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Temi dell'attività Parlamentare

Elezione del Presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano è stato eletto Presidente della Repubblica con 738 voti.
informazioni aggiornate a martedì, 23 aprile 2013

Il Parlamento in seduta comune, con la partecipazione dei delegati regionali, ha eletto il 20 aprile Giorgio Napolitano Presidente della Repubblica al sesto scrutinio. Il 22 aprile il Capo dello Stato ha prestato giuramento di fedeltà alla Repubblica e di osservanza della Costituzione e ha pronunciato il suo messaggio al Parlamento.

I "grandi elettori"

L’articolo 83 della Costituzione prevede che il Presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento in seduta comune dei suoi membri, 630 deputati e 315 senatori. Vanno computati anche i senatori a vita, che attualmente sono quattro.

All’elezione partecipano anche i delegati regionali, tre per ciascuna Regione, ad eccezione della Valle d’Aosta che esprime un solo delegato. I delegati regionali sono eletti dai Consigli regionali con l’unica condizione che sia assicurata la rappresentanza delle minoranze. Pertanto il numero complessivo dei delegati è 58.

Anche se la normativa regionale non lo prescrive (ad eccezione del Piemonte e della Basilicata) i delegati regionali sono eletti tra i membri dei rispettivi consigli. Per prassi vengono eletti il Presidente della Giunta, il Presidente del Consiglio regionale e un consigliere dell’opposizione. Per la Regione Valle d’Aosta è eletto il Presidente della Giunta.

L’11 aprile si sono concluse le elezioni nei consigli regionali e sono stati resi noti i nomi dei delegati regionali.

La convocazione

Per quanto riguarda le procedure di convocazione, l’articolo 85 della Costituzione stabilisce che trenta giorni prima della scadenza del termine del mandato settennale di durata del Presidente della Repubblica, il Presidente della Camera convoca il collegio elettorale per l’elezione del nuovo Presidente.

Se, al momento della scadenza del mandato, le Camere sono sciolte, o manca meno di tre mesi alla loro cessazione, l’elezione ha luogo entro quindici giorni dalla riunione delle nuove Camere. Nel frattempo sono prorogati i poteri del Presidente della Repubblica in carica.

Il mandato del Presidente della Repubblica Napolitano cesserà il 15 maggio prossimo e, pertanto, il Presidente della Camera, il 15 aprile, ha provveduto a convocare la Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica, in seduta comune, con la partecipazione dei delegati regionali il 18 aprile 2013, alle ore 10, per l'elezione del nuovo Capo dello Stato (Gazzetta Ufficiale 15 aprile 2013, n. 88).

Si ricorda che, quando il Parlamento si riunisce in seduta comune, il Presidente e l'Ufficio di presidenza sono quelli della Camera dei deputati (art. 63 Cost.).

L'elezione

L'elezione del Presidente della Repubblica ha luogo a scrutinio segreto, ai sensi dell’articolo 83 della Costituzione.

Nei primi tre scrutini è richiesta la maggioranza di due terzi dell’Assemblea; dal quarto è sufficiente la maggioranza assoluta dell’Assemblea.

Può essere eletto ogni cittadino che abbia compiuto cinquanta anni di età e goda dei diritti civili e politici (art. 84 Cost.).

Il Presidente della Repubblica, prima di assumere le sue funzioni, presta giuramento di fedeltà alla Repubblica e di osservanza della Costituzione davanti al Parlamento in seduta comune (art. 91, Cost.).

La cerimonia del giuramento avviene solitamente dopo qualche giorno dalla elezione e da quel momento ha inizio il mandato presidenziale.

Il Presidente della Repubblica

Il Presidente della Repubblica è il Capo dello Stato e il rappresentante dell'unità nazionale (art. 87 Cost.).

Il suo mandato dura sette anni e il suo ufficio è incompatibile con qualsiasi altra carica.

In ragione del ruolo di garanzia attribuitogli, il Capo dello Stato non partecipa alla determinazione dell’indirizzo politico, al quale concorrono Parlamento e Governo. La Costituzione (artt. 74, 87, 92) gli attribuisce tuttavia importanti poteri, finalizzati principalmente a garantire il funzionamento delle istituzioni e l’equilibrio nei rapporti tra queste.

In particolare, con riguardo alla formazione del Governo e alla funzione esecutiva, il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questi, i ministri; nomina, nei casi indicati dalla legge, i funzionari dello Stato; accredita e riceve i rappresentanti diplomatici e ratifica i trattati internazionali.

Ha il comando delle Forze armate, presiede il Consiglio supremo di difesa e dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere.

Con riguardo alla funzione legislativa, indice le elezioni delle Camere e ne fissa la prima seduta dopo le elezioni; può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse. Promulga le leggi approvate dal Parlamento; prima della promulgazione può chiederne il riesame alle Camere; emana i decreti con valore di legge e i regolamenti. Indice i referendum previsti dalla Costituzione e ne proclama il risultato. Può inviare messaggi alle Camere.

Con riferimento alla funzione giudiziaria e alla magistratura, presiede il Consiglio superiore della magistratura e può concedere la grazia e commutare le pene.

Nomina un terzo dei giudici della Corte costituzionale.

I Presidenti della Repubblica dal 1948

Enrico De Nicola (Capo provvisorio dello Stato) 1948

Luigi Einaudi 1948-1955

Giovanni Gronchi 1955-1962

Antonio Segni 1962-1964

Giuseppe Saragat 1964-1971

Giovanni Leone 1971-1978

Alessandro Pertini 1978-1985

Francesco Cossiga 1985-1992

Oscar Luigi Scalfaro 1992-1999

Carlo Azeglio Ciampi 1999-2006

Giorgio Napolitano 2006-2013

Giorgio Napolitano 2013-