino si merita, ovviamente se ha subìto un danno. E il professionista in questo modo sarà più garantito e tutelato di poter compiere al meglio la propria prestazione professionale. Questa è la novità fondamentale di questo articolo.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Bonafede. Ne ha facoltà.

  ALFONSO BONAFEDE. Grazie Presidente. Il punto è che qui non si fa riferimento al sinistro, avvenuto all'interno dell'ospedale, della persona che scivola e si fa male. Le assicurazioni coprono quel tipo di danno. Ci sono dei danni ai pazienti che possono derivare comunque da un inadempimento rispetto agli obblighi della prestazione sanitaria vera e propria e che però non sono imputabili ad una singola persona. E, allora, in quel caso, proprio nel quadro di una responsabilità contrattuale che coinvolge la struttura sanitaria e quindi proprio nel quadro scelto dalla maggioranza, sarebbe coerente anche individuare quel tipo di comportamenti che attualmente rimarrebbero scoperti.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, l'onorevole Lenzi. Ne ha facoltà.

  DONATA LENZI. Grazie Presidente. Questa è una responsabilità contrattuale e l'oggetto del contratto ricomprende anche che quando vai in ospedale non ti devi prendere un'infezione. Noi abbiamo ribadito più volte che per quello che riguarda la responsabilità dell'azienda sanitaria la responsabilità comprende all'interno il comportamento dei suoi professionisti, la messa a disposizione delle strutture, la garanzia che si tengano adeguati livelli di igiene, ossia tutto quello che per la giurisprudenza, che è già stata richiamata, fa parte del contratto cosiddetto ospedaliero, su cui c’è uno sviluppo dottrinale e che ricomprende tutte queste fattispecie che, peraltro, sono ricomprese nel codice civile. Non abbiamo nessuna necessità di scriverle ulteriormente.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colletti 7.3, con il parere contrario della Commissione e del Governo e favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.

  (Segue la votazione).

  Montroni, Mazzoli, Piepoli, Arlotti, Ruocco, Franco Bordo, Capozzolo, Invernizzi, Nizzi...
  Dichiaro chiusa la votazione.Pag. 83
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  431   
   Votanti  429   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  215   
    Hanno votato
 100    
    Hanno votato
no  329).    

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Colletti 7.4. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cozzolino. Ne ha facoltà.

  EMANUELE COZZOLINO. Dichiaro voto favorevole.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Colletti. Ne ha facoltà.

  ANDREA COLLETTI. Per tornare a quello che avevo detto prima, attualmente le statistiche dicono che il 3 per cento dei ricoverati muore per un'infezione ospedaliera. Il 3 per cento dei ricoverati. Questo è uno degli ultimi emendamenti in cui possiamo far rientrare all'interno della responsabilità contrattuale anche coloro che muoiono o subiscono un danno da infezione nosocomiale. Infatti, per fare ciò dobbiamo togliere la locuzione delle loro condotte dolose o colpose che si riferisce esclusivamente alla responsabilità di un medico o di un esercente la professione sanitaria. Dovremmo ricordare che noi stiamo modificando l'attuale struttura della responsabilità medica. È per questo che serve in questo momento scrivere la responsabilità della struttura, non solo per responsabilità medica, ma per responsabilità intera dell'organizzazione gestionale della struttura stessa. Questo è uno degli ultimi emendamenti in cui possiamo avere questa possibilità.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Sannicandro. Ne ha facoltà.

  ARCANGELO SANNICANDRO. Per aggiungere che non è scritto in nessun codice civile quello che è stato detto poc'anzi. La responsabilità della struttura per inadeguata organizzazione, per carenze, inefficienze delle dotazioni o delle attrezzature delle stesse strutture sanitarie, è frutto della giurisprudenza, di quell'evoluzione che ha portato prima a chiarire che si tratta di responsabilità contrattuale quella del medico che lavora all'interno della struttura e poi ha analizzato meglio la fattispecie distinguendo comunque la responsabilità del medico da quella della struttura qualora accadesse, come abbiamo detto stamattina, che le tubazioni che dovevano erogare l'ossigeno invece hanno erogato, se non ricordo male, azoto e sono morte otto persone. Quindi, là il medico non c'entra niente.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colletti 7.4, con il parere contrario della Commissione e del Governo e favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.

  (Segue la votazione).

  Piepoli, Greco, D'Uva, Ferranti...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti e votanti  420   
   Maggioranza  211   
    Hanno votato
 102    
    Hanno votato
no  318).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colletti 7.5, con il parere contrario della Commissione e del Governo e favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.

  (Segue la votazione).

Pag. 84

  Ci siamo ? Berlinghieri, Pastorino, Binetti, Albanella, Martinelli, Bossa, Tidei...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti e votanti  427   
   Maggioranza  214   
    Hanno votato
 107    
    Hanno votato
no  320).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Nicchi 7.6, con il parere contrario della Commissione e del Governo e favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.

  (Segue la votazione).

  Ci siamo ? Guidesi, Ciprini, Caso, Stella Bianchi, Malisani...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  422   
   Votanti  421   
   Astenuti    1   
   Maggioranza  211   
    Hanno votato
 104    
    Hanno votato
no  317).    

  Ora dovremmo passare all'emendamento Mantero 7.7. Chiedo, però, all'onorevole Carnevali se accetti la riformulazione del suo emendamento 7.8. Mi fa cenno di sì. Perché, in tal caso, questo emendamento dovrebbe essere posto in votazione prima dell'emendamento Mantero 7.7 per ragioni sistematiche. Allora, siccome la deputata Carnevali accetta la proposta di riformulazione, passiamo alla votazione dell'emendamento Carnevali 7.8.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Carnevali 7.8, come riformulato dal relatore per la maggioranza, con il parere favorevole della Commissione, del Governo e del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.

  (Segue la votazione).

  Fabbri, Malpezzi, Coppola, Casellato, Malisani...
  Fabbri è a posto ? Non vedo più mani alzate. Di qua tutti hanno votato ? No, Malisani non ha ancora votato; Calabrò neanche. Malpezzi ? Onorevole Malpezzi, provi a togliere... è a posto, perfetto.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti  432   
   Votanti  431   
   Astenuti    1   
   Maggioranza  216   
    Hanno votato
 420    
    Hanno votato
no   11).    

  (Il deputato Falcone ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto favorevole).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Mantero 7.7, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.

  (Segue la votazione).

  Arlotti, Carloni, Carrozza. Carloni ancora non riesce a votare.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti e votanti  423   
   Maggioranza  212   
    Hanno votato
 117    
    Hanno votato
no  306).    

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Colletti 7.9.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto Baroni. Ne ha facoltà.

  MASSIMO ENRICO BARONI. Presidente, sono favorevole.

Pag. 85

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Colletti. Ne ha facoltà.

  ANDREA COLLETTI. Presidente, riprendo con questo emendamento quanto detto prima. Ora il relatore potrà verificare come la responsabilità della struttura per un fatto del proprio dipendente già sia presente nel codice civile, all'articolo 2049. Quindi, questo significa che in realtà non è per niente necessario scrivere quel primo comma di questo articolo 7; è necessario scrivere che comunque la struttura, privata o pubblica, è responsabile per tutti i danni cagionati all'interno di quella struttura, non vincolati alla responsabilità del dipendente. Quello è già così, perché si tratta dell'articolo 2049 del codice civile, rubricato: «Responsabilità dei padroni e dei committenti».
  È questo il motivo per cui chiediamo l'elisione di quella locuzione, così da allargare la responsabilità della struttura per tutto ciò che accade all'interno della stessa, siano infezioni nosocomiali, siano emoderivati, siano, ad esempio, dei bisturi o delle altre cose che non funzionano all'interno della struttura stessa.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Nizzi. Ne ha facoltà.

  SETTIMO NIZZI. Presidente, intervengo solo per dichiarare il voto contrario del gruppo Forza Italia.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Sisto. Ne ha facoltà.

  FRANCESCO PAOLO SISTO. Presidente, intervengo solo per segnalare – non me ne vorrà il collega Colletti – l'assurdità di questo emendamento, che pretende addirittura di coinvolgere, nell'ambito della struttura sanitaria, medici scelti dal paziente e non dipendenti dalla struttura sanitaria. Cioè, è la contraddizione in termini del rapporto organico. Cioè, se tu non hai nessun rapporto rispondi.
  Io credo che emendamenti di questo genere, benché sicuramente mossi da un apprezzabile volontà di stravolgere il sistema sanitario, non possono che meritare il voto contrario.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Sannicandro. Ne ha facoltà.

  ARCANGELO SANNICANDRO. Presidente, intervengo solo per far notare al collega che questa espressione sta nel testo, non nell'emendamento (sta già nel testo): «La struttura sanitaria pubblico o privata che (...) si avvalga dell'opera di esercenti la professione sanitaria, anche se scelti dal paziente e ancorché non dipendenti della struttura stessa (...)». Sta già nel testo !

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Bonafede. Ne ha facoltà.

  ALFONSO BONAFEDE. Presidente, credo che il collega Sisto si sia distratto nella lettura dell'emendamento, perché l'emendamento sopprime le parole che fanno riferimento all'adempimento dell'obbligazione attraverso l'opera di esercenti la professione sanitaria anche se scelti dal paziente e ancorché... per ora è così e l'emendamento lo vuole sopprimere, affinché ci sia una responsabilità della struttura sanitaria a 360 gradi in relazione alle fattispecie che ha già rilevato il collega Colletti.
  Però, proprio per quanto riguarda l'obiezione del collega Sisto, questa è destituita di fondamento perché è proprio l'esatto opposto di quello che ha detto lui.

  FRANCESCO PAOLO SISTO. Presidente, chiedo di parlare...

  PRESIDENTE. Onorevole Sisto, non posso ridarle la parola...

  FRANCESCO PAOLO SISTO. Allora interverrò dopo.

Pag. 86

  PRESIDENTE. Va bene, interverrà dopo.
  Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colletti 7.9, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Ci siamo ? Marco Di Maio, Fratoianni, Locatelli, Carnevali, Pastorino, Di Lello, Di Gioia. Onorevole Di Gioia, per tutta la legislatura sarà così. Marco Di Maio non riesce a votare. Garavini, Massa, Borghi, Di Gioia, visto che l'ho chiamata nel modo giusto, può darsi che risponda alla bisogna; sblocchiamo la postazione dell'onorevole Di Gioia. Ci siamo ? Arriva il tecnico, onorevole; è a posto.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  436   
   Votanti  435   
   Astenuti    1   
   Maggioranza  218   
    Hanno votato
 108    
    Hanno votato
no  327).    

  (Il deputato De Rosa ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto favorevole).

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Fucci 7.10.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fucci. Ne ha facoltà.

  BENEDETTO FRANCESCO FUCCI. Grazie, Presidente. Non vorrei apparire ripetitivo, ma l'articolo 7 è uno degli assi portanti di tutto l'impianto legislativo della proposta di legge che stiamo discutendo e, quindi, è giusto ritornare in capo alla questione, già affrontata da molti colleghi che mi hanno preceduto, della doppia responsabilità: la contrattuale per la struttura e l'extracontrattuale per il sanitario.
  Anche se alcune motivazioni addotte per giustificare questa doppia natura possono essere parzialmente condivisibili, noi Conservatori e Riformisti siamo convinti, invece, che non mancheranno confusioni e non mancheranno problematiche legate proprio alla doppia natura della responsabilità, contrattuale ed extracontrattuale. Per esempio, cosa succederà per il diverso atteggiamento dell'onere probatorio e per il diverso termine di prescrizione ?
  Per cui, noi chiediamo fortemente che si riprenda in considerazione la necessità di unificare la responsabilità della struttura e del sanitario e, ove questo non fosse proprio possibile, auspichiamo che in un successivo intervento legislativo possa perlomeno essere rivisitato il periodo di prescrizione, portando il termine della prescrizione dei dieci anni ad essere sovrapponibile o il più vicino possibile a quello della prescrizione dei cinque anni, che si ha nella responsabilità di natura extracontrattuale.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Sannicandro. Ne ha facoltà.

  ARCANGELO SANNICANDRO. Presidente, credo che lo zelo dei presentatori dell'emendamento li abbia fatti incorrere in un errore. Capisco lo sforzo di far rispondere i medici delle strutture sanitarie per responsabilità extracontrattuale, ma qui si parla d'altro: qui il soggetto è la struttura sanitaria e ogni datore di lavoro risponde per quello che compiono – condotte dolose o colpose – i propri dipendenti. Quindi, è tutt'altra cosa e non si capisce come il datore di lavoro potrebbe rispondere delle condotte dolose o colpose dei propri dipendenti per responsabilità extracontrattuale quando è pacifico almeno – anche secondo voi – che la struttura risponde per responsabilità contrattuale.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Baroni. Ne ha facoltà.

Pag. 87

  MASSIMO ENRICO BARONI. Presidente, sono contrario.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Bonafede. Ne ha facoltà.

  ALFONSO BONAFEDE. Grazie, Presidente. Io mi chiedo perché secondo il centrodestra si debba arrivare ad una responsabilità extracontrattuale nel caso in cui... perché qui stiamo parlando di un caso in cui c’è già una responsabilità del medico, cioè un caso in cui il paziente deve semplicemente far valere il suo diritto. Perché il paziente, una volta che ha provato chiaramente di avere subito un danno, dovrebbe avere l'onere di provare che c'era la colpa medica ?
  È un onere a cui difficilmente può adempiere, considerando che non è in possesso della documentazione medica, come al contrario lo è il medico, e non è nella possibilità di chiedere le testimonianze, come al contrario invece lo è il medico. La responsabilità contrattuale, che dovrebbe essere ampliata per tutti i responsabili, crea un equilibrio di fronte a una difficoltà probatoria che esiste.

  PRESIDENTE. Avverto che la componente Conservatori e Riformisti del gruppo Misto ha esaurito il tempo previsto dal contingentamento per il seguito dell'esame. Essendone stata fatta richiesta e come da prassi costante, la Presidenza concederà un tempo aggiuntivo, pari ad un terzo di quello originariamente previsto. Sono però due minuti, onorevole Fucci, quindi è bene che voi lo sappiate. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Fucci 7.10, con il parere contrario della Commissione, del Governo e del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Donati, Casellato, D'Incà, Caso, Palma, Moretto ...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  430   
   Votanti  425   
   Astenuti    5   
   Maggioranza  213   
    Hanno votato
  49    
    Hanno votato
no  376).    

  (Il deputato Falcone ha segnalato di non essere riuscito ad esprimere voto contrario).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colletti 7.12, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Bossa, Piepoli, Carloni, Fitzgerald, Formisano, Colletti ...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  430   
   Votanti  414   
   Astenuti   16   
   Maggioranza  208   
    Hanno votato
 104    
    Hanno votato
no  310).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colletti 7.11, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Bossa, Di Benedetto, Capelli, Tartaglione...
  Dichiaro chiusa la votazione.Pag. 88
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  414   
   Votanti  412   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  207   
    Hanno votato
  99    
    Hanno votato
no  313).    

  (La deputata Galgano ha segnalato di non essere riuscita ad esprimere voto contrario).

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Grillo 7.13.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Cozzolino. Ne ha facoltà.

  EMANUELE COZZOLINO. Signora Presidente, dichiaro voto favorevole.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Baroni. Ne ha facoltà.

  MASSIMO ENRICO BARONI. Signora Presidente, l'emendamento esclude la possibilità che la struttura sanitaria debba rispondere anche per gli atti che un esercente la professione sanitaria compie all'interno dei propri studi privati. Il problema assicurativo in sanità, infatti, è nato dopo che l'articolo 3, comma 5, lettera e), del decreto-legge n. 138 del 2011 ha statuito il principio dell'obbligo del professionista di stipulare, a tutela del cliente, idonea assicurazione per i rischi derivanti dall'esercizio dell'attività professionale, sulla base di alcuni principi e criteri direttivi.
  Il problema più rilevante si è posto in sanità ed in particolar modo per chi svolge la libera professione intramuraria che per l'attività libero-professionale, a rigor di legge, dovrebbe dotarsi di polizza assicurativa i cui costi, specie per alcuni tipi di specializzazione – ginecologia – sono rilevanti in termini di premio annuale. Per cui, quanto meno noi prevediamo che la copertura assicurativa riguardi esclusivamente l'attività libero-professionale svolta all'interno delle strutture e non già ad esempio quella svolta nei propri studi privati, dove spesso si effettuano visite, prescrizione e indagini con ricettario del Sistema sanitario nazionale.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grillo 7.13, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Lombardi...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  434   
   Votanti  432   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  217   
    Hanno votato
 102    
    Hanno votato
no  330).    

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Colletti 7.14. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Grillo. Ne ha facoltà.

  GIULIA GRILLO. Signora Presidente, dichiaro voto favorevole.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Colletti. Ne ha facoltà.

  ANDREA COLLETTI. Signor Presidente, nuovamente chiediamo di inserire la responsabilità della struttura per il fatto a sé stante. Il relatore ci ha detto che già è così, quindi io mi pongo però un problema: che problema c’è a ripetere magari in questa nuova legge – perché noi stiamo innovando la legge – qualcosa che secondo loro, ma non secondo il codice, già c’è ? Visto che politicamente non c’è alcun problema – a detta loro – allora potrebbero Pag. 89benissimo chiarire tutto, esplicitare tutto e votare a favore di questo emendamento.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Sannicandro. Ne ha facoltà.

  ARCANGELO SANNICANDRO. Signor Presidente, la necessità c’è di inserire nell'ordinamento. Noi stiamo procedendo, a differenza della maggioranza allargata, come si nota, su due strade parallele: noi cerchiamo di dare norma, normativa al risultato della giurisprudenza, quindi è stata proprio la giurisprudenza che, nell'ambito della responsabilità sanitaria, ha enucleato la responsabilità della struttura per carenze organizzative e via discorrendo. La maggioranza invece – allargata – sta procedendo in tutt'altra direzione: ciò che di buono è stato raggiunto dalla giurisprudenza, bisogna annientarlo con una norma che faccia giustizia della Cassazione a sezioni unite e sezione semplici che, per tanti anni, hanno elaborato buoni principi.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colletti 7.14, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Fregolent, Fratoianni, Tancredi...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  424   
   Votanti  423   
   Astenuti    1   
   Maggioranza  212   
    Hanno votato
 101    
    Hanno votato
no  322).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Silvia Giordano 7.15, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Stella Bianchi, Galperti, Di Benedetto, Librandi, Costantino, Simone Valente, Formisano... mi dispiace, onorevole Sanna, l'ho vista dopo.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  422   
   Votanti  421   
   Astenuti    1   
   Maggioranza  211   
    Hanno votato
  98    
    Hanno votato
no  323).    

  (Il deputato Giovanni Sanna ha segnalato di non essere riuscito ad esprimere voto contrario).

  Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Colletti 7.16 e Sisto 7.17. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Sisto. Ne ha facoltà.

  FRANCESCO PAOLO SISTO. Signora Presidente, evitando accuratamente ogni ricorso all'ironia, che qualche volta, mi rendo conto, può essere travisata, dirò che se dovessi eccepire l'illegittimità costituzionale di questo passaggio dell'articolo 7, invocherei gli articoli 3, 24 e 32 della Costituzione.
  Siamo di fronte ad una norma che applica, a differenza dei medici che sono endo-strutturati, la responsabilità contrattuale a coloro che svolgono libera professione intramuraria, nonché attraverso la telemedicina. È evidente che qui lo squilibrio è proprio assoluto perché i soggetti che effettuano la stessa prestazione sono soggetti ad una diversa tipologia di responsabilità. Se non è questa una violazione Pag. 90del principio di eguaglianza di fronte alla legge a me sembra che davvero non si può ricercare nell'ambito della casistica qualche cosa che possa più, come posso dire, evidentemente essere tacciata di uno squilibrio.
  Aggiungerò che anche alla violazione dell'articolo 3 si aggiunge quella della illogicità perché anche il paziente ha diritto, nel diritto alla salute, scusate il bisticcio, di avere un medico che sia soggetto allo stesso regime di prova a parità di prestazioni. Cioè se io vado da un medico che mi cura, che mi curi entro una struttura o al di fuori di una struttura, non mi sembra che possa essere questo un discrimen per consentire un diverso trattamento dal punto di vista della prescrizione e dal punto di vista del regime della prova.
  Un'ultima annotazione: di fronte alla giurisprudenza, più volte invocata in quest'Aula dal collega Sannicandro, gli ricorderò che proprio di seguito al vigore dall'articolo 3 della cosiddetta legge Balduzzi, vi è stata una giurisprudenza completamente diversa, per certi versi, e non da ultimo quella del tribunale di Milano che in più sentenze ha ratificato puntualmente – e il tribunale di Milano è sempre un'eccellenza rispetto a questi temi – e più volte la responsabilità extracontrattuale come viatico anche per la responsabilità civile come diretta scaturigine dell'attuale norma vigente in tema di responsabilità, che è proprio all'articolo 3. Quindi credo che questo sia un motivo e un tema di grande riflessione soprattutto per il Senato che dovrà rileggere questo provvedimento e che mi auguro possa porre rimedio a questi, direi, quasi fisiologici squilibri per una riforma così importante, ma è evidente che il passaggio da una buona legge a un'ottima legge possa essere tollerabile. Voteremo ovviamente a favore.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Grillo. Ne ha facoltà.

  GIULIA GRILLO. Presidente, per annunciare voto favorevole.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Baroni. Ne ha facoltà.

  MASSIMO ENRICO BARONI. Presidente, l'emendamento sopprime la previsione che la struttura risponda delle prestazioni sanitarie svolte in regime di libera professione intramuraria, la famosa intramoenia, nonché attraverso la telemedicina. Si pone infatti il problema di costituzionalità rispetto ai liberi professionisti, ad esempio avvocati e ingegneri, obbligati a stipulare un'assicurazione, mentre altri, quelli della sanità, non sono obbligati. Si dovrebbe prevedere una doppia responsabilità, quantomeno con oneri assicurativi ripartiti, una legata alla struttura ove si svolge la libera professione e l'altra legata alla prestazione sanitaria libero-professionale. Per questo noi chiediamo la soppressione di questo comma.

  PRESIDENTE. Non essendoci altri iscritti a parlare, indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Colletti 7.16 e Sisto 7.17, col parere contrario di Commissione e Governo e favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.

  (Segue la votazione).

  Totaro, Bruno Bossio, Ferranti...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  421   
   Votanti  419   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  210   
    Hanno votato
 135    
    Hanno votato
no  284).    

  Passiamo all'emendamento Monchiero 7.19. Ha chiesto di parlare l'onorevole Monchiero. Ne ha facoltà.

  GIOVANNI MONCHIERO. Presidente, per dire che lo ritiro e sottoscrivo il Pag. 91successivo emendamento Giuditta Pini 7.20 che ha avuto il parere favorevole del relatore.

  PRESIDENTE. Sta bene, allora passiamo all'emendamento Giuditta Pini 7.20.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Giuditta Pini 7.20, con parere favorevole di Commissione e Governo e contrario del relatore di minoranza. Dichiaro aperta la votazione.

  (Segue la votazione).

  Tartaglione, Guidesi, Greco, Luciano Agostini...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti  423   
   Votanti  421   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  211   
    Hanno votato
 323    
    Hanno votato
no   98).    

  Passiamo all'emendamento Binetti 7.21 che chiede di intervenire per ritirarlo, sta bene, è ritirato. Siamo allora all'emendamento Colletti 7.22, su cui indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, con parere contrario di Commissione e Governo e favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.

  (Segue la votazione).

  Bossa, Malisani, Marzano, Villarosa, Gallinella, Occhiuto, Simone Valente...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  424   
   Votanti  422   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  212   
    Hanno votato
 108    
    Hanno votato
no  314).    

  Passiamo all'emendamento Sisto 7.24. Avverto che il gruppo Forza Italia-Il Popolo della libertà-Berlusconi Presidente ha esaurito il tempo previsto dal contingentamento per il seguito dell'esame. Essendone stata fatta richiesta, e come da prassi, la Presidenza concederà un tempo aggiuntivo pari ad un terzo di quello originariamente previsto.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Nizzi. Ne ha facoltà.

  SETTIMO NIZZI. Presidente, per dichiarare il voto favorevole del gruppo di Forza Italia.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto a titolo personale il deputato Sisto. Ne ha facoltà.

  FRANCESCO PAOLO SISTO. Grazie Presidente, in questo emendamento vi è la estrinsecazione di quanto prima rappresentavo. Si dice che l'esercente la professione sanitaria di cui ai commi 1 e 2 risponde del proprio operato ai sensi dell'articolo 2043 del codice civile, cioè c’è corresponsabilità extracontrattuale. È inspiegabile perché questa responsabilità extracontrattuale sia riservata soltanto agli esercenti la sanità di cui ai commi 1 e 2. È uno squilibrio che, ai sensi dell'articolo 3, certamente non mancherà di essere fatto balenare e al più presto. Non c’è un medico di serie A o di serie B, non c’è un medico che quando fa il medico pone in essere una responsabilità contrattuale e un altro extracontrattuale. In questa assurda biforcazione delle responsabilità, stesso fatto e stesso soggetto, c’è la patologia di questa norma. Voteremo a favore

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Sannicandro. Ne ha facoltà.

  ARCANGELO SANNICANDRO. Presidente, mi preme sottolineare che anche dopo la legge Balduzzi il regime della Pag. 92natura giuridica della prestazione sanitaria è rimasto inalterato. Leggo dagli atti che ci ha fornito il Servizio studi della Camera: la legge Balduzzi ha sensibilmente riformato il settore della responsabilità penale del medico lasciando tuttavia inalterato quello civile. E poi aggiunge, vado velocemente ovviamente perché abbiamo un minuto: anche secondo le prime pronunce giurisprudenziali successive al decreto Balduzzi, il regime di accertamento della responsabilità civile sanitaria non ha subito mutamenti. Non ha subito mutamenti; so anche che c’è questa sentenza, che è stata citata, però, ripeto, a fronte di quella sentenza di merito abbiamo sentenze della Cassazione. Per quanto riguarda poi il tentativo coerente di Forza Italia di, come dire, di trasformare ogni responsabilità civile in responsabilità extracontrattuale, questo articolo ha il merito di essere svelatore, diciamo così, del loro intento politico.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Monchiero. Ne ha facoltà.

  GIOVANNI MONCHIERO. Presidente, poiché è almeno la decima volta che il collega Sannicandro, di cui apprezzo sempre la dotta eloquenza, ci spiega che poiché esiste un sistema elaborato dalla giurisprudenza è superfluo legiferare, io vorrei ricordargli che una buona parte di questa Assemblea invece ritiene che su questa materia valga la pena di legiferare nella presunzione che con una legge diversa cambi anche la giurisprudenza. Se questo non avvenisse me ne scandalizzerei molto.

  PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Sisto 7.24, con parere contrario di Commissione e Governo e anche del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.

  (Segue la votazione).

  Bruno Bossio, Gasparini, Totaro, De Lorenzis, Cozzolino, Carrozza...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  429   
   Votanti  426   
   Astenuti    3   
   Maggioranza  214   
    Hanno votato
  52    
    Hanno votato
no  374).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colletti 7.25, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.

  (Segue la votazione).

  Bossa, Duranti, Sanga, Totaro, Stella Bianchi, Culotta, Sarti.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  431   
   Votanti  429   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  215   
    Hanno votato
 105    
    Hanno votato
no  324).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colletti 7.26, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.

  (Segue la votazione).

  Bolognesi, Bossa, Piepoli, Greco, Casellato, Stella Bianchi, Carloni, Fucci.
  Dichiaro chiusa la votazione.Pag. 93
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  429   
   Votanti  428   
   Astenuti    1   
   Maggioranza  215   
    Hanno votato
 100    
    Hanno votato
no  328).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Nicchi 7.27, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.

  (Segue la votazione).

  Bossa, Franco Bordo, Di Lello, Fusilli, Saltamartini, Brignone, Luigi Gallo, Minnucci.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  429   
   Votanti  428   
   Astenuti    1   
   Maggioranza  215   
    Hanno votato
 100    
    Hanno votato
no  328).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Nicchi 7.29, con il parere contrario della Commissione, del Governo e del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.

  (Segue la votazione).

  Bossa, Gitti, Vignali, Palma, Colletti, Pes, Locatelli.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  433   
   Votanti  430   
   Astenuti    3   
   Maggioranza  216   
    Hanno votato
  30    
    Hanno votato
no  400).    

  Ricordo che l'emendamento Capone 7.30 è stato ritirato.
  Passiamo alla votazione dell'articolo 7.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Grillo. Ne ha facoltà.

  GIULIA GRILLO. Dichiaro voto contrario.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Colletti. Ne ha facoltà.

  ANDREA COLLETTI. Presidente, brevemente, perché ho purtroppo solo minuto.
  Spiegherò perché votiamo contro questo articolo: contro perché va nella direzione di non tutelare le vittime, diciamo, di mala sanità e le vittime di infezioni ospedaliere, ma soprattutto può essere anche pericoloso per le casse regionali e per le casse della ASL, laddove si imputa all'ASL – così come ha fatto una sola sentenza di Cassazione – anche l'inadempimento del medico di base.
  In realtà, forse, non vi accorgete che, con questa innovazione, mettete una bomba ad orologeria sotto le casse delle ASL e delle regioni, che si dovranno pagare, se non raddoppiare, le assicurazioni che le stesse ASL dovranno pagare, rischiando un contenzioso infinito.
   Per questo motivo, ma anche per molti altri, che diremo in dichiarazione di voto finale, votiamo contro questo articolo.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fossati. Ne ha facoltà.

  FILIPPO FOSSATI. Abbiamo, nel corso del dibattito su quest'articolo, respinto un emendamento che voleva appunto rendere obbligatoria ed esclusiva la copertura assicurativa per le aziende.
  Come sappiamo, le aziende, secondo il nostro testo, possono ricorrere anche a Pag. 94strumenti analoghi e gli strumenti analoghi sono quella cosa che, tra le altre, potrà contribuire a tenere il mercato basso. Comunque, questa era la risposta su un punto specifico.
  L'intervento ha la finalità di dichiarare il voto favorevole del PD su questo articolo.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Nizzi. Ne ha facoltà.

  SETTIMO NIZZI. Grazie, Presidente. Ancora, per dichiarare il voto contrario del gruppo di Forza Italia.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Lenzi. Ne ha facoltà.

  DONATA LENZI. Grazie, Presidente. Solo per ribadire che crediamo fermamente che questa strada doppia che abbiamo imboccato sia la migliore anche per garantire una responsabilità, come è quella del giorno d'oggi, della struttura e dell'organizzazione, in primo luogo, e che questo garantisca maggiore certezza sulle possibilità di ottenere un risarcimento, senza nel contempo andare a togliere serenità all'operatore sanitario, sia medico che infermiere, e quindi migliorando il clima e le condizioni all'interno delle strutture ospedaliere.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Sisto. Ne ha facoltà.

  FRANCESCO PAOLO SISTO. Presidente, è evidente che il gruppo di Forza Italia non potrà che votare contro questo articolo, non volendo essere corresponsabile, né a titolo contrattuale, né a titolo extracontrattuale, di questa barbarie giuridica. Lo dico con molto rispetto per il relatore, molto rispetto per il Governo, ma credo che questo articolo 7 sia destinato a due soluzioni: o ad una modifica ragionevole, o ad un massacro irragionevole di medici e di pazienti. Avere consapevolezza della confusione giuridica non è certamente gradevole per questo Parlamento, che sa fare certamente di meglio e anche in questa legge. Voteremo contro.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 7, nel testo emendato.
  Dichiaro aperta la votazione.

  (Segue la votazione).

  Bolognesi, Pilozzi, Piepoli, Baroni, Santanchè.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti  418   
   Votanti  413   
   Astenuti    5   
   Maggioranza  207   
    Hanno votato
 267    
    Hanno votato
no  146).    

  (Il deputato Romanini ha segnalato di non essere riuscito ad esprimere voto favorevole).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Nicchi 7.01, con il parere contrario della Commissione e del Governo ed il parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.

  (Segue la votazione).

  Garavini, Matarrelli, Dieni, Mantero, Colaninno.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  428   
   Votanti  426   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  214   
    Hanno votato
  97    
    Hanno votato
no  329).    

Pag. 95

(Esame dell'articolo 8 – A.C. 259-A ed abbinate)

  PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 8 e delle proposte emendative ad esso presentate (Vedi l'allegato A – A.C. ).
  Se nessuno chiede di intervenire sul complesso degli emendamenti, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.

  FEDERICO GELLI, Relatore per la maggioranza. Grazie Presidente. Parere contrario sul Testo alternativo del relatore di minoranza Colletti. Parere contrario anche su tutti gli altri emendamenti, eccetto che per l'emendamento Capone 8.20 il cui parere è favorevole.

  PRESIDENTE. Onorevole Colletti ?

  ANDREA COLLETTI, Relatore di minoranza. Essendo uno degli articoli peggio scritti che ho visto in questi due anni, ovviamente il parere sull'emendamento soppressivo Colletti 8.1 è favorevole. Parere favorevole anche sul Testo alternativo del relatore di minoranza Colletti e sugli emendamenti Colletti 8.2, Colletti 8.3, Colletti 8.4. Parere contrario invece sull'emendamento Vargiu 8.5.
  Parere favorevole anche sugli emendamenti Di Vita 8.6, Colletti 8.7, Colletti 8.8, Colletti 8.9 e Colletti 8.10. Parere contrario sull'emendamento Sisto 8.27. Parere favorevole sugli emendamenti Colletti 8.11, Colletti 8.12, Colletti 8.13, Colletti 8.14 e Colletti 8.15. Parere favorevole anche sugli identici emendamenti Colletti 8.16 e Sisto 8.17.
  Parere favorevole sugli emendamenti Colletti 8.18 e Colletti 8.19. Parere contrario invece sull'emendamento Capone 8.20. Parere favorevole sugli emendamenti Colletti 8.21, Colletti 8.22 e Colletti 8.23, mentre sull'emendamento Binetti 8.24 il parere è contrario.

  PRESIDENTE. Il Governo ?

  VITO DE FILIPPO, Sottosegretario di Stato per la salute. I pareri del Governo sono conformi a quelli del relatore di maggioranza.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colletti 8.1, parere contrario di Commissione e Governo, parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.

  (Segue la votazione).

  Misiani, Del Grosso, Tancredi, Duranti, Carrozza, Locatelli, Fitzgerald, Bossa..
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  398   
   Votanti  396   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  199   
    Hanno votato
  97    
    Hanno votato
no  299).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul Testo alternativo del relatore di minoranza, Colletti, parere contrario di Commissione e Governo, parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.

  (Segue la votazione).

  Pilozzi Locatelli Palma..
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  403   
   Votanti  401   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  201   
    Hanno votato
  97    
    Hanno votato
no  304).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Pag. 96Colletti 8.2, parere contrario di Commissione e Governo, parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.

  (Segue la votazione).

  Gadda, Totaro, Locatelli, Donati, Piepoli, Greco..
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  414   
   Votanti  412   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  207   
    Hanno votato
 101    
    Hanno votato
no  311).    

  PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Colletti 8.3.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Grillo. Ne ha facoltà.

  GIULIA GRILLO. Voto favorevole.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Colletti. Ne ha facoltà.

  ANDREA COLLETTI. Come in altri provvedimenti, si continua in materia di giustizia ad inserire delle condizioni di procedibilità per evitare di adire attraverso un giudizio ordinario il giudice, perché si dice che ci sono troppe cause. Facciamo pagare un po'di più di contributo unificato, di mediazioni, di negoziazione assistita l'utente che vuole accedere al sistema giustizia, cosicché magari evita di fare causa. Questo è un altro di quei modi. Noi del MoVimento 5 Stelle ci siamo opposti sempre a tutte le condizioni di procedibilità, poiché secondo noi andavano contro lo spirito dell'articolo 24 della Costituzione, ovvero della libertà del cittadino di adire la giustizia attraverso un giudice terzo pubblico ed imparziale, ed è per questo motivo che vogliamo eliminare questa condizione.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colletti 8.3, parere contrario di Commissione e Governo, parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.

  (Segue la votazione).

  Attaguile, Fitzgerald, Totaro, Pilozzi, Nuti, Gitti...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  417   
   Votanti  415   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  208   
    Hanno votato
 100    
    Hanno votato
no  315).    

  (Il deputato Busto ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto favorevole. Il deputato Gutgeld ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto contrario).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colletti 8.4, parere contrario di Commissione e Governo, parere favorevole del relatore di minoranza
  Dichiaro aperta la votazione.

  (Segue la votazione).

  Piepoli, Cominardi, Costantino, Casellato, Di Stefano Marco
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  421   
   Votanti  419   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  210   
    Hanno votato
 100    
    Hanno votato
no  319).    

Pag. 97

  (Il deputato Busto ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto favorevole. Il deputato Gutgeld ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto contrario).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Vargiu 8.5, parere contrario di Commissione, Governo e relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.

  (Segue la votazione).

  Piepoli, Tartaglione, Biasotti, Busto
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  428   
   Votanti  426   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  214   
    Hanno votato
  15    
    Hanno votato
no  411).    

  (Il deputato Gutgeld ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto contrario).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Di Vita 8.6, parere contrario di Commissione e Governo, parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.

  (Segue la votazione).

  Piepoli, Totaro...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  429   
   Votanti  427   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  214   
    Hanno votato
 100    
    Hanno votato
no  327).    

  (Il deputato Gutgeld ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto contrario).

   Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colletti 8.7, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.

  (Segue la votazione).

  Bossa, Montroni, Piepoli, Casellato, Caso, Locatelli, Lavagno.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  424   
   Votanti  422   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  212   
    Hanno votato
 100    
    Hanno votato
no  322).    

  (Il deputato Gutgeld ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto contrario).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colletti 8.8, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.

  (Segue la votazione).

  Piepoli, Bolognesi, Fratoianni, Romele.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  428   
   Votanti  426   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  214   
    Hanno votato
 102    
    Hanno votato
no  324).    

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Colletti 8.9.Pag. 98
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Cozzolino. Ne ha facoltà.

  EMANUELE COZZOLINO. Dichiaro il voto favorevole.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Colletti. Ne ha facoltà.

  ANDREA COLLETTI. Qui emerge la confusione di chi ha scritto questo articolo, anche in termini di tecnica legislativa. Infatti, si dice che con questa legge mettiamo una condizione di procedibilità; nella stessa materia c’è la stessa condizione di procedibilità, ma riguarda la media conciliazione, introdotta con un decreto legislativo del 2010. La legge attuale dice: in tali casi non trova applicazione quella legge. Allora, io mi domando: quali sono gli altri casi in cui c’è l'applicazione della media conciliazione per la responsabilità medica ? A me piacerebbe che le leggi si scrivessero anche bene, quindi è molto meglio fare un'abrogazione espressa della locuzione «responsabilità medica» all'interno della legge sulla media conciliazione, piuttosto che dire: in tali casi, ovvero solo quelli dell'articolo 696-bis, non si applica quella legge.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colletti 8.9, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.

  (Segue la votazione).

  Senaldi.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  432   
   Votanti  430   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  216   
    Hanno votato
 102    
    Hanno votato
no  328).    

  (Il deputato Capodicasa ha segnalato che non è riuscito a votare).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colletti 8.10, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.

  (Segue la votazione).

  Piepoli, Galperti, Pilozzi, Piras, Grassi.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  426   
   Votanti  424   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  213   
    Hanno votato
 101    
    Hanno votato
no  323).    

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Sisto 8.27.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Nizzi. Ne ha facoltà.

  SETTIMO NIZZI. Intervengo per dichiarare il voto favorevole di Forza Italia.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Sisto. Ne ha facoltà.

  FRANCESCO PAOLO SISTO. Grazie, Presidente. Anche in questo caso non credo che ci sia una licenza di andare fuori sistema. Questo emendamento stabilisce soltanto che il giudice, nel rilievo di ufficio del presupposto di procedibilità, non debba avere termini. Cioè, se è giustificato il termine della prima udienza per quanto concerne la parte, non è certamente giustificato per il giudice, che deve poter rilevare di ufficio anche successivamente. Pag. 99A me sembra una norma soltanto da sintonizzare con quello che è il resto del sistema. Ma porre un limite alla possibilità del giudice di rilevare di ufficio una condizione di procedibilità a me sembra irragionevole e addirittura molto, molto originale. Voteremo a favore.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cozzolino. Ne ha facoltà.

  EMANUELE COZZOLINO. Dichiaro il voto contrario.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Colletti. Ne ha facoltà.

  ANDREA COLLETTI. Spiego perché voteremo contro questo emendamento. Ci sembra assurdo che, magari, si istruisce una causa, si arriva a sentenza, dopo quattro anni, e nella sentenza il giudice dice: «Ma c'era la condizione di procedibilità». Quindi, torniamo indietro nella causa e abbiamo perso quattro anni. D'altro canto, questa previsione, che forse è l'unica stilisticamente e giuridicamente corretta di questo articolo, fa il pari con quella prevista sia per la negoziazione assistita che per la media conciliazione.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Sisto 8.27, con il parere contrario della Commissione, del Governo e del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.

  (Segue la votazione).

  Gigli, Fanucci.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  427   
   Votanti  413   
   Astenuti   14   
   Maggioranza  207   
    Hanno votato
  36    
    Hanno votato
no  377).    

  (Il deputato Censore ha segnalato che non è riuscito a votare).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colletti 8.11, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.

  (Segue la votazione).

  Bolognesi, Greco, Sandra Savino.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  427   
   Votanti  423   
   Astenuti    4   
   Maggioranza  212   
    Hanno votato
  96    
    Hanno votato
no  327).    

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Colletti 8.12.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cozzolino. Ne ha facoltà.

  EMANUELE COZZOLINO. Dichiaro il voto favorevole.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Colletti. Ne ha facoltà.

  ANDREA COLLETTI. Il comma 3, insieme al comma 4, è uno dei più problematici, perché non tiene conto, purtroppo, della realtà dei tribunali. Si mette un termine perentorio di chiusura di questo procedimento di sei mesi. Essendo perentorio, teoricamente tutti gli atti successivi soffrono di una cosiddetta «nullità insanabile». Peccato che, però, in realtà questi Pag. 100procedimenti, prima di otto mesi o un anno, non si chiudono, soprattutto in base alle novelle fatte quest'oggi. Perché ? Perché il paziente cita la struttura; l'udienza avviene non prima di due mesi, perché si deve dare il tempo alla struttura di leggersi la citazione; c’è l'obbligo di citare le assicurazioni, i medici e gli infermieri in base al comma 4, quindi ci sarà la chiamata del terzo; avverrà dopo due mesi; saranno passati quattro mesi; alla successiva udienza si darà un rinvio per il giuramento del CTU; saranno passati sei mesi e praticamente non è venuto neanche il consulente tecnico d'ufficio in udienza a giurare. Che senso ha scrivere una cosa del genere ?

  PRESIDENTE. Deve concludere.

  ANDREA COLLETTI. Facciamo come per la media conciliazione, togliamo il termine perentorio.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Bonafede. Ne ha facoltà.

  ALFONSO BONAFEDE. Grazie, Presidente. Effettivamente la norma sembra davvero inutile e rischia di diventare un peso ulteriore rispetto alle esistenti lungaggini del processo. Da questo punto di vista voglio dire chiaramente che, per velocizzare il processo, bisognerebbe semplicemente investire nella giustizia e muoversi all'interno delle regole che già ci sono con alcuni accorgimenti. Ogni volta che si fa un rito nuovo o una specie di rito nuovo, si va incontro ad anni ed anni di giurisprudenza che interpreteranno quelle norme che disciplinano il processo. Tra l'altro, in questo caso davvero si crea una struttura per perdere sostanzialmente da sei mesi a un anno, possibilmente senza che ci sia un'utilità per il processo.

   PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colletti 8.12, con il parere contrario della Commissione e del Governo e il parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.

  (Segue la votazione).

  De Mita. Ci siamo ? Vignaroli, De Mita, Sandra Savino, Tancredi...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  426   
   Votanti  423   
   Astenuti    3   
   Maggioranza  212   
    Hanno votato
  97    
    Hanno votato
no  326).    

  (Il deputato Dallai ha segnalato che non è riuscito a esprimere voto contrario. Il deputato Senaldi ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto contrario).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colletti 8.13, con il parere contrario della Commissione e del Governo e il parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.

  (Segue la votazione).

  Ci siamo ? Bolognesi, Piepoli, Sandra Savino, Stella Bianchi...
  Dichiaro chiusa la votazione. Mi spiace, Baroni.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  420   
   Votanti  418   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  210   
    Hanno votato
  96    
    Hanno votato
no  322).    

  (Il deputato Dallai ha segnalato che non è riuscito a esprimere voto contrario. Il deputato Senaldi ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto contrario).

Pag. 101

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Colletti 8.14.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cozzolino. Ne ha facoltà.

  EMANUELE COZZOLINO. Dichiaro voto favorevole.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Colletti. Ne ha facoltà.

  ANDREA COLLETTI. Il relatore dovrebbe spiegare cosa significhi «e gli effetti della domanda sono salvi» se inizia un procedimento sommario entro novanta giorni. Ora, se io inizio un procedimento entro novantuno giorni, teoricamente dovrei ritornare a fare l'accertamento tecnico preventivo una seconda volta e così fino alla fine, anche perché il termine di prescrizione è dieci anni. Quindi, io teoricamente per dieci anni posso ripetere la stessa domanda.
  Ma il vero problema è che nel 696-bis non c’è una domanda di accertamento in realtà o di condanna perché il fine del 696-bis è la conciliazione. Mancando il senso della domanda di condanna, manca il senso degli effetti della domanda. Ora, vorrei sapere dal relatore Gelli come spiega giuridicamente questo passaggio.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colletti 8.14, con il parere contrario della Commissione e del Governo e il parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.

  (Segue la votazione).

  Sandra Savino, Invernizzi, Carocci...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  427   
   Votanti  425   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  213   
    Hanno votato
 101    
    Hanno votato
no  324).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colletti 8.15, con il parere contrario della Commissione e del Governo e il parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.

  (Segue la votazione).

  Ci siamo ? Colletti, Giuliani, Galperti...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  418   
   Votanti  415   
   Astenuti    3   
   Maggioranza  208   
    Hanno votato
  97    
    Hanno votato
no  318).    

  Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Colletti 8.16 e Sisto 8.17.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Sisto. Ne ha facoltà.

  FRANCESCO PAOLO SISTO. Presidente, molto rapidamente. La ragione di questo soppressivo è chiara: non credo si possa obbligare qualcuno a partecipare a un procedimento di conciliazione con delle conseguenze sanzionatorie anche sul piano delle spese. Le violazioni dell'articolo 24 e dell'articolo 3 della Costituzione mi sembrano evidenti. Se sono chiamato in giudizio, debbo avere titolo di scegliere se partecipare o meno, salvo poi subire le conseguenze della mancata partecipazione. L'obbligo di partecipare, sanzionato addirittura con delle spese, mi sembra che vada oltre i limiti che questo provvedimento ha. Voteremo a favore.

Pag. 102

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cozzolino. Ne ha facoltà.

  EMANUELE COZZOLINO. Dichiaro voto favorevole.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Colletti. Ne ha facoltà.

  ANDREA COLLETTI. Io non ho mai visto in un procedimento civile che una parte è obbligata alla partecipazione.
  Quindi, io mi domando se il giudice, visto che c’è un obbligo giuridico, qualora non compaia un testimone in sede penale, chiami i carabinieri, porti i carabinieri al domicilio di questa parte e la faccia comparire forzatamente davanti al giudizio. Ora, è solo leggermente incostituzionale questa norma. Quindi, spiegateci cosa significa partecipazione obbligatoria. La contumacia è un diritto costituzionale del cittadino. Se un cittadino non ritiene di dover partecipare a un procedimento, nessuno lo può obbligare.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Sannicandro. Ne ha facoltà.

  ARCANGELO SANNICANDRO. Io vorrei dire al collega Colletti che in effetti questa legge è stata fatta molto, ma molto male e non è possibile raddrizzare le gambe al cane. Quindi, decidiamoci a votare contro e cerchiamo di ridurre il danno, almeno per la salute fisica (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Italiana-Sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. C'era un sottile invito, diciamo subliminale.

  ANDREA COLLETTI. Dipende da qual è l'obiettivo !

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Colletti 8.16 e Sisto 8.17, con il parere contrario della Commissione e del Governo e il parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.

  (Segue la votazione).

  Ci siamo ? Bargero, Brignone, Giammanco, Bechis, Sorial...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  432   
   Votanti  419   
   Astenuti   13   
   Maggioranza  210   
    Hanno votato
 136    
    Hanno votato
no  283).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colletti 8.18, con il parere contrario della Commissione e del Governo e il parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.

  (Segue la votazione).

  Ci siamo ? Garavini, Sandra Savino...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  431   
   Votanti  428   
   Astenuti    3   
   Maggioranza  215   
    Hanno votato
 131    
    Hanno votato
no  297).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colletti 8.19, con il parere contrario della Commissione e del Governo e il parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.

  (Segue la votazione).

Pag. 103

  Bolognesi, Piepoli, Giammanco, Greco, Occhiuto, Lattuca, Vignaroli...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  423   
   Votanti  421   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  211   
    Hanno votato
 104    
    Hanno votato
no  317).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Capone 8.20, con il parere favorevole della Commissione e del Governo e il parere contrario del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.

  (Segue la votazione).

  Greco, Lombardi, Tancredi...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti  426   
   Votanti  423   
   Astenuti    3   
   Maggioranza  212   
    Hanno votato
 271    
    Hanno votato
no  152).    

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Colletti 8.21.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cozzolino. Ne ha facoltà.

  EMANUELE COZZOLINO. Dichiaro voto favorevole.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colletti 8.21, con il parere contrario della Commissione e del Governo e il parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.

  (Segue la votazione).

  Ci siamo ? Forza colleghi. Bruno Bossio, Romele, Fitzgerald Nissoli, Tacconi, Palese, che ha votato. Mongiello, Mazzoli, Molteni.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  431   
   Votanti  428   
   Astenuti    3   
   Maggioranza  215   
    Hanno votato
 105    
    Hanno votato
no  323).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colletti 8.22, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.

  (Segue la votazione).

  Pes. Ci siamo ? Giammanco, Bolognesi, Luigi Gallo, Locatelli.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  415   
   Votanti  412   
   Astenuti    3   
   Maggioranza  207   
    Hanno votato
 103    
    Hanno votato
no  309).    

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Colletti 8.23.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cozzolino. Ne ha facoltà.

  EMANUELE COZZOLINO. Presidente, preannunzio voto favorevole.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Colletti. Ne ha facoltà.

Pag. 104

  ANDREA COLLETTI. Presidente, con questo emendamento vorremmo migliorare l'articolo 696-bis del codice di procedura civile laddove non funziona, perché attualmente funziona in questo modo: il consulente, prima del deposito della relazione peritale, tenta la conciliazione delle parti. Ora le parti dovrebbero trovare una conciliazione prima di conoscere i risultati della consulenza. Mi sembra un po’ assurda come questione !
  Con questo emendamento diciamo che il consulente deposita la consulenza e, una volta che le parti hanno visione della consulenza, tentano la conciliazione. È solo una questione di logica, nulla più. Era illogico come era scritto prima ed è per questo che spesso non funzionava l'accertamento tecnico preventivo. Rendiamolo un pochettino più logico, così magari non andiamo a fare un processo ordinario.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colletti 8.23, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.

  (Segue la votazione).

  Ci siamo ? Giammanco, Greco, Carloni, De Mita, Ribaudo, Quartapelle Procopio, Alberti. Ci siamo ? Caso; non la vedevo perché il computer aperto confonde la tastiera.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  427   
   Votanti  421   
   Astenuti    6   
   Maggioranza  211   
    Hanno votato
  83    
    Hanno votato
no  338).    

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Binetti 8.24.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Binetti. Ne ha facoltà.

  PAOLA BINETTI. Presidente, il senso dell'emendamento che ha ricevuto giudizio negativo – quindi, lo sottopongo più che altro per la ratio che c’è dietro – è per quello che può capitare, in quanto si sono verificati, di fatto in alcune circostanze, dei ricorsi presentati da pazienti nei confronti di strutture che non erano in grado di rispondere direttamente alle loro esigenze perché nel frattempo avevamo dichiarato una sorta di cambio totale di gestione. Potrei citare alcuni degli ospedali romani in cui questo è accaduto concretamente proprio quest'inverno. Per cui, i pazienti si sono trovati non solo con il danno subito, ma anche con l'impossibilità di ricevere un risarcimento perché la struttura, la nuova struttura, non rispondeva del danno pregresso.
  A me sembra che quali che siano i problemi di tipo organizzativo, di tipo economico e amministrativo, che sono al di là della percezione concreta e diretta che il paziente può avere, lui ha diritto ad essere risarcito per un danno subito. E, allora, il riferimento è a quel Fondo di solidarietà a cui, comunque, questo provvedimento guarda come a una sorta di possibilità di calmierare le ingiustizie e, come dire, gli abbandoni che da parte delle istituzioni si potrebbero ricevere.
  Per questo lo sottopongo comunque alla votazione dell'Aula, sapendo che, ancora una volta, questo emendamento è stato scritto assumendo il punto di vista del paziente e volendo mettere le sue esigenze al primo posto rispetto alle logiche di tipo amministrativo che possono gravare nella dialettica tra compagnie di assicurazioni e istituzioni.
  Credo che qualcuno si debba preoccupare dei pazienti nel momento in cui non c’è, come dire, un interlocutore autorevole o un interlocutore capace di soddisfare quello che è uno stretto aspetto di giustizia in un contesto come quello di questo provvedimento che stiamo discutendo che se, da un lato, vuole ridefinire la responsabilità professionale del medico, del sanitario, Pag. 105dall'altro vuole essere, contemporaneamente, anche una fonte di garanzia in più per il malato. In questa dialettica non debbono guadagnarci – detto francamente – le compagnie di assicurazioni, perché nel dubbio loro si astengono e chi paga pegno è sempre il paziente.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lenzi. Ne ha facoltà.

  DONATA LENZI. Presidente, credo che l'onorevole Binetti, per l'importanza del tema che solleva e per l'attenzione che merita il suo impegno in Commissione, meriti una risposta di contenuto rispetto alla sua proposta. Allora, qui noi siamo all'articolo 8, che è quello sulla conciliazione; all'articolo 13 viene istituito il Fondo che deve venire incontro proprio ai casi nei quali non è possibile procedere al risarcimento.
  Ma l'altra obiezione sta nelle prime righe, perché qui si prevede il ricorso al Fondo nel caso in cui il tentativo di conciliazione fallisca. Adesso sinceramente io temo che, se c’è un fondo a cui ricorrere, nessun tentativo di conciliazione andrà in porto, perché tutti riterranno più comodo farlo fallire. Quindi, mi dispiace, ma l'emendamento, così come è impostato, non è accoglibile.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Calabrò. Ne ha facoltà.

  RAFFAELE CALABRÒ. Presidente, rivolgo una precisazione all'onorevole Lenzi. Lei ritiene, quindi, che il concetto, a prescindere dal momento in cui viene effettuato il tentativo di conciliazione (prima o dopo), sia già assorbito dall'articolo 13 ? Se siamo sicuri che è assorbito all'articolo 13 probabilmente l'osservazione è un'osservazione pleonastica. Io lo guarderei con molta attenzione. Se non è assorbito, io credo che questo possa essere riformulato facendo attenzione alla prima parte del periodo e modificandola.

  PRESIDENTE. Grazie, onorevole Calabrò. Non mi pare che ci siano, però, proposte di riformulazione di questo emendamento.
  Passiamo, dunque, ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Binetti 8.24, con il parere contrario della Commissione, del Governo e del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Librandi, Giammanco, Petrini, che ha votato. Mi pare che non ci siano altri che non riescono a votare.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  412   
   Votanti  408   
   Astenuti    4   
   Maggioranza  205   
    Hanno votato
  52    
    Hanno votato
no  356).    

  Passiamo alla votazione dell'articolo 8.
  Avverto che il MoVimento 5 Stelle ha esaurito anche i tempi per gli interventi a titolo personale. Essendone stata fatta richiesta e come da prassi, la Presidenza concederà per ulteriori interventi a titolo personale un tempo aggiuntivo pari a un terzo di quello originariamente previsto.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Colletti. Ne ha facoltà per cinque minuti.

  ANDREA COLLETTI. Presidente, non prenderò cinque minuti. Voteremo contro questo assurdo articolo, in primis per quanto già detto prima ampiamente – ma neanche troppo ampiamente – ma, soprattutto, perché con questo articolo voi obbligate i medici a partecipare, attraverso un loro avvocato, a questo accertamento tecnico preventivo obbligatorio. Li obbligate in base al comma 4, laddove riferite che la partecipazione è obbligatoria per tutte le parti. Quindi in realtà, siccome il Pag. 106medico è teoricamente una parte, ma anche l'infermiere, voi obbligate il medico e l'infermiere ad avere un avvocato quando attualmente il 70 per cento – credo – delle cause non vengono fatte contro i medici, vengono fatte esclusivamente contro le strutture sanitarie. Voi con questo articolo fate un danno ai medici, che dovranno pagarsi il proprio avvocato e, siccome l'accertamento tecnico preventivo non si conclude con una condanna alle spese, non potranno neanche rivalersi contro coloro che perdono o che hanno torto nell'accertamento tecnico-preventivo per farsi rifondere delle spese legali. È questa l'assurdità, cioè in realtà invece di fare un favore ai medici, gli andate contro, e li farete spendere migliaia e migliaia di euro. Anche per questo motivo oltre che per tutti gli altri, voteremo contro.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 8, nel testo emendato.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Montroni, Cani, Rizzetto, Librandi, Galperti, Simone Valente, Castelli, Tripiedi...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti  405   
   Votanti  401   
   Astenuti    4   
   Maggioranza  201   
    Hanno votato
 283    
    Hanno votato
no  118).    

(Esame dell'articolo 9 – A.C. 259-A ed abbinate)

  PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 9 e delle proposte emendative ad esso presentate (Vedi l'allegato A – A.C. 259-A ed abbinate).
  Se nessuno chiede di intervenire sul complesso degli emendamenti, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.

  FEDERICO GELLI, Relatore per la maggioranza. Signora Presidente, la Commissione esprime parere contrario sul Testo alternativo del relatore di minoranza, Colletti, e sugli emendamenti Nicchi 9.2, Colletti 9.3, Monchiero 9.4, Lorefice 9.5, Vargiu 9.6, Mantero 9.7, Vargiu 9.8, sugli identici emendamenti Silvia Giordano 9.9 e Nicchi 9.10 e sugli emendamenti Fucci 9.11 e Vargiu 9.12, mentre esprime parere favorevole sull'emendamento Carnevali 9.13, purché riformulato sostituendo le parole «e sociosanitaria» con le parole «o sociosanitari». La Commissione esprime parere contrario sull'emendamento Colletti 9.14, sugli identici emendamenti Colletti 9.15 e Vargiu 9.16 e sugli emendamenti Nicchi 9.17 e Monchiero 9.18, mentre esprime parere favorevole sull'emendamento 9.100 della Commissione. La Commissione esprime parere contrario sugli emendamenti Calabrò 9.19, Nicchi 9.20, Vargiu 9.21, Calabrò 9.22 e Vargiu 9.23, mentre esprime parere favorevole sull'emendamento Nicchi 9.24, purché riformulato sostituendo le parole «e dell'assicurazione» con le parole «o dell'impresa di assicurazione». La Commissione esprime parere favorevole sull'emendamento Carnevali 9.25, purché riformulato sostituendo le parole «e sociosanitaria» con le parole «o sociosanitaria», mentre esprime parere contrario sull'emendamento Sisto 9.26.

  PRESIDENTE. Il relatore di minoranza, onorevole Colletti ?

  ANDREA COLLETTI, Relatore di minoranza. Signora Presidente, esprimo parere favorevole sul Testo alternativo del relatore di minoranza, Colletti, mentre mi rimetto all'Aula sull'emendamento Nicchi 9.2. Esprimo parere favorevole sugli emendamenti Colletti 9.3, Monchiero 9.4 e Lorefice Pag. 1079.5, mentre esprimo parere contrario sull'emendamento Vargiu 9.6. Esprimo parere favorevole sull'emendamento Mantero 9.7, mentre esprimo parere contrario sull'emendamento Vargiu 9.8. Esprimo parere favorevole sugli identici emendamenti Silvia Giordano 9.9 e Nicchi 9.10, mentre esprimo parere contrario sugli emendamenti Fucci 9.11 e Vargiu 9.12. Esprimo parere favorevole sugli emendamenti Carnevali 9.13 e Colletti 9.14 e sugli identici emendamenti Colletti 9.15 e Vargiu 9.16, mentre mi rimetto all'Aula sull'emendamento Nicchi 9.17. Esprimo parere contrario sull'emendamento Monchiero 9.18, mentre mi rimetto all'Aula sull'emendamento 9.100 della Commissione e sull'emendamento Calabrò 9.19. Esprimo parere contrario sull'emendamento Nicchi 9.20, mentre mi rimetto all'Aula sugli emendamenti Vargiu 9.21 e Calabrò 9.22. Esprimo parere contrario sull'emendamento Vargiu 9.23, mentre mi rimetto all'Aula sull'emendamento Nicchi 9.24. Esprimo parere favorevole sull'emendamento Carnevali 9.25, mentre mi rimetto all'Aula sull'emendamento Sisto 9.26.

  PRESIDENTE. Il Governo  ?

  VITO DE FILIPPO, Sottosegretario di Stato per la salute. Presidente, il parere del Governo è conforme a quello espresso dal relatore per la maggioranza.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul Testo alternativo del relatore di minoranza, Colletti, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Sandra Savino, Giammanco, Molea, Civati, Oliverio, Marco Di Maio, Misuraca, Incerti, Grassi, Capelli, Narduolo...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  399   
   Votanti  397   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  199   
    Hanno votato
 101    
    Hanno votato
no  296).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Nicchi 9.2, con il parere contrario della Commissione e del Governo, mentre il relatore di minoranza si rimette all'Aula.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Borghi...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  404   
   Votanti  328   
   Astenuti   76   
   Maggioranza  165   
    Hanno votato
  26    
    Hanno votato
no  302).    

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Colletti 9.3.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Colletti. Ne ha facoltà.

  ANDREA COLLETTI. Signora Presidente, lo ritiro.

  PRESIDENTE. Sta Bene. Passiamo alla votazione dell'emendamento Monchiero 9.4.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Monchiero. Ne ha facoltà.

  GIOVANNI MONCHIERO. Signora Presidente, lo ritiro in quanto assorbito dall'emendamento 9.100 della Commissione.

  PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Lorefice 9.5. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Lorefice Pag. 1089.5, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Carrozza...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  390   
   Votanti  380   
   Astenuti   10   
   Maggioranza  191   
    Hanno votato
  90    
    Hanno votato
no  290).    

  (Il deputato Carnevali ha segnalato di non essere riuscito a esprimere voto contrario).

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Vargiu 9.6.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Vargiu. Ne ha facoltà.

  PIERPAOLO VARGIU. Signora Presidente, anche qui devo dire che è abbastanza difficile comprendere la ratio con cui si è portata avanti la scrittura tecnica del provvedimento, nel senso che ovviamente l'azione di rivalsa è un'azione che deve essere comunque attuata nei limiti e secondo le modalità che sono previste dall'articolo 9. L'unica cosa che è difficilissimo comprendere è perché la magistratura di merito sia rappresentata dal giudice ordinario e non dalla magistratura contabile, che è quella che normalmente è direttamente investita dell'attuazione di ogni norma che è relativa a un danno erariale o a un supposto danno erariale, cosa che non è soltanto formale, perché ovviamente la magistratura contabile ha una capacità di andare ad identificare, all'interno di un'attribuzione di colpa che fosse rivolta a un sanitario, quanta parte della colpa sia effettivamente danno erariale e quindi sia soggetta a rivalsa, perché è abbastanza evidente che nell'attuale sistema sanitario, in cui le strutture che erogano prestazioni sanitarie non hanno tutte lo stesso livello di efficienza tecnica, è assolutamente evidente che un professionista che lavora in strutture con un grado di efficienza differente eroga una prestazione di qualità differente, quindi ha un rischio sanitario che è differente. Pertanto, è responsabile del danno che eventualmente fosse stato cagionato al paziente e che giustamente viene risarcito al paziente, soltanto nella misura in cui questo danno sia davvero un danno che è stato esercitato nei confronti dell'erario e quindi può essere soggetto a rivalsa.
  Per cui, la competenza è naturalmente e fisiologicamente della magistratura contabile e quindi non si comprende come mai la rilevazione dell'entità del danno non sia affidata a quella magistratura che, sino a quando esiste in Italia, è la magistratura che è stata identificata per la definizione dell'entità del danno contabile.
  Quindi, sia l'emendamento a mia firma 9.6, che stiamo votando, che gli emendamenti successivi, che agiscono chirurgicamente – se ci si permette questo termine, trattandosi di responsabilità professionale medica sul testo –, agiscono andando nella direzione di riattribuire alla magistratura contabile ciò che fisiologicamente e logicamente in Italia è sempre stato attribuito alla magistratura contabile e, sintanto che questa esiste, non si vede perché debba andare ad afferire ad altri ordini di magistratura.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Vargiu 9.6, con il parere contrario della Commissione, del Governo e del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Bolognesi.
  Dichiaro chiusa la votazione.Pag. 109
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  394   
   Votanti  393   
   Astenuti    1   
   Maggioranza  197   
    Hanno votato
  26    
    Hanno votato
no  367).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Mantero 9.7, con il parere contrario della Commissione e del Governo ed il parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Stella Bianchi, Marantelli, Greco, Del Grosso.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  390   
   Votanti  387   
   Astenuti    3   
   Maggioranza  194   
    Hanno votato
  91    
    Hanno votato
no  296).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Vargiu 9.8, con il parere contrario della Commissione, del Governo e del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.

  (Segue la votazione).

  Stella Bianchi, Placido.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  395   
   Votanti  392   
   Astenuti    3   
   Maggioranza  197   
    Hanno votato
  14    
    Hanno votato
no  378).    

  (Il deputato Preziosi ha segnalato di non essere riuscito a esprimere voto contrario).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Silvia Giordano 9.9 e Nicchi 9.10, con il parere contrario della Commissione e del Governo ed il parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Bolognesi, Placido, Caso.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  385   
   Votanti  383   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  192   
    Hanno votato
  81    
    Hanno votato
no  302).    

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Fucci 9.11.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fucci. Ne ha facoltà.

  BENEDETTO FRANCESCO FUCCI. Grazie, Presidente, onorevoli colleghi. L'articolo 9, così come è formulato, può creare dei seri problemi al medico e al sanitario, in quanto, nell'eventualità che l'azienda possa raggiungere per via stragiudiziale un accordo con la controparte, quindi raggiungendo anche un accordo monetario, poi può, rivalendosi sul medico, chiedere questa somma a titolo di recupero, e questo naturalmente può creare dei seri problemi anche per quanto riguarda la possibilità di rivolgersi alla Corte dei conti.
   Noi chiediamo, partendo dalla constatazione che trattasi di una situazione oggettivamente iniqua, che il medico possa sempre e comunque essere tenuto consapevole Pag. 110e informato di un giudizio, di una questione giudiziaria che va ad instaurarsi tra l'azienda e il denunziante.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Nizzi. Ne ha facoltà.

  SETTIMO NIZZI. Intervengo per annunciare il voto favorevole di Forza Italia.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Sisto. Ne ha facoltà.

  FRANCESCO PAOLO SISTO. Presidente, il principio che questo emendamento del collega Fucci intende consacrare è quello che non si può far decorrere un termine, quando non vi è certezza che il soggetto nei cui confronti il termine decorre abbia contezza della ragione per cui il termine stesso decorre. Si dice espressamente: «se l'esercente la professione sanitaria ha partecipato alle trattative stragiudiziali, e consentito all'esito», cioè, in altri termini, è corretto che ci sia questa decorrenza, ma la partecipazione dell'esercente la professione sanitaria a me sembra un fatto assolutamente ragionevole e in linea con il sistema.
   Voteremo a favore di questo emendamento.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Fucci 9.11, con il parere contrario della Commissione, del Governo e del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Fanucci, Nizzi, Pilozzi, Villarosa, Ferraresi.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  400   
   Votanti  397   
   Astenuti    3   
   Maggioranza  199   
    Hanno votato
  40    
    Hanno votato
no  357).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Vargiu 9.12, con il parere contrario della Commissione, del Governo e del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Bossa, Binetti, Massa.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  384   
   Votanti  382   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  192   
    Hanno votato
  10    
    Hanno votato
no  372).    

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Carnevali 9.13. Prendo atto che il presentatore accetta la riformulazione proposta dalla Commissione.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Carnevali 9.13, nel testo riformulato, con il parere favorevole della Commissione e del Governo.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Giammanco.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti  394   
   Votanti  391   
   Astenuti    3   
   Maggioranza  196   
    Hanno votato
 375    
    Hanno votato
no   16).    

  Ricordo che l'emendamento Colletti 9.14 è stato ritirato.Pag. 111
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Colletti 9.15 e Vargiu 9.16, con il parere contrario della Commissione e del Governo ed il parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Giammanco.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  393   
   Votanti  391   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  196   
    Hanno votato
 107    
    Hanno votato
no  284).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Nichi 9.17, con il parere contrario della Commissione e del Governo, sul quale il relatore di minoranza si è rimesso all'Assemblea.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Bossa, Cani, Carra, Greco, Donati.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  399   
   Votanti  326   
   Astenuti   73   
   Maggioranza  164   
    Hanno votato
  26    
    Hanno votato
no  300).    

  Prendo atto che il presentatore ritira l'emendamento Monchiero 9.18.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 9.100 della Commissione, parere favorevole di Commissione e Governo, mentre si rimette all'Aula il relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Malisani, Bianchi Stella, Giuliani, Sandra Savino.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti  402   
   Votanti  293   
   Astenuti  109   
   Maggioranza  147   
    Hanno votato
 283    
    Hanno votato
no   10).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Calabrò 9.19, parere contrario di Commissione e Governo, mentre si rimette all'Aula il relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Greco, Fanucci, Baruffi, Lattuca, Di Lello, Miotto...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  401   
   Votanti  302   
   Astenuti   99   
   Maggioranza  152   
    Hanno votato
  54    
    Hanno votato
no  248).    

  Prendo atto che gli emendamenti Nicchi 9.20, Vargiu 9.21, Calabrò 9.22 e Vargiu 9.23 sono stati ritirati.
  Passiamo alla votazione dell'emendamento Nicchi 9.24, che ha un parere favorevole con riformulazione, prendo atto che il presentatore accetta la riformulazione e lo poniamo in votazione.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Nicchi 9.24 come riformulato, con parere favorevole di Commissione e Governo, Pag. 112mentre si rimette all'Aula il relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Giammanco, Borghi...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti  405   
   Votanti  326   
   Astenuti   79   
   Maggioranza  164   
    Hanno votato
 318    
    Hanno votato
no    8).    

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Carnevali 9.25, prendo atto che il presentatore accetta la riformulazione.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Carnevali 9.25, nella nuova formulazione, parere favorevole di Commissione, Governo e relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti  399   
   Votanti  386   
   Astenuti   13   
   Maggioranza  194   
    Hanno votato
 384    
    Hanno votato
no    2).    

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Sisto 9.26.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Nizzi. Ne ha facoltà.

  SETTIMO NIZZI. Dichiaro il voto favorevole del gruppo di Forza Italia.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Sisto. Ne ha facoltà.

  FRANCESCO PAOLO SISTO. Grazie Presidente. Noi su questo emendamento abbiamo una particolare attenzione, perché è evidente che soltanto la sentenza definitiva o l'accertamento definitivo comporteranno queste conseguenze del divieto di assegnare incarichi professionali superiori o la partecipazione a concorsi per l'assegnazione di incarichi professionali superiori, però questo è un Paese in cui il principio della presunzione di non colpevolezza fino a provvedimento definitivo spesso viene di fatto violato. Riteniamo quindi ribadire che la semplice pendenza del ricorso non comporterà assolutamente alcun tipo di conseguenza non sia ultroneo, e serva a rimarcare come assai spesso queste, diciamo così, «pendenze» siano peggiori per effetto rispetto ai provvedimenti definitivi, pertanto chiediamo di metterlo in votazione e lo voteremo, per una questione di principio, favorevolmente.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Sisto 9.26, parere contrario di Commissione e Governo, mentre il relatore di minoranza si rimette all'Aula.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Bolognesi, Donati...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  398   
   Votanti  320   
   Astenuti   78   
   Maggioranza  161   
    Hanno votato
  74    
    Hanno votato
no  246).    

  (La deputata Tartaglione ha segnalato che non è riuscita ad esprimere voto contrario).

Pag. 113

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 9, nel testo emendato.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Dell'Orco, Tartaglione...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti  406   
   Votanti  307   
   Astenuti   99   
   Maggioranza  154   
    Hanno votato
 287    
    Hanno votato
no   20).    

  (La deputata Tartaglione ha segnalato che non è riuscita ad esprimere voto contrario).

(Esame dell'articolo 10 – A.C. 259-A ed abbinate)

  PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 10 e delle proposte emendative ad esso presentate (Vedi l'allegato A – A.C. 259-A ed abbinate).
  Se nessuno chiede di intervenire sul complesso degli emendamenti, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.

  FEDERICO GELLI, Relatore per la maggioranza. Grazie Presidente. Parere contrario sul Testo alternativo del relatore di minoranza, Colletti. Parere contrario su tutti gli altri emendamenti, eccetto che per l'emendamento Monchiero 10.21, per il quale il parere è favorevole. Sull'emendamento Capone 10.22 invece il parere è favorevole con riformulazione. Presidente e le leggo la riformulazione. Nel testo dell'emendamento si aggiunge dopo le parole «analoghe misure» le parole «anche di assunzione diretta del rischio».
  Sull'articolo aggiuntivo Calabrò 10.01 il parere è favorevole.

  PRESIDENTE. Onorevole Colletti ?

  ANDREA COLLETTI, Relatore di minoranza. Il parere è favorevole sul Testo alternativo e sull'emendamento Grillo 10.1, mentre sull'emendamento Vargiu 10.2 mi rimetto all'Aula. Il parere è favorevole sugli emendamenti Fucci 10.3, Calabrò 10.4, Baroni 10.5, Baroni 10.8 e Baroni 10.9, mentre è contrario sull'emendamento Sisto 10.10. Il parere è favorevole sull'emendamento Sisto 10.11, mentre è contrario sull'emendamento Sisto 10.12.
  Parere favorevole sugli emendamenti Fucci 10.13, Fucci 10.14, Colletti 10.16, Nicchi 10.17, Nicchi 10.18, Silvia Giordano 10.19, Nicchi 10.20, Monchiero 10.21, Capone 10.22 e Binetti 10.7. Sull'articolo aggiuntivo Calabrò 10.01 mi rimetto all'Aula.

  PRESIDENTE. Il Governo ?

  VITO DE FILIPPO, Sottosegretario di Stato per la salute. Grazie Presidente. I pareri del Governo sono conformi a quelli espressi del relatore della maggioranza.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul Testo alternativo presentato dal relatore di minoranza, Colletti, con il parere contrario di Commissione e Governo e il parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  381   
   Votanti  377   
   Astenuti    4   
   Maggioranza  189   
    Hanno votato
  94    
    Hanno votato
no  283).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Pag. 114Grillo 10.1, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione...
  Revoco l'indizione della votazione.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Nizzi. Ne ha facoltà.

  SETTIMO NIZZI. Intervengo per dichiarare il voto contrario di Forza Italia.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Sisto. Ne ha facoltà.

  FRANCESCO PAOLO SISTO. Presidente, con questo emendamento, la collega Grillo propone di rendere impossibile l'attività – l'articolo è l'articolo 10 – delle aziende del Servizio sanitario nazionale nell'ipotesi in cui non adempiono all'obbligatorietà dell'assicurazione a favore di terzi. Io credo che questa sia una sanzione assolutamente eccessiva, cioè si tratta di interrompere un servizio pubblico per un inadempimento di carattere, diciamo, personale. Credo che lo squilibrio sia evidente: non si può certamente consentire che, a fronte di una inerzia, di un'incapacità o di una negligenza da parte di coloro che hanno questo tipo di responsabilità, debba corrispondere addirittura una interruzione del servizio. Infatti, quando noi leggiamo: «l'impossibilità di svolgere la propria attività», parliamo di una sanzione tranchant, che certamente non è compatibile con quello che accade nel nostro Paese. Quindi, voteremo contrariamente.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Russo. Ne ha facoltà.

  PAOLO RUSSO. Presidente, questa previsione normativa, così come è prevista dall'emendamento in oggetto, sembra obiettivamente eccessiva. La previsione sembra particolarmente penalizzante, oserei dire eccessivamente penalizzante, proprio perché va ad essere attribuita in una chiave non comprensibile sul piano diretto delle prestazioni sanitarie, soprattutto se a favore di terzi. Pertanto, l'idea è non solo di esprimere un giudizio severo, critico, negativo rispetto all'emendamento in essere, ma anche il desiderio di esprimerlo con forza, significando all'intera Aula...

  PRESIDENTE. Deve concludere, onorevole Russo.

  PAOLO RUSSO. ... come sia utile votare contro questo emendamento.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Romele. Ne ha facoltà.

  GIUSEPPE ROMELE. Intervengo per esprimere parere sfavorevole a questo emendamento e, nello stesso tempo, visto che non ho avuto possibilità di intervenire in tutta la discussione, né, tanto meno, sugli emendamenti, una valutazione di carattere globale, complessivo a questo provvedimento, che, se, da un lato, risponde sicuramente a un'esigenza di ulteriore chiarificazione anche nel mondo dalla sanità, dei professionisti e dei medici, del mondo molto vicino alla sanità, nello stesso tempo, però, crea parecchia confusione, in particolar modo quando si cerca di disciplinare i rapporti tra l'utenza, il paziente e il medico, nelle due funzioni di pubblico dipendente e di libero professionista. Qui purtroppo, a mio giudizi, c’è parecchia confusione e c’è il rischio che, se non si mette mano e se non prende in seria considerazione anche i prossimi emendamenti, che verranno più avanti, c’è il rischio che si esca con una legge buona come intenzione, ma con le gambe molto storte, come qualcuno diceva poc'anzi...

  PRESIDENTE. Grazie, onorevole Romele. Ha finito il suo tempo.

  GIUSEPPE ROMELE. Quindi esprimo il mio parere negativo.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Sarro. Ne ha facoltà. Anche lei ha un minuto.

Pag. 115

  CARLO SARRO. Grazie, Presidente. Naturalmente, rispetto alla rivisitazione complessiva, che con il provvedimento in esame stiamo disciplinando rispetto a tutto ciò che riguarda la materia delle prestazioni sanitarie sociosanitarie e la relativa copertura assicurativa, quindi questa modifica del regime di responsabilità, che ha già determinato una profonda trasformazione del settore, quindi anche la possibilità del contenzioso, ci troviamo in presenza ora della previsione di una ulteriore sanzione, che è quella della impossibilità a svolgere la propria attività rispetto al tema della copertura assicurativa, che sicuramente potrà generare un fortissimo contenzioso e potrà rendere ancora più difficile la serena erogazione delle prestazioni sanitarie in un complesso di organizzazione del servizio che già registra delle carenze e delle difficoltà dal punto di vista...

  PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sarro. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Occhiuto. Ne ha facoltà.

  ROBERTO OCCHIUTO. Grazie, Presidente. Come avrà capito, noi interverremo su questo emendamento e anche su molti diversi altri che seguiranno –, proprio nel tentativo di indurre il relatore e la maggioranza a modificare il proprio avviso su molti emendamenti. Su questo, però, noi esprimeremo un voto contrario, perché questo emendamento rischia di rappresentare un favore ulteriore per le assicurazioni. Nella sostanza dice che non solo le strutture, ma anche i medici che lavorano nelle strutture non possono operare se non sono assicurati. Ecco, mi pare un incentivo a stipulare polizze assicurative. Lo vorrei segnalare anche ai sottoscrittori e, per intanto, dichiarare il voto contrario di Forza Italia a questo emendamento.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Baroni. Ne ha facoltà.

  MASSIMO ENRICO BARONI. Dichiaro il voto favorevole.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Castiello. Ne ha facoltà.

  GIUSEPPINA CASTIELLO. Grazie, Presidente. Intervengo per esprimere con forza questo voto contrario, perché è assurdo pensare di dover interrompere un'attività, da parte delle strutture sanitarie, che sono in difetto e quindi non paghino una polizza assicurativa. Stiamo veramente toccando il fondo. Io mi appello ai tanti parlamentari che parlano in continuazione di sanità, che cercano di tirare e difendere il settore, questo grande settore, invece poi, alla fine, si fa un pastrocchio del genere, che mette in ginocchio le strutture sanitarie. Pertanto, esprimiamo veramente un voto contrario, con forza, nei confronti di questo emendamento (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia – Il Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Grillo. Ne ha facoltà.

  GIULIA GRILLO. Intervengo per spiegare, innanzitutto, che i colleghi che stanno partecipando forse dovrebbero anche conoscere l'articolo che stiamo votando. La rubrica di questo articolo è «Obbligo di assicurazione». A casa mia obbligo è obbligo, non è una facoltà. Tra l'altro, la parola originaria prevista nell'articolo è «devono». Anche la parola «devono» indica una perentorietà nell'azione che deve essere svolta.
  In secondo luogo, non è che uno non si assicura perché cade un fulmine dal cielo. Assicurarsi è un atto amministrativo che rientra all'interno delle attività dell'azienda sanitaria: o si assicura con un'azienda assicuratrice o si autoassicura. Quindi, non è affatto un favore alle assicurazioni, perché ci sono anche forme diverse di assicurazione.
  In più, dico anche ai colleghi, così solerti, che seguano anche i successivi emendamenti, in cui, invece, noi cerchiamo di scaricare dagli esercenti la professione Pag. 116sanitaria l'obbligo assicurativo anche degli esercenti (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grillo 10.1, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Pellegrino.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  378   
   Votanti  375   
   Astenuti    3   
   Maggioranza  188   
    Hanno votato
 100    
    Hanno votato
no  275).    

  (Il deputato Borghese ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto contrario).

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Vargiu 10.2.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Vargiu. Ne ha facoltà.

  PIERPAOLO VARGIU. Grazie Presidente. Anche in questo caso ho la piena consapevolezza che il meccanismo funziona in modo corretto quando le assicurazioni operano nel trasferimento del rischio. Quindi, devono essere presenti all'interno del sistema. Però noi abbiamo anche la consapevolezza che nel sistema assicurativo sanitario italiano c’è stata una progressiva desertificazione della presenza delle assicurazioni, per cui in alcune regioni italiane, non solo nell'ambito delle aziende pubbliche, si è andato verso le pratiche definite di autoassicurazione; pratiche che hanno dato dei risultati incoraggianti al punto che diverse regioni italiane sono andate poi all'autoassicurazione. Le misure di autoassicurazione sono attualmente realizzate in numerose regioni italiane. Hanno, però, dei problemi nel senso che spesso ci sono stati degli interventi della Corte dei conti che hanno espresso delle perplessità sulle forme di accantonamento su cui si fondano le autoassicurazioni e anche i collegi dei revisori conseguentemente, quando si parla di strutture private accreditate, hanno espresso preoccupazioni simili. Allora, il tema è che, quando il legislatore scrive «analoghe misure», ha in mente le autoassicurazioni. Ma se noi non esplicitiamo il concetto e, cioè, non scriviamo in legge che le forme consentite sono quelle rappresentate da parte delle autoassicurazioni, ci infiliamo nel solito problema dell'interpretazione della legge. Allora, io chiedo al relatore: se nella testa di chi ha scritto il testo, quando si scrive «analoghe misure», si ha in mente le forme di autoassicurazione, che questo venga esplicitato in maniera tale che l'interpretazione della legge non consenta equivoci e, quindi, interpretazioni difformi rispetto a quella che è la volontà consolidata del legislatore.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto la deputata Lenzi. Ne ha facoltà.

  DONATA LENZI. Grazie Presidente. Era per invitare il collega, a cui si deve tra l'altro un impegno particolare nei confronti di questa legge nei suoi due anni precedenti di lavoro, a ritirare l'emendamento perché forse gli è sfuggito che la riformulazione al comma 6 dell'emendamento Capone 10.22 raccoglie anche questa sua sollecitazione.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Monchiero. Ne ha facoltà.

  GIOVANNI MONCHIERO. Era per dire la medesima cosa che ha detto la collega Lenzi. Il tema dell'autoassicurazione, che tra l'altro è un termine improprio, essendo Pag. 117più corretto usare il termine di assunzione diretta del rischio, com’è appunto successo nella riformulazione dell'emendamento successivo, è stato recepito dal Comitato dei nove e tradotto in un emendamento successivo. Pertanto, invito il collega Vargiu a ritirare questo emendamento.

  PRESIDENTE. Il collega Vargiu non mi fa segno di aver deciso di ritirare l'emendamento e, quindi, sono costretta a metterlo in votazione.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Vargiu 10.2, con il parere contrario della Commissione e del Governo, mentre il relatore di minoranza si rimette all'Aula.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Binetti. Ci sono altri che non riescono a votare ? Businarolo, Marti...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  388   
   Votanti  296   
   Astenuti   92   
   Maggioranza  149   
    Hanno votato
  29    
    Hanno votato
no  267).    

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Fucci 10.3.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fucci. Ne ha facoltà.

  BENEDETTO FRANCESCO FUCCI. Grazie Presidente. Signor Presidente, onorevoli colleghi, le attuali polizze assicurative coprono, come ben sappiamo, tranne in rarissimi casi, soltanto la responsabilità professionale del medico e del sanitario per negligenza, imprudenza e imperizia e non coprono già invece quelle responsabilità dirette autonome dell'ente stipulante, per esempio per deficit organizzativi e strutturali. E noi sappiamo, come dimostrato anche da vari studi, che oltre l'80 per cento molte volte degli eventi avversi in sanità sono imputabili a carenze strutturali e organizzative.
  Quindi, con questo emendamento noi vorremmo stabilire che l'oggetto della copertura assicurativa debba coprire l'inadempimento o altro comportamento negativo derivato a terzi per fatti comunque riconducibili all'azione della struttura in temi organizzativi e quant'altro.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Fucci 10.3, con il parere contrario della Commissione e del Governo e il parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Avverto che la componente Conservatori e Riformisti del gruppo Misto ha esaurito anche gli ulteriori tempi aggiuntivi concessi dalla Presidenza. Come già fatto in precedenti analoghe circostanze, la Presidenza consentirà ai deputati di tale componente lo svolgimento di brevi interventi della durata di un minuto da imputare ai tempi previsti dal contingentamento per gli interventi a titolo personale.
  Garavini...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  385   
   Votanti  378   
   Astenuti    7   
   Maggioranza  190   
    Hanno votato
 127    
    Hanno votato
no  251).    

  (I deputati Capodicasa e Cassano hanno segnalato che non sono riusciti a esprimere voto contrario).

  Allora, l'emendamento Calabrò 10.4 è ritirato.
  Passiamo alla votazione dell'emendamento Baroni 10.5.Pag. 118
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Baroni 10.5, con il parere contrario della Commissione e del Governo e il parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Ci siamo ? Cozzolino, Moretto, Tancredi, De Lorenzis, Giammanco, Pilozzi...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  394   
   Votanti  392   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  197   
    Hanno votato
 104    
    Hanno votato
no  288).    

  (Il deputato Cassano ha segnalato che non è riuscito a esprimere voto contrario).

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Baroni 10.8.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Grillo. Ne ha facoltà.

  GIULIA GRILLO. Voto favorevole.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Baroni. Ne ha facoltà.

  MASSIMO ENRICO BARONI. Ribadiamo il concetto: per quale ragione tutti gli esercenti la professione sanitaria, anche dipendenti pubblici – per cui immaginiamo un infermiere di dermatologia di una struttura sanitaria –, saranno obbligati a farsi l'assicurazione sanitaria ?

  FEDERICO GELLI. No, non è così !

  MASSIMO ENRICO BARONI. Va bene. Allora, onorevole Gelli, facciamo finta che non abbiamo detto niente e io ritiro quanto detto...

  PRESIDENTE. Onorevole Gadda, mi scusi, lasci...

  MASSIMO ENRICO BARONI. ... e mettiamoci un «massone» sopra.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Baroni 10.8, con il parere contrario della Commissione e del Governo e il parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Andrea Romano, Ottobre...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  393   
   Votanti  391   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  196   
    Hanno votato
  97    
    Hanno votato
no  294).    

  (Il deputato Borghese ha segnalato che non è riuscito a esprimere voto contrario).

   Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Baroni 10.9, con il parere contrario della Commissione e del Governo e il parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Ci siamo ? Fitzgerald, Romele...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  391   
   Votanti  389   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  195   
    Hanno votato
  98    
    Hanno votato
no  291).    

Pag. 119

  Passiamo all'emendamento Sisto 10.10.

  ROBERTO OCCHIUTO. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  ROBERTO OCCHIUTO. Grazie Presidente. Per segnalarle che ritiriamo questo emendamento, così come i successivi e tutti gli altri anche agli articoli seguenti, ad eccezione dell'emendamento Sisto 13.7 a pagina 37 del fascicolo e dell'emendamento Sisto 14.3 a pagina 40 del fascicolo.

  PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Fucci 10.13.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Fucci 10.13, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Del Grosso. Ci siamo ?
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  396   
   Votanti  384   
   Astenuti   12   
   Maggioranza  193   
    Hanno votato
 118    
    Hanno votato
no  266).    

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Fucci 10.14.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fucci. Ne ha facoltà.

  BENEDETTO FRANCESCO FUCCI. Grazie, Presidente. Il comma 2 dell'articolo 10 richiama quindi l'obbligo per il sanitario di dotarsi di un'adeguata copertura assicurativa, con tutti gli oneri economici derivanti a proprio carico. Con questo emendamento, poiché trattasi molte volte di un onere anche di una certa entità, noi chiediamo che il sanitario stesso possa portare in detrazione ai fini fiscali – ai fini dell'imposta lorda – questo versamento, fatto per essere stato obbligato ad assicurarsi.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Fucci 10.14, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  396   
   Votanti  394   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  198   
    Hanno votato
 132    
    Hanno votato
no  262).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colletti 10.16, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Ci siamo ?
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  386   
   Votanti  384   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  193   
    Hanno votato
  94    
    Hanno votato
no  290).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Nicchi 10.17, con il parere contrario Pag. 120della Commissione e del Governo e con il parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  De Lorenzis, Donati, Rostan, Caruso, Rostellato. È Rostellato; c’è stata una confusione di cognomi.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  395   
   Votanti  392   
   Astenuti    3   
   Maggioranza  197   
    Hanno votato
  95    
    Hanno votato
no  297).    

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Nicchi 10.18.

  MARISA NICCHI. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  MARISA NICCHI. Presidente, ritiro il mio emendamento 10.18.

  PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Silvia Giordano 10.19, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole del relatore di minoranza
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Stella Bianchi, Donati. Nel frattempo entra Di Battista; ha votato...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  397   
   Votanti  392   
   Astenuti    5   
   Maggioranza  197   
    Hanno votato
  77    
    Hanno votato
no  315).    

  PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Nicchi 10.20.

  MARISA NICCHI. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  MARISA NICCHI. Presidente, ritiro il mio emendamento 10.20.

  PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Monchiero 10.21, con il parere favorevole della Commissione, del Governo e del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Ci siamo ?
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti  391   
   Votanti  389   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  195   
    Hanno votato
 354    
    Hanno votato
no   35).    

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Capone 10.22.
  Onorevole Capone, accede alla proposta di riformulazione del suo emendamento 10.22 ?

  SALVATORE CAPONE. Presidente, accetto la riformulazione.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Capone 10.22, nel testo riformulato, con il parere favorevole della Commissione, del Governo e del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Malisani. Ci siamo ? Luigi Gallo, Librandi.Pag. 121
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti  389   
   Votanti  388   
   Astenuti    1   
   Maggioranza  195   
    Hanno votato
 380    
    Hanno votato
no    8).    

  (Il deputato Falcone ha segnalato che non è riuscito a esprimere voto favorevole).

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Binetti 10.7.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Binetti. Ne ha facoltà.

  PAOLA BINETTI. Presidente, voglio comunque illustrare l'emendamento perché il punto chiave – poi lo votiamo e, se volete, lo bocciate – è che ci sono giovani professionisti che non sono assicurati, nel senso che la compagnia di assicurazione non vuole assicurarli. Cioè, il rischio che il giovane professionista può correre non è solo il rischio inerente alla professione, ma anche il rischio relativo alla mancata copertura.
  Allora, l'emendamento impone alla compagnia di assicurazione di assicurare non solo il giovane professionista o il professionista adulto che sia, ma nello stesso tempo di mantenere, nell'ambito di un accordo progressivo, quelli che sono i margini o di disdetta del contratto di assicurazione o di un aumento diciamo indiscriminato di quello che è il premio di assicurazione.
  Dove va questo emendamento ? Al fatto che ci sono delle professioni, notoriamente quella del ginecologo, quella dell'ortopedico, quello del chirurgo plastico ricostruttivo, che sono le professioni – la chirurgia – per le quali è più difficile ottenere un'assicurazione e il premio di assicurazione può diventare, invece, così alto per questi professionisti da scoraggiare i giovani anche semplicemente ad iscriversi a queste scuole di specializzazione e a coltivare la professionalità specifica in questi campi.
  Quindi l'emendamento intende venire incontro soprattutto – e insisto – ai giovani professionisti, vincolando le compagnie di assicurazione che per una serie di altri problemi straguadagnano, impegnandoli quindi a schierarsi dalla loro parte e a mantenere questo contratto nella logica di un accordo costantemente monitorato da parte di tutti. Tutto qua !

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Binetti 10.7, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Turco, Palese, Fabbri. Turco non riesce a votare; proviamo a sbloccare il dispositivo. Provi, onorevole; voti, provi a votare. Ci siamo ? Fabbri, Misuraca.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  382   
   Votanti  381   
   Astenuti    1   
   Maggioranza  191   
    Hanno votato
 136    
    Hanno votato
no  245).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 10, nel testo emendato.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Lattuca...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti  388   
   Votanti  297   
   Astenuti   91   
   Maggioranza  149   
    Hanno votato
 283    
    Hanno votato
no   14).    

Pag. 122

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Calabrò 10.01, con il parere favorevole della Commissione e del Governo, mentre il relatore di minoranza si rimette all'Aula.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Tancredi, Grassi...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti  382   
   Votanti  376   
   Astenuti    6   
   Maggioranza  189   
    Hanno votato
 376).    

(Esame dell'articolo 11 – A.C. 259-A ed abbinate)

  PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 11 e delle proposte emendative ad esso presentate (Vedi l'allegato A – A.C. 259-A ed abbinate).
  Se nessuno chiede di intervenire sul complesso degli emendamenti, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.

  FEDERICO GELLI, Relatore per la maggioranza. Signora Presidente, la Commissione esprime parere contrario sul Testo alternativo del relatore di minoranza, Colletti, e sugli emendamenti Colletti 11.1 e 11.2.

  PRESIDENTE. Ricordo che l'emendamento Sisto 11.3 è stato ritirato.

  FEDERICO GELLI, Relatore per la maggioranza. Benissimo. La Commissione esprime parere contrario sull'emendamento Vargiu 11.4, mentre esprime parere favorevole sull'emendamento Lodolini 11.5. La Commissione esprime parere contrario sugli emendamenti Vargiu 11.7, Fucci 11.6, Colletti 11.8, Vargiu 11.9 e Colletti 11.10, mentre esprime parere favorevole sull'emendamento Monchiero 11.11.

  PRESIDENTE. Il relatore di minoranza, onorevole Colletti ?

  ANDREA COLLETTI, Relatore di minoranza. Signora Presidente, esprimo parere favorevole sul Testo alternativo del relatore di minoranza, Colletti, e sugli emendamenti Colletti 11.1 e 11.2, mentre esprimo parere contrario sull'emendamento Vargiu 11.4 e mi rimetto all'Aula sull'emendamento Lodolini 11.5. Esprimo parere contrario sugli emendamenti Vargiu 11.7 e Fucci 11.6, mentre esprimo parere favorevole sull'emendamento Colletti 11.8. Esprimo parere contrario sull'emendamento Vargiu 11.9, mentre esprimo parere favorevole sugli emendamenti Colletti 11.10 – perché è un errore del testo, secondo noi, quindi chiedo al relatore di rivedere il parere – e Monchiero 11.11.

  PRESIDENTE. Il Governo ?

  VITO DE FILIPPO, Sottosegretario di Stato per la salute. Presidente, il parere del Governo è conforme a quello espresso dal relatore per la maggioranza.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul Testo alternativo del relatore di minoranza, Colletti, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  369   
   Votanti  351   
   Astenuti   18   Pag. 123
   Maggioranza  176   
    Hanno votato
  78    
    Hanno votato
no  273).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colletti 11.1, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  376   
   Votanti  359   
   Astenuti   17   
   Maggioranza  180   
    Hanno votato
  79    
    Hanno votato
no  280).    

  (Il deputato Molea ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto contrario).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colletti 11.2, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Bonaccorsi, Marzana, Nuti, Fregolent, Cominardi, Donati, Bruno Bossio...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  370   
   Votanti  353   
   Astenuti   17   
   Maggioranza  177   
    Hanno votato
  70    
    Hanno votato
no  283).    

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Vargiu 11.4.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Vargiu. Ne ha facoltà.

  PIERPAOLO VARGIU. Signora Presidente, ritiro gli emendamenti a mia prima firma 11.4, 11.7 e 11.9.

  PRESIDENTE. Sta bene. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Lodolini 11.5, con il parere favorevole della Commissione e del Governo, mentre il relatore di minoranza si rimette all'Aula.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti  392   
   Votanti  297   
   Astenuti   95   
   Maggioranza  149   
    Hanno votato
 290    
    Hanno votato
no    7).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Fucci 11.6, con il parere contrario della Commissione, del Governo e del relatore di minoranza..
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Rabino, Quintarelli, Iacono...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  383   
   Votanti  377   
   Astenuti    6   
   Maggioranza  189   
    Hanno votato
  32    
    Hanno votato
no  345).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colletti 11.8, con il parere contrario Pag. 124della Commissione e del Governo e con il parere favorevole del relatore di minoranza..
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Bossa, Bruno Bossio...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  374   
   Votanti  358   
   Astenuti   16   
   Maggioranza  180   
    Hanno votato
  76    
    Hanno votato
no  282).    

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Colletti 11.10. Ha chiesto di parlare il relatore Gelli. Ne ha facoltà.

  FEDERICO GELLI, Relatore per la maggioranza. Signora Presidente, per cambiare il parere sull'emendamento Colletti 11.10, in quanto giustamente mi è stato fatto notare che i soggetti che fanno riferimento al termine di prescrizione non sono solo l'impresa di assicurazione ma anche l'assicurazione dell'esercente la professione sanitaria. Con questo emendamento quindi ci allineiamo a questa volontà, quindi cambio parere, il parere è favorevole.

  PRESIDENTE. Il Governo ?

  VITO DE FILIPPO, Sottosegretario di Stato per la salute. Signora Presidente, il parere è conforme a quello espresso dal relatore per la maggioranza.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colletti 11.10, con il parere favorevole della Commissione, del Governo e del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Tidei, Garavini, Stella Bianchi, Marantelli...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti  377   
   Votanti  374   
   Astenuti    3   
   Maggioranza  188   
    Hanno votato
 364    
    Hanno votato
no   10).    

  (I deputati Fauttilli e Romano hanno segnalato che non sono riusciti ad esprimere voto favorevole).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Monchiero 11.11, con il parere favorevole della Commissione, del Governo e del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Bossa, Stella Bianchi, De Lorenzis, Giuliani, Tidei.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti  375   
   Votanti  374   
   Astenuti    1   
   Maggioranza  188   
    Hanno votato
 373    
    Hanno votato
no    1).    

  Passiamo alla votazione dell'articolo 11.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Colletti. Ne ha facoltà.

  ANDREA COLLETTI. Brevemente, perché, tra gli emendamenti che presentammo in Commissione, uno era proprio nostro, sull'azione diretta, da cui poi è scaturito questo articolo 11. Il vero problema è che, al comma 4, è previsto il litisconsorzio necessario tra l'assicurazione e, ad esempio, l'esercente la professione sanitaria e la struttura; questo significa Pag. 125che vi è praticamente un obbligo di citare, in tutti i giudizi in cui vi è l'assicurazione, anche il medico, con aggravi di costi nei confronti dei medici che dovranno comparire. Per questo non voteremo favorevolmente, ma ci rimettiamo all'Assemblea e quindi ci asteniamo nella votazione.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 11, nel testo emendato.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Donati.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti  381   
   Votanti  296   
   Astenuti   85   
   Maggioranza  149   
    Hanno votato
 296).    

(Esame dell'articolo 12 – A.C. 259-A ed abbinate)

  PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 12 e delle proposte emendative ad esso presentate (Vedi l'allegato A – A.C. 259-A ed abbinate).
  Se nessuno chiede di intervenire sul complesso degli emendamenti, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.

  FEDERICO GELLI, Relatore per la maggioranza. Grazie, Presidente. La Commissione esprime parere contrario sugli emendamenti Colletti 12.1 e Fucci 12.2.

  PRESIDENTE. Onorevole Colletti ?

  ANDREA COLLETTI, Relatore di minoranza. Esprimo parere favorevole sull'emendamento Colletti 12.1 e contrario sull'emendamento Fucci 12.2.

  PRESIDENTE. Il Governo ?

  VITO DE FILIPPO, Sottosegretario di Stato per la salute. Signor Presidente, il parere del Governo è conforme a quello espresso dal relatore di maggioranza.

  PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Colletti 12.1.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Colletti. Ne ha facoltà.

  ANDREA COLLETTI. Brevemente, perché questo articolo, in realtà, va in conflitto sia con l'articolo 11, sia con l'articolo 8.
  Con l'articolo 12, si dice che le strutture sanitarie e le assicurazioni devono comunicare al medico che è iniziato un procedimento. In realtà, in base all'articolo 11, comma 4, e all'articolo 8, comma 4, queste medesime strutture e le assicurazioni non devono comunicare, ma devono chiamare come terzo nel giudizio il medico, perché vi è un obbligo prescritto dalla legge. Quindi non ha senso scrivere questo articolo 12, giacché abbiamo già votato sia l'articolo 8, sia l'articolo 11, perché vanno in conflitto e vi è una palese antinomia normativa.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colletti 12.1, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Gadda.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti  374   
   Votanti  357   Pag. 126
   Astenuti   17   
   Maggioranza  179   
    Hanno votato
 104    
    Hanno votato
no  253).    

  (Il deputato Cani ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto contrario).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Fucci 12.2, con il parere contrario della Commissione, del Governo e del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Occhiuto, Gadda, Palma, Berlinghieri, Lattuca.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  375   
   Votanti  371   
   Astenuti    4   
   Maggioranza  186   
    Hanno votato
 39    
    Hanno votato
no  332).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 12.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Bolognesi, Guerini Giuseppe, Tidei, Caruso.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti  376   
   Votanti  358   
   Astenuti   18   
   Maggioranza  180   
    Hanno votato
 272    
    Hanno votato
no   86).    

  (La deputata Carrozza ha segnalato che non è riuscita ad esprimere voto favorevole).

(Esame dell'articolo 13 – A.C. 259-A ed abbinate)

  PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 13 e delle proposte emendative ad esso presentate (Vedi l'allegato A – A.C. 259-A ed abbinate).
  Se nessuno chiede di intervenire sul complesso degli emendamenti, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.

  FEDERICO GELLI, Relatore per la maggioranza. La Commissione esprime parere contrario sull'emendamento Fucci 13.1, sul Testo alternativo del relatore di minoranza, Colletti, nonché sugli emendamenti Di Vita 13.4 e Colonnese 13.5. Il parere sull'emendamento Capone 13.2 è favorevole. La Commissione esprime parere favorevole sull'emendamento Lodolini 13.6 se riformulato eliminando la parola «annualmente» dal testo dell'emendamento. La Commissione esprime parere contrario sugli emendamenti Sisto 13.7, Binetti 13.8, Colletti 13.9, Lorefice 13.10 e 13.13, Fucci 13.12 e Mantero 13.14.

  PRESIDENTE. Onorevole Colletti ?

  ANDREA COLLETTI, Relatore di minoranza. Esprimo parere contrario sull'emendamento Fucci 13.1. Esprimo parere favorevole sul Testo alternativo del relatore di minoranza, Colletti, nonché sugli emendamenti Di Vita 13.4 e Colonnese 13.5 e Capone 13.2. Sull'emendamento Lodolini 13.6 mi rimetto all'Assemblea. Esprimo parere favorevole sugli emendamenti Sisto 13.7, Binetti 13.8, Colletti 13.9, Lorefice 13.10 e 13.13. Mi rimetto all'Assemblea sull'emendamento Fucci 13.12 ed esprimo parere favorevole sull'emendamento Mantero 13.14.

  PRESIDENTE. Il Governo ?

  VITO DE FILIPPO, Sottosegretario di Stato per la salute. Signor Presidente, il parere del Governo è conforme a quello espresso dal relatore di maggioranza.Pag. 127
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Fucci 13.1, con il parere contrario della Commissione, del Governo e del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Caruso.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  371   
   Votanti  369   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  185   
    Hanno votato
  26    
    Hanno votato
no  343).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul Testo alternativo del relatore di minoranza, Colletti, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Galperti, Gigli, Stella Bianchi, Bruno Bossio, Marilena Fabbri, Ottobre...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  369   
   Votanti  368   
   Astenuti    1   
   Maggioranza  185   
    Hanno votato
  91    
    Hanno votato
no  277).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Di Vita 13.4, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  351   
   Votanti  339   
   Astenuti   12   
   Maggioranza  170   
    Hanno votato
  71    
    Hanno votato
no  268).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colonnese 13.5, con il parere contrario della Commissione, del Governo e con il parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  D'Ottavio, Fitzgerald, Stella Bianchi, Bossa, Carrozza, Albanella...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  369   
   Votanti  368   
   Astenuti    1   
   Maggioranza  185   
    Hanno votato
  90    
    Hanno votato
no  278).    
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Capone 13.2, parere favorevole di Commissione, Governo e relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Bruno Bossio, Giuliani, Binetti..
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti  373   
   Votanti  372   
   Astenuti    1   
   Maggioranza  187   
    Hanno votato
 362    
    Hanno votato
no   10).    

Pag. 128

  Prendo atto che il presentatore accetta la riformulazione dell'emendamento Lodolini 13.6.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Lodolini 13.6, nel testo riformulato, con il parere favorevole di Commissione e Governo, mentre si rimette all'Aula il relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Silvia Giordano, Fregolent...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti  374   
   Votanti  298   
   Astenuti   76   
   Maggioranza  150   
    Hanno votato
 292    
    Hanno votato
no    6).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Sisto 13.7, parere contrario di Commissione e Governo, parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Malisani.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  368   
   Votanti  364   
   Astenuti    4   
   Maggioranza  183   
    Hanno votato
 121    
    Hanno votato
no  243).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Binetti 13.8, parere contrario di Commissione e Governo, parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  365   
   Votanti  362   
   Astenuti    3   
   Maggioranza  182   
    Hanno votato
 118    
    Hanno votato
no  244).    

   Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colletti 13.9, parere contrario di Commissione e Governo, parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Carnevali, Cova...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  352   
   Votanti  344   
   Astenuti    8   
   Maggioranza  173   
    Hanno votato
  97    
    Hanno votato
no  247).    

  (I deputati Borghese, Capodicasa e Paola Bragantini hanno segnalato che non sono riusciti ad esprimere voto contrario).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Lorefice 13.10, parere contrario di Commissione e Governo, parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Giuseppe Guerini, Giuliani, Carloni...
  Dichiaro chiusa la votazione.Pag. 129
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  368   
   Votanti  351   
   Astenuti   17   
   Maggioranza  176   
    Hanno votato
  85    
    Hanno votato
no  266).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Lorefice 13.13, parere contrario di Commissione e Governo, parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Frusone, Simone Valente, Sorial, Nuti, Carrozza...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  375   
   Votanti  359   
   Astenuti   16   
   Maggioranza  180   
    Hanno votato
  90    
    Hanno votato
no  269).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Fucci 13.12, parere contrario di Commissione e Governo, mentre si rimette all'Aula il relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Caruso, Colonnese, Frusone...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  381   
   Votanti  311   
   Astenuti   70   
   Maggioranza  156   
    Hanno votato
  35    
    Hanno votato
no  276).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Mantero 13.14, con il parere contrario di Commissione e Governo e il parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Businarolo.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  377   
   Votanti  376   
   Astenuti    1   
   Maggioranza  189   
    Hanno votato
 102    
    Hanno votato
no  274).    

  Passiamo alla votazione dell'articolo 13.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Colletti. Ne ha facoltà.

  ANDREA COLLETTI. Sul Fondo siamo totalmente favorevoli, però siamo contrari a due commi. Il comma 3 prevede che si risarcisce in base alle effettive disponibilità finanziarie del Fondo stesso e già questa è una limitazione, se dobbiamo tutelare coloro che non potranno avere una tutela perché magari saranno fallite le strutture sanitarie private: è giusto che tutti si possano tutelare con il Fondo dello Stato e non solo con il contributo delle assicurazioni.
  Vi è un analogo problema al comma 8, laddove si dice che «le disposizioni di cui al presente articolo si applicano ai sinistri denunciati per la prima volta dopo la data di entrata in vigore della presente legge». Faccio un esempio: io denuncio qualcosa che è accaduto due anni fa, fra tre anni, quando sarà in vigore questo Fondo, fallirà la struttura privata, io paziente non potrò avere ristoro da questo Fondo, perché dovevo denunciare dopo l'entrata in vigore di questa legge e non dopo che fallisce la struttura sanitaria privata. Pensiamo a un caso, ora non conosco di Pag. 130persona la vicenda della clinica Santa Rita di Milano, la clinica degli orrori: qualora quella clinica dovesse magari fallire dopo centinaia di azioni da parte dei pazienti, il rischio è che tutte quelle persone non possano avere ristoro da parte di questo Fondo, perché lo si limita a causa del comma 8. Sinceramente è inaccettabile !

  PRESIDENTE. Avverto che il gruppo Movimento 5 Stelle ha esaurito anche gli ulteriori tempi aggiuntivi concessi dalla Presidenza. Come già fatto in precedenti analoghe circostanze, la Presidenza consentirà ai deputati di tale gruppo lo svolgimento di brevi interventi della durata di un minuto, da imputare ai tempi previsti dal contingentamento per gli interventi a titolo personale.
  Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 13, nel testo emendato.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Cozzolino, Mantero...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti  367   
   Votanti  276   
   Astenuti   91   
   Maggioranza  139   
    Hanno votato
 249    
    Hanno votato
no   27).    

(Esame dell'articolo 14 – A.C. 259-A ed abb.)

  PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 14 e delle proposte emendative ad esso presentate (Vedi l'allegato A – A.C. 259-A ed abbinate).
  Se nessuno chiede di intervenire sul complesso degli emendamenti, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.

  FEDERICO GELLI, Relatore per la maggioranza. Il parere è contrario sul Testo alternativo del relatore di minoranza Colletti, parere contrario anche sugli emendamenti Colletti 14.6, Fucci 14.7 e Grillo 14.5, mentre sull'emendamento Capone 14.1 il parere è favorevole.
  Sull'emendamento Sisto 14.3 il parere è favorevole con la seguente riformulazione: «uno o più specialisti nella disciplina, che abbiano specifica e pratica conoscenza di quanto oggetto del procedimento».
  La Commissione esprime parere favorevole sull'emendamento Binetti 14.1. Si tratta di un emendamento importante perché introduce l'elemento del conflitto di interesse che può esistere nel CTU.
  Il parere è contrario sugli emendamenti Colletti 14.4, Nicchi 14.8, Binetti 14.9, Baroni 14.12 e Binetti 14.13, mentre sull'emendamento Capone 14.14 il parere è favorevole con riformulazione. All'interno del testo dell'emendamento del collega Capone si dice testualmente «i verbali e gli atti conseguenti all'attività di gestione del rischio clinico,». Sopprimere il periodo da: «svolta in occasione del verificarsi di un evento avverso» e rimane «non possono essere acquisiti o utilizzati eccetera».
  La Commissione esprime parere favorevole sull'emendamento Carnevali 14.15, purché sia riformulato. Sostituire le parole: «in medicina legale, ovvero da personale medico o sanitario» con le seguenti: «medicina legale, ovvero da personale dipendente, con adeguata formazione e comprovata esperienza almeno triennale nel settore».

  PRESIDENTE. L'emendamento Carnevali 14.16 è ritirato.

  FEDERICO GELLI, Relatore per la maggioranza. Perfetto. La Commissione esprime parere contrario sugli emendamenti Colletti 14.17 e Colletti 14.18 e sugli articoli aggiuntivi Colletti 14.01, Colletti 14.02 e Colletti 14.0.3.

Pag. 131

  PRESIDENTE. Onorevole Colletti ?

  ANDREA COLLETTI, Relatore di minoranza. Esprimo parere favorevole sul Testo alternativo e sull'emendamento Colletti 14.6. Esprimo parere contrario sull'emendamento Fucci 14.7. Esprimo parere favorevole sugli emendamenti Grillo 14.5 e Capone 14.1. Mi rimetto all'Aula sull'emendamento Sisto 14.3. Esprimo parere favorevole sugli emendamenti Binetti 14.10 e Colletti 14.4. Mi rimetto all'Aula sull'emendamento Nicchi 14.8. Esprimo parere contrario sull'emendamento Binetti 14.9. Esprimo parere favorevole sull'emendamento Baroni 14.12. Esprimo parere contrario sugli emendamenti Binetti 14.13, Capone 14.14 e Carnevali 14.15. Esprimo parere favorevole sull'emendamento Colletti 14.17. Faccio notare che è un errore nella scrittura della rubrica, poiché è stato ripreso un articolo precedente, in cui si parlava dei consulenti tecnici di parte. Nell'attuale articolo non se ne parla e, quindi, non capisco perché nel titolo dell'articolo si debba scriverei «i consulenti tecnici di parte». Però, poi, lo vedrà il relatore. Esprimo parere favorevole sull'emendamento Colletti 14.18. Esprimo parere favorevole sugli articoli aggiuntivi Colletti 14.01, 14.02 e 14.0.3.

  PRESIDENTE. Il Governo ?

  VITO DE FILIPPO, Sottosegretario di Stato per la salute. Il parere del Governo è conforme a quello espresso dal relatore di maggioranza, con le relative riformulazioni.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul Testo alternativo del relatore di minoranza Colletti, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  369   
   Votanti  357   
   Astenuti   12   
   Maggioranza  179   
    Hanno votato
  83    
    Hanno votato
no  274).    

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Colletti 14.6.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Colletti. Ne ha facoltà.

  ANDREA COLLETTI. Faccio presente che in questo articolo è scritto che, qualora vi siano problemi tecnici complessi, si fa espletare la perizia da più di un perito. Quando si parla responsabilità medica, in realtà, quasi tutti i problemi sono complessi proprio perché è insito nella materia responsabilità medica. Quindi, come è scritto nel testo, vorrebbe dire che in tutti i casi vi sono più periti, più di un perito. In realtà, con il mio emendamento specifico che solo laddove vi sia una speciale difficoltà insita nella materia, ad esempio un crossover, cardiochirurgia insieme a neurochirurgia o altre materie, si necessita di più di un perito. Se è un problema solo, ad esempio, cardiochirurgico, chiamerò un perito cardiochirurgo, non un perito neurochirurgo, perché non mi serve. Quindi, vorrei capire e vorrei comprendere perché hanno scritto in questo modo.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colletti 14.6, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Duranti.
  Dichiaro chiusa la votazione.Pag. 132
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  358   
   Votanti  346   
   Astenuti   12   
   Maggioranza  174   
    Hanno votato
  76    
    Hanno votato
no  270).    

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Fucci 14.7.
  Ha chiesto di parlare l'onorevole Fucci. Ne ha facoltà.

  BENEDETTO FRANCESCO FUCCI. Presidente, ritiro l'emendamento.

  PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento Grillo 14.5.
  Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grillo 14.5, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Antimo Cesaro.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  355   
   Votanti  343   
   Astenuti   12   
   Maggioranza  172   
    Hanno votato
  69    
    Hanno votato
no  274).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Capone 14.1, con il parere favorevole della Commissione, del Governo e del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Cesaro Antimo, Fregolent, Brignone.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti  375   
   Votanti  374   
   Astenuti    1   
   Maggioranza  188   
    Hanno votato
 362    
    Hanno votato
no   12).    

  Passiamo all'emendamento Sisto 14.3. C’è una proposta di riformulazione, che viene accettata.
  Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Sisto 14.3, nel testo riformulato, con il parere favorevole della Commissione e del Governo e sul quale il relatore di minoranza si rimette all'Aula.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Impegno.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti  377   
   Votanti  299   
   Astenuti   78   
   Maggioranza  150   
    Hanno votato
 297    
    Hanno votato
no    2).    

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SIMONE BALDELLI (ore 21,05)

  PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Binetti 14.10.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Colletti. Ne ha facoltà.

  ANDREA COLLETTI. Faccio presente che, pur essendo favorevole a questo emendamento, abbiamo appena votato un emendamento in cui c’è scritto che potranno Pag. 133essere nominati periti solo coloro che già conoscono l'oggetto del procedimento, ovvero coloro che conosco la vicenda sanitaria del paziente che chiede giustizia. C’è un evidente errore. Si dovrebbe scrivere: «la materia oggetto del procedimento», non «l'oggetto del procedimento», perché l'oggetto del procedimento è il contenuto della domanda del paziente, non la materia. Quindi, state scrivendo una cosa giusta, ma che va in contrasto con quanto detto prima, perché, se ci dobbiamo rifare alla legge, potranno essere nominati solo i medici o i periti che hanno partecipato a quella vicenda sanitaria in prima persona.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Binetti 14.10, con il parere favorevole della Commissione e del Governo.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Pilozzi, Sgambato.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti  370   
   Votanti  363   
   Astenuti    7   
   Maggioranza  182   
    Hanno votato
 362    
    Hanno votato
no    1).    

   Passiamo alla votazione dell'emendamento Colletti 14.4.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Colletti. Ne ha facoltà.

  ANDREA COLLETTI. Su questo emendamento avevo parlato anche in Commissione bilancio. Nominando due periti, c’è il rischio che una doppia nomina vada ad onerare ancora di più le parti di questa nomina, attraverso la liquidazione dei periti stessi, perché dovranno essere pagati. Ciò vuol dire che quello che costava magari 1.500 euro prima, grazie a questo provvedimento, costerà magari 2.500 o 3 mila euro, perché saranno il doppio dei periti quelli che andranno a giurare. Questo influisce anche sulle casse dello Stato, perché, attraverso il patrocinio a spese dello Stato, qualora il soggetto abbia un reddito familiare minore di 11.500 euro, questa spesa la sosterrà lo Stato. E c’è anche la clausola di invarianza finanziaria, che non ha valore. Va in contrasto con la clausola di invarianza finanziaria. Rendiamoci conto di quello che stiamo votando e di come è scritto male. Se aggiungiamo questo, in realtà risolviamo il problema.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colletti 14.4, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  360   
   Votanti  357   
   Astenuti    3   
   Maggioranza  179   
    Hanno votato
  97    
    Hanno votato
no  260).    

  (La deputata Covello ha segnalato che non è riuscita ad esprimere voto contrario).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Nicchi 14.8, con il parere contrario della Commissione e del Governo, mentre il relatore di minoranza si rimette all'Aula.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Dichiaro chiusa la votazione.Pag. 134
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  342   
   Votanti  307   
   Astenuti   35   
   Maggioranza  154   
    Hanno votato
  53    
    Hanno votato
no  254).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Binetti 14.9, con il parere contrario della Commissione, del Governo e del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Palese, Distaso, Frusone...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  370   
   Votanti  368   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  185   
    Hanno votato
  33    
    Hanno votato
no  335).    

  (La deputata Covello ha segnalato che non è riuscita ad esprimere voto contrario).

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Baroni 14.12.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Colletti. Ne ha facoltà.

  ANDREA COLLETTI. Presidente, qui stiamo facendo degli albi e stiamo scrivendo che la cadenza di aggiornamento di questi albi debba essere almeno quinquennale, cioè ogni cinque anni. Può avvenire anche prima da parte dei tribunali, però dovremmo mettere almeno un obbligo biennale. È assurdo che un albo di tecnici all'interno del tribunale sia chiuso magari per cinque anni. In realtà, tale previsione andrebbe anche contro le normative antitrust. Quindi, dovreste verificare con l'Autorità antitrust se si possa fare. Secondo noi non si può fare una chiusura quinquennale di un albo. Poi valutate voi.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Baroni 14.12, con il parere contrario della Commissione e del Governo e il parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  367   
   Votanti  364   
   Astenuti    3   
   Maggioranza  183   
    Hanno votato
 109    
    Hanno votato
no  255).    

  (Il deputato Falcone ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto contrario).

   Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Binetti 14.13, con il parere contrario della Commissione, del Governo e del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Palese...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  361   
   Votanti  358   
   Astenuti    3   
   Maggioranza  180   
    Hanno votato
  54    
    Hanno votato
no  304).    

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Capone 14.14. Accetta la riformulazione, onorevole Capone ?

Pag. 135

  SALVATORE CAPONE. Accetto la riformulazione, Presidente.

  PRESIDENTE. Perfetto, passiamo ai voti. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Capone 14.14, nel testo riformulato, con il parere favorevole della Commissione e del Governo e il parere contrario del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Caruso...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti  368   
   Votanti  363   
   Astenuti    5   
   Maggioranza  182   
    Hanno votato
 282    
    Hanno votato
no   81).    

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Carnevali 14.15. C’è una richiesta di riformulazione e voglio capire se viene accolta la riformulazione. Prego, onorevole Carnevali.

  ELENA CARNEVALI. Sì, Presidente, accetto la riformulazione e, poiché questa comprende anche la parte dell'emendamento successivo, ritiro l'emendamento Carnevali 14.16.

  PRESIDENTE. Perfetto. Passiamo ai voti. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Carnevali 14.15, nel testo riformulato, con il parere favorevole della Commissione e del Governo e il parere contrario del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Marazziti, Gandolfi...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti  365   
   Votanti  363   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  182   
    Hanno votato
 288    
    Hanno votato
no   75).    

  Ricordo che l'emendamento Carnevali 14.16 è stato ritirato.
  Passiamo alla votazione dell'emendamento Colletti 14.17.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Colletti. Ne ha facoltà.

  ANDREA COLLETTI. Vorrei far presente al relatore che c’è un evidente errore nella rubrica poiché fa riferimento alla nomina dei consulenti tecnici di parte, quando in realtà nell'articolato non ci sono questi consulenti tecnici di parte. Quindi, bisognerebbe valutarlo perché è evidente l'errore. Basta un attimo leggere poiché il primo comma parla dei consulenti tecnici d'ufficio, il secondo comma parla dei medesimi consulenti tecnici d'ufficio e il terzo comma parla dei consulenti tecnici d'ufficio, ovvero quelli scelti dall'autorità giudiziaria. La rubrica parla dei consulenti tecnici di parte, ovvero quelli scelti dalle parti. Non essendoci nell'articolato, deve essere tolto anche nella rubrica. Quindi, vorrei capire perché non toglierlo, perché lasciare un testo errato.

  PRESIDENTE. A questo punto chiediamo se il relatore intenda intervenire per una precisazione o per rispondere. No, va bene. Passiamo dunque ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colletti 14.17, con il parere contrario della Commissione e del Governo e favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Dichiaro chiusa la votazione.Pag. 136
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  372   
   Votanti  370   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  186   
    Hanno votato
 103    
    Hanno votato
no  267).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colletti 14.18, con il parere contrario della Commissione e del Governo e favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Palese, Patriarca, Di Lello, Garavini, Sereni...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  372   
   Votanti  361   
   Astenuti   11   
   Maggioranza  181   
    Hanno votato
  99    
    Hanno votato
no  262).    

  Passiamo alla votazione dell'articolo 14.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Colletti. Ne ha facoltà.

  ANDREA COLLETTI. Spiego brevemente perché voteremo contro. Con questo articolo voi renderete più oneroso per le parti accedere alla giustizia poiché raddoppierete i compensi da dover dare ai periti, giacché raddoppierete i periti; renderete gli albi chiusi per cinque anni contro qualsiasi regola concorrenziale; e, oltretutto, nella fretta di scrivere le leggi, le scrivete pure male perché nella rubrica inserirete delle cose che non ci sono. Se nel coordinamento formale cambierete questa rubrica, io mi dovrò opporre formalmente a questo eventuale coordinamento formale.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 14, nel testo emendato.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Garavini, Invernizzi...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti  369   
   Votanti  358   
   Astenuti   11   
   Maggioranza  180   
    Hanno votato
 279    
    Hanno votato
no   79).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Colletti 14.01, con il parere contrario della Commissione e del Governo e favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Occhiuto, Fanucci...

  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  360   
   Votanti  348   
   Astenuti   12   
   Maggioranza  175   
    Hanno votato
  86    
    Hanno votato
no   262).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Colletti 14.02, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Sandra Savino.Pag. 137
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  348   
   Votanti  338   
   Astenuti   10   
   Maggioranza  170   
    Hanno votato
  80    
    Hanno votato
no  258).    

  Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo Colletti 14.03.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Colletti. Ne ha facoltà.

  ANDREA COLLETTI. Presidente, con questo emendamento vogliamo eliminare quell'obbrobrio giuridico che era stato inserito di soppiatto nella cosiddetta «legge Balduzzi» nel 2012. Un obbrobrio giuridico perché era scritto con i piedi, tant’è vero che la giurisprudenza – scusi il termine non giuridico – l'ha «mazzolato» perbene. Tale obbrobrio ha creato dei problemi notevoli nella giurisprudenza di merito ma, per fortuna, poi è arrivato fino in Cassazione, dove è stato definito come se non fosse stato scritto nulla in quell'obbrobrio giuridico.
  Ora, visto che facciamo una legge successiva, io direi di abrogarlo espressamente così ci togliamo il pensiero di poter avere delle sentenze di merito che vadano ancora a riprendere questa legge che, ahimè, fu votata all'epoca.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti. Colleghi, per favore !
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Colletti 14.03, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole del relatore di minoranza.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Alli, Distaso. Altri ?
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  369   
   Votanti  367   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  184   
    Hanno votato
  88    
    Hanno votato
no  279).    

(Esame dell'articolo 15 – A.C. 259-A ed abbinate)

  PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 15 e delle proposte emendative ad esso presentate (Vedi l'allegato A – A.C. 259-A ed abbinate).
  Se nessuno chiede di intervenire sul complesso degli emendamenti, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.

  FEDERICO GELLI, Relatore per la maggioranza. Presidente, la Commissione esprime parere contrario sull'emendamento Sisto 15.1 e parere favorevole sull'articolo aggiuntivo 15.0300, da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del Regolamento.

  PRESIDENTE. Qual è il parere del relatore di minoranza, onorevole Colletti ?

  ANDREA COLLETTI, Relatore di minoranza. Esprimo parere contrario su ambedue le proposte emendative.

  PRESIDENTE. Il Governo ?

  VITO DE FILIPPO, Sottosegretario di Stato per la salute. Signor Presidente, il parere del Governo è conforme a quello espresso dal relatore per la maggioranza.

  PRESIDENTE. Lo sospettavamo. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Sisto 15.1, con il parere contrario della Commissione, del Governo e del relatore di minoranza.Pag. 138
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Silvia Giordano. È riuscita a votare, onorevole Giordano ? Ora sì. Parentela.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  366   
   Votanti  356   
   Astenuti   10   
   Maggioranza  179   
    Hanno votato
  21    
    Hanno votato
no  335).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 15.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Murer, Bolognesi, Massa. Colleghi ! Murer è riuscita ? No ! Abbiamo l'onorevole Carbone che fa ostruzionismo visivo; non lei ma dietro di lei non vediamo se ha votato. È riuscita ? Perfetto !
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti  362   
   Votanti  279   
   Astenuti   83   
   Maggioranza  140   
    Hanno votato
 254    
    Hanno votato
no   25).    

  (La deputata Albanella ha segnalato che non è riuscita ad esprimere voto favorevole).

  Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo 15.0300, da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del Regolamento.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Colletti. Ne ha facoltà.

  ANDREA COLLETTI. Presidente, voteremo contro questo emendamento proposto dalla Commissione bilancio semplicemente perché dichiara il falso rispetto al contenuto del provvedimento, laddove in realtà non c’è una invarianza finanziaria.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 15.0300, da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del Regolamento.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

   (Presenti  348   
   Votanti  338   
   Astenuti   10   
   Maggioranza  170   
    Hanno votato
 237    
    Hanno votato
no  101).    

(Esame degli ordini del giorno – A.C. 259-A ed abbinate)

  PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli ordini del giorno presentati (Vedi l'allegato A – A.C. 259-A ed abbinate).
  Qual è il parere del Governo sugli ordini del giorno presentati ?

  VITO DE FILIPPO, Sottosegretario di Stato per la salute. Il Governo esprime parere favorevole sull'ordine del giorno Gregorio Fontana n. 9/259-A/1.
  Il Governo esprime parere contrario sull'ordine del giorno Rondini n. 9/259-A/2.
  Il Governo esprime parere favorevole sull'ordine del giorno Allasia n. 9/259-A/3.
  Il Governo esprime parere favorevole sull'ordine del giorno Marguerettaz n. 9/259-A/4, a condizione che sia riformulato nel senso di aggiungere le parole: «a valutare l'opportunità di» nell’incipit dell'impegno.
  Il Governo esprime parere favorevole sull'ordine del giorno Vargiu n. 9/259-A/5, Pag. 139a condizione che sia riformulato nel senso di aggiungere le parole: «a valutare l'opportunità di» nei due impegni.
   Il Governo esprime parere contrario sull'ordine del giorno Matarrelli n. 9/259-A/6.
  Il Governo esprime parere favorevole sull'ordine del giorno Pili n. 9/259-A/7, a condizione che sia espunto l'ultimo impegno.
  Il Governo esprime parere favorevole sugli ordini del giorno Mura n. 9/259-A/8, Vazio n. 9/259-A/9 e Bargero n. 9/259-A/10.

  PRESIDENTE. Prendo atto che il presentatore non insiste per la votazione dell'ordine del giorno Gregorio Fontana n. 9/259-A/1, accettato dal Governo.
  Prendo atto che il presentatore insiste per la votazione dell'ordine del giorno Rondini n. 9/259-A/2, non accettato dal Governo.
  Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Rondini n. 9/259-A/2, con il parere contrario del Governo.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Ci siamo ? Albanella... che succede, colleghi ? Minnucci. Altri ? Pili, Gigli, Marantelli, Nizzi. C’è stato l'esodo, colleghi.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  347   
   Votanti  345   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  173   
    Hanno votato
  27    
    Hanno votato
no  318).    

  Prendo atto che il presentatore non insiste per la votazione dell'ordine del giorno Allasia n. 9/259-A/3, accettato dal Governo.
  Prendo atto che i presentatori accettano la riformulazione e non insistono per la votazione degli ordini del giorno Marguerettaz n. 9/259-A/4 e Vargiu n. 9/259-A/5, accettati dal Governo, purché riformulati.
  Prendo atto che i presentatori insistono per la votazione dell'ordine del giorno Matarrelli n. 9/259-A/6, non accettato dal Governo.
  Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Matarrelli n. 9/259-A/6, con il parere contrario del Governo.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Ci siamo ? Sanna e poi chiudiamo la votazione.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  342   
   Votanti  335   
   Astenuti    7   
   Maggioranza  168   
    Hanno votato
  34    
    Hanno votato
no  301).    

  Prendo atto che il presentatore accetta la riformulazione e non insiste per la votazione dell'ordine del giorno Pili n. 9/259-A/7, accettato dal Governo, purché riformulato.
  Prendo atto che i presentatori non insistono per la votazione degli ordini del giorno Mura n. 9/259-A/8, Vazio n. 9/259-A/9 e Bargero n. 9/259-A/10, accettati dal Governo.
  È così esaurito l'esame degli ordini del giorno presentati.
  Secondo le intese intercorse, interrompiamo a questo punto l'esame del provvedimento, che riprenderà nella seduta di domani, a partire alle ore 9,30, con lo svolgimento di dichiarazioni di voto finale e la votazione finale.
  L'esame di ulteriori argomenti iscritti all'ordine del giorno per i quali sono previste votazioni è rinviato ad altra seduta.Pag. 140
  Sospendo brevemente la seduta, che riprenderà fra dieci minuti, alle ore 21,35, per lo svolgimento della discussione sulle linee generali della proposta di legge n. 3224, recante modifiche allo Statuto del Friuli Venezia-Giulia.

  La seduta, sospesa alle 21,25, è ripresa alle 21,40.

Discussione della proposta di legge costituzionale: S. 1289 – D'iniziativa del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia: Modifiche allo Statuto speciale della regione Friuli Venezia Giulia, di cui alla legge costituzionale 31 gennaio 1963, n. 1, in materia di enti locali, di elettorato passivo alle elezioni regionali e di iniziativa legislativa popolare (Approvata, in prima deliberazione, dal Senato) (A.C. 3224); e dell'abbinata proposta di legge costituzionale: D'iniziativa del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia (A.C. 2060).

  PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della proposta di legge costituzionale, d'iniziativa del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, già approvata in prima deliberazione dal Senato, n. 3224: Modifiche allo Statuto speciale della regione Friuli Venezia Giulia, di cui alla legge costituzionale 31 gennaio 1963, n. 1, in materia di enti locali, di elettorato passivo alle elezioni regionali e di iniziativa legislativa popolare; e dell'abbinata proposta di legge costituzionale, d'iniziativa del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, n. 2060.
  Avverto che lo schema recante la ripartizione dei tempi è in distribuzione e sarà pubblicato in calce al resoconto stenografico della seduta odierna.

(Discussione sulle linee generali – A.C. 3224 ed abbinata)

  PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sulle linee generali.
  Avverto che il presidente del gruppo parlamentare del Partito Democratico ne ha chiesto l'ampliamento senza limitazioni nelle iscrizioni a parlare, ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento.
  Avverto, altresì, che la I Commissione (Affari costituzionali) si intende autorizzata a riferire oralmente.
  Ha facoltà di intervenire il relatore per la maggioranza, onorevole Gigli.

  GIAN LUIGI GIGLI, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, l'articolo 116 della Costituzione prevede che gli statuti delle regioni ad autonomia speciale siano adottati con legge costituzionale. Questi statuti possono essere modificati secondo la procedura di cui all'articolo 138 della Costituzione per l'approvazione delle leggi di revisione costituzionale e delle altre leggi costituzionali. L'iniziativa, oltre che al Governo e ai parlamentari, appartiene anche al consiglio regionale. È il caso di questo provvedimento, che vede la sua luce appunto come iniziativa del consiglio regionale della regione autonoma a statuto speciale Friuli Venezia Giulia, adottato all'unanimità. Il provvedimento, rispetto al testo uscito dal consiglio regionale, è stato oggetto di alcune modifiche nel corso dell'esame al Senato. Alcune di queste modifiche hanno suscitato fin dall'inizio alcune perplessità che si sono manifestate a livello del dibattito politico regionale e che tuttavia il consiglio regionale stesso, a larghissima maggioranza, ha ritenuto comunque di sostenere, preferendo appunto che l’iter del provvedimento continuasse anche nella forma uscita dal Senato. Oggi noi siamo qui a iniziare il dibattito in quest'Aula, dopo che in Commissione è stata operata una riflessione ancora più approfondita, cogliendo l'occasione anche per una serie di audizioni alle quali sono intervenuti il presidente della regione Debora Serracchiani, il presidente del consiglio regionale Franco Iacop, il presidente della provincia di Udine e il presidente della provincia di Pordenone. Nel corso di queste audizioni e del dibattito che ad esse è seguito, sono stati introdotti alcuni nuovi elementi di Pag. 141discussione che sostanzialmente hanno portato a fare richiesta di un riallineamento di questa legge di iniziativa del consiglio regionale ai tempi della riforma costituzionale. Per altro verso, è stata sottolineata da parte di alcuni una preoccupazione legata al convergere di alcuni effetti di questa riforma degli statuti con un'altra legge della regione autonoma Friuli-Venezia Giulia che riguardava le autonomie locali, sulle quali la regione stessa ha piena ed esclusiva competenza. Nel corso della discussioni in Commissione si è ritenuto tuttavia che proprio perché da giurisprudenza, anche consolidata, non compete al Parlamento nazionale...

  PRESIDENTE. Onorevole Gigli, le chiedo la cortesia di non toccare il microfono perché poi... lo estragga e se lo metta vicino, così riesce a parlar meglio, perché sennò chi sente anche il circuito chiuso, non credo che a quest'ora ci siano folle oceaniche, però c’è il rischio... tutti confidano su di lei per alzare lo share.

  GIAN LUIGI GIGLI, Relatore per la maggioranza. Credo che disturbiamo pochissime persone a quest'ora, solo gli aficionados, come si dice !
  Comunque, stavamo dicendo che da giurisprudenza anche consolidata si ritiene che, proprio per la natura della specialità, proprio per l'esercizio della specialità, non debba competere al Parlamento nazionale condizionare l'iniziativa delle regioni a statuto speciale e che quindi vada rispettata questa iniziativa, anche laddove ci fossero elementi di perplessità o elementi di dissenso da parte del Parlamento nazionale. È in questo spirito che la Commissione ha ritenuto di respingere le proposte emendative e di portare avanti questo provvedimento nella forma in cui era uscito dal Senato. Nel merito, possiamo solo sottolineare come questo esercizio appunto di sussidiarietà non possa essere in alcun modo vanificato da interventi del Parlamento nazionale, anche se ci fosse poi qualche dubbio sul modo in cui questa stessa sussidiarietà si esercita all'interno della regione stessa, tra l'autonomia regionale e i comuni e gli altri enti territoriali. In questo senso appunto noi riteniamo opportuno che il provvedimento venga adottato dall'Aula nella forma in cui è uscito dal Senato, senza altre modifiche. Io mi fermerei qui, con questa introduzione, lasciando il resto dell'esame del provvedimento e l'analisi dei vari articoli al testo che consegno. Chiedo che la Presidenza autorizzi la pubblicazione in calce al resoconto della seduta odierna del testo integrale del mio intervento (La Presidenza lo consente, sulla base dei criteri costantemente seguiti).

  PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire il relatore di minoranza, onorevole Fedriga.

  MASSIMILIANO FEDRIGA, Relatore di minoranza. Signor Presidente, non ruberò troppi minuti all'Aula, vista anche l'ora, però ritengo il tema di particolare importanza, soprattutto per una regione, come il Friuli Venezia Giulia, regione dalla quale provengo, dove si sta cercando di fare carne da macello delle autonomie locali. Voglio ricordare che questa richiesta di modifica dello statuto è abbinata anche a una riforma assolutamente negativa dell'ordinamento degli enti locali nella nostra regione, ovvero la cosiddetta riforma delle UTI. Per capirci, oggi il Parlamento discute l'abrogazione delle quattro province, ieri la regione Friuli Venezia Giulia, a guida Debora Serracchiani, ha approvato – non è ancora entrata in vigore, dopo magari farò un passaggio sul perché – diciotto nuovi enti, con una aggravio di costi, con l'eliminazione della possibilità per i cittadini di scegliere chi amministra la cosa pubblica, chi amministra i soldi pubblici tramite delle elezioni democratiche dirette. Ovviamente in questo modo ha moltiplicato le poltrone a disposizione di funzionari e di chi andrà a guidare questi nuovi soggetti, enti di secondo grado, che non saranno più eletti dai cittadini ma, come è avvenuto per esempio anche sulla provincia di Pordenone, prima provincia eletta come ente di secondo livello in Friuli Venezia Giulia, decise nelle stanze Pag. 142buie e segrete di qualche segreteria di partito, obbligando i sindaci di proprio riferimento a fare la scelta su un determinato presidente della provincia, mentre per il futuro ovviamente parleremo di UTI. Oltre a ciò, io voglio sottolineare che come gruppo parlamentare abbiamo presentato in I Commissione un emendamento invece per aumentare l'autonomia dei nostri territori, aumentare la possibilità per i cittadini di governare la cosa pubblica, ovvero le quattro province autonome del Friuli Venezia Giulia, senza aggravi di costi, anzi, con un risparmio rispetto a queste nuove UTI. È stato anche reso, proprio nella dicitura province autonome, inammissibile questo nostro emendamento, inammissibile perché indirettamente andrebbe ad incidere sull'articolo 116 della Costituzione che va a determinare quali sono le province autonome.
  Io mi domando quindi, contestando, perché sono un forte difensore dell'autonomismo – anzi credo che l'autonomia e la devoluzione di poteri alle regioni debba essere più ampia – come possa conciliarsi col fatto che palesemente questa modifica dello Statuto va a toccare, seppure indirettamente, l'articolo 114 della Costituzione, in cui si parla proprio dell'istituzione provincia. Come si può fare una modifica di questo tipo prima che il Parlamento approvi, e referendum confermi, la modifica istituzionale che abbiamo dibattuto in quest'Aula.
  Allora, di ciò io vorrei farmi portavoce, ovviamente alla Presidenza, ovviamente ai colleghi, perché non si può, per i vezzi di qualche bizzarra Presidente di regione, andare a piegare le regole, oltretutto prendendo in giro i cittadini, perché – come ho sottolineato all'inizio del mio intervento – passare da quattro enti a diciotto enti non mi sembra un taglio della burocrazia, un taglio dei costi, una grande lotta contro gli enti inutili, anzi, mi sembra l'esatto opposto.
  Allora, io domando: la battaglia forse non sarebbe quella – vista anche la complessità e la ricca diversità presente, seppure in una piccola regione come il Friuli Venezia Giulia – di andare a rispondere a queste esigenze, devolvendo autonomia ai diversi territori che compongono quella regione ? Sono sempre stato convinto che le diverse esigenze – mi sembra di dire una banalità, ma evidentemente così non è – hanno bisogno di diverse risposte e queste diverse risposte si possono valorizzare tramite appunto la proposta che abbiamo avanzato. Capisco – non sono così illuso – che con questa discussione farò cambiare idea a colleghi di maggioranza che, evidentemente, sono più sensibili ai richiami della vicesegretaria del loro partito, o di maggioranza, rispetto al buonsenso che chiede la gente, però voglio, perlomeno, che questo mio discorso sia una testimonianza nel dire che non ci si può sempre piegare al diktat del capobastone di partito; ogni tanto bisogna anche saper valorizzare proprio i nostri cittadini, attraverso una scelta consapevole, libera e che va indirizzata verso l'interesse generale e non l'interesse particolare della carriera politica di una sfortunata presidente della regione, di una regione ancora più sfortunata, in quanto ha lei come Presidente.

  PRESIDENTE. Prendo atto che il rappresentante del Governo si riserva di intervenire successivamente.
   È iscritto a parlare l'onorevole Sanna. Ne ha facoltà.

  FRANCESCO SANNA. Grazie, Presidente, colleghi, all'autonomia speciale si può contrapporre un argomento – e tanti hanno questa opinione oggi – che non abbia più senso, ma, se si ritiene che abbia senso, come dovrebbero pensarla tutti coloro che sono ispirati ad un ragionamento di corretta lettura storica, anche dell'esperienza delle nostre regioni a statuto speciale, dobbiamo mantenere le conseguenze che sono scritte nella specialità. Nella specialità del Friuli Venezia Giulia, come in quella della Sicilia, della Sardegna, del Trentino Alto Adige e della Valle d'Aosta, c’è sicuramente, dal 1993, quindi da oltre vent'anni, la possibilità di curare, sotto l'aspetto legislativo, in modo esclusivo e integrale l'assetto delle autonomie locali. Pag. 143Quindi, anche quello che è oggetto della critica, oggi, diciamo di metodo, che abbiamo ascoltato, della Lega Nord, che non si capisce, quando propone province autonome, se voglia proporre l'istituzione di nuove microregioni dentro il Friuli Venezia Giulia – sembrerebbe così, posto che l'unico senso dell'espressione «provincia autonoma» è questo –, o se pure voglia sopraffare, con questa proposta, i poteri della stessa regione e del consiglio regionale, che esso solo ha – quindi non più lo Stato, ma solo il consiglio regionale –: il potere di istituire o regolare diversamente il sistema degli enti locali di quella regione.
  Ciò con un piccolo problema, che – così come capita allo Statuto della Sardegna, unica altra regione a contenere esplicitamente questo riferimento, perché la Sicilia non lo ha più, anzi non lo ha mai avuto dall'inizio della sua storia autonomistica – vi è un riferimento alle province, che può essere considerato impeditivo di una profonda riorganizzazione delle autonomie locali. A livello nazionale, stiamo dicendo che questa operazione la vogliamo fare, facendo ripartire i poteri delle autonomie locali, secondo il principio di sussidiarietà dal basso, e quindi reinvestendo sui comuni e reinvestendo sulla regione; tutto quello che c’è tra i comuni e la regione va redistribuito secondo un'accurata applicazione del principio, non solo di sussidiarietà, ma anche di adeguatezza: colloco la funzione dove è meglio collocarla. È una funzione che può essere svolta da un comune ? La colloco presso i comuni. È una funzione di programmazione generale della regione ? La colloco presso la regione. È una funzione di area vasta ? Devo organizzare un sistema di gestione delle funzioni di area vasta, quello che sta facendo il Friuli.
   Ma io, qui, nell'Aula del Parlamento italiano non devo parlare di cosa sta facendo il consiglio regionale del Friuli, non perché non mi interessi, ma perché sono profondamente rispettoso del potere che si esprime in quell'assemblea legislativa, che ha la stessa dignità di tutte le altre assemblee legislative delle regioni.
  Allora, mi fermo a quello che propone il consiglio regionale del Friuli, il Friuli-Venezia Giulia – è un omaggio agli amici di Trieste, che non devono essere dimenticati mai durante l'esposizione completa, appunto, del nome della regione –, e scopro che è tutto molto sensato.
   Quindi, che cosa dice questo disegno di legge costituzionale ? Sopprime le province, ma richiama implicitamente un potere forte del consiglio regionale, di riorganizzazione del sistema delle autonomie locali; abbassa da venticinque a diciotto anni l'elettorato passivo per potersi candidare nel consiglio regionale; attiva un principio per cui serviranno meno firme (5.000 e non più 10.000) per l'iniziativa legislativa popolare. Questa potrebbe essere, per il Friuli-Venezia Giulia, l'ultima delle revisioni dello Statuto – anzi, io auspico che lo sia – fatta col sistema che stiamo applicando: l'articolo 138 della Costituzione e le disposizioni dello Statuto. Infatti, con la riforma, una revisione complessiva dei poteri delle regioni speciali passerà certamente attraverso una lettura finale del Parlamento, ma sulla base delle intese tra la regione e lo Stato, quindi, tra le regioni autonome e il Governo italiano, con tutti gli strumenti di partecipazione del Parlamento che seguirà la fase negoziale e pattizia; dico pattizia sapendo cosa voglio dire e insistendo su questa espressione, perché c’è lì la possibilità di intrecciare la sorte e il futuro rinnovato della specialità delle nostre regioni, di quella del Friuli Venezia Giulia, che però si ritrova nella possibilità, oggi, di concludere rapidamente un profondo restyling dei suoi poteri, per quanto riguarda il sistema delle autonomie locali.
   Tutto quello che si discute a Trieste e in Friuli Venezia Giulia, negli organi politici della regione autonoma, è un tema che legittimamente può vederci su posizioni differenti, ma riguarda – direi, rispettosamente – quel livello di discussione politica. Noi, qui, creiamo solo le condizioni di possibilità perché in futuro e, nella pienezza democratica, il consiglio regionale, l'Assemblea democratica del Pag. 144Friuli-Venezia Giulia si possa esprimere – ripeto – nella pienezza dei poteri autonomistici.

  PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Sandra Savino. Ne ha facoltà.

  SANDRA SAVINO. Grazie, Presidente. Chiedo che la Presidenza autorizzi la pubblicazione in calce al resoconto della seduta odierna del testo integrale del mio intervento (La Presidenza lo consente, sulla base dei criteri costantemente seguiti), ma vorrei solo fare alcune precisazioni rispetto alle parole dell'onorevole Sanna. Se la modifica dell'architettura istituzionale deve partire dal basso, ricordo che la politica regionale, a guida Serracchiani, ha delegato questa alle aule dei tribunali. Tant’è che, su 219 comuni della regione Friuli Venezia Giulia, quasi 60 comuni hanno fatto ricorso contro la costituzione delle unioni territoriali intercomunali.
  Quindi, credo che l'aver dato demandato ai tribunali di risolvere questioni che in realtà corrispondono e devono corrispondere alla politica, sia un segnale del fatto che, in realtà, tanto, dal basso, questa riforma non passa. Quindi, se vogliamo fare un esercizio di democrazia all'interno della regione Friuli-Venezia Giulia, bene farebbe la presidente ad ascoltare puntualmente i soggetti maggiormente vicini al territorio, proprio nella loro qualità di sindaci, ascoltare questi sindaci e rendersi conto che questo tipo di riforma è una riforma che, a tutt'oggi, non è ancora avviata. La necessità di rivedere l'impianto delle province è una necessità, al fine di un miglioramento dei servizi, di una ottimizzazione dei servizi e di una diminuzione delle spese, è un qualcosa che Forza Italia vede in modo favorevole. Tuttavia, qui, sotto una furia disfattista, non possiamo pensare di buttare via il bambino con tutta l'acqua sporca. La regione Friuli Venezia Giulia, in questo momento, e in modo particolare anche il mio gruppo, non intende difendere l'istituzione provincia, ma intende sottolineare come esiste una Unità nazionale, garantita dalla Costituzione, che dovrebbe prevedere dei livelli, nell'architettura istituzionale, uguali per tutto il Paese. Ciò è a rischio, per un motivo molto semplice, perché, se il referendum confermativo della modifica del Titolo V dovesse essere respinto, ci troveremmo con un Paese che ha ancora le province ed una regione che non ha più le province, ma ha diciotto unioni territoriali intercomunali.
  Questo porta anche un altro tipo di problema. Parliamo della specialità e della storia della specialità di questa regione. Questa è una regione che, fuori dal consiglio regionale, porta diciture in lingua italiana, in lingua slovena, in lingua tedesca e in lingua friulana. Non dobbiamo dimenticarci che la lingua friulana è una lingua riconosciuta a tutti gli effetti, ed è una lingua, quindi la diversità di radici, tradizioni e quant'altro, rispetto anche a tutti gli eventi drammatici della Seconda guerra mondiale, hanno fatto sì che questa regione, seppur piccola, contenesse al suo interno variegate specialità e variegate tradizioni e proprie radici culturali. Quindi, questo vorrebbe anche dire stravolgere e creare all'interno di questa regione delle tensioni, forse mai ancora del tutto chiuse. Rispetto al discorso proprio del partire dal basso, qua non si parte dal basso, e si impone in modo coercitivo una legge fatta dal consiglio regionale, che prevede, addirittura, per coloro i quali non si adeguano a questa legge un taglio del 30 per cento dei trasferimenti, perché – come tutti sapranno – la regione Friuli Venezia Giulia, avendo potestà sugli enti locali, ha anche il compito di devolvere agli enti locali le compartecipazioni ai tributi erariali. Quindi, questo è un dato per cui la presidente ha deciso che, chi non si unisce in queste ultime, avrà un taglio del 30 per cento, e i comuni che non hanno approvato gli statuti verranno commissariati. Commissariamento che ancora non può avvenire in virtù del fatto che giace sul tavolo del presidente del TAR questa questione, che ormai si porta avanti da mesi. Credo quindi che proprio tutta questa razionalizzazione e, soprattutto, quello che è un elemento di sburocratizzazione, che tanto il Paese ci chiede, alla fin fine, non Pag. 145lo è ! Non è perché non abbiamo ancora ben capito chi farà che cosa. Il problema del costo – tutti noi sappiamo che ricade maggiormente sui costi che riguardano il personale – è lì. Il personale verrà semplicemente spostato da un ente all'altro, e il grave della questione è che, se qualsiasi tipo di imprenditore intenderà venire nella regione Friuli-Venezia Giulia ad investire, in una città come Trieste, ad esempio, per quanto riguarda il discorso che adesso il Partito Democratico porta lancia in resta sul riuso del Porto Vecchio, vorrei capire a quale tipo di ente dovrà rivolgersi, perché qua le funzioni non sono ancora state attribuite, tanto meno i rapporti finanziari.
  Quindi, credo che la politica dovrebbe avere il compito di semplificare, di garantire i servizi ai cittadini senza voler mettere la bandiera: io per primo ho fatto questo, io per primo ho fatto quell'altro, perché qua non si tratta di essere i primi a fare, si tratta di fare, con la condivisione e il supporto anche della minoranza in consiglio regionale, in modo però che i cittadini non debbano risentirne.
  Ancora una cosa poi mi taccio. Giustamente viene sollevato il problema della indiscutibilità della scelta del consiglio regionale di varare la modifica di questo statuto, quindi il collega cortesemente ci fa notare che noi dovremmo essere solo quell'elemento che ratifica la decisione del consiglio regionale. Ora, chiedo, ma nessuno mi ha ancora risposto in modo convincente: per quale motivo al Senato è stato accolto un emendamento che introduce la città metropolitana, dopo che il consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia, con un emendamento di Sinistra Ecologia e Libertà ha votato unanime contro l'introduzione di questo nuovo elemento ? Il Senato ha proposto l'emendamento, il Governo lo ha accolto, dopodiché alla chetichella, in fretta e furia la presidente Serracchiani, con una mozione in consiglio regionale, pur conoscendo i rapporti Stato-regioni a statuto speciale su base pattizia, in pratica ha detto: sì, va bene, mi avete fatto sta roba sono tanto arrabbiata però c’è tanta urgenza per andare avanti. Ma urgenza di che cosa ? Vorrei che qualcuno avesse la gentilezza di spiegare dove sta tutta questa urgenza, in virtù del fatto che a ottobre, credo, secondo le parole del Premier e secondo quello che troviamo sui giornali, ci sarà un referendum confermativo della modifica del Titolo V.

  PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Pellegrino. Ne ha facoltà.

  SERENA PELLEGRINO. Grazie Presidente. Onorevoli colleghi, sottosegretario, oggi stiamo discutendo la proposta di legge costituzionale d'iniziativa del consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, che modifica lo statuto speciale di una regione autonoma. Statuto adottato con la legge costituzionale n. 1 del 1963. Abbiamo già discusso in quest'Aula della controriforma costituzionale architettata da questa maggioranza con il supporto, all'inizio, di Forza Italia e, alla fine, dei soliti trasformisti che purtroppo fanno parte della nostra storia parlamentare.
  Con la proposta di legge costituzionale oggi in discussione, che, a nostro parere, ha già subito discutibili modifiche nel passaggio al Senato, riemerge, dobbiamo purtroppo ammetterlo, l'approssimazione e la schizofrenia normativa che in questa legislatura ha portato allo smantellamento delle province attraverso una riforma che noi non abbiamo condiviso. Le riforme vanno certamente fatte, il superamento delle province anche, ma per noi è indispensabile che il parere dei cittadini sia rispettato. Riteniamo, infatti, che non si realizza una riforma organica e di sistema semplicemente cancellando la parola «province» da tutti gli articoli della Costituzione e, nello specifico, dello Statuto della regione il Friuli Venezia Giulia. Il rischio che si corre è quello di ottenere come risultato finale caos e incertezza su funzioni, servizi e personale.
  Dal decreto Salva-Italia del Governo Monti alla legge Delrio sono già sotto gli occhi di tutti le incongruenze e il caos per i servizi determinati da riforme disorganiche, per nulla ponderate, che interessavano gli enti locali in generale e le province in particolare. Riforme avulse da un Pag. 146disegno organico, ignare dell'assetto delle funzioni e finalizzate a dare risposte improvvisate ricorrendo di fatto a una crescente e dissennata campagna di stampa a tutti i costi demolitoria, più che finalizzata a esigenze reali di razionalizzazione e contenimento della spesa, purtroppo con il risultato che si dimostra solo che non si è in grado di riformare. Nello specifico noi siamo favorevoli e plaudiamo che si sia abbassato il numero di firme necessarie per l'iniziativa legislativa popolare, prevista all'articolo 6, da 15.000 a 5000, soprattutto tenuto conto della geografia e della situazione demografica del Friuli-Venezia Giulia.
  In verità, però, ci lascia perplessi come la regione Friuli Venezia Giulia abbia legiferato in merito alle modalità di aggregazione dei comuni, che ha, di fatto, sostituito la soppressione delle province. Le modifiche dell'assetto istituzionale porterà a questa suddivisione: la regione, 18 unità territoriali intercomunali, una città metropolitana, che di fatto coinciderà con l'attuale provincia di Trieste, e i comuni istituiti senza un vero e proprio dibattito con i cittadini e con i sindaci. È una riforma che, a tutti gli effetti, consente a chi governa la regione di legiferare senza avere il benestare dei cittadini. Siamo, infatti, in sintonia con la riserva espressa nel 2013 dal professor Valerio Onida nella relazione della Commissione per le riforme istituzionali, dove dice quanto segue. I servizi e le funzioni di area vasta infraregionale (pianificazione urbanistica sovracomunale, gestione dei rifiuti e dell'ambiente, viabilità, trasporti automobilistici locali, assistenza tecnica ai comuni eccetera) non possono essere frammentati a livello comunale né accentrati a livello regionale. La creazione di indeterminati enti di area vasta rischia di tradursi in una molteplicità scoordinata di enti funzionali.
  Si tratta di una disorganicità amplificata anche dal fatto che, durante la prima lettura al Senato, con un emendamento che ha il sapore – ahimè ! – di campanilismo elettorale, è stato introdotto il nuovo ente della città metropolitana. Ma come si può pensare alla costituzione di una città metropolitana in una regione in cui il sistema insediativo urbano è caratterizzato da una rete diffusa e policentrica e le conurbazioni più importanti non superano i 200 mila abitanti ?
  Permetteteci, quindi, di stigmatizzare in particolare quanto previsto all'articolo 2, che modifica l'articolo 7 dello Statuto vigente in materia di potestà legislativa della regione. La regione, infatti, potrà, con legge, istituire nuovi comuni e modificarne circoscrizione e denominazione, intese le popolazioni interessate. Utilizzare, per una disposizione di legge, generiche e, per loro natura, aperte a forzature interpretative parole generiche, per noi, è assolutamente sbagliato ed è ancor più grave quando si tratta di modificare una legge costituzionale. Al legislatore, alle cui imprecisioni linguistiche va addebitata l'esistenza di disposizioni di legge di dubbia portata normativa o di difficile applicazione, è richiesta assoluta precisione e pertinenza di linguaggio. In questo caso, per noi, la parola e il concetto «intese», riferito alle popolazioni interessate, è generico, descrittivo del contesto e della finalità, ma soprattutto è privo di contenuti immediatamente precettivi. Lascia spazio all'individuazione di metodologie inadeguate e, quale presupposto di queste, a manovre di scambio e, purtroppo, eventualmente, qualora, ad accordi taciti.
  Questa norma, così scritta, ha sapore un po’ troppo dirigista e apre al rischio di unioni di comuni imposte dall'alto. Inoltre, il concetto di intesa, che pare si profili quale unico meccanismo consultivo, proviene da un altro ambito normativo, quello dei rapporti tra Stato e regioni, codificati in una specifica disciplina, attraverso lo strumento delle Conferenze. È necessaria, semmai, maggiore precisione per l'individuazione immediata del precetto normativo. Con un nostro emendamento chiediamo che venga esplicitamente stabilito che, per l'istituzione di nuovi comuni e per modifiche della loro circoscrizione, serva l'approvazione della maggioranza delle popolazioni dei comuni interessati e che questa volontà sia espressa con referendum, cioè con lo strumento di democrazia Pag. 147diretta previsto dalla Costituzione, per dar modo al popolo di esprimere la sua sovranità e la sua volontà su una determinata questione, senza l'interposizione di rappresentanti.
  L'articolo 4 va a modificare l'articolo 11 dello Statuto vigente, ma, nella sua formulazione, genera una serie di dubbi che culminano nel chiedersi se sia o meno una deroga a quanto previsto dall'articolo 118 della Costituzione. Infatti, dalla formulazione proposta non si evince con chiarezza se la regione continua ad esercitare le funzioni di amministrazione che le competono, se ne disponga la delega e a quale ente. Richiamare i principi di differenziazione e adeguatezza ha senso qualora esista all'ente intermedio di area vasta e se sia stato chiarito quali siano le competenze delle unioni territoriali intercomunali, così come è previsto dall'attuale riforma regionale.
  Appare demagogico fare riferimento al principio di sussidiarietà verticale, dal momento che le province sono state soppresse e che, dall'articolato, sembrerebbe che la regione non possa esercitare funzioni amministrative delegandole tutte ai comuni. Per questo, in attesa di un'organica nuova disciplina all'intervenuta modifica del Titolo V della Costituzione, chiediamo che venga soppresso l'articolo 4.
  Di fronte alla modifica dello Statuto del Friuli-Venezia Giulia così proposta, non possiamo, certo dirci favorevoli. Nello specifico, riteniamo che sia doveroso tenere conto del complessivo sistema degli enti locali per poter esprimere il nostro giudizio. Infatti, pur avendo sempre condiviso la necessità di superare l'attuale funzionamento delle province, in un'ottica di riordino delle funzioni degli enti locali, oggi il percorso che abbiamo davanti non si dimostra per niente chiaro. La riforma degli enti locali in Friuli-Venezia Giulia appare, infatti, incerta. La prova è l'opposizione di 80 comuni, che hanno deciso di non firmare la riforma così come approvata dall'attuale consiglio regionale, il ricorso di diversi comuni e la mancata approvazione di numerosi statuti delle unioni territoriali quali organi sovracomunali.
  Non entro nel merito della legge regionale che istituisce le unioni territoriali intercomunali, perché non è pertinenza di questa discussione. Ma noi vogliamo dimostrare che questa è la prova tangibile che una riforma imposta dall'alto, anziché approvata da una legittima consultazione referendaria, non porta mai esiti sereni. La sola cosa che appare evidente e che misuriamo oggi con queste modifiche è la cancellazione delle province senza un vero ed effettivo ridisegno delle funzioni e del ruolo degli enti locali dalla regione ai comuni. L'unica cosa certa e che ci preoccupa è il trasferimento della maggior parte delle funzioni delle province alla regione. Se un riordino degli enti locali fosse definito consenso, infatti, a nostro avviso, questo dovrebbe prevedere non un'ulteriore accentramento nelle mani delle regioni, ma una distribuzione delle funzioni in capo ai comuni, ossia agli enti locali più vicini e civilmente monitorati dai cittadini.
  Per questo, di fronte alle incertezze attuali di una riforma complessiva degli enti locali non ancora ben definita e che rischia di aprire innumerevoli contenziosi tra enti territoriali e governo regionale, non possiamo dirci concordi e, qualora non venissero approvati i nostri emendamenti, che darebbero voce davvero ai cittadini, con convinzione ci asterremmo. Pertanto, come gruppo di Sinistra Italiana, durante la discussione in quest'Aula degli emendamenti, ci porremo con un atteggiamento totalmente propositivo, augurandoci che ci sia un approdo finale migliorativo della riforma degli enti locali del Friuli-Venezia Giulia e non la sola cancellazione della parola «provincia» dallo Statuto.

  PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Cozzolino. Ne ha facoltà.

  EMANUELE COZZOLINO. Grazie, Presidente. Solo brevemente svolgo un accenno al contributo che ha dato i nostri consiglieri regionali in regione, con l'abbassamento Pag. 148dell'età per essere eletti in consiglio regionale e con l'abbassamento del numero di firme necessarie per ottenere leggi di iniziativa popolare. Con la gioia del Presidente e dei miei colleghi, chiedo che la Presidenza autorizzi la pubblicazione in calce al resoconto della seduta odierna del testo integrale del mio intervento (La Presidenza lo consente, sulla base dei criteri costantemente seguiti).

  PRESIDENTE. Anche se non si è sentito, credo di poter interpretare l'applauso dall'Assemblea in questo senso. È iscritto a parlare l'onorevole Giorgio Zanin. Ne ha facoltà.

  GIORGIO ZANIN. Presidente, rappresentante del Governo, colleghi, anche se rubo qualche minuto per allargare un po’ lo spettro della nostra riflessione, oggi è una giornata anche particolarmente importante e significativa perché la memoria recente del Friuli-Venezia Giulia è una storia segnata anche da vicende faticose e dolorose.
  Nel Giorno della memoria il primo pensiero va anzitutto al fatto che proprio in regione Friuli-Venezia Giulia insiste, alla Risiera di San Sabba, a Trieste, l'unico campo di concentramento italiano che ha partecipato compiutamente alla missione di morte del regime nazista. E, poi, vi è la lunga pagina di Trieste e più in generale della storia del confine orientale del nostro Paese nel contesto della Guerra Fredda; sono tutti aspetti che contrassegnano in maniera importante la storia nella nostra regione, anche per la quantità impressionante di presidi, di servitù militari e, lo voglio ricordare, anche con la partecipazione di milioni di giovani di leva diventati tutti un poco friulani d'adozione, se non addirittura cittadini residenti, avendo deciso di mettervi radici. Dunque, la storia della nostra regione è una storia di servizio al Paese, in particolare quella dal 1943 al 1989, che merita certamente una notevole attenzione di memoria, che mi auguro possa trovare presto un riconoscimento storico-istituzionale almeno pari a quanto riservato per il sacrificio occorso durante la Grande Guerra.
  Questa memoria di lacerazione è diventata anche laboratorio di integrazione e di crescita. Il crocevia linguistico tra l'italiano, il friulano, il tedesco, il veneto e lo sloveno, che qualcuno di coloro che mi hanno preceduto ha ricordato, è diventato un crocevia anche dei valori civili quando nel 1976 – il prossimo 6 maggio ricorderemo esattamente i quarant'anni da quel triste avvenimento – la solidarietà di tanti venne suscitata dall'evento tragico del terremoto. Il buon esempio dei friulani nella ricostruzione suscitò ammirazione e le istituzioni pubbliche di ogni sorta diedero una grande prova di sé; una palestra di buoni esempi che è diventata trampolino ad esempio per l'esperienza fondamentale della Protezione civile. Un territorio che ha dimostrato con i fatti quanto possa essere buona e fondamentale un'autonomia. Un ragionamento, insomma, sul senso e sul valore della sussidiarietà verticale dove il fasin di bessoi (facciamo da soli) non è un atto di superbia, né un segno di chiusura, ma l'attivazione piena delle potenzialità delle comunità locali e il desiderio di non pesare sulle spalle altrui.
  È con questa premessa che è giusto dunque inserire questa discussione. Ora, infatti, la pagina di queste modifiche allo statuto regionale si propone come una nuova sfida al futuro. Il dibattito che ha accompagnato questa proposta di legge anche nella nostra regione è stato ampio e qualificato. Gli accenti più vivaci sono legati sicuramente al tema delle province e l'abbiamo già inteso anche dagli interventi di chi mi ha preceduto. In effetti, il tema vero dietro la soppressione delle province che questa legge accompagna, è certamente quello del ripensamento del sistema di relazioni inter-istituzionali per la gestione del territorio. Anzitutto, è bene ricordare che quando è stato redatto lo statuto della regione nel 1963 la cornice istituzionale legislativa per la governance dei processi pubblici non prevedeva ancora il ruolo fondamentale dell'Unione europea. La laboriosità dei processi collegati alle sovrapposizioni di tanti livelli è certamente una delle grandi questioni macro-politiche relative anche all'efficienza e Pag. 149alla qualità del governo dei territori, oltre che alla salute della democrazia. Ma per la mia esperienza, anche da consigliere provinciale, non mi pare essere questa la principale istanza che spinge a variare la geografia istituzionale. Il tema vero è che le province nel governo dell'area vasta non possiedono più il potenziale mix tra prossimità e visione strategica degli investimenti. La politica delle aree vaste è cruciale per restituire qualità dei servizi e risposte adeguate ai cittadini. Va fatta bene, anche per assicurare opportunità di sviluppo sociale, culturale ed economico dei territori.
  In poche parole, nel mentre bisogna togliere sacche di territorio dallo svantaggio e dal rischio di trascuratezza come, ad esempio, per certe aree montane che nel nostro territorio regionale sono vistosamente molto presenti, per altri versi occorre investire di maggiore responsabilità le comunità locali, che devono capire e qualificare la loro rete di prossimità, anche istituzionale, proseguendo così nella buona tradizione friulana della Venezia Giulia dell'autonomia integrata, della sussidiarietà reale nel governo del territorio. Una strategia in fondo che a ben vedere si riverbera anche a livello europeo, se solo si pensa ai programmi tematici come «Spazio Alpino» o «Europa Adriatica» che riguardano i territori prescindendo dai confini nazionali, quasi a consacrare il disegno di un'Europa delle regioni che attende implicitamente di essere emulata a livelli diversi segnando definitivamente il confine del senso dello Stato nazionale e aprendo ad una pagina autenticamente federalista.
  Questo nuovo statuto contiene perciò un sacrosanto scrollone istituzionale che aiuta a rimettere in moto l'energia, abbattendo confini e aprendo a novità nei percorsi aggregativi. Uno scrollone che accompagna, peraltro, l'azione della legge n. 56 del 2014, la Delrio, approvata da questo stesso Parlamento. Il tutto a far centro anche nelle trasformazioni che la tecnologia sta portando alla geografia socio-economica per cui assistiamo, tra l'altro, al ritorno di un'idea produttiva e residenziale nell'età della conoscenza e dell'informazione dove, più che sui capoluoghi, pare prevalere l'idea policentrica della rete territoriale.
  Mi sia permessa, infine, una sottolineatura ad un secondo cambiamento promosso dallo statuto. Nell'epoca dell'astensione e del rinnovamento, l'atto di iscrivere nel nuovo statuto regionale la possibilità di elettorato passivo a diciotto anni, al di là di un adeguamento di routine con la normativa vigente in altre sedi istituzionali, conferma una fiducia fondamentale nelle risorse dei giovani. La rappresentanza popolare democratica nel suo costruire il futuro ha bisogno di innestare i giovani nella responsabilità della vita politica. Questo per ricavare la spinta tipica di quell'età, caratterizzata da passione, coraggio, generosità, ben oltre i calcoli immediati e le inerzie e le zavorre più o meno ideologiche. E, dunque, anche energia, creatività, spirito di iniziativa. Le istituzioni hanno bisogno di queste spinte e perciò i giovani saranno chiamati anche in Friuli-Venezia Giulia a mettersi ancora più a disposizione, anzitutto partecipando e imparando le qualità necessarie per un servizio pubblico.
  Concludo qui, dunque, questo mio intervento, auspicando che la rapida approvazione permetta a questo stesso provvedimento di esprimere le piene potenzialità che il consiglio regionale ha varato anche con questo intendimento.

  PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Prodani. Ne ha facoltà.

  ARIS PRODANI. Grazie Presidente. Oltre ai contenuti della richiesta di sospensiva che affronteremo domani in Aula, credo che meriti una particolare attenzione il tema dell'esistenza della provincia di Trieste, oggetto di alcuni emendamenti presentati al testo e oggetto di diverse comunicazioni e interrogazioni presentate al Ministero dell'interno per le quali non c’è stata mai risposta. Contestualizzando a livello storico, la provincia di Trieste ha avuto esistenza giuridica dal 1922 al 1947 quando, in forza del trattato di pace, Pag. 150l'attuale capoluogo giuliano diventò territorio libero con la cessione della sovranità italiana. In quell'occasione, i territori dell'ex provincia di Trieste, ancora compresi nei confini italiani, vennero aggregati alla provincia di Gorizia, come previsto dal decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato n. 1485 del dicembre 1947. Nel 1954, a seguito del Memorandum di Londra, l'amministrazione civile della zona A del territorio libero fu trasferita al Governo italiano senza il formale ripristino della provincia abolita nel 1947. Infatti, lo statuto della regione autonoma Friuli-Venezia Giulia – quindi la legge costituzionale 31 gennaio 1963, n. 1 – omette di fare riferimento all'esistenza della provincia di Trieste in tutto il testo. L'articolo 2 della suddetta legge costituzionale, nell'elencare le province che costituiscono la regione, fa riferimento, oltre a quella di Gorizia e a quella di Udine, ai comuni di Trieste, Duino Aurisina, Monrupino, Muggia, San Dorligo della Valle e Sgonico, anziché nominare la provincia. Il Ministero dell'interno, in una risposta al sottoscritto tramite lettera del 25 giugno 2014, in merito all'atto giuridico sulla costituzione della provincia di Trieste, ha informato che (virgolettato) «la provincia di Trieste è stata sostanzialmente istituita con decreto del commissario generale del Governo italiano per il territorio di Trieste del 24 marzo 1956, n. 81, il quale prevede norme per l'elezione dei consigli provinciali». Il suddetto atto ha esteso la legge per l'elezione del consiglio provinciale al territorio di Trieste. Successivamente, è stato modificato da decreti del commissario del governo della regione Friuli-Venezia Giulia il 5 novembre 1983, il 27 gennaio 1986 e il 20 novembre 1989, prima di essere dichiarato parzialmente illegittimo. Nella sopracitata lettera del Ministero, vengono elencati degli atti normativi successivi al 1954, i quali avvalorerebbero l'istruzione della provincia in quanto questi fanno esplicito riferimento all'ente locale in questione.
  Lo scrivente ha replicato al Ministero dell'interno con una missiva, come dicevo, appunto, senza esito, del novembre 2014, chiedendo ulteriori delucidazioni sulla questione, in quanto l'istituzione de facto di una provincia, desunta da meri atti normativi elencati appunto nella risposta fornita dal Ministero dell'interno, non appare essere conforme all'articolo 133 della Costituzione, secondo cui l'istituzione di nuove province nell'ambito di una regione è stabilita con leggi della Repubblica, su iniziativa dei comuni sentita la stessa regione.
  Quindi, l'assenza di un atto giuridico, stando alla risposta al Ministero dell'interno, assume un significato particolare, in quanto nel primo passaggio al Senato un emendamento ha inserito nello statuto della regione la provincia di Trieste e contestualmente noi andiamo, con la stessa legge costituzionale, ad abolirla.
  Quindi, io credo che sia necessario assolutamente un approfondimento sulla questione che con la richiesta di sospensiva potrebbe tornare utile. Quindi, la perplessità è evidente in questo passaggio al Senato e io faccio riferimento anche a quanto ha detto prima il collega Sanna sul rispetto della volontà della votazione del consiglio regionale. Noi abbiamo portato diverse modifiche e al Senato sono state riportate diverse modifiche: quella citata sulla città metropolitana e questo articolo.
  Quindi, concludo l'intervento dicendo che aspettiamo domani la richiesta di sospensiva e spero che venga accolta positivamente dall'Aula, in quanto i temi sono articolati e meritano un approfondimento ulteriore.

  PRESIDENTE. Non vi sono altri iscritti a parlare e pertanto dichiaro chiusa la discussione sulle linee generali.

(Repliche del relatore e del Governo – A.C. 3224 ed abbinata)

  PRESIDENTE. Prendo atto che il relatore per la maggioranza, onorevole Gigli, e il relatore di minoranza, onorevole Fedriga, rinunziano alla replica.
  Prendo atto che il rappresentante del Governo rinunzia alla replica.Pag. 151
  Avverto che sono state presentate, a norma dell'articolo 40, comma 1, del Regolamento, le questioni sospensive Rizzetto e Prodani n. 1, Fedriga ed altri n. 2 e Sandra Savino ed altri n. 3, che saranno esaminate e poste in votazione prima dell'esame degli articoli del provvedimento.
  Il seguito del dibattito è rinviato ad altra seduta.

Calendario dei lavori dell'Assemblea per il mese di febbraio 2016, conseguente aggiornamento del programma e aggiornamento del programma dei lavori per il mese di marzo (ore 22,32).

  PRESIDENTE. Comunico che, a seguito della riunione odierna della Conferenza dei presidenti di gruppo, è stato predisposto, ai sensi dell'articolo 24, comma 2, del regolamento, il seguente calendario dei lavori per il mese di febbraio 2016:

  Lunedì 1o febbraio (antimeridiana/pomeridiana, con eventuale prosecuzione notturna)

  Discussione sulle linee generali delle proposte di legge:
   n. 3297 ed abbinate – Modifica all'articolo 4 della legge 2 luglio 2004, n. 165, recante disposizioni volte a garantire l'equilibrio nella rappresentanza tra donne e uomini nei consigli regionali (Approvata dal Senato);
   n. 698 ed abbinate – Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone affette da disabilità grave prive del sostegno familiare.

  Discussione sulle linee generali della mozione Ciprini ed altri n. 1-00730 concernente iniziative volte all'assunzione dei vincitori e degli idonei dei concorsi pubblici:

  Martedì 2, mercoledì 3 e giovedì 4 febbraio (antimeridiana e pomeridiana, con eventuale prosecuzione notturna e nella giornata di venerdì 5 febbraio) (con votazioni)

  Seguito dell'esame degli argomenti previsti nella settimana precedente e non conclusi.

  Seguito dell'esame delle proposte di legge:
   n. 3297 ed abbinate – Modifica all'articolo 4 della legge 2 luglio 2004, n. 165, recante disposizioni volte a garantire l'equilibrio nella rappresentanza tra donne e uomini nei consigli regionali (Approvata dal Senato);
   n. 698 ed abbinate – Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone affette da disabilità grave prive del sostegno familiare.

  Seguito dell'esame della mozione Ciprini ed altri n. 1-00730 concernente iniziative volte all'assunzione dei vincitori e degli idonei dei concorsi pubblici

  Lunedì 8 febbraio (antimeridiana/pomeridiana, con eventuale prosecuzione notturna)

  Discussione sulle linee generali del disegno di legge n. 3513 – Conversione in legge del decreto-legge 30 dicembre 2015, n. 210, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative (da inviare al Senato – scadenza: 28 febbraio 2016).

  Discussione sulle linee generali delle mozioni:
   Nicoletti, Bergamini, Alli, Locatelli ed altri n. 1-00966 concernente iniziative in merito al rispetto dei diritti umani in Corea del Nord, nonché in relazione alla politica degli armamenti di tale Paese;
   Molteni ed altri n. 1-00950 concernente iniziative a favore dei lavoratori frontalieri, in particolare alla luce del recente accordo sottoscritto con la Confederazione Elvetica.

Pag. 152

  Martedì 9 (antimeridiana e pomeridiana, con eventuale prosecuzione notturna), mercoledì 10 (antimeridiana e pomeridiana, fino alle ore 19) e giovedì 11 febbraio (antimeridiana e pomeridiana, con eventuale prosecuzione notturna e nella giornata di venerdì 12 febbraio) (con votazioni)

  Seguito dell'esame del disegno di legge n. 3513 – Conversione in legge del decreto-legge 30 dicembre 2015, n. 210, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative (da inviare al Senato – scadenza: 28 febbraio 2016).

  Seguito dell'esame degli argomenti previsti nella settimana precedente e non conclusi.

  Seguito dell'esame delle mozioni:
   Nicoletti, Bergamini, Alli, Locatelli ed altri n. 1-00966 concernente iniziative in merito al rispetto dei diritti umani in Corea del Nord, nonché in relazione alla politica degli armamenti di tale Paese;
   Molteni ed altri n. 1-00950 concernente iniziative a favore dei lavoratori frontalieri, in particolare alla luce del recente accordo sottoscritto con la Confederazione Elvetica.

  Esame di domande di autorizzazione all'utilizzo di intercettazioni e di conversazioni:
   nei confronti di Filippo Ascierto (deputato all'epoca dei fatti) (Doc. IV, n. 11-A);
   nei confronti di Giacomo Chiappori (deputato all'epoca dei fatti) (Doc. IV, n. 13-A);
   nei confronti di Silvio Berlusconi (deputato all'epoca dei fatti) (Doc. IV, n. 14-A);
   nei confronti di Marco Pugliese (deputato all'epoca dei fatti) (Doc. IV. n. 15-A).

  Lunedì 15 febbraio (antimeridiana/pomeridiana, con eventuale prosecuzione notturna)

  Discussione sulle linee generali della Relazione della Commissione d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti sullo stato di avanzamento dei lavori di bonifica nel sito di interesse nazionale di Venezia-Porto Marghera (Doc. XXIII, n. 9).

  Discussione sulle linee generali della Relazione tematica della Commissione d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti sulla situazione delle bonifiche dei siti contaminati del Quadrilatero del Nord (Venezia-Porto Marghera, Mantova, Ferrara, Ravenna) (ove approvata dalla Commissione).

  Discussione sulle linee generali della mozione Franco Bordo ed altri n. 1-01091 concernente iniziative in materia di mobilità urbana, extraurbana e ferroviaria.

  Martedì 16, mercoledì 17 e giovedì 18 febbraio (antimeridiana e pomeridiana, con eventuale prosecuzione notturna e nella giornata di venerdì 19 febbraio) (con votazioni)

  Seguito dell'esame degli argomenti previsti nella settimana precedente e non conclusi.

  Seguito dell'esame della proposta di legge n. 3220-A/R – Disposizioni in materia di acquisto e dismissione delle autovetture di servizio o di rappresentanza delle pubbliche amministrazioni.

  Seguito dell'esame della Relazione della Commissione d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti sullo stato di avanzamento dei lavori di bonifica nel sito di interesse nazionale di Venezia-Porto Marghera (Doc. XXIII, n. 9).

  Seguito dell'esame della Relazione tematica della Commissione d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti sulla situazione delle bonifiche dei siti contaminati del Quadrilatero Pag. 153del Nord (Venezia-Porto Marghera, Mantova, Ferrara, Ravenna) (ove approvata dalla Commissione).

  Seguito dell'esame della mozione Franco Bordo ed altri n. 1-01091 concernente iniziative in materia di mobilità urbana, extraurbana e ferroviaria.

  Nella giornata di martedì 16 o di mercoledì 17 febbraio avranno luogo le Comunicazioni del Governo in vista del Consiglio europeo del 18 e 19 febbraio 2016

  Mercoledì 17 febbraio, al termine delle votazioni, avrà luogo la discussione sulle linee generali del disegno di legge n. 3119 – Deleghe al Governo e ulteriori disposizioni in materia di semplificazione, razionalizzazione e competitività dei settori agricolo, agroalimentare, della pesca e dell'acquacoltura (collegato) (approvato dal Senato), il cui seguito dell'esame avrà luogo dalla giornata successiva.

  Lunedì 22 febbraio (antimeridiana/pomeridiana, con eventuale prosecuzione notturna)

  Discussione sulle linee generali delle proposte di legge:
   n. 3317 ed abbinata – Istituzione del Fondo per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione e deleghe al Governo per la ridefinizione del sostegno pubblico all'editoria;
   n. 2892, 3384 ed abbinata – Modifica all'articolo 52 del codice penale, in materia di difesa legittima.

  Discussione sulle linee generali della mozione Lupi ed altri n. 1-01124 concernente politiche a sostegno della famiglia.

  Martedì 23, mercoledì 24 e giovedì 25 febbraio (antimeridiana e pomeridiana, con eventuale prosecuzione notturna e nella giornata di venerdì 26 febbraio) (con votazioni)

  Seguito dell'esame degli argomenti previsti nella settimana precedente e non conclusi.

  Seguito dell'esame delle proposte di legge:
   n. 275-A/R ed abbinate – Disposizioni in materia di conflitti di interessi;
   n. 3317 ed abbinata – Istituzione del Fondo per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione e deleghe al Governo per la ridefinizione del sostegno pubblico all'editoria;
   n. 2892, 3384 ed abbinata – Modifica all'articolo 52 del codice penale, in materia di difesa legittima.

  Seguito dell'esame della mozione Lupi ed altri n. 1-01124 concernente politiche a sostegno della famiglia.

  Lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata (question time) avrà luogo il mercoledì (dalle ore 15).

  Lo svolgimento di interpellanze urgenti avrà luogo, di norma, il venerdì (dalle ore 9,30).
  Il martedì, di norma, tra le ore 9 e le ore 11, avrà luogo lo svolgimento di interpellanze e di interrogazioni.
  Il Presidente si riserva di inserire nel calendario l'esame di progetti di legge di ratifica licenziati dalle Commissioni e di ulteriori documenti licenziati dalla Giunta per le autorizzazioni.
  Per quanto riguarda la discussione dei progetti di legge n. 3297 ed abbinate, n. 698 ed abbinate, n. 3220-A/R, n. 3119, n. 3317 ed abbinata, n. 275-A/R ed abbinate e n. 2892, 3384 ed abbinata e della Relazione tematica sulla situazione delle bonifiche dei siti contaminati del Quadrilatero del Nord l'eventuale organizzazione dei tempi sarà valutata sulla base del testo che verrà licenziato dalle Commissioni di merito.
  L'organizzazione dei tempi per le comunicazioni del Governo in vista del Consiglio Pag. 154europeo sarà pubblicata una volta definita compiutamente la collocazione nel calendario.
  Il programma di marzo è stato aggiornato con l'inserimento dell'esame della proposta di legge n. 3147 e 3004 – Modifiche al decreto-legge 28 dicembre 2013, n. 149, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 13, e al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, per l'attuazione dell'articolo 49 della Costituzione in materia di democrazia interna dei partiti. Delega al Governo per l'adozione di un testo unico delle norme riguardanti la disciplina dei partiti (ove conclusa dalla Commissione) e della proposta di legge n. 1994 – Disposizioni in materia di criteri di priorità per l'esecuzione di procedure di demolizione di manufatti abusivi (Approvata dal Senato) (ove conclusa dalla Commissione).
  Sempre nel programma nel mese di marzo, è stato inserito l'esame della proposta di legge n. 1253-A/R – Disposizioni in materia di pensioni superiori a dieci volte l'integrazione al trattamento minimo INPS, in luogo di quello della proposta di legge n. 3168 – Modifica all'articolo 7 della legge 2 maggio 1974, n. 195, in materia di divieto del finanziamento dei partiti politici da parte delle cooperative sociali.
  Il programma s'intende conseguentemente aggiornato.
  La Presidenza prende atto dell'assenza dei colleghi che avevano chiesto di intervenire a fine seduta e prende peraltro atto dell'orario in cui termina la seduta.

Ordine del giorno della seduta di domani.

  PRESIDENTE. Comunico l'ordine del giorno della seduta di domani.

  Giovedì 28 gennaio 2016, alle 9,30:

  1. – Seguito della discussione del testo unificato delle proposte di legge:
   FUCCI; FUCCI; GRILLO ed altri; CALABRÒ ed altri; VARGIU ed altri; MIOTTO ed altri; MONCHIERO ed altri; FORMISANO: Disposizioni in materia di responsabilità professionale del personale sanitario (C. 259-262-1312-1324-1581-1769-1902-2155-A).
  — Relatori: Gelli, per la maggioranza; Colletti, di minoranza.

  2. – Seguito della discussione delle mozioni Baldelli, Garofalo, Catalano, Attaguile, Fauttilli, Rampelli, Palese, Abrignani ed altri n. 1-01085, De Lorenzis ed altri n. 1-01104, Tullo ed altri n. 1-01105, Cristian Iannuzzi ed altri n. 1-01106 e Franco Bordo ed altri n. 1-01116 concernenti iniziative in merito al corretto utilizzo dei dispositivi di rilevazione automatica della velocità e alla destinazione dei proventi derivanti dal relativo sistema sanzionatorio.

  3. – Seguito della discussione delle mozioni Fassina ed altri n. 1-01090, Vezzali ed altri n. 1-01100, Morassut ed altri n. 1-01102, Polverini ed altri n. 1-01103, Brignone ed altri n. 1-01107, Simone Valente ed altri n. 1-01108, Buttiglione ed altri n. 1-01109, Rampelli ed altri n. 1-01110 e Saltamartini ed altri 1-01121 concernenti iniziative in relazione alla candidatura di Roma Capitale come sede delle Olimpiadi 2024, con particolare riferimento a forme di consultazione dei cittadini.

  4. – Seguito della discussione del disegno di legge:
   Norme per il contrasto al terrorismo, nonché ratifica ed esecuzione: a) della Convenzione del Consiglio d'Europa per la prevenzione del terrorismo, fatta a Varsavia il 16 maggio 2005; b) della Convenzione internazionale per la soppressione di atti di terrorismo nucleare, fatta a New York il 14 settembre 2005; c) del Protocollo di Emendamento alla Convenzione europea per la repressione del terrorismo, fatto a Strasburgo il 15 maggio 2003; d) della Convenzione del Consiglio d'Europa Pag. 155sul riciclaggio, la ricerca, il sequestro e la confisca dei proventi di reato e sul finanziamento del terrorismo, fatta a Varsavia il 16 maggio 2005; e) del Protocollo addizionale alla Convenzione del Consiglio d'Europa per la prevenzione del terrorismo, fatto a Riga il 22 ottobre 2015 (C. 3303-A).
  — Relatori: Dambruoso, per la II Commissione; Manciulli, per la III Commissione.

  5. – Seguito della discussione della proposta di legge costituzionale (previo esame e votazione delle questioni sospensive presentate):
   S. 1289 – D'INIZIATIVA DEL CONSIGLIO REGIONALE DEL FRIULI VENEZIA GIULIA: Modifiche allo Statuto speciale della regione Friuli-Venezia Giulia, di cui alla legge costituzionale 31 gennaio 1963, n. 1, in materia di enti locali, di elettorato passivo alle elezioni regionali e di iniziativa legislativa popolare (Approvata, in prima deliberazione, dal Senato) (C. 3224).
  e dell'abbinata proposta di legge costituzionale: D'INIZIATIVA DEL CONSIGLIO REGIONALE DEL FRIULI VENEZIA GIULIA (C. 2060).
  — Relatori: Gigli, per la maggioranza; Fedriga, di minoranza.

  La seduta termina alle 22,40.

TESTO INTEGRALE DELLA RELAZIONE DEL DEPUTATO GIAN LUIGI GIGLI, IN SEDE DI DISCUSSIONE SULLE LINEE GENERALI DELLA PROPOSTA DI LEGGE COSTITUZIONALE N. 3224 ED ABBINATA.

  GIAN LUIGI GIGLI, Relatore per la maggioranza. La proposta di legge costituzionale, di iniziativa del Consiglio regionale ed approvata in prima lettura dal Senato (C. 3224), modifica lo Statuto speciale della regione autonoma Friuli-Venezia Giulia, adottato con legge costituzionale n. 1 del 1963, in relazione ai seguenti aspetti: soppressione delle province e conseguenti modifiche dell'assetto istituzionale (articoli 2-4 e 7-12); abbassamento da 25 a 18 anni del limite di età per poter essere eletti consigliere regionale (articolo 5); diminuzione, da 15 mila a 5 mila, del numero di firme necessarie per l'iniziativa legislativa popolare (articolo 6). La proposta, inoltre, modifica l'articolo 2 dello Statuto concernente la definizione e l'articolazione del territorio regionale (articolo 1).
  Passando all'esame delle disposizioni recate dal provvedimento, segnalo che l'articolo 1 della proposta di legge A.C. 3224 (aggiunto nel corso dell'esame del provvedimento al Senato) sostituisce il primo comma dell'articolo 2 dello statuto, che definisce il territorio regionale al fine di registrare le modifiche amministrative intervenute. Secondo il testo vigente, mai modificato dal 1963, la regione Friuli- Venezia Giulia comprende i territori delle province di Gorizia e di Udine e dei comuni di Trieste, Duino-Aurisina, Monrupino, Muggia, San Dorlígo della Valle e Sgònico. La proposta in esame modifica il testo al fine di inserire correttamente tutte le attuali province della Regione. Nel nuovo testo, infatti, la regione comprende i territori delle attuali province di Gorizia, di Udine, di Pordenone e di Trieste.
  La proposta poi intende sopprimere il livello di governo delle province e delineare un assetto istituzionale che contempli solo due livelli di governo: la regione ed i comuni; questi ultimi anche nella forma di città metropolitane, a seguito di una modifica approvata dal Senato; viene inoltre introdotto nello statuto il nuovo ente della città metropolitana. A tal fine il testo in esame interviene in tutti gli articoli dello statuto in cui sono presenti le province quali enti titolari di funzioni sopprimendo il termine «province» e, nello stesso tempo, affianca alla dicitura comuni, quella della città metropolitana. Viene inoltre attribuita alla regione la potestà legislativa di istituire la città metropolitana. Le modifiche allo statuto concernenti le città metropolitane sono state Pag. 156tutte inserite nel corso dell'esame del provvedimento al Senato. La modifica dello Statuto rientra nel programma di riordino del sistema delle autonomie locali della regione Friuli-Venezia Giulia, avviato nell'ottobre 2013 che ha quali punti qualificanti la soppressione delle province, la revisione delle forme associative dei comuni, la riforma della finanza locale. Per quanto riguarda la soppressione delle province, si ricorda che la regione ha già disciplinato l'elezione indiretta degli organi delle province con la legge regionale 14 febbraio 2014, n. 2.
  L'articolo 2 modifica l'articolo 7 dello Statuto in materia di potestà legislativa della regione. La regione, infatti, può, con legge, istituire nuovi comuni e modificarne circoscrizione e denominazione, «intese le popolazioni interessate». La norma in esame aggiunge, tra gli ambiti di potestà legislativa regionale, l'istituzione la città metropolitana, inserendo dopo la parola «comuni» «anche nella forma di Città metropolitana». L'articolo 3 modifica l'articolo 10 dello Statuto, secondo il quale lo Stato può delegare con legge, alla regione, alle province ed ai comuni l'esercizio di proprie funzioni amministrative. Secondo il nuovo testo, titolari di funzioni amministrative delegate dallo Stato potranno essere la regione e i comuni, anche nella forma di città metropolitane. L'articolo 4 sostituisce l'articolo 11 dello Statuto, concernente l'esercizio delle funzioni amministrative da parte della regione. Il testo vigente stabilisce che la regione esercita normalmente le sue funzioni amministrative delegandole alle province ed ai comuni, ai loro consorzi ed agli altri enti locali, o avvalendosi dei loro uffici e comunque con spese a carico della regione. La norma stabilisce inoltre che i provvedimenti adottati nelle materie delegate sono soggetti al controllo di legittimità in conformità delle leggi dello Stato che disciplinano le attribuzioni della sezione regionale della Corte dei conti (articolo 58 dello Statuto). La disposizione sopprime il termine province, inserisce il richiamo all'ente città metropolitana e adegua il testo ai principi dell'articolo 118 della Costituzione in tema di sussidiarietà.
  L'articolo 5 modifica il secondo comma dell'articolo 15 dello Statuto concernente l'elettorato passivo per le elezioni del Consiglio regionale, al fine di abbassare l'età per l'esercizio del diritto di elettorato passivo da 25 anni, come è nel testo vigente, alla maggiore età. Potranno perciò essere eletti alla carica di consigliere regionale i cittadini che abbiano compiuto i 18 anni il giorno delle elezioni. Si ricorda che l'età per l'esercizio del diritto di elettorato passivo è stabilita a: 18 anni per le elezioni dei Consigli regionali delle regioni a statuto ordinario e della regione Sardegna e per la elezione dei Consigli provinciali nelle province autonome di Trento e di Bolzano; 21 anni per l'elezione dei consigli regionali delle regioni Sicilia e Valle d'Aosta; 25 anni per l'elezione della Camera dei deputati (articolo 56, comma 3, della Costituzione).
  L'articolo 6 modifica l'articolo 27 dello Statuto concernente l'iniziativa legislativa. Il testo vigente stabilisce che l'iniziativa delle leggi regionali, sotto forma di progetti redatti in articoli, appartiene alla Giunta, a ciascun membro del Consiglio ed agli elettori, in numero non inferiore a 15 mila. L'articolo in esame diminuisce il numero di firme necessarie per la presentazione di un progetto di legge regionale portandolo da 15 mila a 5 mila.
  Gli articoli 7, 8 e 10 modificano rispettivamente gli articoli 51, 54 e 62 dello Statuto. In tutti i casi il testo in esame sostituisce l’«insieme degli enti locali», individuato nel testo vigente come «province e comuni», con la nuova definizione del complesso degli enti locali della regione: comuni anche nella forma di città metropolitane. Gli ambiti di intervento sono i seguenti: l'articolo 51 dello statuto concerne le entrate della regione e la possibilità per la regione di istituire tributi propri in armonia col sistema tributario dello Stato, delle province (in base al testo vigente) e dei comuni; l'articolo 54 dello statuto prevede la possibilità per la regione di assegnare agli enti locali una Pag. 157quota delle entrate regionali al fine di adeguare le loro finanze al raggiungimento delle finalità e all'esercizio delle funzioni stabilite dalle leggi; l'articolo 62 dello statuto riguarda le funzioni del Commissario di Governo nella Regione che ha il compito, tra l'altro, di vigilare sull'esercizio da parte della Regione e degli enti locali delle funzioni delegate dallo Stato.
  L'articolo 9 sostituisce l'articolo 59 dello Statuto che attiene agli enti locali. Il testo vigente stabilisce che province e comuni sono enti autonomi ed hanno ordinamenti e funzioni stabilite dalle leggi dello Stato e della regione; essi sono anche circoscrizioni di decentramento regionale. Nell'ambito delle circoscrizioni provinciali, inoltre, la regione può con legge istituire circondari per il decentramento di funzioni amministrative. Il nuovo testo, secondo quanto previsto dalla proposta di legge in esame, stabilisce che sono i comuni, anche nella forma di città metropolitane la base dell'ordinamento degli enti locali della regione. Essi sono enti autonomi obbligatori con propri statuti, poteri e funzioni secondo i principi fissati dalla Costituzione e dallo Statuto.
  L'articolo 11 modifica l'articolo 66 dello Statuto; si tratta di una disposizione transitoria prevista, prima dell'istituzione della provincia di Pordenone (avvenuta con legge 171/1968), per l'istituzione di un «circondario» corrispondente alla giurisdizione del tribunale di Pordenone per il decentramento di funzioni amministrative. Il terzo comma della norma – su cui interviene la proposta in esame – consente alla regione ed alla provincia di decentrare nel suddetto circondario i propri uffici e il quarto comma stabilisce che i comuni del suddetto circondario sono costituiti in consorzio per l'esercizio delle funzioni delegate. L'articolo 11 in esame sopprime il riferimento alla provincia nel terzo comma ed abroga il citato quarto comma dell'articolo 66.
  L'articolo 12, infine, che reca «Disposizioni transitorie» stabilisce al comma 1 la soppressione delle province della regione Friuli-Venezia Giulia esistenti alla data di entrata in vigore della legge costituzionale, a decorrere dalla data stabilita con legge regionale e, comunque, non prima della scadenza naturale del mandato dei rispettivi organi elettivi già in carica. La medesima legge regionale è chiamata, ai sensi del comma 2, a disciplinare il trasferimento delle funzioni delle province ai comuni, anche nella forma di città metropolitane, o alla regione. Sempre con legge regionale dovranno essere disciplinati la conseguente attribuzione delle risorse umane, finanziarie e strumentali per l'esercizio delle funzioni trasferite, nonché la successione nei rapporti giuridici. Il comma 3 infine stabilisce che fino alla data di soppressione, le province continuano a essere disciplinate dalla normativa «previgente».
  Quanto al rispetto delle competenze costituzionalmente definite, va detto che l'articolo 116, primo comma, della Costituzione prevede che gli statuti delle cinque regioni ad autonomia speciale siano adottati con legge costituzionale. Tali statuti possono essere modificati secondo la procedura di cui all'articolo 138 della Costituzione per l'approvazione delle leggi di revisione costituzionale e delle altre leggi costituzionali. Ai sensi dell'articolo 63 dello Statuto del Friuli-Venezia Giulia (come modificato dall'articolo 5 della legge costituzionale n. 2 del 2001) per la modifica dello statuto speciale si applica la procedura prevista dalla Costituzione per le leggi costituzionali (articolo 138 della Costituzione). L'iniziativa oltre che al Governo e ai parlamentari, appartiene anche al Consiglio regionale.

TESTO INTEGRALE DEGLI INTERVENTI DEI DEPUTATI SANDRA SAVINO ED EMANUELE COZZOLINO IN SEDE DI DISCUSSIONE SULLE LINEE GENERALI DELLA PROPOSTA DI LEGGE COSTITUZIONALE N. 3224 ED ABBINATA

  SANDRA SAVINO. Questo provvedimento pone alcuni problemi non marginali di natura costituzionale, che attengono ai rapporti tra Stato e regioni a Statuto speciale.Pag. 158
  In particolare, trattandosi di una legge che abolisce le Province friulane, ci si pone il quesito se sia costituzionalmente corretto cancellare tali enti in una regione a Statuto speciale mentre a livello nazionale le province, pur essendo diventate enti di secondo livello, sono ancora funzionanti.
  Ad oggi, le province fanno ancora parte del dettato costituzionale vigente. La riforma che le elimina è stata approvata in seconda deliberazione dal Senato a maggioranza assoluta, e sarà quindi sicuramente sottoposta al vaglio del referendum confermativo.
  Ogni ipotesi di modifica dello Statuto d'autonomia della regione Friuli-Venezia Giulia, per la parte che concerne la soppressione delle Province, andava quindi collocata al termine ed in esito del percorso di riforma del testo costituzionale.
  Lo confermano le stesse disposizioni transitorie (articolo 39, comma 13) della proposta di legge costituzionale di riforma del Titolo V, parte II, della Costituzione, dove si prevede, infatti, che «Le disposizioni di cui al Capo IV della presente legge costituzionale non si applicano alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano fino alla revisione dei rispettivi statuti sulla base di intese con le medesime regioni e province autonome... e, sino, alla revisione degli statuti speciali, alle regioni a statuto speciale e alle province autonome si applicano le vigenti disposizioni, ad esclusione 117, terzo comma, della Costituzione, nel testo vigente fino alla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale».
  È evidente quindi la volontà dello Stato di non escludere la possibilità per le regioni a statuto speciale di godere di più ampi margini entro cui riorganizzare limiti, confini e funzioni degli enti locali, ma anche come esso intenda che tali processi siano collocati in una visione unitaria e coerente, rispettosa dei principi costituzionali e, soprattutto, utile al raggiungimento degli obiettivi di efficacia e efficienza, connessi anche ai vincoli ed agli obiettivi posti dall'Unione europea.
  Questa proposta e, più in generale, il riassetto degli enti territoriali in atto nella regione Friuli-Venezia Giulia, nella sostanza quindi pregiudicano la possibilità di disporre di un quadro ordinamentale valido per tutti, snello, efficiente e duraturo, com’è nella volontà di ogni legislatore e di tutte le forze politiche.
  Questa modifica precedente alla riforma costituzionale potrebbe quindi costituire un precedente rilevante che potrebbe alimentare nuove ipotesi di riforma degli Statuti regionali, anche in difformità alle disposizioni costituzionali, con esiti difficilmente controllabili.
  Il ddl presentato inizialmente prevedeva la modifica dello Statuto della regione in materia di enti locali attraverso la soppressione di ogni riferimento alle province, definendo così un nuovo modello istituzionale regionale fondato su due soli livelli di governo politico, espressione della sovranità popolare, la regione e i comuni.
  Nel percorso emendativo al Senato, in riferimento all'istituzione di nuovi comuni, si è prevista la possibilità che questi possano essere istituiti anche nella forma di città metropolitane, contraddicendo di fatto la volontà della stessa regione, espressa all'unanimità, e allontanandosi dal modello della semplificazione, del risparmio e della sburocratizzazione, essenziale per cittadini e imprese.
  Tra l'altro, la riflessione più generale sulle città metropolitane riporta necessariamente al pasticcio della riforma Delrio, che appare caotica e insoddisfacente per almeno tre motivi. In primo luogo, perché ha previsto l'automatica trasformazione di interi territori provinciali in città metropolitane senza alcuna considerazione per criteri più oggettivi, quali i livelli di popolamento e urbanizzazione, attrazione di flussi di pendolarismo e di mobilità in generale, presenza di funzioni produttive di pregio. In secondo luogo, perché – appunto – ha introdotto la possibilità di accrescere a dismisura il numero delle città metropolitane, indebolendo così il concetto stesso di poli metropolitani come aree strategiche per il rilancio della competitività, sulle quali concentrare le risorse attivabili con i fondi strutturali europei. Terzo, perché attribuisce di fatto al nuovo Pag. 159ente le stesse funzioni delle province, con poche competenze aggiuntive e prevede un meccanismo di governo debole affidato a un consiglio metropolitano formato da un sottogruppo di sindaci e consiglieri di tutti gli enti coinvolti. Viene così snaturato lo stesso concetto originario, sui cui si discute fin dal 1990, di città metropolitana, che diventa un mero luogo di concertazione fra i Comuni, ognuno dei quali resta titolare delle proprie funzioni sul proprio territorio. Per una riforma il cui obiettivo è di rilanciare la competitività del Paese attraverso il miglioramento dell'efficienza istituzionale, è stato decisamente un risultato modesto.
  Ma, più in generale, è tutta la riforma delle province del Governo Renzi che sta facendo acqua, perché le province non sono state abolite, in attesa della riforma costituzionale: sono state soppresse solo le libere elezioni, ed è stato di fatto moltiplicato il numero degli amministratori locali, determinando aggravi di costi, paralisi amministrativa e complicazioni decisionali, con il rischio concreto di distruggere apparati e competenze tecniche oggi essenziali sul territorio.
  Una riforma ricca di contraddizioni, che sta gettando nel caos le pubbliche amministrazioni di tutta Italia, con particolare gravità per il riparto di funzioni e per il riassetto dei dipendenti.
  Con l'aggravante che l'ultima legge di stabilità ha tagliato un miliardo di euro dal conto riservato alla province, a fronte di interventi previsti dalla legge Delrio che stanno incontrando ritardi e difficoltà insormontabili nella fase attuativa. Questo ha generato gravissimi scompensi nella finanza delle province, dal momento che si ritrovano a gestire le stesse funzioni del passato, ma con i fondi a disposizione ridotti all'osso.
  Bisogna quindi evitare gli stessi errori nella regione Friuli, e riflettere maggiormente sul processo di riorganizzazione, in particolare sull'eventuale riattribuzione di competenze e di funzioni, oltre che sui tempi e le modalità con le quali perfezionare il cambiamento, al fine di garantire qualità e continuità dei servizi al cittadino ed evitare inutili spese.

  EMANUELE COZZOLINO. Grazie Presidente, colleghi, mi consenta Presidente di iniziare il mio intervento con la citazione degli ultimi capoversi e del dispositivo di un documento che in questa sede e in questo momento acquista grande rilevanza non solo politica, ma soprattutto istituzionale.
  «Evidenziata la necessità di ribadire che le procedure di modifica statutaria a livello parlamentare devono comprendere l'acquisizione del parere dell'Assemblea legislativa regionale evitando un conflitto di attribuzione tra i poteri dello Stato e una lesione nei rapporti con le regioni a Statuto speciale:
  Dato atto che la commissione tecnica istituita presso il Ministero degli affari regionali e costituita dai rappresentanti delle regioni a statuto speciale e delle province autonome sta predisponendo un testo base di legge costituzionale unico per le cinque regioni, che confermi il loro ruolo parte attiva e dinamico della Repubblica attraverso la definizione del principio dell'intesa preventiva per la revisione degli statuti speciale e per l'approvazione delle nuove Norme di attuazione;
  Tutto ciò premesso: Impegna il Presidente del consiglio e il presidente della regione a ribadire nelle sedi istituzionali competenti le prerogative del Consiglio regionale rispetto ai progetti di modifica statutaria proposti dal Governo e dal Parlamento, garantendo il pieno rispetto della potestà legislativa del Friuli-Venezia Giulia a tutela della specialità, in modo particolare sulle materie di competenza primaria, coerentemente con quanto sta elaborando la Commissione tecnica sull'intesa preventiva per la revisione degli statuti speciali e per l'approvazione delle Norme di attuazione».
  Quello che ho appena citato era il testo della mozione numero 145 presentata il 3 settembre scorso nell'Assemblea legislativa del Friuli-Venezia Giulia a prima firma del capo gruppo del partito democratico e Pag. 160degli altri capi gruppo di maggioranza. Mozione successivamente sottoscritta anche da altri presidenti di gruppo, tra cui il MoVimento 5 stelle, e approvata all'unanimità dall'Assemblea il 9 settembre.
  Vede Presidente, perché ho ritenuto di dover fare questa divagazione, e mi scuso se è stata prolissa. Perché nell'esaminare e votare questa legge, che è una legge costituzionale che va a modificare alcune parti dello statuto della regione Friuli Venezia Giulia, noi dalla volontà politica e istituzionale espressa dai rappresentati del popolo friulano e giuliano dobbiamo partire, perché ignorarla sarebbe un grande errore.
  L'esame legislativo del Parlamento si è attivato a seguito di una proposta di legge d'iniziativa dello stessa regione Friuli-Venezia Giulia. Proposta di legge originata da un documento che quella stessa Assemblea aveva votato unanimemente. Dal Pd ai 5 stelle, da Sel a Forza Italia, passando per le altre liste civiche.
  In quella proposta di legge si procedeva si procedeva ad aggiornare lo statuto alle modifiche legislative intercorse a livello nazionale al fine di costituire solo due livelli amministrativi e di governo territoriale, costituiti da regione e comuni. Il quel testo vi erano anche altre disposizioni positive, che sono rimaste anche nella versione oggi in esame in cui si stabiliva la riduzione del limite di età per l'elettorato passivo e si riduceva il numero delle firme richieste per le iniziative legislative popolari.
  In Senato, dove la proposta di legge è stata esaminata in prima lettura, sono state apportate una serie di modifiche che hanno prodotto l'inserimento di tre articoli aggiuntivi, gli attuali articolo 1,2 e 11, ed una lunga serie di novelle.
  In sostanza qual è stata una delle modifiche più rilevanti ? Quella di inserire nello statuto del Friuli Venezia Giulia la città metropolitana, organo che non era previsto dalla legge approvata e depositata dal consiglio regionale.
  Dunque il Parlamento, nel caso di specie il Senato, si trova ad esaminare una legge di modifica dello statuto regionale che prevede la costituzione di due soli livelli politico-amministrativi, anche a seguito della riforma operata con legge ordinaria dallo stato sulle province e, probabilmente, in previsione della riforma costituzionale che è in corso di approvazione.
  La risposta normativa del Senato ed oggi della Camera quale è stata ? Di inserire un nuovo terzo livello costituito dalle Città Metropolitane, che altro non sono che la riesumazione delle province con l'aggravante che i suoi organi politici non sono eletti dai cittadini bensì da altri politici.
  Se già questo non bastasse a farsi venire il dubbio che il Senato ha intrapreso a suo tempo una strada sbagliata, strada che noi oggi ci apprestiamo ad inaugurare con il nostro voto, c’è da considerare il fatto che in questa operazione non sono stati consultati né il governatore della regione, né una rappresentanza dell'assemblea legislativa.
  Consultazione, confronto, audizione che pure è stata proposta e richiesta, certamente dal nostro gruppo nel corso dell'esame in commissione al Senato.
  È evidente che le modifiche apportate, ma soprattutto il metodo, modifica il giudizio su di un testo che in origine non vi sarebbe stato motivo per non votare.
  La mozione che ho citato in apertura di questo intervento è evidente che sia un chiaro segnale di malessere, pur con tutte le diplomazie e gli accorgimenti linguistici del caso. Una mozione che, ed è bene ribadirlo, è stata la maggioranza, ovvero i consiglieri che sostengono la governatrice Serracchiani, vice segretaria nazionale del partito democratico, a presentare e che poi ha trovato il consenso di tutte le altre forze politiche.
  Nell'immaginario collettivo, nell'opinione pubblica, la Regione a statuto speciale non gode di grande simpatia, anche a me più nei comportamenti di alcune che non nel principio, non sono molto simpatiche. In alcuni casi sicuramente a torto, ma in altri a ragione pensi a statuto speciale e lo associ a fiumi di denaro e privilegi.Pag. 161
  Ciò detto in questa occasione la questione è completamente un'altra e si tratta del rispetto di prerogative statutarie e costituzionali, ma anche rispetto di una volontà politica manifesta e unanime.
  Se poi vogliamo andare a vedere nella sostanza la proposta di legge come era in origine e a seguito delle modifiche apportate, beh va riconosciuto che il testo della Regione Friuli Venezia Giulia era migliore perché aveva bypassato quella presa in giro che sono le città metropolitane.
  In questa sede di discussione generale, ma in via più ampia sulla valutazione del provvedimento in esame non c’è molto altro da dire.
  Forse si può fare cenno al fatto che un governo, come quello attuale, che da mesi è privo di un ministro degli affari regionali magari non è molto sensibile a determinate questioni come le prerogative delle regioni, come le autonomie, e dunque può capitare che, essendo più interessato a conseguire obiettivi di ben altra portata, lasci mano libera all'iniziativa parlamentare come è avvenuto in Senato.
  Riservandomi, come doveroso di ascoltare lo svolgimento del dibattito, già da ora posso anticipare che la posizione del gruppo movimento 5 stelle, come già avvenuto in Senato, sarà contraria all'approvazione di questa proposta di legge.

Pag. 162

ORGANIZZAZIONE DEI TEMPI DI ESAME DELLA PROPOSTA DI LEGGE COSTITUZIONALE N. 3224 E ABB.

Pdl cost. n. 3224 e abb. - Modifiche allo Statuto speciale della regione Friuli-Venezia Giulia

Discussione generale: 7 ore e 30 minuti

Relatore per la maggioranza 15 minuti
Relatore di minoranza 10 minuti
Governo 15 minuti
Richiami al regolamento 10 minuti
Interventi a titolo personale 1 ora e 14 minuti (con il limite massimo di 15 minuti per ciascun deputato)
Gruppi 5 ore e 26 minuti
 Partito Democratico 43 minuti
 MoVimento 5 Stelle 34 minuti
 Forza Italia – Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente 32 minuti
 Area Popolare (NCD - UDC) 31 minuti
 Sinistra Italiana – Sinistra Ecologia e Libertà 31 minuti
 Scelta Civica per l'Italia 31 minuti
 Lega Nord e Autonomie – Lega dei Popoli – Noi con Salvini 31 minuti
Democrazia Solidale – Centro Democratico 31 minuti
 Fratelli d'Italia – Alleanza Nazionale 30 minuti
 Misto: 32 minuti
Conservatori e Riformisti 9 minuti
  Alternativa Libera 7 minuti
Alleanza Liberalpopolare Autonomie ALA – MAIE - Movimento Associativo italiani all'estero 6 minuti
  Minoranze Linguistiche 4 minuti
  Partito Socialista Italiano (PSI) – Liberali per l'Italia (PLI) 3 minuti
Unione Sudamericana Emigrati Italiani 3 minuti

ORGANIZZAZIONE DEI TEMPI DI ESAME DEGLI ARGOMENTI IN CALENDARIO

Mozione n. 1-00730 – Iniziative volte all'assunzione dei vincitori e degli idonei dei concorsi pubblici

Tempo complessivo, comprese le dichiarazioni di voto: 6 ore (*).

Governo 25 minuti
Richiami al Regolamento 10 minuti
Tempi tecnici 5 minuti
Interventi a titolo personale 1 ora (con il limite massimo di 7 minuti per il complesso degli interventi di ciascun deputato)
Gruppi 4 ore e 20 minuti
 Partito Democratico 1 ora e 15 minuti
 MoVimento 5 Stelle 32 minuti
 Forza Italia – Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente 25 minuti
 Area Popolare (NCD - UDC) 20 minuti
 Sinistra Italiana – Sinistra Ecologia Libertà 20 minuti
 Scelta Civica per l'Italia 18 minuti
 Lega Nord e Autonomie – Lega dei Popoli – Noi con Salvini 17 minuti
 Democrazia Solidale – Centro Democratico 16 minuti
 Fratelli d'Italia – Alleanza Nazionale 15 minuti
 Misto: 22 minuti
  Conservatori e Riformisti 6 minuti
  Alternativa Libera - Possibile 5 minuti
  Alleanza Liberalpopolare Autonomie ALA – MAIE - Movimento Associativo italiani all'estero 4 minuti
  Minoranze Linguistiche 3 minuti
  Partito Socialista Italiano (PSI) – Liberali per l'Italia (PLI) 2 minuti
  Unione Sudamericana Emigrati Italiani 2 minuti

(*) Al tempo sopra indicato si aggiungono 5 minuti per l'illustrazione della mozione.

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Mozione n. 1-00966 – Iniziative in merito al rispetto dei diritti umani in Corea del Nord, nonché in relazione alla politica degli armamenti di tale Paese

Tempo complessivo, comprese le dichiarazioni di voto: 6 ore (*).

Governo 25 minuti
Richiami al Regolamento 10 minuti
Tempi tecnici 5 minuti
Interventi a titolo personale 1 ora (con il limite massimo di 7 minuti per il complesso degli interventi di ciascun deputato)
Gruppi 4 ore e 20 minuti
 Partito Democratico 1 ora e 15 minuti
 MoVimento 5 Stelle 32 minuti
 Forza Italia – Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente 25 minuti
 Area Popolare (NCD - UDC) 20 minuti
 Sinistra Italiana – Sinistra Ecologia Libertà 20 minuti
 Scelta Civica per l'Italia 18 minuti
 Lega Nord e Autonomie – Lega dei Popoli – Noi con Salvini 17 minuti
 Democrazia Solidale – Centro Democratico 16 minuti
 Fratelli d'Italia – Alleanza Nazionale 15 minuti
 Misto: 22 minuti
  Conservatori e Riformisti 6 minuti
  Alternativa Libera - Possibile 5 minuti
  Alleanza Liberalpopolare Autonomie ALA – MAIE - Movimento Associativo italiani all'estero 4 minuti
  Minoranze Linguistiche 3 minuti
  Partito Socialista Italiano (PSI) – Liberali per l'Italia (PLI) 2 minuti
  Unione Sudamericana Emigrati Italiani 2 minuti

(*) Al tempo sopra indicato si aggiungono 5 minuti per l'illustrazione della mozione.

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Mozione n. 1-00950 – Iniziative a favore dei lavoratori frontalieri, in particolare alla luce del recente accordo sottoscritto con la Confederazione Elvetica

Tempo complessivo, comprese le dichiarazioni di voto: 6 ore (*).

Governo 25 minuti
Richiami al Regolamento 10 minuti
Tempi tecnici 5 minuti
Interventi a titolo personale 1 ora (con il limite massimo di 7 minuti per il complesso degli interventi di ciascun deputato)
Gruppi 4 ore e 20 minuti
 Partito Democratico 1 ora e 15 minuti
 MoVimento 5 Stelle 32 minuti
 Forza Italia – Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente 25 minuti
 Area Popolare (NCD - UDC) 20 minuti
 Sinistra Italiana – Sinistra Ecologia Libertà 20 minuti
 Scelta Civica per l'Italia 18 minuti
 Lega Nord e Autonomie – Lega dei Popoli – Noi con Salvini 17 minuti
 Democrazia Solidale – Centro Democratico 16 minuti
 Fratelli d'Italia – Alleanza Nazionale 15 minuti
 Misto: 22 minuti
  Conservatori e Riformisti 6 minuti
  Alternativa Libera - Possibile 5 minuti
  Alleanza Liberalpopolare Autonomie ALA – MAIE - Movimento Associativo italiani all'estero 4 minuti
  Minoranze Linguistiche 3 minuti
  Partito Socialista Italiano (PSI) – Liberali per l'Italia (PLI) 2 minuti
  Unione Sudamericana Emigrati Italiani 2 minuti

(*) Al tempo sopra indicato si aggiungono 5 minuti per l'illustrazione della mozione.

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Doc. IV, n. 11-A – Autorizzazione all'utilizzo di intercettazioni e di conversazioni nei confronti di Filippo Ascierto, deputato all'epoca dei fatti

Tempo complessivo: 2 ore e 30 minuti.

Relatore 15 minuti
Richiami al Regolamento 5 minuti
Tempi tecnici 5 minuti
Interventi a titolo personale 20 minuti (con il limite massimo di 3 minuti per il complesso degli interventi di ciascun deputato)
Gruppi 1 ora e 45 minuti
 Partito Democratico 29 minuti
 MoVimento 5 Stelle 13 minuti
 Forza Italia – Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente 10 minuti
 Area Popolare (NCD - UDC) 8 minuti
 Sinistra Italiana – Sinistra Ecologia Libertà 8 minuti
 Scelta Civica per l'Italia 7 minuti
 Lega Nord e Autonomie – Lega dei Popoli – Noi con Salvini 6 minuti
 Democrazia Solidale – Centro Democratico 6 minuti
 Fratelli d'Italia – Alleanza Nazionale 6 minuti
 Misto: 12 minuti
  Conservatori e Riformisti 2 minuti
  Alternativa Libera - Possibile 2 minuti
  Alleanza Liberalpopolare Autonomie ALA – MAIE - Movimento Associativo italiani all'estero 2 minuti
  Minoranze Linguistiche 2 minuti
  Partito Socialista Italiano (PSI) – Liberali per l'Italia (PLI) 2 minuti
  Unione Sudamericana Emigrati Italiani 2 minuti
Pag. 166

Doc. IV, n. 13-A – Autorizzazione all'utilizzo di intercettazioni e di conversazioni nei confronti di Giacomo Chiappori, deputato all'epoca dei fatti

Tempo complessivo: 2 ore e 30 minuti.

Relatore 15 minuti
Richiami al Regolamento 5 minuti
Tempi tecnici 5 minuti
Interventi a titolo personale 20 minuti (con il limite massimo di 3 minuti per il complesso degli interventi di ciascun deputato)
Gruppi 1 ora e 45 minuti
 Partito Democratico 29 minuti
 MoVimento 5 Stelle 13 minuti
 Forza Italia – Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente 10 minuti
 Area Popolare (NCD - UDC) 8 minuti
 Sinistra Italiana – Sinistra Ecologia Libertà 8 minuti
 Scelta Civica per l'Italia 7 minuti
 Lega Nord e Autonomie – Lega dei Popoli – Noi con Salvini 6 minuti
 Democrazia Solidale – Centro Democratico 6 minuti
 Fratelli d'Italia – Alleanza Nazionale 6 minuti
 Misto: 12 minuti
  Conservatori e Riformisti 2 minuti
  Alternativa Libera - Possibile 2 minuti
  Alleanza Liberalpopolare Autonomie ALA – MAIE - Movimento Associativo italiani all'estero 2 minuti
  Minoranze Linguistiche 2 minuti
  Partito Socialista Italiano (PSI) – Liberali per l'Italia (PLI) 2 minuti
  Unione Sudamericana Emigrati Italiani 2 minuti
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Doc. IV, n. 14-A – Autorizzazione all'utilizzo di intercettazioni e di conversazioni nei confronti di Silvio Berlusconi, deputato all'epoca dei fatti

Tempo complessivo: 2 ore e 30 minuti.

Relatore 15 minuti
Richiami al Regolamento 5 minuti
Tempi tecnici 5 minuti
Interventi a titolo personale 20 minuti (con il limite massimo di 3 minuti per il complesso degli interventi di ciascun deputato)
Gruppi 1 ora e 45 minuti
 Partito Democratico 29 minuti
 MoVimento 5 Stelle 13 minuti
 Forza Italia – Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente 10 minuti
 Area Popolare (NCD - UDC) 8 minuti
 Sinistra Italiana – Sinistra Ecologia Libertà 8 minuti
 Scelta Civica per l'Italia 7 minuti
 Lega Nord e Autonomie – Lega dei Popoli – Noi con Salvini 6 minuti
 Democrazia Solidale – Centro Democratico 6 minuti
 Fratelli d'Italia – Alleanza Nazionale 6 minuti
 Misto: 12 minuti
  Conservatori e Riformisti 2 minuti
  Alternativa Libera - Possibile 2 minuti
  Alleanza Liberalpopolare Autonomie ALA – MAIE - Movimento Associativo italiani all'estero 2 minuti
  Minoranze Linguistiche 2 minuti
  Partito Socialista Italiano (PSI) – Liberali per l'Italia (PLI) 2 minuti
  Unione Sudamericana Emigrati Italiani 2 minuti
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Doc. IV, n. 15-A – Autorizzazione all'utilizzo di intercettazioni e di conversazioni nei confronti di Marco Pugliese, deputato all'epoca dei fatti

Tempo complessivo: 2 ore e 30 minuti.

Relatore 15 minuti
Richiami al Regolamento 5 minuti
Tempi tecnici 5 minuti
Interventi a titolo personale 20 minuti (con il limite massimo di 3 minuti per il complesso degli interventi di ciascun deputato)
Gruppi 1 ora e 45 minuti
 Partito Democratico 29 minuti
 MoVimento 5 Stelle 13 minuti
 Forza Italia – Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente 10 minuti
 Area Popolare (NCD - UDC) 8 minuti
 Sinistra Italiana – Sinistra Ecologia Libertà 8 minuti
 Scelta Civica per l'Italia 7 minuti
 Lega Nord e Autonomie – Lega dei Popoli – Noi con Salvini 6 minuti
 Democrazia Solidale – Centro Democratico 6 minuti
 Fratelli d'Italia – Alleanza Nazionale 6 minuti
 Misto: 12 minuti
  Conservatori e Riformisti 2 minuti
  Alternativa Libera - Possibile 2 minuti
  Alleanza Liberalpopolare Autonomie ALA – MAIE - Movimento Associativo italiani all'estero 2 minuti
  Minoranze Linguistiche 2 minuti
  Partito Socialista Italiano (PSI) – Liberali per l'Italia (PLI) 2 minuti
  Unione Sudamericana Emigrati Italiani 2 minuti
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Doc. XXIII, n. 9 – Relazione della Commissione d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti sullo stato di avanzamento dei lavori di bonifica nel sito di interesse nazionale di Venezia-Porto Marghera

Tempo complessivo, comprese le dichiarazioni di voto: 3 ore.

Relatore 15 minuti
Governo 15 minuti
Richiami al Regolamento 10 minuti
Tempi tecnici 5 minuti
Interventi a titolo personale 22 minuti (con il limite massimo di 3 minuti per il complesso degli interventi di ciascun deputato)
Gruppi 1 ora e 53 minuti
 Partito Democratico 32 minuti
 MoVimento 5 Stelle 14 minuti
 Forza Italia – Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente 11 minuti
 Area Popolare (NCD - UDC) 8 minuti
 Sinistra Italiana – Sinistra Ecologia Libertà 8 minuti
 Scelta Civica per l'Italia 8 minuti
 Lega Nord e Autonomie – Lega dei Popoli – Noi con Salvini 7 minuti
 Democrazia Solidale – Centro Democratico 7 minuti
 Fratelli d'Italia – Alleanza Nazionale 6 minuti
 Misto: 12 minuti
  Conservatori e Riformisti 2 minuti
  Alternativa Libera - Possibile